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Resoconto integrale dell'esperienza del Comune di Samassi al Forum della Pubblica Amministrazione 2013. …

Resoconto integrale dell'esperienza del Comune di Samassi al Forum della Pubblica Amministrazione 2013.
Questo documento è stato presentato durante il Consiglio Comunale di Samassi del 27/06/2013.
Qui la presentazione:
http://www.slideshare.net/antolello/il-comune-di-samassi-al-forum-pa-2013-antonio-mancosu

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  • 1. LL''eessppeerriieennzzaa ddeell CCoommuunnee ddii SSaammaassssii aall FFoorruumm ddeellllaa PPuubbbblliiccaa AAmmmmiinniissttrraazziioonnee 22001133:: rreessooccoonnttoo ee ppoossssiibbiillii sscceennaarrii ppeerr iill tteerrrriittoorriioo Antonio Mancosu ant.mancosu@gmail.com
  • 2. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 2 Sommario Premessa ........................................................................................................................................................... 2 Il Forum della Pubblica Amministrazione.......................................................................................................... 3 Quadro introduttivo dei concetti principali....................................................................................................... 4 Open Government......................................................................................................................................... 4 Open Data...................................................................................................................................................... 5 Agenda Digitale.............................................................................................................................................. 7 Smart Cities.................................................................................................................................................... 8 Sintesi degli eventi formativi seguiti ................................................................................................................. 9 Possibili scenari per la nostra realtà territoriale ............................................................................................. 18 Conclusioni ...................................................................................................................................................... 22 Approfondimenti............................................................................................................................................. 22 Premessa Il presente documento è il frutto della partecipazione del Comune di Samassi al Forum della Pubblica Amministrazione 2013 che si è tenuto lo scorso maggio a Roma e riassume in buona parte gli appunti presi durante gli eventi formativi, i momenti di confronto con rappresentanti del mondo istituzionale e dell’impresa, le impressioni ricavate durante questa esperienza e gli spunti che se ne possono trarre per la nostra realtà territoriale. Lo scopo principale del documento è quello di far sì che la partecipazione del Comune di Samassi al Forum PA 2013 non rimanga un’iniziativa a sé stante, ma che possa fornire occasioni di riflessione e di condivisione di conoscenza con tutti gli attori - istituzioni, cittadini e imprese del nostro territorio – sui temi legati all’Innovazione delle forme di amministrazione e delle nuove modalità di partecipazione civica che possono contribuire a uno “sviluppo partecipato”, offrendo una visione, soprattutto in prospettiva, dei possibili scenari di innovazione che potranno interessare anche il nostro territorio. Antonio Mancosu
  • 3. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 3 Il Forum della Pubblica Amministrazione Quest’anno anche il Comune di Samassi è stato presente al FORUM PA Expo che si è tenuto dal 28 al 30 maggio a Roma. L’Amministrazione comunale di Samassi infatti, ritenendo fondamentali i momenti e le iniziative di formazione, approfondimento e confronto con altre realtà che possono portare un valore aggiunto in termini di idee e buone pratiche per la realizzazione di azioni e progetti anche nella nostra realtà, ha partecipato a questa edizione dell’expo nella Capitale, tramite il Consigliere comunale con delega all’Innovazione Antonio Mancosu. FORUM PA è l'expo che si tiene da 24 anni a Roma ed è un punto di riferimento sull'innovazione e modernizzazione del sistema pubblico italiano. E’ un momento di approfondimento, ascolto, diffusione e valorizzazione delle più importanti iniziative di innovazione che provengono dai sistemi settoriali e territoriali italiani, attraverso l’incontro e il confronto tra pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini sui temi chiave in questo ambito. Quest’anno il Forum è stato ospitato presso il Palazzo dei Congressi dell’EUR, con spazi dedicati agli eventi formativi, come convegni e seminari, e spazi ospitanti gli stand di Enti, amministrazioni regionali, provinciali e comunali, agenzie governative, associazioni, aziende. Questa edizione si è svolta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio di:  Commissione Europea  Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione  ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani  Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome ed in collaborazione con Formez PA. L’idea alla base dell’edizione 2013 è stata la trasparenza, principio cardine dell’Open Government assieme alla partecipazione e alla collaborazione. Se ne è discusso, nelle sue numerose declinazioni, in una serie di iniziative che ha visto la partecipazione di realtà e personalità di primo piano nel contesto dell’innovazione nazionale e internazionale. Sono 6 i temi su cui si sono articolati i diversi eventi congressuali nell’arco dei tre giorni, dal 28 al 30 maggio, di durata dell’expo:  L'innovazione tecnologica in sanità  La cittadinanza attiva
  • 4. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 4  La programmazione 2014-2020 nelle politiche di coesione  PA Digitale: do more with less  Quale PA per quale Paese?  Smart city: mettere al centro il cittadino La presenza del Comune di Samassi al Forum PA 2013 ha avuto come filo conduttore l’ascolto, attraverso la partecipazione a diversi eventi formativi, e il confronto con altre realtà amministrative e del mondo aziendale, con l’obiettivo di riuscire a portare nella nostra realtà idee e spunti volti a migliorare la qualità della nostra Amministrazione e degli interventi a favore della Comunità, ampliando e arricchendo la base di conoscenza sulle tematiche legate all’Innovazione e modernizzazione dei sistemi di governo del territorio e del rapporto e della collaborazione tra amministratori e cittadini. Quadro introduttivo dei concetti principali Gli argomenti sviluppati durante i vari eventi formativi sono stati di carattere abbastanza tecnico, per cui è opportuno fornire alcuni elementi introduttivi relativamente ai principali concetti in modo tale da rendere più agevole la lettura dei capitoli seguenti. Open Government La dottrina dell’Open Government si basa sul principio per il quale tutte le attività dei Governi e delle Amministrazioni dello Stato devono essere aperte e disponibili per favorire azioni efficaci e garantire un controllo diffuso sulla gestione della cosa pubblica. L’Open Government ridefinisce alla base il rapporto tra Pubblica Amministrazione e cittadino, spostando il focus della relazione da un approccio orientato all’erogazione di servizi in cui il cittadino è fruitore di prestazioni erogate dall’Amministrazione ad uno basato su un processo di collaborazione reale, in cui il cittadino partecipa alle scelte di governo. In tal senso, l’Open Government si basa su tre elementi:
  • 5. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 5  Trasparenza: la trasparenza favorisce e promuove la responsabilità fornendo ai cittadini le informazioni sulle attività dell’Amministrazione. Un’Amministrazione trasparente, per questo, è un’Amministrazione più controllata e nel contempo più aperta e affidabile. Per tale motivo le Amministrazioni che si muovono nella direzione dell’Open Government devono prendere tutti i provvedimenti legislativi e regolamentari necessari a far si che le informazioni delle quali dispongono siano facilmente reperibili, riutilizzabili, aperte.  Partecipazione: la partecipazione dei cittadini alle scelte della Pubblica Amministrazione aumenta l’efficacia dell’azione amministrativa e migliora la qualità delle decisioni dell’Amministrazione. I cittadini devono perciò essere coinvolti nei processi decisionali e potervi contribuire attivamente, anche grazie al ricorso alle tecnologie di comunicazione attualmente disponibili e diffuse.  Collaborazione: la collaborazione vede un coinvolgimento diretto dei cittadini nelle attività dell'Amministrazione. Anche in tal senso l’Open Government traccia uno scenario nuovo nelle dinamiche di relazione tra l’Amministrazione e i suoi stakeholder (essendo questi ultimi i singoli cittadini, ma anche le organizzazioni non-profit e le imprese). Tale coinvolgimento non sottende certo una delega di responsabilità dell’Amministrazione nei riguardi del cittadino, contempla però la possibilità – per quest’ultimo – di monitorare la qualità del servizio pubblico in tutte le sue fasi di esecuzione. (fonte: Vademecum Open Data, http://www.funzionepubblica.gov.it/media/982175/vademecumopendata.pdf) Open Data I dati aperti (Open Data) sono dati che possono essere liberamente utilizzati, riutilizzati e ridistribuiti da chiunque, soggetti eventualmente alla necessità di citarne la fonte e di condividerli con lo stesso tipo di licenza con cui sono stati originariamente rilasciati. Principi degli Open Data:  Disponibilità e accesso: i dati devono essere disponibili nel loro complesso, per un prezzo non superiore a un ragionevole costo di riproduzione, preferibilmente mediante scaricamento da Internet. I dati devono essere inoltre disponibili in un formato utile e modificabile.  Riutilizzo e ridistribuzione: i dati devono essere forniti a condizioni tali da permetterne il riutilizzo e la ridistribuzione. Ciò comprende la possibilità di combinarli con altre basi di dati.
