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Scheda paese Ungheria
 

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    Scheda paese Ungheria Scheda paese Ungheria Presentation Transcript

    • Scheda Paese Ungheriaa cura del Servizio Centrale Studi Economici Federazione ANIE
    • Ungheria indice della Scheda Paese Caratteristiche del Paese Pag. 3 Suddivisione amministrativa Pag. 4 Indicatori macroeconomici Pag. 5 Partner commerciali Pag. 7 Interscambio commerciale dell’Italia con l’Ungheria Pag. 8 Interscambio commerciale Italia - Ungheria di Elettrotecnica ed Elettronica Pag. 9 Opportunità Paese: Trasporti, Energia elettrica e Comunicazioni Pag. 11 Investimenti diretti esteri (IDE) Pag. 16 Disciplina generale degli Investimenti Diretti Esteri Pag. 17 Disciplina generale delle società Pag. 18 Mercato del lavoro Pag. 19 Sistema bancario e organizzazioni internazionali Pag. 20 Standardizzazione, sicurezza, legislazione per gli imballaggi ed etichettatura Pag. 21 Fiscalità Pag. 22 Rischio Paese Pag. 24 Indirizzi utili Pag. 25 Contatti ANIE Pag. 26a cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 2
    • Ungheriacaratteristiche del PaeseSuperficie: 93.028 km²Popolazione: 9.976.062Densità della popolazione: 107 abitanti per km²Capitale: BudapestLingua Ufficiale: UnghereseAltre Lingue parlate: Tedesco, IngleseMoneta Ufficiale: Forint Ungherese (HUF)Tasso di cambio 2010 pari a 1Euro = 275,48 HUFDistribuzione Popolazione:- Area Urbana: 68%- Area Rurale: 32%Il 14,9% della Popolazione ha un’età inferiore ai 14 anniTasso di Alfabetizzazione: 99,4%di cui:- Uomini: 99,5%- Donne: 99,3% Fonte: CIA The World Fact Book a cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 3
    • Ungheriasuddivisione amministrativa 1 Bács-Kiskun 11 Komárom-Esztergom 2 Baranya 12 Nógrád 3 Békés 13 Pest 4 Borsod-Abaúj-Zemplén 14 Somogy 5 Csongrád 15 Szabolcs-Szatmár-Bereg 6 Fejér 16 Tolna 7 Győr-Moson-Sopron 17 Vas 8 Hajdú-Bihar 18 Veszprém 9 Heves 19 Zala 10 Jász-Nagykun-SzolnokLUngheria è suddivisa amministrativamente in 19 province (in ungherese megyék), unità amministrative derivate dagliantichi comitati (vármegye) del Regno dUngheria.Ad esse vanno sommati 23 circondari urbani autonomi (megyei jogú város, città dotate di poteri amministrativi analoghi)e la capitale (főváros) Budapest che, pur essendo il capoluogo della provincia di Pest, costituisce allo stesso tempounentità amministrativa a sé stante. Fonte: Governo dell’Ungheria a cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 4
    • Ungheriaindicatori macroeconomiciIndicatori 2007 2008 2009 2010 2011*PIL a prezzi correnti (Miliardi di Euro) 100,6 106,6 92,7 97,3 100,5PIL pro capite a prezzi correnti (Migliaia di Euro) 10,0 10,6 9,2 9,7 10,1Tasso di crescita del PIL (variazione % a prezzi costanti) 0,8 0,8 -6,7 1,2 2,8Indice Produzione Industriale (variazione %) 2,9 1,9 -7,3 3,4 4,2Tasso dInflazione (variazione %) 7,9 6,1 4,2 4,9 4,1Tasso di Disoccupazione (%) 7,7 8,0 10,1 11,2 11,5Tasso di Cambio Euro (EUR) per Forint Ungherese (HUF) 251,35 251,51 280,33 275,48 n.d.Bilancia CommercialeEsportazioni totali (Miliardi di Euro) 69,0 73,4 59,1 71,4 78,0Importazioni totali (Miliardi di Euro) 69,1 73,7 55,4 65,9 72,1Saldo Commerciale totale (Miliardi di Euro) -0,1 -0,3 3,7 5,5 5,9 * dato di previsione n.d.: dato non disponibile Fonte: Ufficio statistico nazionale dell’Ungheria, FMI, Economist Intelligence Unit a cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 5
    • Ungheria PIL per settori economici Prodotto interno lordo composizione per settori economici ….Industria Manifatturiera composizione per produzione settoriale Agricoltura 3,3% Elettrotecnica ed Elettronica 26,9% Industria 30,8% Altre Industrie Mezzi di trasportoServizi 14,6% 18,8%65,9% Metallurgia 7,5% Agroalimentare Chimica - Farmaceutica 12,6% 7,9% Meccanica 11,7% Fonte: elaborazioni ANIE su dati Ufficio statistico nazionale dell’Ungheria a cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 6
    • Ungheria partner commerciali Aree di importazione dell’Ungheria (Anno 2010) Aree di esportazione dell’Ungheria (Anno 2010) Nr. Paese Partner Quota % Nr. Paese Partner Quota % 1 Germania 25,5 1 Germania 25,2 2 Russia 7,8 2 ITALIA 5,5 3 Cina 7,1 3 Regno Unito 5,4 4 Austria 6,3 4 Romania 5,4 5 Paesi Bassi 4,3 5 Slovacchia 5,2 6 Polonia 4,3 6 Francia 5,0 7 ITALIA 4,2 7 Austria 4,8 8 Slovacchia 3,9 8 Polonia 3,7 9 Francia 3,7 9 Russia 3,6 10 Repubblica Ceca 3,3 10 Repubblica Ceca 3,5 11 Altri Paesi 29,6 11 Altri Paesi 32,7Nel 2010 le esportazioni ungheresi hanno ripreso la fase di crescita recuperando il calo registrato nell’anno precedente earchiviando un incremento superiore ai venti punti percentuali (71,4 miliardi di Euro). Per l’anno in corso siconfermerebbe la buona performance esportativa dell’Ungheria con una crescita prossima al 10%. Principale mercato disbocco si conferma la Germania, che assorbe un quarto dell’export totale del Paese. Principali prodotti esportatiriguardano i mezzi di trasporto, materiali da costruzioni, elettronica di consumo.Dal lato della domanda, anche l’import ungherese ha registrato nel 2010 una crescita a doppia cifra, dopo lamomentanea battuta d’arresto del 2009, attestandosi a 65,9 miliardi di Euro. Oltre il 25% delle importazioni complessivedell’Ungheria provengono dalla Germania. Si conferma anche per il 2010 settimo Paese fornitore l’Italia con una quotadel 4,2%. Fonte: elaborazioni ANIE su dati Ufficio statistico nazionale dell’Ungheriaa cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 7
    • Ungheria interscambio commerciale dell’Italia con l’Ungheria Nel 2010 le esportazioni italiane in Ungheria hanno ripreso a crescere a ritmo sostenuto (+26,3%) ritornando ai livelli del 2008 (2,9 miliardi di Euro). L’export italiano verso il mercato ungherese è concentrato nei settori della Metallurgia (19,3%), della Meccanica strumentale (15,2%), e dell’Elettrotecnica ed Elettronica, con una quota sul totale esportato pari all’11,5% e in crescita di oltre venti punti percentuali rispetto al 2009. Esportazioni italiane verso l’Ungheria per settori industriali (Anno 2010) Metallurgia 19,3% Meccanica strumentale 15,2% Altre Industrie Elettrotecnica ed Elettronica 24,2% 11,5% Mezzi di trasporto 8,8% Tessile e abbigliamento Prodotti chimici e fibre 10,4% 10,5% Nel 2010 le importazioni italiane dall’Ungheria si sono attestate a quota 3 miliardi di Euro (in crescita del 16,4% rispetto al precedente anno). Tra le principali voci dell’import si segnalano i prodotti dell’Elettronica con una quota del 23%, in primis l’elettronica di consumo e gli apparati e sistemi per comunicazioni. Il saldo commerciale si conferma di poco sfavorevole per il nostro Paese con un disavanzo di 90 milioni di Euro. Fonte: elaborazioni ANIE su dati ISTATa cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 8
    • Ungheria interscambio commerciale Italia-Ungheria di Elettrotecnica ed Elettronica Esportazioni da Italia verso Ungheria1.500 Importazioni da Ungheria verso Italia Dati in Milioni di Euro Saldo Commerciale1.200 900 600 300 0-300-600-900 2007 2008 2009 2010 2006 Bilancia Commerciale (Dati in Milioni di Euro) TOTALE ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA 2006 2007 2008 2009 2010 Esportazioni da Italia verso Ungheria 475,3 476,0 384,3 278,8 339,1 Importazioni da Ungheria verso Italia 1.116,4 1.141,2 1.079,4 991,6 1.094,6 Saldo Commerciale -641,1 -665,2 -695,1 -712,8 -755,5 Fonte: elaborazioni ANIE su dati Istat a cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 9
    • Ungheriaesportazioni di Elettrotecnica ed Elettronica italiane verso l’Ungheria mln EuroCOMPARTI ELETTROTECNICAProduzione, Distribuzione, Trasmissione Energia 107,7Apparecchi Domestici e Professionali 49,9Cavi 42,8 Totale esportazioni nel 2010 = 339,1 milioni di EuroComponenti e Sistemi per Impianti 25,4 distribuzione % per macro-compartiIlluminazione 15,6Trasporti Feroviari ed Elettrificati 10,4Ascensori e Scale Mobili 3,6 Elettrotecnica 75% mln EuroCOMPARTI ELETTRONICA Elettronica 25%Automazione e Misura 18,9Apparati e Sistemi per Comunicazioni 18,0Informatica 18,0Componenti Elettronici 13,2Elettronica di Consumo 8,0Sicurezza ed Automazione Edifici 7,6 Fonte: elaborazioni ANIE su dati Istat a cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 10
    • Ungheria opportunità Paese: Trasporti Grazie alla sua posizione geografica l’Ungheria ricopre il ruolo di centro logistico dell’Europa Orientale; confina con 7 Paesi (Slovenia, Croazia, Serbia, Romania, Ucraina, Polonia, Slovacchia), di cui quattro membri dell’Unione Europea permettendo un facile accesso ai Balcani e all’Europa. In linea con la Politica Comune dei Trasporti dell’Unione Europea, la nuova politica dei trasporti ungherese stabilisce le linee di sviluppo del settore dei trasporti fino al 2015. L’obiettivo principale della politica dei trasporti in Ungheria è quello di creare un settore economicamente efficiente, moderno, sicuro, in grado di incontrare le necessità della società e sempre meno nocivo per l’ambiente. La rete ferroviaria ungherese è molto sviluppata e con oltre 7.000 Km supporta le mancanze della rete stradale. Le ferrovie ungheresi sono molto utilizzate sia per il trasporto passeggeri sia per il trasporto merci. Anche se la rete ricopre tutto il Paese ed è integrata nella rete internazionale, la qualità è bassa (solo il 33,4% della rete è