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Analisi semiotica della serie televisiva "House MD" realizzata per il corso di semiotica al Machina Institute di Brescia

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    • 1. Informazioni generali - 2. Genere - 3. Struttura - 4. Luoghi - 5. Linee Narrative 6. Personaggi - 7. Temi - 8. Valori - 9. Ritmo - 10. Visione Iperreale - 11. Analisi dell’Audience 12. Il successo
    • Titolo House, M.D. Paese Stati Uniti d’America Anno 2004 – (in corso) Stagioni 4 (in corso) Numero episodi 86 Durata Episodio 43’ Lingua originale Inglese
    • Formato Le strutture narrative dei prodotti seriali moderni hanno portato ad una perdita di differenziazione netta tra serial (strutture a saga, potenzialmente aperte)e serie (strutture a episodio, destinate ad una conclusione). Per questo “Dr. House”, che inizialmente è una serie senza memoria da una puntata all’altra, diventa un ibrido con un serial attraverso linee narrative che si protraggono in più episodi. Mondo rappresentato Il genere messo in scena in “Dr. House” è un medical, o meglio un hospital drama, la cui caratterizzazione principale deriva dal contesto in cui si svolge l’azione, l’ambiente medico-ospedaliero, e dalla conseguente tipologia dei personaggi, medici, infermieri e pazienti. Tonalità del racconto Gli episodi di “Dr. House” sono caratterizzati dall’unione tra la drammaticità dell’opposizione vita-morte (caratteristica della lotta per salvare il paziente) e l’ironia e comicità suscitata dai modi e comportamenti di House.
    • La struttura del telefilm si basa su uno schema fisso che è parte strutturale della costruzione di ogni episodio. Guardando “Dr. House” si ritrovano sempre almeno quattro momenti, il prologo, la sigla, il caso clinico e la chiusura dell’episodio. Il prologo Di solito questa scena viene realizzata in uno spazio esterno e permette fin da subito l’identificazione del paziente protagonista dell’episodio. L’irrompere di una malattia è di solito immediato e capovolge drammaticamente un momento di vita quotidiana dei soggetti. Il caso clinico Fase centrale della puntata in cui vengono effettuate diagnosi, prove ed errori, fino al punto limite del paziente. Sfiorando quindi la catastrofe si arriva poi sempre alla soluzione. La chiusura Nel finale di episodio troviamo spesso House da solo a casa con in sottofondo un brano musicale “su misura”. L musica viene utilizzata per commentare lo stato d’animo del protagonista, spesso in modo esplicito.
    • La sigla Come in tutte le serie americane la sigla usa un montaggio rapido di immagini digitali dal design raffinato, alternate a tavole anatomiche, immagini del cervello o dell’interno del corpo. Si riconosce una testa a cui in dissolvenza si sovrappone il viso di House (indicazione su chi sia il protagonista, la mente del gruppo) con il nome dell’attore a cui seguono poi i nomi dei coprotagonisti. Le immagini si alternano a riprese dell’ospedale dall’alto, localizzando così l’azione e dando anche l’indicazione del genere, ovvero l’hospital drama. Seguono poi immagini dalla’alto di un fiume e di un ponte, in segnalazione di una localizzazione geografica e del mondo esterno all’ospedale. Infine la sigla si chiude con la squadra di House che avanza camminandogli dietro, mentre lui zoppica appoggiato al suo bastone. Questa scena sembra rappresentare la reazione alla sfida da parte del gruppo, che assume un ruolo da eroe collettivo, avanzando al ritmo del capo come un’equipe coesa e solidale. Gli sguardi e l’avanzata verso la macchina e quindi verso lo spettatore fanno sì che egli si senta direttamente chiamato in causa.
