Il Covile n. 630 "via Giulia, Roma"

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numero del Covile dedicato ai progetti per la …

numero del Covile dedicato ai progetti per la
ricostruzione degli isolati di via Giulia demoliti nel 1939

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  • 1. A DIRETTA DA N°630 RIVISTA APERIODICA STEFANO BORSELLI d Il Covilef B¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬ ANNOXI RISORSE CONVIVIALI E VARIA UMANITÀ 18 FEBBRAIO 2011Penetriamo nuovamente in epoche che non aspettano dal filosofo né una spiegazione né una trasformazione del mondo, ma la costruzione di rifugi contro l’inclemenza del tempo. Nicolás Gómez Dávila SULLIPOTESI DI RICOSTRUZIONE DEGLI ISOLATI DI PALAZZO RUGGIA, PALAZZO LAIS E SAN FILIPPINO IN VIA GIUL IA ROM A. FH TESTI DI PAOLO MARCONI, ETTORE MARIA MAZZOLA, PIETRO PAGLIARDINI, NIKOS A. SALÌNGAROS, STEFANO SERAFINI.a ndice. I I a ntroduzione. Maretta alla Moretta.Introduzione DI STEFANO SERAFINI 1 Maretta alla Moretta (S. Serafini) Lo scorso 2 febbraio il sindaco di Roma Gian-Premessa ai progetti ni Alemanno ha reso pubblica la sua ultima 3 “Restauro” o “Falso storico” (P. Marconi) pensata: risistemare quell’ampia zona nuda delUn progetto centro della Capitale – circa 7000 mq – che fu 7 Progetto per la rinascita di Palazzo Rug- prodotta tra il Lungotevere e la splendida Viagia, Palazzo Lais e dell’isolato di San Filippino Giulia da un inconcluso progetto di epoca fa-in via Giulia. (E. M. Mazzola) scista con l’abbattimento dei palazzi preesi- 13 Disegni dagli studenti della Notre Dame stenti. Di urgenze Roma ne avrebbe ben altre, maCommenti il ricompattamento urbano e la rivitalizzazio- 24 Il timone della città (P. Pagliardini) ne del centro sono comunque temi importanti, 25 La vecchia truffa dei nuovi progetti archi- quindi l’inizio ci piace. Eppure anche questatettonici (N. A. Salìngaros) volta, come in altre occasioni, il comporta- mento dell’Amministrazione capitolina si è ri- velato torbido e contraddittorio. B Dopo aver richiesto una consulenza sull’a- rea al prof. Paolo Marconi, massima autorità Il Covile è una pubblicazione non periodica e non commerciale, ai sensi della Legge sull’Editoria n°62 del 2001. ☞Redazione: Stefano Borselli (direttore), Riccardo De Benedetti, Pietro De Marco, Armando Ermini, Luciano Funari, Giuseppe Ghini, Ciro Lomonte, Ettore Maria Mazzola, Alzek Misheff, Pietro Pa gliardini, Alma- nacco romano, Gabriella Rouf, Nikos A. Salìngaros, Andrea G. Sciffo, Stefano Serafini, Stefano Silvestri, Francesco Borselli, Iacopo Cricelli, Massimiliano Do- minici. ☞ © 2010 Stefano Borselli. Questa rivista è licenziata sotto Creative Commons Attribuzione. Non commerciale. Non opere derivate 2.5 Italia Li- cense. ☞Email: il.covile@gmail.com. ☞Arretrati disponibili a www.ilcovile.it. ☞Font utilizzati: per la testata i Morris Roman di Dieter Steffmann e i Morris Ornament della HiH Retrofonts, per il testo i Fell Types realizzati da Igino Marini, www.iginomarini.com. ☞Software: impaginazione LibreOffice, immagini GIMP.
  • 2. |(2)| Via Giulia nella Pianta di G.B. Falda del 1667scientifica, il Comune ha infatti deciso di vol- strazione che vuol lasciare il proprio originaletare le spalle alla sua accurata analisi filologi- graffito sulla carne urbana), di etica professio-ca, nonché all’ipotesi del primo concorso di nale (diversi giovani progettisti hanno espostoarchitettura voluto e giudicato dai cittadini, e pubblicamente i propri dubbi deontologici aglidi prospettare invece per il largo della Moret- anziani colleghi selezionati dall’alto)1, ma dita una discontinuità stilistica al cui confronto vera e propria insofferenza ai metodi da fur-la Teca di Meier è quasi un sampietrino. Si può betti con i quali si sta andando avanti nella ge-forse rischiare di esser da meno di Veltroni, si- stione degli interessi pubblici, e dei quali que-gnor Sindaco? Con incarico diretto benché sto maneggiare con lo spazio della città è unanon retribuito Alemanno ha invitato sette ar- vistosa e provocatoria espressione, che nonchitetti à la page (Aldo Aymonino, David passa più inosservata.Chipperfield, Stefano Cordeschi, Roger Die- Con questo numero del Covile, battaglieroner, Paolo Portoghesi, Franco Purini e Giu- e civico, presentiamo allora il primo progettoseppe Rebecchini) a proporre le loro idee di risanamento di piazza della Moretta svilup-creative; tuttavia, per passare da democratico pato nel 2009 dagli studenti dell’Università dicome per la vicendaccia della Formula 1 al- Notre Dame all’interno del corso di progetta-l’Eur, chiede alla popolazione di votare quale zione del prof. Ettore M. Mazzola, al momen-di quelle proposte dovrà ricevere l’appalto. In to l’unico, insieme a quello successivo stilatopratica, o cittadini, scegliete fra sette merendi- dallo stesso Marconi, a diversificarsi dall’in-ne industriali, e se mai aveste desiderato uva o sulso postmodernismo antifilologico che il Sin-mele peggio per voi. daco, accodandosi ai suoi predecessori, vorreb- Siccome però né gli abitanti di Via Giulia, be conficcare nel centro storico più bello delné i romani, né il resto degli italiani e di tutti mondo e ritenuto un tempo intoccabile. Un’o-coloro che al mondo amano Roma gradisconoessere presi in giro, è scoppiata la rivolta. 1 Una lettera aperta, assai dura, del sito Amate l’Architettura è stata pubblicata a: http://www.amatelarchitettura.com/wp- Non è soltanto una questione architettonica content/uploads/2011/02/lettera-aperta-su-via-giulia.pdf.(il vecchio odio al cosiddetto “falso storico” Solo pochi, tuttavia, hanno prestato attenzione al fatto che sotto la superficie dell’intervento “artistico” rispunta l’idea di un par-che ancora ci ammorba dai tempi del Futuri- cheggio sul Lungotevere, già bocciato da urbanisti, cittadini e as-smo), di difesa della città (ancora un’ammini- sociazioni (prima fra tutte Italia Nostra) per ragioni evidenti al- meno quanto lo sarebbero gli interessi dei costruttori in gioco.d Il Covilef N° 630
  • 3. |(3)|pera antifilologica è cattiva, perché in nome diuna moda priva di radici, soggettiva, spettaco- a Premessa ai progetti.lare, e di nessun respiro politico, cancella e “Restauro” o “Falso storico” ?deforma il tesoro comune della realtà. A stret- DI PAOLO MARCONIto giro, è già avvenuto per l’antico Porto di Noi restauratori siamo da decenni imprigiona-Ripetta sommerso pochi anni fa dalle tonnel- ti nella gabbia concettuale e gergale costruitalate di cemento della Teca di Meier. Ora tocca dei nostrani Vocabolari e dai nostrani Valuta-a via Giulia. Presto chissà ancora a cosa. Nel tori di Opere d’Arte, ricchi dell’esperienza se-non troppo lontano 1988 Guy Debord ci aveva colare dei Giubilei e del Grand Tour: di coloroammoniti: cioè che accertano il ‘valore di autenticità’ di «Lo spettacolo si è mischiato a ogni realtà, ir- tali opere come quello che può garantirne il radiandola. Eccetto un patrimonio ancora co- pregio storico-artistico e quindi il prezzo, allo spicuo, ma destinato a ridursi sempre di più, di scopo di farsene mediatori nel rigoglioso mer- libri e di edifici antichi (…) non esiste più nul- cato che esse costituiscono. la, nella cultura e nella natura, che non sia Codesti valutatori nascono generalmente, stato trasformato, e inquinato, secondo le ca- come vedremo, da un ceto Borghigiano (costi- pacità e gli interessi dell’industria moderna»2. tuito da coloro che hanno ottenuto secoli ad- Un giorno i nostri figli ci chiederanno con- dietro il privilegio ben pagato di abitare nelto di ogni pagina cancellata e di ogni mattone Borgo murato, a differenza del Villano abitan-perduto in questa prostituzione culturale, po- te in Villa – in campagna – e del