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La comunicazione

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introduzione alle dimensioni della comunicazione

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  • Istruzioni per rendersi infelici. P. Watzlawick
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  • Comunicare sembra la cosa più facile del mondo; in generale è considerata quasi un’abilità innata, visto che lo facciamo fin da piccoli. Tuttavia, l’attività comunicativa è spesso la causa di molti problemi: malumori, fraintendimenti, errori, lavori inutili ecc. Per questo sono solito affermare che: “Tutti possono comunicare, ma non tutti sanno capire e farsi capire”.
  • INFORMARE  fornire dati e conoscenze a senso unico non presuppone una risposta da parte del destinatario COMUNICARE  condividere,mettere in comune Concetto di feedback La comunicazione è un processo circolare e non unidirezionale: nell’educazione, poi, diventa ancora più complesso in quanto condizionato da tutta una serie di elementi ( verbali, non verbali, di contesto…) che vedremo meglio in seguito.
  • Feedback : segnale di ritorno che permette all’emittente saper se il messaggio è arrivato, come è arrivato e che condiziona la successiva comunicazione.
  • CLIMA della comunicazione è influenzato dalle reciproche rappresentazioni.
  • FEEDBACK Il termine feedback si riferisce a tutte le informazioni rimandate dal ricevente relative alle reazioni indotte dall’attività del trasmittente. Consente al mittente di verificare se l’interlocutore ha compreso quanto detto e al ricevente di chiedere spiegazioni. Il ricevente può fornire feedback sia verbalmente che implicitamente. In ambiti scolastico si indentifica con la VALUTAZIONE FORMATIVA.
  • Nella circolarità della comunicazione influiscono le RAPPRESENTAZIONI SOGGETTIVE DELLA REALTA’ che sono PROFEZIA CHE SI AUTOAVVERA: convinzione di poter individuare le caratteristiche di una persona sin dal primo incontro o dall’idea del comportamento che potrebbe avere. Vedi Storia del martello. E’ proiettata sull’altro e determina il mio conportamento. COMPORTAMENTO che provoca: se sono convinto di non piacere a nessuno mi comporterò in modo sospettoso e questo determinerà nell’altro proprio il comportamento che io mi aspettavo tenesse. E’ proiettata su me stesso e determina il comportamento dell’altro.
  • http://www.ascolod.it/objstore/filegrp/Biblioteca%20Seminari/seminario_CORSO_COMUNICAZIONE.pdf Quando comunichiamo noi chiediamo dei riconoscimenti e l’altro può rispondere in diversi modi: CONFERMA: si approva ciò che l’altro ha detto di sé o di un argomento; RIFIUTO: si nega DISCONFERMA: si ignora, non si prende in considerazione. Per esempio la CMC in particolare nel Forum plus, ha sottolineato questi riconoscimenti, aggiungendone altri, per ulteriormente rendere il più reale ed esplicita possibile la comunicazione; si usano i Thingking type che sono dei marcatori: approvo, non approvo, domando, valuto, arricchisco, rispondo, sintetizzo e … a
  • STILE PASSIVO 1. lasciare che vengano violati i propri diritti e che gli altri ne traggano vantaggio 2. non raggiungere i propri obiettivi 3. lasciare che gli altri scelgano per se stessi STILE AGGRESSIVO violare i diritti altrui per trarne vantaggio raggiungere i propri obiettivi a spese degli altri 3. stare sulla difensiva e attaccare l’altro 4. intromettersi nelle scelte altrui STILE ASSERTIVO 1. sostenere i propri diritti rispettando i diritti altrui 2. raggiungere i propri obiettivi senza offendere gli altri 3. avere un senso di autostima equilibrato 4. essere socialmente ed emotivamente espressivi
  • ASSIOMA: principio che viene assunto come vero sul quale si costruisce una teoria. PRAGMATICA: comportamento influenza la comunicazione stessa. Quindi comportamento e comunicazione diventano sinonimi. Paul Watzslawick nel suo libro si occupa degli effetti pragmatici (del comportamento ) sulla comunicazione umana. E’ IMPOSSIBILE NON COMUNICARE. Il comportamento comunicativo non ha un suo contrario: l’attività e l’inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggi, perché influenzano gli altri i quali, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni. L’incongruenza tra comunicazione verbale e non verbale crea una comunicazione distorta e quindi il DOPPIO LEGAME: Indica un paradosso; il ricevente non ha la possibilità di decidere tra le due comunicazioni quale sia quella vera. Si resta in un limbo. Poiché alcune ricerche hanno sottolineato che la comunicazione non verbale prevale è lecito presumere che nell’eventualità di una possibile scelta questa abbia la prevalenza ma, di fatto, la teoria del doppio legame indica proprio L’IMPOSSIBILITA’ di seguire una delle due modalità comunicative; quindi, a livello didattico sottolinea la situazione di confusione e