    • Ambulatorio I casi di cui House si occupa nell’ambulatorio rappresentano, oltre ad un determinato luogo fisico, anche dei momenti comici all’interno del blocco narrativo principale. Di solito House segue questi casi controvoglia ma riesce sempre a dimostrare la propria abilità a discapito della malafede dei pazienti di fronte al suo sarcasmo e aggressività. L’ambulatorio viene sostanzialmente usato per valorizzare la competenza di House e il suo dovere principale, cioè quello di risolvere il vero e proprio caso attorno a cui ruota l’episodio. Sala della lavagna L’apertura di ogni caso clinico avviene con la riunione nella sala della lavagna dove House e i suoi assistenti sviluppano le prime ipotesi ed iniziano l’investigazione. L’uso della lavagna permette di scrivere ed elencare i sintomi ma è anche utilizzata per procedere l’investigazione del caso attraverso un metodo comparativo e un esclusione di sintomi o malattie. Questi momenti di riunione nella sala della lavagna possono essere considerati come i momenti chiave del telefilm. Essi infatti si ripetono in modo identico in ogni puntata e portano alla costruzione delle identità e qualità dei personaggi. Si passa da momenti di collusione, attraverso il gioco di squadra, a momenti di collisione , causata da antagonismi e rivalità. In definitiva si possono considerare i momenti nella sala della lavagna come delle pause di riflessione e di indagine alla ricerca di indizi e ipotesi per risolvere il caso preso in considerazione.
    • Una linea narrativa può essere definita a partire da un soggetto che persegue un obiettivo, seguendo determinati fini, interagendo con gli altri soggetti, superando degli ostacoli, fino ad un esito positivo o negativo. Rapporto delle linee narrative con la scansione episodio / stagione / serie Per via del suo formato la fiction presenta una triplice chiusura episodio / stagione / serie. Una linea narrativa può esaurirsi nel corso dell’episodio stesso (è il caso dei telefilm degli anni settanta e ottanta) o proseguire nel corso degli episodi per giungere alla conclusione al termine della stagione o addirittura dell’intera serie. “Dr. House” è inizialmente una serie “senza memoria” da una puntata all’altra: il tempo è circolare e lo schema ripetitivo, quindi i singoli episodi non conservano traccia di quanto è accaduto ai personaggi negli episodi precedenti. La serie però si è trasformata con il passare del tempo e le storie si sono dilatate anche negli episodi successivi. Quantità delle linee narrative La dilatazione delle storie nel corso di più episodi ha favorito il passaggio da una linea narrativa puramente verticale (relativa ad una singola puntata e nel caso di “Dr. House” quindi ad un caso clinico) a una linea narrativa orizzontale caratterizzata dalla continuità. Per questo in ogni episodio la quantità delle linee narrative è determinata da quella verticale relativa alla puntata e dall’eventuale presenza di linee narrative orizzontali provenienti dagli episodi precedenti.
    • Interazione tra le linee narrative Avendo definito il numero, la rilevanza e la scansione delle linee narrative si può osservare come queste linee, principali e secondarie, si interechino nel corso del loro sviluppo, andando ad influenzarsi reciprocamente. Nella quarta stagione della serie, House sta arruolando dei nuovi assistenti e questa storia rappresenta una linea narrativa orizzontale che si protrae nel corso di più episodi. Questa linea narrativa principale della stagione va poi a scontrarsi con le varie linee narrative verticali che compongono ogni singolo episodio. Nell’interazione tra le due si può notare come la volontà di ben figurare dei candidati per essere assunti (linea orizzontale) li porti a comportarsi in modo discutibile dal punto di vista etico e rischioso addirittura per la salute dei pazienti (linea verticale). Ipernarrazione o iponarrazione? Questi due termini possono rappresentare una macrocategoria in cui comprendere gli aspetti individuati finora relativamente alle linee narrative. L’ipernarrazione da una parte descrive una complessa dimensione narrativa caratterizzata da numerose linee di sviluppo che si sovrappongono travalicando anche i confini del singolo episodio. L’iponarrazione all’opposto indica un andamento narrativo più semplice in cui ogni episodio è basato intorno ad una linea principale che si esaurisce nell’episodio stesso. “Dr. House” a parte le puntate della prima stagione fa chiaramente parte della categoria di ipernarrazione a causa della forte densità narrativa, che abbiamo analizzato nei punti precedenti.
