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Report energia 1.0
 

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Report sulle fonti energetiche rinnovabili, sulla rete elettrica nazionale e sull'importanza del risparmio energetico.

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    Report energia 1.0 Report energia 1.0 Document Transcript

    • Report Energia“L’energia apparterrà a tutti, proprio come l’aria che respiriamo” N. Tesla
    • Report Energia Introduzione Questo report vuole fornire le linee guida essenziali per la realizzazione di un programma operativo, realizzabile in ogni territorio, teso a migliorare l’efficienza energetica e conseguire, ad un tempo, l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente dall’eccesso di emissioni di CO2, secondo le direttive europee che prescrivono la riduzione degli sprechi energetici del 20% e l’utilizzo di una quota percentuale del 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020. Gli elementi presentati, al fine di individuare un adeguato percorso in riferimento agli obiettivi posti, sono introdotti da una sintetica disamina di tutte le fonti di energia rinnovabile (FER) già presenti sul mercato in una configurazione matura, con tutti i pregi e difetti per tipologia specificata. Viene dato particolare risalto alla necessità di riconsiderare le priorità fino ad ora assunte sulle incentivazioni verso la generazione di energia elettrica, reindirizzandole verso la generazione di energia termica perché meglio rispondente alle richieste energetiche reali e più facilmente sostenibile sia energeticamente sia finanziariamente. Il lavoro di riqualificazione energetica territoriale dovrà seguire schemi semplici risultanti da una pianificazione che individui i vari piani di intervento possibili sulla base dei dati sensibili presenti in ogni territorio di competenza. I dati sensibili fanno riferimento agli usi finali di energia di ogni unità o distretto territoriale che vanno raccolti e condensati in veri e propri catasti energetici territoriali o locali. Ogni catasto energetico territoriale, su scala provinciale, dovrà possedere i dati relativi alla tipologia di domanda esistente in base alla quale sarà possibile formulare un adeguato intervento di riqualificazione, rapportandolo alle caratteristiche del territorio, della sua orografia e della domanda relativa all’uso. Vengono presentati significativi esempi di intervento di allestimento di case passive con l’obiettivo di poterli assumere come prototipo da replicare in ogni territorio (vedi Casa Ecologica di Albenga). Viene proposta una rimodulazione sostanziale della tipologia di approvvigionamento energetico, non più sostanziato da una distribuzione centralizzata ma omogeneamente diffusa sul territorio, con lo scopo di ridurre le notevoli perdite legate al trasporto e le criticità di gestione del sistema (offerta e domanda devono essere sempre in equilibrio). Non più, quindi, dipendenza da mega centrali, ma generazione diffusa su scala locale o distrettuale con potenze commisurate all’uso effettivamente richiesto. Si pongono, attraverso il lavoro intrapreso all’interno del Tavolo Energia di ArcipelagoScec, le premesse per la costituzione di un team di esperti in grado di fornire consulenza energetica e di attivare i collegamenti opportuni tra le aziende in grado di fornire servizi di riqualificazione energetica, gli enti locali e gli utilizzatori finali dei servizi (cittadini, aziende, enti locali, condomini, alberghi, etc..) Emerge con sempre più evidente chiarezza la necessità di individuare la forma più opportuna di qualificazione giuridica (costituzione di cooperative, consorzi, etc..) da adottare per il coordinamento delle operazioni di collegamento e gestione degli aspetti imprenditoriali, tecnici, normativi, di servizio, anche alla luce dell’utilizzo congiunto dello Scec, come elemento fondamentale di promozione e facilitazione degli scambi. ArcipelagoScec Energia Questo lavoro è stato redatto da Anselmo Augusto - Enzo Cirone - Giuseppe De Giosa per il tavolo di lavoro sulla problematica energetica di ArcipelagoSCEC © ArcipelagoSCEC Energia 1Report Energia.indd 1 27-12-2010 20:16:36
    • Report Energia L’Effetto SerraLa CO2 contribuisce per il 14% all’effetto serra, un fenomeno naturalmente benefico inquanto in sua assenza la Terra avrebbe una temperatura media di superficie pari a -19°C.La CO2 “pesa” dunque sull’effetto serra in maniera minore rispetto agli altri due gasresponsabili della sua formazione, vapore acqueo (55%) e nuvole (24%). Tanto per avereun’idea, circa 500 milioni di anni fa essi hanno cominciato a scendere da 6.000/9.000ppm (parti per milione) intraprendendo la lunghissima strada che li ha condotti alle380 ppm di oggi, da quando cioè le piante superiori hanno fatto la loro comparsasulla Terra e hanno cominciato ad alimentarsi di anidride carbonica trasformandola insostanza organica. Non si deve dimenticare che la vita sul pianeta si fonda sul ciclo delcarbonio, elemento che rappresenta lo scheletro delle molecole con cui sono compostitutti gli esseri viventi, uomo incluso. Senza questa molecola non vi sarebbero infatti néfotosintesi né respirazione: dallo stesso sorgere della vita, vale a dire 2,2 miliardi dianni fa, vige la regola secondo cui non c’è vita senza CO2. In definitiva, la mancanza dicertezze sui danni permanenti causati dall’uomo non deve essere un freno allo stimolodi pratiche virtuose per l’ambiente. E fra queste si potrebbe considerare l’incrementodelle produzioni agricole volte alla stabilizzazione in atmosfera dei livelli di CO2 grazieai circa 1,5 miliardi di ettari della superficie agraria totale mondiale: superficie chegarantirebbe l’assorbimento di enormi quantità di CO2. Basta pensare che un ettarodi mais in grado di produrre 14 tonnellate di granella, garantisce l’assorbimento di 42tonnellate di anidride carbonica. Valori inferiori (24 tonnellate) ma sempre rilevantidi assorbimento netto di CO2 si riscontrano ad esempio per un frumento che produca8 tonnellate all’ettaro. E’ chiaro insomma che il processo produttivo agricolo divienequanto mai interessante in termini di utilizzazione della CO2 atmosferica. Ogni anno, gliecosistemi terrestri sottraggono all’atmosfera con la fotosintesi circa 120 Giga Tonnellatedi carbonio (GTC) mentre le attività umane rilasciano in atmosfera 9,5 GTC di cui 7,5di origine fossile e 2 di altra origine. Quando l’estate raggiunge il nostro emisfero illivello di CO2 in atmosfera cala sensibilmente per effetto dell’attività fotosintetica dellepiante, il che dimostra la potenza di un tale meccanismo e la sua capacità di regolarnei livelli in atmosfera. In conclusione, l’utilizzo dell’agricoltura per governare il ciclo delcarbonio chiude virtuosamente il ciclo della vita e restituisce centralità alla questionedella produzione del cibo. Utilizzare l’agricoltura per governare il ciclo del carbonio nonpuò dunque prescindere da una riconsiderazione del modello agroindustriale attuale:non sostenibile dal punto di vista ambientale ed estremamente costoso dal punto di vistaeconomico. Utilizzare 7 calorie per produrne 1 è la dimostrazione palese dell’inefficienzaenergetica del sistema (Vedi grafico sotto riportato). L’azione quindi non può prescinderedal recupero del suolo agro-forestale, dalla riduzione della dipendenza dal petrolio,e da un’azione informativa sul miglior utilizzo delle energie rinnovabili da utilizzare. 2
    • Report Energia Pregi e difetti delle fonti energeticheNucleare:+ Minore inquinamento da CO2- Possibilità di contaminazione e radiottività- Elevati costi di dismissione- Elevati costi degli impianti, di conduzione e manutenzione- Aumento dei costi dell’uranio (fonte non rinnovabile)- Difficoltà di smaltimento del materiale radioattivoUno dei miti sul nucleare, la sua economicità rispetto ad altre fonti di energia, sta percadere: alcuni tra i big dell’energia atomica, infatti, cominciano ad ammettere che la suaconvenienza sia tutt’altro che assoluta e inconfutabile. Negli ultimi due anni, al contrario,lo scenario economico sarebbe completamente mutato in sfavore dell’atomo. La primaazienda ad ammetterlo è Exelon, che negli Stati Uniti dal nucleare ottiene il 92% dellapropria produzione di energia elettrica. Secondo John Rowe, CEO di Exelon, il nuclearenon ha alcun vantaggio dal punto di vista economico senza una pesante carbon tax chepenalizzi le centrali termoelettriche a carbone, petrolio o gas naturale. Entergy, altrobig del settore, sostiene la stessa opinione: secondo quanto riporta il blog “InchiestaNucleare” la società ha sospeso due richieste di licenza per centrali nucleari negli StatiUniti dopo dopo aver incassato il no definitivo alla richiesta di finanziamento da parte degliStati del Missisippi e della Louisiana. E, fra l’altro, si trattava di finanziamenti aggiuntivirispetto a quelli chiesti al Governo Federale. In conclusione, per rendere economicamentesostenibile l’opzione nucleare è necessario il sostegno dell’amministazione pubblica, siatramite contributi diretti che indiretti come nel caso della carbon tax che ricade, però,sui cittadini più che sui governi. Questo è ciò che affermano Exelon ed Entergy, che dimestiere fanno energia nucleare, non certo giornali ecologisti. 3
    • Report EnergiaCombustibile :+ Possibilità di adottare nella stessa centrale combustibile solido, liquido o gassoso- Emanazione di fumi inquinanti- Elevati costi degli impianti, di conduzione e manutenzione- Pericolo di disastri ambientali per estrazione e trasporto (oleodotti, navi cisterna)- Dipendenza dal mercato del petrolio- Fonte non rinnovabile ed in esaurimento soggetta a speculazioniFotovoltaico:- Elevato costo di costruzione- Scarso rendimento energetico (circa10% -18% dell’energia solare).+ Costo ambientale pareggiato dopo 15 anni- Necessità di ampi pannelli- Necessità di grandi superfici per gli impianti di captazione con notevole impegno di territorio- Guasti per cortocircuito o per interruzione- Rendimento in funzione dell’illuminamento+ Semplicità e modularità nell’installazioneIdroelettrico (salto+fiume): (Salto)- Necessità di un invaso- Impatto ambientale+ Non inquinante+ Basso costo di esercizio- Difficoltà di regolazione (Fiume):+ Minore impatto ambientale+ Lo stesso fiume può essere utilizzato per diversi salti+ Basso costo di esercizio- Problemi per la navigazione- Poco adatto per la regolazioneGeotermico:+ Rendimento continuo (terra/ acqua - acqua/acqua)+ Sonde che sfruttano gradiente termico costante: 12°-16° a 80-120 mt.- Impiantistica complessa- Trivellazioni o sbancamentiBiomassa:- Necessità di adeguata cultura- Cattivo odore nello stoccaggio- Tecnologia in perfezionamento- Scorie inquinate+ Alto potenziale di materia prima 4
