LAB Area Flegrea 07-05-13 Colaizzo

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Intervento di Raffaele Colaizzo in occasione del LAB Governance e organizzazione di un Sistema Territoriale di Sviluppo (STS) del 07-05-13 organizzato da FormezPA all’interno della Linea A.2 - PROGETTARE dI Capacity SUD

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LAB Area Flegrea 07-05-13 Colaizzo

  1. 1. 1PON GOVERNANCE E AZIONI DI SISTEMAASSE E – Capacità Istituzionale – Obiettivo Specifico 5.1Il nuovo scenario della Programmazione Europa 2020 e le implicazioniorganizzative per i Sistemi Territoriali di SviluppoRaffaele ColaizzoSTS Area Flegrea - Arco Felice, 7 maggio 2013
  2. 2. 2Quattro “novità” per il 2014 - 2020Approccio comune dei fondiLe politiche per la coesione (FESR, FSE e FC),lo sviluppo rurale (FEASR) e il settoremarittimo e della pesca (FEAMP) condividonoun Quadro Strategico Comune orientato airisultati, alla verifica dei progressi eallarmonizzazione delle regole.Concentrazione tematicaLe priorità delle politiche di coesione 2014 –2020 sono concentrate su undici obiettivitematici, interconnessi con la Strategia diEuropa 2020 ed orientate alla crescitaintelligente, alla crescita sostenibile ed allacrescita inclusivaApproccio territoriale rafforzatoLe nuove politiche di coesione propongono unrafforzato approccio territoriale, dapromuovere attraverso l’estensione dellosviluppo locale partecipativo, il ricorso adInvestimenti Territoriali Integrati, laconferma dell’importanza dello sviluppourbanoCondizionalitàLa proposta di Regolamento richiede a StatiMembri e Regioni di soddisfare dellecondizionalità ex ante (requisiti) per poteraccedere ai fondi ed assegna ai Programmiuna riserva di efficienza e di efficacia in base adelle condizionalità ex post.
  3. 3. 3Gli obiettivi di Europa 2020OccupazioneInnalzamento al 75% del tasso di occupazione (per lafascia di età compresa tra 20 e 64 anni)R&S / innovazioneAumento degli investimenti in ricerca e sviluppo edinnovazione al 3% del PIL dellUE (pubblico e privatoinsieme)Cambiamenti climatici /energia(i) Riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (opersino del 30%, se le condizioni lo permettono)rispetto al 1990; (ii) 20% del fabbisogno di energiaricavato da fonti rinnovabili; (iii) Aumento del 20%dellefficienza energetica.Istruzione(i) Riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto del10%; (ii) Aumento al 40% dei 30-34enni conunistruzione universitariaPovertà / emarginazioneAlmeno 20 milioni di persone a rischio o in situazionedi povertà ed emarginazione in meno
  4. 4. 4La proposta di bilancio dell’Unione 2014 - 2020
  5. 5. 5La struttura della propostadi Regolamento Recante Disposizioni Comuni (RRDC)Disposizioni Comuni(Parte II RRDC)Contiene le disposizioni comuni che si applicano a tutti glistrumenti strutturali compresi nel QSC. Si riferisce a FESR,FSE, FC, FEASR e FEAMP (Fondi del QSC). Identifica iprincipi generali del sostegno, gli elementi comuni dipianificazione e programmazione strategica (tra cui un elenco diobiettivi tematici comuni basato sulla strategia Europa 2020) edisposizioni sul QSC a livello di Unione e sui contratti dipartenariato da concludere con ciascuno Stato membro.Disposizioni specifichesu FESR, FSE e FC(Parte III RRDC)La parte II contiene disposizioni specifiche relative al FESR, alFSE e al FC. Esse riguardano la missione e gli obiettivi dellapolitica di coesione, il quadro finanziario, le modalità diprogrammazione e rendicontazione, i grandi progetti e i pianidazione comuni. La parte II stabilisce i requisiti dei sistemi digestione e di controllo nellambito della politica di coesione edelabora le modalità di controllo e gestione finanziaria.
