Comunicare senza la parola ? Guida pratica delle tecniche e degli strumenti disponibili
Ringraziamenti a : Sabadel per le illustrazioni Elisabeth Cataix-Negre de l’APF Dr Frédéric Pellas d’ALIS Marie-Annick Pav...
PREAMBOLO C omunicare costituisce la sfida quotidiana di un gran numero di persone che non hanno più l'uso della parola e ...
Introduzione La stampa riporta spesso l'eco di novità entusiasmanti in fatto di nuove tecnologie. Le telecamere ingrandisc...
I. Sviluppare i primi strumenti di comunicazione E' fuori dubbio che i primi strumenti per aiutare la comunicazione sono e...
Elaborare una tavola di comunicazione. Idealmente bisognerebbe creare su una tabella queste diverse zone:  Una zona  “argo...
3. Se la persona non può indicare ma può' esprimere un SI o un NO...  Si sceglie allora un alfabeto funzionale  colui che ...
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<ul><li>I codici lineari </li></ul><ul><li>L'alfabeto ESARIN: </li></ul><ul><li>E S A R I N T U L O M D P C F B V H G J Q ...
2-Tabella recitata La seconda possibilità è di lasciare che la persona parlante indichi successivamente ogni riga (“riga 1...
<ul><li>Qualche scorciatoia e precauzione utili </li></ul><ul><li>La predizione delle parole </li></ul><ul><li>Quale che s...
Usare dei pittogrammi e delle foto I pittogrammi sono delle rappresentazioni scritte attraverso un disegno. Fanno assoluta...
Dei diari per creare un contatto Sono dei diari “album”, sui quali i fatti importanti (qualche foto, commenti, cartoline p...
Esempio di tavola di comunicazione che riunisce lettere, cifre e pittogrammi In basso In alto A destra A sinistra SI NO Ho...
Disteso Seduto La luce La radio La televisione Meno Più Spegnere Accendere Che ora è? Il mio libro,  per piacere! Una penn...
II. Sfruttare le nuove tecnologie Quando e perché ricorrere a queste tecnologie? Una volta messi a punto i primi strumenti...
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Comunicare senza la parola?

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Comunicare senza la parola?

  1. 1. Comunicare senza la parola ? Guida pratica delle tecniche e degli strumenti disponibili
  2. 2. Ringraziamenti a : Sabadel per le illustrazioni Elisabeth Cataix-Negre de l’APF Dr Frédéric Pellas d’ALIS Marie-Annick Pavajeau, d’ALIS Dominique Toussaint Alain Thuillot, d’ALIS Véronique Blandin, d’ALIS Pierre Brunelles Delphine Miot per la talentuosa impaginazione Nicolas Biard - PFNT - CHU Garches Gli stagisti presso ALIS, allievi del primo anno della « Ecole Polytechnique »: Olivier Le Floch, Fabien Laborde (2004) Sophie Bussières, Laurent Daniel Haret (2005) Alex Kantchelian, Yann Flauw (2006) Stéphane Bijakowski, Alexandre Jacquillat (2007) Traduzione dal francese Emiliano Fonda
  3. 3. PREAMBOLO C omunicare costituisce la sfida quotidiana di un gran numero di persone che non hanno più l'uso della parola e la cui gestualità è molto limitata: persone cerebrolese o sofferenti di una infermità motoria cerebrale, di una sclerosi a placche, d'una sclerosi laterale amiotrofica, vittime di una sindrome Locked-In o ancora pazienti tracheotomizzati, intubati, etc. Gli occhi possono certo sforzarsi d'esprimere la volontà di comunicare, ma non bisogna accontentarsi di situazioni in cui la libera interpretazione dei parenti e amici è sovrana. Ma come far passare un messaggio quando ci si trova in una tale situazione? E come decifrare un messaggio emesso senza parole? Se le due persone che provano a comunicare non sono entrambe affette dalla stessa deficienza, sono entrambe in situazione di handicap quando vogliono comunicare! L'una provando ad esprimersi e l'altra cercando di comprendere... ecco il problema. La parola è uno dei principali canali di scambio di informazioni. La comunicazione è ben più che un semplice scambio di informazioni: è una relazione, è un'informazione connotata soggettivata dalla mimica, l'allure , i gesti, il tono della voce... tutti elementi che contribuiscono a completare, confermare o inficiare, correggere o precisare, valorizzare le parole. Ora, la maggior parte delle persone non parlanti sono non solamente privati della parola, ma anche della gestualità! Questo libretto tenta dunque di presentare qualche tecnica e alcuni strumenti che sono oggi a punto e a nostra disposizione per palliare, almeno in parte, a questo handicap di comunicazione. E' destinato alle persone « non-parlanti » e a coloro i quali vivono o lavorano al loro fianco (congiunti, parenti, amici, medici, paramedici, etc.) e che desiderano realizzare dei sistemi di comunicazione soddisfacenti!
