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  • La protezione incendiPROTEZIONE ANTINCENDIOConsiste nell’insieme delle interventi finalizzati a ridurrei danni dovuti ad un incendio agendo sulla MAGNITUDOdell’evento dell’incendio in misure di protezioneGli interventi si dividono in misure di protezione:PASSIVA ATTIVAServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • MISURE DI PROTEZIONE PASSIVANon richiedono l’azione dell’uomoOBIETTIVIGarantirel’incolumità deilavoratoriLimitare glieffetti nocivi deiprodotti dellacombustioneContenere idanni astrutture,macchinari,beniLa protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • MISURE DI PROTEZIONE PASSIVALimitare gli effetti dell’incendio nello spazio enel tempo con:OBIETTIVO Distanze di sicurezza esterne ed interne Strutture aventi resistenza al fuoco commisurate ai carichi d’incendio Barriere antincendio Muri, schermi e porte tagliafuoco Materiali classificati per la reazione al fuoco Vie d’esodo Sistemi di ventilazioneLa protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • MISURE DI PROTEZIONE PASSIVADISTANZE DI SICUREZZACONCETTOInterposizione di spazi scoperti o di strutturetra aree potenzialmente soggette ad incendioSCOPO Impedire la propagazione dell’incendio pertrasmissione di energia termica radianteDETERMINAZIONEIn via teorica è basata sulle determinazionidell’energia termica irraggiata dalle fiamme diun incendioPRATICALa compartimentazione della strutturacomporta l’utilizzo di ampi spazi vuoti.Soluzione poco pratica e poco economicaALTERNATIVARealizzazione di elementi di separazionestrutturale di tipo “TAGLIAFUOCO”La protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • MISURE DI PROTEZIONE PASSIVASTRUTTURE RESISTENTI AL FUOCO COMMISURATE AICARICHI D’INCENDIOCONCETTO ESCOPOAttitudine di un elemento da costruzione(componente o struttura) a conservarestabilità, tenuta, isolamento termico (R.E.I.)DETERMINAZIONESi basa su una relazione tra la duratapresumibile dell’incendio ed il caricodi’incendio del comparto in esame, facendoriferimento ad un incendio con una curvastandard temperatura/tempo più severarispetto alle possibili condizioni realiLa protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • MISURE DI PROTEZIONE PASSIVABARRIERE ANTINCENDIOHanno la funzione di impedire la propagazione degli incendi lineari (BARRIERELOCALI) e tridimensionali (BARRIERE TOTALI) all’interno di un edificio ed in alcunicasi di consentire la diminuzione delle distanze di sicurezza.MATERIALI CLASSIFICATI PER LAREAZIONE AL FUOCOLa protezione incendiMATERIALI NON CLASSIFICATI PER LAREAZIONE AL FUOCOServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • MISURE DI PROTEZIONE PASSIVAMATERIALI CLASSIFICATI PER LAREAZIONE AL FUOCO0 = MATERIALI NON COMBUSTIBILIA1 = IMPIEGO A PARETE E A SOFFITTOA1FL = IMPIEGO A PAVIMENTOA1L = IMPIEGO PER ISOLAMENTO DI INSTALLAZIONI TECNICHE APREVALENTE SVILUPPO LINEARELa protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • MISURE DI PROTEZIONE PASSIVAMURI E PORTE TAGLAIFUOCOUsati per completare efficacemente la compartimentazione dell’ambiente di lavoroPorte e muri tagliafuoco hanno le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco (REI)Si distinguono in:PORTE SCORREVOLIPORTE INCERNIERATEPORTE A GHIGLIOTTINACon sistema di chiusuraautomatica che in casod’incendio fannochiudere il serramentoDi norma rimangonoaperte. Si chiudonomediante congegno chesi attiva durante unincendioStesso principio dellescorrevoli tranne che lachiusura avviene insenso verticale (dalbasso verso l’alto)La protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • MISURE DI PROTEZIONE PASSIVAVIE D’ESODOCRITERI DI ADEGUATEZZA I luoghi di lavoro devono avere normalmente 2 vie d’esodo Le vie d’uscita devono essere indipendenti per permetterel’allontanamento ordinato delle persone dall’incendioContinua a pg. successivaLa protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica Vie d’esodo e uscite devono essere tenute libere da ostruzioni edevono essere sempre disponibili Devono essere munite di illuminazione e segnaletica come da norma Ogni porta d’esodo deve essere facilmente apribile dalle persone esenza chiavi Le vie d’esodo devono essere larghe in relazione al numero deglioccupanti
  • MISURE DI PROTEZIONE PASSIVASISTEMI DI VENTILAZIONE LUCERNARI A SOFFITTO VENTILATORI STATICI CONTINUI (la ventilazione avviene attraverso fessurelaterali continue) SFOGHI DI FUMO E CALORE APERTURE A SHED SUPERFICI VETRATE NORMALILa protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • MISURE DI PROTEZIONE ATTIVARichiedono l’azione dell’uomo o di impiantiOBIETTIVIRilevazioneprecocedell’incendioSegnalazionedell’incendioAzione dispegnimentoprecocedell’incendioLe misure di protezione attiva si attuano mediante:1. Estintori2. Rete idrica3. Impianti di rivelazione automatica4. Impianti di spegnimento automatici5. Dispositivi di segnalazione e d’allarme6. Evacuatori di fumo e caloreLa protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • MISURE DI PROTEZIONE ATTIVAESTINTORIPORTATILI CARRELLATIPOLVERE CO2Pressurizzati a carica di propellente