  6. 6. 6I documenti chiaveQuadro Strategico Comune(artt. 10-12 RRDC)Definisce gli elementi per una direzione strategica chiaradel processo di programmazione e per il coordinamentosettoriale e territoriale degli interventi dellUnione nelquadro dei Fondi del QSC e delle altre politiche, in lineacon gli obiettivi della strategia Europa 2020.Accordo dipartenariato(artt. 13–15 RRDC)Trasferisce le disposizioni del QSC nel contesto nazionale estabilisce gli impegni per raggiungere gli obiettividell’Unione attraverso la programmazione dei Fondi delQSC. Viene preparato dallo Stato Membro con lapartecipazione dei partner in base al sistema dellagovernance a più livelliProgramma(artt. 23–27 RRDC)Definisce le priorità, gli obiettivi specifici e le dotazionifinanziarie dei Fondi del QSC e il corrispondentecofinanziamento nazionale. Comprende le modalità pergarantire l’attuazione coordinata dei Fondi del QSC
  7. 7. 7Obiettivi tematici (art. 9 RRDC)① Rafforzare la ricerca, losviluppo tecnologico elinnovazione② Migliorare laccesso alleTIC, nonché il loro impiegoe qualità③ Promuovere lacompetitività delle PMI,lagricoltura (FEASR) e lapesca e acquacoltura(FEAMP)④ Sostenere la transizioneverso uneconomia a basseemissioni di carbonio intutti i settori⑤ Promuovere ladatta-mento al cambiamentoclimatico, la prevenzione ela gestione dei rischi⑥ Tutelare lambiente epromuovere luso efficientedelle risorse⑦ Promuovere sistemi ditrasporto sostenibili edeliminare le strozzaturenelle principali infra-strutture di rete⑧ Promuovere loccupazionee sostenere la mobilità deilavoratori⑨ Promuovere linclusionesociale e combattere lapovertà⑩ Investire nellecompetenze, nellistru-zione e nellapprendi-mento permanente⑪ Rafforzare la capacitàistituzionale e promuo-vere unamministrazionepubblica efficiente
  8. 8. 8I fondiObiettivi(art. 81 RRDC)Copertura territoriale(art. 82 RRDC)Investimenti in favore dellacrescita e delloccupazione negliStati membri e nelle regioni, con ilsostegno di tutti i FondiCooperazione territorialeeuropea, con il sostegno del FESR.Regioni meno sviluppate, il cui PILpro capite è inferiore al 75% della mediadel PIL dellUE a 27Regioni in transizione, il cui PIL procapite è compreso tra il 75% e il 90%della media del PIL dellUE a 27Regioni più sviluppate, il cui PIL procapite è superiore al 90% della media delPIL dellUE a 27.
  9. 9. 9Concentrazione tematica FESR(art. 4 della Proposta di Regolamento FESR)1. Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione2. Tecnologie Informazione e Comunicazione3. Competitività4. Economia a basse emissioni di carbonio5. Adattamento al cambiamento climatico6. Ambiente ed uso efficiente delle risorse7. Sistemi di trasporto sostenibile8. Occupazione e lavoro9. Inclusione sociale10. Competenze, istruzione, apprendimento11. Capacità istituzionaleRS e RiT: almeno 80%RmS: almeno 50%RS e RiT: almeno 20%RmS: almeno 6%
  10. 10. 10Concentrazione tematica FSE(art. 4 della Proposta di Regolamento FSE)1. Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione2. Tecnologie Informazione e Comunicazione3. Competitività4. Economia a basse emissioni di carbonio5. Adattamento al cambiamento climatico6. Ambiente ed uso efficiente delle risorse7. Sistemi di trasporto sostenibile8. Occupazione e lavoro9. Inclusione sociale e lotta alla povertà10. Competenze, istruzione, apprendimento11. Capacità istituzionaleSM: almeno20%RS: almeno 80% prioritàRiT: almeno 70% prioritàRmS: almeno 60% priorità
  11. 11. 11Il Quadro Strategico ComuneAllegato I RRDC e Atto DelegatoObiettivi tematiciObiettivi fondamentali (quantificati) dei FondiAzioni fondamentali di ciascun FondoPrincipi generali di attuazioneComplementarità e coordinamentoQuadro Strategico ComuneIl QSC stabilisce i principali settori diintervento, definisce i mezzi per garantirela coerenza con le politiche economichedegli Stati membri e dellUnione, imeccanismi di coordinamento tra i Fondidel QSC e con altre politiche e altristrumenti pertinenti dellUnione, i principiorizzontali e gli obiettivi strategicitrasversali, le modalità per affrontare lesfide territoriali cui rispondere, azioniindicative di elevato valore aggiuntoeuropeo e i principi corrispondenti per laloro realizzazione e le prioritàSpecificità territoriali delle Azioni
  12. 12. 12Contenuti dell’Accordo di PartenariatoModalità per garantire l’allineamento con la strategia dellUnione per una crescitaintelligente, sostenibile e inclusiva (analisi delle disparità e delle esigenze di sviluppo,sintesi valutazioni ex ante, obiettivi strategici, principi orizzontali, elenco dei PO)Approccio integrato allo sviluppo territoriale sostenuto dai Fondi del QSC, che stabilisce imeccanismi di coordinamento a livello nazionale e regionale nonché le modalitàdell’approccio integrato per lo sviluppo territorialeApproccio integrato per rispondere ai bisogni specifici delle aree geograficheparticolarmente colpite dalla povertà o dei gruppi di destinatari a più alto rischio didiscriminazione o esclusioneModalità per garantire un’esecuzione efficace, che specifichi il quadro dei risultati attesi,ladempimento delle condizionalità ex ante, la verifica delladdizionalità, le azioniintraprese per associare il partenariatoModalità per garantire l’attuazione efficiente dei Fondi del QSC, tra cui valutazioni sulleazioni necessarie di capacity building, riduzione degli oneri amministrativi per ibeneficiari, modalità per lo scambio di dati(a)(b)(c)(d)(e)
