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6 Innovazione E Diffusione
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6 Innovazione E Diffusione

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  • Di fatto, gli elementi più importanti da considerare sono il tempo di ciclo e gli investimenti. L’attività petrolifera è CAPITAL intensive. Di qui la sensibilità alla variazione dei Capex. Essi però difficilmente possono essere ridotti in maniera significativa, in quanto la tecnologia è molto matura. A meno di rivoluzionarie soluzioni alternative, di cui al momento non c’è avvisaglia. Diverso è l’impatto di attività mirate a ridurre i tempi di ciclo, dove si possono registrare significative riduzioni (20%) attraverso un miglior coordinamento delle attività.
  • Questa è la rappresentazione del ciclo di processo delle attività di E&P. E’ un processo tipicamente sequenziale. Un processo genera dei risultati che passa al processo successivo. Questo elabora ulteriormente i risultati, ora dati, e passa I propri risultati al processo successivo. Il problema è che la sequenza operativa non è così semplice, in quanto accade che, a seguito di elaborazioni succesive, si manifesti la necessità di ricominciare il ciclo da punti posti più a monte. Ad onta del contenuto di alta tecnologia di ciascun processo, organizzativamente c’è inefficienza che si manifesta come allungamento dei tempi e costi addizionali. Inoltre, la mole dei dati è enorme e l’accesso è reso problematico dalla dispersione geografica dei dati sorgenti e dalla eterogeneità dell’ambiente informatico sottostante.
  • Fase 1: Analisi dei problemi

6 Innovazione E Diffusione 6 Innovazione E Diffusione Presentation Transcript

  • INNOVAZIONE
    • Ogni cambiamento negli strumenti, nell’organizzazione e nei comportamenti finalizzato ad un miglioramento del posizionamento competitivo dell’impresa
  • Categorizzazione dell’Innovazione
    • Innovazione di prodotto
      • Creazione di nuovi prodotti
    • Innovazione di processo
      • Produrre a “costi” inferiori
    • L’innovazione può essere
      • Evolutiva
      • Dirompente (breakthrough)
  • Esempi di Innovazione
    • Finanziaria (anni 90)
    • Curva di vita del prodotto
    • Ottimizzazione
  • Finanziaria
    • Miglioramento dei risultati attraverso lo sfruttamento della leva finanziaria
      • Di solito è disastrosa sul medio lungo periodo. Esempi:
        • Enron
        • Parmalat
    • La produzione industriale deve fare i conti con la durata del ciclo operativo. La forzatura della leva finanziaria sposta l’attenzione dall’appropriata distribuzione e continuità degli investimenti (ottica industriale di medio-lungo termine) all’ottenimento di risultati economico-finanziari nel breve periodo. Se questo è realizzato a scapito degli investimenti a redditività differita porta normalmente alla distruzione delle imprese industriali. (Sindrome della rana lessa)
  • Curva di vita
    • General Electric
      • Evoluzione sistematica che utilizza tutte le leve disponibili.
      • Per massimizzare il ritorno economico viene sfruttata la parte iniziale del ciclo di vita di un prodotto. Quando il prodotto raggiunge la maturità viene abbandonato e sostituito con nuovi prodotti derivanti dall’applicazione in maniera innovativa del know how acquisito.
      • Presuppone la capcità di gestire il know how critico
  • Ottimizzazione
    • L’ottimizzazione può riguardare
      • la minimizzazione dei costi
      • la massimizzazione del ritorno economico
      • entrambi gli obiettivi, agendo sia sui prodotti che sui processi
    • La REINGEGNERIZZAZIONE aziendale è un esempio di applicazione dei criteri di ottimizzazione.