  4. 4. Introduzione La stampa riporta spesso l'eco di novità entusiasmanti in fatto di nuove tecnologie. Le telecamere ingrandiscono, i giornalisti ricamano, le promesse fioccano, le speranze di certe famiglie si eccitano... ma ricadono dolorosamente quando queste s'informano sui prezzi o sulla disponibilità di un prodotto. Si tratta spesso d'un prototipo non ancora commercializzato... e anche quando la persona non parlante riesce a provare uno di questi strumenti rivoluzionari, si accorge tosto dal fondo della proprio poltrona la quantità dei problemi tecnici da risolvere prima di poter esprimere la prima parola. Le nuove tecnologie sono molto utili, certamente promettenti e sempre più affidabili. Nonostante, non devono accecarci e spingerci a trascurare l'utilizzo di modi di comunicazione a bassa tecnologia, pragmatici, semplici, efficaci e adatti alla vita di tutti i giorni. Dobbiamo ammettere, ancor oggi, che le competenze dell'interlocutore umano sono ben lungi dall'essere eguagliate dalle nuove tecnologie! In effetti, l'uomo è capace di giocare il ruolo di interlocutore e di correttore grammaticale, può anticipare la fine di parole e intere frasi. La controparte umana può rispondere, ridere, raccontare... E' la complementarità delle diverse tecniche e strumenti, la loro versatilità e adattabilità che rendono possibile una reale comunicazione alternativa.
  5. 5. I. Sviluppare i primi strumenti di comunicazione E' fuori dubbio che i primi strumenti per aiutare la comunicazione sono e rimangono la carta, la penna e soprattutto l'aiuto umano. Malgrado tutte le sue imperfezioni e i suoi vizi di forma (disponibilità variabile, limitata comprensione, soggettività...) è l'umano che oggi ancora apporta i principali strumenti di comunicazione alternativa. 1. Se la persona non parlante può scrivere... Quando la motricità della mano è soddisfacente, allora è importante incoraggiare la scrittura su un foglio, su una lavagna bianca o magnetica! Questa scrittura può anche realizzarsi senza penna e riassumersi nel formare le lettere sul proprio lenzuolo o direttamente sulla mano del proprio interlocutore. 2. Se la persona non parlante non puo' scrivere, ma puo' indicare... Si elaborano allora con essa delle tabelle di lettere, delle parole e/o dei pittogrammi disposti su dei supporti adeguati. Questi supporti possono essere un foglio plastificato, del cartone, plexiglass, tessuto o un raccoglitore con delle piccole tasche trasparenti... La persona indicherà con un dito o punterà con un qualsiasi altro mezzo la lettera o la parola di propria scelta. Essa potrà a volte avere bisogno d'aiuto per spostare il proprio braccio o la mano verso le zone di propria scelta. Lo strumento usato per indicare può essere uno stiletto, un licorno (*), un puntatore ottico, una lampada elettrica frontale o qualsiasi strumento di propria scelta. (*) “licorno” è qui usato per indicare un bastoncino fissato alla fronte con una fascetta e che permette di indicare o controllare degli apparecchi muovendo il capo.