disorientamento. In ambito didattico si può fare l’esempio: D’altra parte, un invito del tipo “siate spontanei!” impartito dall’alto, da parte dell’insegnante, rischia di generare un “doppio legame” che gli allievi difficilmente riescono a sciogliere. OGNI COMUNICAZIONE HA UN ASPETTO DI CONTENUTO E UNO DI RELAZIONE, ED IL SECONDO CLASSIFICA IL PRIMO. Una comunicazione non soltanto trasmette informazione ma, al tempo stesso, impone un comportamento, cioè un’informazione sull’informazione che possiamo definire METAINFORMAZIONE. Es se vogliamo che il pc faccia un’operazione è necessario che diamo due informazioni: i dati numerici (che rappresentano il contenuto, la notizia) ed il comando di moltiplicarle o quant’altro (e questo rappresenta l’aspetto di relazione: l’informazione sull’informazione, la relazione che deve legare il comando) io do i dati ma se voglio che si prosegua deve dare un’ulteriore comando e quindi un’ulteriore informazione. Rapportato al comportamento didattico : ogni comunicazione è comportamento, ma anche ogni comportamento è comunicazione. Io comunico sempre attraverso il comportamento: sguardi, modi di parlare, posture, movimenti nello spazio. L’aspetto di contenuto e di relazione è collegato all’impossibilità di non comunicare e quindi alla comunicazione verbale e non verbale.   LA NATURA DI UNA RELAZIONE DIPENDE DALLA PUNTEGGIATURA DELLE SEQUENZE DI COMUNICAZIONE TRA I COMUNICANTI. La comunicazione è un flusso continuo di messaggi a cui però i partecipanti danno una PUNTEGGIATURA, organizzando tali scambi secondo una sequenza in cui, ad uno specifico stimolo segue una precisa risposta. Posso governare la comunicazione scegliendo di intervenire, punteggiandola con il significato proprio dei segni di punteggiatura o d'interpunzione , che servono a conferire tonalità ed espressione allo scritto . Rapportato alla comunicazione didattica riguarda la “risposta” data da uno dei due interlocutori. La punteggiatura non si limita a caratterizzare la comunicazione, ma la condiziona determinandone gli sviluppi. La punteggiatura è quella che permette di ribaltare la comunicazione ( esattamente come fanno gli avvocati) Per esempio ci può essere un ribaltamento della comunicazione: Lo sperimentatore dice: “ho condizionato il topo ad abbassare la lava per avere il cibo” quindi a dare una risposta in funzione di uno stimolo. (classico esperimento del topo costretto dal ricercatore ad abbassare la leva per avere il cibo, cioè a dare la risposta a stimoli che gli sono dati)‏ il topo dice:” ho addestrato il mio sperimentatore: ogni volta che premo la leva mi dà da mangiare”. (immaginiamo cosa può fare un avvocato usando questo strumento, buon per noi se è il nostro difensore). LA COMUNICAZIONE UMANA E’ ANALOGICA E DIGITALE (NUMERICA). IL LINGUAGGIO NUMERICO TRASMETTE IN MODO EFFICACE I CONTENUTI MA NON SPIEGA LA RELAZIONE, IL LINGUAGGIO ANALOGICO TRASMETTE LA RELAZIONE MA IN MODO AMBIGUO. Esistono due modi per far riferimento ad un oggetto: attraverso l’immagine, comunicazione analogica ( creando un rapporto stretto tra oggetto e modo di indicarlo) o attraverso l’attribuzione di un nome , comunicazione numerica o digitale (creando un rapporto convenzionale, arbitrario, tra oggetto e modo di indicarlo; chi ha stabilito che il cinque indica proprio cinque cose?). La prima comunicazione, (attraverso l’immagine) è analogica (perché appunto esiste un’analogia tra linguaggio e oggetto), la seconda è digitale –numerica (perché è convenzionale); La comunicazione umana analogica è qualsiasi comunicazione non-verbale, in cui sono compresi i movimenti del corpo, i gesti, l’espressione del viso, l’abbigliamento, il tono di voce, ecc… L’aspetto di contenuto della comunicazione è espresso normalmente dal linguaggio numerico ( dà il comando), quello di relazione dal linguaggio analogico. Il primo linguaggio è più preciso, strutturato,( linguaggio verbale) il secondo più efficace per trasmettere la relazione , ma inevitabilmente più impreciso e difficile da interpretare. (linguaggio non verbale)‏   TUTTI GLI SCAMBI DI COMUNICAZIONE SONO SIMMETRICI O COMPLEMENTARI, A SECONDA CHE SIANO BASATI SULL’UGUAGLIANZA O SULLA DIFFERENZA. SIMMETRICA: Gli scambi comunicativi possono essere improntati all’uguaglianza dei due partner, e in questo caso vengono definiti simmetrici. E’ il caso di colleghi, amici, conoscenti… COMPLEMENTARE: (il sottoinsieme complementare serve a completare l’insieme principale) sono improntati alla differenza, allora sono definiti complementari. In questo caso inevitabilmente un partner assumerà una posizione dominante e l’altro quella complementare. La comunicazione diventa ASIMMETRICA il secondo è contraddistinto dalle coppie madre-figlio, insegnante-allievo, capo-dipendente. A livello didattico caratterizza l’ asimmetria della relazione comunicativa.
