1- LA CRISI DELLA POLITICAE indubbio che la politica viva una fase di profonda crisi.Di questa crisi, la cosiddetta antipo...
Scelte e iniziative finalizzate non a vincere le prossime elezionima a salvare la Nazione, restituendole dignità e credibi...
Il capitalismo finanziario è un nemico insidioso per la liberaeconomia di mercato quanto lo è stato lidea comunista.Lecono...
E infine si riformi la struttura della finanza per garantire maggioretrasparenza e impedire le commistioni tra sistema ban...
- Predisporre un grande disegno strategico di riordino esemplificazione dell’assetto amministrativo (con la riduzione deln...
Il blu della responsabilità individuale, di un welfare che sostengagli individui, ma non votato allassistenza, perché ness...
7- SCUOLA E FORMAZIONEE necessario costruire un progetto che abbia a riferimenti laformazione permanente e la riforma del ...
Vanno definitivamente eliminate le Province; serve inoltre tornarea parlare, in tempo di spending review, di sussidiarietà...
PER QUESTO SERVE 11 - RIFORMA DELLA POLITICA E COSTRUZIONE DEL   UN NUOVO PARTITOAffrontare la questione programmatica, in...
A ciò si aggiunga che le retribuzioni devono essere adeguate alruolo ed all’impegno ed in linea con le medie europee, chia...
Ma il dialogo e il confronto non sono di per sé sufficienti: oggiserve una contaminazione ampia e profonda con la società,...
E una risorsa per la dimensione nazionale del partito, non unimpiccio.14- SISTEMA DELLE CANDIDATUREE se parliamo di candid...
15- OLTRE LUDC, NEL SOLCO DELLA NOSTRA STORIASentiamo urgente passare da una eterna fase costituente di una"nuova cosa" al...
Vogliamo costruire un partito saldamente ancorato alla famigliadel PPE, un partito moderato e riformatore, socialmente ava...
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  1. 1. 1- LA CRISI DELLA POLITICAE indubbio che la politica viva una fase di profonda crisi.Di questa crisi, la cosiddetta antipolitica è solo un sintomo.Si tratta di un fenomeno complesso che è più corretto definirecome rifiuto, o rigetto, del sistema dei partiti e della classepolitica, considerati responsabili principali della situazione diestrema gravità in cui si trova l’Italia.Certo non è con il populismo, con la demagogia dellinsulto, con leproposte inattuabili, con la protesta fine a sé stessa, che si possonorisolvere i tanti problemi del nostro Paese.Ma il segnale è chiaro: senza una riforma della politica, senza unritorno alla funzione propria dei Partiti, che è comunità di valori,laboratorio di programmi e rappresentanza di interessi, siamodestinati alla confusione istituzionale, o peggio alla sublimazionedella voglia, sempre latente, delluomo forte, delluomo dellaprovvidenza, delle scorciatoie percorse lungo la strada delpopulismo.La crisi di questa politica, non della Politica, è conclamatadallesperienza del governo dei tecnici.E servito un governo "non politico", per quanto sostenuto conresponsabilità da una parte della politica, perché il Paese ritrovasseuna guida obiettiva, capace di fare le scelte che servono anche sefrutto di provvedimenti dolorosi e impopolari. 13
  2. 2. Scelte e iniziative finalizzate non a vincere le prossime elezionima a salvare la Nazione, restituendole dignità e credibilità.Per mettersi alle spalle definitivamente questa stagione e ridareuna speranza ai cittadini, non si riparte dalle alchimie sullealleanze, dalle illusioni secondo cui basta trovare una leadershipcarismatica per risolvere i problemi.La politica non è solo un fatto di nomi di partito, di coalizioni e difacce: è una questione di sostanza, di valori, di idee e diprogrammi concreti.La buona politica è fatta del coraggio di scegliere per il benecomune, anche quando le scelte da compiere sono complicate eimpopolari.La buona politica non accondiscende, ma indica la strada. 2- ECONOMIA E LAVOROI fronti aperti sono molti e tutti complessi.Siamo preda di una crisi provocata dalla finanza che ci pone difronte a temi che non si possono evitare.Per chi considera la persona il punto di riferimento fondamentaledella politica, e noi pensiamo che così debba essere, la critica alladegenerazione della finanza globale non può che essere radicale eincondizionata. 13