  6. 6. Elaborare una tavola di comunicazione. Idealmente bisognerebbe creare su una tabella queste diverse zone: Una zona “argomenti principali” dove i soggetti di conversazione più frequenti tra la persona non parlante e i suoi interlocutori sono designati da delle parole, delle foto o delle immagini: “famiglia”, “infermieri, badanti, medici”, “confort”,... Si useranno per questo degli schemi o delle foto per esempio della persona nel suo letto per il confort e della scuola dei bambini per parlare della scolarità dei figli. Una zona “tastiera” con l'alfabeto, le cifre e delle caselle “funzione”: per esempio, si sceglierà il simbolo “<” per cancellare l'ultima lettera scelta o ancora “<<” per cancellare tutto. “<~<” può' essere usato per cancellare una ed una sola linea. Una zona “ pittogrammi e scorciatoie ” con una foto d'identità del paziente per indicare se stesso o “io/me/nome/cognome”. Lo schema di un piatto pieno per “pasto”, “mangiare” o “fame”. Infine, una zona di parole d'uso comune o “ frasi fatte ” come “non so”, “voglio parlare”, “io non voglio parlare”, “chiama”,”mi fa male...” Si cominciano a trovare in commercio delle tabelle che riportano l'alfabeto e qualche breve frase d'uso comune, delle domande ricorrenti cosi' come uno schema del corpo umano; il paziente indica allora la lettera o la frase scelta. (voir pages 16-17) ??????????? E' bene notare che una tabella di comunicazione è uno strumento che si deve personalizzare con il tempo, deve arricchirsi e evolvere in funzione degli interessi e dei bisogni della persona che non parla.
  7. 7. 3. Se la persona non può indicare ma può' esprimere un SI o un NO... Si sceglie allora un alfabeto funzionale colui che parla scandirà intanto che la persona non-parlante esprimerà dei SI o dei NO a ciascuna lettera proposta. Cosi', lettera dopo lettera, parola dopo parola, affermazione dopo affermazione, lo scambio s'instaura e il senso emerge... Certamente, non ci si può improvvisare locutore alfabetico senza un po' di preparazione. Solo con la pratica è possibile appropriarsi di questa tecnica (scandendo, annotando, correggendo, ricominciando a scandire l'alfabeto). Si finisce per individuare i segni, anche minimi, della persona non-parlante e tutti i trucchi e le astuzie che facilitano la comunicazione. Si tratta di un vero rodaggio, d'una “messa a punto” interpersonale. Questa tecnica richiede al locutore un'attenzione visiva importante e uno sforzo per memorizzare o annotare le lettere validate dalla persona non-parlante. Definire i segni SI e NO Forse i movimenti classici della testa per indicare si e no sono ancora riproducibili. Ma se non fosse cosi', allora bisogna determinare con la persona non parlante il segno che essa effettuerà per validare le proposte della persona parlante e quello che permetterà di invalidarle. Si sollecitano spesso i movimenti delle palpebre, delle sopracciglia o di un dito. La persona LIS potrebbe per esempio sbattere le palpebre una volta per dire “si” e due volte per dire “no”. Bisognerà fare attenzione ai battiti di ciglia riflessi. Ci si può anche servire di movimenti oculari: sollevare gli occhi al cielo per dire “si”, chiuderli per dire “no”. In tutti i casi, questi segni devono essere riproducibili senza fatica e ben chiari, non prestarsi a interpretazione. Il segno più facilmente riproducibile senza ambiguità e senza fatica sarà scelto per designare il SI. Servirà a validare le proposte del “porta-parola”. Attenzione: scegliete se possibile due segni perfettamente distinti per evitare le confusioni tra il si e il no! Pensate anche ad affiggere questi segni attorno alla persona non parlante, in modo che possa eventualmente discutere anche con delle persone novizie.
