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Criptografia e firma digitale con GnuPG - I miei file e la mia posta elettronica in piena sicurezza
 

Criptografia e firma digitale con GnuPG - I miei file e la mia posta elettronica in piena sicurezza

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Il mio secondo talk al LinuxDay 2013.

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    Criptografia e firma digitale con GnuPG - I miei file e la mia posta elettronica in piena sicurezza Criptografia e firma digitale con GnuPG - I miei file e la mia posta elettronica in piena sicurezza Presentation Transcript

    • LINUXDAY Giulianova – 26 ottobre 2013 CRIPTOGRAFIA E FIRMA DIGITALE con GnuPG I MIEI FILE E LA POSTA ELETTRONICA IN PIENA SICUREZZA Maurizio “maury“ Antonelli http://www.maury.it Some rights reserved: http://www.maury.it#licenza
    • LA POSTA ELETTRONICA NON È UNO  STRUMENTO SICURO   I  messaggi  e­mail  viaggiano  sulla  rete  in  chiaro,  senza  alcuna  forma  di  codifica.  Segue  che  sono  “sniffabili” in maniera estremamente semplice. ●  Falsificare il mittente di un messaggio è una cosa a  dir  poco  banale.  Con  pochissima  furbizia  si  può  far  credere di essere qualcun altro. ●
    • RENDIAMO SICURA LA NOSTRA POSTA: Iniziamo a  criptarla... Di  sistemi  di  codifica  il  mondo  ne  è  pieno.  Sostituzione  di  caratteri,  anagrammare le parole, ecc. ecc. sono tutti sistemi di codifica. In comune  hanno una cosa fondamentale: esiste una chiave di criptazione e solo chi la  possiede può criptare/decriptare. Es.: Prendiamo un messaggio di posta elettronica. Viaggeranno in rete una  serie di byte (valori da 0 a 255). Prima di spedirli aggiungiamo 2 ad ogni  valore da 0 a 253; 254 e 255 li sostituiamo con 0 e 1. (Questa è la nostra  chiave). Chi  riceverà,  conoscendo  la  chiave,  potrà  decodificare  il  messaggio.  Gli  altri no.
    • Abbiamo  visto  un  semplice  esempio  di  criptazione  a  chiave simmetrica. Il  sistema  è  utilizzabile  solo  dalle  stesse  persone.  Nel  momento  che  A  e  B  comunicano  tra  loro  con  una  chiave,  questa  non  dovrà  andare  in  possesso  di  terzi.  Se  A  usasse  la  stessa  chiave  con  C  le  comunicazioni  con B non sarebbero più strettamente riservate. Se A, invece, si inventasse una chiave per ogni “amico  di  penna”,  si  ritroverebbe  un'infinità  di  codici.  Il  sistema diventerebbe ben presto poco pratico.
    • La soluzione? CERTIFICATO A CHIAVE ASIMMETRICA Inventiamo  un  sistema  che  utilizzerà  un  certificato  digitale  composto  da  una coppia di chiavi (e non più da una chiave sola). Coppia di chiavi: CHIAVE PRIVATA CHIAVE PUBBLICA
    • La CHIAVE PRIVATA andrà conservata MOOOOOOLTO gelosamente.  Permetterà  al  proprietario  di  decriptare  i  messaggi  da  lui  ricevuti  e  permetterà anche di apporre una firma digitale a quelli spediti. La  CHIAVE  PUBBLICA  sarà  distribuita  ai  vari  conoscenti.  Potrà  essere  utilizzata  per  codificare  i  messaggi  in  modo  tale  che  solo  chi  possiede  la  relativa  CHIAVE  PRIVATA  ad  essa  collegata  potrà  decriptare.  Verrà  utilizzata  anche  per  verificare  la  firma  digitale  data  dalla  relativa  chiave  privata. La CHIAVE PUBBLICA potrà essere diffusa senza problemi. Darla a terzi  non  costituirà  nessun  pericolo.  Se  nessuno  entrerà  in  possesso  della  CHIAVE  PRIVATA,  il  sistema  potrà  essere  dichiarato  (almeno  per  ora)  matematicamente sicuro.