  • 6. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 6  Partecipazione universale: tutti devono essere in grado di usare, riutilizzare e ridistribuire i dati. Non devono essere poste discriminazioni di ambiti di iniziativa in riferimento a soggetti o gruppi. Per esempio, il divieto di utilizzare i dati per scopi commerciali o le restrizioni che permettono l’uso solo per determinati fini (quale quello educativo) non sono contemplabili. Per garantire i principi sopra elencati è necessario che i dati – per considerarsi aperti in base agli standard internazionali – siano:  Completi. I dati devono comprendere tutte le componenti (metadati) che consentano di esportarli, utilizzarli on line e off line, integrarli e aggregarli con altre risorse e diffonderli in rete.  Primari. Le risorse digitali devono essere strutturate in modo tale che i dati siano presentati in maniera sufficientemente granulare, così che possano essere utilizzate dagli utenti per integrarle e aggregarle con altri dati e contenuti in formato digitale.  Tempestivi. Gli utenti devono essere messi in condizione di accedere e utilizzare i dati presenti in rete in modo rapido e immediato, massimizzando il valore e l’utilità derivanti da accesso e uso di queste risorse;  Accessibili. I dati devono essere resi disponibili al maggior numero possibile di utenti senza barriere all’utilizzo, quindi preferibilmente attraverso il solo protocollo Hypertext Transfer Protocol (HTTP) e senza il ricorso a piattaforme proprietarie. Devono essere inoltre resi disponibili senza alcuna sottoscrizione di contratto, pagamento, registrazione o richiesta.  Leggibili da computer. Per garantire agli utenti la piena libertà di accesso e soprattutto di utilizzo e integrazione dei contenuti digitali, è necessario che i dati siano machine-readable, ovvero processabili in automatico dal computer.  In formati non proprietari. I dati devono essere codificati in formati aperti e pubblici, sui quali non vi siano entità (aziende o organizzazioni) che ne abbiano il controllo esclusivo. Sono preferibili i formati con le codifiche più semplici e maggiormente supportati.  Liberi da licenze che ne limitino l’uso. I dati aperti devono essere caratterizzati da licenze che non ne limitino l’uso, la diffusione o la redistribuzione.  Riutilizzabili. Affinché i dati siano effettivamente aperti, gli utenti devono essere messi in condizione di riutilizzarli e integrarli, fino a creare nuove risorse, applicazioni e servizi di pubblica utilità.  Ricercabili. I dati devono essere facilmente identificabili in rete, grazie a cataloghi e archivi facilmente indicizzabili dai motori di ricerca.
  • 7. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 7  Permanenti. Le peculiarità fino ad ora descritte devono caratterizzare i dati nel corso del loro intero ciclo di vita. (fonti: Open Data Handbook, http://opendatahandbook.org/it/; Vademecum Open Data, http://www.funzionepubblica.gov.it/media/982175/vademecumopendata.pdf) Agenda Digitale L’Agenda digitale italiana è un programma strategico che trova la sua origine nell’analogo documento strategico comunitario adottato dalla Commissione europea nell’agosto 2010, all’esito di un lungo processo di elaborazione che ha coinvolto soggetti pubblici e privati. L’agenda digitale presentata dalla Commissione europea (http://europa.eu/legislation_summaries/information_society/strategies/si0016_it.htm) è una delle sette iniziative faro della strategia Europa 2020, che fissa obiettivi per la crescita nell’Unione europea (UE) da raggiungere entro il 2020. Questa agenda digitale propone di sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) per favorire l’innovazione, la crescita economica e il progresso. L’obiettivo principale dell’Agenda Digitale Europea è sviluppare un mercato unico digitale per condurre l’Europa verso una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. L'Agenda Digitale Italiana (ADI, http://www.agenda-digitale.it/agenda_digitale/) è stata istituita il primo marzo 2012 con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione; il Ministro per la coesione territoriale; il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e il Ministro dell'economia e delle finanze. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge del 18 ottobre 2012, n° 179 "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese" - c.d. provvedimento Crescita 2.0 - in cui sono previste le misure per l'applicazione concreta dell'ADI. I principali interventi sono previsti nei settori: identità digitale, PA digitale/Open data, istruzione digitale, sanità digitale, divario digitale, pagamenti elettronici e giustizia digitale. Per la sua realizzazione, sono stati costituiti sei gruppi di lavoro:  Infrastrutture e Sicurezza.  E-Government e Dati Aperti.  Informatizzazione e Competenze digitali.  Commercio elettronico.  Ricerca e Innovazione.  Smart Cities and Communities.