elettrificata e solo il 14,8% è a due direzioni). Per questo motivo, l’obiettivo principale è l’ammodernamento dell’intera rete. A tal proposito il Ministero dellEconomia ungherese ha reso noto che nellambito del piano di sviluppo saranno stanziati 600 miliardi di fiorini (2,4 miliardi di Euro) entro i prossimi quattro anni. La somma comprende finanziamenti comunitari con priorità al rafforzamento e alla modernizzazione delle reti ferroviarie suburbane e di lunga percorrenza. In questo contesto la compagnia ferroviaria nazionale MAV ha annunciato che sta procedendo ad una riorganizzazione strutturale, sia nel settore merci sia in quello passeggeri. Progetto strategico e di prioritaria importanza è lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie nella zona di Záhony. Il Governo ungherese ha intenzione di far diventare Záhony un importante centro europeo per il trasbordo delle merci in arrivo dall’Estremo Oriente e dirette in Europa. Pertanto il Governo incentiva lo sviluppo infrastrutturale e una più stretta cooperazione tra la Russia, l’Ucraina e l’Ungheria. Il progetto è finanziato dai Fondi Strutturali, nell’ambito del Programma Operativo per lo sviluppo dei trasporti (KÖZOP). Main contractor è il Consorzio EUROKAPU – 2011. Il valore contrattuale dei lavori di esecuzione è 14,5 miliardi di fiorini pari a circa 54 milioni di Euro. Nell’ambito del progetto sarà rinnovato il tratto dello scartamento russo che richiede una progettazione e una produzione preliminare. Recentemente le ferrovie dello stato MAV hanno firmato un accordo con la China Railway Construction per la fornitura di strumenti tecnologici, ingegneristici e finanziari per la modernizzazione della rete ferrata magiara. Fonte: Governo dell’Ungheriaa cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 11
    • Ungheria opportunità Paese: Energia elettrica I Consumi energia elettrica L’Ungheria si appoggia su una rete di infrastrutture relativamente ben sviluppate per la produzione e la distribuzione di elettricità. Anni 2000 – 2008, dati in TWh Il Paese produce l’86% della propria elettricità. Si stima che nel 2010 l’Ungheria abbia prodotto oltre 37 TWh di 41,0 energia elettrica, di cui il 40% proveniente dal nucleare (1 centrale elettronucleare dislocata a Paks che dispone di 4 reattori). Tenendo conto della crescente domanda di energia elettrica, stimabile in circa 6.000 MW di potenza suppletiva entro il 2030, il Parlamento ungherese nel marzo 2009 ha dato avvio allo studio di fattibilità per 35,9 la realizzazione di due nuovi reattori. Il bando di gara è previsto entro il 2011. Nel corso degli ultimi anni il Governo ungherese ha avviato un piano di investimenti mirato alle fonti rinnovabili, in primis 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 biomasse. Al 2010 l’Ungheria, insieme alla Germania, sono stati gli unici due Paesi dell’Unione Europea ad essere in linea con gli obiettivi europei per la produzione di energia elettrica da fonti Produzione energia elettrica rinnovabili. distribuzione per fonti di generazione, Anno 2010 Nell’aprile 2011 il Comune di Tatabánya e la società di gestioni rifiuti AVE Tatabánya Zrt hanno elaborato un progetto per la costruzione Idroelettrico. 1% di una centrale a biogas. L’impianto progettato si estenderebbe su Fonti rinnovabili. 7% un terreno di circa 3 ettari, vicino alla discarica di Dubnik-völgy di proprietà della società AVE. Il valore dell’investimento ammonterebbe a 2 miliardi di fiorini (pari a circa 8 milioni di Euro). Nella centrale di 1 MW si produrrebbe biogas da 100 mila tonnellate di rifiuti all’anno. Nucleare. 40% Termico. 52% Fonte: Governo dell’Ungheriaa cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 12
    • Ungheriaopportunità Paese: Energia elettrica II Principali Centrali Elettriche in Ungheria Centrali Elettriche Fonte energetica Potenza degli impianti (MW) BAKONY POWER PLANT LTD - Ajka Power Plant Carbone 102 - Bakony Bioenergy Ltd Biomassa 30 BUDAPEST POWER PLANT LTD - Kelenföld, Kispest, Újpest Idrocarburi 406 DUNAMENTI POWER PLANT LT - Dunamenti Power Plant Ltd Idrocarburi 1.290 - Dunamenti GT Idrocarburi 446 ISD POWER Idrocarburi 69 MÁTRA POWER PLANT LTD Lignite + Biomassa 950 GTER KFT - Litér GT Olio combustibile 120 - Lörinci GT Olio combustibile 170 - Sajòszöged GT Olio combustibile 120 PAKS NUCLEAR PP LTD Nucleare 1.940 PANNONPOWER HOLDING LTD - Pannon Thermal PP Ltd Idrocarburi 133 - Pannon Green Ltd Biomassa 50 CSEPEL POWER PLANT LTD - Csepel GT Idrocarburi 403 AES BORSOD ENERGETICS LTD - Borsod Power Plant Carbone + Biomassa 137 - Tiszapalkonya Power Plant Carbone + Biomassa 200 AES TSIZA POWER PLANT LTD Idrocarburi 900 VÉRTES POWER PLANT LTD - Oroszlàny Power Plant Carbone 245 DKCE LTD - Debrecen GT Idrocarburi 90 Fonte: Governo dell’Ungheria a cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 13