  • Analisi dei Drivers di Valore nell’Oil Business Sensibilità del NPV alle variazioni di Capex e di Tempo di Ciclo
    • NPV increases, in percentage, twice as much as Capex reduction
    • NPV increases, in percentage, half the reduction in Cycle Time
  • E&P –Processo Convenzionale reservoir study well design facility design seismic interpretation SUN E4000 - E3000 SGI Origin3800 SUN UE10000 Geophysicist/ Geologist IBM SP3 Reservoir Engineer DELL PowerEdge Drilling Engineer IBM Risc Facility Engineer
  • Obiettivi della Reingegnerizzazione
    • Migliorare il Flusso Informativo lungo la Catena di Processo :
      • Aumentare la velocità di comunicazione e di calcolo
      • Semplificare l’utilizzo dei dati e degli applicativi
      • Supportare la parallelizzazione delle attività
    • Creare un ambiente integrato a supporto del lavoro di team
      • Migliorare la condivisione di dati ed applicativi
      • Rendere possibili le interazioni tra applicativi
    • Supportare le persone nelle loro attività
      • Rendere le Best Practices disponibili in linea
      • Migliorare il Knowledge Management attraverso:
        • Alimentazione ed Utilizzo del Knowledge Data Base
        • Scambio di esperienze tra Professionals
        • Collegamenti al Mondo Esterno
    Passare da un ambiente nel quale Dati, Applicativi e Knowledge sono Distribuiti e Connessi ad uno nel quale essi siano Integrati, Condivisi ed Accessibili
  • Posizionamento dei Portali facility design well design reservoir study seismic interpretation facility design well design reservoir study seismic interpretation Alpha Project Beta Project Portale Tecnico Scientifico (professional family view) Portale Know-How (asset view) Guida il flusso di lavoro proponendo una logica di utilizzo dei dati, degli applicativi e dei documenti nelle varie fasi di un progetto Consente l’accesso semplice a dati, applicativi tecnici, documenti ed informazioni
  • La Reingegnerizzazione coglie tutte le opportunità?
    • NO: questo è un sistema che utilizza la moderna tecnologia ICT per migliorare l’efficienza delle operazioni.
    • La visione è tendenzialmente STATICA: il sistema si basa sulle Best Practices, che altro non sono che la raccolta dei migliori casi di successo PASSATI.
    • Per cogliere tutte le opportunità il sistema deve diventare DINAMICO
    • E’ neccessario affiancare all’evoluzione strumentale ed organizzativa un’appropriata GESTIONE della CONOSCENZA aziendale (Knowledge Management).
    • Un sistema di Knowledge Management non va confuso con l’infrastruttura tecnologica ed organizzativa abilitante. Esso è molto di più:
    • è il modo di organizzare ed utilizzare il patrimonio di conoscenze dell’azienda per far fronte alle sfide del mercato
  • INFRASTRUTTURA TECNOLOGICA ABILITANTE AM BIENTE ABILITANTE CATTURA DISTRIBUZIONE UTILIZZO ELABORAZIONE ORGANIZZAZIONE E TECNOLOGIA PERSONE PATRIMONIALIZZAZIONE CREAZIONE DI VALORE AUMENTO DELL’EFFICIENZA: Meno errori ripetuti Più soluzioni riutilizzate Miglioramento della qualità Soluzioni innovative Utilizzo del potenziale OBIETTIVO AZIENDALE WORKFLOW Ciclo della Conoscenza
    • Il ciclo della conoscenza viene gestito attraverso:
      • Strumenti tecnologici (ICT)
      • Strumenti organizzativi (specifici workflows)
      • Comportamenti adeguati delle persone
  • Componenti dell’Innovazione
    • Tecnologia
    • Organizzazione
    • Comportamenti
    • SEMPRE bisogna considerare questi tre aspetti insieme, perché cambiamenti in una delle tre componenti richiedono aggiustamenti conseguenti nelle altre due (visione sistemica).
  • Cosa sostiene l’Innovazione?
    • Dato per scontato che le imprese devono essere innovative (altrimenti scompaiono), gli elementi che ne sostengono la capacità di innovare dipendono da:
    • Cultura logico-deduttiva:
      • Le conoscenze e l’esperienza
      • Conoscenza Esplicita
    • Cultura flessibile-creativa
      • La passione
      • Il pensiero flessibile
      • La creatività
      • Conoscenza Tacita
  • Condivisione e Pro-Attività presidiano la GESTIONE della CONOSCENZA Ruoli e Responsabilità definite presidiano l ’OPERATIVIT À LINEA OPERATIVA INTERAZIONE ORGANIZZAZIONE GERARCHICO- FUNZIONALE SISTEMA KM ENABLING TEAM COMUNITA’ Organizzazione Tayloristica Organizzazione a R ete EVOLUZIONE
  • Risultati dell’Innovazione
    • I risultati danno la misura della bontà dell’innovazione.
