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    athenet_dicembre2005 athenet_dicembre2005 Document Transcript

    • ◆ Sommario Le fabbriche del credere 4 di Andrea Camilleri Un sogno per fermare l’aids in Africa 8 di Claudia Baldo, Irene Bertolucci, Stefano Lusso, Giovanna Morelli, Francesco Sbrana Il laboratorio di Galileo Galilei 13 di Claudio Luperini La missione di pace di Pierino 16 di Andrea Addobbati Le relazioni di Pedro 18 di Piero Fornaciari L’Università di Pisa e la situazione italiana ed europea 20 di Luigi Russo La percezione della tecnologia: il caso dell’energia nucleare 27 di Walter Ambrosini, Giuseppe Forasassi, Marino Mazzini, Francesco Oriolo, Giuseppe Pilone Ingegneria nucleare a Pisa 29 di Walter Ambrosini, Giuseppe Forasassi, Marino Mazzini, Francesco Oriolo, Giuseppe Pilone L’umanista e il bit 32 di Giuliana Guidotti STmoderna.it 34 Intervista a Elena Guarini Fasano di Barbara Grossi APPROFONDIMENTi La corporate governance nelle società quotate 36 di Marco Allegrini Notizie 38
    • ◆ Athenet la rivista dell’Università di Pisa Direttore responsabile: Antonio R. D’Agnelli Condirettore: Manuela Marini Redazione: Andrea Addobbati, Antonio R. D’Agnelli, Barbara Grossi, Antonella Magliocchi, Claudia Mantellassi, Manuela Marini, Bruno Sereni. Lungarno Pacinotti 43 - PISA tel.: 050 2212113, fax: 050 2212678 e-mail: comunicazione@unipi.it Grafica e impaginazione: Bruno Sereni Athenet on-line: www.unipi.it/athenet La rivista viene spedita a domicilio a tutti i professori, realizzazione tecnica: Stefano Pennuto ricercatori e dipendenti dell’Università di Pisa. La tiratura di questo numero è stata di 5.000 copie. Stampa: tipografia universitaria In copertina: calco in gesso della Atena di Velletri, conservato presso la gipsoteca del dipartimento di Autorizzazione n° 7 del 01-04-1981 Scienze Archeologiche dell’Università di Pisa. (foto: Fausto Gabrielli; progettazione grafica: Vincenzo Letta) del Tribunale di Pisa Ringraziamo per la collaborazione: Marco Allegrini, Walter Ambrosini, Claudia Baldo, Irene Bertolucci, Generoso Bevilacqua, Andrea Camilleri, Fabio Fineschi, Giuseppe Forasassi, Piero Fornaciari, Elena Guarini Fasano, Giuliana Guidotti, Harold Kroto, Claudio Luperini, Stefano Lusso, Marino Mazzini, Giovanna Morelli, Francesco Oriolo, Tiziana Paladini, Giuseppe Pilone, Katty Samaritani, Francesco Sbrana, Mirko Tavoni, Gerlando Termini, Rolando Vivaldi Errata Corrige Per un banale errore di battitura a pag. 8 del num. 12 abbiamo scritto: “con la perdita di 1010 dollari ... e un ricavo di 105 tonnellate di ceneri e pariticolato” anziché: “con la perdita di 1010 dollari ... e un ricavo di 105 tonnellate di ceneri e particolato”. 
    • ◆ Editoriale Nel tempo della comunicazione istantanea, anzi fulminea, il tempo delle dirette tele- visive e di internet, Athenet torna ai suoi fedeli lettori con il consueto ritardo; due, tre mesi? Non lo ricordiamo più. Il passo del nostro giornale è come quello del pachiderma, lento, ma sicuro. È inutile cercare delle scuse: quelli che ci sono affezionati sapranno intuire tutte le nostre difficoltà, e quelli che invece buttano il giornale senza nemmeno togliergli il cellophane continuerebbero a gettarlo anche se uscissimo ogni giorno con puntualità. Quindi, non perdiamo altro tempo, e introduciamo il numero che avete tra le mani. Il giornale apre con la lectio magistralis del più famoso scrittore italiano, Andrea Camilleri. Ricevendo la laurea honoris causa in Sistemi e progetti di comunicazione, il buon Camilleri, dopo aver ringraziato, ha tenuto a precisare che la comunicazione oggi- giorno è una cosa pericolosa, una cosa che tende a farsi autonoma dalla dialettica civile e democratica, per diventare un raffinatissimo sistema retorico capace di “estorcerci” un sì. Ecco, curiosamente questo è lo stesso problema che sollevano gli ingegneri favorevoli all’energia nucleare, i quali lamentano che un’errata percezione del rischio, di cui vanno responsabili i mass-media e le lobby ecologiste, abbia fatto in modo che il nostro Paese si trovi oggi impreparato di fronte alla crisi petrolifera. Che dire? La questione è scottante e Athenet vigliaccamente si tira fuori dalla mischia, ma riprendendo Voltaire, darebbe la vita perché tutte le voci in questo interessante dibattito possano continuare a dialogare. Oddio, proprio la vita… Alla vita, dobbiamo confessarlo, ci siamo affezionati, come Pierino, il protagonista della storia straordinaria e dimenticata che andiamo a raccontare nelle pagine interne del giornale. È il nostro contributo (tardivo) al sessantesimo dalla Liberazione. Per richiamare quei difficili momenti, il dramma del passaggio del fronte, la grande fatica della ricostruzione, ma anche l’esaltazione per esser tornati padroni del nostro futuro, oltre alla storia di Pierino abbiamo deciso di ripubblicare ampi stralci del discorso pronunciato da Luigi Russo in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 1944-45. I nostri affezionati lettori, ne siamo certi, ce ne saranno grati. La Redazione 
    • ◆ Le fabbriche del credere democrazie e comunicazione INTERVENTI di Andrea Camilleri Lo scorso 26 maggio Andrea Camilleri ha ricevuto dall’Università di Pisa la laurea specialistica honoris causa in Sistemi e progetti di comunicazione, il nuovo corso che è la naturale continuazione della laurea di primo livello interfacoltà in Comunicazione pub- blica, sociale e d’impresa e che nasce dalla collaborazione tra le facoltà di Economia, Lettere e filosofia, Lingue e letterature straniere e Scienze politiche. Visibilmente emozionato, lo scrittore siciliano ha sviluppato nella sua Lectio Magistralis una riflessione acuta e critica sull’attuale sistema della comunicazione e sul mondo dei mass media che, secondo l’autore, si sono trasformati da fabbriche di consenso in fabbriche del credere. Athenet propone ai suoi lettori il testo integrale della lezione di Camilleri. S ono perfettamente cosciente che le desto Dizionario. Qui, alla voce relativa, nell’interminabile elenco dei compagni mie parole non saranno all’altez- si trovano scritte alcune definizioni più deceduti dall’ultimo congresso con rela- za della severità e della nobiltà di rassicuranti nel senso che in qualche mo- tivo elogio individuale. Il penultimo fu quest’Aula. E sono altrettanto convinto do restringono il campo. un giapponese. “E infine - concluse - è che quello che dirò è un argomento già Comunicazione:“1) il comunicare, ciò morto il compagno Josif Vissarionovic ampiamente dibattuto tra gli studiosi che si comunica; 2) Contatto che per- Stalin”. E si risedette, senza aggiungere della materia. Ma io sono solo un nar- mette di comunicare; 3) Insieme di strut- parola. Il silenzio che calò improvviso tra ratore, un romanziere, e credo che il mi- ture, impianti, mezzi che stabiliscono un le migliaia di delegati sorpresi, interdet- gliore omaggio che io possa fare a que- collegamento; 4) Trasmissioni di infor- ti, perplessi venne rotto dall’immediato sta Istituzione che mi sta indebitamente mazioni mediante messaggi da un emit- commento del napoletano Cacciapuoti, onorando è quello di non camuffarmi, tente a un ricevente; 5) Comunicazione un commento che non posso riferire in di non nascondermi dietro una falsa ap- giudiziaria; 6) Comunione eucaristica”. quest’aula, ma mi limito a dire che è parenza, ma di mettervi al corrente, con Ma anche così ristretto, palettato, il cam- fatto di una sola parola di cinque lettere semplicità, a modo mio, di una inquie- po rimane vastissimo e al tempo stesso che comincia con “c” e finisce con “o”. tante considerazione. alquanto vago e sfuggente (considerate Cacciapuoti era stato il primo a capire il Se apro un’Enciclopedia e vado a con- che si va dalla più elementare comuni- senso e il significato di quella comuni- sultare la voce Comunicazione, trovo cazione, “ieri è stata una bella giornata”, cazione. Se andiamo a guardar bene, ad scritto ad apertura: alla comunicazione giudiziaria che oggi allarmarlo non era stata la mancanza di Tutta la fenomenologia dell’ambiente come oggi è cosa complessa assai e infine una pur minima parola d’elogio fune- relazionale e sociale può essere vista co- alla comunicazione con Dio, che è cosa bre, poteva darsi che la vera e propria me comunicazione. In altri termini tutto di una complessità totale, assoluta). commemorazione fosse stata demandata ciò che arriva agli organi sensoriali di un Prenderò allora in considerazione esclu- ad altri di più elevato livello (e infatti organismo può essere considerato come sivamente il punto primo: davvero la poco dopo di Stalin parlò Krusciov, nuo- un dato informativo che l’organismo ri- comunicazione è solamente ciò che si vo segretario del partito, e si trattò di ceve ed elabora. Ma questa concezione comunica? Non manca qualcosa di fon- una damnatio memoriae), ma era stata così ampia ci può permettere di fare ben damentale in questa prima definizione? l’inversione dell’usuale e rigida gerarchia pochi progressi nello studio dei processi Consentitemi un esempio storico, un per cui il nome di Stalin dal primo posto di comunicazione. po’ brutale, per niente accademico, ma era passato all’ultimo. Questo sta a significare, in altri termini, significativo. Il XX congresso del PCUS, Allora la definizione del dizionario che che vivere è sostanzialmente comunica- il primo dopo la morte di Stalin, si aprì la comunicazione è ciò che si comunica re. Non comunicare può quindi dirsi a Mosca il 16 febbraio 1956. Erano pre- andrebbe integrata così: “cio che si co- non vivere? senti migliaia di delegati di tutto il mon- munica e come lo si comunica”. Parafrasando Shakespeare si potrebbe do. La delegazione italiana, capeggiata da Ma, attenzione, da tutto questo ne con- dire che tutto il mondo (che dico il Togliatti, era composta da Scoccimarro, segue che se il codice nella comunicazio- mondo? L’Universo!) è comunicazione, Bufalini e dal napoletano Cacciapuoti. ne è il fattore indispensabile alla produ- volontaria o involontaria. Sottolineo la napolitanità di Cacciapuoti zione e alla interpretazione del messag- Colto da una leggera vertigine all’idea a ragion veduta. All’apertura, dopo gli gio, nel caso preso in esame mi pare, e delle infinite implicazioni di ciò che ho inni e i saluti di rito, un sovietico che forse posso sbagliarmi, che vennero usati appena letto, metto da parte l’Enciclo- sedeva al tavolo della presidenza si alzò tanto un codice quanto un subcodice: il pedia e prendo tra le mani un più mo- per fare una comunicazione, consistente codice era l’elenco puro e semplice dei 
    • compagni deceduti, il subcodice consiste- va nell’ordine dei nomi che componevano l’elenco. Solo che il subcodice, ai fini del- la comunicazione, risultava di gran lunga più importante del codice stesso. In altri termini, quella comunicazione fingendo di obbedire alla regola che “il co- dice deve essere un sistema convenzionale esplicito per poter permettere il processo di codificazione e di decodificazione”, metteva in pratica un codice implicito destinato ad allertare i più ricettivi tra i presenti. Da quel congresso non sono ancora tra- scorsi cinquanta anni. Se Hobsbawn ha potuto definire il secolo scorso come il se- colo breve è certamente perché la somma degli avvenimenti sociopolitici ed econo- mici, le due grandi guerre, lo sviluppo del- Foto di Katty Samaritani l’aviazione, la bomba atomica e l’energia nucleare, il progresso tecnologico hanno fatto assumere soprattutto negli ultimi cinquanta anni al nostro mondo una mas- sa così spaventosamente pesante da farlo apparire persino di breve circonferenza, come avviene con le stelle implose. Andrea Camilleri, conosciuto in tutto il mondo come l’inventore del commissario Montalbano E naturalmente, per quanto riguarda lo da cui è stata tratta l’omonima fortunata serie televisiva, è nato a Porto Empedocle in provincia specifico della mia considerazione, mi ba- sterà richiamare la vostra attenzione sul di Agrigento il 6 settembre 1925. Scrittore precoce, a vent’anni pubblica su un’antologia di dominio assoluto rapidamente acquistato poeti scelti da Ungaretti. Scrive anche brevi racconti sui giornali L’Ora e L’Italia Socialista. dalla televisione prima (e con la quale è Inizia a lavorare come regista teatrale nel 1942, portando in scena più di cento opere, molte di nato il fenomeno detto “comunicazione Pirandello, suo compaesano e amico di famiglia: “Quanto agli scrittori che mi hanno influen- di massa”) e da internet negli anni più zato, come si fa a dire... Pirandello era nell’aria, nel clima famigliare: ‘Vedi questo è un regalo di recenti. Ma proprio questo dominio as- soluto rappresenta, almeno ai miei occhi Luigi quando venne a trovarci’. L’ultimo grande punto di riferimento, col quale ho un dialogo e lietissimo se qualcuno dimostrerà il mio che dura tuttora a distanza, è stato Leonardo Sciascia”. errore, un forte rischio per l’intelligenza Porta in scena Così è (se vi pare) nel 1958, Ma non è una cosa seria nel 1964, La rappresentazione dell’uomo stesso. Intelligenza dal latino della favola destinata ai giganti nel 1959, Sei personaggi in cerca d’autore, Il gioco delle parti nel intelligere, capire. 1980 e molti altri ancora. È il primo a portare in scena in Italia Beckett e Ionesco, impegnandosi Nei primi tempi della televisione, tutto ciò che essa ci mostrava era, e voleva es- contemporaneamente in campo televisivo, dove realizza numerose regie di opere teatrali e di sere, un presente continuo fatto vedere romanzi. Sua la famosa serie poliziesca del Commissario Maigret di Simenon e del Tenente nella sua immediata verità. Non sapeva- Sheridan. Dal 1958 al 1965 insegna, in modo pressoché continuativo, al Centro Sperimentale mo allora, primitivi spettatori, che anche di Cinematografia di Roma e successivamente, dal 1977 al 1997, all’Accademia Nazionale di all’immagine doveva essere applicato il Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Esordisce come romanziere nel 1978 con Il corso delle cose principio d’indeterminazione, quello che, secondo i padri fondatori della quantisti- (ristampato da Sellerio nel 1999), primo della serie dei romanzi “storici”. Di seguito pubblica: ca, suona pressappoco così: ogni fenome- Un filo di fumo vincitore nel 1980 del premio Gela, La strage dimenticata, La stagione della cac- no fisico si modifica per il fatto stesso di cia, La bolla di componenda, Il birraio di Preston (premio Vittorini), La concessione del telefono. essere osservato. Instancabilmente impegnato nella ricerca di un linguaggio autentico in grado di restituire in E non sto minimamente parlando del- pieno le atmosfere e la varietà culturale e umana della Sicilia, scrive prevalentemente in dialetto, la manipolazione dell’immagine: sono ancora fermo al fatto che lo sguardo adeguandone di volta in volta il registro al livello sociale dei personaggi e riuscendo sempre dello spettatore è totalmente guidato e a trovare quella sorta di felicità narrativa che trapela in pieno dai suoi romanzi. Cura per Rai condizionato dallo sguardo di colui che Due la sceneggiatura di Montalbano. Sua anche la sceneggiatura e l’adattamento per il teatro sta riprendendo l’immagine e cioè dal del Birraio di Preston che nella versione per la radio lo vede anche come autore e interprete, posizionamento della telecamera, dalla cimentandosi inoltre nell’interpretazione del capo della polizia in Guerra di spie, film per la disposizione delle luci, dall’ordinamento dell’inquadratura, dal movimento all’in- televisione di Corrado Augias e nel ruolo del nonno archeologo ne Il gioco della maschera di terno di essa. Tutte cose che concorrono Rocco Mortelliti su soggetto dello stesso Camilleri. quindi alla creazione di un’immagine non 
    • immediata ma accortamente mediata e con le tv, ha reso il campo della comu- che tutti, ma proprio tutti, i programmi certamente finalizzata a suscitare una nicazione e dell’informazione pratica- del palinsesto, anche e soprattutto quelli precisa reazione nello spettatore. mente senza limiti. Questo vertiginoso d’informazione e di commento all’infor- Ricordo che ai primissimi tempi della allargamento della comunicazione è sta- mazione, siano costantemente portatori televisione in Italia mi capitò un fatto to salutato da tutti come il segno di una impliciti delle finalità che i proprietari che mi turbò e che ancora continua a finalmente raggiunta libertà d’informa- della rete si propongono. mettermi in un certo disagio. Allora zione. Ma questo tipo di libertà coincide Questo, in altri termini, viene a signifi- c’era un solo canale televisivo ed erano con la possibilità d’approssimarsi a una care che ogni rete deve per forza confi- da poco entrate in uso apparecchiature verità potabilmente limpida e priva di gurarsi come una fabbrica del consenso, che permettevano la registrazione dei germi? Ho detto e sottolineo: questo tipo consenso sia ai prodotti commerciali programmi. di libertà. Mi spiego meglio. Si tratta di pubblicizzati sia alle idee politiche altret- Ogni domenica mattina veniva celebrata una libertà relativa o, nei casi peggiori, tanto pubblicizzate e commercializzate, in diretta, dalla cappella degli studi di via solamente apparente. I costi di un’emit- cercando in tutti i modi d’evitare che gli Teulada, la santa messa per tutti coloro tente televisiva a medio raggio, una volta ascoltatori-compratori-potenziali elet- che non potevano uscire da casa per re- che sia uscita vittoriosa dalla guerra delle tori cambino canale, rischio felicemen- carsi in chiesa. Un giovedì pomeriggio, concessioni delle frequenze, sono di gran te inesistente nel nostro paese dato che passando davanti alla porta a vetri della lunga superiori a quelli di un quotidiano l’85% delle emittenti pubbliche e private cappella, vidi un prete che officiava la che ricopra la stessa porzione di territo- è sotto il controllo più o meno dichiarato messa e due telecamere che lo riprende- rio. Da qui l’inevitabilità di forti gruppi della stessa persona e quindi cambiare vano. M’informai con un tecnico. economici, dotati di precisi interessi, canale significa sostanzialmente riascol- “Stiamo registrando la messa che man- che vengono a proporsi come editori te- tare la medesima notizia detta con parole deremo in onda domenica mattina”, mi levisivi. Con una differenza sostanziale: diverse ma con identico intento glorifi- rispose. La domenica seguente mi misi che a un quotidiano basta il mantenersi catorio. davanti al televisore: ebbene, quando dentro i confini di un certo profilo po- Ma questa che ho chiamato finalità cominciò il rito, nessun cartello avvertì litico-economico definito, direi quasi implicita verrebbe ad esercitare la sua i fedeli che il miracolo della transustan- pattuito, già fin dal primo numero e capacità d’incidenza, ove si limitasse a ziazione veniva trasmesso in differita. che gli ha fatto subito acquistare i “suoi” un unico codice di comunicazione, so- Sono scarso assai in problemi teologici, fedeli lettori per avere anche una buona lo e sempre su un medesimo gruppo di ma sento oscuramente che l’episodio ap- autonomia di manovra al suo interno; spettatori, quello che si può definire lo pena raccontato entra in qualche modo mentre a una rete televisiva, che si ri- zoccolo duro. Un nucleo comunque li- nel discorso che vado facendo. volge a un pubblico non di lettori ma di mitato e sensibile a una comunicazione Sono bastati pochi decenni perché in spettatori, a un pubblico che deve solo più emotiva che logica. Una emittente tutto il mondo le emittenti televisive si vedere e sentire, che non ha la possibilità televisiva privata o pubblica ha però la moltiplicassero e alle televisioni di stato di rivedere e risentire, un pubblico mu- necessità assoluta d’ampliare il proprio si affiancassero un’infinità di televisioni nito della tentazione del telecomando e bacino d’ascolto, ne va della sua stessa so- private. Internet inoltre, interagendo pronto perciò allo zapping, è necessario pravvivenza per la maggior parte alimen- tata dall’affluenza degli spot pubblicitari. Da ciò il ricorso non solo a codici diversi, ma a sottocodici molteplici anche nella comunicazione di una stessa notizia. I più evidenti di questi sottocodici sono presenti fin dalla copertina del telegior- nale, che è una specie di riassunto delle notizie più importanti che saranno date. La nostra notizia, che chiameremo A, è presente in copertina? Se sì, che posto occupa nell’indice? Se non compare in copertina, a che punto del telegiornale verrà detta? Quanto tempo le verrà de- dicato? Qual è la notizia che la precede? Qual è la notizia che la segue? La notizia A viene commentata? Come? Da chi? Si userà per essa il cosiddetto “panino”, che significa collocare la notizia A tra due commenti orientati in senso opposto ri- spetto al contenuto della notizia? E poi: una notizia televisiva può essere sempli- cemente detta dal giornalista senza l’aiu- to dell’immagine, facendone automati- camente una notizia di serie B. 