  • 8. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 8 A livello locale, poi, esistono varie iniziative per la realizzazione di Agende digitali territoriali, sia in ambito regionale, sia a livello di singoli Comuni o di associazioni/Unioni di Comuni, in questi ultimi casi con un coordinamento da parte delle Regioni. (fonti: http://europa.eu/legislation_summaries/information_society/strategies/si0016_it.htm; http://www.agenda-digitale.it/agenda_digitale/; L’Agenda digitale per l’Italia – di F. M. Lazzaro, ed. IPSOA) Smart Cities La Smart city (Città intelligente) è un modello di città in cui le persone usano consapevolmente le tecnologie, soprattutto quelle digitali, per cambiare in meglio le cose, senza voler con questo significare che tale modello consista nella mera digitalizzazione dell’esistente. Il cambiamento riguarda pubblica amministrazione e cittadini insieme, in una sorta di percorso parallelo che il concetto di smart city vuole condividere per cambiare in meglio i modi di gestire la governance, i sistemi istituzionali, l’ambiente, la mobilità. Per la realizzazione di questo modello, sono essenziali tre elementi: tecnologia, partecipazione e innovazione sociale, che possono diventare fattori di sviluppo e di migliore qualità della vita se inserite in una serie di dimensioni:  La dimensione economica e della crescita sostenibile: la capacità del territorio di attrarre talenti e finanziamenti, la volontà di creare un terreno favorevole per il sostegno della giovane impresa, la determinazione nel fare dello spazio urbano un laboratorio vivente di sperimentazione  La dimensione sociale: influenzata dall’avvento di Internet e dei social media, con l’ampliamento delle capacità relazionali da un lato, e l’emergere di “emarginazione digitale” dall’altro, fattori che rendono imprescindibile che informazione e conoscenza diventino un bene condiviso e accessibile.  La dimensione della governance: la capacità di avere una visione sistemica e di comprendere la necessità della ridefinizione della relazione tra amministratore e amministrato, secondo i principi dell’Open Government, con il potenziale di stimolare ed esaltare la partecipazione attraverso la co-progettazione, il co-design, il civic hacking, il crowdsourcing, il participatory sensing.  La dimensione culturale: è la dimensione dell’urban hacking, che modifica lo spazio urbano per adattarlo alle nuove esigenze dei cittadini; dei Living Lab, in grado di trasformare il
  • 9. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 9 territorio e i suoi abitanti in micro aree di sperimentazione consapevole; del contagio creativo che porta modalità nuove di problem solving negli processi decisionali e nei modelli di business.  La dimensione ambientale: è la dimensione della sostenibilità, dell’efficientamento energetico, della mobilità sostenibile con le piste ciclabili e la walkability, dei mercati a kilometro zero, degli orti urbani e della riforestazione, di una diversa gestione del ciclo dei rifiuti e del controllo delle emissioni, in una rinnovata attenzione alla qualità del vivere in città che incide sulle scelte quotidiane, sulla logistica, sugli stili di vita. Queste dimensioni sono completate dalle tecnologie abilitanti, costituite da tre “strati”:  dispositivi e apparati per ricevere, trasmettere e acquisire dati: sensori, attuatori, videocamere, smartphone e apparati mobili di vario genere.  Le infrastrutture di comunicazione, come fibra ottica e sistemi wireless (ad es. Wi-Fi), che consentono di far circolare i dati.  I sistemi di elaborazione e memorizzazione, come il Cloud Computing, che permettono di distribuire le risorse di calcolo in locazioni lontane dagli apparati. (fonti: http://www.smartcityexhibition.it/sites/default/files/pages/sce13_paradigma_02.pdf; http://www.michelecamp.it/archives/3555) Sintesi degli eventi formativi seguiti Ciascuno dei tre giorni del Forum è stato caratterizzato da circa 70 tra convegni e seminari, la maggior parte dei quali inevitabilmente in contemporanea, per cui è stato necessario effettuare una scelta su quali di questi eventi formativi seguire. Durante il convegno inaugurale “Quale PA per quale Paese?”, si è sottolineato il ruolo dell’innovazione come ecosistema in cui soprattutto i giovani possano lavorare, della necessità di avere più manuali, più linee guida e meno norme, perché le norme, le leggi in materia di innovazione, di semplificazione e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione esistono già, occorre stabilire come attuare queste leggi in pratica. Occorre una visione integrata, sistemica di ciò che può produrre l’innovazione del sistema pubblico, evitando iniziative e provvedimenti estemporanei e slegati tra loro. Alcune criticità che rendono di bassa qualità l’azione della Pubblica Amministrazione sono:
  • 10. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 10  la poca tempestività;  un’errata lettura del federalismo che porta spesso le Regioni ad attuare misure in solitario, in modo non sinergico, ad esempio producendo ciascuna un proprio fascicolo sanitario elettronico inutilizzabile nelle altre regioni e quindi parzialmente inutile e inefficiente;  la mancata valorizzazione delle best practices, ossia le buone prassi già stabilite e sperimentate in altre realtà e amministrazioni. Per quanto concerne la cosiddetta PA digitale, è evidente la frammentazione dell’informatizzazione, con la conseguente carenza di interoperabilità e di coordinamento. Un esempio è la presenza di centinaia di applicativi software diversi per la gestione di servizi come ad esempio l’anagrafe. La direzione da intraprendere per ovviare a questo tipo di problemi è la razionalizzazione dei sistemi, utilizzando meno applicazioni ma interoperabili, ad esempio puntando sul riuso, con una gestione locale ma una strategia dettata a livello centrale. Occorre ricercare l’efficienza in tempi rapidi, con il consolidamento delle infrastrutture, come ad esempio i data center. Al contempo occorre ricercare l'efficacia, rendendo più' rapida e incisiva la gestione e operatività della PA, ad esempio con strumenti di gestione e controllo. Occorre inoltre favorire l’avvicinamento dei cittadini alla PA con il passaggio da un approccio multicanale ad un approccio interamente digitale. D’altra parte si è evidenziata la necessità di affrontare tre sfide da parte della PA:  Competitività;  Innovazione;  Trasparenza, utilizzando la razionalizzazione della spesa e l’Agenda digitale come strumenti, considerando che per ogni posto di lavoro nell'Information Technology se ne creano 3 fuori da questo settore, che va visto non come costo ma come risorsa strategica a supporto della crescita ed anche dell’ambito sociale. Altro elemento fondamentale sono i dati della PA, un patrimonio da rendere accessibile, trasformandolo in valore. Le tecnologie non bastano, occorre avere una visione complessiva della società, avendo ben chiaro dove si vuole andare. La tecnologia deve essere introdotta avendo la consapevolezza che è uno strumento e non la finalità. evidenziando i benefici per gli utenti, non con un approccio top- down. Ad esempio in Francia, è stato utilizzato un periodo di 6 mesi per rendere consapevoli i dipendenti pubblici della necessità di un progetto di innovazione tecnologica, facendo leva anche sulla motivazione di essi. Parole chiave da tenere quindi a mente sono il riuso e le best practices, il teamwork tra PA, università, aziende.
