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Capitolo 3 - Comprendere il ciberspazio
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Capitolo 3 - Comprendere il ciberspazio

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Capitolo 3 del volume "Psicologia dei Nuovi Media" di Giuseppe Riva, pubblicato dal Mulino, Bologna

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Capitolo 3 - Comprendere il ciberspazio Capitolo 3 - Comprendere il ciberspazio Presentation Transcript

  • CAPITOLO 3 COMPRENDERE IL CIBERSPAZIO
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio
    • la disponibilità di una rete di comunicazione digitale
    QUALI ELEMENTI CONSENTONO LA NASCITA DEL CIBERSPAZIO?
    • il passaggio dalla comunicazione punto a punto a una comunicazione distribuita
    • il passaggio dalla comunicazione asincrona a quella sincrona
    • lo sviluppo di pratiche in grado di compensare la rarefazione propria dei media testuali
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio Reduced Social Cues (RSC) Social Information processing (SIP) Social Identity De-Individuation Model (SIDE) IL CIBERSPAZIO Le principali teorie
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio La REDUCED SOCIAL CUES (RSC) THEORY La comunicazione tipica dei nuovi media testuali è priva di segnali di feedback che consentano agli attori interagenti di identificare con precisione gli aspetti relazionali e sociali
    • nei media testuali i soggetti sono più aperti e più liberi di esprimersi
    • la perdita dell’identità personale spinge gli attori a violare le norme sociali (flaming)
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio RSC L’ipotesi teorica alla base di questa teoria è che: SOCIAL PRESENCE La capacità di un medium di convogliare la presenza dei soggetti comunicanti MEDIA RICHNESS La quantità di informazioni trasmessa per unità di tempo È direttamente proporzionale a
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio SOCIAL IDENTITY DE-INDIVIDUATION MODEL
    • la distinzione tra media richness di un medium comunicativo e la sua capacità di trasmettere indici sociali
    • il riferimento alle teorie dell’identità sociale e della SELF-CATEGORIZATION THEORY (i soggetti sono caratterizzati da diversi sé: identità personale e identità sociali)
    Quali sono le caratteristiche principali ?
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio SOCIAL INFORMATION PROCESSING THEORY Indipendentemente dal mezzo di comunicazione utilizzato, i soggetti che vogliono sviluppare delle relazioni interpersonali tendono ad adattare le proprie strategie comunicative alle opportunità offerte dal medium, a patto che ci siano le seguenti condizioni
    • la presenza a priori di un elemento di motivazione
    • la capacità di costruirsi delle impressioni a partire dagli indizi disponibili
    • la capacità di convogliare informazioni di tipo relazionale
    • avere del tempo disponibile
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio CIBERSPAZIO FISICO Una rete di computer in grado di supportare il processo di comunicazione e di interazione SIMBOLICO Un luogo virtuale al cui interno l’utente può incontrare altre persone e sviluppare relazioni PRAGMATICO Il risultato dell’interazione tra elementi materiali e simbolici
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio I LIMITI DEL CIBERSPAZIO 1. RISPETTO ALLA COMUNICAZIONE FACCIA A FACCIA, SONO IMPOSTI ALCUNI VINCOLI AL PROCESSO COMUNICATIVO CHE RICHIEDONO UN PROCESSO DI ADATTAMENTO
    • la velocità
    • un numero elevato di atti locutori
    • una definizione non precisa dei turni di parola
    • assenza di elementi metacomunicativi
    • impegno a collaborare tra i partecipanti e cooperazione nella formulazione del messaggio non sempre presenti
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio 2. NON OFFRE GARANZIE SULL’ IDENTITA ’ DEI SOGGETTI INTERAGENTI
    • assumere identità fittizie ( spoofing)
    • assumere identità caratterizzate da un sesso differente (gender swapping)
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio 3. L’asimmetria comunicativa tipica della CMC, insieme alla difficoltà di identificare l’interlocutore, ha portato alla diffusione di comportamenti comunicativi disfunzionali
    • comportamenti aggressivi (flaming e bombing)
    • i comportamenti disfunzionali legati alla violazione o alla manipolazione dell’informazione (hacking, creazione di virus, lurking)
    • comportamenti disfunzionali legati all’abuso e alla distribuzione dell’informazione
    Dietro al comportamento disfunzionale e all’aggressività si cela spesso la frustrazione di un bisogno insoddisfatto