    • I sistemi di controllo devono misurare i risultati, non i processi
    • Attenzione: questa frase è tendenzialmente rivoluzionaria
  • Gestione e Controllo
    • I sistemi di controllo amministrativi servono per redigere i bilanci.
    • Vengono utilizzati anche per gestire le imprese, ma sono utili allo scopo soltanto se l’ambiente è stabile.
    • Essi sono inutili, se non fuorvianti, quando l’ambiente è innovativo.
    • L’innovazione cambia le regole del gioco, rendendo obsoleti i modelli di controllo precedenti.
    • Esempi: l’Agip di Mattei, il telefono cellulare
  • CONSIDERAZIONI
    • Le imprese si de-materializzano in modo crescente
    • L’organizzazione moderna punta a creare cambiamenti continui perchè è funzionale a supportare l’innovazione
    • La funzione dell’organizzazione è di mettere al lavoro la conoscenza per innovare e così facendo creare nuova conoscenza che si sostituisce alla precedente (la distruzione creativa di Schumpeter)
    • Le COMPETENZE invece cambiano molto lentamente
    • Per essere innovativa l’impresa deve:
    • 1 - implementare il miglioramento continuo
    • 2 - l’organizzazione deve imparare a sfruttare la propria conoscenza
    • 3 - l’innovazione deve divenire un processo sistematico
  • KNOWLEDGE WORKERS
      • I knowledge workers sono le persone che hanno competenze derivanti dalla conoscenza tacita (esperienza!) e che possiedono il fattore critico della produzione: il know how.
      • I Knowledge Workers sono il motore dell’innovazione, perchè sanno che cosa e come fare.
      • Essi sono RISORSE dell’impresa, non solo Fattori di Produzione.
  • Quanti sono i Knowledge Workers nell’impresa?
  • E’ necessario un cambiamento culturale?
    • Imprese Tayloristiche
      • si basano su modelli semplici e ripetitivi,
      • la conoscenza è concentrata in poche funzioni aziendali,
      • richiedono esecutori (workforce).
    • Knowledge enterprises
      • anche modelli complessi risultano inadeguati a descriverne compiutamente il funzionamento,
      • troppe variabili non controllabili,
      • Know-How dipendente dall’esperienza, e quindi patrimonio degli individui,
      • Richiedono attori (knowledge workers)
    • Se l’impresa è focalizzata sulla produttività dei knowledge workers, probabilmente non c’è necessità di cambiamento culturale.
    • In ogni altro caso la risposta è SI’.
  • Scenario
    • Le imprese organizzate in modo gerarchico-funzionale sono di derivazione tayloristica
    • Per diventare innovative devono imparare a utilizzare al meglio i knowledge workers
    • L’innovazione deve diventare un processo sistematico
    • È necessario un cambiamento culturale perché:
      • L’organizzazione è al servizio dei knowledge workers per massimizzarne la produttività
      • I comportamenti devono conformarsi alla condivisione della conoscenza ed alla pro-attività, abbandonando comportamenti individualistici e competitivi
        • La gestione della conoscenza ha regole di gestione peculiari: è INTANGIBILE
      • L’organizzazione deve essere decentrata e responsabilizzante gli individui
      • La gestione della conoscenza diviene un fattore critico di successo
      • L’impresa deve diventare una listening & learning organization
    • Gli scambi di conoscenza devono poter essere gestiti per essere di beneficio all’impresa. (I network individuali ed informali devono emergere)
    • Il sistema aiuta gli individui a crescere ed a produrre migliori risultati. (Se ciascuno rispetta le regole del gioco si riceve più di quello che si condivide )
    • E’ interesse comune che problemi e soluzioni vengano evidenziati, analizzati ed organizzati per poter sistematicamente ridurre gli ostacoli al raggiungimento degli obiettivi d’impresa. (Evidenziare i problemi/successi e condividere le soluzioni è un valore d’impresa )
    • Le imprese di successo sono TEAMS nei quali problemi, soluzioni e risorse sono patrimonio comune piuttosto che proprietà individuali. (La personalizzazione riduce l’efficienza aziendale )
    • Il confronto con gli altri, all’interno ed all’esterno dell’impresa, deve essere facilitato. (Senza confronti non si percepisce il proprio posizionamento e si blocca l’innovazione)
    • Il valore intangibile presente all’interno di una struttura a rete aumenta ogni volta che si realizza un trasferimento di conoscenza, in quanto la conoscenza trasferita arricchisce chi la riceve senza depauperare chi la rende disponibile. (Da un punto di vista organizzativo, un trasferimento di conoscenza raddoppia il valore intangibile scambiato )
    Le Ragioni del Cambiamento Culturale
  • No, grazie Siamo molto occupati Scusate, avrei un suggerimento innovativo
  • Importanza della Comunicazione e Formazione
    • L’innovazione implica cambiamento.