  • 11. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 11 Un evento è stato dedicato a confrontarsi sulla “Democrazia continua”, un concetto introdotto diversi anni fa da Stefano Rodotà e che riflette il cambiamento di prospettiva della partecipazione civica alla politica, grazie ai nuovi strumenti messi a disposizione dalla tecnologia che rende il processo partecipativo continuo e non più intermittente come avveniva in passato con il meccanismo della “convocazione” periodica in occasione del voto e in occasioni di rendicontazione dell’operato delle amministrazioni, come ad esempio “i 100 giorni”. Oggi la voce dei cittadini è costantemente sollecitata dalla politica, secondo una continuità spaziale e temporale. Con questo non si intende la partecipazione esclusivamente attraverso l’uso delle reti sociali, nate con un’altra finalità, ma di piattaforme, spesso ancora da scegliere o individuare, che implicano un utilizzo “serio” della rete Internet. A tale proposito si è citato il lavoro, realizzato dal Senato della Repubblica, intitolato “I media civici in ambito parlamentare” (http://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/dossier/file_internets/0 00/000/065/I_media_civici_in_ambito_parlamentare_ed_provv_maggio_2013.pdf), considerato uno strumento di alfabetizzazione molto importante. Per tutti questi motivi è auspicabile, così come è avvenuto in altri Stati, modificare la Costituzione nell’articolo, il n. 21, in modo da rendere l’accesso a Internet un diritto fondamentale, come lo è il diritto all’acqua, cosicché l’esercizio della partecipazione non sia subordinato al vincolo economico e alla censura. Ciò consentirebbe, accanto ad altri istituti partecipativi come i referendum, le petizioni e le azioni legislative dei cittadini, di ridurre la barriera tra democrazia rappresentativa e democrazia partecipativa, quest’ultima rafforzando la prima. Ciò ovviamente non deve generare la confusione e l’equivoco sulla democrazia diretta in forma elettronica, che si distingue dalla democrazia partecipativa e ne è in qualche modo una degenerazione. Un ottimo strumento di democrazia partecipativa è il bilancio partecipativo, il cui esempio più famoso è stato quello di Porto Alegre, e consistente nell'assegnare una quota di bilancio dell’Ente locale alla gestione diretta dei cittadini, che vengono così messi in grado di interagire e dialogare con le scelte delle Amministrazioni. Si è poi parlato di dematerializzazione nella PA e dei principi del Codice dell’Amministrazione Digitale, ossia del progressivo processo di eliminazione della carta e degli aspetti ad esso connessi, un processo che, soprattutto nelle fasi iniziali, ha dei costi, come quelli relativi all’hardware, al software e ad eventuali cambiamenti organizzativi necessari allo scopo. In questo contesto hanno particolare importanza i servizi e le infrastrutture rese alle Pubbliche Amministrazioni sotto forma di cooperazione applicativa (un esempio in Sardegna è il progetto Comunas) e di firma digitale, il contrassegno informatico o timbro digitale, la fatturazione elettronica nei confronti della PA, i poli archivistici regionali che dovrebbero offrire supporto e servizi sulla gestione e soprattutto conservazione documentale in particolare agli enti di piccola dimensione (vd. ad esempio il polo archivistico della regione Emilia-Romagna http://parer.ibc.regione.emilia-romagna.it/). Riguardo alla conservazione digitale dei documenti, si è ricordata l’iniziativa “Stati Generali della Memoria Digitale” (http://www.digeat.it/news/il-13-marzo-durante-il-digeat-di-anorc-la-
  • 12. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 12 fondazione-degli-stati-generali-della-memoria e http://www.anorc.it/documenti/Manifesto%20Memoria%20Digitale_sito.pdf) che ha lo scopo di promuovere il rispetto di alcuni principi fondamentali nel passaggio dal cartaceo al digitale. Altro aspetto trattato in tema di dematerializzazione è stato quello dell’identificazione informatica dei cittadini per l’accesso a vari servizi della PA, attraverso strumenti come la Tessera Sanitaria – Carta Nazionale dei Servizi (TS-CNS) senza la quale è difficile proprio per il cittadino avviare un processo di interazione digitale con la PA. Un elemento di innovazione introdotto negli Stati Uniti e citato durante uno degli interventi è stato quello dell’utilizzo, da parte dei dipendenti della PA, di dispositivi personali (ad es. PC portatili) per eseguire il proprio lavoro, non essendo quindi vincolati al PC da tavolo presente nel proprio ufficio e senza il quale non è possibile fare quasi nulla, se non presenti fisicamente nell’ufficio. Importante, in questo contesto della PA, l’istituto del riuso, ossia la possibilità di riutilizzare a titolo gratuito sistemi ideati e realizzati da altre PP.AA. accedendo ai vari cataloghi nazionali e locali istituiti allo scopo. In tema di nuova programmazione europea 2014-2020, si è sottolineata l’importanza di uno strumento introdotto nel 2012 dal Governo nazionale allo scopo di dare conto “dell'attuazione degli investimenti programmati nel ciclo 2007-2013 da Regioni e amministrazioni centrali dello Stato con le risorse per la coesione. I dati sono pubblicati perché i cittadini possano valutare se i progetti corrispondono ai loro bisogni e se le risorse vengono impegnate in modo efficace”. Si tratta di Open Coesione (http://www.opencoesione.gov.it/) e rappresenta un modello di eccellenza per l’approccio trasparente da seguire nel rendicontare responsabilmente ai cittadini l’utilizzo dei fondi comunitari, secondo la filosofia “Open Data”. Il commissario europeo per la politica regionale, Johannes Hahn, ha sottolineato come finora, al termine del ciclo di programmazione dei fondi 2007-2013, l’Italia abbia speso solo il 40% delle risorse disponibili, e come nel nuovo ciclo 2014-2020 le risorse verranno concentrate su poche priorità, con obiettivi specifici e chiari. La prospettiva fornita dal nuovo ciclo di programmazione fornirà un quadro stabile della durata di 7 anni e nel campo della ricerca e dell’innovazione rivestirà un ruolo fondamentale ORIZZONTE 2020 (http://ec.europa.eu/research/horizon2020/index_en.cfm), il nuovo programma dell'Unione per il finanziamento della ricerca e dell'innovazione appunto. Il rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico ha illustrato la strategia del Governo, riguardo al nuovo ciclo di programmazione, che si concentrerà sulle aree interne come leva dell’integrazione e dando particolare importanza anche al ruolo delle città, attraverso due linee guida principali: innovazione e inclusione sociale. Il convegno “Human Smart Cities” ha affrontato il tema delle Smart Cities ponendo l’accento sulla necessità di mettere al centro delle “città intelligenti” la persona. La città intelligente è un modello di città in cui le nuove infrastrutture e i servizi connessi a Internet forniscono dei radicali miglioramenti dei servizi urbani in termini di efficienza e di sostenibilità, è
  • 13. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 13 un modello di città in cui le persone usano consapevolmente le tecnologie. Presupposto fondamentale per la realizzazione di questo modello è la creatività, attraverso metodi che supportino la progettazione cooperativa di azioni di innovazione tecnica e di innovazione sociale e che deve vedere la collaborazione e la sinergia tra società, imprese, PA, cittadini, in modo da affrontare il problem solving, lo sviluppo di nuovi prodotti, l’elaborazione di nuovi stili di vita. Il rappresentante della Banca Mondiale, Arturo Muente Kunigami, ha esposto come, a fronte di una domanda crescente di servizi da parte dei cittadini, ci sia da parte delle amministrazioni un progressivo adattamento alle tecnologie, sottolineando l’importanza del sorgere degli urban living labs, degli spazi di sperimentazione urbana in cui ricerca e innovazione si coniugano grazie alla partnership pubblico-privato, attraverso processi di co-creazione (hackathon) e sperimentazione di nuove idee e scenari indotti dalle tecnologie calati nella realtà di ogni giorno. Essenziale per la realizzazione delle città intelligenti è la creazione di reti di conoscenze e di persone che mettono in pratica queste conoscenze (vd. a tal proposito il progetto finanziato dalla UE Commons4EU http://commonsforeurope.net/). Nella città inglese di Coventry, l’amministrazione ha dedicato tre giorni interi all’ascolto dei cittadini, chiedendo loro come vorrebbero che fosse la città tra 20 anni, dando un esempio di