Banca Etica per l'Economia Sociale al Femminile

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Banca Etica utilizza il denaro di persone e organizzazioni per finanziare esclusivamente imprese sociali che producono valore sociale e ambientale. In questa pubblicazione abbiamo raccolto le storie …

Banca Etica utilizza il denaro di persone e organizzazioni per finanziare esclusivamente imprese sociali che producono valore sociale e ambientale. In questa pubblicazione abbiamo raccolto le storie di alcune delle realtà finanziate particolarmente significative sul piano della parità di genere. Sono imprese sociali create e guidate
da donne e organizzazioni di tutela delle donne in condizione di fragilità.

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  • 1. BANCA ETICA Illustrazione gentilmente concessa dalla cooperativa Esfaira PER L’ECONOMIA SOCIALE AL FEMMINILE Banca Etica AL FIANCO DELLE DONNE VERSO UNO SVILUPPO SOLIDALE E SOSTENIBILE
  • 2. Banca Etica per l’economia sociale al femminile L’impresa sociale ...con la forza delle donne EDITORIALE Anna Fasano vicepresidente Banca popolare Etica Con l’assemblea di maggio 2013, i soci hanno fatto si che Banca Etica vivesse un’esperienza unica nel panorama bancario italiano, eleggendo un Consiglio di Amministrazione a maggioranza femminile, con donne che presentano differenti competenze e profili professionali. Questo importante momento è stato la tappa di un significativo percorso di attenzione rivolta alla parità di genere “al femminile” dove l’impegno alla par condicio è promosso attraverso azioni concrete, come l’accordo sulla conciliazione di tempi vita e lavoro, siglato di recente con le rappresentanze sindacali, che mira a sostenere attraverso la flessibilità degli orari una qualità della vita attenta alla dimensione professionale e personale dei dipendenti. Ai soci e clienti di Banca Etica viene richiesta medesima attenzione alla parità di genere, al coinvolgimento dei soggetti portatori di interesse delle varie associazioni, cooperative, realtà che accompagniamo, sosteniamo e finanziamo. Raccogliamo questi dati tramite la “valutazione socio ambientale”: un percorso che affianca la Il CdA di Banca Etica 2 classica istruttoria sulla sostenibilità economica dei progetti con lo scopo di sostenere quelle realtà che si impegnano nei valori della partecipazione, a della parità di genere, dell’attenzione al territorio e all’ambiente. Le organizzazioni del no profit e del profit responsabile – soprattutto nel campo educativo e sanitario – presentano una fotografia ove la maggioranza dei lavoratori coinvolti sono donne mentre il management e la governance vengono gestiti con una scarsa percentuale da donne a cui “tradizionalmente” non vengono affidati i ruoli di maggiore responsabilità. Eppure i dati pubblicati da Banca d’Italia nell’Indagine Congiunturale sulle micro e piccole imprese femminili condotta sul I trimestre del 2013, evidenziano come nelle aziende gestite da donne sia minore il tasso di sofferenza, maggiore il ricambio generazionale, più alta la partecipazione. Anche la percentuale di finanziamenti non solo concessi ma anche richiesti dalle imprese al femminile risulta inferiore. Uno studio effettuato alcuni anni fa dalla World Values Survey fa emergere quanto pesino pregiudizi presenti nella società, come il maggior diritto di un uomo ad avere un lavoro se i posti sono scarsi, la maggiore importanza di un’istruzione universitaria per i ragazzi, la superiorità degli uomini nei ruoli di vertice, l’attribuzione alle donne di ruoli tradizionali nella cura della casa: quanto più diffuse sono queste convinzioni, tanto minore è la probabilità delle donne di partecipare al mercato del lavoro. Quali sono le strade da percorrere nel prossimo futuro per ricercare un cambiamento? Sicuramente bisognerà agire sul piano culturale intervenendo sui pregiudizi valoriali e sulle “cattive prassi”, sul rafforzamento delle competenze professionali delle donne, sulle politiche nazionali e regionali per rimuovere gli ostacoli alla parità effettiva dei generi. Banca Etica con un CDA a maggioranza femminile e gli accordi sindacali di conciliazione ha avviato un percorso significativo di confronto e condivisione tra le socie volontarie, dipendenti e consigliere della banca.