    • Ungheria opportunità Paese: Energia elettrica III La rete di altissima tensione è di proprietà del Gruppo MVM Zrt a pieno controllo pubblico. La gestione della rete e delle centrali di dispacciamento nazionale e regionale è affidata alla società MAVIR, controllata dal Gruppo MVM Zrt. Le aziende che garantiscono la distribuzione a livello regionale dell’energia elettrica sono proprietarie della quasi totalità delle linee di tensione con potenza inferiore e uguale ai 120 kV. Sono attualmente in corso d’opera i grandi progetti governativi di ammodernamento delle linee di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica per un ammontare di 3 miliardi di Euro circa. Il 95% della rete a 220 kV e il 25% della rete a 400 kV risultano obsolete, essendo state realizzate intorno alla metà degli anni Ottanta. Tra i recenti grandi progetti realizzati, la costruzione delle rete elettrica a 400 kV che collega le città di Gyöe e Szombathley. Linee di trasmissione Linee di distribuzione Società di distribuzione dellenergia elettrica, % del mercato 750 kV 268 Km < 1 kV 85.883 Km sede e principali azionisti 400 kV 2.000 Km 1 - 120 kV 72.300 Km Elmü Rt / Budapest: 31,3 220 kV 1.187 Km di cui RWE (55,2%) - EnBW (27,5%) 120 kV 157 Km 1 - 35 kV 65.941 Km E.ON Édàsz Rt / Györ: 20,0 E.ON (98,57%) Totale 3.612 Km 35 - 120 kV 6.359 Km Émàsz Rt / Miskolc: 12,1 RWE (54,2%) - EnBW (26,8%) I sei grandi gruppi di distribuzione dell’energia elettrica a livello regionale sono stati privatizzati a E.ON Dédàsz Rt / Pecs: 11,2 partire dal 1995. Attualmente sono tre le holding che E.ON (94,6%) controllano l’intero settore: RWE – EnBW, E.ON e EDF. Démàsz Rt / Szeged: Con la privatizzazione del settore tra il 2000 e il 2008 12,4 EDF (61%) sono stati investiti oltre 2 miliardi di Euro in termini di ammodernamento e sostituzione della rete elettrica. E.ON Titàsz Rt / Debrecen 13,0 E.ON (100%) Fonte: Governo dell’Ungheriaa cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 14
    • Ungheria opportunità Paese: Comunicazioni L’Unione Europea ha stanziato 308 milioni di euro per fondare a Budapest il Centro Europeo per l’Innovazione, che dovrebbe contribuire a rilanciare lo sviluppo del settore dell’ICT dall’area del Centro–Est Europa, di certo una delle più promettenti in prospettiva. Se si guarda all’Ungheria, si osserva che dal 2003 al 2010 la crescita media annua del mercato dell’ICT è stata del 6,5%, ovvero tre volte superiore alla media europea. Nel 2010 il volume d’affari dei servizi per telecomunicazioni è risultato complessivamente pari a 6,5 miliardi di Euro, a fronte di risultati più modesti per l’informatica (3 miliardi di Euro). Di fatto l’Ungheria è il Paese dell’Est Europa che registra la spesa più elevata in ICT: il 7,5% della ricchezza annua prodotta origina da questo settore, mentre gli altri Paesi della regione hanno quote di incidenza sul PIL più contenute: 5,6% nella Repubblica Ceca, 6,7% in Slovacchia, 7,4% in Polonia. A trainare il mercato ungherese dell’ICT nei prossimi anni sarà la richiesta locale di servizi di outsourcing. Va inclusa nei driver del mercato locale anche la propensione delle istituzioni europee a guardare favorevolmente all’Ungheria come base fondamentale per le iniziative di rilancio dell’high-tech a livello continentale. L’Ungheria è altresì leader europeo nella produzione e nell’assemblaggio di hardware. Nel 2010 la produzione è cresciuta su base annua del 18%, le esportazioni del 27%. Entro la fine del 2011 si prevede che gli ungheresi avranno speso in corso d’anno per tecnologie ICT circa 1 miliardo di Euro. Le istituzioni magiare hanno supportato questo trend di mercato avviando l’informatizzazione della gestione dei fondi strutturali europei per quanto riguarda gli investimenti nell’ambito della sanità pubblica e dei servizi sociali. Accanto all’hardware, anche il settore dei servizi IT è in ascesa, con una crescita media annua dell’10% prevista nel quinquennio 2011-2015. A guidare gli investimenti in questo segmento è soprattutto il ritrovato dinamismo del settore bancario, che dovrebbe ulteriormente accrescere il proprio volume di servizi IT nei prossimi anni. Fonte: Governo dell’Ungheriaa cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 15