    • Per ciò che riguarda il parlato, se è vero con le parole del Presidente degli Stati segreti. Insomma, non era mai esistito il che, come ha scritto Umberto Eco, “il Uniti e dei suoi più importanti ministri presupposto principale per fare la guer- linguaggio si avvale di rimandi infra e e quindi attraverso un subitaneo tam ra. Era un falso spudorato, una tragica intertestuali e che molto del contenuto tam mediatico, insistente, assordante, guerra di Pinocchio. trasmesso da un testo è ‘non detto’, pre- coinvolgente, travolgente, ubriacante, Ma la conoscenza dell’inganno per- supposto o alluso”, questo non fa che con sventagliate continue di notizie e petrato dai capi di stato non scalfisce portare acqua al mulino di quello che soprattutto immagini volte non alla se non in minima parte, nell’opinione sto dicendo. ragione ma all’emozione, con flash che pubblica, il potere di coloro che hanno Quale tono, timbro di voce usa il gior- attengono più alla pubblicità che alla anche coscientemente ingannato. Anzi, nalista nel dare la notizia A? Che ritmo politica, con un martellare d’incontri e si dà il caso che il primo responsabile, adopera? Le pause che fa sono per ri- dibattiti dove si adopera un linguaggio l’americano, venga rieletto a travolgente spetto alla punteggiatura o rimandano, costantemente sovratono, di questo dit- maggioranza. E anche l’inglese, quando alludendo, a un sottodiscorso B? tatore se ne fa, dicevo, il nemico pubbli- la guerra ormai si consolida come un Abbiamo avuto esempi memorabili di co mondiale numero uno, in possesso di inutile carnaio, ottiene una storica terza notizie date interamente per non detto spaventose armi di distruzione di massa, investitura. Tutti e due hanno mentito ai o alluso: ricordo che il giornalista Ugo capaci di distruggere una città europea in loro popoli, ma i loro popoli gli hanno Zatterin, dovendo dare al pubblico te- rinnovato la fiducia. levisivo la notizia dell’approvazione in Perché? Questo è il punto. Si può azzar- ◆ Parlamento della legge Merlin, quella dare un’ipotesi. E cioè che questo è pos- che aboliva le case di tolleranza, parlò i mezzi di sibile perché i mezzi di comunicazione di per tre minuti senza mai usare parole che massa, da fabbriche di consenso, si sono si riferivano a prostitute, prostituzione, comunicazione di massa tramutati, riuscendoci, in convertitori case chiuse, parole tutte rigorosamente si sono tramutati di fede, in fabbriche del credere. Hanno bandite dalla tv di allora. Adoperò un saputo trasformare una guerra evitabile codice che venne decifrato solo da un da fabbriche di consenso in una lotta suprema tra il Bene e il Male, quarto degli ascoltatori, il rimanente in- in convertitori di fede, tutti e due con le iniziali maiuscole. tuì che qualcosa da quel giorno in poi Forse riuscirò a spiegarmi meglio citan- era vietato in Italia, ma sul momento in fabbriche del credere do un passo del grande fisico Werner non seppe cosa, lo seppe quando andò Heisenberg, con l’avvertenza che è estra- a bussare a una porta sbarrata. polato da un saggio, “Fisica e filosofia”, ◆ Fin qui non credo di aver detto nulla di quarantotto ore, come asserisce turbato dato alle stampe nel 1958: nuovo. Ognuno di quelli che mi stanno il primo ministro britannico. Il ministro “Non possiamo chiudere gli occhi al fat- ascoltando sa benissimo che negli ultimi degli esteri statunitense si reca all’Onu e to che è difficile per la gran maggioranza anni il corso delle cose che prima, per con grafici, fotografie, fialette, dimostra della gente farsi un giudizio ben fondato dirla con Merleau-Ponty, era “passabil- inequivocabilmente l’esistenza di quelle sulla giustezza di certe dottrine o idee mente sinuoso”, si è fatto totalmente, in- armi da anni, ricordiamocelo, invano generali. Quindi può essere che la parola decifrabilmente labirintico e questo non cercate dagli stessi ispettori dell’Onu. ‘credere’ non significhi per la maggioran- solo per la complessa decrittazione di Le voci soliste che incitano alla guerra si za di quella gente ‘percepire la verità di ogni evento in sé, quanto piuttosto per trasformano ben presto in coro: la guerra qualche cosa’, ma viene piuttosto presa le molteplici e contrastanti e depistanti preventiva è ineludibile, bisogna attacca- nel senso di ‘assumere questo a base della decrittazioni che la comunicazione del- re prima di essere attaccati. Anche i paesi vita’. Si può facilmente intendere come l’informazione si affretta a offrire. che sono per una soluzione politica e non questo secondo tipo di fede sia molto più Difficile oggi incontrare un’Arianna su bellica concordano pienamente sulla pe- fermo e stabile che non il primo e come uno schermo televisivo. ricolosità e la cieca ferocia del dittato- possa persistere perfino contro un’espe- E quando la s’incontra, sappiamo ormai re. La guerra è stata scatenata, è costata rienza diretta che la contraddica, senza che non è prudente fidarsi del filo che decine di migliaia di morti innocenti, restare scossa, perciò, da alcuna sovrag- ci porge. il dittatore è stato preso prigioniero, la giunta conoscenza.” Ma non è questo il vero problema. Il guerra è finita ma si è tramutata in un Permettetemi un’ultima citazione. Scrisse problema è, a mio parere, l’ulteriore e quotidiano massacro, è stato insomma Stanislaw Jerzy Lec: “Quando la menzo- pericoloso cambiamento avvenuto negli scoperchiato incautamente un vaso di gna ottiene il diritto di cittadinanza non ultimi due anni circa nella comunica- Pandora che sarà arduo richiudere. per questo diventa verità.” zione di massa. Cambiamento evidente Ma le famose armi di distruzione di Perfettamente d’accordo. Ma se la men- attraverso l’osservazione di come le tele- massa non vengono mai ritrovate, co- zogna ottiene il diritto di cittadinanza visioni mondiali si sono comportate, e mincia a serpeggiare il sospetto che pro- sotto forma di fede? continuano a comportarsi, di fronte a un babilmente non ci sono mai state. Poi il E questo, in parole povere e conclusive, evento che ha coinvolto decine e decine sospetto diventa certezza. I governi che dimostra, a parer mio, che se non l’eclis- di nazioni. hanno promosso la guerra sono costretti si, ma almeno l’offuscamento della ra- Di un dittatore, non più feroce di tanti ad ammetterlo. Il ministro degli esteri gione non è né un’ipotesi astratta né una altri che vengono oltretutto foraggiati statunitense, dimessosi, ora dichiara di remota probabilità. dai paesi democratici (e il nostro lo era avere ingannato il mondo in buona fede, già stato), si comincia a farne, prima perché ingannato a sua volta dai servizi Andrea Camilleri 
    • ◆ Un sogno per fermare l’aids in Africa L’Università e la Comunità di Sant’Egidio insieme con DREAM REPORTAGE di Claudia Baldo, Irene Bertolucci, Stefano Lusso, Giovanna Morelli, Francesco Sbrana L’aids abita soprattutto in Mozambico. 30 dei 40 milioni di persone già colpite dal virus Hiv/aids vive oggi, infatti, nell’Africa sub- sahariana. Eppure l’aids si può fermare. In Africa il programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio ha raggiunto fin’ora risultati straordinari. Da circa un anno anche l’Università di Pisa è impegnata attivamente in questo progetto, con medici specializzandi e studenti della facoltà di Medicina che partecipano in prima persona alle missioni della Comunità. Quello che riportiamo qui non è solo il reportage della prima missione in Mozambico degli studenti dell’Ateneo pisano, ma soprattutto una storia d’amore e di coraggio. I l 15 Gennaio 2005 siamo arrivati a molto forte, ci ha messi tutti a dura pro- della malattia è di circa il 13% fino a Maputo, capitale del Mozambico, va. Vedere la povertà estrema, il degrado, raggiungere percentuali più alte in al- per sostenere in modo concreto il i mercati sopra le discariche, i bambini cune realtà, come il 40% nella città di programma DREAM di lotta all’aids che che giocano nelle fogne a cielo aperto, la Beira. A questo si aggiunge il problema la Comunità di Sant’Egidio ha avviato gente che vive per strada senza niente è della malnutrizione essendo la maggior in alcuni Paesi dell’Africa sub-Sahariana. stato sconvolgente. parte della popolazione minacciata dalla Eravamo in cinque: tre medici specializ- La pandemia del virus HIV, responsabile povertà e dall’insicurezza alimentare. zandi e due studenti del corso di laurea del nuovo e più grave dramma africano, Il programma DREAM (Drugs in Scienze infermieristiche. Siamo an- quello dell’aids, non accenna a indebo- Resource Enhancement against aids dati con entusiasmo per concretizzare lirsi. Minaccia ormai centinaia di mi- and Malnutrition) nasce per la lotta alla un lavoro lungo, iniziato con il viaggio lioni di persone in tutto il continente, malnutrizione e all’infezione da HIV e in Mozambico del professor Generoso corrodendo il suo precario sistema eco- significa per migliaia di malati del con- Bevilacqua e del dottor Mauro Lazzeri, nomico, scolastico e sanitario. tinente la possibilità di curarsi con stan- che ha portato l’Università, grazie anche In Africa l’aids costituisce un proble- dard occidentali e vivere bene e a lungo e all’aiuto dei professori Roberto Barsotti ma drammatico sia dal punto di vista per tanti bambini la possibilità di nascere e Brunello Ghelarducci, a sostenere un socio-sanitario che economico perché sani. programma ambizioso che intende offri- colpisce moltissimi individui soprattut- Il primo contatto con questa realtà lo re l’eccellenza delle cure a tanti pazienti to giovani e bambini. La speranza di vita abbiamo vissuto visitando l’ospedale di africani malati di aids. in Africa sta scendendo rapidamente in Machava, il principale centro per la cura L’impatto con il terzo mondo è stato tanti paesi. In Mozambico la prevalenza della tubercolosi nella capitale. L’edificio è una struttura fatiscente, con crepe nei muri, pavimenti allagati e l’acqua che gocciola dal soffitto per le tubature rot- te. I servizi igienici sono in condizioni pessime, i pazienti fanno i propri biso- gni dove possono, l’odore d’urina arriva nei corridoi. I letti sono insufficienti per il numero dei pazienti, molti dei qua- li sono costretti a distendersi su stuoie direttamente sul pavimento, in evidenti condizioni di disagio. Ci sono pochis- simi infermieri ad assistere i pazienti, pochi farmaci per curarli mentre i me- dici, escluso poche ore la mattina, sono raramente presenti in corsia. Sembra che in Mozambico ci siano circa 500 medici per 20 milioni d’abitanti. Cosa incredibile se si pensa all’alta incidenza di malattie infettive e alla malnutrizione che affliggono questo paese, soprattutto 
    • se paragonato con i paesi europei dove logia molecolare in grado di determinare “la Gladiatora” che lavora qui come at- c’è un medico ogni 500 abitanti e dove, la conta dei linfociti CD4 positivi e la tivista, e gira mostrando una sua foto di come dice un medico spagnolo che ab- carica virale, che sono parametri fonda- quando, prima di iniziare il trattamento, biamo conosciuto qui in Mozambico, si mentali per il monitoraggio del pazien- pesava 27 Kg. Come lei adesso ci sono “fanno le terapie per i tutan kamen”. te che assume farmaci antiretrovirali. Il molte altre persone che hanno ripreso a Anche l’Ospedale Centrale di Maputo è passo successivo è stato quello di aprire vivere con la terapia antiretrovirale e che in una condizione poco migliore rispetto ambulatori dove seguire i pazienti con ora lavorano come attivisti presso i vari a quello di Machava. Un giovane me- l’infezione da HIV e intraprendere la te- centri DREAM. L’attivista è una figura dico mozambicano, che per un periodo rapia antiretrovirale consapevoli di poter fondamentale perché media il rapporto di qualche mese ha frequentato un labo- effettuare un corretto follow-up del pa- tra il personale sanitario e i malati facen- ratorio di microbiologia dell’Università ziente in terapia. do capire a questi ultimi l’importanza di Pisa, ci ha guidato tra le vecchie in- Il primo centro del progetto DREAM dell’aderenza alla terapia anche perché frastrutture e per i corridoi deserti, dove che abbiamo visitato si trova nel giardino vive in prima persona la malattia. Le ci ha colpito l’assenza completa di per- dell’ospedale di Machava; la prima cosa attiviste si occupano anche di tutti gli sonale sanitario. Abbiamo visitato il re- che colpisce all’arrivo sono i cartelli “nao aspetti del programma DREAM con- parto di Oncologia che purtroppo ospita se paga” per sottolineare che le prestazio- nessi all’alimentazione. Periodicamente soprattutto bambini. In Mozambico è ni sono gratuite, cosa non trascurabile frequentano dei corsi di formazione il impossibile praticare la radioterapia, ci in un paese dove le persone spesso non cui obiettivo principale è quello di for- sono scarsissimi mezzi per diagnosticare hanno i soldi a sufficienza per pagarsi lo nire le competenze necessarie a educare i precocemente i tumori e pochissimi per “chapa”, il mezzo pubblico che li con- pazienti che vengono ai centri DREAM, curarli. duce al centro. Il personale presente nel a una corretta alimentazione, al fine di Il progetto DREAM nasce concreta- centro si è dimostrato accogliente fin prevenire la malnutrizione nell’adulto e mente dall’ospedale centrale di Maputo. dall’inizio. Abbiamo trovato, tra gli al- nel bambino. Qui è stato creato un laboratorio di bio- tri, Ana Maria chiamata affettuosamente Oltre ad Ana Maria abbiamo conosciuto Sant’Egidio e il progetto DREAM La Comunità di Sant’Egidio è un prodotto del ’68, nata a Roma per si procede a ristrutturare. Il risultato è che uno apre la porta e si ritrova aiutare i poveri e i diseredati della capitale e ora presente in gran parte in Europa: aria condizionata, arredi adeguati, computer, laboratori ben delle nazioni. L’interesse per l’Africa risale a meno di 20 anni fa, quan- attrezzati. E poi medici, biologi, tecnici, tutti con ottima professionalità e do la Comunità si imbarcò in un ambizioso tentativo di pacificare il tutti rigorosamente locali. Il programma ha anche un serio risvolto scien- Mozambico, teatro di una lunga e sanguinosa guerra civile, diventando tifico, sotto la supervisione dei colleghi dell’Università di Tor Vergata, protagonista di un ormai storico accordo fra i due partiti contendenti, Leonardo Palombi, Carlo Federico Perno e Giuseppe Liotta. Uno dei firmato a Roma, a Sant’Egidio, il 4 Ottobre del ’92. L’enorme soddisfa- risultati più entusiasmanti è stato l’aver chiaramente dimostrato che la zione del risultato diplomatico, purtroppo, lasciò il posto allo sgomento. terapia delle madri in gravidanza è uno strumento estremamente effi- In un Paese ormai in pace, la gente continuava a morire per l’aids, le cace per la buona salute dei neonati! Tutto questo, ed in più la terapia infezioni, la fame: un’aspettativa di vita di 40 anni, la rapida diminuzione domiciliare e l’assistenza negli ospedali, che sono per lo più luoghi dove dei medici (che non arrivano a 500 in un paese di circa 20 milioni di si va a morire, funziona grazie ai volontari della Comunità: a Maputo, persone) e dei maestri (le classi delle elementari hanno 80-90 bambini), per esempio, ogni mese ne arriva una decina, non solo italiani; uno di un alto numero di bambini nati con l’infezione trasmessa loro dalla questi fa il coordinatore (che significa occuparsi delle infinite beghe con madre. La Comunità decise allora di cercare di ripetere il “miracolo”: le autorità locali, con i funzionari del Servizio Sanitario, con gli operai), dopo essere riusciti a far cessare una guerra lunga 14 anni, proviamo gli altri dirigono ognuno un diverso settore di attività, in cui lavora il a combattere l’aids, e magari a vincerlo? Nacque così DREAM, Drug personale locale, assunto e stipendiato dalla Comunità dopo accurata Resource Enhancement against aids and Malnutrition, iniziato pochi selezione. anni fa in Mozambico e già in espansione negli altri Paesi dell’Africa I costi di DREAM sono sempre più alti, a fronte dell’espansione del sub-sahariana. Gli eccellenti risultati ne hanno fatto rapidamente un programma. Fortunatamente grandi istituzioni finanziarie italiane e in- modello di organizzazione sanitaria per i Paesi in via di sviluppo, che ternazionali mettono a disposizione cifre sempre più consistenti. D’altra riceve attenzione da tutti gli organismi internazionali e riscuote rico- parte, il risparmio è obbligatorio: i farmaci vengono comprati a prezzi noscimenti sempre più importanti. Un esempio prestigioso è il Premio molto bassi da industrie che non si curano dei brevetti delle multinazio- “Balzan”, consegnato a Roma nel 2005 dal presidente della Repubblica nali; i volontari lo sono davvero, nel senso che vanno a lavorare un mese in una solenne cerimonia all’Accademia dei Lincei. laggiù pagandosi anche il viaggio. Il risultato è che le spese di gestione DREAM si basa su una rete di ambulatori e laboratori che la Comunità sono quasi inesistenti, intorno al 3%. organizza presso le strutture sanitarie locali o presso altre organizzazioni Generoso Bevilacqua di volontariato. In genere si parte da ambienti fatiscenti, in cui si comincia docente di Anatomia e istologia patologica con generatori di elettricità (la “corrente” non è molto comune) e che poi g.bevilacqua@do.med.unipi.it 
    • altre attiviste, che lo scorso anno hanno magrissima e quasi non riuscivo a cam- si stima che siano solo 45 quelli che fondato l’associazione “Mulheres pa- minare da sola. Ora lo vedi come sto be- hanno contratto l’infezione nel pri- ra o DREAM” ovvero “Donne per un ne? Questo non è un sogno, è possibile mo anno di vita. In questo centro che Sogno”. L’associazione è nata dalle prime anche per te”. Sono più o meno queste è stato creato all’interno di un reparto donne affette da aids che, ritrovate le for- le parole con cui, in dialetto changane, di maternità, recuperato e ristrutturato ze per vivere e sperare, grazie alla terapia Honoria si rivolge alle donne che vengo- sempre dalla Comunità di Sant’Egidio, antiretrovirale fornita gratuitamente nei no ogni mattina al Centro DREAM. viene effettuato il test a tutte le donne centri della Comunità di Sant’Egidio, Onoria è una delle prime pazienti di gravide che lo richiedono e quelle che hanno deciso di utilizzarle per aiutare DREAM. Le sue condizioni sono molto risultano sieropositive vengono poi per- altri a sperare, cioè a rivolgersi anch’essi, cambiate dopo un anno di terapia. I far- suase a effettuare il trattamento. Sembra con fiducia, alla terapia. Ma quasi su- maci antiretrovirali le hanno restituito la una cosa da niente, invece la triterapia bito anche alcuni uomini si sono uniti salute e la voglia di vivere. Oggi non sta antiretrovirale effettuata in gravidanza e a queste donne coraggiose, tanto che, soltanto meglio, ma può anche fare qual- la Nevirapina somministrata al neonato, nel corso di una recente assemblea del- cosa per gli altri. Anzi, può fare molto, più altri accorgimenti come l’allattamen- l’associazione, c’è stato chi ha proposto perché può insegnare a tante altre donne to artificiale, hanno impedito nei paesi di cambiarne il nome in “Humanidade a intraprendere con fiducia la sua stessa industrializzati la nascita di altri bambini para o DREAM”. Il loro scopo è quello strada. Per questo, da qualche giorno, ha con la malattia. Tutto ciò è possibile an- di diffondre un messaggio semplice ma iniziato un nuovo lavoro: è attivista nel che a Matola, in Africa, dove attualmen- decisivo: “L’aids si può curare”. Come centro di Machava. Il suo ruolo è quel- te sono seguite circa 600 donne gravide fa R. che ha contratto la malattia in pri- lo di accogliere le donne che vengono sieropositive. È bello lavorare a Matola gionia: “Ho cominciato a parlare a mol- perché quasi tutti i bambini che arrivano ti e ho percorso anche molti chilometri per le visite ogni mattina sono sani senza ◆ a piedi, per raggiungere i distretti più la malattia che invece colpisce la madre. lontani, per comunicare che dall’aids si Un giorno vediamo Johanino piangere può guarire. Nelle varie scuole e centri La prima cosa che colpisce in braccio alla sua mamma come tanti di salute in cui ho parlato ho incontrato altri bambini appena venuti alla luce, più di 15.000 persone, negli ultimi due all’ospedale di Machava ma intorno a lui c’è gran festa. Infatti mesi, e durante questo viaggio ho par- sono i cartelli Johanino è il bambino numero 1000 na- tecipato anche a molti funerali. Il mio to da una madre sieropositiva in cura con obiettivo è educare, cambiare la menta- “Naos paga”, il programma DREAM e, come quelli lità di questo paese. Io non sono solo per sottolineare che che lo hanno preceduto, ha una ottima un’attivista, ma un paziente modello, probabilità di essere sano e destinato ad e sono un esempio per tanti”. C’è chi, le prestazioni sono gratuite una vita in buona salute. Johanino ha an- parlando, si è commosso ricordando che un’altra ottima ragione per smettere ◆ una storia di sofferenze e d’abbandono, di piangere e godersi la vita: sua mamma che ha trovato improvvisamente una per i test e per la terapia, spiegare loro vivrà e lo accudirà nei prossimi anni. La svolta positiva quando è avvenuto l’in- quanto sia importante seguire con scru- terapia infatti ha fatto bene anche a lei, contro con la Comunità di Sant’Egidio. polo le prescrizioni dei medici, fornire tanto bene che nella fase di interruzione Rappresentano un elemento importante i chiarimenti di cui hanno bisogno. Il dei farmaci il suo sistema immunitario di DREAM, gli attivisti con la loro tena- suo sorriso è la dimostrazione migliore è rimasto forte e quasi integro. La buo- cia. Portano sul corpo i segni dell’effica- dell’efficacia della terapia e le donne la na fama del centro e del trattamento si cia della terapia: “Pesavo 26 kg, ora ne ascoltano con interesse e con speranza. è sparsa a Matola e ora anche qualche peso 58”, ha detto G. con un sorriso. È Insieme a Honoria, un’altra donna ha marito si è deciso a farsi avanti per sotto- tale il suo cambiamento, che qualcuno, iniziato lo stesso lavoro nel centro di porsi al test. Insomma è molto probabile in famiglia, non vuole più credere che Matola. Presto, a queste prime attiviste che Johanino non resterà orfano di padre sia veramente malata di aids. È una ul- se ne aggiungeranno altre. o di madre. Il progetto DREAM non si teriore vittoria di DREAM sull’aids, da Nei giorni successivi, dopo aver iniziato occupa solo di aids: infatti con frequenza non sottovalutare: il superamento del ti- a partecipare all’attività ambulatoriale ci bimensile viene creato un ambulatorio more dello stigma sociale. Non negano siamo accorti che i pazienti erano piace- medico in un “canisso”, una capanna fat- più di avere una malattia che prima del- volmente stupiti dal fatto che in ambu- ta di canne, nello sperduto villaggio di la terapia significava la condanna a una latorio oltre all’infermiera trovassero un Goba, situato al confine tra Mozambico doppia morte, sia sociale che fisica, ma medico che li visitasse. e Swaziland, dove si svolgono visite me- diventano i più tenaci e convincenti al- Altro importante centro è quello di diche per gli abitanti del paese che aspet- leati del programma di lotta all’aids del- Matola nato allo scopo di evitare la tra- tano pazientemente il loro turno sotto la la Comunità. Accettando di condividere smissione verticale, cioè la trasmissione supervisione del capo villaggio. Questa è con gli altri la loro esperienza, realizzano materno-fetale, dell’infezione. Secondo i l’unica occasione per queste persone di infatti un contagio al “contrario”, una dati statistici, in assenza di un’adeguata accedere con tranquillità ai servizi sani- propagazione di speranza e di fiducia terapia, su 1000 bambini nati da madri tari per patologie ambulatoriali. nella cura. sieropositive, 400 sono destinati a nasce- È povero ma è ben organizzato il nuovo “Ti ricordi di me? Forse non mi ricono- re affetti da HIV. Invece, tra i nati da ma- “Centro di Salute” della Comunità di sci. Un anno fa stavo molto male, ero dri in cura con il programma DREAM, Sant’Egidio. È un po’ diverso da tutti gli 10
