Bamboo for Emergency

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Bamboo for Emergency, Turin, 2010

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  • 1. Il bambù: una risorsa sostenibileLa pianta del bambù è la maggiore come dimensioni tra le pianteerbacee. Appartiene infatti alla famiglia delle Graminacee(Poaceae), sottofamiglia (Bambusoideae), alla quale attualmente siriconducono 1250 specie all’interno di 75 generi diversi. Lasottofamiglia Bambusoideae si divide in due grandi gruppi: i bambùerbacei, usualmente con culmi teneri, e i bambù legnosi , spesso dettisemplicemente bambù. Il secondo gruppo forma la tribù delleBambuseae, dai culmi consistenti, spesso cavi e divisi da setti dettidiaframmi. Questi ramificano ai nodi e si riproducono tramite lacrescita dei rizomi, che danno vita a nuovi e durevoli culmi. Fiorisconoa intervalli regolari che vanno dai 30 ai 100 anni, in modo gregario,ossia in contemporanea da parte di piante della stessa specie inzone differenti del mondo, dopodichè nella maggior parte dei casiproducono semi e muoiono. rispetto alle conifere); una buona lavorabilità; leggerezza; ottime proprietà meccaniche. I suoi difetti invece sono sintetizzabili in: una durabilità limitata, per cui si rendono necessarie classificazioneI principali pregi sono costuituiti da: una rapida crescita (fino ad unmetro al giorno); un elevato accumulo di CO2 (40 volte maggiore precauzioni e trattamenti; elevata attaccabilità da insetti e funghi; irregolarità dei culmi (legata alla ovvia matrice naturale). 01 A livello strutturale i bambù sono composti essenzialmente da tre parti: il sistema sotterraneo di rizomi, il culmo (canna), ed i rami. Queste parti sono tutte formate secondo uno stesso sistema di serie alternate di nodi e internodi. Con la crescita della pianta gli internodi si allungano fino a raggiungere la massima estensione che manterranno per tutto il corso della loro vita. Il rizoma costituisce la struttura sotterranea del bambù. La sua funzione è quella di supporto, colonizzazione di nuovo territorio e trasferimento dell’energia vitale; si sviluppa formando un reticolo sotterraneo estremamente compatto e stabile. I rizomi simpodiali sono incurvati verso l’alto corti e tozzi, e caratterizzati da brevissimi internodi, che hanno gemme opposte ad ogni giunto e che possono svilupparsi in culmi,restare inattive o trasformarsi, a loro volta, in altri rizomi; possono essere facilmente individuati in quanto presentano culmi che crescono molto ravvicinati tra loro dando origine a grandi e fitti cespugli. Il rizoma dei bambù monopodiali, invece, può essere paragonato ad un cordone ombelicale, poiché si presenta come un cavo strisciante orizzontalmente nel terreno che tiene agganciati saldamente a sé i culmi che, in superficie, sono distanti tra loro. Ad ogni internodo del rizoma di potrà sviluppare nuova crescita orizzontale, oppure in verticale con lo sviluppo di un culmo. monopodiale Il culmo si divide in tre parti: fusto, base e petiolo. Il fusto è la parte che fuoriesce dal simpodiale terreno, è dritta e di forma cilindrica con nodi e internodi. I nodi sono importanti centri di crescita; le radici ed i rami crescono esclusivamente da essi. Il nuovo germoglio che emerge dal terreno ha già il diametro uguale a quello che manterrà il culmo maturo. La base del fusto si estende fino nel suolo per connettersi al sistema di radici. Il petiolo è l’ultima parte del culmo e consiste in decine di piccole sezioni il cui diametro diminuisce rizoma, culmo man mano che si arriva alla fine del fusto. Nella maggior parte dei casi i rami si sviluppano solo quando il culmo ha raggiunto la sua altezza massima. e rami 02Il bambù è costituito per il 50-70% da emicellulosa,per il 30% di pentosani e per il 20-25% di lignina. Il90% di emicellulosa è costituita da xilano5 conuna struttura intermedia tra xilano di legno duro edi legno morbido. La lignina presente nel bambù èunica ed è sottoposta a cambiamenti durante lacrescita del