    • Ungheria investimenti diretti esteri (IDE) Andamento degli IDE (2000 – 2009) Paesi di provenienza degli Investimenti IDE dato aggregato IDE implementati per singolo anno70 10 (Anno 2009) Miliardi di US$ Miliardi di US$ Germania60 22% 8 Austria 15%50 640 Paesi Bassi30 13% 4 Altri Paesi 28%20 2 Lussemburgo10 11% USA Francia 5% 6%0 0 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 La presenza imprenditoriale italiana in Ungheria è costituita in larga parte da piccole e medie imprese. Le imprese italiane registrate sono circa 2.300, di cui si stima che siano realmente operative poco più della metà. I settori maggiormente coinvolti dagli investimenti italiani sono i servizi, le grandi opere, l’industria elettromeccanica, agroalimentare, tessile e abbigliamento. Per quanto riguarda il posizionamento dell’Italia nella classifica dei maggiori investitori stranieri in Ungheria, il nostro Paese si colloca al 14° posto con investimenti cumulati pari a circa 800 milioni di Euro. Fonte: elaborazioni ANIE su dati Unctad a cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 16
    • Ungheria disciplina generale delle società La materia societaria è regolata in Ungheria dalla Legge 144/97, entrata in vigore a partire dal giugno 1998, avvicinando la disciplina giuridica delle società a quella degli altri Stati europei. La normativa ungherese distingue le società in due categorie: - Società con personalità giuridica: Società per azioni (Rt), Società a responsabilità limitata (Kft) e Impresa congiunta (KV) - Società prive di personalità giuridica: Società in nome collettivo (Kkt) e Società in accomandita semplice (Bt) Possono essere soci di una società di diritto ungherese sia persone fisiche sia giuridiche, siano esse residenti o non nel Paese. La società può essere interamente posseduta da soggetti non residenti e pertanto non è richiesta la partecipazione di un partner locale. La vigente normativa prevede la possibilità di costituire società unipersonali, tanto a responsabilità limitata che per azioni. In tal caso il capitale sociale deve essere interamente versato al momento della costituzione ed è richiesta la nomina di un revisore contabile. Società a responsabilità limitata (Kft) La costituzione di una società a responsabilità limitata avviene con l’omologazione da parte del Tribunale delle Società del contratto sociale stipulato dai soci. Il capitale sociale minimo è di 3.000.000 HUF (circa 12.000 Euro). Al momento della costituzione deve essere sottoscritto almeno il 30% del capitale sociale. L’amministrazione è affidata a uno o più amministratori, i quali non possono delegare le proprie funzioni. E’ prevista la nomina obbligatoria di un collegio sindacale nel caso in cui il capitale sociale sia superiore a 50.000.000 HUF o qualora i dipendenti siano oltre 200. Società per azioni (Rt) Per una società per azioni il capitale sociale minimo è di 20.000.000 HUF (circa 80.000 Euro). Al momento della costituzione deve essere sottoscritto almeno il 30% del capitale sociale e devono essere liberati tutti i conferimenti in natura. Sono previste disposizioni specifiche a seconda che le azioni della società vengano sottoscritte mediante sottoscrizione pubblica o meno. Esiste la possibilità di costituire una società per azioni unipersonale. Dal punto di vista operativo la costituzione di un società si articola nella redazione dell’atto costitutivo da parte di un avvocato, nella sottoscrizione dello stesso da parte di tutti i soci, nella autenticazione delle firme degli amministratori, nella apertura di un conto bancario a nome della società stessa e nel pagamento dei costi di registrazione. COSTI DI REGISTRAZIONE Categoria HUF Categoria HUF Categoria HUF S.p.a. pubblica (aperta) 600.000 Società senza personalità giuridica 50.000 Filiale società straniera 250.000 S.p.a. privata / S.r.l. 80.000 Imprese individuali 30.000 Ufficio di rappresentanza 150.000a cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 17
    • Ungheria disciplina generale degli investimenti esteri A partire dal 1988 l’Ungheria ha predisposto una normativa a tutela degli investimenti stranieri (Legge 24/88). La Legge è stata promulgata con il dichiarato scopo di incentivare la cooperazione economica internazionale e facilitare la diretta partecipazione dei capitali stranieri nell’economia nazionale ungherese. La Legge 24/88 prevede che i danni derivanti da operazioni di esproprio, nazionalizzazione o misure equivalenti che hanno effetti sui diritti di proprietà degli stranieri debbano trovare piena e pronta compensazione economica. Il risarcimento dei danni deve essere calcolato sulla base del valore del bene al momento dell’atto dell’esproprio o nazionalizzazione e deve essere corrisposto nella stessa valuta con cui è stato realizzato dall’investitore straniero. In Ungheria viene sancita la totale libertà di impresa per gli stranieri nelle stesse condizioni a cui sono sottoposti i cittadini ungheresi. Si prevede inoltre il divieto di qualsiasi imposta addizionale