città partecipata, in cui il cittadino indica la propria visione e l’amministrazione agisce di conseguenza e in modo complementare, in base al principio secondo cui la progettualità è la somma di visione più ascolto. Secondo la visione di Charles Leadbeater, scrittore ed ex-consulente di Tony Blair, la vivibilità dei centri urbani deriva dalla combinazione di due elementi: sistemi ed empatia, ossia la tecnologia adattata alle esigenze delle persone e non viceversa, citando a tal proposito due esempi di città all’avanguardia in tale ambito: Curitiba e San Paolo in Brasile. Pelle Ehn, docente presso la Scuola di Arte e Comunicazione, all’Università di Malmö, in Svezia, impegnato da quattro decenni nel campo della ricerca su progettazione partecipata e design, ha illustrato l’esperienza che si sta svolgendo a Malmö in tema di innovazione, vista non come il “nuovo” ma come qualcosa di “meglio assemblato”, non più guidato dal mercato ma rispondente al sentire comune. Una visione che fa perno, quella svedese, sull’innovazione sociale, sulla produzione “aperta”, sui pubblici emergenti (vd. http://www.smartcityexhibition.it/it/news/design-thinking-lintervista-pelle-ehn). Infine, relativamente al tema Smart City, Alessandro Balducci (professore di Urban Policies al Politecnico di Milano) ha sottolineato l’importanza della “visione” e della necessità di pianificazione: "la pianificazione è l'organizzazione della speranza". Altro convegno importante è stato “Open Government: prospettive e opportunità”, in cui si sono approfondite anche alcune problematiche emerse nel corso del terzo meeting europeo dell’Open Government Partnership (http://www.opengovpartnership.org/), tenutosi a Roma, presso il Dipartimento della funzione pubblica, nel dicembre 2012. Si è illustrato in linea generale il contenuto del piano d’azione per l’Open Government del Governo italiano (http://www.funzionepubblica.gov.it/media/968937/piano%2011%20aprile%20%20opengovpartn
  • 14. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 14 ership%20per%20consultazione.pdf), come la trasparenza e l’integrità della PA, la semplificazione, il coinvolgimento dei cittadini, i dati aperti. In modo particolare, l’esponente del Dipartimento per la Funzione Pubblica ha rimarcato l’importanza del costo della corruzione e la necessità di trasparenza della PA, citando lo strumento a disposizione di PA e cittadini per verificare gli adempimenti legislativi delle stesse pubbliche amministrazioni: la Bussola della Trasparenza. Il Direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale, Agostino Ragosa, ha invece ribadito l’importanza dell’apertura dei dati della Pubblica Amministrazione, aspetto che rientra nel più ampio contesto della trasparenza amministrativa e che è una delle linee di sviluppo delineate dall’UE. Gli Open Data sono infatti considerati da molti Paesi (tra cui Stati Uniti e Gran Bretagna) una delle leve della crescita economica, capaci di generare nuova occupazione e di incrementare la ricchezza di uno Stato. Affinché ciò si realizzi, sono però necessarie nuove competenze e professionalità, per cui è imprescindibile una collaborazione tra PA e Università e iniziative di formazione anche nei confronti degli operatori della PA. A livello nazionale l’iniziativa più importante in tema di dati aperti è il portale http://www.dati.gov.it/ che raccoglie i dati aperti della Pubblica Amministrazione. L’intervento di Veronica Cretu (http://www.innovatv.it/video/2767653/veronica-cretu/open- government-prospettive-e-opportunit), componente moldava della “società civile” all’interno dell’Open Government Partnership, si è incentrato sulle prospettive dell’Open Government così come delineate dall’OGP e su come la Moldavia si sta muovendo in questo ambito, spiegando in particolare il processo partecipativo per la costruzione dell’Action Plan moldavo per l’Open Government. Salvatore Marras del Formez PA ha fatto il punto sullo stato degli Open Data in Italia, rimarcando la necessità, da parte della PA, di coniugare le iniziative di e-Government con quelle di Open Government (http://www.innovatv.it/video/2767654/salvatore-marras/open-government- prospettive-e-opportunit), in quanto le prime si sono incentrate finora sui processi interni alla PA e quindi sull’efficienza, mentre le seconde sono incentrate più sull’efficacia e sulle persone e richiedono meno risorse finanziarie rispetto alle prime, ma più coinvolgimento delle persone e più riuso. Importante è fare poi, da parte della PA, formazione sui temi della trasparenza, sia all’interno della PA stessa, sia verso l’esterno (http://trasparenza.formez.it/). In tema di Open Data, è stato evidenziato come in Italia l’80% dei dati sono pubblicati dal 20% delle amministrazioni. Il panel dedicato alle associazioni ha visto numerosi interventi, ciascuno di breve durata, di:  Fondazione Mondo Digitale (http://www.mondodigitale.org/), che ha illustrato in particolare il progetto Meet No Neet (http://www.mondodigitale.org/cosa-facciamo/ict- educazione-scolastica-secolo-XXI/meet-no-neet), dedicato alla formazione dei giovani “Neet” (Not in Education, Employment or Training), ossia di quelli che non studiano, non lavorano e non sono coinvolti in percorsi di formazione/aggiornamento.  Stati Generali dell’Innovazione (http://www.statigeneralinnovazione.it/), con la presentazione di Flavia Marzano (http://www.statigeneralinnovazione.it/online/wp-
  • 15. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 15 content/uploads/2013/06/OGP_FMarzano.pdf) incentrata sul concetto di “fare squadra” e sulle proposte di sperimentazione strutturata di partecipazione attiva per il coinvolgimento della società civile e di creazione di una piattaforma on-line di “crowdsourcing legislativo” finalizzata alla proposta di leggi “dal basso”.  OpenPolis (http://www.openpolis.it/) che con Ettore di Cesare ha illustrato le iniziative dell’associazione, incentrate sull’azione di monitoraggio dell’Action Plan per l’Open Government, sui metodi di consultazione dei cittadini, sul rafforzamento della partecipazione e della collaborazione nei territori.  Cittadinanzattiva (http://www.cittadinanzattiva.it/) con l’intervento di Vittorio Ferla, ha rimarcato alcune esigenze da perseguire sul tema della partecipazione: produzione di informazione civica, valutazione civica (dei servizi, dell’amministrazione, dei dirigenti pubblici), raccolta di segnalazioni dei cittadini, alfabetizzazione dei cittadini.  FBK (http://www.fbk.eu/) tramite Maurizio Napolitano ha incentrato l’attenzione sull’importanza di creare smart communities a partire dagli Open Data, sull’educazione digitale, sul riuso e sull’Open Source.  ActionAid (http://adozioneadistanza.actionaid.it/) con l’intervento di Beatrice Costa ha sottolineato l’importanza del ruolo delle ONG nelle azioni di Open Government (progetto OpenRicostruzione http://www.actionaid.it/cosa-facciamo/accountability/open- ricostruzione) e delle iniziative di empowerment dei cittadini.  Diritto Di Sapere (http://www.dirittodisapere.it/) tramite Guido Romeo ha puntato il proprio intervento sulla necessità di un accesso libero alle informazioni della PA, in particolare attraverso la creazione di un Freedom of Information Act (FOIA http://www.foia.it/) italiano.  Agorà Digitale (http://www.agoradigitale.org/) con l’intervento di Marco Ciaffone ha sottolineato il concetto di trasparenza come partecipazione (http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/22065091#)  IWA Italy (http://www.iwa.it/) tramite Luca Corsato ha richiamato l’attenzione sull’importanza delle competenze informatiche, sull’importanza di regolamentare gli Open Data e su iniziative di collaborazione partecipativa come WikiPA e InnovatoriPA.  Transparency International Italia (http://www.transparency.it/) con Davide del Monte ha sottolineato l’importanza dell’anticorruzione e dell’etica, soprattutto nella PA.  Urban Experience (http://www.urbanexperience.it/) tramite Carlo Infante ha voluto mettere l’accento su alcuni concetti: l’importanza dell’ innovazione che non sta nella tecnologia, ma nel suo utilizzo, nel suo valore d’uso; l’Open Government come condizione che abiliti lo sviluppo attraverso modalità diverse dal passato e creative, ad esempio attraverso l’uso dei dati; il Cloud computing su cui la PA deve investire in modo intelligente; la creazione di condizioni abilitanti per la partecipazione e collaborazione dei cittadini; la cultura dell’innovazione come modo di reinventare l’uso delle tecnologie in termini culturali.