  • E’ IMPOSSIBILE NON COMUNICARE. Il comportamento comunicativo non ha un suo contrario: l’attività e l’inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggi, perché influenzano gli altri i quali, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni. L’incongruenza tra comunicazione verbale e non verbale crea una comunicazione distorta e quindi il DOPPIO LEGAME: Indica un paradosso; il ricevente non ha la possibilità di decidere tra le due comunicazioni quale sia quella vera. Si resta in un limbo. Poiché alcune ricerche hanno sottolineato che la comunicazione non verbale prevale è lecito presumere che nell’eventualità di una possibile scelta questa abbia la prevalenza ma, di fatto, la teoria del doppio legame indica proprio L’IMPOSSIBILITA’ di seguire una delle due modalità comunicative; quindi, a livello didattico sottolinea la situazione di confusione e disorientamento. In ambito didattico si può fare l’esempio: D’altra parte, un invito del tipo “siate spontanei!” impartito dall’alto, da parte dell’insegnante, rischia di generare un “doppio legame” che gli allievi difficilmente riescono a sciogliere.
  • OGNI COMUNICAZIONE HA UN ASPETTO DI CONTENUTO E UNO DI RELAZIONE, ED IL SECONDO CLASSIFICA IL PRIMO. Una comunicazione non soltanto trasmette informazione ma, al tempo stesso, impone un comportamento, cioè un’informazione sull’informazione che possiamo definire METAINFORMAZIONE. Es se vogliamo che il pc faccia un’operazione è necessario che diamo due informazioni: i dati numerici (che rappresentano il contenuto, la notizia) ed il comando di moltiplicarle o quant’altro (e questo rappresenta l’aspetto di relazione: l’informazione sull’informazione, la relazione che deve legare il comando) io do i dati ma se voglio che si prosegua deve dare un’ulteriore comando e quindi un’ulteriore informazione. Rapportato al comportamento didattico : ogni comunicazione è comportamento, ma anche ogni comportamento è comunicazione. Io comunico sempre attraverso il comportamento: sguardi, modi di parlare, posture, movimenti nello spazio. L’aspetto di contenuto e di relazione è collegato all’impossibilità di non comunicare e quindi alla comunicazione verbale e non verbale.  
  • LA NATURA DI UNA RELAZIONE DIPENDE DALLA PUNTEGGIATURA DELLE SEQUENZE DI COMUNICAZIONE TRA I COMUNICANTI. La comunicazione è un flusso continuo di messaggi a cui però i partecipanti danno una PUNTEGGIATURA, organizzando tali scambi secondo una sequenza in cui, ad uno specifico stimolo segue una precisa risposta. Posso governare la comunicazione scegliendo di intervenire, punteggiandola con il significato proprio dei segni di punteggiatura o d'interpunzione , che servono a conferire tonalità ed espressione allo scritto . Rapportato alla comunicazione didattica riguarda la “risposta” data da uno dei due interlocutori. La punteggiatura non si limita a caratterizzare la comunicazione, ma la condiziona determinandone gli sviluppi. La punteggiatura è quella che permette di ribaltare la comunicazione ( esattamente come fanno gli avvocati) Per esempio ci può essere un ribaltamento della comunicazione: Lo sperimentatore dice: “ho condizionato il topo ad abbassare la lava per avere il cibo” quindi a dare una risposta in funzione di uno stimolo. (classico esperimento del topo costretto dal ricercatore ad abbassare la leva per avere il cibo, cioè a dare la risposta a stimoli che gli sono dati)‏ il topo dice:” ho addestrato il mio sperimentatore: ogni volta che premo la leva mi dà da mangiare”. (immaginiamo cosa può fare un avvocato usando questo strumento, buon per noi se è il nostro difensore).