per gli stranieri. L’ente pubblico preposto alla tutela e alla promozione degli investimenti stranieri in Ungheria è l’HITA (Hungarian Investment and Trade Agency). In caso di investimenti superiori ai 3 miliardi di HUF (oltre 10 milioni di Euro) la normativa ungherese prevede delle facilitazioni fiscali sull’imposta societaria. Tali facilitazioni variano a seconda della regione in cui è stato implementato l’investimento: risultano essere del 35% nella città di Budapest, 40% nella regione di Pest, 45% nella regione del Transdanubio Occidentale e del 50% per le restanti regioni del Paese. Tra le agevolazioni fiscali previste per gli investimenti stranieri la legge ungherese ha previsto inoltre la creazione di un Fondo di Sviluppo ai sensi della Legge 42/2002. Annualmente il Governo ungherese fissa dei programmi di incentivazione nazionale con lo scopo di attrarre risorse economiche nazionali e internazionali verso settori strategici dell’economia del Paese. Sulla base di Bandi pubblici i programmi di sviluppo possono ottenere da parte dello Stato ungherese un finanziamento che può arrivare, a seconda del tipo di progetto, a un terzo o a un quarto del costo totale dell’investimento. A seconda dei casi il finanziamento pubblico può essere un finanziamento a fondo perduto, un finanziamento con obbligo di restituzione, il pagamento di una parte degli interessi passivi, il conferimento di terreni e immobili come contributo in natura, un finanziamento che copre il corrispettivo pagato per un servizio di factoring.a cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 18
    • Ungheriamercato del lavoro Occupazione per Settori CONTRIBUTI A CARICO DEL DATORE DI LAVORO Agricoltura Categoria Aliquota 4,7% Assicurazione pensionistica 24% Assicurazione sanitaria 2% Contributo obbligatorio datore di lavoro 1% Industria 30,9% Contributo per la formazione 1,5%Servizi64,4% In Ungheria il mercato del lavoro è disciplinato dal Codice del lavoro (Legge XXII del 1992). La legge fornisce una base per i negoziati di lavoro organizzato con i sindacati o altri rappresentanti dei lavoratori (ad esempio consigli di fabbrica). Le condizioni di impiego sono stabilite da un contratto di lavoro scritto, e può essere risolto per mutuo consenso delle parti. Il normale orario di lavoro giornaliero è di otto ore, per un numero massimo di ore settimanali pari a 48. Dal gennaio 2011, il salario minimo mensile lordo fissato per legge è di 78.500 HUF (circa 302 Euro) Fonte: elaborazioni ANIE su dati Ufficio statistico nazionale dell’Ungheria a cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 19
    • Ungheria sistema bancario e organizzazioni internazionali Secondo un’analisi della Deutsche Bank, il settore bancario ungherese è il più sviluppato dell’area Centro Orientale dell’Europa, se si considerano una serie di indici tra cui il tasso di rimborso degli impieghi, il livello di capitalizzazione, la presenza di istituti esteri e il livello di concorrenza. Un aspetto negativo del sistema creditizio ungherese è rappresentato dalla forte concentrazione del settore: i primi 6 istituti (Budapest Bank, CIB Bank, Kereskedelmi és Hitelbank, MKB, OTP, Postabank) cumulano il 67% dei depositi totali. Un segnale positivo è dato dall’orientamento del Governo, recepito anche a livello legislativo, ad estendere nel settore il modello di banca universale permettendo alle banche di offrire, attraverso loro filiali, servizi finanziari di brokeraggio e di investment banking. Attualmente sono presenti in Ungheria gli uffici di rappresentanza di banche italiane, e nutrita è anche la presenza delle banche italiane in partecipazioni di minoranza in banche commerciali locali. Rapporti con organizzazioni internazionali Dal 1° maggio 2004 lUngheria è membro effettivo dellUnione Europea. PRINCIPALI ORGANIZZAZIONI ECONOMICHE INTERNAZIONALI A CUI ADERISCE LUNGHERIA - Organizzazione Mondiale per il Commercio WTO - Organizzazione per la Cooperazione e Sviluppo Economico OCSE - Agenzia Internazionale per l’Energia IEA - Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Europa UN ECE - Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo UNCTAD - Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale UNIDO - Centro Internazionale per il Commercio ITC - Convenzione Europea Statuto sull’Energia EECH Fonte: Governo dell’Ungheriaa cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 20