  3. 3. Il capitalismo finanziario è un nemico insidioso per la liberaeconomia di mercato quanto lo è stato lidea comunista.Leconomia reale crea ricchezza e la distribuisce, valorizzalingegno degli individui, ripaga il merito dellimpegno e dellalaboriosità, crea le condizioni per comunità prospere.Le degenerazioni della finanza globale invece fanno nascereun’ingiusta distribuzione delle risorse e sono distruttive delsistema produttivo.Un programma di vera libertà e sviluppo si scrive restituendo allapolitica il primato sulleconomia, sostenendo la libertà dimpresa,assicurando la vera concorrenza, le vere liberalizzazioni, il valoredellimpegno e del merito; si creino le condizioni perché possanonascere nuove imprese e quelle esistenti possano continuare alavorare; si ampli la possibilità dellIVA per cassa; si diaattuazione a quella flessibilità europea di cui si sente tanto ilbisogno ma nel contempo, se vogliamo essere realmente europei,mettiamo in campo un sistema di welfare attivo che protegga neifatti il lavoratore dal rischio di perdere loccupazione, che nestimoli la formazione continua in senso responsabilizzante. 13
  4. 4. E infine si riformi la struttura della finanza per garantire maggioretrasparenza e impedire le commistioni tra sistema bancario esistema industriale, va eliminato il meccanismo dei contributi afondo perduto per le imprese e il denaro così risparmiato siainvestito per la creazione di attività innovative con effettivepossibilità di mercato, con meccanismi di garanzia del credito. 3- RIFORMA DELLA BUROCRAZIA E DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONEE’ la riforma delle riforme, uno Stato moderno non può avere unmotore inefficiente, che consuma tanto, rende poco e frena quandopremi l’acceleratore, gli imprenditori sono soffocati dai lacciburocratici, le poche decisioni politiche coraggiose spessorimangono sulla carta perché il mostro della burocrazia le affossarendendole inapplicabili e così via…Purtroppo è questa l’Italia di oggi e quindi, nonostante lefortissime resistenze corporative, il nostro futuro si gioca sullanostra capacità di realizzare due azioni: 13
  5. 5. - Predisporre un grande disegno strategico di riordino esemplificazione dell’assetto amministrativo (con la riduzione delnumero dei dipendenti pubblici, riorganizzazione dei Ministeri conl’introduzione dello Spoil System, eliminazione radicale degli entiinutili, revisione generale delle procedure amministrative eburocratiche secondo i principi della digitalizzazione e dellasemplificazione) che accompagni quello istituzionale(federalismo, eliminazione delle Province, accorpamento deiComuni);- Agire chirurgicamente sulle sacche di spreco ed inefficienzacentrali e periferiche (Introduzione obbligatoria del controllo digestione, introduzione di rigidi parametri di efficienzaorganizzativa e strumenti di effettiva responsabilizzazione deilavoratori). 4- 5- WELFAREUn programma di giustizia sociale, uguaglianza e sviluppo siscrive con il vecchio lapis bicolore: il rosso per tracciare una lineasotto la quale nessuno deve finire, la linea della dignità economicadella persona difesa dalla Costituzione. 13
  6. 6. Il blu della responsabilità individuale, di un welfare che sostengagli individui, ma non votato allassistenza, perché nessuno debbavivere di carità e nessuno si senta in diritto di vivere di prebende,di false pensioni di invalidità, di assistenzialismo, diraccomandazioni, di clientelismo. 6- RIFORMA FISCALECi sono proposte serie e necessarie che possono essere messe incampo subito: la riforma del sistema fiscale deve guardare allariduzione delle imposte sui redditi da lavoro e di impresa e invecealzare il prelievo sui redditi da rendita o speculazione finanziaria;si dia attuazione subito al “fattore famiglia” per restituire poteredacquisto alle famiglie; si metta in campo il principio delcontrasto di interesse per frenare la vasta evasione fiscale; sicontinui con determinazione la lotta allevasione fiscale. 13