  • 3. Banca Etica per l’economia sociale al femminile bri differenti». La percentuale, si legge nello studio, scende ancora se si considerano gli amministratori delegati: le donne sono il 9,3% del totale, anche in questo caso con un’evoluzione lentissima (erano il 9% nel 2008). BANKITALIA: «Poche donne ai vertici delle aziende e delle banche italiane» Le donne ai vertici di aziende, banche e delle società quotate sono ancora delle mosche bianche e solo il varo della legge per le quote rosa nelle imprese presenti in Borsa ha accelerato la crescita della componente femminile. è quanto si legge nello studio della Banca d’Italia dedicato a “Le donne e l’economia italia- na” secondo cui nelle società italiane con oltre 10 milioni di fatturato le donne presenti in CdA sono nel 2011 il 14,5% contro il 13,7% del 2008. «Una situazione che mostra un’evoluzione molto lenta – spiega la ricerca – non dissimile da quella di altri Paesi, che solo con rilevanti forzature sembra evolvere verso equili- Composizione dei CdA delle maggiori aziende italiane STUDIO Se si considera poi il settore bancario la presenza femminile ai vertici (nei ruoli di Direttore generale, membro del Consiglio di Amministrazione, membro del Collegio sindacale) è ancora più contenuta, raggiungendo il 7% nel 2010. Ancora minore era la presenza nei CdA delle società quotate in borsa fino a pochissimi mesi fa. Le donne erano il 4,5% nel 2004 e il 6,6% nel 2010. Si trattava per circa il 50 per cento di donne collegate al controllante da legami di parentela. A novembre 2012, con l’ingresso della legge sulle quote rosa, il 66% delle società aveva almeno una donna e il 24% era già in linea con le previsioni della legge (almeno il 30% dei Consiglieri di Amministrazione del genere meno rappresentato). Composizione dei CdA delle banche italiane 14,5% 7% 85,5% 93% composizione del CdA di Banca popolare Etica 54% donne uomini 46% Dati di Banca d’Italia 3
  • 4. Banca Etica per l’economia sociale al femminile In questa pubblicazione abbiamo raccolto le storie di alcune delle realtà finanziate da Banca Etica particolarmente significative sul piano della parità di genere! Sono imprese sociali create e guidate da donne e organizzazioni di tutela delle donne in condizione di fragilità BARI: Il Centro di documentazione e Cultura delle donne Tra le realtà finanziate da Banca Etica spiccano i progetti selezionati per la loro capacità di avere grosse ricadute culturali sul territorio. è il caso ad esempio del piccolo finanziamento erogato di recente a favore del Centro di Documentazione e Cultura delle Donne di Bari (www.cdcdonne.com), un’associazione noprofit che si occupa dal 1987 di promuovere il cambiamento culturale profondo nel rapporto fra i sessi e la diffusione del patrimonio di esperienze, idee e conoscenze prodotto dalle donne. Numerosi sono gli eventi promossi dal Centro: seminari, dibattiti pubblici, mostre, rassegne cinematografiche. Recente l’incontro “Nel segno di Ipazia - le donne e i saperi, prima ediz. del Festival delle donne”. Accanto a queste iniziative si è attivato, soprattutto negli ultimi anni, un forte impegno in vari contesti lavorativi (scuola, università) e avviate attività di formazione in istituzioni come la Casa Circondariale di Bari. Il Centro di Documentazione e Cultura delle Donne è attualmente impegnato come partner nel progetto Patti di genere promosso da Legacoop, il cui obiettivo riguarda una rielaborazione/ripensamento delle politiche di gestione del Comune di Bari in termini di organizzazione dei tempi, dei servizi e in risposta ai bisogni del territorio, soprattutto nei confronti di categorie sociali svantaggiate, in modo particolare le donne dei quartieri periferici e le donne di vecchia e nuova immigrazione. www.cdcdonne.com Sinnos, libri che lasciano il segno! Fin dagli inizi, con la storica collana I Mappamondi, che ha reso protagonisti i primi immigrati arrivati nel nostro paese (era il 1990), attraverso le loro storie di vita narrate in doppia lingua ai bambini italiani e stranieri che cominciavano a sedere agli stessi banchi di scuola.  