borghese, abi-litica ed edilizia. tante in Città), il quale, divenuto quasi borghe- se, poté permettersi di far loro frequentare unSTEFANO SERAFINI Liceo ed una Facoltà di Lettere o di Architet- tura (l’unica Arte meccanica elevata negli anni ’20 del Novecento ai massimi ranghi accade- mici, le altre restando nel limbo delle Accade- mie di Belle Arti) ma non poté trovare per lo- ro buoni sbocchi professionali o burocratici tra le ‘professioni’ borghesi, ma al più il ruolo di in- segnante di Storia dell’Arte nelle Scuole Medie fino a quello di Professore Universitario nelle Facoltà di Lettere o di Architettura. A costo- ro, i Corsi di Storia dell’Arte vennero sommi- nistrati da personaggi loro analoghi per estra- zione socioeconomica – sottopagati come nel- l’Italia statalista ed assistenzialista si sottopaga l’insegnamento medio ed universitario – e quindi ansiosi di elevare il proprio reddito ma- gnificando la propria eccellenza nell’accerta- mento dell’autenticità delle opere d’Arte (nel- l’indotto del commercio di esse), sempre che le proprie capacità ermeneutiche e culturali fosse- ro adatte. E dunque erigendosi a modelli vir- 2 Guy Debord, Commentaires sur la Société du Spectacle, Paris,Éd. Gérard Lebovici, 1988, IV. tuosi della nuova ‘professione’, garantita da tali18 febbraio 2011 Anno XI
  • 4. |(4)|capacità. Insomma, pur essendo il prodotto di un’in- A questo punto, era inevitabile che tale pro- dubbia eccellenza professionale in quanto moltofessione avesse dei rischi deontologici: se l’accer- somiglianti all’oggetto autentico e quindi fruttotamento dell’autenticità fosse stato fallace (o di innegabili talento artistico, studio, ricerca, taliper errore o per dolo) ecco che si sarebbe froda- contraffazioni possono tuttora costare al loroto l’acquirente, appioppandogli un oggetto di autore — proveniente da un ceto ‘artigiano’ equalità storico-artistica inferiore, e dunque dunque inferiore a quello borghese, come li defi-avente un valore economico minore del prezzo nisce il Vocabolario di fine ‘800 che menzio-di mercato di un’opera davvero ‘pregevole per neremo appresso — quattro anni di galera earte e storia’ nonché ‘autentica’. Divenendo con pene pecuniarie, essendo costate all’autore assaiciò, tali rischi, identici a quelli deontologici e meno del proprio prezzo di mercato, e ciò alpenali del falsario di moneta nel certificare l’au- solo fine di garantire al malfattore un redditotenticità del biglietto di banca da lui spacciato superiore a quello altrimenti consueto.dopo averlo prodotto a un costo certo inferiore alproprio ‘valore’ ufficiale. Non a caso, l’espres- . “ARTISTA” O “ARTIGIANO”, COSTUI,sione cara a Cesare Brandi dopo il 1939 per de- INSOMMA?finire tali contraffazioni (egli era nato a Siena, Nel Vocabolario della Lingua di P. Fanfanicentrale della falsificazione di opere d’Arte mo- (Firenze, 1885), il termine “Artigiano” è cosìbili — specie dipinti quattrocenteschi — tra definito:la fine dell’Ottocento e i primi decenni delNovecento, come vedremo appresso), fu quel- s.m. Chi esercita un’arte manuale e meccanica per vivere. “Artigiano che non mente, non hala di “falso storico”. mestier fra la gente”, significa come i mercan- Tutto ciò non è lontano nel tempo tanto da ri- ti abbiano, per far loro pro, a spacciare men-sultare ormai ‘condonato’ dalla pubblica opinione zogne […].nonché dalla Magistratura: l’Articolo 178 del De-creto Legislativo del 22 gennaio 2004 numero 42 pu- Il termine “Artista” invece è così definito:nisce la contraffazione di opere d’arte (pur nonmenzionando esplicitamente l’Architettura) con traffatti, alterati o riprodotti di opere di pittura, scultura, grafica ola reclusione da tre mesi fino a quattro anni, con di oggetti di antichità, o di oggetti di interesse storico od archeo- logico; c) chiunque, conoscendone la falsità, autentica opere oduna multa da Euro 103 fino a 3.099 oggetti, indicati alle lettere a) e b), contraffatti, alterati o ripro- dotti; d) chiunque mediante altre dichiarazioni, penne, pubblica- […] chiunque al fine di trarre profitto con- zioni, apposizione di timbri od etichette o con qualsiasi altro mez- traffa’ o riproduce un’opera di pittura, scultu- zo accredita o contribuisce ad accreditare, conoscendone la falsità, ra o grafica, ovvero un oggetto di antichità o come autentici opere od oggetti indicati alle lettere a) e b) con- traffatti, alterati o riprodotti. 2) Se i fatti sono commessi nelleser- di interesse storico od archeologico; chiunque cizio di unattività commerciale la pena è aumentata e alla senten- anche senza aver concorso nella contraffazio- za di condanna consegue linterdizione a norma dellarticolo 30 ne pone in commercio o detiene per farne del codice penale. 3) La sentenza di condanna per i reati previsti dal comma 1) è pubblicata su tre quotidiani con diffusione nazio- commercio come autentici esemplari contraf- nale designati dal giudice ed editi in tre diverse località. Si applica fatti3. larticolo 36, comma 3, del codice penale. 4) È sempre ordinata la confisca degli esemplari contraffatti, alterati o riprodotti delle 3 Ecco l’Articolo 178, Contraffazione di opere darte :«1) È punito opere o degli oggetti indicati nel commi1), salvo che si tratti di co-con la reclusione da tre mesi fino a quattro anni e con la multa da se appartenenti a persone estranee al reato. Delle cose confiscate èeuro 103 a euro 3.099: a) chiunque, al fine di trarne profitto, con - vietata, senza limiti di tempo, la vendita nelle aste dei corpi di rea-traffà, altera o riproduce unopera di pittura, scultura o grafica, ov- to».vero un oggetto di antichità o di interesse storico od archeologico; b) Come si vede, non è esplicita la menzione dell’Architettura purchiunque, anche senza aver concorso nella contraffazione, altera- menzionando gli oggetti d’antichità o gli oggetti d’interesse storico ozione o riproduzione, pone in commercio, o detiene per fame archeologico, ma andatelo a dire a chi abbia ricevuto un’educazionecommercio, o introduce a questo fine nel territorio dello Stato, o rigidamente ‘brandiana’, come quasi tutti i Soprintendenti ancoracomunque pone in circolazione, come autentici, esemplari con- in giro, educati dalle Scuole e dalle Università che abbiamo detto!d Il Covilef N° 630
  • 5. |(5)| Chi professa un’arte liberale e gentile, come le più di un secolo di distanza – anche tra gli Archi- arti del disegno, la musica, etc. … Esperto di tetti. Anzi, fra gli Architetti che crederemmo tutti una cosa, Maestro. più colti. Forse a causa della sopravvivenza, al- l’interno di costoro, di alcuni ‘artigiani/mercanti’ Si deduce da tali definizioni che il divario del tipo cui alludeva impietosamente il vocabola-tra Artista ed Artigiano, almeno fino alla fine rio sopra menzionato.dell’Ottocento, appariva prevalentemente di Pochi giorni fa P. Portoghesi ha dichiarato a L.ordine sociale, contenendo un implicito pregiu- Mari, su La Repubblica del 29 gennaio 2011, nel-dizio moralistico allora diffuso tra i borghesi: l’articolo, Via Giulia, sette architetti in gara per ill’Artista era appena giunto ad appartenere alla restyling di via della Moretta, da palazzo-museo‘buona società’ borghese, mentre l’Artigiano non agli spigoli in acciaio. Obiettivo: colmare il vuoto la-solo ancora apparteneva al rango socialmente sciato dagli sventramenti degli anni Trenta nellainferiore dei mercanti (numerosissimi tra i bor- strada voluta da Giulio II nel 1508. Il convegno al-ghigiani), ma era anche ‘esperto nello spacciare l’Ara Pacis per discutere i progetti:menzogne’, allo scopo di guadagnare più di La mia idea, spiega l’architetto Paolo Porto-quanto la propria condizione sociale e il pro- ghesi, è di riempire la ferita 7 costruendo, pro-prio