Uploaded on

 

  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Be the first to comment
    Be the first to like this
No Downloads

Views

Total Views
525
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
0

Actions

Shares
Downloads
0
Comments
0
Likes
0

Embeds 0

No embeds

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
    No notes for slide
  • Fare copie delle Tabelle dei Ka e Kb etc e distribuirle

Transcript

  • 1. TARIFFA IGIENE AMBIENTALE TIA
    • L’art. 49 del Decreto Legislativo 5 Febbraio 1997, n. 22, cosiddetto “ decreto Ronchi”, istituisce la Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani e prevede la soppressione della Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani
  • 2. D.LGS. 22/1997 DECRETO RONCHI
    • Articolo 49 – istituzione della tariffa.
    •  
    • La tassa per lo smaltimento dei rifiuti di cui alla sezione II dal Capo XVIII del titolo III del testo unico della finanza locale, approvato con Regio Decreto 14 settembre 1931, n.1175 (104), come sostituito dall’art.21 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n.915 (105),
  • 3. D.LGS. 22/1997 DECRETO RONCHI
    • ..(segue) Articolo 49 – istituzione della tariffa
    •  
    • ed al capo III del decreto legislativo 15 novembre 1993, n.507 (106), è soppressa a decorrere dai termini previsti dal regime transitorio, disciplinato dal regolamento di cui al comma 5 ( DPR 27 aprile 1999, n. 158) , entro i quali i comuni devono provvedere alla integrale copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani attraverso la tariffa di cui al comma 2.
  • 4. PERIODO TRANSITORIO
    • Il Decreto n. 22 /1997, originariamente , fissava l’introduzione della Tariffa per il 1 gennaio 1999. Successivamente l’art. 1, comma 28, della Legge n. 426/98 e l’art. 31, comma 7, della Legge n. 448/98 confermavano per l’anno 1999 l’applicazione della TARSU e dei suoi criteri di commisurazione, dando facoltà ai Comuni di adottare la tariffa in modo sperimentale
  • 5. PERIODO TRANSITORIO
    • L’art. 33 della Legge n. 488/1999 ( Legge finanziaria 2000) ha posticipato ulteriormente l’entrata in vigore della Tariffa, scaglionandola secondo i termini previsti dal regime transitorio ex art. 11, comma 1, del D.P.R. n. 158/99, entro i quali i Comuni devono raggiungere l’integrale copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani
  • 6. PERIODO TRANSITORIO
    • In particolare, i Comuni che nel 1999 hanno raggiunto un tasso di copertura del costo del servizio superiore all’85%, avranno la possibilità di raggiungere l’integrale copertura dei costi e conseguentemente, sostituire la TARSU con la Tariffa entro tre anni ( 1 gennaio 2003)
  • 7. PERIODO TRANSITORIO
    • Viene comunque confermata la possibilità di attivare, in via sperimentale, il sistema tariffario anche prima dei termini previsti. Le successive finanziarie 2003, 2004 e 2005 hanno posticipato ulteriormente questo termine
  • 8. E PRIMA DELLA TIA?
    • La Tariffa sostituisce, nelle intenzioni del legislatore, la logica di Tassa regolata dal D.Lgs. 15 novembre 1993, n.507
    • che vede il calcolo degli importi a carico di cittadini ed aziende in base alla superficie occupata (TARSU)
  • 9. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • La Tariffa sostituisce, nelle intenzioni del legislatore, la logica di Tassa regolata dal D.Lgs. 15 novembre 1993, n.507
    • che vede il calcolo degli importi a carico di cittadini ed aziende in base alla superficie occupata (TARSU)
  • 10. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Capo III TASSA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI INTERNI
    • Art. 58. Istituzione della tassa
    • 1. Per il servizio relativo allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati ad ogni effetto ai sensi dell'art. 60, svolto in regime di privativa nell'ambito del centro abitato, delle frazioni, dei nuclei abitati ed eventualmente esteso alle zone del territorio comunale con insediamenti sparsi, i comuni debbono istituire una tassa annuale, da disciplinare con apposito regolamento ed applicare in base a tariffa con l'osservanza delle prescrizioni e dei criteri di cui alle norme seguenti.