Organigramma tutto al femminile (almeno nei ruoli di coordinamento!) per una delle storiche cooperative sociali di Roma, socia e cliente di Banca Etica: la Sinnos Editrice. La Sinnos è nata nel carcere romano di Rebibbia, nel 1990, un luogo rimosso, dimenticato – oggi drammaticamente sovraffollato –   dove spesso si arriva per ignoranza. Forse è anche per questo che le socie credono tenacemente nei libri e nella lettura. Oggi la Sinnos è dunque una casa editrice, ma anche molto altro! 4 Negli anni, si sono aggiunte altre collane: tanti libri che lasciano segni, aggiungono senso, significato, immaginazione, punti di vista diversi. Per dare gambe forti al futuro. Perché se il futuro sono i ragazzi sta agli adulti offrir loro tutti gli strumenti affinché possano crescere sapienti, capaci di pensare e immaginare, con menti libere. E allora la Sinnos ha voluto dire con chiarezza che le regole condivise sono indispensabili per crescere insieme e ha creato la collana Nomos che – in diversi volumi – spiega ai ragazzi la Costituzione, i diritti dei bambini e quelli dei lavoratori… e anche la Finanza Etica grazie a Chiara e l’uso responsabile del denaro realizzato in collaborazione con Banca Etica! Il catalogo Sinnos è ricco anche di storie, fiabe, leggende. Per narrarle scelgono con cura non solo le parole – dando a volte testimonianza delle lingue d’origine – ma anche le immagini: tratti e colori, che sono un secondo linguaggio capace di raccontarle. La Sinnos cerca e trova autori che sanno raccontare storie con la vita dentro: avventure, difficoltà, emozioni mescolate ai valori importanti per crescere: solidarietà, accoglienza, amicizia, cultura, capacità di scegliere, di cambiare, di non arrendersi… E lo fa per i piccoli e per i più grandi. E anche per i lettori “pigri” o con difficoltà di lettura, a cui è dedicata una collana e un font, leggimi!: perché leggere sia davvero un diritto per tutti. E per restare in tema di parità di diritti… una della ultime creazioni della Sinnos è Cattive Ragazze: una raccolta di avvincenti biografie di 15 donne audaci e creative che hanno fatto la storia. www.sinnos.org
  • 5. Banca Etica per l’economia sociale al femminile Siracusa: una cooperativa di donne per il bioturismo in Sicilia Un’impresa siciliana tutta al femminile che promuove il turismo sostenibile e di qualità. E che da sempre ha scelto la finanza etica. «Cogliere i paesaggi siciliani con la lentezza della curiosità e dello stupore, per esperienze fuori dai luoghi comuni»: con questa frase la cooperativa Bioturismo ci accoglie sul suo sito e ci anticipa la sua filosofia turistica. Bioturismo nasce ed è gestita da otto donne siciliane del siracusano con la voglia di far conoscere la Sicilia e promuovere un turismo sostenibile e slow. Non è solo un’agenzia di viaggi, ma un’impresa che offre un ventaglio di servizi: dalle visite guidate ai percorsi enogastronomici, dal trekking e mountain bike al pescaturismo. Ma non solo, la cooperativa offre anche percorsi per le scuole, come le attività “Ti presento Archimede” ,un gioco interattivo che fa sperimentare ai ragazzi le più importanti scoperte del matematico siracusano, e “La gara dei ricicloni” per imparare, giocando, buone regole e stili di vita sostenibili. Da sempre socia e cliente di Banca Etica, Bioturismo ha anche contribuito all’avvio del progetto “Eremo”, per la realizzazione di una struttura ricettiva, un ristorante, degli spazi convegnistici e delle proposte culturali nell’Eremo