CONSORZIO PER L’AREA DI  RICERCA SCIENTIFICA E   PIANO         TECNOLOGICA             DI TRIESTE   TRIENNALE             ...
 
PIANO TRIEN LE 20  A       NNAL 011-20 13                    0
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INTRODUZIONE ................................................................................................................
10  AZIONI CONNESSE ALLA FORMAZIONE ED INIZIATIVE DI TRASFERIMENTO    TECNOLOGICO  ..........................................
INTRODUZIONE Il piano triennale è stato redatto tenendo conto delle esigenze degli stakeholder e avvalendosidegli strument...
urbano dovuto al riscaldamento. È in fase di conclusione la cessione del brevetto        internazionale per l’Italia. Sono...
1 CHI SIAMO AREA Science Park è il primo parco scientifico e tecnologico multisettoriale nato in Italia.Il Parco si estend...
Parco di AREA (TS)                                     2007            2008               2009    Totale Insediati        ...
2       COSA FACCIAMO                 2.1         Le principali aree di intervento del ConsorzioLe attività di AREA sono n...
“management” della ricerca dell’innovazione per               il   personale   della   Pubblica        Amministrazione, pe...
energetico (l’ENERGIA è indicato come ambito di ricerca di rilevanza strategica nel Piano    Nazionale della Ricerca 2010-...
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Quindi la valutazione, per AREA, è lo strumento base per lo sviluppo e la crescita delle propriecompetenze distintive come...
Fig. 2: Gli stakeholder di AREA    La collettività, non indicata esplicitamente nello schema, costituisce in realtà lo sta...
trasferimento tecnologico e della valorizzazione della ricerca. Di seguito si riportano i principalirisultati per linea di...
promozione della cultura dell’innovazione attraverso una fase di training specialistico e   affiancamento on-the-job per l...
sperimentare personalmente per un periodo adeguato tecnologie domotiche, ausili di usoquotidiano, soluzioni d’arredo e pro...
Progetti realizzati:INNOVATION NETWORK® 2008-2010 – Sviluppo delle Rete regionale di Centri di Competenzacapaci di interpr...
navale e subfornitura cantieristica. Supporto allo sviluppo delle attività del Distretto TecnologicoNavale e della Nautica...
applicazioni, di trasferimento tecnologico e di creazione di nuove imprese ad alto contenuto ditecnologiaProgetti realizza...
COMMESSE E CESSIONE BREVETTIRisultati ottenuti (2010): L’iniziativa Ergonomia FVG avviata nel 2007 con lo scopo di diffon...
Risultati ottenuti (2010):     Coordinamento di 5 partner che si sono occupati di approfondire differenti ambiti di      ...
 Incontri di condivisione dei risultati.STARNETREGIO - Costruire più forti e solidi collegamenti operativi con i cluster ...
Complessivamente nel 2010 sono quindi stati realizzati corsi di formazione a catalogo su differentitematiche, principalmen...
il Servizio PRF è infatti partner attivo dei Poli formativi IFTS: Polo Economia del Mare, PoloFormativo Meccanica e Polo F...
      LINEA di ATTIVITÀ: Coordinamento e Internazionalizzazione degli Enti di RicercaNell’ambito delle attività di rete e...
evidenziato la necessità di rafforzare le sinergie tra centri di ricerca e imprese regionali che si       occupano di mate...
A febbraio è stato presentato il rendiconto finale del progetto TETRIS (Programma Leonardo daVinci) che ha sviluppato un p...
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Rapid Strategic Assessment (RSA)Al fine di sostenere la crescita manageriale delle imprese insediate, AREA Science Park ha...
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Piano triennale AREA Science Park 2011 e Progetti Premiali

  1. 1. CONSORZIO PER L’AREA DI RICERCA SCIENTIFICA E PIANO TECNOLOGICA DI TRIESTE TRIENNALE 2011-2013 QUANDO SOFFIA IL VENTO DEL CAMBIAMENTO, ALCUNI FANNO MURI, ALTRI MULINI A VENTO. (PROVERBIO CINO-CARSOLINO)
  2. 2.  
  3. 3. PIANO TRIEN LE 20 A NNAL 011-20 13 0
  4. 4. 2  
  5. 5. INTRODUZIONE ..................................................................................................................................... 5  1  CHI SIAMO .......................................................................................................................................... 7  2  COSA FACCIAMO  ............................................................................................................................. 9  . 2.1  Le principali aree di intervento del Consorzio ........................................................................ 9  2.2  La valutazione come pratica per la crescita delle competenze distintive  ........................ 12  . 2.3  Stakeholder ................................................................................................................................ 13  3  STATO DI ATTUAZIONE DELLE ATTIVITÀ RELATIVE ALL’ANNO PRECEDENTE ........... 14  3.1  Risultati raggiunti nell’ambito del Trasferimento Tecnologico  ........................................... 14  . 3.2  Risultati raggiunti nell’ambito della Formazione avanzata ................................................. 23  3.3  Risultati raggiunti nell’ambito della gestione del Parco Scientifico e Tecnologico ......... 28  3.4  Risultati raggiunti nell’ambito dell’attività scientifico-divulgativa ........................................ 33  4  GLI OBIETTIVI GENERALI DA CONSEGUIRE NEL TRIENNIO ............................................. 36  4.1  Obiettivi strategici  ..................................................................................................................... 37  . 4.2  Progetti strategici in fase di avvio ........................................................................................... 60  4.2.1 Progetto Calabriainnova ............................................................................................................ 60  4.2.2 Progetto Campus Manufacturing Melfi .................................................................................... 64  4.2.3 Progetto Lucania Futura ............................................................................................................ 65  5  RISORSE FINANZIARIE DISPONIBILI  ........................................................................................ 68  . 6  QUADRO DELLE COLLABORAZIONI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI DI RILIEVO ..... 78  7  INFRASTRUTTURE DI RICERCA ................................................................................................. 83  7.1  Campus di Padriciano .............................................................................................................. 83  7.2  Campus di Basovizza ............................................................................................................... 84  7.3  ENERPLAN ed altre iniziative nel campo del risparmio energetico  ................................ 85  . 7.3.1 ENERPLAN  ................................................................................................................................. 85  . 7.3.2 Impianti fotovoltaici ..................................................................................................................... 91  8  QUADRO DELLE PARTECIPAZIONI SOCIETARIE .................................................................. 92  9  LE RISORSE UMANE NECESSARIE PER LA REALIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ ........... 97  9.1  Situazione del personale al 31 dicembre 2010. ................................................................... 97  9.2  Programmazione delle assunzioni con contratto a tempo indeterminato e determinato.   98  9.3  Le azioni connesse alla formazione: .................................................................................... 100  3  
  6. 6. 10  AZIONI CONNESSE ALLA FORMAZIONE ED INIZIATIVE DI TRASFERIMENTO TECNOLOGICO  ..................................................................................................................................... 105  . 10.1  Formazione .............................................................................................................................. 105  10.2  Trasferimento tecnologico ..................................................................................................... 108  11  ELENCO DELLE PROPOSTE CONCERNENTI I PROGETTI PREMIALI ........................ 112  12  INDICAZIONE DELLA SPESA AMMINISTRATIVA .............................................................. 112  13  CONCLUSIONI ........................................................................................................................... 113                 ALLEGATI   ALLEGATO 1  ‐ PROGETTO PREMIALE “Research Management System: APPROCCIO INTEGRATO     CON METODOLOGIE INNOVATIVE PER LA VALORIZZAZIONE DELLA RICERCA PUBBLICA CON  L’IMPRESA”  ALLEGATO 2  ‐ PROGETTO PREMIALE “LA VALUTAZIONE DI PERSONE ED ORGANIZZAZIONI  CON LA  “FUZZY LOGIC” APPLICATA AGLI EPR”  Pubblicati in documenti separati 4  
