Media Literacy..in breve [Andò]

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Media Literacy..in breve [Andò]

  1. 1. 30/04/2010<br />Perchè studiare i media?<br />Pagina 1<br />Media literacy .. in breve<br />Prof. Romana Andò<br />Teoria e analisi delle audience<br />
  2. 2. Media literacy<br />Per media literacy siintende la capacitàdi<br />accedere,<br />analizzare, <br />valutare e <br />crearemessaggi in diverse forme. <br />(S. Livingstone, “The Changing Nature <br />and Uses of Media Literacy”,2003)<br />
  3. 3. 1) Accedere <br />L’accesso non deve essere inteso solo come la risultante del possesso. <br />ma, piuttosto, come capacità di domesticazione delle tecnologie, ovvero come quella capacità del soggetto di rendere familiare un mezzo e i suoi linguaggi attraverso la sua assimilazione all’interno della vita quotidiana e degli ambienti domestici. <br />
  4. 4. Competenze stratificate<br />La storia ci ha insegnato a non credere alla logica della sostituzione mediale, quanto a quella della complementarità: <br />le nuove tecnologie non prendono il posto di quelle vecchie, ma tendono a cercare elementi di sinergia e convergenza, che si sedimentano, poi, nelle pratiche e nelle competenze dei soggetti attraverso continui processi di updating. <br />Le competenze richieste per affrontare il digital divide, dunque, aumentano piuttosto che diminuire e il problema dell’accesso si ammanta di interpretazioni decisamente più complesse. <br />
  5. 5. Le competenze dell’accesso<br />Rispetto all’accesso/domesticazione si rilevano tre tipi di competenze: <br />le competenze di base o di navigazione (basicfunctional or navigationalcompetence), come per esempio la conoscenza delle modalità di uso degli sms o la capacità di ritrovare messaggi sui telefoni cellulari. <br />Le competenze di controllo della tecnologia (controlling the technology), che implicano attività avanzate, come gestire una ricerca online o una transazione economica; <br />Le competenze nel regolare le tecnologie (regulating the technology), che includono la capacità di proteggere la privacy e di filtrare condotte inappropriate. <br />
  6. 6. Obbligare ad essere intelligenti<br />Anche rispetto all’uso della televisione, diverse sono le competenze oggi richieste per interagire con i testi.<br />Si pensi a quei prodotti tv che non sono intelligenti, ma che obbligano ad essere intelligenti per essere compresi e goduti (Johnson).<br />Quei programmi, cioè, che richiedono il coinvolgimento attivo dello spettatore nel completamento dei testi, nel rispondere alle interrogazioni che il testo prevede, per sollecitare lo spettatore a riversarsi nel testo e a con-versare con lui.<br />
  7. 7. I minori davanti alla complessità del video<br />Nella visione ripetuta dello stesso contenuto, il minore impara a controllare nuovi dettagli, diverse sfumature, elementi satirici sfuggiti ad una prima visione: ogni visione “addestra [il bambino] a tenere presenti tutti i vari intrecci, in una sorta di ginnastica mentale” (Johnson)<br />Nelle fiction, come nei videogiochi i minori esercitano il “telescoping” ovvero la capacità di concentrarsi su problemi immediati, senza perdere di vista la visione di insieme.<br />Creare legami telescopici tra gli obiettivi simultanei che un videogioco pone ad ogni quadro è un’attività molto simile alla fruizione di una fiction o di un cartone, in cui è necessario seguire di volta in volta l’intreccio narrativo proposto in primo piano, senza perdere di vista la storia nel suo insieme <br />
  8. 8. 2) Analizzare e 3) valutare i testi<br /> Un soggetto, oggi, per relazionarsi in modo funzionale ai media deve poggiare l’attività di fruizione-consumo sulla comprensione, nella doppia accezione <br />di decodifica interpretativa dei testi e dei linguaggi e <br />di utilizzo dei media per l’attribuzione di senso alla realtà<br /> Oltre che sulla capacità di critica e lettura dei messaggi in termini di riconoscimento dei livelli di oggettività e verità. <br />

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