Your SlideShare is downloading. ×
0
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Thanks for flagging this SlideShare!

Oops! An error has occurred.

×
Saving this for later? Get the SlideShare app to save on your phone or tablet. Read anywhere, anytime – even offline.
Text the download link to your phone
Standard text messaging rates apply

1. UN’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA

5,173

Published on

Presentazione del Capitolo 1 del volume "Psicologia dei Nuovi Media" di GIuseppe Riva, Pubblicato dal Mulino, Bologna, 2008.

Presentazione del Capitolo 1 del volume "Psicologia dei Nuovi Media" di GIuseppe Riva, Pubblicato dal Mulino, Bologna, 2008.

Published in: Technology
0 Comments
1 Like
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

No Downloads
Views
Total Views
5,173
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
1
Actions
Shares
0
Downloads
194
Comments
0
Likes
1
Embeds 0
No embeds

Report content
Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
No notes for slide

Transcript

  • 1. L’INTRODUZIONE AI NUOVI MEDIA: LA DIGITALIZZAZIONE E L’INTERFACCIA
  • 2. Dalla COMUNICAZIONE FACCIA A FACCIA … <ul><li>Una struttura dialogica </li></ul><ul><li>Una molteplicità di canali comunicativi </li></ul>e in particolare dai NUOVI MEDIA … alla COMUNICAZIONE MEDIATA dai media <ul><li>Contiguità spazio-temporale </li></ul>
  • 3. Qual è il ruolo della PSICOLOGIA DEI NUOVI MEDIA ? lo studio, la comprensione, la previsione e l’attivazione dei processi di cambiamento che hanno la loro principale origine nell’interazione con i nuovi media comunicativi.
  • 4. Anolli propone 4 assunzioni che caratterizzano IL PROCESSO COMUNICATIVO <ul><li>la comunicazione è un’attività eminentemente sociale </li></ul><ul><li>la comunicazione è un’attività eminentemente cognitiva </li></ul><ul><li>la comunicazione è strettamente connessa all’azione </li></ul><ul><li>la comunicazione è partecipazione </li></ul>
  • 5. <ul><li>Ogni comportamento, compreso quello comunicativo, risulta essere espressione dell’ intenzionalità del soggetti, anche se non sempre il soggetto ne è consapevole </li></ul>La comunicazione è un processo di co-costruzione del significato che avviene nel “qui e ora” della conversazione e che vede come co-attori il parlante ed i suoi interlocutori LA COMUNICAZIONE NON E’ MAI INDIPENDENTE DAL CONTESTO IN CUI SI E’ INSERITI
  • 6. <ul><li>COS’ E’ IL MEDIUM? </li></ul><ul><li>Ogni artefatto in grado di permettere ai soggetti di superare i vincoli della comunicazione faccia a faccia, la situazione interattiva più naturale. </li></ul><ul><li>I MEDIA SONO DISPOSITIVI DI MEDIAZIONE </li></ul>Facilitano il processo di comunicazione, superando i limiti imposti dal faccia-a-faccia. Sostituiscono l’esperienza diretta, ponendosi “in mezzo” tra i soggetti interagenti.
  • 7. Ciascun MEDIUM si caratterizza per 3 dimensioni , che stanno tra loro in rapporto dialettico: il cambiamento di un elemento può portare ad un cambiamento negli altri. FISICA Include l’insieme delle caratteristiche naturali del medium SIMBOLICA PRAGMATICA Include l’insieme dei significati convenzionali espressi attraverso il medium Include l’insieme dei comportamenti con cui gli utilizzatori comunicano attraverso il medium
  • 8. L’introduzione di un nuovo medium implica una RICONFIGURAZIONE DELLE OPPORTUNITA’ DI MEDIAZIONE CULTURALE a disposizione dei suoi utenti: <ul><li>modifica la struttura dell’interazione e obbliga i soggetti ad adattarsi alla nuova situazione </li></ul><ul><li>rimuove dall’interazione il corpo ed i significati che questo porta con sé dando autonomia al messaggio </li></ul>
  • 9. Cosa si intende per ANALOGICO e DIGITALE ? un procedimento che rappresenta un fenomeno con continuità un procedimento che rappresenta un fenomeno in maniera discontinua Definiamo NUOVI MEDIA l’insieme dei mezzi di comunicazione che utilizzano il linguaggio digitale nella codifica delle informazioni.