culmo. Il bambù è ricco di silice(0,5-4%), la maggiorparte di essa si trova nei foglidell’epidermide esterna, mentre nel resto delculmo tale elemento è assente. Il bambù inoltre hauna piccola quantità di resina, schiume e tannino.Nessuno di questi elementi ha comunqueabbastanza tossicità da intaccare la durabilitànaturale del materiale. Tuttavia la presenza digrandi quantità di amido all’interno del culmo fadel bambù un materiale molto suscettibileall’attacco di funghi e di tignole. La durabilitànaturale del bambù è molto bassa e dipendedalla specie, dalle condizioni naturali e dal tipo diuso che del bambù si fa. Se utilizzato in ambienticoperti, non trattato può resistere al massimo 4-7anni. In circostanze favorevoli, capriate e travetti inbambù possono resistere fino a 10-15 anni.Le proprietà meccaniche del bambù cambiano daspecie in specie; una cosa molto importante dasapere è che il bambù è un materiale anisotropo,il suo comportamento quindi varia al variare delmodo in cui è sollecitato. Il bambù possiede infatti caratteristicheuna resistenza diversa a compressione e atrazione, inoltre varia anche il modulo di elasticità fisiche ein base a come viene caricato. meccaniche 03In molte aree del mondo il bambù costituisce parte integrante del territoriocon estensioni considerevoli di boschi di soli bambù o mischiato con altrespecie. Soprattutto nel sud est asiatico, ma anche in America Latina ilbambù è talmente inserito nel territorio da diventare un elemento integrantedella stessa cultura locale che si è evoluta anche grazie al suo utilizzo. Sipensi che ogni giorno quasi la metà della popolazione mondiale utilizza ilbambù in una delle sue innumerevoli forme: come cibo, alloggio, strutture,foraggio per animali, utensili di ogni tipo.L’area di maggior diffusione è compresa nella fascia tropicale esubtropicale in Asia, America Latina e Africa. Numerose sono però anche le bambù nelspecie che crescono in aree a clima temperato come la Cina, il Giappone,la catena Himalayana, l’Europa e il Nord America. Negli ultimi anni, anche in mondo e inItalia l’attenzione per questa straordinaria “erba gigante” è notevolmentecresciuta e sono comparse alcune piccole piantagioni. Sono aumentate le italiaimportazioni dall’Oriente di canne di bambù per gli usi più svariati e moltivivai italiani hanno così iniziato la coltivazione di bambù, con ottimi risultati. 04 PRINCIPALE BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO_ - MAURICIO CARDENAS LAVERDE, Il bambù come materiale da costruzione: caratteristiche fisiche e meccaniche, tecnologie costruttive, «Architettura sostenibile», Napoli, Sistemi Editoriali, 2008 - TESI DI LAUREA ‘Bamboo for emergency: manuale per autocostruzione di un modulo abitativo’, 2009/2010 candidato: Simone Peditto _ rel: Nuccia Maritano Comoglio _ corr: Irene Caltabiano e Jessica savarese f bamboo emergency IL BAMBU’: PIANTA E USI
  • 2. Il bambù e il suo utilizzo tradizionale: dalla casa all’oggettoDescritto come “legno dei poveri” (India), “amico della gente” (Cina) e “fratello” (Vietnam), il bambù è una pianta da cui dipendono milioni dipersone per il proprio sostentamento ed il cui utilizzo pare risalire alle epoche preistoriche. Sembra infatti che il primo incontro tra l’uomo e questapianta sia avvenuto al tempo dell’Homo erectus , come testimoniano alcuni ritrovamenti di strumenti utilizzati per il taglio rinvenuti incorrispondenza di un’antica foresta di bambù. Questo ominide aveva scoperto come fosse possibile abbattere i culmi anche con un’ascia di selce,colpendoli in una fascia appena al di sopra del nodo, in corrispondenza delle fibre più corte originatesi presso il meristema intercalare.Il suo uso è poi diventato tanto fondamentale da radicarsi nelle leggende di molti popoli; vi sono tribù (a Taiwan, nelle Filippine e in Malesia) checredono che i primi esseri umani siano nati dagli internodi di una pianta gigante.I giovani germogli primaverili sono consumati come cibo in gran parte del continente asiatico