ICT E BENI CULTURALI_vol1 by Antonio Caperna

  • 1,463 views
Uploaded on

Si discorre dell'uso della ICT (Information Communication Technology)

Si discorre dell'uso della ICT (Information Communication Technology)

More in: Education
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Be the first to comment
    Be the first to like this
No Downloads

Views

Total Views
1,463
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
1

Actions

Shares
Downloads
41
Comments
0
Likes
0

Embeds 0

No embeds

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
    No notes for slide

Transcript

  • 1. Antonio CapernaApplicazioni delle tecnologie ICT al settore dei Beni Culturali
  • 2. Antonio Capernahttp://www.tipus.uniroma3.it http://www.nexuslab.org a.caperna@awn.it
  • 3. Applicazioni delle tecnologie ICT al settore dei Beni Culturali MODULI TEORICI (MT)MT1 – elementi generali e politiche UE sulla ICTMT2 – tipologie di ICTMT3 – InternetMT4 – applicazioni in ambito urbanoMT5 – esempi applicativi sul patrimonio culturaleMT6 – sistemi informativiMT7 – sistemi GIS MODULI APPLICATIVI (MA)MA1 – web designMA2 - …
  • 4. Applicazioni delle tecnologie ICT al settore dei Beni CulturaliPer “beni culturali” s’intendono l’insieme diartefatti (oggetti, pitture, sculture, edifici) maanche tradizioni, costumi, che in qualche modocostituiscono il nostro “patrimonio culturale”,tramandatoci da coloro che ci hanno preceduto.Concretamente possiamo dire che si tratta diparchi archeologici, musei, oggetti di valorestorico-artistico, edifici rilevanti, monumenti,chiese, quadri, mobili, arredi, oggetti di culto,tessuti, ed anche città, strutture urbanistiche,tradizioni popolari, tradizioni alimentari, tradizioniculinarie, tradizioni religiose ecc..
  • 5. Applicazioni delle tecnologie ICT al settore dei Beni CulturaliIn relazione alla finalità, le principali applicazioni delletecnologie ICT al settore dei Beni Culturali possonoessere classificate come segue:Management (Gestione, Catalogazione & Tutela)Studio e ricercaComunicazione-divulgazioneFormazioneFruizioneDiagnosi & Restauro
  • 6. Applicazioni delle tecnologie ICT al settore dei Beni CulturaliManagement (Gestione e Catalogazione)applicazione di database al fine di conoscere quali sono i varibeni, le loro caratteristiche generali, la loro collocazione, il lorostato di manutenzione ecc. applicazioni che consentono una migliore (più efficace e aminor costo) gestione del patrimonio culturale da parte di musei,diocesi, sovrintendenze, etc.Tutelaapplicazioni che consentono di tutelare il patrimonio, sia controatti criminosi sia rispetto a calamità naturali (ad es. carta delrischio, ovvero una mappa sul territorio di tutti beni culturali:una base di dati che cataloghi tutti i beni a rischio potenziale, con leinformazioni necessarie per decidere cosa fare per un prontointervento.
  • 7. Applicazioni delle tecnologie ICT al settore dei Beni CulturaliStudio e ricerca: applicazioni che favoriscono le attività di studioe di ricerca inerenti ai beni culturali.Cartografia: applicazioni di mappe cartografiche usate per studiare ilterritorio (as es. per l’archeologia)Analisi: varie applicazioni che consentono di studiare in profonditàedifici e oggetti, ad esempio per verificare le tecniche utilizzate, imateriali, lo stato di conservazione ecc.. (termografia, RX, laserscanner, etc.)Ricostruzioni virtuali: ricostruzioni di edifici o ambienti non piùesistenti; queste applicazioni sono di interesse anche per lacomunicazione.
  • 8. Applicazioni delle tecnologie ICT al settore dei Beni CulturaliComunicazione-divulgazione: applicazioni che consentono di“comunicare” al grande pubblico la rilevanza del nostropatrimonio culturale, sia a scopo divulgativo generale che perfavorire il turismo.Applicazioni multimediali interattiveSiti WebApplicazioni per palmari e apparecchi mobiliRicostruzioni VirtualiGiochi interattiviApplicazioni educative
  • 9. Applicazioni delle tecnologie ICT al settore dei Beni CulturaliFormazione: applicazioni rivolte ai giovani studenti per aiutarlinegli studi.Queste applicazioni fungono da supporto alle attività di studio. Ancorauna volta stiamo parlando della realtà nordamericana piuttostoche di quella italiana. Si tratta di applicazioni di e-Learning,specializzate per il settore dei beni culturali. Materiali educativi,documenti e, soprattutto, immagini, vengono messi a disposizionedegli studenti. Il consorzio AMICO, per esempio, mette a disposizionedi studenti delle università consorziate immagini di opere d’arte dielevato livello, fornite da alcuni principali musei mondiali; va rilevatoche al consorzio non partecipa alcun museo italiano.Fruizione: applicazioni che consentono di fruire in modo piùefficace del patrimonio culturale (palmari, etc.)
  • 10. Applicazioni delle tecnologie ICT al settore dei Beni CulturaliDiagnosi e RestauroIl problema della diagnostica applicata ai beni culturali, in generale, èquello di riuscire ad ottenere informazioni dettagliate e accuratesullo stato di un bene (oggetto, scultura, affresco, edificio ecc.) senzadanneggiare in alcun modo (o il meno possibile) il bene stesso.Per il Restauro vale lo stesso discorso, ovvero le tecnologieinformatiche e delle telecomunicazioni non hanno un ruolo daprotagoniste in queste attività di diagnostica.Le loro potenzialità, allo stato possono esprimersi attraverso il tele-rilevamento ai fini diagnostici: come per altre misure “ambientali” deisensori (opportunamente dislocati sul territorio e/o in edifici) potrebberoinviare i loro dati in modo continuo a delle centrali informatizzate, chepotrebbero sintetizzarli per renderli più leggibili agli espertiNelle ricostruzioni virtuali per le operazioni di restauro
  • 11. Applicazioni delle tecnologie ICT al settore dei Beni CulturaliELEMENTI DI PARTICOLARE INTERESSE ANALIZZATIApplicazioni multimediali interattiveSiti WebApplicazioni per palmari e apparecchi mobiliRicostruzioni VirtualiGiochi interattiviApplicazioni educativeELEMENTI APPLICATIVI DA SVILUPPAREWeb design
  • 12. Applicazioni delle tecnologie ICT al settore dei Beni Culturali: le politiche Arch. Antonio Caperna Web site: http://www.nexuslab.org E-mail: a.caperna@awn.it
  • 13. IndiceLe trasformazioni nella società: dalla società razionalistaalla network societyUNESCONuove tecnologie digitali e preservazione delpatrimonioculturale: le basi politiche dell’UEObiettivi politici dell’UEIl 7° European Framework ProgramGli elementi strategici per la preservazione e diffusionedel patrimonio culturaleIl progetto europeo MinervaLinee guida tecniche per la creazione di contenuticulturali digitaliSoftware open source (OSS)Possibili ruoli della ICT nei processi di cambiamento(Esperienze europee)
  • 14. Dalla società razionalista alla network societyThe Information Age: Economy, Society, and Culture (1996) evidenzia quelle che sono le caratteristiche della network society, e cioè:• informational economy, ovvero una strutturazione dei processi economico-finanziari dove la conoscenza, l’informazione e la tecnologia assumono un ruolo chiave, anche in quei settori più tradizionali come l’agricoltura e l’industria manifatturiera• processi economici globali, ovvero dipendenza delle economie nazionali o regionali da processi e dinamiche su scala planetaria;• il network rappresenta una nuova forma di organizzazione che caratterizza le attività economiche e che sta estendendo la sua logica anche ad altri domini
  • 15. Dalla società razionalista alla network societyThe Information Age: Economy, Society, and Culture (1996) evidenzia quelle che sono le caratteristiche della network society, e cioè:• la cultura della realtà virtuale, ovvero l’emergere di nuovi modelli, nuovi simbolismi della cultura organizzati attorno alle nuove tecnologie. La nuova forza dei media, molto spesso estremamente diversa e mirata rispetto alle precedenti modalità di comunicazione, hanno indotto una nuova forma culturale basata sulla virtualità, ovvero una forma di comunicazione in cui le espressioni simboliche sono racchiuse e strutturate in una forma flessibile ed ipertestuale e, nel quale ambiente ogni giorno sempre più persone vi si immergono
  • 16. Dalla società razionalista alla network societyThe Information Age: Economy, Society, and Culture (1996) evidenzia quelle che sono le caratteristiche della network society, e cioè:• relatività temporale, ovvero tempo e spazio sono relativi in una società che per la sua natura e per il senso che da questa viene dato alle sue manifestazioni evolve attraverso la storia e le differenti culture. E’ questa una società strutturata su differenti valori attribuiti allo spazio e al tempo: relatività temporale – timeless time - e flusso nello spazio virtuale (space of flows);• the space of flows è questo nuovo ambito della vita che si muove tra l’irreale o virtuale e la realtà materiale; è un flusso di informazioni e conoscenza che caratterizza sempre più la società contemporanea, inducendo profonde trasformazioni tanto in termini socio-economici che politici e di rapporti con la realtà quotidiana
  • 17. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY
  • 18. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY BASE POLITICA PER UN USO DELLAICT PER IL PATRIMONIO CULTURALE
  • 19. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYThe Unesco Institute for Information Technologiesin Education (IITE)“ICTs offer the potential to expand the scope of learning,breaking through traditional constraints of space and time aswell as boundaries of current education systems…Thechallenge is to define the best use of ICTs for improving thequality of teaching and learning…ICTs will be the objects ofstudy since computer literacy is a basic skill for performing inthe knowledge society.” [Unesco Medium Term Strategy (31c/4) 2002–2007, 2002)]
  • 20. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY UNESCOHeritage, as cases in this publication illustrate, cannotbe treated in isolation – it is not only about buildings,but people, traditions, identity and opportunity. Theoriginal fabric of historic cities reflects a unified vision,a purpose, a culture that must be recaptured as afoundation for renewal, bearing in mind its relationshipto the surrounding environment. Enhancing historicquarters by improving housing, resolving transportissues, providing economic opportunities and socialservices can have an impact well beyond the historicheart.
  • 21. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY UNESCONew Information and Communication Technologies also holdthe potential to better manage heritage sites.Geographic Information Systems (GIS), for example, make itpossible to translate databases containing extensiveinformation on sites (architectural, socio-economic, and demographic) into high-precision maps, providing valuable tools forurban planners.
  • 22. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY NUOVE TECNOLOGIE DIGITALI E PRESERVAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE:LE BASI POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA
  • 23. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYEuropean Commissions Information Society Technologies (IST) (Research programme in the field of digital heritage and cultural content )
  • 24. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Culture in the digital eraInformation and communication technologies (ICTs) cando a great deal for Europe’s cultural richness, both interms of conservation and of circulation of art works forlearning, leisure, tourism and economic development.ICTs will also play a key role as a catalyst for creativity,stimulating innovation in all fields of art and socialrelations. Ensuring a sustainable cultural development,freedom of expression and information, pluralism,protection of minors and consumers, in a competitiveand dynamic knowledge-based economy will thus becrucial to maintaining quality of life and socialcohesion, given likely changes due to the mobility ofpeople and the dynamics of intercultural dialogue.
  • 25. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY ICT for safeguarding and enhancing European cultureThe “cultural heritage” part of the Information SocietyTechnologies (IST) programme supports the early adoptionof new technologies for accessing and preserving Europescultural, artistic and scientific resources, thus makingarchives, museums and libraries accessible to everyone,everywhere and at any time.The work involves research and prototype applicationdevelopment that will lead to the adoption of automateddigitisation, and of digital restoration and preservationtechniques. This is an important issue for audiovisual, filmand broadcast archives, where large volumes of materialswill soon be lost unless they are converted to digital formats.
  • 26. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYPRINCIPI DI LUND (2001)lo sforzo finanziario e umano investito in progetti ecampagne di digitalizzazione in tutta Europa èconsiderevole ma frammentato e scarsamente strutturatoappare sempre più importante la definizione di strategiepolitiche e istituzionali per creare le condizioni affinchéqueste iniziative abbiano successo, siano vantaggiose daun punto di vista economico e sostenibili nel lungo periodomolti progetti europei hanno come obiettivo l’inserimentodi elementi tecnologicamente avanzati nel settore delturismo e la ricercabilità dei contenuti culturali in rete.
  • 27. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYLa digitalizzazione è un passo essenziale che leistituzioni culturali europee devono compiere, alloscopo di tutelare e valorizzare il patrimonioculturale comune dellEuropa, di salvaguardare ladiversità culturale, di fornire ai cittadini unmigliore accesso a quel patrimonio, di svilupparela formazione e il turismo e contribuire allosviluppo delle imprese nel settore dei nuovicontenuti digitali e dei servizi.
  • 28. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYCARTA DI PARMAArticolo 1 - Uso intelligente delle nuove tecnologie… diffusione della cultura e della conoscenza attraverso un usoappropriato delle nuove tecnologie, con particolare riferimento a Internete al Web.Articolo 2 - Accessibilitàaccessibilità come nodo fondamentale per tutti i cittadiniindipendentemente dalla loro età e livello di competenza tecnica(raccomandazioni prodotte dal consorzio World Wide Web e da altriorganismi operanti nel settore)Articolo 3 - Qualità.. elevati standard di qualità nelle applicazioni web culturali e scientificheArticolo 4 - Diritti di proprietà intellettuale e diritto alla riservatezza..trovare un giusto equilibrio fra il diritto di accesso al patrimonioculturale e scientifico e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale e deldiritto alla riservatezza degli individui…
  • 29. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYArticolo 5 - Interoperabilità e standard… garantire che tutti i cittadini possano reperire con facilità icontenuti corrispondenti alle loro esigenze... adozione di lineeguida tecniche e standard aperti per consentire la costruzione diservizi ad accesso remoto (e-services) che promuovano unavisione integrata e complessiva del patrimonio culturale escientifico europeo.Articolo 6 - Inventari e multilinguismo…è fondamentale la definizione di una infrastruttura tecnicasostenibile, coordinata a livello europeo, per la scoperta elaccesso alle risorse in un contesto completamente multilingue.