    • Report EnergiaEolico:- Scarsa produzione per macchina- Necessità di molti generatori e grandi spazi- Impatto ambientale+ Costi di esercizio limitati- Necessità di zona ventosaSolare termico:+ Efficienza in termini di costo per unità di calore+ Costi di esercizio quasi nulli- Rendimento in funzione della radiazione- Impatto visivoNegli anni recenti, soprattutto a fronte della minaccia della crisi ambientale, le fontirinnovabili hanno guadagnato molte posizioni sia nell’opinione pubblica sia fra gli espertienergetici. Vediamo alcuni aspetti positivi di questo tipo di fonti rinnovabili che, comedice il nome stesso, hanno come caratteristica principale la rinnovabilità, cioè la capacitàdi fornire energia senza esaurirsi nel tempo.• E’ stato appurato che la quantità di energia solare che cade sulla Terra ogni annobasterebbe di gran lunga a soddisfare il fabbisogno energetico dell’umanità.• E’ ormai acquisito che le nuove fonti rinnovabili come il solare termico e il solaretermodinamico, le nuove biomasse, l’eolico e il fotovoltaico hanno ormai sviluppatotecnologie e sistemi per la produzione d’energia che sono altrettanto collaudati edaffidabili rispetto alle fonti rinnovabili tradizionali come il geotermico e l’idroelettrico.• Le fonti rinnovabili hanno la capacità reale di fornire energia pulita in quantitàconsistenti; infatti tali energie o non producono anidride carbonica (eolico, fotovoltaico,solare termico o termodinamico e idroelettrico) o la producono in una fase del ciclo inquantità uguale a quella che riassorbono nel ciclo successivo cosicché il bilancio totalerisulti nullo (biomasse).• L’uso degli impianti di produzione di energia rinnovabile, soprattutto per quanto riguardale nuove fonti, risulta sempre abbastanza facile ed adeguato. Va anche considerata lamodularità degli impianti, caratteristica che ne permette la collocazione distribuita inprossimità delle utenze.Accanto al grande pregio di produrre energia pulita, esente da emissioni di carbonio edi altri inquinanti, le nuove fonti mostrano alcuni limiti tecnici: alcuni connaturati conla loro origine dalla fonte solare primaria, altre dalle specifiche modalità oggi adottateper il loro sviluppo. 5
    • Report Energia Fonti rinnovabili e assimilate.Sono considerati impianti alimentati da fonti assimilate:- gli impianti in cogenerazione- gli impianti che utilizzano calore di risulta, fumi di scarico e altre forme di energiarecuperabile in processi e impianti- gli impianti che usano gli scarti di lavorazione e/o di processi industrialigli impianti che utilizzano fonti fossili prodotte solo da giacimenti minori isolati.Il CIP 6/92 promuoveva lo sfruttamento delle Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) oassimilate da parte di impianti entrati in funzione dopo il 30 gennaio 1991 e garantival’acquisto dell’energia da parte di ENEL a prezzi incentivati.• 2001 - La Comunità Europea emana la Direttiva 2001/77/CE sulla promozionedell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili: i rifiuti non sonocontemplati nella definizione di “energia rinnovabile” e non è presa in considerazionealcuna forma di energia “assimilata” alle rinnovabili;• 2003 - Il secondo Governo Berlusconi recepisce la Direttiva con il Decreto Legislativo29 dicembre 2003, n.387, includendo tuttavia i rifiuti tra le fonti energetiche ammessea beneficiare dei finanziamenti pubblici riservati alle fonti rinnovabili;• 2007 - Durante il secondo Governo Prodi entra in vigore la Legge Finanziaria 2007: isoli soggetti in grado di accedere al conferimento dei CIP6 risultano i titolari di impiantigià operativi, mentre per i futuri inceneritori di nuova costruzione non è previsto alcunfinanziamento pubblico;• 2009 - Per far fronte all’emergenza rifiuti in Campania il IV Governo Berlusconi riaprela corsa agli inceneritori, garantendo l’accesso ai CIP6 anche agli impianti non connessiall’emergenza stessa.Questo tipo di incentivazione ha permesso un notevole sviluppo in Italia delle tecnologielegate allo sfruttamento delle FER, soprattutto eolica e biomassa.Il CIP 6/92 ha infatti creato opportunità di investimento per un volume superiore a 10miliardi di euro, promuovendo circa 6,5 GW di nuova capacità nominale.Per contro, si calcola che il costo del programma nel periodo 1992-2012 sia pari a circa13 miliardi di euro (tenendo conto solo della componente d’incentivo attribuita agliimpianti rinnovabili).Questo programma ha rappresentato quindi un carico economico molto oneroso per iconsumatori.Ma l’aspetto critico principale è l’incentivazione di impianti a fonte assimilata, ovveroa impianti alimentati da fonti di origine fossile: in pratica, una quota superiore al70% dei contributi è stata indirizzata a questi impianti, anzichè a quelli a fonterinnovabile, favorendo di fatto i grandi gruppi elettrici ed industriali nazionali..Nel 2006 gli inceneritori hanno ricevuto dal GSE 1.135,9 milioni di euro contro i 223,8del geotermico, i 202,6 dell’idroelettrico, i 195,8 dell’eolico, e gli 0,04 del solare. Aquesti vanno aggiunti gli incentivi forniti alle fonti “assimilate”: 2.179,8 milioni ai rifiutidei cicli industriali e 2.181,7 ai combustibili fossili. In totale su 6.119,8 milioni di euroversati dallo Stato come “contributo alle fonti rinnovabili di energia”, solo 622 milionisono andati a solare, eolico, geotermico e idroelettrico, pari a poco più del 10% (fonteGSE FISE Assoambiente). 6
    • Report Energia Limiti importanti agli impianti di termovalorizzazione sono imposti:• Dal basso potere calorifico del combustibile che oscilla dai 1800/2000 kcal/kgdei rifiuti indifferenziati ai 3500/4500 kcal/kg per i rifiuti derivanti da una raccoltadifferenziata ben gestita.• Dalla necessità di dover costruire solo impianti di grossa taglia capaci di trattareelevate quantità di rifiuti non inferiori alle 200 tonnellate giornaliere. Tali dimensioni sonoimposte dal basso rendimento dell’impianto per la produzione di energia elettrica.Come sappiamo una centrale elettrica è un impianto il cui scopo è produrre energiaelettrica. Al giorno d’oggi alcune producono anche energia termica recuperando partedel calore all’interno del processo di produzione di elettricità. In tal modo l’efficienzadell’impianto migliora (arriva anche al 65%) e si hanno meno emissioni gassose. Si parladi cogenerazione, cioé produzione di energia termica (teleriscaldamento) ed elettricacon un alto rendimento.Un inceneritore a recupero energetico è invece un impianto il cui scopo è smaltire irifiuti bruciandoli in modo da ridurne il volume. Si chiama a recupero energetico perchéadesso, dato che l’UE impone di applicare le migliori tecnologie possibili (BAT, BestAvailable Technologies), se si costruiscono inceneritori, questi devono possedere ancheun circuito di recupero dell’energia persa nella combustione dei rifiuti, in modo dainquinare di meno rispetto ai vecchi inceneritori. Questo recupero energetico si traducein produzione di energia elettrica e termica.Ma non si può parlare di vera cogenerazione: gli inceneritori hanno rendimentibassissimi, praticamente sempre al di sotto del 20%, ancora più scadente delle vecchiecentrali elettriche (33-35%); mentre uno dei presupposti per parlare di cogenerazioneè appunto un alto rendimento (la cogenerazione è stata studiata negli anni ‘70 proprioper aumentare l’efficienza degli impianti).Già questa semplice considerazione fa capire che il cosiddetto termovalorizzatore nonvalorizza nulla, dato che è peggio di una vecchia centrale, dal punto di vista dellaproduzione di energia. Ma c’è di più.Innanzitutto, anche se si tratta di un inceneritore a recupero energetico, non è classificabilecome impianto di recupero, bensì come impianto di smaltimento: la Corte di GiustiziaEuropea, con le sentenze C-228/00 e C-458/00 del febbraio 2003 ha stabilito questaclassificazione in quanto la frazione di energia recuperata è di gran lunga inferiorerispetto a quella persa nella combustione dei rifiuti (circa 5-6 volte inferiore).Dunque, in base alle norme europee sulla gestione dei rifiuti, è un tipo di impiantoda prendere in considerazione soltanto dopo che sono state avviate strategie diprevenzione, riduzione, riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti; infatti, soltanto dopo averben identificato la quantità di rifiuti non recuperabile si può dimensionare un impiantodi smaltimento per questo residuo.Ma le amministrazioni locali italiane, nella maggior parte dei casi accecate dalla prospettivadi lauti guadagni, preferiscono puntare subito alla costruzione di un inceneritore chebruci il più possibile. Un impianto simile, a causa degli elevati costi di gestione, èeconomicamente conveniente soltanto se la raccolta differenziata non supera circa il40% e se brucia più rifiuti possibile. Si capisce perfettamente che queste condizioninon sono compatibili con una gestione dei rifiuti integrata secondo le norme europee 7