e ultimamente stanno iniziando a diffondersi anchein Italia. Le foglie sono inoltre un ottimo foraggio per gli animali. Per cesti, stuoie e altri articoli intrecciati vengono utilizzati culmi che abbianoappena finito di crescere, quindi con un’età compresa tra i 6 mesi e l’anno.Un altro esempio di settore in espansione è quello dei mobili e dei complementi d’arredo, che da solo ha fatto guadagnare alle Filippine 1.2 milionidi dollari nel 1994. In India sono molte le aziende che, nelle zone rurali, producono oggetti simili, dando nuove opportunità di lavoro a chi primaera in difficoltà. In bambù si possono creare anche splendidi strumenti musicali, di tutti i tipi: a percussione,a fiato e a corda. A Giava ne esistonoben 20, tutti differenti. Il primo inventato è sicuramente il flauto, semplicissimo da ottenere dagli steli cavi.In tutta l’Asia si costruiscono ponti con i culmi, dalle sofisticate tecnologie di attraversamenti sospesi alle più semplici passerelle galleggianti.Nello stesso continente, come peraltro in Sud America, si fa largo uso di questo materiale per i ponteggi degli edifici, sia in fase di costruzione chein fase di manutenzione. Essi non sembrano avere limiti e non è raro osservarli estendersi per oltre 40 piani. Essi sono veloci da montare, sono piùeconomici e leggeri rispetto all’acciaio (il costo è circa un quinto), richiedono meno manodopera e, in caso di crollo, creano meno danni.Nel campo delle costruzioni l’uso del bambù è molto antico ed ha dato vita a forme architettoniche poi consolidate nell’uso di altri materiali, comei mattoni o la pietra; è il caso di alcune cupole tipicamente orientali. Tutt’oggi il ruolo giocato da questa pianta è fondamentale: centinaia di milionidi persone in tutto il mondo vivono in case di bambù. Esso è utilizzato per pilastri, solai, capriate, muri perimetrali, pareti interne, porte, finestre,soffitti e tetti. Ogni Paese ha poi sviluppato le sue forme e le sue tecniche costruttive a seconda del clima, delle risorse disponibili e della diversacomprensione delle proprietà del materiale. tipologie abitative tradizionali 01 recinzioni 02 oggetti di design 03 altri utilizzi 04 Purtroppo, nonostante le tradizionali tecnologie siano state trasmesse di generazione in generazione nelle zone rurali per ciò che riguarda le tecniche di costruzione di abitazioni, la scarsa conoscenza delle tecniche di preservazione e l’uso improprio nella costruzione di alcune abitazioni, causandone il veloce deterioramento, hanno influenzato negativamente l’immagine del bambù, che viene ancora oggi considerato un materiale per i poveri, adatto solo ad abitazioni provvisorie. f bamboo emergency IL BAMBU’: PIANTA E USI
  • 3. Il bambù e il suo utilizzo industriale: il caso della Cina 09 _ FOGLIE --> concime --> medicine --> foraggio scarti della lavorazione: --> succo --> pannelli di fibra --> pigmenti --> carbone --> bevande --> polpa --> legname 08 _ RAMOSCELLI --> scope --> combustibile --> tessuti 07 _ CIMA --> stuzzicadenti --> culmi --> impalcature 06 _ PARTE MEDIO - ALTA --> tapparelle, stuoie, tovagliette --> oggetti intrecciati --> oggetti di artigianato 05 _ PARTE MEDIO - BASSA --> arredo in lamellare --> parquet 04 _ BASE --> carbone percentuali di 03 _ GERMOGLI --> prodotti alimentari utlizzo del bambù 02 _ GUAINE --> oggetti di artigianato in Cina 01 _ RIZOMA --> oggetti di artigianato 01 divisione delle varie parti e lavorazione della base 02 lavorazione della parte medio - bassa 03 lavorazione della parte medio - alta 04 polveri ed altri scarti delle lavorazioni 05 cima, culmi, foglie, radici e germogli 06 La Cina, partendo dall’immensa risorsa di bambù disponibile, è stata uno dei primi paesi a investire nello sviluppo dell’industria della trasformazione di questo materiale. Questo le ha permesso di diventare nell’arco di 20 anni leader mondiale nel settore. Il miglioramento delle tecnologie di lavorazione ha inoltre permesso lo sfruttamento del 90% circa del materiale grezzo. f bamboo emergency IL BAMBU’: PIANTA E USI
