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Poesie di natale

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  • 1. Oggi viene realizzato in tutto Poesie di Natale Selezionate e raccolte per gli amici europei dai ragazzi della classe II B dell’Istituto “M.G.Cutuli” Crotone 1
  • 2. 2
  • 3. L'Albero degli amici Voi cosa ne dite Amici cari se in questo Natale faccio un bell'albero dentro il mio cuore e ci attacco invece dei regali i nomi di tutti i miei amici? Gli amici lontani e vicini, gli antichi ed i nuovi. Quelli che vedo tutti i giorni e quelli che vedo di rado, quelli che ricordo sempre e quelli che alle volte restano dimenticati, quelli costanti e quelli intermittenti, quelli delle ore difficili e quelli delle ore allegre... quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire... quelli che conosco profon- damente e quelli dei quali conosco solo le apparenze, quelli che mi devono poco e quelli ai quali devo molto. I miei amici semplici ed i miei amici importanti. I nomi di tutti quelli che sono già passati nella mia vita. Un albero con radici molto profonde, perché i loro nomi non escano mai dal mio cuore. Un albero dai rami molto grandi perché i nuovi nomi venuti da tutto il mondo si uniscano ai già esistenti. un albero con un'ombra molto gradevole per che la nostra amicizia sia un momento di ripo- so durante le lotte della vita. 3
  • 4. IL NATALE La pecorina di gesso sulla collina di cartone, chiede umilmente permesso ai Magi in adorazione. Splende come acquamarina il lago, freddo e un po' tetro, chiuso fra la borraccina, verde illusione di vetro. Lungi nel tempo, e vicino nel sogno (pianto e mistero) c'è accanto a Gesù Bambino un bue giallo, un ciuco nero. G. Gozzano Le ciaramelle Udii tra il suono le ciaramelle, ho udito un suono di ninne nanne. Ci sono in cielo tutte le stelle, ci sono i lumi nelle capanne. Sono venute dai monti oscuri le ciaramelle senza dir niente; hanno destata né suoi tuguri tutta la buona povera gente. Ognuno é sorto dal suo giaciglio; accende il lume sotto la trave; sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio, 4
  • 5. di cauti passi, di voce grave. Le pie lucerne brillano intorno, là nella casa, qua su la siepe: sembra la terra, prima di giorno, un piccoletto grande presepe. Nel cielo azzurro tutte le stelle paion restare come in attesa; ed ecco alzare le ciaramelle il loro dolce suono di chiesa; suono di chiesa, suono di chiostro, suono di casa,suono di culla, suono di mamma, suono del nostro dolce e passato pianger di nulla. Giovanni Pascoli Natale si avvicina Il Natale si avvicina, se lo cerchi è già in cucina, sul divano, nel tuo letto e anche dentro l'armadietto. Il Natale si avvicina, è in soffitta ed in cantina e portando dolci suoni rende tutti i bimbi buoni. 5
  • 6. Quando l'inverno ci costringe a rimanere nelle case e il vento freddo sospinge anche le nuvole lontane, che sia sereno, nevichi o piova il Natale si avvicina e porta un'aria nuova. Prepariamo la festa con grande attenzione, sistemiamo ogni cosa con precisione. Anche se l'attesa sembra non finire, il Natale si avvicina e vi farà gioire. In ogni stanza un profumo prezioso, dove si pranza un aroma goloso, odore di mandarini, abeti e cioccolata, il Natale si avvicina e ogni stanza è decorata. 6
  • 7. Natale Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade. Ho tanta stanchezza sulle spalle. Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata. Qui non si sente altro che il caldo buono. Sto con le quattro capriole di fumo del focolare. Giuseppe Ungaretti 7
  • 8. - Poesie Natalizie - A Gesù Bambino di Umberto Saba La notte è scesa e brilla la cometa che ha segnato il cammino. Sono davanti a Te, Santo Bambino! Tu, Re dell’universo, ci hai insegnato che tutte le creature sono uguali, che le distingue solo la bontà, tesoro immenso, dato al povero e al ricco. Gesù, fa’ ch’io sia buono, che in cuore non abbia che dolcezza. Fa’ che il tuo dono s’accresca in me ogni giorno e intorno lo diffonda, nel Tuo nome. Notte Santa Guido Gozzano - Consolati, Maria, del tuo pellegrinare! Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei. Presso quell'osteria potremo riposare, ché troppo stanco sono e troppo stanca sei. Il campanile scocca lentamente le sei. 8