  13. 13. 13Contenuti dei Programmi OperativiStrategia per il contributo del programma operativo al raggiungimento della strategiacomplessiva dell’Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusivaPer ciascun asse prioritario: obiettivi, indicatori, azioni, gruppi di destinatari e territorispecifici, azioni da realizzare, categorie di interventoApproccio integrato allo sviluppo territoriale definito nel CdP, con l’identificazione deimeccanismi di coordinamento, delle strategie territoriali, delle azioni interregionaliApproccio integrato definito nel CdP per rispondere alle esigenze specifiche delle zonegeografiche particolarmente colpite dalla povertà o dei gruppi bersaglio a più alto rischioModalità per garantire unesecuzione efficace, che specifichi il quadro dei risultati attesi,ladempimento delle condizionalità ex ante, le azioni intraprese per associare i partner(a)(b)(c)(d)(e)Modalità per garantire lesecuzione efficiente dei Fondi, tra cui limpiego dellassistenzatecnica, le azioni su capacity building e oneri amministrativi, lelenco dei grandi progetti(f)Piano di finanziamentoDisposizioni di attuazione(g)(h)
  14. 14. 1470,7421,6%0,920,3%163,5650,0%55,4216,9%36,4711,1%Regioni meno sviluppate Regioni in transizione Regioni più sviluppateFondo di coesione Regioni ultraperifericheRisorse finanziarie (art. 84 RRDC)Le risorse globali deiFondi sono pari a 338,994miliardi di euro.AllObiettivo“Investimenti” sonoassegnati 327,116 miliardi(96,50%), allObiettivoCTE 11,878 miliardi(3,50%)Distribuzione delle risorsedellObiettivo “Investimenti”
  15. 15. 151. Ricerca, sviluppotecnologico einnovazione1. Incremento della qualità e della diffusione delle attività diinnovazione nelle imprese2. Sviluppo dei comparti del terziario in grado di agire da leva diinnovazione degli altri settori3. Aumento dell’occupazione di alta qualificazione tecnico-scien-tifica nelle imprese4. Rafforzamento del sistema innovativo regionale (collaborazionefra imprese e strutture di ricerca pubblica, etc.)5. Aumento delle specializzazioni innovative ad alto valoreaggiunto (es. spin off, start up innovative, capitale di rischio)6. Promozione di nuovi mercati per l’innovazione2. Tecnologie Informazionee Comunicazione1. Riduzione dei divari digitali nei territori e diffusione diconnettività in banda larga e ultra larga2. Digitalizzazione dei processi amministrativi e diffusione diservizi digitali della PA (scuola, sanità e giustizia)3. Potenziamento della domanda di ICT dei cittadini (utilizzo deiservizi on line, inclusione digitale, partecipazione in rete)4. Diffusione di Open data e del riuso del dato pubblico5. Rafforzamento del settore ICT e diffusione delle ICT nelleimpreseAzioni previste dall’Accordo di Partenariato (bozza)
  16. 16. 163. Competitività1. Sviluppo di comparti e filiere ad alto potenziale di crescita o coneffetto trainante su altri settori produttivi2. Rilancio della propensione agli investimenti del sistema produttivo3. Sviluppo occupazionale e produttivo in aree territoriali colpite dacrisi diffusa delle attività produttive4. Crescita dei sistemi produttivi territoriali, anche attraversoinnovazione e industrializzazione derivanti da R&S5. Incremento del livello di internazionalizzazione dei sistemiproduttivi e degli investimenti esteri (IDE)6. Aumento delle risorse umane altamente qualificate e dellecompetenze manageriali nelle imprese7. Nascita di nuove imprese, crescita dimensionale delle micro epiccole imprese, consolidamento strutturale delle PMI8. Miglioramento dell’accesso al credito4. Economia a basseemissioni di carbonio1. Migliorare l’efficienza energetica e promuovere l’energia intelligente2. Migliorare lo sfruttamento sostenibile delle bioenergie3. Aumentare la mobilità sostenibile nelle aree urbane4. Consolidare la filiera produttiva della Clean Economy
  17. 17. 175. Adattamento alcambiamentoclimatico1. Prevenzione e mitigazione dei rischi e adattamento al cambiamentoclimatico2. Prevenzione e mitigazione dei cambiamenti climatici e del rischio didesertificazione6. Ambiente ed usoefficiente dellerisorse1. Servizi ambientali per i cittadini (rifiuti, risorse idriche)2. Risosrse naturali (biodiversità, servizi ecosistemici, fruizione)3. Asset culturali (patrimonio e ICC)4. Sistema turistico (capacità di attrazione delle destinazioni turistiche)7. Sistemi di trasportosostenibile1. Potenziamento dell’offerta ferroviaria e qualificazione del servizio2. Competitività del sistema portuale e interportuale3. Miglioramento dei collegamenti multimodali con i principali nodiurbani e logistici (stazioni, stazioni AV, porti, interporti e aeroporti)4. Integrazione modale e qualificazione delle imprese logistiche5. Connessioni tra ambiti territoriali contigui anche transfrontaliere6. Sistema aeroportuale e cielo unico europeoAzioni di sistema: governance e territorialità
  18. 18. 188. Occupazione elavoro1. Aumentare loccupazione giovanile e favorire la transizione deigiovani nel MdL, con particolare attenzione ai NEET2. Aumentare la partecipazione e l’occupazione femminile3. Occupazione dei lavoratori anziani e invecchiamento attivo4. Rafforzare e qualificare l’inserimento lavorativo degli immigrati5. Ridurre la disoccupazione di lunga durata6. Permanenza al lavoro e ricollocazione dei lavoratori coinvolti insituazioni di crisi7. Migliorare l’efficacia e la qualità dei servizi per il lavoro8. Migliorare le basi informative, statistiche ed amministrative delmercato del lavoro garantendone l’interoperabilità9. Ridurre il lavoro sommerso9. Inclusione sociale1. Riduzione della povertà e dell’esclusione sociale2. Occupabilità e partecipazione al mercato del lavoro delle personemaggiormente vulnerabili e a rischio di discriminazione3. Servizi di cura socio-educativi rivolti ai bambini4. Servizi di cura rivolti a persone con limitazioni dell’autonomia5. Potenziamento della rete infrastrutturale e dell’offerta di servizisanitari e sociosanitari territoriali6. Accessibilità ai servizi nelle aree rurali e interne
