17 Iimpianti Mobili

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17 Iimpianti Mobili

  1. 1. <ul><li>La disciplina degli impianti mobili di smaltimento e recupero dei rifiuti </li></ul>
  2. 2. Impianti mobili <ul><li>Gli impianti mobili sono attualmente disciplinati dall'art. 208, comma 15 del T.U., che prevede l'autorizzazione regionale (esclusa per operazioni di riduzione volumetrica e separazione frazioni estranee). </li></ul>
  3. 3. Albo Gestori <ul><li>E' inoltre prevista l'iscrizione all'Albo Gestori Ambientali, categoria 7, che abilita alla gestione dei suddetti impianti. </li></ul><ul><li>In precedenza tali impianti erano regolamentati dall'art. 28, comma 7 del Decreto Ronchi. </li></ul>
  4. 4. Iscrizione all’Albo – categoria 7 <ul><li>Criteri per l'iscrizione all'Albo nella categoria 7: gestione di impianti mobili per l'esercizio delle operazioni di smaltimento e di recupero dei rifiuti. </li></ul>
  5. 5. Iscrizione all’Albo <ul><li>1. Le imprese che intendono iscriversi all'Albo nella categoria 7 devono corredare la domanda d'iscrizione all'Albo </li></ul><ul><li>di cui all'articolo 12, comma 1, del decreto 28 aprile 1998, n. 406, con la seguente, ulteriore documentazione: </li></ul><ul><li>a) Copia autentica dell'autorizzazione regionale rilasciata ai sensi dell'articolo 28, comma 7, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22. </li></ul><ul><li>b) Relazione sui costi annuali di gestione dell'impianto o degli impianti gestiti o che si intendono gestire. </li></ul>
  6. 6. Iscrizione all’Albo <ul><li>La dotazione minima di personale è costituita da: </li></ul><ul><li>a) il titolare di impresa individuale; </li></ul><ul><li>b) i lavoratori dipendenti; </li></ul><ul><li>c) i collaboratori in via coordinata e continuativa; </li></ul><ul><li>c) i soci delle società purché &quot;prestatori d'opera&quot; all'interno dell'impresa. </li></ul>
  7. 7. Responsabile tecnico
  8. 8. Capacità finanziaria <ul><li>Il requisito di capacità finanziaria per l'iscrizione di cui al comma 1 si intende soddisfatto per un importo pari ad almeno un'annualità del costo di gestione dell'impianto o degli impianti gestiti o che si intendono gestire. Tale requisito è dimostrato con le modalità di cui all'articolo 11, comma 2, del decreto 28 aprile 1998, n. 406, ovvero mediante la presentazione di un'attestazione di affidamento bancario rilasciata da istituti di credito o da società finanziarie con capitale sociale non inferiore a lire 5 miliardi secondo lo schema allegato sotto la lettera &quot;B&quot;. </li></ul>
  9. 9. Autorizzazione <ul><li>Gli impianti mobili di recupero o di smaltimento, esclusi gli impianti mobili che effettuano la disidratazione dei fanghi generati da impianti di depurazione e reimmettono l’acqua in testa al processo depurativo presso il quale operano , ed esclusa la semplice riduzione volumetrica , sono autorizzati in via definitiva dalla regione (o dalla provincia autonoma o delegata) ove l’interessato ha la sede legale o la società straniera proprietaria dell’impianto ha la sede di rappresentanza. </li></ul>
  10. 10. Attenzione: dal 2008 si va in Provincia <ul><li>Con L.R. 16 agosto 2007, n. 20, art. 16, è stato abrogato l'art. 4 , c. 2, lett. a) della L.R. 3/2000, che attribuiva alla Giunta regionale la competenza al rilascio dell'autorizzazione per gli impianti mobili di smaltimento e recupero di rifiuti, demandandone la competenza alle province e fissando, contestualmente, il termine di novanta giorni per determinare, con proprio provvedimento, i criteri per il rilascio dell'autorizzazione, per l'effettuazione delle campagne di attività. </li></ul>
