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11 Tecniche Di Monitoraggio E Analisi
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  • 1. TECNICHE DI MONITORAGGIO AMBIENTALE Dott. Massimo Peruzzo Eurolab Srl
  • 2. Tecniche di monitoraggio ambientale
    • Gli ambiti di intervento sono:
      • GAS DEL SUOLO
      • SUOLO
      • ACQUE SOTTERRANEE
      • ACQUE SUPERFICIALI
      • SEDIMENTI FLUVIALI E LACUSTRI
    • Per ogni ambito considereremo le caratteristiche della matrice i criteri di indagine e le tecniche di campionamento
  • 3. GAS DEL SUOLO
      • Per gas del suolo si intende l'aria presente negli spazi vuoti tra le particelle solide che compongono la struttura elementare del terreno
  • 4. GAS DEL SUOLO Eventuali contaminanti volatili andranno a sostituirsi a questa aria
  • 5. GAS DEL SUOLO Principale fattore di regolazione del moto dei gas è la permeabilità del terreno direttamente correlata con la dimensione delle particelle che lo compongono
  • 6. GAS DEL SUOLO UTILITA' DEL MONITORAGGIO: si utilizza per valutare la contaminazione da sostanze pericolose e per valutare la tenuta di cisterne sotterranee Rispetto al carotaggio ha un costo inferiore e una maggior rapidità di esecuzione
  • 7. GAS DEL SUOLO
    • CAMPIONAMENTO PASSIVO
    • Campionatori fissi lasciati in loco per periodi di tempo variabili
    • CAMPIONAMENTO ATTIVO
      • Estrazione del gas dal terreno per mezzo di pompe manuali o automatiche
      • Non applicabile a terreni argillosi e particolarmente compatti
  • 8. GAS DEL SUOLO CAMPIONAMENTO PASSIVO TERRENO DI COPERTURA VIALS DI VETRO MATERIALE ADSORBENTE
  • 9. GAS DEL SUOLO CAMPIONAMENTO ATTIVO
  • 10. GAS DEL SUOLO
    • E’ possibile effettuare analisi dirette in campo mediante l’utilizzo di specifici apparecchi quali fotoionizzatori, gascromatografi da banco o semplici fiale colorimetriche specifiche per determinate sostanze
  • 11. SUOLO STRATO SUPERIORE DELLA CROSTA TERRESTRE FORMATO DA PARTICELLE MINERALI, MATERIA ORGANICA, ACQUA ARIA E ORGANISMI VIVENTI Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale e al Comitato delle Regioni: Verso una strategia tematica per la protezione del suolo. Bruxelles, 16.4.2002 E’ suddiviso in ORIZZONTI
  • 12. SUOLO La degradazione meteorica delle rocce rappresenta il fattore principale del primo stadio di formazione di un suolo
  • 13. SUOLO
    • CRITERI DI INDAGINE
      • E’ fondamentale la conoscenza approfondita della storia produttiva del sito oggetto dell’analisi
      • Comprensione del possibile stato di contaminazione e successiva pianificazione delle operazioni in campo
  • 14. SUOLO
    • CRITERI DI INDAGINE
      • COMPOSTI DA RICERCARE
      • PUNTI DI CAMPIONAMENTO
      • PROFONDITA’ DI CAMPIONAMENTO
      • METODO DI SCAVO/PERFORAZIONE
  • 15. SUOLO SCELTA DEI COMPOSTI Sulla base delle conoscenze sul sito si attua la scelta che comunque normalmente comprende famiglie di composti (es. metalli, idrocarburi etc)
  • 16. SUOLO
    • SCELTA DEI PUNTI DI CAMPIONAMENTO
    • Dipende da :
    • - l'assetto morfologico, geologico, idrogeologico
    • - la presenza, sia attuale, sia nel passato, di opere, impianti e installazioni, il loro utilizzo e i loro possibili impatti sull'ambiente
    • - la presenza di percorsi favorevoli alla migrazione dei contaminanti
    • la presenza di potenziali bersagli della contaminazione.
    • Se non si è a conoscenza di tali informazioni i punti di campionamento devono coprire tutta l’area
  • 17. SUOLO SCELTA DELLA PROFONDITA’ Dipende da: - presenza di strati impermeabili (argilla, limo argilloso) che determinano l'accumulo dei contaminanti impedendone la percolazione verso il basso - presenza di cavità sotterranee che rappresentano zone di richiamo e accumulo di contaminanti - presenza di radici, trincee, canalette, tubazioni perdenti che fungono da percorsi preferenziali per la migrazione dei contaminanti - presenza di barriere impermeabili interrate sia verticali (muri, fondazioni a nastro) sia orizzontali (platee in cemento armato, pavimentazioni) - presenza di serbatoi o cisterne interrati e relative tubazioni.