  • 16. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 16  Wikitalia (http://www.wikitalia.it/) con Stefano Epifani (http://forges.forumpa.it/assets/Speeches/8636/di_15_epifani_stefano.pptx) ha mosso alcune critiche all’approccio nazionale relativamente all’Open Government, caratterizzato da uno scarso coinvolgimento delle associazioni, delineando delle misure prioritarie da adottare sia nel metodo (modalità di coinvolgimento della società civile, piattaforme da utilizzare, e così via), sia nel merito, stabilendo ad esempio obiettivi misurabili per i servizi erogati dalla PA. Il convegno “PA Digitale: do more with less” ha affrontato il tema dei costi dell’innovazione nella Pubblica Amministrazione e dei risparmi che la digitalizzazione può portare se attuata nel modo opportuno. Uno degli strumenti di innovazione è l’e-procurement pubblico, ossia il meccanismo di approvvigionamento dai fornitori tramite procedure interamente telematiche. A questo proposito è fondamentale il ruolo di coordinamento svolto da Consip (http://www.consip.it/on- line/Home.html) che gestisce il Programma per la razionalizzazione degli acquisti nella P.A. (https://www.acquistinretepa.it/), il quale permette, se ben applicato dalle pubbliche amministrazioni, un risparmio nei costi di approvvigionamento di beni e servizi. Dal punto di vista del mondo dell’impresa, è emersa la necessità di avere una visione condivisa, tra PA e imprese, dell’Agenda Digitale e si è sottolineato come da parte della politica ci sia una scarsa sensibilità e attenzione verso questa tematica, che invece può essere uno degli elementi risolutivi dell’emergenza attuale. I fattori chiave delineati per lo sviluppo della digitalizzazione sono: infrastrutture (data center); condivisione dei dati; processi organizzativi e qualità dei servizi offerti. Da più parti del mondo aziendale si è messa in evidenza l’importanza dei dati, tra qui quelli georeferenziati, e di come trasformarli in informazioni utili; dei territori come centri di innovazione; avere una “vision”, con obiettivi chiari su cosa fare, come e con quali tempistiche, con la consapevolezza che ciò che farà la differenza non saranno solo le infrastrutture, ma soprattutto i servizi resi, per i quali è necessaria non soltanto una collaborazione pubblico-privato, ma delle vere e proprie partnership. L’esperienza della Regione Piemonte in tema di innovazione ha seguito invece alcune direttrici, tra cui: l’individuazione delle piattaforme tecnologiche; l’applicazione del paradigma “open by default”; l’implementazione di sistemi di cloud computing per lo sviluppo delle imprese. Si è agito, in attesa dell’Agenda Digitale nazionale, sfruttando e creando norme locali, come quelle sull’Open Source, sugli Open Data e sul Wi-Fi libero. Si è ulteriormente sottolineata da più parti la necessità di distinguere le spese correnti dagli investimenti, cioè quelli che possono portare sviluppo. Siim Sikkut, consigliere ICT del Primo Ministro estone, ha illustrato il progetto e-Estonia (http://e- estonia.com/) che sta rendendo il Paese ex-sovietico uno degli esempi più avanzati di digitalizzazione di uno Stato. In Estonia oltre il 90% della popolazione compila la propria dichiarazione dei redditi on-line, le elezioni politiche si svolgono su Internet, le ricette mediche
  • 17. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 17 sono on-line e si può creare un’impresa in pochi minuti e senza bisogno del notaio. L’utilizzo della carta è stato abbattuto a favore dell’utilizzo di dispositivi mobili (smartphone, tablet), si usa la carta d’identità elettronica. Il processo che ha portato a questi risultati è stato di tipo bottom-up, con una reingegnerizzazione dei precedenti processi svolta a partire dall’ascolto delle esigenze dei cittadini. Tutto questo ha comportato dei costi soprattutto nelle fasi iniziali, che nel lungo termine ha tuttavia prodotto dei risparmi e dei benefici considerevoli. Il Direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale (http://www.digitpa.gov.it/), ribadendo il fatto che le norme per la digitalizzazione esistono già (vd. Decreto Crescita 2.0 http://www.digitpa.gov.it/sites/default/files/DL_181012_179.pdf) e che si tratta piuttosto di avere un piano di attuazione di queste norme, ha delineato le linee guida strategiche che verranno seguite a livello nazionale e le azioni che saranno realizzate anche nel breve-medio periodo: creazione di sviluppo e di nuovi servizi; qualificazione della spesa della PA; meccanismi per favorire l’innovazione. L’economia del digitale si svilupperà attorno agli Open Data e il programma di finanziamenti UE Horizon 2020 dovrà essere sfruttato al massimo. Entro due anni tutte le anagrafiche dei Comuni verranno centralizzate e i Comuni per accedervi dovranno essere connessi al Sistema Pubblico di Connettività (SPC). Entro il 2013 sarà a disposizione delle PP.AA. la piattaforma nazionale per i pagamenti elettronici. A breve saranno pubblicate le linee guida per gli Open Data e verrà realizzato un Piano nazionale di formazione digitale, attraverso accordi tra Università e strutture pubbliche, così come sta per essere pubblicato il primo documento ufficiale sulle “Comunità intelligenti”. Il convegno di chiusura “The future of the government. Quale amministrazione per l’Italia del 2020?” ha riassunto in buona parte molti dei concetti e degli argomenti trattati durante i precedenti eventi. Di particolare interesse la mappa mentale del Forum PA 2013 (https://imindmap.thinkbuzan.com/v1/#515d3542b356edc31e000009), che dà una visione d’insieme delle problematiche e delle parole chiave emerse durante tutta la manifestazione. Uno degli elementi che si può estrapolare dai vari interventi succedutisi, è la necessità di una PA che ragioni in logica di rete, orizzontale; allo stesso modo è evidente la voglia di imparare da parte di tanti che operano nella e per la PA. La partecipazione civica deve essere vista come fattore di creazione di valore pubblico, con la tecnologia che è strumento abilitante e non obiettivo dei processi di innovazione. I principi che si possono ricavare dall’insieme dei vari eventi formativi sono: la mancanza di un progetto condiviso tra Governo, PA, società civile, imprese; la necessità di avere più standard e meno norme; l’ascolto di chi parla e fa proposte, presenta istanze (cittadini, imprese); trasparenza per ricostruire la fiducia. Si è parlato di innovazione organizzativa, ossia di management pubblico e della necessità di innovazione radicale talvolta anche nella PA. Per quanto riguarda l’innovazione tecnologica nella PA (http://forges.forumpa.it/assets/Speeches/8206/ca_06_luca_attias.pdf), la digitalizzazione è spesso ostacolata dalla cultura della raccomandazione, dalla corruzione, dall’inefficienza.