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio LE NETIQUETTE Per difendersi dalle battaglie virtuali e dal flaming, numerose comunità virtuali hanno creato un insieme di regole che gestiscono le modalità di interazione tra i membri Definire i possibili comportamenti disfunzionali e identificare delle sanzioni adeguate Creare un contesto normativo condiviso che garantisca il rispetto delle regole anche in mancanza di un moderatore
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio 4. IL “ DISTURBO DA DIPENDENZA DA INTERNET ” (un disturbo psico-fisiologico caratterizzato da dipendenza, perdita delle relazioni interpersonali, modificazioni dell’umore, alterazioni del vissuto temporale, attenzione completamente orientata all’utilizzo compulsivo del mezzo) 5. L’ “ INFORMATION OVERLOAD ” (il sovraccarico informativo, dovuto al fatto che la digitalizzazione ha aumentato la disponibilità d’informazione) L’ANSIA DA MANCANZA DI INFORMAZIONE SUFFICIENTE IL DISINTERESSE O IL RIFIUTO DELL’INFORMAZIONE
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio LE OPPORTUNITA’ DEL CIBERSPAZIO LE COMUNITA’ VIRTUALI A partire dalla visione di Tonnies , per cui a creare le comunità sono i vincoli di sangue e di luogo, mentre la società è una costruzione artificiale e convenzionale Passando per la definizione di gruppo sociale di De Grada , per cui “ogni aggregato di persone nell’ambito del quale la presenza e l’azione di tutti siano necessarie per assicurare a ciascuno, ne sia questi consapevole o meno, determinate soddisfazioni, nel quale dunque l’esistenza di tutti, nelle reciproche relazioni, sia indispensabile per soddisfare qualche bisogno di ciascuno” Un nuovo strumento anche in grado di aiutare i soggetti a superare l’isolamento sociale
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio Quali sono i criteri di gruppalità?
    • la presenza di interazioni frequenti orientate al perseguimento di uno scopo comune
    • la definizione di una struttura orizzontale che identifichi la divisione dei compiti e la comparsa di ruoli differenziati (che segna il passaggio da gruppo a organizzazione)
    • la percezione di ciascuno di essere parte di una stessa unità
    • Tre tipi di fattori influenzano lo sviluppo di una comunità:
    Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio Riuscire ad avere interazioni frequenti Spostare il comportamento interattivo verso il polo intragruppo
    • Fattori di partecipazione
    • Fattori dinamici
    • Fattori ambientali
    Due fattori ostacolano la creazione di una comunità
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio LE COMUNITA’ VIRTUALI Da una parte facilitano i contatti Dall’altra richiedono più tempo e più impegno per trasformarsi in vere comunità 2 possibili soluzioni Avere tempo e voglia sufficienti Sovrapporre una comunità virtuale ad una reale (es. Camsfield Estates Project)
  • Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio Le comunità virtuali … … il perfetto luogo di EMPOWERMENT Passando per le 3 fasi del processo: 1. Emergere e chiarirsi di un nuovo desiderio 2. Costruzione di una nuova pensabilità positiva 3. Trasformazione da pensabilità a possibilità SI HA LA POSSIBILITA’ DI SPERIMENTARSI E ATTIVARE IN PROCESSO DI CAMBIAMENTO, SENZA DOVER PAGARE IL COSTO DELLE SPERIMENTAZIONI NON ANDATE A BUON FINE
    • La facilità con cui nascono le relazioni nel ciberspazio può essere spiegata attraverso una serie di
    • elementi psico-sociali:
    Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio
    • la somiglianza : in generale persone simili tendono a scegliersi e le loro relazioni sono più durature
    • il controllo nell’auto presentazione : la rarefazione tipica del ciberspazio consente ai soggetti interagenti di selezionare gradualmente le caratteristiche dell’identità personale da presentare agli interlocutori
    • Un elevato livello di idealizzazione : il minor numero di informazioni relative all’altro ottenibili nella comunicazione testuale porta i soggetti interagenti a cercare di riempire i vuoti informativi con le proprie aspettative
    • Il ciberspazio, oltre a facilitare la presentazione di sé e quindi la
    • creazione dell’impressione di sé nell’altro, mette a disposizione dei
    • soggetti numerose strategie seduttive
    Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo III. Comprendere il Ciberspazio
    • la prossimità e la frequenza di contatto
    • la somiglianza
    • la complementarietà
    • L’ uso dell’ironia
    • mostrare attenzione e apprezzamento per l’altro
    • aprirsi all’altro