mestiere ‘manuale e meccanico’ consentisse. prio al di sopra all’ultimo piano del nuovo Solo chi non avesse letto l’interessantissimo li- parcheggio, due palazzi di tre piani ciascunobro curato da G. Mazzoni, Icilio Federico Joni, le che ricompongano la quinta di Via Giulia.memorie di un pittore di quadri antichi 4, libro che Due edifici architettonicamente vicini allo sti-contiene la riproduzione di un’autobiografia di un le e all’impronta di quelli pre-esistenti sullafamoso falsario di dipinti senese edita nel 1932 a strada, ma differenti per la presenza di spigoliSan Casciano val di Pesa (Firenze), presto tradot- in acciaio, una sorta di cornice che renda benta in inglese per interessamento di Bernard Be- visibile la differenza tra i nuovi e i vecchi pa-renson5 (i.c.f. Joni. Affairs of a painter, London, lazzi. “Non era mia volontà fare un falso sto-1936), e solo colui che non avesse visitato la mo- rico — sottolinea Portoghesi — ma unifor-stra, Falsi d’autore. I.c.f. Joni e la cultura del falso mare l’architettura dei nuovi edifici rendendotra otto e novecento tenuta a siena nel 2004, non- ben evidente la differenza epocale”. All’inter-ché colui che non avesse letto le tre pagine dedi- no, i nuovi palazzi potrebbero ospitare unacate dal Giornale dell’arte n°241 del marzo 2005 decina di appartamenti da destinare agli stu-alla detta mostra senese ed al suo catalogo 6, po- denti, mentre il cortile interno diventerebbetrebbe illudersi che il pregiudizio sociale e morali- un giardino fruibile dal quartiere.stico circa gli artigiani dimostrato dal filologo to- L’esigenza di evidenziare la ‘differenza epo-scano P. Fanfani nel suo vocabolario del 1885 so-pra menzionato si fosse ‘evoluto’ in Italia. Invece cale’, insomma, ha spinto Portoghesi a fareesso persiste non solo tra i restauratori di Opere un’architettura che si distinguesse ‘a prima vi-d’Arte mobili, e lo vedremo appresso, ma – a ben sta’ dall’architettura preesistente. Egli ricorre anzi – per esaltare la ‘differen- 4 Siena, 2004, riedizione commentata diI. C. JONI, LE ME- za epocale’ tra nuovo e antico – al luccichio diMORIE DI UN PITTORE DI QUADRI ANTICHI, San Ca-sciano in Val di Pesa, 1932. spigoli d’acciaio posti ad incorniciare il nuovo. 5 B. Berenson, (1865-1959), proprietario e Direttore dell’Har- Non mette in conto la semplice differenza vi-vard School per gli Studi sul Rinascimento Italianoai Tatti pressoFirenze, era cliente dello Joni allo scopo peraltro nobilissimo di siva che potrebbe essere riscontrata tra il murofornire i Musei statunitensi dibuone riproduzionidi dipinti euro- di mattoni nuovi ed i muri invecchiati, tra ipei, in un’epoca in cui le fotoriproduzioni informatizzate - dellequali tra poco faremo cenno - non esistevano ancora. 6 Il titolo: «Falsario assolto: è un artista, Processo al falsario 50 an- 7 Lo sventramento di Via Giulia a Roma sul lato verso il Tevere,ni dopo con Gherardo Colombo nella parte del Pubblico Ministero, che creato nel 1939 per realizzate una passeggiata verso il Gianicoloha chiesto per Joni l’assoluzione perché il fatto non sussiste». eliminando il carcere di Regina Coeli.18 febbraio 2011 Anno XI
  • 6. |(6)|travertini, i marmi e i legnami anch’essi recan- le di II livello in recupero della bellezza dei cen-ti le tracce del tempo in quanto riprodotti per tri storici della facoltà di architettura Romamotivi di manutenzione. Egli considera il Tre (Master istituito 15 anni fa a Bruxelles, del‘pubblico’ dei passanti quasi cieco o perfino in- quale chi scrive – professore emerito dellacapace di distinguere un palazzo neorinasci- stessa – è direttore), allo scopo di realizzarementale da un palazzo autenticamente rinasci- esattamente in quel sito di via Giulia una facoltàmentale dai soli segni del passaggio del tempo universitaria internazionale con adiacenti alloggie dei tanti incidenti o trasformazioni avvenute per studenti, avendo esteso il Master anche allenei secoli. statunitensi University of Notre Dame School Quasi non fossimo romani, e quindi non vi- of Architecture a Roma (via Monterone, n°76)vessimo in una Città ove lo stesso Palazzo Far- ed alla University of Miami School ofnese – il più nobile dei Palazzi appartenenti a Architecture a Roma (via Del Falco n°1), confamiglie papali cinquecentesche – consiste lusinghieri risultati. Tali progetti sono stati giànell’aggregazione di almeno due precedenti pubblicati e sono noti in Europa e in America,fabbricati verso la Piazza Farnese, nonché nel- e solo la già descritta sindrome da orrore per ill’aggiunta postuma del Cornicione michelan- ‘falso storico’ ha suggerito agli ambienti comu-giolesco e del rivestimento in laterizi bicromi nali romani nonché ai colleghi della Facoltà disulla facciata principale (non esteso ai Architettura ‘La Sapienza’ (probabili eredi difianchi), al ricorso a numerose finestre finte sul ‘artigiani’ del tipo descritto dal Vocabolariofianco sinistro allo scopo di non evidenziare del Fanfani summenzionato) di aderire all’in-l’aggiunta anomala dello scalone nobile retro- vito del Sindaco, fingendo di ignorare la sud-stante. Nonché quasi ignorassimo la fase stori- detta vicenda, della quale si sono occupati li-ca del revival Ottocentesco neo-rinascimentale, bri, giornali e non solo.tanto accurata da aver riempito di splendidi PAOLO MARCONIpalazzi il Quartiere Rinascimento (lo stesso diVia Giulia) i quali appaiono essere stati co-struiti nel Cinque/Seicento piuttosto che negliultimi anni dell’Ottocento, salvo apparire me-no degradati dal tempo, dall’inquinamento at-mosferico e dalle manutenzioni. Accenneremo appena al fatto riprovevoleche tale concorso di progettazione fasullo nonchégratuito (affidato dal Comune di Roma in mo-do informale ad una sola Facoltà di Architettu-ra sulle tre romane) ha chiesto ai progettisti diutilizzare i due vasti fabbricati su Via Giulia al-lo scopo di realizzare una Sede Universitaria ei suoi adiacenti appartamenti per studenti:proprio il tema suggerito al Comune di Romada P. Marconi il 2 dicembre 2009, ore 16,30 alSindaco Alemanno ed alla sua giunta in Cam-pidoglio, presentando ufficialmente, su richie-sta del Sindaco e dell’assessore alla cultura, iprogetti realizzati per il Master Internaziona-d Il Covilef N° 630
  • 7. |(7)| delle proposte credibili e/o in linea con le vo-a Un progetto. lontà degli abitanti della zona.Progetto per la rinascita di Palazzo Ruggia, Pa- Diversamente, un comitato di cittadini stu-lazzo Lais e dell’isolato di San Filippino in via fo del degrado dell’area e del tanfo provenien-Giulia. te dal deposito dei mezzi della nettezza urba- DI ETTORE MARIA MAZZOLA na, ha recentemente proposto la ricostruzione – com’erano e dov’erano – degli isolati demoliti. PREMESSA. nel 1939. Questo comitato si è quindi rivolto al Nel corso del Fall Semester 2009, con i miei prof. Paolo Marconi, massimo rappresentatestudenti americani delle University of Notre mondiale del “restauro filologico”, affinchéDame e University of Miami, affrontammo il prendesse a cuore questa iniziativa, ed è a que-delicatissimo tema della progettazione all’in- sto punto che, perseguendo gli stessi obiettivi,terno del centro storico di Roma, focalizzando sono stato coinvolto anch’io con i miei studen-la nostra attenzione sull’area che si estende dal ti, affinché fornissimo la documentazione ne-Lungotevere dei Tebaldi a via Monserrato, cessaria a bandire un concorso internazionalepassando per via Giulia, ovvero quel luogo per la ricostruzione di quegli isolati.mutilo, dove un tempo sorgevano PalazzoLais, Palazzo Ruggia e l’isolato di San Filip-pino. L’idea di questo progetto mi venne suggeri-ta dal prof. Paolo Marconi. Quest’ultimo, neldicembre del 2008, aveva preso parte allacommissione d’esame dei progetti che i mieistudenti della Notre Dame avevano sviluppatoper le aree lungo gli argini del Tevere all’O-stiense e Pietrapapa (cfr. Il Covile n°606 del 5Ottobre 2010); il suo apprezzamento per quellavoro fu tale che, nel corso di un incontro conla Commissione per il Futuro di Roma, avvenu-to qualche giorno dopo, annunciò pubblica-mente che in breve tempo, con i miei studentiamericani e i suoi studenti del Master di 2° li-vello, avrebbe provveduto a fornire al Comunedi Roma dei progetti di massima da utilizzarecome linee guida per la stesura di un Bando diConcorso Internazionale per la ricostruzione deilotti demoliti nel 1939. Questa porzione di via Giulia – che risultauna vera e propria ferita al cuore di Roma – èda sempre stata oggetto di progetti all’internodei corsi di Composizione e Progettazione Ar-chitettonica delle università Romane e/o stra-niere operanti a Roma. Tuttavia, i progetti che Piano per le demolizioni del 1939.ne sono scaturiti raramente hanno prodotto18 febbraio 2011 Anno XI