  • LA COMUNICAZIONE UMANA E’ ANALOGICA E DIGITALE (NUMERICA). IL LINGUAGGIO NUMERICO TRASMETTE IN MODO EFFICACE I CONTENUTI MA NON SPIEGA LA RELAZIONE, IL LINGUAGGIO ANALOGICO TRASMETTE LA RELAZIONE MA IN MODO AMBIGUO. (se non conosco la lingua non c’è nessuna ragione che la parola gatto denoti un determinato animale)‏ Esistono due modi per far riferimento ad un oggetto: attraverso l’immagine, comunicazione analogica ( creando un rapporto stretto tra oggetto e modo di indicarlo) o attraverso l’attribuzione di un nome , comunicazione numerica o digitale (creando un rapporto convenzionale, arbitrario, tra oggetto e modo di indicarlo; chi ha stabilito che il cinque indica proprio cinque cose?). La prima comunicazione, (attraverso l’immagine) è analogica (perché appunto esiste un’analogia tra linguaggio e oggetto), la seconda è digitale –numerica (perché è convenzionale); La comunicazione umana analogica è qualsiasi comunicazione non-verbale, in cui sono compresi i movimenti del corpo, i gesti, l’espressione del viso, l’abbigliamento, il tono di voce, ecc… L’aspetto di contenuto della comunicazione è espresso normalmente dal linguaggio numerico ( dà il comando), quello di relazione dal linguaggio analogico. Il primo linguaggio è più preciso, strutturato,( linguaggio verbale) il secondo più efficace per trasmettere la relazione , ma inevitabilmente più impreciso e difficile da interpretare. (linguaggio non verbale)‏  
  • TUTTI GLI SCAMBI DI COMUNICAZIONE SONO SIMMETRICI O COMPLEMENTARI, A SECONDA CHE SIANO BASATI SULL’UGUAGLIANZA O SULLA DIFFERENZA. SIMMETRICA: Gli scambi comunicativi possono essere improntati all’uguaglianza dei due partner, e in questo caso vengono definiti simmetrici. E’ il caso di colleghi, amici, conoscenti… COMPLEMENTARE: (il sottoinsieme complementare serve a completare l’insieme principale) sono improntati alla differenza, allora sono definiti complementari. In questo caso inevitabilmente un partner assumerà una posizione dominante e l’altro quella complementare. La comunicazione diventa ASIMMETRICA il secondo è contraddistinto dalle coppie madre-figlio, insegnante-allievo, capo-dipendente. A livello didattico caratterizza l’ asimmetria della relazione comunicativa. CONSIDERANDO GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE CI SI RENDE CONTO DELLA COMPLESSITA’ E DELLE PARTICOLARI COMPLICAZIONI CHE SI POSSONO AVERE IN UN RAPPORTO COMUNICATIVO E DI COMPORTAMENTO (PRAGMATICO) CHE NON SIA ADEGUATA ALLA SITUAZIONE VISSSUTA ED ALLA PERSONA CHE SI HA DI FRONTE. IN PARTICOLARE QUESTO E’ IMPORTANTE CON GLI ANZIANI E CON QUELLI CHE HANNO PARTICOLARI PREOBLEMATICHE DI DEMENZA O ALTRO. VEDIAMO ADESSO COME SI CARATTERIZZA UNA COMUNICAZIONE POSITIVA.
  • Rogers: psicologo statunitense fondatore della terapia non direttiva (l'individuo tende all' autorealizzazione e struttura il proprio Sé ricercando un accordo tra la valutazione-accettazione dei valori suggerita dall'esterno e quelli conformi alla richiesta di autorealizzazione), del counseling (attività tendente ad orientare, sostenere, sviluppare le potenzialità del soggetto). La Psicoterapia Centrata sulla Persona parte dal presupposto che ogni persona ha la capacità e la tendenza ad utilizzare le proprie risorse in modo costruttivo. Tre condizioni per una positiva comunicazione educativa: L’EMPATIA : la capacità di calarsi nei panni dell’altro. L’empatia aiuta l’interlocutore a prendere coscienza dei propri stati d’animo attraverso il rimando empatico dell’ascoltatore, in questo modo l’interlocutore si sente veramente capito; LA CONSIDERAZIONE POSITIVA INCONDIZIONATA : l’accettazione della persona nella sua totalità anche se ha valori e atteggiamenti diversi dai propri, la persona è accolta e non giudicata. Quanto detto non significa approvare incondizionatamente, se si sbaglia è il comportamento di quel momento che viene messo in discussione e non la persona; LA CONGRUENZA : si è congruenti quando si è se stessi, quando il modo di agire riflette quello che si sente dentro e non è dettato da una finzione difensiva. Di fronte ad un atteggiamento congruente da parte dell’adulto anche i bambini saranno portati ad esprimersi con più facilità e la comunicazione risulterà più fluida e sincera
  • Tre condizioni per una positiva comunicazione educativa: L’EMPATIA : la capacità di calarsi nei panni dell’altro. L’empatia aiuta l’interlocutore a prendere coscienza dei propri stati d’animo attraverso il rimando empatico dell’ascoltatore, in questo modo l’interlocutore si sente veramente capito;
  • LA CONSIDERAZIONE POSITIVA INCONDIZIONATA : l’accettazione della persona nella sua totalità anche se ha valori e atteggiamenti diversi dai propri, la persona è accolta e non giudicata. Quanto detto non significa approvare incondizionatamente, se si sbaglia è il comportamento di quel momento che viene messo in discussione e non la persona;
  • LA CONGRUENZA : si è congruenti quando si è se stessi, quando il modo di agire riflette quello che si sente dentro e non è dettato da una finzione difensiva. Di fronte ad un atteggiamento congruente da parte dell’adulto anche i bambini saranno portati ad esprimersi con più facilità e la comunicazione risulterà più fluida e sincera
  • COSA VUOL DIRE COMUNICAZIONE ECOLOGICA?