  • 30. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYArticolo 7 - Benchmarkingbenchmarking, con particolare riguardo ai seguenti obiettivi:incrementare la conoscenza reciproca;monitorare i progressi e lemersione di ostacoli, attraverso lanalisi diquanto accade negli altri Paesi;favorire la partecipazione delle istituzioni culturali, incentivandole apresentare se stesse e le proprie politiche, programmi e progettiArticolo 8 - Cooperazione a livello nazionale, europeo e internazionale…cooperazione fra programmi nazionali ed europei, con lobiettivo diottimizzare luso delle risorse finanziarie, di condividere le buone pratiche edi promuovere nuove iniziative comuni.Articolo 9 - Allargamento… approccio a doppio binario per lallargamento a nuovi Paesi e a nuovisettori della società civile.
  • 31. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYArticolo 10 - Costruire il futuro insieme: in prima linea verso lasocietà della conoscenzaGli emergenti portali culturali on-line rappresentano un elementodi grande importanza nello sviluppo di una societàdellinformazione inclusiva. Occorre che questi portali venganoprogettati sulle solide fondamenta offerte da siti web culturali dibuona qualità, interoperabili, sviluppati per incontrare le realiesigenze dei cittadini europei.… iniziative mirate a:promuovere la collaborazione fra servizi nazionali e regionali,incoraggiare ladozione di modelli di successo in altri Paesi eregioni, sviluppare servizi on-line (e-services) per la cultura chesoddisfino esigenze di studio, del turismo e dei cittadini, nonchédelle imprese del settore culturale e creativo;avviare portali culturali e scientifici transeuropei basati su sistemidistribuiti.
  • 32. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYOBIETTIVI DEI PROGRAMMI POLITICI DELL’UNIONE EUROPEA. Il 7° EFP ed il Progetto Minerva
  • 33. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYIl 7° EFP della UE per la ricerca, sviluppo tecnologico per il2007/2013 ha come obiettivo: “Building the ERA of knowledge for growth” Research and technology “Triangle of knowledge” Education innovation
  • 34. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYAll’interno del 7° EFP vengono idebtificate le aree strategiche:– Health;– Food, Agriculture and Biotechnology;– Information and Communication Technologies;– Nanosciences, Nanotechnologies, Materials and new ProductionTechnologies;– Energy;– Environment (including Climate Change);– Transport (including Aeronautics);– Socio-economic Sciences and the Humanities;– Security and Space.In particolare la ICT diviene un elemento strategico perl’economia, i servizi, la società
  • 35. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYLe aree di applicazione della ICTCreazione di nuovi servizi nelle aree di pubblico interesse al fine diincrementare la qualità della vità (> efficienza, accesso alle informazioni,applicazioni user friendly, etc.– for health, improving disease prevention, early diagnosis andpersonalisation; autonomy, safety and mobility of patients; healthinformation space for knowledge discovery.– to improve inclusion and equal participation and prevent digital divides;assistive technology; design-for-all.– for mobility; intelligent ICT-based transportation systems and vehiclesenabling people and goods to move safely, comfortably and efficiently.– in support of the environment and sustainable development, to reducevulnerability and to mitigate the consequences of natural disasters andindustrial accidents.– for governments; efficiency, openness and accountability, for aworldclass public administration and links to citizens and businesses,supporting democracy.
  • 36. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYICT for content, creativity and personal development:– new media paradigms and new forms of content; creation of interactivedigital content; enriched user experiences; cost-effective content delivery.– technology-enhanced learning; adaptive and contextualised learningsolutions; active learning.– ICT-based systems to support accessibility and use over time of digitalcultural resources and assets, in a multilingual environmentICT supporting businesses and industry:– new forms of dynamic networked co-operative business processes,digital eco-systems; optimised work organisation and collaborative workenvironments.– Manufacturing: rapid and adaptive design, production and delivery ofhighly customised goods; digital and virtual production; modelling,simulation and presentation tools; miniature and integrated ICT products;ICT for trust and confidence: identity management; authentication andauthorization; privacy enhancing technologies; rights and assetmanagement; protection against cyber threats.
  • 37. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYGli elementi strategici per la preservazione e diffusione del patrimonio culturale
  • 38. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Access to scientific and cultural heritageObjective:improve access by citizens and by professionals toEuropes science and culture knowledge base.This was expected to involve developing advanced systems and servicessupporting large-scale distributed, multi-disciplinary collections of culturaland scientific multi-media resources. The technological focus was on richrepresentations, powerful immersive features such as 3D visualisation, real-time virtual object manipulation and group interactivity, whether formultimedia retrieval, virtual galleries, mass media events or audio-visualdistribution.A good example: ETB is the European Schools Treasury Browser. Thisproject is building a web educational resource, Metadata NetworkingInfrastructure, for European schools. It links together existing nationalrepositories and aims to allow students and teachers to find well-structuredand quality resources within a Europe-wide SchoolNet Information Space.http://www.eun.org/eun.org2/eun/en/etb/entry_page.cfm?id_area=14
  • 39. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Digital preservation of cultural heritageObjective: to find new ways of representing, analysing,manipulating and managing different kinds of digital culturalobjects from different media sources.Special attention was given to surrogates of fragile physical objects.Projects were expected to focus on the sustainable development ofvaluable digital repositories in Europes libraries, museums and archives.A good example: 3D-MURALE concerns the 3D measurement and virtualreconstruction of ancient lost worlds of Europe. The project is developing3D acquisition systems for archaeological sites. It is also building preciseand realistic 3D models of the landscapes, buildings and artefacts in a waythat allows archaeologists to analyse the findings and reconstruct theexcavated site. It is being tested on the Sagalassos site in the province ofBurdur in Turkey.http://www.brunel.ac.uk/project/murale/
  • 40. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYVirtual representations of cultural and scientific objectsThe objective of this call was to provide a specific focus for exploring andexperimenting with novel ways to create, manipulate, manage and presentnew classes of intelligent, dynamically adaptive and self-aware digitalcultural objects. Such objects were either to be held by memoryinstitutions (archives, libraries, museums, etc) or to directly involvedigitally born objects or art forms.The focus was on:- User interaction and models for interactivity with high-quality virtualrepresentations of valuable cultural objects, and- The creation and navigation of virtual cultural and scientific landscapes.A good example: VS means Virtual Showcases and involves a newstereoscopic display system that will augment existing display showcasesin museums, etc. The focus is on 3D augmentation and mixes virtualrepresentations and real artefacts within a shared space, providing newways of merging and exploring real and virtual content.http://www.virtualshowcases.com
  • 41. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY ICT for safeguarding and enhancing European cultureECHO, is project in this field, has developed a digital library servicefor historical films belonging to large national audiovisual archives.Other activities funded under this programme are the creation oflarge-scale interactive networks of cultural resources and newenvironments for intelligent heritage and community memory.Examples of successful projects are The European Library (TEL),or Archeoguide, which will provide new ways of accessinginformation at cultural heritage sites in a compelling, user-friendlyway through the use of advanced information technologies (IT)including augmented reality, 3D-visualisation, mobile computing,and multi-modal interaction. More projects and general informationon the programme are available on the DigiCult website.http://www.cordis.lu/ist/directorate_e/digicult/index.htm
  • 42. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY ICT for safeguarding and enhancing European cultureBRAVA - digital restoration of film and video to HD quality to improve useand access to impaired materials. Will result in a high-quality engineeringproduct for film restoration, and develop advanced tools for automaticidentification and processing of impairmentshttp://www.ina.fr/recherche/projets/encours/brava/index.fr.html
  • 43. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY ICT for safeguarding and enhancing European cultureResearch plays a key roleInformation and communication technologies (ICT) provide newopportunities for Europe’s cultural heritage, both in terms of improvingaccess and of supporting preservation of content. Research shouldrespond in an innovative way to the new challenges posed by the hugeincrease in digital cultural information assets and the emergence of newchannels of information delivery. It should support the emergingcomplexity of cultural heritage environments including their multilingualand multicultural aspects.
  • 44. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYIl Portale nazionale multilinguedell’offerta culturale, turistica e produttiva Il progetto europeo Minerva
  • 45. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYI portali in EuropaLe nuove tecnologie rendono potenzialmente immediata e capillarela diffusione della conoscenza sul patrimonio culturale. Internet stadiventando la forma più semplice, efficace e a buon mercato perfornire informazioni a centinaia di milioni di utenti in tutto il mondoLa creazione di portali della cultura è di primaria importanza per lafruizione del patrimonio culturale per tutti i cittadini, lo sviluppo e ladiffusione della cultura, la valorizzazione della diversità culturale inun quadro d’integrazione europea.
  • 46. PROGETTO MINERVAIl progetto europeo Minervacoordinato dal Ministero Italiano per i Beni e le Attività CulturaliObiettivi:• creare una comune visione politica a livello europeo• predisporre una comune piattaforma europea di standard, linee guida, raccomandazioni su qualità, interoperabilità e multilinguismo per l’accesso integrato al patrimonio culturale europeo• coordinare i programmi nazionali di digitalizzazione, favorendo la convergenza tra archivi, biblioteche, musei, siti archeologici in una prospettiva di integrazione dei servizi tra le varie istituzioni della memoria
  • 47. PROGETTO MINERVAObiettivo culturale:promozione del patrimonio culturale nel mondoIl patrimonio culturale italianorappresenta uno dei più grandi patrimoni mondiali L’obiettivo del progetto èpromuovere la conoscenza e la fruibilità di questo patrimonioper il maggior numero possibiledi persone in Italia e nel mondoLa fruibilità richiede un grande programma di digitalizzazioneIl turismo, il patrimonio storico-artistico, le produzioni made in Italypossono essere grandemente valorizzati attraverso una promozioneintegrata con opportune tecnologie digitali e multilingue.
  • 48. PROGETTO MINERVAIl Governo italiano sta avviando un ambizioso progetto di Portalenazionale multilingue dell’offerta culturale, turistica e produttiva.Un Comitato Interministeriale sarà garante della qualità delleinformazioni e dell’applicazione degli standard• Ministero per i Beni e le Attività Culturali• Ministero delle Attività Produttive• Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca• Ministero degli Affari Esteri• Ministro per l’Innovazione e la Tecnologia• Ministero delle Politiche Agricole e Forestali• Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio• Ministero delle Comunicazioni• Conferenza dei Presidenti delle Regioni
  • 49. PROGETTO MINERVAIl progetto sarà realizzato attraverso uno stretto raccordo ecooperazione con: •Amministrazioni regionali •Amministrazioni provinciali •Amministrazioni comunaliIl loro ruolo sarà di importanza fondamentale.
  • 50. PROGETTO MINERVAFinalità e funzionalità del sistema Portale: • svilupperà e integrerà le diverse azioni già attivate tanto in sede nazionale e locale che in ambito europeo • concilierà l’esigenza di un quadro di riferimento unitario con la ricchezza derivante da differenziate linee di promozione di carattere locale • darà accesso integrato e visibilità, anche tramite inventari di risorse, alle collezioni digitali esistenti o in corso di realizzazione • promuoverà su scala globale il patrimonio culturale italiano interconnettendolo con quello degli altri Paesi europei e con i servizi per il turismo • consentirà di perseguire con maggiore efficacia gli obiettivi istituzionali del Ministero per i beni e le attività culturali, di diffusione della cultura e valorizzazione del patrimonio culturale italiano, anche in funzione di sviluppi turistici
  • 51. PROGETTO MINERVAIl Portale metterà le risorse a disposizione di diversi profili utente:• cittadino - turista• studente - professionista del settore educativo-formativo• esperto - ricercatore• operatore del turismol’accessibilità ed usabilità saranno garantite indipendentemente dall’eventualedisabilità, dalle tecnologie utilizzate e dal contesto operativoil portale svolgerà un ruolo importante per lo sviluppo economico sostenibile el’attrazione di risorse finanziarie del settore privato nel campo dell’arte e dellaculturasi presterà allo sviluppo di servizi di e-commerce, garantendo la sicurezzanecessaria per le transazioni e offrendo così uno strumento prezioso ai diversioperatori
  • 52. PROGETTO MINERVAOfferta integrata con ricerca facilitata per territorio e pertema • Proposte di itinerari con suggerimenti su: – Luoghi di interesse – Eventi – Strutture – Cultura locale • Possibilità di prenotare on- line con sistemi di e- commerce integrati
  • 53. PROGETTO MINERVALa cartografia con la georeferenziazione di luoghi ed eventi per facilitare la ricerca Sistemi di ricerca Strade, Luoghi, Percorsi Una Mappa Interattiva Informazioni TuristicheInformazioni Utili alla vita quotidiana
  • 54. PROGETTO MINERVAPercorsi virtuali per Tour Operator per aree e per tema: percorsi museali percorsi centri storico monumentali percorsi religiosi percorsi per gite scolastiche percorsi teatrali e musicali percorsi eventi della tradizione locale percorsi di tradizioni enogastronomiche percorsi virtuali in villaggi termali, località marine e montane
  • 55. PROGETTO MINERVAI percorsi ed i soggiorni consentiranno: accesso a informazioni turistiche di primo livello accesso ai documenti digitali presenti nel portale accesso ai siti gestiti dai singoli gestori prenotazioni Tutti possono pubblicare le informazioni utili al turismo culturaleI Gestori privati o pubblici dei luoghi, dei musei, degli eventi, delleattività turistiche, dei ristoranti e degli hotel possono, rispettando glistandard di qualità prestabiliti, chiedere di essere inseriti nei percorsicostruendo propri siti o portali promozionali.
  • 56. PROGETTO MINERVAL’avvio del portale vedrà la realizzazione di azioni disistema e di interventi specifici: • potenziamento della Biblioteca Digitale Italiana • sviluppo della rete dei musei italiani • collegamento in rete dei siti archeologici • itinerari virtuali dei grandi siti archeologici e dell’ambiente antico e medievale • itinerari virtuali sul patrimonio ecclesiastico • percorsi virtuali sulla storia della popolazione e del territorio.