  • 8. |(8)| Se questa iniziativa fosse stata messa in pra- Questa specialissima condizione, a nostrotica, si sarebbe trattato del primo caso di con- avviso, consentirebbe il riutilizzo delle struttu-corso internazionale di architettura pubblico re preesistenti, con conseguente grande rispar-“voluto e giudicato dal popolo”, e non impo- mio economico ed energetico, ma non solo:sto a quest’ultimo come nella consuetudine più costruire come si faceva un tempo, sulle rovinerecente. degli edifici crollati, significa anche poter ri- I progetti che gli studenti undergraduate e formare una manodopera specializzata in tec-graduate delle due università americane, e del- niche murarie che stiamo dimenticando, signi-l’Università Roma Tre, avrebbero prodotto, fica riformare tecnici ed artigiani all’utilizzosarebbero serviti come guida per la stesura del di soluzioni che si perdono nella notte deiBando, riportando così le università a svolgere tempi, e che sono le uniche che ci consentonoquell’importante ruolo propositivo che un di mantenere in vita quel patrimonio architet-tempo rivestivano le Accademie, e che ormai è tonico che si sta progressivamente sgretolan-andato perduto, in nome di una ricerca pro- do, anche e soprattutto, a causa di restauri malgettuale mirata all’industria edilizia ed alla so- concepiti che impiegano tecniche e materialiluzione architettonica modaiola ad effetto, “moderni”, che mal si coniugano con le mura-tanto cara alla cultura modernista-consumista, ture antiche.e tanto distante dalle volontà e dalle esigenzedella gente comune, sempre più esclusa nellafase decisionale. Vista aerea della situazione attuale.Stralcio del Catasto Gregoriano, con sovrapposte lepiante depositate in archivio relative al piano terra de- Inoltre, gli edifici tradizionali possiedonogli edifici demoliti, in tutto o in parte, in occasione un comportamento termo-igrometrico chedello sventramento del 1939. nessun edificio modernista è in grado di garan- tire nel medio e lungo termine, con l’aggra- vante che i materiali e le soluzioni tecnologi- L’opera demolitoria degli “Anni del Picco- che “moderne” – incluse quelle che ci vengo-ne” – come li ha definiti Marconi – come nella no presentate come “ecosostenibili” (p. es.totalità dei casi degli sventramenti del perio- pannelli fotovoltaici) — possiedono un ciclodo, si limitò all’atterramento di tutti i piani vitale molto breve: il problema dello smalti-fuori terra degli edifici, ovvero “salvando” le mento di questi materiali, da affrontarsi neimurature e gli ambienti al di sotto del piano prossimi 15-20 anni, non è ad oggi mai statostradale, cosa puntualmente confermata dai discusso!saggi archeologici del 2009.d Il Covilef N° 630
  • 9. |(9)| dutisti e dagli Incisori dal XVI al XX secolo, in. LANNUNCIO. quanto i materiali edilizi utili per costruire i Quello che segue è il comunicato stampa Muraglioni furono ricavati e riciclati dalle de-che il prof. Marconi presentò in occasione del molizioni della zona monumentale più pregevo-meeting con il Comitato Ministeriale per il le di Roma fino al 1910/15: i Palazzi e gli EdificiFuturo di Roma, cui partecipò anche il Sinda- costruiti nei secoli lungo la Ripa sinistra del Te-co Alemanno: vere, dal Porto di Ripetta al Teatro di Apollo al Palazzo Altoviti, a loro volta impostati sul Mu-PROGETTO PRELIMINARE PER LA ro di Aureliano, costruito nel III secolo d.C. perRICOSTRUZIONE DEI DUE PALAZZI salvare dalle inondazioni il Campo Marzio daDEMOLITI IN VIA GIULIA A ROMA NEL 1939 Porta del Popolo al Ponte Sisto. E si vada alle fotografie ed agli acquerelli fatti da E. RoeslerAD USO DI UNIVERSITÀ INTERNAZIONALE Franz (1910/15)10.CON ANNESSI ALLOGGI PER STUDENTI E Via Giulia ha subito in particolare la deturpa-DOCENTI zione del Palazzo Sacchetti e del Palazzo Fal-Paolo Marconi con Silvia Maria Guarnieri. conieri tranciati dal Lungotevere, e subì appres-Collaboratori: Chiara Ammendolia, Andrea so le demolizioni dei Palazzi in epigrafe, fatte allo scopo di costruire una Passeggiata fino alCanale, Marco Grimaldi Gianicolo a partire dal Ponte Mazzini, poi di- menticata a causa della seconda Guerra mondia- La demolizione dei due Palazzi e dei loro an- le. nessi edilizi avvenne nel 1939 a seguito del PRG Ormai è tempo di rimediare a tale scempio: del 1931: da allora il ‘buco’ costituito dalla loro abbiamo le capacità progettuali ed imprendito- demolizione assieme alle case su Via della Mo- riali necessarie per ricostruire — ottimizzandoli retta costituisce un gravissimo scandalo urbani- — i Palazzi in epigrafe e tutta la Ripa sinistra in stico in faccia al mondo, e si pensi che il cinque- fronte ad essi, sulla base delle ricerche archivi- centesimo anniversario della fondazione di Via stiche da noi già realizzate e delle fondamenta e Giulia di Bramante e Giulio II è stato celebrato dei resti archeologici ancora in situ. il 20088. Ciò allo scopo di costruire in detti Palazzi La didattica di P. Marconi è tesa — da più di un’UNIVERSITÀ PER STRANIERI collegata di- dieci anni — a rimediare a ciò, auspicando, be- rettamente agli alloggi per gli studenti e i do- ninteso, che il problema delle eventuali alluvio- centi, affine, in quanto a tipologia architetto- ni del Tevere venga nel contempo risolto a nica, alla Facoltà di Architettura Roma Tre in monte della Città, rimediando al livello insuffi- Via Madonna de’ Monti. Al di sotto di essi po- ciente dei Muraglioni9. E dunque al fatto inde- trebbero essere ricavati uno o due piani di au- coroso che Roma sia ancora insidiata dalle allu- torimesse, ma la costruzione in corso della li- vioni del suo Fiume, diversamente da Parigi, nea Metropolitana C con la sua fermata alla Londra, New York, Mosca, St Pietroburgo etc.: Chiesa Nuova (a duecento metri dalla nostra è un problema di orgoglio nazionale, ed è ora che l’Amministrazione Comunale se ne occupi, zona) non le rende indispensabili. assieme a quella Statale. Il progetto sarà anche formulato entro il Non solo: i Muraglioni costruiti dal 1875 al 2009 — con numerose varianti architettoni- 1926 hanno brutalmente cancellato la storica che — dal Master di II livello diretto da P. bellezza delle Ripe fluviali, magnificata dai Ve- Marconi e coordinato da E. Pallottino presso 8 Si vada alla Conferenza di prossima pubblicazione a cura di M. 10 Esposti a Palazzo Braschi. Si vada anche a, “IL TEVERE ERavaglioli, “GLI ANNI DEL PICCONE - Via Giulia sparita ROMA - Storia di una simbiosi” di Maria Margarita Segarra La-negli sventramenti degli Anni Trenta” tenuta a S. Spirito dei Napo- gunes, ed. Gangemi, Roma, 2004, ed alla Rivista RICERCHE DIletani in Via Giulia da Paolo Marconi il 5 giugno 2008. STORIA DELL’ARTE, N° 89, ed. Carocci, Roma, 2006, intito- 9 V: http://archiviostorico.corriere/2005/settembre/09/Lincei_prevedono_I , lato “ROMA versus TEVERE” a cura di P. Marconi e F. Gere- www.abtevere.it/ente/bacino/piene_roma/Piene_Tevere_Roma.pdf. mia.18 febbraio 2011 Anno XI