  • 11. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Art. 59. Attivazione del servizio
    • 1. Nel regolamento del servizio di nettezza urbana, da adottare ai sensi dell'art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, sono stabiliti i limiti della zona di raccolta obbligatoria e dell'eventuale estensione del servizio a zone con insediamenti sparsi, la forma organizzativa e le modalita' di effettuazione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni, con indicazione, a seconda dei singoli ambiti o zone, delle relative distanze massime di collocazione dei contenitori o dei criteri per determinarle nonche' delle relative capacita' minime da assicurare in relazione all'entita' e tipologia dei rifiuti da smaltire.
  • 12. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Note all'art. 59:
    • L'art. 8 del D.P.R. 10 settembre 1982, n. 915 cosi' dispone: "Art. 8. (Competenze dei comuni). - I comuni esplicano le attivita' di smaltimento dei rifiuti urbani direttamente o mediante aziende municipalizzate ovvero mediante concessioni a enti o imprese specializzate, autorizzate ai sensi dell'art. 6, lettera d). Per la disciplina dei servizi urbani i comuni adottano appositi regolamenti …….
    • E’ DUNQUE PREVISTO UN REGOLAMENTO COMUNALE
  • 13. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Art. 60. Rifiuti equiparati
    • 1. Sono qualificati equiparati ai rifiuti urbani i rifiuti derivanti da attivita' artigianali, commerciali e di servizi che siano dichiarati assimilabili ai rifiuti urbani interni, ai fini dell'ordinario conferimento al servizio pubblico e della connessa applicazone della tassa, con il regolamento comunale di cui all'art. 59, comma 1, tenuto conto della qualita' e quantita' degli stessi e del relativo costo di smaltimento e nel rispetto dei criteri tecnici generali stabiliti dallo Stato …….. (tali criteri non sono mai stati stabiliti)
    • DEFINIZIONE DI ASSIMILABILITA’
  • 14. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Art. 61 Gettito e costo del servizio
    • Il gettito complessivo della tassa non puo' superare il costo di esercizio del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati di cui all'art. 58, ne' puo' essere inferiore, per gli enti di cui all'art. 45, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, al 70% del predetto costo
    • Ai fini dell'osservanza degli indicati limiti minimo e massimo di copertura dei costi si fa riferimento ai dati del conto consuntivo comprovati da documentazioni ufficiali e non si considerano addizionali, interessi e penalita'
  • 15. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Art. 61 Gettito e costo del servizio
    • 2. Il costo di esercizio di cui al comma 1 comprende le spese inerenti e comunque gli oneri diretti ed indiretti …..
    • Fra i costi di gestione delle aziende speciali, municipalizzate e consortili debbono essere compresi anche gli oneri finanziari dovuti agli enti proprietari ……….. da versare agli enti proprietari stessi entro l'esercizio successivo a quello della riscossione ed erogazione in conto esercizio.
  • 16. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Art. 61 Gettito e costo del servizio
    • 3. Dal costo, determinato in base al disposto del comma 2, sono dedotte per quota percentuale …….. le entrate derivanti dal recupero e riciclo dei rifiuti sotto forma di energia o materie prime secondarie diminuite di un importo pari alla riduzione di tassa eventualmente riconosciuta nei confronti del singolo utente ai sensi dell'art. 67, comma 2.
  • 17. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Art. 62. Presupposto della tassa ed esclusioni
    • La tassa e' dovuta per l'occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio e' istituito ed attivato o comunque reso in via continuativa
    • 2. Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perche' risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilita' nel corso dell'anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione.
  • 18. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Art. 62. Presupposto della tassa ed esclusioni
    • La tassa e' dovuta per l'occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio e' istituito ed attivato o comunque reso in via continuativa
    • 2. Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perche' risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilita' nel corso dell'anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione.