  7. 7. INTRODUZIONE Il piano triennale è stato redatto tenendo conto delle esigenze degli stakeholder e avvalendosidegli strumenti innovativi per la pianificazione, strategica ed operativa, che il Consorzio hasviluppato e applicato negli ultimi anni ad integrazione di quelli richiesti per legge.I principali sono:  Il Profilo Dinamico delle Attività (PDA) di un Ente di Ricerca;  Il Bilancio del Capitale Intellettuale;  Il Rapid Strategic Assessment (RSA);  L’analisi delle competenze distintive;  Il metodo dello scenario poliennale;  I sistemi di governance e di valutazione delle prestazioni di persone e di organizzazioni (inclusi metodi con la fuzzy logic).La descrizione di queste ed altre metodologie si trovano:  nel documento della Vision e dei suoi allegati (approvato dal CdA il 07.07.2011 e reperibile sul sito www.area.trieste.it/vision)  nel Bilancio Sociale (www.area.trieste.it/bilanciosociale)  nel piano della Performance dell’Ente (approvato dal Cda il 24 gennaio 2011 e pubblicato sul sito www.area.trieste.it/valutazione)Dall’esame di tali documenti è possibile valutare da diversi punti di vista:  I consuntivi degli ultimi anni relativi alle attività ed ai risultati dell’Ente con il loro impatto sugli stakeholder;  Il trend previsto nel prossimo futuro;  Gli obiettivi annuali e triennali con le strategie e le azioni necessarie per conseguirli e superarli.Una sintesi di consuntivi e target per il prossimo triennio è riportata anche nel capitolo 13 di questopiano.Inoltre, con allegati separati sono proposte le schede relative a due progetti premiali basati sullecompetenze distintive proprie dell’Ente e relative alla diffusione dei metodi per la valorizzazione dalpunto di vista tecnologico ed organizzativo della ricerca e dell’impresa.Di fatto nel 2010 si è cominciata a concretizzare la sostanziale trasformazione che l’Ente haavviato negli ultimi anni.I risultati più rilevanti fra quelli esposti nelle pagine del documento sono:  Iniziative nel Mezzogiorno: - Il progetto “Basilicata Innovazione”, rivolto alla valorizzazione dei risultati della ricerca e allo sviluppo delle imprese del territorio, ha concluso la fase di reclutamento e formazione on the job dei 30 broker tecnologici previsti. Il know-how di base è costituito dalle competenze distintive che AREA ha sviluppato o acquisito nel trasferimento tecnologico e nella gestione organizzativa di ricerca e impresa. L’iniziativa sta ora producendo i primi risultati concreti. - Si è avviata Napoli Attiva S.r.l., joint venture in partnership con l’Università Federico II, con scopi analoghi alla precedente e rivolta al territorio della Campania. - Si stanno formalizzando iniziative simili in Calabria e Sicilia. I contatti proseguono con altre Regioni.  Enerplan: il progetto, che prevede la realizzazione di 8 LID (Laboratori Impianti Dimostrativi), ha permesso di conseguire un risultato di valenza internazionale: la caldaia che non inquina in grado di contribuire sostanzialmente alla soluzione dell’inquinamento 5  
  8. 8. urbano dovuto al riscaldamento. È in fase di conclusione la cessione del brevetto internazionale per l’Italia. Sono avviati contatti per la sua valorizzazione a livello internazionale.  Brevetti: per quanto riguarda Enerplan sono depositati, in comproprietà con PMI, 2 brevetti internazionali ed altri 4 sono in esame. Imprese e laboratori di ricerca con il supporto di AREA nel 2010 hanno depositato 17 domande di brevetto.  Spin-off: la procedura di AREA denomina “gruppi di sviluppo” gli spin-off in fase di elaborazione delle innovazioni e di lancio sul mercato (primo anno di attività). I gruppi di sviluppo avviati nel 2010 sono 6, cui si devono aggiungere ulteriori 3 approvati a fine anno nell’ambito del progetto Basilicata Innovazione.Questi pochi risultati citati indicano che, ad oggi, AREA dispone di metodologie di valorizzazione diricerca ed impresa innovative a livello internazionale. AREA sta, inoltre, rapidamente selezionandoe supportando lo sviluppo di innovazioni sostanziali nel campo energetico.Ritengo che sia auspicabile un attento supporto del MIUR per la valorizzazione, a livello nazionale,delle metodologie e dei risultati innovativi già disponibili. ing. Giancarlo Michellone Presidente di AREA Science Park     6  
  9. 9. 1 CHI SIAMO AREA Science Park è il primo parco scientifico e tecnologico multisettoriale nato in Italia.Il Parco si estende su due campus che sorgono nei pressi di Trieste, città che negli ultimi decennisi è distinta per la particolare vivacità nell’ambito della ricerca, divenendo un luogo di confronto perscienziati provenienti da tutto il mondo.AREA Science Park è nato nel 1978 (legge n. 546/77 attuata con D.P.R. del 6 marzo 1978, n. 102)con l’obiettivo ambizioso e lungimirante di creare una struttura per favorire il contatto e lo sviluppocomune di scienza e impresa.Il compito di gestire il parco è stato affidato al Consorzio obbligatorio per l’impianto, lagestione e lo sviluppo dellArea per la ricerca scientifica e tecnologica della provincia diTrieste, istituito con il D.P.R. 6 marzo 1978 n. 102.Nel corso degli anni il Consorzio ha favorito la crescita del Parco scientifico e tecnologico, con ilprogressivo insediamento di PMI high-tech e di numerosi laboratori, fra i quali alcuni istituti diricerca nazionali ed internazionali di grande rilevanza:  l’International Center for Genetic Engineering and Biotecnology (ICGEB), avviato nel 1988 sotto l’egida dell’UNIDO e oggi completamente autonomo;  la Sincrotrone S.p.A., per la realizzazione della macchina di luce di sincrotrone, costituita nel 1986;  l’International Center of Science (ICS), retto dall’UNIDO, nel 1989;  il Consorzio di Biomedicina Molecolare (CBM), nato nel 2004, con lo scopo di coordinare il Distretto Tecnologico di Biomedicina Molecolare del Friuli Venezia Giulia.  Alcune Unità Operative del CNRDai primi anni ’90 il Consorzio, Ente gestore del Parco, subisce una sostanziale trasformazione epassa dall’iniziale focalizzazione sullo sviluppo e gestione del Parco per arrivare, alle soglie del2000, alla realizzazione di strategie di valorizzazione dei risultati della ricerca e dell’innovazione sulterritorio, riassunti nella formula “Trasferimento tecnologico e valorizzazione”. AREA ècaratterizzata da un’originale coesistenza di esperienze di amministrazione pubblica e gestioneimprenditoriale, quest’ultima importata da manager di formazione industriale giunti alla fine deglianni ’80, che hanno portato l’Ente a diventare un vero e proprio laboratorio metodologico per lagestione strategica ed operativa dei processi di ricerca, innovazione e sviluppo di impresa.In considerazione del rilievo scientifico e tecnologico che il Parco andava assumendo, nelsettembre del 1999 il Consorzio è diventato Ente di ricerca nazionale, sotto il diretto controllo delMIUR, e ha modificato il suo nome in “Consorzio per l’AREA di ricerca scientifica etecnologica di Trieste”, di seguito per brevità AREA. Con lo stesso decreto legislativo,prendendo atto della rilevanza “del polo scientifico e tecnologico del Friuli Venezia Giulia e dellesue relazioni con l’estero”, ad AREA è stato affidato il compito di coordinare la rete degli Enti diricerca e degli atenei aventi sede in Friuli Venezia Giulia senza peraltro rinunciare alla suamissione a livello nazionale..Negli ultimi anni AREA ha sviluppato competenze distintive nel trasferimento tecnologico , nellagestione della ricerca e impresa mediante l’innovazione sia tecnologica sia organizzativa nellarelativa formazione mediante metodologie originali a livello internazionale. Molte di questemetodologie sono applicate anche agli insediati del Parco, che ha ottenuto i seguenti risultati: 7  
  10. 10. Parco di AREA (TS) 2007 2008 2009 Totale Insediati 87 83 85 di cui Enti di ricerca 22 19 17 Imprese 65 64 68 di cui Enti e Imprese uscite 8 12 11 Imprese entrate 11 8 13 Unità personale 2.209  2.439  2.537 (+15%)  Fatturato Consolidato (M€)* 143,1  154,9  176.5 (+23%)  dati riferiti all’esercizio precedente Tab. 1: Andamento Parco 2007 – 2009 8  
  11. 11. 2 COSA FACCIAMO 2.1 Le principali aree di intervento del ConsorzioLe attività di AREA sono nate con un ambito regionale. La trasformazione della natura delConsorzio e lo sviluppo di competenze distintive ha ampliato la loro applicazione a livellonazionale, fornendo ritorni, anche economici ed occupazionali sia al territorio di origine. il FriuliVenezia Giulia, che su scala nazionale.Pur essendo Ente di Ricerca a valenza nazionale, l’attività del Consorzio è sostanzialmentefocalizzata sulle cosiddette missioni complementari che caratterizzano l’attività tipica di un Ente diRicerca o di un’Università1, cioè la “gestione strategica operativa” della formazione (circa il 20%delle attività) e della ricerca per la competitività delle imprese e del territorio (circa l’80%).Gli ambiti di intervento più importanti di AREA, di conseguenza, sono così sintetizzabili: a) TRASFERIMENTO TECNOLOGICO Comprende le seguenti attività:  ricerca finalizzata allo sviluppo e alla diffusione di nuove metodologie per la valorizzazione dell’innovazione tecnologica ed organizzativa;  elaborazione di scenari tecnologici e di business;  scouting delle idee innovative e valutazione delle capacità scientifiche e manageriali per il loro sviluppo;  valorizzazione della proprietà intellettuale;  valutazione delle imprese (loro missione ed obiettivi, strategie per conseguirli, mercati e concorrenti, organizzazione, situazione economica e finanziaria, piani operativi).  pianificazione e gestione dei progetti di trasferimento tecnologico e di sviluppo imprenditoriale;  selezione e sviluppo di start-up e spin-off;  trasferimento alle Amministrazioni Pubbliche (PA), a Agenzie ed Enti delle metodologie per il supporto alla Ricerca e all’innovazione a livello nazionale. b) FORMAZIONE AVANZATA Nell’ambito della Formazione avanzata AREA:  gestisce programmi di alta formazione post-universitaria e promuove iniziative di formazione superiore, proponendo e realizzando attività di formazione imprenditoriale, di                                                            1 Il documento strategico PDA Profilo Dinamico delle Attività a cui si rinvia per maggiori dettagli delinea compiutamente un modello diclassificazione delle attività caratteristiche di Università e Centri di Ricerca. Tale modello è basato su 4 missioni principali:1) Formazione;2) Ricerca per la conoscenza, cioè non ancora finalizzata ad applicazioni in ambito produttivo;3) Ricerca per la competitività dell’industria, cioè indirizzata a specifiche applicazioni industriali;4) Ricerca per la competitività del territorio, cioè orientata allo sviluppo del tessuto produttivo territoriale nel suo complesso;e 4 missioni complementari riguardanti la gestione strategica e operativa di ciascuna delle 4 missioni principali.Tale modello viene utilizzato da AREA su impulso della Regione FVG come strumento di analisi e interpretazione nell’ambito dellarilevazione annualmente condotta per il Coordinamento degli oltre 50 Enti di Ricerca operanti nella regione.   9  