  7. 7. 7- SCUOLA E FORMAZIONEE necessario costruire un progetto che abbia a riferimenti laformazione permanente e la riforma del sistema scolastico,investendo non solo sui programmi di studio e sugliindirizzi,questione peraltro già affrontata, ma ora anche nellaselezione e formazione dei docenti e dei dirigenti, nelle strutture enegli strumenti, con particolare riferimento alle nuove tecnologie.I nostri figli non possono rischiare la vita in edifici fatiscenti, sirende quindi indispensabile una seria politica di edilizia scolasticache liberi le risorse ferme in tante iniziative scoordinate edinefficienti. 9 - FEDERALISMO E RIFORME COSTITUZIONALI E GIUSTIZIASì ad un federalismo solidale.Realizzato su base regionale, garantendo ampia autonomia ed ilmassimo grado di permanenza delle risorse sul territorio, devecomunque esse inserito in un contesto di solidarietà nazionale. 13
  8. 8. Vanno definitivamente eliminate le Province; serve inoltre tornarea parlare, in tempo di spending review, di sussidiarietà,orizzontalee verticale, per un modello di Stato in cui vengano valorizzate lerisorse spontanee della società, senza che questo significhideresponsabilizzazione del Pubblico.A livello centrale crediamo nella necessità di superare l’attualebicameralismo per semplificare il processo legislativo e nellanecessità di una riduzione del numero dei Parlamentari e deiConsiglieri Regionali.Va realizzata una riforma della giustizia, che garantisca certezzadel diritto e riduzione dei tempi attraverso la maggiore efficienzadella struttura burocratica e la semplificazione normativa; vannoreintrodotti i reati di falso in bilancio ed emissione di titoliscoperti. 10 - STATI UNITI D’EUROPAOgni riforma nazionale sarà inutile se non sapremo costruire unluogo politico in grado di influire sulle rivoluzionarie dinamichesociali politiche ed economiche in corso a livello mondiale. E’tempo quindi di costruire davvero gli Stati Uniti d’Europa e lanostra azione politica sarà tesa a questo obbiettivo indispensabileper garantire un futuro sereno ai nostri figli. 13
  9. 9. PER QUESTO SERVE 11 - RIFORMA DELLA POLITICA E COSTRUZIONE DEL UN NUOVO PARTITOAffrontare la questione programmatica, in tempo di scollamentotra società civile e partiti,vuol dire anche affrontare condeterminazione la riforma della politica e, con sincero coraggio,lanecessità di dare vita a un nuovo soggetto politico e quella delrinnovamento della stessa classe politica.Vanno creati meccanismi virtuosi che stimolino il rinnovamento,che stimolino una sana competizione, che aiutino i migliori ademergere.Rimane fondamentale la riforma della legge elettorale in sensoproporzionale e con lintroduzione del voto di preferenza, anche digenere.Pur convinti che il numero dei Parlamentari e dei ConsiglieriRegionali vada ridotto, riteniamo sbagliata la riduzione delnumero dei rappresentanti nelle amministrazioni locali praticata inquesti anni, perché non ha generato nessun risparmio significativoe svilisce la rappresentanza politica dei cittadini.Ciò che riteniamo indispensabile è l’eliminazione di ogni forma diprivilegio per la classe politica ad ogni livello ed anche per imanager pubblici. 13
  10. 10. A ciò si aggiunga che le retribuzioni devono essere adeguate alruolo ed all’impegno ed in linea con le medie europee, chiare,omnicomprensive e certe nella loro quantificazione.La credibilità della politica non può prescindere dalla credibilitàdei politici, bisogna dire con chiarezza che riteniamo doverososancire lincompatibilità tra carica elettive e condanne anche pergravi reati contro la pubblica amministrazione o per reati legatialla criminalità organizzata;Tale criterio, fino a che non sarà sancito dalle norme, saràcomunque inserito nello statuto del nostro Partito.Riteniamo necessario sgombrare il campo da questa bruttissimasensazione che la volontà popolare espressa con un Referendumsia stata aggirata, facendoci carico di rivedere il meccanismo delfinanziamento pubblico dei partiti, scrivendo subito una legge cheimpedisca un rimborso che vada oltre le spese effettivamenteaccertate.12 –13 - PARTITOLa capacità di essere un partito di programma, che parla di coseconcrete, implica il bisogno di essere un soggetto che sappia evoglia dialogare con la gente. 13