  • 57. PROGETTO MINERVA Le azioni già intraprese La Biblioteca Digitale Network Turistico Culturale 11 ml di Euro in corso di realizzazione• Progetto Cineteca Bologna• Progetto Musica Parma Lucca• Progetto Musei Ravenna• Progetto percorsi religioni 100 Chiese di RomaProgrammazione 2004 nuovi progetti 10 ml di euroAssegnazione 2004 sul Cipe aree del Mezzogiorno 15 ml di euro per il portaleAssegnazione 2004 sul Cipe archivio storico multimediale del mediterraneo 15 ml di euro
  • 58. PROGETTO MINERVA Il piano finanziario Ogni Ministero interessato potrebbedestinare ogni anno, dai fondi disponibili, un importo (consigliato 10 milioni €) al cofinanziamento del 30% di attività per la digitalizzazione di informazioni destinatealla promozione ed allo sviluppo del Turismo consultabili dal portale multilingue I progetti di digitalizzazione dovranno essere realizzati da imprese private dei diversi settori e potranno essere cofinanziate per un ulteriore 30% dagli Enti locali, potranno così essere indirizzati a questa forma di promozione delle grandi risorse culturali e produttive del sistema paese Circa 200 - 300 milioni € annui per un incremento annuo di sviluppo dei volumi d’affari da 3.000 a 5.000 milioni € annui. Incremento del 3% del PIL sul Turismo è pari a 3.900 ml di euro
  • 59. PROGETTO MINERVALe altre azioni da finanziare:• inserimento del patrimonio già digitalizzato, adattandolo agli standard condivisi a livello internazionale rispetto ad accessibilità e interoperabilità• collegamento al portale dei siti esistenti nel settore della cultura e del turismo, adattandoli agli standard definiti• favorire la creazione di nuovi siti web di qualità nel mondo della cultura, dello spettacolo e delle attività produttive con l’obiettivo di fare business turistico culturale• favorire la digitalizzazione di prodotti editoriali già realizzati
  • 60. PROGETTO MINERVA Le iniziative da incentivare:• formazione di dirigenti o giovani imprenditori di aziende turistiche che utilizzano il grande patrimonio culturale insieme alle nuove tecnologie per attrarre il turismo internazionale• progetti di ricerca per sviluppare idee di impresa per la valorizzazione a fini turistici del patrimonio culturale• progetti di marketing internazionale per la promozione di percorsi territoriali integrati• favorire la nascita di imprese turistico-culturali che utilizzino le nuove tecnologie per la promozione e per l’erogazione dei servizi, con maggior attenzione alle aree meridionali
  • 61. PROGETTO MINERVAL’industria del turismo:• è di enorme rilievo economico per l’Europa e l’Italia• è uno dei settori trainanti per l’economia italiana (12,1% PIL2002)• nonostante l’enorme patrimonio culturale e ambientaledisponibile a fini turistici, il contributo del settore turismo alcomplesso dell’economia italiana appare minore rispetto adaltri Paesi europei ed extraeuropei• il settore turismo italiano ed europeo si trova oggi afronteggiare una agguerrita concorrenza internazionale erischia di perdere ulteriore terreno rispetto ai Paesi definiti“attacker”
  • 62. PROGETTO MINERVANONOSTANTE IL PATRIMONIO TURISTICO DISPONIBILE, IL CONTRIBUTO ALL’ECONOMIAITALIANA DEL SETTORE TURISMO APPARE MINORE RISPETTO AD ALTRI PAESI Percentuale Numero tesori culturali turismo su PIL ed ambientali UNESCO Italia 12,1 38* Spagna 18,3 37 Francia 12,3 27 UK 10,7 25 USA 10,9 18 Austria 14,7 7 Canada 11,7 2* Include oltre il 50% del totale tesori storici e culturali del mondo (Fonte: WTTC)
  • 63. PROGETTO MINERVAInternet è un canale di ricerca sempre più prediletto dalturistaL’impiego di internet per le transazioni consente agli operatorieconomie significative; sta attualmente emergendo un nuovomodello di turismo basato su compagnie low cost + InternetIl turista culturale: • generalmente è disposto a spendere più denaro e si trattiene più a lungo rispetto al turista medi • raramente incontra operatori specializzati nel segmento culturale – archeologico • accanto al turismo culturale è recentemente apparso il turismo eno-gastronomico, un nuovo segmento che presenta analogie nel pubblico di visitatori
  • 64. PROGETTO MINERVA Risultati attesi per il settore del turismo nel breve-medio termine:• accesso integrato ai servizi on-line del settore del turismo e documentazione riguardanti musei, siti archeologici, monumenti, archivi, biblioteche, etc., incremento nelle competenze di tutti gli operatori della catena turistica e turistico-culturale, in particolare attraverso pacchetti didattici e e-learning miglioramento dei processi e dell’efficienza della catena dell’offerta turistica, e di conseguenza la sua economicità (tariffe concorrenziali) sviluppo di un’offerta turistica diversificata accesso a un set di strumenti e contenuti digitali che consentano al turista “fai da te” (segmento in crescita) di confezionare la propria vacanza in Italia incanalamento dei flussi turistici verso mete meno frequentate perché meno conosciute; valorizzazione dei piccoli centri e delle piccole istituzioni culturali promozione su scala mondiale di beni, servizi e prodotti nazionali
  • 65. PROGETTO MINERVARisultati attesi per il patrimonio culturale:• valorizzazione e promozione• attrazione di capitali del settore privato nel campo della digitalizzazione del patrimonio culturale• maggiore conoscenza e migliore salvaguardia del patrimonio diffuso
  • 66. Linee guida tecniche per la creazione di contenuti culturali digitaliLinee guida tecniche per la creazione di contenuti culturali digitali
  • 67. Linee guida tecniche per la creazione di contenuti culturali digitaliIn tutta Europa sono finanziate con investimenti considerevoli, siapubblici che privati, iniziative internazionali, nazionali, regionali e locali,finalizzate a promuovere la diffusione di risorse culturali accessibiliattraverso i canali digitali.Gli enti che sostengono i programmi di creazione, gestione, fruizionedi contenuti culturali digitali condividono però generalmente un interessecomune: massimizzare il valore dei propri investimenti, richiedendo che icontenuti culturali digitali prodotti siano il più possibile orientatiall’utenza, accessibili, fruibili e durevoli nel tempo.Raccomandazioni generali per un uso efficace distandard, raccomandazioni e linee guida checodificano le buone praticheL’ambiente tecnologico è in continua evoluzione, e gli standard si evolvono persinonel corso del ciclo di attuazione di un programma.
  • 68. Linee guida tecniche per la creazione di contenuti culturali digitaliUno standard è una specifica pubblicata che determina unlinguaggio comune, contiene una specifica tecnica o altri criteriprecisi ed è concepito per essere utilizzato coerentemente, comeuna norma, una direttiva o una definizione.Gli standard sono applicati a vari materiali, prodotti, metodi eservizi. Essi contribuiscono a semplificare la vita e ad accrescerel’affidabilità e l’efficacia di molti beni e servizi da noi utilizzati».British Standards Institution (BSI)
  • 69. Linee guida tecniche per la creazione di contenuti culturali digitaliL’uso appropriato di standard nella digitalizzazione contribuisce adeterminare la compatibilità, che consente l’interoperabilità.Un alto livello di compatibilità tra le risorse digitali messe adisposizione da molteplici fornitori fa sì che uno strumento o unservizio che operi con queste risorse si trovi a gestire un numerolimitato di formati, interfacce e protocolli chiaramente definiti.Per contro, un numero sempre più elevato di formati e protocollidifferenti renderebbe un tale sviluppo complesso, costoso e nellamigliore delle ipotesi inaffidabile. Inoltre, il procedimento stessoattraverso il quale gli standard vengono sviluppati implica che essiriescano a cogliere buone pratiche basate su esperienze passate ea imporre il rigore nelle prassi d’uso corrente.
  • 70. Linee guida tecniche per la creazione di contenuti culturali digitaliGli standard possono essere:de jure – formalmente riconosciuti da un organismo responsabiledella definizione e diffusione di standard, di solito sviluppatiattraverso il comune accordo di un certo numero di parti interessate.Gli standard emanati dall’ISO, o l’insieme dei protocolli TCP/IP,mantenuti dall’Internet Engineering Task Force (IETF), ne sonoesempio.de facto – standard industriali, privi di riconoscimento formale daparte di un organismo di standardizzazione, tuttavia largamenteutilizzati e riconosciuti come standard dagli utenti. Per fare unesempio, può trattarsi di un formato di documento generato da unsoftware che possiede una quota ampia o prevalente del mercato inun determinato settore, come l’Adobe Portable Document Format(PDF).
  • 71. Linee guida tecniche per la creazione di contenuti culturali digitaliI vantaggi nell’uso degli standardInteroperabilità. È importante che gli utenti possano accederedirettamente ai contenuti, indipendentemente dal fatto che questisiano stati realizzati da progetti e programmi di finanziamentodiversi. Dovrebbe essere possibile reperire i contenuti digitali einteragire con essi in maniera compatibile, usarli con facilitàsenza l’esigenza di strumenti specializzati e gestirliefficacemente.Accessibilità. È importante che i materiali siano il più possibileaccessibili e che vengano messi a disposizione del pubblicoattraverso l’impiego di standard aperti e formati non proprietari.Se si produce una risorsa destinata ad avere largo impiego, sarànecessario prevedere un accesso multilingue e garantirel’accessibilità a cittadini con varie disabilità.
  • 72. Linee guida tecniche per la creazione di contenuti culturali digitaliI vantaggi nell’uso degli standardConservazione a lungo termine. È importante garantire il futuroa lungo termine dei materiali, in modo tale da elevare al massimola rendita dell’investimento e mantenere la risorsa culturale nellasua continuità storica e diversità di formato.Sicurezza. Nell’epoca delle reti, è importante poter stabilire concertezza l’identità dei contenuti e dei progetti (e, quandorichiesto, degli utenti); proteggere i diritti di proprietà intellettualee il diritto alla riservatezza; poter determinare l’integrità el’autenticità delle risorse. Se questi aspetti non vengono affrontatiefficacemente si può incorrere in gravi conseguenze, come lospreco di risorse da parte di diversi attori
  • 73. Linee guida tecniche per la creazione di contenuti culturali digitaliI vantaggi nell’uso degli standardUtenti – il cittadino, lo studioso, lo studente. Costorosprecheranno tempo ed energie, non potendo trovare o utilizzareprontamente quanto corrisponde alle loro esigenze, perché non èstato descritto adeguatamente o perché è disponibile soloattraverso un protocollo o in un formato particolare o perchérichiede strumenti specializzati per potere essere utilizzato,oppure perché non è stato digitalizzato in modo tale da risultareusabile.Fornitori, gestori dell’informazione. I loro investimenti possonoessere eccessivi e andare sprecati se, investendo in prassi nonstandardizzate o sorpassate, le risorse non si dimostrano valideper l’uso cui sono destinate o i loro prodotti raggiungono solo unaparte del pubblico potenziale.
  • 74. Linee guida tecniche per la creazione di contenuti culturali digitaliI vantaggi nell’uso degli standardFinanziatori. Rischiano di pagare per lavori ridondanti eframmentari, per una reiterazione dei processi d’apprendimentoaltrimenti superflua, per progetti che operano menoefficacemente di quanto dovrebbero o adottano tecnologie nonottimali, per contenuti che non corrispondono alle esigenze degliutenti o alle esigenze del mercato.Creatori, autori. Il loro lascito per il futuro può andare perduto.
  • 75. Linee guida tecniche per la creazione di contenuti culturali digitalibuone pratiche per la digitalizzazione del patrimonioculturale sviluppato (progetto MINERVA)• Progettazione• Preparazione per la digitalizzazione• Trattamento degli originali• Processo di digitalizzazione• Memorizzazione e conservazione del master digitale• Creazione dei metadati• Pubblicazione• Reperimento• Riuso• Diritti di proprietà intellettuale e copyright
  • 76. Linee guida tecniche per la creazione di contenuti culturali digitaliProgettazioneLa progettazione deve esplicitare e documentare leseguenti attività:• definizione degli obiettivi, inclusa la strategia difruizione dei contenuti digitali da produrre• definizione dei criteri di selezione del materiale dadigitalizzare (per esempio: rarità, conservazione,integrazione delle raccolte, richieste utenti)• individuazione dei diritti di proprietà intellettuale e diriproduzione connessi ai materiali da riprodurre• definizione del sistema di gestione degli oggettidigitali (per esempio, Digital Assets ManagementSystem)
  • 77. Linee guida tecniche per la creazione di contenuti culturali digitaliProgettazione• individuazione delle risorse (umane, tecnologiche,finanziarie), dei costi e della sostenibilità del progetto. Lerisorse umane possono essere interne e/o esterneall’istituzione che sviluppa il progetto; ad esse dovrebberoessere assegnate le varie fasi del piano progettuale,identificando le esigenze di formazione in base alletecnologie adottate, al trattamento degli originali e alleoperazioni di schedatura Documentaria• identificazione del flusso di lavoro idoneo alperseguimento delle fasi del progetto.
  • 78. Linee guida tecniche per la creazione di contenuti culturali digitaliPreparare la digitalizzazioneGli oggetti da digitalizzare devono essere catalogati; in mancanza dirisorse catalografiche o inventariali preesistenti, la catalogazioneavverrànell’ambito del progetto di digitalizzazione.Per il materiale archivistico e librario, ad esempio, le caratteristiche daprendere in considerazione dovranno includere:• stato di conservazione e fragilità• maneggevolezza• ordinamento• legatura• supporto• dimensioni• cartulazione• presenza di altri elementi notevoli, quali sigilli, miniature,annotazioni,stemmi ecc.
  • 79. software open source (OSS)
  • 80. software open source (OSS)Tale modello nasce nella sua formulazione attuale nel 1985, con lacreazione della FSF (Free Software Foundation) da parte di RichardStallman.Stallman e il suo gruppo definiscono il concetto di “copyleft”in contrapposizione al tradizionale “copyright”: in sintesi, ove ilcopyright tende a tutelare il diritto d’autore anche attraversolimitazioni all’accesso della conoscenza,il copyleft intendetutelare il più generale diritto della collettivitàa fruire dei prodotti dell’innovazione.
