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  • 1. Introduzione <ul><li>Per riciclo si intende tutto l'insieme di strategie volte a recuperare i rifiuti per riutilizzarli evitando di smaltirli in altro modo. </li></ul><ul><li>Il riciclo comprende: </li></ul><ul><ul><li>Recupero di materiali che possono essere utilizzati in nuovi processi produttivi </li></ul></ul><ul><ul><li>Recupero di energia, attraverso ad esempio la combustione dei rifiuti </li></ul></ul><ul><ul><li>Riutilizzo di materiali, ossia l’uso di un rifiuto con le stesse funzioni del prodotto di partenza </li></ul></ul>
  • 2. Introduzione Flusso globale di materiale
  • 3. <ul><li>Il simbolo universale del riciclo </li></ul><ul><li>La prima freccia indica la separazione alla sorgente , ad esempio la rimozione del materiale dai rifiuti e la consegna per la successiva raccolta in contenitori specializzati (ad es.: lattina separata dal consumatore e immessa negli appositi contenitori per la raccolta differenziata). </li></ul><ul><li>La seconda freccia simboleggia il trattamento del materiale (ad es.: le lattine vengono prelevate dal gestore della raccolta e vengono compresse e vendute a una fonderia di alluminio, dove vengono prodotti nuovi fogli di alluminio per la produzione di nuove lattine). </li></ul><ul><li>La terza freccia rappresenta la reimmissione del nuovo prodotto sul mercato (ad es.: il consumatore acquista la nuova lattina). </li></ul>Introduzione
  • 4. Raccolta <ul><li>Nel decreto la raccolta è definita: l’operazione di prelievo, di cernita o di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto. </li></ul><ul><li>Tutte le attività di recupero dei materiali prendono inizio con la fase di raccolta. I prodotti devono poi essere trasformati in materie prime secondarie che rispondano ai requisiti richiesti dal mercato per essere immessi nuovamente nel circuito produttivo industriale. </li></ul>D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”
  • 5. Raccolta Differenziata <ul><li>Nel decreto è definita: </li></ul><ul><li>la raccolta idonea, secondo criteri di economicità, efficacia, trasparenza ed efficienza, a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, al momento della raccolta o, per la frazione organica umida, anche al momento della trattamento, nonché a raggruppare i rifiuti di imballaggio separatamente dagli altri rifiuti urbani, a condizione che tutti i rifiuti sopra indicati siano effettivamente destinati al recupero </li></ul><ul><ul><li>Raccolta differenziata per tipologia di prodotto </li></ul></ul><ul><ul><li>Raccolta multimateriale per due o più tipologie di prodotti </li></ul></ul><ul><ul><li>Raccolta indifferenziata di tutte le frazioni di rifiuti </li></ul></ul>D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”
  • 6. Raccolta differenziata <ul><li>In ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti: </li></ul><ul><ul><li>Almeno il 35% entro il 31/12/2006 </li></ul></ul><ul><ul><li>Almeno il 45% entro il 31/12/2008 </li></ul></ul><ul><ul><li>Almeno il 65% entro il 31/12/2012 </li></ul></ul>Misure per incrementare la raccolta differenziata
  • 7. Definizione di smaltimento <ul><li>Lo smaltimento è definito: </li></ul><ul><ul><li>Ogni operazione finalizzata a sottrarre definitivamente una sostanza, un materiale o un oggetto dal circuito economico e/o di raccolta e in particolare, le operazioni previste dall’Allegato B alla parte quarta del decreto. </li></ul></ul><ul><li>Lo smaltimento dei rifiuti deve essere effettuato: </li></ul><ul><ul><li>In condizioni di sicurezza </li></ul></ul><ul><ul><li>Quando si sia verificata l’impossibilità tecnica ed economica di procedere al recupero </li></ul></ul><ul><ul><li>Riducendo il più possibile, sia in massa che in volume, i rifiuti da avviare allo smaltimento </li></ul></ul><ul><ul><li>Ricorrendo ad una rete integrata ed adeguata di impianti di smaltimento </li></ul></ul>D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”
  • 8. Recupero <ul><li>Nel decreto il recupero è definito: </li></ul><ul><li>Le operazioni che utilizzano rifiuti per generare materie prime secondarie, combustibili o prodotti, attraverso trattamenti meccanici, termici, chimici o biologici, incluse la cernita o la selezione, e, in particolare, le operazioni previste nell’Allegato C alla parte quarta del decreto. </li></ul>D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”
  • 9. La classificazione dei rifiuti <ul><ul><li>Imballaggi e rifiuti di imballaggio </li></ul></ul><ul><ul><li>Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) </li></ul></ul><ul><ul><li>Rifiuti sanitari </li></ul></ul><ul><ul><li>Veicoli fuori uso </li></ul></ul><ul><ul><li>Prodotti contenenti amianto </li></ul></ul><ul><ul><li>Pneumatici fuori uso </li></ul></ul><ul><ul><li>CDR (combustibile da rifiuti) e CDR-Q (combustibile da rifiuti di qualità elevata) </li></ul></ul><ul><ul><li>Rifiuti derivanti da attività di manutenzione delle infrastrutture </li></ul></ul><ul><ul><li>Rifiuti prodotti dalle navi e residui di scarico </li></ul></ul><ul><ul><li>Rifiuti di origine animale </li></ul></ul><ul><ul><li>Oli usati </li></ul></ul><ul><ul><li>Fanghi provenienti da processi di depurazione di acque reflue </li></ul></ul>Categorie particolari di rifiuti
  • 10. Selezione <ul><li>La &quot; raccolta differenziata &quot; facilita il riciclo dei materiali, in quanto consente di selezionare frazioni merceologiche omogenee destinate al riutilizzo e recupero di materie prime. </li></ul><ul><li>La selezione dei materiali da riciclare può essere eseguita meccanicamente o manualmente in base alla tipologia dell’impianto. L’attività di selezione permette di eliminare eventuali frazioni estranee. </li></ul>
  • 11. Tecnologie di riduzione di dimensioni <ul><li>Dismantling </li></ul><ul><li>Crushing </li></ul><ul><li>Grinding </li></ul><ul><li>Regrinding </li></ul><ul><li>Shredding </li></ul><ul><li>Attritioning </li></ul>
  • 12. Tecnologie di separazione <ul><li>Density Separation </li></ul><ul><li>Density Media Separation </li></ul><ul><li>Dynamic Density Separation </li></ul><ul><li>Optical Sorting </li></ul><ul><li>Electrostatic Separation </li></ul><ul><li>Triboelectric Separation </li></ul><ul><li>Eddy current Separation </li></ul><ul><li>Magnetic Separation System </li></ul><ul><li>Universal Product Code Scanning </li></ul><ul><li>Solvent Separation </li></ul><ul><li>Softening Point Separation </li></ul><ul><li>Froth Flotation Separation </li></ul><ul><li>Size Classification </li></ul>
  • 13. Materiali compositi <ul><li>Molti beni di consumo sono costituiti da combinazioni complesse di diversi materiali, difficilmente separabili tra loro. </li></ul><ul><li>Ad esempio: </li></ul><ul><ul><li>gli autoveicoli , che sono fabbricati con differenti materiali (metalli, materie plastiche, gomma, ecc.) </li></ul></ul><ul><ul><li>i televisori e i calcolatori elettronici , i cui video contengono elementi che impediscono la riutilizzazione del vetro per tutti gli impieghi </li></ul></ul><ul><li>Le operazioni di trattamento per il recupero di tali materiali sarebbero facilitate se, già in fase di progettazione, si prevedesse la separabilità delle diverse componenti </li></ul>
  • 14. Materiali compositi
  • 15. Materiali compositi Processi di riciclo per i materiali compositi SMC: Sheet Molding Compound RIM: Reaction Injection Molded
  • 16. Materiali compositi Pirolisi Nella pirolisi i polimeri vengono decomposti ad elevate temperature in assenza di ossigeno. Questo processo rompe il polimero in frazioni idrocarboniche riutilizzabili come monomeri , carburanti e sostanza chimiche . Durante questo processo le fibre sono separate dai polimeri e possono essere riutilizzate come filler o rinforzi.