  19. 19. 199. Inclusione sociale(segue)7. Rafforzamento/migliore caratterizzazione delle figure professionaliche operano nelle politiche sociali8. Riduzione del numero di famiglie in condizione di disagio abitativo9. Istruzione, condizioni di salute e partecipazione sociale e lavorativadelle popolazioni Rom, Sinte e Camminanti10. Riduzione della marginalità estrema (senza dimora)11. Attività economiche (profit e no-profit) a contenuto sociale12. Attività di agricoltura sociale13. Legalità nelle aree ad alta esclusione sociale14. Miglioramento del tessuto urbano nelle aree a basso tasso di legalità9. Inclusione sociale(Obiettivicomplementari)1. Incremento della partecipazione al mercato del lavoro edell’occupazione delle persone con disabilità (Ob. 8)2. Incremento dei livelli di istruzione scolastica e universitaria dellepersone con disabilità (Ob. 10)3. Programmazione, monitoraggio e valutazione delle prestazionisociali (Ob. 11)4. Collaborazione in rete tra le diverse filiere amministrative (servizisociali, servizi per l’impiego, etc.)5. Efficienza della amministrazione della giustizia
  20. 20. 2010. Competenze,istruzione,apprendimento1. Riduzione del fallimento formativo precoce e della dispersionescolastica e formativa2. Miglioramento delle competenze chiave degli allievi3. Innalzamento del livello di istruzione della popolazione adulta conparticolare riguardo per le fasce di istruzione meno elevate4. Miglioramento dell’offerta formativa ed educativa per migliorare lamobilità, l’inserimento / reinserimento lavorativo e le competenze5. Innalzamento dei livelli di competenze, di partecipazione e disuccesso formativo nell’istruzione universitaria e/o equivalente6. Qualificazione dell’offerta di istruzione e formazione tecnica eprofessionale, attraverso l’intensificazione dei rapporti scuola –formazione – impresa e lo sviluppo di poli tecnico-professionali7. Sicurezza, efficientamento energetico e attrattività degli ambientiscolastici8. Diffusione della società della conoscenza nel mondo della scuola edella formazione e adozione di approcci didattici innovativi9. Miglioramento delle capacità di auto-diagnosi, auto-valutazione evalutazione delle scuole e di innovare la didattica adattandola aicontesti
  21. 21. 2111. Capacitàistituzionale1. Rafforzamento della capacità di programmazione, monitoraggio evalutazione delle prestazioni sociali, anche mediante la funzionalitàdel sistema informativo dei servizi sociali2. Sviluppo e rafforzamento della collaborazione in rete tra le diversefiliere amministrative con particolare riferimento ai servizi sociali, aiservizi per l’impiego, ai servizi per la tutela della salute, alle scuole3. Potenziare l’efficienza della amministrazione della giustizia4. Rafforzamento della capacità di programmazione, monitoraggio evalutazione delle prestazioni sociali, anche mediante la pienarealizzazione del sistema informativo dei servizi sociali5. Sviluppo e rafforzamento della collaborazione in rete tra le diversefiliere amministrative con particolare riferimento ai servizi sociali, aiservizi per l’impiego, ai servizi per la tutela della salute, alle Scuole
  22. 22. 22Integrazione e territorio nei FondiCommissione Europea (2012), Investimenti Territoriali Integrati, Scheda Informativa scaricabile da:http://ec.europa.eu/regional_policy/what/future/proposals_2014_2020_en.cfm
  23. 23. 23Strumenti di integrazioneObiettivo dicoesioneterritorialeApproccio di policyintegrato,territoriale,multidimensionaleSviluppo LocalePartecipativoInvestimentiTerritorialiIntegratiApplicazione di una singolametodologia di SLOP per tutti iFondi e le regioniEstensioneapproccioLEADERS t r u m e n t i d i i n t e g r a z i o n eFondiFondidel QSC
  24. 24. 24Lo sviluppo locale partecipativo(artt. 28 – 31 RRDC)Commissione Europea (2012), Sviluppo localedi tipo partecipativo, Scheda Informativascaricabile da:http://ec.europa.eu/regional_policy/what/future/proposals_2014_2020_en.cfmGruppi di Azione Locale composti darappresentanti locali pubblici e privati, in cui né il settorepubblico, né un singolo gruppo di interesse ha più del49% dei diritti di voto (art. 28 c. 1 lettera b)Strategie territoriali di sviluppolocale integrate e multisettoriali (art. 28c. 1 lettera c)Concentrazione su territori sub-regionali specifici (art. 28 c. 1 lettera a)Bisogni e potenzialità locali,innovazione nel contesto locale,istituzione di una rete, cooperazione(art. 28 c. 1 lettera d)
  25. 25. 25Elementi chiave dello SLOPStrategia di SLOLe strategie di SLO, che devono includere tutti gli elementi di cui allart.29 della PdRG, sono selezionate da un comitato istituito dall’AdG deiprogrammi. La selezione e lapprovazione di tutte le strategie di SLOvanno completate entro il 31.12.2015 (art. 29 c. 3 e c. 4)Strategia di SLO eContratto diPartenariatoGli Stati membri dovranno specificare nel contratto di partenariato in chemodo intendono sostenere lo SLOP e indicare i programmi e le aree in cuisarà possibile utilizzarlo. Questo tipo di sviluppo è facoltativo per il FESR,il FSE e il FEAMP, ma è obbligatorio per il FEASR.Integrazione traFondi del QSCI Fondi del QSC contribuiscono allo sviluppo locale in modo coerente ecoordinato (art. 28 c. 2).MultisettorialitàLo SLO sostenuto dai Fondi del QSC è realizzato nellambito di una o piùpriorità del programma (art. 28 c. 5).