    • Report Energiama sono addirittura d’ostacolo alla raccolta differenziata (RD) e alla riduzione dei rifiuti.Anche i dati di fatto dimostrano che dove sorge un inceneritore la RD è ferma al 30-40%(anche se qualcuno trucca i dati aggiungendoci i rifiuti industriali che non c’entrano conquelli urbani - RSU).In conclusione, l’inceneritore non è un impianto di recupero perché il suo rendimento èpiù basso delle vecchie centrali; non è ecologico perché continua a inquinare nonostantei filtri e i controlli sulle emissioni (che tuttavia sono basati su una media giornaliera) didiossine e altri agenti non biocompatibili (si accumulano nell’ambiente per non sparirese non dopo un centinaio d’anni); non è sicuro perché la migliore tecnologia possibileapplicata a questi impianti non permette di evitare la pericolosità degli scarichi di acquacontaminata, di evitare la formazione del particolato secondario, di evitare l’inquinamentodei prodotti agro-alimentari immediatamente vicini; non è conveniente perché ostacolala RD e la riduzione dei rifiuti, fa crollare il valore degli immobili (terreni e abitazioni), facostare di più sia lo smaltimento dei rifiuti che l’energia elettrica prodotta.Un’alternativa può essere costituita da impianti più piccoli che non utilizzanol’incenerimento diretto dei rifiuti in abbondanza di ossigeno ma invece processi di pirolisie gassificazione. Ossia in impianti che non producono calore per diretto incenerimentodei rifiuti ma passano attraverso uno stadio intermedio con produzione di syngas(miscela di idrogeno e monossido di carbonio). Tali impianti usano il syngas, che èun ottimo combustibile, in processi integrati per la produzione di energia elettrica chehanno rendimenti di gran lunga più elevati di quelli dei termovalorizzatori.Ciò li rende flessibili ed economicamente sostenibili anche in taglia ridotta.Le ridotte dimensioni consentono di poter costruire un impianto anche per piccolecollettività. La qual cosa rende più semplice l’accettazione dell’apparato da parte diquest’ultima e allo stesso tempo azzera i problemi connessi al trasporto di grandi massedi rifiuti da un luogo all’altro.Ed ancora responsabilizza i cittadini ad un più corretto riuso e riciclo dei rifiuti. 8
    • Report Energia Limiti delle Energie Rinnovabili• La densità superficiale dell’energia solare a livello del suolo è bassa. Il suo valore medioannuale nella fascia temperata può andare pressappoco da 1200 a 1900 kWh/m2/anno(chilowatt ora su metro quadro/anno) che corrispondono rispettivamente a 3,3 e 5,2 kWhin media al giorno. Questo comporta in generale che lo sfruttamento delle fonti rinnovabilirichieda grandi superfici per gli impianti di captazione con notevole impegno di territoriodeterminando così un alto costo dell’unità di energia secondaria (termica, elettrica, ecc.)prodotta e rendendo difficile il raggiungimento della competitività economica.• Un altro importante difetto dell’energia rinnovabile è che la sua produzione in generalerisulta intermittente nel tempo a causa della variabilità giornaliera, stagionale, climaticadella fonte solare primaria. Proprio a causa dell’intermittenza della generazione dienergia, come si vedrà più avanti, il valore economico del kWh delle fonti rinnovabilirisulta notevolmente più basso di quello tradizionale e l’aggiunta del valore ambientalenon riesce a compensare il deficit dovuto all’intermittenza.• Un terzo aspetto da prendere in considerazione consiste nel fatto che le energierinnovabili più promettenti, come l’eolico e il fotovoltaico, producono direttamenteenergia elettrica; questa caratteristica, che viene considerata positiva in quanto l’energiaelettrica viene considerata come forma pregiata di energia, non permette di espandersiin altre fette di mercato energetico, come per esempio i trasporti, settore in rapidaespansione che produce elevate emissioni di CO2 e che continuerà a far aumentare lasua concentrazione nell’atmosfera.Assieme a questi limiti tecnici appena illustrati, le nuove fonti rinnovabili mostranoanche alcuni elementi negativi di natura sociale che ne ostacolano la loro diffusione:- Occupazione del territorio: la densità di energia superficiale comporta la necessità dioccupare con gli impianti delle varie fonti rinnovabili aree territoriali molto estese inconfronto a quelle occupate dagli impianti convenzionali.- Modifica del paesaggio: le grandi estensioni di impianti necessari per la produzionedell’energia rinnovabile presentano un aspetto decisamente impattante, sia visivamentesia per la forma dei componenti.- Variazione dell’albedo terrestre: in relazione alla diffusione su larga scala degli impiantisolari termodinamici e fotovoltaici nasce immediatamente una preoccupazione chele grandi superfici a specchi possano provocare un’alterazione dell’albedo terrestre,causando in tal modo una variazione del bilancio energetico naturale del pianeta.- Rumore delle turbine eoliche: gli aerogeneratori durante il loro funzionamentogenerano rumore. Questo disturbo fonico può raggiungere intensità tali da superarequelle consentite per legge. 9
    • Report Energia Valutazioni di efficienza economicaGli attuali incentivi non sono commisurati né a criteri di efficienza economica né aicosti ambientali evitati dall’impiego delle fonti rinnovabili. La questione energeticaviene abitualmente affrontata a partire da una logica di offerta di energia, in particolareelettrica, sulla base del consumo presunto e con un approccio decisamente parziale,non in grado di riconoscere le interdipendenze e le retroazioni esistenti tra il settoreenergetico e gli altri settori economici, e all’interno del sistema energetico stesso. E’evidente l’inadeguatezza di una programmazione energetica disattenta alla dinamicaeffettiva della domanda energetica in base agli usi finali a partire dalla qualità delladomanda energetica. Quest’ultima è infatti caratterizzata da una forte differenziazionequalitativa che possiamo schematizzare in:• elettrica• termica ad alta temperatura• termica a bassa temperatura• meccanica (combustibili tal quali per autotrazione ecc)La figura sotto mostra l’attuale ripartizione dei costi energetici. A questa fortedifferenziazione della domanda reale si è risposto finora con un’offerta energeticasostanzialmente indifferenziata basata quasi esclusivamente su energia elettrica e gasmetano, entrambe forme di energia di alto pregio e ad alto contenuto calorico.Stima del costo degli investimenti su diverse fonti rinnovabili nella situazioneattuale italiana:- 40 miliardi di Euro per raggiungere il 17% di rinnovabili con il termico.- 88 miliardi di Euro per raggiungere il 6-7% di rinnovabili con lelettrico.Il fotovoltaico e l’eolico sono soggetti ad incentivi che ricadono sulla collettività attraversoil pagamento della bolletta elettrica. All’interno di un dossier elaborato dall’ENEA (fonte:ENEA - Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economicosostenibile) si sottolinea tra l’altro l’opportunità di rivedere complessivamente, anche invista della definizione del Piano d’azione nazionale per le fonti rinnovabili, un sistemadi incentivazione che ridimensioni drasticamente gli incentivi alle FER (fonti energeticherinnovabili) elettriche a favore di quelle termiche. 10
    • Report EnergiaPuntare sulle rinnovabili termiche comporta diverse ricadute economicheambientali e sociali, quali:• ottimizzazione delle sinergie con le politiche di efficienza energetica, come gli interventinegli edifici nei settori del residenziale e del terziario• massimizzazione dei benefici per gli utenti finali (famiglie e imprese)• maggiore possibilità di sollecitare investimenti diffusi con incentivi limitati• soluzioni integrate a livello territoriale (utilizzo contemporaneo dei rifiuti organici, deiresidui agricoli e forestali, dei reflui zootecnici e dei fanghi di depurazione)• coinvolgimento del mondo agricolo per l’approvvigionamento di impianti a filiera corta• organizzazione di filiere industriali italiane alimentate con energia rinnovabile, apartire dall’industria meccanica, che già offre innovazioni tecnologiche ad alta efficienzaenergetica e che nelle riconversioni in corso può trovare nuovi sbocchi applicativi nellefonti rinnovabili• rafforzamento della rete delle ESCO e diffusione dei servizi energetici• formazione e occupazione per personale qualificatoAttualmente il settore termico contribuisce solamente per 2,2 Mtep al mix energeticonazionale, ossia il 29% sul totale delle rinnovabili, a fronte di un potenziale sul totaledelle rinnovabili nel 2020 del 60%, pari a 16 Mtep in termini assoluti (dunque più disette volte il valore attuale). Questo potenziale è poco conosciuto dall’opinione pubblica,è poco considerato dal mondo politico, è sottovalutato dal dibattito sulle strategieenergetiche, ed accede ad incentivi in modo incongruo e disordinato. “Il potenzialeeconomicamente accessibile al 2020 di energia rinnovabile nel settore del riscaldamentoè di almeno 16 Mtep - di cui almeno 9 Mtep ottenibili dallo sfruttamento intensivo dibioenergie domestiche (biocombustibili solidi, liquidi e gassosi ottenuti principalmenteda residui e rifiuti), almeno 6 Mtep dalle pompe di calore che sfruttano lenergia a bassatemperatura presente nellaria, nelle acque e nei suoli, e almeno 1 Mtep dagli impiantitermici a energia solare”. Tutto questo consentirebbe di superare ampiamente il livellodi 21 Mtep prodotti da fonti rinnovabili, corrispondente all’obiettivo del 17% richiestoallItalia nello scenario di razionalizzazione dei consumi di energia del pacchetto energiae clima, senza dover ricorrere a importazioni di biocarburanti da coltivazioni dedicate didubbia compatibilità ambientale e sociale. 11
    • Report Energia Costo sulla bilancia dei pagamenti (import-export)Chi produce il fotovoltaico e l’eolico che installiamo in Italia?EolicoCosti: circa 1,1 milioni di euro per MWSocietà Paese MW venduti Quota di mercato Turnover in M€ nel 2004 2004Vestas Danimarca 2784 32,50% 3,4Gamesa Spagna 1474 17,20% 1,105Enercon Germania 1343 15,70% 1,299GE Wind Stati Uniti 918 10,70% -Siemens Germania 507 5,90% - Suzlon India 322 3,80% Repower Germania 276 3,20% 0,15Ecotècnia Spagna 214 2,50% 0,183Mitsubishi Giappone 214 2,50% -Nordex Germania 186 2,20% 0,214 Fotovoltaico:Sharp è leader indiscusso del mercato fotovoltaico mondiale. A fare la parte del leonenella top 10 Giapponesi e Tedeschi, ma i Cinesi avanzano…Ecco la Classifica dei produttori di celle fotovoltaiche: 1. Sharp Giappone 2. Q-Cells Germania 3. Kyocera Giappone 4. Suntech Cina 5. Sanyo Giappone 6. Mitsubishi Giappone 7. Motech Taiwan 8. Schott Solar Germania 9. Deutsche Cell Germania 10. BP Solar Regno UnitoAnalizzando la classifica si notano 4 aziende nipponiche, di cui due nelle prime treposizioni, e 3 aziende tedesche. Non a caso Giappone e Germania sono rispettivamenteprimi e secondi per potenza fotovoltaica installata. Nella classifica per nazioni risultanoprimi i giapponesi e secondi i tedeschi. Al terzo posto in forte ascesa i cinesi, che hannoscavalcato gli Stati Uniti (che i pannelli fotovoltaici li avevano inventati). Nessuna tracciadelle pochissime aziende italiane.Costi Fotovoltaico: circa 3,3 milioni per MW di picco. Sono calcolati per impianti aterra, estrapolando quelli delle centrali di maggiori dimensioni in silicio policristallinorecentemente realizzati in Italia. È forse opportuno osservare che, senza incentivi, i 12