  • 10. | ( 10 ) | l’Università Roma Tre in collaborazione con notizia riportata sul quotidiano La Repubbli- la UNIVERSITY OF NOTRE DAME SCHOOL OF ca13, che ARCHITECTURE in Roma11, Unéquipe di sette architetti ha presentato il Anche esso sarà offerto all’Amministrazione progetto di restyling per colmare il vuoto Municipale come base per concorsi di proget- della storica strada. Corsini: Entro lanno tazione internazionali finalmente dedicati a partiranno i lavori di riqualificazione della- ripristinare — piuttosto che a sconciare — le rea alle spalle di via del Corso. Alemanno: bellezze urbane e paesistiche di Roma, costi- Una sfida che può veramente lasciare un se- tuendo al contempo una ormai indispensabile gnale importante. scuola italiana di formazione al restauro delle maestranze edili e dei loro direttori dei lavo- Sinceramente sono rimasto esterrefatto nel ri12. rendermi conto che, nonostante l’entusiasmo mostratomi dal sig. Mollicone – Responsabile del Ufficio Cultura del Comune – che si spinse addirittura a promettere una mostra/convegno in Campidoglio dei progetti, non solo quella mostra non s’è mai fatta e le proposte della Notre Dame non sono minimamente state considerate in occasione del coinvolgimento dei “7 sapienti”, ma addirittura che perfino il Prof. Marconi, l’unico eventualmente accredi- tato a dire la sua sull’area, risulta essere stato escluso dal gruppo dei “7”. Secondo quanto si apprende dall’articolo di Repubblica, Tra le proposte, Stefano Cordeschi immagina un edificio-museo con facciate composte di reperti archeologici. Aldo Aymonino pensa a Immagine della demolita Chiesa di San Nicola una piazza-giardino articolata su un sistema di in Piazza Padella. pedane. David Chipperfield propone due vo- lumi di completamento del vuoto nellinten- zione di riconfigurare lantica geometria di. PERPLESSITÀ. via Giulia. Un edificio in acciaio e vetro è li- Quando il prof. Marconi presentò questa dea di Franco Purini, mentre Giuseppe Re-proposta al Sindaco e alla Commissione per il becchini propone una grande piazza a servizioFuturo di Roma, tutti si affrettarono ad espri- del quartiere e Paolo Portoghesi immaginamere il loro parere favorevolissimo all’iniziati- due nuovi edifici ispirati allo stile architetto-va, sicché ha destato non poche perplessità la nico esistente. Infine, a Diener piacerebbe un giardino circondato da una cinta muraria. 11 Una magnifica Università di Architettura statunitense con se- Le proposte saranno valutate dallammini-de in Roma, a Via di Monterone; strazione comunale e verranno sottoposte an-cfr., http://en.wikipedia.org/wiki/University_of_Notre_Dame, che al vaglio dei cittadini attraverso una con-http://gradprofiles.com/notre-dame-architecture.html. 12 Dove potrebbero anche insegnare i pochi Professori di Re- sultazione. “Limportante — ha detto Gaspe-stauro dei Monumenti italiani capaci di progettare e dirigere lavo- rini — è che il Campidoglio ha messo limpe-ri di Restauro e Ripristino di grandi complessi monumentali, tra iquali P. Marconi, e si vada ai grandi lavori di Ripristino da lui 13 “Il centro storico si rifà il look da via Giulia a piazza Imperato -condotti negli ultimi 40 anni: http://www.paolomarconiarchitet- re”, di Valeria Forgnone, La Repubblica”, 02/02/2011, sezioneto.it/template.isp?pagina=home Urbanistica.d Il Covilef N° 630
  • 11. | ( 11 ) | gno di riprendere in mano il progetto di siste- tempi brevi le stesse, riporto di seguito la tradu- mazione di via Giulia, di cui si parla da ven- zione di alcuni passaggi del programma che scris- tanni". si per l’elaborazione dei progetti, sia per la Uni- versity of Notre Dame che per la Univerity of Miami. Per quanto riguarda quest’ultima univer- sità, il sottoscritto ha seguito gli studenti del ma- ster fino allo sviluppo della progettazione urbani- stica, mentre la parte architettonica venne seguita dalla collega Silvia Maria Guarnieri. . SENSO E OBIETTIVI DEL PROGETTO. Questo progetto si propone di riparare la porzione di via Giulia posta tra Vicolo della Moretta e Ponte Mazzini, ricostruendo i due blocchi demoliti nel 1939. Questo progetto, che verrà sviluppato in coordinamento con il Master di 2° Livello in Restauro dei Centri Storici tenuto dal Prof. Paolo Marconi (rino- mato architetto del Restauro, esperto del pa- trimonio UNESCO, e Professore emerito del- Immagine dei Palazzi Ruggia e Lais su via Giulia. la Università Roma III), fornisce la straordi- naria opportunità di affrontare un programma realistico, in uno dei luoghi più importanti e critici del Centro storico di Roma. Il progetto. I PROGETTI DEGLI STUDENTI. richiede delle soluzioni correttamente conte- Per completezza di informazioni, al fine di far stualizzate, incorporando sia l’architettura checomprendere il percorso filologico seguito per le l’urbanistica, e articolate in continuità con laproposte sviluppate dai miei studenti, nonché il sofisticata tradizione costruttiva romana.sistema della charrette14 utilizzato per svolgere in [omissis]. 14 Termine originato dalle École des Beaux-Arts di Parigi nelXIX secolo. Il termine charrette è quello usato in francese per"carretto" o "carro": Era ben nota, agli studenti di Architettura . L’AREA DEL PROGETTO.della École des Beaux-Arts, la necessità di lavorare intensamente, Via Giulia è stata la prima strada pianificatafino allultimo minuto, sulle immagini dei loro progetti … persino del Rinascimento romano, e rappresenta ilmentre si recavano a scuola, con il carretto tirato dal cavallo ("encharrette "), per mostrare i progetti ai loro professori. Da qui il primo intervento “moderno” nel tessuto ditermine ha subito una metamorfosi fino alluso corrente – in voga Roma. L’intenzione iniziale di Papa Giulio IIspecie tra gli architetti “tradizionali” – riferito alla full-immer-sion che si fa nelle fasi iniziali di una progettazione collettiva. era quella di migliorare la circolazione della Il termine charrette è stato applicato storicamente, anche al car- città collegando Ponte Sant’Angelo e Pontero o carretta per il trasporto dei condannati alla ghigliottina. Per Sisto (ripetendo lo stesso intento sull’altraesempio: «Une charrette (...) traînait lentement à la guillotine unhomme dont personne ne savait le nom» (Anatole France, Les Dieux sponda del Tevere creando via della Lungara).ont soif, 1912, p. 44). [tr. «un carretto portò lentamente alla ghigliotti - In aggiunta a questo scopo pratico, egli cercòna un uomo di cui nessuno conosceva il nome»]. Nei secoli XVI, XVII, e XVIII, quando il viaggiare prendeva di creare una strada regolarizzata fiancheggia-tempi lunghi, la Charette si riferiva alle lunghe cavalcate in car- ta da palazzi che avrebbero portato un nuovorozza durante le quali, gruppi di statisti e politici si appartavano alfine di collaborare a trovare una soluzione ad una serie di proble- ordine armonico e grandioso all’interno delmatiche prefissate prima del viaggio. Questa interpretazione del vasto e irregolare tessuto medievale del Campotermine è quella più simile alluso corrente applicato al mondo Marzio. Conseguentemente la strada fu dritta,dell’architettura.18 febbraio 2011 Anno XI
