In cammino per il Faito

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Le prime idee per rilanciare il Monte Faito, contro il degrado degli ultimi anni.

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In cammino per il Faito

  1. 1. IN CAMMINO PER IL FAITO... Avviamo il confronto con associazioni, operatori, forze sociali con l’obiettivo di costruire un’agenda di lavoro per combattere il degrado e rilanciare un grande patrimonio della nostra regione. Il complesso del Monte Faito vive una situazione di degrado e di perdita di attrattività. Eppure si tratta di un patrimonio unico nel panorama della nostra regione: un complesso montano situato a cavallo tra le due costiere più affascinanti del mondo. Ci siamo messi in cammino per meglio conoscere questa complessa realtà e per costruire azioni istituzionali, culturali, sociali che siano in grado di invertire questo declino. La strada è difficile, anche per gli errori commessi da istituzioni e forze politiche, per la sottovalutazione dei processi negativi che si erano sviluppati, per la tendenza a fare iniziative episodiche e spesso solo demagogiche e propagandistiche. Siamo convinti che da qui, da questo intreccio tra natura e stortura, tra bellezza e abbandono debba ripartire una sfida complessa per il cambiamento. Quello che proponiamo è un’‘’agenda”, da arricchire con il contributo di coloro che hanno a cuore il destino di un pezzo della storia della nostra regione. I PRIMI PASSI Da Settembre abbiamo iniziato un lavoro, prima coordinando i nostri circoli e i nostri amministratori, poi promuovendo alcune iniziative istituzionali come l’interrogazione al Presidente Caldoro, da parte del gruppo regionale del PD a firma del vice capogruppo Antonio Marciano, per chiedere interventi urgenti per la riapertura della Funivia e impedire la morte dell’impianto e il suo abbandono. Stiamo lavorando, con la nuova Amministrazione di Castellammare di Stabia, per utilizzare i fondi disponibili per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e la risistemazione e la riapertura della strada di Quisisana, Abbiamo incontrato il comando provinciale della guardia forestale traendone utili spunti di lavoro. Avremo incontri con l’Ente parco, l’Assessorato regionale all’Agricoltura e foreste, la direzione generale delle Asl per la lotta al randagismo e iniziative istituzionali anche nella sede parlamentare. CAMMINARE INSIEME Ci rendiamo conto che la nostra azione sarà più efficace e utile se saprà fare rete ed entrare in rapporto con il lavoro dei tanti che, su diversi fronti, si impegnano per il Faito. Ci riferiamo a diverse associazioni ambientaliste e culturali, ai tanti operatori che con sacrifici enormi mantengono vivo un tessuto di attività ed anche ai molti che continuano ad amare il Faito e vi risiedono per le vacanze o per viverci. Dovremo, con loro, fare dei passi in avanti nella qualità delle proposte e delle iniziative e far si che si sviluppi un fronte ampio di mobilitazione affinché il Faito ritorni al centro dell’attenzione istituzionale. ACCESSIBILITA’ E IDENTIFICAZIONE DEI LUOGHI Uno dei fattori fondamentali per il rilancio del Faito è il miglioramento dell’accessibilità. Vi sono le condizione per riaprire, nel giro di un tempo ragionevole, la strada di Quisisana (Il finanziamento c’è, bisogna solo fare rapidamente gara e lavori). Per la funivia vi sono già i progetti preliminari e le valutazioni economiche per le opere di messa in sicurezza delle stazioni. I quasi due milioni di euro necessari non sono una cifra enorme rispetto ai benefici di una struttura a basso impatto ambientale ed ad alta resa turistica. Altro aspetto fondamentale è quello di una mappatura delle aree e di una cartellonistica e un‘informazione precisa sui luoghi, sulla loro classificazione dal punto di vista della tutela ambientale e del comportamento che deve avere chi le frequenta. Un progetto pilota poi per l’insieme dei Monti Lattari può partire subito e coinvolgere tutti gli attori istituzionali (Regione, Ente Parco, Comuni, Corpi dello Stato) ed in questo ambito si può pensare anche ad un utilizzo diverso delle strutture regionali preposte alle attività antincendio che non si limitino al periodo estivo, ma che agiscano nell’arco dei 365 giorni dell’anno.