    • Report Energiacosti del fotovoltaico sono notevolmente maggiori, poiché con un costo di 3,3 milioni/MW in un’ottica di mercato nessuno investirebbe nel fotovoltaico. Valori di rendimentotipici per celle fotovoltaiche in silicio amorfo, policristallino, monocristallino, variano trail 6% e il 18%, per cui possiamo affermare che in termini di spazio per un kilowatt dipotenza in silicio monocristallino serve una superficie di circa 6-9 m2, per il policristallinoserve una superficie di circa 8-10 m2, mentre per l’amorfo di circa 12-16 m2. La rete elettricaIn termini sommari, la rete elettrica è l’insieme dei generatori elettrici, delleapparecchiature di controllo e di condizionamento della potenza e delle linee trasmissioneche collegano tali generatori tra di loro e con le utenze di carico. Dal punto di vistafunzionale, la rete costituisce un sistema complesso che si trova continuamente inequilibrio dinamico sul livello di potenza totale necessario per soddisfare le richiestedel carico. Per mantenere l’equilibrio dinamico, la rete si serve di un sofisticatosistema di controllo che permette di seguire l’andamento della domanda in relazionealle variazioni temporali della natura e dell’entità dei carichi. L’allacciamento alla retedi generatori con potenza intermittente nel tempo delle fonti rinnovabili elettriche,comporta l’immissione in rete di sorgenti di perturbazione del livello di potenza, cheobbligano il sistema di controllo ad un continuo lavoro di compensazione. Nel 2009 larichiesta di energia elettrica sulla rete in Italia è risultata pari a 320,3 TWh, circa il 6%in meno rispetto all’anno precedente: la crisi economica ha infatti interrotto il trenddi crescita dei consumi elettrici. Gli effetti sono stati pesanti sul settore industriale,i cui consumi sono diminuiti del 14%, passando da 151,3 TWh dello scorso anno ai130,5 TWh del 2009. Tra i comparti maggiormente colpiti c’è quello siderurgico che èpassato da 21,6 a 15,7 TWh (-27%). Sono rimasti pressoché invariati i consumi deglialtri settori, il cui peso relativo è di conseguenza aumentato. I consumi domesticirappresentano nel 2009 il 23% del totale, quelli del terziario il 32% ed infine quelliagricoli il 2%. Nel 2008 erano rispettivamente pari al 21%, al 29% e al 2%. La richiestadi energia elettrica è stata soddisfatta con un maggior ricorso alle importazioni nette(+12%) e ad un minor ricorso alla produzione nazionale (-8%). Il forte incrementodella generazione da fonti rinnovabili (+19%) ha contribuito a ridurre ulteriormentel’utilizzo dei combustibili fossili (-14%). Le fonti fossili continuano a fornire il contributoprincipale al soddisfacimento della domanda elettrica (65%), seguiti dalle rinnovabili(21%) e dalle importazioni nette (14%).E del tutto evidente che il fotovoltaico residenziale non ha inciso per nulla sulla produzionementre sono i Parchi Eolici che hanno ottenuto la crescita maggiore. Negli ultimi annisi è diffusa la tendenza di installare gli impianti fotovoltaici sui terreni agricoli. Questascelta non deriva certamente dalle direttive del piano energetico nazionale ma trova“terreno fertile” nelle difficoltà economiche che stanno incontrando gli enti e lagricolturanazionale. Altra considerazione importante: solo le perdite di rete equivalgono a 20,4TWh, poco meno di 1/3 di ciò che si produce con le rinnovabili. Se a questo aggiungiamogli sprechi energetici nei vari settori di consumo si comprende meglio perché è necessarioimpostare l’azione su risparmio, efficienza energetica, energia rinnovabile per usi termicipiuttosto che elettrici, catasti energetici, microcogenerazione diffusa e uso razionaledellenergia. 13
    • Report EnergiaGSE Bilancio elettrico 2009 14
    • Report Energia Gli ostacoli tecnici per le fonti rinnovabili intermittentiLa registrazione su scala temporale della potenza elettrica generata dagli impianti eolicio da quelli solari (in particolare durante una giornata con passaggio veloce di nubi)mostra passaggi bruschi dal valore della potenza di targa (insieme delle informazioniminime necessarie per l’identificazione di un’apparecchiatura.) a valori più bassi intempi dell’ordine dei secondi. Pertanto, questi impianti vengono definiti come sorgentiintermittenti di elettricità. Ad essi viene attribuita la capacità di fornire un flusso dienergia nel tempo, ma non la capacità di garantire nello stesso tempo un qualchelivello di potenza. L’intermittenza casuale della capacità generatrice di potenza rendedifficoltose le operazioni di modulazione dell’offerta verso il carico richiesto.1) Il potenziale energetico stimato delle FER elettriche è sovrabbondante rispetto alfabbisogno nazionale.2) L’intermittenza della generazione introduce barriere tecniche ed economiche cheimpediscono di produrre quantità di energia elettrica in misura adeguata.3) L’attuale modello applicativo (sistemi senza accumulo) non dà un contributosignificativo per rispettare gli impegni di Kyoto.4) Occorre completare i sistemi di produzione con impianti di accumulo dell’energia abasso costo in modo da svincolare l’erogazione agli utenti dall’intermittenza.5) Senza questi interventi migliorativi, le incentivazioni pubbliche attuali poste sullosviluppo del mercato rischiano di produrre risultati poco efficaci rispetto alle necessitàdel risanamento ambientale.E’ evidente che la mancata correlazione della qualità dell’uso finale dell’energia adun’offerta che sia diversificata ed adeguata è alla base dell’inefficienza del sistemaenergetico Italiano, ed è pertanto la causa prima dello spreco delle risorse. Quindideve essere posta particolare attenzione alle finalità cui viene destinata la produzionedi energia elettrica e dei suoi usi finali. In virtù dell’alto contenuto d’informazione diquesta forma di energia, é bene evitarne usi incongrui, diventa opportuno prestaremaggiore attenzione al fatto che buona parte della domanda elettrica negliusi finali, sia nellindustria sia nei settori civile e terziario, è finalizzata ascopi termici.La gerarchia qualitativa delle differenti forme energetiche pone dei vincoli di cui lapianificazione energetica deve tenere conto sia in fase di programmazione/installazionedi nuovi impianti sia nella fase di riordino del sistema.La pianificazione energetica, in un ottica integrata, deve essere basata suiconcetti di "localizzazione" e di "uso razionale" dellenergia. La localizzazioneconsiste nella mappatura o georefenziazione delle diverse tipologie di domandaenergetica presenti sul territorio: si tratta in pratica di localizzare i siti dove vienerichiesta principalmente energia termica a bassa temperatura piuttosto che i sitidove invece è preminente la domanda elettrica. Questo lavoro passa inevitabilmenteattraverso la costruzione di "catasti energetici territoriali" costruiti su diverse scale, incui la mappatura della domanda termica a diversi livelli di temperatura permetterà lasinergia tra settori economici anche diversi e il risparmio delle risorse del territorio.Di conseguenza, le tecnologie delle diverse fonti permettono in pratica di attingereenergia dai giacimenti in quantità commisurata a tre fattori:• Disponibilità di adeguate aree territoriali• Capacità tecnica di raccogliere in modo economico l’energia che insiste sul terreno• Possibilità di avviare l’energia prodotta al consumo 15
    • Report EnergiaA questi tre fattori corrispondono tre parole chiave: terreno, competitività evettoriabilità. Il primo fattore rappresenta una caratteristica generale di tutte lefonti rinnovabili ed è alla base di qualunque discorso strategico. Il totale dell’energiaeffettivamente disponibile sarà limitato dalla disponibilità territoriale offerta e dall’impattopaesaggistico. Il secondo fattore è inerente al tipo di fonte, allo stato di sviluppo dellatecnologia, alla situazione economica presente e alle prospettive di miglioramento.Infine, il terzo fattore rappresenta la possibilità di trasporto e distribuzione, condizionideterminanti per il successo della competizione quantitativa delle fonti rinnovabili.Per questo motivo è lecito pensare che le forme assunte dall’energia rinnovabilesiano strettamente legate al territorio ed immagazzinate in altrettanti giacimenticiascuno di essi caratterizzato dalla sua densità superficiale di energia.La necessità di localizzare la domanda termica è dettata dalla termodinamica.Il trasferimento di calore a distanza è ovviamente soggetto a fenomeni di dispersionee di raffreddamento; ciò impone che linstallazione di centrali cogenerative confunzioni preminentemente termiche debba essere posizionata a più breve distanzapossibile dallutenza finale. Le stesse ragioni termodinamiche impongono vincoli sulladimensione, o la taglia, degli impianti: la possibilità di tenere conto della diversificazionedella domanda e contemporaneamente di ridurre i consumi di risorse migliorandolefficienza energetica della produzione e la razionalizzazione negli usi finali è datatecnologicamente dalla cogenerazione.Il parco Elettrico Italiano è caratterizzato da un rendimento energeticomedio del 33%.Usare energia elettrica per riscaldare lacqua, corrisponde a un vero e proprio massacrotermodinamico: in pratica si impiegano combustibili fossili (che causano emissioni digas climalteranti e inquinanti) in grandi centrali termoelettriche, e del calore prodottoad alta temperatura, solo il 30-45% è trasformato in elettricità, mentre il restante 55-70% è disperso sotto forma di calore; un altro 10% circa dellenergia elettrica generataè invece dispersa dalla rete di distribuzione elettrica. Quel poco che rimane vieneritrasformato in calore a bassa temperatura nel nostro scaldabagno... In tal modo vieneutilizzato un combustibile fossile (a elevata intensità energetica) per produrre caloread altissima temperatura, sprecandone oltre il 70%: decisamente un pessimo affare...Appare evidente che le possibilità del settore industriale non debbano necessariamentelimitarsi ad una logica di autoproduzione: le industrie possono infatti vendere in modoremunerativo lenergia elettrica e il calore prodotti alle utenze civili. Risulta convenientequindi creare dei veri e propri poli di produzione cogenerativa di energia elettrica etermica diffusi sul territorio. Il settore civile si configura invece come utente di energiatermica a bassa temperatura, e lo è sia nei confronti delle centrali elettriche sia rispettoal settore industriale. Per la riduzione dei consumi termici residenziali è importantissimoil ruolo che potrebbero svolgere gli enti locali attraverso la realizzazione di impianti dicogenerazione collegati a reti di teleriscaldamento.La dimensione medio-piccola degli impianti cogenerativi (microcogenerazionediffusa) é già in Germania una scelta industriale perché sembra essere la piùidonea per la giusta modulazione dellofferta alla reale domanda di energia,evitando il rischio di sprechi dovuti al sovradimensionamento degli impianti. 16