  • 17. Materiali Riciclabili <ul><li>Esempi di materiali che possono essere riciclati: </li></ul><ul><ul><li>Carta e Cartone </li></ul></ul><ul><ul><li>Vetro </li></ul></ul><ul><ul><li>Alluminio </li></ul></ul><ul><ul><li>Plastica </li></ul></ul><ul><ul><li>Materiali ferrosi </li></ul></ul><ul><ul><li>Materiale Organico </li></ul></ul><ul><ul><li>Inerti misti da costruzione </li></ul></ul><ul><ul><li>Beni durevoli </li></ul></ul><ul><ul><li>Legno </li></ul></ul><ul><ul><li>Batterie per auto trazione </li></ul></ul><ul><ul><li>Pile scariche </li></ul></ul><ul><ul><li>Oli usati </li></ul></ul>
  • 18. Carta e Cartone <ul><li>Carta e cartone sono materiali diffusissimi nel mondo moderno, e sono utilizzati per gli scopi più diversi: </li></ul><ul><ul><li>libri, riviste e giornali; </li></ul></ul><ul><ul><li>carta, cartoncino e cartone impiegati negli imballaggi; </li></ul></ul><ul><ul><li>carta per usi igienici; </li></ul></ul><ul><ul><li>carta moneta; </li></ul></ul><ul><ul><li>rivestimento delle pareti (carta da parati); </li></ul></ul><ul><ul><li>cartongesso. </li></ul></ul><ul><li>In Italia il Consorzio che si occupa del riciclo e il recupero degli imballaggi di origine cellulosica è il Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica). </li></ul>
  • 19. Carta e Cartone <ul><li>Carta e cartone si ricavano dalla cellulosa , ossia la componente fibrosa che si estrae dal legno degli alberi e di altre specie vegetali o anche dal riciclo di carta e cartoni usati. </li></ul><ul><li>Di fatto più del 50 % della carta e del cartone immessi al consumo in Italia viene raccolta e riciclata , e concorre alla produzione di nuova carta e di nuovo cartone. </li></ul>
  • 20. Carta e Cartone <ul><li>I mezzi destinati a svuotare i contenitori della raccolta differenziata trasportano la cosiddetta “ carta da macero ” presso la “ piattaforma di selezione ” </li></ul><ul><li>La piattaforma di selezione è un luogo di raccolta dove gli operatori eliminano il materiale estraneo come ferro e plastica e suddividono per tipologie la carta che viene fatta scorrere su un nastro trasportatore . </li></ul><ul><li>La carta selezionata viene pressata e legata in grosse balle per ottimizzarne la movimentazione e il trasporto. La piattaforma di selezione trasferisce il materiale cellulosico alla cartiera. </li></ul>
  • 21. Carta e Cartone <ul><li>Nelle cartiere si ricicla il macero proveniente dalla raccolta differenziata. </li></ul><ul><li>Il materiale cellulosico finisce nel pulper , dove le fibre della carta vengono distaccate in acqua . </li></ul><ul><li>Gli impasti per i diversi strati del cartone sono avviati alla “ macchina continua ” dove si formano i fogli di carta che vengono successivamente accoppiati, disidratati e asciugati. </li></ul><ul><li>Carta e cartoncino sono avvolti in grandi bobine , poi le ribobinatrici e le taglierine producono rotoli o formati di svariate misure che le cartiere forniscono su ordinazione alle cartotecniche. </li></ul>
  • 22. Recupero della CARTA <ul><li>Processo di Ricostituzione di carta nuova da carta vecchia: Tale operazione consiste nello spappolamento del materiale ( carta e/o cartone) che tramite appositi macchinari viene ridotto a pasta di carta, con la quale si producono di nuovo fogli di carta e/o cartone che vengono rimessi sul mercato </li></ul>
  • 23. Recupero della CARTA <ul><li>Il macero cellulosico (carta e cartone), attraverso l'utilizzo di nastri trasportatori viene inviato ad apposite macchine dette spappolatori, al loro interno il macero cellulosico viene mescolato a dell'acqua e grazie ad un veloce movimento rotatorio di pale poste all'interno dello spappolatore il materiale cellulosico si riduce in poltiglia </li></ul>
  • 24. Recupero della CARTA <ul><li>Questo impasto viene stoccato in appositi serbatoi di grandi dimensioni dotati di agitatori che impediscono il deposito della sostanza sul fondo, in un secondo tempo attraverso apposite pompe, e parzialmente asciugato, viene inviato al trituratore che sfibra ulteriormente la carta ed elimina tutti i corpi estranei </li></ul>
  • 25. Recupero della CARTA <ul><li>Successivamente l'impasto composto da fibre più acqua (detto pulper), viene stoccato in grosse cisterne pronto per essere introdotto nella macchina continua essa è paragonabile ad un grosso lenzuolo che scorre il pulper viene steso su questo &quot;lenzuolo&quot; e attraverso appositi macchinari gradualmente asciugato, in questo modo l'acqua cade al di sotto del lenzuolo insieme alle fibre degradate </li></ul>
  • 26. Recupero della CARTA <ul><li>Se l'impianto è destinato alla produzione di carta che deve essere di nuovo stampata o scritta, quindi carta di qualità, non cartone per imballo, subito dopo lo spappolatore viene utilizzato un macchinario chiamato disinchiostratore che ha il compito di eliminare il più possibile ogni traccia di inchiostro </li></ul>
  • 27. Carta e Cartone Processo di riciclo della carta
  • 28. Vetro <ul><li>Il vetro ha origini antichissime ed è prodotto fondendo ad elevate temperature sabbie speciali con l'aggiunta di soda . </li></ul><ul><li>Riciclare il vetro permette quindi di: </li></ul><ul><ul><li>ridurre le attività di cava, </li></ul></ul><ul><ul><li>evitare la produzione dei residui tossici della fusione, </li></ul></ul><ul><ul><li>risparmiare energia. </li></ul></ul><ul><li>In Italia il Consorzio che si occupa del riciclo del vetro è il Co.Re.Ve. (Consorzio Recupero Vetro). </li></ul>
  • 29. Vetro <ul><li>Una volta raccolti in modo differenziato, i prodotti di vetro (bottiglie barattoli, vasetti ecc.) vengono selezionati e ripuliti da elementi estranei in impianti progettati appositamente. </li></ul><ul><ul><li>Vetro piano </li></ul></ul><ul><ul><li>Vetro di contenitori </li></ul></ul><ul><li>Il vetro viene separato on-line per colore (ad es.: incolore, verde e marrone ). </li></ul><ul><li>Quindi nelle vetrerie il vetro viene fuso e rimodellato in nuovi oggetti. </li></ul><ul><li>L'igienicità del vetro permette, oltre al riciclo, il riutilizzo. </li></ul>
