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Giornale Italiano di Psicologia dello Sport, n°3

Giornale Italiano di Psicologia dello Sport, n°3
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    • Psichologia copia 9-01-2009 11:44 Pagina 4 RICERCHE GIORNALE ITALIANO RICERCHE DI PSICOLOGIA DELLO SPORT S TILI COGNITIVI NEGLI ATLETI: UNA RICERCA SU UN NUOVO COSTRUTTO CLASSIFICATORIO DELLE ATTIVITÀ SPORTIVE Loredano Matteo Lorenzetti Docente di Psicologia dei processi decisionali e di Psicologia nell’arte, Facoltà di Scienze della formazione, Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” Nicola Tullo Dottore di ricerca in Scienze Psicologiche, Istituto di Psicologia “Luigi Meschieri”, Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” RIASSUNTO Partendo dallo studio della personalità dell’atleta viene proposto un nuovo costrutto classificatorio delle attività sportive. Accanto alle tradizionali tassonomie degli sport, si è introdotta una nuova classificazione che prende in considerazione l’importanza che assume l’utilizzo o meno di un qualche ‘strumento’, esterno alla persona, per svolgere la pratica sportiva. Attraverso l’impiego del GEFT, per la misurazione della campo dipendenza/indipendenza, vengono prese in considerazione le differenze relative allo stile cognitivo di atleti praticanti sport con strumento (ciclismo, tennis e scherma) e sport senza strumento (corsa podistica, nuoto e karate). I risultati vengono discussi alla luce dell’importanza che potrebbe rivestire il nuovo costrutto di categorizzazione degli sport sia sul piano epistemico, riferito al rapporto corpo-mente-artefatti, sia rispetto alle ricadute pratiche e di ricerca in psicologia dello sport. PAROLE CHIAVE Personalità; stile cognitivo; discipline sportive. ABSTRACT Starting from the study of the personality of the athlete, a new classificatory construction of the sport activities is suggested. Beside of traditional classifications of sports, a new classification has been introduced which takes in consideration the importance which assumes the use (or not) of some ‘tool’, external to the person, to perform sport. Through the use of the GEFT, for the measurement of the field dependence/independence, differences relative to the cognitive style of athletes performing sports with instruments (cycling, tennis, and fencing) and sport without instruments (road race, swimming, and karate) are taken into consideration. Results are discussed in the light of the importance that a new construct of sport categorisation could have both on the epistemic side, referred to the relationship body-mind-artefact, and practical and research implications in sport psychology. KEY WORDS Personality; cognitive stile; sports. PERSONALITÀ E SPORT Nella psicologia dello sport lo studio della personalità ha avuto tradizionalmente il compito di esaminare il comportamento degli atleti, al fine di tentare di prevedere la ‘qualità’ delle loro performance future1. Le ricerche svolte in questo ambito si sono interessate prevalentemente a chiarire due ordini di questioni. In primo luogo, l’esistenza o meno negli atleti di un unico e caratteristico profilo di personalità, attraverso la rilevazione di possibili differenze personologiche in relazione alla scelta di praticare uno sport piuttosto che un altro; in secondo luogo, se le prestazioni di successo siano o meno correlate al manifestarsi di specifiche caratteristiche di personalità, attraverso la rilevazione d’un ipotetico rapporto di causalità fra una dimensione psicologica e il risultato della prestazione in situazioni differenti2. 4 Giornale Italiano di PSICOLOGIA DELLO SPORT Numero 3 – 2008 Fino alla fine degli anni ’60, il modello prevalentemente utilizzato dagli psicologi per attuare tali predizioni è stato quello dei tratti di personalità, in seguito – almeno in parte – sostituito dal paradigma interazionista. Recentemente, mutuando alcuni modelli teorici dalla psicologia e dalla neuropsicologia cognitiva, la psicologia dello sport si è avvalsa di metodi e tecniche sempre più accurati, allo scopo di costruire strumenti operativi specifici e strategie per un miglioramento continuo delle prestazioni sportive3. STILI COGNITIVI Gli stili cognitivi sono stati definiti dalla ricerca psicologica come invarianti modali della personalità, che conferiscono coerenza al comportamento, sia nell’ambito della stessa area, che in aree diverse (Messik, 1984). Questi, pur fondandosi su una predisposizione di