    • si rileva la temperatura e per ciascuno si prepara una scheda sanitaria; il secondo locale per la visita medica (qualcuno in- tanto porta un tavolino con tre sedie) e l’ultima stanza è la farmacia, dove si riti- rano i farmaci, si fanno le medicazioni, si ricevono indicazioni su come assumere la terapia. Noi abbiamo pensato alla sala d’attesa: delle belle stuoie nuove di zecca per far riposare all’ombra la tanta gente che aspetta. E la gente che ci aspetta è veramente tanta: ogni giovedì sono più di cento i bambini e gli adulti che visitiamo. A Goba, sette mesi dopo la “prima visita” della Comunità di Sant’Egidio le novità non mancano: i bambini stanno meglio, non si vedono più tante pance gonfie per le parassitosi, le ferite - disinfettate e cu- rate - guariscono e tanti piccoli inciden- ti della vita quotidiana non rischiano di trasformarsi in invalidità permanenti. Ci portano un bambino che da qualche giorno non muove più il braccio destro. Visitandolo, ci accorgiamo che ha una altri: è in “canisso”, come le povere case il capo del villaggio ci aspetta con tanti frattura della clavicola. Non è una cosa di qui, e l’insegna è un arcobaleno colo- pazienti. La costruzione è stata ben idea- grave ma senza cure, lo sarebbe diventato! rato. Quando arriviamo, come ogni gio- ta: la prima stanzetta per l’accettazione, Possiamo tranquillizzare la mamma. Lo vedì, per la consueta visita settimanale, dove si pesano e si misurano i bambini, porteremo all’ospedale per una fasciatu- Tre anni di cooperazione Il rapporto fra la Comunità e l’Università di Pisa risale alla metà del 2002, di numerosi allievi che aspiravano ad andare in Africa. quando l’amico Mauro Lazzeri, direttore della Unità operativa di Fisica Sant’Egidio sa bene che quello del volontario è un lavoro duro, che non sanitaria dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana e responsabile della si può improvvisare e che non può essere considerato solo un’esperien- cooperazione internazionale, mi diede l’occasione di incontrare alcuni za personale per “arricchirsi spiritualmente”. Fare il volontario significa esponenti di Sant’Egidio, che dimostrarono un forte interesse a collabo- prima di tutto lavorare con impegno, senza pensare alla stanchezza fisi- rare con la nostra Università. Dopo una decina di giorni in Mozambico ca, senza intralciare il lavoro degli altri, senza mettersi in condizioni di le idee furono più chiare e si cominciò a intravedere una possibile linea di pericolo obbligando gli altri a pensare a risolvere eventuali guai in cui ci collaborazione in quelli che sono i compiti istituzionali dell’Ateno: attività si cacci. Questa linea venne rapidamente condivisa da Ghelarducci, con formativa e attività scientifica. Due convegni tenuti nell’Aula Magna della l’organizzazione di un corso di preparazione e di una attenta valutazione Sapienza sono serviti a rendere visibile a Pisa DREAM e a cominciare a delle motivazioni personali dei candidati. Per dare ai volontari uno stru- disegnare il programma. Il risultato concreto è stato un accordo quadro mento in più, Roberto Peroni, direttore del Centro linguistico d’Ateneo, e fra Ateneo e Comunità, attraverso il quale i docenti possono svolgere Giuseppe Di Stefano, preside della facoltà di Lingue e letterature straniere, attività didattica per le esigenze di DREAM, in attività formative sia a Pisa curano un addestramento intensivo nelle lingue dei Paesi che ospitano che in Africa, e gli allievi dei corsi di laurea, delle scuole di specializzazione DREAM, cominciando con il Portoghese del Mozambico. L’inizio di e dei dottorati sono autorizzati a compiere un periodo di volontariato in quello che possiamo ben chiamare “il programma Volontari in Africa” Africa di circa due mesi che viene loro considerato come attività didat- dell’Università di Pisa è stato entusiasmante! Due gruppi di cinque allievi tica e che riceve crediti formativi. Brunello Ghelarducci, presidente del ciascuno hanno completato la loro esperienza: studenti dei corsi di laurea corso di laurea in Medicina e chirurgia, è stato il principale ideatore degli in Medicina e chirurgia e in Scienze infermieristiche e di scuole di specia- “Allievi Volontari”, concretizzati con entusiasmo da Luigi Murri, preside lizzazione. “Come il Sogno diventa Realtà” è stato il titolo con cui i primi della facoltà di Medicina e chirurgia. Roberto Barsotti, prorettore per gli protagonisti hanno presentato la loro avventura alla Stazione Leopolda nel Affari giuridici, è stato l’artefice dell’accordo. Grazie all’entusiasmo di mese di aprile, dove il loro forte sentire è stato reso ancora più tangibile da questi colleghi il programma ebbe finalmente inizio, ricevendo l’adesione una serie di meravigliose fotografie! (g.b.) 11
    • ra adeguata e, in qualche settimana, sarà avvieranno la terapia antiretrovirale nei tutto a posto! propri centri, e le équipe sanitarie di al- Il piatto piange! Con la gente di Goba, ormai ci sentiamo cune tra le maggiori imprese operanti in famiglia. E la costruzione dell’ambu- in Mozambico, che intendono intro- Il programma pisano nell’ambito di latorio, per loro ha proprio questo si- durre la terapia dell’aids tra i dipenden- gnificato: tra le altre case, il “canisso” di ti. All’inaugurazione del corso hanno DREAM ha, ovviamente, dei costi, rap- Sant’Egidio, ci dice il capo del villaggio, portato il loro saluto alcune autorità, presentati essenzialmente dal viaggio e è il segno che “qui ormai siete di casa!”. tra cui i rappresentanti del Ministero anche dalla struttura di alloggio. L’inizio DREAM non si esaurisce qui: ci sono della Salute e del Consiglio Nazionale è stato reso possibile dall’entusiasmo con 13 centri sparsi in tutto il Mozambico per Combattere il Sida, il rappresentan- cui il rettore Marco Pasquali ha fatto alcuni dei quali in collaborazione con te dell’arcivescovo di Maputo, una rap- altre organizzazioni non governative; ci presentante dell’associazione di attiviste propria l’iniziativa, trovando il modo di sono due laboratori di biologia moleco- “Mulheres para o DREAM”. Il corso finanziare il viaggio dei primi volontari. lare e un terzo sta nascendo a Nampula. prevede, dopo una prima fase teorica, un Il costo del secondo gruppo è stato in- Da sottolineare la prossima espansione periodo di tirocinio nei centri DREAM vece coperto dall’altrettanto entusiastica del progetto ad altri sei Paesi dell’Africa in Mozambico. Contemporaneamente adesione del Rotary Club “Galilei”, nella sub-Sahariana. al corso di formazione per il personale Il 7 febbraio, a Maputo, si è aperto il sanitario, si svolge un corso per 30 at- persona dell’allora presidente, Francesco V Corso di Formazione Panafricano del tiviste dell’associazione “Mulheres pa- Ursino, e della sezione toscana della Programma DREAM. Partecipano al ra o DREAM”, di Maputo e di Beira. Associazione nazionale per la lotta al- corso medici, infermieri, tecnici di la- Obiettivo di questo secondo corso è l’ap- l’aids, rappresentata dalla presidentessa boratorio, biologi, farmacisti, informa- profondimento degli aspetti nutrizionali tici e coordinatori, per un totale di 130 legati all’infezione da HIV. Le attiviste, Gina Gotti Porcinari. Al momento, “il persone, da 11 Paesi africani. Oltre che infatti, affiancano la terapia effettuata piatto piange!” Non vi sono notizie di al- dal Mozambico, infatti, i partecipanti nei centri DREAM con un’attività do- tri finanziamenti per il prossimo viaggio. provengono dal Kenya, dal Congo, dal- miciliare di cura degli aspetti nutriziona- Prima che tutto si fermi, secondo una del- la Guinea-Bissau, dall’Eritrea, dall’Etio- li. Il loro compito consiste nell’insegnare le abitudini nazionali, sarebbe opportuno pia, dalla Nigeria, dalla Tanzania, dal e controllare la nutrizione delle madri in Camerun, dall’Angola e un folto grup- cura e dei loro bambini, verificare la cor- che l’Ateneo prendesse in considerazione po dal Malawi. Sono loro, infatti, che retta preparazione del latte, delle pappe di rivedere l’accordo con la Comunità e sosterranno DREAM in alcuni Paesi, per lo svezzamento ed eventuali proble- istituzionalizzasse in modo più concreto in cui si va avviando il programma. Ma mi clinici da segnalare tempestivamente questa iniziativa. E non si tratta solo di il corso riveste un interesse particolare ai medici. “prestigio morale”! La organizzazione anche per altri operatori, che intendono replicare il modello di DREAM nelle Claudia Baldo, Irene Bertolucci, di una attività formativa per laureati proprie strutture. Per questo, seguono Stefano Lusso, Giovanna Morelli, africani, a Pisa e/o in Africa, e l’avvio di il corso alcune suore vincenziane, che Francesco Sbrana programmi scientifici sono concrete pos- sibilità. Certamente il nostro Ateneo ha le energie per continuare il programma. Il dottorato in Oncologia sperimentale e molecolare, ora della Scuola BIOS in Scienze biomolecolari, annovera fra i suoi allievi due esponenti della Comunità di Sant’Egidio, che conducono interessanti studi nell’ambito di DREAM, e l’Azienda ospedaliera universitaria pisana, attraverso il suo direttore generale, Enrico Desideri, ha dichiarato una concreta disponibilità a programmi sanitari in collaborazione con i Paesi in cui si svolge DREAM. Infine, è una bella e grande finestra su un grande e vicino Continente, alla quale potrebbe es- sere interessato il mondo imprenditoriale pisano. Forse anche qui la nostra antica e prestigiosa Università potrebbe svolgere Massimo Magnano (Comunità di Sant’egidio) e gli studenti pisani con un gruppo di un ruolo importante. (g.b.) bambini a Maputo 1
    • Il laboratorio di Galileo Galilei ◆ Alle origini dello sperimentalismo MOSTRE di Claudio Luperini Ad aprile 2005 è stata allestita la mostra “L’Apparato Gravità e il Laboratorio di Galileo Galilei” in una sala del Museo degli Strumenti per il Calcolo nell’area dei Vecchi Macelli in occasione dell’anno mondiale della Fisica. Nella stessa area erano presenti altre due mostre: “I Microscopi della Fisica” e “La Ludoteca Scientifica”. L e manifestazioni, che si sono con- nale di fisica nucleare, dalla Fondazione delle scuole che hanno quasi esaurito le cluse il 17 maggio, sono state orga- Galileo Galilei e dall’Istituto per i pro- visite in gruppo disponibili durante le nizzate dal dipartimento di Fisica cessi chimico-fisici del CNR. mattine dal lunedì al venerdì. “Enrico Fermi” dell’Università di Pisa, La risposta del pubblico è stata notevo- Per una migliore fruizione delle tre mo- dalla sezione pisana dell’Istituto nazio- le, soprattutto grazie alla partecipazione stre erano presenti numerosi studenti dell’Università di Pisa che si sono alter- nati a fare da guida scientifica ai visita- tori. Il Laboratorio di Galileo Galilei riesce a sfatare l’opinione, diffusa soprattutto tra gli studiosi, che gli esperimenti di Galileo siano stati solo mentali, sulla base di idee preconcette, quali l’arretratezza degli strumenti di misura dell’epoca: Galileo, invece, ha realmente fatto gli esperimen- ti avendo sia il genio per pensarli che gli strumenti per realizzarli. Ideato da Roberto Vergara Caffarelli, il Laboratorio è costituito da strumenti, ricostruiti secondo le indicazioni e le descrizioni lasciate da Galileo nei suoi scritti, che permettono la ripetizione degli esperimenti del grande scienziato. Dall’analisi del funzionamento di tali strumenti è chiaro che Galileo si era do- tato di apparecchiature adatte alle pro- prie esperienze. Ad esempio, per la misura del tempo, Galileo dapprima fa uso del pendolo, dopo averne scoperto l’isocronismo, e poi inventa un altro strumento: l’oro- logio ad acqua. Rispetto al pendolo, il nuovo apparato gli permette una misura continua del tempo con la precisione del decimo di secondo. L’idea geniale del- l’orologio ad acqua fu quella di sfruttare Foto di Bruno Sereni uno strumento di misura molto preciso già all’epoca di Galileo: la bilancia. Gli strumenti del Laboratorio di Galileo in esposizione erano: il grande piano in- clinato (lungo circa 7 metri), l’orologio Il piano inclinato per la verifica della legge dei numeri dispari. ad acqua, l’apparecchiatura per la dimo- 1
    • un orologio digitale e un software rea- insieme al pulsilogium e alla lampada, lizzato appositamente, proponeva al all’interno di una vetrina. visitatore il confronto fra la misura di Lo strumento per la dimostrazione del Galileo ed una misura moderna di tem- teorema delle corde, ricostruito seguendo po. L’esperimento era realizzabile dallo il disegno di Carlo Alfonso Guadagni, il- stesso visitatore, che poteva seguire le lustra un’importante scoperta di Galileo: istruzioni disponibili sul monitor. Una i corpi impiegano lo stesso tempo a per- prima parte consisteva nella taratura correre piani inclinati le cui lunghezze e dell’orologio: inserire nel programma altezze sono proporzionali a quelle delle alcune misure per determinare a quanto corde tracciate dal punto più alto di una tempo corrispondeva la raccolta di una stessa circonferenza verticale (per altezza certa massa d’acqua. Dopo questa ta- della corda si intende la sua proiezione ratura si passava all’esperimento vero e sul diametro verticale). Questo stru- proprio: misurare simultaneamente un mento è costituito essenzialmente da breve intervallo di tempo con l’orologio una semicirconferenza di legno verticale Foto di Claudio Luperini ad acqua e con un cronometro digitale. dal cui punto più alto scendono due fi- I risultati dell’esperimento mostrano li di acciaio inox lungo i quali possono chiaramente la validità dell’invenzione scorrere due piccoli cilindretti di ottone. galileiana, rimasta inesplicabilmente Questi due fili - uno fisso verticale e l’al- senza seguito. tro mobile sulla semicirconferenza - co- L’apparecchiatura per la dimostrazione stituiscono le corde della circonferenza. Strumento per la dimostrazione del della legge del piano inclinato serve per L’esperimento consisteva nel far partire Teorema delle corde. dimostrare che la componente della for- i due cilindretti dal punto più alto e ve- za peso che agisce lungo un piano incli- rificare, attraverso due campanelli posti strazione della legge del piano inclinato, nato dipende dal seno dell’angolo che il a fine corsa di ciascuno dei due fili, che lo strumento per la dimostrazione del piano forma con l’orizzontale. Essendo arrivassero simultaneamente. teorema delle corde, il pulsilogium, una un’apparecchiatura di piccole dimensio- Il pulsilogium è un piccolo strumento installazione sperimentale con due pen- ni e abbastanza delicata era stata inserita, che, sfruttando l’isocronismo del pen- doli e una grande bilancia per la realiz- zazione dell’esperimento della percossa. Erano anche presenti, all’interno di ve- trine, una lampada del XVII secolo, per ricordare la scoperta dell’isocronismo nel Duomo di Pisa, il facsimile del registro di battesimo con la segnatura di quello dello scienziato, facsimili di lettere e di altri documenti galileiani. L’esperimento proposto con il piano inclinato, dotato di rivelatori a riflessio- ne collegati a campanelli per segnalare il passaggio di sfere che scendono su di esso, è stato la verifica della legge dei numeri dispari, ovvero che in un moto uniformemente accelerato lo spazio per- corso (con velocità iniziale nulla) è diret- tamente proporzionale al quadrato del tempo impiegato a percorrerlo. Infatti, in un moto uniformemente accelerato, con velocità iniziale nulla, dopo un in- tervallo di tempo t1 si avrà come posi- zione s1 = kt12 (dove 2k è l’accelerazione costante), dopo 2t1 si avrà s2 = k4t12 = kt12 + k3t12, dopo 3t1 si avrà s3 = k9t12 = kt12 + k3t12 + k5t12, e quindi s2 - s1= k3t12 = 3s1, s3 - s2= k5t12 = 5s1, cioè i Foto di Claudio Luperini vari spazi percorsi (s1, s2 - s1, s3 - s2) in successivi intervalli di tempo uguali (t1) stanno fra loro come successivi numeri dispari. L’installazione dell’orologio ad acqua, corredata con una bilancia elettronica, Bilancia per l’esperimento della percossa. 1
    • dolo, poteva essere usato dai medici per moderne attrezzature elettroniche, che poteva far oscillare tenendolo in mano. misurare la frequenza cardiaca. accompagnavano le apparecchiature, Confrontando i periodi di oscillazione L’installazione sperimentale con due servivano solo a rendere più veloce la ri- del grande e piccolo pendolo si poteva pendoli permetteva di illustrare in mo- costruzione dell’esperimento senza per ricavare la lunghezza di quello grande do originale la conservazione dell’ener- questo snaturare la reale procedura ga- tenendo presente la relazione che lega la gia meccanica, grazie anche alla presenza lileiana, della cui fattibilità lo spettatore lunghezza e il periodo di un pendolo. di laser inseriti nei pesi dei pendoli, e di si rendeva conto facilmente. L’allestimento era completato da alcuni misurare il periodo dei pendoli di lun- Intorno agli strumenti del Laboratorio poster in cui erano riportate sia le spie- ghezza opportuna, non solo contando di Galileo erano esposte alcune stampe gazioni degli esperimenti in mostra, sia direttamente le oscillazioni, ma anche ottocentesche (ingrandite) che propone- le citazioni galileiane a riguardo. mediante rivelatori a infrarossi collegati vano vari momenti significativi della vita Nella stessa sala del Laboratorio era ad un computer e ad un programma sof- del grande scienziato, e facsimili di do- presente anche “L’Apparato Gravità”: tware realizzato specificatamente. cumenti i cui originali sono conservati a realizzazione dell’esperimento pensato La grande bilancia, alla quale era colle- Pisa: accanto al registro con il battesimo da Galileo, in una versione attuale e di gato un laser per poter valutare meglio le di Galileo vi erano le lettere autografe a grandi dimensioni, che permette di ve- oscillazioni, mostrava l’esperimento del- Paolo Sarpi e a Guidobaldo Dal Monte, rificare l’universalità della legge di cadu- la percossa esattamente come lo descrive di grandissima importanza scientifica e ta dei gravi, e cioè che nel vuoto tutti i Galileo. Il giogo della bilancia sostiene, storica. corpi, anche i più leggeri, lasciati cadere da una parte, due grandi secchie di ra- Alla mostra ha partecipato anche l’artista insieme dalla stessa altezza, arrivano a me, collegate insieme da tre catenelle, Vladimir Škoda con la sua opera Galileo terra nello stesso momento. L’apparato, e dall’altra i pesi. La secchia superiore Galilei: un grande pendolo, fissato al ideato e progettato da Carlo Bemporad, ha un foro e un tappo posizionabile dal- soffitto, che oscillava davanti ad uno Carlo Bradaschia, Marco Grassi e Gianni l’interno. L’esperimento consisteva nel specchio concavo poggiato a terra. Gennaro, è stato finanziato dall’Istituto riempire d’acqua la secchia superiore, Al visitatore veniva proposto il calcolo nazionale di fisica nucleare. togliere il tappo e osservare le oscillazio- della lunghezza del filo di questo gran- ni della bilancia mentre l’acqua cadeva de pendolo. Infatti, accanto all’opera Claudio Luperini nella secchia inferiore. di Škoda era disponibile anche un pic- dipartimento di Fisica “Enrico Fermi” Mi sembra opportuno far notare che le colo pendolo lungo un metro, che si claudio.luperini@df.unipi.it 1
    • ◆ La missione di pace di Pierino 1944: l’Università di Pisa al passaggio del fronte STORIA DELL’ATENEO di Andrea Addobbati Pierino è uno che si emoziona. Tutto quello che fa, lo fa con passione. Verso la fine di maggio del 1944, mentre la 5a armata riesce finalmente a sfondare il fronte a Montecassino, Piero discute la sua tesi di laurea in Glottologia nell’Aula Magna della Sapienza. La vita a Pisa continua in un’atmosfera irreale, con il lutto in cuore per il sanguinoso bombardamento dell’agosto del 1943. A nche Piero, di fronte agli esami- 1960). a Caprona e la 23a fu ufficialmente sciol- natori in toga, cerca di interpre- Qui però non ci occuperemo delle azioni ta. Iniziava allora la missione di pace di tare al meglio il suo ruolo, ma di guerra. Quel che ci interessa sono le Pedro. i pensieri lo portano altrove. La guer- azioni partigiane di pace, come giusta- Di là d’Arno non sparava più nessuno. ra ormai è alle porte, e ogni antifasci- mente le chiama Enzo. Perciò inizieremo Alla furia dei combattimenti era suben- sta deve darsi da fare per portare il suo il nostro racconto dal momento in cui trato un silenzio di desolazione, macerie contributo alla Liberazione del Paese. le avanguardie della 5a armata incon- e polvere. Di qua d’Arno, dopo aver ti- Ottenuta la laurea, per Piero c’è soltan- trarono i garibaldini della 23a. Non fu rato un sospiro di sollievo, restava una to il tempo di abbracciare i familiari. quell’abbraccio fraterno che i ragazzi profonda inquietudine: cosa si sarebbe Lassù sulle Carline, nella macchia più trovato al di là del fiume? Quanto ci sa- intricata delle Maremme, nessuno più lo rebbe voluto per rimettere insieme i cocci ◆ avrebbe conosciuto per Piero Fornaciari, di quella devastazione umana e materia- dottore in Glottologia; da allora in poi le? E che ne era della Piazza dei Miracoli? per i compagni sarebbe stato solo Pedro, Tornai a guardarlo Si sapeva che un colpo di cannone era anzi, il caposquadra Pedro. Ancor oggi, a andato fuori bersaglio; e che una colon- distanza di sessant’anni, per chi visse con nelle orbite vuote na di fumo si era levata dal camposanto lui quell’esperienza il suo nome è Pedro; monumentale. Italo Bargagna, sindaco il vicecomandante della I Compagnia, e non potei nominato dal prefetto su indicazione Vittorio Ceccherini (Enzo), non riesce fare a meno di dirgli: del CLN cittadino, si consultò con le a chiamarlo diversamente. autorità militari alleate, le quali aveva- La 23a Brigata Garibaldi «Guido “Povero Arrigo...” no già incaricato della salvaguardia dei Boscaglia» è stata la più importante, la beni artistici e monumentali delle zone più consistente, la più organizzata for- liberate il capitano Deane Keller, un pro- mazione partigiana della nostra regione: fessore di storia dell’arte. Pare strano che ◆ cinque-seicento giovani di tutte le na- dal fazzoletto rosso immaginavano. Ci una macchina da guerra come quella si zionalità sotto il comando di “Giorgio”, furono attriti e incompresioni; poi final- preoccupasse delle bellezze artistiche ita- Alberto Bargagna. Nel giugno del 1944, mente fu trovato un accordo. I partigiani liane. In realtà non c’è da stupirsi più di prima che arrivassero gli Alleati la Brigata originari delle zone ancora sotto occupa- tanto. Dopo che sulla testa degli alleati aveva già liberato una discreta porzione zione potevano continuare a combattere era piovuta l’accusa di barbarie per la di- del territorio tra le provincie di Pisa, alle dipendenze del comando alleato; gli struzione dell’Abbazia di Montecassino, Siena e Grosseto. La sua storia è stata altri dovevano consegnare le armi e poi il comando fu costretto a prendere prov- raccontata con dovizia di particolari da sarebbero stati liberi di tornare alle loro vedimenti perché una cosa del genere Pier Giuseppe Martufi (Ragno) ne La case. Pedro, con un gruppo di pisani e non avesse a ripetersi, ed in pratica decise tavola del pane (1980), è stata rievocata livornesi, fu impiegato nei combatti- di accordare pieni poteri ad un amante in maniera commovente nelle memorie menti lungo il fronte dell’Arno. Ebbe dell’arte, come Keller, che quella missio- del Biondo, Alfredo Merlo (Avevo diciot- il comando dell’avanguardia che liberò ne avrebbe cercato di compiere in ogni to anni e mezza lira di speranza, 2003); Fornacette, quindi passò al presidio di caso, anche senza il mandato dei superio- ed è entrata con tutta la sua carica umana Cascina, ed infine prestò servizio a Pisa. ri. Keller però non conosceva Pisa; aveva in molte pagine dei romanzi di un giova- Il 2 settembre, dopo un mese di canno- bisogno di una guida. Fu così che gli fu ne partigiano che un giorno sarebbe di- neggiamenti, i tedeschi finalmente ripie- affiancato il partigiano Pedro. ventato il celebre scrittore Carlo Cassola garono, lasciandosi alle spalle una città Il ponte di Mezzo era stato fatto saltare, (Fausto e Anna; 1952, La ragazza di Bube, prostrata. Gli Alleati passarono il fiume ma i binari del tram che lo percorrevano 1