  26. 26. 26Elementi chiave dello SLOP (segue)Rilevanza del ruolodei GALI gruppi di azione locale elaborano e attuano le strategie di sviluppolocale (art. 30 c. 1), svolgendo anche importanti compiti dicoordinamento e gestione (art. 30 c. 3)IncentiviPer i PO dove un intero asse prioritario viene attuato tramite loSLOP, il tasso massimo di cofinanziamento del FESR e/o del FSE alivello di ciascun asse prioritario sarà aumentato di 10 puntipercentuali. Nel caso del FEASR, in base alle circostanze, il tassomassimo di cofinanziamento per lo SLOP può andare dall80 % al 90%, mentre per il FEAMP è pari al 75 %Costi preparatori egestionaliI Fondi finanziano anche azioni preparatorie e costi di gestione eanimazione della strategia di sviluppo locale (art. 31). Nel caso dellestrategie plurifondo, sarà possibile finanziare i costi di esercizio elorganizzazione della strategia di sviluppo locale tramite un unicofondo (il Fondo Lead)
  27. 27. 27Contenuti della Strategia di Sviluppo Locale(a) Definizione del territorio e della popolazione interessatidalla strategia(b) Analisi delle esigenze di sviluppo e delle potenzialità delterritorio, compresa unanalisi dei punti di forza, dellecarenze, delle opportunità e dei rischi(c) Descrizione della strategia e dei suoi obiettivi, illustrazionedel carattere integrato e innovativo della strategia egerarchia di obiettivi, con indicazione di obiettivi precisi emisurabili per le realizzazioni e i risultati. La strategia deveessere coerente con i programmi pertinenti di tutti i Fondidel QSC interessati(d) Descrizione del processo di associazione della comunitàallelaborazione della strategia(e) Piano dazione che traduca gli obiettivi in azioni concrete(f) Descrizione delle modalità di gestione e sorveglianza dellastrategia, che dimostri la capacità del gruppo di azione localedi attuarla, e una descrizione delle modalità specifiche divalutazione(g) Piano di finanziamento della strategia, compresa ladotazione prevista a titolo di ciascun Fondo del QSCLe strategie di sviluppo locale sonoselezionate da un comitato istituito a talescopo dalle autorità di gestione deiprogrammi.La selezione e lapprovazione di tutte lestrategie di sviluppo locale sonocompletate entro il 31 dicembre 2015.La decisione dellautorità di gestione cheapprova una strategia di sviluppo localestabilisce la dotazione a titolo di ciascunFondo del QSC. Definisce inoltre i ruolidelle autorità responsabili dellesecuzionedei programmi in questione per tutti icompiti attuativi connessi alla strategia.È conferito alla Commissione il potere diadottare atti delegati a normadellarticolo 142 riguardanti la definizionedel territorio e della popolazioneinteressati dalla strategia
  28. 28. 28Investimenti Territoriali Integrati (art. 99 RRDC)Commissione Europea (2012), InvestimentiTerritoriali Integrati, Scheda Informativa.Se una strategia di sviluppo territorialerichiede un approccio integrato checomporti investimenti nellambitodi più assi prioritari di uno o piùPO, lazione è eseguita sotto forma diInvestimento TerritorialeIntegrato.I PO interessati individuano gli ITIprevisti e stabiliscono la dotazionefinanziaria indicativa di ciascun asseprioritario destinata agli ITI.Lo Stato membro o lAdG può designareuno o più organismi intermedi,compresi enti locali, organismi disviluppo regionale o organizzazioni nongovernative, cui delegare la gestione elattuazione di un ITI.
  29. 29. 29Elementi chiave degli ITIDominioterritorialeQualsiasi area geografica con caratteristiche territoriali particolari puòessere oggetto di un ITI, da quartieri urbani specifici con svantaggi alivello urbano, metropolitano, urbano-rurale, sub-regionale ointerregionale.Applicabilità alleRetiUn ITI può offrire iniziative integrate in unità con caratteristiche similiallinterno di una regione, anche se distanti dal punto di vista geografico(ad esempio, una rete di città di piccole o medie dimensioni). Non èobbligatorio che un ITI copra lintero territorio di ununitàamministrativa.Applicabilità nellaCTEGli ITI possono essere realizzati nellambito della CooperazioneTerritoriale Europea (CTE), ad esempio per implementare una strategiaintegrata per lo sviluppo urbano in città transfrontaliere.