  • 10. L’elaborazione digitale dell’informazione ha almeno 4 VANTAGGI : <ul><li>più facile memorizzazione dell’informazione </li></ul><ul><li>più facile modificazione dell’informazione </li></ul><ul><li>più facile integrazione tra i diversi canali </li></ul><ul><li>trasmissione dell’informazione meno sensibile </li></ul><ul><li>alla presenza dei disturbi </li></ul>
  • 11. L’impiego di rappresentazioni numeriche per trasmettere l’informazione è sicuramente la principale caratteristica dei nuovi media, ma è possibile identificare altre 4 caratteristiche proprie dei NUOVI MEDIA MODULARITA’ VARIABILITA’ INTERATTIVITA’ AUTOMAZIONE
  • 12. LA MODULARITA’ <ul><li>Consente di riutilizzare più volte lo stesso contenuto senza problemi </li></ul><ul><li>Completa il processo di separazione dei contenuti dal </li></ul><ul><li>supporto fisico del medium </li></ul>Gli utenti percepiscono sempre più i contenuti come entità astratte, virtuali e sono per questo sempre meno disposti a pagarli (necessità del Digital Rights Management –DRM )
  • 13. 4 sono le strade scelte per modificare il rapporto PRODUTTORE-UTENTE <ul><li>la possibilità da parte dell’utente di comprare esattamente il contenuto da lui richiesto </li></ul><ul><li>la possibilità da parte dell’utente di pagare non il singolo contenuto ma piuttosto l’utilizzo per un periodo di tempo definito di tutti i contenuti possibili </li></ul><ul><li>la possibilità da parte dell’utente di provare il contenuto, almeno in forma parziale, prima di acquistarlo </li></ul><ul><li>la possibilità da parte dell’utente di non pagare per il singolo contenuto in cambio di contenuti pubblicitari </li></ul>
  • 14. L’ INTERATTIVITA’ La fruizione del contenuto è lasciata libera all’utente mediante l’interazione Da una parte , L’interazione diretta viene garantita dalla possibilità di comunicare in modalità sincrona o asincrona Dall’altra , quando questo non è possibile, i nuovi media prendono la forma di ipermedia
  • 15. L’AUTOMAZIONE La natura numerica del nuovo medium permette al medium di svolgere in modo automatico una serie di operazioni sui propri contenuti, attraverso Un’automazione di basso livello , il cui obiettivo è migliorare un contenuto per l’utente in maniera trasparente Un’automazione di alto livello , il cui obiettivo è la realizzazione di “agenti intelligenti” in grado di filtrare i contenuti secondo le indicazioni dell’utente
  • 16. LA VARIABILITA’ <ul><li>Consente di modificare più facilmente lo stesso contenuto producendo molte versioni dello stesso oggetto </li></ul><ul><li>Permette di accedere agli stessi contenuti attraverso delle interfacce differenti </li></ul>Per interfaccia intendiamo l’insieme delle caratteristiche del medium che si pone in mezzo tra i diversi utenti consentendo loro di raggiungere il proprio obiettivo
  • 17. <ul><li>Ponendosi in mezzo tra i soggetti interagenti, consente loro di raggiungere il proprio obiettivo comunicativo </li></ul>Con l’evoluzione dei media infatti il supporto fisico diventa una “finestra” che consente la visualizzazione parziale di un insieme più ampio di informazioni disponibili L’INTERFACCIA assume con i nuovi media un ruolo centrale che non aveva con i media precedenti Nella progressiva separazione tra tecnologia e contenuto informativo
  • 18. L’ interfaccia rappresenta L’elemento che determina la mia capacità di analizzare l’elevata quantità di informazione disponibile permettendomi di trovare l’informazione che mi interessa La relativa indipendenza dalla componente fisica del medium stesso Cosa differenzia l’interfaccia dei nuovi media da quella di un medium tradizionale?