  • 18. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 18 L’ostacolo principale è tuttavia di tipo culturale, infatti le scelte relative all’innovazione tecnologica sono strategiche e spettano all’organo politico che spesso non ha la giusta consapevolezza in merito. Occorre quindi colmare e superare il divario culturale della classe dirigente e creare la domanda da parte dei cittadini, favorendo nel contempo la digitalizzazione e la “cultura digitale”, attraverso alcune azioni: Smart Cities, facendo capire l’impatto della tecnologia sulla vita quotidiana; mobilitazione di chi usa la tecnologia; coinvolgimento dei cittadini che usano i servizi digitali della PA, in modo che contribuiscano ad istruire le fasce a rischio di esclusione, valorizzando il più possibile le best practices, secondo il principio "Fate ciò che potete, con ciò che avete, dove siete." di Theodore Roosevelt. Dal punto di vista dell’innovazione istituzionale, il prof. Stefano Zamagni dell’Università di Bologna ha fatto una preliminare classificazione delle tipologie di innovazione: di processo, di prodotto, di rottura. Nella PA sinora ci si è concentrati sulle prime due, connesse all’innovazione organizzativa e tecnologica, mentre la terza, fortemente legata all’innovazione istituzionale, è stata trascurata. Per favorire i processi inclusivi da parte della PA sono necessari vari modi di coinvolgimento: libero mercato, government, governance, avendo ben chiara la distinzione tra government, basata su un tipo di amministrazione centralistica e gerarchicamente verticale, e governance, basata sulla sussidiarietà, secondo principi di amministrazione orizzontale. Per attuare ciò è necessario governare con la rete, intendendo con ciò la capacità di “fare rete” con i diversi attori coinvolti nei meccanismi decisionali e partecipativi, e occorre inoltre avere una visione di sistema per capire dove si vuole andare. Essenziale è poi la costruzione di relazioni di carattere cooperativo che devono avere come presupposto la credibilità e la fiducia, cercando di avere un progetto comune e visioni condivise tra Governo, PP.AA. locali, cittadini, imprese. Possibili scenari per la nostra realtà territoriale Dall’insieme dei vari interventi ascoltati durante gli eventi formativi e dal confronto con esponenti di altre realtà, si può ricavare una lista di parole e concetti chiave che forniscono una sintesi abbastanza completa di tutti gli argomenti trattati:  Innovazione  Digitalizzazione  Visione strategica, integrata, sistemica  Best practices
  • 19. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 19  Interoperabilità  Riuso  Dati  Trasparenza  Partecipazione  Collaborazione  Rete  Territorio  Internet  Servizi  Cloud computing  Intelligenza/smartness  Sperimentazione  Creatività  Pianificazione  Apertura  Semplificazione  Progettualità  Crowdsourcing  Wiki  Qualità  Alfabetizzazione  Accessibilità  Cultura  Competenza  Sussidiarietà  Governance
  • 20. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 20 A partire da quanto esposto e da questi concetti è possibile cercare di delineare ciò che anche nel nostro territorio è applicabile in modo realistico. Occorre premettere che è necessario, per poter portare avanti determinati progetti secondo una logica coerente e sostenibile nel tempo, avere un coordinamento e un piano strategico sull’innovazione dettato a livello regionale, oltre che nazionale, che indichi chiaramente le direttrici, i programmi e le opportunità di finanziamento dei progetti. E’ altrettanto importante avere chiaro il contesto territoriale relativamente al riordino e al ruolo futuro dei vari Enti locali, in particolare le Province e le Unioni dei Comuni, per poter programmare in modo serio azioni anche nel medio-lungo periodo. Senza questi elementi, molte iniziative portate avanti in solitario dalle Amministrazioni potrebbero essere esposte al rischio di rivelarsi inefficaci e di non avere continuità nel tempo. Detto ciò, è opportuno rimarcare che alcuni approcci e azioni tra quelli discussi in precedenza, sono già previsti nelle linee programmatiche di questa Amministrazione. Tuttavia, può essere utile sistematizzare e rendere ancora più organica la loro progettazione e realizzazione, cercando di coinvolgere altre realtà del territorio, associazioni e istituzioni di pari e di più alto livello, in un processo di condivisione delle strategie, degli obiettivi e del processo che porta dalla pianificazione alla realizzazione. E’ infatti impensabile sviluppare ad esempio progetti Open Data in modo totalmente indipendente dalle altre Amministrazioni vicine, in quanto questi progetti perderebbero tutto il potenziale di sviluppo che invece possono avere se condotti in modo integrato e sinergico, secondo una logica che esalti e sfrutti gli elementi di contatto e di affinità, in particolare geografica, culturale, sociale ed economica, che caratterizzano le realtà del nostro territorio. Lo stesso discorso vale per quanto riguarda grandi progetti di digitalizzazione della macchina organizzativa comunale o di pianificazione in ottica “smart city” che in quest’ultimo caso potrebbero presupporre una certa dimensione, anche a livello di popolazione, per essere fattibili poi nella loro realizzazione ed avere anche la forza di reperire i necessari finanziamenti, garantendo la sostenibilità economica dei progetti nel tempo. Ma è soprattutto indispensabile, come Amministratori, avere una visione strategica, fatta di “pensieri lunghi”. Ed a questo possono essere di grande aiuto le iniziative di formazione, un costante aggiornamento su ciò che avviene nei vari ambiti, il confronto con altre realtà e la condivisione e replicazione delle migliori pratiche adottate in altri contesti. Premesso tutto questo, è peraltro possibile realizzare concretamente e da subito delle azioni, tra cui alcune a costo zero. Di seguito solo alcuni esempi:  Riconoscere l’accesso a Internet come un diritto di cittadinanza, quale presupposto di inclusione, di non discriminazione economica e di diritto all’informazione, alla libertà e all’espressione del pensiero.  Sfruttare i progetti e le iniziative, regionali e nazionali, di riuso dei sistemi e di cooperazione applicativa che possono favorire una riduzione dei costi nella realizzazione di servizi digitali della macchina amministrativa comunale. Un esempio di servizio di cooperazione applicativa è quello offerto dal progetto della Regione Sardegna Comunas