  30. 30. 30Elementi chiave degli ITI (segue)FinalitàGli ITI dovranno contribuire agli obiettivi tematici dei rispettivi assiprioritari dei programmi operativi partecipanti, nonché agli obiettivi disviluppo della strategia territoriale.Integrazione degliinterventiGli ITI possono essere finanziati dal FESR e dal FSE ma non èobbligatorio combinare tutti i fondi in ciascun ITI. È auspicabile che lITIcombini il FESR e il FSE per collegare i piccoli investimenti alleinfrastrutture fisiche. Ciò è particolarmente importante nello sviluppourbano sostenibile. Negli ITI possono essere attuati strumenti finanziariGovernanceLAdG del PO ha la responsabilità ultima della gestione edellimplementazione delle operazioni di un ITI. Tuttavia, può designareorganismi intermediari, inclusi autorità locali, organismi di svilupporegionale oppure organizzazioni non governative per adempiere ad alcuneo a tutte le attività di gestione e implementazione.
  31. 31. 31ITI e SLOPSLOP(artt. 28 - 31 RRDC)ITI(art. 99 RRDC)È un approccio strettamente dal bassoverso lalto. Il gruppo di azione localestabilisce il contenuto della strategia disviluppo locale e le operazioni soggettea finanziamento.Gli ITI possono essere costruiti dallaltoverso il basso, dal basso verso lalto o conuna combinazione dei due approcci.Lo sviluppo locale partecipativo puòessere la componente di una strategiaurbana integrata implementatamediante un ITI
  32. 32. 32Le città nel 2014 - 2020Sviluppo Urbano Sostenibile(art. 7 Reg. FESR)Piattaforma Sviluppo Urbano(art. 8 Reg. FESR)Il FESR sostiene, nell’ambito dei PO, losviluppo urbano sostenibileattraverso azioni integrate. CiascunoSM stabilisce nel proprio contratto dipartenariato un elenco di città in cuidevono essere realizzate queste azioni ela loro dotazione annua indicativa.Almeno il 5 % delle risorse del FESR perciascuno Stato membro è investito inazioni integrate mediante gli ITI,attraverso una delega di gestione eattuazione conferita alle città.La Commissione istituisce unaPiattaforma per lo sviluppo urbanoper promuovere lo sviluppo di capacità,la creazione di reti tra città e lo scambiodi esperienze sulla politica urbana alivello dell’Unione nei settori attinentialle priorità d’investimento del FESR eallo sviluppo urbano sostenibile.Partecipano alla Piattaforma unmassimo di 300 città, con un massimo di20 città per ciascuno Stato membro.
  33. 33. 33Orientamenti per le Città nella bozza di AdP1.Aumentare la responsabilità delle amministrazioni comunali “importanti” nelprogettare ed attuare la politica di coesione, attraverso modelli di organizzazione estrumenti operativi che consentano una ampia delega.2.Permettere alle città, costruendo programmi plurifondo, di utilizzare in mododiretto non solo il FESR ma anche il FSE3.Costituire modelli e pratiche che garantiscano il coordinamento e lo scambio tral’amministrazione comunale ed i numerosi altri soggetti responsabili di investimenticon risorse aggiuntive localizzati nelle città.4.Potenziare il ruolo delle Città metropolitane. Si considera l’ipotesi di un Programmanazionale per le città metropolitane per il periodo 2014-2020 e la costruzione neiProgrammi a titolarità delle Regioni di spazi per le città medie titolari di importantifunzioni urbane.5.Valorizzare e diffondere le proposte di città impegnate in strategie di qualità per lacrescita e per la sostenibilità, garantendo loro spazio nei programmi regionali
  34. 34. 34Orientamenti per le Aree InterneObiettivigenerali• Mettere in sicurezza il territorio (prevenendo fenomeni qualialluvioni e erosioni del suolo).• Promuovere la diversità naturale e culturale presente in questearee.• Valorizzarne le risorse potenziali sotto utilizzate e innescareprocessi di crescita.Elementistrategici• Progettare e agire e nei luoghi ma definire una forte strategianazionale• Sfruttare la programmazione comunitaria in materia di areeinterne per coniugare azioni di sviluppo locale e una gestioneassociata dei servizi• Approfittare della costruzione di una strategia per le areeinterne per introdurre politiche ordinarie per la scuola, la salutee la mobilità• Assegnare i fondi ricorrendo soprattutto ad una pianificazioneterritoriale unitaria – e in un secondo momento, e se necessarioai bandi.