    • Dipendenza / indipendenza della serie dai personaggi La dipendenza o indipendenza di una serie da un singolo personaggio è un tratto determinante per l’identità della serie stessa. Si deve cioè stabilire se la serie potrebbe esistere senza di esso. Ovviamente la serie “Dr. House” dipende in tutto dal suo personaggio principale, senza la cui presenza l’intera serie non avrebbe alcun senso. Ruolo dei personaggi come elemento di continuità Considerando questo aspetto come conseguenza del precedente è ancora una volta evidente come il personaggio principale (House) rappresenti l’elemento che lega tutte le porzioni di cui è composta la serie e ne garantisca la continuità. Paragonando l’attività di House a quella di un detective, unico elemento ricorrente in molte serie investigative, possiamo considerare come in ogni episodio cambi la storia, la malattia da sconfiggere che viene presentata, e l’incorrere in un caso clinico da risolvere sia sempre affidato a House, che costituisce così il collante della serie.
    • Rilevanza dei personaggi Occorre determinare alcuni indici di gerarchia tra i personaggi, ad iniziare dal numero di personaggi da cui è composta la serie. In “Dr. House” il cast principale è composto da 6 personaggi che rivestono un peso relativo differente a seconda del loro ruolo: Wilson è l’amico oncologo di House sempre presente come appoggio all’ingegno e alla spregiudicatezza del collega; la direttrice dell’ospedale in continuo disaccordo con House si trova invece nel ruolo di massima autorità nell’ospedale ma nonostante ciò quest’autorità sembra sempre essere maggiormente attribuita ad House piuttosto che a lei; i tre assistenti di House, che variano nei ruoli narrativi e relazionali: Cameron, che è l’unica ragazza fa da contrappeso ai modi bruschi di House con la solidarietà e l’ascolto, Chase è l’assistente fedele che spesso difende House dalle critiche degli altri due, e Foreman è il medico nero che si presenta con la sua iperrazionalità come diretto antagonista di House e delle sue ipotesi azzardate e creative. Il terzetto di assistenti funziona un po’ come una protesi sensoriale di House, mente della squadra, mentre loro sono i suoi sensi, che visitano, curano ed operano per lui i pazienti.
    • Relazione tra i personaggi L’ambito di relazione tra personaggi individuabile in “Dr. House” è il concorrere al completamento dell’azione. La linea narrativa dell’episodio (che come abbiamo visto non è l’unica della serie e forse neanche la principale) è compiuta cooperativamente dall’equipe, intesa come soggetto unico, dalla quale però emerge la figura di House, che con le sue brillanti intuizioni concretizza il lavoro svolto dall’insieme nel corso dell’episodio. Evoluzione La dimensione evolutiva è un problema complesso che consiste nell’analizzare l’opposizione tra fissità e dinamicità dei personaggi, ovvero il grado di stabilità delle loro caratteristiche. Seguendo il progredire della serie, in “Dr. House” si assiste ad una trasformazione delle relazioni interne al gruppo. Negli episodi iniziali House è quasi venerato dai suoi assistenti che ne rispettano totalmente l’autorità e la guida. Nell’evoluzione della serie il rapporto gerarchico viene messo in discussione e gli assistenti mettono spesso House in crisi togliendoli credibilità. House in ogni caso stravince sempre ma si va incontro ad una umanizzazione del personaggio.. Questa trasformazione dei rapporti gerarchici dell’equipe va verso una maggiore autonomia dei singoli assistenti, che iniziano a delineare le proprie personalità e competenze, mentre si alternano i ruoli di chi difende, critica o dubita di House.
    • La componente tematica di una serie televisiva è rivolta a rispondere alla domanda “di cosa si parla?”. In “Dr. House” i temi portanti degli episodi sono giocati su coppie di valori , tutta la serie si basa sul conflitto tra vita e morte, incentivato dalle situazioni di malattia, che rappresenta una “non vita” così come una “non morte” può essere rappresentata dal coma. Altre opposizioni che costituiscono i temi principali della serie sono l’ordine (un equilibrio quotidiano) e il disordine (il precipitare degli eventi e quindi la malattia), il gioco singolo e il gioco di squadra, il valore individuale (l’onestà con se stessi) e il valore sociale (il lavoro ben fatto). La componente tematica presente negli episodi della serie ha un elevata densità, cioè i temi hanno una maggiore concentrazione rispetto all’universo rappresentato. Questi temi sono facilmente individuabili e incarnati in uno o più personaggi. Anche il livello di complessità è elevato; oltre al tema principale della semplice opposizione tra vita e morte , che tra variazioni e modulazioni viene proposto da un episodio all’altro, la serie presenta nei singoli episodi varie linee tematiche che danno la percezione di una maggiore ricchezza dei contenuti. In base a ciò possiamo considerare come le tematiche presenti nella serie siano organizzate in una struttura gerarchica che prevede la presenza di un tema con maggiore rilevanza sugli altri.