    • erano rimasti miracolosamente uniti. I pioli perché osservasse da vicino la zona natamente la biblioteca della Sapienza due uomini allora si avviarono verso l’al- del tetto colpita… Confesso di aver tre- e quella della Domus Galileiana erano tra parte della città scavalcando il fiume pidato per quello che in quel momento state trasferite a Calci prima dell’inizio come funamboli. Nella parte centrale i vedevo come un fragile vecchietto su una dei combattimenti). Ad Agraria non è binari piegavano pericolosamente fino scala tentennante, anche se ben tenuta possibile effettuare il sopralluogo perché a sfiorare l’acqua. Sotto non era un bel da robusti militari; e di essermi chiesto c’è il sospetto che l’edificio sia minato. vedere: i corpi dei tedeschi uccisi, pallidi come potesse sentirsi lassù. Perché d’al- All’Orto Botanico occorre riparare le e gonfi, erano trascinati dalla corrente; tronde anche un Vescovo è un uomo!”. serre, se si vuole salvare le piante; e così alcuni erano trattenuti dai piloni del Il capitano americano si gettò anima e via. Nel suo taccuino Pedro prende nota ponte, come accade ai rami secchi dopo corpo nell’opera di recupero del cam- di tutti gli interventi più urgenti. Visita una piena. Sull’altra riva, non un’anima posanto monumentale; ma a Pisa non gli istituti di cultura, le chiese cittadine, viva. Dopo essersi guardati intorno i due c’era solo il camposanto ad aver bisogno i monasteri, le scuole medie e superiori; si precipitarono in piazza dei Miracoli: di interventi urgenti; c’erano altri mo- prende contatti con i professori, con i torre e battistero erano rimasti pratica- numenti, chiese, e c’erano le strutture e tecnici, con tutti quelli che possono dare mente intatti. Il guaio, com’era stato le collezioni scientifiche dell’Università. una mano. Cerca di cordinare i lavori di previsto, era nel camposanto. Il canno- Pedro allora corse a Palazzo Gambacorti sgombro delle macerie; particolarmente ne aveva distrutto parte della copertura, e ottenne dal sindaco l’incarico di effet- delicati al Museo di Storia Naturale, a appiccando l’incendio alle strutture in tuare un primo inventario dei danni: “la Geologia e Paleontologia, dove c’è il ri- legno. Le lastre di piombo che compone- mia - dice - fu un’opera di buona volontà schio che fossili e materiale mineralogico vano il tetto si erano liquefatte, e colando fatta senza mezzi e senza un piano presta- restino confusi con i calcinacci. “Cessai lungo le mura interne avevano devastato bilito, come intervento di emergenza”. la mia attività - dice Pedro - verso la fine gli affreschi… ; altri affreschi erano stati Per circa un mese Pedro corse da una di settembre, quando la vita civile ini- polverizzati. parte all’altra col suo taccuino in mano, ziò a riprendere il suo corso ordinario, Entrato nel perimetro del camposanto, prendendo appunti sui tetti scoperchiati, e le autorità cittadine furono in grado Pedro fece un incontro inatteso: “vidi i muri crollati, i monumenti danneggia- di predisporre interventi concreti, e non campeggiare in un ambulacro, tra le ti, le collezioni librarie da mettere sotto soltanto monitoraggi di emergenza”. macerie sparse a terra, un teschio con chiave, i laboratori da trasferire e così via. Oggi il professor Piero Fornaciari ha 85 altri frammenti ossei, e vicino un’ur- È rimasta traccia di quell’opera meritoria, anni e vive nella sua Livorno. Ha dovuto na spezzata da cui erano stati sbalzati. che permise di porre in salvo un patrimo- smettere di dipingere, ma non gli manca- Raccolsi allora quei resti sfortunati e li nio pubblico di inestimabile valore, in no certo gli interessi. Quando ci lasciamo radunai presso l’urna, perché almeno alcuni rapporti al sindaco, il cui stile sec- mi confessa di avere un rimpianto: “quel non restassero sparpagliati qua e là. Che co e nervoso tradisce la preoccupazione lavoro a Pisa avrei dovuto portarlo fino altro potevo fare allora? Fu alla fine di dell’autore: sono come foto istantanee, in fondo, non avrei dovuto smettere così questa pietosa incombenza che scopersi che ci restituiscono l’immagine della presto. Ho come l’impressione di aver la- di aver tenuto nelle mie mani il cranio di nostra Università all’indomani del pas- sciato il lavoro a metà”. Me lo ripete più Arrigo VII di Lussemburgo, l’Imperato- saggio del fronte. L’Istituto di Fisica, che volte, e io non capisco a cosa si riferisca, re che tante speranze aveva risvegliato in ha una parte distrutta da un’esplosione, ma sono sicuro che ha ragione. Dante Alighieri quando scese in Italia. deve essere chiuso per impedire l’intru- Grazie Piero. Tornai a guardarlo nelle orbite vuote e sione di estranei. Il materiale librario Andrea Addobbati non potei fare a meno di dirgli: “Povero di tutti gli istituti deve essere raccolto e ad.stampa@adm.unipi.it Arrigo, sei nato proprio sotto una cattiva posto al riparo dalle intemperie (fortu- stella: bollito in vita, e cannoneggiato da morto!”. Il capitano Keller mise subito in azione la macchina organizzativa americana; fece affluire uomini e mezzi per mettere in sicurezza il monumento in previsione del restauro. I primi ad accorrere non furo- no però i carpentieri e i muratori, ma gli uomini di Hollywood: tutto il mondo doveva sapere che gli alleati avevano a cuore il patrimonio artistico italiano. I cineoperatori in forza alla 5a armata ap- prontarono rapidamente un set, e nel co- pione fu riservata una parte, senza con- trofigura, anche all’arcivescovo… che allora aveva: “…ricordo - dice Pierino - che fu fatto intervenire il Vescovo di Pisa, persona molto anziana, il quale condotto nella zona dei peggiori disastri fu corte- semente indotto a salire su un’alta scala a “Il Ponte di Mezzo era stato fatto saltare, ma i binari del tram erano rimasti miracolosamente uniti”. 1 1
    • Le relazioni di Pedro Pisa, 11 Settembre detto angolo della Domus è sfondato nel tetto con pericolo di frana del Istituto di Fisica muro esterno in una stanza (di angolo all’ultimo piano) dell’abitazione del La parte a mezzodì del detto Istituto prospiciente a piazza Dante, minata Direttore. Anche il pavimento di detta stanza è danneggiato alquanto. Si alla base dai Tedeschi, fu fatta saltare. È rimasta distrutta così la torretta, notano crepe varie ai muri esterni e interni della stessa stanza che sembrano la abitazione del professore, i laboratori di 1° e 2° piano del 1° e 2° anno di una certa gravità. di fisica. Uno spezzone ha danneggiato parte del laboratorio di 2° piano La Domus è peraltro tutta lesa nella parte anteriore dell’edificio, presen- a tramontana, la stanza delle bilance, quella contigua e l’Aula nella quale tando muri e soffitti di tutte le stanze anteriori e centrali numerose crepe. piove. Le macerie della torre e del laboratorio sono state spostate e tolte in Questo si nota all’ultimo piano e al 1°; il piano terreno appare saldo. gran parte per accedere all’edificio allo scopo di togliere legna da parte di Infissi e vetrate in detta parte dell’edificio sono parte distrutti e parte civili. Sotto tali macerie trovansi strumenti scientifici e materiale scienti- danneggiati. fico che possono subire ulteriori irreparabili danni per l’opera di transito Necessita riparare con una certa urgenza la stanza direttamente colpita arbitrario di elementi civili od altri estranei all’istituto stesso. dato il pericolo di crollo del muro esterno nonché per evitare ulteriori Il giorno 23 giugno i tedeschi hanno asportato materiale scientifico vario danni futuri per opera delle intemperie; riparare alcuni degli infissi esterni e riviste scientifiche, libri sopratutto inglesi, americani e tedeschi. specialmente per le ragioni dette e per sicurezza. Ad evitare ulteriori danni all’edificio e al materiale ancora in possesso Il materiale bibliografico, manoscritti, carteggi ecc. di valore furono tra- dell’istituto necessita, come da parere dell’Ing. Chella, allegato alla pre- sportati a Calci per ordine della Soprintendenza insieme con la biblioteca sente relazione: Universitaria. Nella Domus stessa sono alcune casse piene non trasportate 1° Riparazio[ne] immediata dei tetti e soffitti delle stanze sopra riscontrate in luogo più sicuro per l’incalzare delle circostanze. nonché dei lucernari, anche mediante lamiere od altri mezzi di fortuna. L’attigua casa di Pacinotti, chiusa all’accesso e disabitata, risulta all’osser- 2° Sgombro delle macerie della parte distrutta. vazione esterna assai danneggiata. 3° Chiusura della parte di cui al 2°) per isolare le rovine dalla parte del- l’istituto che dovrà funzionare e chiudere accessi clandestini. Pisa, 15 Settembre 4° Riparazione di infissi e vetrate. Orto Botanico Due meccanici e l’inserviente dell’ist. stesso possono venire a rimuover Nella serra a riscaldamento delle orchidee e in quella del banano, dan- le macerie e recuperare il mater. scientifico citato, sotto la guida della neggiate dal cannone, necessitano urgenti riparazioni alle vetrate ed ai Professoressa Sig.na Cecconi. Necessita perciò che detti meccanici ecc. termosifoni (queste di lievissima entità), pena la morte di piante rare. Il abbiano il permesso di rientrare in città. […] tepidario per piante subtropicali ha rotti in gran numero i vetri. Molte piante sono perite e periscono tuttora per mancanza d’acqua. Necessita Pisa, 12 Settembre la immediata riparazione di due pompe attualmente inutilizzabili perché Istituti universitari della Facoltà di Ingegneria rotte. Il 2° tepidario, cui è annesso un forno funzionante da stufa, ha pochi La relazione è incompleta e inesatta non essendo possibile entrare in detto vetri danneggiati. Questo, di facile riparazione, potrebbe sostituire sino Istituto per il divieto del Comando delle Truppe Alleate ivi alloggiato. A alla riparazione di quelle stesse, le due serre a riscaldamento. quanto è stato possibile constatare risulta che gli edifici sono in generale Batterie tedesche sono state piazzate entro il recinto dell’Orto, presso la ca- in buone condizioni avendo nel passato provveduto con i propri mezzi sa del Capo giardiniere, il bestiame degli occupanti tedeschi ha usato come alle riparazioni. Un edificio è ancora danneggiato non gravemente per pascolo dell’Orto stesso, provocando fortunatamente danni abbastanza bombardamento. Vi sono danni vari ad infissi, porte, vetrate, ed anche a lievi. Cannonate tedesche e americane hanno danneggiato lievemente qua parti in muratura di non grave entità, ma non precisabili meglio. e là le piante, in particolare le fronde di alcune piante di alto fusto. I tedeschi hanno trafugato tre gruppi di macchine nella sezione elettro- Centinaia di vasi da fiori sono stati usati variamente e rotti dai tedeschi. tecnica, strumenti vari tra cui un polarimetro, un generatore e alcuni Per il salvataggio del più gran numero possibile di piante si rende neces- microscopi da tavolo dalla sez. di Chimica applicata. saria la sollecita concessione di 4 o 5 braccianti, in preferenza coloni o Per l’ottemperanza alle disposizioni impartite sulla riapertura dell’Uni- giardinieri. versità pisana, necessita ottenere al più presto permesso per il Dirigente l’Istituto e collaboratori vari per porre mano alle riparazioni all’edificio Istituto di Mineralogia ed alla rimessa in efficienza di tutte le macchine e strumenti rimasti, che Per ordine del Prof. Bonatti dell’Istituto, molti libri della biblioteca del- sono più o meno danneggiati per le varie vicende subite, e determinare con la facoltà furono portati nella località Mezzana, nella casa del tecnico precisione quello che i tedeschi hanno trafugato, in base alle note compilate dell’Istituto Sig. Santoni. Ciò allo scopo di sicurezza per poter meglio dal Dirigente stesso. Si osserva inoltre che sarebbe opportuno a tutto quanto controllare le vicende di detto materiale librario. detto, il trasferimento ad altra sede delle Truppe Alleate ivi alloggiate. Tutto è andato distrutto per opera dei tedeschi che distruggevano con lanciafiamme la casa del detto tecnico Santoni con tutto il contenuto. Pisa, 14 Settembre Domus Galileiana Facoltà di Agraria Il giorno 18 giugno scorso una bomba d’aereo cadde sul fabbricato atti- Avendo parlato col Rettore dell’Università, Sig. Avanzi ordinario della guo alla Domus danneggiando il canto Nord-Ovest (in via S.Maria). Il facoltà di Agraria, risulta che fu fatta una 1° visita di accertamento mine 1
    • La iscrizione in marmo che si trovava sulla facciata crollata in seguito a bombardamento aereo, che si trovava commista alle macerie dell’edificio crollato, è stata ritrovata mercè l’interessamento del Prof. Schiaffino, glot- tologo di valore, e posta nelle stanze dell’Istituto di Mineralogia sotto la sorveglianza del bidello di detto Istituto Sig. Bindi. Si osserva che nello sgombro macerie in atto, macerie dell’Istituto di geo- logia e di mineralogia, necessita la sorveglianza di una persona intenditrice della materia, che sappia guidare i manovali, per evitare che materiali scientifici di valore della parte crollata del museo vada perduta. Istituto di Geografia Non è possibile accedere alle stanze ancora intatte dell’Istituto detto es- sendo state distrutte le scale per il bombardamento che ha distrutto alcune stanze del Museo di Storia Naturale. Nel crollo dell’angolo dell’edificio di detti Istituti, essendo crollate pure alcune stanze di quello di geografia, è andata distrutta tutta la biblioteca personale del Prof. Caraci, di ben 8000 volumi, che il prof. stesso teneva a disposizione degli studenti e studio- si. Qualche pubblicazione è forse recuperabile dalle macerie del crollato edificio; la biblioteca dell’Istituto si crede che abbia sofferto pochi danni Camposanto Monumentale. essendo le stanze di questa crollate. all’Istituto. Il Professore teme che possano essere dette mine nel terreno usato per le esperienze scientifiche di agronomia, nel grano del deposito Istituto di Geologia e Paleontologia semente per dette esperienze ecc. dato che il cartello indicante mine non è L’Istituto di geologia, posto al piano superiore del Museo di Storia Naturale, stato tolto dai primi visitatori americani conoscitori di dette mine. (Mineralogia e Geologia), ha crollate alcune stanze ove fortunatamente Detto Istituto e il terreno annesso è stato occupato per molto tempo da non si trovava né materiale scientifico di nessun genere né libri. truppe tedesche e non è possibile determinare per le ragioni suddette i Nelle stanze non colpite si nota gran disordine e molto materiale si trova danni inferti al materiale necessario alla ripresa del lavoro consueto. mescolato e sparso. Pare che nulla del materiale interessantissimo già stu- diato o da studiare sia stato asportato. La collezione Stefanini è recupera- Istituto di Botanica bile quasi tutta. Nella biblioteca quasi tutto è recuperabile, specialmente Inventario e schedari del materiale scientifico e librario e strumenti sono a per quanto riguarda le pubblicazioni rare e di valore. Essendo pertanto le disposizione del professore dell’Istituto stesso. Il materiale per le esperien- stanze della biblioteca state colpite anche dal cannone, necessita urgente ze scientifiche compresi microtomi, microscopi e strumenti vari sono in intervento per impedire che le intemperie deteriorino senza rimedio pub- grande confusione. Molti di questi si trovano incompleti, ammucchiati in blicazioni rarissime e di grande valore sotto tutti i rispetti. un magazzino di attrezzi vari, fuori dell’Istituto. Molto materiale manca come mancano strumenti. Non è ancora possibile determinare il mancante Biblioteca della Società Toscana dato il grande disordine. Tra gli strumenti scomparsi manca una bilancia Detta biblioteca, di cui alcune stanze di numero imprecisato sono crolla- di precisione, alcuni microtomi, tutte le lame dei microtomi stessi, qualche te, essendo al piano terreno resta aperta all’ingresso di qualsiasi estraneo microscopio. Nel 1° e 2° erbario al primo vedere pare che non manchi nulla dalla parte di Via S.Maria. È stato provveduto a chiudere sommariamente delle collezioni di erbe. Così pure nella biblioteca annessa. l’adito con mezzi di fortuna (l’inferriata stessa divelta dalle esplosioni delle Nella biblioteca generale dell’Istituto molto materiale librario è stato messo bombe dalla apertura stessa). Contuttociò è sempre possibile l’accesso. al sicuro. Contuttociò alcune pubblicazioni di valore sono state asportate. Si sta tentando di recuperare il maggior numero di libri dalle macerie Manca la macchina da scrivere. Sono state asportate alcune riproduzioni compatibilmente colla sicurezza da eventuali crolli. Molti di detti libri di in cera di fiori rari (danno di poco valore). indiscusso valore resta tra le macerie sotto l’influenza delle intemperie che In una stanza erano stati ricoverati un gran numero di libri della facoltà di possono distruggerne gran parte. agraria debitamente impaccati per essere messi al sicuro. La stanza detta è addirittura vuota. Molti di questi libri sono nel magazzino attrezzi sopra Pisa, 28 Settembre ricordato e qualcuno è stato ritrovato qua e là nel giardino. Archivio della città di Pisa (a Sud dell’Arno) Non è possibile determinare ancora quanti libri siano andati perduti. I documenti della vita Pisana di tutti i secoli sono tutti salvi. Le sale degli Necessita avvertire gli interessati della facoltà di agraria perché provvedano archivi sono state lievemente danneggiate nei soffitti e nelle finestre delle al recupero e all’inventario. quali una è asportata con parte della muratura. Nello studio del Professore sono stati asportati strumenti e materiale da La pioggia penetra e molti inserti di documenti sono intrisi di pioggia. esperienze imprecisabili al momento. Così si dica per i laboratori degli Necessita porre anzitutto un custode fisso nel Palazzo del Municipio per studenti. Alcuni microscopi da tavolo risultano incompleti. evitare asportazioni dopo l’orario di presenza delle guardie Municipali e provvedere prontamente alla cura dei materiali dell’archivio di cui molta è Oggetto: Iscrizione antica esistente sulla facciata del Museo di Storia pure sparsa per terra; urge riparare il tetto sopra dette sale di archivio per Naturale colpito da bombardamento aereo. evitare che vadano danneggiati irreparabilmente documenti di valore. 1 1
    • ◆ L’Università di Pisa e la situazione italiana ed europea STORIA DELL’ATENEO Discorso per l’ inaugurazione dell’Anno Accademico 1944-45 di Luigi Russo Pubblichiamo ampi stralci del discorso che il rettore pro-tempore Luigi Russo, critico letterario e illustre docente di Letteratura italiana, tenne in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 1944-45, la prima dopo il passaggio della seconda guerra mondiale. Il discorso è stato pubblicato, sempre nel 1944, dalla casa editrice Vallerini. Subito dopo l’inagurazione seguirono i primi atti ufficiali della rinata Università: la Laurea ad honorem a tutti gli studenti universitari delle Armate Alleate e agli studenti universitari italiani caduti sul suolo toscano e l’Ordine del Cherubino al generale Hume. S ignor Generale, signor Governatore rimangono soltanto gli occhi per pian- di Pisa e Ufficiali alleati, Eccellenze, gere.” Ma i nostri occhi non piangevano signor Sindaco della città di Pisa, nemmeno, perché il pianto più disperato colleghi, studenti e signori tutti. è ancora una forma di fede, è un sollievo, Quando il 15 settembre ultimo scorso un preannunzio, una riapertura dell’ani- assistetti alla cerimonia dell’anno acca- mo alla vita. demico dell’Università fiorentina, ceri- Così che, in quell’occasione inaugurale monia riuscita felicemente patetica, io dell’anno accademico fiorentino, men- confesso di aver sentito dentro di me una tre Firenze si avviava rapidissimamente a dolorosa invidia. Pensai per contrasto al- riprendere il ritmo della sua vita normale le sorti di Pisa, incomparabilmente più di città giustamente privilegiata, io, che gravi di quelle di Firenze; i miei amici e pure non ho l’abitudine al linguaggio colleghi fiorentini badavano ad elencar- umile e remissivo, tacevo davanti alle mi le rovine dei loro punti e di qualche querele che questi o quegli faceva sulle palazzo dei lungarni; avevo vissuto pur io sue piccole avventure, e chiudevo la mia con loro le famose giornate dell’assedio, pena sempre più dentro, come rifiutan- e patito con loro le sofferenze e i pericoli domi di dare particolari sull’immenso e per le minacce e le sevizie dei tedeschi, incomparabile lutto di Pisa, per quello e i colpi proditori dei franchi tiratori, cali a oggi; questa Pisa che tutti abbiamo stesso pudore che ci conduce, in occa- organizzati purtroppo da un mostriciat- amato come l’immagine della donna più sione di sciagure familiari, a velare e ad tolo nativo di Firenze stessa e ancora og- cara al nostro cuore, giaceva inerte, spez- alleggerire nella parole la nostra perso- gi ministro-segretario dell’agonizzante zata, smozzicata, sgretolata, misteriosa- nale disgrazia. partito fascista-repubblicano. Nulla mi mente paurosa di mine e di ordigni di Fu proprio in quel giorno e in quell’oc- giungeva nuovo di quello che aveva sof- guerra, fatta improvvisamente buia nelle casione che io ebbi la ventura di essere ferto Firenze; ma il 12 e il 13 settembre sue spalancate macerie. Rari gli abitanti presentato al signor Generale Hume, e avevo visitato la città di Pisa e avevo il ancora, e tutti frettolosi e dimentichi di Voi, signor Generale, se ricordate, mi cuore allagato da una profonda e cupa altrui, con il volto sbattuto e stranito per diceste: “Faremo presto una cerimonia angoscia e come gli occhi oscurati da uno i sofferti digiuni e le paventate e subite analoga all’Università di Pisa” e io timi- spettacolo di generale rovina. atrocità germaniche. Un distintissimo damente e rispettosamente risposi: “Ma Pisa, la nostra bella Pisa, la città dalle vie ufficiale inglese, di buona cultura uma- le condizioni di Pisa sono assai diverse di dorate e gli orti come la vide Giacomo nistica e però sinceramente amico della quelle di Firenze.” “Lo so, ma Pisa a poco Leopardi che ne ritrascrisse le postille nostra povera Italia, di questo paese as- a poco risorgerà, e anche a Napoli inau- nella fisionomia della sua Recanati; la sai più infelice che colpevole, avendomi gurammo l’anno accademico, che la città città più luminosa della toscana tutta, la accolto nella sua macchina proprio per giaceva ancora sbalordita sotto il colpo città dei nostri sogni giovanili, quella a appagare il mio febbrile e irrequieto desi- della guerra.” Voi diceste queste parole cui accorrono gli studenti di tutta l’Ita- derio di rivedere Pisa, era affranto anche con semplicità e con ferma serenità, ed lia per la sua antica e celebre Università lui per tale spettacolo. Mi disse, al primo io rimasi disarmato e avvinto dalla vostra e per quella gloriosa Scuola Normale giro di sguardo, che non aveva visto città fede; ebbene vi debbo dire che fu quello Superiore, vivaio e palestra dei nostri così rovinate, se non Messina e Cassino. l’inizio della mia convalescenza. […] migliori ingegni, nel campo delle lettere Uno della comitiva commentò, secondo Sono passati quasi tre mesi da quel gior- e delle matematiche, dai tempi grandu- una frase proverbiale per noi italiani, “ci no del nostro breve colloquio, e con 0