  • 12. | ( 12 ) |relativamente larga, e celebrativa di una serie progetto preliminare sviluppato dal gruppoimpressionante di palazzi di Bramante, San- del Prof. Marconi.gallo e altri. La visione originaria non venne Gli edifici che verranno progettati dovran-mai interamente realizzata, tuttavia la strada no quindi risultare corretti a livello archeolo-resta un notevole modello urbano. gico e tipologicamente appropriati al pro- Sfortunatamente, la consistenza del tessuto gramma previsto, dovranno rispettare il carat-storico lungo via Giulia, e la coerente urbaniz- tere storico del sito e le limitazioni strutturalizazione verso il fiume venne devastata dal folle date dai muri preesistenti. I progetti che scatu-schema di “riordino urbano” elaborato in era riranno da questo esercizio dovranno servire aFascista. Gli edifici dell’area in oggetto venne- dimostrare come possa ancora essere possibilero demoliti nel 1939 in base ad un progetto di costruire, o ricostruire, in maniera rispettosariorganizzazione dell’area incentrato sull’idea delle preesistenze, all’interno dei centri storicidi collegare il Gianicolo con Corso Vittorio nel corso del XXI secolo.Emanuele, passando per l’area in oggetto. Le Il progetto preliminare del gruppo Marco-demolizioni, come avveniva a quel tempo, si ni non ha valore di limite alla comprensionelimitarono ai livelli fuori terra, lasciando così critica del carattere e della cultura del luogointatti i livelli interrati che, conseguentemen- da parte dei nostri studenti, né tantomeno do-te, potrebbero oggi riutilizzarsi come fonda- vrà limitare le loro possibilità immaginativementa per i nuovi edifici. progettuali. Il progetto preliminare, di comu- ne accordo con lo stesso prof. Marconi, dovrà. SCOPO DEL PROGETTO. essere considerato come documentazione atta Il Comune di Roma è attualmente interes- a fornire tutte le possibili indicazioni necessa-sato a riparare quest’area degradata posta lun- rie alla comprensione del progetto, da esami-go via Giulia, e numerosi progetti sono già sta- nare criticamente e sviluppare progettualmen-ti proposti per la riqualificazione della stessa. te da parte dei nostri studenti.Recentemente il Prof. Marconi ha vigorosa-mente argomentato una ricostruzione “filolo- (segue a pag. 26)gica”, sostenibile e tradizionale che i nostristudenti dovranno considerare come punto dipartenza per i loro progetti. I nostri gruppi diprogettazione, prenderanno dunque come pre-messa il fatto che gli edifici e gli spazi urbanidovranno essere ricostruiti in maniera che ri-spettino il carattere originario di quelli origi-nari, prevedendo comunque un loro adatta-mento che consenta di ospitare le nuove fun-zioni. Questo esercizio progettuale risulteràutile ad imparare dai modelli storici dell’ar-chitettura di Roma, stimolando riflessioni einvenzioni all’interno del linguaggio dell’ar-chitettura classica. Via Giulia e Via della Lungara nel 1744. In particolare, gli studenti dovranno pren-dere per buone le indicazioni archeologicherelative ai muri preesistenti come indicati neld Il Covilef N° 630
  • 13. | ( 13 ) |a Selezione di alcune tavole elaborate dagli studenti della Notre Dame.Quella che segue è una carrellata, molto ridotta, dell’enorme mole di disegni ad acquerello pro-dotta dagli studenti undergraduate del mio seminario all’interno della University of Notre DameSchool of Architecture. Purtroppo non mi è stato possibile recuperare tutte le altre immagini (del-la Notre Dame e della University of Miami) a causa del trasferimento dei disegni in America.Proposta per l’Isolato di San Filippino, Palazzo Ruggia e palazzo Laisdi Kennedy COLLINS, Anne M. MARTINEZ-MONTAVON, Yue WU - You ZHOU. Sopra: Via Giulia ieri, oggi e domani – Sotto: Planimetria Generale alla maniera del Nolli. Proposta di K. COLLINS – A. M. MARTINEZ-MONTAVON – Y. WU – Y. ZHOU.18 febbraio 2011 Anno XI
  • 14. | ( 14 ) | Vista aerea, vista verso Piazza Padella e vista da Ponte Mazzini. Proposta di K. COLLINS – A. M. MARTINEZ-MONTAVON – Y. WU – Y. ZHOU.d Il Covilef N° 630
  • 15. | ( 15 ) | Y. ZHOU – Palazzo Lais e completamento del lotto di San Filippino. Y. ZHOU – piante dei vari livelli del palazzo posto in luogo dell’ex Palazzo Lais.18 febbraio 2011 Anno XI
  • 16. | ( 16 ) | Y. ZHOU – sezione trasversale del palazzo posto in luogo dell’ex Palazzo Lais . Y. ZHOU – Prospetto e sezione del palazzo posto in luogo dell’ex Palazzo Lais.d Il Covilef N° 630
  • 17. | ( 17 ) | Y. ZHOU – prospetti e sezioni per il completamento del lotto di San Filippino18 febbraio 2011 Anno XI
  • 18. | ( 18 ) | C. VEASEY – proposta per il Palazzo posto in luogo dell’ex Palazzo Ruggia. Master Plan: Caroline COLE, Amy DUNBAR, Catherine VEASEY. C. Cole – vista del Palazzo prospiciente Ponte Mazzini e sezioni strutturali .d Il Covilef N° 630
  • 19. | ( 19 ) | Caroline COLE, Amy DUNBAR, Catherine VEASEY – prospetti su via Giulia, via dello Struzzo, vicolo delle Prigioni e via Bravaria/Lungotevere dei Tebaldi.18 febbraio 2011 Anno XI
  • 20. | ( 20 ) | Caroline COLE, Amy DUNBAR, Catherine VEASEY – prospetti via della Padella (sud e nord). Prospetti su vicolo delle Prigioni e vu via della Padella degli isolati propostida Abigail COURTNEY – Robert NOVAK – Katlyn SPRINGSTEAD – Christine TIFFIN.d Il Covilef N° 630
  • 21. | ( 21 ) | R. NOVAK – porzione dell’isolato di Palazzo Ruggia K. SPRINGSTEAD – porzione dell’isolato di Palazzo e della Chiesa della Padella prospiciente il Tevere Lais con gli alloggi per gli studenti. R. NOVAK – Piante e prospetto della porzione dell’isolato di Palazzo Ruggia e della Chiesa della Padella.18 febbraio 2011 Anno XI
  • 22. | ( 22 ) | R. NOVAK – sezione longitudinale della porzione dell’isolato di Palazzo Ruggia e della Chiesa della Padella. K. SPRINGSTEAD – Pianta e prospetto su Piazza della Padella della porzion e dell’isolato di Palazzo Lais con gli alloggi per gli studenti.d Il Covilef N° 630
  • 23. | ( 23 ) | K. SPRINGSTEAD – sezioni della porzione dell’isolato di Palazzo Lais con gli alloggi per gli studenti.18 febbraio 2011 Anno XI
  • 24. | ( 24 ) |a Commenti. I magnifici sette hanno seguito l’indicazione dell’ufficio. Il Sindaco, piuttosto confuso sul da farsi, an-. IL TIMONE DELLA CITTÀ. che comprensibilmente perché si trova a dover DI PIETRO PAGLIARDINI mediare tra le indicazioni del prof. Marconi eIl caso di Via Giulia è davvero singolare e dimo- quelle del suo ufficio, completamente antiteti-stra la confusione che regna nell’approccio alla che, rimette la decisione ai cittadini. Scelta giu-città nelle nostre amministrazioni in genere e, sta in assoluto per situazioni come questa, anchenel caso specifico, in quella di Roma. Nella ri- se dettata forse più dalla necessità che da unacerca del consenso come linea guida principale profonda e consapevole convinzione.per le scelte di governo della città, si inseriscono Ma a questo punto la domanda è: che sensospinte diverse e contraddittorie tra loro, al pun- ha fare scegliere i cittadini su una sola lineato che non si riesce a capire quanto la linea poli- d’intervento culturale dettata dall’ufficio centrotica venga dettata dal Sindaco e quanto, invece, storico? Ai cittadini resta da scegliere solo sulladall’apparato dei funzionari comunali, cui la diversità prospettica, importante certo, ma nonlegge ha assegnato un grande potere discrezio- decisiva. È una falsa scelta, è la solita “farsa par-nale che spesso riesce a stravolgere anche le mi- tecipativa” perché le ipotesi non sono sette magliori intenzioni. solo una, nella sostanza. Analizziamo i fattori in campo. Non solo: se il Sindaco opta per far decidere i Da una parte il Sindaco, che intende recupe- cittadini vuol dire che ritiene non poter essererare un’area importante e significativa del centro solo l’ufficio a decidere. Evidentemente ha pau-storico e che potrebbe, trattandosi di Roma, di- ra di sbagliare. Quindi non resta che mettere inventare un esempio per altre città. Il Sindaco, campo anche la scelta del gruppo Marconi-dunque, avendo in questo caso una grande re- Mazzola-Notre Dame