  • 4. a.a. 2004/2005 _ Building with bamboo _ TorinoIl workshop, della durata di due giorni, è stato rivolto agli studenti del Corso di perfezionamento in Habitat, Tecnologia e Sviluppo con lobiettivo ditrasmettere la tecnica bahareque utilizzata per la costruzione di pannelli in Equador e Colombia. Lorigine della tecnica denominata baharequeè antica e rappresenta un modo intelligente per la costruzione di pannelli protetti dallacqua, dal fuoco, dagli insetti e dal sole. Solitamente la parteesterna è ricoperta da semplici bambù splittati, da fogli di metallo o da uno strato di terra stabilizzato. E, inoltre, un metodo che utilizza semplicistrumenti e che non richiede manodopera specializzata ed è per questo annoverata tra le tecnologie low-cost.La conoscenza di questa tecnica è importante per incentivare lautocostruzione nei paesi poveri, basata sulluso consapevole del bambù.parete 1 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16parete 2 01 02 03 04 05 06 07 08 Progetto: Arch. Riccardo Mondello, Tommaso Bozzalla, Arch. Virsingh Kawarchhatri Coordinamento dell’attività pratica: CRD - PVS ESPERIENZE DIDATTICHE
  • 5. a.a. 2005/2006 _ Padiglione in bambù con giunti reversibili _ Torino + CollegnoIl lavoro di ricerca è stato finalizzato alla messa a punto di un giunto reversibile in acciaio da utilizzare in strutture realizzate con culmi di bambù.Il giunto è stato ideato, realizzato e testato in laboratorio, per poi essere impiegato per la costruzione di un padiglione espositivo nel quale sonostati abbinati un materiale naturale e tradizionale come il bambù con uno moderno e tecnologico come l’acciaio.Il padiglione è costituito da due moduli di 230 x 300 cm circa e di 450 cm di altezza. La copertura è formata da un doppio paraboloide iperbolico.La struttura poggia su sei plinti in calcestruzzo di sezione circolare. Il padiglione espositivo è stato impiegato in due occasioni: una prima nelsettembre 2005 nell’ambito della manifestazione “One world - International cooperation cities. Torino e le città della cooperazione per la treguaolimpica” svoltasi in Piazza Castello a Torino, una seconda ad un anno di distanza durante le celebrazioni della giornata della pace che hannoavuto luogo a Collegno (TO) in Piazza Municipio.Il montaggio ha richiesto una giornata e mezzo di lavoro si è svolto senza grosse difficoltà e senza alcuna competenza specifica e addestramentoda parte degli studenti coinvolti.Il secondo montaggio nel Comune di Collegno è stato effettuato utilizzando anche culmi diversi da quelli del precedente, verificando le capacitàdi reversibilità e adattabilità del giunto. In tal modo è stato dimostrato come il sistema sia flessibile nel tempo e come il giunto consenta diaccettuarne le caratteristiche di manutenibilità e sostituzione di parti.montaggio Piazza Castello, Torino 01 02 03 04 05 06 07 08montaggio Collegno 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 12 Progetto: Arch. Simone Cantoni Tesi di laurea: ‘ Il bambù nelle costruzioni: studio di un giunto reversibile per strutture reticolari in bambù’, Rel.: Nuccia Maritano Comoglio, Corr.: Crescentino Bosco, a.a. 2006/2007, II Facoltà di Architettura ESPERIENZE DIDATTICHE
  • 6. a.a. 2006/2007 _ Padiglione in bambù _ CasalborgoneIl workshop, rivolto a tutti gli studenti delle Facoltà di Architettura come esperienza di avvicinamento alle tecniche base di costruzione con il bambù,ha contribuito alla costruzione di un prototipo di sistema abitativo a basso costo. Il prototipo ha consentito di verificare le proprietà statiche delsistema, la fattibilità costruttiva e le problematiche poste in gioco da un cantiere di autocostruzione non tradizionale basato su tecnologie semplici.Il modulo, impostato su un perimetro esagonale che consente composizioni geometriche variabili, è realizzato attraverso 6 semiarchi reticolaricollegati tra loro da elementi di irrigidimento.Ogni semi arco è sdoppiato e composto da un arco esterno e