    • Il cambiamento è costoso , perchè richiede impegno alle persone.
    • Le persone devono identificare una “value proposition” personale, non solo quella aziendale. A maggior ragione se sono Knowledge Workers.
    • Compito della Comunicazione è di far capire questa value proposition.
    • Compito della Formazione è aiutare il cambiamento comportamentale.
  • Conclusioni
    • L’innovazione è essenziale per la sopravvivenza delle imprese
    • L’innovazione è un processo da presidiare
    • Un’impresa innovativa:
      • si rimette in gioco ogni giorno
      • mette le persone al centro dell’attenzione, con le loro componenti razionali ed emozionali
      • gestisce appropriatamente la conoscenza
      • patrimonializza l’esperienza individuale in asset aziendale
      • sa ascoltare
      • decentra le responsabilità, trasformando l’organizzazione da centralistica a distribuita
      • adotta stili manageriali facilitativi anziché direttivi
      • controlla i risultati anziché i processi
      • comunica e provvede formazione
  • I MODELLI DI DIFFUSIONE DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA
  • PREMESSE Gli studi sui processi di diffusione dell’innovazione tecnologica tentano di rispondere a domande del tipo: perché la diffusione non è un processo istantaneo?  perché alcune tecnologie si diffondono più rapidamente di altre?  perché in alcuni paesi/settori i processi di diffusione sono più rapidi?  perché alcune imprese adottano le nuove tecnologie prima di altre?  perché la curva che rappresenta l’evoluzione temporale di un processo di diffusione generalmente assume un andamento ad S?  quali sono le variabili che regolano il processo attraverso il quale una innovazione tecnologica si diffonde?
  • PREMESSE
    • INVENZIONE ≠ INNOVAZIONE ≠ DIFFUSIONE
    • ADOZIONE ≠ DIFFUSIONE (somma di adozioni)
    • NATURA DEI MODELLI
    • descrittivi (interpretativi, ex-post)
    • forecasting (predittivi, ex-ante)
    • normativi (ex-ante)
    • VARIE DISCIPLINE (sociologia, geografia, economia, marketing, …)
    • VARI UTILIZZI (studiosi, policy-maker, imprese)
  • DEFINIZIONE
    • La diffusione è il processo mediante il quale una innovazione viene trasmessa nel tempo tra i membri di un sistema sociale attraverso certi canali (Rogers, 1983)
  • DEFINIZIONE
    • L ’innovazione è un’idea, una pratica o un oggetto che è percepito come nuovo da un individuo o un’altra unità di adozione. 
    • I canali di comunicazione sono i mezzi attraverso i quali le informazioni sull’innovazione si propagano. 
    • Il tempo è un aspetto fondamentale del processo, in quanto, la diffusione non è un fenomeno istantaneo. 
    • Il sistema sociale è un insieme di unità interrelate impegnate nella risoluzione congiunta di problemi per raggiungere un obiettivo comune.  