  11. 11. Esempio di autorizzazione <ul><li>La Regione Veneto dichiara: </li></ul><ul><li>1) di rinnovare l'autorizzazione in via definitiva, ai sensi dell'art. 208, punto 15, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, dell'impianto mobile di trattamento di rifiuti, finalizzato al recupero, rilasciata ai sensi dell'ex articolo 28, comma 7, del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22 con D.G.R.V. n. xxx/yyy. </li></ul>
  12. 12. Esempio di autorizzazione <ul><li>2) Di stabilire che l'impianto autorizzato è il seguente: </li></ul><ul><li>IMPIANTO N° 1 - HARTL xxxxxxxxxx - N. Matricola xxxxxxx </li></ul>
  13. 13. Esempio di autorizzazione <ul><li>3) La presente autorizzazione ha validità di anni cinque e potrà essere ulteriormente rinnovata previa presentazione di apposita domanda, entro 180 (centottanta) giorni dalla scadenza fissata, ai sensi della D.G.R.V. 994/2000, corredata da una relazione tecnica sullo stato di fatto dell'impianto nonché dagli eventuali provvedimenti assunti da altre Regioni o Province in ordine allo svolgimento delle campagne di attività, contenenti prescrizioni integrative o divieti; </li></ul>
  14. 14. Esempio di autorizzazione <ul><li>4) L'impianto mobile, di cui al presente provvedimento, non può essere utilizzato presso altri impianti di recupero di rifiuti che effettuano dette operazioni ai sensi del D.M. 05.02.1998, così come modificato ed integrato dal D.M. 05.04.2006, n. 186, o presso impianti di smaltimento e/o recupero autorizzati ai sensi degli ex artt. 27 e 28, del D.Lgs. 05.02.1997, n. 22, così come sostituiti dall'art. 208, del D.Lgs. 03.04.2006, n. 152; </li></ul>
  15. 15. Dgr n. 499 del 04 marzo 2008 <ul><li>Le presenti Linee Guida ottemperano a quanto previsto dalla L.R. 20/2007 “Disposizioni di riordino e semplificazione normativa - collegato alla legge finanziaria 2006 in materia di difesa del suolo, lavori pubblici e ambiente” che, attribuendo alle Province, all’art. 16, il rilascio dell’autorizzazione prevista dalla normativa vigente per gli impianti mobili di smaltimento e di recupero di rifiuti, dispone altresì che la Giunta Regionale determini “con proprio provvedimento i criteri per il rilascio dell'autorizzazione, per l’effettuazione delle campagne di attività, e per l’individuazione degli oneri di istruttoria che vanno posti a carico del proponente”. </li></ul>
  16. 16. Dgr n. 499: impianti esclusi <ul><li>Impianti mobili di sola riduzione volumetrica </li></ul><ul><li>La normativa vigente, art. 208, punto 15, del D.Lgs. n. 152/2006, prevede che “Gli impianti mobili di smaltimento o di recupero, esclusi gli impianti mobili che effettuano la disidratazione dei fanghi generati da impianti di depurazione e reimmettono l’acqua in testa al processo depurativo presso il quale operano, ad esclusione della sola riduzione volumetrica e separazione delle frazioni estranee, sono autorizzati in via definitiva dalla regione ove l’interessato ha la sede legale o la società straniera proprietaria dell’impianto ha la sede di rappresentanza .” </li></ul>
  17. 17. Dgr n. 499: impianti esclusi <ul><li>Si precisa che per “impianti di riduzione volumetrica” si intendono gli impianti che provvedono alla sola riduzione volumetrica dei rifiuti mediante operazioni, a livello esemplificativo, di pressatura, a condizione che tali operazioni vengano eseguite su partite omogenee di rifiuti, con ciò intendendo che tali attività non devono modificare la natura del rifiuto, la sua composizione chimica, merceologica e la sua codifica (codice CER). </li></ul>
  18. 18. Dgr n. 499: impianti esclusi <ul><li>Inoltre, per “separazione delle frazioni estranee” (impurezze che inficiano il processo principale) è da intendersi il trattamento preliminare, effettuato con tecnologie meccaniche-fisiche semplici (ad es. deferrizzazione), che non modifica la natura del rifiuto, la sua composizione chimica, merceologica e la sua codifica. </li></ul>