  35. 35. 35Opzioni attuativeIpotesiminimalistaLa strategia per le aree interne viene attuata dalle Regioniattraverso i Programmi operativi regionali, stabilendo precisecondizionalità su servizi associati, azione ordinaria e pianificazioneIpotesiriformistaComprende quella ”minimalista” ma vi aggiunge il lancio di alcuniprogetti pilota che operano secondo una metodologia nazionalegestita e partecipata a livello locale dai presidi territoriali –Comuni, associazioni di Comuni, etc. I progetti saranno costruitiattraverso strumenti negoziali quali, ad esempio, gli APQ – o ladefinizione di un Community Led Local Development – che, temaper tema, vedranno fortemente coinvolte le Amministrazioni piùrilevanti e interessateIpotesi “diattacco”Comprende le prime due ipotesi ma prevede una “confederazione”di progetti pilota, con la costruzione di una piattaforma diconoscenze e competenze. I progetti potranno essere finanziatidalla politica regionale (POR), agricola, di sviluppo rurale (PSR),con il FSC, ma anche da finanziamenti ordinari di settore.
  36. 36. 36Due aspetti innovativi del RRDCProgrammiOperativi (art. 87 –88)Un Programma Operativo può essere cofinanziato da FESR e FSE. Isingoli Assi sono monofondo ma vale una clausola di flessibilità del5% dellimporto dellAssePiano dAzioneComune (artt. 93-98)Un piano dazione comune è un intervento definito in relazione allerealizzazioni e ai risultati che conseguirà. Comprende un gruppo diprogetti, escluse le infrastrutture, realizzati sotto la responsabilitàdel beneficiario, nellambito di uno o più PO. Le realizzazioni e irisultati del Piano sono convenuti fra lo Stato membro e laCommissione. Il beneficiario è un organismo di diritto pubblico. Ilsostegno pubblico è pari ad almeno 10 milioni di euro. È oggetto didecisione comunitaria.
  37. 37. 37Il Position Paper della CommissioneLe sfide principaliIl position paper discute le criticità della situazione italiana inriferimento agli obiettivi della Strategia Europa 2020, aglisquilibri macroeconomici e di bilancio, alle disparità regionaliinterne. Vengono identificate quattro aree critiche a cuicorrispondono altrettante priorità di finanziamento (v. puntosuccessivo)Le priorità di finanziamento(funding priorities)Sono identificate quattro priorità (slide 5), che raggruppanoObiettivi Tematici (slide 6). Per ciascuna priorità vengonoidentificate sub-priorità e obiettivi specifici (appendice B).Fattori di successoSono identificate 15 condizionalità ex ante critiche datrattare con particolare attenzione nel caso italiano. Vienerichiamato il rilievo dell’Accordo di Partenariato per ladefinizione della strategia dello sviluppo territoriale integrato.Priorità per la CooperazioneTerritoriale EuropeaVengono brevemente identificate delle priorità per iprogrammi di CTE transfrontalieri e transnazionali, oltre cheper la politica marittima
  38. 38. 38Appendice A – Programmazioneed attuazione efficaciSono individuate delle regole (slides 7 e 8) peraumentare le probabilità di successo dellaprogrammazione ed attuazione degli interventiAppendice B – Fabbisogni difinanziamento ed obiettivitematiciViene ricostruito un quadro strategico basato suFunding Priorities, Obiettivi tematici, Assi Prioritari eObiettivi Specifici (slides 9-12). Per ciascun obiettivo siidentifica una tempistica per alcune condizionalità exante e si danno raccomandazioni per laprogrammazioneAppendice C – OneriamministrativiVengono identificate delle linee di azione per migliorarel’azione amministrativa e partenariale (slide 13)
  39. 39. 39Priorità di finanziamento ed obiettivi tematiciAmbienteimprenditorialeinnovativoInfrastrutture egestione risorsenaturaliLavoro,inclusione,capitale umanoEfficienzaPA1. Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione ■ 12. Tecnologie Informazione e Comunicazione ■ 2 ■ 2 ■ 23. Competitività ■ 34. Economia a basse emissioni di carbonio ■ 45. Adattamento al cambiamento climatico ■ 56. Ambiente ed uso efficiente delle risorse ■ 37. Sistemi di trasporto sostenibile ■ 18. Occupazione e lavoro ■ 19. Inclusione sociale ■ 210. Competenze, istruzione, apprendimento ■ 311. Capacità istituzionale ■ 1
  40. 40. 40Fattori di successo (1/2)• Fare un maggiore ricorso ai programmi nazionali, ritenuti più efficienti deiprogrammi regionali• Eliminare le aree di sovrapposizione fra Programmi (es. sui trasporti)• Semplificare i sistemi di gestione e controllo, anche eliminando intermediariinefficienti, e cancellare i programmi interregionali• Eliminare interventi di minore efficacia o pertinenza, ad esempio relativi adeventi e marketing territoriale, strade e autostrade, cattura delle risorse ittiche• Strutturare programmi focalizzati sul rispetto delle coerenze amministrative,delle condizioni locali e delle strategie comunitarie
  41. 41. 41Fattori di successo (2/2)• Assicurare l’efficienza delle verifiche gestionali, la stabilità del personale dellestrutture amministrative delle autorità di gestione e controllo, l’effettivaindipendenza dei controllori• Sviluppare un’adeguata progettazione delle operazioni• Garantire l’indipendenza e la congruità delle dotazioni delle Autorità di Audit• Assicurare il pieno coordinamento delle politiche attraverso l’implementazionedi quadri strategici e di piano, coordinamento, chiara ripartizione delleresponsabilità• Garantire l’integrazione sul territorio attraverso lo sviluppo locale partecipativo egli investimenti territoriali integrati
  42. 42. 42Orientamenti per l’attuazione dei fondi• Progetti di dimensione più consistente• Indicazioni chiare ed uniformi ai beneficiari• Chiara definizione ex ante di metodi e strumenti per il coordinamento e lacomplementarità degli interventi• Semplificazione e informazione per ridurre i costi amministrativi degli organipreposti alla gestione dei programmi e dei beneficiari• Maggiore coinvolgimento delle parti interessate in rappresentanza della societàcivile• Adeguamento dei sistemi di monitoraggio e valutazione all’orientamento dei nuoviprogrammi alla performance e ai risultati.