  12. 12. “management” della ricerca dell’innovazione per il personale della Pubblica Amministrazione, per gli enti di ricerca e le imprese;  sostiene la formazione di tecnici e ricercatori attraverso l’assegnazione o il co- finanziamento di borse e assegni di ricerca e di dottorato, anche a favore delle Società, Centri e Istituti insediati in AREA Science Park;  favorisce la mobilità internazionale dei ricercatori e la mobilità di personale tra istituti di ricerca e imprese, anche attraverso stage di laureandi e dottorandi e tesi sperimentali realizzate in azienda. Per quanto riguarda quest’ambito di intervento, il Consorzio di solito non effettua direttamente docenza ma seleziona competenze, a livello regionale, nazionale ed internazionale, dopo aver analizzato le esigenze dei clienti effettivi e potenziali. c) NETWORKING INTERNAZIONALE Le strategie prioritarie di AREA sono:  lo sviluppo dell’Ente nel Mezzogiorno e nell’Est europeo per il trasferimento delle metodologie di formazione e governo di nuovi poli scientifico tecnologici e distretti (capacity building) anche con la formazione di broker tecnologici;  la selezione e la valorizzazione di idee e imprese innovative nel settore dell’energia e del risparmio energetico e la realizzazione di LID (laboratori – Impianti Dimostrativi) in Italia e all’Estero;  accordi extra UE su richiesta delle PA di riferimento e soltanto nel caso in cui le richieste di impegno del personale di AREA siano molto ridotte e i ritorni economici ed occupazionali siano significativi con un forte impatto potenziale sugli stakeholder. d) SVILUPPO DEL PARCO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO AREA si occupa del Parco sia attraverso la gestione dei servizi e delle strutture esistenti sia attraverso la realizzazione di nuovi edifici e nuovi impianti. Promuove, inoltre, l’insediamento di laboratori di ricerca (pubblici e privati) e di imprese ad alta intensità di conoscenza, anche di nuova costituzione. Per valorizzare gli insediamenti del Parco Scientifico, Consorzio AREA applica e trasferisce le sue metodologie innovative, favorisce opportunità di sinergia e collaborazione tra centri, istituti e società che operano in campi scientifici e tecnologici di indirizzo comune o strettamente interconnessi e complementari. Svolge, infine, attività di consulenza per gli insediati con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo dei loro prodotti/mercati. e) ENERGIA L’intervento più rilevante a livello europeo è il cosiddetto “pacchetto clima-energia”, approvato dal Parlamento Europeo a fine 2008, con il quale la UE si è posta l’ambizioso insieme di obiettivi definito dalla formula “ 20/20/20”: ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili, il tutto entro il 2020. AREA ha recepito l’indirizzo comunitario e, allo scopo di fornire il proprio contributo, ha attivato, nel 2009, un proprio Piano Energia denominato “ENERPLAN”, mediante il quale si è tracciato un percorso di innovazione per lo sviluppo e per l’utilizzo di fonti rinnovabili e per il risparmio 10  
  13. 13. energetico (l’ENERGIA è indicato come ambito di ricerca di rilevanza strategica nel Piano Nazionale della Ricerca 2010-2012). L’aspetto qualificante è il doppio ruolo svolto da AREA in quanto si intende sia selezionare e sviluppare idee e imprese innovative, sia realizzare impianti e prototipi nel Parco, nella regione FVG e, successivamente, a livello nazionale e internazionale. Nel concreto, “ENERPLAN” si propone di sviluppare e costruire impianti dimostrativi in grado di operare anche come laboratori di sviluppo tecnologico e sperimentazione industriale nei quali università e scuole dell’obbligo, enti di ricerca, imprese e pubbliche amministrazioni possono apprendere e confrontare i risultati tecnici, ambientali ed economici delle varie soluzioni innovative sviluppate e realizzate. Il 2009 ha visto la stesura di otto progetti di questo tipo, basati su tecnologie promettenti e particolarmente adatte ad essere impiegate nei comprensori di Padriciano e Basovizza. Si evidenzia inoltre come per alcune di queste sia stata avviata la procedura di brevettazione internazionale. L’intero piano Energia - “ENERPLAN” che si attuerà nel triennio 2010-2012, prevede investimenti per complessivi € 6.805.000 a copertura delle spese per opere pubbliche, per forniture, per consulenze e per personale dedicato, per attività di ricerca e divulgazione. L’intero progetto è stato approvato dal Ministero dell’Ambiente e per la tutela del Territorio e del Mare che contribuirà concretamente alla sua realizzazione con il cofinanziamento del 50 % dell’investimento previsto. Ad oggi (febbraio 2011) tutti i piani di lavoro che compongono Enerplan sono stati avviati. Un risultato di valenza mondiale è la realizzazione, per la prima volta, di una pompa di calore ad alta temperatura in grado di risolvere, fra laltro, il sempre più grave problema dellinquinamento cittadino causato dal riscaldamento. Le attuali pompe di calore non possono essere utilizzate con gli impianti di riscaldamento a termosifone - che costituiscono la maggioranza assoluta degli impianti urbani - poiché sono solo in grado di erogare acqua riscaldata a 50 C°. Invece la nuova soluzione eroga acqua a 80 C° e può quindi sostituire le caldaie attuali senza interventi su abitazioni e impianti esistenti. I principali vantaggi sono: - meno spese di gestione: (35÷45)%, - costo energetico minore: (15÷30)%, - (70÷75)% di energia rinnovabile (che diventa 100% con lutilizzo di elettricita fornita da pannelli fotovoltaici o simili), - pay back: 3÷5 anni a seconda dei tipi di impianto, - zero emissioni in loco. La foto seguente rappresenta il prototipo da 115kw termici, ideato da Stp srl e realizzato da Rhoss spa, che funziona da alcuni mesi con risultati eccellenti. Uno sviluppo di importanza notevole, ma non ancora interamente apprezzabile anche in termini economici, è la sostituzione dellattuale sistema di teleriscaldamento con un "teleriscaldamento freddo" dove la centrale termica è sostituita dal prelievo di acqua da acquedotti, depuratori, pozzi, canali, fiumi, laghi, mare, ecc. Ulteriori vantaggi sono possibili quando si utilizzino gli scarichi di acqua calda industriale, di centrali termoelettriche, pozzi petroliferi ecc. 11  
  14. 14. 2. La valut .2 tazione com pratica per la crescita delle competen distintiv me nze veL’insieme a articolato di queste att tività in coe erenza con la propria vision e mis v ssion ha peermesso ad dAREA nel corso degli anni e att traverso un processo di progress siva selezio ne e miglio oramento di imetodologie e prassi operative, la creazione di un nucleo di comp e petenze disstintive, cio difficili da oè aformare e replicare in quanto “rare”. Tali commpetenze quando sono rese espllicite e stan q ndardizzate, ,diventano metodolog distintiv valide pe la gestion di organizzazioni pu gie ve er ne ubbliche e private. pLa loro creescita presu uppone un continuo sfo c orzo di ricer rca, sviluppo e sperime o entazione per valutare el’efficacia e l’efficienza delle loro applicazion Valutazio che si riferisce a n uove idee a progetti di a ni. one r iricerca di innovazione e di organ e nizzazione, ai loro risultati da valo orizzare e, iinfine, alle persone ed dalle loro orrganizzazion ni. 12 2  
  15. 15. Quindi la valutazione, per AREA, è lo strumento base per lo sviluppo e la crescita delle propriecompetenze distintive come schematizzato nella figura 1. VISION Essere riferimento internazionale per il trasferimento Essere riferimento internazionale del trasferimento la gestione, strategica ed operativa, di tecnologico e tecnologico e dell’innovazione organizzativa per la gestione, strategicaeed operativa, di ricerca ed impresa ricerca innovazione MISSION Competitivit à ed attrattività dei territori mediante: • Valorizzazione di ricerca e impresa • Formazione per il management di sviluppo e innovazione • Promozione di reti di eccellenza scientifica ed imprenditoriale COMPETENZE DISTINTIVE Trasferim. Tecnologico: Formazione di: Gestione: VALUTAZIONE DI: • scenari tecnologici e di • imprenditori; • Enti di ricerca parchi business; •IDEE • business manager; • distretti; • parchi • scouting; •PROGETTI • Pubblica Amm. per: • consorzi; • distretti; • progetti; • R&D e Innovation • reti di ricerca e •RISULTATI • consorzi; • start up; management; impresa; •PERSONE • reti di ricerca e • spin-off; • Business • … impresa; management •ORGANIZZAZIONI • proprietà intellettuale; • ... • … Fig. 1: La valutazione come strumento di gestione e crescita delle competenze distintiveTali competenze distintive costituiscono, da un lato, il più importante fattore di forza edifferenziazione “competitiva” di AREA rispetto ad altre Amministrazioni (ed EPR in particolare)ma, d’altra parte, possono anche rappresentare un elemento di fragilità in quanto, per il fatto diessere incardinate nelle Risorse Umane di AREA, richiedono estrema attenzione e sforzo costanteverso la formazione, la crescita qualitativa e la motivazione delle stesse. Questi obiettivi non sonosempre agevoli da perseguire per i numerosi vincoli organizzativi ed economici che penalizzanoparticolarmente l’Ente che, pur rimanendo di dimensioni medio-piccole nel panorama nazionaledegli Enti Pubblici di Ricerca, è cresciuto molto negli ultimi anni, ma con una frazione crescente eormai troppo elevata di personale non stabilizzato (quasi il 70%). 2.3 StakeholderIl concetto di stakeholder (portatori d’interesse) identifica tutti i soggetti coinvolti o piùsemplicemente interessati allattività dell’Ente e in grado, direttamente o indirettamente, diinfluenzarne gli esiti.I principali Stakeholder del Consorzio sono raggruppati in sei categorie, rappresentate nellaseguente figura: 13  
  16. 16. Fig. 2: Gli stakeholder di AREA La collettività, non indicata esplicitamente nello schema, costituisce in realtà lo stakeholderprincipale di una Amministrazione Pubblica quale AREA che, attraverso la ricerca e l’innovazionetecnologica ed organizzativa, con il conseguente sviluppo economico, punta ad incrementare laqualità della vita. Quindi nell’economia del presente Piano, non si tratta di una vera assenza ma, alcontrario, di un approccio descrittivo maggiormente analitico che meglio rende conto del modo incui si crea valore per la collettività. 3 STATO DI ATTUAZIONE DELLE ATTIVITÀ RELATIVE ALL’ANNO PRECEDENTE 3.1 Risultati raggiunti nell’ambito del Trasferimento Tecnologico In linea con il PNR 2010-2012 in cui si afferma che “ in un’economia basata sulla conoscenza, lachiave di volta per garantire la crescita del sistema ricerca diventa l’interazione costante eprofonda tra imprese, Università ed Istituzioni di governo”, Area opera da anni nell’ambito del 14  