    • Come in ogni narrazione anche in “Dr. House” si manifestano alcune dimensioni valoriali intorno alle quali si muovono i personaggi e si sviluppano le vicende. Si tratta di una componente strettamente legata a quella tematica, ad un tema infatti possono essere associate diverse valorizzazioni: può cioè essere presentato come qualcosa da sostenere o da mettere in discussione In ogni puntata di dr. House non ci si trova davanti semplicemente all'evolversi di un caso clinico ma spesso anche a una vera e propria lezione di filosofia. Argomenti come aborto, eutanasia, sessualità, Dio e religione, etica professionale, famiglia e razzismo sono affrontati comunemente da House e dalla sua equipe. La stabilità dei valori attribuiti ai temi elencati non è però particolarmente marcata nella serie, perché risulta spesso difficile identificare, relativamente a ciascuno di questi temi, la posizione di House, che sembra sempre dipendere dalla posta in gioco, dalla sua battaglia personale contro quella particolare malattia, che lo fa optare per una soluzione piuttosto che per un'altra, anche se contraddittoria rispetto alla prima. I valori sono quindi sottoposti a trasferimenti e passaggi e sottoposti all’imposizione di punti di vista differenti. La presa in carico di un valore da parte di House procede secondo due modalità: inizialmente per adesione le valorizzazioni sono basate sulla partecipazione empatica e spesso variabile e imprevedibile del protagonista, mentre poi per assunzione le scelte di House appaiono meditate e commisurate ad un codice di valori specifico.
    • In termini ritmici “Dr. House” procede con un meccanismo a spirale, andamento che caratterizza le serie televisive, in cui bisogna fare un passo indietro per farne uno avanti. Trattandosi però di un medical drama, nello specifico possiamo dire che ogni qualvolta che la causa della malattia si perde a rimetterci non è l’orgoglio del protagonista, quindi House, ma la salute del paziente. Ogni volta che l’ipotesi o la diagnosi formulate si rivelano errate l’azione si riavvolge ad uno snodo precedente, permettendo alla squadra di House di considerare gli errori e formulare nuove ipotesi. La struttura fissa di ogni puntata di “Dr. House” è quindi quella di un graduale incremento verso la catastrofe, rappresentata dalla morte del paziente. La malattia viene usata per temporalizzare il racconto, come una sorta di conto alla rovescia, di cui lo spettatore è costantemente a conoscenza attraverso i dialoghi dei dottori. Ogni nuova diagnosi di House è collocata in una nuova dimensione temporale e si crea un sentimento di sospensione ed attesa verso una svolta narrativa e l’evitarsi della catastrofe.
