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La trasformazione e il riposizionamento delle imprese nel sistema produttivo italiano dal 2007 al 2010
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veDrò - Osservatorio permanente sulle imprese, PRIMO RAPPORTO.
Una formula per fare ripartire il manifatturiero, volano dell’economia italiana. Una ricetta di sviluppo che porti alla creazione di nuove imprese. È quanto è accaduto lo scorso anno, quando è stata registrata una crescita del 5,5% nella natalità delle aziende dell’industria dopo un biennio, il 2008-2009, all’insegna dei saldi negativi.
I comparti che si sono rivelati più prolifici sono alimentare, beni in metallo, abbigliamento, energia e sostenibilità. In queste aree si è concentrato poco più del 53% delle imprese nate nel 2010. Sul fronte dell’occupazione, poi, si è assistito a un trend decrescente nella riallocazione dei posti di lavoro, tecnicamente il Gross job turnover (Gjt) dato dalla somma dei posti di lavoro creati e distrutti rapportato al numero medio dei lavoratori.
A dirlo è l’Osservatorio permanente sulle imprese italiane promosso da “veDrò″ in collaborazione con le Università di Milano e Stanford. Questa mattina la presentazione del rapporto all’apertura dei lavori di “veDrò 2011″, laboratorio di scambio di idee e think tank bi-partisan che si svolge fino a mercoledì nella centrale Fies di Dro, in Trentino.
Una possibile via che porta alla crescita potrebbe proprio essere quella del manifatturiero, perché «la globalizzazione e la crisi in atto mettono a nudo le debolezze del nostro sistema industriale», spiega Marco Zanotelli, docente di Econometria dell’Università di Milano e direttore dell’Osservatorio insieme a Ursula Huws, della Metropolitan University di Londra. «Non ho dubbi – prosegue – che l’industria sia il motore della crescita e ora si debba andare alla ricerca di un modello di manifatturiero italiano da recuperare».
Oltre all’espansione dell’industria alimentare, la seconda per numero di imprese nel manifatturiero, il rapporto evidenzia l’aumento delle imprese attive nell’industria del recupero e della preparazione al riciclaggio, nicchia relativamente giovane della green economy che vale lo 0,6% del totale, in sviluppo grazie alla maggiore sensibilità verso la protezione dell’ambiente. Nel complesso però lo scenario nazionale registra una contrazione del numero delle aziende attive. La crisi ha colpito duro quelle imprese che fabbricano prodotti in metallo, macchine e apparecchiature meccaniche, mobili e legno.
«È l’istantanea di come e dove la tempesta colpisce la nostra economia – dice Benedetta Rizzo, presidente di “veDrò″ –. Si tratta di capire se e come si muove l’industria italiana. Solo così è possibile immaginare misure di politica economica e industriale in grado di incidere davvero sulla competitività generale del Paese».

Da IL SOLE 24 ORE del 29 agosto 2011, "Alimentare e metallurgia leader nelle start up" di Enrico Netti

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La trasformazione e il riposizionamento delle imprese nel sistema produttivo italiano dal 2007 al 2010