    • Psichologia copia 9-01-2009 11:44 Pagina 9 GIORNALE ITALIANO DI PSICOLOGIA DELLO SPORT RICERCHE V ALUTARE LE ABILITÀ MENTALI: RISULTATI DI UN’INDAGINE Antonina Costa Corso di Laurea in Scienze Motorie, Università di Catania RIASSUNTO La presente ricerca su atleti di alto livello, ha l’obiettivo di indicare, con la problematicità di significato dei termini “abilità mentali”, l’esigenza di porre in evidenza come le consuete pratiche di “mental training” possano trascurare, sia pure parzialmente, aspetti psicologici centrali per il successo. Il questionario utilizzato permette allo psicologo dello sport e agli allenatori di valutare e di intervenire adeguatamente in un attento lavoro di preparazione atletica rivolto all’autostima, alla gestione dell’ansia, all’attenzione, all’immaginazione, alla motivazione, all’assertività, alla gestione dello stress, al goal setting. La ricerca su un campione relativamente significativo per la raccolta dei dati è in corso con l’elaborazione dei dati di confronto su atleti di un più basso livello di prestazione sportiva, allo scopo di presentare uno strumento di novità nell’ambito della psicologia dello sport. PAROLE CHIAVE Valutazione; abilità mentali. ABSTRACT The purpose of the present research on high level athletes is to point out the need to emphasize that mental training can, sometimes and partially, neglect psychological important aspects necessary for high achievements. The questionnaire here utilized allows the sport psychologist and trainers to evaluate and implement an effective intervention program addressed to enhance the self-esteem and manage anxiety, attention, imagery, motivation, stress, goal setting. The research on a comparatively significant sample for data collection, is in progress through the comparison data processing on athletes of a lower level of sporting performance, with the purpose to show a new instrument within the sport psychology. KEY WORDS Evaluation; mental skills. La psicologia dello sport acquista uno statuto scientifico se sostenuta da una ricerca garantita da metodi ed analisi che diano al sapere psicologico interesse e novità. Essa coglie un’infinita varietà di attività e di eventi che richiedono molteplici e diverse competenze quando ci si accosta ai problemi e agli interrogativi dello sport. L’indagine sui meccanismi psicologici che regolano la competizione conferisce allo sport una dimensione scientifica sulla base di un principio teorico ormai noto: l’unità mente-corpo e l’impossibilità di prescindere da essa per affrontare con successo le competizioni agonistiche. Lo studio dello sport e delle attività motorie, da un punto di vista psicologico, si rivolge a misurare e valutare le abilità mentali con metodi nettamente distinti dalle misure dei risultati delle competizioni. Ogni atleta in gara mette alla prova più che le sue abilità fisiche. Ogni competizione sportiva è una prova della preparazione fisica e psichica dell’atleta. Gli atleti di alto livel- Giornale Italiano di PSICOLOGIA DELLO SPORT Numero 3 – 2008 9