    • Report EnergiaLa produzione combinata incrementa l’efficienza di utilizzo del combustibilefossile: a ciò corrispondono minori costi e minori emissioni di inquinanti e digas ad effetto serra rispetto alla produzione separata di elettricità e di calore.La cogenerazione unisce agli indubbi vantaggi ambientali, la riduzione degli oneri fiscaligrazie alla produzione di energia elettrica da gas; ciò permette una defiscalizzazionedel 40% sugli oneri del gas impiegato per la produzione di calore. La cogenerazioneè assimilata alle fonti energetiche rinnovabili dalla normativa nazionale (Legge del 9gennaio 1991, n.10). L’infrastruttura di base è fondamentale per realizzare la “Smart Grid”, la rete intelligente in grado di connettere migliaia di isole di energia. Analogamente a quanto è avvenuto nel mondo dei PC, anche l’energia, come i dati, potrà essere “impacchettata” (con celle a combustibile, batterie ed altri dispositivi di immagazzinamento di energia ) e trasferita dove venisse richiesta. Il perseguimento degli obiettivi europei per le fonti rinnovabili (il 20-20-20, che significa aumentare del 20% l’efficienza energetica, ridurre del 20% le emissioni che danneggiano il clima e trarre il 20% dell’energia totale da fonti rinnovabili entro il 2020) sarà possibile solo se si arriverà a integrare nelle reti elettriche l’insieme delle piccole unità della generazione distribuita, ovvero gli impianti per uso familiare che saranno connessi alla rete o che permetteranno l’autosufficienza energetica.I sistemi a microcogenerazione distribuita hanno raggiunto un rendimento del94% rispetto al rendimento delle centrali termoelettriche (38%) e a quelle aciclo combinato (55%).Importanti i progressi in ambiti come quello agricolo, dove i settori degli oli vegetali e delbiogas da deiezioni animali stanno avanzando e maturando sia sul piano normativo siasu quello dellapplicazione delle tecnologie disponibili. Sono tante infatti le frecce allarcodella cogenerazione sempre più orientate ad impianti progressivamente più piccoli e cherispondono alle caratteristiche di motori a combusione interna, microturbine a gas,motori stirling e celle a combustibile. 17
    • Report Energia Fonti energetiche innovative o scarsamente utilizzateCogenerazione fotovoltaicaIl termine cogenerazione fotovoltaica viene utilizzato per indicare quei sistemi che riesconoad utilizzare una quota dell’energia solare non sfruttata nei processi fotovoltaici. È notoche le celle fotovoltaiche (moduli PV o pannello fotovoltaico) convertono in elettricitàsolo una piccola frazione della radiazione solare (tra il 6% e il 15%) il resto si disperdeo viene nuovamente re-irradiato nello spazio. Si tratta quindi di energia termica che puòessere recuperata. Si possono distinguere tre tipologie di sistemi:Daylighting: celle trasparenti che costituiscono parte integrante del tetto o della facciatadell’edificio, permettondo l’illuminazione diurna degli ambienti (viene recuperataradiazione luminosa).PV ventilato: sistemi molto semplici in cui il lato posteriore del modulo fotovoltaicoviene interessato da un flusso d’aria che assorbe calore dal modulo (raffreddandolo emigliorandone anche l’efficienza), e che viene poi utilizzato per il riscaldamento degliedifici.Moduli ibridi PV/T (PhotoVoltaic/Thermal): sistemi in cui i moduli fotovoltaici sonostrettamente accoppiati con l’assorbitore di calore. Generalmente raffreddati a liquidopossono essere di tipo piano o a concentrazione.Attualmente sono state avviate le applicazioni commerciali. Sono in corso diversericerche su prototipi e progetti pilota di impianti sperimentali.Energia geotermicaL’Italia rappresenta una zona straordinaria dal punto geologico e vulcanologico, perla presenza della crosta terrestre più sottile e perché al di sotto di essa si inabissa lapiattaforma ionica, molto antica e pesante, sospinta dalla grande zolla africana. Lapiattaforma, inabissandosi, brucia ed emette bolle di magma che risalgono in superficie,creando l’arco vulcanico delle Eolie e degli altri vulcani sottomarini. In sintesi, lapenisola italiana e i suoi mari sono caratterizzati da almeno quattro grandi aree di caloresotterraneo:- la prima è la Toscana, con i suoi campi geotermici di Larderello ma che si estende finoalla caldera di Bolsena e poi in mare per diversi chilometri;-la seconda è quella dei Campi Flegrei, in Campania;-la terza, molto grande (e ancora in parte poco conosciuta) è quella del Tirrenomeridionale;-la quarta è il canale di Sicilia, nellarea del vulcano sommerso Empedocle e diLampedusa.LItalia è un Paese geotermicamente caldo ed ha un potenziale talmente vasto da giustificareuna scommessa tecnologica e di ricerca unica al mondo. In ballo cè una fonte energeticacontinua e praticamente inesauribile che potrebbe fruttare l’indipendenza energetica dellanazione ("The Future of Geothermal Energy" (PDF, 14.1 MB). Del MIT di Boston dimostrache solo con la geotermia profonda e con tecnologie oggi disponibili avremmo energia percoprire i consumi di tutta la terra per 4000 anni a consumi costanti). 18
    • Report EnergiaEnergia da biomasse e agroenergieOltre ai vegetali coltivati, anche i rifiuti vegetali (segatura dalle segherie, scartidalla lavorazione del legno) e liquami di origine animale possono essere sottopostia fermentazione anaerobica (la biomassa viene chiusa in un digestore nel quale sisviluppano microorganismi che con la fermentazione dei rifiuti generano il biogas).La pirolisi permette invece di ottenere dalla biomassa un gas (syngas) con un poterecalorifico pari a quello del GPL che può essere utilizzato in processi produttivi chenecessitino di calore (ad es.: essiccazione), per il riscaldamento dei locali o per esseretrasformato in energia elettrica. Il sottoprodotto della pirolisi è il biochar (90% dicarbonio) che, se applicato sui suoli, è un potente ammendante. La sua alta porositàpermette infatti lo stoccaggio di acqua ed elementi nutritivi che restano più a lungodisponibili per le piante; migliora inoltre la struttura del terreno e le sue proprietàmeccaniche. Diversi studi hanno dimostrato l’impatto positivo che l’applicazione delbiochar ha sulle rese agricole, diminuendo il fabbisogno di acqua e fertilizzanti.Non risulta conveniente che in Italia si sviluppi unagricoltura finalizzata alla produzionedi biocarburanti (più salutare e razionale seguitare a consumare ancora i nostri saporitiprodotti ortofrutticoli ed i nostri eccezionali vini!).Conseguentemente in Italia anche le biomasse, che oggi rappresentano il 30% dellenostre energie rinnovabili, dovranno essere impiegate in fase di recupero di scarti dilavorazione piuttosto che attraverso una produzione ad hoc.Energia dal mareIn linea di principio è possibile convertire almeno cinque tipi di energia presenti nel mare:quella delle correnti, delle onde, delle maree, delle correnti di marea e del gradientetermico tra superficie e fondali. Esiste poi la possibilità di recuperare, per osmosi, lenergiadissipata quando lacqua dolce dei fiumi si versa in mare miscelandosi allacqua salata.Attualmente esiste solo un impianto per lo sfruttamento delle maree in Francia, mentresono in corso di sperimentazione operazioni di sfruttamento del potenziale energeticodelle onde nel Regno Unito, in Norvegia e in Giappone e del gradiente termico negli StatiUniti. LUnione Europea ha di recente concluso uno studio che identifica circa 100 sitisuscettibili di essere utilizzati per la produzione di energia elettrica dalle correnti marine.In Italia è lo stretto di Messina ad essere stato identificato tra i siti più promettenti.Energia dalle ondeSfruttare il moto delle onde del mare per ottenere energia elettrica, nonostante ledifficoltà tecniche, non smette di solleticare la fantasia degli ingegneri. Sono allo studioipotesi per concentrare e focalizzare le onde in modo da aumentarne l’altezza e ilpotenziale di conversione in energia elettrica. Altre ipotesi prevedono invece di utilizzarele variazioni di pressione che si riscontrano al di sotto della superficie del mare, altreutilizzano dei galleggianti che "seguono” il moto ondoso trasferendolo ad opportunigeneratori per mezzo di pistoni idraulici. 19
    • Report EnergiaSolare a concentrazioneI pannelli solari a concentrazione sono sistemi in grado di concentrare i raggi solariverso un ricevitore di dimensioni contenute tramite un sistema di specchi riflettenti.Lenergia termica ottenuta dalla concentrazione dei raggi solari è utilizzata per riscaldareun liquido termovettore, generare forza vapore, e quindi energia elettrica. I sistemia concentrazione sono conosciuti anche come Concentrating Solar Power (CSP).Rispetto ai collettori solari i pannelli solari a concentrazione (CSP) presentano alcunivantaggi:- costi inferiori (il costo di produzione si sposta sulle superfici riflettenti, più economicherispetto al fotovoltaico o alla microtecnologia dei collettori)- rendimenti maggiori (le perdite convettive nella conversione solare-termico sonoproporzionali alla superficie del ricevitore, che essendo più contenuta nella tecnologiaa concentrazione rispetto a quella dei collettori, consente di raggiungere rendimentimaggiori)MinieolicoQuando si parla di eolico pensiamo istintivamente ai parchi eolici, torri gigantesche, palee rumore. Le applicazioni delle tecnologie eoliche, in effetti, mal si coniugano ancoracon la generazione distribuita se non prendessimo in considerazione il minieolico. Unimpianto minielico completo sino a 5 kW costa 5-7.000 euro/kW. Un investimentodi questo tipo connesso alla rete di trasmissione nazionale consente, a seconda delregime di connessione, di evitare l’acquisto di energia o di creare reddito dalla venditadi quest’ultima. Nella tabella qui sotto riportiamo una stima approssimativa dellenergiache potrebbe produrre la turbina eolica per vari valori medi della velocità del vento, delrisparmio rispetto alla bolletta ENEL e del tempo necessario per ripagare linvestimentoiniziale.Risparmio del minieolico , senza contare le incentivazioniDalla tabella si evince che il ritorno economico diventa interessante per velocità mediesuperiori a 5 m/sec, ovvero per producibilità specifiche superiori a 1750 h/anno. I contidella tabella sono stati fatti considerando solo il prezzo di mercato del kWh, senza cioètenere conto degli incentivi pubblici. Con il nuovo conto energia il GSE (Gestore ServiziEnergetici) dovrebbe pagare 0,3 € per ogni kWh prodotto. Il risparmio complessivoraggiungerebbe quindi 0,3 €/kWh. 20