  17. 17. trasferimento tecnologico e della valorizzazione della ricerca. Di seguito si riportano i principalirisultati per linea di attività ottenuti nel 2010.  LINEA di ATTIVITÀ: Sviluppo di nuove competenze distintive e trasferimento di metodologie per la diffusione dell’innovazione tecnologica e organizzativa e la valorizzazione della ricerca in altre amministrazioni pubbliche, agenzie ed enti a livello nazionale.Obiettivi assegnati:Progettazione, implementazione e ottimizzazione di nuove metodologie, strumenti e competenzedistintive e loro consolidamento all’interno di AREA.Trasferimento di metodologie e competenze sviluppate in AREA in ambito nazionale, con focussulle regioni del Mezzogiorno, delle attività di diffusione dell’innovazione e del trasferimentotecnologico. Tale attività viene sviluppata in collaborazione con partner istituzionali che dispongonodi proprie reti territoriali ovvero con radicamento locale nelle aree di interesse.Supporto allo sviluppo e all’implementazione di progetti e di servizi innovativi con Enti locali eAmministrazioni Pubbliche.Progetti realizzati:BASILICATA INNOVAZIONE – Costituzione di una struttura stabile sul territorio della Basilicata, ingrado di favorire la crescita del sistema delle imprese, la crescita di competenze del sistema dellaricerca, l’attrazione di nuovi investimenti. Quindi con Basilicata Innovazione, si intende offrire alleimprese e ai ricercatori lucani un punto di accesso diretto allo stato dell’arte della ricerca applicata,favorendo lo scouting di competenze, partner, finanziamenti e assistenza utili a realizzare progettidi innovazione di prodotto, di processo e organizzativa. Per tale scopo sono stati selezionati 30laureati di altissimo livello che operano sul territorio regionale dalla fine del 2009.Risultati ottenuti (2010):  Avvio delle attività sul campo: in parallelo con le attività di tipo organizzativo e logistico, si sono avviati i primi interventi con le imprese e con il sistema della ricerca, utili a: acquisire un primo livello di informazione sul sistema economico del territorio; raccogliere informazioni sulle competenze presenti all’interno dei principali enti di ricerca pubblici regionali; definire di conseguenza i necessari interventi sulle metodologie e sul know-how di AREA, al fine di cogliere le specificità dei sistemi territoriali locali;  Formazione in aula del personale selezionato per il presidio del progetto, suddivisa in formazione generica a tutto lo staff, con l’obiettivo di istruire il personale neoassunto in relazione alle attività di AREA in generale e del suo Servizio di Trasferimento Tecnologico in particolare, e in formazione specifica in funzione del profilo: Segreteria, Amministrazione, Personale, Comunicazione, Gestione Incubatore, Valorizzazione Ricerca, Pat-Lib, Formazione e Progetti europei, Broker delle Tecnologie;  Avvio delle attività operativa di 6 Centri di Competenza che in futuro saranno strategicamente collocati sul Territorio e connessi in rete, (sul modello “Innovation Network”) dedicato alla 15  
  18. 18. promozione della cultura dell’innovazione attraverso una fase di training specialistico e affiancamento on-the-job per la formazione e lo sviluppo delle competenze delle figure professionali dedicate alle attività di trasferimento tecnologico (technology brokers); Sviluppo del servizio dedicato alla valorizzazione della ricerca sviluppata dalle strutture di ricerca ed universitarie della Basilicata (sul modello di “Sister – Sistema regionale per la valorizzazione della ricerca”); Costituzione di un Centro Studi (sul modello di “Centro studi e PatLib”) a supporto delle attività di trasferimento tecnologico e dell’innovazione, fruibile sia dall’intero sistema produttivo che scientifico della regione; Avvio di un Centro Matech Point Basilicata, che attraverso l’operatività di technology brokers possa fornire alle imprese lucane indicazioni utili in merito a nuovi materiali e tecnologie disponibili sul mercato, con lo scopo di facilitarne la loro applicazione per la realizzazione di nuovi prodotti, piuttosto che per la soluzione di problematiche tecniche, ingegneristiche o di processo (sul modello di “Matech Point Friuli Venezia Giulia”); Costituzione di un incubatore 1° miglio (sul modello di “Innovation Factory”) a sostegno della creazione di nuove imprese da parte sia di ricercatori che di giovani che intendono intraprendere progetti di imprese innovative ad alto contenuto di conoscenza; Avvio di collaborazioni con competenze tecnico-scientifiche per studi di fattibilità di progetti di ricerca e sviluppo di aziende lucane e di attività di analisi e convalida delle potenzialità applicative dei risultati della ricerca di istituzioni scientifiche della Basilicata; Avvio di un’iniziativa volta alla diffusione della cultura dell’Ergonomia applicata sul territorio lucano, al miglioramento delle caratteristiche di economicità dei prodotti da parte delle aziende coinvolte nell’iniziativa e all’individuazione di soluzioni innovative ed idee progettuali con soluzioni ergonomiche per lo sviluppo di prodotto; Avvio di uno studio multi client per la determinazione del profilo competitivo, la definizione di piani di sviluppo e di crescita dimensionale di un gruppo selezionato di imprese lucane e l’identificazione di iniziative e progetti comuni alle aziende di uno stesso settore.TECNOLOGY FORESIGHT LOMBARDIA – Analisi di scenario su criticità e potenzialità di diversisettori tecnologici finalizzata a indirizzare risorse e investimenti da dedicare ad attività di ricerca nelsettore pubblico ed industriale nelle direzioni più promettenti per il tessuto economico-imprenditoriale lombardo; il tutto al fine di sostenere lo sviluppo socio-economico, mediantel’utilizzo di competenze, metodologie e strumenti di technology foresight acquisiti e fatti propri daAREA.Risultati ottenuti (2010):Elaborazione del primo report d’indagine sugli studi di scenario: “Analisi dei trend globali 2025 –Problematiche e prospettive per il mondo della ricerca scientifica e industriale”. In avvio l’analisidelle caratteristiche economico-finanziarie delle imprese connesse con il potenziale di innovazioneesprimibile.PRESTO A CASA – Progettazione e sviluppo di un nuovo modello innovativo di “abitazionipalestra”, gestite dall’area “Promozione e Protezione Sociale” del Comune di Trieste, in cui utenticon disabilità fisiche in fase di dimissione da strutture sanitarie di riabilitazione, possono 16  
  19. 19. sperimentare personalmente per un periodo adeguato tecnologie domotiche, ausili di usoquotidiano, soluzioni d’arredo e progettuali in grado di facilitare la gestione e il controllo delleattività quotidiane, delle funzionalità domestiche e delle interazioni con il mondo esterno.Risultati ottenuti (2010):  Progettazione del sistema domotico, delle soluzioni d’arredo e selezione degli ausili;  Effettuazione dei lavori edili e di adeguamento degli impianti, configurazione del sistema domotico, allestimento degli appartamenti;  Selezione degli utenti e definizione di un regolamento di utilizzo delle abitazioni palestra;  Formazione degli operatori socio-sanitari e degli utenti;  Elaborazione di schede di feed-back sull’adeguatezza ed utilità delle soluzioni tecnologiche, sul livello di accessibilità degli spazi, sulla facilità d’uso, sulla replicabilità, sulla piacevolezza estetica, sull’utilità in generale dell’esperienza vissuta e quindi del servizio utilizzato;  Definizione e attuazione di un piano di valorizzazione e diffusione dei risultati NAPOLI ATTIVA - Progetto sviluppato dalla società in house Innovation Factory che ha costituito una joint venture con l’università Federico II di Napoli. Forte della solidità scientifica di uno dei più prestigiosi atenei italiani e delle competenze distintive, uniche nel panorama nazionale del trasferimento tecnologico, maturate da AREA, “Napoli Attiva” si candida ad essere uno dei nodi vitali di Campania Innovazione, la rete promossa dalla Regione Campania per favorire l’innovazione, il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di nuove idee di business per le imprese campane.  Obiettivi del progetto sono:   Valorizzare la ricerca scientifica e tecnologica sviluppata in ambito universitario.    Favorire il collegamento e la cooperazione tra mondo della ricerca, imprese e pubbliche amministrazioni.    Diventare centro  di  riferimento  in  Campania per lo sviluppo e la diffusione di prodotti e servizi a tecnologia avanzata.     LINEA di ATTIVITÀ: Pianificazione e gestione di progetti di trasferimento tecnologico, di diffusione dell’innovazione, di ricerca industriale e in generale di supporto alla competitività delle impreseObiettivi assegnati:Progettazione, gestione e sviluppo di iniziative progettuali di rilevante impatto sistemico per ilsettore produttivo relativi alle attività di trasferimento tecnologico e sviluppo precompetitivo.Coordinamento, supporto operativo e gestione delle attività di valorizzazione dei risultati di progettidi ricerca industriale ad elevato impatto sistemico per il rafforzamento delle reti di ricerca e deidistretti tecnologici dell’innovazione, che prevedono il coinvolgimento di un partenariato di impreseed enti di ricerca. 17  
