• Share
  • Email
  • Embed
  • Like
  • Save
  • Private Content
Rilevazione bisogni domande 2007
 

Rilevazione bisogni domande 2007

on

  • 1,186 views

 

Statistics

Views

Total Views
1,186
Views on SlideShare
741
Embed Views
445

Actions

Likes
0
Downloads
3
Comments
0

3 Embeds 445

http://icaredellalucia.jimdo.com 428
http://www32.jimdo.com 15
http://www.slideshare.net 2

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Microsoft PowerPoint

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment
  • Presentazione personale
  • Propongo una serie di immagini
  • Dove portano questi ponti?
  • Qualcuno li attraversa da solo
  • Qualcuno si attrezza, trova amici, tenta di procedere
  • La metafora del ponte. Tante volte in questi anni parlando con colleghi, con operatori e con esperti è emersa questa parola. Il ponte. Cerchiamo di dare significato e concretezza a questo termine. Il 25 maggio 2005 a Longarone si sono incontrati più di 80 operatori della scuola, vari membri dell’AIPD con il Prof. Baccichetti, Il tema era “ La disabilità intellettiva nel 2000 - Dal progetto di vita all’inserimento lavorativo” Dopo aver esaminato chi è il disabile ci si siamo dovuti fermare di fronte alla domanda: ” Chi e cosa c’è dopo la scuola?” Sono passati due anni e finalmente il CTI di Feltre, appena sorto, accoglie questa domanda e come primo atto decide di mettere luce su questa dimensione difficile e scomoda attraverso la formulazione di alcuni punti condivisi, per l’avvio di un protocollo e di strumenti utili ad affrontare il tema. Attraverso delle domande a cui cercheremo nel progetto, con l’aiuto delle vostre idee e osservazioni, di dare una risposta.
  • Lasciamo queste domande e passiamo ad alcuni dati.
  • Sono dati parziali, usati al solo scopo di indirizzare l’attenzione. Mancano dati statistici, completi di tutte le scuole e comparabili alla realtà degli studenti non certificati. Certo è che nella raccolta informale si sa che solo una piccola parte di studenti usciti dall’istituto non lavora, anche se pur con contratti stagionali e a tempo determinato.
  • Il timore, e l’orgoglio di chi è a casa. Un esempio di richiesta d’aiuto attraverso le e-mail.
  • Enti, ministero dell’istruzione (finanzia docenti di sostegno), famiglie, persone, tempi, riunioni, documenti, …
  • [Pensiero 1. ] Qui sorgono altre domande. [riquadro] Il Progetto di vita: organizzato, formulato, o semplicemente quello che ciascuno (o i familiari) sente, immagina per sè. Pensiamo che i ragazzi restano nella scuola per 8/16 anni, quelli fra i più significativi per la formazione della persona. Come può non esserci, anche per i più deboli, l’idea di una sponda verso dove lanciare il ponte? Proviamo a dare qualche elemento per chiarire. Partendo da quel che è possibile mettere in campo.
  • Uno sguardo a ciò che ora si fa per avviare progetti formativi : com’è la situazione ora nella scuola? Dati parziali , raccolti in modo informale parlando con le referenti degli Istituti: Catullo, Della Lucia, Brustolon, Renier e Dolomieu. (La rilevazione dei dati completi sarà un campo di indagine del progetto.) Esiti della pratica degli ultimi anni.