Madonna delle Grazie ad Avola Antica. Una struttura anch’essa gestita da una società di donne, socia e cliente di Banca Etica, secondo principi di sostenibilità, qualità, equità. Proprio qui, grazie alla relazione con Economia di Comunione, nel 2012 si è svolto il primo Laboratorio di Economia Civile organizzato insieme a Banca Etica, un percorso che ha portato alla nascita di Avolab, l’associazione che promuove la riflessione e lo sviluppo dell’Economia Civile e della Finanza Etica in Sicilia. www.bioturismosicilia.com Pangea, dall’Afghanistan all’Italia Contro ogni violenza e per la promozione economica e sociale delle donne La Fondazione Pangea Onlus è un’organizzazione no profit che dal 2002 lavora per favorire condizioni di sviluppo economico e sociale delle donne e delle loro famiglie attraverso l’istruzione, l’educazione ai diritti umani, la formazione professionale, l’educazione igienicosanitaria e alla salute riproduttiva e la microfinanza, per la creazione di attività generatrici di reddito. però, essere donna significa essere vittima di situazioni politiche instabili, di precetti religiosi e di pregiudizi sociali. Pangea non è solo denuncia: è soprattutto azione. Perché è importante aiutare ogni donna a costruire una vita ricca di certezze e di speranze per se stessa e per la comunità in cui vive. Perché una Donna può diventare una moltiplicatrice di Pace. Pangea opera in Italia, Afghanistan e India in collaborazione con associazioni e gruppi locali di donne che condividono la volontà di un’azione efficace che renda le donne protagoniste del loro stesso percorso di riscatto economico e sociale e che favorisca la loro partecipazione attiva allo sviluppo della comunità di appartenenza e dell’intero Paese. Perché una donna è una moltiplicatrice di benessere nella società in cui vive, è il nodo di una rete sociale e di solidarietà. Troppo spesso, Il Programma Italia di Pangea è nato nel 2008 e da allora ha coinvolto 889 donne, assistite dai centri antiviolenza oppure che hanno ricevuto orientamento o informazioni. In Italia, Paese tra gli otto più sviluppati del mondo, la violenza di genere è ancora una piaga che colpisce moltissime donne. La prima indagine Istat (2006) riguardante il fenomeno della violenza fisica e sessuale ha stimato in 6 milioni 743mila il numero delle donne – tra i 16 e i 70 anni – che sono state vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. E i casi non denunciati sono molti di più. Malgrado il riconoscimento delle dimensioni preoccupanti del fenomeno e le politiche attuate nell’arco degli ultimi decenni dallo Stato Italiano, le misure messe in atto non sono a oggi ancora sufficienti per affrontare e risolvere il problema. Grazie all’esperienza maturata negli anni, Fondazione Pangea ha avviato un programma integrato di supporto informazione, prevenzione e contrasto alla violenza domestica. Informa attraverso il forum del sito www.sportelloantiviolenza.org, attraverso cui è possibile ricevere informazioni e indicazioni, in forma anonima, sulle questioni legali, psicologiche e sanitarie legate alla violenza. Accoglie, in collaborazione con alcuni centri antiviolenza, le donne vittime di violenza offrendo loro un percorso di riabilitazione, aiutandole a recuperare il legame genitoriale con i figli testimoni delle violenze in modo che possano superare il trauma insieme. Permette alle donne inserite nel programma di ricostruire una vita socio-lavorativa attraverso strumenti che permettono di valorizzare le competenze di ognuna e grazie al microcredito, attuato in convenzione con Banca Etica. www.pangeaonlus.org 5