    • Ungheria standardizzazione, sicurezza, legislazione per gli imballaggi ed etichettatura La normativa nazionale sulla standardizzazione definisce come standard un documento creato o approvato da un’organizzazione riconosciuta per l’approvazione di standard tecnici. La legge distingue tra standard nazionali (MSZ) e standard internazionali ed europei, che possono solo essere recepiti e pubblicati come standard nazionali. Il Comitato Ungherese per la Standardizzazione ha il diritto esclusivo di rilasciare gli standard nazionali, quelli nazionalizzati e gli standard europei come nazionali; collabora con gli organi internazionali, in primo luogo con quelli europei. Un risultato di grande importanza è che oggi numerose aziende ungheresi dispongono della certificazione di qualità ISO 9000 e il loro numero aumenta costantemente. Negli ultimi anni nel settore della qualità si annoverano importanti norme giuridiche sulla responsabilità del produttore, sulle misurazioni, sulla standardizzazione e sulla difesa dei consumatori. In materia di sicurezza di macchine utensili ed industriali l’ente competente ad accertarne la sicurezza e la rispondenza alla normativa è il Magyar Szabvanyugyi Testulet (MSzT). Per quanto attiene alla sicurezza dei prodotti elettrici, la legge prevede che essi debbano rispettare le specifiche emanate dal CEN o dal CENELEC e quelle pubblicate dalla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, recepite in Ungheria attraverso il MSzT. In mancanza di norme specifiche, sono applicabili le normative emanate dall’International Commission on the Rules for the Approval of the Electrical Equipment (CEE) o quelle emanate dalla International Electrotechnical Commision (IEC). In materia di etichettatura, la legge a tutela del consumatore prevede che debbano essere riportate sui prodotti tutte le informazioni necessarie al consumatore in maniera chiara e comprensibile in lingua ungherese. L’etichetta deve contenere: descrizione del prodotto, nome e indirizzo del produttore e l’origine del prodotto. Alle merci, per le quali è richiesto un certificato di conformità, deve essere allegata copia di tale certificato. L’imballaggio deve proteggere la qualità e l’integrità dei prodotti e facilitarne il trasporto. La legge individua come soggetti responsabili della violazione di tali normative il produttore e il distributore. Fonte: Governo dell’Ungheriaa cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 21
    • Ungheria fiscalità sulle attività produttive IMPOSTA SOCIETARIA La Legge 81/96 disciplina l’imposta societaria. L’imposta sul reddito delle società è del 10% fino a 500 milioni di HUF della base imponibile, senza ulteriori precondizioni. La base imponibile che eccede il limite dei 500 milioni di HUF resta soggetta all’imposta del 19%. A partire dal 2013 il governo prevede l’applicazione di un’aliquota unica del 10%. Nel caso di dividendi ad un socio estero, si applica una ritenuta alla fonte pari al 16%, salvo l’applicazione di una convenzione contro le doppie imposizioni fra Ungheria e il Paese di residenza fiscale del socio che percepisce il dividendo o secondo quanto stabilito dalla direttiva comunitaria madre-figlia (direttiva 435/90 del Consiglio UE). L’Ungheria ha stipulato con l’Italia (Decreto del Consiglio dei Min. 53/1980) la convenzione contro la doppia imposizione fiscale entrata in vigore dal 1 gennaio 1980. IMPOSTA LOCALE SU ATTIVITA’ INDUSTRIALE (IPA) La vigente normativa ungherese (Legge 100/90) prevede un’imposta, definita quale imposta locale sulle attività imprenditoriali, che grava sull’imprenditore per il solo fatto che la propria sede legale, o eventuali sedi secondarie, risultino localizzate all’interno del territorio comunale (art. 35, comma 1 e 2), indipendentemente dal fatto che svolga la propria attività nella propria sede legale, ovvero nelle proprie sedi secondarie, ovvero al di fuori delle stesse. La base imponibile per il computo di tale imposta è costituita dai ricavi netti derivanti dalle vendite diminuiti dei costi sostenuti per l’acquisto di materie prime e degli eventuali costi trasferiti (art. 39 comma 1). L’aliquota applicabile varia da un minimo dello 0,1% a un massimo del 2%. La determinazione dell’aliquota è lasciata alla discrezionalità dell’Autorità Comunale sul territorio di localizzazione dell’attività. A partire dal 1 gennaio 2004 il 25% dell’imposta locale industriale è deducibile dalla base imponibile della imposta societaria. Vi è un regime di imposta semplificato, denominato EVA, che permette di applicare un’aliquota unica del 30% sul fatturato (a partire dal 1 gennaio 2010). Con tale imposta semplificata vengono considerati adempiuti gli obblighi di pagamento a titolo di imposta societaria, imposta sui dividendi e imposta sul valore aggiunto. Per poter scegliere l’applicazione del regime semplificato si devono soddisfare alcune condizioni, fra cui la più importante è che il fatturato annuo non sia superiore a 25.000.000 HUF (circa 90.000 Euro). Altre condizioni sono che tutti i soci devono essere persone fisiche, che la società non abbia partecipazioni in altre società e che la società abbia svolto attività per almeno 2 anni. Fonte: Ministero per il Commercio e l’Industria, Governo dell’Ungheriaa cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 22
