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Presentazione a cura di Maria Rosa Panté sulla poesia: significante, significato, i poeti...

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  • 1. Nuotare nella poesiaTecniche di scrittura creativa con prove dicomposizionediMaria Rosa Pantè
  • 2. Che cos’è la poesia?Il paradosso di una non risposta che ci rispondeAd alcuni-cioè non a tutti.E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.senza contare le scuole, dove è un obbligo,e i poeti stessi,ce ne saranno forse due su mille.Piace-mi piace anche la pasta in brodo,piacciono i complimenti e il colore azzurro,piace una vecchia sciarpa,piace averla vinta,piace accarezzare un cane.La poesia -ma cose mai la poesia?Piu duna risposta incertae stata gia data in proposito.Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questocome alla salvezza di un corrimano.Wislawa Szymborska, potessapolacca vivente, premio Nobelper la letteratura
  • 3. Per iniziare un piccolo manifesto sulla poesia:La poesia è POTENTE(rivela a Paolo e Francesca la verità sul loro amore; si uccidono pursempre i poeti)La poesia è MISTERIOSA, MISTERICA(polisemia del linguaggio poetico, vicino al linguaggio religioso)La poesia è TRASCENDENTE(va aldilà di chi la scrive)La poesia è MUSICA/RITMO(il metro non è una prigione, dà armonia al caos, è canto; canto cheraggiunge anche chi non sa nulla di metrica)La poesia è TERAPEUTICA E VISIONARIALa poesia non dà risposte, ma vede e descrive il mondo in modo alternativoAddirittura crea mondi aldilà dell’impossibile…
  • 4. Lo scrittore argentino Borges in un libro dedicato alla “DivinaCommedia” dice: “Fin da allora notai che i versi, soprattutto i grandi versidi Dante, sono molto di più di ciò che significano. Il verso è, tra le moltealtre cose, un’intonazione, un accento spesso intraducibile. (…) Un buonverso non si lascia leggere a bassa voce o in silenzio. (…) Il verso esigedi essere declamato. Il verso non dimentica di essere stato un’arte oraleprima di essere un’arte scritta, non dimentica di essere stato un canto”.Questa frase mi è sembrata molto adatta a far sentirecome il legame tra musica e poesia sia veramente tra ipiù stretti. Forse è addirittura più stretto del legamepoesia/prosa…Infatti alla domanda fatidica e terribile: ”Cos’è lapoesia?Cosa la caratterizza?”, la prima risposta che mi salealle labbra(a me come a fior di studiosi) è
  • 5. Caratteristica essenziale, necessaria e distintiva della poesia sonoritmo, musicalità, misura e cantabilità.Per il poeta francese Valéry: “La poesia è una lunga esitazionetra senso e suono”La poesia è ritmo semantizzato, non si dà poesia senza ritmo! Cioènella poesia tutto comunica anche un certo ritmo o un certo suono.Per cui fare poesia è far suonare la parola, la lingua, certo sempreconsiderando il contenuto.Il poeta è necessitato dal proprio canto interno, è prigioniero del suoverso.Importante conseguenza di tutto questo è che spesso il non dettoesce dalla partitura fonosimbolica e ritmica. In sostanza il suonodella poesiaCOMUNICAoltre il contenuto apparente.
  • 6. Concretamente nella poesia come avviene tutto ciò?Nella musica ci sono suoni, pause, timbri di strumentiecc., nella poesia?A mio avviso fondamentali sono tre elementi:· struttura metrica (numero di sillabe, accenti,pause, lunghezza o brevità delle parole…)· struttura fonica (uso di certi suoni consonantici evocalici piuttosto che altri; ripetizione di tali suoni, ilcaso più lampante è la rima…)· altre figure retoriche (ad esempio la posizionedelle parole, parole dal significato diverso, ma dalsuono simile ecc.)