  • 30. Recupero del vetro <ul><li>Il consumo di vetro (bottiglie, fiaschi e vasi alimentari) è stato di oltre 2 milioni di tonnellate nel 1992. In Italia, nonostante il vetro sia il materiale maggiormente recuperato, se ne recicla, attraverso la raccolta differenziata, solo il 30%. Un milione e duecentomila tonnellate di vetro finiscono ogni anno nella spazzatura, sapendo che per lo smaltimento di 1 tonnellata di rifiuti si spendono circa 100.000 lire, per far sparire i nostri cocci buttiamo via 1.200 miliardi all'anno </li></ul>
  • 31. Recupero del vetro <ul><li>risparmio energetico (1900 Kcal./Kg nel 1984 in Europa si è risparmiata un'energia pari a 135 milioni di litri di olio combustibile </li></ul><ul><li>risparmio di materie prime come sabbia, soda, dolomia </li></ul><ul><li>vantaggio ambientale: limitazione dell'attività di cava e diminuzione dei rifiuti da smaltire in discarica (8% della frazione merc. 40 Kg/ab/anno). </li></ul><ul><li>vantaggio economico: risparmio sui costi di produzione industriale e su quello di smaltimento dei RSU </li></ul>
  • 32. Vetro Schema impianto riciclo vetro
  • 33. Vetro
  • 34. Vetro
  • 35. Alluminio <ul><li>L' alluminio è uno dei materiali più abbondanti in natura e possiede una serie di caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto alla produzione di imballaggi: </li></ul><ul><ul><li>è impermeabile, </li></ul></ul><ul><ul><li>non lascia passare la luce, </li></ul></ul><ul><ul><li>non altera il gusto del contenuto </li></ul></ul><ul><ul><li>può essere riciclato un numero infinito di volte senza perdere le sue qualità originali. </li></ul></ul><ul><li>Il grande vantaggio del riciclo dell'alluminio risiede nel risparmio energetico: fino al 95% dell'energia necessaria ad estrarre alluminio vergine dai minerali (ad esempio la bauxite). </li></ul>
  • 36. Alluminio <ul><li>Le lattine, le bombolette spray e gli altri contenitori in alluminio , dopo essere stati gettati nei cassonetti, sono trasportati a impianti dedicati al riciclaggio dell'alluminio. </li></ul><ul><li>Dopo aver eliminato eventuali corpi estranei, i rifiuti vengono fusi per ricavare lingotti di alluminio puro. </li></ul><ul><li>I lingotti sono poi lavorati per ottenere delle lamine da utilizzare per la produzione di nuovi contenitori o altri oggetti. </li></ul><ul><li>In Italia il C.I.A.L. è il consorzio che si occupa dell'avvio al riciclaggio dei rifiuti in alluminio. </li></ul>
  • 37. Alluminio
  • 38. Plastica <ul><li>Il riciclaggio dei materiali plastici assume un'importanza primaria se si considera che la plastica è ottenuta attraverso la raffinazione del petrolio . </li></ul><ul><li>L'esauribilità di questa risorsa e il suo alto costo di estrazione rendono necessario uno sforzo comune per aumentare sensibilmente la quota di plastica ottenuta dal processo di riciclaggio. </li></ul><ul><li>La famiglia di materiali plastici utilizzati per gli imballaggi e per altri prodotti di uso quotidiano è piuttosto ampia; per riconoscerli è sufficiente individuare il codice sull'etichetta o stampigliato a caldo sul prodotto. </li></ul>
  • 39. RECUPERO DELLA PLASTICA <ul><li>Le plastiche hanno caratteristiche molto diverse tra loro, ma con alcuni punti in comune: sono prodotti artificiali, derivati dalla lavorazione di oli minerali ( da un chilo di olio si ottiene quasi lo stesso peso di plastica) </li></ul>
  • 40. RECUPERO DELLA PLASTICA <ul><li>Le plastiche hanno alto potere calorifico, con un notevole grado di resistenza e di inalterabilità. Sono proprio queste due ultime caratteristiche che hanno reso le materie plastiche importanti ed utili, ma queste stesse caratteristiche le rendono difficilmente degradabili nel tempo </li></ul>
  • 41. RECUPERO DELLA PLASTICA <ul><li>Il volume dei manufatti in plastica, inoltre, comporta un notevole spreco di spazio nelle discariche: in peso la plastica rappresenta circa il 10% dei nostri RSU, ma occupa un volume del 25%. </li></ul>
  • 42. RECUPERO DELLA PLASTICA <ul><li>riciclaggio meccanico omogeneo: si applica alle plastiche selezionate e permette di ottenere delle materie plastiche pure, essendo il materiale finale corrispondente al materiale iniziale. </li></ul><ul><li>riciclaggio meccanico eterogeneo: si applica alle plastiche non selezionate e permette di ottenere materie plastiche aventi una qualità inferiore ma una resistenza molto grande (impiegata nei manufatti per l'arredo urbano, per la cartellonistica, ecc...) </li></ul>
  • 43. RECUPERO DELLA PLASTICA <ul><li>riciclaggio energetico: si ottiene energia termica ed elettrica dalla combustione. In questa prospettiva si può sfruttare l'elevato potere calorifico della plastica e la minor quantità di emissioni rispetto ai combustibili tradizionali. </li></ul>
  • 44. RECUPERO DELLA PLASTICA <ul><li>Nel 1995, nell'Europa Occidentale, il riciclaggio della plastica era circa del 26%. Del 26% recuperato, il 16,8% è in energia e il 9,2% e' stato riciclato meccanicamente. Se si bruciano le materie plastiche, si risparmia sia in carbone, sia in petrolio. La tecnologia ci rassicura sul fatto che la combustione delle materie plastiche non aumenta le emissioni di inquinanti nell'ambiente. Questo dato è inoltre confermato dal fatto che alcune nazioni considerate tra le più sensibili ai problemi dell'ambiente, quali la Danimarca, l'Olanda, la Germania, la Svizzera e la Svezia inceneriscano il 33-35% dei loro rifiuti. </li></ul>
  • 45. RECUPERO DELLA PLASTICA <ul><li>Riciclaggio di PET (polietilentereftalato): viene utilizzato per la produzione di bottiglie in plastica. Il suo impiego riguarda inoltre la produzione di fibre e filati tessili, la fabbricazione di giacche a vento e di indumenti sportivi in generale, come per esempio guanti o indumenti da sci. </li></ul>