  20. 20. Progetti realizzati:INNOVATION NETWORK® 2008-2010 – Sviluppo delle Rete regionale di Centri di Competenzacapaci di interpretare le domande di innovazione per la soluzione di specifici problemi tecnici etecnologici ed organizzativi delle imprese e, nel contempo, di individuare e prendere disponibili altessuto produttivo della regione strumenti servizi competenze e metodologie in grado di fornire ilnecessario supporto allo sviluppo di progetti di innovazione, ricerca e trasferimento tecnologico.Risultati ottenuti (2010):  Consolidamento della rete di Centri di Competenza: 6 centri di competenza operativi sul territorio della Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con le principali strutture imprenditoriali di riferimento  Sviluppo di un’azione capillare porta-a-porta di contatto e visita in impresa: n° 367 aziende contattate, n° 212 aziende visitate;  Individuazione di n° 101 esigenze e realizzazione di altrettanti interventi di innovazione a supporto delle aziende regionali;  Supporto allo sviluppo di n° 22 piani di attività di progetti aziendali;  Individuazione di n° 3 nuove idee di business;  Realizzazione di 1 activity report “manuale di best practice del trasferimento tecnologico”;  Realizzazione di n° 2 eventi tematici di promozione e diffusione dell’innovazione per le imprese. FRIEND EUROPE – Partecipazione attiva al consorzio transregionale Friend Europe, nodo dellarete europea Enterprise Europe Network (EEN) finanziata dal programma CIP – ProgrammaQuadro per la Competitività e Innovazione – per sostenere imprenditori, PMI, centri di ricerca euniversità localizzate nella regione FVG nellaccesso alle opportunità offerte dal mercato europeoin termini di trasferimento tecnologico, accesso ai fondi comunitari con particolare riferimento al7°programa quadro di ricerca europeo e realizzazioni di accordi di partnership internazionali.Particolare attenzione è stata dedicata ai temi dell’ICT, dell’Energia e dei materiali eco-sostenibiliassistendo le imprese della regione nella partecipazione a eventi di partenariato e a fieretecnologiche internazionali per l’attivazione di partenariati per progetti di ricerca congiunti e peraccordi di trasferimento tecnologico.Risultati ottenuti (2010):  Realizzazione di audit tecnologici, supporto alla redazione ed inserzione sulla rete EEN di technology offer e technology request e pre-screening di idee progettuali per l’accesso a progetti europei (n 55 interventi);  Supporto alla stesura di n 4 accordi di partnership internazionale;  Organizzazioni di company mission e supporto alla partecipazione di eventi di brokeraggio a livello europeo (n 4).ECONOMIA DEL MARE – Messa a punto e ottimizzazione di metodi e azioni di supportoall’adozione di innovazioni da parte delle imprese del settore della nautica da diporto, cantieristica 18  
  21. 21. navale e subfornitura cantieristica. Supporto allo sviluppo delle attività del Distretto TecnologicoNavale e della Nautica e alla nascita di un Polo di Servizio alle imprese del settore della nautica edella filiera della subfornitura navale.Risultati ottenuti (2010):  Realizzazione di un database delle esigenze di innovazione delle imprese del settore e messa a punto di progetti d’innovazione e di proposte per progetti di ricerca;  Avvio di una collaborazione con una società consortile mista di erogazione di servizi alle imprese del settore della nautica della Regione Toscana, al fine di condividere una metodologia di analisi e di conoscenza delle realtà regionali che potrebbe portare ad offrire concrete opportunità di collaborazione imprenditoriale nelle attività di produzione e di servizio al diportismo nautico o in progetti di innovazione;  Implementazione di una piattaforma software di conoscenza dell’offerta di produzioni e servizi del territorio in termini di specializzazioni e competenze delle imprese del settore, finalizzata all’avvio del Polo di Servizio alle imprese della cantieristica e nautica. SLIMPORT – Integrazione di soluzioni modulari volte a rendere più efficienti i processi operativinell’ambito dei servizi marittimi dell’ultimo miglio mare e primo miglio terra, consentendo:1. la riduzione del tempo di stazionamento e di transito delle merci e dei passeggeri nei nodi deltrasporto;2. la velocizzazione delle operazioni di carico, scarico e trasbordo;3. la cooperazione con i sistemi infotelematici di gestione dei processi operativi esistenti nell’area;4. l’incremento della sicurezza nelle operazioni portuali salvaguardando le logiche di business;5. l’intermodalità nell’ambito della catena logistica;6. la decongestione dei trasporti e la mobilità sostenibile nel territorio;Slimport rientra nel ristretto numero dei progetti finanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico,nell’ambito del Programma Industria 2015 - Mobilità Sostenibile.Risultati ottenuti (2010):  avvio della ricerca di prodotti sviluppabili nell’ambito delle attività di ricerca e prototipizzazione del progetto potenzialmente vicini al mercato, realizzazione di interviste, catalogazione dei prodotti e delle tecnologie in schede PPMS.  LINEA di ATTIVITÀ: Scouting e valorizzazione di idee e imprese innovative, valorizzazione dei risultati della ricerca e della proprietà intellettualeObiettivi assegnati:Individuazione e valutazione di idee innovative, di nuove opportunità di business, di risultati dellaricerca e del potenziale scientifico volte a favorire lo sviluppo di sbocchi applicativi e a potenziarel’opportunità di conseguire ritorni economici attivando interventi di valorizzazione di risultati e 19  
  22. 22. applicazioni, di trasferimento tecnologico e di creazione di nuove imprese ad alto contenuto ditecnologiaProgetti realizzati:SISTER 2008-2010 – Sistema per la valorizzazione e il trasferimento alle imprese delleconoscenze e innovazioni presenti all’interno di 7 EPR regionali: Università degli Studi di Udine,Università degli Studi di Trieste, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale(OGS), Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA), Sincrotrone Trieste SCpA,INFN – Sezione di Trieste; Fondazione Carlo e Dirce Callerio Onlus.Risultati ottenuti (2010):  Scouting di n° 21 risultati candidati alla valorizzazione  Avvio di n 87 attività di valorizzazione dei risultati tra cui analisi documentali (desk analysis), analisi brevettuali e valutazioni di prosecuzione progetto/IPR;  Realizzazione di n° 15 depositi di nuove domande di brevetto e di n° 7 interventi di mantenimento e prosecuzione della proprietà industriale;  Realizzazione di n° 14 interventi di convalide sperimentali / allestimento prototipi;  Realizzazione di n° 3 interventi di assistenza alla commercializzazione e al trasferimento dei risultati al mercato;  Avvio alla fase di preincubazione di Innovation Factory, del progetto di sviluppo imprenditoriale WIT (What Is This), i cui proponenti afferiscono all’Università di Trieste.UFFICIO STUDI E PAT LIB – Centro di informazione brevettuale e documentale volto a favorirel’utilizzo e l’accesso alla conoscenza di brevetti e fonti di informazione tecnico-scientifica da partedi ricercatori e operatori industriali.Risultati:  Realizzazione di n° 99 ricerche documentali/brevettuali;  Realizzazione di n° 57 ricerche su marchi;  Realizzazione di n° 178 contatti informativi/formativi (personalizzati e non) sul tema della proprietà intellettuale e industriale.INNOVATION FACTORY – Incubatore di primo miglio che offre spazi e servizi a sostegno dellaprima delicata fase di messa a punto e verifica tecnologica, commerciale, legale ed economicadellidea imprenditoriale.Risultati ottenuti (2010):  9 iniziative imprenditoriali supportate nella fase di pre-incubazione, di cui 3 avviate nell’anno precedente e 6 valutate e avviate nel 2010. 20  
  23. 23. COMMESSE E CESSIONE BREVETTIRisultati ottenuti (2010): L’iniziativa Ergonomia FVG avviata nel 2007 con lo scopo di diffondere la cultura dell’ergonomia nella regione Friuli Venezia Giulia supportando le imprese in interventi di messa a punto di soluzioni innovative per i loro prodotti, ha portato negli anni successivi all’acquisizione di tre brevetti in comproprietà con altrettante imprese assistite e alla stipula di due contratti di consulenza per imprese; Contemporaneamente all’avvio del progetto Enerplan, si è acquisita la comproprietà di due brevetti con un’azienda; E’ stato sottoscritto un accordo per la gestione del portafoglio brevetti di un’azienda del settore caffè.  LINEA di ATTIVITÀ: Sviluppo e realizzazione di prototipi e di laboratori-impianti dimostrativi (LID), con particolare attenzione al settore dell’energia e del risparmio energeticoObiettivi assegnati:Stimolare l’innovazione di prodotto e di processo contribuendo direttamente allo sviluppo e allarealizzazione di prodotti, prototipi e impianti innovativi in grado di entrare in produzione edoperare, anche come laboratori di sviluppo tecnologico e sperimentazione industriale, nei qualiuniversità e scuole dell’obbligo, enti di ricerca, imprese e pubbliche amministrazioni possanoapprendere e confrontare i risultati tecnici ed economici delle varie soluzioni implementate. AREA,in particolare, ha avviato un percorso di innovazione per lo sviluppo e l’utilizzo di fonti rinnovabili eper il risparmio energetico ed intende sia selezionare e contribuire allo sviluppo di idee e impreseinnovative, sia realizzare impianti e prototipi nel Parco, nella città di Trieste, nella regione FriuliVenezia Giulia e, successivamente, a livello nazionale e internazionaleProgetti realizzati:ENERPLAN – è un insieme di dieci piani di lavoro attraverso il quale AREA, cofinanziata dalMinistero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, intraprende un percorso diinnovazione per l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili e alternative di energia. AREAsvolge il duplice ruolo di soggetto proponente/attuatore e, al tempo stesso, di primo utilizzatore epromotore di azioni dimostrative finalizzate allo sviluppo, industrializzazione e divulgazione disistemi energetici innovativi, nell’ottica dell’efficienza, della riduzione dei costi di gestioneenergetica e dell’abbattimento delle emissioni inquinanti.Risultati ottenuti (2010) : vedi paragrafo 7.3.1ATER TRIESTE - Il progetto intende sostenere lo sviluppo eco-compatibile degli edifici di ediliziaresidenziale sovvenzionata attraverso la sperimentazione di tecniche, materiali e tecnologierispondenti agli standard di certificazione energetico-ambientale. Tra i vari partner di progetto, ilcontributo di AREA concerne la definizione dei contenuti innovativi e sperimentali, sia per quantoattiene alla progettazione, sia per la fase di realizzazione dell’edificio. 21  