  1. 1. della dinamica demografica di impresa con un particolare focus sulmanifatturiero. Nel medio e lungo periodo l’espansione dell’economia italiana èstata inferiore a quella delle maggiori economie industrializzate. Dal 1996, inparticolare, il nostro apparato produttivo è apparso meno dinamico rispetto alcomplesso dei Paesi europei, soprattutto nelle “fasi espansive del ciclo”. Nelperiodo 2000-2003 la diminuzione della produttività totale dei fattori hasottratto poco meno di un punto percentuale all’anno alla crescita del prodotto,spiegando una parte significativa della debole performance di crescita delprodotto della nostra economia. Sotto il profilo della struttura produttiva, ilconfronto con il resto dei Paesi UE conferma la persistenza di due elementicritici del nostro apparato produttivo: l’elevato numero di imprese attive inItalia e la loro dimensione media estremamente ridotta. Global Competitiveness Index 2008-2009 e 2009-2010 Rank Rank   Rank Rank Paese Paese 09-10 08-09 09-10 08-09 Svizzera 1 2 Irlanda 25 22 Stati Uniti 2 1 Islanda 26 20 Singapore 3 5 Israele 27 23 Svezia 4 4 Arabia Saudita 28 27 Danimarca 5 3 Cina 29 30 Finlandia 6 6 Cile 30 28 Germania 7 7 Repubblica Ceca 31 33 Giappone 8 9 Brunei Darussalam 32 39 Canada 9 10 Spagna 33 29 Olanda 10 8 Cipro 34 40 Hong Kong SAR 11 11 Estonia 35 32 Taiwan 12 17 Tailandia 36 34 Inghilterra 13 12 Slovenia 37 42 Norvegia 14 15 Bahrain 38 37 Australia 15 18 Kuwait 39 35 Francia 16 16 Tunisia 40 36 Austria 17 14 Oman 41 38 Belgio 18 19 Porto Rico 42 41 Corea, Rep. 19 13 Portogallo 43 43 Nuova Zelanda 20 24 Barbados 44 47 Lussemburgo 21 25 Sud Africa 45 45 Qatar 22 26 Polonia 46 53 Emirati Arabi 23 31 Slovacchia 47 46 Malesia 24 21 Italia 48 49Fonte: elaborazione su dati Word Economic Forum 3
  2. 2. dimensioni d’impresa; b) il secondo – più tipico dei sistemi della meccanica e di quelli del Nord-Est – vede uno spostamento verso un sistema d’impresa più strutturato (crescono sia la densità di addetti sia la dimensione media) eL’imprenditorialità diffusa e la specializzazione nei settori manifatturieri delle dunque maggiormente in grado di cogliere economie di scala: produttive,filiere dei beni per la persona e la casa (il cuore del made in Italy) e nella organizzative e di presenza sui mercati.meccanica strumentale hanno avuto un ruolo importante nello sviluppoeconomico del Paese ancora in tempi recenti. Eppure, le difficoltà del sistema Addetti delle imprese dei Paesi dellUnione europea per macrosettoreproduttivo italiano a fronteggiare il mutamento dello scenario competitivo e classe di addettidegli ultimi anni sembrano derivare in buona parte dagli aspetti didimensione e specializzazione. Specializzazione settoriale per Paese in termini di numero di imprese (%) %&"$ !"#$%&$!! #*"+$ &"($ &"($ &"!$ )"($ )"!$ %")$ )"!$ !"#$ !")$ !"($ !"#$ !"#$ !"!$ !"#$ F3-./<12342 2883K2920/266 >/3;5--23409266 A38<42A01234266 :042;0..</25/366,-./012345672 H/0->3/.265 -.3AA0CC2366 =9./26-5/?212 J4;3/8012342656 099G24C/3--36 5609675..0C923 F3885/A23 D5-.234567260AE<0" 088242-./012345 /2;2<.26560..2?2.B672 I5/?21267263->2.092.B 088242-./0.2?5 5624./0..542854.366 726595../2A2.B656C0- I042.B60--2-.5410 =>>/3??@854.3 8245/09266 0..2?2.B66 56-5/?212672 =/.5"6->5..0A393 56/2-.3/01234566 /5.26;3C40/25" =..2?2.B =..2?2.B L<KK92A0 -3A209566 =..2?2.B Fonte: Eurostat, Strutturai Business Statistics !"#$%&$!! %("$ %&"$ +")$ Percentuale di addetti sul totale per classe dimensionale ++")$ (")$ #"#$ &")$ "%$ !"#$ !"*$ +"!$ +"#$ Micro (1-9 addetti) Piccola (10-49 addetti) Media (50-249 addetti) Grande (250+ addetti) !"