    • Psichologia copia 9-01-2009 11:44 Pagina 12 RICERCHE GIORNALE ITALIANO RICERCHE DI PSICOLOGIA DELLO SPORT C AMBIAMENTI EMOZIONALI E STRATEGIE DI COPING DURANTE LA PRESTAZIONE IN GINNASTICA ARTISTICA Melinda Pellizzari Dipartimento di Scienze Cliniche e Bioimmagini, Università di Chieti Claudio Robazza Behavioral Imaging and Neural Dynamics Center (BIND); Dipartimento di Scienze del Movimento Umano, Facoltà di Scienze dell'Educazione Motoria, Università di Chieti Maurizio Bertollo Behavioral Imaging and Neural Dynamics Center (BIND); Dipartimento di Scienze Mediche di Base ed Applicate, Facoltà di Scienze dell'Educazione Motoria, Università di Chieti RIASSUNTO Lo scopo di questo studio era di esplorare lo stato emozionale e le strategie di coping di una ginnasta durante tre diverse competizioni, utilizzando come basi teoriche il modello IZOF e l’approccio direzionale. Ha preso parte alla ricerca una ginnasta esperta del Nord Italia, di 18 anni di età. L’atleta ha identificato una serie di emozioni individualizzate seguendo le indicazioni del metodo rievocativo del modello IZOF. La serie di emozioni è stata successivamente utilizzata durante un’intervista per individuare il contenuto emozionale, l’intensità, l’effetto funzionale e la tonalità edonica esperiti durante l’esecuzione ottimale, intermedia e scadente di un esercizio in tre diverse competizioni. La prestazione ottimale è stata caratterizzata da emozioni ottimali percepite come molto facilitanti e molto piacevoli, mentre la prestazione scadente è stata contraddistinta da emozioni disfunzionali percepite come debilitanti e spiacevoli. Nella prestazione intermedia, infine, è emerso un pattern misto di emozioni. Strategie efficaci di coping sono state associate alla prestazione ottimale, mentre strategie inefficaci di coping sono apparse in relazione alla prestazione scadente. Le indicazioni fornite dai due approcci teorici si sono rivelate importanti per comprendere i vissuti e le modalità di risposta individuali al fine di aiutare l’atleta a migliorare la sua prestazione. PAROLE CHIAVE Modello IZOF; approccio direzionale; ginnastica artistica; prestazione. ABSTRACT The aim of this case study was to identify a gymnast’s emotional state and coping strategies across three different performances (good, average, and poor) of the same exercise during competition within the theoretical framework of the IZOF model and the directional approach. The participant was an 18-year-old female gymnast who competed at national level. An individualised list of emotional adjectives was generated through the recall method, and then used to identify the content, intensity, direction, and hedonic tone of emotional states experienced during good, intermediate, and poor performances of an exercise in competition. Good performance was characterized by high intensity of optimal-pleasant emotions, functional effect, and pleasant hedonic tone, whereas poor performance was typified by high intensity of dysfunctional-unpleasant emotions, dysfunctional effect, and unpleasant hedonic tone. A mixed pattern of emotions emerged as related to intermediate performance. The gymnast adopted effective coping strategies during optimal performance and ineffective coping strategies during poor performance. The IZOF model and the directional approach proved to be useful in gaining insight into individual emotions experienced during athletic performance. KEY WORDS IZOF model; directional approach; artistic gymnastics; performance. 12 Giornale Italiano di PSICOLOGIA DELLO SPORT Numero 3 – 2008 INTRODUZIONE Lo studio della relazione tra emozioni e prestazione suscita notevole interesse nell’ambito della psicologia dello sport poiché permette di esplorare e comprendere quali sono gli atteggiamenti ed i processi interni che l’atleta vive durante la competizione e di predisporre successivamente strategie per migliorare la prestazione. Diversi autori pongono attenzione all’esperienza soggettiva per identificare le strategie psicologiche utilizzate dal singolo nell’affrontare il compito. Eklund (1994), ad esempio, riporta come, prima di una prestazione scadente, l’atleta abbia pensieri ed emozioni negativi e problemi di attenzione. Prima di una prestazione di alto livello, invece, l’atleta solitamente si sente pronto, fiducioso ed attivato emotivamente. Un problema importante per l’atleta è quello di affrontare la competizione in uno stato ottimale di attivazione in relazione alla prestazione. Il modello delle zone individuali di funzionamento ottimale (IZOF: Individual Zones of Optimal Functioning, Hanin, 1997, 2000, 2007) è