  • Comunicare sembra la cosa più facile del mondo; in generale è considerata quasi un’abilità innata, visto che lo facciamo fin da piccoli. Tuttavia, l’attività comunicativa è spesso la causa di molti problemi: malumori, fraintendimenti, errori, lavori inutili ecc. Per questo sono solito affermare che: “Tutti possono comunicare, ma non tutti sanno capire e farsi capire”.

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  • 1. LA COMUNICAZIONE
      • Aspetti fondamentali della comunicazione
  • 2.
      • Cosa si intende per comunicazione?
      • Quanti tipi di comunicazione conosciamo?
      • Perché è importante comunicare?
      • Molti fenomeni ricadono sotto lo stesso nome…….
  • 3. UNA PERSONA CHE PARLA COMUNICA UN CANE CHE ABBAIA COMUNICA UN LIBRO COMUNICA UN FIORE COMUNICA LE IMMAGINI COMUNICANO
  • 4. Frasi celebri sulla comunicazione:
      • “ La comunicazione avviene quando oltre al messaggio passa anche un supplemento d’anima ” (Bergson)‏
      • “ La comunicazione: gente che parla ad altra gente e si comprende a vicenda ” (G.Kemp)‏
      • “ I mezzi meccanici di comunicazione sono molto importanti, ma sono soltanto strumenti ausiliari; nulla può sostituire l’incontro personale tra esseri umani ” (William G.Werner)‏
      • “ Lo sai perché hai l’ulcera?Perché hai solo due forme di comunicazione: il silenzio e la rabbia ”
      • (Dal film: “Prima di mezzanotte”)‏
  • 5. LA COMUNICAZIONE
    • Concetti chiave:
      • Definizione
      • Elementi
      • Comunicare/informare
      • Aspetti: riconoscimenti e rappresentazioni
      • La comunicazione interpersonale: CV e CNV
      • Gli assiomi della comunicazione (Palo Alto)‏
      • Stili comunicativi
      • Approcci comunicativi: Rogers e Gordon
      • Comunicazione assertiva ed ecologica
      • Barriere alla comunicazione
      • Linguaggio negativo e positivo
      • Caso
  • 6. COMUNICAZIONE
    • COMUNICARE viene dal latino “communis”, “communicare” cioè mettere in comune tra 2 o più persone esperienze, informazioni, pensieri, emozioni.
  • 7. COMUNICARE INFORMARE A B A B
  • 8. COMUNICAZIONE
    • TRASMISSIONE
    • PASSAGGIO DI INFORMAZIONI
    • RELAZIONE
    • CONDIVISIONE
    • COMPRENSIONE
  • 9. COMUNICAZIONE
    • Evento che “accade”
    • Aspetto “naturale” dell’uomo
    • Poca attenzione al controllo
    • Poca attenzione all’intenzionalità
    • Non considerata come strumento importante per costruire relazioni autentiche ed efficaci.
  • 10. CIRCOLARITA' DELLA COMUNICAZIONE
    • continuo rapporto tra
    • emittente e ricevente
    • sulla base di un reciproco
    • feedback
    A B
  • 11. LA COMUNICAZIONE UMANA
    • Atto sociale reciproco mediato dall'uso di simboli;
    • Mette in gioco variabili complesse;
    • Sono importanti le caratteristiche e le qualità dell’interlocutore;
    • Il messaggio diventa importante.