    • Facciamo un semplice esempio di  “certificato a chiave asimmetrica”.  Non  sarà  applicabile  come  forma  di  sicurezza,  ma  permette  di  capire  come la cosa sia possibile con determinate funzioni matematiche. Immaginiamo di avere questa serie di numeri: 4, ­2, ­1, 5. Immaginiamo  di  criptare  questi  4  byte  con  una  chiave  pubblica  che  consiste nell'elevare al quadrato. Otterremo: 16, 4, 1, 25 Chi possiede solo la  chiave pubblica andrà incontro a difficoltà. Infatti,  conoscendo  soltanto  che  la  chiave  pubblica  eleva  al  quadrato,  io  posso  tentare di invertire l'operazione con la radice quadrata, ma la radice di 4  è 2 o ­2? e di 16 è 4 o ­4? La chiave pubblica non è sufficiente per risalire al messaggio originale.
    • L'esempio  precedente  non  utilizza  un  modo  utile  per  lo  scopo  che  vogliamo  prefissarci  (troppo  semplice  per  garantire  sicurezza),  ma  mostra come possano esistere delle funzioni non invertibili che potranno  essere utilizzate per creare “confusione” sui dati di partenza ai quali sono  state applicate. Con  funzioni  molto  più  avanzate,  che  utilizzano  una  coppia  di  chiavi  diverse, una pubblica e l'altra privata, si può raggiungere il nostro scopo: ­ CRIPTARE CON LA CHIAVE PUBBLICA ­ DECRIPTARE ESCLUSIVAMENTE CON LA CHIAVE PRIVATA Il titolare diffonderà la chiave pubblica del proprio certificato digitale e  potrà quindi fare in modo che i propri amici gli scrivano criptando le e­ mail. Solo lui le potrà decodificare.
    • LA FIRMA DIGITALE Immaginiamo  di  usare  lo  stesso  certificato  digitale  in  questo  modo: ­ Uso la mia chiave privata sul messaggio di posta che sto per  inviare tramite un'operazione che mi darà un risultato univoco  (checksum). Solo quel messaggio potrà dare quel risultato. Un solo carattere  fuori posto o sostituito modificherà la checksum. Inoltre  solo  con  la  mia  chiave  privata  posso  ottenere  quella  checksum.
    • Chi è in possesso della mia chiave pubblica non potrà ottenere la stessa  checksum sul messaggio, ma può verificarla come corretta. Ho  trovato  un  modo  per  garantire  che  il  mittente  del  messaggio  possiede la chiave privata del certificato digitale. Segue che il mittente  sono io. HO FIRMATO DIGITALMENTE IL MIO MESSAGGIO ATTENZIONE:  Bisogna  essere  sicuri  che  la  chiave  pubblica  sia  realmente  di  un  MIO  certificato  digitale.  La  cosa  è  sempre  meglio  verificarla di persona, faccia a faccia (key­party, sito web, key­server).
    • DOVE TROVIAMO UN CERTIFICATO DIGITALE? Alcune  ditte  (authority)  di  una  certa  visibilità  rilasciano  certificati  digitali  (S/MIME): Thawte: Azienda sudafricana, riconosciuta da anni come authority per il rilascio di certificati (http://www.thawte.com). Sistema dei notai per l'identità anagrafica. In Italia: Poste Italiane GlobalTrust Vari istituti bancari... L'authority  si  fa  garante  dell'identità  della  persona  a  cui  rilascerà  il  certificato. Questo significa che bisognerà fidarsi di questa authority...