  • 18. SUOLO
    • SCELTA DEL METODO DI SCAVO
    • E’ fatta sulla base della tipologia di campionamento che si deve attuare ossia:
            • - CAMPIONAMENTO SUPERFICIALE O SUBSUPERFICIALE
            • - CAMPIONAMENTO PROFONDO
  • 19. SUOLO
    • CAMPIONAMENTO SUPERFICIALE O SUBSUPERFICIALE
    • Scavo per mezzo di utensili manuali
    • Scavo per mezzo di trivella o carotiere manuale
    • Scavo per mezzo di pala meccanica
  • 20. SUOLO
    • CAMPIONAMENTO IN PROFONDITA’
    • Sistemi di perforazione a rotazione con carotaggio continuo
    • Sistemi di perforazione a percussione direct push
  • 21. SUOLO Qualsiasi tecnica di perforazione adottata deve rispettare le seguenti condizioni: • la perforazione deve essere eseguita in maniera tale da preservare le proprietà naturali del sottosuolo • durante la perforazione devono essere evitate le contaminazioni delle acque e delle formazioni litologiche costituenti l'acquifero • il metodo di perforazione utilizzato deve consentire la raccolta di campioni rappresentativi di roccia, materiali sciolti e suolo.
  • 22. SUOLO La scelta del metodo di perforazione da adottare dipende dai seguenti fattori: • geologia ed idrogeologia del sito • versatilità del metodo di perforazione • costo della perforazione • natura dei campioni da estrarre (suolo, materiali sciolti, roccia) • disponibilità di attrezzatura necessaria per la perforazione • accessibilità del sito su cui effettuare le perforazioni • capacità della tecnologia di perforazione di preservare le condizioni naturali.
  • 23. SUOLO
  • 24. SUOLO RILIEVI E ANALISI DI CAMPO Prima di procedere con le operazione di campionamento ci si deve assicurare che sussistano le condizioni di agibilità in relazione al dispositivo di perforazione prescelto, nonché l’accessibilità delle postazioni per la macchina perforatrice, la trivella e l’attrezzatura di perforazione, tenendo conto anche dell’ingombro verticale
  • 25. SUOLO SUCCESSIVAMENTE ci si assicura che il sottosuolo lungo la verticale del punto prescelto sia libero da servizi RILIEVI E ANALISI DI CAMPO
  • 26. SUOLO
    • Durante le operazioni di perforazione si effettuano parallelamente alcune attività di analisi che sono essenzialmente:
    • - redazione di log stratigrafici
    • - screening dei composti volatili
    • - campionamento per analisi granulometrica
    • - rilievo topografico
    RILIEVI E ANALISI DI CAMPO
  • 27. SUOLO LOG STRATIGRAFICO
  • 28. SUOLO SCREENING DEI COMPOSTI VOLATILI Fotoionizzatore Portatile per COV
  • 29. SUOLO PRELIEVO DEI CAMPIONI PER ANALISI GRANULOMETRICA
  • 30. ACQUE SOTTERRANEE ACQUIFERO formazione o gruppo di formazioni costituite da roccia e/o terreno sciolto i cui vuoti all'interno della matrice solida sono saturati da acqua in grado di muoversi in funzione della permeabilità dell'acquifero stesso. Tale acqua costituisce la FALDA .
  • 31. ACQUE SOTTERRANEE Lo stato e la quantità dell'acqua contenuta nel terreno permettono di distinguere, lungo un profilo verticale, tre zone che sono, dall'alto verso il basso: • zona insatura • frangia capillare • zona satura o acquifero.
