Peter belluno

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I vostri figli non sono i vostri figli
Essi non vengono da voi ma attraverso voi
Essi non vi appartengono benché viviate insieme
Potete amarli ma non costringerli ai vostri pensieri
Poiché essi hanno i loro pensieri
Potete custodire i loro corpi ma non le anime loro
Poiché abitano case future, che neppure in sogno potete visitare
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccati lontano
(Gibran Kahil Gibran )

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Peter belluno

  1. 1. Belluno 30 marzo 2012“Peter Pan non abita più qui” carlo.lepri@unige.it
  2. 2. Un dato di partenza:“Le persone con disabilità sono state, espesso continuano ad essere mantenute inuna condizione di infantilizzazione ben al dilà di quanto sia naturale e necessario.Questa condizione limita le loro potenzialità,il sentimento della loro propria dignità, laloro autostima e il loro apporto alla crescitadella società.”
  3. 3. Infatti la rappresentazione socialeprevalente della persona con disabilità sibasa ancora oggi su due immagini:MALATO (paradigma della culturamedica)BAMBINO (paradigma della culturagenitoriale)Limmagine prevalente come sintesi delledueMALATO + BAMBINO = Cura + Protezione
  4. 4. Tre domande:
  5. 5. Tre domande:A) Quale parte abbiamo tutti noi nellacostruzione dellidentità adulta di unapersona con disabilità ?
  6. 6. Tre domande:A) Quale parte abbiamo tutti noi nellacostruzione dellidentità adulta di unapersona con disabilità?B) Quali sono i maggiori ostacoli che lafamiglia,la scuola, gli operatori e,ingenerale, la società incontrano in questopercorso?
  7. 7. Tre domande:A) Quale parte abbiamo tutti noi nellacostruzione dellidentità adulta di unapersona con disabilità?B) Quali sono i maggiori ostacoli che lafamiglia, la scuola, gli operatori e,ingenerale, la società incontrano in questopercorso?C) A quali “bisogni di normalità” ènecessario porre attenzione affinchè ilpercorso verso la condizione adulta diventipossibile?
  8. 8. A chi ci riferiamo quando parliamo di persona “adulta”?“Chi è nella piena maturità fisica, psichica,sessuale”
  9. 9. In realtà gli adulti non amano parlare di sè:“Ladulto non sa o non vuole esaminarsiperchè ciò gli richiederebbe di aprirecapitoli della propria esistenza le cuidinamiche, vissute nellintimità del sé,preferisce rimuovere o tenere celate aglialtri” D. Demetrio
  10. 10. La Rappresentazione sociale delladulto (ancoraprevalente) tende a definirlo come impegnato adassolvere alcuni compiti:uscire dalla scuolainiziare a lavorarelasciare la famiglia di origineselezionare il compagno o la compagnatrovare casasposarsidefinire lattività professionalediventare genitoriprogredire nella carrieraassumersi responsabilità verso i figli e i genitori.............
  11. 11. In realtà si può parlare oggi non di “una” adultità ma di “tante” adultità possibili. Si potrebbe affermare che diventare adulti significa, in continuità con le età precedenti, aumentare e migliorare i processi di individuazione (cioè di conoscenza di sè, di incontro con le proprie potenzialità e i proprilimiti) e di separazione (cioè di autonomia, di indipendenza e di distanziamento dalle figure genitoriali)
  12. 12. A) Quale parte abbiamo tutti noi nellacostruzione dellidentità adulta di una personacon disabilità?
  13. 13. A) Quale parte abbiamo tutti noi nellacostruzione dellidentità adulta di una personacon disabilità?“La possibilità di diventare adulto e laconseguente capacità di riconoscersi cometale, rispetto ai diritti e ai doveri di questaposizione, necessita di un riconoscimento edi una legittimazione che, in larga parte, solo“gli altri” possono concedere.”In altri termini:“Lidentità si struttura nel corsodellinterazione sociale e in base allimmaginedi sé percepita negli altri”
  14. 14. Noi “siamo”, anche e soprattutto, cosìcome siamo pensati e immaginati dagli altri
  15. 15. “Lindividuo ha esperienza di sé stesso inquanto tale non direttamente bensì solo inmodo indiretto, in base alle particolari opinionidegli altri individui dello stesso gruppo sociale,o in base alla opinione generale del grupposociale alla quale appartiene”G.H. Mead