  • 19. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Art. 62. Presupposto della tassa ed esclusioni
    • 3. Nella determinazione della superficie tassabile non si tiene conto di quella parte di essa ove per specifiche caratteristiche strutturali e per destinazione si formano, di regola, rifiuti speciali, tossici o nocivi, allo smaltimento dei quali sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori stessi in base alle norme vigenti. Ai fini della determinazione della predetta superficie non tassabile il comune puo' individuare nel regolamento categorie di attivita' produttive di rifiuti speciali tossici o nocivi alle quali applicare una percentuale di riduzione rispetto alla intera superficie su cui l'attivita' viene svolta.
  • 20. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Art. 62. Presupposto della tassa ed esclusioni
    • 5. Sono esclusi dalla tassa i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l'obbligo dell'ordinario conferimento dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati in regime di privativa comunale per effetto di norme legislative o regolamentari, di ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stato esteri.
  • 21. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Art. 63. Soggetti passivi e soggetti responsabili del tributo
    • 1. La tassa e' dovuta da coloro che occupano o detengono i locali o le aree scoperte di cui all'art. 62 con vincolo di solidarieta' tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune i locali o le aree stesse.
  • 22. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Art. 65. Commisurazione e tariffe
    • La tassa e' commisurata alle quantita' e qualita' medie ordinarie per unita' di superficie imponibile dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati producibili nei locali ed aree per il tipo di uso, cui i medesimi sono destinati, nonche' al costo dello smaltimento.
    • Le tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea sono determinate dal comune, secondo il rapporto di copertura del costo prescelto entro i limiti di legge, moltiplicando il costo di smaltimento per unita' di superficie imponibile accertata, previsto per l'anno successivo, per uno o piu' coefficienti di produttivita' quantitativa e qualitativa di rifiuti.
  • 23. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Art. 68. Regolamenti
    • 1. Per l'applicazione della tassa i comuni sono tenuti ad adottare apposito regolamento che deve contenere: a) la classificazione delle categorie ed eventuali sottocategorie di locali ed aree con omogenea potenzialita' di rifiuti e tassabili con la medesima misura tariffaria; b) le modalita' di applicazione dei parametri di cui all'art. 65; c) la graduazione delle tariffe ridotte per particolari condizioni di uso di cui all'art. 66, commi 3 e 4; d) la individuazione delle fattispecie agevolative, delle relative condizioni e modalita' di richiesta documentata e delle cause di decadenza.
  • 24. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • 2. L'articolazione delle categorie e delle eventuali sottocategorie e' effettuata, ai fini della determinazione comparativa delle tariffe, tenendo conto, in via di massima, dei seguenti gruppi di attivita' o di utilizzazione:
    • a) locali ed aree adibiti a musei, archivi, biblioteche, ad attivita' di istituzioni culturali, politiche e religiose, sale teatrali e cinematografiche, scuole pubbliche e private, palestre, autonomi depositi di stoccaggio e depositi di macchine e materiale militari;
    • b) complessi commerciali all'ingrosso o con superfici espositive, nonche' aree ricreativo-turistiche, quali campeggi, stabilimenti balneari, ed analoghi complessi attrezzati;
    • c) locali ed aree ad uso abitativo per nuclei familiari, collettivita' e convivenze, esercizi alberghieri;
  • 25. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • d) locali adibiti ad attivita' terziarie e direzionali diverse da quelle di cui alle lettere b), e) ed f), circoli sportivi e ricreativi;
    • e) locali ed aree ad uso di produzione artigianale o industriale, o di commercio al dettaglio di beni non deperibili, ferma restando l'intassabilita' delle superfici di lavorazione industriale e di quelle produttive di rifiuti non dichiarati assimilabili agli urbani;
    • f) locali ed aree adibite a pubblici esercizi o esercizi di vendita al dettaglio di beni alimentari o deperibili, ferma restando l'intassabilita' delle superfici produttive di rifiuti non dichiarati assimilabili agli urbani.
  • 26. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Art. 69. Deliberazioni di tariffa
    • 1. Entro il 31 ottobre i comuni deliberano, in base alla classificazione ed ai criteri di graduazione contenuti nel regolamento, le tariffe per unita' di superficie dei locali ed aree compresi nelle singole categorie o sottocategorie, da applicare nell'anno successivo. In caso di mancata deliberazione nel termine suddetto si intendono prorogate le tariffe approvate per l'anno in corso.