  • 12. CONTESTI E DIMENSIONI DELLA COMUNICAZIONE
    • Dimensione fisica: spazio fisico
    • Dimensione temporale: tempo quotidiano e tempo storico
    • Dimensione sociale: posizioni sociali e ruoli
    • Dimensione psicologica: “clima”
  • 13. Dimensioni della comunicazione
  • 14. Gli elementi della comunicazione
  • 15. di Claudio Melchior
  • 16. GLI ELEMENTI DELLA COMUNICAZIONE
    • SOGGETTI emittente, ricevente
    • MESSAGGIO ciò che viene comunicato
    • CODICE insieme di regole condivise attraverso cui è strutturato il messaggio
    • CANALE supporto fisico della comunicazione
    • CODIFICA processo di trasformazione delle idee per renderle comprensibili
    • DECODIFICA tasformazione delle parole in significato (il codice non sempre è condiviso)‏
    • FEEDBACK è la comunicazione “di ritorno” (retrocomunicazione).
    • RUMORE qualcosa che disturba la comunicazione
  • 17. ELEMENTI DELLA COMUNICAZIONE: IL CODICE
    • Linguaggio verbale e non verbale
    • Insieme delle regole a supporto del messaggio:
      • Alfabetico
      • Stradale
      • Braille…….
    • Si modifica in relazione al contesto
  • 18. ELEMENTI DELLA COMUNICAZIONE: IL CANALE
    • Supporto fisico della comunicazione
    • Mezzo attraverso cui si trasmette il messaggio
    • “ Il mezzo è il messaggio” (Mc Lhuan)‏
      • Selezione il target
      • Determina la decodifica
      • Assolve funzioni comunicative
      • È il contesto che permette la comprensione del messaggio
        • Prossemica – Cinesica –Timbro della voce….
  • 19. ELEMENTI DELLA COMUNICAZIONE: IL FEEDBACK
    • Momento della retroazione
    • Verifica del ricevimento del messaggio
    • Momento che condiziona la successiva comunicazione
  • 20. ELEMENTI DELLA COMUNICAZIONE: IL RUMORE
    • Interferenze che influenzano la recezione del messaggio (il messaggio che si riceve è diverso da quello inviato)‏
    • Esempio di interferenze sono le rappresentazioni si di sé e sull’altro.
  • 21. RAPPESENTAZIONI DELLA REALTA’
    • SU DI SE’
    • “ Il comportamento che provoca negli altri una reazione alla quale quel dato comportamento sarebbe la risposta adeguata”
    SULL’ALTRO “ La profezia che si autoavvera è uno dei meccanismi più potenti della comunicazione.”
  • 22.
    • «Un uomo vuole appendere un quadro. Ha il chiodo, ma non il martello. Il vicino ne ha uno, così decide di andare da lui e di farselo prestare. A questo punto gli sorge un dubbio: e se il mio vicino non me lo vuole prestare? Già ieri mi ha salutato appena. Forse aveva fretta, ma forse la fretta era soltanto un pretesto ed egli ce l'ha con me. E perché? Io non gli ho fatto nulla, è lui che si è messo in testa qualcosa. Se qualcuno mi chiedesse un utensile, io glielo darei subito. E perché lui no? Come si può rifiutare al prossimo un così semplice piacere? Gente così rovina l'esistenza agli altri. E per giunta si immagina che io abbia bisogno di lui, solo perché possiede un martello. Adesso basta! E così si precipita di là, suona, il vicino apre, e prima ancora che questi abbia il tempo di dire 'Buon giorno', gli grida: 'Si tenga pure il suo martello, villano!'»
    • P. Watzlawick, Istruzioni per rendersi infelici (1983), p. 29.
  • 23. La comunicazione interpersonale VERBALE parola scritta o pronunciata NON VERBALE enfasi, sguardi, tono della voce… comporta un passaggio di informazioni da una persona ad un’altra con decodifica
  • 24. RICONOSCIMENTI
    • CONFERMA
    • (riconoscimento positivo)‏ tu vai, sei OK
    • RIFIUTO
    • (riconoscimento negativo)‏ tu non vali non sei OK
    • DISCONFERMA
    • (nessun riconoscimento:tu non esisti)‏
  • 25. GLI STILI COMUNICATIVI
    • PASSIVO tendenza ad evitare le responsabilità e i conflitti
    • AGGRESSIVO tendenza a dominare e a svalutare gli altri
    • ASSERTIVO capacità di: esprimere idee, sentimenti e bisogni, affermare i propri diritti, considerando i diritti altrui.
  • 26. GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE (Scuola di Palo Alto) Paul Watzslawick
    • NON SI PUO’ NON COMUNICARE.
    • OGNI COMUNICAZIONE HA UN ASPETTO CONTENUTO E UNO DI RELAZIONE DI MODO CHE IL SECONDO CLASSIFICA IL PRIMO E QUINDI E’ METACOMUNICAZIONE.
    • LA NATURA DI UNA RELAZIONE DIPENDE DALLA PUNTEGGIATURA DELLA SEQUENZA DI COMUNICAZIONE TRA I COMUNICANTI.