!$ !"!$ !"!$ !"!$ $% !"#$%&!! !"#$%&$!! !"#$% 2883K2920/266 >/3;5--23409266 F3-./<12342 =9./26-5/?212 099G24C/3--36 A38<42A01234266 5609675..0C923 :042;0..</25/366,-./012345672 F3885/A23 H/0->3/.265 -.3AA0CC2366 I5/?21267263->2.092.B 088242-./0.2?5 088242-./012345 5624./0..542854.366 J4;3/8012342656 726595../2A2.B656C0- D5-.234567260AE<0" /2;2<.26560..2?2.B672 (!#% I042.B60--2-.5410 =>>/3??@854.3 8245/09266 56-5/?212672 0..2?2.B66 56/2-.3/01234566 =/.5"6->5..0A393 =..2?2.B /5.26;3C40/25" =..2?2.B L<KK92A0 =..2?2.B -3A209566 !"#$% &#(% !"#$%&!%()&!! %*"&$ %&"$ )% !&#% )"*$ &("%$ &#"% +"$ +"($ !"#$ *"*$ #"($ %"&$ %"%$ &"$ ("$ ("%$ ("+$ &"*$ %%$ !"#$%&$!! !"#$%&!%()&!! 2883K2920/266 >/3;5--23409266 F3-./<12342 =9./26-5/?212 099G24C/3--36 A38<42A01234266 5609675..0C923 :042;0..</25/366,-./012345672 F3885/A23 H/0->3/.265 -.3AA0CC2366 I5/?21267263->2.092.B 088242-./0.2?5 088242-./012345 5624./0..542854.366 J4;3/8012342656 !"#$% 726595../2A2.B656C0- D5-.234567260AE<0" /2;2<.26560..2?2.B672 I042.B60--2-.5410 =>>/3??@854.3 8245/09266 56-5/?212672 0..2?2.B66 56/2-.3/01234566 =/.5"6->5..0A393 =..2?2.B /5.26;3C40/25" =..2?2.B L<KK92A0 =..2?2.B -3A209566 !"#"$ ($#!% 6 (#)$ !"#$%&(&!! %"+$ "&#% 4 %#"&$ %("($ #"$ )"*$ )"+$ ("*$ )"&$ %&#&$ "$#(% !"#$ !"&$ ("($ !"($ !",$ ("($ !")$ ("!$ !"#$% !"#$%&(&!! 3994L3:310377 !"#$%&$!! ?04<6..3451:377 G4./0=23453 >:/037.60@323 1::H35D04..47 B49=53B12345377 671:786//1D:34 ;153<1//=0360477-./0123456783 G49960B34 I01.?40/376 ./4BB1DD3477 J60@32378374.?3/1:3/C 199353./01/3@6 199353./0123456 6735/01//653965/477 K5<409123453767 8376:6//03B3/C767D1. E6./345678371BF=1" 03<3=/37671//3@3/C783 !"#$% J153/C71..3./6521 >??04@@A965/4 935601:377 67.60@323783 1//3@3/C77 6703./4012345677 >0/6"7.?6//1B4:4 >//3@3/C 06/37<4D51036" >//3@3/C M=LL:3B1 >//3@3/C .4B31:677 $"#(% *#*% %&"$ !"#$%&$!! &)"$ &!#% ("+$ !&#% %"$ %"$ #"!$ *"!$ !"#$% ()#!% !"#$ ("($ ("!$ ("($ ("*$ !"!$ !"($ !"%$ !"%$ Fonte: elaborazione su dati UE F3-./<12342 2883K2920/266 >/3;5--23409266 A38<42A01234266 :042;0..</25/366,-./012345672 H/0->3/.265 -.3AA0CC2366 =9./26-5/?212 J4;3/8012342656 099G24C/3--36 5609675..0C923 F3885/A23 D5-.234567260AE<0" /2;2<.26560..2?2.B672 I5/?21267263->2.092.B 088242-./0.2?5 088242-./012345 5624./0..542854.366 726595../2A2.B656C0- I042.B60--2-.5410 =>>/3??@854.3 8245/09266 0..2?2.B66 56-5/?212672 =/.5"6->5..0A393 56/2-.3/01234566 /5.26;3C40/25" =..2?2.B =..2?2.B L<KK92A0 -3A209566 =..2?2.BFonte: elaborazione su dati UECon riferimento alle dinamiche occupazionali emerge come tra il 1991 e il 2001sono stati i sistemi del made in italy, concentrati soprattutto nel Nord-Esta far registrare la crescita più sostenuta, in una ottica di più lungo periodo(1971-2001) emergono due percorsi evolutivi : a) il primo, che riguarda 7soprattutto le filiere del tessile-abbigliamento e del cuoio-calzature, sidistingue per una crescita della densità di addetti senza un rafforzamento della 5