  • 27. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani - TARSU
    • Art. 69. Deliberazioni di tariffa
    • 1. Entro il 31 ottobre i comuni deliberano, in base alla classificazione ed ai criteri di graduazione contenuti nel regolamento, le tariffe per unita' di superficie dei locali ed aree compresi nelle singole categorie o sottocategorie, da applicare nell'anno successivo. In caso di mancata deliberazione nel termine suddetto si intendono prorogate le tariffe approvate per l'anno in corso.
  • 28. Perché dalla TASSA alla TARIFFA?
    • Per assicurare il concetto “chi inquina paga”
    • Perché si paga un servizio, in base alla produzione dei rifiuti
    • Maggiore equità
    • Per garantire il PATTO DI STABILITA’ dei Comuni
    • Esternalizzando la gestione della TIA, i Comuni riducono il disavanzo di bilancio ottemperando agli obblighi imposti in tema di bilancio comunale.
  • 29. Il senso della Trasformazione
    • Il nuovo sistema, descritto all’Art. 49 del D.Lgs. 22/97, deve permettere di ottenere una maggiore trasparenza nella gestione del servizio in quanto i costi vanno evidenziati all’interno dei bilanci attraverso il Piano Finanziario e devono essere progressivamente coperti in modo totale con la tariffa.
    • Con il regime TARSU invece, i Comuni hanno potuto integrare con altre risorse di bilancio (ICI, ecc.) i costi non coperti dalle riscossioni della tassa.
  • 30. Principali caratteristiche del nuovo metodo tariffario
    • Deve essere garantita l’integrale copertura (100%) dei costi del servizio con gli introiti tariffari
    • La tariffa si distingue in due componenti:
    • a) Parte Fissa (che copre le componenti essenziali del servizio)
    • b) Parte Variabile (commisurata all’effettiva produzione di rifiuti)
  • 31. Alcune caratteristiche del nuovo metodo tariffario
    • Deve essere garantita l’integrale copertura (100%) dei costi del servizio con gli introiti tariffari
    • La tariffa si distingue in due componenti:
    • a) Parte Fissa (che copre le componenti essenziali del servizio)
    • b) Parte Variabile (commisurata all’effettiva produzione di rifiuti)
  • 32. Normativa di riferimento
    • D.Lgs. n. 22 del 5 febbraio 1997
    • L’art. 49 sopprime la tassa ed istituisce la tariffa
    • Legge n. 426 del 9 dicembre 1998
    • “ Nuovi interventi in campo ambientale”
    • Disposizioni transitorie che rinviano l’entrata in vigore della tariffa il 1 gennaio 2000
  • 33. Normativa di riferimento
    • Legge n. 448 del 23 dicembre 1998
    • “ misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo”
    • proroga l’efficacia del D.Lgs. 507/93 (TARSU) e offre la possibilità di applicare la tariffa in via sperimentale
    • D.P.R. 158 del 27 aprile 1999
    • “ Regolamento recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato….”
  • 34. Normativa di riferimento
    • Circolare Ministro Ambiente n° 618/99/17879/108 del 07 ottobre 1999
    • fornisce chiarimenti operativi connessi con l’entrata in vigore del sistema tariffario (% UD, % UND)
    • Legge 488 del 23 dicembre 1999
    • Nuova tempistica di attuazione della tariffa
  • 35. Il passaggio Tassa - Tariffa
    • L’art.49 del D.Lgs. . 05.02.1997 n.22 istituisce la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti e sopprime la tassa relativa, con decorrenza 1° gennaio 1999, successivamente prorogata, l’ultima volta con la finanziaria 2003 comma 21 art. 31 legge 289/2002 che ha fatto slittare al 2004 il termine ultimo per il raggiungimento della copertura totale dei costi tramite tariffa.