  • Note per me CARTA DEL SERVIZIO SERVIZIO INTEGRAZIONE LAVORATIVA  Sede di Treviso Via Castellana, 2 31100 TREVISO               0422 323751        Fax 0422-323775 e-mail segsiltv@ulss.tv.it Sede di Oderzo Via Manin 31046 ODERZO               0422-715656        0422-715637 e-mail segsilod@ulss.tv.it 1 LA FINALITA' Il Servizio Integrazione Lavorativa (SIL) ha lo scopo di promuovere e sostenere l’integrazione lavorativa delle persone svantaggiate, realizzando interventi di orientamento, di formazione e di mediazione per favorire il positivo incontro tra la persona ed il contesto lavorativo. Il SIL persegue i seguenti obiettivi: a) consentire alle persone svantaggiate di ottenere, mediante un ruolo lavorativo, quell’identità sociale che costituisce un’autentica riabilitazione; b) migliorare la qualità della vita delle persone più deboli favorendo la loro capacità di diventare esse stesse protagoniste del proprio progetto; c) mantenere il più a lungo possibile i soggetti nell’ambiente sociale evitando o ritardando l’inserimento in strutture occupazionali socio-sanitarie; d) promuovere sinergie atte a concretizzare l’integrazione lavorativa e sociale delle persone svantaggiate nel loro contesto di vita. Per il perseguimento di tali obiettivi prevede lo sviluppo delle seguenti strategie: - la definizione di risposte adeguate ai diversi bisogni espressi dai cittadini svantaggiati mediante l’elaborazione e la realizzazione di progetti individualizzati e mirati di integrazione lavorativa; - la promozione di un sistema d’interventi fondato sul raccordo tra le diverse componenti istituzionali, socio sanitarie ed economiche del territorio e sul ruolo attivo da parte di tutti gli attori coinvolti; - la verifica dei risultati in termini di efficacia, efficienza e qualità.
  • Questo aspetto sottolinea la mancanza di procedure e di attenzione ai progetti lavorativi entro la scuola. Accade sia con persone all’interno della scuola (docenti) che con qualche fortunato incontro di professionalità extrascolastiche. In qualche caso, per anni, ad esempio, ai docenti non è riconosciuto nessun compito e nessun incentivo. Nessuna forma di previsione di attività che escano dal normale orario didattico, come invece tali progetti impongono.
  • I referenti per l’alternanza degli istituti coinvolti, come già detto, in modo informale in prima battuta, hanno evidenziato quindi
  • Perché il progetto  per u no sguardo d’insieme Costituzione Artt. 34, 38, Artt. 38) - Gli inabili e i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. Il progetto vuole rispondere alle domande poste, tentando oggi una prima azione di riflessione, presa in carico del problema e raccolta di dati e ipotesi di lavoro.
  • L’obiettivo è dunque concretizzare il ponte
  • Chi con più possibilità competitiva, in maratona, in gara Chi in bicicletta, a piedi, chi in carrozzina
  • Chiudo con un video, breve, 3 o 4 minuti con la voce di una protagonista. Questo filmato si presta a molte letture, noi vogliamo porre in evidenza la semplicità con cui questa ragazza giapponese cieca descrive il suo desiderio di essere a sua volta ponte, nell’accezione di ponte tra le persone, quindi tra le diversità, ogni tipo di diversità, anche del punto da cui si guardano le cose. La sua intervista fa riflettere sulla possibilità/impossibilità di farsi ponte , ciascuno con le proprie sensibilità, capacità, conoscenze e risorse.