  • 32. ACQUE SOTTERRANEE ZONA SATURA ZONA INSATURA ALLA BASE DELL’ACQUIFERO E’ SEMPRE PRESENTE UNO STRATO IMPERMEABILE O A SCARSA PERMEABILITA’ CHE SOSTIENE LA FALDA
  • 33. ACQUE SOTTERRANEE CRITERI DI INDAGINE Per prima cosa è importante definire il modello idrogeologico dell’area in esame STUDIO IDROGEOLOGICO
  • 34. ACQUE SOTTERRANEE I METODI DI INDAGINI CONSISTONO PRINCIPALMENTE IN RILIEVI PIEZOMETRICI Piezometro : pozzo di osservazione avente lo scopo di misurare il carico idraulico di una falda ad una certa profondità
  • 35. ACQUE SOTTERRANEE L’utilizzo dei piezometri permette di ricostruire la superficie piezometrica ossia la superficie lungo la quale la pressione dell’acqua è pari a quella atmosferica Tale dato è importante per capire qual è la direzione del flusso di falda
  • 36. ACQUE SOTTERRANEE I piezometri possono essere : - PERMANENTI - TEMPORANEI
  • 37. ACQUE SOTTERRANEE Legenda: 1) sigillatura con cemento 2) sigillatura con Bentonite 3) dreno in ghiaietto calibrato IMBOCCATURA FILTRO
  • 38. ACQUE SOTTERRANEE
  • 39. ACQUE SOTTERRANEE
  • 40. ACQUE SOTTERRANEE IL FILTRO
  • 41. ACQUE SOTTERRANEE LA BENTONITE
  • 42. ACQUE SOTTERRANEE PARTICOLARI DELLA BOCCAPOZZO
  • 43. ACQUE SOTTERRANEE
    • RILIEVI DI CAMPO
      • SOGGIACENZA: profondità della superficie della falda rispetto alla superficie topografica
      • PARAMETRI CHIMICO-FISICI: la misura deve essere molto rapida e comprende la determinazione del pH, dell’ossigeno disciolto, della conduttività e della salinità
  • 44. ACQUE SOTTERRANEE FREATIMETRO
  • 45. ACQUE SOTTERRANEE CELLA DI FLUSSO
  • 46. ACQUE SOTTERRANEE
    • TECNICHE DI CAMPIONAMENTO
      • Prima di eseguire le operazioni di campionamento è necessario provvedere allo SPURGO del piezometro con pompe a bassa portata
      • Le operazioni di campionamento utilizzano:
        • CAMPIONATORI “BAILER”
        • POMPE SOMMERSE
        • POMPE ASPIRANTI
        • POMPE INERZIALI
  • 47. ACQUE SOTTERRANEE BAILER MONOUSO
  • 48. ACQUE SOTTERRANEE POMPA AD IMMERSIONE
  • 49. ACQUE SOTTERRANEE POMPA PERISTALTICA
  • 50. ACQUE SOTTERRANEE CONTENITORI PER IL CAMPIONAMENTO
  • 51. ACQUE SUPERFICIALI
  • 52. ACQUE SUPERFICIALI
    • Il campionamento delle acque superficiali ai fini ambientali può riguardare:
    • i) la caratterizzazione della qualità del corpo idrico. I prelievi e le analisi sono protratte anche per un lungo periodo di tempo (minimo 1 anno) e interessano l'intero corpo idrico.
    • ii) il monitoraggio dello stato qualitativo. Il campionamento, protratto nel tempo con cadenza da valutare nel singolo caso, interessa uno o più punti specifici del corpo idrico, specie in corrispondenza delle prese di utilizzo delle acque
    • iii) problemi specifici; tra questi citiamo: valutazione dei carichi inquinanti, valutazione dell'efficacia di lungo periodo degli interventi di risanamento effettuati, verifica del comportamento dei corpi idrici e più in generale del bacino in possibili situazioni anomale di contaminazione.
  • 53. ACQUE SUPERFICIALI
    • Per effettuare un corretto campionamento è necessario tenere presente la tipologia del corpo idrico oggetto di studio:
      • LAGHI: la stratigrafia è verticale per cui sarà necessario eseguire un multiprelievo verticale e utilizzo di sonde multiparametriche per la misurazione in continuo dei principale parametri chimico-fisici
      • FIUMI la modalità di prelievo e i punti sono scelti in funzione della finalità del campionamento
  • 54. ACQUE SUPERFICIALI
    • Per il prelievo di campioni di acqua superficiale è sufficiente immergere un contenitore appena al di sotto della superficie dell’acqua.
      • Prima di effettuare il campionamento è bene AVVINARE il contenitore
  • 55. ACQUE SUPERFICIALI
    • Per il prelievo di acque profonde si utilizzano dispositivi di prelievo che vengono immersi alla quota desiderata.