  • 46. Plastica <ul><li>PET (polietilentereftalato) </li></ul><ul><li>Questo polimero presenta: </li></ul><ul><ul><li>elevate proprietà meccaniche, </li></ul></ul><ul><ul><li>buona tenacità, </li></ul></ul><ul><ul><li>buona resistenza termica e chimica, </li></ul></ul><ul><ul><li>ottima trasparenza e brillantezza. </li></ul></ul><ul><li>Viene utilizzato per la produzione di: </li></ul><ul><ul><li>bottiglie per acqua e bibite, </li></ul></ul><ul><ul><li>flaconi per detergenti domestici, </li></ul></ul><ul><ul><li>vassoi e blister termoformati, </li></ul></ul><ul><ul><li>film di supporto per termoaccoppiati </li></ul></ul><ul><ul><li>fibre (per abbigliamento, arredamento, imbottiture, cordami, uso geotessile, ecc.), </li></ul></ul><ul><ul><li>film per effetti decorativi e arti grafiche; </li></ul></ul><ul><ul><li>lastre fotografiche e radiografiche; </li></ul></ul><ul><ul><li>nastri audio e video. </li></ul></ul><ul><li>Il PET riciclato viene utilizzato per la produzione di nuovi contenitori, oppure, nel campo di applicazione delle fibre, si ottengono imbottiture, maglioni, &quot;pile&quot;, moquette, interni per auto, blister e reggette. </li></ul>
  • 47. Plastica <ul><li>PP (polipropilene) </li></ul><ul><li>Le sue caratteristiche sono: </li></ul><ul><ul><li>buone proprietà meccaniche, </li></ul></ul><ul><ul><li>buona resistenza chimica, </li></ul></ul><ul><ul><li>elevata impermeabilità al vapore acqueo. </li></ul></ul><ul><li>Sono numerosi i settori di applicazione di questo polimero: </li></ul><ul><ul><li>flaconi per detergenti e cosmetica, </li></ul></ul><ul><ul><li>cassette, </li></ul></ul><ul><ul><li>film orientati in sostituzione del cellophane, </li></ul></ul><ul><ul><li>sacchi industriali, </li></ul></ul><ul><ul><li>mobili da giardino, </li></ul></ul><ul><ul><li>fibre (corde e sacchi), </li></ul></ul><ul><ul><li>articoli casalinghi, </li></ul></ul><ul><ul><li>batterie </li></ul></ul><ul><ul><li>paraurti auto. </li></ul></ul>
  • 48. RECUPERO DELLA PLASTICA <ul><li>Riciclaggio di PE ( polietilene): riciclato, viene utilizzato nei contenitori per detergenti, per produrre fogli e film, tubi e manufatti per l'edilizia. </li></ul><ul><li>Riciclaggio di PVC ( polivinilcloruro): i materiali provenienti dal riciclo sono utilizzati per la fabbricazione di tubi, raccordi, cavi elettrici e telefonici </li></ul>
  • 49. Plastica <ul><li>PE (polietilene) </li></ul><ul><li>Le sue caratteristiche sono: </li></ul><ul><ul><li>buona resistenza meccanica e rigidità, </li></ul></ul><ul><ul><li>resistenza agli acidi, alcali, soluzioni saline e vari solventi organici (es. oli e benzine), </li></ul></ul><ul><ul><li>scarsa trasparenza (opaco). </li></ul></ul><ul><li>Viene utilizzato per la fabbricazione di: </li></ul><ul><ul><li>bottiglie e flaconi per alimenti, </li></ul></ul><ul><ul><li>detergenti e agenti chimici, </li></ul></ul><ul><ul><li>cassette e fusti, </li></ul></ul><ul><ul><li>film di vari spessori per uso agricolo, industriale, edile. </li></ul></ul><ul><li>Il PE riciclato, viene reimpiegato per la realizzazione di nuovi contenitori per detergenti, oppure sacchi della spazzatura, film per imballaggio, manufatti per l'industria. </li></ul>HDPE LDPE
  • 50. Plastica <ul><li>PVC (cloruro di polivinile) </li></ul><ul><li>Le sue caratteristiche sono: </li></ul><ul><ul><li>buona resistenza meccanica e chimica, </li></ul></ul><ul><ul><li>elevata impermeabilità al vapore acqueo. </li></ul></ul><ul><li>Sono numerosi i settori di applicazione di questo polimero: </li></ul><ul><ul><li>bottiglie e flaconi (circa il 6% della produzione di bottiglie per acque minerali non gasate), </li></ul></ul><ul><ul><li>blister termoformati, </li></ul></ul><ul><ul><li>film flessibili, </li></ul></ul><ul><ul><li>tubi, </li></ul></ul><ul><ul><li>telai di finestre, </li></ul></ul><ul><ul><li>tapparelle, </li></ul></ul><ul><ul><li>guaine per cavi elettrici, </li></ul></ul><ul><ul><li>finte pelli, </li></ul></ul><ul><ul><li>giocattoli, </li></ul></ul><ul><ul><li>parti di automobili e </li></ul></ul><ul><ul><li>accessori biomedicali. </li></ul></ul><ul><li>Il PVC riciclato, viene riutilizzato soprattutto nel settore edile per la produzione di tubi, scarichi per l'acqua piovana, raccordi, passacavi. </li></ul>
  • 51. Plastica <ul><li>PS (polistirene) </li></ul><ul><li>Le sue caratteristiche sono: </li></ul><ul><ul><li>elevata rigidità e trasparenza, </li></ul></ul><ul><ul><li>buona resistenza all'urto, </li></ul></ul><ul><ul><li>leggerezza, </li></ul></ul><ul><ul><li>buon isolamento termico ed acustico. </li></ul></ul><ul><li>Sono numerosi i settori di applicazione di questo polimero: </li></ul><ul><ul><li>scatole trasparenti, </li></ul></ul><ul><ul><li>flaconi per medicinali e cosmetica, </li></ul></ul><ul><ul><li>vaschette per yogurt e formaggi molli, </li></ul></ul><ul><ul><li>imballaggi per alimenti (vaschette) ed industriali (protezione interna), </li></ul></ul><ul><ul><li>mobili, </li></ul></ul><ul><ul><li>piatti e bicchieri monouso, </li></ul></ul><ul><ul><li>pannelli isolanti e </li></ul></ul><ul><ul><li>giocattoli. </li></ul></ul>
  • 52. Plastica Diversi processi di riciclo della plastica
  • 53. Plastica Schema riciclo meccanico della plastica
  • 54. Plastica Schema impianto riciclo del PET
  • 55. Plastica
  • 56. Materiali Ferrosi <ul><li>Nella categoria dei rifiuti in metallo rientrano una grande quantità di prodotti: </li></ul><ul><ul><li>tappi a vite e a corona di bottiglie </li></ul></ul><ul><ul><li>vasetti </li></ul></ul><ul><ul><li>imballaggi industriali </li></ul></ul><ul><ul><li>rifiuti ferrosi, </li></ul></ul><ul><ul><li>scatole regalo di dolciumi e biscotti </li></ul></ul><ul><ul><li>scatolame vario (lattine di tonno, pelati, caffè ecc.). </li></ul></ul><ul><li>I rifiuti raccolti sono poi conferiti alle fonderie ed alle acciaierie consociate nel per essere trasformate in nuovi prodotti. </li></ul><ul><li>A partire dai rifiuti in metallo si possono produrre binari ferroviari, parti meccaniche, paratie navali, biciclette, ecc. </li></ul><ul><li>In Italia il Consorzio che si occupa di questi materiali è il C.N.A. ( Consorzio Nazionale Acciaio ) </li></ul>