  • 81. software open source (OSS)I principi del copyleft vengono formalizzati dalla FSF (Free SoftwareFoundation)nella cosiddetta General Public License (GPL).il cliente ha la possibilità di:• duplicare/installare copie multiple, all’interno della propriaorganizzazione, del software acquisito senza oneri aggiuntivi;• modificare/estendere il software acquisito a suo piacimento,oppure inglobare il software acquisito in altri sistemi di suaproprietà;• commercializzare le estensioni realizzate oppure i sistemi di suaproprietà includenti il software acquisito. In tal caso, però, èvincolato a utilizzare la GPL: dovrà cioè fornire il codicesorgente delle estensioni realizzate;
  • 82. software open source (OSS)Si noti che la GPL è un modello di licenza ricorsivo, eche non prescrive in nessun caso che il software debbaessere ceduto gratuitamente. Dunque il software opensource non è affatto unalternativa al softwarecommerciale: il modello OSS non preclude la presenzadi distribuzione commerciale, di fornitori di valoreaggiunto o di servizi di supporto. È più corretto definirel’OSS come alternativa al modello di licenza proprietario(closed source), in cui l’accesso al codice sorgente non èconcesso, in cui il fornitore del software mantiene i dirittisul proprio prodotto e vende allutente una "licenzadutilizzo", temporanea o illimitata, che consente lusodel prodotto, ma non implica in nessun modo chelutente acquisisca la proprietà del software.
  • 83. software open source (OSS)Le soluzioni open source: panoramicaSistemi operativiNel 1991, lo studente di ingegneria finlandeseLinus Torvalds crea il kernel di un sistema operativo (dichiaratamenteispirato a Unix) che battezza Linux
  • 84. software open source (OSS)Le soluzioni open source: panoramica Software dinfrastruttura (web server, DBMS, application server, utility) Software di rete Il più noto e diffuso web server open source è Apache, prodotto dallApache Software Foundation e dallApache Server Project, Il mercato dei DBMS open source è dominato da MySql (creato da NuSphere) e Post-GreSql (creato da GreatBridge). Software applicativo o di produttività individuale Il più noto pacchetto di questo tipo è Star Office, una volta commercializzato come software proprietario da Sun, successivamente distribuito in modalità open source (progetto openOffice.org). Il pacchetto include un word processor, un foglio elettronico e un programma di t i bili W d E l P P i t
  • 85. software open source (OSS)Vantaggi e svantaggi dell’OSSArgomenti a favoreL’adozione di software open source porta normalmente a un risparmio inizialein termini di costi per licenze, ma anche di costi per gli aggiornamenti. Irisparmi sono notevoli sugli aggiornamenti a fronte delle politiche commerciali dialcuni produttori di software proprietario, che propongono nuove versioni delpropri pacchetti vantandole come rivoluzionarie rispetto alle versioni precedenti.Un noto argomento a favore degli OSS è che, con un minor costo dellelicenze, il budget di unorganizzazione può prevedere costi più alti per iservizi, e dunque in teoria più alti livelli di servizio, come illustrato in figura
  • 86. software open source (OSS)Vantaggi e svantaggi dell’OSS: Indipendenza dai fornitoriIl modello open source impedisce il monopolio da parte deiproduttori di software, e permette un maggiore controllo daparte del cliente, ove il software proprietario costituisce inveceuno strumento di pressione (anche in sede di trattativa) daparte del venditore. Si pensi ad esempio alla correzione diproblemi riscontrati su un pacchetto software. Nel caso opensource, lesistenza di comunità di sviluppatori diffuse nelmondo permette di ottenere rapidamente correzioni deglierrori rilevati (levoluzione di Linux, Apache e degli altripacchetti open source è avvenuta appunto in questo modo).Nel caso di software proprietario, si deve attendere che ilproduttore rilasci una patch, e nel frattempo non si puòintervenire sul programma.
  • 87. software open source (OSS)Vantaggi e svantaggi dell’OSSSicurezzaDisporre del codice sorgente dei programmi utilizzati all’interno dellapropria organizzazione permette (ma non garantisce) un gradomaggiore di sicurezza, specie in presenza di dati sensibili (casocomune nella pubblica amministrazione). Sono infatti più agevoli icontrolli interni (ove nei software proprietari ci si deve affidare aiproduttori) alla ricerca di eventuali “back door” o debolezzesfruttabili da attacchi esterni.Flessibilità In generale, il software open source è più adatto ad essere personalizzato o esteso come funzionalità rispetto a un software proprietario.
  • 88. software open source (OSS)Vantaggi e svantaggi dell’OSS Argomenti a sfavore Bassa compatibilità con standard commerciali È un punto duale dell’ultimo argomento a favore. L’enorme diffusione di alcuni prodotti software proprietari ha fatto sì che alcuni formati proprietari assurgessero a standard de facto. Ciò comporta che una non perfetta compatibilità venga vista come uno svantaggio dell’OSS (si veda a tal proposito quanto detto sui problemi di Star Office).
  • 89. software open source (OSS)Vantaggi e svantaggi dell’OSS Argomenti a sfavore Supporto non garantito Nonostante lofferta di supporto da parte dei distributori, non c’è ancora sul mercato grande fiducia nel supporto fornito all’OSS. Mercato instabile Il modello attuale di distribuzione del software open source, economicamente basato sullofferta di servizi piuttosto che sulle licenze, è rischioso in un mercato aggressivo come quello dellIT. Per questo motivo, alcuni distributori di OSS si trovano in difficoltà. Carenza di applicazioni business Carenza di drivers
  • 90. APPLICAZIONI DELLA ICT Possibili ruoli della ICTnei processi di cambiamento (Esperienze europee)
  • 91. APPLICAZIONI DELLA ICT Eindhoven: Progetto e-city (kenniswijk) Obiettivo generale progetto di sviluppo ICT per le aree periferiche delle città - knowledge neighborhood - nei settori dei servizi, del lavoro e della conoscenza (better living, better working and better learning). popolazione interessata: circa 85.000 abitantiPROGETTI nuove infrastrutture (banda larga) incentivi economici (a cittadini ed operatori) nuovi servizi per incrementare l’efficienzaamministrativa, sperimentare nuove forme di e-democracy ed e-Gov rivitalizzazione del commercio anche via web ICT per la mobilità, la sicurezza
  • 92. APPLICAZIONI DELLA ICTEindhoven: Progetto e-city (kenniswijk)Problematicherapporto tra pubblico e privato. Il settore privatosi è dimostrato, nella fase pre-progettuale, pocoincline ad assumersi rischi di impresa,assumendo una posizione di attesa per vederepoi come gli eventi evolvevano;nelle fasi in cui il progetto è partito letempistiche si sono invertite: il privato volevatempi brevi e risultati immediati e concreti, Helmondmentre il settore pubblico aveva tempi moltidilatati nel tempo ed una tendenza a visioni piùutopiche ed astratte; sono emerse alcunecarenze nei processi comunicativi sul progetto.Al momento il progetto è ancora in fase diattuazione e saranno, quindi, i prossimi anni adirci se è riuscito e se è stato un fallimento.
  • 93. APPLICAZIONI DELLA ICT L’Aja : Progetto Residentie.net Obiettivo libero accesso alla rete per tutti i cittadini direttamente dalle loro abitazioni, via PC o teletext o TVEffetti positivi: e-government efficienza e trasparenza più opportunità alle classi svantaggiate in quanto ha reso disponibili, in modopressoché gratuito, una banca dati infinita ma anche una opportunità di accesso allenuove tecnologie.Effetti negativi: alcune difficoltà di ordine economico, per la città in quanto primo investitore, per icittadini, poiché alcune compagnie che hanno aderito al progetto hanno impostoprezzi alti per alcuni servizi, come le telefonate o gli help desk.
  • 94. APPLICAZIONI DELLA ICT Manchester: Electronic Village Halls Obiettivo Sviluppare opportunità lavorative e di nuove conoscenze attraverso digital points di aggregazione socialeAltri programmi Investimenti nel settore ICT e programmi sociali (ad es. programmi educativi sullaICT dedicati a specifici gruppi sociali) coordinamento per il rafforzamento della ricerca (Manchester è un centroregionale con 4 Università, science park ed industrie della ICT) programmi educativi sviluppati dalle comunità locali di quartiere (ad es.programmi di alfabetizzazione informatica presso chiese) riutilizzo dei vecchi PC a fini educativi uso libero di internet presso la biblioteche pubbliche
  • 95. APPLICAZIONI DELLA ICT Helsinki : Lasipalatsi (palazzo di vetro) Obiettivo libero accesso alla rete per i cittadini, corsi di alfabetizzazione informatica, centro di aggregazione Helsinki : Cable Book LibraryLasipalatsi è un vecchio edificio del 1938 riconvertito ad uso sociale e come ICTpoint. All’interno della struttura vi sono società informatiche, di servizio, bar eristoranti, biblioteca, etc. Vengono offerti non solo l’accesso alla rete ed alla postaelettronica, ma programmi di alfabetizzazione informatica diretti a tutti i cittadini
  • 96. RUOLO DELLA ICT IN AMBITO URBANO: CASI STUDIOHelsinki : Lasipalatsi (palazzo di vetro) A café in a unique milieu in the heart of the city with a sun terrace seating 80.
  • 97. RUOLO DELLA ICT IN AMBITO URBANO: CASI STUDIOHelsinki : Lasipalatsi (palazzo di vetro) The Lasipalatsi Media Centre, owned by the City of Helsinki, runs the film and media centre and develops its activities Näyttely is an exhibition hall for temporary exhibitions, traversing the building at street level, open to all.
  • 98. RUOLO DELLA ICT IN AMBITO URBANO: CASI STUDIOHelsinki : Lasipalatsi (palazzo di vetro) Reel One Oy /Ltd. is a store specialised in av- products, film and video editing and conversion and the sale of equipment. (DPS-video stations, digital video cameras & recorders).Helsinki City, Youth Department, Information centre Kompassioffers free information and advice to people 13 to 25 years old onsubjects such as work, international matters (for instancevoluntary work abroad, seasonal jobs abroad, youth exchanges),studies, housing and leisure. The wide range of services offeredby Kompassi is also available on the Internet: find information,leave a note on the bulletin-board or ask a question. The strengthsof Kompassi are its large amount of information, its expert andkind staff and its central location.
  • 99. RUOLO DELLA ICT IN AMBITO URBANO: CASI STUDIOtabella comparativa tra le esperienze fatte dalle quattro città
  • 100. RUOLO DELLA ICT IN AMBITO URBANO: CASI STUDIO I dati italiani sono stati forniti da: Jesi, Reggio Emilia, Palermo, Comuni del Copparese (FE), Cuneo, Treviso, Palombara Sabina.
  • 101. RUOLO DELLA ICT IN AMBITO URBANO: CASI STUDIO
  • 102. RUOLO DELLA ICT IN AMBITO URBANO: CASI STUDIOStrategia della ICT nella politica cittadina
  • 103. (POTENZIALI) VANTAGGI (POTENZIALI) RISCHI creazione di nuove professioni enuovi mercati; diminuzione della pressione mancato sfruttamento delle nuovesullambiente; possibilità elettroniche da parte degli utenti; collegamento delle regioniperiferiche alle aree centrali di un mancato adeguamento del mondoterritorio; imprenditoriale e lavorativo alle innovazioni tecnologiche e organizzative che ne sburocratizzazione della pubblica conseguono;amministrazione; perdita di posti di lavoro, magari a comunicazione più efficace tra vantaggio di paesi terzi, nei quali i costi e lapubblica amministrazione, cittadini e stessa protezione dei dati sono minori;imprese; non uniformità di accesso alle incremento della gamma e della informazioni da parte di tutti i cittadini;qualità dei servizi; le nuove conoscenze possono divenire possibilità di inclusione socio- uno strumento di abuso di potere.economica di categorie emarginate(es. anziani) nuove tipologie di inquinamento maggiori possibilità culturali per strutture più complesse e labilitutti i cittadini
  • 104. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY POTENZIALITÀ EFFETTI ACCESSO Decision Efficienza Sociali Support Database technologies Trasparenza System Politici Networking e-Gov technologies (istituzioni e Management democrazia) Identification Multimedia Innovazione Economici technologies technologies Partecipazione Governo del e-learning territorioINFRASTRUTTURA CONTENUTI Il ruolo della ICT sullo sviluppo urbano può rappresentarsi come un sistema complesso ove le interazioni tra le differenti componenti produrranno effetti sulla città
  • 105. Applicazioni delle tecnologie ICT al settore dei Beni CulturaliUnità Didattica 7.e - Informatica e nuovetecnologie della comunicazione – (Modulostrutturato su ore 22 di lezione) Arch. Antonio Caperna http://www.c1roma3.it http://www.nexuslab.org a.caperna@awn.it
  • 106. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYInformation Technology (IT): è una forma di tecnologia che puòaiutarci nella gestione di processi di immagazzinamento oamministrazione di informazioniCommunication Technology (CT) tecnologia legata alla forma dicomunicazione (l’atto del mettere in comune)Dal suono dei tamburi alle campane; dal telegrafo fino alla radio o latelevisione. In particolare il telefono rappresenta la prima formainterattiva di comunicazione in tempo realenella ICT si fondono la computer technology, la InformationTechnology, le telecomunicazioni, l’elettronica ed i media
  • 107. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY manifatturiero, ad esempio la fabbricazione di macchine perufficio o di elaboratori e sistemi informatici; oppure lafabbricazione di apparati riceventi radio TV, per registrazione eriproduzione di suoni od immagini e prodotti connessi; settore dei beni legati ai servizi, ovvero quelli legati alladistribuzione e al commercio all’ingrosso di macchinari pertelecomunicazioni, apparati elettrici, computer etc.; settore legato ai servizi immateriali, ovvero attività di radio etelecomunicazione, consulenze software e hardware, databaseactivities, servizi di telematica o robotica, etc.; settore legato all’industria dei contenuti, ad esempiopubblicazione di libri, supporti sonori, proiezionicinematografiche, etc. ICT sectors (Source: OECD)
  • 108. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY FATTORI ESTERNI Condizioni istituzionali ed economiche Politiche nazionali Infrastruttura Migliore infrastruttura elettronica DINAMICHE INTERNE Accesso Contenuti Migliori e maggiori Più utenza locale servizi elettronici
  • 109. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYLa domanda di contenuti in ambitolocale è rappresentata dai cittadini,aziende, governo locale e visitatori.Queste quattro classi hanno poi Ulterioriulteriori ambiti relativi a particolari segmenti disegmenti. richieste CITTADINI AZIENDE DOMANDA DI CONTENUTI IN AMBITO AMM.NE LOCALE LOCALE VISITATORI
  • 110. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY FATTORI ESTERNI Condizioni istituzionali ed economiche DINAMICHE INTERNE Politiche nazionali Contenuti Migliori e maggiori servizi electtronici Infrastruttura Accesso Migliore infrastruttura elettronica Più utenza locale POSSIBILI EFFETTI SULLA CITTA’ Sviluppo coesione Qualità accessibilitàeconomico sociale della vita
  • 111. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Decision Support System Networking technologiesIdentification technologies Pervasive computing development Database technologies Multimedia technologieswireless communication
  • 112. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Database come un sistema di gestione di dati integrati, ricompilati e Database immagazzinati secondo precisi criteri,technologies necessari ad una determinata attività che si deve svolgere Database relazionale. In questa struttura i dati sono organizzati in tabelle dove le righe sono i record e le colonne sono i campi. E’ possibile stabilire delle relazioni tre le diverse tabelle; la norma fondamentale per stabilire relazioni tra tabelle, è che il campo di collegamento non deve avere ripetizioni, ossia ogni record deve potere essere identificato in maniera univoca. Il campo che permette lidentificazione di ogni record è detto "chiave primaria" e deve essere comune alle tabelle che si intende correlare
  • 113. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Multimedia technologies
  • 114. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYIdentification technologies GPS technologies
  • 115. New Computer Technologies in the Process of Urban planning
  • 116. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYCAD, GIS, SDSS Decision Support Systems obiettivo della tecnologia DSS è quello di facilitare ed aiutare i progettisti o i decisori politici nei processi decisionali, tanto in termini di efficacia che di efficienza.