    • E’ possibile prelevare il campione anche grazie all’utilizzo di pompe sommerse, pompe di aspirazione o pompe peristaltiche
  • 56. ACQUE SUPERFICIALI BOTTIGLIA DI CAMPIONAMENTO
  • 57. CARATTERISTICHE DEI CONTAMINANTI CONTAMINAZIONE Introduzione nelle matrici ambientali di una qualsiasi sostanza, composto o agente in concentrazioni tali da rendere quella matrice non idonea al suo utilizzo, effettivo o potenziale. Un contaminante può essere di natura fisica, chimica, biologica o radioattiva
  • 58. CARATTERISTICHE DEI CONTAMINANTI
    • CONTAMINAZIONE PUNTIFORME:
      • Può dipendere da attività industriali, da attività minerarie o dalla presenza di discariche. Può verificarsi durante la fase di funzionamento dell’attività o dopo la sua chiusura
    • CONTAMINAZIONE DIFFUSA
      • Può dipendere da fenomeni di deposizione atmosferica o da scorrette pratiche agricole e inadeguate operazioni di trattamento di rifiuti o acque reflue
  • 59. CARATTERISTICHE DEI CONTAMINANTI
  • 60. METALLI
    • Con il termine di metalli sono identificati anche i metalloidi quali B, As, Sb e Se
    • ORIGINE
      • Smaltimento di rifiuti, attività industriali etc
      • Pratiche agricole, traffico veicolare, etc
      • Polveri e gas vulcanici
      • Attività estrattive
  • 61. METALLI
    • METODI ANALITICI
      • Digestione a caldo in acqua regia (HNO3/HCl) con pretrattamento con perossido di idrogeno
      • Determinazione spettroscopica
        • Spettrometria di assorbimento atomico a fiamma
        • Spettrometri di assorbimento atomico con fornetto di grafite
        • Spettrometria di emissione a plasma con accoppiamento induttivo
  • 62. METALLI
  • 63. METALLI SPETTROMETRO DI ASSORBIMENTO ATOMICO A FIAMMA
  • 64. METALLI SPETTROMETRO DI ASSORBIMENTO ATOMICO A FIAMMA
  • 65. METALLI
  • 66. METALLI
  • 67. METALLI SPETTROMETRO DI EMISSIONE A PLASMA AD ACCOPPIAMENTO INDUTTIVO
  • 68. BORO
    • Il boro è un metalloide ovvero un elemento avente proprietà intermedie tra i metalli e i non metalli.
    • ORIGINE
      • Scarichi degli effluenti domestici
      • Fabbricazione del vetro borosilicato
      • Produzione di formulati cosmetici e ospedaleri
      • Produzione di detergenti domestici
  • 69. BORO
    • METODI ANALITICI
      • Campioni conservati a +4°C fino ad analisi
      • Estrazione a caldo in acqua (frazione idrosolubile)
      • Reazione colorimetrica con curcumina
      • Determinazione allo spettrofotometro UV-visibile
  • 70. BORO
  • 71. CIANURI
    • Composti contenenti in gruppo CN, la cui tendenza è quella di legarsi a numerose altre sostanze organiche e inorganiche
    • ORIGINE:
      • In natura sono presenti in piante dette CIANOGENETICHE
      • Scorie e detriti industriali
      • Centrali elettriche
      • Impianti per la produzione dell’Alluminio
      • L’HCN è utilizzato come intermedio in numerose materie plastiche
  • 72. CIANURI
    • METODI ANALITICI
      • Estrazione in ambiente acquoso a pH10
      • Reazione con composto clorurato (formazione di cianogeno di cloro)
      • Determinazione spettrofotometrica
      • oppure
      • Determinazione potenziometrica
  • 73. CIANURI
  • 74. ANIONI
    • Appartengono a questa categoria elementi e/o composti che hanno acquistato una o più cariche elettriche negative (elettroni). Gli anioni più comuni sono cloruri, fluoruri, nitriti, nitrati e solfati.