  43. 43. 43Il documento “Metodi e Obiettivi”Le sette innovazioniRisultatiattesiNella programmazione operativa, gli obiettivi stabiliti saranno definitisotto forma di risultati attesi che si intende attuare in termini diqualità di vita delle persone e/o di opportunità delle imprese.AzioniI programmi operativi faranno seguire alla indicazione dei risultatiattesi quella delle azioni con cui conseguirli. I programmi operativiconterranno indicazioni non generiche, ma circostanziate delle azioniche si intendono finanziare. All’approvazione dei programmi operativinon seguirà l’avvio di un confronto su “cosa effettivamente fare” mal’attuazione delle decisioni già assunte.Tempiprevisti esorvegliatiI PO assoceranno a ogni azione i suoi tempi previsti di attuazione. Talitempi saranno tradotti in previsioni novennali dei flussi di pagamento.A questo sistema previsivo corrisponderà un forte sistema centrale disorveglianza, rendendo sistematiche le “campagne dei sopralluoghi”realizzate nel 2012 dall’Unità di Verifica degli Investimenti Pubblici
  44. 44. 44AperturaSarà garantita trasparenza e apertura delle informazioni che quelleinnovazioni producono; e rafforzamento delle possibilità dimobilitazione dei soggetti interessati e del partenariato. Per quantoriguarda la trasparenza e l’apertura, le informazioni verranno resedisponibili secondo formati unificati nazionaliPartenariatomobilitatoAl principio europeo del partenariato sarà data vera attuazione, siaestendendolo alla fase discendente della programmazione (al disegnodei bandi in primo luogo), sia coinvolgendo nella “valutazionepubblica aperta”, oltre alle parti economiche e sociali, tutti i soggettipotenzialmente influenzati.Valutazionedi impattoSarà data centralità e impulso alla valutazione di impatto, ossia allavalutazione del se, in quale misura ed eventualmente per qualisoggetti, le azioni adottate abbiano effettivamente effetti per la qualitàdi vita delle persone e/o le opportunità delle imprese.
  45. 45. 45FortepresidionazionaleSarà consolidata la natura non-contrattabile delle “regole del gioco”che saranno approvate nell’Accordo di partenariato (una voltaconcluso il confronto aperto da questo documento). Verranno lanciateda parte nazionale azioni di co-progettazione strategica territoriale inaree selezionate sulla base dei prototipi già avviati con il Piano AzioneCoesione. Si rafforzerà il presidio assicurato dal DPS, trasformandonel’organizzazione (Agenzia).Sarà inoltre valutata la possibilità che il centro assuma più ampi ruolidi gestione dei programmi operativi.
  46. 46. 46Le tre opzioni strategicheCittadinanza eindustria nelMezzogiornoLa strategia combatte i due deficit essenziali della cittadinanza(dalla sicurezza personale, alla legalità, alla giustizia,all’istruzione, alla qualità dell’aria e dell’acqua, al trasportopubblico, alla cura di infanzia e anziani, alla rete digitale) e dellaattività produttiva privata, in primo luogo manifatturiera, maanche agricola, commerciale e di servizi del welfare.CittàLa programmazione dei Fondi comunitari considererà le cittàcome “città funzionali”; distinguerà tra grandi città/areemetropolitane, città medie e sistemi di piccoli comuni; punteràsulla “rete delle grandi città metropolitane” per rafforzare lacompetitività dell’Europa; rafforzerà la cooperazione e co-decisione tra diversi livelli di governo.Aree InterneQuesta opzione mira a tutelare il territorio e la sicurezza degliabitanti affidandogliene la cura, promuovere la diversità naturalee culturale e il policentrismo aprendo all’esterno, rilanciare losviluppo e il lavoro attraverso l’uso di risorse potenziali maleutilizzate.
  47. 47. 47Struttura della bozza di AdPObiettivi tematiciLinee di indirizzostrategicoRisultati attesiIndicatoriquantificabiliAzioni Sub - AzioniFondi del QSCinteressatiAspetti territorialiStrategiaper le cittàStrategiaper le Aree Interne
  48. 48. 48Milestones della programmazione[1]Adozione (UE)RDDC e QSC Entro tre mesi[2]Trasmissione CdPe PO (SM→CE) Entro tre mesi[3]Osservazioni(CE) a CdP e POEntro sei mesida [2][4]Decisione (CE)su CdP e PO Entro fine 2015[5]Selezione eapprovazione SSLEntro 2 anni da[4] o fine 2016[6]Adempimentocondizionalità
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  50. 50. 50Raffaele Colaizzor.colaizzo@tiscali.it

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