    • Report EnergiaLa Decrescita Energetica“Quando le quantità di bit e di watt - cioè di informazione e di energia - incorporate nellemerci industriali prodotte in massa superano una certa soglia, inevitabilmente generanoun’abbondanza che impoverisce. Quest’abbondanza è spesso troppo limitata per esserecondivisa, oppure distrugge le libertà e i diritti dei più deboli”. Da quando Ivan Illichscrisse queste parole molta attenzione critica è stata dedicata alla crescita dell’energiaconsumata dall’umanità. La consapevolezza dei danni sociali e ambientali dovuti allacrescita eccessiva dei consumi di energia si sta lentamente diffondendo. Per più di unsecolo le ciminiere e le locomotive fumanti furono il simbolo stesso del progresso. Ancheoggi si ritiene che non vi possa essere un alto livello di benessere senza un alto consumo dienergia primaria e che siamo ancora lontani dalla soglia critica dove consumo energetico ebenessere entrano in conflitto. Eppure già nel 1896 il premio Nobel Svante Arrhenius avevacalcolato molto realisticamente le possibili conseguenze climatiche del rapido trasferimentonell’atmosfera delle nostre miniere di carbone sotto forma di CO2 (aumento dell’effettoserra naturale). Successivamente é stato rilevato che anche le tecniche energetichenucleari e idroelettriche comportano notevoli, anche se diversi, costi umani e ambientali.Anche i parchi di generatori eolici che si diffondono in Italia cominciano a incontrare laresistenza di alcuni cittadini e amministratori perché producono inconvenienti. Pannellifotovoltaici e termosolari generano direttamente meno problemi, ma i loro costi economicied ambientali di produzione e di smaltimento nonchè la superficie che richiedono, nerendono impossibile un uso illimitato. Sta così emergendo un’attenzione critica non soloverso la qualità, ma soprattutto verso la quantità assoluta dell’energia impiegata. Anchenella cultura tecnica e nelle sue implicazioni sociali emerge così un principio ben notoa chi studia i viventi e il loro habitat: “there is no free meal in nature” (trad.: in naturanon esistono pasti gratuiti). Per quanto oggi indispensabile, diventa quindi insufficientelimitarsi a distinguere tra energie più sporche o più “pulite”. Diffondere inoltre l’llusioneche possano davvero esistere energie pulite sembra il modo migliore per eludere il veroproblema. Si veda per esempio l’intensa campagna pubblicitaria “Il metano è natura”.Per l’economista Jeremy Rifkin l’eventuale futura accessibilità di fonti energetiche pulite,sicure, a buon mercato o addirittura gratuite altererebbe in modo incalcolabile numerosiequilibri biogeofisici su cui si basa la vita sulla Terra, compresa la vita umana. Secondoil fisico tedesco Hans-Peter Dürr, occorre orientarsi presto verso una società da 1,5 kW,dove un adeguamento delle strutture tecnologiche ma anche di quelle sociali consenta dicreare benessere consumando meno di 1,5 kW di energia primaria pro capite al giorno. Sitratta di una quantità relativamente modesta se si considera che equivale al solo consumoelettrico attuale di un frigorifero oppure che un kW è l’energia necessaria per sollevareuna persona di 75 kg dal livello del mare alla cima del Monte Bianco.Qualità dellinformazioneUna facoltà antica di ogni collettività, quella di distinguere gerarchicamente tradisinformazione, informazione, sapere, cultura e saggezza, sembra oggi venirci meno.Sappiamo sempre di più, capiamo sempre di meno, ha osservato qualcuno. Eppurei sistemi industriali di comunicazione e la loro concentrazione stanno moltiplicandolemissione indiscriminata di qualunque informazione, prescindendo da ogni gerarchiaqualitativa o, più spesso, invertendo addirittura le priorità della sequenza gerarchica cheabbiamo indicato. Spesso più un messaggio è inutile o dannoso e più viene diffuso. Lenostre informazioni cercano di fare chiarezza su molti luoghi comuni, cerchiamo di dareindicazioni su che cosa sia veramente utile alle persone e su cosa sia invece frutto dimanipolazione e fonte di profitto per chi fa dellenergia pulita il suo cavallo di troia percontinuare a speculare. 21
    • Report EnergiaL’energia a più basso costo e con il massimo rendimento è quella risparmiataAttualmente il potenziale di risparmio energetico conseguibile grazie all’efficienzaenergetica è molto maggiore del contributo derivante dal ricorso a qualsiasi fontealternativa. Riteniamo che in uno scenario dove la priorità venisse data all’efficienzaenergetica ed alla riduzione degli sprechi la domanda di energia globale sarebbesensibilmente inferiore a quella stimata, e solo in questa prospettiva le rinnovabiliporterebbero un sensibile miglioramento economico e ambientale. Sottolineiamo chequesta dovrà essere comunque una via obbligata e senza una rapida inversione dirotta ci troveremmo a breve ad affrontare periodi di black out energetico. L’efficienzaenergetica consente, al tempo stesso, di ridurre le emissioni di gas serra e di allungarela vita residua delle riserve di idrocarburi, permettendo alla ricerca di disporre di tuttoil tempo necessario per sviluppare le soluzioni tecnologiche di cui ci sarebbe bisognoper sfruttare in maniera conveniente ed economica le fonti di energia alternative. Anchein Italia, l’efficienza energetica può svolgere un ruolo importante nell’affrontare lasfida dell’energia e dell’ambiente, così come già accaduto in passato. Il grafico sottoriportato mostra l’energia primaria consumata in Italia negli ultimi 35 anni e una stimadell’energia risparmiata. Quest’ultima - indicata come “Negajoule” - è calcolata sullabase dell’intensità energetica del 1971 e rappresenta l’energia che di anno in annosi evita di consumare grazie al fatto che dagli anni Settanta si utilizza meno energiaper unità di prodotto interno lordo. L’intensità energetica (il rapporto tra i consumidi energia primaria e il prodotto interno lordo) è il più classico indicatore sintetico diefficienza energetica di un paese, e riflette lo stato delle tecnologie utilizzate nonché icomportamenti energetici dei consumatori. 22
    • Report EnergiaIl grafico mostra come l’energia risparmiata, grazie all’efficienza energetica, siagià oggi una delle principali fonti per il nostro Paese, addirittura equivalente intermini di quantità all’intero consumo annuo di gas naturale. Il risparmio totaledi energia che l’Italia ha cumulato dal 1971 ad oggi equivale agli attuali consumiannui di petrolio dell’intero continente americano, quasi 11 miliardi di barili.Negli ultimi anni il processo di riduzione dell’intensità energetica in Italia è rallentatosoprattutto a causa dell’aumento dei consumi di energia di alcuni settori, ed è opinionediffusa che ancora molto si possa fare in futuro. Molti fattori influenzano lintensità energeticacomplessiva delleconomia di una nazione. Molto influiscono le richieste di un migliorestandard di vita generale e le condizioni di temperatura ambientale medie in quella nazione.Non è insolita, per certi climi particolarmente freddi o caldi, la richiesta di un maggioreconsumo di energia nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro, in modo da riscaldare gli ambienti(in maniera efficiente tramite la stufa a pellet, pompe di calore, o inefficiente come la stufaelettrica) oppure per rinfrescarli (in maniera inefficiente tramite i condizionatori, o efficientetramite la ventilazione controllata). Solitamente un paese con un elevato tenore di vita avràuna maggiore predominanza di questi beni di consumo e dunque presenterà una maggioreintensità di energia rispetto a quelli con meno elevati standard di vita.Efficienza energetica degli edificiLenergia che ogni anno viene sprecata a causa delle inefficienze negli impianti delle case epari al prodotto di 7 centrali nucleari da 730 Mwe. E quanto e emerso dal rapporto presentatoda Cremonesi Consulenze in occasione del seminario promosso dallAdiconsum sul temaEfficienza energetica e fonti rinnovabili: bilanci e prospettive. Secondo lo studio, quindi, laperdita di energia ammonta a 15 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio allanno. Unospreco che incide sulla bolletta energetica: tradotto in euro tocca quota 16,3 miliardi di euro.In altre parole, solo la meta (49%) dellenergia che viene consumata nella case italianediventa utile, spiega sempre il rapporto, ovvero serve a illuminare, riscaldare.(ANSA). Il ragionamento più intuitivo, basato su statistiche che calcolano come la maggior parte dei consumi energetici mondiali sia dovuto ai consumi domestici, porta a supporre che l’efficienza energetica di una nazione dipenda dall’efficienza dei suoi edifici (per la peculiarità dei materiali da costruzione di base e i metodi accessori di risparmio energetico, come l’orientamento delle finestre verso il sole, l’illuminazione a basso consumo, un riscaldamento efficiente e l’isolamento termico), che attualmente sono certificati (certificazione energetica degli edifici ). 23