  • 9. Notte Santa Mamma, chi é che nella notte canta questo canto divino? Caro, è una mamma poveretta e santa che culla il suo bambino. Mamma, m'é parso di sentire un suono come di ciaramella... Sono i pastori, mio piccino buono, che van dietro alla stella.. Mamma, c'é un batter d'ali, un sussurrare di voci intorno, intorno... Sono gli angeli discesi ad annunziare il benedetto giorno. Mamma, il cielo si schiara e si scolora come al levar del sole... Splendono i cuor degli uomini; é l'aurora del giorno dell'amore. Diego Valeri Cantilena di Natale Dormi, bambino della mamma! Se dormi, fra poco vedrai l'Angelo grande, e la stella cometa. Ninna nanna, bambino della mamma! Se dormi, verranno i pastori con gli agnellini e la dolce zampogna. Ninna nanna, bambino della mamma! 9
  • 10. Se dormi, verranno i Re Magi carichi d'oro, d'argento, di mirra. Ninna nanna, bambino della mamma! Se dormi, vedrai la Madonna che adora in ginocchio Gesù Bambino. Ninna nanna, bambino della mamma! Se dormi, ti verrà vicino, per giocare, Gesù Bambino: ti darà i balocchi del cielo, le stelle del firmamento, zampogne d'oro e d'argento, perché tu dorma contento, bambino della mamma! Ninna nanna! Milly Dandolo 10
  • 11. Lauda di Montefoscoli Maria lavava, Giuseppe stendeva Suo figlio piangeva dal freddo che aveva. Sta zitto, mio figlio, che adesso ti piglio! Del latte t'ho dato, del pane 'un ce n'è. 11
  • 12. La neve sui monti cadeva dal cielo: Maria col suo velo copriva Gesù. . C . . . Carosello di Natale. . C. Accendi le candele e il carosello gira. Inizia la magia per grandi e per bambini, girano in girotondo gioiosi i cherubini. Suonano e tintinnano 12
  • 13. sonagli e campanelli, girano nella giostra gli angioletti belli. Anch'io vorrei girare e fare caroselli e come gli angioletti suonare i campanelli. Ma questo girotondo non é per i bambini, é fatto per il volo di alati cherubini. . . . . Ci sono i monti laggiù lontano con un castello un poco strano, poi le casette sulle colline alcune grandi,altre piccine; c'é un laghetto di carta argentata sembra che l'acqua si sia ghiacciata; una stradina di ghiaia e farina porta un cesto di frutta la contadina porta un agnello un pastore fino alla grotta di Cristo Signore. Ecco il presepe,grande o piccolino,dà il benvenuto a Gesù Bambino! Ecco il presepio preparato: abbiamo messo il muschio per prato, c'é un ruscelletto di carta argentata e dei sassolini per far la passeggiata. Ci sono le case di cartoncino e tante luci messe vicino a illuminare il piccolo borgo e poi tante pecore messe attorno. E un cantuccio piccolo e buio é del nostro Signore il rifugio. Giocattoli sotto l'albero 13
  • 14. Sotto lo sfavillar del gaio abete, i giocattoli fan quasi un villaggio. Lucidi, nuovi: ancora non sapete quanti son, quali saran: sembra un miraggio... C'è un treno già montato sui binari, una bambola nera che par viva, un camion col rimorchio e con i fari, sei burattini in vispa comitiva. Il gioco del ping-pong, la gru girevole, tre libri di racconti e un'altalena. Gesù Bambino è stato servizievole: la stanza dei suoi doni è tutta piena. Che meraviglia! I bimbi trasognati li odoran, con un tacito sorriso. Gli angeli certo li han fabbricati: han tutti ancora odor di paradiso... 14
  • 15. Le renne di Babbo Natale coi mesi dell'anno si fan chiamare. C'é Gennaio freddoloso e Febbraio scherzoso; Marzo invece é pazzerello, Aprile gira con l'ombrello; Maggio ama gli uccellini, Giugno i giochi dei bambini; Luglio ha un fiato da leone e Agosto sta al solleone; Settembre invece beve il vino e Ottobre gli sta vicino; 15