  • 57. Materiale Organico <ul><li>Oltre il 25% dei rifiuti urbani è costituito da materiale organico , come scarti di cucina, fogliame, sfalci del giardino ecc. </li></ul><ul><li>Si tratta di rifiuti biodegradabili che, grazie all'azione di microrganismi, nell'arco di alcuni mesi si trasformano in compost , un concime naturale adatto al giardinaggio e all'agricoltura. </li></ul><ul><li>La produzione del compost dai rifiuti organici può avvenire a livello domestico o su grande scala. </li></ul>
  • 58. Inerti Misti da Costruzioni <ul><li>I rifiuti inerti sono prodotti nel settore dell' edilizia durante la demolizione di edifici o di pareti, solai, muri di cinta ecc. </li></ul><ul><li>Il riciclaggio dei rifiuti inerti riguarda sia la cosiddetta frazione lapidea , ossia quella composta da mattoni, malte e calcestruzzi; sia i singoli materiali contenuti nei rifiuti come residui ferrosi (travi in acciaio, tondini in ferro dolce, tubature, ecc.), legnosi (parti di persiane, finestre, porte, travi in legno ecc.). </li></ul>
  • 59. Inerti Misti da Costruzioni <ul><li>La frazione lapidea può essere impiegata in sostituzione degli inerti naturali come materiale di riempimento durante la preparazione e l'esercizio delle discariche, in opere di ripristino ambientale, per sottofondi stradali, riempimenti cioè in usi &quot;meno nobili&quot; che richiedono materiali di qualità inferiore. </li></ul><ul><li>I materiali ferrosi, legnosi e di altro tipo sono invece inviati alle rispettive filiere di riciclaggio. </li></ul>
  • 60. Inerti Misti da Costruzioni Diagramma di flusso impianto di riciclo
  • 61. Inerti Misti da Costruzioni
  • 62. Inerti Misti da Costruzioni <ul><li>C&D material Recycling technology Recycled product </li></ul>
  • 63. Inerti Misti da Costruzioni C&D materials Recycling technology Recycled product
  • 64. Beni Durevoli <ul><li>I beni durevoli , come elettrodomestici, mobili, materassi, apparecchiature elettroniche, sono composte di vari materiali, alcuni dei quali riciclabili ed altri inquinanti. </li></ul><ul><li>I frigoriferi , ad esempio, oltre a metalli e plastica riciclabili possono contenere rilevanti quantità di CFC, i gas responsabili dell'assottigliamento dello strato d'ozono. </li></ul><ul><li>Allo stesso modo il tubo catodico di ogni televisore o monitor per computer contiene elementi pericolosi e inquinanti come fosforo, cadmio, zinco e piombo. </li></ul>
  • 65. Beni Durevoli <ul><li>Grazie alle moderne tecnologie è possibile recuperare la quasi totalità dei materiali inquinanti o riciclabili contenuti nei beni durevoli. </li></ul><ul><li>I CFC e gli oli dei frigoriferi sono ad esempio estratti e stoccati in contenitori stagni per essere avviati ai centri di trattamento e condizionamento. I tubi catodici vengono invece scomposti in ambienti protetti in modo da evitare la dispersione delle sostanze inquinanti nell'ambiente. </li></ul><ul><li>Anche i materassi o i mobili possono essere una fonte di legno, metalli o stoffe riciclabili. </li></ul>
  • 66. Beni Durevoli Schema impianto smantellamento rifiuti elettronici
  • 67. Beni Durevoli <ul><ul><li>Sviluppo di processi e logiche di controllo applicabili a un vasto assortimento di prodotti in alimentazione </li></ul></ul><ul><ul><li>Elevata variabilità della composizione dei materiali </li></ul></ul><ul><ul><li>Disassemblaggio selettivo prima del trattamento in relazione al ciclo di vita, agli obiettivi di sostenibilità, alla capacità di processo e agli aspetti economici </li></ul></ul><ul><ul><li>Sistemi automatici per l’identificazione e la separazione di materiali pericolosi </li></ul></ul><ul><ul><li>Sviluppo di sistemi di riconoscimento 2D e 3D </li></ul></ul>Problematiche attuali
  • 68. Beni Durevoli <ul><ul><li>Riduzione dei tempi di elaborazione delle informazioni morfologiche </li></ul></ul><ul><ul><li>Messa a punto di sistemi robotici in grado di operare separazioni multioggetto </li></ul></ul><ul><ul><li>Sistemi di identificazione automatica in grado di riconoscere forma, spessore, dimensioni, massa, colore, caratteristiche tessiturali superficiali e invecchiamento </li></ul></ul><ul><ul><li>Studio delle procedure per l’integrazione della raccolta, la preselezione, il trattamento e il riprocessamento in funzione del grado di purezza richiesto </li></ul></ul>
  • 69. Legno <ul><li>I rifiuti legnosi , raccolti in modo differenziato, sono triturati e pressati in modo grossolano per essere condotti in modo pratico ed economico agli impianti di riciclaggio. </li></ul><ul><li>Un'ulteriore lavorazione, permette poi di produrre scagliette di legno pronte all'uso (i cosiddetti &quot; chips &quot;), la cui qualità è garantita dall'alto livello tecnologico raggiunto dai processi di lavorazione industriale e dalla bontà della materia prima. </li></ul>
  • 70. Legno <ul><li>I chips trovano utilizzo in numerose filiere : </li></ul><ul><ul><li>in pannelli truciolati adatti all'industria del mobile e dei complementi d'arredo; </li></ul></ul><ul><ul><li>possono essere trasformati in pasta cellulosica , utile alle cartiere per produrre carta riciclata; </li></ul></ul><ul><ul><li>possono entrare a far parte del compost , da cui si ottengono ammendanti e concimi naturali per l'agricoltura. </li></ul></ul>
  • 71. Legno <ul><li>Gli scarti di produzione di tutte le fasi del processo di riciclaggio del legno possono essere recuperati attraverso la produzione di combustibile derivato da rifiuti (il cosiddetto CDR ) ed utilizzati negli impianti di termovalorizzazione per la produzione di energia elettrica. </li></ul>