    • Report EnergiaI consumi energetici degli edifici si possono ridurre notevolmente, anche del 50÷60%,isolando le pareti esterne dell’edificio e la copertura. Le case singole sono le più soggettealle dispersioni di calore che “passano” attraverso le coperture (40÷50%), nei condominigli elementi più critici sono le pareti esterne verticali attraverso le quali si disperde circail 45÷50% del calore.Isolamento termicoLisolamento termico di un edificio può comportare un notevole risparmio energeticosia per il riscaldamento invernale sia per il raffrescamento estivo. Un edificio benisolato termicamente sarà anche un edificio ben isolato acusticamente, contribuendocosì al miglioramento del benessere generale. La perdita di calore di ogni elementodellabitazione si misura con il coefficiente di trasmittanza termica, o valore U.Tanto più basso è il valore U di un elemento (ad esempio una finestra), tanto minoresarà lenergia termica dispersa attraverso lelemento stesso. Orbene la trasmittanzada sola serve per unanalisi di tipo statico, cioè unanalisi come quella invernale cuiil calore interno sarà per x mesi sempre superiore alla temperatura esterna ( da lì ladizione statico) mentre per lestivo serve un analisi di tipo dinamico, in parole poveredi giorno fa più caldo fuori mentre di notte allesterno sarà più fresco. Un altro concettoda considerare in analisi dinamica è quindi quello di inerzia termica e di sfasamentodellonda termica.Ad esempio in una vecchia chiesa in estate avrà una sensazione di fresco e di benesseretermoigrometrico; dovuto allinerzia termica delle strutture murarie che sono in grado dicontrastare la naturale trasmigrazione dalla faccia calda a quella fredda del muro.Per ottenere ciò bisogna scegliere isolanti con grande capacità di accumulo termico efare in modo che il calore impieghi più di dodici ore per passare da una parte allaltradella muratura: fibra di legno, sughero ecc.Il corretto calcolo dello sfasamento permette di limitare e/o abolire il condizionamentoche è causa dei black-out estivi. Negli USA si calcola che vi sia una sovrabbondanza dicentrali elettriche del 30% solo per far fronte ai picchi estivi di richiesta di energia peri condizionatori. In Italia la corsa allacquisto di condizionatori estivi sarebbe del tuttonulla se si adottassero queste semplici e basilari regole costruttive.Un intervento di ristrutturazione della copertura e della facciata è un’ottima occasioneper riqualificare l’edificio dal punto di vista energetico con un costo aggiuntivo limitato.Il maggior costo dovuto all’inserimento di uno strato isolante adeguato si ripaga inmeno di 8 anni. Il valore futuro dell’investimento sarà fortemente legato alleprestazioni dell’abitazione. Il valore di un immobile senza certificazioneenergetica è destinato a diminuire nel tempo.Tra gli interventi di efficienza energetica quelli dell’isolamento dell’involucro sonoi più convenienti in quanto le spese di manutenzione sono praticamente assenti edinoltre si creano le condizioni per un miglioramento sensibile del comfort. Investirenell’isolamento termico vuol dire mettere i soldi in una banca virtuale cheproduce un tasso di rendita intorno all’8%. 24
    • Report EnergiaUn buon rendimento alla luce delle attuali offerte finanziarie! Una casa checonsuma di meno è una garanzia di maggiore sicurezza economica anche nel caso(molto probabile) in cui i costi del combustibile aumentassero nei prossimi anni.La produzione mondiale di petrolio e di gas molto probabilmente ha già raggiuntoil picco di massima estrazione. Di conseguenza lofferta di energia fossile è in declinoe questo sta aumentando inesorabilmente il prezzo dellenergia che consumiamo a frontedi una domanda in aumento soprattutto nei paesi asiatici.La combinazione di questi fattori rappresenta un problema ormai diventato unasfida affrontata quotidianamente al momento dellacquisto del carburante.Inoltre, isolando un edificio si possono ottenere interessanti incentivi chepossono contribuire a rendere ancora più conveniente ogni intervento (adesempio le detrazioni del 55% previste dalla Finanziaria). Il D. Lgs 311/06 rendeobbligatoria, in questi casi, la certificazione energetica, che verrà rilasciata a fine lavori.Può diventare quindi decisamente conveniente il miglioramento dellefficienza energeticaisolando termicamente ed acusticamente le abitazioni in occasione di interventi diristrutturazione.Per questi motivi è necessario realizzare una campagna di comunicazione chepossa creare nell’opinione pubblica una cultura dell’isolamento termoacusticoa 360°, unendo i vantaggi del risparmio energetico attraverso un correttoisolamento termico degli edifici a quelli dell’isolamento acustico, che ciallontana dai rumori della città.Durante la fase progettuale, un tecnico qualificato abilitato, partendo da una diagnosienergetica dell’edificio, potrà definire la soluzione tecnicamente più conveniente (sceltadel tipo di isolante, scelta dello spessore ottimale dell’isolante, definizione della soluzionetecnica migliore, eventuale modifica dell’impianto termico, ecc.). A intervento ultimatol’ottenimento dell’Attestato di Certificazione Energetica è fondamentale, oltre ad essereobbligatorio, per dimostrare la qualità energetica dell’edificio ossia per certificare quanto“consuma”. La certificazione energetica influirà sicuramente sul valore di mercatodell’immobile. Gli edifici più efficienti, di classe A, B o C (le classi energetiche sonoin tutto 7, dalla A alla G) saranno più richiesti perché, a parità di altre condizioni,offriranno maggiori benefici: saranno più sostenibili per il maggiore comfort,per la minore bolletta energetica e per il minore impatto verso l’ambiente! 25
    • Report EnergiaLa produzione energetica raggiunge la massima efficienza nelluso combinatodi più tecnologie in rapporto ai parametri geografici, radiazione solare(energia radiante), geotermia (entalpia), eolico (energia cinetica), biomassa(trasformazione chimica). Esempio: mix fotovoltaico-termico-geotermicoFotovoltaicoLenergia prodotta sarà impiegata per il funzionamento delle pompe di calore geotermichee per le utenze condominiali quali ascensori e illuminazioni comuni, leccedente valorizzatomediante lo scambio sul posto (Conto Energia)Solare termicoIl solare termico rappresenta un’integrazione significativa sia per la produzione diacqua calda sanitaria e per l’alimentazione degli elettrodomestici, sia per il sistema diriscaldamento a bassa temperatura nelle stagioni intermedie. I pannelli solari termicipossono essere posti su pensiline per l’ombreggiamento dei terrazzi ed integrati nellastruttura. Lapporto solare, lestesa superficie, lalto rendimento coniugato al geotermicopermettono la completa autonomia del sistema in ogni periodo dellanno.GeotermicoLa presenza di una falda di acqua dolce a temperatura costante attorno ai 16 gradiC° può far optare per una scelta progettuale di impianto geotermico a pompa dicalore acqua/acqua con prelievo di acqua di falda e reimmissione della stessacon un salto termico non superiore a 3 gradi C°. Con questi accorgimenti unaparte dellenergia elettrica prodotta dallimpianto fotovoltaico sarà sufficiente peralimentare la pompa di calore. 26
    • Report EnergiaBilancio energetico tendente al pareggioIl mix sopra riportato permette di produrre lenergia necessaria a pareggiare il bilanciotermico delledificio. Queste prestazioni si ottengono con una progettazione moltoattenta, specie nei riguardi del sole, con ladozione di isolamento termico ad altissimeprestazioni su murature perimetrali, tetto e superfici vetrate, e mediante ladozione disistemi di ventilazione controllata a recupero energetico. Casa ecologica di AlbengaEcoefficienzaLe politiche ambientali si sono concentrate negli ultimi 20 anni sulloutput ossia suciò che “esce” dal sistema industriale: inquinamento ed emissioni, dunque filtri,depuratori, discariche, inceneritori, risanamenti. Questa politica denominata end-of-the-pipe (fine del tubo) ha avuto alcuni successi ma è ora arrivata al capolinea perchèsempre meno efficace e sempre più costosa. La nuova politica ambientale deve invececoncentrarsi sullinput, deve cioè cercare di ridurre drasticamente il flusso di materialiche entrano nel sistema industriale. Può quindi aumentare la capacità di “spremere”più benessere da sempre meno risorse. La protezione ambientale più efficace si fadunque progettando tecnologie, prodotti, servizi e modi di vivere che richiedono findal principio un quarto, un decimo o un ventesimo dei materiali finora impiegati. E lacosiddetta protezione ambientale integrata.La Politica Integrata di Prodotto (Integrated Product Policy-IPP) è l’approccio piùrecente, in materia ambientale, elaborato dalla Commissione Europea nel Libro verdesulla politica integrata relativa ai prodotti e confermato, dopo un lungo processo diconsultazione pubblica, nella Comunicazione 302/03 Politica integrata dei prodotti- sviluppare il concetto di ciclo di vita ambientale. La centralità del prodotto è statadeterminata dalle dinamiche di consumo che caratterizzano lo stile di vita occidentalee che causano gran parte dell’inquinamento e della riduzione di risorse. Nel LibroVerde del 2001 è stata proposta una strategia intesa a rafforzare e riorientare lepolitiche ambientali concernenti i prodotti per promuovere lo sviluppo di un mercatodi prodotti più ecologici. 27
    • Report EnergiaAd esempio, il consumo medio per illuminazione di una casa rappresenta il 10,7% deltotale dei consumi, circa 7 Twh/anno ( miliardi di Kwh/anno) , lEnea (Ente per leNuove Tecnologie, lEnergia e lAmbiente) valuta che sia possibile risparmiarne almeno5 Twh/anno illuminando meglio i nostri edifici.Un reattore tipo EPR produce 12.5 TWh/anno e costa 5 miliardi di € circa.Per produrre 1 TWh di energia elettrica in un EPR bisognerebbe fissionare 120 kg diuranio (η=37%) ottenendo 120 kg di prodotti di fissione, 20-30 kg di Plutonio e 2-3kg di attinidi minori, “bruciando” 1800 kg di combustibile formato da uranio arricchitoal 5% proveniente da 16 tonnellate di uranio naturale contenuto in 20 tonnellate diU3O8 (Yellowcake) dal costo di 1.6 milioni di € (80€/kg).Una lampada Led ha una durata media di 100.000 ore e di conseguenza una vita media di10 anni. Possiamo risparmiare sino l80% di energia senza avere i problemi di smaltimento( cosa che i consumatori non sanno ) che hanno le lampade fluorescenti a basso consumoper la presenza di mercurio. Lo stesso discorso vale per le utenze commerciali e quellepubbliche che insieme hanno consumi superiori a quelli domestici.In definitiva se ogni cittadino , amministrazione pubblica, utenza commerciale,rendesse efficiente il suo sistema di illuminazione si potrebbe evitare la costruzionedi inutili, costose e pericolose centrali atomiche.OccupazioneIn Italia, nonostante una rilevante crescita delle energie rinnovabili (+ 20% tra eolico esoprattutto fotovoltaico nel 2007-2008) si continuano ad importare tecnologie dall’esteroe le aziende tendono a collocarsi a valle della filiera e a presiedere le attività di distribuzioneed installazione degli impianti più che ad investire in ricerca e sviluppo di tecnologie pulitein grado di produrre innovazione sia di processo che di prodotto, e di determinare vantaggianche dal punto di vista economico, in considerazione dell’accresciuta competitività delleaziende sui mercati nazionali e internazionali. Un ruolo non residuale rivestono anche gliaspetti informativi e culturali in grado di cambiare i comportamenti concreti quotidianie di favorire, attraverso processi di partecipazione alle scelte, l’affermarsi di un nuovomodello di produzione e consumo energetico nei diversi settori: dai trasporti pubblici edalla mobilità sostenibile, al miglioramento delle caratteristiche termiche degli edifici edelle apparecchiature per uso civile (elettrodomestici) ed industriale. 28