    • Il nuovo regolamento recepisce quanto recepibile del vecchio regolamento, mentre innova sostanzialmente il sistema di calcolo della tariffa del servizio,
  • 36. Raccolta dati sulla produzione rifiuti
    • In base ai dati della raccolta porta a porta o tramite differenziazione e conferimento dei rifiuti a cassonetti (dati forniti dall’amministrazione pubblica), si estrapola la produzione di rifiuti divisa per frazioni: quello che interessa poi per i calcoli sono le percentuali di produzione divise per tipologia di rifiuto e se possibile per classe di utenza domestica e non domestica.
    umido % verde % carta e cartone % vetro % lattine % plastica % legno % accumulatori pb % secco non riciclabile [1] % totale %
  • 37. Raccolta dati sulla produzione rifiuti
    • Uno dei passi fondamentali è la suddivisione della produzione di rifiuti tra utenze domestiche e non domestiche, suddivisione che influenza poi la divisione dei costi tra le due macro categorie di utenze (domestiche e non domestiche).
    • In assenza di una quantificazione ponderale che ci dia indicazione sulla produzione di rifiuti della utenze domestiche o non domestiche si opera come segue:
    • 1.      si stimano i rifiuti prodotti dalle utenze non domestiche, moltiplicando le superfici a ruolo per gli indici di produzione Kd previsti dall’allegato 1 al D.P.R.158/99
    • 2.      I rifiuti da attribuire alle utenze domestiche si ottengono per sottrazione dal totale dei rifiuti (rilevato dalla dichiarazione MUD) della componente determinata al punto 1 e di eventuali conferimenti di rifiuti da imballaggi.
  • 38.
    • Ottenuti i dati di produzione, si divide la produzione di rifiuti tra utenze domestiche e produttive, e si estrapolano i seguenti dati:
    •  
    • Domestiche Kg
    •  
    • Produttive Kg
    •  
    • Domestiche%
    •  
    • Produttive %  
    • In base a queste produzioni si suddivideranno quindi i costi
  • 39.
    •     Si raccolgono poi tutti i dati riguardanti i costi e si imputano nelle varie voci come segue
    •  
    • I costo riferiti a raccolta, trasporto e trattamento/smaltimento o trattamento/riciclo devono essere forniti il più possibile divisi per tipologia di rifiuto. Inoltre se sono disponibili vanno forniti i costi del personale, gli ammortamenti e il costo mezzi, compresi nelle voci di raccolta, trasporto, trattamento/smaltimento.
    • 1.1     CG COSTO OPERATIVO DI GESTIONE DI CUI FANNO PARTE:
    • CGIND: costi di gestione del ciclo dei servizi sui Rsu indifferenziati , tra cui sono compresi:
    •  
    • Sono tutti costi IVA esclusa! Vanno forniti il più dettagliati possibile , le aggregazioni verranno fatte in sede di definizione del piano finanziario, NON VANNO FORNITI già comprensivi dell’inflazione programmata, tale voce và solamente indicata in tabella.
  • 40.
    • I costo riferiti a raccolta, trasporto e trattamento/smaltimento o trattamento/riciclo devono essere forniti il più possibile divisi per tipologia di rifiuto. Inoltre se sono disponibili vanno forniti i costi del personale, gli ammortamenti e il costo mezzi, compresi nelle voci di raccolta, trasporto, trattamento/smaltimento.
    •  
    • Questi costi in genere si trovano nelle voci di bilancio dell’anno precedente a quello di applicazione della tariffa, e nelle gare d’appalto stipulate per espletare il servizio.
  • 41. Sigla Definizione Non va qui Vanno qui CSL Costi Di Spazzamento e Lavaggio Strade e Piazze Pubbliche Ammortamento mezzi di spazzamento,Noleggi mezzi etc, Carburanti e lubrificanti, Assicurazione e tasse automezzi, Materiali di consumo, Costi di struttura Manutenzione macchine ed automezzi, Raccolta di rifiuti abbandonati, pulizia strade e mercati, costo del personale per lo spazzamento, servizi di emergenza CRT Costi di raccolta e trasporto RSU È il costo del servizio lo si trova nelle gare d’appalto. CTS Costi di trattamento e Smaltimento RSU Se il rifiuto viene cernito o ridotto volumetricamente prima di andare a smaltimento, e il costo di smaltimento AC Altri costi: gli accantonamenti per sconti convenzioni con associazioni, Lavaggio cassonetti, spese gestione ecocentri, campagne informative, consulenze, noleggi di cassoni, navette mezzi e/o strutture formazione del personale
  • 42.