    • piena coscienza e non per le solite con- come catastrofe e lutto di tutta la casa. soccorre nei momenti più duri: quando venzionali falsità che sono state di mo- La frase che tante volte abbiamo letto si giunge all’estremo fondo del dolore e da nei venti anni del fariseismo fascista, nei cronisti medievali, “si seguirono in della disperazione, è segno che da quel tutti possiamo affermare che Pisa ha una quegli anni guerre, saccheggi, pestilenze, momento già si ricomincia a risalire. Più qualche ripresa della antica vita, grazie inondazioni” e che ci era parsa sempre in là non è possibile andare, e allora il agli aiuti del Comando alleato, all’ope- una formula retorica, ora ci si traduce- miglior modo di guarire, è quello di met- ra delle autorità cittadine e provinciali, va in una avvinghiante realtà: in questi tersi a camminare, di fare qualche cosa, alle iniziative di privati cittadini e di stu- nostri tempi ritornati improvvisamente di dimenticare il passato, d’intendere denti. Ma c’è stata il 2 e il 3 novembre tempi medievali, in cui i bisogni della con tutte le nostre forze all’avvenire. una paurosa inondazione delle acque vita più elementare ci assillano come al- E ora giunge questa riapertura dell’anno dell’Arno, sicché alcune strade di Pisa si l’origine della civiltà. accademico, che non si vuol fare certo tramutarono improvvisamente in canali una lustra esteriore, ma con la fiducia perfino navigabili da leggeri barchetti. che essa segni una più decisa ripresa di ◆ Ci venne spontanea, per questo nuovo tutta la vita cittadina. Quando i vari flagello, sulle labbra una reminiscenza Istituti universitari, che ora per la ne- biblica del poeta di Sionne deserta: “Cui …avevo il cuore cessità della guerra sono occupati dalle comparabo te, vel cui assimilabo te, et Armate Alleate, saranno tutti derequisiti, consolabor te, filia Jerusalem…? Magna allagato da una profonda come costantemente mi si promette dal est enim velut mare contritio tua; quis e cupa angoscia Generale Hume e da altri alti Ufficiali, medebitur tui?”. Ci parve per un mo- allora la rinascita di Pisa avrà un ritmo mento che la lontana maledizione di e come gli occhi oscurati più celere e più sicuro. Poiché questa è la Dante, quando invocava che la Capraia da uno spettacolo singolarità di Pisa: il cuore di Pisa è la sua e la Gorgonia facessero siepe alla foce Università. Pisa risorge, abbiamo sem- dell’Arno “si anneghi in te ogni persona” di generale rovina pre ripetuto, se risorge la sua Università. avessero avuto come una simbolica, um- E nella risurrezione di Pisa s’incardina ◆ bratile effettuazione. E non si trattava la resurrezione non di una città, ma di di semplice immaginazione letteraria: Ma, come avviene sempre nella satu- tutta la Toscana litoranea e alpigiana, perché nelle inaudite sofferenze a cui la razione delle sciagure, che si acquista dalla Spezia a Livorno e a Grosseto, dal- guerra ha sottoposto un po’ tutta l’Italia una ferma impassibilità stoica, fatti su- la Garfagnana alla popolosa e laboriosa liberata e in particolar modo questa città periori alle nostre perdite e alle nostre provincia di Lucca. di Pisa, in certi momenti di esasperata disgrazie e alle nostre privazioni, siamo Noi non ci accontentiamo delle glorie sensibilità, ci è parso davvero di avvertire ritornati tutti al nostro lavoro di rico- antiche di questo centro artistico-cultu- come un misterioso richiamo della divi- struzione, senza aver tempo di lamen- rale che è stata Pisa nel suo passato; le nità, un flagello e una forma di penitenza tarci e anzi fustigando noi stessi quando mura e le colonne e gli archi possono delle nostre colpe: nostre o d’altrui, per- queste lamentazioni affioravano nelle essere anche un motivo di senile retorica ché a voi è capitato lo stesso fato che pesa conversazioni private. Il sole è tornato scolastica, e chiamano il sorriso dell’iro- su alcune famiglie, dove il disordine mo- a risplendere sui lungarni pisani, e ci è nia e sulle nostre labbra di gente troppo rale e i delitti di uno o due si abbattono tornata la fiducia per una massima che ci svagata dalla letteratura. Noi amiamo Camposanto Monumentale: primo intervento sul sarcofago di Roberto D’Angiò. 1
    • Pisa e desideriamo il suo risorgimento, quello dove il poeta si raccoglieva per di intesa lampeggiava nello sguardo di per una funzione immanente inerente esprimere i suoi canti più belli. Quante tutti, colleghi e studenti. Poiché questo a questa città, anche nei tempi moder- confessioni abbiamo ascoltato durante è pure il privilegio di un popolo carico di ni.[…] il ventennio fascista da giovani sospirosi storia, come l’italiano; possiamo in certi Pisa, si è detto in ogni tempo, è una città verso la pace e la libertà di Pisa, come momenti, per nefaste necessità e per la morta, ma una città morta di quelle che una città-rifugio, porto di salvezza do- dura povertà, cucire una qualche falsa insegnano perennemente ai vivi; è una ve essi si sarebbero potuti riparare e di- piega nella nostra coscienza (ed è certo città per la quale bisogna passare. fendere dal morbo della ciarlataneria e questo una deplorevole ricucitura), ma L’esempio di illustri insegnanti che han- dall’arrivismo, in una severa e refrattaria difficilmente cediamo sul punto della no lasciato o rinunciato alle Università disciplina di studi! nostra intelligenza di critici e di mordi- di Roma, di Firenze, o di Milano, o di Pisa, subito dopo Roma, è la città che tori. Diceva il Foscolo che de’ Numi è Bologna, per convenire a Pisa, è la pro- più conta una scolaresca reclutata per dono serbar nelle miserie altero nome; va più eloquente di questa sua perpetua tutta la nazione; piemontesi, lombardi, noi che non siamo Numi, ma che da funzione storica. Non è un semplice tremila anni abbiamo bazzicato con essi omaggio al suo blasone di vecchia no- sulle pendici e per le caverne del Parnaso, ◆ biltà universitaria, un omaggio a Galileo serbiamo almeno questa alterezza della Galilei o a Antonio Pacinotti o a tanti mente, che sa irridere allo stupido op- altri insigni che vi hanno insegnato e fat- Noi chiediamo solo pressore e anche al benigno ma non to valere le loro scoperte scientifiche e sempre comprensivo amico, riuscendo letterarie: noi non siamo così sentimen- i nostri arnesi per lavorare, a riscattare in tale misteriosa e allusiva tali da lasciarci legare semplicemente le nostre scuole per studiare, operazione la nostra dignità di uomini dalle memorie di un defunto passato. e di nazione. Piuttosto, c’è stato sempre in tutti noi le nostre case per raccoglierci L’Università di Pisa è stata, è noto, per un avvertimento segreto: che per la vita nelle ore del riposo tutto l’Ottocento e fino al 1940 conve- scientifica valesse meglio questa città di gno di una studentesca internazionale. silenzio e di solitudine, che non le città e dell’intimità familiare L’esempio del bisnonno del generale troppo distratte ed assordate dai mille Mascarenhas, comandante delle forze ◆ commerci della vita moderna. Nei mo- brasiliane in questa zona, il quale veniva menti di stanchezza, e di dispetto po- e triestini, abruzzesi, pugliesi e siciliani a compiere i suoi studi e si laureava con lemico, possiamo anche noi rivoltarci e si sono affiatati ancora nei nostri tempi lode nella nostra Università nel 1822, correre col pensiero verso altre mete e e sotto i nostri occhi con la scolaresca non è un caso fortuito e isolato. altri centri, ma poi, gelosi delle nostre proveniente dalle province viciniori: a […] Se sono celebri nel mondo il migliori vocazioni mentali, sentiamo Roma, almeno nel tempo fascista, c’era Duomo, il Battistero e la caratteristica che in questa città assorta e romita si baraonda e confusione, mentre a Pisa torre e il camposanto oggi, ahimè, du- maturano forse meglio, e più castamen- c’era raccoglimento e ascesi scientifica, ramente provato dalla furia della guerra, te, le nostre immaginazioni letterarie e nonostante l’imperversare delle stupidi- ugualmente celebre è questa vita colle- le nostre meditazioni scientifiche. E se tà di quattro gerarcucoli, che noi igno- giale del nostro Ateneo, che si richiama a questra nostra può essere la malinconica ravamo e che non abbiamo avuto mai il tipici collegi universitari dell’Inghilterra fisima di uomini maturi o già declinanti, desiderio di conoscere. E quando qual- e dell’America. Noi possiamo avere a ecco poi che riscontriamo nei giovani e che rettore o turpemente servile o fatuo tratti intolleranza per questa vita ma- nei giovanissimi analoga consonanza di o letterariamente rozzo e ingenuo scan- linconica di limitazione e di rinunzie; sentire. Possiamo gridare contro il borgo diva i loro nomi in queste aule con ipo- ma poi, nella serenità della riflessione, selvaggio, ma il borgo selvaggio è pur crita e adulatoria riverenza, un ghigno ci convinciamo che le nostre rinunzie a una vita più agiata e più rumorosa sono spiritualmente compensate da conquiste mentali e spirituali che altrove sarebbero più appariscenti ma anche meno solide e durature. Ciò dica del lutto del nostro cuore per gli edifici universitari, o danneggiati o occupati per necessità militari, dal- la Scuola Medica alla Scuola Normale Superiore, al Collegio economico-giu- ridico Giuseppe Mazzini (come è stato ribattezzato, per lavacro purificatore, l’istituto che portava un assai tristo no- me) alla Scuola d’ingegneria e agli isti- tuti di Chimica, di Fisiologia e di Igiene e alla Scuola d’Agraria. Ciò dica della vivacità con cui tutti ci siamo trovati a Via Vittorio (oggi Corso Italia) angolo Via San Martino. difendere l’integrità del nostro Ateneo: 
    • L’inizio di Lungarno Mediceo dopo i bombardamenti del 1944. le atroci ferite inferteci dalla guerra sa- riprende per questo ragionevole egoismo dovere, quello di vincere la guerra e di rebbero nulla a confronto di questa più dei minori sofferenti; il loro contegno liberare se stessi: nella vittoria e nella li- atroce ferita che la nostra Università fos- è stimolo a noi più sfortunati, perché berazione di se stessi, implicitamente essi se o sia privata, anche se temporanea- tutto si faccia con le nostre forze, senza operano e aiutano la nostra liberazione. mente, dei suoi celebri e laboriosi istitu- aspettare aiuti dagli altri. I compianti, le E però i nostri voti e i nostri sforzi, la ti. Difatti si è sentito parlare di possibili querele, le condoglianze non servono a nostra schietta collaborazione morale, li trasferimenti, e Siena, Firenze, Lucca ci nulla: si vive soli, come si muore soli. asseconda e li accompagna fervidissima. hanno offerto asilo fraterno. Si è invo- Anche per gli aiuti che ci possono dare E noi, se mai, abbiamo un rammarico cato l’esempio della Messina del 1908 gli Alleati noi non possiamo e non vo- che le nostre forze militari siano ancora e della sua Università, trasferita dopo il gliamo illuderci; nessuno di noi pensa ammesse solo con molte limitazioni e terremoto temporaneamente a Palermo; che gli altri popoli possano risolvere il con strane etichette a combattere per la ma allora si trattava di una città sola col- nostro problema. Noi chiediamo soltan- vittoria comune. pita dal disastro e sulle sue sorti vegliava to gli arnesi per lavorare, le nostre scuole Questi, in parole povere, i sentimenti la pietà di tutto il mondo. Ora le città per studiare, le nostre case per raccoglier- degli italiani in questa tragica stagione. sconvolte e contorte dalla guerra sono ci nelle ore del riposo e della intimità Potremmo essere giudicati male da voi parecchie e ciascuna pensa alle sue ferite familiare. Noi non pensiamo di sosti- Alleati, perché i lutti familiari, le perdite e alle sue privazioni e si disinteressa ne- tuire al “duce” lungimirante che prov- degli averi, e lo stesso scarso nutrimen- cessariamente di quello che è avvenuto a vedeva a tutto, il comando alleato che to ci deprimono e ci avviliscono; ma cinquanta chilometri di distanza. provvede egualmente a tutto. Sarebbe un popolo di vecchia nobiltà non può […] A una visione superiore, questo rifu- soltanto offensivo sospettarlo: saremmo perdere da un anno all’altro del tutto la giarsi di ciascuno in se stesso non appare dei peccatori recidivi e faremmo torto sua antica fierezza e capacità creativa. semplice gretto egoismo: nell’affrettare agli Alleati a crederli onnipotenti e on- Sarebbe lo stesso che voi giudicaste del- la rimarginazione delle nostre piaghe, niprovvidenti. Noi chiediamo soltanto la grazia luminosa di questa Pisa, tanto noi acceleriamo anche la guarigione del la libertà di lavorare, e poiché la guerra decantata, dalla melma e dalle macerie nostro vicino. Io riparo la mia casa, an- ci ha travolto e distrutto gli strumenti che ora la deturpano. Le nostre case sono che perché ne viene un vantaggio agli del mestiere, chiediamo almeno un aiuto distrutte, ma la nostra storia è sempre appartamenti degli altri casigliani. Un materiale e un prestito di codesti stru- in piedi, ed essa è eloquentissima di alta po’ tutti gli italiani viviamo così: come i menti. Nemici come siamo delle frasi testimonianza. Dateci tempo e ci ripren- ricoverati di un grande ospedale, dove i fatte, e di frasi fatte in un ventennio deremo; e riconoscerete che almeno dal malati gravi si alternano ai malati meno di fascismo ne abbiamo fatto crapula 1915, senza contare tutta l’amicizia del gravi e ai malati leggeri. Il malato leg- e bassa gozzoviglia, vorremmo dire che periodo risorgimentale, siamo stati sem- gero talora si ripara sotto le sue coperte noi non crediamo nemmeno, e non paia pre idealmente vostri alleati. per non sentire il lagno straziato dell’in- questo un paradosso, all’altro mito degli La nostra unità nazionale ha attraversato fermo vicino, e mentalmente si rallegra Alleati liberatori, perché la vera libera- fasi diverse e incerte: i primi cinquant’an- di trovarsi in condizioni migliori. Non zione può venire soltanto dal nostro per- ni della nostra vita unitaria furono fitti gridiamo all’egoismo, perché la vita pur sonale sforzo. Gli Alleati hanno un solo di polemiche, di satire reciproche e di 
    • storia è giunta più tremenda e più grave di quella stessa che gli intossicati e i ma- linconici non avevano potuto o voluto, per pietas fraterna e filiale, prevedere. Pure non disarmammo mai: i giovani sono testimoni della nostra opera di in- segnanti, intesa a portare chiarezza dove c’era confusione e torbidezza passiona- le. Non si parlava di politica dalla cat- tedra, per rispetto allo stesso ministero scientifico, che non patisce ibridismi di propaganda; ma la chiarezza e la severi- tà nel campo scientifico si estendeva ne- cessariamente anche sul campo politico. Poiché questa è la virtù del pensiero: che esso soffia vita e salute in tutte le parti di un organismo spirituale. Le Università italiane, se pure contano in questo ven- tennio spiriti servili, fatui ed ottusi che, malintesi. Eravamo popoli ricchi di una male nella crisi della nostra adolescenza; per un piatto di lenticchie, per un qual- tradizione propria in ciascuna regione, ecco perché ho detto più innanzi che che onore accademico, rinunziarono alla e in ciascuna provincia: ciò che costitui- il popolo italiano in queste avventure loro dignità e indipendenza, furono la va la nostra latente ricchezza e non lo dell’ultimo ventennio è stato un popolo roccaforte dell’antifascismo; e l’Univer- sapevamo. Nell’accostamento di queste più infelice che colpevole. Ci si presentò sità di Pisa, per la sua particolare solitu- tradizioni diverse erano inevitabili gli un medico ciarlatano, il quale invece di dine e per la sua stessa ascesi scientifica, urti e gli scontri; ma noi benediciamo curare con pazienza e cauta lentezza la fu forse all’avanguardia di questa reazio- quelle polemiche, quelle satire e quegli malattia e il nostro delicato e giovanile ne antifascista: sotto gli occhi stessi dei urti, che si esplicavano in una atmosfera gerarconi, tutti compiaciuti delle loro ◆ di libertà. La libertà ha sempre questa cariche e dei loro pendagli e soddisfatti virtù: di guarire, come l’aria fresca delle delle loro grasse prebende, fermentava colline, i malanni che per essa stessa si Ci dissero che eravamo lo spirito di rivolta dei maestri e degli possono generare. È soltanto l’aria chiu- degli intossicati scolari. La Scuola Normale Superiore, sa e oppressiva che ci divide, e intossica i che io ora ho l’onore di dirigere, era già nostri nervi e allenta il nostro vigore. Di e dei malinconici, nelle nostre mani e nelle mani degli altri quella prima fase della nostra unità na- e il nostro capo spirituale, colleghi, nel momento stesso in cui essa zionale, noi cogliemmo i frutti e demmo si riparava dietro nomi fascisticamente una palese ed eloquente testimonianza Benedetto Croce, ortodossi. I gerarchi locali tentavano la nell’altra guerra europea, nella quale un vile sedentario che scalata ai nostri istituti, ma si arrestavano combattemmo strenuamente accanto sempre, per una forza misteriosa, sulle agli alleati di oggi: era una guerra che ri- non poteva intendere soglie del tempio. Carceri, persecuzioni, spondeva ai nostri ideali nazionali, e sof- le nuove vie della storia minacce di confino, non distolsero mae- frimmo perdite sanguinose e privazioni, stri e scolari dal loro segreto ufficio. Oggi senza troppi lagni e defezioni. Vittorio ◆ gli studenti di Pisa sono dispersi un po’ Veneto è stata il collaudo del nostro vi- organismo, ci sferzò con parole esaltanti: in tutta Italia e, purtroppo, numerosi ne gore combattivo e unitario, e una pace noi, a sentir lui, non che malati, crepa- gemono nei campi di concentramento, feconda di legittimi ingrandimenti fu il vamo di salute e di vigore sanguigno. ma dappertutto portando l’alito di vita premio di quel nostro sforzo. Molti ebbero il torto di credere a questo morale coltivata in questo malinconico Malauguratamente, per una specie di medico ciarlatano; una minoranza, ma ma severo romitorio pisano. […] collasso morale avveratosi in tutta l’Eu- che era l’aristocrazia spirituale d’Italia, E ora, giovani, permettete che mi rivolga ropa, come fatale conseguenza dello sfor- sogghignò amaramente e a poco a po- a Voi. La vostra assenza durante questo zo disumano compiuto, cominciarono a co fu costretta a vivere appartata dalla tragico periodo di dispersione, mi ha fat- serpeggiare i segni di una malattia, che fu vita nazionale. Ci dissero che eravamo to soffrire sottilmente e assiduamente, la febbre dell’autoritarismo. Il fascismo, degli intossicati e dei malinconici, e il come mi mancasse il principale sostegno bisogna dire anche questa, non fu e non nostro capo spirituale, Benedetto Croce, e la stessa ragion d’essere della mia vita. è una malattia italiana, ma una malattia fu assiduamente ingiuriato come un vile Voi siete sempre stati i miei più fedeli europea; noi ne abbiamo patito più tra- sedentario che dal chiuso della sua bi- compagni durante il decennio del mio gicamente le conseguenze, perché il no- blioteca non poteva intendere le nuove insegnamento pisano; circondato da stro organismo nazionale era più debole vie della storia. Purtroppo gli uomini di Voi, io e altri colleghi abbiamo potuto di quello degli altri popoli storicamen- biblioteca hanno avuto ragione sul fatuo resistere alle pressioni e alle minacce te e politicamente più agguerriti e più e gracchiante o belante ottimismo degli che ci giungevano dall’alto, da gerarchi, adulti del nostro. Noi fummo colti dal uomini sulla piazza, e la punizione della gerarconi e gerarcucoli. La scolaresca 