    • ORIGINE:
      • Attività industriali
      • Traffico veicolare
      • Produzione chimica e petrolchimica, farmaceutica, dei reffrigeranti e della carta
  • 75. ANIONI
    • METODI ANALITICI:
      • Due estrazioni successive a freddo con acqua
      • Determinazione in cromatografia ionica per gli anioni inorganici
      • Determinazione potenziometrica per i fluoruri
  • 76. ANIONI
  • 77. AMIANTO
    • Il termine indica generalmente un gruppo di silicati in forma fibrosa, in natura legato con altri minerali
    • ORIGINE
      • Eternit abbandonato
      • Elettrodomestici, strumenti e tessuti non correttamente smaltiti
  • 78. AMIANTO
    • METODI ANALITICI
      • Microscopia ottica a contrasto di fase
      • Microscopia elettronica a scansione
      • Difrattometria a raggi X
      • Se si deve valutare la presenza di fibre aerodisperse si eseguono le analisi viste in precedenza sul filtrato di volumi di aria specifici
  • 79. AMIANTO
  • 80. COMPOSTI INORGANICI
  • 81. IDROCARBURI AROMATICI
    • Composti caratterizzati dalla presenza di un anello di sei atomi di carbonio. Il nome deriva dal fatto che normalmente hanno un odore intenso. Ne fanno parte Benzene, Toluene, Xilene, Stirene ed Etilbenzene
    • ORIGINE:
      • Attività industriali nei settori farmaceutico, cosmetico, automobilistico
      • Attività che richiedono solventi organici
  • 82. IDROCARBURI AROMATICI
    • METODI ANALITICI
      • I campioni vanno conservati in recipienti di vetro a –20°C
      • Determinazione gascromatografica:
        • Con ionizzatore di fiamma
        • Con spettrometro di massa
  • 83. IDROCARBURI AROMATICI
  • 84. IDROCARBURI AROMATICI
  • 85. IDROCARBURI AROMATICI
  • 86. IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI (IPA)
    • Sono composti in cui gli atomi di carbonio formano più anelli uniti tra loro (da 2 a 5). Alle normali condizioni ambientali sono allo stato solido. Ne fanno parte il Pirene, il Benzo-antracene, il Benzo-pirene etc
    • ORIGINE:
      • In natura sono presenti in zone colpite da incendi boschivi
      • Produzione lavorazione di combustibili
      • Produzione e lavorazione di grafite
      • Trattamento del carbon fossile
      • Emissioni da motori diesel e benzina nonché da centrali termiche alimentate con combustibile solide o liquido pesante
  • 87. IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI (IPA)
    • METODI ANALITICI
      • Gascromatografia interfacciata con uno spettrometro di massa
      • Separazione tramite HPLC e determinazione spettrofotometrica
      • Gascromatografia con rivelatore a ionizzazione di fiamma
  • 88. IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI (IPA)
  • 89. ALIFATICI CLORURATI CANCEROGENI E NON CANCEROGENI
    • Sono composti costituiti da atomi di carbonio completamente circondati da atomi di idrogeno e cloro. Possono essere saturi o insaturi. Ne fanno parte il clorometano, il triclorometano etc.
    • ORIGINE
      • Attività industriale di produzione farmaceutica, cosmetica, automobilistica etc.
  • 90. ALIFATICI CLORURATI CANCEROGENI E NON CANCEROGENI
    • METODI ANALITICI
      • Gascromatografia con rivelatore a cattura di elettroni
      • Gascromatografia interfacciata a spettometro di massa
  • 91. ALIFATICI ALOGENATI CANCEROGENI
    • A differenza del gruppo precedente presentano anche atomi di Br e quindi hanno densità molto elevate. Ne fa parte il tribromometano
    • ORIGINI
      • Produzione ed uso di solventi per cere, grassi e oli
      • Preparazione di prodotti chimici ignifughi, preparazione di prodotti agronomici
      • Preparazione di agenti polimerizzanti
  • 92. ALIFATICI ALOGENATI CANCEROGENI
    • METODI ANALITICI
      • Gascromatografia con rivelatore a cattura di elettroni
      • Gascromatografia interfacciata a spettometro di massa
  • 93. NITROBENZENI e CLOROBENZENI
    • Sono composti organici caratterizzati dalla presenza di un anello aromatico e di gruppi formati da azoto ed ossigeno (NO2 è il gruppo nitro) o di una tomo di cloro
    • ORIGINI DEI NITROBENZENI:
      • Settore industriale compresa la produzione di armi e munizioni
      • Attività agricole
      • Produzione dell’anilina
  • 94. NITROBENZENI e CLOROBENZENI
    • ORIGINI DEI CLOROBENZENI:
      • Scarichi domestici
      • Prodotti utilizzati in agricoltura
      • Combustioni incomplete
      • Emissioni industriali di solventi clorurati