  11. 11. Ma il dialogo e il confronto non sono di per sé sufficienti: oggiserve una contaminazione ampia e profonda con la società, chesignifica tornare a coinvolgere i cittadini, restituire loro lostrumento del partito come soggetto di rappresentanza e diesercizio della partecipazione democratica.Basta con partiti casta, partiti chiusi, partiti che guardano a quelloche cè fuori dalla loro sedi solo qualche mese prima delleelezioni, basta con partiti con classi dirigenti eterne e inamovibili,delle porte chiuse e delle opportunità solo a parole.Dobbiamo dare vita a un partito partecipato, a un partito che "samettersi a disposizione" della cittadinanza, aperto al contributodelle energie più fresche e nuove, che abbia il coraggio di farecrescere nuove classi dirigenti.Un soggetto politico che riconosca nellautonomia uno strumentoper rendere migliore il governo della cosa pubblica deve saperdare il giusto ruolo alla classe dirigente locale.I territori sono serbatoio di idee e di proposte, sono il luogo doveviene fatto sistema delle istanze collettive, dei bisogni sociali edeconomici.I territori hanno specificità e peculiarità che non possono esseremassificate.Il protagonismo delle classi dirigenti locali è la linfa di un partitovivo e vitale, a contatto con la realtà. 13
  12. 12. E una risorsa per la dimensione nazionale del partito, non unimpiccio.14- SISTEMA DELLE CANDIDATUREE se parliamo di candidature alle elezioni, i territori sono il luogodella rappresentanza virtuosa.Ovvero: basta con candidature al Parlamento calate dallalto,completamente slegate dal collegio elettorale, basta con candidatiche sanno a malapena quanti elettori andranno a rappresentare, chenon conosco nulla delle specificità del tessuto economico e diquello sociale, dei problemi e dei punti di forza, pertanto riteniamoche la definizione delle candidature debba essere realizzata alivello regionale.Il cuore dell’attività politica è sul territorio, ed è lì che vannodestinate le risorse attraverso un sistema di regole chiare etrasparenti, con obblighi stringenti di rendicontazione come delresto l’UDC Nazionale sta già facendo.I bilanci dovranno inoltre essere certificati e totalmente trasparenti 13
  13. 13. 15- OLTRE LUDC, NEL SOLCO DELLA NOSTRA STORIASentiamo urgente passare da una eterna fase costituente di una"nuova cosa" alla costruzione concreta di una cosa nuova.LUnione di Centro ha nei fatti concluso la propria esperienza e lastrada per il suo superamento deve caratterizzarsi come una fase diapertura a quel mondo vasto dellelettorato moderato.Destra e Sinistra sono parole ormai vuote di senso politico e lohanno bene dimostrato i governi italiani degli ultimi 20 anni.Per questo motivo l’area moderata, se saprà dire con chiarezza ecoraggio ciò che vuole e come ottenerlo, non è certo il luogodellindeterminatezza e della non scelta, ma una idea politica,unsistema di valori che persegue lequilibrio e linteresse generalerifuggendo e contrastandogli estremismi radicali di ogni colore.E il luogo della politica di rappresentanza di quel ceto medio,composto sia da lavoratori dipendenti, sia da lavoratori autonomi epiccoli imprenditori, che oggi è stato spazzato via dalla crisi e avolte è diventato, senza esagerazione, un nuovo proletariato. E quella grande maggioranza della popolazione che oggi èprivata di prospettive e che non trova, nelle attuali proposte dellapolitica figlia del bipolarismo muscolare, unadeguatarappresentanza nel populismo della destra e o nellaindeterminazione della sinistra. 13
  14. 14. Vogliamo costruire un partito saldamente ancorato alla famigliadel PPE, un partito moderato e riformatore, socialmente avanzato,un partito concreto di programma che non abbia paura,al centrocome in periferia, di assumersi non il privilegio ma laresponsabilità di governare. 13

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