    • CGD: costi di gestione del ciclo della raccolta differenziata (In questi costi non sono inclusi : i costi relativi alla raccolta dei rifiuti di imballaggio coperti dal CONAI e i costi relativi alla raccolta dei rifiuti di imballaggio secondari e terziari, a carico dei produttori ed utilizzatori) :
    • -
    Sigla Definizione Non va qui Vanno qui CRD Costi di raccolta differenziata per materiale i costi relativi alla raccolta dei rifiuti di imballaggio coperti dal CONAI -costi relativi alla raccolta dei rifiuti di imballaggio secondari e terziari, a carico dei produttori ed utilizzatori Sono i costi della raccolta sia porta a porta che a cassonetto dettagliati per ogni frazione: umido, carta, plastica, lattine, medicinali, legno,ingombranti, verde etc SE POSSIBILE DETTAGLIARE DI QUANTO INCIDE IL COSTO DEL PERSONALE. CTR Costi di trattamento e riciclo Al netto dei proventi delle vendita di materiale ed energia derivante dai rifiuti Per umido e verde costo di pretrattamento e di compostaggio, per le altre frazioni sono i costi di trattamento diminuiti dei costi di vendita
  • 43.
    • CC COSTI COMUNI tra cui sono compresi:
    Sigla Definizione Non va qui Vanno qui CARC Costi Amministrativi Dell’accertamento Della Riscossione e Del Contenzioso Spese logistiche dell’ufficio tariffazione (bollettazione spedizione, riscossione) con relativo accertamento e contenzioso CGG Costi Generali Di Gestione: vanno ricompresi quelli relativi al personale in misura non inferiore al 50 % del loro ammontare CCD Costi comuni diversi Quote di costi di materiali e servizi di rete (elettricità gas cancelleria ) Si ottiene dividendo il costo generale della sede per i mq e poi moltiplicando il costo unitario per i mq dedicati al servizio.Acquisto bidoncini e bidoni (a meno che non vengano ammortizzati in più anni) Assicurazione e tasse automezzi, Carburanti e lubrificanti, Costi di struttura
  • 44. CK Costi d’uso del capitale R Remunerazione del capitale investito X Recupero di produttività per l’anno di riferiment o IP Inflazione programmata per l’anno di riferimento (2 - 2.3%) Sigla Definizione Non va qui Vanno qui Amm Ammortamenti Ammortamenti degli investimenti di impianti, mezzi, attrezzature e servizi(anche software per esempio). Acc Accantonamenti Qui vengono inseriti gli accantonamenti per sconti ma anche per le insolvenze
  • 45.      SI INDIVIDUA ORA LA TIPOLOGIA DI COMUNE (Nord centro sud e n° di abitanti).
    • In base alla tipologia di comune si attribuiscono i coefficienti potenziali di produzione per le utenze domestiche e produttive a ciascun tipo di immobile a seconda del n° di componenti o dell’attività a cui afferisce.
    • A questo punto si suddividono i costi individuati prima in parte fissa e parte variabile:
    • T= TF+TV
    • TF= Totale parte fissa TV= Totale parte variabile
    •   IN TF RITROVIAMO
    • TF = CSL + CARC + CGG + CCD + AC + CK
    •  
    • IN TV RITROVIAMO
    • TV = CRT + CTS + CRD + CTR
    •  
    • T= (CG + CC)anno precedente (1+ Ipn – Xn) + CKn
    •  
    • Inflazione programmata del 2 % operativamente significa che moltiplicherò il TV e il TF trovati per 2% per avere i costi reali nell’anno successivo
  • 46.     SI PASSA ORA ALLA SUDDIVISIONE DEI COSTI
    •   Si attribuiscono in base alle percentuali di produzione di rifiuti ( Capitolo 2) i costi fissi e variabili tra utenze domestiche e non domestiche.