  8. 8. <ul><li>Il più classico degli alfabeti: l'alfabeto lineare </li></ul><ul><li>Il metodo consiste nel pronunciare in modo 'lineare' l'alfabeto classico e nell'annotare le lettere validate dalla persona non parlante. Il metodo non necessita alcun particolare apprendistato, fornisce dunque ai visitatori occasionali la possibilità di comunicare senza dover apprendere un codice specifico. </li></ul><ul><li>Ma tenendo conto della lentezza di questa tecnica di snocciolamento, si ha spesso bisogno di ricorrere a altri codici che permettano di accelerare sensibilmente la fabbricazione delle parole e delle frasi. Nonostante tutto questo rimane il primo codice da usare, allorché la persona è ancora in rianimazione, dunque facilmente affaticabile. </li></ul>Utilizzare dei codici alfabetici o fonetici Gli alfabeti, dal più semplice al più elaborato, devono assolutamente essere affissi in prossimità della persona non parlante con qualche indicazione sul modo con cui essa conferma o meno la lettera enunciata. Si deve anche mettere a disposizione degli ospiti un blocco di carta e una penna, che possano permettere di annotare man mano le lettere scelte dalla persona non parlante.
  9. 9. Codice “EJASINT” consigliato da ALIS 1 E A N R C V 2 J I L P H W 3 S U D G K 4 T M B Z 5 O F X 6 Q Y L'associazione vi raccomanda il codice di comunicazione sopra descritto che ottimizza la velocità della comunicazione (vedi annesso 5 pagina NNN). Attenzione, quando la persona è ancora molto debole (in rianimazione), bisognerà impiegare il metodo lineare (“A”, “B”, “C”, ...) <ul><li>Come funziona? </li></ul><ul><li>La persona parlante propone dapprima il numero della linea (“1”, “2”, ...) e la persona non parlante valida quando la linea contenente la lettera desiderata è pronunciata. </li></ul><ul><li>Infine la persona parlante detterà le lettere della linea scelta fino alla validazione della persona non parlante della lettera desiderata. </li></ul>Noi presentiamo qui di seguito e in modo sistematico gli altri codici di comunicazione che si possono incontrare presso le persone non parlanti. Questi si ragruppano in due classi: i codici lineari e quelli in tabelle a doppia entrata, categoria a cui appartiene il codice di cui sopra.
  10. 10. <ul><li>I codici lineari </li></ul><ul><li>L'alfabeto ESARIN: </li></ul><ul><li>E S A R I N T U L O M D P C F B V H G J Q Z Y X K W </li></ul><ul><li>Questo alfabeto è fondato sulla frequenza d'apparizione delle lettere nella lingua scritta. </li></ul><ul><li>L'alfabeto vocali-consonanti “lineare”: </li></ul><ul><li>Questo consiste nel separare l'alfabeto in due gruppi: vocali (AEIOUY) e consonanti (BCDFGHJKLM...) nell'ordine alfabetico usuale. La persona parlante propone “vocali” e poi “consonanti” alla persona non parlante che valida per un “SI” il gruppo scelto, poi in seguito una lettera del gruppo, per esempio puo' validare il gruppo “consonanti” e poi la lettera “S”. Poi valida il gruppo “vocali” e la lettera “O” per cominciare la parola “SONNO”. </li></ul><ul><li>Questo codice è quasi semplice come l'alfabeto classico, poiché non necessita alcuno sforzo di memoria e numerose famiglie continuano a utilizzarlo. </li></ul><ul><li>Si puo' rendere questo codice più rapido suddividendo le consonanti in tre altri gruppi: </li></ul><ul><li>Consonanti 1 B C D F G H </li></ul><ul><li>Consonanti 2 J K L M N P Q </li></ul><ul><li>Consonanti 3 R S T V W X Z </li></ul><ul><li>Invece di proporre la scelta delle “vocali” o delle “consonanti”, l'interlocutore propone “vocali” o “consonanti 1”, “consonanti 2” o “consonanti 3”. La persona non parlante valida uno dei quattro gruppi, poi una delle lettere del gruppo, sempre in modo lineare. Questa variante è anch'essa molto utilizzata. </li></ul><ul><li>Un'altra estensione dello stesso principio “vocali-consonanti lineare” consiste nel dividere l'alfabeto in sette