  • 7. Climax, anticlimax; parole più omeno lunghe o breviPiano, forte; lento, veloceSuoni (vocali, consonanti…)Timbro (voci, strumenti)CesurePauseParoleNoteRitmo (accenti, numero sillabe,enjambement)Tempo (2/4; 4/4 ecc.)Partitura fonosimbolicaSpartito musicale
  • 8. Strutture metriche della poesia italiana.Versi parisillabi:Senario: accenti su 2° e 5°Ottonario: accenti su 3° o 4° e 7°Decasillabo: accenti su 3° 6° e 9°Versi imparisillabi:Quinario: accenti su 1° o 2° e 4°Settenario: accenti su una della prime quattro sillabe e sulla 6°Novenario: accenti su 2° o 3°, 5° e 8°Endecasillabo: accenti su 6° e 10°accenti su 4° e 7° o 8° e 10°
  • 9. Strutture metriche della poesia italiana.Per contare le sillabe ci sono però degli accorgimenti importanti:Elisione: vocale finale di una parola e vocale iniziale della seguente formanoun’unica sillaba.Iato: opposto dell’elisioneDieresi: sdoppiamento i due sillabe delle vocali di un dittongoSineresi: opposto della dieresiInoltre se il verso finisce con una parola sdrucciola, si conta una sillaba in meno;se con una parola tronca si conta una sillaba in più.Importante è anche l’enjambement…
  • 10. Struttura fonicaLe rime:“Perché chi è amato è così sciocco e greve?L’errore è nella causa o nell’effetto?Voglio un posto di viole e bucaneve…Di biancospini… il mio posto segreto…Vattene adesso!…prendi il vaporetto…non fingiamoci Ofelia con Amleto”(Patrizia Valduga)
  • 11. Struttura fonicaLe allitterazioni di suoni:“dentro il fitto/ franto frastuono”(Maria Luisa Spaziani)Le consonanze:“che fasto sarebbe serbarsi intatti per”(Amelia Rosselli)Le assonanze:“se è misto di timore, di pudore, di onore”(Cristina Campo)
  • 12. Figure retoricheMetafore:“io ti chiedo solo di essere tenon quegli altri che ti innamoranotanti vestiti appesitanti colletti flosci”(Dacia Maraini)
  • 13. Figure retoricheSimilitudini:“e ti debbo parole come l’apedeve miele al suo fiore. Perché t’amo”(Alda Merini)Sinestesie:“Come piangeva il vento di mattina!”(Anna Maria Ortese)
  • 14. Per meglio evidenziare l’importanza della metrica e del ritmo, ecco unesempio famosissimo: l’ultimo verso dell’Infinito di GiacomoLeopardi:E il naufragar m’è dolce in questo mareEndecasillabo (11 versi); possibilità:- accento su 6° e penultima sillaba- accento su 4°, 7/8° e penultima sillabae m’è dolce il naufragar in questo mareGli accenti diversi, insieme alla diversa disposizione delle parole,danno ovviamente un ritmo diverso, quindi se il senso apparente è lostesso, pure non c’è la stessa profondità di sensazione, non c’èsovrasenso!!!
  • 15. Sempre caro mi fu quest’ermo colle,e questa siepe, che da tanta partedell’ultimo orizzonte il guardo esclude.Ma sedendo e mirando interminatispazi di là da quella, e sovrumanisilenzi e profondissima quieteio nel pensier mi fingo; ove per pocoil cor non si spaura. E come il ventoodo stormir tra queste piante, io quelloinfinito silenzio a questa vocevo comparando: e mi sovvien l’eterno,e le morte stagioni, e la presentee viva, e il suon di lei. Così fra questaimmensità s’annega il pensier mio:e il naufragar m’è dolce in questomare.Per sentire l’interamusica dell’ Infinito eccola lettura di VittorioGassman
  • 16. Sempre caro mi fù quest’ermo còlle,e questa siépe, che da tànta parte dell’ultimo orizzònte il guardo esclùde.Ma sedendo e miràndo interminàti spazi di là da quélla, e sovrumàni silenzi e profondìssima quiéte io nel pensier mi fìngo; ove per pòco il cor non si spaùra. E come il vènto odo stormir tra quèste piante, io quèllo infinito silènzio a questa vòce vo comparàndo: e mi sovvièn l’etèrno,e le morte stagiòni, e la presènte e viva, e il suon di lèi. Così fra quèsta immensità s’annèga il pensier mìo:e il naufragàr m’è dolce in quèsto màre.
  • 17. Il foglio che ho distribuito è una sorta di partitura e vi parràstrano, trattare così una poesia.In realtà ho seguito le indicazioni di Leopardi stesso, che lalettura di Gassman ha in parte evidenziato.Ho segnalato:• gli accentiaccenti che danno il ritmo fondamentale;• le freccefrecce indicano il fatto che il verso non contiene tutto ilsenso logico d’una frase, che quindi oltrepassa il verso ed èqui un procedimento voluto dal poeta proprio per indicarel’infinito, ovviamente poco adatto a dei confini(enjambementenjambement);
  • 18. • alcuni suoni particolarmente evidenti sia consonanti che vocali.Le consonanti difficilmente esprimono suoni duri come inveceaccade in questi versi di Eugenio Montale, tratti dalla lirica“Spesso il male di vivere”Spesso il male di vivere hoincontrato:era il rivo strozzato chegorgoglia,era l’incartocciarsi dellafogliariarsa, era il cavallostramazzato.