    • Psichologia copia 9-01-2009 11:44 Pagina 19 GIORNALE ITALIANO DI PSICOLOGIA DELLO SPORT ESPERIENZE U N’ESTATE DI GIOCHI E SPORT: IL CENTRO ESTIVO DI SIPISPORT Amina Bisogno,Tonia Bonacci SIPI SPORT RIASSUNTO In questo articolo viene presentata, in primis, la differenza tra la colonia di una volta e un centro estivo attuale; viene fatta una breve carrellata sulle varie tipologie di centri estivi presenti sul territorio italiano. La parte centrale è dedicata alla presentazione del modello psicopedagogico utilizzato (il Modello Strutturale Integrato di G. Ariano). Nella terza parte viene descritta l’organizzazione di un Centro Estivo di SipiSport: la programmazione, la metodologia, le attività, lo staff, le riunioni di staff. La filosofia del Centro Estivo di SipiSport è costruttivista: confrontarsi costringe, a tutte le età, a diventare persone più capaci. PAROLE CHIAVE Centri estivi; giochi; sport. ABSTRACT In this paper the difference between a “Summer Camp” and a “Summer Centre” is clarified, then a brief description of the different types of Summer Centre in Italy is reported. The central part of the paper is devoted to presenting the psycho-pedagogical model used (the Structural Integrated Model of G. Ariano) with examples derived from experiences of the Centres. The third and final part is a description of the organization of a SipiSport’s summer centre: the planning, methodology, activities, staff and staff meetings. The philosophy of SipiSport’s Summer Centres is constructivist: learning to become a more capable person. KEY WORDS Summer camps; plays; sports. PREMESSA Il presente lavoro descrive come è nata l’idea del Progetto “Un’estate di giochi e sport” di SipiSport. L’orizzonte psico-pedagogico di riferimento (di tipo costruttivista) colora l’intero progetto non solo nella teoria ma anche nell’attuazione pratica. L’intero progetto ha come finalità principale quello della prevenzione primaria. Postulato guida è: laddove esiste una minima difficoltà è sempre bene intervenire il prima possibile. Gli obiettivi principali del Centro Estivo di SipiSport sono: » offrire un servizio di qualità educativa e sicurezza alle famiglie, in un periodo di difficile gestione familiare; » offrire ai bambini un luogo confortevole, dove possano socializzare, esprimere le loro emozioni e i loro pensieri, attraverso attività motoria-sportiva e ludico-espressiva, con l’ausilio di operatori specializzati; » dare la possibilità ad un gruppo di bambini, segnalati dai Servizi Sociali, di partecipare gratuitamente al Centro Estivo. La metodologia descritta nel lavoro prevede la suddivisione dei bambini-ragazzi in gruppi e sottogruppi per età e caratteristiche individua- li. Da segnalare che la I edizione è stata complicata e faticosa: diverse le difficoltà burocratiche e basso il numero degli iscritti. Il progetto si è ripetuto nei successivi 4 anni a Cava dè Tirreni e in altre cittadine del napoletano e del salernitano: la soddisfazione della cittadinanza e dell’Amministrazione Comunale è risultata alta. La finalità della prevenzione primaria ha fatto sempre da orizzonte nei vari centri estivi organizzati. È stato possibile, infatti, motivare genitori e bambini a frequentare uno sport anche nei mesi invernali: il 90% dei genitori ha chiesto allo staff di organizzare altre attività per i loro figli durante il periodo scolastico. Da segnalare che lo staff (grazie alle riunioni settimanali) ha individuato bambini con “varie problematiche psicologiche” che ha inviato, per una presa in carico, alle varie strutture sanitarie e specialistiche di riferimento sul territorio. I CENTRI ESTIVI IN ITALIA La colonia estiva ha avuto l’obiettivo di garantire, ai bambini meno fortunati, la possibilità di trascorrere qualche settimana in luoghi salutari, in montagna, al mare, in campagna; di nutrirsi in modo corretto e di giocare e divertirsi insieme. Nel corso del tempo, migliorando la condizione economica e diminuendo, grazie a cure mediche sempre più Giornale Italiano di PSICOLOGIA DELLO SPORT Numero 3 – 2008 19