    • COMUNICAZIONE NUMERICA E ANALOGICA.
    • TUTTI GLI SCAMBI DI COMUNICAZIONE SONO SIMMETRICI O COMPLEMENTARI A SECONDA CHE SIAMO BASATI SULL’EGUAGLIANZA O SULLA DIFFEENZA.
  • 27. GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE (Scuola di Palo Alto) Paul Watzslawick
    • Il comportamento non ha un suo opposto
    • Non c’è il non comportamento.
    • Attività o inattività, parole o silenzio hanno sempre valore di messaggio.
    • Es: uomo che guarda fisso davanti a sé mentre fa colazione in una tavola calda affollata oppure passeggero dell’aereo.
  • 28. GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE (Scuola di Palo Alto) Paul Watzslawick
    • 2. OGNI COMUNICAZIONE HA UN ASPETTO CONTENUTO E UNO DI RELAZIONE DI MODO CHE IL SECONDO CLASSIFICA IL PRIMO E QUINDI E’ METACOMUNICAZIONE.
    • Contenuto (cosa) = trasmissione di dati, notizia
    • Relazione (come) = aspetto di comando, modo in cui si deve assumere la comunicazione.
    • Il “come” è una comunicazione sul “cosa”
    • Es.: operazione con il pc
  • 29. GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE (Scuola di Palo Alto) Paul Watzslawick
    • LA NATURA DI UNA RELAZIONE DIPENDE DALLA PUNTEGGIATURA DELLA SEQUENZA DI COMUNICAZIONE TRA I COMUNICANTI.
    • La punteggiatura organizza gli eventi comportamentali determinando la natura dell’interazione ed anche ribaltandola:
    • es: Il topo dice – ho addestrato il mio sperimentatore; ogni volta che premo la leva mi dà da mangiare-.
  • 30. GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE (Scuola di Palo Alto) Paul Watzslawick
    • COMUNICAZIONE NUMERICA E ANALOGICA.
    • F-i-v-e- /c-i-n-q-u-e / g-a-t-t-o
    • convenzioni semantiche della lingua
    • Comunicazione
    • Gatto
    • Numerica o digitale (contenuto) analogica (relazione)‏
    • Verbale Non Verbale
  • 31. GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE (Scuola di Palo Alto) Paul Watzslawick
    • 5 . TUTTI GLI SCAMBI DI COMUNICAZIONE SONO SIMMETRICI O COMPLEMENTARI A SECONDA CHE SIAMO BASATI SULL’EGUAGLIANZA O SULLA DIFFERENZA.
    Interazione simmetrica, improntata all’eguaglianza dei due, si tende a rispecchiare il comportamento dell’altro. Interazione complementare, improntata alla differenza, il comportamento completa quello dell’altro.
  • 32. APPROCCI COMUNICATIVI
    • KARL ROGERS: LA COMUNICAZIONE POSITIVA
    • GORDON: IL MESSAGGIO IO
    • LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA
  • 33.
    • Caratteristiche in una relazione d’aiuto:
    • EMPATIA
    • CONSIDERAZIONE POSITIVA INCONDIZIONATA
    • CONGRUENZA o AUTENTICITA’
    COMUNICAZIONE POSITIVA CARL ROGERS
  • 34.
    • L’EMPATIA
    • Mettersi nei panni dell’altro, sentire il mondo dell’altro come se fosse il proprio mondo
      • Riconoscere unicamente il proprio punto di vista significa solo “comunicare se stessi” e non comunicare con gli altri.
      • Es: aiutare l'anziano a ricordare aiuta ad entrare in empatia
    •        
    COMUNICAZIONE POSITIVA CARL ROGERS
  • 35.
    •         LA CONSIDERAZIONE POSITIVA INCONDIZIONATA
    • accettazione della persona nella sua totalità , valori e atteggiamenti senza giudizio né altre forme di valutazione
    •        
    COMUNICAZIONE POSITIVA CARL ROGERS
  • 36.
    •         CONGRUENZA – AUTENTICITA’
    • quando il modo di agire riflette quello che si sente dentro e non è dettato da una finzione difensiva, non ci si mettono maschere e si esprimono i propri sentimenti.
    COMUNICAZIONE POSITIVA CARL ROGERS
  • 37. RELAZIONE EFFICACE TECNICA COMUNICATIVA DEL “MESSAGGIO IO” (Gordon)‏
    • E’ usata dallo stesso individuo che si trova in difficoltà a causa del comportamento di un’altra persona;
    • Tecnica del “confronto” poichè si mettono a confronto I propri sentimenti con I comportamenti inaccettabili dell'altro;
    •   Non esprime nessuna valutazione, ma mette il soggetto di fronte al disagio creato dal proprio comportamento negli altri: non “tu sei”, ma “io sento”;
    •   Consente di costruire un dialogo e superare estremismi: permissivismo, autoritarismo.