da uno interno entrambi costituiti da fasci di tre culmi curvati e legati tra di loro. I duearchi sono poi uniti da aste rigide di lunghezza 40-50cm e da croci si S.Andrea che irrigidiscono i singoli settori e l’intera struttura. L’attacco a terradei singoli arconi avviene attraverso la costituzione di appositi plinti di forma parallelepipeda realizzati con canne di bambù, pietre e un impasto diargilla stabilizzata con calce in modo da renderli sufficientemente drenanti. Il solaio è posato in opera a circa 100-120 cm dal suolo, sostenuti dapilastri a fascio composti da 6 culmi legati tra di loro e disposti lungo le diagonali dell’esagono.arconi 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16montaggio 01 02 03 04 05 06 07 08 Progetto: Arch. Alex Riolfo, Gruppo di riqualificazione ambientale, territoriale e sociale ‘Utopie realizzabili’ Coordinamento dell’attività pratica: Arch. Alex Riolfo, LATEC - CISDA, CRD -PVS ESPERIENZE DIDATTICHE
  • 7. a.a. 2006/2007 _ Arcone in bambù _ Lequio BerriaIl workshop rappresenta lo stage pratico del corso opzionale CISDA Costruire con il bambù, relativo alla conoscenza e allutilizzo del bambù nellecostruzioni. Loggetto dellattività degli studenti è costituito dalla realizzazione di archi reticolari rampanti in bambù, con elementi di giunzione econnessione in acciaio, progettati per ladeguamento funzionale, ambientale, energetico e paesistico dellarea dellex cantiere dormitorio T.A.V. diSettimo Torinese.Lo stage pratico ha consentito agli studenti di sperimentare direttamente sul materiale le conoscenze acquisite durante il corso stesso. In particolarela costruzione di arconi reticolari ha consentito di esplorare le possibilità di curvatura del bambù e di lavorare sulle modalità di giunzione, che nellospecifico sono state realizzate in corda.arelle 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 Progetto: Arch. Alex Riolfo, Gruppo di Pedemonte, Daniele Di Martino, Gruppo di Progetto: Arch.i Alex Riolfo, Diego riqualificazione ambientale, territoriale e sociale ‘Utopie realizzabili’ riqualificazione ambientale, territoriale e sociale ‘Utopie realizzabili’ Coordinamento dell’attività pratica: Arch.i Alex Riolfo, Gabriele Casu, Giuseppe De Nunzio, Coordinamento dell’attività pratica: Arch. Carlo Fezzardi, LATEC - CISDA LATEC - CISDA, Carlo Fezzardi ESPERIENZE DIDATTICHE
  • 8. a.a. 2007/2008 _ Padiglione in bambù ad alta tecnologia _ Olivetta San Michele Il workshop rientra nelle attività proposte dal corso opzionale CISDA Costruire con il bambù, come esperienza pratica di conoscenza delle potenzialità di uso del bambù. Il caso studio è rappresentato dalla realizzazione di alcune componenti del progetto di un padiglione in bambù ad alta tecnologia con copertura fotovoltaica. Una porzione del padiglione è stata esposta al XXIII Congresso Internazionale degli architetti UIA 2008, prima di essere collocato nel Comune di Olivetta San Michele, come previsto da progetto. Gli studenti sono stati coinvolti nella costruzione delle arelle, elementi ombreggianti in culmi splittati, dei giunti in acciaio di connessione tra i vari elementi del padiglione e dei parapetti, composti da elementi in acciaio e culmi trattati, per una migliore resistenza agli agenti atmosferici. La partecipazione degli studenti al successivo montaggio del padiglione al Lingotto per il XXIII Congresso Internazionale degli architetti UIA 2008 ha permesso loro di confrontarsi con le problematiche di montaggio, giunzione e connessione degli elementi portanti, costituiti da arconi e pilastri inclinati in bambù, dei sistemi di ombreggiamento e dei pannelli fotovoltaici.arelle 01 02 03 04 05 06 07 08giunti in acciaio 01 02 03 04parapetti 01 02 03 04 05 06 07 08montaggio Lingotto 01 02 03 04 Progetto: Arch.i Alex Riolfo, Diego Pedemonte, Daniele Di Martino, Gruppo di riqualificazione ambientale, territoriale e sociale ‘Utopie realizzabili’ Coordinamento dell’attività pratica: Arch.i Alex Riolfo, Gabriele Casu, Giuseppe De Nunzio, LATEC - CISDA, Carlo Fezzardi ESPERIENZE DIDATTICHE