  24. 24. Risultati ottenuti (2010):  Coordinamento di 5 partner che si sono occupati di approfondire differenti ambiti di sperimentazione inerenti lecocompatibilità ambientale, il risparmio energetico e la produzione di energia elettrica alternativa. Per ogni ambito di sperimentazione sono state proposte differenti tecnologie, valutandole sotto gli aspetti tecnici, economici e gestionali, con lobiettivo finale di portare ledificio nella classe B1 del protocollo regionale VEA, come previsto dallaccordo di programma;  Presentazione ad ATER di relazioni di convenienza tecnica, economica e gestionale nella fase di progettazione preliminare  LINEA di ATTIVITÀ: Networking internazionaleObiettivi assegnati:Promozione delle relazioni internazionali nei settori della ricerca e dellinnovazione per la crescitaeconomica dei diversi territori coinvolti, attraverso la definizione di accordi e collaborazioni per lacondivisione e la diffusione di metodologie di formazione e gestione di nuovi poli, distretti e reti(capacity building).SYNBIOSIS – Sviluppare una stretta collaborazione tra due cluster di ricerca, il distretto regionaledi biomedicina molecolare del Friuli Venezia Giulia e il costituendo polo d’eccellenza di interesseEuropeo che avrà sede presso la città di Brno, nella Repubblica Ceca, attivi negli ambitiinterconnessi della bioinformatica, biologia computazionale, biomedicina e bionanoscienza.Risultati ottenuti (2010):  Attivazione di un gruppo europeo di esperti in Trasferimento Tecnologico con condivisione di competenze e metodologie sistemiche in tema di sviluppo e sfruttamento di grandi infrastrutture di ricerca nel campo delle bio-nanotecnologie;  Eventi di disseminazione a livello regionale, nazionale ed europeoCEBBIS - Costruire una rete inter-regionale di innovazione estesa a livello europeo atta a favorireil flusso dei risultati della ricerca universitaria alle imprese piccole e medie delle regioni coinvolte. .Il progetto, che coinvolge come partner 10 agenzie di sviluppo territoriale localizzate in Austria,Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovenia, prevede che in Friuli Venezia Giulia siattivi la cabina di regia per progettare e gestire 5 nuovi centri di innovazione che verrannocoordinati in rete.Risultati ottenuti (2010):  Attivazione di un gruppo europeo di esperti in Trasferimento Tecnologico con condivisione di competenze e metodologie sistemiche in tema di modelli regionali di innovazione e valorizzazione della ricerca; 22  
  25. 25.  Incontri di condivisione dei risultati.STARNETREGIO - Costruire più forti e solidi collegamenti operativi con i cluster marittimi del FriuliVenezia Giulia, della Slovenia e della Contea croata di Fiume (con riferimento al settore dellacantieristica e della nautica da diporto), al fine di contribuire all’implementazione di agende diricerca condivise e relative strategie operative a sostegno dell’incremento degli investimentipubblici e privati in R&S, dell’innovazione settoriale e della relativa competitività.Risultati ottenuti (2010):  Attivazione e trasferimento del modello “tripla elica” DITENAVE e di competenze di Trasferimento Tecnologico a 2 uffici deputati, rispettivamente in Slovenia e Croazia;  Stipula di un accordo di cooperazione strategica in tema di promozione della R&S&I con 4 partner pubblici esteri (2 Sloveni e 2 Croati) e stesura di un piano di azione pluriennale. 3.2 Risultati raggiunti nell’ambito della Formazione avanzata  LINEA di ATTIVITÀ: Analisi dei fabbisogni e iniziative formative per le imprese regionali e per le risorse umaneAl fine di valorizzare gli investimenti in attività di formazione per le imprese insediate nel Parcol’Ufficio Progettazione e Gestione Progetti di Formazione per le Imprese offre un servizio di analisidei fabbisogni formativi, attraverso interviste strutturate realizzate con frequenza periodica con iresponsabili di laboratorio o i referenti aziendali. I dati e le osservazioni raccolte permettono dirilevare puntualmente le esigenze dei centri e delle imprese insediate in tema di formazione. Leorganizzazioni hanno infatti la possibilità di segnalare temi e contenuti di interesse che possonoessere condivisi tra più realtà. Il monitoraggio continuo permette di individuare particolari tematichedi interesse, nonché consente la progettazione esecutiva di dettaglio per i corsi proposti acatalogo, con definizione del livello di approfondimento dei contenuti e di specializzazione, tipicodi ogni edizione, in un’ottica di personalizzazione dell’offerta formativa rispetto al target diriferimento.Il beneficio immediato che ne deriva è la possibilità di accedere a corsi in house e su misura.Inoltre, il contatto e lo scambio di informazioni tra i partecipanti alle attività di formazione spessofavoriscono la creazione di network tra gli stessi insediati.L’attività di progettazione ed erogazione delle attività formative non si limita, tuttavia, alle impreseinsediate nel Parco. Il Servizio Formazione Progettazione e Gestione progetti del Consorzio perl’AREA di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste attiva infatti svariati interventi formativi conl’obiettivo di favorire lo sviluppo della cultura organizzativa e manageriale delle imprese regionali eincrementare il potenziale occupazionale delle risorse umane del territorio. Anche alle impreseregionali viene quindi offerto il servizio di analisi dei fabbisogni formativi, finalizzatoall’individuazione di eventuali gap ed esigenze. Sulla base dei dati e delle osservazioni raccolte inazienda, vengono progettati e realizzati percorsi di formazione avanzata per imprenditori, managere figure chiave nei processi aziendali, sfruttando, ove possibile, specifici finanziamenti allaformazione. 23  
  26. 26. Complessivamente nel 2010 sono quindi stati realizzati corsi di formazione a catalogo su differentitematiche, principalmente connesse a temi di management e innovazione, per un totale di 26 corsi,256 allievi e 634 ore d’aula.Sono inoltre state stipulate delle commesse per la realizzazione di percorsi formativi specifici inhouse per:- CENTRO RICERCHE PLAST-OPTICA S.p.A.- Euroclone S.p.A.;- S.I.S.S.A Scuola Superiore di Studi Avanzati;- Eurospital S.P.A;- Electrolux professional spa.Il Servizio, inoltre, in quanto struttura di formazione accreditata presso la Regione Friuli VeneziaGiulia, attraverso l’attivazione di canali di finanziamento specifici (ad esempio, il Fondo SocialeEuropeo, altri fondi strutturali, Progetti o Programmi Quadro dellUnione Europea legati allaFormazione), ha consentito, anche nell’anno 2010, di abbattere i costi relativi alle attività formativeprogettate ed erogate per target o tematiche di interesse strategico. Nel corso dell’anno, inparticolare, sono stati approvati dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia 9 corsi, per un totaledi 2.060 ore di formazione in aula, interamente finanziati nell’ambito del Fondo Sociale Europeo,Programma Operativo Obiettivo 2 – Competitività Regionale e Occupazione 2007-2013, progettatitenendo conto delle indicazioni ricevute e dei fabbisogni formativi riscontrati nelle impreseregionali.Nel 2010 è proseguita l’erogazione di borse di formazione finanziate con fondi del Consorzio.Complessivamente sono state gestite 20 borse, avviate all’inizio dell’anno, di cui 14 a favore deitenants del Parco Scientifico, 2 presso la CNA - Confederazione Nazionale dellArtigianato - perl’avvio di attività di Trasferimento Tecnologico e supporto allo sviluppo di progetti di innovazionedelle aziende associate a tale organizzazione e 4 borse di formazione interne presso il ServizioFormazione, Progettazione e gestione progetti di AREA, per sviluppare i servizi alle imprese e iservizi per l’internazionalizzazione, anche nell’ambito dei progetti europei. È stata inoltre bandital’assegnazione di 15 nuove borse finanziate da AREA per attività di ricerca, specializzazione oaggiornamento, da fruirsi presso le realtà insediate nei comprensori regionali di AREA SciencePark di cui 10 riservate a PMI e 5 riservate a Grandi Imprese e Centri di ricerca pubblici, con unostanziamento di € 270.437,00.AREA ha inoltre ottenuto l’affidamento di incarico da parte della Direzione centrale istruzione,formazione e cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per la realizzazione di WorkExperience sul territorio regionale fino al 31/12/2012 nell’ambito del Programma Operativo delFondo Sociale Europeo 2007-2013 e nel 2010 ha avviato le prime 16 Work Experience. Si è quindidato avvio alle prime 10 Work Experience nazionali ed internazionali del Polo Economia del Mare,finalizzate all’acquisizione di esperienze presso aziende che praticano politiche di innovazione neisettori di riferimento del distretto navale nautico del Friuli Venezia Giulia. 24  
  27. 27. il Servizio PRF è infatti partner attivo dei Poli formativi IFTS: Polo Economia del Mare, PoloFormativo Meccanica e Polo Formativo ICT, centri di competenza per la formazione tecnicasuperiore promossi dalla Regione Friuli Venezia Giulia e finalizzati a:- dare stabilità al sistema di formazione tecnico superiore, con l’obiettivo di superare la precarietà ela frammentazione degli interventi;- favorire l’accumulazione delle conoscenze e delle esperienze;- sviluppare la cooperazione in rete in ambito nazionale e comunitario;- rafforzare i legami con i mercati del lavoro attraverso una costante interazione e integrazione siacon le sedi e le strutture impegnate nell’innovazione e nella ricerca scientifica e tecnologica, siacon le aree produttive del Paese, e con le piccole e medie imprese.Nel corso del 2010 sono stati inoltre realizzati i 3 progetti: SAMBA (rivolto a studenti e imprenditoriargentini); IFTS-CIPE e AZIONE È… SE CREASSI UN’IMPRESA (rivolti a studenti e futuriimprenditori sardi). I tre progetti hanno avuto come obiettivo principale la creazione di opportunitàlavorative e di business attraverso la creazione di percorsi integrati attraverso incontri conimprenditori, formazione specifica e conoscenza della realtà socioeconomica del Friuli VeneziaGiulia e del Veneto Orientale (Nord-Est Italia).    LINEA di ATTIVITÀ: percorsi formativi per l’aggiornamento e la specializzazione del personale di Pubbliche Amministrazioni e istituti pubblici di ricercaLe attività di formazione organizzate dal Consorzio e rivolte al personale di pubblicheamministrazioni e istituti pubblici di ricerca hanno assunto un rilievo nazionale. Dal 1997 vengonogestiti programmi di alta formazione focalizzati sulla qualificazione delle risorse umane nel settoredel trasferimento tecnologico e dell’innovazione, mettendo a disposizione un know-how specifico,ovvero coinvolgendo da un lato i professionisti del settore che hanno realizzato il modello ditrasferimento tecnologico di AREA, dall’altro un network di docenti altamente qualificati concompetenze in project management, valutazione degli investimenti, accesso ai finanziamenti perl’innovazione.In particolare nel 2005 il Consorzio ha creato “Innovation Campus”, la prima Scuola ditrasferimento tecnologico, con la quale AREA offre un servizio di formazione continua ed unlaboratorio di confronto e supporto agli operatori e alle agenzie nazionali e internazionali delsettore, attraverso corsi di alta formazione, approfondimenti su singole aree specialistiche,affiancamento e consulenza su temi e progetti operativi di trasferimento tecnologico e innovazione.Il 2010 ha visto la realizzazione, all’interno di Innovation Campus, della prima edizione del MasterUniversitario di II livello in Innovation and Knowledge Transfer (MIT), di durata biennale,coordinato dal Politecnico di Milano, in collaborazione per la parte tecnica e specialistica conAREA Science Park. Il master, attualmente in corso, terminerà nel mese di luglio 2011.È stata inoltre stipulata la commessa per la realizzazione del piano formativo del personale delparco industriale di Nova Gradiska (HR). Il programma formativo si sviluppa sulle due annualità2010 e 2011, in collaborazione con la società in house di AREA, Innovation Factory. 25  