University, contestatasponsabilità, sembra dare la linea politica, quella proprio dall’ufficio.che giustamente a lui spetta per legge. Tanto più che, per quanto riguarda i cittadi- Dall’altra parte l’Ufficio Centro Storico che ni, la differenza tra le due diverse scuole di pen-deve attuare la volontà dell’organo politico ma siero starebbe, in questo caso, nella possibilità didecide la “linea culturale” da seguire, escluden- lasciare spazi liberi ormai ritenuti da loro inte-do dal campo delle scelte possibili il restauro fi- riorizzati (infatti i progettisti hanno fatto edificilologico indicato dal prof. Paolo Marconi come sottili, esili direi, suppongo per lasciare propriol’unico che consenta di intervenire nel cuore di quello spazio libero).Roma senza fughe in avanti e traumi analoghi a Dato che lo spazio libero interessa i cittadiniquello dell’Ara Pacis. che ci vivono, e non Alemanno o l’ufficio, v’è Si dà il caso, però, che quando si parla di cit- una ragione in più per fare loro decidere, quindità, di centro storico a maggior ragione, di Roma è necessario presentare anche un’altra o più pro-ancora di più, la “linea culturale” coincide con poste che ricostituiscano l’antico tessuto origi-la “linea politica”, anzi “è” la linea politica. nario secondo i principi del restauro filologico,Non è possibile separare l’una dall’altra perché evitando cioè che solo l’ufficio, di fatto, scelga.sono la stessa cosa. Offriamo dunque ai cittadini una gamma reale di Politica, nel suo significato originario, vuol alternative possibili!dire amministrazione della città e quindi restau- Se poi i cittadini vorranno lo spazio esternorare e ripristinare, piuttosto che progettare ex per portare i cani a fare pipì, pazienza, vincerànovo, rappresentano due scelte politiche com- l’edificio sottile, altrimenti, non ho dubbi, vin-pletamente diverse e opposte. cerà il recupero della perduta bellezza origina- Continuiamo con i fatti. ria. (P.P.)d Il Covilef N° 630
  • 25. | ( 25 ) |. LA VECCHIA TRUFFA DEI NUOVI PROGETTI zi influenzeranno gli esseri umani, le loro visce-ARCHITETTONICI. re, la loro socialità. Tutto è ridotto a un pro- DI NIKOS A. SALÌNGAROS dotto commerciale, a iniziare dalla vita.L’architettura indifferente all’anima umana è Un simile gioco sporco, funzionale all’auto-una setta. Dura a morire, intollerante, radicata mantenimento di una piccola casta e al ricicloin un network di potere costituito nei decenni. di un’ideologica estetica industriale che da ot-Non passa giorno senza che qualche giornalista tant’anni appesta l’arte del costruire, rovina lanon ne offici il rito mediatico, e innalzando lodi vera architettura a scala umana, e danneggiaal dio invecchiato della Contemporaneità, non gravemente tutti noi.mostri una “nuova” immagine architettonica, È chiaro che l’attività edilizia costante è unscintillante come una vetrina, e altrettanto alie- volano per l’economia. L’imprenditore ediliziona alla sensibilità autentica. Da qualche tempo deve costruire per fare lavorare i suoi capitali,il rito ha incluso la didascalia “sostenibile”, “a mentre il politico ha il dovere di migliorare lascala umana”, “bio”, ad uso di un pubblico che città (e dunque è ben lecito che sogni di lasciaresi presume ammaliato. La setta crede nel mar- un segno da statista sul territorio). Ma questeketing, e ha l’urgenza di rivoltare a proprio fa- forze che modellano la città, domandano indi-vore le critiche. Nella fattispecie la lezione gli è rizzi alla cultura architettonica su chi includeregiunta dagli scritti miei e dei miei amici del ed escludere tra i progettisti, ritenendo inge-Gruppo Salingaros, della Bioarchitettura e del- nuamente che proprio i nomi e gli stili conla Biourbanistica. Che abbiano paura è certo: maggiore visibilità possano fornire i migliorisiamo giunti al punto che pur di metabolizzare consigli. È qui che sbagliano, e inciampano neluna rivolta centrata, i membri della setta non grande scandalo oscurato dei nostri tempi. Dasoltanto contraddicono a parole quello che rea- quando i media si sono impossessati dell’archi-lizzano nei fatti, ma sono persino pronti a lavo- tettura sostituendo la scienza architettonica conrare gratis… una cultura artistica d’immagini astratte, priva Grazie a noi molti giovani hanno compreso di fondamento e di etica (quindi da Le Corbu-la necessità della partecipazione civile nelle sier), la comunità civile, politica ed economicascelte architettoniche che disegnano lo spazio è tutt’intera vittima di una truffa. I giochi fan-comune. Ed ecco allora che al pubblico si offre tasmatici degli architetti, privi di ogni relazionela pseudo-scelta fra progetti attentamente pre- con i bisogni socio-fisiologici umani, sono unselezionati. Ipotizziamo allora che un certo po- inganno.litico decida di risistemare un’area storica di- Il sistema di potere fine a se stesso, radicatosmessa del centro città. Chiama un gruppo di nei media e nelle sedi dell’insegnamento uni-architetti alla moda, i quali presentano progetti versitario, vede chiaramente nell’autentica ar-superficialmente diversi ma tutti allineati alla chitettura adattiva, biofilica e a scala umana, unsolita estetica della setta, come sempre da ot- pericolo mortale e cercherà sempre di impedir-tant’anni a questa parte, e invita la popolazione ne la fioritura, con ogni mezzo: disinformazio-a votare il migliore. Con la logica del bancale ne, calunnia, sovversione, plagio. Ma da sé solodel supermercato, mal travestita da democrazia, questo sistema sa soltanto erigere strutture inu-si continua così ad imporre l’architettura che mane, e fino a quando i politici sosterranno taleesclude a priori ogni adattabilità agli esseri settarismo ideologico, è certo che il nostro am-umani. Le sue immagini perennemente fredde, biente costruito potrà soltanto peggiorare. Abi-aliene, industriali, nonostante i profusi tentativi tatori dello spazio civile, la speranza è altrove:di alleggerirle con rendering virtuali di persone fatevi sentire, riprendetevi ciò che vi è dovuto.felici, mostrano l’ignoranza di come quegli spa- (N. A. S.)18 febbraio 2011 Anno XI
  • 26. | ( 26 ) | cio atta a mostrare le tecniche e i materiali tra-a L inee guida per la redazione del dizionali che si intendono adoperare. Grafica-Bando di Concorso Internazionale per la mente è richiesto di produrre disegni in pianta,ricostruzione degli Isolati. prospetto e sezione, oppure in spaccato asso- nometrico(segue da pag. 12) . PROJECT 1A. Gli studenti dovranno sviluppare, a livello (omissis)urbanistico, architettonico e strutturale, l’in-tero sito che si estende da via Giulia al Lungo- . PROJECT 1B.tevere, ricreando il carattere urbanistico-ar- Descrizione del Progettochitettonico precedente le demolizioni, e rea- Il progetto, da svolgersi in gruppo, riguar-lizzando al contempo un nuovo edificato ad da una proposta urbana per la ricostruzioneuso di un’Università Internazionale per Stra- dei due isolati urbani lungo via Giulia (l’isola-nieri, comprendente anche gli alloggi per gli to di Palazzo Ruggia, inclusa la Chiesa di Sanstudenti e i professori. Nicola in Piazza della Padella e gli altri edifici Per poter raggiungere questo obiettivo, il costituenti l’isolato, e l’isolato di Palazzoprogramma del semestre è organizzato in tre Lais, inclusi gli altri edifici costituenti l’isola-fasi – Project 1A, Project 1B and Project 1C. to). Come menzionato, questa non dovrà esse- re una pedissequa ricostruzione “com’era, do- Project 1A – da affrontare in gruppo (grup- v’era”, ma piuttosto una proposta di rigenera-pi costituiti al massimo da 4 studenti, con zione dello spazio con due lotti costituiti da ti-compiti individuali specifici) – consta di un pi e tipologie edilizie tradizionali, da