  • 6. Banca Etica per l’economia sociale al femminile Cooperativa Allevatrici Sarde Imprenditoria, cultura e solidarietà dal 1962 La Cooperativa Allevatrici Sarde (CAS) nasce a Oristano l’8 agosto 1962, grazie all’intraprendenza di un piccolo gruppo di donne rurali che decide di darsi un’opportunità di crescita personale e professionale. All’inizio avviano un’attività di allevamento razionale di animali da cortile, finalizzata all’autoconsumo e al piccolo commercio. Ma ben presto la forte concorrenza dei grossi allevamenti spinge la CAS a cercare un’altra strada, diventando cooperativa di consumo – un’attività che si è sviluppata con successo in oltre 50 anni, nella continuità dello spirito solidaristico delle origini unito a una crescita che ha portato con sé numeri, competenze e attività. Alla fine degli anni Settanta, le donne di CAS introducono l’Agriturismo in Sardegna: lo concepiscono come fonte di reddito e come esperienza che le arricchisce in senso più ampio. Il contatto con gli ospiti che vengono “da fuori” permette di conoscere aspetti culturali diversi dai propri, usanze, idiomi linguistici, «di viaggiare per il mondo stando comodamente sedute sulla poltrona di casa propria». Nel 2001 la Cooperativa avvia anche un  laboratorio di panificazione e produzione di dolci tipici sardi. Nel 2010 entra nel gruppo Coop Italia. Oggi la CAS ha 22 punti vendita, un fatturato annuo di circa undici milioni di euro e, con le sue 10.800 socie, è la più grande cooperativa femminile d’Europa. L’incontro valoriale con Banca Etica si è concretizzato, tra l’altro, nel finanziamento erogato per la realizzazione di quattro impianti fotovoltaici, una scelta di sostenibilità ambientale che testimonia lo sguardo rivolto al futuro di questa Cooperativa. Nel 2012, in occasione del 50° compleanno, la Cooperativa Allevatrici Sarde ha ripercorso la sua storia, con la mostra di foto e video “Mancai Barrosas” - letteralmente “ancora convinte”. Attraverso i volti delle sue socie, ha ribadito la tenacia e la fiducia delle donne della CAS – donne, figlie e nipoti di quell’originario gruppo di casalinghe rurali – nel loro progetto imprenditoriale. www.coopallevatricisarde.it A Roma la cooperativa L’Accoglienza offre una casa e un lavoro alle ragazze madri mia, un laboratorio di artigianato solidale per favorire l’occupazione. È iscritta all’albo delle Cooperative sociali della Regione Lazio e collabora attivamente con servizi sociali dei Municipi e dei Comuni che richiedono inserimenti nelle case famiglia. La Cooperativa l’Accoglienza Onlus è nata nel 1990 per sostenere la nascita di Casa Betania: una casa famiglia per l’accoglienza di bambini e donne in difficoltà. L’obiettivo è diffondere la cultura dell’accoglienza e della famiglia solidale e radunare le energie per dare vita ad una casa famiglia. Cooperativa l’Accoglienza e Casa Betania sono un binomio indissolubile ma con compiti e vocazioni distinte: da un lato Casa Betania, casa famiglia che ha cercato e cerca sempre di essere attenta ai bisogni di coloro che incontra lungo il cammino. Dall’altra la Cooperativa che ha offerto e offre strumenti, professionalità (e contenitore giuridico) adeguato per provare a elaborare risposte adeguate ai bisogni analizzati. Oggi, oltre a quattro case famiglia, gestisce servizi a favore dell’integrazione e dell’autonomia della donna che vive situazioni di disagio sociale. I principali di questi servizi sono un centro diurno per bambini 0-3 anni, diversi appartamenti per percorsi di autono- Dal cuore accogliente di Casa Betania sono nati e si sono sviluppati i progetti legati all’accoglienza: la Cooperativa gestisce oggi quattro case famiglia. Oltre a Casa Betania che proseguirà nell’accoglienza di bambini (0-9 anni) collocati su indicazione dei Servizi sociali, ci sono 6 altre due case famiglia per l’accoglienza di bimbi disabili e la Casa di Marta e Maria per l’accoglienza di gestanti e mamme in difficoltà. Un progetto che si è