    • Report EnergiaIl grafico sopra riportato, che rappresenta una stima dello sviluppooccupazionale ed è legato all’uso delle rinnovabili nel 2020 sulla base degliincentivi e dello sviluppo tendenziale del mercato, frutto di uno studio ENEA,va rivisto in base alle indicazioni date in questo report: ridimensionamentodella quota di eolico e di fotovoltaico (+31%, +11%) a favore del solaretermoelettrico che ha una quota prevista dell’8%. Ricordiamo che iltermoelettrico realizzato in microcogenerazione diffusa permetterebbe un aumentodi occupazione sul territorio nonché limpiego di impianti realizzati dalle PMI italiane.L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) attribuisce agli interventi per l’efficienzaenergetica il ruolo principale nella riduzione di emissioni di gas serra nell’atmosfera.Uno studio realizzato nel 2007 dal Politecnico di Milano per Greenpeace stima che60.000 nuovi posti di lavoro potranno essere creati entro il 2020 attraverso gliinvestimenti nel settore dell’efficienza energetica. Se lo sviluppo è sempre statosostenuto dalla crescita dei consumi, nel XXI secolo si rende necessaria, comesi è già detto, un’inversione di rotta che non può essere determinata solo dallosviluppo sia pure fondamentale delle energie rinnovabili. E’ necessario invece dareimpulso ad una strategia che operi sul doppio versante delle energie rinnovabili edell’efficienza-risparmio energetico per poter contenere la concentrazione di CO2nell’atmosfera. Tra i settori che maggiormente possono contribuire al perseguimentodegli obiettivi di compatibilità ambientale, economica e sociale si collocano quellidell’edilizia, responsabile del 40% dei consumi energetici, dei trasporti e dellamobilità sostenibile. Uno studio dell’Enea individua nello sviluppo di tecnologie perl’efficienza energetica la possibilità di una contrazione di CO2 nell’atmosfera conrilevanti ricadute occupazionali nel settore edile. Altre stime (WWF) confermano erafforzano questo dato di tendenza in considerazione anche delle normative sulleprestazioni energetiche degli edifici, la cui applicazione potrebbe generare tra i280.000 e i 450.000 nuovi occupati entro il 2020 attraverso lo sviluppo di figureprofessionali riferite alla bioedilizia, alla certificazione energetica degli edifici, allaprogettazione e produzione di materiali a basso impatto ambientale per l’isolamentotermico, alla realizzazione di sistemi passivi per il riscaldamento ed il raffreddamento,oltre all’integrazione dei sistemi tradizionali per la fornitura di energia termica e/oelettrica con sistemi innovativi di generazione dell’energia e di tecnologie per unagestione ottimizzata dei servizi energetici. Sono soprattutto gli edifici pubblici chedovrebbero rappresentare un esempio di efficienza energetica, in considerazioneanche del fatto che la bolletta energetica delle Pubbliche Amministrazioni pesasul bilancio dello Stato per circa 4,5 miliardi di euro all’anno, come attesta Consip(Centrale di acquisti di beni e servizi per le P.A. del Ministero dellEconomia). 29
    • Report EnergiaLe ricadute in termini di benefici economici e ambientali sarebbero rilevanti sia comesostegno al sistema produttivo per la realizzazione di impianti e materiali ecocompatibili,sia come impatto occupazionale, oltre che per il miglioramento della qualità ambientaledel posto di lavoro e della sicurezza degli edifici.La consultazione del Quadro Strategico Nazionale 2010 dellENEA consente diriscontrare lomogeneità tra le linee programmatiche del Report e quelle della politicaenergetica nazionale così come previsto da tutti i paesi della UE nellambito della nuovaprogrammazione 2007-2013 dei Fondi Strutturali. 30
    • Report Energia Link al testoPag 2 Testo: dalla riduzione della dipendenza da petrolio.http://www.transitionitalia.it/download/la_transizione_agroalimentare.pdfPag 3 Testo : Inchiesta Nuclearehttp://inchiestanucleare.blogspot.com/2010/05/negli-usa-rifanno-i-conti.htmlPag 3 Testo : per rendere economicamente sostenibilehttp://www.nextville.it/news/474Pag 9 Testo: Albedo terrestrehttp://it.wikipedia.org/wiki/AlbedoPag 11 Testo: Dossier ENEAhttp://media.teknoring.it/file/news/D20-Usi-termici-fonti-rinnovabili.pdfPag 11 Testo: senza dover ricorrere a importazioni di biocarburanti da coltivazionidedicate di dubbia compatibilità ambientale e sociale.http://www.enerblog.it/sicuri-che-non-si-possano-spendere-meglio-i-soldi-che-stiamo-buttando-nel-fotovoltaico.htmlPag 13 Testo: Nel 2009 la richiesta di energia elettricahttp://www.gse.it/attivita/statistiche/Documents/Bilanciorinnovabili2009.pdfPag 17 Testo: Germania una scelta industrialehttp://www.energoclub.it/doceboCms/news/42_1535/350/Microgeneratori_Acquistateli_in_Germania_L%C3%AC_ci_credono_.htmlPag 19 Testo:(“The Future of Geothermal Energy” (PDF, 14.1 MB).http://geothermal.inel.gov/publications/future_of_geothermal_energy.pdfPag 19 Testo: biocharhttp://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/risparmio-energetico/frontiere/biochar-cnr-agricoltura.shtml?uuid=ec37ab8e-0edb-11de-b874-530b20f3f76e&DocRulesView=LiberoPag 20 Testo: un impianto minieolicohttp://www.nextville.it/scenari/15Pag 21 Testo: Ivan Illichhttp://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_IllichPag 26 Testo: La casa Ecologicahttp://www.lacasaecologica.info/joomla/cantiere-in-mostra/category/4-ottobre-2010.html 31
    • Report EnergiaPag 27 Testo: La politica integrata di prodottohttp://www.regione.lazio.it/web2/contents/ambiente/documenti/cd_sviluppo_sostenibile/Testi normativi/Libro verde IPP.pdfPag 27 Testo: Agenzia Internazionale dell’energiahttp://www.iea.org/index.aspPag 27 Testo: Un reattore tipo EPR produce 12.5 TWh/anno e costa 5 miliardi di €circa.http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/01/17/unita-misura-energiaPag 28 Testo:wwfhttp://www.wwf.it/UserFiles/File/NewsDossierAppti/DOSSIER/comunicati stampa/2009_6_16_greenjob.pdfPag 29 Testo: quadro strategico nazionale.http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2010_QSN.pdf Grafica: Giacomo Faiella - Francesca Calzetta 32
    • Report Energia Appendice Alcune delle collaborazioni in corso:Progetto Kite Gen ® eolico d’alta quotaPer immaginare meglio il potenziale dell’energia d’alta quota, ad oggi non sfruttato,si consideri che la zona proibita al volo sopra una centrale nucleare può facilmentearrivare a contenere almeno 1 GW di potenza del vento, uguale alla potenza dellacentrale stessa.La tecnologia esistente riesce appena a scalfire, utilizzando solo pochi punti favorevoli,la superficie dell’enorme giacimento d’energia rappresentato dal vento . Le torri eolicheinfatti non possono spingersi più in alto e arrivare al vento in quota, sono già prossimeal loro limite dimensionale: con difficoltà i rotori superano 100 metri dal suolo e lastruttura che li sorregge diventa, col crescere dell’altezza, esponenzialmente più pesante,instabile e soprattutto costosa.Per raggiungere il vento in quota e sfruttarne la maggiore energia cinetica, il progettoKite Gen ® è partito da un radicale cambio di prospettiva nella progettazione dellemacchine necessarie, che per raggiungere i venti di alta quota non possono esserepensate come strutture ancorate a terra o in mare, ma devono adattarsi alla forza e allamutevolezza dei venti, seguendoli e piegandovisi in modo intelligente e dinamico.Grandi aquiloni, del tipo di quelli ben noti a molti sportivi, ma progettati appositamentee pilotati attraverso sofisticati sensori connessi a computer, possono catturare venti diintensità molto superiore a quella raccolta dalle turbine eoliche tradizionali e con unacontinuità non sempre consentita a queste, anche nei siti più favorevoli.Dr. Paolo Musumeci Presidente Wind Operations Worldwide S.p.A. Un generatore Kite Gen ® da 3 MW“Qualità Italia per l’abitare eco-sostenibile”.Con un procedimento semplicissimo, concesso in forma gratuita a ditteche siano innovative e con un contratto ove le stesse si impegnanosolamente a usare questo marchio finché producano in Italia, mentrese delocalizzano non possono più usarlo. Nel settembre 2009 sono statepremiate alcune ditte, altre nel 2010.La fase successiva del progetto saràquella di costituire un consorzio in forma cooperativa tra queste imprese innovative.Arch. Giorgio Mallarino presidente di Federabitazione Liguria 32
    • Report EnergiaGassificazione di biomasseSviluppo di una tecnologia di produzione energetica cogenerativa a piccola taglia tramitegassificazione di biomasse, anche di rifiuto, additivate con clean-cokeProf. Ferruccio Pittaluga Università degli Studi di Genova Facoltà di IngegneriaDIMSET-DIPTEMRicerca:Tecniche di forestazione a crescita rapida ed agricoltura biodinamica per laproduzione di energia in impianti a biomassaFITODEPURAZIONE BIOTECNOLOGICAFitodepurazione basata sull’utilizzo di consorzi di microrganismi specializzati pertipologia di refluo, che, oltre ad essere più efficace, occupa superfici ridotte rispettoa tutte le altre tecnologie di fitodepurazione tradizionale fino ad oggi sviluppate concosti di gestione ridottissimi.Ing. Dario Marengo Amethyst Solutions Sàrl 33