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Lanzi sel 26 aprile 2012
 

Lanzi sel 26 aprile 2012

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Presentazione esposta in occasione dell'incontro promosso dal forum ambiente SEL BOLOGNA il 26 Aprile

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  • stabilire obiettivi di qualità dell’aria ambiente al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente nel suo complesso ottenere informazioni sulla qualità dell’aria ambiente per contribuire alla lotta contro l’inquinamento dell’aria e gli effetti nocivi e per monitorare le tendenze a lungo termine e i miglioramenti ottenuti con l’applicazione delle misure nazionali e comunitarie; valutare la qualità dell’aria ambiente sulla base di metodi e criteri comuni mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove sia buona, e migliorarla negli altri casi garantire che le informazioni sulla qualità dell’aria ambiente siano messe a disposizione del pubblico
  • c) la zonizzazione dell’intero territorio nazionale é il presupposto su cui si organizza l’attività di valutazione della qualità dell’aria ambiente. A seguito della zonizzazione del territorio, ciascuna zona o agglomerato é classificata allo scopo di individuare le modalità di valutazione mediante misurazioni e mediante altre tecniche in conformità alle disposizioni del presente decreto; d) la zonizzazione del territorio richiede la previa individuazione degli agglomerati e la successiva individuazione delle altre zone. Gli agglomerati sono individuati sulla base dell’assetto urbanistico, della popolazione residente e della densità abitativa. Le altre zone sono individuate, principalmente, sulla base di aspetti come la densità emissiva, le caratteristiche orografiche, le caratteristiche meteo-climatiche e il grado di urbanizzazione del territorio, al fine di individuare le aree in cui uno o più di tali aspetti sono predominanti nel determinare i livelli degli inquinanti e di accorpare tali aree in zone contraddistinte dall’omogeneità degli aspetti predominanti; Agglomerati sono zone a parte (ovvero non parti di zona A); Classificazione delle zone per tutti gli inquinanti (SO2, NO2, benzene, CO, Pb, PM10, PM2.5, metalli e IPA, O3); Zone sovra-provinciali e addirittura sovra-regionali per inquinanti secondari come O3 o come SO2 per il quale c’e’ rispetto dei VL su tutto il territorio regionale; Individuazione aree superamento (es. con modellistica) come sottoinsieme delle zone;
  • Nella elaborazione dei piani previsti dal presente articolo è assicurata la coerenza con le prescrizioni contenute nella pianificazione nazionale per la riduzione delle emissioni di gas responsabili dell'effetto serra, nei piani e nei programmi adottati ai sensi del decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 171, e del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194, nei provvedimenti regionali di attuazione dell’articolo 2, comma 167, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, (incremento produzione di energia elettrica da fonti rinovabili ed in tutti gli altri strumenti di pianificazione e di programmazione regionali e locali, come i piani energetici, i piani dei trasporti e i piani di sviluppo. Anche le autorità competenti all’elaborazione e all’aggiornamento di tali piani, programmi e provvedimenti assicurano la coerenza degli stessi con le prescrizioni contenute nei piani di qualità dell’aria previsti dal presente articolo. Gli interventi previsti nei piani d’azione sono diretti a ridurre il rischio o a limitare la durata del superamento. I piani d'azione possono prevedere, se necessario per le finalità di legge, interventi finalizzati a limitare oppure a sospendere le attività che contribuiscono all’insorgenza del rischio di superamento dei valori limite, dei valori obiettivo e delle soglie di allarme. Gli indirizzi formulati dalla Commissione europea ai sensi dell’articolo 24 della direttiva 2008/50/CE integrano i requisiti previsti dal presente articolo per l’adozione dei piani d’azione. 5. Le regioni e le province autonome che adottano un piano d’azione mettono a disposizione del pubblico, nei modi previsti all’articolo 18, le informazioni relative ai risultati dell’istruttoria svolta circa la fattibilità del piano e le informazioni relative ai contenuti ed all’attuazione del piano.
  • A giugno 2010 lo stato annunciò i nterventi a carattere legislativo, regolamentare e di indirizzo nei settori: Trasporti Civile ed industriale Agricoltura Dei quali siamo ancora in attesa
  • Zonizzazione del territorio (zone A, B, agglomerati) Rete di monitoraggio conforme ai requisiti UE (inclusa la misurazione del PM 2.5) Inventario delle emissioni e modelli di dispersione degli inquinanti per la valutazione della qualità dell’aria e lo studio di scenari di qualità dell’aria Piani provinciali di risanamento e tutela della qualità dell’aria Accordi di programma annuali per la qualità dell’aria (misure a breve e medio termine) Richiesta di deroga per i V.L. del PM10