  • 16. Novembre é una renna poco solare e Dicembre Rudolph si fa chiamare. Natale in capo al mondo, dimmi come sarà non riesco a immaginarlo stando qua. Però sono convinto che piacerà anche a te e che lo stai aspettando come me. Metti le ghirlande sopra il tuo bambù sopra un fico d'India o dove vuoi tu. Non riesco a immaginare Natale senza abete senza camino acceso e senza neve. Non riesco a immaginare Natale sotto il sole in mezzo a fiori di ogni colore. Ma credo che Natale sia più di tutto ciò sia più di quel che vedo e più di quel che ho. Natale è ritrovarsi di nuovo tutti insieme 16
  • 17. nel mondo dei bambini dolce e lieve. È il sogno di una pace di un mondo senza guerra di un tempo più sereno sulla Terra. E posso immaginare che al sole in riva al mare anche tu chiuda gli occhi per sognare. Anche se le ghirlande le metti sul bambù sopra un fico d'India o dove vuoi tu. La voce è un regalo che arriva da lontano, che non si fa comprare, che non si fa scartare Voi siete molto soli ed io sono lontano, ma anche se corressi in auto 17
  • 18. o in aeroplano non potrei mai arrivare per dirvi Buon Natale. Certo vi voglio bene, ma dall'anno passato il tempo non c'è stato, il lavoro ci ha rubato anche il tempo di un ricordo. Mi dispiace, vi ho svegliato, ma questa notte vi ho ritrovato. Voglio la vostra voce che mi parli del passato. Ormai da più di un'ora ci contendiamo il ricevitore, perché la notte di Natale le parole sprizzano amore e noi, finalmente, 18
  • 19. le scambiamo allegramente. La voce è un regalo che arriva da lontano, che non si fa comprare, che non si fa scartare. 19
  • 20. Se quest'anno non passerà Babbo Natale non ti devi proprio disperare. Ha un tale d'affare quel vecchietto che la memoria gli può giocare uno scherzetto! Ma per fortuna a riparare ogni svista di aiutanti ne ha una bella lista! C'é Santa Lucia col suo asinello e Gesù Bambino, sorridente e bello. C'é la Befana con la sua scopa e i tre Magi ai cammelli in groppa! Che fervore nell'officina dei folletti di Babbo Natale. Presto, presto Natale si avvicina non si può certo farselo scappare! C'é un folletto che i pezzi unisce di un trenino decorato a strisce. Un altro decora delle automobiline, un altro ancora veste le bamboline. 20
  • 21. Ognuno ha un suo compito determinato perché preciso il lavoro sia terminato. Quante scatole devono preparare i buoni folletti per aiutare Babbo Natale nella sua missione perché ogni regalo giunga a destinazione, tutto intatto e ben confezionato e nel viaggio non venga sciupato. Così dietro alla carta colorata, rimane ignoto il gran mistero di cosa ci sia dentro per davvero A Gesù Bambino di Umberto Saba La notte è scesa e brilla la cometa che ha segnato il cammino. Sono davanti a Te, Santo Bambino! Tu, Re dell’universo, ci hai insegnato che tutte le creature sono uguali, che le distingue solo la bontà, tesoro immenso, dato al povero e al ricco. Gesù, fa’ ch’io sia buono, che in cuore non abbia che dolcezza. Fa’ che il tuo dono s’accresca in me ogni giorno e intorno lo diffonda, nel Tuo nome. E’ nato! Alleluia! di Guido Gozzano E’ nato il sovrano bambino, 21
  • 22. è nato! Alleluia, alleluia! La notte che già fu sì buia risplende di un astro divino. Orsù, cornamuse, più gaie suonate! Squillate, campane! Venite, pastori e massaie, o genti vicine e lontane! Non sete, non molli tappeti, ma come nei libri hanno detto da quattromill’anni i profeti, un poco di paglia ha per letto. Da quattromill’anni s’attese a quest’ora su tutte le ore. E’ nato, è nato il Signore! E’ nato nel nostro paese. Risplende d’un astro divino la notte che già fu sì buia. E’ nato il Sovrano Bambino, è nato! Alleluia, alleluia! I Magi Angiolo Silvio Novaro La carovana non è lontana dei Magi d'Oriente. Scalpitìo di cavalli si sente, suoni di pifferi, confuse aria di cornamuse. I re portano tesori su cavalli bardati d'argento, e i pastori a passo lento ingenui cuori. I Re Magi 22