  2. 2. Un capitolo nuovo si può aprire creando anche dei percorsi protetti e sperimentando sentieri ad hoc per i non vedenti e diversamente abili coinvolgendo anche il volontariato che qui ha una ricca tradizione. VALORIZZARE LA BIODIVERSITA’ Sappiamo tutti che il Faito rappresenta un unicum per la flora e la fauna. Bisogna combattere la perdita di questo patrimonio. Si possono coinvolgere le eccellenze campane nel campo dell’Università e della ricerca per aggiornare le conoscenze e coordinare azioni efficaci di mantenimento di alcune specie. Naturalmente essenziale è la cura del sottobosco e del bosco, la lotta a fenomeni criminali di incendio, di coltivazioni illegali, di sversamenti abusivi di detriti e di rifiuti. In questo quadro va intensificata la lotta al randagismo e al fenomeno dei “cavalli“ liberi. Ma il punto fondamentale sarà quello di far entrare il Faito nella memoria e nella coscienza delle nuove generazioni. Per fatti di cronaca e pigrizia culturale diverse generazioni di ragazze e ragazzi del territorio vasto intorno al Faito hanno perso il rapporto con la montagna che invece era nel patrimonio delle generazioni precedenti come luogo di svago e di ricchezza naturale. La prima azione necessaria sarà questa sorta di riappropriazione attraverso progetti che partano dalle scuole e dal mondo dell’Associazionismo per riallacciare questa trama smarrita. RIUSARE IL COSTRUITO Sul Faito si lavorò per creare un complesso di tipo nuovo in un epoca lontana. Oggi quel sogno appare spezzato e costellato di errori. Ma quel patrimonio è un punto di partenza da riusare e rinnovare nelle strutture e nella missione. Innanzitutto va fissato un quadro certo di regole e di indirizzi uscendo dalle logiche particolaristiche in cui sembra caduta la gestione del patrimonio. Poi pensiamo che si possa lavorare ad un progetto pilota di riuso e di valorizzazione che sia incentrato su fattori di uso delle energie rinnovabili, di riduzione e di riuso dell’acqua, di riduzione del rischio idraulico, di riuso dei rifiuti, di uso di materiali di tipo nuovo, meno impattanti ed ecocompatibili. Insomma candidiamo il Faito ad essere una realtà che guarda al modello di altre regioni europee, nella nuova frontiera di una valorizzazione del territorio compatibile con il suo rispetto e un uso sostenibile. Guardare ai modelli che ci vengono dai paesi del Nord Europa, ma anche da realtà italiane come il Trentino. UNA NUOVA MISSIONE TURISTICA Se saremo in grado di agire su più fronti allora sarà credibile una nuova missione turistica per il Faito. Una Montagna capace di attrarre più turismi: quello naturalistico, quello culturale, quello religioso e anche quello di chi vuole semplicemente trascorrere una giornata di svago e di contatto con la natura. Liberare il Faito dalle ombre di questi anni è possibile se partono le azioni che abbiamo indicato in questa agenda. Altre iniziative sono possibili. Se saremo capaci di farne un luogo curato, amato, frequentato sarà più difficile per la camorra avere spazio. Possono nascere e svilupparsi tante attività legate a campi diversi e sarà possibile dare risposte alla domanda di lavoro. Certo saranno necessarie anche iniziative specifiche di sostegno, di aiuto al credito, di agevolazioni, di coordinamento di attività di promozione, ma oggi quello su cui mettiamo l’accento è un altro aspetto: la necessità di superare gelosie e rivalità o piccoli interessi di parte e costruire una rete reale di cooperazione tra le istituzioni e le forze più attive della società. Quello di cui abbiamo bisogno per mutuare, all’inverso, una stucchevole e inutile querelle del passato tra gli esponenti politici è: “Un Consorzio di idee e di azioni per il FAITO” Con l’incontro di oggi apriamo un confronto senza nessuna presunzione e con la piena consapevolezza delle difficoltà da scalare. Ci muoveremo con questo spirito, migliorando anche gli strumenti di comunicazione e di dialogo con tutti. Questo cammino è difficile, ma “la vetta” può essere alla portata della nostra comunità. Castellammare di Stabia, 12 Novembre 2013

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