Lanzi sel 26 aprile 2012 Lanzi sel 26 aprile 2012 Presentation Transcript

  • Gestione della qualità dellaria alla luce dei decreti legislativi 128/2010 e 155/2010 Bologna 26 Aprile 2012Eugenio Lanzilanzieugenio@gmail.com
  • Alcune osservazioni sul D.lgs 155/2010
  • Delega al Governo per il recepimento della DIR 2008/50/CE Legge 7 luglio 2009, n. 88- Legge comunitaria 2008a) prevedere adeguati poteri di coordinamento, di approvazione e di risoluzione dei casi di inadempimento, diretti a garantire un approccio coerente ed uniforme in materia di valutazione e gestione della qualità dellaria ambiente nel quadro del riparto di competenze tra Stato, regioni ed enti locali per lattuazione dei compiti definiti dalla legislazione comunitaria;d) in considerazione della particolare situazione diinquinamento dellaria presente nella pianura padana,promuovere ladozione di specifiche strategie di interventonellarea interessata, anche attraverso un maggiorecoordinamento tra le regioni che insistono sul predetto bacino;
  • Revisione della zonizzazione e classificazione delle zone • Progetto di zonizzazione entro 4 mesi dall’entrata in vigore del D.Lgs.)Rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria • Eventuale progetto di adeguamento della rete di monitoraggio entro 8 mesi dall’entrata in vigore del D.Lgs. Strumenti di gestione regionali della qualità dell’aria Obbligo di elaborazione di: • Inventari regionali delle emissioni • Scenari energetici e livelli delle principali attività produttive  scenari emissivi • Modellistica per le valutazioni degli scenari Devono essere periodicamente confrontati e armonizzati con i corrispondenti strumenti a livello nazionale.
  • Piani e misure per la qualità dell’ariaPiani di qualità dell’ariaCoerenti con: • Prescrizioni della pianificazione nazionale per la riduzione delle emissioni di gas responsabili delleffetto serra • Piani e programmi D.Lgs. 171/2004 - Limiti nazionali di emissione (SO2, NO2, COV, NH3) • Piani di azione in materia di inquinamento acustico (D.Lgs. 194/2005) • Strumenti di pianificazione settorialiPiani d’azione • specifiche circostanze contingenti, non aventi carattere strutturale o ricorrente; • circostanze non prevedibili e contrastabili attraverso i piani di qualità dell’aria • interventi finalizzati a limitare oppure a sospendere le attività che contribuiscono all’insorgenza del rischio di superamento
  • Misure di carattere nazionaleSe tutte le possibili misure individuabili dalle Regioni nei propripiani di qualità dell’aria non sono in grado di assicurare ilraggiungimento dei valori limite in aree influenzate in mododeterminante da sorgenti di emissione su cui le Regioni nonhanno competenza amministrativa e legislativa, è previstal’adozione di misure di carattere nazionale.Programma di misure di carattere nazionale approvato condecreto del Presidente del Consiglio dei Ministri(partecipazione dei Ministeri aventi competenza su specifici settoriemissivi, quali trasporti, energia, inclusi gli usi civili, attività produttive eagricoltura)
  • L’accordo di programma 2010-2012• Era configurato come un Accordo-ponte di due anni fino alla ridefinizione dell’assetto gestionale e pianificatorio della qualità dell’aria- Conteneva un chiaro riferimento al D.lgs 155/2010;- Per la sua attuazione era prevista una sede di confronto politico per il quale l’Assessore Regionale Freda si era impegnata nel corso del confronto con i firmatari dell’Accordo
  • Le linee di intervento della RegioneIl Servizio Regionale ha fornito una specificanota al Direttore Generale all’Ambiente il 30Ottobre 2010
  • La criticità NO2• Criticità trasversale all’intera UE (Rif. Workshop Bruxelles 14/15 aprile 2010)• Senza interventi non rispettiamo i V.L. per NO2 (valore limite annuale) con conseguente ulteriore procedura d’infrazione.• Condivisione a livello di Bacino padano degli elementi necessari a richiedere la deroga.• Coordinamento a livello di tavolo tecnico ministeriale• Tempi previsti per la presentazione della notifica: fine 2010 o inizio 2011• E’ il primo vero banco di prova del D.lgs 155/2010.
  • Procedura d’infrazione e richieste di deroga Una zona può notificare nuovamente purché produca nuova documentazione e spieghi perché tale documentazione non poteva essere prodotta primaA livello regionale non c’è margine per una nuova notificaPiano nazionale per il risanamento della qualità dell’ariaProposta di azioni a livello nazionale recepibili in tempi brevi(previsto un D.L. d’urgenza in relazione alla necessità dirispondere al parere motivato UE entro il 7 Luglio 2010 –Approvato il 9 Luglio un disegno di legge)
  • Procedura d’infrazione e richieste di deroga Azioni a livello nazionale ipotizzate ad inizio 2010• Riduzione del limite di velocità sulle autostrade• Riduzione delle emissioni di NH3 dal settore agricoltura• Riduzione delle emissioni prodotte dai veicoli off- road• Incentivi volti alla sostituzione delle caldaie e al risparmio energetico• Limitazione delle emissioni prodotte dalla combustione di biomassaIl documento della Regione Emilia-Romagna
  • L’impegno della Regione a livello nazionale ed interregionaleLa gestione della infrazione comunitaria sulle PM10(presentazione della memoria difensiva alla corte digiustizia europea)La elaborazione e presentazione della richiesta dideroga per NO2Il rafforzamento dell’accordo del Bacino PadanoIl coordinamento delle regioni europee nel processodi revisione della Direttiva 2008/50
  • Richieste Deroga per PM10 e NOX delibera 344/2011 Approvazione notifiche alla UE per PM10 e NOX Aree di superamento per media giornaliera PM10
  • PM10 – NO2 ANNO 2009 zonizzazione Biomassa
  • Le richieste di deroghe e le azioni collegate •Le linee guida per gli impianti di produzionedi energia che utilizzano biomasse (relazione conil Piano di attuazione triennale del PER2011-2013, nuova direttiva 2010/75/CE, attività diregolazione delle emissioni in atmosfera) •Il Piano di Azione Ambientale 2011-2013