  19. 19. Dgr n. 499: impianti esclusi <ul><li>L’autorizzazione si configura come un’effettiva autorizzazione all’utilizzo – indipendentemente dalle condizioni sito-specifiche delle aree ove si troverà ad operare - dell’impianto. Tale provvedimento autorizzativo comporta una preventiva e positiva valutazione d’ordine tecnico dell’idoneità dell’impianto al trattamento dei rifiuti previsti nonché alla compatibilità degli effetti ambientali derivanti dal suo utilizzo. </li></ul><ul><li>E’ quindi necessario individuare la documentazione che deve essere presentata dall’interessato, sia all’atto della formalizzazione dell’istanza di autorizzazione, sia al momento dell’invio della prevista comunicazione di installazione dell’impianto, al fine di poter fornire alle Amministrazioni competenti elementi coerenti e omogenei di valutazione. </li></ul>
  20. 20. Dgr n. 499: Durata dell'autorizzazione <ul><li>La Provincia, sulla scorta delle osservazioni presentate da Comune e ARPAV competenti per territorio, adotta eventuali prescrizioni integrative o assume un provvedimento motivato di divieto allo svolgimento dell’attività. Nel caso in cui non emergano fattori ostativi allo svolgimento della campagna di attività, verrà data comunicazione in tal senso al soggetto interessato e agli enti sopraccitati. </li></ul><ul><li>La durata delle autorizzazioni definitive, di cui all’art. 208, comma 15, del D.Lghs. n. 152/2006, vista la peculiarità degli impianti viene limitata, di norma, a cinque anni </li></ul>
  21. 21. Dgr. 499: campagna <ul><li>I soggetti interessati allo svolgimento delle singole campagne di attività, per mezzo di impianti già autorizzati (dalla Regione Veneto, dalle Province del Veneto o da altre Regioni), nel territorio della Regione del Veneto, devono inviare alla Provincia competente per territorio, ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. i), della L.R. n. 3/2000, almeno sessanta giorni prima dell’installazione dell’impianto, la comunicazione prevista dall’art. 208, punto 15, del D.Lgs. n. 152/2006, allegando alla stessa copia dell’autorizzazione prevista dal medesimo articolo nonché, una volta entrati in vigore i previsti decreti ministeriali di regolamentazione delle modalità di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, il relativo certificato di iscrizione per la categoria 7. </li></ul>
  22. 22. Dgr. 499: campagna <ul><li>L’effettuazione della singola campagna è subordinata alla preventiva acquisizione del favorevole giudizio di compatibilità ambientale qualora la vigente disciplina nazionale e regionale richieda lo svolgimento della procedura d’impatto ambientale; in caso contrario, alla comunicazione di avvio della campagna di attività da effettuarsi nel territorio della Regione Veneto dovrà essere allegata anche la relazione di compatibilità ambientale di cui all’art. 22, c. 4, della L.R. n. 3/2000. </li></ul>
  23. 23. Drg 499: RC inquinamento <ul><li>Per lo svolgimento delle attività, per ogni singolo impianto mobile, dovrà essere attivata una polizza assicurativa di responsabilità civile da inquinamento con massimale assicurato di: </li></ul><ul><li>1) 500.000 euro nel caso vengano trattati rifiuti inerti provenienti da costruzioni, demolizioni e scavi; </li></ul><ul><li>2) 1.000.000 euro nel caso vengano trattati rifiuti non pericolosi; </li></ul><ul><li>3) 1.500.000 euro nel caso vengano trattati rifiuti pericolosi. </li></ul>