  28. 28.  LINEA di ATTIVITÀ: Coordinamento e Internazionalizzazione degli Enti di RicercaNell’ambito delle attività di rete e dei servizi erogati a beneficio del Sistema regionale della Ricercasi colloca il Coordinamento regionale.Istituito nel 2004 e rinnovato in base all’Accordo approvato dalla Giunta regionale in data 23febbraio 2009, il Coordinamento degli Enti di Ricerca (CER) è liniziativa di collegamento in rete deicentri di ricerca nazionali e internazionali, degli atenei e dei parchi scientifici e tecnologici presentisul territorio e promossa dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con ilMinistero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e con il Ministero degli Affari Esteri. Il CER,che ad oggi vede la partecipazione di 53 centri di ricerca, è volto a rafforzare e integrare lacapacità di azione degli enti afferenti al Network, promuovendo le massime sinergie tra gli stessi erafforzando il collegamento con il territorio. Il coordinamento del Network è affidato ad AREA che,per la pianificazione e la realizzazione delle attività, si avvale dell’Ufficio Coordinamento eInternazionalizzazione degli Enti di ricerca regionali.Con riferimento al 2010 ed in linea con i tre macro obiettivi previsti dall’Accordo CER, sono statesvolte le seguenti attività:1. Valorizzazione della ricerca e del potenziale scientifico, economico. In tale contesto, attraverso lo Sportello APRE Friuli Venezia Giulia Trieste2 vengono forniti servizi di informazione, consulenza personalizzata e ricerca partner, finalizzati alla presentazione di proposte progettuali ed alla gestione di progetti del VII PQ. Lo Sportello eroga anche servizi di formazione attraverso l’organizzazione di corsi, workshop e seminari mirati sul Programma Quadro e sull’europrogettazione. Nel 2010 lo Sportello ha soddisfatto 323 richieste di consulenza sul Programma Quadro, per oltre 230 ore complessive di assistenza e ha realizzato 15 workshop, cui hanno partecipato 1.001 utenti. Inoltre, sin dalla sua costituzione, l’Ufficio si occupa della realizzazione di studi e della predisposizione di modelli di monitoraggio e misurazione dei risultati dell’attività di ricerca. Nel corso del 2010 è stata avviata la Mappatura delle istituzioni scientifiche regionali, basata sulla metodologia della Mappatura del Capitale Intangibile e del Profilo Dinamico delle Attività (PDA). All’indagine hanno partecipato 34 Enti del Network ed i primi dati elaborati dalla Regione sono stati presentati in occasione della IX Conferenza annuale del Coordinamento (30 novembre 2010, AREA Science Park, Trieste). Per meglio coordinare le attività dei centri del Network, nel corso del 2010 il CER ha promosso l’istituzione di cinque Gruppi di lavoro: Filiera della Conoscenza – che ha elaborato un progetto formativo per una scuola regionale di dottorato; Parchi Scientifici e Tecnologici regionali – che ha lavorato sull’elaborazione di un catalogo integrato dei quattro Parchi regionali; Life Sciences – che ha lavorato sull’ipotesi di creazione di uno stabulario condiviso; Social Sciences and Humanities – che ha sviluppato un modello di rilevazione dell’impatto socio-economico dei risultati della ricerca; Physical Sciences and Engineering – che ha                                                            2 APRE – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea è un ente no profit, finanziato al 51% dai sociAPRE e per il 49% con fondi di progetti europei; svolge attività di informazione, formazione e assistenzanell’ambito della ricerca europea. A livello regionale, è stato istituito un Comitato APRE con lo scopo direndere più efficaci ed efficienti le azioni dei singoli Soci APRE presenti sul territorio regionale. Sono membridel Comitato i due Sportelli APRE (AREA Science Park e Friuli Innovazione) e i quattro Soci presenti sulterritorio regionale (Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Udine, la S.I.S.S.A. e l’OGS). 26  
  29. 29. evidenziato la necessità di rafforzare le sinergie tra centri di ricerca e imprese regionali che si occupano di materiali innovativi.2. Rafforzamento del ruolo e della visibilità nazionale ed internazionale dei centri presenti nel Friuli Venezia Giulia. Per implementare l’attrattività del Sistema scientifico regionale, nel corso del 2010 è stato avviato il Programma di mobilità internazionale Talents for an International House (TALENTS) ammesso al cofinanziamento della Commissione Europea nell’ambito del Programma Specifico People (VII Programma Quadro R&S dell’UE – Azione COFUND). Il Programma prevede l’erogazione di borse di mobilità incoming ed outgoing, destinate a ricercatori esperti, e favorisce la creazione di network internazionali di ricerca. La prima call di TALENTS si è chiusa il 31 ottobre 2010 e ha condotto al finanziamento di 5 fellowship, mentre la prossima call è prevista indicativamente per maggio 2011. Inoltre, sempre nel 2010, è stato istituito l’Ufficio unico di accoglienza Welcome Office Friuli Venezia Giulia (www.welcomeoffice.fvg.it), dedicato a ricercatori e studenti stranieri in mobilità3. Si tratta di un unico punto di contatto regionale, che si avvale di due strumenti: il sito web www.welcomeoffice.fvg.it (dedicato alle tematiche legate al pre-arrival ed alla promozione del territorio) e due Uffici d’accoglienza “Welcome Office” situati in centro città a Trieste4 ed a Udine5. Nel corso del 2010 il Welcome Office FVG ha soddisfatto 1.190 richieste di assistenza ed il sito web ha registrato più di 44.000 accessi da oltre 121 Paesi del mondo. Inoltre, il Welcome Office collabora con la Fondazione CRUI e l’Università degli Studi di Camerino ai fini dello sviluppo e dell’aggiornamento costante del portale nazionale EURAXESS Italy (www.euraxess.it). Al fine di monitorare la capacità di attrazione internazionale di capitale umano da parte del Sistema scientifico regionale, il CER svolge ogni anno l’indagine “La Mobilità della Conoscenza” sui flussi di studenti, ricercatori e scienziati internazionali presenti in regione. Nel corso del 2010 il MIUR ha istituito il Gruppo di lavoro “mobilità internazionale” tra il Welcome Office e il Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (CNVSU)6. Il Gruppo ha concluso la propria attività con la predisposizione di nuovi strumenti di monitoraggio dei flussi di mobilità internazionale di studenti e ricercatori.3. Promozione della divulgazione tecnico-scientifica. Nel corso del 2010, è stato implementato il sito web del CER (www.area.trieste.it/coordinamento). Tutte le pagine del sito sono disponibili sia in italiano che in inglese. Inoltre, per condividere ed ottimizzare le iniziative di divulgazione scientifica, è stato predisposto un calendario on-line degli eventi, integrando così la Newsletter mensile del CER. Nel corso del 2010 sono state, infine, realizzate 16 informative mirate su temi di particolare interesse per il Sistema regionale della Ricerca.  LINEA di ATTIVITÀ: Progetti InternazionaliNel corso del 2010 è proseguita la consueta attività dell’Ufficio Progetti Internazionali nellagestione dei progetti finanziati e nella ricerca di nuove opportunità di finanziamento.                                                            3  Attualmente sono 26 le istituzioni partner del Welcome Office Friuli Venezia Giulia.4 L’ufficio, situato in via dei Capitelli 960 A, è gestito da AREA Science Park in collaborazione con ERDiSUTrieste.5 L’ufficio, situato in via Palladio 2, è gestito dall’Università degli Studi di Udine presso il Servizio InternationalStudent Service – ISS.6 Il Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (CNVSU) è stato istituito dalla legge n.370 del 19 ottobre 1999. Per maggiori informazioni http://www.cnvsu.it/. 27  