sviluppato notevolmente negli ultimi anni è quello del laboratorio “Da Tutti i Paesi”. Si tratta di un laboratorio artigianale solidale, che intende offrire a donne e madri immigrate e italiane in uscita dalla casa famiglia un’opportunità di lavoro creativo, un’occasione di partecipazione sociale, una possibilità per valorizzare la tradizione e la ricchezza artistica e culturale di cui queste donne sono portatrici. “Da Tutti i Paesi” è luogo di incontro e laboriosità, un’esperienza di convivenza e cooperazione tra persone di provenienze diverse per nazionalità, cultura, religione. Il laboratorio inoltre, nelle sue creazioni artigianali, attraverso l’acquisto e l’uso di materie prime e semilavorati solidali, sceglie di sostenere progetti di solidarietà e giustizia del Nord e Sud del mondo e di promuovere la crescita di una cultura e di un’economia responsabile. Collabora con le botteghe del commercio equo e solidale e con cooperative che operano nel sociale, come la Stelletta, Eugea, Esprit Equo, Ctm, Equoland e AltraQualità; sostiene progetti a favore dell’Indonesia e del San Salvador, della Colombia e dell’India, del Kenya. I prodotti del laboratorio sono realizzati artigianalmente, con tecniche e materiali ecocompatibili e sostenibili, dall’origine rintracciabile, e sono venduti a un prezzo trasparente ed equo. Nel laboratorio “Da tutti i Paesi” lavorano oggi quindici donne che attraverso l’attività artigianale sostengono la propria famiglia. A loro è garantita una equa retribuzione, un’adeguata formazione e un ambiente lavorativo sereno. www.coopaccoglienza.it
  • 7. Banca Etica per l’economia sociale al femminile GOAP Riconoscere e affrontare la violenza sulle donne tramite l’accoglienza e la riconoscenza G.O.A.P. Onlus è un’associazione nata nel 1998 per offrire aiuto concreto alle donne che vivono situazioni di violenza, sia all’interno che all’esterno della famiglia. Goap – compagna di cammin o storica per Banca popolare Etica - offre ospitalità temporanea a donne con o senza figli che vogliono allontanarsi da una minaccia. Goap contribuisce anche alla diffusione di conoscenze e documentazioni relative al fenomeno della violenza contro le donne. Dal 1999, l’associazione GOAP gestisce il primo centro antiviolenza a Trieste in convenzione con la Provincia e il Comune di Trieste e altri Comuni limitrofi, in collaborazione con l’Asl1 Triestina, ottenendo un ampio riconoscimento istituzionale per i suoi servizi alla comunità. Nel 2004, il centro antiviolenza si è trasferito nell’attuale sede di Via S. Silvestro 5 ed è un luogo in cui le donne che subiscono violenza trovano uno spazio di ascolto, di condivisione e di sostegno delle loro scelte nel rispetto della segretezza e dell’anonimato. La struttura è composta da un centro d’accoglienza pubblico – che solo nel 2009 è stato contattato da 222 donne - e da due appartamenti per l’ospitalità, uno per le emergenze dove convivono oggi 9 donne con 9 minori ed uno per ingressi programmati, la casa la casa rifugio segreta per donne in situazioni di particolare gravità e/o prive di altre soluzioni abitative idonee, che accoglie oggi 7 donne e 7 minori. Presso il acentro antiviolenza lavorano sei operatrici e diverse volontarie, socie dell’Associazione, che offrono la loro collaborazione per tutte le attività del centro. www.goap.it Cooperativa sociale E-sfaira Con il progetto “Donne&Lavoro” punta sull’autonomia campo dell’educazione con percorsi innovativi e finalizzati a potenziare tutte le risorse personali. Oggi è attiva nel campo dell’Educazione, della disabilità, dei percorsi di cittadinanza attiva per persone di origine straniera e del rapporto tra donne e lavoro. La cooperativa E-sfaira nasce nel 2011, dall’esperienza dell’Associazione omonima che ha realizzato progetti educativi