gruppi: </li></ul><ul><li>V1 A E I </li></ul><ul><li>V2 O U Y </li></ul><ul><li>C1 B C D F </li></ul><ul><li>C2 G H J K </li></ul><ul><li>C3 L M N P </li></ul><ul><li>C4 Q R S T </li></ul><ul><li>C5 V W X Z </li></ul><ul><li>V per le vocali e C per le consonanti. </li></ul><ul><li>Il modo d'impiego è lo stesso del sistema precedente. </li></ul><ul><li>Una tale suddivisione è usata più volentieri nei codici a doppia entrata (figura 1) o nel codice “Vigand” spiegato nel seguito. </li></ul><ul><li>I codici a doppia entrata </li></ul><ul><li>1-Il principio della battaglia navale (vedi codice “Vigand”, p.12) </li></ul><ul><li>Esistono due possibili codici a doppia entrata. Il primo è basato sul principio della battagli navale: le lettere sono piazzate in una tabella e la persona LIS indica con un numero la validazione della linea, poi una colonna, definendo cosi' una lettera. Questo codice ha due vantaggi maggiori: puo' essere molto rapido se la persona non parlante è capace di validare rapidamente ed è effettivamente attiva e non passiva, come per la maggior parte degli altri codici. Cio' nonostante, questo codice necessita una grande chiarezza del segnare “SI” da parte della persona LIS e questo tipo di comunicazione limita il numero d'interlocutori poiché necessita un apprendistato (delle due parti) e un'attenzione più che viva che puo' scoraggiare il visitatore occasionale. </li></ul>
  11. 11. 2-Tabella recitata La seconda possibilità è di lasciare che la persona parlante indichi successivamente ogni riga (“riga 1? riga 2?...”), poi ogni colonna. Alla persona non parlante non resta che confermare quando la riga e poi la colonna sono quelle desiderate. I due sistemi hanno entrambi dei vantaggi. Questo secondo sistema è più lento, ma va alla velocità della persona parlante, anche se essa conosce poco il metodo. Inoltre è meno affaticante (salvo per chi parla, dato che lo fa tutto il tempo). Si può realizzare un codice a doppia entrata con l'alfabeto classico, con l'alfabeto ESARIN, con l'alfabeto vocali-consonanti e con gli alfabeti fonetici (vedi pagina 9 e annessi). Il codice “Vigand” Dal nome di Philippe (affetto dalla sindrome Locked-In e sua moglie Stéphane Vigand, che l'hanno elaborato. E' un codice ibrido realizzato a partire dall'alfabeto vocali-consonanti, ma disposto nella forma di due tabelle a doppia entrata. La prima scelta si fa sempre tra vocali e consonanti, poi la persona LIS detta con dei battiti di ciglia (o altro segno). Per esempio, indica “v” battendo cinque volte le ciglia (la 5 a colonna), poi marca una breve pausa per indicare la prima riga. Se è vero che questo codice accelera sensibilmente la comunicazione, non ve lo raccomandiamo poiché richiede una grande abilità da parte di entrambi, persona parlante e non parlante, e esclude gli interlocutori occasionali. Codice Vigand 1 2 1 A O Vocali 2 E U 3 I Y 1 2 3 4 5 1 B G L Q V Consonanti 2 C H M R W 3 D J N S X 4 F K P T Z <ul><li>Gli alfabeti fonetici </li></ul><ul><li>Gli alfabeti fonetici si basano sul principio del “scrivi come si pronuncia”. Possono fare oggetto di tabelle semplici o a doppia entrata. Si ritrovano questi fonemi su certe tastiere delle scatole di comunicazione con sintesi vocale (vedi il capitolo sulle scatole di comunicazione). </li></ul><ul><li>Esempio di codice fonetico impiegato sulla tastiera del Synthé 4 (prodotto fuori commercio della società Electrel): </li></ul><ul><li>F S CH U OU ON </li></ul><ul><li>V Z J I O IN </li></ul><ul><li>P T K Y A AN </li></ul><ul><li>B D G R é </li></ul><ul><li>M N L EU </li></ul><ul><li>Questo esempio è legato alla pronuncia della lingue francese. Una tastiera simile in italiano potrebbe essere la seguente: </li></ul><ul><li>Q Z E R T Y U I </li></ul><ul><li>O P A S D F G H </li></ul><ul><li>J K L M W X C V </li></ul><ul><li>B N è ca co cu ch ga </li></ul><ul><li>go gu gh sc gl gn </li></ul>