  3. 3. Specializzazione settoriale per Paese in termini di numero di occupati sul totale degli occupati per Paese (%) %#"&$ !"#$%&!! %)")$ %!"$ !"($ ("%$ *"$ "%$ Che il presidio sui mercati esteri rappresenti un’opportunità di crescita !"#$ importante per le imprese è ormai ampiamente riconosciuto: le analisi prodotte +,-./010-2++ +,1.-314450-/02++ +6/74-2./ +=27405>-2.-++ +?-740-@5>-2./++ +A7B-418-4: +C017B204-" +EDD2@-8-10/" /8/440-9-4:"+;17" 0-74201>-2./++ 742991;;-2 144-F-4: segnalano che le imprese esportatrici sono mediamente più grandi, più 19<51++ 92D5.-91>-2.-++ B023/77-2.18-++ produttive, investono di più e remunerano meglio il fattore lavoro, hanno una !"#$%&$!! profittabilità più elevata rispetto alle imprese non esposte sui mercati #!"%$ internazionali. Nei momenti di espansione del ciclo della domanda estera, le %%"($ imprese più grandi hanno colto più rapidamente e con maggiore intensità le &"*$ %"%$ opportunità di crescita. Sotto il profilo dimensionale degli operatori )"#$ &"%$ d’esportazione, emergono segnali di un aumento del peso relativo degli !"#$ !"&$ operatori di grandi dimensioni. +,-./010-2++ +,1.-314450-/02++ +6/74-2./ +=27405>-2.-++ +?-740-@5>-2./++ +A7B-418-4: +C017B204-" +EDD2@-8-10/" /8/440-9-4:"+;17" 0-74201>-2./++ 742991;;-2 144-F-4: 19<51++ 92D5.-91>-2.-++ B023/77-2.18-++ Principali beni esportati dallItalia (%) !"#$%&$!! Beni esportati )*"%$ Macchine di impiego generale 5,7 )!"%$ %+",$ %&"$ Altre macchine per impieghi speciali 5,4 +"%$ Altre macchine di impiego generale 5,3 ,"$ Prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio 4,1 !"#$ !"($ Autoveicoli 4,0 -./01232/4-- -.30/536672/124-- -8196/401 -?49627@/40/-- -A/962/B7@/401-- -C9D/63:/6< -E239D426/" -GFF4B/:/321" Articoli di abbigliamento, escluso labbigliamento in 1:1662/;/6<"-=39" 2/96423@/401-- 964;;3==/4 366/H/6< 3;>73-- ;4F70/;3@/40/-- D245199/403:/-- pelliccia 3,8 Prodotti chimici di base 3,2 Parti ed accessori per autoveicoli 3,2 )*"$ )*"&$ !"#$%&!%()&!! Medicinali e preparati farmaceutici 2,8 %&"&$ Altri prodotti in metallo 2,6 %!"($ Articoli in materie plastiche 2,5 &"($ "$ Mobili 2,5 !"#$ !"$ Calzature 2,0 Motori, generatori e trasformatori elettrici 1,8 +,-./010-2++ +,1.-314450-/02++ +6/74-2./ +=27405>-2.-++ +?-740-@5>-2./++ +A7B-418-4: +C017B204-" +EDD2@-8-10/" /8/440-9-4:"+;17" 0-74201>-2./++ 742991;;-2 144-F-4: Metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi 1,8 19<51++ 92D5.-91>-2.-++ B023/77-2.18-++ Fonte: elaborazione su dati Osservatorio Economico Ministero Sviluppo Economico (2009) %%"&$ !"#$%&(&!! La tavola seguente fornisce un quadro di insieme della distribuzione territoriale delle imprese che risultano così ripartite sul territorio nazionale. (("($ (!"+$ *"&$ "!$ Distribuzione per regione delle imprese italiane )"&$ !"#$ &"%$ 8 ,"($ ,-./0121.3,, ,-2/.425561.013,, ,7085.3/0 ,>38516?.3/.,, ,@.851.A6?.3/0,, ,B8C.529.5; ,D128C315." ,FEE3A.9.210" 090551.:.5;",<28" 1.85312?.3/0,, 853::2<<.3 255.G.5; Distribuzione per regione delle imprese italiane 2:=62,, :3E6/.:2?.3/.,, C134088.3/29.,, ,"($ +"#$ +"$ &"$ ,"($ ,"*$ ,$ ("+$ ($ !"#$%&# #%"&$ ##")$ ##"+$ #"$ #$ )"&$ )"%$ )"*$ )"$ )$ +"#$ +"$ "($ !"&$ !"%$ !"#$ &"$ ,"($ "($ ,"*$ ,$ ("+$ 10 !"*$ ($ )"#$ #"$ #$ )"&$ )"%$ ;/4<415=> "($ E4C4<415 DFG<415 A289:49.5J>J> A289:49.5J>J> ?1/@19415 N1B4<4C1:15 D48/.9:85 H12CI85 )"*$ )"$ )$ A.BC1915 K24F<457>L> -164.5 ?1<102415 J02F66.5 M/02415 H.<4B85 71<<853OJ.B:15 71<<853OJ.B:15 7898:.5 !"#$ E1238G915 -./0123415 -4GF2415 "($ !"&$ !"%$ !"#$ ,-./0121.3,, ,-2/.425561.013,, ,7085.3/0 ,>38516?.3/.,, ,@.851.A6?.3/0,, ,B8C.529.5; ,D128C315." ,FEE3A.9.210" 090551.:.5;",<28" 1.85312?.3/0,, 853::2<<.3 255.G.5; 2:=62,, :3E6/.:2?.3/.,, C134088.3/29.,, ;/4<415=> E4C4<415 DFG<415 ?1/@19415 N1B4<4C1:15 D48/.9:85 H12CI85 K24F<457>L> -164.5 A.BC1915 ?1<102415 J02F66.5 M/02415 H.