  • 21. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 21 (http://www.comunas.it/), a cui il Comune di Samassi già aderisce e che è auspicabile sfrutti appieno anche in futuro. Esempi di servizi destinati al riuso dei sistemi sono i cataloghi (nazionali, regionali) di programmi applicativi sviluppati da altre Amministrazioni e riutilizzabili liberamente.  Stabilire, dal confronto con i cittadini e dall’analisi dei loro bisogni, un capillare piano di alfabetizzazione digitale, che non si limiti ad insegnare l’uso del computer ma aiuti a capire come produrre informazione e conoscenza attraverso un uso consapevole della tecnologia.  Stimolare la partecipazione dei cittadini, scegliendo anche quelle piattaforme partecipative che possono servire a stabilire e rafforzare il legame di fiducia e di collaborazione tra Amministrazione e cittadini stessi. Al di là dell’utilizzo dei social network, la cui finalità può essere complementare ma non sufficiente allo scopo, alcuni esempi possono essere le piattaforme di crowdsourcing, i Wiki e quelle che consentono la segnalazione di situazioni di degrado riguardo il decoro urbano, sulle situazioni di dissesto delle strade, e così via, rendendo così sistematico il processo partecipativo e collaborativo di cui tutta la Comunità, Amministrazione e cittadini, possano beneficiare, sviluppando quella che viene detta “intelligenza collettiva”.  Stante quanto detto in precedenza sulla necessità di agire possibilmente in logica di rete, organizzarsi per l’apertura dei dati, definendo ruoli e processi operativi, sensibilizzando e coinvolgendo i vari portatori di interesse – amministratori, dipendenti della PA, cittadini, associazioni, professionisti, imprese – per individuare quali dei dati in possesso della PA è prioritariamente opportuno liberare, ponendo così le basi per la realizzazione di progetti “Open Data”.  Valutare la possibilità di pianificare e sviluppare, come Comune o come associazione/Unione dei Comuni, progetti di tipo “Smart City”, considerando anche l’evoluzione dei relativi modelli di realizzazione delineati dall’Osservatorio Nazionale Smart City dell’ANCI (http://osservatoriosmartcity.it/), una piattaforma per la produzione e condivisione di conoscenza e uno strumento per individuare e mettere in rete le migliori pratiche ed esperienze, le soluzioni tecnologiche e gli strumenti di programmazione, utile ad indirizzare le amministrazioni verso le scelte più adatte alla loro particolare realtà territoriale. Proprio sul sito di questa piattaforma, alla voce - Definizione di una visione condivisa della città futura – si dice: In primo luogo, bisogna formulare e formalizzare una visione della propria città nei prossimi 15, 20 anni: quali immaginiamo essere gli ambiti produttivi che fungeranno da traino per l’economia locale? Su quali policy e quali servizi si baseranno i modelli di convivenza sociale della nostra comunità? Quali saranno le infrastrutture materiali e immateriali in grado di generare valore in quel dato contesto? Rispondere a queste (e altre, fondamentali) domande potrebbe apparire scontato per chiunque abbia a cuore il destino della città e di chi ci vive. Purtroppo però, troppo spesso, amministratori e dirigenti locali sono schiacciati dalle contingenze, debbono quotidianamente rispondere alle pressioni dei cittadini, amplificate dai media locali; sono costantemente impegnati nella mediazione di interessi che esigono riscontri immediati alle loro richieste; impiegano gran parte delle proprie energie nell’individuazione e ripartizione delle (poche) residue risorse economiche disponibili. Le città intelligenti hanno bisogno di classi dirigenti coraggiose e
  • 22. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 22 consapevoli, in grado di orientare le scelte in funzione di una visione di periodo lungo, che sappia restituire alla città una propria identità e un proprio percorso di sviluppo. Per fare questo non bastano buon senso e buona volontà, ma occorre anche padroneggiare le tecniche che consentono di formulare una descrizione plausibile e spesso semplificata di come il futuro può svilupparsi, basata su un insieme coerente e intrinsecamente affidabile di previsioni riguardanti forze determinanti e relazioni chiave. In una parola: bisogna saper costruire scenari.  Per i programmi e i progetti che necessitano di risorse economiche di un certo rilievo: adottare strategie di ricerca di finanziamenti con approccio progettuale, attraverso le dovute competenze in ambito di progettazione europea e non solo, anche sviluppando partnership pubblico-privato; seguendo criteri di razionalizzazione della spesa pubblica per le dotazioni informatiche, ad esempio attraverso l’adozione ponderata di sistemi di tipo FLOSS (Free/Libre and Open Source Software) che consentono un risparmio nel breve- medio periodo. Conclusioni La partecipazione a iniziative di formazione, siano esse fiere, seminari, congressi, è sempre un’occasione di apprendimento e arricchimento che ha maggior valore se condivisa, rendendola un “bene” collettivo. Si spera che, con questo “resoconto”, si sia fatto qualcosa in più di un resoconto appunto, stimolando la curiosità ad approfondire ulteriormente le tematiche qui appena accennate e ad ampliare il proprio bagaglio di termini e concetti che sentiremo e ci troveremo davanti sempre più spesso in futuro e che dovremo essere in grado di padroneggiare e declinare, trasformandoli in interventi concreti, anche nelle nostre realtà. Approfondimenti Una serie di possibili letture utili e di link Web per approfondire gli argomenti trattati:  Il nuovo Codice dell'amministrazione digitale (autori: Macrì Indra, Macrì Ubalda, Pontevolpe Gianfranco; ed. IPSOA)  Metti in agenda il futuro del Paese (a cura dell’associazione statigeneralinnovazione.it; ed. Garamond)
  • 23. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 23  L'Agenda digitale per l'Italia (autore: F. M. Lazzaro; ed. IPSOA)  La cittadinanza digitale. Nuove opportunità tra diritti e doveri (autore: Gianluigi Cogo; Edizioni della Sera)  Come si fa Open Data? Istruzioni per l’uso per Enti e Amministrazioni Pubbliche (a cura dell’Associazione Italiana per l’Open Government; Maggioli Editore)  Lo stato trasparente. Linked open data e cittadinanza attiva (autore: Francesca Di Donato; Edizioni ETS)  Smart Cities. Gestire la complessità urbana nell'era di internet (autore: Michele Vianello; Maggioli Editore)  Forum PA 2013 http://iniziative.forumpa.it/expo13  Agenzia per l’Italia Digitale http://www.digitpa.gov.it/  Agenda Digitale Europea http://ec.europa.eu/digital-agenda/  Agenda Digitale Italiana http://www.agenda-digitale.it/agenda_digitale/  Agenda Digitale Regione Umbria http://www.agendadigitale.regione.umbria.it/  Agenda Digitale Regione Toscana http://www.regione.toscana.it/agendadigitale  Agenda Digitale Regione Lombardia www.agendadigitale.regione.lombardia.it/  Agenda Digitale Regione Emilia-Romagna http://www.regionedigitale.net  Dizionario di democrazia partecipativa http://centrostudi.crumbria.it/pubblicazione/dizionario-di-democrazia-partecipativa  Stati Generali dell’Innovazione http://www.statigeneralinnovazione.it/  Carta d’Intenti per l’Innovazione http://www.statigeneralinnovazione.it/wiki/index.php?title=Carta_d%27Intenti_per_l%27I nnovazione  Wikitalia http://www.wikitalia.it/  OGP - Open Government Partnership http://www.opengovpartnership.org/  Vademecum Open Data http://www.funzionepubblica.gov.it/media/982175/vademecumopendata.pdf  I dati aperti della PA http://www.dati.gov.it/  Open Data Regione Lombardia - Linee Guida per gli Enti Locali http://www.agendadigitale.regione.lombardia.it/shared/ccurl/400/347/OpenData-LG- EEELL.pdf
  • 24. Il Comune di Samassi al Forum PA 2013 24  Comunas http://www.comunas.it/  Riuso di programmi applicativi http://www.digitpa.gov.it/riuso-del-software  Riuso – catalogo della Regione Piemonte http://www.riuso-pa.piemonte.it/cms/  Il paradigma Smart City http://www.smartcityexhibition.it/sites/default/files/pages/sce13_paradigma_02.pdf  Smart Innovation http://smartinnovation.forumpa.it/  ICity Lab - Verso le città intelligenti http://www.icitylab.it/  BES – Benessere Equo e Sostenibile http://www.misuredelbenessere.it/