    • universitaria pisana ha rappresentato La guerra dell’Italia era la guerra di una pacata gli dissi, parafrasando noti versi: in ogni tempo l’opinione pubblica di facinorosa oligarchia, insediatasi al pote- “Roma antica riuna, tu sì placido sei?”. quella città e un’opinione pubblica assai re con le mitragliatrici, con le prigioni, La pacatezza insolita della voce e forse disciplinata e consapevole. Nella vostra con i confini, con i tribunali speciali; era il fremente pallore del viso diedero una assenza, le rovine di questa città mi pare- una guerra di un partito, e non la guerra particolare espressione alle mie parole, e vano immense e irreparabili: via via che di una nazione. E questo noi abbiamo il fatuo collega si dilungò abbassando il Voi giungevate, si rianimava il mio vigo- sempre dichiarato, e non lo dichiariamo capo. Già: precisamente io nella caduta re di combattimento e di ricostruzione. soltanto adesso, post factum, a catastrofe di Parigi vedevo il tramonto di Roma, e Siete ancora una sparuta minoranza, ma avvenuta. Lo abbiamo insinuato anche tutta quell’estate tutti quelli che aveva- già simbolo di quei cinquemila studen- in riviste fasciste, testimoniando in un mo un minimo di intelligenza trepidam- ti che un giorno o l’altro rientreranno linguaggio segreto che solo gli ottusi ed mo per le sorti dell’Inghilterra. Se l’In- a Pisa. Vorrei la vostra presenza, e più ignoranti fascisti non intendevano, che ghilterra resisteva, il mondo era salvo; compatta, perché nei vostri visi i solda- i giovani non sentivano questa guerra e l’Inghilterra miracolosamente e subli- ti alleati che vivono a Pisa leggessero a dichiarata alla Francia, all’Inghilterra, mamente resistette. In quella resistenza chiare e vivaci note quello che è stato il all’America, al Brasile, alla Russia, alla l’Inghilterra non ha salvato soltanto se nostro sentimento costante. Noi, ideal- Grecia, a cui tanti legami ideali ci strin- stessa, ma ha salvato l’umanità. Dunque mente, non siamo mai stati alleati dei gevano. […] ancora una volta Roma era salva. tedeschi e dei loro più odiosi sicari che Quando nel giugno del ’40, la radio Poi è venuta la storia dell’intervento del- furono i fascisti. La guerra dichiarata alla fascista gracchiò la terribile notizia che l’America e della Russia, che tutti sapete. Francia, all’Inghilterra, e poi, con ridico- Parigi era caduta, qui negli ambulacri Oggi molti italiani guardano a Stalin, e la iattanza, alla stessa grande America, di questa Università incontrammo un moltissimi italiani guardano al presiden- non è stata mai la guerra del nostro cuo- collega, oggi per fortuna lontano, che ci te Roosevelt; nell’uno e nell’altro caso re, non è stata mai la guerra del popolo guardò benignamente ma con un certo c’è sempre desiderio vivo dell’avvento di italiano, ma soltanto la guerra di un par- sorriso sulle labbra. Allora feci forza al una democrazia reale nel nostro paese. tito capeggiato da uno sciagurato me- mio grande corpo per non scattare, e, La rielezione di Roosevelt è stata accla- galomane, il quale ha voluto scatenarla, riparandomi sotto la citazione di un poe- mata in Italia, come l’annunzio sicuro anche con impari mezzi, contro tutte le ta (le citazioni letterarie servono talvol- della vittoria finale e la conferma della forze della civiltà cristiana, democratica ta a dare una maggiore lontananza alle giustizia nella nostra guerra cristiano-de- e liberale del mondo. nostre passioni) con voce insolitamente mocratico-liberale. Dalla grande e gio- vane America, oggi unita al continente europeo dalla rapidità dei mezzi aerei e navali, noi aspettiamo un afflusso di energie nuove in questa Europa stanca, dissanguata, ma non doma, e sempre ric- ca di quegli ideali e di quell’esperienza storica che fanno la forza e la superiorità fatale di un continente. Un tardo pomeriggio di questo set- tembre - mi sia consentito ancora un ricordo personale - io facevo il viaggio in una camionetta aperta per la via che da Fucecchio conduce a Vicopisano. La macchina era condotta da un robusto e sicuro autista americano, ciò che con- fortava i miei sensibilissimi nervi. Ma io nuovo a questi viaggi di fortuna non ero stato previdente per ripararmi dall’aria mossa di un mezzo così veloce, e calan- do le ombre del crepuscolo dai violacei monti pisani avvertivo qualche brivido di freddo. Pure tentavo di dissimulare il mio disagio; ma il sagace autista non si ingannò sulla vera situazione. Egli fermò di botto la macchina, e senza dir parola scese a frugare in un suo ripostiglio. Ne venne fuori con una grossa coperta, e si- lenziosamente - senza che io ancora mi rendessi conto delle sue intenzioni - me l’avvolse attorno al corpo. Io rimasi inte- nerito da quel suo gesto di discreta pietà filiale, e allora pensai, che, nonostante 
    • Il Ponte della Fortezza dopo le incursioni aeree. i fraintendimenti che si frappongono Paolina, il 12 novembre 1827: “Sono una grande apertura, tanto che si arriva fra noi europei e gli americani, eravamo rimasto incantato di Pisa per il clima: a veder l’orizzonte, cosa di cui bisogna fatti per intenderci, proprio per questa se dura così sarà una beatitudine. Ho dimenticarsi a Firenze”. comune gentilezza umana che è il crisma lasciato a Firenze il freddo di un grado Questa la visione della città ottocente- cristiano dei nostri popoli. sopra gelo; qui ho trovato tanto caldo, sca del nostro Leopardi; immaginii si- Quei versi che ho parafrasato di sopra, che ho dovuto gittare il ferraiuolo, e al- mili potremmo trovare negli scritti di “Roma antica ruina, tu si placida sei?”, leggerirmi di panni. L’aspetto di Pisa mi Vittorio Alfieri e di Carlo Goldoni, di come è noto, sono versi di Giacomo piace assai più di quel di Firenze: questo Ugo Foscolo e di due poeti inglesi, Percy Leopardi, nel canto del Bruto minore: è Lung’Arno è uno spettacolo così bello, Bysshe [sic] Shelley e di Lord Byron, un poeta che ho citato due volte in que- così ampio, così magnifico, così gaio, co- che vi soggiornarono e vi intrecciaro- sto discorso, e che citerò ancora una terza sì ridente, che innamora: non ho veduto no i loro idilli d’amore, e ancora negli volta. Le sue pagine, insieme con quelle niente di simile né a Firenze né a Milano, scritti di Giuseppe Giusti, di Alessandro di Alessandro Manzoni, sono state il mio né a Roma; e veramente non so se in Manzoni, di Giovanni Pascoli, di conforto in questi durissimi anni e le ho tutta l’Europa si trovino molte vedute Gabriele D’Annunzio. Questa è una amorosamente postillate. Il suo tragico di questa sorta. Vi si passeggia poi nel- città che è stata in ogni tempo amata ma combattivo pessimismo, non che to- l’inverno con grande piacere, perché v’è da poeti, da pensatori, da scienziati. Noi gliermi vigore, mi incoraggiava alla fede quasi sempre un’aria di primavera: sicché facciamo però in loro nome questo vo- e alla speranza, perché questo è il segreto in certe ore del giorno quella contrada è to: che essa possa risorgere, e che Iddio della sua poesia: maledire alla vita e in- piena di mondo, piena di carrozze e di ci conceda di rivederla ancora una volta fondere sempre più forte l’amore della pedoni: vi si sentono parlare dieci o venti nelle immagini luminose della sua gra- vita; disperare della patria e collaborare lingue; vi brilla un sole bellissimo fra le zia e della sua bellezza. Con questo pio al suo risorgimento; diffidare di tutte le dorature dei caffè, delle botteghe piene augurio di tutti i nostri cuori, oggi, 25 illusioni, e dare perenne incremento a di galanterie, e nelle invetriate dei palazzi novembre 1944, a segno di questa ini- coteste illusioni, feconde di attività e di e delle case, tutte di bella architettura. ziale rinascita, ho l’onore di dichiarare lotta. Orbene di Giacomo Leopardi, io Del resto poi, Pisa è un misto di città aperto il nuovo anno accademico. citerò una pagina bellissima di una sua grande e di città piccola, di cittadinoo lettera, in cui parla di questa dolce Pisa. e di villereccio, un misto così romanti- Pisa, 15 novembre 1944 Egli che scrisse parole aspre di Recanati, co, che non ho mai veduto altrettanto. di Roma, di Bologna, di Milano, e per- A tutte le altre bellezze, si aggiunge la fino della stessa Napoli, perché dapper- bella lingua. E poi vi si aggiunge che io, Luigi Russo tutto portava il tormento dei suoi nervi grazie a Dio, sto bene; che mangio con rettore pro-tempore di grande ammalato, disse invece parole appetito; che ho una camera a ponen- dell’Università di Pisa dolcissime di Pisa. Scriveva alla sorella te che guarda sopra un grand’orto, con 
    • La percezione della tecnologia: ◆ il caso dell’energia nucleare DIBATTITO di Walter Ambrosini, Giuseppe Forasassi, Marino Mazzini, Francesco Oriolo, Giuseppe Pilone Nel nostro Paese, lo sviluppo delle applicazioni pacifiche dell’energia nucleare è stato avversato da un’opinione pubblica sostanzialmente preoccupata dei possibili rischi ad essa legati. Sebbene si possa pensare che una tale opposizione sia strettamente legata a caratteristiche proprie della tecnologia nucleare, negli ultimi anni appare invece evidente come simili atteggiamenti si presentino sistematicamente anche nei confronti di molte altre problematiche tecnico-scientifiche. C iò mette in luce quanto critico do fuoristrada insaziabili di carburante, ostilità nei confronti della tecnologia, sia il problema della percezione si considera con sospetto ogni forma di teorizzando una natura madre turbata che l’opinione pubblica ha del inquinamento prodotto da attività di dall’intervento dell’uomo. Questa teoria ruolo della tecnologia nella vita quoti- utilità comune; pur installando ovunque banalizzante che ipotizza una natura di diana e di quanto ampio sia il divario condizionatori, ci si lamenta del traliccio per sé buona e che le attività antropiche tra il progresso scientifico e la capacità di dell’alta tensione che soddisfa ai sempre non possono che peggiorare, cozza con comprensione dei suoi costi e benefici da più voraci bisogni energetici. la millenaria consapevolezza dell’uomo parte della gente. Ma non è solo l’uomo della strada a vi- di dover lottare duramente per garantirsi Percezione del ruolo della tecnologia vere il suo rapporto con la tecnologia in la sopravvivenza e migliorare le proprie nella società industrializzata modo irrazionale e fondamentalmente condizioni di vita. L’elevato tenore di vita di cui oggi godo- contraddittorio. Talora, anche gruppi Il caso dell’energia nucleare no gli abitanti dei Paesi industrializzati di opinione che fanno uso sapiente dei L’energia nucleare da fissione rappresen- è stato raggiunto anche grazie all’inno- mass media si pronunciano in modo da ta oggi l’unica fonte energetica in grado vazione tecnologica e al progresso del- confermare questo vago sentimento di di assicurare un approvvigionamento le scienze verificatosi nel secolo scorso. continuo, economico ed eco-compati- Ciononostante, in vaste fasce della popo- bile per il futuro. I 440 e più reattori di lazione esiste una generale mancanza di potenza attualmente in funzione, la cui consapevolezza della stretta correlazione vita utile sta venendo prolungata oltre le tra benessere e sviluppo tecnico-scienti- iniziali aspettative sulla base dei dati rela- fico. Al contrario, vi è invece la tendenza tivi al loro buon funzionamento, sono la a sottolineare gli inevitabili aspetti nega- dimostrazione chiara di una tecnologia tivi legati alle innovazioni tecnologiche, matura, solida ed affidabile. dimenticandone i molteplici aspetti po- Infatti, a fronte dell’attuale produzione sitivi. per via nucleare di circa il 17% del- Evidentemente, il modo di percepire il l’energia elettrica mondiale (il 35% in ruolo del progresso scientifico nella vi- Europa), gli incidenti potenzialmente ta quotidiana è viziato da una sorta di gravi avvenuti negli impianti nucleari disillusione nei confronti della tecnolo- in cinquant’anni di impieghi pacifici si gia che, pur garantendo una vita meno contano sulle dita di una mano. Le loro condizionata dalle secolari piaghe che conseguenze, è bene chiarirlo, sono state affliggevano la civiltà contadina (fame, del tutto trascurabili o comunque ben malattie, mortalità infantile, ignoranza inferiori a quelle causate da molti altri e così via), ha inaspettatamente manife- eventi industriali. Il più grave incidente stato anche alcuni lati oscuri (degrado e nucleare, quello di Chernobyl, è stato un inquinamento delle città, stress e altro). caso limite di cattiva gestione di proce- Ormai si è disposti soltanto ad accettare dure operative, che, a buona ragione, si i vantaggi provenienti dalla tecnologia, ritiene non verificabile nei reattori oc- dati per acquisiti, rifiutando di pagare cidentali. per essi la benché minima contropartita. Con queste considerazioni non si vuole Così, pur essendo assidui utenti della te- sostenere che la tecnologia nucleare sia lefonia mobile, si protesta contro l’instal- esente da rischi, dato che nulla ha rischio lazione di nuove antenne; pur posseden- nullo, ma si vuole affermare che i peri- 
    • coli in essa coinvolti sono paragonabili deposito svedese di Forsmark, operativo ne nel sito di Oikiluoto nel 2009, con a quelli delle altre tecnologie e possono da circa un ventennio). La trasmutazio- un costo previsto di 3 miliardi di euro. essere considerati ampiamente accettabi- ne delle scorie ad alta attività in rifiuti a È interessante osservare che fra le ragioni li a fronte dei molteplici benefici che ne media attività mediante il bruciamento più importanti della scelta (politica ed derivano. in reattori autofertilizzanti o in appositi economica) finlandese sono stati indi- Sostenibilità ambientale e costi del- trasmutatori rappresenta un’opzione at- cati, oltre alla necessità del rispetto del l’energia nucleare traente per l’ulteriore riduzione di queste Protocollo di Kyoto (sottoscritto dalla Secondo previsioni dell’Agenzia Interna- già limitate quantità di rifiuti. In defi- Finlandia come dall’Italia) e alla riduzio- zionale per l’Energia dell’OCSE, i con- nitiva si può affermare che il problema ne della dipendenza dall’importazione sumi energetici e le emissioni di gas serra delle scorie radioattive non è affatto di di energia elettrica (6% per la Finlandia, nell’atmosfera da parte dei Paesi in via natura tecnologica, ma politica e sociale: 15% per l’Italia), la sicurezza, la stabilità di sviluppo supereranno nel 2020 quel- è indispensabile che l’opinione pubblica e la prevedibilità dei costi di produzione le dei Paesi industrializzati, inficiando i comprenda che un deposito di scorie ra- di e.e. da fonte nucleare. risultati dell’applicazione integrale del dioattive non è una discarica nucleare, I costi di produzione in €/MWh, tenen- protocollo di Kyoto. L’effetto serra do- bensì un impianto tecnologicamente do conto delle citate “esternalità” come vrà quindi essere affrontato con misure all’avanguardia. pure dei rifiuti nucleari (stoccaggio in un decise e tempestive e l’energia nucleare In merito alla non proliferazione degli deposito esistente), con tasso di sconto appare oggi l’unica fonte in grado di armamenti nucleari è necessario ricorda- reale del 5% ed “emission trade” di 20 €/t produrre energia elettrica e garantire al re che il plutonio contenuto nel combu- di CO2, per una produzione sulla base contempo uno sviluppo sostenibile. stibile esaurito delle centrali di potenza di 8000 h/anno, sono i seguenti (fonte La sostenibilità dell’energia nucleare non è facilmente utilizzabile per scopi World Energy Council): Nucleare (EPR): investe, fra l’altro, l’efficace utilizzo del militari, ma richiede complessi e costosi 24; Carbone: 49; Ciclo Combinato: 38; combustibile, la gestione sicura delle impianti di riprocessamento e separazio- Legno: 47; Eolico (2200h/anno): 50. scorie radioattive e la resistenza alla pro- Quanto sopra a fronte di un prezzo me- ◆ liferazione delle armi atomiche. Questi dio di mercato del Nord Pool pari a 35,3 problemi, mai trascurati dalla tecnologia Si è disposti ad accettare €/MWh. nucleare, trovano nuove risposte anche Considerazioni conclusive nello sviluppo dei reattori di nuova gene- i vantaggi provenienti Non è questa la sede adatta per pro- razione (“Generation IV”). Nella proget- dalla tecnologia, lungare oltremodo la discussione circa tazione di questi reattori, oltre a tenere i rischi e i benefici dell’energia nuclea- conto degli obiettivi di sicurezza, affida- riufiutando di pagare re. La quantità di materiale disponibile bilità e competitività economica, viene la benché minima sull’argomento è tale che chi lo voglia infatti maggiormente sottolineato il pro- approfondire seriamente non ha che blema della sostenibilità ambientale. contropartita l’imbarazzo della scelta. Lo sviluppo sostenibile richiede la dispo- Sembra invece più opportuno riflette- nibilità di combustibile nucleare per un re sulla necessità di stimolare nell’opi- ◆ lungo periodo, risultato ottenibile, ad ne isotopica, accessibili solo alle grandi nione pubblica una più consapevole e esempio, mediante l’impiego di sistemi potenze. serena valutazione del rapporto con le che permettano alta efficienza nell’utiliz- Per quanto attiene al costo dell’energia tecnologie oggi disponibili, mettendo zazione delle risorse di uranio e di torio. elettrica (e.e.) da fonte nucleare, studi in evidenza i legami, spesso non imme- L’uso di elementi di combustibile di tipo recenti svolti dal Dipartimento del- diatamente riconosciuti, tra il loro uso avanzato porterà inoltre ad una riduzio- l’Energia statunitense e dalla Comunità e il tenore di vita. A questo proposito, è ne dei costi di esercizio e del volume delle Europea dimostrano la sua assoluta inevitabile chiamare in causa le agenzie scorie radioattive prodotte. competitività con quello da fonti fossili, educative, deputate a fornire conoscen- Un impianto nucleare da 1000 MWe, in anche senza tener conto dei probabili ze di base adeguate e non ideologiche, assenza di riprocessamento, produce in ulteriori aumenti dei costi e delle “ester- e i mass media, invitate a proporre una un anno una quantità di scorie radioatti- nalità” ambientali di queste ultime, che, informazione realistica e non necessaria- ve pari a circa 500 t a bassa attività, 200 t se considerati, renderebbero il confronto mente allarmistica sulle problematiche a media attività e solo 25 t ad alta attività, largamente a favore del nucleare. tecnico-scientifiche. quantità trascurabili rispetto alle enormi Secondo l’Osservatorio Europeo del In ogni caso, non è più possibile riman- masse di gas serra prodotte dagli impianti Prezzo dell’e.e. (EEPO) nel 2001 in dare a lungo la soluzione di questo pro- fossili a parità di produzione di energia. Francia (77% dell’e.e. da fonte nucleare) blema se non si vuole rischiare di veder Le scorie a bassa e media attività vengono tale prezzo per gli utenti industriali è sta- approfondirsi il solco tra la tecnologia e dapprima trasformate in forme chimica- to pari a 40,3 €/MWh, mentre in Italia la capacità di ognuno di prendere posi- mente stabili, ridotte di volume (di un (79% dell’e.e. da fonti fossili) è stato di zione in modo consapevole sulle poten- fattore 30÷70) mediante compattazione, 83,9 €/MWh. zialità e i rischi ad essa associati. cementificazione o vetrificazione e suc- Come è noto, nel 2002 il Parlamento cessivamente depositate in formazioni finlandese ha approvato la costruzione Walter Ambrosini, Giuseppe Forasassi, geologiche costituite da matrici ad al- di una centrale nucleare di tipo EPR da Marino Mazzini, Francesco Oriolo, tissima stabilità (si veda, ad esempio, il 1600 MWe che dovrà entrare in funzio- Giuseppe Pilone 
    • Ingegneria nucleare a Pisa ◆ Studio e ricerca in una prospettiva internazionale DIBATTITO di Walter Ambrosini, Giuseppe Forasassi, Marino Mazzini, Francesco Oriolo, Giuseppe Pilone La tradizione dell’ingegneria nucleare nell’Ateneo pisano ruota da sempre intorno a due aspetti che hanno in vario modo indirizzato la ricerca e la didattica in questo settore: l’attenzione per i temi legati alla sicurezza degli impianti ed una prospettiva marcatamente internazionale. C ontinuità tra passato e presen- popoli. Le numerose iniziative di interna- e sicurezza di macchine ed impianti si te zionalizzazione dei corsi di laurea e delle affiancano alle materie classiche della for- La sicurezza dei reattori nucleari attività di ricerca in fase di attuazione mazione scientifica di base per preparare ha guidato per decenni la didattica e le presso l’Università di Pisa guardano in professionisti da immettere nel mercato attività di ricerca dei docenti dei corsi di questa direzione. del lavoro e fornire il necessario bagaglio laurea in Ingegneria nucleare dell’Univer- Studiare come cittadini europei e del culturale a chi decide di continuare gli sità di Pisa, coinvolgendo trasversalmen- mondo studi; te vari settori della tecnologia nucleare: L’offerta didattica nel campo dell’Inge- ·il corso di laurea specialistica (oggi misure nucleari, radioprotezione, im- gneria nucleare presso il nostro Ateneo Magistrale) in Ingegneria nucleare e della piantistica nucleare, costruzioni nuclea- comprende: sicurezza industriale, nel quale vengono ri, termoidraulica, fisica dei reattori. Lo ·il corso di laurea in Ingegneria della sicu- ulteriormente sviluppate le tematiche stesso dottorato di ricerca, a partire dal rezza industriale e nucleare che, con i suoi della sicurezza industriale e, soprattutto, suo primo ciclo attivato agli inizi degli due curricula “nucleare” e “chimico”, ri- dell’ingegneria nucleare; anni ’80, prese il nome di “Dottorato di sponde in modo polivalente alla richiesta ·il dottorato di ricerca in Sicurezza nu- Ricerca in Ingegneria Nucleare (Sicurezza di formare esperti nelle discipline legate cleare ed industriale, in collaborazione degli Impianti Nucleari)”, a sottolineare alla sicurezza degli impianti; queste, nate con l’Università di Messina, che ha lo la particolare vocazione verso la proget- e cresciute nel settore nucleare, hanno og- scopo di avviare alla ricerca gli studenti tazione di sistemi che, fin dai primordi gi una ricaduta importante anche nel più che abbiano intenzione di dedicare le loro dell’era nucleare, sono stati concepiti per vasto ambito industriale: radioprotezio- capacità e i loro sforzi al progresso tecni- essere sicuri, affidabili e sostenibili, sia in ne, salvaguardia dell’ambiente, protezio- co-scientifico, per uno sviluppo compa- termini economici che di impatto sulla ne e sicurezza dei lavoratori, affidabilità tibile delle applicazioni industriali e, in popolazione e sull’ambiente. Il contesto vivacemente internazionale nel quale si sono da sempre sviluppate le attività di ricerca svolte in campo nucleare nel nostro Ateneo, oltre ad essere il frutto della buona volontà e della lungimiranza dei singoli docenti che, in epoche diverse, hanno portato il loro contributo di idee ed iniziative, discende direttamente dal carattere proprio dell’energia nucleare, un settore che può pienamente svilup- parsi solo in un contesto di vasta coo- perazione tra i Paesi in esso impegnati. A partire dall’immediato dopoguerra, la costituzione dell’International Atomic Energy Agency (IAEA), come attuazione del progetto “Atoms for Peace”, ha chiara- mente indicato la strada da seguire perché la fonte di energia più promettente per la copertura del fabbisogno energetico dell’umanità venisse sviluppata in un contesto pacifico di collaborazione tra i 