separataPOSIZIONAMENTO:Devono esserefacilmenteindividualbili,disponibili eutilizzabiliDevono esseresegnalati da cartelliDETERMINAZIONENO ESTINTORI Il numero èindividuato solo inalcuni casi Normalmente siposizionano adistanza che variada 15 a 30 metriLa protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • MISURE DI PROTEZIONE ATTIVAESTINTORI CARRELLATI Concepiti per essere utilizzati a mano Classificati in base alla loro capacità estinguente (A,B,C,D,E) Va scelto in base all’ipotesi di incendio del localeMODALITA’D’USO Il max contenuto di estinguente deve essere indirizzato al cuore dellacombustione La distanza di erogazione deve essere tale che l’effetto dinamico dellascarica tagli l’afflusso di O2 alla fiamma Non colpire il pelo libero di liquidi per la possibilità di cospargere ilcombustibile incendiato ed estendere l’incendio Il focolaio appena estinto non va mai abbandonato in tempi brevi. Verificarecon certezza che il fuoco sia spento e diradare le ceneri parzialmenteincombuste Gli estintori lasciati a terra sono pericolosi: devono essere sempre appesi esempre segnalati da cartelliLa protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • MISURE DI PROTEZIONE ATTIVAESTINTORI PORTATILIStesse caratteristiche funzionali dei carrellati ma dotati di carrellodi supporto per lo spostamento in quanto + grandi e pesantiTIPOLOGIA Ad H2O in disuso A schiuma per liquidi infiammabili Ad Halon per motori e macchinari A polvere per liquidi infiammabili e apparecchi elettrici A CO2 per apparecchi elettriciA polvere e CO2 sono i più diffusiCO2APOLVEREPRESSURIZZATOAPOLVERECONCARICAPROPELLENTESEPARATALa protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • MISURE DI PROTEZIONE ATTIVAESTINTORI A CO2 Costituiti da una bombola per una pressione di caricaa 15° C di 250 atm Vengono revisionati ogni 5 anni dall’ISPESL Congegno di apertura = valvola di comando a leva contenuta in ebanite Sull’ogiva della bombola sono punzonati i dati relativiall’estintoreAll’apertura della bombola, il liquido spinto dalla pressione interna sale attraverso iltubo pescante, passa attraverso la manichetta raggiungendo il diffusore dove,uscendo parte evapora istantaneamente provocando un brusco abbassamento ditemperatura.Modo d’usoLa protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • RETE IDRICA ANTINCENDIOInstallata per proteggere attività industriali o civili a rischio elevato mediante unimpianto antincendio costituito da una rete idricaRETE IDRICAAcquedotto cittadinoVasca di disgiunzionedeve essere: Indipendente Dotata di valvola di sezionamento A pressione ed erogazione costante e continua Disposta ad anello Protetta da gelo e corrosione Sufficiente per la copertura protettiva dell’intera attività (idranti,tubazioni e lance)collegata a:La protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • IMPIANTI DI SPEGNIMENTO AUTOMATICISostanza estinguenteSprinklerad H2Oa schiumaa CO2ad Halona polvereClassificati persostanza estinguenteutilizzataTipo d’impiantoa umido = H2O in pressionea secco = aria in pressione sostituita da H2O al momentodell’interventoa schiuma = schiuma in serbatoiCO2, Halon, polvere = contenuti in serbatoialternativi = funzionano a secco nei mesi freddi e a umido neimesi caldipre-allarme = dotati di dispositivo che esclude falsi allarmia diluvio = dotati di sprinklerClassificati per l’azioneestinguenteLa protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • IMPIANTI DI RILEVAZIONE AUTOMATICARilevano l’incendio prima che degeneri nella fase generalizzataRIDUCONO IL TEMPO REALE D’INTERVENTO permettendo:Avviare tempestivosfollamento dipersone e beniAvviare pianod’interventoAttivare sistemi diprotezione attiva epassivaÈ importante avere un TEMPO DI INTERVENTO inferiore al tempo diprima propagazione, cioè intervenire prima del FLASH-OVERperchéle temperature sono basse e perché è facile intervenire e contenere idanniLa protezione incendiÈ importante avere un TEMPO DI INTERVENTO inferiore al tempo diprima propagazione, cioè intervenire prima del FLASH-OVERperchéle temperature sono basse e perché è facile intervenire e contenere idanniServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • RIVELATORI D’INCENDIOClassificati in base al fenomeno chimico/fisico o al metodo di rilevazione:RIVELATORE AUTOMATICO D’INCENDIOdispositivo installato nella zona da sorvegliare che misura nel tempo come variano legrandezze tipiche della combustioneFENOMENOCHIMICO/FISICOMETODO DI RILEVAZIONE RILEVATORICaloreStatici (allarme al superamento di unvalore di soglia)PuntiformiFumo (a ionizzazione oottici)Differenziali (allarme ad un datoincremento)a punti multipli(poco diffusi)GasVelocimetrici (allarme per velocità diincremento)Lineari (poco diffusi)FiammeInsieme di apparecchiature fisse utilizzate per rilevare e segnalaretempestivamente ogni principio d’incendioCampo d’applicazione: depositi intensivi, depositi sostanze/materiali ad alto valore specifico,ambienti ad alto carico d’incendio non compartimentabili, ambienti con impianti tecnicidifficilmente accessibili e controllabiliLa protezione incendiServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica