• Save
Beni Culturali 1.1 Introduzione
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×
 

Beni Culturali 1.1 Introduzione

on

  • 2,904 views

Beni Culturali 1.1 Introduzione

Beni Culturali 1.1 Introduzione

Statistics

Views

Total Views
2,904
Views on SlideShare
2,680
Embed Views
224

Actions

Likes
1
Downloads
0
Comments
0

5 Embeds 224

http://www.catepol.net 207
http://www.lte-unifi.net 12
http://www.slideshare.net 2
http://webcache.googleusercontent.com 2
http://s3.amazonaws.com 1

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Microsoft PowerPoint

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

Beni Culturali 1.1 Introduzione Beni Culturali 1.1 Introduzione Presentation Transcript

  • Tecnologie ITC e sistemi cooperativi di gestione delle informazioni nei Beni Culturali Introduzione Dott.ssa Caterina Policaro www.catepol.net – www.elearningpertutti.org IFTS CIPE Gestione dell’informazione per Beni Culturali Fuscaldo (CS) - Maggio 2009
  • Obiettivi
    • Comprendere l’importanza dell’ICT nella gestione delle informazioni nei beni culturali
        • Principali metodologie e strumenti
        • - Tecnologie ICT, Web 2.0 e Social Networking
    • Gestione delle informazioni online e sistemi informativi
    • Valorizzazione del patrimonio culturale
    • Comunicazione e condivisione delle informazioni, condivisione della conoscenza e partecipazione sociale
  • Programma Ipertestualità – Interattività - Multimedia CMC – Comunicazione Mediata da Computer Approcci e tipologie Linguaggio Strumenti per l’interazione Strumenti per la comunicazione Web Forum Chat Newsgroup Mailing List Videoconferenza Weblog Messenger Wiki Ecc. Web 2.0 Blog Wiki Podcast Youtube e altri Flickr e altri Social networking Facebook, Twitter, Friendfeed ecc.
    • - non linearità: si annullano i canoni aristotelici della scrittura (introduzione, svolgimento, conclusione);
        • - non sequenzialità: non si deve predisporre una cronologia di lettura;
        • - accesso aperto: non esiste uno specifico punto di inizio né di arrivo;
        • messa in rete dei contenuti: la consultazione può essere sia
        • verticale che orizzontale;
        • - gerarchia variabile dei contenuti: l’ordine dei contenuti, la loro gerarchia è decisa dal lettore, che può definirsi un co-autore.
    INTRODUZIONE: Caratteristiche dell’Ipertestualità
  • Strutturazione logica del contenuto Il testo su web è articolato in nodi (unità minori) e in connessioni ( link ) che suggeriscono la dimensione reticolare e multilineare con cui il testo può essere attraversato e successivamente attualizzato. Il contenuto su web non è più solo testo!
  • “ La potenziale capacità di un medium di lasciare che l’utente eserciti un’influenza sul contenuto e sulla forma della comunicazione mediata ” (Jensen 1999, 183)
    • Tre livelli di interattività:
    • Selezione delle informazioni fra le possibilità offerte
    • Feedback del ricevente secondo una modalità comunicativa broadcast
    • Circolazione dei contenuti e scambio reciproco delle informazioni
    Interattività Interattività
  • Interattività
    • Caratteristiche dell’interattività:
      • Pluridirezionalità dello scorrimento delle informazioni
      • Ruolo attivo dell’utente nella selezione delle informazioni richieste
      • Ritmo della comunicazione (tempo reale)
      • Produzione di oggetti testuali nuovi non completamente prevedibili a priori
  • Multimedialità/Ipermedialità
    • Multimedialità:
    • integrazione informatica di più mezzi (formati) e codici espressivi all’interno di uno stesso testo.
    • Ipermedialità (ipertesto + multimedialità):
    • distingue formati che integrano una pluralità di mezzi e codici (testi, immagini fisse e in movimento, suoni) rispetto a formati esclusivamente testuali.
    Ipermedia Multimedia
  • Quale comunicazione? a distanza... in rete... in presenza... Quale comunicazione?
  • Paul Watzlawick “ Ogni essere vivente comunica nel momento stesso in cui è sensibile all'ambiente circostante. Sia le parole, i gesti o i silenzi hanno il valore di un messaggio, di conseguenza sussiste l'impossibilità di non-comunicare.” Roman Jakobson
    • «Il mittente invia un messaggio al destinatario .
    • Per essere operante, il messaggio richiede riferimento a un contesto
    • che possa essere afferrato dal destinatario
    • che sia verbale o suscettibile a verbalizzazione
    • Esige un codice interamente, o almeno parzialmente, comune al mittente e al destinatario.
    • Infine un contatto , un canale fisico e una connessione psicologica fra il mittente e il destinatario, che consenta loro di stabilire e mantenere la comunicazione ».
    Nel tempo i fondamenti della comunicazione non sono cambiati , ma l'evoluzione ha portato la nascita di nuovi sistemi di comunicazione più complessi , dalla stampa fino ai mezzi di telecomunicazione. Per cogliere le peculiarità, i punti di forza e di debolezza della comunicazione digitale, occorre partire dall'analisi di quella tradizionale. Impossibile non comunicare