    • particolare, della tecnologia nucleare. Energia nucleare e pace Oltre alle tradizionali possibilità di stu- dio all’estero offerte agli studenti dei cor- si in ingegneria nucleare, come risultato A parità di massa di combustibile, l’energia è un processo continuo, commisurato alle del coinvolgimento dei loro docenti in progetti di ricerca e collaborazioni in- della fissione nucleare è due milioni di volte esigenze variabili dei popoli; perché questi ternazionali, oggi si va prefigurando una quella producibile dal petrolio. È questa enor- si sentano rassicurati, devono avvertire che nuova ghiotta opportunità, resa possi- me concentrazione che determina il grande scienza, tecnologia, poteri privati e pubblici bile dalla partecipazione dell’Università vantaggio e il grande rischio dell’energia non sono asserviti agli interessi di pochi, ma di Pisa al Consorzio Interuniversitario nucleare: la possibilità di godere di una mil- lavorano per il bene comune. per la Ricerca Tecnologica sull’Energia Nucleare (CIRTEN) e, tramite que- lenaria riserva di energia coesiste con quella L’energia nucleare è “esigente”, richiede ma- sto, allo European Nuclear Education di cancellare in un attimo la civiltà umana. E turità e competenza, ma queste crescono solo Network (ENEN). sono stati l’orrore di Hiroshima e Nagasaki, se i popoli decidono di confrontarsi consa- L’ENEN è una associazione internazio- l’incubo atomico durante la guerra fredda, pevolmente con le grandi sfide, progettare e nale no-profit di cui fanno parte, come che l’uomo ha conosciuto per primi; solo dopo costruire il proprio futuro. In caso contrario, membri effettivi o associati, sia università (o consorzi interuniversitari) che centri sono arrivate le centrali nucleo-termoelettri- subiranno le scelte che altri o le situazioni di ricerca, per un totale di oltre quaranta che e queste, però, in abbondanza e sviluppo, faranno per loro. Che il risparmio e il sole organizzazioni di circa venti Paesi euro- specialmente nei Paesi che costruiscono bom- possano risolvere da soli la fame di energia che pei. La missione specifica dell’associa- be o sono pronti a farlo. tra qualche decennio attanaglierà l’umanità è zione è quella di preservare e sviluppare Le capacità tecnologiche per controllare i ri- attualmente un sogno; oggi realisticamente l’educazione superiore e l’esperienza nel settore nucleare. Informazioni dettaglia- lasci di radioattività incidentali e per imma- sappiamo che non potremo fare a meno della te sull’associazione possono essere reperi- gazzinare e gestire a tempo indefinito i rifiuti tecnologia nucleare. Dovremo sicuramente te sul sito www.enen-assoc.org. nucleari ci sono già, per cui tutti i problemi migliorarla, ma il punto vero da risolvere è Tra le numerose iniziative dell’associa- collegati all’utilizzazione estesa dell’energia che dovremo migliorare noi stessi, per usarla zione, quella che al momento è proba- nucleare sarebbero risolvibili a costi finanziari bene! Sarebbe sbagliato lanciarsi subito in bilmente di maggiore interesse per gli studenti dei corsi di laurea in Ingegneria e sociali accettabili, se il mondo riuscisse a una utilizzazione troppo rapida e massiccia nucleare riguarda la certificazione di mantenersi in una situazione di pace, non di- del nucleare, senza prima aver acquisito una European Master of Science in Nuclear co assoluta e totale, ma almeno decentemente “coscienza energetica” attraverso il risparmio Engineering (EMSNE). Questo titolo stabile, in modo da garantire i popoli che la e lo sviluppo delle energie rinnovabili, così verrà rilasciato dall’associazione ENEN a partire dalla fine dell’anno in corso come collaborazione e i controlli internazio- come sarebbe sbagliato rimandare an- “quality label” attestante l’approvazione nali sono sufficienti a escludere l’im- cora il momento in cui riprendere il del curriculum studiorum di chi ne faccia piego militare dell’energia nucleare. cammino nucleare, studiando, ricer- richiesta, a fronte dei seguenti requisiti: E quando si parla di pace, non si cando, costruendo e provando nuovi · aver ottenuto almeno 300 crediti ECTS deve intendere solo quella fra impianti prototipo con tecnologie in studi universitari, di cui non meno di 60 in materie strettamente inerenti la tec- stati, ma anche all’interno più avanzate, efficienti e sicu- nologia nucleare; delle nazioni e delle comu- re, in modo da essere pronti · aver conseguito almeno 20 di questi 60 nità. D’altra parte, rifiutare all’uso dell’energia nucleare crediti ECTS tramite attività formative, l’uso pacifico dell’energia nel momento in cui sarà ivi incluso un eventuale lavoro di proget- nucleare non esclude il indispensabile, quando il to o di tesi, presso una delle università o centri di ricerca membri di ENEN, in un pericolo che essa venga mercato dei combustibi- Paese diverso da quello dell’università di usata a scopo militare li fossili e le condizioni provenienza; o terroristico; si po- climatiche del pianeta · aver discusso con successo una tesi di trebbero, invece, creare diverranno veramente laurea equivalente al Master of Science (la tensioni economiche e so- critici e avremo speri- nostra laurea specialistica) in Ingegneria nucleare. ciali sul mercato mondiale mentato i limiti delle fonti Il conseguimento della certificazione dell’energia che favoriscono rinnovabili. ENEN, come primo passo verso una l’innescarsi di guerre, vio- futura armonizzazione a livello europeo lenze, ricatti, prepotenze. Fabio Fineschi dei curricula in Ingegneria nucleare, rap- Non esistono risorse ener- docente di Energia presenta un obiettivo importante per gli studenti, perché permetterà loro di veder getiche di per sé sostenibi- e sviluppo sostenibile riconosciuto a livello europeo il valore so- li, infatti la “sostenibilità” f.fineschi@ing.unipi.it stanziale (ovviamente, non quello legale) 0
    • del proprio titolo di studio: un biglietto OECD e IAEA e, in particolare, con il fittissima di contatti con docenti di uni- da visita di non poco conto per favorirne Commissariat à l’Energie Atomique e versità e ricercatori di centri di ricerca la spendibilità in tutta Europa. l’Electricité de France, per lo studio di italiani e stranieri, che permette un con- Come già ricordato, accanto a questa problematiche di sicurezza nei reattori di tinuo arricchimento culturale e offre am- nuova possibilità, esistono numerose al- potenza e di ricerca; pie possibilità di scambio. tre opportunità che permettono lo svol- ·progetti in collaborazione e con il finan- Uno sguardo al futuro gimento di tesi di laurea e di dottorato ziamento di industrie ed enti di ricerca In un momento in cui si assiste all’esplo- all’estero grazie alle collaborazioni esi- nazionali ed internazionali per lo studio e sione dei consumi energetici in aree del stenti tra l’Ateneo pisano e organizzazioni lo sviluppo di reattori di tipo Accelerator nostro pianeta tradizionalmente povere o università straniere. Driver Systems (ADS); e densamente popolate, la tecnologia Fare ricerca in un contesto internazio- ·la partecipazione a reti di eccellenza e pro- nucleare offre un contributo alla risolu- nale avanzato getti integrati finanziati dalla Comunità zione dei numerosi problemi derivanti Tra le iniziative legate allo sviluppo del- Europea o comunque a livello internazio- dalla necessità di conciliare le ragioni l’energia nucleare che permettono a stu- nale, tra cui: la rete SARnet, per lo studio dello sviluppo con quelle della sua soste- denti e docenti del nostro Ateneo di esse- degli incidenti severi nei reattori ad acqua nibilità economica e ambientale. Inoltre, re a contatto diretto con le problematiche leggera; progetti per lo studio delle tecno- le future esplorazioni delle regioni a noi più avanzate della tecnologia nucleare, logie relative a reattori sottocritici inietta- vicine del sistema solare porranno ai ri- ricordiamo: ti, veloci a metallo liquido e a gas ad alta cercatori del settore nucleare nuove sfide ·vari progetti (tra cui il TACIS, vedi n.12 temperatura; il progetto NURESIM, per per la realizzazione di appropriati sistemi di Athenet), per la messa a punto di meto- lo sviluppo di codici di fluidodinamica di propulsione e generazione di energia. dologie e strumenti di analisi di sicurezza computazionale per flussi bifase; In questa prospettiva, la storia dell’ener- dei reattori VVER ed RBMK dell’Europa ·il progetto “Boron Neutron Capture gia nucleare e del suo ruolo nel favorire dell’Est; Therapy” con ENEA, CNR e vari dipar- un armonico sviluppo scientifico, eco- ·il Consorzio IRIS, per la realizzazione timenti universitari italiani, per il tratta- nomico e sociale a livello globale appare dell’omonimo reattore innovativo, di cui mento con neutroni di pazienti affetti da ancora tutta da scrivere. fanno parte oltre all’Università di Pisa cir- tumori al cervello; L’Università di Pisa si sta adoperando per ca venti organizzazioni internazionali sot- ·gli accordi interuniversitari, come quel- assicurare anche in futuro il suo contribu- to la guida della Westinghouse-BNFL; li attivati con le Università britanniche to in questo settore. ·l’iniziativa “Generation IV” del di Manchester e Aberdeen, e quelli di Dipartimento per l’Energia degli Stati doppio titolo recentemente proposti con Walter Ambrosini, Giuseppe Forasassi, Uniti, finalizzata alla proposta e allo svi- alcune università europee; Marino Mazzini, Francesco Oriolo, luppo di concetti innovativi di reattori ·i progetti di mobilità con enti di ricerca Giuseppe Pilone nucleari; stranieri finanziati da enti governativi. ·progetti internazionali in ambito A tutto ciò si deve aggiungere una rete Il nucleare è un problema politico Ho letto con meravigliato stupore l’articolo di D’Auria, Pilone e Adorni dicono gli estensori dell’articolo, che i combustibili fossili comportano su “Energia nucleare e sviluppo sostenibile” apparso su Athenet del inquinamento largamente superiore a quello del nucleare, non si vede maggio 2005 e mi pare che, accanto all’aspetto tecnico su cui non ho perché ai poveri del mondo dobbiamo lasciare l’inquinamento fossile e nessuna competenza per discutere, ci sia un robusto sottofondo politico noi privilegiati goderci invece le gioie del nucleare!!! che invece non è accettabile. Veramente credo che anche per chi, come me, potrebbe avere alcune Non sono un antinuclearista per partito preso e mi fa piacere sentire perplessità sulla rinuncia del nostro Paese al nucleare, gli articoli come pareri che mi tranquillizzano sull’uso dell’energia nucleare: ricordo però questo fanno tornare la voglia di confermare la scelta del 1987 solo per che nel 1987 il popolo italiano, me compreso, si è espresso sulla base di un il pericolo che la politica energetica possa capitare nelle mani di una ampio dibattito anche tra scienziati, alcuni dei quali avevano tesi diverse concezione fondamentalista come quella espressa in questo articolo in da quelle espresse dal professor D’Auria e altri. Affermare che chiunque un dibattito tra l’altro che ha perso, fortunamente, anche tra gli anti- abbia idee critiche sul nucleare sia succube di “strategie finanziarie e nuclearisti più accesi, molto della sua componente ideologica che non è politiche che, in maniera subdola e insidiosa si attuano attraverso la proprio il caso di riattizzare. diffusione di ‘virus’ …allo scopo di infettare l’opinione pubblica…” (sic!) Molto bello, pacato ed equilibrato l’articolo di Silvie Coyaud e comun- mi pare veramente presunzione scientista. que complimenti alla redazione per il vivace confronto di idee. Ma ancora più perplesso sono su affermazioni successive come quella Rolando Vivaldi secondo cui “gli Stati industrializzati dovrebbero orientarsi verso lo consigliere di amministrazione sfruttamento di risorse che richiedono maggiori investimenti tecnolo- Università di Pisa gici e lasciare ai paesi meno sviluppati, nonché principali produttori di r.vivaldi@adm.unipi.it combustibili fossili, lo sfruttamento degli stessi” (!!!!): se è vero, come 1
    • ◆ L’umanista e il bit Nuovi strumenti di analisi linguistico-letteraria ATTUALITÀ di Giuliana Guidotti Gli umanisti oggi si avvalgono del mezzo informatico per effettuare le loro ricerche con maggior comodità e guadagno di tempo. L’informatica ha permesso di accostarsi al testo in modo più consapevole, svolgendo indagini linguistiche e letterarie più accurate. In occasione del convegno “Scienze rigorose e consentendo la padronanza di Il calcolatore consente di effettuare ana- umane, Storia e Informatica: ricerca e una documentazione più estesa. Questo, lisi stilometriche, indagini sinonimiche, didattica, esperienze e prospettive”, che ritiene il professor Tavoni, ha permesso linguistiche e morfologiche: misura la si è tenuto all’Università di Pisa il 28 e 29 di passare dalla produzione di concor- lunghezza di parole e di frasi e la fre- Settembre, abbiamo intervistato il pro- danze a stampa, cioè l’elenco delle paro- quenza d’uso di sinonimi, riconosce la fessore Mirko Tavoni, docente di Lingua le contenute in un testo che lo studioso funzione sintattica di vocaboli, segmen- italiana e presidente del corso di laurea avrebbe utilizzato per le sue analisi lin- ta il testo in unità di costituenti non ri- in Informatica umanistica del nostro guistico-letterarie, alla fase più matura corsive e identifica gruppi di parole se- Ateneo, perché ci illustrasse il rapporto dei risultati digitali dell’elaborazione. Il manticamente coese. Rende inoltre pos- informatica-scienze umane, con par- mezzo informatico svolge una funzione sibili analisi più profonde delle strutture ticolare attenzione all’importanza del importante sia nell’ambito linguistico documentarie, ricavando associazioni calcolatore come strumento di analisi che letterario: è utilizzato per problemi rilevanti basate non solo sulla semplice linguistico-letteraria. di attribuzione testuale e per indagini distribuzione delle occorrenze di parole, Il computer diventa oggi una fonte di linguistiche, cosa, quest’ultima, che ha ma anche su correlazioni semantico- informazione e uno strumento di co- visto applicazioni industriali con impor- concettuali o sull’analisi avanzata della municazione, compiendo analisi molto tanti ricadute economiche. struttura sintattico-testuale. 
    • Si può dunque parlare di una “matema- ticizzazione” dell’ambito umanistico, operazione che consiste nell’approntare e ordinare una grande quantità di dati e nello studiare il testo in modo stati- stico. “Statistica non significa contare i fenomeni, ma saperli elaborare secondo delle griglie concettuali. Statistica non è un rozzo trattamento di dati, ma ap- partiene ad un livello superiore”, afferma Tavoni. Si entra ora nella dimensione della web intelligence, dell’accesso intelligente: si effettuano ricerche di contenuti nel web che non siano meccanicamente espres- si su stringhe di carattere: Google ad esempio ci offre risultati straordinari poiché opera in modo meccanico e ri- corre ad artifici interni di tipo intelligen- te. Si estrae conoscenza da un’enorme quantità di dati, mediante operazioni di data mining, web mining, text mining che estrapolano informazioni dal testo in modo intelligente. Il computer diventa uno strumento fi- lologico, permette di osservare gli “strati compositivi” di un’opera e di comparare testi e relative stesure, come “I Ricordi” di Guicciardini, la “Vita Nova” di Dante o “Il Cortigiano” di Castiglione: il testo informatico è un ipertesto, ovvero un documento di partenza a cui sono col- legati altri documenti mediante legami (links) definiti in vario modo dall’au- tore. “L’ipertesto non ucciderà il libro tradizionale”, spiega Tavoni, poiché esso gamma di analisi con maggior comodità unicum che rappresenta un progresso non corre il rischio di essere soppiantato e guadagno di tempo, e per tale motivo intellettuale. dalla comunicazione digitale; esempio deve aprirsi tecnicamente e culturalmen- In conclusione, l’umanista possiede oggi banale è l’esplosione delle e-mail che ha te al trattamento dell’informazione e al- un sapere tecnologico, padroneggiando determinato un aumento delle comuni- le tecnologie della comunicazione, allo una progettazione di tipo informati- cazioni postali e non una diminuzione stesso tempo l’informatico, disponibile co, “non uno strumento - secondo il delle stesse. ad un confronto intellettuale, compie professor Tavoni - ma una cultura che Se da un lato l’autenticità del testo in un parallelo gesto di apertura nei con- tradizionalmente non gli appartiene”, e rete è problematica, non essendo ga- fronti dell’umanista. mediante tale mezzo è in grado di acco- rantita come nelle edizioni a stampa Mirko Tavoni ribadisce che l’umanista starsi al testo in modo più consapevole, dal testo stesso, dall’altro si garantisce necessita del computer, in quanto po- effettuando accurate analisi sinonimi- un approccio linguistico-letterario più tente mezzo di ricerca e di verifica, e che, morfologiche, stilometriche e lin- oggettivo, offrendo una molteplicità di l’informatico desidera confrontarsi con guistiche. punti di vista. i problemi degli umanisti; da questa I campi di applicazione del calcolatore Pertanto, nelle edizioni cartacee il filolo- sinergia nasce una nuova figura, l’in- sono dunque il settore tecnico-informa- go aveva la responsabilità intellettuale di formatico umanista e la relativa scien- tico, elemento necessario per effettuare selezionare un testo, “un vincolo, ma an- za, l’informatica umanistica, che nutre analisi linguistico-letterarie, e gli ambi- che un vantaggio”, secondo il professor l’ambizione di portare gli studiosi di ti umanistico e linguistico, che infine Tavoni, poiché doveva rispettare i limiti entrambe le parti a dialogare. hanno permesso di affrontare i problemi di spazio della pagina stampa e garantiva Gli umanisti e gli informatici mirano, relativi alla traduzione automatica, ov- con la sua scelta un “valore aggiunto”, infatti, a rappresentare il campo del vero la capacità di produrre, mediante il mentre nel web lo spazio è illimitato e sapere, problema ontologico in cui la computer, un testo in un dato linguag- si possono analizzare simultaneamente conoscenza dei contenuti, la capaci- gio naturale a partire da un testo in lin- più edizioni critiche. tà di formalizzare questa conoscenza e guaggio differente. L’umanista può effettuare una vasta l’uso della tecnologia informatica è un Giuliana Guidotti 
    • ◆ STmoderna.it Il portale della storia moderna nasce a Pisa INTERVISTA Intervista a Elena Guarini Fasano Nel corso del convegno tenutosi nel settembre scorso nel nostro Ateneo dal titolo “Scienze umane, Storia e Informatica: ricerca e di- dattica, esperienze e prospettive” è stato presentato anche il sito www.stmoderna.it, un portale dedicato alla Storia moderna nato da un gruppo di studiosi pisani ma a cui collaborano anche docenti di altre università. Il sito ha visto negli ultimi mesi un gran- diffusione dell’informazione sulle inizia- terno del sito troviamo quindi l’anagra- de incremento di accessi e nel maggio tive scientifiche intraprese in quest’am- fe degli studiosi del settore disciplinare scorso è stato selezionato come uno bito. L’impulso è partito da studiosi ap- della Storia moderna, l’elenco di tutti i dei migliori siti di Storia in Italia dal partenenti a diverse realtà universitarie dottorati di ricerca, il calendario di tut- Comitato Internazionale del progetto (Arezzo, Firenze, Milano, Napoli, Pisa, te le manifestazioni che in Italia e fuori “Best of Italian History Index”. Teramo, Trieste, Venezia e altre) che si dal nostro Paese hanno a che fare con la Per Athenet ci parla di quest’iniziativa sono incontrati a Pisa il 25 ottobre 2002. Storia moderna, la banca dati delle tesi di la professoressa Elena Guarini Fasano, Una delle spinte più importanti che ha dottorato. E poi c’è una sezione sulla di- presidente dell’Associazione che ha dato dato vita al portale è stata infatti l’im- dattica, cioè sui problemi che sono posti vita al portale. pressione che la Storia moderna avesse alla Storia moderna dalla didattica nelle bisogno di essere valorizzata e aiutata scuole secondarie e anche nelle universi- Cosa ci si propone di fare con questo a recuperare e sviluppare il senso della tà. Una sezione che sta avendo un buon sito? propria identità rispetto agli altri domi- successo di utenza si chiama “Memoria” Il proposito iniziale è stato quello di ni storici della Storia contemporanea e e in un primo momento risultava essere creare uno strumento di comunicazione della Storia medievale. una sezione di soli “links”, adesso inve- telematica in relazione al dominio disci- Pertanto il nostro scopo è stato quello ce cominciamo a trovarci saggi da noi plinare della Storia moderna mirando di creare un portale che desse conto di prodotti e ancora di più ce ne saranno a diventare uno dei canali principali di una serie di aspetti organizzativi: all’in- in futuro: riguarda gli studiosi di Storia 
    • con le case editrici per segnalare l’anti- cipo delle novità editoriali che hanno a che fare con la Storia moderna. Insomma, quello che vogliamo creare non è un luogo dove si fa direttamente ricerca, ma un luogo di coordinamento delle ricerche che ci sono sul territorio nazionale che riguardano l’età moderna per una comunità di studiosi che troppo spesso è abituata ad operare in maniera individualista e scollegata. In quale rapporto stanno secondo lei ricerca umanistica e nuove tecnologie? Per quello che ci riguarda non possiamo dire che facciamo ricerca con l’informa- tica, ma si può dire che riteniamo essen- ziale usare la telematica per la comuni- cazione. Noi continuiamo a fare ricerca negli archivi, nei luoghi deputati alla ricerca storica, ma riteniamo che l’in- formatica possa essere uno strumento a nostro servizio. L’informatica tra l’altro è molto usata per gli studi sul linguaggio e anche nell’ambito storico sono gli storici del linguaggio che si servono dell’infor- matica. Qual è l’organizzazione che vi siete da- ti? Abbiamo creato un’associazione cultura- le no-profit, con una direzione scientifi- Maurice Quentin de La Tour: M.lle Ferrand medita su Newton (1753). ca e una redazione il cui centro è a Pisa, ma che accoglie una rete di contributi da moderna - che appartenessero o meno questo senso è veramente importante e tutta Italia. Molti dipartimenti ci dan- alla Società di Storia moderna - recen- interessante. no dei supporti ma non siamo in alcun temente scomparsi. Inoltre una sezione modo un’associazione di dipartimenti. “Saggi” aperta alla pubblicazione di ma- Quali sono i vostri prossimi traguardi? Fino a poco tempo fa abbiamo avuto la teriali storici, storie cittadine, fonti di Abbiamo l’ambizione di diventare anche collaborazione di una cooperativa infor- varia natura, oltre che saggi. editori, di pubblicare cose che sono edi- matica che ha curato il progetto grafico Ci sono infine indicazioni sui concor- te ma che non sono sul mercato perché e informatico del sito e che ci dava ospi- si, borse di studio, dottorati di ricerca. sono vecchie, ottocentesche o degli inizi talità su web; poi per motivi di costo e Molte delle informazioni che si trovano del novecento e che, inserite su web, di- di accessibilità ci siamo spostati sul sito all’interno del portale sono informazio- venterebbero opportunamente interro- della facoltà di Lettere e filosofia. ni recuperate su internet, ma che sono gabili per voce: qualcosa di più dell’indi- Teniamo a sottolineare che l’associazio- sparse. Per questo gran parte del lavoro ce perché darebbero voce ai loro contesti ne è uno strumento autonomo distinto consiste nel ricercare queste informazio- come avviene oggi nelle biblioteche digi- dalla Sisem, la Società di Storia moderna ni, raggrupparle e farne un repertorio. tali che vanno moltiplicandosi. e non coincidiamo con essa contraria- In ultimo da segnalare la sezione dedica- Inoltre si pensa di fare una mappatura mente a quanto avviene per la Storia ta alla rassegna stampa relativa alla Storia della presenza dei corsi triennali e bien- contemporanea che gestisce direttamen- moderna realizzata a partire dagli articoli nali della Storia moderna nelle univer- te il sito web. Nel nostro caso preferiamo che sono disponibili sul web. Questa se- sità: anche questo è un lavoro molto avere una nostra individualità e identità zione ha avuto molto successo non solo complesso perché dobbiamo ottenere continuando comunque a collaborare perché è l’unica del suo genere, ma anche delle risposte, interpretarle, organizzare con la Società di Storia moderna in mo- perché riguarda una cosa che raramente i dati, eccetera. Questo tema tra l’altro do molto costruttivo. Tra l’altro essa ci si tocca e cioè la Storia al di fuori dal- potrebbe diventare argomento di uno dà un piccolo finanziamento e noi ab- l’accademia: essa tenta infatti di rendere degli incontri nazionali degli storici mo- biamo messo a disposizione della Società conto del dibattito sulla Storia moderna derni, così come è avvenuto per il tema una piccola sezione all’interno del sito. (facendo i conti anche con la difficoltà dei dottorati di ricerca. che i siti internet dei quotidiani vanno E poi vogliamo ancora occuparci delle Barbara Grossi sempre più restringendo l’accesso) ed in riviste: vogliamo stabilire dei rapporti b.grossi@adm.unipi.it 