  12. 12. <ul><li>Qualche scorciatoia e precauzione utili </li></ul><ul><li>La predizione delle parole </li></ul><ul><li>Quale che sia il codice o l'alfabeto scelti, il loro uso quotidiano fa scoprire ai prossimi certe scorciatoie o certe regole che permettono d'anticipare la lettera seguente o il resto della parola. Questo accelera ancor di più la comunicazione: </li></ul><ul><ul><li>All'inizio di una parola, dopo un “gi” proporre “giorno”, dopo un “qu” proporre “questo” o “quello” a seconda dei contesti. Dopo “u” proporre “un” o “una”. </li></ul></ul><ul><ul><li>Pensate spesso a proporre l'apostrofo quando si esita dopo certe certe prime consonanti di una parola (d', un', l', t', c', m') </li></ul></ul><ul><ul><li>Allorchè una sequenza di lettere può significare qualcosa, porre la domanda “fine parola ?” </li></ul></ul><ul><li>Aggiungere un terzo “codice di base” al codice “SI/NO” </li></ul><ul><li>Per esempio, tre battiti di ciglia per dire una frase d'uso molto frequente come “io non so” o “io voglio parlare” o anche “io non voglio parlare”! </li></ul><ul><li>Evitare di porre delle domande “negative” </li></ul><ul><li>Le domande formulate come una negazione rischiano d'essere ambigue. </li></ul><ul><li>Per esempio, “Voi non avete male alla testa?” alla quale la risposta sarà per forza ambigua. Un si' può significare sia un “si, ho male a...” oppure un “si, non ho male a...” </li></ul><ul><li>Evitare anche le proposte a doppia precisazione </li></ul><ul><li>Una domanda del genere “Vuoi mangiare un dolce?”, puo' ottenre come risposta “Si'” per il mangiare e allo stesso tempo “No” per il dolce. </li></ul><ul><li>Allo stesso modo una domanda come “Vuoi guardare un film alla TV?” può attendere una risposta “Si'” per la TV e “No” per il film, magari “Si” per la partita o un altro programma. </li></ul><ul><li>Quando si propone una scelta (domanda aperta a scelta multipla) si risponde confermando con un SI una volta per la prima proposta, due per la seconda, tre per la terza... </li></ul><ul><li>Per esempio, alla domanda “Vuoi guardare il primo canale, il secondo, un film sul satellite o questo film?” la persona non parlante validerà quattro volte per “questo film”. </li></ul><ul><li>Prevedere delle domande “alternative” che evitano le situazioni delicate per la persona non parlante se nessuna delle proposte la interessa. </li></ul><ul><li>Per esempio: “Vuoi andare fuori, restare dentro, andare da un'altra parte?” </li></ul><ul><li>Questa lista è evidentemente non esaustiva, ma dà un'idea dei metodi che si possono utilizzare per accelerare la comunicazione. </li></ul>
  13. 13. Usare dei pittogrammi e delle foto I pittogrammi sono delle rappresentazioni scritte attraverso un disegno. Fanno assolutamente parte del quotidiano di ciascuno di noi. I pannelli del codice della strada o le icone del computer sono degli esempi perfetti del valore informativo e dell'importanza presa dalle rappresentazioni grafiche nel nostro mondo. Le tabelle dei pittogrammi sono tradizionalmente utilizzate con i pazienti che presentano dei disturbi di organizzazione del linguaggio (afasia), che rendono difficile ovvero impossibile l'impiego dei supporti alfabetici. Sono ugualmente utili per le persone poco letterate o quelle che non hanno o non hanno più la facoltà d'apprendere! In ogni caso, è necessario ricordare che ogni persona (afasica o no, illetterata o molto istruita...) puo' trarre grandi vantaggi dall'uso delle immagini per comunicare. Noi vi incoraggiamo a affiggere sui muri delle foto con ciascuno dei soggetti cari alla persona afasica. Non soltanto i temi del confort, del personale medico e della famiglia, ma anche temi riguardanti la scolarità dei figli , i luoghi di soggiorno preferiti, l'attualità politica ed economica, etcetera. La persona non parlante deve essere informata del valore comunicativo e non