  • CATEGORIE DI ADOTTATORI
  • DETERMINANTI DEL TASSO (VELOCITÀ) DI ADOZIONE (Rogers, 1983)
    • Tipo di decisione di innovazione 
    • Canali di comunicazione 
    • Natura del sistema sociale 
    • Natura degli sforzi promozionali dell’ agente del cambiamento  
    • Attributi percepiti dell’innovazione (vantaggio relativo; compatibilità; complessità; possibilità di essere sperimentata; osservabilità dei risultati)
  • MODELLO CONCETTUALE DEL PROCESSO DI DIFFUSIONE (ROGERS, 1995)
  • MODELLO EPIDEMICO All’interno di una popolazione di N individui, il numero di soggetti che tra t e t+1 contraggono il contagio è proporzionale alla percentuale dei soggetti già contagiati e al numero di quelli ancora sani :   dove m t è il numero totale di individui che in t ha già subito il contagio. Il coefficiente di proporzionalità  dipende da vari fattori come il grado di infettività dell’epidemia e la frequenza dei contatti tra gli individui. L’equazione differenziale corrispondente è:     che ammette come soluzione l’equazione di una curva logistica     dove  è una costante d’integrazione.  
  • LA CURVA LOGISTICA
  • GLI ASSUNTI DI BASE   1. l’introduzione di una innovazione offre a tutti i membri di una popolazione data, stabile nel tempo, uguali opportunità di profitto;  2. i membri di tale popolazione hanno identiche caratteristiche ma non la medesima informazione (grado di esposizione al contagio) circa la superiorità del bene capitale innovativo. Questa informazione può essere acquisita dai potenziali adottatori meno dotati solo grazie al contatto (contagio) con gli adottatori più tempestivi;  3. la velocità con cui l’innovazione si diffonde dipende dalle opportunità di profitto offerte risultando più elevata per le innovazioni più vantaggiose;  4. il processo di diffusione ha termine una volta che l’informazione sull’innovazione abbia raggiunto tutti i membri della popolazione.
  • IL MODELLO DI BASS (1969) Si rifà alla tradizione del Marketing (che ha una evoluzione parallela a quella in ambito economico) Considera gli effetti congiunti di imitazione (influenza interna) e innovazione (influenza esterna) Innovazione è legata all’azione dell’agente del cambiamento MIXED MODEL Si tratta di una curva ad S non-simmetrica; il punto di flesso cade tra 0% e 50%
  • MODELLI DI EQUILIBRIO Secondo l’approccio epidemico la tecnologia si diffonde con il propagarsi della conoscenza, e tutti gli utenti sono uguali. Viceversa i modelli di equilibrio assumono che tutti i potenziali utilizzatori siano a conoscenza della tecnologia ma differiscano per alcune caratteristiche che ne determinano la redditività “ Scuola dell’equilibrio” perché la diffusione viene descritta come “una sequenza di equilibri determinati da cambiamenti negli attributi economici dell’innovazione e nell’ambiente”(Silverberg et al. 1988). All’eterogeneità cognitiva si sostituisce l’eterogeneità, di natura strutturale, della popolazione di riferimento, e al contagio (imitazione) quale “motore” della diffusione subentra il “ technological improvement ”
  • IL MODELLO DI DAVID (diffusione delle mietitrebbie) L’ i-simo imprenditore agricolo acquista la mietitrebbia quando:      Con w t è il tasso di salario, p iNt il costo medio annuale della mietitrebbia, L iOt e L iNt la quantità annua di manodopera richiesta rispettivamente dal vecchio metodo manuale e dal nuovo metodo meccanico. Assumendo che nessun metodo presenti economie di scala, si può porre:   L iOt = a 1 S it e L iNt = a 2 S it con a 1 > a 2 > 0 dove S it rappresenta la dimensione della azienda in t . Esclusa la macchina, il solo fattore di produzione rimane il lavoro, direttamente proporzionale agli acri coltivati a granturco: l’impiego della nuova tecnologia ne consente una riduzione certa. Combinando le precedenti equazioni si ha:    
  • RAPPRESENTAZIONE GRAFICA
  • LIMITI DEI MODELLI NEOCLASSICI