  16. 16. “Lindividuo ha esperienza di sé stesso inquanto tale non direttamente bensì solo inmodo indiretto, in base alle particolari opinionidegli altri individui dello stesso gruppo sociale,o in base alla opinione generale del grupposociale alla quale appartiene”G.H. Mead“Per ottenere una verità qualunque sul mioconto bisogna che la ricavi tramite laltro .Laltro è indispensabile alla mia esistenza cosìcome la conoscenza che io ho di me.J.P.Sartre
  17. 17. Se noi siamo indispensabili per la costruzionedell’identità altrui lo siamo anche e soprattutto per la costruzione della identità adulta delle persone disabili Allora potremmo farci qualche domanda:
  18. 18. 1) Esiste dentro di noi limmagine del disabilecome persona adulta?
  19. 19. 1) Esiste dentro di noi limmagine del disabilecome persona adulta?2) Siamo in grado di consentire ad una personadisabile di riconoscersi adulta nei nostri sguardie, di conseguenza, nei nostri atteggiamenti ecomportamenti?
  20. 20. 1) Esiste dentro di noi limmagine del disabilecome persona adulta?2) Siamo in grado di consentire ad una personadisabile di riconoscersi adulta nei nostri sguardie, di conseguenza, nei nostri atteggiamenti ecomportamenti?3) Siamo pronti ad immaginare adulto unbambino con disabilità e fare in modo chequesta immagine si realizzi con il tempo?
  21. 21. 4) Siamo disposti ad accettare lidea cheladultità di una persona con disabilità possarealizzarsi solo parzialmente e magari in modidiversi da come lavevamo immaginata?
  22. 22. 4) Siamo disposti ad accettare lidea cheladultità di una persona con disabilità possarealizzarsi solo parzialmente e magari in modidiversi da come lavevamo immaginata?5) Siamo daccordo che vale la pena diaccompagnare verso il non facile mondo degliadulti le persone con disabilità piuttosto chemantenerle nel mondo protetto dei bambini?
  23. 23. Ciascuno di noi può rispondere a questedomande come crede e come può sapendo però che nessuno può tirarsi indietro visto che siamo tutti parte in causa poichè ogni nostro singolo atteggiamento e ogni comportamento offrirà ad una persona con disabilitàuno specchio che rifletterà limmagine che noi abbiamo di lei
  24. 24. B) Quali sono i maggiori ostacoli che la famiglia, lascuola, gli operatori incontrano nel percorso versoladultità delle persone con disabilità?
  25. 25. • PENSARE INDISPENSABILE E IMMODIFICABILEIL PROPRIO RUOLO
  26. 26. • PENSARE INDISPENSABILE E IMMODIFICABILEIL PROPRIO RUOLO• LINCONTRO CON LE POTENZIALITA’ E CON ILIMITI
  27. 27. • PENSARE INDISPENSABILE E IMMODIFICABILEIL PROPRIO RUOLO)• LINCONTRO CON LE POTENZIALITA’ E CON ILIMITI• L’IMMAGINE RASSICURANTE DEL “BAMBINO”
  28. 28. • PENSARE INDISPENSABILE E IMMODIFICABILEIL PROPRIO RUOLO)• LINCONTRO CON LE POTENZIALITA’ E CON ILIMITI• L’IMMAGINE RASSICURANTE DEL “BAMBINO”• LA SCARSITA’ DI RUOLI SOCIALI NEL MONDODEGLI ADULTI
  29. 29. C) A quali “bisogni di normalità” è necessarioporre attenzione affinchè il percorso verso lacondizione adulta diventi possibile?
  30. 30. C) A quali “bisogni di normalità” è necessarioporre attenzione affinchè il percorso verso lacondizione adulta diventi possibile?• IMMAGINARIO
  31. 31. C) A quali “bisogni di normalità” è necessarioporre attenzione affinchè il percorso verso lacondizione adulta diventi possibile?• IMMAGINARIO• PROGETTO (DI VITA)
  32. 32. C) A quali “bisogni di normalità” è necessarioporre attenzione affinchè il percorso verso lacondizione adulta diventi possibile?• IMMAGINARIO• PROGETTO (DI VITA)• DISTANZIAMENTO EDUCATIVO
  33. 33. C) A quali “bisogni di normalità” è necessarioporre attenzione affinchè il percorso verso lacondizione adulta diventi possibile?• IMMAGINARIO• PROGETTO (DI VITA)• DISTANZIAMENTO EDUCATIVO• RUOLI SOCIALI VALORIZZATI
  34. 34. ….....I vostri figli non sono i vostri figliEssi non vengono da voi ma attraverso voiEssi non vi appartengono benché viviate insiemePotete amarli ma non costringerli ai vostri pensieriPoiché essi hanno i loro pensieriPotete custodire i loro corpi ma non le anime loroPoiché abitano case future, che neppure in sognopotete visitareVoi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive,sono scoccati lontano. Gibran Kahil Gibran

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