  • 72. Batterie per Auto Trazione <ul><li>I principali componenti delle batterie per auto sono il piombo , la plastica e l'acido solforico . </li></ul><ul><li>Queste sostanze , sebbene altamente inquinanti, possono essere riciclate per produrre altri materiali o nuove batterie. </li></ul><ul><li>Proprio per questo, in Italia è stato istituito il Cobat (Consorzio obbligatorio batterie esauste) che si occupa di smaltire correttamente le batterie e di riciclarne i componenti. </li></ul><ul><li>Contenitore (monoblocco) </li></ul><ul><li>Piastra positiva </li></ul><ul><li>Piastra negativa </li></ul><ul><li>Separatore </li></ul><ul><li>Tappi </li></ul><ul><li>Coperchi </li></ul>
  • 73. Batterie per Auto Trazione <ul><li>Per rendere possibile il riciclaggio le batterie esauste sono frantumate e i singoli componenti sono separati e trattati in modo specifico. L'acido solforico viene trattato con speciali reagenti che lo neutralizzano e ne permettono il riutilizzo nel processo stesso o lo smaltimento . </li></ul><ul><li>La plastica (polipropilene e PVC) una volta lavata accuratamente e ridotta in scaglie è pronta per essere riciclata e riutilizzata per nuove scatole di batterie . </li></ul>
  • 74. Batterie per Auto Trazione Schema processo di recupero delle batterie esauste
  • 75. Batterie per Auto Trazione <ul><li>Il piombo delle batterie è presente sia sotto forma metallica , nelle griglie, che sotto forma di un impasto di sali e ossidi che va sotto il nome di pastello . </li></ul><ul><li>Separato anche esso dagli altri componenti in seguito alla frantumazione viene avviato ai forni dove con aggiunta di additivi quali il carbonato sodico, trucioli di ferro e carbone viene fuso alla temperatura di circa 800 gradi. </li></ul><ul><li>Dai forni si ricava il cosiddetto piombo d'opera che contiene ancora una certa quantità di elementi impuri, quali il rame, lo stagno e l'antimonio. </li></ul><ul><li>Il piombo d'opera viene rifuso in caldaie e dopo una prima schiumatura, viene sottoposto a trattamenti chimico-fisici diversi per eliminare le impurità e ottenere il piombo o leghe di piombo commerciali . </li></ul><ul><li>Nel ciclo di lavorazione delle componenti della batteria esausta, il trattamento del piombo è quello di maggiore rilevanza. </li></ul>
  • 76. Pile Scariche <ul><li>Le Pile scariche rientrano nella categoria dei Rifiuti Urbani pericolosi poichè i metalli pesanti contenuti al loro interno potrebbero essere dannosi per l'uomo e per la natura se venissero dispersi nell'ambiente. </li></ul><ul><li>Attraverso la raccolta differenziata è invece possibile estrarre i singoli metalli (ferro, manganese, zinco, piombo, cadmio, mercurio) e le soluzioni acide o alcaline per provvedere al riciclaggio o al corretto smaltimento. </li></ul>
  • 77. Pile Scariche
  • 78. Oli Usati <ul><li>L 'olio lubrificante utilizzato in motori e macchinari industriali è estremamente inquinante. </li></ul><ul><li>5 litri d'olio usato (la quantità contenuta nel motore di un'auto di media cilindrata) sono sufficienti a coprire con una sottile pellicola di 5000 m 2 , impedendo l'ossigenazione del terreno. </li></ul><ul><li>Riversando l'olio usato nelle fognature si rischia di devastare l'ambiente marino , mentre bruciandolo senza le dovute precauzioni si disperdono sostanze velenose nell'atmosfera (il piombo ad esempio). </li></ul>
  • 79. Oli Usati <ul><li>Se l'olio usato viene raccolto in modo differenziato può servire per produrre basi lubrificanti rigenerate oppure, dopo essere stato trattato, può essere bruciato in forni speciali , offrendo un altissimo rendimento energetico. </li></ul><ul><li>Per garantirne il corretto smaltimento, in Italia esiste il Coou ( Consorzio Obbligatorio Oli Usati ) che coordina i raccoglitori e i riciclatori di questo materiale. </li></ul>
  • 80. Recupero di ceneri pesanti
  • 81. Le tecnologie per la selezione ed il recupero dei rifiuti <ul><li>Poiché risulta quasi sempre impossibile separare i rifiuti all'origine, si sono sviluppate una serie di impianti e macchinari destinati ad effettuare la cernita in modo automatico, sulla base delle proprietà dei materiali da separare (peso specifico, magnetizzazione, etc.). La separazione di certe categorie di materiali può essere dettata dall'esigenza di eliminare componenti indesiderate per la prosecuzione dei processi, oppure da quella di recuperare un determinato materiale che verrà avviato a specifici processi di riutilizzo. </li></ul>
  • 82. Le tecnologie per la selezione ed il recupero dei rifiuti <ul><li>Separatori magnetici : I separatori magnetici hanno il compito sia di recuperare le sostanze ferrose che possono essere riciclate, sia di &quot;ripulire&quot; il materiale da scarti ferrosi che potrebbero degradarne la qualità e danneggiare i macchinari delle successive fasi di trattamento. Nella maggior parte dei casi si hanno separatori magnetici a nastro, a puleggia o a tamburo. </li></ul>
  • 83. Le tecnologie per la selezione ed il recupero dei rifiuti <ul><li>vagli rotanti, separatori a disco, vagli a coclea, separatori balistici, separatori vibranti </li></ul><ul><li>Essi generalmente provocano la separazione del materiale in due frazioni, sulla base del diametro dei fori di passaggio. L'efficienza di vagliatura è data dal rapporto tra la frazione fine vagliata dal separatore (in peso) e la frazione fine in ingresso (in peso). I separatori in commercio possono raggiungere efficienze del 90%. I separatori balistici hanno un'efficienza maggiore. L'efficienza comunque è influenzata da molti fattori (numero di passaggi, umidità del rifiuto, velocità, frequenza delle vibrazioni, ecc.). </li></ul>