    • Ungheria tassazione delle persone fisiche IMPOSTA SUI REDDITI DELLE PERSONE FISICHE (SZJA) La Legge 117/95 in materia di tassazione disciplina l’imposta sui redditi delle persone fisiche. La totalità dei redditi delle persone fisiche fiscalmente residenti in Ungheria e i redditi percepiti in Ungheria da parte di soggetti non residenti vengono tassati sulla base di un’aliquota unica che a partire dall’ 1 gennaio 2010 è del 16%. IVA – IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (ÁFA) L’Imposta sul Valore Aggiunto (Legge 74/92) si applica a tutti i beni e servizi destinati all’utilizzo in ambito nazionale. L’aliquota è attualmente pari al 25% (sulla maggior parte dei prodotti). Sono previste categorie di prodotti ai quali si applicano aliquote inferiori: 18% su generi alimentari di base (pane, latte, latticini) servizi alberghieri, riscaldamento centralizzato; 5% su vendite medicinali, apparecchiature mediche, strumenti per non vedenti, prodotti editoriali, audiolibri. Tuttavia sono al vaglio modifiche al fine di adeguare la legislazione ungherese in materia di IVA alle normative comunitarie, specialmente in relazione al commercio intracomunitario. I beni destinati all’esportazioni sono esenti da IVA. Le domande di rimborso IVA devono essere indirizzate all’autorità fiscale nazionale NAV. Fonte: Ministero per il Commercio e l’Industria, Governo dell’Ungheriaa cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 23
    • Ungheria Rischio Paese (fonte SACE) RISCHIO POLITICO Il partito conservatore di Fidesz ha vinto l’elezioni parlamentari nell’aprile 2010 con una larga maggioranza garantendo stabilità al Paese. Il Governo ungherese è attualmente concentrato sulle riforme politiche-economiche e sul rilancio del Paese. RISCHIO ECONOMICO L’elevato indebitamento pubblico e privato costituisce la principale vulnerabilità del Paese. L’ipotesi di un rischio di default sovrano sembra comunque esagerato anche se sono necessari tagli alla spesa pubblica e riforme orientate al contenimento del debito pubblico. RISCHIO BANCARIO E OPERATIVO L’elevata vulnerabilità agli shock esterni e il deterioramento della qualità degli asset rappresentano le principali criticità del sistema bancario. Il contesto operativo non presenta particolari difficoltà e gli investimenti esteri godono di piena tutela. Condizioni di assicurabilità SACE: categoria OCSE: 0/7- rischio nullo Rischio alto 7 Rischio sovrano: senza condizioni Rischio bancario: senza condizioni Rischio privato: senza condizioni Ultimo aggiornamento SACE: giugno 2010 0 Rischio nullo 0 Ungheriaa cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 24
    • Ungheria indirizzi utili UFFICI ITALIANI IN UNGHERIA MINISTERI ENTI PUBBLICI AMBASCIATA ITALIANA A BUDAPEST MINISTERO PER LO SVILUPPO NAZIONALE E PER ITD Hungary (Agenzia ungherese per gli L’ECONOMIA investimenti e lo sviluppo del commercio estero) Stefánia Út 95 Honvéd Út 13-15 Andrássy Út 12 1143 Budapest 1055 Budapest 1061 Budapest Tel: +36 1 4606 200 / 201 Tel: +36 1 374 2700 Tel: +36 1 472 8100 Fax: +36 1 4606 260 Fax: +36 1 302 2355 Fax: +36 1 472 8101 E-mail: ambasciata.budapest@esteri.it E-mail: sajto@ngm.gov.hu E-mail: info@itd.hu CANCELLERIA CONSOLARE – BUDAPEST MINISTERO DEGLI ESTERI MVM Zrt. (Hungarian Power Companies) Jávor Ucta 4 Bem Rakpart 47 Szentendrei Út 207-209 1145 Budapest 1027 Budapest 1031 Budapest Tel: +36 1 4606 226 2 Tel: +36 1 236 5111 Tel: +36 1 304 2000 Fax: +36 1 4606 290 Fax: +36 1 474 1111 Fax: +36 1 202 1246 E-mail: consolare.ambbudapest@esteri.it E-mail: hmugyfelszolgalat@hm.gov.hu E-mail: mvm@mvm.hu MINISTERO DEI TRASPORTI, DELLE MAV Zrt (Hungarian Railways) TELECOMUNICAZIONI E DELL’ENERGIA P.O. Box 56 UFFICIO ICE A BUDAPEST Kossuth Lajos Tér 1-3 1426 Budapest Rákóczi Út 1 1055 Budapest Tel: +36 1 322 0660 1088 Budapest Tel: +36 1 795 6980 Fax: +36 1 342 8596 Tel: +36 1 2667 555 Fax: +36 1 795 0381 E-mail: sajto@mav.hu Fax: +36 1 2660 171 E-mail: budapest@ice.ita cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 25
    • Ungheria contatti ANIE Dott. Devis Friso Trade Analyst Senior Servizio Centrale Studi Economici FEDERAZIONE ANIE - Confindustria Via Vincenzo Lancetti, 43 20158 Milano tel. 02-3264.397 fax 02-3264.212 email: internazionale@anie.it © Copyright 2011 – ANIE Federazione – Tutti i diritti riservatia cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE 26