  • La trasmissione dei dati in formato digitale è riuscita ad abbattere alcuni dei vincoli della comunicazione tradizionale.
    • i dati digitali sono molto flessibili ed rielaborabili ,
    • le informazioni digitali possono essere multimediali ,
    • nella rete viaggiano tutti i generi di informazioni , dai testi, ai suoni, alle immagini, tutte codificate con lo stesso codice
    interattività Caratteristiche della CMC
  • Cinque caratteristiche che caratterizzano l'interattività di un mezzo (Andrew Lippman) : interrompibile : ognuno degli attori coinvolti deve poter interrompere l'altro quando vuole; degradazione dolce : non deve avvenire una netta interruzione della comunicazione, deve esserci la possibilità di riprenderla o di cambiarla con altri argomenti; visione avanti-limitata : gli attori coinvolti devono avere un obiettivo da perseguire e devono essere consapevoli dei passi da muovere per raggiungere tale scopo; tempo reale : è importante avere un tempo di risposta adeguato per simulare lo scambio tra due esseri umani, risposta che non deve essere ne troppo rapida ne troppo lenta. banca dati infinita : si deve dare l'impressione che il medium non abbia limiti alla sua possibilità d'interazione. Tutte queste caratteristiche sono volte a riprodurre il più possibile una comunicazione naturale. 1 3 2 4 5 CMC e interattività
    • Nella CMC la relazione tra emittente e destinatario molto diversa dalla comunicazione faccia a faccia.
    • Non c'è il continuo feedback che consente agli attori coinvolti di effettuare continui adattamenti e correzioni reciproche, per raggiungere lo scopo della comunicazione stessa.
    • Mancano tutti gli elementi della comunicazione non verbale: le pause, il tono i voce, la mimica facciale e i gesti del corpo.
    … che si tratti di un'e-mail, di una chat o di un newsgroup… la scrittura assume un ruolo preponderante nella comunicazione tramite computer
    • Per chi deve spedire un messaggio, scrivere comporta un costo maggiore in termini di tempo, che non alzare il telefono o parlare faccia a faccia con il proprio interlocutore.
    • Cercando di aggirare questo problema solitamente gli utenti inviano messaggi condensati , ma questo accorgimento può avere un costo in termini di qualità della comunicazione:
    • non solo si perdono parti dell'informazione da trasmettere,
    • ma anche tutti quegli aspetti connotativi dei messaggi, che fanno capire molto su chi scrive e sulle sue intenzioni.
    Il linguaggio della CMC
  • Nella comunicazione sincrona il testo deve essere digitato molto velocemente per rispondere con prontezza all'interlocutore e questo ha creato una sorta di nuovo linguaggio: - abbreviazioni sono utilizzate tantissimo, come «cmq» e «dgt», (comunque – digitare), le lettere maiuscole sono praticamente inutilizzate. - l'uso di acronimi, un esempio inglese molto comune è «a/s/l», contrazione di age, sex, location, utilizzata quando si chiede una breve presentazione ad un nuovo interlocutore. Per quanto riguarda gli aspetti non verbali, potendo contare solo sulla forma scritta, è stato creato un modo per riprodurre le espressioni mimiche facciali e di conseguenza gli stati d'animo, con un insieme di simboli topografici: le emoticons o smiley, molto comuni sono « :-) sorriso, :-o stupore, etc.». E' sempre più frequente trovare segni di "contaminazione" dello stile comunicativo della chat negli altri sistemi di comunicazione mediata, così che quello che era il linguaggio esclusivo della comunità delle IRC, sta diventando il linguaggio globale della rete. Il linguaggio della CMC
  • Smile 
  • comunicazione sincrona comunicazione asincrona La comunicazione sincrona (come la videoconferenza) implica la compresenza temporale dell'emittente e del destinatario del messaggio. Prima per motivi tecnici non molto diffusa, ora non è più necessario utilizzare apparecchi molto sofisticati per ottenere una buona qualità nella comunicazione. La comunicazione asincrona, (come la posta elettronica) offre la possibilità di scegliere il momento in cui partecipare all'interazione, non è necessaria la contemporanea presenza in rete delle persone coinvolte. Il mittente invia un messaggio che il destinatario leggerà nel momento più opportuno. Grande successo, consente di superare le barriere spazio temporali a costi praticamente nulli. Tipologie di comunicazione in internet
  • Social Networking Una Definizione: il social networking mette in condivisione le amicizie per creare una rete di rapporti in cui nessuno è sconosciuto e chiunque è identificabile in quanto "amico di" un altro (= mi registro, invito i miei amici, che a loro volta invitano i loro e così via, fino a creare una rete di amicizie a scopo personale, lavorativo o altro). Metto in rete tutto!