  30. 30. A febbraio è stato presentato il rendiconto finale del progetto TETRIS (Programma Leonardo daVinci) che ha sviluppato un prototipo formativo sul TRIZ applicabile, con diversi gradi diapprofondimento, sia in azienda che nelle scuole (AREA è stata il coordinatore del progetto).All’interno dello stesso Programma Leonardo da Vinci è stato portato a termine il progetto ESIL,che ha definito dei curricula di riferimento sui temi della cleaner production e dell’innovazione .Per tutto l’anno è proseguita l’attività del progetto IUSES – Intelligent Use of Energy at Schoolcoordinato da AREA e finanziato dal Programma Intelligent Energy Europe. Il progetto, al fine dipromuovere comportamenti energeticamente efficienti tra gli studenti delle scuole secondarie disecondo grado, ha realizzato un kit didattico multimediale ed ha promosso un concorso europeo,lo European Energy Saving Award, per premiare la scuola più energeticamente efficiente.Sempre nell’ambito del programma Intelligent Energy Europe a maggio è stato lanciato, con ilcoordinamento di AREA, il progetto PATRES – Public Administration Training on RenewableEnergy Sources, volto alla formazione ed al supporto alle autorità locali nella stesura e revisionedi regolamenti che favoriscano l’introduzione delle fonti di energia rinnovabili negli edifici.A marzo AREA ha partecipato come partner all’avvio del progetto ACCESS del programmaCentral Europe teso alla promozione di politiche regionali efficaci a supporto dell’innovazionenell’area di programma.Nel corso dell’anno è stato chiuso e rendicontato, in veste di capofila, il progetto Impact del VIProgramma Quadro.Nel corso del 2010, in qualità di capofila e di partner, sono state presentate proposte progettualinell’ambito dei programmi Intelligent Energy Europe, VII Programma Quadro, Leonardo da Vinci,Central Europe e South East Europe.TRIZNel 2010 è stata siglata una convenzione con Alintec per la realizzazione di attività formative sulTRIZ (metodologia per la risoluzione di problemi inventivi), che ha portato AREA ad aderire al“Centro di competenza sull’innovazione sistematica”.In questo ambito a fine anno è stato siglato un contratto con Electrolux Professional s.p.a. per larealizzazione di un articolato piano formativo per l’insegnamento del TRIZ a tutti gli addetti allaricerca e sviluppo della sede di Pordenone dell’azienda. Il piano verrà realizzato nel primosemestre 2011.Altre attivitàSono proseguite nel 2010 le attività svolte in veste di partner all’interno del progetto ParcoGenetico finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ed è stato chiuso e rendicontatoil progetto Nanolab realizzato all’interno del programma nazionale FIRB. 3.3 Risultati raggiunti nell’ambito della gestione del Parco Scientifico e Tecnologico   LINEA di ATTIVITÀ: Sviluppo del Parco ScientificoLo sviluppo del Parco Scientifico è stato il primo obiettivo del Consorzio fin dalla sua costituzione; irisultati conseguiti sono ormai rilevanti, sia sotto il profilo delle strutture realizzate nei duecomprensori di Padriciano e Basovizza, sia sotto il profilo degli insediamenti nel Parco checomprendono imprese “high tech”, laboratori e Centri di Ricerca.Attualmente (gennaio 2011) gli insediati sono 85. Lo sviluppo degli insediamenti nel tempo èrappresentato dall’istogramma di seguito riportato. In particolare, nel corso del 2010 sono statiapprovati 6 nuovi insediamenti e si sono avute 6 uscite. 28  
  31. 31. 100 Serie1 Serie2 Serie3 84 87 85 85 82 83 75 77 80 71 65 59 60 40 20 11 11 11 13 8 9 9 8 8 6 5 0 ‐2 ‐2 ‐3 ‐5 ‐3 ‐6 ‐6 ‐8 ‐6 ‐20 ‐12 ‐11I settori in cui operano i centri e le aziende insediate in AREA Science Park sono raggruppati neiseguenti 5 cluster fondamentali. Settore Centri e aziende insediati Ambiente e Energia 8 Scienze della vita 26 Informatica, Elettronica e Telecomunicazioni 36 Fisica, Materiali e Nanotecnologie 10 Servizi Qualificati 5 Totale complessivo 85AREA Science Park è una realtà in costante crescita con 2.537 addetti (inclusi i 125 delConsorzio), di cui il 56% impegnati in attività di R&S. Si tratta di un ambiente particolarmentegiovane (il 61% del personale del Parco è al di sotto del 40 anni) e culturalmente qualificato (il 74%possiede una laurea o un PhD). Si osserva inoltre che, a partire dal 1995, il numero di occupati ècostantemente cresciuto, fino a raddoppiare, a causa dell’effetto combinato dell’espansione fisicadel Parco, dell’impatto dei progetti comunitari (che ha favorito lo sviluppo dei centri di ricercainsediati) e della crescita delle aziende in numero e dimensioni. 29  
  32. 32. Altro Medie 1% Inferiori 5% Dottorato Altro Amministr 6% di Ricerca, Medie ativo- Post/Pre- Superiori Commerci doctoral 20% ali fellowship 16% 26% Ricerca e Sviluppo Tecnici 56% 22% Laurea 48%Nel corso del 2010 è proseguita la strategia, già avviata negli ultimi anni, di perseguire la “qualità”degli insediati, privilegiando i risultati ottenuti e sostenendo le realtà maggiormente virtuose. Unobiettivo realizzato assumendo un atteggiamento di maggior rigore nei confronti degli insediati eche ha portato allo sviluppo di nuove metodologie di valutazione. A tal proposito si evidenzia che ilsistema di valutazione adottato verrà ulteriormente perfezionato al fine di rendere più efficace edefficiente il processo di valutazione, oltre che più trasparenti le decisioni in merito agli insediamentie ai rinnovi.AREA, inoltre, continuerà a promuovere l’insediamento di laboratori di ricerca (pubblici e privati) edi imprese ad alta intensità di conoscenza, anche di nuova costituzione, con particolare riguardoper le imprese che svolgono la propria attività nel campo dell’energia. AREA infatti, condividendola strategia europea “20/20/20”, ha avviato un percorso di innovazione per lo sviluppo e perl’utilizzo di fonti rinnovabili e per il risparmio energetico. L’aspetto qualificante è il doppio ruolosvolto da AREA che intende, sia selezionare e sviluppare idee e imprese innovative, sia realizzareimpianti e prototipi nel Parco, nella Regione FVG e, successivamente, a livello nazionale einternazionale. 30  
  33. 33.  LINEA di ATTIVITÀ: Azioni di supporto agli insediati L’attività dell’unità Unità operativa Sviluppo del Parco scientifico e Customer care, istituita nel2008, è finalizzata a mantenere un filo di comunicazione diretto tra il Consorzio e gli Insediati, conuna serie di attività indirizzate a supportarli nella loro crescita dimensionale, qualitativa erelazionale e nella valorizzazione dei risultati.Di seguito vengono descritte le principali attività rivolte agli insediati:Business DayIl Business Day è stato ideato per mettere in luce e far conoscere all’esterno i risultati e letecnologie di punta sviluppati da centri e imprese insediate nel Parco. Si tratta di un appuntamentoannuale dedicato a incontri di business one-to-one con imprenditori, manager e operatori delsistema dell’innovazione.Premio Innovazione 3L/3T e repertorio delle innovazioniIl premio, istituito dal Consorzio nel 2009, è nato per valorizzare i migliori prodotti tecnologici ideatio varati nell’ultimo anno da imprese e centri di ricerca operanti in AREA Science Park. Inparticolare, con l’istituzione del Premio, AREA ha voluto porre l’attenzione sui risultati, frutto delleattività di ricerca e sviluppo, finalizzati a portare sul mercato innovazioni tangibili, in grado dimigliorare il lavoro e la vita di tutti.Alla base del Premio c’è l’idea che ogni innovazione, a seconda del proprio Livello di sviluppo (3L): “Early Bird” (innovazione potenziale in fase di sviluppo); “To Be” (innovazione potenziale in fase di industrializzazione); “In the Market” (innovazione reale in fase di lancio sul mercato);possa avere diversi contributi dalle cosiddette 3T: “Territorio” (la regione Friuli venezia Giulia e, per estensione, il territorio nazionale); “Trieste” (inteso come comunità o enti del territorio); “Te” (singoli cittadini).Le tre T sono quindi intese come soggetti in grado di contribuire attivamente al successo diun’innovazione sul mercato. In sostanza sono gli stakeholder portatori di interessi, di diritti e didoveri verso i risultati della ricerca.La selezione dei prodotti che concorrono al Premio Innovazione scaturisce da un lavoro dimappatura, realizzato annualmente dal Consorzio, dei risultati generati nell’anno dai centri e dalleaziende insediate nel Parco. Il repertorio dei risultati, raccolti attraverso “schede prodotto”classificate sul modello 3L/3T, oltre a consentire al Consorzio di conoscere lo stato dell’arte delleinnovazioni prodotte nel Parco, viene pubblicato nel volume “Innovazione 3L/3T i risultati di AREAScience Park”, per essere diffuso e divulgato al mondo imprenditoriale e degli stakeholder.Nel 2010 sono stati selezionati 30 prodotti, classificati nei tre livelli di innovazione sopra descritti,che sono stati pubblicati e hanno concorso alla competizione finale.I riconoscimenti, valutati da una giuria di esperti nazionali di innovazione e di sviluppo d’impresa,sono stati assegnati ai tre migliori nuovi prodotti per ciascuna delle categorie del premio (EarlyBird, To Be e In the Market). La commissione esterna ha inoltre deciso di affiancare ai 9 premi perl’innovazione due riconoscimenti speciali, per aver saputo sviluppare prodotti e mercati partendoda idee fortemente innovative, a due aziende che hanno dimostrato un grande successo sulmercato. 31  
  34. 34. Rapid Strategic Assessment (RSA)Al fine di sostenere la crescita manageriale delle imprese insediate, AREA Science Park haavviato nel mese di luglio 2009 un intervento con una società di consulenza strategica, la CB&SSrl, inizialmente strutturato in due fasi: • FASE 1 (luglio-dicembre 2009), alla quale hanno preso parte 22 imprese. Attraverso un’intervista strutturata all’imprenditore/manager, è stato definito il profilo della capacità manageriale di ogni azienda partecipante, identificando i punti di forza e di debolezza e le aree di miglioramento; • FASE 2 (gennaio-luglio 2010), finalizzata all’analisi approfondita dei punti di debolezza precedentemente rilevati e all’individuazione di una strategia appropriata e personalizzata per colmare tali debolezze.In particolare, nella FASE 1, si è valutata la capacità manageriale attraverso 6 dimensioni ritenutestrategiche e 18 indicatori strutturati per voci di business plan (vedere schema di seguito riportato): Obiettivi Missione      Opportunità  Capitali Analisi di Settore  Segmentazione  Core competences  mercato e  Canali distributivi concorrenti  Struttura Organizzativa    Profilo imprenditore e  Caratteristiche manager  Disegno dell’organizzazione  azionisti  chiave  Definizione strategia    Hp base del piano  Allineamento obiettivi b/t e  Finalità    strategico  ml/t  Piano Economico ‐ Finanziario    Conto economico e Stato  Controllo di gestione e rendiconto  KPI di business  patrimoniale  finanziario   Piano Operativo    Piano di vendita e Key  Sviluppo prodotto e Supply  Success Factors  Piano di produzione e  Chain   Per ognuno dei 18 indicatori è stata utilizzata una scala di misura pentenaria. Sulla base di questavalutazione sono state individuate 6 best practices di riferimento, ognuna delle quali corrisponde alprofilo dell’azienda che aveva la migliore performance nell’area strategica considerata. 32  

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