    • NON VOGLIO FIDARMI DI UN'AUTHORITY. VOGLIO  ESSERE  IO  A  CREARMI  UN  CERTIFICATO  E  A  GARANTIRE  DELLA  MIA  IDENTITÀ. GnuPG (o GPG) Gnu Privacy Guard http://www.gnupg.org
    • GnuPG è multipiattaforma. Nativamente  si  utilizza  da  linea  di  comando  (shell,  prompt). Tuttavia esistono diverse interfacce grafiche. Enigmail (estensione per i programmi Mozilla) GNU Privacy Assistant Seahorse Geheimnis WinPT, GPGshell (per Windows)
    • Installato il programma CREIAMO UNA COPPIA DI CHIAVI gpg ­­gen­key Nella chiave saranno inserite alcune vostre informazioni: Nome e cognome Indirizzo e­mail Eventuali commenti Utilizzare  sempre  la  lunghezza  massima  disponibile:  768,  1024, 2048 bit.
    • LA PASSPHRASE Come ulteriore sicurezza, nel momento di creazione di un certificato  digitale, verrà chiesto di dare una passphrase (password). Questa  sarà  richiesta  ad  ogni  operazione  che  si  effettuerà  con  la  chiave privata. Limita il danno tante volte la chiave privata cadesse in mani sbagliate. Soliti consigli: niente parole di senso compiuto, mischiare caratteri maiuscoli, minuscoli e  cifre, lunghezza di almeno 8 caratteri.
    • Importare ed esportare le chiavi Ad esempio per utilizzarle su più PC. gpg ­­export ­a nome­key_o_stringa­contenuta gpg ­­import nome_del_file Massima  attenzione  alla  chiave  privata.  Non  dovrà  andare  in  mano  a  nessuno, fuorché al relativo proprietario.
    • REVOCARE UNA CHIAVE Ad  esempio  perché  ne  è  stata  compromessa  la  sicurezza: chiave privata caduta in mani altrui. Conviene sempre e da subito creare un certificato  di revoca. gpg ­­gen­revoke
    • AMMINISTRAZIONE DELLE CHIAVI Naturalmente  è  possibile  fare  diverse  operazioni  di  gestione  del  proprio  certificato digitale: aggiungere indirizzi e­mail togliere indirizzi e­mail impostare un indirizzo e­mail di default molte altre... gpg ­­edit­key nome­key_o_stringa­contenuta e quindi chiedere help per l'elenco delle funzioni disponibili.
    • FIRMARE UNA CHIAVE PUBBLICA Importando una chiave pubblica, questa può venire utilizzata; il  client avviserà che la firma digitale è corretta, ma non ci sono  verifiche sull'identità del titolare del certificato. Una  volta  verificata  la  reale  proprietà  della  chiave  (sempre  di  persona  a  tu  per  tu)  si  potrà  firmare  la  chiave  e  renderla  credibile al 100%. A questo punto i client di posta visualizzeranno sulle e­mail il  messaggio che la firma digitale è completamente OK. Con GnuPG il garante dell'identità divento io stesso.
    • E­mail da mittente con chiave pubblica non verificata E­mail da mittente con chiave pubblica verificata
    • FIRMARE DEI FILE Come  ulteriore  utilizzo  di  GnuPG  posso  firmare  dei  file. gpg ­­sign ­b ­a nome_file Otterremo un nome_file.asc (.sig se non uso il ­a). gpg ­­verify nome_file.asc Come per le e­mail, si firmerà con la chiave privata. Quindi la firma  sarà rigorosamente stata apposta dal proprietario del certificato.
    • CRIPTARE E DECRIPTARE DEI FILE Come ulteriore utilizzo di GnuPG posso criptare dei file  delicati che ho sul PC. gpg ­e nome_file Otterremo un nome_file.gpg gpg ­d nome_file.gpg > nome_file Come  per  le  e­mail,  si  cripterà  con  la  chiave  pubblica.  Solo  chi  possiede la chiave privata potrà decriptare.
    • Bibliografia e tante tante info... http://www.gnupg.org/(it)/howtos/it/GPGMiniHowto.html http://thawte.ascia.net/ Pagine man di GnuPG
    • GRAZIE A TUTTI PER L'ATTENZIONE TeLUG Teramo Linux Users Group http://www.telug.it soci@telug.it OpenInformatix http://www.openinformatix.org organizzazione@openinformatix.org Maurizio Antonelli – http://www.maury.it/blog ­ maury@maury.it