  • 84. Le tecnologie per la selezione ed il recupero dei rifiuti <ul><li>Dispositivi di classificazione ad aria </li></ul><ul><li>Sono usati generalmente per separare rifiuti di due sole tipologie in ingresso. In tali impianti il flusso di aria trascina le particelle con velocità terminale di caduta inferiore a quella del flusso, mentre quelle più pesanti (con velocità terminale superiore) si raccolgono sul fondo. La frazione leggera dovrebbe essere idealmente costituita da materiale combustibile (carta, plastica leggera). Per avere efficienze migliori si sono sviluppati dei classfiicatori &quot;pulsanti&quot; in cui la velocità del flusso d'aria non è costante, ma varia o nel tempo (&quot;attivi&quot;) o nello spazio (&quot;passivi&quot;) lungo il percorso. In questo modo si ottiene una separazione basata effettivamente sulla densità dei materiali </li></ul>
  • 85. Le tecnologie per la selezione ed il recupero dei rifiuti <ul><li>I trituratori </li></ul><ul><li>Una delle operazioni fondamentali nei cicli di recupero e riciclaggio è quella della riduzione della pezzatura del materiale. Questo avviene tramite una triturazione, che può essere più o meno spinta a seconda della spaziatura della griglia. I trituratori sono tra gli elementi del ciclo più soggetti ad usura ed hanno pertanto alti costi di manutenzione. </li></ul>
  • 86. Le tecnologie per la selezione ed il recupero dei rifiuti <ul><li>Le tecnologie utilizzate per la triturazione sono: </li></ul><ul><li>i martelli agiscono con un impatto ad alta velocità sul materiale </li></ul><ul><li>i coltelli. Si tratta di lame rotanti che provocano un'azione di taglio sul materiale; operano a velocità ridotte e il risultato della triturazione è piuttosto omogeneo. </li></ul><ul><li>le sfere. La triturazione avviene per un'azione di mista di lacerazione ed impatto grazie a sfere di acciaio </li></ul><ul><li>Altre attrezzature: granulatori e macinatori sono macchine per la produzione di macinato da materiali non ferrosi o minerali rigidi, con costi contenuti. Vengono utilizzati anche per tessuti, fibre, cavi plastici, pallets, imballi e per i materiali soggetti in genere a sfilacciamento </li></ul>
  • 87. The Materials Recovery Facility Hand Sorting
  • 88. The Materials Recovery Facility Screening: Trommel screen
  • 89. The Materials Recovery Facility Screening
  • 90. The Materials Recovery Facility Screening: disk screen
  • 91. The Materials Recovery Facility Size reduction: hammer mill e rotary shear Hammer mill Rotary shear
  • 92. The Materials Recovery Facility Size reduction: Flail mill Flail mill
  • 93. The Materials Recovery Facility Magnetic Separation Drum magnet
  • 94. The Materials Recovery Facility Magnetic Separation Magnetic head pulley
  • 95. The Materials Recovery Facility Magnetic Separation Magnetic belt pulley
  • 96. The Materials Recovery Facility Magnetic Separation Two-drum magnet configuration
  • 97. The Materials Recovery Facility Eddy current device
  • 98. The Materials Recovery Facility Air Classifier
  • 99. The Materials Recovery Facility Air Classifier Vortex effect occurring within an air classifier
  • 100. The Materials Recovery Facility Air Classifier Horizontal air classifier
  • 101. The Materials Recovery Facility Air Classifier Air knife
  • 102. The Materials Recovery Facility Air Classifier Complete air classification system including cyclone
  • 103. Recupero dei rifiuti – decreto 22/97 <ul><li>Il sistema della comunicazione preclude ogni potere di apprezzamento discrezionale da parte della Provincia (P.A. destinataria) il compito della quale è circoscritto alla verifica della sussistenza dei requisiti e delle condizioni tecniche in generale, verifica che non ha funzione autorizzatoria ma di controllo. </li></ul>
  • 104. Recupero dei rifiuti – decreto 22/97 <ul><li>Il Decreto del 5 febbraio 1998 non solo ha individuato i rifiuti non pericolosi recuperabili attraverso procedura semplificata ma anche la loro provenienza e le caratteristiche, le attività praticabili e le caratteristiche delle materie prime e/o prodotti ottenuti. </li></ul><ul><li>   Il D.M. 5.2.1998 ha fatto chiarezza anche in tre settori particolari che si prestavano, in precedenza, a facili elusioni: il compostaggio, la produzione di CdR e la produzione di fertilizzanti. </li></ul>
  • 105. Recupero dei rifiuti – decreto 22/97 <ul><li>Un forte limite del Decreto Ronchi, relativamente alla procedure semplificate, è l'assenza di ogni riferimento alla disciplina urbanistica; mentre per svolgere attività soggette ad autorizzazione è prevista la Conferenza e la possibile variazione degli strumenti urbanistici con delibera della Giunta Regionale; nel caso di attività iniziate a seguito di comunicazioni ex art. 33 c. 2 lettere a) e b) (art. 32 per l'autosmaltimento) la legge non fa riferimento alcuno al profilo urbanistico. </li></ul>
  • 106. Recupero dei rifiuti – decreto 22/97 <ul><li>Con il decreto 161 vengono individuati i rifiuti pericolosi che è possibile ammettere alle procedure semplificate di cui agli artt. 31 e 33 del Dlgs 22/97 ( recupero agevolato) </li></ul>
  • 107. Recupero dei rifiuti – decreto 22/97 <ul><li>il DM 161/2002 ( pubblicato sulla G.U. del 30.07.2002) regolamenta le procedure autorizzative, il recupero della materia, la messa in riserva (per solo effettivo ed oggettivo recupero), la quantità massima impiegabile, le modalità di campionamenti ed analisi. Detta inoltre i requisiti soggettivi (per coloro che vogliono essere autorizzati o iscritti ) e le norme transitorie </li></ul>
  • 108. Recupero dei rifiuti – decreto 22/97 <ul><li>il dm in esame si presenta completo di tutto quanto richiesto dalla Comunità Europea. Fissa i valori limiti di emissione in atmosfera nelle fasi di trattamento e le quantità massime annue impiegabili; detta inoltre le norme tecniche per una buona e sicura messa in riserva del rifiuto pericoloso in attesa della trasformazione e/o trattamento (dotazioni minime, organizzazione, stoccaggio in cumuli, stoccaggio in serbatoi e in vasche fuori terra, bonifica dei contenitori sporchi e criteri di gestione ) . </li></ul>