  • 19. Tornando all’”Infinito”nelle vocali, secondo alcuni studiosi, importante è l’uso delle atoniche (cioè con l’accento) che danno l’impressione di infinitàspaziale.Lo sgomento, invece, è reso da suoni cupi: la o e soprattuttol’accento sulla u di spaura centrale.Oltre ai suoni importante è l’uso di parole brevi o lunghe.Nella prima parte della poesia vi sono parole molto lunghe,quattro, cinque sillabe che fanno sentire l’immensità spaziale chespaura!Il ritmo è dunque più lento.Nella seconda parte le parole più brevi preparano all’immaginepositiva del naufragar dolce.Il ritmo è più veloce.
  • 20. Anche in questo caso un esempio può render meglio l’idea e farcapire che la poesia non è frutto solo del genio e del caso, ma di unlungo e faticoso lavoro.Gli esempi sono tratti dal poeta più grande mai esistito(naturalmente secondo me, ma non solo), naturalmente DanteAlighieri.Esempio di ritmo lento: Purg. I, 13“Dolce color d’oriental zaffiro”Esempio di ritmo veloce: Purg. II, 51(l’immagine è quella dell’angelo nocchiero)“ed el s’en gì, come venne,veloce”
  • 21. Per capire cosa accade quando si fa poesia, il poeta Giuseppe Contesi rivolge al linguista Roman Jakobson che ha individuato nellinguaggio sei funzioni, eccole:“ quando comunico qualcosa, posso sottolineare, enfatizzare la miaemotività soggettiva (funzione emotiva);o posso cercare di orientare e dirigere chi ascolta (funzione conativa);o posso enunciare con il massimo di chiarezza il contenuto di ciò chevoglio comunicare (funzione referenziale);o posso soffermarmi a verificare che il canale tra me e chi devericevere la comunicazione sia aperto (funzione fatica);o posso riflettere sulle regole comuni accettate che rendono possibilela comprensione (funzione metalinguistica): in tutti questi casi, useròle altre funzioni del linguaggio, e non quella poetica”.Nel linguaggio prende corpo la funzione poetica quando comunicoqualcosa e mi interessa innanzi tutto questo qualcosa, mettere apunto il messaggio in sé e per sé, la forma autonoma, particolare cheassume, quella di uno spettacolo, di un sorprendente teatro di parole.
  • 22. Ecco un esempio.Cè un ragazzo che una notte di domenica torna a casa amareggiato perchéla ragazza amata non gli ha rivolto neppure uno sguardo, che si comincia atormentare pensando di non avere nessuna speranza con lei e immaginandoche lei nel frattempo stia vedendo in sogno altri ragazzi: questo ragazzoallora telefona a un suo amico, e gli riversa addosso la sua delusione, la suarabbia, la sua disperazione: esprimerà certo una emotività soggettiva, fatta diesclamazioni, di gridi (funzione emotiva), e si rivolgerà imperioso al suointerlocutore, come per intimargli di aiutarlo (funzione conativa); poi piùcalmo metterà a punto le parole precise, il contenuto preciso di ciò chedirebbe alla ragazza (funzione referenziale), e ipotizzerà attraverso qualecanale farle passare: il telefono? o una lettera? o una scritta con lo spray sulmuro della scuola? (funzione fàtica), e rifletterà insieme al suo amico suquelle parole, se vanno bene, se no (funzione metalinguistica). In sostanza,avrà usato alla fine tutte le funzioni del linguaggio messe a fuoco daJakobson, fuorché quella poetica.A lui - e possiamo capirlo - della formaautonoma di ciò che sta comunicandonon imporla niente: gli imporla l’effettopratico, sfogarsi, dar corso al tumultoche lo agita.
  • 23. Ma se il ragazzo si chiama Giacomo Leopardi, quegli urli, queipensieri, quelle sensazioni, quegli stati di alterazionedcllanima diventano« La sera del dì di festa »:Dolce e chiara è la notte e senza vento,c queta sovra i tetti e in mezzo agli ortiposa la luna, e di lontan rivelaserena ogni montagna. O donna mia,già tace ogni sentiero, e pei balconirara traluce la notturna lampa:tu dormi, che f accolse agevol sonnonelle tue chete stanze; e non ti mordecura nessuna; e già non sai nè pensiquanta piaga mapristi in mezzo al petto.