    • Si Hanno cosi i seguenti dati
    • % UD= percentuale della parte fissa attribuibili alle utenze domestiche
    • %UnD= percentuale della parte fissa attribuibili alle utenze NON domestiche
    • Ctuf = totale costi fissi attribuibili alle utenze domestiche
    • Ctapf= totale costi fissi attribuibili alle utenze non domestiche
    •  
    • % TVD= percentuale della parte variabile attribuibili alle utenze domestiche
    • %TVnD= percentuale della parte variabile attribuibili alle utenze NON domestiche
    • TVD= totale costi variabili attribuibili alle utenze domestiche
    • TVnD= totale costi variabili attribuibili alle utenze non domestiche
  • 47. CALCOLO DELLA PARTE FISSA PER LE UTENZE DOMESTICHE
    •   TFd(n, S) = Quf • S • Ka(n)
    •  
    • TFd = Quota fissa della tariffa per singola utenza domestica n = n° componenti nucleo famigliare S = superficie totale dell’abitazione in Metri quadri (da ruolo )
    •  
    •   Quf = Ctuf / S a S tot (n) • Ka(n)
    •  
    • Ctuf =totale costi fissi attribuibili alle utenze domestiche (ricavabile dal capitolo 5)
    •  
    • S tot(n) = la somma di tutte le superfici per ogni utenza domestica (che si ricava dal ruolo)
    •  
    • Ka (n) = Coefficiente di adattamento che tiene conto della reale distribuzione delle superfici degli immobili in funzione del numero di componenti del nucleo familiare costituente la singola utenza. I valori di tali coefficienti sono riportati nelle tabelle 1a e 1b e sono stati elaborati per le tre aree geografiche e per comuni con popolazione superiore e inferiore ai 5000 abitanti rispettivamente, sulla base dei dati ISTAT. (D.P.R,27/04/990n° 158).Ka è il coefficiente da Decreto Ministeriale
  • 48.
    • Tabella 1a - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze domestiche
    •   Comuni con popolazione > 5.000 abitanti
    Numero componenti del nucleo familiare Ka Coefficiente di adattamento per superficie e numero di componenti del nucleo familiare NORD CENTRO SUD 1 0.80 0.86 0.81 2 0.94 0.94 0.94 3 1.05 1.02 1.02 4 1.14 1.10 1.09 5 1.23 1.17 1.10 6 o più 1.30 1.23 1.06
  • 49. Tabella 1a - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze domestiche  Comuni con popolazione < 5.000 abitanti Numero componenti del nucleo familiare Ka Coefficiente di adattamento per superficie e numero di componenti del nucleo familiare NORD CENTRO SUD 1 0.84 0.82 0.75 2 0.98 0.92 0.88 3 1.08 1.03 1.00 4 1.16 1.10 1.08 5 1.24 1.17 1.11 6 o più 1.30 1.21 1.10
  • 50.
    • S ricava il Quf che viene moltiplicato poi per i vari Ka divisi per classe di utenza
    •  
    • Quf1 €/mq
    •  
    • Quf2 € /mq
    •  
    • Quf3 € /mq
    •  
    • Quf4 € /mq
    •  
    • Quf5 € /mq
    •  
    • Quf6 € /mq
    •  
    •   Moltiplicati per le superfici di ogni utenza ci daranno la parte fissa per singola utenza cioè TFd (n,s)
  • 51. CALCOLO DELLA PARTE VARIABILE PER LE UTENZE DOMESTICHE
    • TVd = Quv • Kb(n) • Cu
    •  
    • Quv = Qtotd / S n N(n) • Kb(n)
    •  
    • TVd (n) = Quota variabile della tariffa per un'utenza domestica con n componenti il nucleo familiare.
    • Quv = Quota unitaria, determinata dal rapporto tra la quantità totale di rifiuti prodotta dalle utenze domestiche e il numero totale delle utenze domestiche in funzione del numero di componenti del nucleo familiare delle utenze medesime, corrette per il coefficiente proporzionale di produttività (Kb).
    • Cu= Costo Unitario (lire/Kg) Cu=TVD/Qtotd
    • TVD =totale costi variabili attribuibili alla domestiche (capitolo 5)
    • Qtotd = Quantità totale di rifiuti per le utenze domestiche
    •  
    • Bisogna innanzitutto sapere il numero di utenze per ogni classe (Da ruolo)
  • 52.
    • Quindi si si decidono i Kb da applicare a ogni classe di utenza
    •  
    • Quv= la quota unitaria di rifiuti prodotto come si nota è una specie di media ponderata grazie all’introduzione dei coefficienti proporzionali di produttività.