  • 117. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY
  • 118. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Networking technologiesflussi di comunicazione della rete Internet
  • 119. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYICT TOOLS PER LA PRESERVAZIONE DELPATRIMONIO CULTURALEInventories & DocumentationPreservation, Conservation and RestorationSite ManagementData Base ManagementMultimedia contents (+ GIS, GPS, …)NetworkingLegislationTrainingUse of tools like satellite, 3D models …
  • 120. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Decision obiettivo della tecnologia DSS è quello di facilitare ed aiutare i progettisti o i Support decisori politici nei processi decisionali, tanto in termini di efficacia che di Systems efficienza. In termini operativi questi sistemi sono usati quando si operano simulazioni per la valutazione di scenari alternativi, valutazioni che verranno formulate sulla scorta di scale di valori proposte dai decisori. Da un punto di vista tecnico un DSS si fonda sul presupposto che ogni decisione o processo decisionale può essere traslato e strutturato sotto forma algoritmica.le discipline di ricerca legate ai DecisionSupport System
  • 121. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Identification technologiesQueste tecnologie permettono di stabilire sia la posizione chel’identificazione di persone o merci attraverso differenti tecniche. Adesempio per le merci i corrieri espressi attraverso un codice a barreoperano una tracciatura della merce, cioè possono in ogni momentosapere dove essa si trova.La tecnologia GPS (Global Positioning System) permette di capire dove sitrova una persona o un mezzo attraverso l’uso di un dispositivocomunicante con una rete di satelliti geostazionari ruotanti attorno allaterra. I codici a barre sono un insieme di elementi grafici a contrasto elevato disposti in modo da poter essere facilmente letti da un sensore e decodificati tramite un apposito circuito integrato.
  • 122. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Multimedia technologiesIl termine multimedialità omultimediale deriva al latinomedium (= "mezzo", qui intesocome mezzo di comunicazione)e si può grossolanamentetradurre in "con molti mezzi".Si è diffuso tra la fine deglianni 1980 e linizio degli anni1990.Si parla di contenutimultimediali, specie in ambitoinformatico, quando percomunicare uninformazioneriguardo a qualcosa ci si avvaledi molti media, cioè mezzi dicomunicazione di massa,diversi: immagini inmovimento (video), immaginistatiche (fotografie), musica etesto.
  • 123. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY InterattivitàUn sistema si dice interattivo quando il suo comportamento non è fisso,ma varia al variare dellinput dellutente.Quando lutente trasmette, in un modo qualunque, uninformazione alsistema che sta utilizzando, interagisce con esso; grazie a questainterazione, il sistema può deviare dal suo comportamento prefissato edadeguarsi alle esigenze dellutente.La maggior parte dei sistemi con cui si ha a che fare è generalmenteinterattiva: una lavatrice è interattiva, in quanto modifica il suocomportamento a seconda di come regoliamo le sue manopole epulsanti. Un computer è interattivo perché ci mostra questo o quellaltrodato a seconda delle informazioni che gli forniamo tramite il mouse o latastiera.Un esempio di sistema non interattivo è invece la televisione analogica,ossia la televisione classica, lunica in effetti disponibile dacinquantanni fa fino a pochi anni fa, prima dellavvento della TVdigitale. La televisione classica ha una fruizione pressochécompletamente passiva: a parte il cambio dei canali e del volume, non èpossibile far altro allutente, che non può ad esempio comunicare conlemittente per richiedere una particolare trasmissione, cosa che inveceè possibile con la moderna TV digitale
  • 124. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYipertestualità:lipertestualità è la caratteristica di un documento diutilizzare la struttura dellipertesto; il prefisso ipersta ad indicare la maggiore valenza di un documentoipertestuale rispetto a un documento "tradizionale"(cartaceo), dovuta al fatto che un documentoipertestuale non deve essere obbligatoriamente lettoin modo sequenziale, ma si può saltare da una parteallaltra senza seguire nessun ordine prestabilito
  • 125. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY GPS technologiesIl Global PositioningSystem (abbreviato inGPS, a sua voltaabbreviazione diNAVSTAR GPS, acronimodi NAVigation Systemwith Time And RangingGlobal PositioningSystem), è un sistemasatellitare a coperturaglobale e continuagestito dal dipartimentodella difesa(Departement ofDefence, DoD)statunitense.
  • 126. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY GPS technologiesQueste tecnologiepermettono di stabilire sia laposizione chel’identificazione di persone omerci attraverso differentitecniche. Ad esempio per lemerci i corrieri espressiattraverso un codice a barreoperano una tracciatura dellamerce, cioè possono in ognimomento sapere dove essasi trova.La tecnologia GPS (GlobalPositioning System)permette di capire dove sitrova una persona o unmezzo attraverso l’uso di undispositivo comunicante conuna rete di satellitigeostazionari ruotantiattorno alla terra.
  • 127. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYTELERILEVAMENTO (REMOTE SENSING)generalmente accettata la definizione deltelerilevamento come linsieme di tecniche,strumenti e mezzi interpretativi che permettonodi estendere e migliorare le capacità percettivedellocchio umano, fornendo informazioniqualitative e quantitative su oggetti posti adistanza dal luogo dosservazione. Le modernetecniche di Telerilevamento hanno ampliato ilcampo di indagine ben oltre alle informazionilegate allo spettro elettromagneticocomprendendo misure di campi di forze(gravitazionali, magnetico , elettrico) eutilizzando una grande quantità di strumenti Satellite Quick Bird(sistemi laser, ricevitori a radio frequenza, per il telerilevamentosistemi radar, sonar, dispositivi termici,sismografi, magnetometri, gravimetri,scintillatori). Oggi Il telerilevamento comprendetecniche di analisi della radiazioneelettromagnetica e dei campi di forze finalizate adacquisire ed interpretare dati geospaziali presentisulla superficie terrestre, negli oceani enellatmosfera.
  • 128. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYTELERILEVAMENTOLe informazioni raccolte possono distaredallosservatore da alcuni metri (ProximalSensing) fino a migliaia di chilometri(Remote Sensing), come nel caso delleosservazioni effettuate dai satelliti. Ilveicolo di informazione del telerilevamentogeneralmente è lenergia elettromagnetica,sia essa proveniente dal sole, emessa dallaterra o generata da strumenti radar o laser.Lenergia elettromagnetica che trasporta leinformazioni più utili nel campo deli Satellite Quick Birdtelerilevamento applicato allo studio del per il telerilevamentoterritorio è quella delle bande del visibile,infrarosso e delle microonde
  • 129. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYTELERILEVAMENTOGestione del Rischio: monitoraggio difrane, subsidenze, alluvioni, vulcani eterremoti e valutazione dei danni,localizzazione di aree inquinate,pianificazione delle strutture di prontosoccorso, etc. Foto frontale e vista 3D di una frana di scorrimento (zona della Gola di Frasassi, Ancona).
  • 130. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYTELERILEVAMENTOMare e Aree Costiere: gestione delle coste, fenomeni di erosionecostiera, monitoraggio aree glaciali e periglaciali, pianificazione econtrollo delle rotte nautiche, presenza di alghe, etc.Telecomunicazioni: pianificazione e supporto delle reti di trasporto enavigazione a scala urbana e internazionale, etc.Media e Turismo: cartografia, pubblicità, educazione, analisi diproprietà, valorizzazione del territorio, etc.
  • 131. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYTELERILEVAMENTOGeologia e Geologia Applicata: cartografia geologica, esplorazionimarine e terrestri, valutazioni di impatto ambientale, monitoraggio diattività estrattive, subsidenze, movimenti franosi, etc.Topografia e Cartografia Tematica: realizzazione gestione edaggiornamento della cartografia, pianificazione territoriale, catasto,controllo dellabusivismo edilizio, etc.Difesa del territorio: monitoraggio di obiettivi strategici,pianificazione e preparazione di missioni, verifica della pianificazione edegli accordi, controllo dellindustria estrattiva, etc.
  • 132. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY TELERILEVAMENTOAmbiente: classificazione multitemporale di uso e coperture del suolo,controllo e gestione dellecosistema, valutazioni di impatto ambientale,monitoraggio inquinamento, discariche e rifiuti urbani e industriali,gestione della rete idrica e aree umide, etc.
  • 133. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYTELERILEVAMENTOAgricoltura: gestione dei processi produttivi, verifiche di dettaglio diappezzamenti e tipologie di colture, inventario e previsione deiraccolti, controllo delle proprietà, valutazione dei danni post-calamità,etc.;Scienze Forestali: cartografia forestale, gestione demaniale,monitoraggio aree deforestate o percorse da incendi, etc.
  • 134. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY TELERILEVAMENTOIn 1972, Las Vegas had about 270,000 residents; by 1992 the cityhad grown to more than 900,000. Growth of the city is evident incomparing a 1972 Landsat subscene to one acquired in 1992
  • 135. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYFOTOGRAMMETRIA DIGITALEtutte quelle procedure che utilizzano immagini fotografiche di unoggetto per ricavarne la posizione, la forma e le dimensioni.Effettuare il rilievo di un oggetto significa ricavarne la posizionespaziale di tutti i punti di interesse. Mediante la fotogrammetriaquesta operazione viene fatta, in gran parte, non direttamentesulloggetto ma utilizzando le prospettive fotografiche centralimediante osservazione stereoscopica. Fotogrammetria aerea - Modalità di ripresa stereoscopica del territorio
  • 136. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYFOTOGRAMMETRIA DIGITALEla fotogrammetria rappresenta uno strumento di acquisizione di dati metrici etematici tra i più affidabili, rapidi ed economici; è il metodo più qualificato perla definizione spaziale degli elementi del Territorio e per la misura delle loropiù minute modificazioni. Inoltre le nuove modalità fotogrammetricheconsentono descrizioni grafiche e numeriche più pertinenti e assicurano lapossibilità di istituire periodici e sistematici controlli ai fini della salvaguardia econservazione di beni naturali, culturali, ambientali, ecc Metodo di visione stereoscopica. La stereovisione è possibile attraverso luso di occhiali anaglifi (lenti Rosse e Blu), indipendentemente dal tipo di scheda grafica. Questa stereocoppia orientata è relativa allIsola di Caprera (Arcipelago della Maddalena, Sardegna).
  • 137. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Un computer palmare (detto anche palmare), spesso designato in inglese con il termine palmtop o con la sigla PDA (acronimo di personal digital assistant), è un computer di ridotte dimensioni, tale da essere portato sul palmo di una mano, dotato di uno schermo sensibile al tocco (o Touch Screen).Il telefono cellulare, popolarmenteconosciuto come telefonino, è unapparecchio per la comunicazione inradiotelefonia, collegato alla rete telefonicadi terra tramite centrali di smistamento,denominate BTS o stazioni radio base,molto spesso dotate di tre o più celle,ciascuna capace di diverse connessioni congli apparecchi mobili.
  • 138. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Location-based services (LBS) are offered by some cell phone networks as a way to send customadvertising and other information to cell- phone subscribers based on their current location. The cell-phone service provider gets the location from a GPS chip built into the phone, or using radiolocation andtrilateration based onthe signal-strength ofthe closest cell-phone towers (for phones without GPS features). In the UK, networks do not use trilateration; LBS services use a single base station, with aradius of inaccuracy, to determine a phones location.