Rilevazione bisogni domande 2007 Rilevazione bisogni domande 2007 Presentation Transcript

  • Uno sguardo oltre la scuola alternanza scuola-lavoro e progetto di vita USP Belluno - CTI di Feltre 23 maggio 2007 Aula Magna I.P.C. “Catullo” di Belluno _________________________________________________ _________________________________________________
  • ?
  • ?
  • !
  • E’ la scuola il ponte ? Verso dove? Cosa c’è di là? Può la scuola “essere” il ponte?
  • O piuttosto deve essere parte della struttura?
  • Alcuni dati Ipssar D.Dolomieu * Interna, con il SIL e presso l’Enaip 1  1  2  <--2  N° Allievi con contratto di lavoro 5 4 4 7 5 2 1 N° Allievi Con progetto di alternanza* 15 15 14 14 13 9 8 N° Allievi Diversamente abili 2006/07 2005/06 2004/05 2003/04 2002/03 2001/02 2000/01
    • @ di XX uscita dalla scuola 3 anni fa va bene se lo vedi ----- ricambia comunque spero per te ke questi due giorni ke vai via di trovare bel tempo comunque grazie ma le dica a ----- ke il lavoro lo troverò, ke non si preocupi va bene ci sentiremo un altra volta buona vacanze ciao Antonella a presto e stammi bene ciao Da xx
  • Come mai 6 su 27 ?
    • A che cosa sono servite le energie, le risorse messe in campo per la persona, in tanti anni, dalla scuola?
    E se moltiplicassimo questi dati per il numero di scuole?
  • L’allievo diversamente abile, verso quale destinazione procede? Se non si conosce questo si lavora nell’immediato, nell’emergenza, senza progettazione. Manca la prospettiva di un futuro possibile. Perché troppe volte si interrompe il progetto di vita?
  • Come opera la scuola ora
    • allievi che non presentano grandi discostamenti dalla media degli studenti ( i “casi lievi” con programma di studio ministeriale )
    • in genere dalla classe 3^, seguono il progetto di alternanza scuola lavoro promosso dalla scuola con l’ Ufficio scolastico regionale per il Veneto, ove esso è presente, con moduli teorici e stages in azienda.
  • *Servizio di integrazione lavorativa dell’ULSS
    • B) Per gli allievi con situazioni più compromesse ( con programmazione differenziata )
    • la scuola chiede la collaborazione del SIL *. In questo caso viene definito un Progetto Formativo e si stipula una convenzione fra soggetto promotore (scuola), azienda sanitaria (mediatore), e azienda lavorativa (soggetto ospitante).
    • Il progetto comporta la frequenza di alcuni giorni a scuola e altri in azienda. _______________________________________
    • C) a volte sono avviate forme di alternanza sulla base della disponibilità di persone, di volontari che, spontaneamente, per sensibilità , si attivano e rendono possibile l’esperienza.
  • Rilevazioni sentite dalla scuola come limiti alla propria azione e riferite come espressione di un bisogno. _______________________
    • la multiformità delle iniziative: ciascun istituto opera con modalità proprie e secondo prassi dettate dalla pratica;
    • la mancanza di riferimenti stabili a livello organizzativo (procedure che non tutte le scuole hanno strutturato) e nelle strutture (si ha la percezione che i SIL collaborino con la scuola con modalità diverse all’interno,ad esempio, dell’Ulss n1 e n2);
    • I progetti con il SIL in alcuni casi non consentono uno scambio reticolare di informazioni. Talvolta il servizio si configura come un’agenzia di consulenza che, gestita l’esperienza in autonomia, ne rendiconta gli esiti. I docenti e le famiglie in questi casi prendono atto della situazione senza poter intervenire.
  • Perchè il progetto
    • La scuola per mandato deve contribuire alla formazione dell’uomo e del cittadino
    • ed è parte di una complessa rete sociale chiamata costituzionalmente ad interagire .
  • Il ponte si costruisce
    • Immaginando quali sponde deve collegare (assunzione di impegno)
    • Progettando insieme (condivisione)
    • Ipotizzando soluzioni (idee)
    • Trovando gli strumenti (risorse)
    • Individuando gli elementi che lo compongono (attori)
    • Definendone la struttra (procedure)
  • per far sì che chi passa
    • non cammini a tentoni
    • a caso
    • a rischio
    • con aiuti estemporanei
  • ma
    • senta che sta procedendo verso una meta possibile
    • raggiungibile
    • con i propri TEMPI
    • e con le proprie caratteristiche
  • soprattutto
    • Non importa il mezzo, purchè lo studente possa attraversare la giovinezza e pervenire ad una dimensione adulta - e quindi lavorativa - insieme a tutti coloro che procedono.
  • I protagonisti ( video durata 3.40 min )
    • IL PONTE indica il superamento degli ostacoli naturali, il suo attraversamento apre alla novità.
    • IL PONTE mette in comunicazione due (e più) realtà, agevola il superamento della diffidenza o delle lacerazioni pregiudiziali,
    • assegna alle realtà messe in dialogo pari dignità.  
  • Ringrazio le colleghe Orietta Isotton, Serafina Cramarossa e Milva Torres per le informazioni fornitemi e per la loro disponibilità.