  • 19. <ul><li>L’interfaccia diventa un METAMEDIUM </li></ul>Ha le caratteristiche del medium (sostituisce l’esperienza diretta con una percezione mediata) Utilizza la dimensione fisica del medium tradizionale (pur essendo caratterizzata da dimensioni simboliche e pragmatiche proprie, non ha una dimensione fisica propria) Le 3 funzioni dell’interfaccia nei nuovi media <ul><li>Rappresentare le caratteristiche del medium attraverso un </li></ul><ul><li>modello </li></ul><ul><li>Rendere visibili gli oggetti digitali contenuti al suo interno </li></ul><ul><li>Facilitarne l’uso mediante un’opera di filtro e e selezione </li></ul>
  • 20. Facendo un passo indietro, analizzando la storia della HUMAN COMPUTER INTERACTION è possibile identificare 4 fasi, ciascuna caratterizzata da una particolare interfaccia: ELETTRICA GRAFICA SIMBOLICA TESTUALE
  • 21. LA FASE ELETTRICA è caratterizzata dalla presenza di computer analogici, in cui i dati sono rappresentati da grandezze fisiche che possono variare in maniera continua. Vede il passaggio dal linguaggio macchina al linguaggio simbolico: l’Assembly, costituito da una sequenza di numeri binari che consente l’interazione con il computer ma che è ancora strettamente legato al processore. LA FASE SIMBOLICA
  • 22. LA FASE TESTUALE Il cui inizio è segnato dalla nascita del sistema operativo. Viene utilizzato un linguaggio, una sorta di “grammatica” che consente l’interazione diretta con il computer. In cui si ha il passaggio dall’uso di un insieme di simboli- i comandi testuali- ad un altro insieme di simboli – le icone. Ma la vera novità è data dal passaggio da uno spazio monodimensionale ad uno bidimensionale. LA FASE GRAFICA
  • 23. Un approccio basato sull’idea di rappresentare gli oggetti digitali in maniera esplicita e caratterizzata in modo che l’utente possa agire su di essi allo stesso modo con cui interagisce con artefatti fisici LA MANIPOLAZIONE DIRETTA
  • 24. L’impiego della manipolazione diretta rappresenta un esempio di metafora efficace : in che senso? 2 tipi di metafore 2 conclusioni STRUTTURALI : strutturano un concetto nei termini di un altro ORIENTATIVE : dotano di una relazione di orientamento reciproco interi gruppi di concetti La componente fisica assume un rilievo fondamentale nella organizzazione del nostro sistema concettuale L’uso di metafore legate alla nostra esperienza corporea è più efficace rispetto a metafore che non lo sono
  • 25. <ul><li>Un nuovo medium diventa un’ affordance , un’opportunità per i suoi utenti, quando è in grado di offrire un maggior livello di presenza e presenza sociale . </li></ul>
  • 26. Possiamo definire l’ AFFORDANCE come L’opportunità d’azione (o di inibizione) fornita dall’ambiente all’individuo In pratica il soggetto può scegliere, in base ai propri obiettivi, il tipo di proprietà più utile a lui tra quelle che un oggetto è in grado di offrire. Il livello d’utilità è legato, oltre che al tipo di obiettivo, alla struttura fisica del soggetto ( affordance diretta ), al significato ( affordance mediata ) attribuito all’oggetto e al contesto in cui è collocato. Un’affordance è tale solo quando è visibile ed in grado di guidare l’azione
  • 27. <ul><li>Il rapporto tra intenzione e successo all’azione è valutato da uno specifico processo cognitivo </li></ul>LA PRESENZA
  • 28. <ul><li>La PRESENZA </li></ul>Dalla visione di telepresenza come sensazione dell’operatore umano di sentirsi presente nella locazione remota in cui si trova il teleoperatore A quella, oggi condivisa all’interno del mondo delle tecnologie, di: illusione percettiva di non-mediazione La presenza è la sensazione di essere all’interno di un ambiente, reale o virtuale, risultato della capacità di mettere in atto nell’ambiente le proprie intenzioni attraverso le affordance che questo ci offre .
  • 29. <ul><li>La PRESENZA SOCIALE </li></ul>La sensazione di essere con altri Sé all’interno di un ambiente, reale o virtuale, risultato della capacità di riconoscere nell’ambiente le intenzioni degli altri . In base al “principio di cooperazione” di Grice è importante comprendere le intenzioni dell’Altro per cooperare con lui nel proseguire l’interazione

×