    • non considerano gli squilibri e i successivi processi di riaggiustamento generati dalla comparsa di una innovazione
    • eliminano l’incertezza radicale connaturata con i fenomeni innovativi
    • ammettono l’esistenza di processi decisionali ottimizzanti
    • assumono la piena disponibilità e gratuità delle conoscenze tecnico-economiche
    • semplificano la tecnologia, eliminandone le componenti dinamiche e la varietà delle realizzazioni
  • APPROCCIO EVOLUTIVO Variabili interpretative del processo di diffusione: presenza di una componente tacita, soggetta a processi di apprendimento, nelle “conoscenze” tecnologiche delle imprese; assunzione di comportamenti non ottimizzanti; endogeneità esistente tra i percorsi del cambiamento tecnologico e strutture di mercato; manifestarsi di situazioni di evoluzione selettiva che determinano gli stati verso i quali il sistema si dirige. La varietà tecnologica esistente tra le varie imprese (concetto di tecnologia come distribuzione di tecniche diverse ) è alla base del loro vantaggio competitivo, e insieme alle scelte strategiche determina lo svolgersi del percorso di diffusione. In questa prospettiva, le singole imprese sono in grado di incidere profondamente, attraverso le loro scelte imprenditoriali, nello sviluppo del processo innovativo. ADOZIONE VS. SELEZIONE
  • MODELLO DI SILVERBERG, DOSI E ORSENIGO
    • Il percorso del cambiamento tecnologico rappresenta il risultato di interazioni in parte non intenzionali degli agenti economici e delle caratteristiche mutevoli della tecnologia
    • Ogni tecnologia si caratterizza per essere specifici livelli di appropriabilità, incertezza e cumulatività, e per la particolare combinazione di conoscenze tacite ed esplicite
    • Si assume la presenza di traiettorie tecnologiche , in quanto la ricerca di nuove soluzioni avviene nell’intorno delle soluzioni attualmente praticate
    • Il livello di varietà tecnologica presente in un settore dipende anche dalle strategie (deliberate e non) assunte dalle imprese
  • MODELLO DI SILVERBERG, DOSI E ORSENIGO
    • I processi evolutivi sono il risultato dell’azione di meccanismi di selezione (attivati dalle imprese innovatrici) e di learning (tramite imitazione). Questi ultimi agiscono nel senso di riequilibrare le asimmetrie introdotte dall’innovazione
    • Si può parlare di traiettorie tecnologiche in competizione (quella esistente e quella emergente)
    • Il processo di diffusione sebbene nel suo complesso si evolva secondo un percorso di tipo logistico risulta costellato da una serie di “drammi individuali”
  • MODELLO DI SILVERBERG, DOSI E ORSENIGO
  • MODELLO DI SILVERBERG, DOSI E ORSENIGO
  • ESTERNALITÀ E LOCK-IN
    • La presenza di network externalities e gli standard tecnici giocano un ruolo non marginale nei processi di diffusione tecnologica
    • L’adozione di un bene innovativo può essere infatti fortemente influenzata dalla presenza di rilevanti esternalità
    • Si tratta di benefici congiunti che cominciano a manifestarsi una volta raggiunto e superato un certo livello nel numero di adozioni, comune­mente definito massa critica , dovuti a:
    • accresciuta disponibilità di manodopera qualificata e di input complementari a costi ridotti
    • presenza di interrelazioni tecniche
    • affermarsi di standard e specifiche qualitative
    • accresciute opportunità di trarre vantaggio dall’impiego dell’innovazione. 
  • ESTERNALITÀ E LOCK-IN
    • La presenza di questi fattori può determinare l’imporsi di una traiettoria tecnologicamente inferiore purché di impiego diffuso e consolidato
    • Quando i processi di diffusione si innescano solo in presenza di un numero minimo di adottatori, sono questi, con le loro scelte, che finiscono per imporre de­terminati requisiti e caratteristiche tecniche del bene innovativo
    • ESEMPI PARADIGMATICI:
    • QWERTY
    • VHS VS. BETA
    • MCINTOSH VS. DOS
  • TECNOLOGIE IN COMPETIZIONE ED EFFETTO LOCK-IN