<4B85 7898:.5 E1238G915 -./0123415 -4GF2415 Fonte: Osservatorio permanente sulle imprese di veDròFonte: elaborazione su dati UE La ricerca dell’Osservatorio presentata quest’anno, ha preso in esame leIl legame tra sottodimensionamento e rilevanti aspetti della competitività imprese italiane del settore manifatturiero attive con dipendenti. Si è Fonte: Osservatorio permanente sulle imprese di veDròriguarda la produttività, la specializzazione produttiva e commerciale, la considerato come riferimento l’anno 2007 (base 2007 = 100) e sono statepenetrazione sui mercati esteri, la propensione alla ricerca e analizzate ledell’Osservatorio presentata quest’anno, ha tre anni. esame le La ricerca variazioni del numero di imprese nei successivi preso inall’innovazione, l’utilizzo di capitale umano. imprese italiane del settore manifatturiero attive con dipendenti. Si è I risultati evidenziano nel 2008 un 102,5Il profilo strutturale delle imprese italiane si modifica con estrema lentezza. incremento come riferimento l’anno 2007 (base 2007 = 100) e sono state considerato delle imprese di 102,0 101,5Negli ultimi anni la sua evoluzione ha seguito due direttrici principali: analizzate le variazioni del numero di imprese nei successivi tre anni. tutti i settori produttivi pari al 101,0 100,5 100,0terziarizzazione e concentrazione. Nel primo caso si tratta di tendenze di 2,2% rispetto al 2007,nel 2008nel I risultati evidenziano mentre un 99,5 102,5 99,0 102,0lungo periodo, anche se l’Italia rimane a vocazione manifatturiera più forte incremento delle imprese di 2009 l’inizio della crisi economica 98,5 101,5 101,0 2007 2008 2009 2010della media UE. L’aumento del peso delle grandi imprese è invece una tutti i settori produttivi pari al internazionale ha fatto registrare 100,5 100,0 Totale impresetendenza più debole e recente emersa dopo il 2001. 2,2% rispetto al 2007, mentre nel una contrazione delle imprese Fonte:99,5 Osservatorio permanente sulle imprese di veDrò 99,0Per quanto riguarda la demografia delle imprese, negli anni a seguire si è pari all’1%. della 2010 vi è stato 2009 l’inizio Nel crisi economica 98,5 2007 2008 2009 2010manifestato un declino nella nascita di nuove imprese, sistematico a partire ancora un calo, seppure registrare al precedente pari allo 0,7%. Data l’entità internazionale ha fatto inferiore Totale impresedal 2000 ancorché contenuto. Il tasso di mortalità, al contrario, mostra un una crisi, le contrazioni imprese Fonte: Osservatorio permanente sulle imprese di veDrò della contrazione delle si possono dire contenute, e ciò è dovuto ancheandamento ascendente arrivando nel 2002 a superare quello di natalità. all’utilizzo intensivo, da vi è stato aziende, della cassa integrazione guadagni. pari all’1%. Nel 2010 parte delle ancora un calo, seppure inferiore al precedente pari allo 0,7%. Data l’entità 101 della crisi, le contrazioni si possono dire contenute, e ciò è dovuto anche 100 99 all’utilizzo intensivo, da parte delle aziende, della cassa integrazione guadagni. 98 97 96 95 101 94 100 93 99 92 98 97 2007 2008 2009 2010 96 95 ATTIVITA MANIFATTURIERE 9 94 Fonte: Osservatorio permanente sulle imprese di veDrò 93 92 2007 2008 2009 2010 ATTIVITA MANIFATTURIERE

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