  24. 24. Dgr 499: durata campagna <ul><li>Di norma la singola campagna di attività, dimensionata in modo tale da essere efficace al fine del recupero e/o smaltimento di rifiuti previsto con l’impianto mobile, non può essere superiore a 120 giorni lavorativi (salvo proroghe autorizzate espressamente su motivata richiesta del proponente) e deve essere condotta nel luogo di produzione dei rifiuti. </li></ul>
  25. 25. Dgr. 499: documentazione <ul><li>9) qualora ricorrano i presupposti di cui all’art. 26, comma 7, della legge regionale n. 3/2000 e s.m.i. (“Per tutti gli impianti di smaltimento e di recupero di rifiuti con potenzialità superiore a 100 tonnellate al giorno…omissis…”), la comunicazione preventiva dovrà essere accompagnata dall’apposito programma di controllo; </li></ul><ul><li>11) Documentazione relativa alla Valutazione di incidenza ambientale relativa al sito nel quale si intende effettuare la campagna di trattamento. </li></ul>
  26. 26. Esempio di autorizzazione <ul><li>5) Le tipologie di rifiuti trattabili con l'impianto mobile autorizzato, sono quelle individuate nell'allegato A al presente provvedimento che ne costituisce parte integrante; </li></ul>
  27. 27. Esempio di autorizzazione <ul><li>6) Su ciascuna delle diverse componenti impiantistiche, al fine di favorire la loro identificazione anche in funzione della registrazione delle campagne di trattamento, venga apposta una targa metallica inamovibile nella quale compaia la sigla, relativa all'impianto interessato, riportante il relativo modello e numero di matricola ela dizione: &quot;Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, art. 208, punto 15 - Autorizzazione Regione Veneto&quot; accompagnata dagli estremi del presente provvedimento costituiti dal numero e dalla data di emanazione; </li></ul>
  28. 28. Esempio di autorizzazione <ul><li>7) L'effettuazione della campagna di attività dovrà essere subordinata alla preventiva acquisizione del favorevole giudizio di compatibilità ambientale, di competenza statale o regionale, qualora la vigente disciplina nazionale e regionale richieda lo svolgimento della procedura di impatto ambientale; in caso contrario, all'atto della comunicazione dell'avvio della campagna di attività, da effettuarsi nella Regione Veneto, dovrà essere presentata alla Provincia competente per territorio la relazione di compatibilità ambientale di cui all''art. 22, comma 4, della L.R. n. 3/2000. </li></ul>
  29. 29. Esempio di autorizzazione <ul><li>8) Per l'esecuzione delle singole campagne di attività, le condizioni di funzionamento dell'impianto dovrà essere conforme al D.Lgs. 04.09.2002, n. 262, &quot;Attuazione della direttiva 2000/14/CE concernente l'emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all'aperto&quot;, pubblicato sul Supplemento ordinario alla &quot;Gazzetta Ufficiale&quot; n. 273 del 21 novembre 2002 - Serie generale; </li></ul>
  30. 30. Esempio di autorizzazione <ul><li>9) Per quanto attiene all'attivazione dell'impianto in relazione alla componente rumore, lo stesso potrà essere utilizzato solo in orario diurno, subordinatamente comunque al regolamento comunale o ad un eventuale deroga richiesta al Comune stesso. Deve essere adottato ogni sistema teso alla diminuzione della rumorosità. Devono essere comunque rispettati i valori limite di emissione delle sorgenti sonore previsti dal DPCM del 14.11.1997. </li></ul>
  31. 31. Esempio di autorizzazione <ul><li>10) Per ogni campagna di attività da condurre nell'ambito della Regione Veneto dovrà essere allegata alla comunicazione (art. 208, punto 15, del D.Lgs. n. 152/2006), la documentazione di impatto acustico, indicando l'orario di esercizio, la tipologia e le performances acustiche delle componenti impiantistiche, delle eventuali barriere fonoassorbenti da frapporre tra l'impianto e i ricettori esposti tenendo conto del livello sonoro preesistente; </li></ul>