  • 9. LOS BAMBUINOS III Workshop_ 24-27 settembre 2009_ Lequio Berria gruppo studentesco: Los BambuinosI risultati ottenuti durante i tre workshop sono stati più che soddisfacenti e hanno permesso la realizzazione di tutti i pezzi del modulo. E’ stato inoltre possibilesperimentare il montaggio di una porzione del modulo per meglio approfondire il tema dei giunti e delle fondazioni. Il prototipo realizzato non corrispondeesattamente al modulo di progetto, poichè nella sua messa in opera ha subito modifiche dovute alle difficoltà tecniche riscontrate e alle limitazioni legate allastrumentazione. Sono però via via scaturite importanti migliorie, applicate grazie al coinvolgimento di tutti gli studenti. La partecipazione attiva ha quindipermesso di fare differenti proposte per i singoli elementi, attraverso lo studio dell’implementazione dei giunti e delle operazioni stesse di produzione.Il modulo nel suo complesso è stato completato, rispettandone le sue caratteristiche di costruzione, dal rapido montaggio alla elevata flessibilità, ai fini delmontaggio in situazioni di emergenza. Vi sono inoltre tutti i presupposti per uno studio successivo sul tema dell’abitazione e delle necessità che questa porta consè e sulla compatibilità di questi ultimi con l’utilizzo del bambù come materiale da costruzione vero e proprio.lezioni teoriche 02 01 03 04rivestimento in terra cruda 04 01 02 03pareti 02 01 03 04pilastri 03 01 02 04pezzi speciali 04 01 02 03pareti con aperture 03 01 02 04 LAVORO TERMINATO ALL’INTERNO DEL TERZO WORKSHOP pannelli pilastri + travi pezzi speciali 4 3+2 4 f bamboo emergency I WORKSHOP 2009/2010
  • 10. Sperimentazione di una copertura in bambù e resina: progetto REBA L’obiettivo di questo progetto di ricerca è quello di ideare e sperimentare un sistema di coperture con l’impiego di risorse largamente disponibili in natura. Il pannello oggetto della sperimentazione è stato chiamato REBA a partire dai nomi dei due componenti principali: la REsina e il BAmbù. Del bambù si è scelto di utilizzare la guaina, un elemento sottile ma robusto, che ha la funzione di proteggere, sostenere e irrigidire il giovane culmo (il fusto), i rizomi e i rami nella loro fase di rapida crescita. La resina usata per la sperimentazione è la Jesmonite una sostanza bi-componente costituita da un’emulsione acrilica in acqua (Jesmonite AC100 liquido) e una carica minerale a base di calcio (Jesmonite AC100 polvere). Con le guaine sono state realizzate le stuoie attraverso le seguenti fasi: pulizia, stiratura, e taglio in strisce di 15 mm. Le fasi seguite per le realizzazione dei provini sono: preparazione della miscela di Jesmonite, collocamento della prima stuoia, stesura a pennello su di essa di uno strato sottile di Jesmonite, collocamento della seconda stuoia, stesura di uno strato di resina e, infine, collocamento della terza stuoia. L’elemento è stato successivamente coperto con un telo di polietilene su cui è stata posta la quantità necessaria di sabbia utile a colmare gli spazi concavi del pannello ondulato usato come forma e a garantire una superficie di appoggio piana ai due sacchi di sabbia di 30 kg collocati, successivamente, sopra l’elemento stratificato. Sul pannello così ottenuto, al fine di irrobustire e impermeabilizzare il pannello, sono stati poi stesi due strati di resina sulle due facce esterne. I cinque elementi realizzati sono stati sottoposti a prove di laboratorio per verificarne le proprietà più significative: resistenza meccanica e impermeabilità all’acqua. Entrambe le prove hanno dato ottimi risultati. Tutti i pannelli hanno superato quella di impermeabilità non avendo manifestato nessun segno di passaggio di liquido dalla superficie superiore a quella inferiore dei provini. Le prove di resistenza meccanica dei cinque pannelli non hanno mai portato alla rottura dei provini che hanno accusato un deterioramento superficiale senza mai cedere al carico generato dalla macchina. La resistenza a flessione dei pannelli è risultata compresa tra i 2,1 e i 2,8 kN.guaine 01 02 03 04stuoie 01 02 03 04lastra 01 02 03 04 05 06 07 08prove 01 02 03 04 Progetto: Arch. Irene Caltabiano Tesi di dottorato: ’Componenti edilizi da materiali rinnovabili tra tradizione e innovazione. Progettazione di un sistema di copertura e sperimentazione di elementi ondulati in bambù e resina’ tutor: prof.ssa Nuccia MARITANO COMOGLIO co-tutor: prof. Carlo CALDERA IL BAMBU’ E LA RICERCA