    •  
    • Ottengo in questo modo la quota Variabile della tariffa per singola fascia di utenza, da notare che TVd non è influenzata dalla superficie dell’utenza ed è pertanto costante e dipendente solamente dal numero di occupanti
    •  
    • Tvd(1) € /anno
    •   Tvd(2) € /anno
    •   Tvd(3) € / anno
    •   Tvd(4) € / anno
    •   Tvd(5) € / anno
    •   Tvd(6) € / anno
    •   Tvdtot
    •  
    •   Questo totale moltiplicato per la popolazione delle varie utenze ci dà indicazioni sulla quadratura dei costi.
  • 53.
    • 1     CALCOLO DELLA PARTE FISSA PER LE UTENZE NON DOMESTICHE
    •  
    • La quota fissa della tariffa per le utenze non domestiche si ottiene come prodotto della quota unitaria (€/m 2 ) per la superficie dell'utenza (m 2 ) per il coefficiente potenziale di produzione Kc secondo la seguente espressione:
    • TFnd(ap, S ap ) = Qapf • S ap (ap) • Kc(ap)
    • dove:
    • TFnd(ap, S ap ) = Quota fissa della tariffa per un'utenza non domestica di tipologia di attività produttiva ap e una superficie pari a S ap .
    • S ap = Superficie dei locali dove si svolge l'attività produttiva.
    • Qapf = Quota unitaria (€/m 2 ), determinata dal rapporto tra i costi fissi attribuibili alle utenze non domestiche e la superficie totale dei locali occupati dalle utenze medesime, corretta per il coefficiente potenziale di produzione (Kc).
    • Qapf = Ctapf/ S ap S tot (ap) • Kc(ap)
    • dove:
    • Ctapf = Totale dei costi fissi attribuibili alle utenze non domestiche.
    • S tot (ap) = Superficie totale dei locali dove si svolge l'attività produttiva ap.
    • Kc (ap) = Coefficiente potenziale di produzione che tiene conto della quantità potenziale di produzione di rifiuto connesso alla tipologia di attività. Gli intervalli dei valori attribuibili a tale coefficiente, che dovrà essere determinato dall'ente locale, sono riportati nelle tabelle 3a e 3b e sono stati elaborati per le tre aree geografiche e per comuni con popolazione superiore e inferiore ai 5000 abitanti rispettivamente.
  • 54. CALCOLO DELLA PARTE VARIABILE DELLA TARIFFA PER LE UTENZE NON DOMESTICHE.
    • 1     La quota variabile della tariffa per le utenze non domestiche si ottiene come prodotto del costo unitario (€/kg) per la superficie dell'utenza per il coefficiente di produzione (Kd) secondo la seguente espressione:
    •  
    • TVnd(ap, S ap ) = Cu • S ap (ap) • Kd(ap)
    • dove:
    • TVnd(ap, S ap ) = Quota variabile della tariffa per un'utenza non domestica di tipologia di attività produttiva ap e una superficie pari a S ap .
    • Cu = Costo unitario (€/kg). Tale costo è determinato dal rapporto tra i costi variabili attribuibili alle utenze non domestiche e la quantità totale di rifiuti prodotti dalle utenze non domestiche.
    • S ap = Superficie dei locali dove si svolge l'attività produttiva.
    • Kd(ap) = Coefficiente potenziale di produzione in kg/m 2 anno che tiene conto della quantità di rifiuto minima e massima connessa alla tipologia di attività. Nelle tabelle 4a e 4b sono riportati, per le tre aree geografiche per comuni con popolazione superiore e inferiore ai 5000 abitanti rispettivamente, gli intervalli di variazione di tali coefficienti in proporzione alle tipologie di attività.
  • 55. Un esempio pratico Il Comprensorio Giudicarie (TN)
    • Il Comprensorio delle Giudicarie raggruppa circa 40 comuni del Trentino orientale.
    • Il 1° gennaio 2007 tutti i Comuni del Comprensorio sono passati al metodo tariffario
    • Regolamento comunale
    • Le simulazioni di fatturazione del Comune di Spiazzo