  • 23. Era una notte azzurra con tante stelle in cielo; sopra le dune sparse palme dal lungo stelo. Dolce silenzio. I Magi sopra cammelli bianchi seguivan la cometa... felici e un poco stanchi. Venivan da lontano, da regni d'oltremare, scrutavan l'orizzonte desiosi d'arrivare. Ecco Betlemme alfine; ecco, nella capanna, un tenero Bambino in braccio alla sua Mamma. I vecchi Re si prostrano e ognuno di loro offre un suo dono splendido: incenso, mirra e oro. Cantano intorno gli angeli: "All'umile Giudeo s'inchinano i potenti: Gloria in excelsis Deo!" Il mago di Natale Gianni Rodari S'io fossi il mago di Natale farei spuntare un albero di Natale in ogni casa, in ogni appartamento dalle piastrelle del pavimento, ma non l'alberello finto, di plastica, dipinto 23
  • 24. che vendono adesso all'Upim: un vero abete, un pino di montagna, con un po' di vento vero impigliato tra i rami, che mandi profumo di resina in tutte le camere, e sui rami i magici frutti: regali per tutti. Poi con la mia bacchetta me ne andrei a fare magie per tutte le vie. In via Nazionale farei crescere un albero di Natale carico di bambole d'ogni qualità, che chiudono gli occhi e chiamano papà, camminano da sole, ballano il rock an'roll e fanno le capriole. Chi le vuole, le prende: gratis, s'intende. In piazza San Cosimato faccio crescere l'albero del cioccolato; in via del Tritone l'albero del panettone in viale Buozzi l'albero dei maritozzi, e in largo di Santa Susanna quello dei maritozzi con la panna. Continuiamo la passeggiata? La magia è appena cominciata: dobbiamo scegliere il posto 24
  • 25. all'albero dei trenini: va bene piazza Mazzini? Quello degli aeroplani lo faccio in via dei Campani. Ogni strada avrà un albero speciale e il giorno di Natale i bimbi faranno il giro di Roma a prendersi quel che vorranno. Per ogni giocattolo colto dal suo ramo ne spunterà un altro dello stesso modello o anche più bello. Per i grandi invece ci sarà magari in via Condotti l'albero delle scarpe e dei cappotti. Tutto questo farei se fossi un mago. Però non lo sono che posso fare? Non ho che auguri da regalare: di auguri ne ho tanti, scegliete quelli che volete, prendeteli tutti quanti. La Befana Giovanni Pascoli (1855-1912) Viene viene la Befana vien dai monti a notte fonda. 25
  • 26. Come è stanca! La circonda neve, gelo e tramontana. Viene viene la Befana. Ha le mani al petto in croce, e la neve è il suo mantello ed il gelo il suo pannello ed il vento la sua voce. Ha le mani al petto in croce. E s’accosta piano piano alla villa, al casolare, a guardare, ad ascoltare or più presso or più lontano. Piano piano, piano piano. Che c’è dentro questa villa? Uno stropiccìo leggero. Tutto è cheto, tutto è nero. Un lumino passa e brilla. Che c’è dentro questa villa? Guarda e guarda...tre lettini con tre bimbi a nanna, buoni. guarda e guarda...ai capitoni c’è tre calze lunghe e fini. Oh! tre calze e tre lettini. Il lumino brilla e scende, e ne scricchiolan le scale; il lumino brilla e sale, e ne palpitan le tende. Chi mai sale? Chi mai scende? Co’ suoi doni mamma è scesa, sale con il suo sorriso. Il lumino le arde in viso come lampada di chiesa. Co’ suoi doni mamma è scesa. La Befana alla finestra sente e vede, e s’allontana. Passa con la tramontana, passa per la via maestra, 26
  • 27. trema ogni uscio, ogni finestra. E che c’è nel casolare? Un sospiro lungo e fioco. Qualche lucciola di fuoco brilla ancor nel focolare. Ma che c’è nel casolare? Guarda e guarda... tre strapunti con tre bimbi a nanna, buoni. Tra la cenere e i carboni c’è tre zoccoli consunti. Oh! tre scarpe e tre strapunti... E la mamma veglia e fila sospirando e singhiozzando, e rimira a quando a quando oh! quei tre zoccoli in fila... Veglia e piange, piange e fila. La Befana vede e sente; fugge al monte, ch’è l’aurora. Quella mamma piange ancora su quei bimbi senza niente. La Befana vede e sente. La Befana sta sul monte. Ciò che vede è ciò che vide: c’è chi piange e c’è chi ride; essa ha nuvoli alla fronte, mentre sta sull’aspro monte. 27

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