utilizzar-“Progetto analitico” focalizzato sullo studio si come Sede di una Università Internazionaledelle caratteristiche del quartiere al centro di per Studenti Stranieri ed una serie di edifici resi-Roma, servirà a produrre un abaco linguistico denziali annessi ad uso degli studenti e del corpo(urbanistico, architettonico e di dettaglio) da docente. Questa ricostruzione comprende an-utilizzare come “dizionario” per il progetto che la ricreazione di Piazza della Padella esuccessivo. della piccola Chiesa di S. Nicola. Project 1B – da affrontare in gruppo (grup- Affinché l’intera area sventrata risulti rige-pi costituiti al massimo da 4 studenti), riguar- nerata, agli studenti è richiesto di progettareda la Progettazione Urbanistica del sito.. (almeno limitandosi al livello urbanistico), Project 1C – da affrontare individualmente una soluzione per la ricostruzione dell’isolato– in coordinamento con gli altri studenti co- di San Filippino, posto sull’altro versante distituenti il medesimo gruppo che ha sviluppato via Giulia, in corrispondenza degli isolati sud-la proposta urbanistica – riguarderà la Proget- detti.tazione Architettonica e Strutturale degli edifici Quest’area, anch’essa lasciata in abbandonoindicati nel Master Plan. I membri dello stesso all’indomani delle demolizioni del 1939, eragruppo svilupperanno i vari edifici proposti a già stata affrontata anni addietro dagli studen-livello urbanistico in modo da fornire una do- ti del Master di 2° livello dell’Università Ro-cumentazione completa di tutti quelli rappre- ma Tre, per cui quei progetti di ricostruzionesentati nel Master Plan. filologica possono essere presi come riferimen- L’ultima parte di questo progetto riguarde- to.rà la parte strutturale di una porzione di edifi-d Il Covilef N° 630
  • 27. | ( 27 ) |Elaborati richiesti: cetto la chiesa), con negozi al piano terra, e Per completare questa esercitazione di pro- altre attività ai piani superiori. Tenuto contogettazione urbana, ad ogni gruppo è richiesto che l’Università Internazionale sarà aperta adi produrre un pannello mostrante una pas- tutti, indipendentemente dai Paesi di prove-seggiata ideale attraverso il progetto, dal Te- nienza e dal Credo religioso, gli studenti po-vere a via Giulia, continuando attraverso l’iso- tranno liberamente decidere quale possa esserelato di San Filippino, fino a via Monserrato, l’uso più appropriato della chiesa – una chie-oppure procedendo in direzione opposta. Que- setta Cattolica, o uno spazio multi religioso adsta sequenza di immagini in prospettiva (prese uso di tutte le principali religioni monoteiste,ad altezza d’uomo) dovrà essere supportata da oppure, infine, uno spazio laico quale peruna pianta indicente la sequenza i punti di os- esempio un auditorium.servazione. Considerando che questa progetta- (omissis)zione urbana servirà come progetto prelimina-re per la successiva fase di progettazione ar- . PROJECT 1C.chitettonica (Project 1C), risulterà necessario Descrizione del Progettodecidere con molta cura le sagome in pianta La progettazione architettonica degli edifi-degli edifici, l’articolazione delle facciate, in ci è la logica continuazione del percorso pro-termini di aperture, altezze, marcapiani e/o gettuale che ha condotto alla definizione delmarcadavanzali, ecc. In questa fase gli studen- piano urbanistico (Project 1B), e sarà affronta-ti apprenderanno l’importanza del valore di ta individualmente dagli studenti facenti parteun approccio “tipologico” nel design urbani- dei gruppi che hanno definito i vari progettistico, che consentirà loro, sin da ora, di defini- urbanistici. È necessario che gli studenti co-re il carattere urbano dell’intervento, pur evi- munichino tra di loro all’interno dei gruppi,tando di spingersi nel disegno di dettaglio spe- aiutandosi vicendevolmente a raggiungere unacifico di ogni edificio, corretta e completa rappresentazione degli Per quanto riguarda i due isolati (Palazzo elaborati, che sia il frutto di un lavoro coordi-Ruggia e Palazzo Lais) da progettare tra via nato, e che mostri un insieme architettonicoGiulia e il Lungotevere, nella documentazione coerente nel momento in cui più progetti indi-fornitaci dal “gruppo Marconi” essi sono stati viduali appartenenti al medesimo gruppo ven-indicati come “Edificio A”, “Edificio B” e gano esibiti insieme.“Chiesa della Padella” (quest’ultima facente Questa fase progettuale include:parte dell’Edificio A). Per quanto concerne le 1. Progettazione Architettonica;facciate laterali dell’isolato di Palazzo Lais 2. Progettazione Strutturale.(“Edificio B”), ogni gruppo ha due opzioni: 1. progettare un’unica facciata continua, Programma ed Elaborati richiesti per la Progettazio- come se si trattasse di un unico lungo ne Architettonica edificio; Questa è una progettazione architettonica 2. trattare la struttura come una serie di individuale – ma coordinata – di uno o più differenti edifici, comprendenti le tipo- edifici all’interno dei lotti rappresentati nel logie dei “palazzi”, “palazzetti”, “case Piano Urbanistico. Sarà necessario elaborare in linea” e “case a schiera”, ognuno le piante di tutti i livelli, almeno 2 sezioni per- avente la propria facciata. pendicolari tra loro, tutti i prospetti (inclusi In ogni modo, tutti gli edifici dei Piani Ur- quelli sulle corti interne) e dei dettagli archi-banistici dovranno risultare ad uso misto (ec- tettonici, rappresentati ad una scala appro-18 febbraio 2011 Anno XI
  • 28. | ( 28 ) |priata atta ad agevolare la comprensione delle • 8 Appartamenti per i professori;parti più importanti dell’edificio, o degli ele- • Palestra;menti che definiscono il carattere dell’edificio • Giardino d’Inverno;progettato. Quello che segue è il programma • Corte interna;funzionale richiesto per i due isolati denomi- • Lavanderia;nati “Edificio A” ed “Edificio B”: • Servizi; • Edificio Indipendente gli uffici;“Edificio A” – Università Internazionale per Stra- • Servizi per gli uffici; nieri e Servizi Annessi Gli studenti, a loro discrezione, possono All’interno di questo isolato/edificio, si de- utilizzare o meno le planimetrie sviluppate dalvono prevedere 2 edifici collegati tra loro e “Gruppo Marconi” come guida per lo svilup-provvisti di ingressi distinti. Oltre ai necessari po del programma previsto. In ogni modo, le4 corpi scala e 2 ascensori centrali, dovranno sagome degli edifici dovranno essere rispettateprevedersi i seguenti spazi: al fine di riutilizzare le fondazioni preesistenti. • Biblioteca; Gli studenti che disegneranno le case a • Libreria; schiera dovranno progettare ciascuno non me- • Internet Point; no di 4 unità dell’intera serie di case previste. • Negozi sul/i fronte/i strada; Altre combinazioni tipologiche sono ammesse, • Sala Esposizioni; purché ogni studente ne produca anche il pro- • Segreteria e Uffici; getto per le strutture. • Servizi; (omissis) • Bar/caffetteria; ETTORE MARIA MAZZOLA • 26 Aule; • 8 Uffici per i Docenti; • 4 Aule per Seminari; • 4 Sale per Conferenza; • Ristorante; • Tetto Giardino (il tipico “Giardino in vaso” romano) con Terrazza panorami- ca; • Ricostruzione della Chiesa di S. Nicola in Piazza della Padella (il cui utilizzo è a discrezione del progettista).“Edificio B” – Residenze per Studenti e Professori e Servizi Annessi All’interno di questo isolato ci saranno di-versi edifici, che potrebbero risultare riuniti inun’unica facciata lungo le strade laterali, omantenere il loro aspetto originario di case aschiera con facciate separate. Gli spazi richie-sti per questo isolato sono i seguenti: • 12 Appartamenti, ognuno per 2/4 stu- dentid Il Covilef Wehrlos, doch in nichts vernichtet / Inerme, ma in niente annientato (Konrad Weiss Der christliche Epimetheus) N° 630