      • Emissioni veicolari
      • Utilizzati come solventi nelle industrie di adesivi, lucidi e cere
  • 95. NITROBENZENI e CLOROBENZENI
    • METODI ANALITICI:
      • Gascromatografia con rivelatore a cattura di elettroni
      • Gascromatografia interfacciata a spettometro di massa
  • 96. FENOLI NON CLORURATI
    • Sono idrocarburi con un anello di sei atomi di carbonio al quale è legato un gruppo OH caratteristico degli alcoli
    • ORIGINI:
      • Industria chimica, farmaceutica (sono antisettici)
      • Produzione di fertilizzanti, esplosivi e vernici
      • Produzione delle resine fenoliche e di caprolattame (utilizzato nella produzione di fibre sintetiche)
      • Trattamento delle acque reflue e combustione diesel
  • 97. FENOLI NON CLORURATI
    • METODI ANALITICI:
      • Gascromatografia con rivelatore a cattura di elettroni
      • Gascromatografia interfacciata a spettometro di massa
  • 98. FENOLI CLORURATI
    • Le caratteristiche sono quelle dei fenoli con legato uno o più atomi di cloro
    • ORIGINI:
      • Processi di trattamento delle acque reflue
      • Processi di trattamento della polpa di legno per la produzione di carta
      • Incenerimento dei rifiuti urbani
      • Produzione di insetticidi
      • Produzione di erbicidi
      • Combustione di carburanti fossili
  • 99. AMMINE AROMATICHE
    • Sono composti organici contenenti azoto, con un anello aromatico in cui l’idrogeno è sostituito da un gruppo NH2
    • ORIGINI:
      • Industria cosmetica
      • Industria chimica come intermedi per la produzione di materie plastiche
      • Processi di raffinazione dei prodotti petroliferi
  • 100. FITOFARMACI
    • Sono una classe molto eterogenea di composti, comprendendo sia composto organici alifatici ciclici sia composti organici aromatici
    • ORIGINI
      • Diffusione dai siti di produzione
      • Pratiche agricole
  • 101. POLICLOROBIFENILI (PCB)
    • Composti organici stabili caratterizzati da una struttura bifenilica alla quale si legano da uno a dieci atomi di cloro. Possono essere presenti 209 possibili congeneri la cui miscelazione prende il nome di AROCLOR
    • ORIGINI
      • Utilizzo in sistemi chiusi come fluidi dielettrici in apparecchiature elettriche
      • Addittivi per antiparassitari, ritardanti di fiamma, isolanti, vernici, carta carbone
      • Inpiegati come lubrificanti, fluidi per impianti di condizionamento
      • Addittivi a sigillanti per edifici
  • 102. DIOSSINA E FURANI
    • Con diossine si intendono numerosi composti policlorurati costituiti da 2 anelli aromatici legati da due ponti ossigeno
    • La famiglia dei furani differisce da quella delle diossine per la presenza di un solo ponte ossigeno che lega i duo anelli aromatici
    • ORIGINI:
      • Le diossine non sono mai state un prodotto industriale e la loro elevata presenza nell’ambiente è causata dalla loro elevata stabilità e dall’uso fatto in passato di massicce quantità di prodotti chimici contaminati
      • Inceneritori, cartiere, cementifici, fonderie raffinerie
      • Stabilimenti di produzione di materie plastiche
  • 103. DIOSSINA E FURANI
    • METODI ANALITICI
      • Gascromatografia a bassa risoluzione accoppiata a spettrometria di massa
      • Gascromatografia ad alta risoluzione accoppiata a spettrometria di massa
  • 104. IDROCARBURI
    • Si intende la classe di composti caratterizzati da una struttura costituita da atomi di carbonio e idrogeno in disposizione lineare
    • IDROCARBURI LEGGERI catene di almeno 12 atomi carbonio
    • IDROCARBURI PESANTI catene di più di 12 atomi carbonio
  • 105. IDROCARBURI
    • ORIGINI:
      • Processi di estrazione di idrocarburi naturali
      • Processi di distribuzione di idrocarburi naturali
      • Processi di raffinazione e di distribuzione dei composti lavorati ( es. benzine, gasoli, oli combustibili)
  • 106. IDROCARBURI
    • METODI ANALITICI
      • PER IDROCARBURI PESANTI
        • Estrazione mediante solvente alogenato e seguente purificazione
        • Spettrofotometria infrarosse o gascromatografia
      • PER IDROCARBURI LEGGERI
        • Essicazione del campione con solfato sodico anidro
        • Estrazione con ultrasuoni a temperatura ambiente con solvente organico
        • Gascromatografia accoppiata a spettrometria di massa
  • 107. COMPOSTI ORGANICI

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