    • Psichologia copia 9-01-2009 11:44 Pagina 25 GIORNALE ITALIANO DI PSICOLOGIA DELLO SPORT ESPERIENZE P OTENZIAMENTO DELLE STRATEGIE COMUNICATIVE IN UNA SQUADRA DI CALCIO PROFESSIONISTA Elena Lensi, Francesca Granchi, Gitana Giorgi, Lisa Cecchi, Ciro Conversano Istituto di Scienze del Comportamento Umano, Università di Siena RIASSUNTO Il progetto formativo è stato centrato sull’individuo e sul gruppo, con lo scopo di potenziare le strategie comunicative e la capacità di interazione tra gli atleti di una squadra di calcio professionista con il team, la dirigenza, il pubblico e i media. Il progetto è stato realizzato per la Pisa Calcio S.P durante il ritiro .A. pre-campionato della stagione 2004-2005. Il programma si è articolato in tre aree: comunicazione all’interno della squadra, comunicazione con la dirigenza della società, comunicazione con il pubblico. Per la prima area sono stati previsti i seguenti moduli: fondamenti di pragmatica della comunicazione, analisi pratica della comunicazione, sviluppo delle abilità di ascolto attivo, dinamica di gruppo. Rispetto alla comunicazione con la dirigenza erano previste tecniche di gestione del conflitto con conseguente analisi pratica. Infine, per la parte sulla comunicazione con pubblico sono stati applicati alcuni semplici principi di tecniche comunicative, basate sui più recenti studi effettuati in questo campo. Il programma ha favorito il contatto dei giocatori con le proprie e altrui emozioni, l’acquisizione di una maggiore consapevolezza comunicativa, lo sviluppo di una migliore capacità di ascolto reciproco nella comunicazione squadra/ dirigenza. Infine, si sono riscontrati risultati significativi nei rapporti dei giocatori con il pubblico ed i media. PAROLE CHIAVE Psicologia dello sport; comunicazione; squadra. ABSTRACT The training project was intended to empower the communication strategies and relationship skills among players, managers, medias and funs of a professional soccer club. The project was carried out for the Pisa Calcio S.P during the pre-agonistic .A training before the championship season 2004-2005. The training plan was developed in three different areas: communication skill training for players, communication skill training for managers, and communication skill training for public relations. For the first area the training developed these issues: pragmatics of communication, communication skills analysis, active listening skill training, group dynamics. For the second area the training was directed to improve the abilities of managers to handle conflicts emerging at any level of the team through conflict dynamics management and role playing exercises. The training plan improved athletes’ skills to recognize their and other’s emotions, the ability to be aware of personal communication, and promoted the mutual communication between managers and players. Finally the relationship between the soccer club and media and funs improved. KEY WORDS Sport psychology; team communication. Giornale Italiano di PSICOLOGIA DELLO SPORT Numero 3 – 2008 25
    • Psichologia copia 9-01-2009 11:44 Pagina 28 PRATICA PROFESSIONALE GIORNALE ITALIANO PRATICA PROFESSIONALE DI PSICOLOGIA DELLO SPORT P SICOLOGIA CLINICA DELLO SPORT: UN MODELLO MULTIDIMENSIONALE Gianfranco Gramaccioni, Claudio Robazza Facoltà di Psicologia e Facoltà di Scienze dell’Educazione Motoria, Università di Chieti RIASSUNTO Viene presentato un modello multidimensionale di psicologia clinica applicata allo sport definita come l’applicazione di conoscenze e metodi, derivati dai vari campi della psicologia, finalizzati a promuovere e mantenere la salute ed il benessere psicofisico, ottimizzare la prestazione atletica, prevenire e trattare difficoltà personali o prestative determinate da cause psicologiche. Nel modello sono definite quattro categorie funzionali di classificazione