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    7 Co2 7 Co2 Presentation Transcript

    • Il protocollo di Kyoto e gli effetti sulle aziende
    • Organizzazione UNFCCC
    • STRATEGIA DI MITIGAZIONE dei cambiamenti climatici (agire sulle cause) STRATEGIA DI ADATTAMENTO ai cambiamenti climatici (agire sugli effetti) Strategie internazionali
    • Strategia di mitigazione dei cambiamenti climatici (agire sulle cause) Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici (agire sugli effetti) Strategie internazionali
    • A breve termine: Riduzione progressiva delle emissioni antropogeniche di gas serra A lungo termine: Stabilizzazione delle concentrazioni in aria dei gas serra ad un livello non pericoloso per il sistema climatico e per i sistemi umani Finalità della mitigazione
      • Diminuire le emissioni
        • Uso razionale energia ed efficienza energetica
        • Sequestro carbonio
        • Fonti rinnovabili
        • Nuovi vettori energetici
        • Fonte nucleare
      • Aumentare gli assorbimenti
        • Forestazione, riforestazione, afforestazione
        • Riduzione degrado suoli
        • Ottimizzazione gestione agroforestale
      Opzioni di mitigazione
    • Il Protocollo di Kyoto
      • Riguarda:
      • la 1° fase della Strategia di mitigazione
      • i soli paesi industrializzati
      • Obiettivi:
      • Riduzione complessiva del 5,2% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990 (anno di riferimento) da attuarsi entro il 2012
      • Nella ripartizione degli impegni la riduzione è così suddivisa:
      • Europa: 8% (e in ambito europeo) Italia: 6,5%
      • Strumenti: meccanismi flessibili
    • Il Protocollo di Kyoto Meccanismi flessibili Joint implementation – Attuazione congiunta degli impegni fra paesi industrializzati Emission trading – Compravendita di quote di emissioni di gas serra fra paesi industrializzati Clean development mechanism – Acquisizione da parte dei paesi industrializzati di crediti alle emissioni attraverso aiuti allo sviluppo sostenibile nei paesi in via di sviluppo
    • Meccanismi flessibili: requisiti generali
      • MF supplementari alle azioni domestiche, dove per supplementari si intende “a completamento delle azioni domestiche che devono rappresentare un significativo contributo di riduzione delle emissioni nette
      • MF motivati come supplementari nelle Comunicazioni Nazionali periodiche e “supplementarietà” valutata e certificata dal Compliance Committee
      • MF tali da ridurre il divario delle emissioni pro-capite tra PI e PVS
    • Requisiti richiesti per attuare i meccanismi flessibili per i Paesi Annex I (da certificare dal Compliance Committee della UNFCCC al 1 gennaio 2007)
      • Aver ratificato il Protocollo
      • Aver definito gli “assigned amounts” (ovvero nella UE il PN di allocazione dei permessi di emissione espressi in tonnellate di CO2 equivalente)
      • Aver organizzato il sistema nazionale di valutazione e di censimento delle emissioni e degli assorbimenti
      • Aver istituito il registro nazionale delle transazioni delle quote di emissioni (trasferimenti ed acquisizioni)
      • Aver ottemperato all’obbligo di reporting annuale al Segretariato UNFCCC
    • Caso specifico del CDM
      • I progetti di CDM devono essere approvati dalle “Autorità Nazionali Designate” dei Paesi coinvolti
      • I progetti di CDM devono essere approvati e supervisionati dal CDM Executive Board della UNFCCC
      • Il segretariato UNFCCC ha l’obbligo di:
      • Tenere il registro delle attività CDM
      • Stabilire i crediti di emissione e i trasferimenti delle quote di credito verso i registri nazionali
      • Tenere il registro internazionale delle transazioni dei crediti generati dai CDM
      • Controllare le transazioni internazionali derivanti dai crediti generati dal CDM
    • Caso specifico dei sinks (art. 3.3 e 3.4)
      • Per acquisire crediti dai sinks è necessario definire: uso del suolo, cambiamento di uso del suolo e forestazione, ed in particolare:
      • Definizione di foresta e dei termini afforestazione, riforestazione e deforestazione
      • Definizione di suoli (aree coltivate, aree umide, aree protette, prati, pascoli, ecc)
      • Definizione della durata dei sinks (per tipo di foresta e per tipo di suolo)
      • Valutazioni dei sinks (positivi e negativi) e modalità di acquisizione secondo lo standard IPCC: Good Practice Guidance for LULUCF
      • Certificazione dell’Autorità nazionale (secondo procedura in corso di definizione da parte del SBSTA)
    • Registri
      • Archivio nazionale (catasto emissioni)
      • Registro nazionale delle transazioni (crediti e acquisizioni)
      • Registro internazionale delle transazioni
      • Registro del CDM
    • Verifica, controlli e sanzioni
      • Sono compiute dal Compliance Committee diviso in due Sezioni: Facilitative Branch (verifica e controlli) e Enforcement Branch (violazioni e sanzioni)
      • Le decisioni del Facilitative Branch vanno assunte a maggioranza assoluta (75%) tra tutti i membri composti da PI e PVS
      • Le decisioni dell’Enforcement Branch vanno prese a tripla maggioranza assoluta (tra i membri PI e PVS, tra i soli membri PI e tra i soli membri PVS)
      • Le sanzioni saranno stabilite dalla COP/MOP
    • Critiche al Protocollo di Kyoto
        • Interferisce con lo sviluppo e l’economia mondiale
        • Non risolve il problema dei cambiamenti climatici
        • Troppo costoso
        • Limitato ai Paesi industrializzati
    • Percentuali emissioni nel mondo Emissioni di CO2 nel mondo (in percentuale) United States 24,19 % People’s Republic of China 12,79 % Russia 6,43 % Japan 4,93 % India 4,00 % Germany 3,56 % United Kingdom 2,27 % Canada 2,25 % Korea 1,85 % Italy 1,82 %
    • Impegni sul PK in Europa
    • Emissioni nella UE dal 1990 al 2002 e variazioni rispetto al 1990
    • Strategia di mitigazione a lungo termine
    • IPCC Scenari di emissione e stabilizzazione
    • IPCC Cambiamenti di temperatura
    • Andamento attuale e previsto delle emissioni di carbonio (PI e PVS) UNFCCC
    • Riduzione progressiva delle emissioni per stabilizzare a 450 ppm sulla base di uguali diritti pro-capite
    • Strategia di mitigazione dei cambiamenti climatici (agire sulle cause) Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici (agire sugli effetti) Strategie internazionali
    • Minimizzare le conseguenze negative prevedibili: ridurre la vulnerabilità ambientale e socio economica ai cambiamenti del clima Prevenire i danni futuri prevedibili: pianificare la protezione ambientale e lo sviluppo socio economico in relazione al clima futuro e non al clima passato Combattere le emergenze future prevedibili: predisporre le azioni di risposta in relazione alla variazione dei rischi di catastrofi derivanti dai cambiamenti del clima Finalità dell’adattamento
    • Difendersi: rafforzare i sistemi di protezione ambientale per mantenere la pianificazione e le attività esistenti Convivere: ripianificare l’uso delle risorse naturali e del territorio per adeguare ed ottimizzare le attività nel nuovo contesto Ritirarsi: abbandonare territorio e/o le attività esistenti per cercare nuove opportunità di sviluppo e impostare una nuova pianificazione Opzioni di adattamento
          • Disponibilità di tecnologie
          • Capacità istituzionali
          • Know-how
          • e formazone
      Capacità finanziarie Le capacità di adattamento dipendono da: Le capacità di adattamento
    • Le decisioni della COP-10
      • Mitigazione, prima fase: Il Protocollo di Kyoto entra in vigore il 16 febbraio 2005 e la sua gestione passa alla COP/MOP;
      • Mitigazione, seconda fase: si decide di non decidere per il post Kyoto (oltre il 2012) e di rimandare alla COP-11;
      • Adattamento: Non è un problema globale, per cui occorrono obblighi o vincoli, salvo il caso degli Stati delle piccole isole e dei Paesi più poveri.