    • La corporate governance te separate, si tratta di cariche rivestite da APPROFONDiMENTi persone appartenenti alla stessa famiglia, nelle società quotate nonché al gruppo di comando. Anche in questo caso, dall’esame dei dati rac- Il caso italiano a confronto con Regno Unito e Stati Uniti colti emergono rilevanti differenze tra le aziende italiane: ben l’86% delle società appartenenti al MIB 30, infatti, ha un Presidente distinto dall’Amministratore Delegato, mentre nell’ambito del seg- mento Ordinario ciò si verifica solo nel di Marco Allegrini 52% dei casi. Riguardo a questo aspetto, si rilevano Il dipartimento di Economia aziendale “Giannessi” dell’Università di Pisa ha realizzato notevoli differenze rispetto alle altre uno studio sui meccanismi di governance delle aziende italiane, prendendo in esame realtà esaminate: in Gran Bretagna, tutte le società quotate nel nostro paese, e li ha confrontati con quanto avviene in cento infatti, la quasi totalità delle aziende società straniere, cinquanta inglesi e cinquanta statunitensi. Gli obiettivi erano quelli di appartenenti al campione applica rigo- mettere a confronto sistemi di governo sottoposti a norme e pressioni informative diverse rosamente la divisione tra il Presidente e di individuare le variabili che influenzano le scelte in tema di governance. La ricerca, e l’Amministratore Delegato, così co- di cui Athenet presenta un estratto sintetico, è stata svolta dai professori Marco Allegrini me, del resto, è richiesto dal Combined e Silvio Bianchi Martini e dai dottori Elena Bandettini e Giuseppe D’Onza. Code; nel contesto statunitense, invece, è raro trovare queste due cariche separa- L te: nella stragrande maggioranza dei casi, ’indagine sulla corporate gover- gli più ampi sono quelli delle aziende risultano essere, invece, ricoperte dalla nance si è concentrata, in primo appartenenti al Mib30 e al Midex (nel stessa persona. luogo, sul consiglio di ammini- grafico indicate come “IT TOP 55”) e, Per quanto riguarda l’indipendenza del strazione, del quale sono state esami- fra queste, risulta evidente una netta di- Presidente, dai dati è emerso che nel- nate la composizione, la strutturazione sparità tra le realtà operanti nei settori la maggioranza delle aziende inglesi il interna e l’attività espletata. Oltre a bancario ed assicurativo, da un lato, e Presidente è indipendente, mentre sia considerare le caratteristiche dei membri quelle facenti parte di altri comparti in Italia sia negli Stati Uniti, ciò si veri- che ne fanno parte (suddividendoli tra dall’altro: le prime, infatti, presentano, fica solo raramente: in particolare, del- consiglieri esecutivi, non esecutivi e ), in media, un numero di amministratori le società americane esaminate, solo 3 sono stati analizzati i comitati istituiti al- molto più elevato rispetto alle seconde hanno dichiarato di avere un Presidente l’interno del consiglio e le attività svolte. (17 contro 12); quest’ultima differenza, indipendente. Un altro aspetto su cui è stata incentrata peraltro, risulta essere presente anche In merito alla composizione dell’organo l’attenzione è rappresentato dal sistema nell’ambito degli altri segmenti. amministrativo, dal confronto tra i tre di controllo interno, del quale sono stati presi in considerazione i diversi attori e l’attività da questi svolta: un particolare approfondimento è stato dedicato sia al comitato di controllo interno sia al colle- gio sindacale. Le fonti esaminate hanno compreso la documentazione prodotta sul tema da parte delle aziende e pub- blicata sui relativi siti internet (relazioni annuali di corporate governance, statuti societari, bilanci, report periodici e così via) e le schede riepilogative dell’attività di controllo, che le aziende sono chiama- te a produrre e a mettere a disposizione annualmente alla CONSOB. Per quanto concerne il contesto italiano, dall’indagine è emerso che, in base alle previsioni statutarie, i consigli di ammi- nistratori delle aziende qui considerate Per quanto concerne la figura del Paesi è risultato che i consigli di ammi- dovrebbero essere composti, in media, Presidente, in Italia nella maggioranza nistrazione statunitensi presentano ge- da un numero di membri oscillante tra dei casi è risultata essere separata rispetto neralmente una più alta percentuale di 6 e 14; in effetti, gli organi ammini- a quella dell’Amministratore Delegato, amministratori non esecutivi rispetto a strativi esaminati risultano essere for- sebbene il Codice Preda non lo richieda. quelli italiani e a quelli inglesi. Per quan- mati, in media, da 10 amministratori. In alcune delle realtà esaminate, peraltro, to concerne, poi, la presenza di consi- Scendendo, poi, nell’analisi dei singoli è evidente come anche se le due figure glieri indipendenti, questa è più bassa segmenti di Borsa, si nota che i consi- sopra menzionate risultano formalmen- nel contesto italiano rispetto a quanto 
    • avviene negli altri due Paesi. Tuttavia si interno costituisce quello avente una appartenenza, a rappresentare due degli rileva come, in Italia, la nomina di questa maggior diffusione nelle società quotate, elementi che maggiormente influenza- tipologia di amministratori costituisca in quanto il 76% delle società analizzate no le scelte di governance delle società una “novità”, visto che in passato di so- ha provveduto alla costituzione di tale italiane. lito i membri del consiglio erano sempre comitato, anche se in taluni casi (5%) In estrema sintesi dalle indagini è emerso che: -le società inglesi presentano, in genere, dei consigli di amministrazione formati, in maggioranza, da membri indipendenti e da un amministratore delegato distinto dal presidente; quest’ultimo, inoltre, il più delle volte risulta essere indipenden- te; in generale, è risultata molto elevata la presenza di tutti i comitati considerati (il comitato per le nomine, il comitato per le remunerazioni ed il comitato per il controllo interno); -le società americane generalmente com- binano le due figure di amministratore delegato e di presidente in un’unica per- sona, ma si caratterizzano per una pre- senza di amministratori non esecutivi soggetti legati al gruppo di comando o alcuni dei suoi membri sono ammini- ed indipendenti particolarmente ampia; al management. stratori esecutivi. Dalla ricerca emerge anche in questo caso, in generale, i comi- In merito ai comitati interni al consi- che l’audit committee è più frequente tati considerati sono stati istituiti; glio, nel contesto italiano, a differenza nelle società italiane a maggior capita- -le società italiane hanno spesso l’am- di quanto avviene nelle aziende anglosas- lizzazione e nelle società quotate presso ministratore delegato distinto dal presi- soni, si è rilevata una presenza di quello il segmento star e del nuovo mercato, in dente, ma sovente quest’ultima carica è per le proposte di nomina estremamente quanto in quest’ultimo caso la presenza rivestita, specialmente nelle società non limitata (solo il 13% delle aziende appar- di tale comitato costituisce un requisi- finanziarie, dal principale azionista o da tenenti al campione, infatti, ha dichiara- to necessario per mantenere la qualifica un manager dell’azienda; per quanto to di averlo costituito). Quelle che, inve- di star e di società del nuovo mercato. concerne i comitati, raramente è pos- ce, non lo hanno costituito hanno giusti- La maggior parte dei collegi sindacali è sibile riscontrare la presenza del comi- ficato il loro comportamento asserendo composto da 3 sindaci (90,5%) mentre tato per le nomine (anche a causa della che la struttura della compagine sociale i restanti sono composti da 5 membri. struttura della proprietà), mentre sono o la limitata ampiezza del consiglio non Dall’analisi si rileva che soltanto il 26% abbastanza diffusi quello per le remune- lo rendevano necessario. Del resto, è delle società ha almeno un membro del razione e quello per il controllo inter- doveroso precisare che la costituzione collegio eletto dagli azionisti di mino- no, nonostante il Codice Preda (che ne di questo comitato non è espressamente ranza nel caso in cui l’organo sia compo- raccomanda l’istituzione) sia di recente richiesta dal Codice Preda. sto da 3 membri o almeno due sindaci emanazione. Dai risultati emerge inoltre In merito alla remunerazione degli am- qualora il collegio sia costituito da 5 come le maggiori società italiane (in par- ministratori i dati raccolti mostrano che componenti. ticolare quelle appartenenti al MIB30 in Italia il relativo comitato è stato co- Oltre a ciò, i collegi sindacali presentano ed al MIDEX) e quelle appartenenti ai stituito dal 68% delle unità considerate, a volte, come detto, componenti molto settori bancario ed assicurativo si stia- una percentuale, quindi, nettamente su- “impegnati”: basti pensare che 40 sin- no avvicinando sempre più al modello periore rispetto a quella del comitato per daci risultano avere più di 50 incarichi anglosassone (si pensi, ad esempio, ala le proposte di nomina. Alcune differenze in società quotate e non. Tra le variabi- separazione tra presidente e amministra- emergono dal confronto tra le aziende in li che possono esercitare una certa in- tore delegato, alla presenza di ammini- base al settore di appartenenza: il comi- fluenza nelle scelte operate in tema di stratori non esecutivi ed indipendenti, tato è stato infatti costituito dal 74% del corporate governance, in seguito ad un alla costituzione del comitato per le comparto bancario o assicurativo, men- esame critico della letteratura esistente remunerazioni); al contrario, quelle di tre nelle altre realtà la percentuale scende sull’argomento, sono state individuate più modeste dimensioni continuano a al 66%. Anche in questo caso, peraltro, le possibili “determinanti”: il settore e mantenersi ancorate alle caratteristiche sono evidenti le differenze tra i tre Paesi il Paese di appartenenza, la dimensione, proprie del modello “made in Italy”. considerati: quasi tutte le aziende ameri- la struttura finanziaria, la redditività, la cane e la totalità di quelle inglesi, infatti, composizione della proprietà e l’ampiez- Marco Allegrini hanno costituito tale comitato. za del consiglio di amministrazione; con docente di Economia aziendale Per quanto concerne, in particolare, il riferimento al contesto italiano, inoltre, allegrin@ec.unipi.it sistema di controllo interno, fra i vari è stato anche considerato il segmento sub-comitati del consiglio di ammini- di quotazione. Come si è visto, è pro- strazione, il comitato per il controllo prio quest’ultimo, insieme al settore di 
    • Notizie Inaugurato l’anno accademico 2005-2006 sca ma di formazione britannica, ha poi parlato dell’importanza delle sue passio- ni giovanili per i giochi meccanici, per ◆ Venerdì 16 dicembre 2005, dal maestro Stefano Barandoni, che ha la grafica e per il calcio: “Il mio modo nell’Aula Magna Nuova della eseguito lo “Zigeunerleben” di Robert Sapienza si è svolta la cerimonia di Shumann e il “Finale dalla Fantasia di osservare il mondo - ha dichiarato - è Inaugurazione dell’Anno Accademico op.80” di Ludwig van Beethoven. La stato fortemente influenzato dalle espe- 2005-2006 dell’Università di Pisa, cerimonia si è conclusa con il conferi- rienze adolescenziali e forse non a caso 662° dalla fondazione. La cerimonia mento dell’Ordine del Cherubino al esiste un’analogia tra la struttura della si è aperta con la relazione inaugurale Professor Sir Harold Kroto, Premio molecola del Carbonio 60, la cui scoper- del rettore Marco Pasquali, alla quale Nobel per la Chimica nel 1996, che ta mi è valsa il premio Nobel, e quella di è seguito un intermezzo musicale del ha tenuto una relazione dal titolo un pallone da calcio”. Ha poi sottolineato Coro dell’Università di Pisa, diretto “Architecture in nano space”. che la tecnologia attuale, troppo sofistica- ta, non sollecita la curiosità dei bambini: “io mi divertivo a scoprire il meccanismo Harold Kroto premiato con l’Ordine del Cherubino nascosto dentro ai diversi congegni, ma NOTiZiE oggi questo non è più possibile e tutti noi ci concentriamo sull’utilizzo di un deter- minato apparecchio senza poterne capire il funzionamento. Forse, anche per que- sta ragione c’è una crisi delle discipline scientifiche”. Un’altra parte del discorso di Harold Kroto ha riguardato il ruolo della scienza in rapporto all’evoluzione della società. Il chimico, che è un sostenitore convinto della pace e della difesa dell’ambiente, ha ricordato che molti scienziati lavorano a favore delle cause umanitarie. “I giovani - ha affermato - devono prendere atto che la scienza è la migliore carriera che si possa fare per rispondere a questa esigenza mora- le ed etica”. Ha quindi citato la questione, sempre più urgente, legata alla sostenibi- lità ambientale dello sviluppo tecnologi- ◆ “Tutti noi dobbiamo esercitare do dalla chimica al ruolo della scienza co della nostra società e ha ribadito che la il nostro senso critico e non ac- nella società odierna, al tema della scienza deve poter dispiegare liberamente cettare le verità imposte dall’alto come sostenibilità ambientale. Al centro del le sue potenzialità, senza vincoli o palet- dogmi”. Con questo messaggio Harold suo discorso, Kroto ha citato Abelardo ti stretti, anche se si deve guardare con Kroto, premio Nobel per la Chimica (“dubitando arriviamo alla ricerca e cer- preoccupazione a un suo possibile uso nel 1996, ha salutato i tanti studenti, cando percepiamo la verità”) e ha stimo- cattivo. “Anche la chimica - ha osservato i docenti e i rappresentanti delle isti- lato gli studenti a non accettare mai per Kroto - ai suoi albori poneva degli inter- tuzioni locali arrivati alla Sapienza per vera ogni cosa che viene loro detta anche rogativi di questo tipo e suscitava paure, l’inaugurazione dell’anno accademico. dalle autorità accademiche, politiche e ma poi ha portato a scoperte decisive per Lo scienziato, che nell’autobiografia religiose - e qui è stato esplicito il rife- il progresso della nostra società. Allora, scritta per la Fondazione svedese del rimento al dogmatismo di certe recenti dobbiamo essere coscenti dei rischi che Nobel si è definito “un sostenitore di posizioni della Chiesa cattolica e del corriamo, ma anche che abbiamo il do- Amnesty international, un umanista e presidente degli Stati Uniti - ma anzi a vere di rischiare e che solo la conoscenza un ateo”, ha tenuto una lezione dal tito- coltivare il metodo del dubbio. può aiutarci a orientare le ricerche future lo “Architecture in nanospace”, spazian- Il premio Nobel, che è di origine tede- verso un uso positivo”. (dag.) 
    • Nuovo Centro di ricerche sulla comunicazione Tre mostre italiane con la Nel mese di marzo del 2005 è realizzazione di Piani di comunicazione Fondazione Galileo Galilei ◆ stato istituito presso la facoltà di (ai sensi della Legge n. 150/2000), Lettere e filosofia dell’Università di Pisa Piani di comunicazione integrati e ◆ Nel secondo semestre del 2005, la il Centro interdisciplinare di ricerche Piani di comunicazione per servizi o Fondazione Galileo Galilei ha partecipa- e di servizi sulla COmunicazione, settori specifici; offre poi collaborazione to a tre iniziative espositive a Roma, Genova e denominato CICO. Il Centro è nato relativamente alla gestione della Pavia. A Roma, la Fondazione ha collaborato alla per promuovere e favorire lo sviluppo comunicazione interna ed esterna agli realizzazione della mostra organizzata e promos- di ricerche inerenti l’ambito della enti, alla realizzazione di campagne sa dalla Sogei (Società Generale d’Informatica comunicazione, organizzare momenti di comunicazione e di promozione, del Ministero dell’economia e delle finanze) in- d’incontro e di scambio (per esempio all’istituzione di Uffici Relazioni con nelle forme di convegni, workshop, il Pubblico e Uffici Comunicazione; è titolata “bit@byte - dalla storia dell’informatica seminari) fra quanti nella facoltà di in grado di organizzare infine corsi di in Italia alla storia di Sogei”. La mostra ha riper- Lettere e filosofia e nell’Università di formazione per i dipendenti degli enti corso la storia del calcolo automatico in Italia Pisa si occupano delle tematiche della sui temi della comunicazione pubblica esponendo materiale proprio o appartenente ad comunicazione, collaborare con centri e istituzionale. enti pubblici e a privati; la Fondazione Galileo italiani e internazionali che perseguono Nei suoi primi mesi di attività il CICO Galilei ha collaborato alla realizzazione di que- finalità analoghe ed offrire consulenze ha già stipulato importanti accordi sta mostra mettendo a disposizione materiale e servizi in ambito comunicativo con numerosi enti pubblici, quali la informativo e una trentina di esemplari della sia all’interno che all’esterno Regione Toscana, la Provincia di Pisa, il sua collezione. Nell’ambito del Festival della dell’Università. Comune di Porto Venere e il Comune di scienza di Genova, la Fondazione Galileo Galilei I docenti che hanno promosso questa Rosignano Marittimo. ha partecipato alla mostra Acqua, Aria, Terra, iniziativa sono stati Alessandra Avanzini, La Regione Toscana ha commissionato al Lorenzo Calabi, Lorenzo Cuccu, Carlo CICO il monitoraggio sull’applicazione Fuoco: l’energia della natura tra arte e scienza Da Pozzo, Adriano Fabris, Piero Floriani, della legge regionale 1/2004, ai fini con la Macchina di Galileo, ultimo strumento Fabrizio Franceschini, Maurizio Iacono, della costituzione di un Osservatorio realizzato nel Laboratorio di Galileo Galilei e Sandra Lischi, Carlo Marletti, Paolo regionale sull’innovazione nella pubblica mostrato al pubblico per la prima volta. Questo Pezzino, Elena Salibra, Marco Santagata, amministrazione. grande strumento, molto simile alla Macchina Lucia Tongiorgi. Ad essi si sono subito Nel caso della Provincia di Pisa, invece, di Atwood, dal nome dello scienziato che lo NOTiZiE aggiunti Leonardo Amoroso, Anna l’11 luglio 2005 è stata firmata, alla reinventò intorno al 1784, permise a Galileo di Barsotti, Concetta D’Angeli e Mirko presenza dell’assessore Anna Romei, discutere una serie di esperimenti e di porre le Tavosanis. Il Consiglio del centro è una convenzione che affida al CICO la basi della dinamica. La Fondazione ha partecipa- formato, oltre che dai docenti promotori stesura di un piano di comunicazione to, infine, alla mostra “Albert Einstein ingegnere e dai docenti che, successivamente integrato e unitario per i diversi dell’universo”, allestita al Museo della Tecnica alla costituzione del Centro, vi hanno settori delle politiche del lavoro e della afferito (e che, per Statuto, non formazione professionale e permanente. Elettrica di Pavia fino al 31 gennaio 2006, debbono necessariamente far parte Per quanto riguarda la collaborazione tra ancora con “Il Laboratorio di Galileo Galilei”, della facoltà di Lettere e filosofia), il CICO e il Comune di Porto Venere, esponendo il grande piano inclinato, l’orologio anche dal segretario amministrativo poi, l’accordo prevede la realizzazione di ad acqua, il pulsilogium, la lampada di Galileo, della facoltà stessa, dottor Massimo un Piano integrato della comunicazione la grande bilancia per lo studio della forza della Testardi. Organi del CICO sono, oltre interna ed esterna dell’ente, nonché percossa, le apparecchiature per la dimostrazio- al Consiglio, la Giunta, il Presidente e alcune attività di formazione per ne del teorema delle corde e per la legge del piano il Vicepresidente. Nell’ultimo consiglio dirigenti e funzionari del Comune. inclinato e le due installazioni con i sei pendoli del CICO è stato eletto all’unanimità, Nel caso del Comune di Rosignano per lo studio del moto e degli urti. quale Presidente del Centro, il professor Marittimo, infine, il CICO ha offerto Tiziana Paladini Adriano Fabris e, sempre all’unanimità, supporti in ambito comunicativo e di Fondazione Galileo Galilei sono stati individuati come componenti promozione culturale per quanto riguarda della Giunta i professori Carlo Marletti, la realizzazione di un laboratorio sulla tiziana.paladini@df.unipi.it Alessandra Lischi e Piero Floriani, complessità. Al CICO possono aderire che svolge anche la funzione di Vicepresidente. tutti i docenti dell’Università di Pisa interessati a condurre ricerche in ambito Centro “Il Solletico” Per quanto concerne la promozione comunicativo nonché disposti a fornire Il Comitato Pari Opportunità ricorda che al di ricerche specifiche in ambito contatti e possibilità di collaborazione “Solletico” i bambini da 4 a 11 anni troveranno comunicativo il CICO sta favorendo con le istituzioni del territorio. Il CiCO uno spazio di gioco e l’opportunità di sperimen- soprattutto, in questo momento, ha sede presso la Segreteria del Master tare attività stimolanti. Sta per iniziare il labora- alcune indagini sull’etica della in Comunicazione Pubblica e Politica torio di narrazione e quello di biomotricità che comunicazione: relative sia all’ambito della Facoltà di Lettere e Filosofia. I suoi si aggiungono alle altre attività. È possibile anche della comunicazione pubblica, sia alle recapiti sono: tel.050-22.15.006, sito: una frequenza non continuativa. Le tariffe sono questioni inerenti all’utilizzo delle nuove www.mastercp.unipi.it, mail: mastercp@ molto vantaggiose, considerando l’alta qualità tecnologie. humnet.unipi.it dei percorsi educativi. C’è la possibilità di orga- Per quanto riguarda invece la fornitura Adriano Fabris nizzare, sabato o domenica, feste di compleanno. di servizi, l’attività del CICO si è in docente di Filosofia morale Per informazioni telefonare al 348/6601613 o particolare rivolta agli Enti pubblici. Ad fabris@fls.unipi.it consultare il sito http://www.unipi.it/ateneo/ essi il Centro offre consulenze circa la personale-/cpo/index.htm. (CPO) 
    • Athenet on-line: www.unipi.it/athenet Chiuso in redazione nel dicembre 2005 Stampato al Centro tipografico dell’Università di Pisa 0