delle problematiche dell’atleta denominate sviluppo della prestazione, difficoltà prestative, decadimento della prestazione, interruzione della prestazione o conclusione della carriera. Da questa concettualizzazione derivano importanti indicazioni applicative per individualizzare l’intervento e renderlo maggiormente efficace. PAROLE CHIAVE Psicologia clinica; psicologia dello sport; preparazione mentale. ABSTRACT A multidimensional model of clinical psychology applied to sport is here presented. Clinical sport psychology is defined as the application of knowledge and methods, derived from various fields of psychology, aimed at promoting and maintaining health and well-being, optimizing athletic performance, preventing and treating personal or performance difficulties based on psychological problems. The model defines four functional categories of athletic problems named performance development, performance difficulties, performance impairment, performance interruption or termination. This conceptualization provides the sport psychologist with important applied indications. KEY WORDS Clinical psychology; sport psychology; mental preparation. 28 Le aree della psicologia clinica e della psicologia applicata allo sport si sono avvicinate da quando gli operatori del settore sportivo e delle attività motorie hanno riconosciuto ed evidenziato elementi comuni tra performance e benessere psichico. Allo stato attuale la psicologia dello sport è convenzionalmente distinta in due aree specialistiche: l’area clinica (Stainback, Moncier e Taylor, 2007) e quella educativa (Côté, Baker e Abernethy, 2007). Per consuetudine ormai ampiamente accettata lo psicologo “clinico” è il professionista che ha conseguito una laurea in psicologia o medicina ed una successiva formazione clinica e/o psicoterapica e, ma non sempre, un’ulteriore formazione in ambito sportivo: questo professionista si occupa di atleti o soggetti praticanti attività fisica che presentino disturbi della sfera emotiva. Lo psicologo “educativo” è invece un professionista che ha conseguito una formazione nelle scienze dello sport e dell’esercizio fisico oltre ad una successiva specializzazione in psicologia dello sport; opera nel contesto sportivo come “mental coach” attraverso sessioni individuali o di gruppo, lavora allo sviluppo delle abilità mentali (mental training), si occupa di aspetti psicoeducativi, ad esempio finalizzati al miglioramento delle capacità comunicative, ma non può trattare atleti con disturbi psichici. Questa distinzione, apparentemente corretta, ha comunque contribuito ad una eccessiva semplificazione dividendo la psicologia dello sport in due settori: quello del miglioramento della prestazione e quello del trattamento dei problemi psichici dell’atleta; lo psicologo dello sport “educativo”, quindi, potrebbe essere più in sintonia e meno temuto dall’ambiente sportivo, perché opera già al suo interno. Talora è lo stesso allenatore, adeguatamente formato, talora è uno psicologo che ha conseguito un’adeguata formazione in ambito sportivo ma a cui manca una formazione di tipo clinico. Sempre secondo quest’ottica, lo psicologo clinico consulente in ambito sportivo è considerato un professionista che interviene su persone con disturbi della sfera emotivo/comportamentale, un professionista della salute esterno al contesto atletico, con tutti i limiti derivanti dalla diffidenza o resistenza al suo intervento da parte di dirigenti, allenatori ed atleti. Sulla base di queste premesse si è da tempo avvertita la necessità di un diverso modello di psicologia dello sport che integri gli approcci clinico ed educativo. Secondo alcuni autori non appare corretto definire l’approccio clinico e il counseling solo come servizi atti a contrastare il disturbo o il disagio psichico (ad es., Silva, 1989). Nella pratica corrente i professionisti della psicologia clinica e del counseling applicano le conoscenze scientifiche derivanti dalle Giornale Italiano di PSICOLOGIA DELLO SPORT Numero 3 – 2008