    • La visione di una puntata di “Dr. House” è caratterizzata da una linearità e pulizia narrativa e da un’illuminazione devota alla massima visibilità. Ciò garantisce allo spettatore di comprendere con chiarezza ciò che sta guardando. E’ poi attraverso l’uso del digitale che lo sguardo dello spettatore viene portato sempre più in profondità, attraverso quella che nei telefilm americani contemporanei può considerarsi una passione anatomopatologa. Questa visione iperreale è di solito usata come una sorta di visualizzazione delle spiegazioni mediche, una visione da microscopio elettronico, che viene portata dentro i corpi dei pazienti fino ad individuare le cellule malate. Quello che viene fatto vedere, ovvero il danno che causa la malattia del paziente, fa diventare gli spettatori parte del processo di comprensione del medico. Queste visioni “interne” alternate a riprese documentarie, come lastre, radiografie o TAC portano a quello che può essere definito come un iperrealismo digitalizzato. Il viaggio dello spettatore dentro il corpo umano è digitalizzato e semplificato e lo protegge dalla brutalità delle immagini dal vivo. L’esasperazione del dettaglio e l’inserto digitale sviluppano anche un meccanismo attrattivo, un momento di meraviglia e di stupore dello spettatore, a cui è concesso di vedere qualcosa di comunemente invisibile. Dal punto di vista della regia questi momenti digitali di iperrealtà sono sempre accompagnati da cambiamenti percettivi, come un lampo di luce bianca o un sonoro più “interiore”, attraverso battiti e respirazione. Per lo spettatore, le immagini digitali risultano sostanzialmente incomprensibili dal punto di vista della riconoscibilità delle figure, per questo lo sguardo iperreale lavora sulle forme, i colori, le posizioni e i movimenti degli organi per far percepire i danni di una malattia.
    • Questo grafico rappresenta l’andamento dell’audience di “Dr. House” nel corso della sua programmazione in Italia, dalla prima stagione alla terza. E’ evidente come questi dati evidenzino una costante crescita che ha portato la serie da 3milioni di spettatori delle prime puntate agli oltre 5milioni degli episodi della terza serie, culminati con un picco di poco superiore ai 6milioni che ha portato “Dr. House” ad essere la seconda serie televisiva americana più vista (alle spalle di una altro medical drama, “ER” ) nella storia della televisione italiana.
    • Il successo di “Dr. House” è senza dubbio da attribuire al suo personaggio principale, House appunto, che rappresenta un eroe, o forse un antieroe, “marchiato” da una malattia, così come i pazienti che cura. House è zoppo, un handicappato fisico permanente e il dolore alla gamba lo accompagna costantemente. Questa suo “marchio” visibile rappresenta anche la lotta contro i veri antisoggetti del racconto: la malattia, il dolore e la morte. House non appartiene comunque interamente alla sfera dei buoni e dei valori positivi (dal punto di vista simbolico nelle fiabe lo zoppicare è un segno del diabolico).House è infatti spesso cattivo, brusco e sarcastico; da ciò ne deriva l’accostamento alla figura dell’antieroe. Il suo non essere completamente considerabile uno dei “buoni” gli consente di potersi permettere di continuare a sbagliare fino a risolvere ogni caso senza perdere la faccia ed essere sempre e comunque infallibile. La sua cattiveria è quindi necessaria perché rende accettabili gli errori e permette lo svolgimento della dinamica seriale in ogni episodio. House va al di là delle regole, rispondendo al solo imperativo di salvare il paziente con ogni mezzo possibile sempre con sarcasmo e cinismo che gli permettono di colmare la sua ambizione di capire.
    • Il personaggio di House è uno di quelli che o piace o viene odiato. Non esistono vie di mezzo nel processo di identificazione che lo spettatore fa questo personaggio. A giudicare dagli ascolti comunque sono più le persone che lo amano rispetto a quelle a cui House sta decisamente antipatico e anche nei confronti di quest’ultime, probabilmente House esercita un fascino nascosto che difficilmente le lascia del tutto indifferenti. È quasi strano vedere che una serie del genere possa riscuotere tanto successo, se si pensa che la maggior parte dei programmi in circolazione segue uno stile molto diverso. La società sembra amare tutt’altro, come i reality, dove i protagonisti fanno di tutto per piacere e apparire buoni davanti le telecamere. L’ostentazione dei sentimenti, la spettacolarizzazione di eventi drammatici sono la tattica migliore per farsi notare e quasi sempre ammirare. House è l’altra faccia di questi tempi, il personaggio che, al contrario di quelli dei reality, vuole non piacere e ce la mette tutta. E’ scontroso,maleducato,egoista e di fronte ai drammi non si scompone mai. Al contrario tratta i pazienti con un cinismo quasi non umano, ignorando sentimenti e malattie come se fossero banalità. Il successo televisivo di House si deve anche un po’ a tutto ciò perché, se non ci fosse, la televisione sarebbe troppo sentimentale.