  • 11. Progetto di un modulo abitativo per l’emergenza progettisti: Sara Martin e Jessica SavareseQuesto progetto di ricerca è nato nellambito del primo Bando Giorgio Ceragioli nel gennaio 2009.L’intento è quello di creare un riparo alle popolazioni colpite da disastri naturali in climi tropicali esub-tropicali, una struttura che possa trasformarsi da temporanea a definitiva, adattandosi ai bisognidei suoi proprietari. Le linee guida del progetto sono state: - la prefabbricazione, per ridurre i costi di produzione, ridurre il consumo di materiale, e per garantire un maggior controllo sulla qualità del prodotto; - l’autocostruzione, poiché ognuno sia in grado di costruire la propria casa; - l’aggregabilità, per creare, in un secondo momento, unità abitative complete e più complesse; - l’evolutività, ovvero la possibilità di aumentare le prestazioni del modulo con materiali e tecniche locali a cura dell’utenza stessa, trasformando così il rifugio d’emergenza in insediamento stabile; - lattenzione climatica, badando al comfort tramite una struttura leggera e ben ventilata. f bamboo emergency IL MODULO ABITATIVO
  • 12. Progetto di un modulo abitativo per l’emergenza progettisti: Sara Martin e Jessica Savarese Il modulo è suddiviso in singoli elementi (travi, pilastri, pannelli di tamponamento con o senza finestra, pannelli di copertura, scatola) prefabbricabili e facili da assemblare. Copertura e imballaggio sono in Bamboo Mat Board e Bamboo Mat Corrugated Sheet, pannelli multistrati prodotti a livello industriale tramite l’incollaggio a caldo di stuoie sovrapposte e pressate. Il primo tipo ha superficie piana, il secondo è grecato o corrugato. Entrambi sono correntemente in produzione. Per travi e pilastri i culmi sono uniti a fasci per aumentare resistenza e sicurezza. Per tutte le parti strutturali sono stati usati giunti metallici consistenti in barre filettate, dadi e rondelle curve, per ottenere rapidità desecuzione, costi contenuti, buona qualità e durata nel tempo. Lattacco tra pilastri e basamento si ottiene tramite piastre metalliche di collegamento. f bamboo emergency IL MODULO ABITATIVO
  • 13. Progetto di un modulo abitativo per l’emergenza _ fasi di montaggio progettisti: Sara Martin e Jessica Savarese 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 Tutti gli elementi costruttivi e le istruzioni di montaggio sono contenuti in un imballaggio rigido a misura di container riutilizzabile come pavimentazione dell’edificio. Esso segna la posizione dei pilastri e va posizionato su fondazioni eseguite in loco, alle quali si ancora con una parte metallica inferiore. Una volta estratte ed assemblate le varie parti si ottiene un ricovero di circa 12 mq, coperto da un tetto a falda unica con l’aggiunta di una seconda copertura, mobile, sul retro (non realizzata nel prototipo esposto in mostra). La posizione delle aperture perimetrali è scelta degli utenti, poiché i diversi tipi di pannelli hanno le stesse dimensioni e sono intercambiabili. In tale situazione iniziale l’abitazione non presenta suddivisioni interne e soddisfa il solo requisito di fornire un ricovero. In una seconda fase sarà possibile intonacare i pannelli perimetrali con terra cruda o intonaco a calce ed aggiungere eventuali partizioni interne; queste operazioni, eseguibili con materiali locali, sono a cura dei proprietari, che possono così personalizzare la costruzione e avvicinarla alle proprie esigenze e alla propria cultura. f bamboo emergency IL MODULO ABITATIVO