e sociali nel territorio padovano dal 2003, distinguendosi per la particolare attenzione alla progettualità dedicata ad ogni persona coinvolta, per l’attivazione di un efficace lavoro di rete con i soggetti del territorio e per l’impronta ecosistemica su cui si è fondata ogni azione socio-educativa. La cooperativa apre gli orizzonti a nuove progettualità rivolte ai bambini, ai ragazzi, alle famiglie del territorio, con particolare interesse alla dimensione inclusiva, consolidando e allargando la rete di alleanze con gli enti locali, con il mondo della scuola, dell’Università, con soggetti pubblici e privati con i quali collabora per costruire servizi innovativi nell’ambito sociale ed educativo. La cooperativa E-Sfaira nasce come aps nel 2003 e opera nel In particolare Donne & lavoro è un progetto per la realizzazione di un centro per il sostegno dell’autonomia personale e della crescita professionale delle donne “più vulnerabili”: le donne sole, le donne in situazione di povertà e le donne migranti, con particolare attenzione per le mamme. E-sfaira, dal 2003 al 2011 associazione prima ed oggi cooperativa sociale, lungo questo arco di tempo ha conosciuto moltissime donne/mamme e raccolto storie che parlano di successi, ma anche di situazioni di disagio, della percezione di un senso di estraneità ed impotenza che sfocia in isolamento sociale ed emarginazione quando non viene superato. I racconti parlano “della difficoltà di farsi accettare, di capire e poter essere capite” della messa in discussione della loro identità che le lascia spesso con un senso di smarrimento ed estraneità, della fatica di vivere la maternità in condizione di solitudine, senza l’aiuto di un compagno e/o della propria famiglia di origine. in un percorso articolato di relazione, conoscenza e formazione. Le problematicità si accentuano quando le donne sono persone immigrate. • rafforzare le relazioni tra le donne e renderle effettivamente un gruppo di auto-aiuto; In questo caso il disagio non è dovuto soltanto a motivi linguistici a culturali, ma spesso anche alla mancanza di informazione o alla scarsità di mezzi e strumenti per fronteggiare tale situazione di disagio. Oltre al supporto linguistico e culturale è necessario quello logistico in materia sanitaria, scolastica e normativa e quello di accompagnamento alla formazione ed alla ricerca di un lavoro. • restituire loro l’idea del far parte di una comunità; Le attività previste dal progetto mirano a coinvolgere le donne in difficoltà e/o le donne migranti Il percorso, articolato in attività diversificate, ha la finalità di: • renderle consapevoli delle proprie potenzialità; • valorizzarne le competenze, le tradizioni e le esperienze; • sviluppare nelle donne la capacità di agency. L’obiettivo che il progetto si pone sul lungo periodo è il conseguimento dell’empowerment da parte delle donne coinvolte. www.esfaira.it 7
  • 8. Banca Etica e Finanza al Femminile Flo è nato da quattro donne il concept store di moda e design dove il made in Italy diventa solidale La Cooperativa FLO di Firenze – socia e cliente di Banca Etica – è nata all’inizio del 2010 da quattro giovani donne fiorentine. È una boutique di moda solidale nel centro storico di Firenze, a due passi da Ponte Vecchio. Flo è un universo sfaccettato che ha deciso di scommettere sull’idea che qualità ed etica possano viaggiare sullo stesso binario, senza per questo rinunciare all’eleganza. È una sfida molto attuale quella su cui il concept store ha deciso di investire tutte le sue energie: si può essere la vetrina di un mondo più attento e consapevole senza rinunciare allo stile? La risposta è sì. Facendo scelte mirate, valutando i prodotti, valorizzando i giovani creativi, dando spazio a manifatture di nicchia ma soprattutto impegnando il proprio