soltanto decorativo di questi mezzi e deve essere incoraggiata a produrre dei gesti d'orientamento del corpo o dello sguardo verso la foto che rappresenta il tema sul quale vuole comunicare. Gli interlocutori saranno ugualmente informati di questo principio d'orientamento del corpo o dello sguardo verso la foto che rappresenta il tema del dialogo. Segnaliamo che esistono diversi codici di comunicazione pittografici elaborati da dei gruppi di professionisti e di utenti, tali sono i codici BLISS, CAP, COMMUN-I-MAGE, CORNUSSE, GRACH, GUIMEL, PCS, PIC, etc. Questi codici di comunicazione sono disponibili presso i loro editori. Gli indirizzi di questi editori per la Francia sono riassunti sulla scheda tecnica della rete nuove tecnologie della APF (indirizzo alla pagina 39)
  14. 14. Dei diari per creare un contatto Sono dei diari “album”, sui quali i fatti importanti (qualche foto, commenti, cartoline postali, biglietti del cinema, etc) della vita della persona handicappata sono annotati. Possono aiutare le persone poco loquaci a entrare in relazione con la persona non parlante. Attenzione, questi diari sono di proprietà della persona handicappata, che deve mantenerne il controllo: i diari non devono essere lasciati alla mercé di chiunque. Dipendente ma autonomo... Amici e parenti prossimi fanno presto a cominciare a pensare la posto della persona non parlante... ed ecco che l'autonomia è perduta! Com'è possibile quali veri “porta parola” lasciare l'iniziativa del dialogo alla persona non parlante? Come puo' la persona non parlante interrompere un dialogo in corno o iniziarne uno? ... non vi sono risposte soddisfacenti a queste domande, ma bisogna sempre tenerle ben presenti. Porta parola per avere l'iniziativa del dialogo...
  15. 15. Esempio di tavola di comunicazione che riunisce lettere, cifre e pittogrammi In basso In alto A destra A sinistra SI NO Ho male qui !
  16. 16. Disteso Seduto La luce La radio La televisione Meno Più Spegnere Accendere Che ora è? Il mio libro, per piacere! Una penna, per piacere! Il telecomando, per piacere! I miei occhiali per piacere! Che giorno è? Ho fame! Ho sete! La padella, per piacere! L'urinale, per piacere ! Ripetete ! Ricominciate! Non capisco! Sono stanco! Potete aspirarmi? Potete rinfrescarmi? Ho caldo! Ho freddo! Non ho male! Ho male!
  17. 17. II. Sfruttare le nuove tecnologie Quando e perché ricorrere a queste tecnologie? Una volta messi a punto i primi strumenti di comunicazione (le tabelle di lettere o di pittogrammi), si può cominciare a pensare all'impiego delle nuove tecnologie. Queste possono vantaggiosamente integrare i primi strumenti; tra i vari “plus” che esse apportano, vi è la possibilità di emettere dei suoni utilizzando la sintesi vocale. Una persona senza parola potrà cosi' chiamare o interrogare, parlare con dei bambini che non sappiano ancora leggere le tabelle o gli alfabeti, potrà eventualmente telefonare. Le nuove tecnologie offrono ugualmente delle reali possibilità d'esprimersi per iscritto. Questi scritti possono comparire sullo schermo, essere stampati su carta o inviati per fax o posta elettronica... Infine, le persone che si siano già immerse nell'universo dell'informatica avranno tutte le ragioni di voler ritrovare l'uso di questi strumenti tecnologici. E' allora un conforto, un gusto dell'indipendenza, un abitudine di vita! COMUNICATORE DI PAROLE I comunicatori testo-voce portatili Unicamente dedicati alla comunicazione, sono con- cepiti per essere facilmente trasportati (salvo sotto la pioggia!). La loro dimensione si situa tra quella di un palmare e quella di un computer portatile; sono leggeri e assai robusti; possono essere facilmente imbarcati su una sedia a rotelle e quando è necessario, possono essere fissati nell'immediata vicinanza del letto.. Andate a fare i compiti! Avanti !

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