  • 139. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Networking technologiesflussi di comunicazione della rete Internet
  • 140. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYWireless communications standards and typical applications
  • 141. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Networking technologies Google earth
  • 142. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYMicrosoft mappoint north america 2001 virtual globe
  • 143. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYRealtà Virtuale e Virtual Cultural HeritageL’area denominata “Virtual Cultural Heritage” fa riferimento all’usodi sistemi virtuali per generare, navigare ed esplorare ambientiricostruiti d’interesse culturaleLe tecniche di Realtà Virtuale possonoestendere le nostre capacità percettiverendendo possibili interazioni tra simulazioninumeriche e dati raccolti sperimentalmente. Inquest’ottica le applicazioni di Realtà Virtualesono strettamente collegate a quelle diVisualizzazione Scientifica perché creanomodalità originali di navigazione edinterrogazione di mondi visibili, invisibili,ipotetici ed immaginari.Il concetto stesso di virtualità implica ladisponibilità di visualizzazioni tridimensionali edi sistemi interattivi finalizzati alla creazioned’ambienti immersivi generati in tempo reale dalcalcolatore
  • 144. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYRealtà Virtuale e Virtual Cultural HeritageUn supercalcolatore grafico traduce in tempo reale scene grafiche inimmagini. La proiezione su uno schermo semicilindrico crea un’illusioned’immersione nel mondo simulato. L’immersività è amplificata dall’usod’occhiali stereografici.Tutto ciò consente la navigazione all’interno d’ambienti sintetici (VirtualEnvironments - VE)
  • 145. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYRealtà Virtuale e VirtualCultural Heritage
  • 146. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYflussi di comunicazione della rete Internet Bologna virtuale
  • 147. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYPlanning Support Systemsdisciplina il cui dominio è lo studio dell’Information Technologyrelativamente ai processi di pianificazione.L’attività di ricerca sviluppata presso l’MIT (Ferraz de Abreu) in questadisciplina si riferisce a tre aree principali di interesse: i metodi analitici ed i modelli urbani; la rappresentazione della conoscenza e la gestione dell’informazione; le implicazioni istituzionali dell’information technology.
  • 148. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYPlanning Support Systemsmetodi analitici e modelli urbanifornisce gli strumenti per l’elaborazione dell’informazione che sono utilizzati peraffrontare i problemi complessi alla base della pianificazione. Questa area di ricercatrova i suoi fondamenti nelle svariate discipline che spaziano dall’analisi ed ilsupporto alle decisioni all’analisi spaziale, dalla dinamica dei sistemi, alla ricercaoperativa, dalla matematica alla teoria dei grafi ed alla teoria dei giochirappresentazione della conoscenza e la gestione dell’informazionearea di studio riguarda la strutturazione, la memorizzazione, l’elaborazionedell’informazione nei sistemi in funzione dei processi di pianificazione (processidecisionali, sviluppo di politiche, pubblica infor-mazione, trasferimento diconoscenza)implicazioni istituzionali dell’information technology
  • 149. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYPlanning Support SystemsUrbanSimUrbanSim è un PSS basato su un modello di simulazione,sviluppato per studiare principalmente nella fase di definizione dellepolitiche di piano l’interazione tra uso dei suoli e infrastrutture ditrasporto nei processi di sviluppo urbano.E’ progettato specificatamente per la valutazione delle poli-tiche perla gestione della crescita urbana, con particolare enfasisull’inte-razione tra uso dei suoli e trasporti” (Waddel)
  • 150. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYPlanning Support SystemsCommunity VizE’ un PSS dedicato a processi collaborativi di progettazione urbanisticaUn sistema multimediale spaziale sviluppato su una piattaforma GIS. Lecomponenti principali del sistema sono un modulo per la costruzione discenari (Scenario Constructor), un modulo per la visualizzazionetridimensionale (Town Builder 3D), e un modello predittivo basato sualgoritmi genetici. Le componenti sono utilizzate in un unico ambienteintegrato in maniera interattiva, consentendo agli utenti di esplorare unaproposta di piano, modificarla in tempo reale e valutarne gli effetti.i moduli sono tre estensioni indipendenti del software Arview
  • 151. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Urban Alternatives
  • 152. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Elkins Meadow-Steamboat Springs
  • 153. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Elkins Build-out
  • 154. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Elkins Suitable
  • 155. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Visualization-Development Proposal
  • 156. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Progetto Urbano (informazione e comunicazione) Uso del suolo, ICT per la rappresentazione di modelli analitici, grafici, di scenario; gestione di banche dati, visualizzazione, modellazione e simulazioni, infrastrutture, rete dei trasporti, etc. Altro Servizi di emergenza, telecomunicazioni, marketing, mercato immobiliare, educazione, e-commerce, turismo,Sopra. Enchede, Olanda (Fonte: TU/e Delft)Sotto. Modello 3D collegato ad una banca dati(Fonte; CASA) Sotto. Analisi nelle 24 h del centro di Londra. I luoghi della vita notturna (a) e quelli diurni (b) a b
  • 157. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Espansione della città di Chicago (Fonte: CASA)
  • 158. Informatica e nuove tecnologie della comunicazione: Internet Arch. Antonio Caperna http://www.nexuslab.org a.caperna@awn.it
  • 159. Città come flow of informationnellambito dellamministrazione USA, alla fine degli anni ’50, siconcepì lidea di creare unagenzia il cui compito fosse quello distimolare e finanziare la ricerca di base in settori che avrebberopotuto avere una ricaduta militare.Nel 1958 il Congresso approvò la costituzione e il finanziamento dellaAdvanced Research Projects Agency, lARPA, la cui sede fu stabilitanelledificio del Pentagono a Washington.
  • 160. Città come flow of informationNel 1959 Paul Baran fu inserito nella neonata divisioneinformatica, dove si mise a lavorare su un problema che daqualche tempo veniva studiato: come riuscire a garantire cheil sistema di comando e controllo strategico dellesercitorimanesse se non intatto almeno operativo in caso di attacconucleare. Le reti di comunicazione tradizionali su cui si basavalintero apparato di controllo militare, infatti, eranoestremamente vulnerabili.Lavorando su questo problema, Baran giunse a dueconclusioni: la prima era che una rete sicura dovesse avereuna configurazione decentralizzata e ridondante, in modo cheesistessero più percorsi possibili lungo i quali far viaggiare unmessaggio da un punto a un altro; la seconda, legata allaprima, era che il sistema di telecomunicazioni dovesse basarsisulle nuove macchine di calcolo digitale, in grado di applicaresistemi di correzione degli errori e scelta dei canali dicomunicazione
  • 161. Città come flow of informationSviluppando i suoi calcoli, Baran aveva elaborato un modelloin cui ciascun nodo fosse collegato ad almeno altri quattronodi, e nessun nodo avesse la funzione di concentratore, alcontrario di quanto avveniva per la rete telefonica. In questomodo ogni nodo poteva continuare a lavorare, ricevendo,elaborando e trasmettendo informazioni, anche nel caso in cuialcuni fra i nodi vicini fossero stati danneggiati. Lassenza diun nodo centrale inoltre eliminava ogni possibile obiettivostrategico, la cui distruzione avrebbe compromesso ilfunzionamento dellintera rete.Oltre allidea di una rete decentrata e ridondante, Baran ebbeanche unaltra intuizione geniale: piuttosto che inviare unmessaggio da un nodo allaltro come un unico blocco di bit,era meglio dividerlo in parti separate, che potessero viaggiareattraverso vari percorsi verso la destinazione, dove sarebberostati ricomposti
  • 162. Città come flow of informationqueste idee e intuizioni teoriche,elaborate in sedi diverse eindipendenti, confluirono pochianni dopo nel progetto Arpanet, laprogenitrice di Internet
  • 163. Città come flow of informationdallincomunicabilità reciproca delle possenti e costosemacchine si decise il finanziamento di un progetto volto aconsentire la comunicazione e lo scambio di risorse tra icomputer dei vari laboratori universitari finanziati dallagenzia.Il progetto fu approvato e iniziò così la storia di Arpanet, larete dellARPA.La fase esecutiva del progetto Arpanet prese il via nel 1969University of California, Stanford Research Institute,Università di Santa Barbara e dello UtahNel frattempo la rete Arpanet, come veniva ormai ufficialmentechiamata, cominciava a crescere. I nodi nel 1971 eranodivenuti quindici, e gli utenti alcune centinaia. Nel giro dipochi mesi tutti coloro che avevano accesso a un hostiniziarono a usare la rete per scambiarsi messaggi. E sitrattava di messaggi di tutti i tipi: da quelli di lavoro a quellipersonali. La rete dellARPA era divenuto un sistema dicomunicazione tra una comunità di giovani ricercatori diinformatica!
  • 164. Città come flow of informationA sancire la nascita definitiva di tale rete intervennenel 1983 la decisione da parte della DCA di dividereArpanet in due rami per motivi di sicurezza: unomilitare e chiuso, inizialmente battezzato DefenseData Network e poi Milnet, e uno per la comunitàscientifica, che ereditava il nome originario e chenon avrebbe avuto limiti di interconnessioneesterna. La vecchia Arpanet poteva così divenire atutti gli effetti il cuore della neonata Internet. Nellostesso tempo venne fondato un nuovo organismo digestione tecnica della rete, lInternet ActivitiesBoard (IAB), e tra i suoi sottogruppi lInternetEngineering Task Force (IETF), cui fu affidato ilcompito specifico di definire gli standard della rete,compito che mantiene ancora oggi
  • 165. Città come flow of informationla struttura di internet è molto più simile a quella del cervello umano che al funzionamento di una macchina elettronica. Molti fra i migliori studiosi dell’argomento si riferiscono alla biologia.Perfino in analisi tecnico-matematiche sulla topologia della rete si dice: «L’infrastruttura dell’internet può essere considerata l’equivalente di un ecosistema». Questo è tutt’altro che un concetto teorico e astratto. Ne derivano conseguenze rilevanti, e molto pratiche, per chi vuole capire e usare bene i nuovi sistemi di comunicazione.
  • 166. Città come flow of informationIn alcuni sistemi complessi lecaratteristiche fondamentalisono descritte non dai puntima dalle relazioni tra essi.Prendiamo per esempiointernet. In questo caso i nodisono le pagine WEB ed icollegamenti sono i links adaltre pagine. Per comprenderequali sono i siti più importantiè necessario dunque cercare isiti che hanno piùcollegamenti.
  • 167. Città come flow of informationVerso la fine degli anni ’90 èstato proposto un modello chepermette di descrivere alcunedelle caratteristiche principalidelle reti che ritroviamo innatura, nelle scienze sociali ein biologia.Questo modello si basa su dueassunti principali:• la rete è in continuacrescita• chi apre un nuovo sitopreferisce collegarlo a siti La rete dei router del traffico nel WorldWideWebche hanno già un altonumero di connessioni. è possibile costruire una rete dove esistono, al contrariodei primi modelli di reti democratiche, pochi nodi che hannoun numero altissimo di connessioni, diventando così ilcuore della rete.Reti con questa struttura si dicono scale-free.
  • 168. Città come flow of informationInternet può essere vistacome una rete logica dienorme complessità,appoggiata a strutturefisiche e collegamenti divario tipo (fibre ottiche,cavi coassiali,collegamenti satellitari,doppino telefonico, link suradiofrequenza (WiFi), suponti radio, su raggi lasere su onde convogliate sucondotte elettriche) cheinterconnette un agente Ogni dispositivo connesso direttamente ad Internet siumano o automatico ad un chiama host o end system mentre la struttura chealtro agente tramite, collega i vari host si chiama link di comunicazione.praticamente, qualsiasi Da qualche anno è ormai possibile collegarsi a questatipo di computer oggi o in grande rete da dispositivi mobili come un palmare o dafuturo esistente o un telefono cellulare. In breve dovrebbe essereimmaginabile. possibile per uno di questi dispositivi non solo accedere ad Internet, ma anche subire laccesso da parte di altri host in Internet.
  • 169. Città come flow of informationMolti nodi sono collegati tra loro indiversi modi e tramite diversi path.Questo tipo di collegamento puòessere compreso alla luce dellemotivazioni che negli anni Sessantadettarono la nascita di Internet (alloradenominata ARPANET): creare unarete di elaboratori decentrata chepotesse resistere ad un attacconucleare da parte dellUnioneSovietica. Una tale rete decentratasarebbe sopravvissuta a molti I collegamenti tra i vari nodiattacchi visto che un attacco ad unsingolo elaboratore non ne avrebbe Internet sono appoggiati suimpedito il funzionamento generale, criteri statistici di disponibilitàed i collegamenti ridondantiavrebbero sostituito quelli distrutti.
  • 170. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYInternet (pr. Ìn-ter-net, compostodel latino inter, "fra" e dellinglesenet, "rete") è percepita come lapiù grande rete telematicamondiale, e collega alcunecentinaia di milioni di elaboratoriper suo mezzo interconnessi.Nellambito delle telecomunicazioni, due o più macchine o host(computer, telefono, stampante, ecc...) possono comunicare traloro rispettando norme che sono dette protocolli di rete. Laderenzaai protocolli garantisce che due macchine possano comunicarecorrettamente, anche se sono state realizzate indipendentemente
  • 171. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYSTRUTTURAInternet può essere vista come una rete logica di enorme complessità,appoggiata a strutture fisiche e collegamenti di vario tipo (fibre ottiche,cavi coassiali, collegamenti satellitari, doppino telefonico, link suradiofrequenza (WiFi), su ponti radio, su raggi laser e su ondeconvogliate su condotte elettriche o addirittura idrauliche) cheinterconnette un agente umano o automatico ad un altro agente tramite,praticamente, qualsiasi tipo di computer oggi o in futuro esistente oimmaginabile.Ogni dispositivo connesso direttamente ad Internet si chiama host oend system mentre la struttura che collega i vari host si chiama link dicomunicazione.Da qualche anno è ormai possibile collegarsi a questa grande rete dadispositivi mobili come un palmare o da un telefono cellulare. In brevedovrebbe essere possibile per uno di questi dispositivi non soloaccedere ad Internet, ma anche subire laccesso da parte di altri hostin Internet.
  • 172. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYFunzionamentoI collegamenti tra i vari nodi Internet sonoappoggiati su criteri statistici di disponibilità enon su criteri totalmente deterministici altrimentitipici della tecnologia informatica, tanto chespesso vengono definiti più caotici; ed iprocessi sono distribuiti piuttosto checentralizzati.Molti nodi sono collegati tra loro in diversi modie tramite diversi path. Questo tipo dicollegamento può essere compreso alla lucedelle motivazioni che negli anni Sessantadettarono la nascita di Internet (alloradenominata ARPANET): creare una rete dielaboratori decentrata che potesse resistere adun attacco nucleare da parte dellUnioneSovietica. Una tale rete decentrata sarebbesopravvissuta a molti attacchi visto che unattacco ad un singolo elaboratore non neavrebbe impedito il funzionamento generale, edi collegamenti ridondanti avrebbero sostituitoquelli distrutti.