tempo in una ricerca continua e costante. Flo ha avviato diverse collaborazioni, da una parte per favorire l’impiego di personale svantaggiato e gli inserimenti terapeutici, dall’altra quelle che gettano ponti verso designer emergenti, piccole aziende sparse sul territorio nazionale e altri social business, realtà che lavorano alle creazione di abbigliamento, accessori e complementi d’arredo su scala ridottissima, utilizzando solo materiali di prima scelta o di riciclo e creando prodotti finiti che sono quasi sempre pezzi unici. Flo è un social business (cooperativa sociale di tipo B-Onlus) che, offrendo opportunità lavorative a persone svantaggiate, intende proporre un altro tipo di acquisto, un acquisto critico, basato sulla qualità del prodotto e soprattutto sulla dignità del lavoro necessario per crearlo. Il made in Italy si sposa con un nuovo modo di fare imprenditoria che ha come obiettivo la solidarietà e la promozione umana. Lo shopping da Flo diventa trasparente, consapevole e critico, nella misura in cui al cliente viene data la possibilità di conoscere da vicino chi produce e come produce, presentando ogni prodotto con la sua storia e la sua ricerca ricca di significato. Il concept del negozio Flo è quindi quello di spaziare dalla moda al design, dall’arte alla ricerca di nuovi talenti, dall’artigianalità locale a progetti di collaborazione internazionali, e creare reali opportunità di lavoro per persone in difficoltà. www.flo-firenze.org APèZIE Serenella, orgogliosa di produrre pappa reale “biologica” nonostante le intimidazioni e la concorrenza dall’estero L’incontro fra passione per il mondo degli insetti e della natura, esperienza nel campo della ricerca entomologica e voglia di creare lavoro in un territorio che di lavoro ne offre troppo poco, fa nascere Apèzie, un’azienda apistica. L’imprenditrice è Serafina Di Gioia, per tutti Serenella, che racconta: «Ho incontrato molti ostacoli: per ben due volte il campo su cui avevo le arnie è stato oggetto di incendi dolosi, ma il desiderio di realizzare il mio progetto ha avuto sempre la meglio. Nel 2011, grazie anche al sostegno di Banca Etica che mi ha concesso la fidejussione necessaria, sono riuscita ad accedere a “welfare to work” una linea di finanziamento della regione puglia per l’avvio di attività d’impresa». S ­ tampato nel settembre 2013 / MV010 Stampa: Publistampa Arti Grafiche. Carta riciclata 100% macero, inchiostri con solventi a base vegetale, 8 Ora Serenella ha un piccolo allevamento a Gioia del Colle (Bari) e si dedica principalmente alla produzione di pappa reale e, in parte di miele. «Ogni anno ho in programma di aumentare e diversificare la produzione – racconta Serenella - ma ogni anno ho qualcosa da migliorare e l’aumento di produzione passa in secondo piano. Probabilmente la mia rimarrà sempre una piccola azienda, ma preferisco puntare più sulla qualità del prodotto che sulla quantità. Naturalmente, la mia pappa reale ha la certificazione biologica». mano d’opera costa pochissimo e di conseguenza anche la pappa reale. Nella pappa reale d’importazione, però, non si hanno garanzie sulla qualità del processo produttivo. Alcuni paesi che vantano grandi produzioni di pappa reale, infatti, hanno una legisla- zione in campo agricolo meno restrittiva che in Italia, cosa che permette l’utilizzo di prodotti non adoperati nel nostro paese perché considerati nocivi. Peccato che sull’etichetta non sia obbligatorio scrivere il paese di produzione… www.apezie.com Serenella conosce le difficoltà del suo mestiere, ma non si lascia spaventare: solo il 3-4% della pappa reale che si consuma in Italia è di produzione nazionale, il resto viene importato da paesi dove la Via N. Tommaseo 7 35131 Padova (Italy) Ph. +39 0498771111 Fax +39 0497399799 www.bancaetica.it