  32. 32. Esempio di autorizzazione <ul><li>11) Per lo svolgimento delle singole campagne di attività, così come stabilito dall'art. 208, punto 15, del D.Lgs. n. 152/2006, la ditta dovrà ottenere l'iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali di cui all'art. 212, del D.Lgs. n. 152/2006, per la categoria 7 - gestione impianti mobili - in conformità a quanto stabilito dalla Deliberazione del Comitato Nazionale dell'Albo 1 febbraio 2000; </li></ul>
  33. 33. Esempio di autorizzazione <ul><li>12) Per l'esecuzione delle singole campagne di attività in Regione Veneto, la ditta dovrà attenersi a quanto puntualmente stabilito nella D.G.R.V. n. 994/2000, in particolare per ciascuno degli impianti dovrà essere stipulata una polizza assicurativa RC inquinamento, con un massimale assicurato pari a € 515.456,90. </li></ul>
  34. 34. Esempio di autorizzazione <ul><li>13) Nell'esercizio dell'impianto, durante le singole campagne di attività, devono essere rispettati i criteri igienico-sanitari stabiliti dalla vigente normativa in materia, ponendo particolare attenzione ad evitare spandimenti accidentali e formazioni di odori molesti; </li></ul>
  35. 35. Esempio di autorizzazione <ul><li>14) Nel caso in cui dalle attività dell'impianto, in particolare dall'abbattimento delle polveri, dovessero prodursi effluenti liquidi, dovrà essere previsto l'allestimento di idonee protezioni di contenimento e di adeguati sistemi di raccolta; </li></ul>
  36. 36. Esempio di autorizzazione <ul><li>15) Relativamente al funzionamento dell'impianto e di tutte le componenti elettro - meccaniche, si richiama il rispetto delle direttive comunitarie CE 98/37 (&quot;direttiva macchine&quot;), CEE 89/336 sulla compatibilità elettromagnetica e CEE 73/23 sulla bassa tensione; </li></ul>
  37. 37. Esempio di autorizzazione <ul><li>16) Relativamente al funzionamento dell'impianto si richiama al rispetto della normativa ambientale in materia di emissioni in atmosfera inoltre, nell'esercizio dell'impianto, dovranno essere predisposti appositi sistemi atti a limitare la formazione delle polveri nelle operazioni connesse alle attività di cantiere e alla movimentazione dei mezzi; </li></ul>
  38. 38. Esempio di autorizzazione <ul><li>17) Si richiama l'osservanza delle modalità di esecuzione dei test di cessione sui materiali sottoposti a recupero di cui all'Allegato 3 del D.M. 05.02.1998 e s.m.i. </li></ul><ul><li>18) Devono essere rispettate tutte le norme relative agli obblighi di cui al D.Lgs. n. 152/2006, in relazione alla gestione dei rifiuti (registri, formulari di trasporto, MUD, comunicazioni ecc.); </li></ul>
  39. 39. Esempio di autorizzazione <ul><li>19) L'inosservanza di quanto prescritto comporterà, in relazione alla gravità dell'infrazione riscontrata, l'adozione dei provvedimenti previsti dalla normativa in materia di rifiuti. In caso di mancato rispetto delle prescrizioni saranno assunti, in relazione anche alla gravità dei fatti riscontrati dall'Autorità di controllo, provvedimenti di diffida, sospensione o revoca della presente autorizzazione in base a quanto prescritto dall'art. 256 del D. Lgs. n. 152/2006, nonché l'applicazione delle sanzioni stabilite nel citato decreto; </li></ul>
  40. 40. Esempio di autorizzazione <ul><li>20) La presente autorizzazione deve essere sempre custodita, anche in copia, presso la sede legale della ditta. Durante lo svolgimento di ogni singola campagna di attività una copia della stessa deve essere disponibile presso il sito operativo; </li></ul><ul><li>21) Si prende atto che il presente provvedimento non comporta alcuna spesa a carico regionale; </li></ul>

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