  • 173. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYI nomi dei computer su Internetcrilet.scu.uniroma1.it.L’ articolazione rispecchia la struttura gerarchica del Domain Name Service. Esso suddivide lintera rete in settori, denominati domini, a loro volta divisi in sottodomini, e così via per vari livelli; ogni sottodominio fa parte del dominio gerarchicamente superiore: alla base della piramide ci sono i singoli host.Lidentificativo di un host riassume le varie gerarchie di domini a cui appartiene: ogni sottostringa rappresenta o un dominio, o un sottodominio, o il nome del computer. Ma lordine di scrittura è inverso allordine gerarchico!La parte di indirizzo più a destra nella stringa indica il dominio più alto della gerarchia, nel nostro caso it. In genere, il livello più alto identifica il paese o, per gli Stati Uniti, il tipo di ente che possiede il computer in questione. Gli altri livelli della gerarchia, movendosi da destra a sinistra, scendono per i vari sottodomini fino a identificare uno specifico host. Così, nel caso sopra considerato, uniroma1 si riferisce al dominio di rete dellUniversità di Roma 1 La Sapienza; scu si riferisce al sottodominio assegnato alla Facoltà di Scienze Umanistiche, e infine crilet è il nome del singolo host, che nel nostro caso è quello del Centro Ricerche Informatica e Letteratura.
  • 174. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYI nomi dei computer su InternetQuando il DNS è stato sviluppato, Internet era diffusa, salvo rareeccezioni, solo negli Stati Uniti. Per questa ragione la rete vennesuddivisa in sei domini, le cui sigle si caratterizzavano per il tipo di ente oorganizzazione che possedeva gli host e le reti a essi afferenti:EDU: università ed enti di ricercaCOM: organizzazioni commercialiGOV: enti governativiMIL: enti militariNET: organizzazioni di supporto e di gestione della reteORG: organizzazioni ed enti di diritto privato non rientranti nelle categorieprecedenti, come enti privati no profit, associazioni, organizzazioni nongovernative.
  • 175. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYPrincipi di base della rete Internetil protocollo TCP/IPIl primo problema in ogni processo di comunicazione è naturalmente la definizionedi un linguaggio che sia condiviso tra i diversi attori che comunicano; attori che,nel caso di Internet, sono in primo luogo i computerEssi pur usando tutti lo stesso alfabeto - il codice binario - parlano spessolinguaggi differenti e incompatibili (diversi sistemi operativi).Per permettere la comunicazione tra luno e laltro è necessario definire delleregole condivise da tutti. Questa funzione, nellambito della telematica, vienesvolta dai protocolli.TCP/IP, che è un acronimo per Transmission Control Protocol/Internet Protocol.
  • 176. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYPrincipi di base della rete Internetil protocollo TCP/IPTCP/IP è indipendente dal modo in cui la rete è fisicamente realizzata: una rete TCP/IP può appoggiarsi indifferentemente su una rete locale Ethernet, su una linea telefonica, su un cavo in fibra ottica, su una rete di trasmissione satellitare .TCP/IP è costituito da un vero e proprio insieme di protocolli di comunicazione, ognuno con un compito specifico:
  • 177. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYAgli informatici (accademici e professionisti) si erano affiancati ifisici, i chimici, i matematici e anche alcuni rari studiosi dellareaumanistica. Senza contare che le reti universitarie iniziavano afornire accessi anche agli studenti undergraduate, e a fornireinformazioni amministrative attraverso i loro host. Parallelamente laquantità di risorse disponibili cresceva in modo esponenziale, enessuno era ormai più in grado di averne contezza con il solo aiutodella memoria.Tutte queste ragioni, che si sommavano allo spirito di innovazione edi sperimentazione che aveva caratterizzato gli utenti più espertidella rete, determinarono agli inizi degli anni 90 una profondatrasformazione dei servizi di rete e la comparsa di una serie di nuoveapplicazioni decisamente più user friendly.
  • 178. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYLarchitettura del World Wide Web
  • 179. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYWorld Wide Web.Il primo documento ufficiale in cui si fa riferimento a questostrumento risale al marzo del 1989. In quellanno Tim Berners Lee,un fisico in carico al centro informatico del grande laboratorio difisica, concepì lidea di un "sistema ipertestuale per facilitare lacondivisione di informazioni tra i gruppi di ricerca nella comunitàdella fisica delle alte energie", e ne propose lo sviluppo al suocentro Il Web può essere definito come un ipertesto multimediale distribuito
  • 180. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYWorld Wide Web.concetto di multimedialità da quello di ipertesto.I due concetti sono spesso affiancati e talvolta sovrapposti,multimedialità si riferisce agli strumenti e ai codici dellacomunicazione, ovvero possibilità di utilizzare contemporaneamente,in uno stesso messaggio comunicativo, più media e/o più linguaggiipertesto riguarda la sfera più complessa dellaorganizzazione dellinformazione
  • 181. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYLipertesto è un insieme di testi o pagine leggibili conlausilio di uninterfaccia elettronica, in maniera nonsequenziale, per tramite di particolari parole chiamatecollegamenti ipertestuali (hyperlink o rimandi), checostituiscono un rete raggiata o variamente incrociata diinformazioni, organizzate secondo diversi criteri, adesempio paritetici o gerarchici, in modo da costituire varipercorsi di letturaIl sistema dipertesto più conosciuto e più ampio è il Worldwide web di Internet, che utilizza il linguaggio HTML(HyperText Markup Language) per definire allinterno deltesto istruzioni codificate per il suo funzionamento.
  • 182. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYWorld Wide Web.ipertesto riguarda la sfera piùcomplessa della organizzazionedellinformazioneUn ipertesto invece si basa suunorganizzazione reticolaredellinformazione, ed è costituito da uninsieme di unità informative (i nodi) e da uninsieme di collegamenti (detti nel gergotecnico link) che da un nodo permettono dipassare a uno o più altri nodi. Se leinformazioni che sono collegate tra loronella rete non sono solo documenti testuali,ma in generale informazioni veicolate damedia differenti (testi, immagini, suoni,video), lipertesto diventa multimediale, e Lo schema di un ipertesto multimediale (ipermedia)viene definito ipermedia.
  • 183. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Larchitettura e i protocolli di World Wide WebIl concetto di ipertesto descrive la natura logica di WorldWide Web. Si tratta infatti di un insieme di documentimultimediali interconnessi a rete mediante molteplicicollegamenti ipertestuali e archiviati sui vari host checostituiscono Internet. Ciascun documento consideratodal punto di vista dellutente viene definito pagina Web,ed è costituito da testo, immagini fisse e in movimento,in definitiva ogni tipo di oggetto digitale.
  • 184. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Larchitettura e i protocolli di World Wide Webci troviamo di fronte a un sistema basato su unainterazione client-server, dove le funzioni elaborativesono distribuite in modo da ottimizzare lefficienzacomplessiva. Il protocollo di comunicazione tra client eserver Web si chiama HyperText Transfer Protocol(HTTP). Si tratta di un protocollo applicativo che a suavolta utilizza come base gli stack TCP/IP
  • 185. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYHTTP è lacronimo di Hyper Text TransferProtocol (protocollo di trasferimento di unipertesto). Usato come principale sistema per latrasmissione di informazioni sul web. Lespecifiche del protocollo sono attualmente incarica al W3C (World Wide Web Consortium)
  • 186. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYIl World Wide Web (Web) è una rete di risorse diinformazioni, basata sullinfrastruttura di Internet.Il Web si basa su tre meccanismi per rendere questerisorse prontamente disponibili al più vasto insiemepossibile di utenti:• Uno schema di denominazione uniforme per localizzarele risorse sul Web (ad es., gli URL).• Protocolli, per accedere alle risorse denominate sulWeb (ad es., HTTP).• Ipertesto, per una facile navigazione tra le risorse (ades., HTML).
  • 187. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Larchitettura del World Wide WebUniform Resource Locator (URL) codificano formalmentelindirizzo di ogni risorsa disponibile su Web(http://www.liberliber.it/index.htm )HTML (acronimo per Hyper Text Mark-Up Language) è un linguaggiousato per descrivere i documenti ipertestuali disponibili nel Web. Non èun linguaggio di programmazione, ma un linguaggio di markup, ossiadescrive il contenuto, testuale e non, di una pagina web. Punto HTML(.html) o punto HTM (.htm) è anche lestensione comune dei documentiHTMLTuttavia, per ovviare ai numerosi limiti di HTML, lo stesso W3C hasviluppato un (meta)linguaggio più potente e versatile per la creazionedi documenti da distribuire su Web, denominato Extensible MarkupLanguage (XML).
  • 188. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEGuida Web Design
  • 189. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEIl web designer comprende la tecnologia da usare, conoscendo le possibilità e i limiti che si possono incontrare nella realizzazione di un sito e ne discute con i clienti e gli altri professionisti impegnati nel progetto Traduce le esigenze, i contenuti e il marchio del cliente in concetti strutturati adatti a un sito web, rispondendo alle esigenze degli utenti e proponendo prove a colori, adatte allo strumento su cui saranno veicolate e realizzabili dal punto di vista tecnico progetta i componenti necessari alla navigazione trasforma gli elementi di progettazione realizzati con software grafici (Photoshop e Illustrator per esempio) in componenti utilizzabili e modificabili su un sito Web
  • 190. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEIl web designer prepara il layout delle pagine del sito utilizzando lHTML e altri linguaggi di programmazione (JavaScript e fogli di stile) insieme a sviluppatori e tecnici web decide lo stile delle pagine web a livello di grafica, layout, tipografia, colori... prepara e presenta i contenuti in modo che risultino ben leggibili e ben strutturati seguendo le linee guida stabilite dal content manager è responsabile del mantenimento del sito, apporta le modifiche grafiche e di codice necessarie, aggiornando e curando il sito.
  • 191. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEFigure coinvolte con il web designeril project manager: coordina i professionisti e i team di lavoro coinvolti,stabilisce il budget necessario per la realizzazione del progetto, il numerodi persone coinvolte, le diverse voci di costo e i tempi di costruzione. È incostante contatto con il cliente.il team del marketing: i siti sono sempre più numerosi. Per potersiassicurare un traffico ragionevole sul proprio sito internet è necessario unpiano marketing che: crea i contenuti del sito: il sito web deve presentare la cosa giusta, il prodotto giusto nel modo giusto. La scelte sui tipi di contenuti spettano in parte allarea marketing che collabora strettamente con quella impegnata sui contenuti attira i visitatori: il compito del web marketing è quello di immaginare come condurre i navigatori del web sul proprio sito. Creare partnership, preparare campagne di comunicazione, monitorare lutenza sono tra le funzioni di questarea
  • 192. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEFigure coinvolte con il web designeril team dei contenuti: esperti di scrittura sul web, giornalistie scrittori si occupano della redazione dei testi, guidati dalcontent manager, responsabile dellorganizzazione e deltrattamento dei contenuti. Lo sviluppo di portali e di siti adalta quantità e qualità di informazioni ha dato maggioreimportanza a questarea, fondamentale per garantire fidelitytra gli utenti.
  • 193. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEil team di produzione, composto da • il web concept designer: stabilisce col cliente e con il project manager lidentità digitale che il sito deve trasmettere e che deve essere coerente allinterno di tutte le pagine che compongono il sito stesso • il web designer: costruisce larchitettura del sito, il modello di navigazione e di interfaccia utente. Decide laspetto del sito, integrando testo, grafica e animazione per avere ununica soluzione che soddisfi gli scopi e i desideri del cliente
  • 194. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEil team di produzione, composto da •specialista del multimediale: audio MP3, Flash e Realmedia sono tra le opportunità che il web offre per chi crea pagine web. Vista la complessità di questi programmi, è utile affidare a figure professionali specializzate la creazioni di animazioni e applicazioni altamente interattive • esperti di programmazione: lHTML è un linguaggio che richiede molta creatività e intuito. Per ragioni tecniche i browser interpretano a volte i codici in maniera diversa, con il rischio di cambiare il risultato finale della pagina web. Per questo motivo esperti dei linguaggi digitali garantiscono che il layout stabilito dal web designer si conservi indipendentemente dalla macchina in cui sarà visualizzata la pagina internet. Realizzando un sito è necessario anche il contributo non solo di programmatori di linguaggi, ma anche di tecnici capaci di implementare database, sviluppati con software che utilizzano il linguaggio PHP , Microsoft ASP ..
  • 195. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEDefiniamo il conceptIl concept è unidea e Internet è il campo idealedove trasferire lidea che il concept definisce concept un progetto
  • 196. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEProdurre e organizzare i contenutiLe tipologie dei contenuti sono svariate: informativi,interattivi, rappresentativi, educativi, istituzionali,dintrattenimento, promozionali...possono avere diversi formati: testi (per cui si dovrannogestire lunghezze, suddivisioni, ipertesti, archivi);immagini (lattenzione qui sarà posta su dimensioni,taglio, figure, sfondo, peso, sequenze, didascalie,copyright); elementi di interazione (email, forum, chat,sondaggi, questionari, newsletter); audio, video e altrifile)
  • 197. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEI software per il WebI software che hai a disposizione per fare al meglio il web designer possono essere divisi in quattro categorie principali: Programmi di grafica (disegno e fotoritocco) Editor HTML Programmi specializzati nellapplicazione di effetti particolari a testo e immagini (come animazioni e 3D) Browser
  • 198. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEGli editor HTMLPer quanto riguarda gli editor HTML hai a disposizione duetipologie di approccio per scrivere il codice:- Editor testuali- Editor What You See Is What You Get (WYSIWYG)Editor testuali:HomeSiteHotdogEditor What You See Is What You Get:Front PageEditor WYSIWYG e Testuali:Dreamweaver MX
  • 199. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEI BrowserIl browser o client web è il software di cuinecessitano gli utenti per accedere aInternet e al mondo del WWW.