  • 24. Tu dormi: io questo ciel che sì benignoappare in vista a salutar m’affaccio,e l’antica natura onnipossente,che mi fece all’affanno. A te la spemeNego, mi disse, anche la speme; e d’altronon brillin gli occhi tuoi se non di pianto.Questo dì fu solenne: or da’ trastulliprendi riposo; e forse ti rimembrain sogno a quanti oggi piacesti, e quantipiacquero a te: non io, non già; ch’io speri,al pensier ti ricorro. Intanto io chieggoquanto a viver mi resti; e qui per terrami getto, e grido, e fremo. Oh giorni orrendiIn così verde etate!…
  • 25. Precisazioni:Spero che questo breve discorso su un aspetto della poesianon lasci troppo perplessi.“Ma come, dov’è finito il genio creativo?” oppure “Ma allora ilcontenuto non ha più importanza?”…Rispondo semplicemente dicendo che:
  • 26. Il labor limae è ciò che segue, viene dopo ilcosiddetto “guizzo creativo”.Certo non il solo Dante conosceva le regolemetriche ecc., ma lui solo ha scritto la Commedia…Anche l’etimologia del termine poesia, infatti,rimanda a una specifica “abilità”, poiché deriva dalverbo greco che significa “fare”, nel sensoquasi artigianale(e questa parola guarda caso deriva dal latino“ars”…)
  • 27. Riguardo al contenuto si puòdire che:La poesia è inutile come disseMontale quando gliassegnarono il premio Nobelper la Letteratura,"Io sono qui perché ho scrittopoesie, un prodottoassolutamente inutile, ma quasimai nocivo".Quindi, capire chi è il poetasignifica entrare in un mondodiverso, nel mondo del nonproduttivo, pochi poeti hannoscritto best seller.
  • 28. · La poesia è in crisi come ha scrittocon grande preveggenza già intornoagli anni ’70 Pasolini: per lui la societàdei consumi mette in pericolo ognunodi noi perché elimina dalla vita il sensodel sacro e con esso il poetico.Il linguaggio è infatti sempre piùomologato, razionalistico estrumentale, in questo ambito per lapoesia non ci può essere posto:“La comunicatività del mondo dellascienza applicata, dell’eternitàindustriale, si presenta invece comestrettamente pratica, e quindimostruosa. Nessuna parola avrà sensoche non sia funzionale entro l’ambitodella necessità: sarà inconcepibilel’espressione autonoma di unsentimento “gratuito” (…)” che è ilregno della poesia!
  • 29. Paradossalmente, però, la poesia non sembra voler e potermorire come testimoniano, non solo i numerosissimiconcorsi letterari (in Italia i poeti non si leggono, ma tutti omolti si sentono poeti e questo è comunque un bene).Ma soprattutto la domanda perché mai si uccidono ipoeti:ancora nel mondo contemporaneo si contanonumerosissimi casi di poeti ammazzati in periodi di guerrao di dittatura, fino al caso del poeta kosovaro, ucciso daiSerbi nel 1999, a pochi passi dallItalia!Questo dovrebbe portare a riflettere sul ruolo guida chespesso i poeti hanno svolto e svolgono nella coscienza diun popolo e sulla paura che le parole fanno anche a chidetiene armi e potere.La poesia deve essere considerata in tutta la suapotenzialità: non solo sfogo personale ed esistenziale, mastrumento per analizzare il mondo e per creare mondi nuovie nuovi uomini .
  • 30. Concluderei con due notazioni storiche.Che musica e poesia fossero strettamente connesse è noto findagli albori della civiltà umana: il distacco tra musica e poesia èrelativamente recente, deriva dalla invenzione della scrittura.Mi sembra però che tra i meriti e le caratteristiche del Novecento,anzi della corrente fondamentale del Novecento, cioè ildecadentismo, ci sia, oltre all’aver liberato la poesia e l’averla,paradossalmente, ricondotta alle sue origini, l’averne evidenziatola profonda affinità con la musica e con le strutture fondamentalidell’inconscio. Famosissimi sono, infatti, i versi di Verlaine:“Musica sovra ogni cosa!E perciò preferisci il ritmo impari,più vago e più solubile nell’aria”
  • 31. Proviamo a citare tutte le poetesse che conosciamo:Saffo, forse Corinna, forse Gaspara Stampa, forse forseVittoria Colonna, qualche monaca medievale, qualchemistica e poi?Secoli di buio.Un fatto importantissimo del ’900, almeno in alcuneparti del mondo, è il fiorire di poetesse. Lo si vede dalleantologie scolastiche, dalle raccolte di poesie: dovefinalmente un certo numero (pur sempre minoritario) dipoeti sono donne e donne molto brave.PatriziaValdugaCristinaCampo
  • 32. Per far conoscere alcune di questepoetesse, come avrete notato, negliesempi di figure retoriche ho citato iloro versi.Non c’è il tempo per indagare se c’è equal è lo specifico della scritturapoetica femminile, mi basta per oracitare il positivo fenomeno e chiuderecon una voce poetica femminile,quella della poetessa italiana oggiforse più famosa: Alda Merini.Dacia MarainiAnna Maria OrteseMaria Luisa Spaziani
  • 33. Alda MeriniVele del cantoHo abbandonato ogni donnacome un unico simulacro,un tonfo di duro destino,lArte è la migliore delle matriarchelArte mi ha dato molti fratelli,i colori giovinetti gagliardi,con la clamide finta frescurae con questi giovani ho apertole vele del mio canto,e sono aprtito per mari azzurriinsieme al mio unico remoche è il mio ricordoBuona poesia a tutti!

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