  • 109. Recupero dei rifiuti – decreto 22/97 <ul><li>I produttori di rifiuti pericolosi individuati nel decreto 161/2002 potranno destinarli al recupero agevolato, ma solo per quel che riguarda il recupero di materia. </li></ul><ul><li>Potranno effettuare il recupero energetico solo i soggetti autorizzati in procedura ordinaria dalla Regione. </li></ul>
  • 110. Recupero dei rifiuti – decreto 22/97 <ul><li>relativamente al trasporto, si ricorda che i rifiuti pericolosi destinati al recupero agevolato dovranno essere trasportati da automezzi iscritti all'Albo Nazionale gestori rifiuti in Categoria 3. </li></ul>
  • 111. Recupero dei rifiuti – decreto 22/97 <ul><li>Il trasporto di tali rifiuti, poiché pericolosi, dovrà rispettare la normativa ADR (dal 1° gennaio 2003 è in vigore il nuovo testo ADR 2002), i contenitori dovranno rispettare la normativa sulla etichettatura ed imballaggio, i soggetti addetti alla movimentazione e gestione amministrativa dovranno essere formati dal Consulente di cui al Dlgs 40/2000. </li></ul>
  • 112. Recupero – Procedura semplificata <ul><li>Come previsto dal DL 22/97 alcune attività di recupero possono usufruire di procedure autorizzative semplificate. </li></ul><ul><li>Le attività in regime semplificato sono specificate nel DM 5-2-1998 (rifiuti non pericolosi) e nel DM 161-2002 (rifiuti pericolosi) </li></ul>
  • 113. Recupero – Procedura semplificata <ul><li>Procedura semplificata: consiste in una comunicazione alla Provincia della durata di 5 anni </li></ul><ul><li>Procedura ordinaria: consiste in una richiesta di autorizzazione alla Provincia </li></ul>
  • 114. Recupero NP – Procedura semplificata <ul><li>Per rientrare nei punti del DM 5-2-98 bisogna rispettare: </li></ul><ul><ul><li>Tipologia del rifiuto (CER) </li></ul></ul><ul><ul><li>Provenienza del rifiuto </li></ul></ul><ul><ul><li>Trattamenti applicati </li></ul></ul><ul><ul><li>Caratteristiche delle materie prime o dei manufatti prodotti </li></ul></ul>
  • 115. Esempio recupero NP: recupero inerti <ul><li>7.1 Tipologia : rifiuti costituiti da laterizi, intonaci e conglomerati di cemento armato e non, comprese le traverse e traversoni ferroviari e i pali in calcestruzzo armato provenienti da linee ferroviarie, telematiche ed elettriche e frammenti di rivestimenti stradali, purché privi di amianto. [101303] [170101] [170102] [170103] [170104] [170701] [200301]. </li></ul><ul><li>7.1.1 Provenienza : attività di demolizione, frantumazione e costruzione; selezione da RSU e/o RAU; manutenzione reti; attività di produzione di lastre e manufatti in fibrocemento. </li></ul><ul><li>7.1.2 Caratteristiche del rifiuto : materiale inerte, laterizio e ceramica corta anche con presenza di frazioni metalliche, legno, plastica, carta e isolanti escluso amianto. </li></ul><ul><li>7.1.3 Attività di recupero : messa in riserva di rifiuti inerti [R13] per la produzione di materie prime secondarie per l'edilizia mediante fasi meccaniche e tecnologicamente interconnesse di macinazione, vagliatura, selezione granulometrica e separazione della frazione metallica e delle frazioni indesiderate per l'ottenimento di frazioni inerti di natura lapidea a granulometria idonea e selezionata, con eluato del test di cessione conforme a quanto previsto in allegato 3 al presente decreto e con caratteristiche di cui alle norme CNR - UNI 10006 [R5]; </li></ul><ul><li>7.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti ottenuti : materie prime secondarie per l'edilizia conformi alle specifiche della CCRA di Milano. </li></ul>
  • 116. Recupero P – Procedura semplificata <ul><li>Per rientrare nei punti del DM 161/2002 bisogna rispettare: </li></ul><ul><ul><li>Tipologia del rifiuto (CER) </li></ul></ul><ul><ul><li>Provenienza del rifiuto </li></ul></ul><ul><ul><li>Trattamenti applicati </li></ul></ul><ul><ul><li>Caratteristiche delle materie prime o dei manufatti prodotti </li></ul></ul><ul><li>ATTENZIONE: non è permesso il solo R13 </li></ul>
  • 117. Esempio recupero P: recupero scorie di fusione <ul><li>3.1 Tipologia : scorie di alluminio [100315*] [100304*] [100309*]. </li></ul><ul><li>3.1.1 Provenienza : industria metallurgica, produzione e fusione di leghe di alluminio. </li></ul><ul><li>3.1.2 Caratteristiche del rifiuto e valori limite delle sostanze pericolose : scorie contenenti granella, schiumature e colaticci di alluminio > 10%, 10-20% di altri metalli (Cu solubile < 3.500 mg/kg, Pb < 400 mg/kg, Cd < 15 mg/kg), 30-50% di miscele di ossidi metallici, 0-10% di cloruro di sodio e di potassio, cromo esavalente assente. </li></ul><ul><li>3.1.3 Attività di recupero : </li></ul><ul><li>a ) metallurgia termica dell'alluminio primario e secondario previa macinazione con mulino a martelli e vaglio per la separazione della granella di alluminio, degli altri metalli presenti e delle polveri contenenti prevalentemente ossido di alluminio [R4]; </li></ul><ul><li>b ) idrometallurgia mediante celle elettrolitiche [R4]. </li></ul><ul><li>3.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti ottenuti : alluminio metallico conforme norme UNI nelle forme usualmente commercializzate. </li></ul>
  • 118. Recupero – Procedura ordinaria <ul><li>Sono possibili recuperi diversi da quelli specificati (per tipo di rifiuto, processo, ecc.) nel decreto ma devono essere autorizzati dalla Provincia </li></ul>
  • 119. Energia dai rifiuti (Focus 2002) <ul><li>Un nuovo tipo cella a combustibile, una pila, grande quanto un telefono cellulare, che genererà energia a partire dai rifiuti di cucina. Carote, zollette di zucchero, ma anche torsoli di mela, potranno per esempio essere utilizzati per mettere in funzione piccoli elettrodomestici o lampadine. </li></ul><ul><li>Il funzionamento delle celle sfrutta la capacità dei batteri, in particolare Escherichia coli , di rompere le catene di carboidrati contenuti nella frutta e nella verdura, reazione durante la quale vengono liberati atomi di idrogeno che vengono ossidati in una piccola pila a combustibile. </li></ul>

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