  • 38. LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA
    • esplicitare e difendere il proprio punto di vista in modo autentico, in condizioni di calma e pacatezza che la fanno sentire “emotivamente adeguata”
    • suscitare e recepire l’espressione delle posizioni altrui (Di Pietro e Rampazzo, 1997)‏
  • 39. COMUNICAZIONE ASSERTIVA: OPERATIVITA’
    • iniziare lo scambio con frasi come “ Dal mio punto di vista penso che...”, “Se ho capito bene...”, “ Se guardo le cose alla luce delle mie informazioni attuali...”
    • aiutare gli interlocutori ad esprimere il loro punto di vista (non farlo al posto loro!!!), “Ho notato questo o quel comportamento..., come devo interpretarlo?”.
    • Importante saper aspettare in SILENZIO la risposta
  • 40. COMUNICAZIONE ECOLOGICA Jerome Liss
    • La comunicazione rispetta l'equilibrio tra i bisogni dell'individuo.
    • Il «principio ecologico» nella comunicazione ci porta a rispettare l'individuo («rispettare la diversità») e nello stesso tempo a cooperare con il gruppo («rispettare il contesto»). (Liss 1992)
  • 41. COMUNICAZIONE ECOLOGICA Jerome Liss
    • La comunicazione ecologica insegna a trasformare i giudizi pesanti che si ricevono in suggerimenti positivi (gestione del negativo);
    • insegna a comunicare restando nel positivo ed evitando le frasi negative;
    • insegna ad integrare sistematicamente negativo e positivo, educandoci a sostare nel negativo, ad esplorarne le potenzialità, la vitalità ed a trasformarle in energia positiva.
  • 42. Per una COMUNICAZIONE ECOLOGICA Jerome Liss
    • Applicazione dei principi ecologici alle relazioni umane:
      • coltivare le risorse di ogni persona,
      • rispettare la diversità e nello stesso tempo mantenere una coesione globale in modo che le persone possano agire insieme per un obiettivo comune. […]
      • le parole chiave nella comunicazione ecologica sono: «risorse», «crescita», «individualità» e «totalità».
  • 43. BARRIERE ALLA COMUNICAZIONE (GORDON 1991)‏
    • ORDINARE – ESIGERE
    • MINACCIARE
    • FARE LA MORALE
    • DARE SOLUZIONI GIA PRONTE
    • PERSUADERE CON ARGOMENTAZIONI LOGICHE,
    • GIUDICARE – DISAPPROVARE - CRITICARE,
    • FARE COMPLIMENTI ED APPROVARE IMMERITATAMENTE,
    • UMILIARE – RIDICOLIZZARE
    • INTERPRETARE - ANALIZZARE I COMPORTAMENTI ALTRUI,
    • CONSOLARE – MINIMIZZARE
    • CAMBIARE ARGOMENTO
    • INFORMARSI - INTERROGARE
  • 44. COMUNICAZIONI DIRETTIVE
    • MORALIZZARE: così deve essere ( si esercita pressione)‏
    • DOGMATIZZARE: è così (non accetta, rifiuta)‏
    • DIAGNOSTICARE: (la tua situazione è questa. Tu sei…)‏
    • INTERPRETARE: questo è così perché (l’esperto…vedi uso del cognome)‏
    • GENERALIZZARE: succede spesso a tutti ( non prendere sul serio)‏
    • MINIMIZZARE: non è proprio niente.
    • TROVARE SOLUZIONI: fai così ( non aiuta a prendere decisioni).
  • 45. LINGUAGGIO NEGATIVO TE NE FREGHI DI TUTTO! SEI UN INCAPACE! NON SAI FARE PIU’NIENTE! CON UNO COME TE….
  • 46. LINGUAGGIO POSITIVO PUOI ANCORA IMPARARE! C’E’ ANCORA BISOGNO DI TE! E’ IMPORTANTE ASCOLTARE. FACCIAMO PICCOLI PASSI CONCRETI!
  • 47. Ipotesi di un caso
    • L’anziano manifesta un comportamento di provocazione, di sfida o comunque inadeguato;
    • l’assistente reagisce al comportamento problematico e dà un’istruzione opposta al comportamento dell’anziano
    • l’anziano sfida l’assistente rifiutandosi di eseguire l’istruzione e manifestando un altro comportamento inappropriato;
    • l’assistente reagisce dando un ultimatum;
    • l’anziano raccoglie la sfida dell’ultimatum con un’altra provocazione e manifesta un comportamento ostile e aggressivo;
  • 48. GRAZIE