  • 200. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEProgettare la pagina Web: Ideazione e sviluppoLidea del sito e i suoi obiettiviOrganizzare lalbero di navigazioneRealizzazione del sitoVerificaPubblicazione
  • 201. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETELidea del sito e i suoi obiettiviIl primo passo da fare consiste nella precisazione dellidea di base del sitoe dei suoi obiettivi e destinatari. Abbiamo già visto nella seconda e nellaterza lezione di questa guida cosa bisogna fare prima di passare alla verae propria fase di "produzione" e diamo quindi per acquisiti queste fasi.Organizzare lalbero di navigazioneUn passaggio fondamentale prima della produzione grafica è avere benchiara in mente e, possibilmente, anche su un pezzo di carta, la strutturagenerale del sito: tipo di navigazione o navigator, numero di pagine,collegamenti interni ed esterni, contenuti sia grafici che testuali, tecnologieda usare.In questa fase è molto utile pianificare il nome da assegnare a ogni pagina(e agli eventuali file multimediali allegati). Oltre che essere un ottimoesercizio per entrare nella logica della progettazione dei siti, risulterà piùfacile apportare eventuali correzioni o modifiche che non erano statepreviste allinizio del lavoro.
  • 202. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETERealizzazione del sitoA questo punto si può passare alla realizzazione materiale del sito.Se il sito è realizzato in html il primo passo è quello di disegnare lagrafica, usando i software illustrati nelle lezioni precedenti e scegliendoquello che meglio si adatta alle nostre esigenze. Successivamentepossiamo tagliare le nostre immagini e scrivere il codice html, aiutandocisempre con i software adatti.Se il sito è pensato per essere realizzato in flash, la costruzione dellagrafica andrà di pari passo con la scrittura degli actionscript e dellaprogrammazione necessaria.Unica avvertenza da usare in questa fase è fare molta attenzione aicollegamenti del sito: collegamenti tra le pagine e collegamenti con irispettivi file multimediali come immagini, suoni, animazioni...
  • 203. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEProgettare la pagina Web: Messa online e verificaLe verifiche principali da svolgere sono:velocità di caricamentoverifica del corretto funzionamento con i vari tipi dibrowserverifica dei collegamenti e dei contenutiverifica della visualizzazione con differenti risoluzionivideo
  • 204. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEHomepage: il biglietto da visita del sitoNon è necessariamente la prima pagina che si visita, ma èsicuramente la più importante. Le sue caratteristiche principalidevono essere quelle dellequilibrio e della chiarezza: entrando in unsito devo capire subito di cosa si parla, devo capire chi mi parla esoprattutto devo essere attratto da qualche cosa. Per il primo puntoposso risolvere il problema con il logo e il pay off. La capacitàattrattiva è data da una grafica accattivante, il linguaggio, la relazioneche nasce tra emittente e destinatario.Gli utenti che arrivano per la prima volta hanno bisogno di saperedove si trovano e che tipo di navigazione possono fare nel nostrosito, quindi possiamo dire che fornire identità e orientamento sonodunque le due funzionalità principali dellhomepage.
  • 205. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETEHomepage: il biglietto da visita del sitoGli utenti che ritornano sul sito lo conoscono già. Èprobabile che le cose che vogliono trovare sonoinformazioni sui più recenti aggiornamenti, e, in generalesulle novità e avere facilitazioni nella navigazione.La homepage, nel suo insieme, deve presentareinformazioni semplici ed efficaci sullidentità del sito.
  • 206. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETERegole da tenere sempre a menteAdotta sempre una grafica "leggera" in modo che ilnavigatore non sia disturbato nella ricerca delleinformazioni che le servono e soprattutto fai in modo chelaspetto grafico arricchisca di contenuto il sito stesso.Non dimenticare che cè unenorme differenza di efficaciatra una grafica deffetto, anche se semplice e una graficamonotona e scontata.Dopo queste considerazioni avrai capito che luso delleimmagini deve essere studiato ad hoc, per far si che noninfluiscano a rallentare il caricamento della pagina, macontribuiscano ad esaltare e armonizzarsi con ilcontenuto delle pagine stesse.
  • 207. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETERegole da tenere sempre a mente Usa il logo e il nome del sito in tutte le pagine del sito inuna posizione strategica, e collegali tramite link allahomepage del sito stesso. Se stai progettando il sito web di unazienda, fai inmodo che la grafica che stai usando sia coerente conlimmagine coordinata dellazienda stessa, in modo taleche limmagine dellazienda sia riportata coerentementeanche sul web. Quando questa operazione non èpossibile perché lazienda non è dotata di unimmaginecoordinata, fai si che almeno il sito sia caratterizzato dauna certa coerenza grafica.
  • 208. USABILITA’ ED ACCESSIBILITA’ DELLE RETERegole da tenere sempre a mente I simboli e le funzioni che usi devono esserericonoscibili e identificabili in tutto il sito e non devonocambiare da una pagina allaltra. Quando il tuo sito diventa molto grande e comunquequando presenta un numero di pagine superiore alle 100,è bene usare una funzione di ricerca. Usa dei font standard, perché non tutte le macchinehanno installati tutti i font. Potresti incappare in un utentecon un PC appena "sballato" dalla confezione con unadozzina di font preinstallati. La soluzione è indicare nelcodice html i font in ordine di preferenza, da quello chevorresti a quello che sei "disposto ad accettare".
  • 209. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Costruire una pagina per World Wide WebQuando si crea un sito Internet, anche molto semplice, sicostruisce un sistema informativo nel quale i vari file(documenti, immagini, suoni...) interagiscono fra loro (adesempio, un documento HTML potrebbe richiamare unaltro documento HTML, e questo potrebbe a sua voltarichiamarne un terzo oppure potrebbe richiamare unaimmagine).Per fare in modo che i siti Internet rimangano gestibili,occorre archiviare i nostri documenti con un minimo dirazionalità
  • 210. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY
  • 211. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY
  • 212. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY
  • 213. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYGli elementi fondamentali per la creazione di un documento WebIl codice HTML si caratterizza sempre per la presenzaal suo interno di tre TAG fondamentali:<HTML><HEAD><BODY>
  • 214. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYGli elementi fondamentali per la creazione di un documento Web<html><title>Titolo del documento</title><head>... qui lintestazione del documento da impaginare ...</head><body>... qui il contenuto del documento</body></html>
  • 215. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYUn esempio di codice HTML con sintassi evidenziata. Questafunzione viene solitamente eseguita da un editor di pagine web o daalcuni browser, come ad esempio Mozilla Firefox.
  • 216. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY<head> = intestazioneLintestazione fornisce: il titolo della pagina e le parole chiave per i motoridi ricerca. Le parole chiave altro non sono che delle informazioni chevengono passate al browser tramite dei TAG specifici, e che servono aimotori di ricerca per comprendere il contenuto del tuo sito.<body> = corpo del documentoContiene tutti gli elementi della pagina che verranno effettivamentevisualizzati a video: il testo, le immagini, gli applet Java e tutti queicontenuti multimediali che vengono mostrati sullo schermo.
  • 217. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYLa scelta dei caratteri.ArialVerdanaTrebuchetTimes new roman
  • 218. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Gli stili di carattereI principali marcatori HTML per gli stili logici sono i seguenti:<strong>...</strong>: testo molto rilevante (viene reso di norma ingrassetto)<em>...</em>: testo enfatizzato (viene reso di norma in corsivo)<cite>...</cite>: testo citato (viene reso di norma in corsivo)Ecco invece i marcatori più noti per gli stili fisici:<b>...</b>: grassetto<u>...</u>: sottolineato<i>...</i>: italico o corsivo<big>...</big>: carattere più grande<small>...</small>: carattere più piccolo
  • 219. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Gli attributi dellelemento <body>Il primo gruppo di istruzioni sono degli attributi che possono essereaggiunti allelemento <body> per specificare laspetto del testo e dellosfondo in una pagina Web. Eccoli in sequenza:background="file-grafico“ - permette di indicare un file grafico (informato GIF o Jpeg) che viene inserito sullo sfondo della pagina; selimmagine è più piccola rispetto alla pagina, essa viene automaticamenteduplicata e affiancata alle sue copie come mattonelle su una paretebgcolor="#colore RGB“ - permette di assegnare un colore allo sfondotext="#colore RGB“ - indica il colore del testo allinterno della paginalink="#colore RGB“ - indica il colore dei linkvlink="#colore RGB“ - indica il colore dei link già seguiti
  • 220. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY LinkLa prima cosa che occorre decidere è dunque quale parte del testo si vuolerendere attiva, e poi inserire il marcatore per definirla come tale. La sintassiè la seguente:<a href="url del documento di destinazione">testo attivo</a>La a del tag sta per anchorlattributo href sta per riferimento ipertestuale, e contiene la URLcompleta del documento di destinazione.<li>urbanistica (visita la <a href="http://www.uniroma3.it">bibliotecatelematica</a> Dipartimento Urbanistica</li>…. Urbanistica biblioteca telematica ……(http://www.uniroma3.it)
  • 221. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Web editorun documento HTML può essere editato con un semplice editor ditesto.Usare degli strumenti più specifici permette spesso un notevolerisparmio di tempo e fatica. E di tali strumenti, oggi, ne esistonomolti e molto avanzati. In generale possiamo distinguere trecategorie di editor HTML:• editor di documenti orientati al codice,• editor di documenti WYSIWYG (What You See Is What You Get,cioè ciò che vedi è ciò che ottieni)• ed editor di siti.
  • 222. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Web editorGli editor HTML con modalità WYSIWYG, possono creare pagine HTMLsenza conoscerne la sintassi. Infatti il codice resta invisibile allutente, cheinterviene sul documento come se lavorasse con un moderno wordprocessor.I migliori editor WYSIWYG consentono anche un intervento diretto sulcodice.Gli editor di siti sono per lo più una evoluzione degli editor WYSIWYG dimaggior successo. Un editor di questa fascia non solo è in grado divelocizzare la creazione di documenti HTML, ma si preoccupa anche diverificare lintegrità dei link tra i documenti che si stanno editando e il restodel sito. Un editor di sito, ad esempio, nel caso in cui si decidesse dicambiare il nome a un file (ad esempio una immagine), ripristinerebbeautomaticamente tutti i collegamenti ipertestuali a quella immaginecontenuti nel sito
  • 223. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Web editorNetscape ComposerUno dei primi editor WYSIWYG è stato quello incluso in Netscape sin dal1996. La versione più recente di questo programma, chiamato NetscapeComposer, è inclusa nella suite di Netscape Communicator(http://www.netscape.com/). Dal punto di vista delle funzionalità offerte,Netscape Composer non ha la pretesa di gestire siti complessi, ma ha dallasua parte il facile utilizzo e lessere fornito gratuitamente
  • 224. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY Web editorMacromedia DreamweaverMacromedia Dreamweaver è attualmente il programma per la creazione disiti più evoluto e potente, scelto da molti addetti ai lavori‘La gestione della grafica è sofisticata, supporta in modo nativo leanimazioni vettoriali e interattive create con Macromedia Flash eMacromedia Director.Consente linserimento di animazioni in Dynamic HTML, e include alcuniaccorgimenti che aiutano a realizzare dei siti Internet accessibili anche aiportatori di handicap. Grazie ai template, è possibile impaginare tutta unaserie di pagine in base a scelte predeterminate, e quindi modificarle inblocco semplicemente intervenendo sul template di riferimento.http://www.macromedia.com/it/software/dreamweaver/.
  • 225. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGY
  • 226. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYMicrosoft FrontPageSi tratta probabilmente di uno degli editor WYSIWYG più utilizzati. È in grado digestire frame e form, CSS e Dynamic HTML. Importa documenti di MicrosoftOffice (Word, Excel, ecc.) e altri tipi di file (testi in RTF, ASCII, immagini, ecc.) inmodo abbastanza efficiente. Consente di lavorare sia in modalità WYSIWYG, siain modalità HTML. Volendo, a partire dalla versione 2000 di FrontPage, èpossibile disabilitare il controllo automatico della sintassi HTML/XHTML, così daconsentire senza problemi lintroduzione di istruzioni come i comandi ASP, leprocedure Javascript, ecc
  • 227. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYAdobe GoLiveErede, se così si può dire, di PageMill, il cui sviluppo è stato abbandonato,GoLive è la risposta Adobe a FrontPage e Dreamweaver. Il programmanasce per piattaforma Macintosh, ma è disponibile anche per Windows. Sigiova di una ottima interfaccia utente e di comode ed evolute soluzioni perlinserimento di immagini e link.Analogamente a FrontPage e Dreamweaver, non si limita a fornire glistrumenti per la creazione delle pagine HTML, ma consente una vera epropria gestione del sito Internet, verificando la correttezza deicollegamenti ipertestuali, fornendo procedure guidate per la pubblicazionee molto altrohttp://www.adobe.com/products/golive/.
  • 228. INFORMATION COMMUNICATION TECHNOLOGYHotDog ProfessionalHotDog Professional è un programma shareware, per Windows.Merita una citazione in quanto è stato uno dei primi editor HTML adavere funzioni avanzate, ed è perciò divenuto leditor testualepreferito da molti impaginatori esperti.La URL per ulteriori informazioni è: http://www.sausage.com/.
  • 229. Antonio Caperna is a highly-qualified planning andsustainability professional with a multi-disciplinary outlook, aproven track record in built environment teaching experience,and a record in international relevant research.Antonio holds a PhD in Sustainable Urban Design (2005), aMSc (1997) and a BSc in Architecture and Urban Design atUniversity of Naples “Federico II” . He also holds PostgraduateMasters in Sustainable Interactive Design and Multimedia(1999), Design for All (2000) and several courses concerningICT and Urban Planning (University of Lund, Sweden;Techniche Universitet Eindhoven, The Netherlands).During his PhD, he has been conducting a research at theurban and regional levels concerning the role of ICT intoSustainable Urban Planning.Most recently, Antonio has coordinated the didactic activity ofa.d.a. (Environmental non profit association) and LaboratorioTerritoriale Regionale in Montorio Romano for the sustainableurban development area.Actually he is Senior Lecturer at Università di Roma Tre –TIPUS Lab, focusing on new theoretical results that considerthe city as a coherent complex systems and the relationshipfrom these theoretical aspect, Urban Design and Sustainability.