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Magazine Protezione Civile - Anno 2 - n. 10 - settembre-ottobre 2012
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Magazine Protezione Civile - Anno 2 - n. 10 - settembre-ottobre 2012

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Magazine "Protezione Civile" …

Magazine "Protezione Civile"
Informare sull’attività istituzionale del Dipartimento e favorire la circolazione delle notizie all’interno del Servizio Nazionale sui temi di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze: è l’obiettivo del magazine bimestrale “Protezione Civile”, un canale di comunicazione rivolto alle componenti e alle strutture operative del Sistema, con particolare riguardo al mondo del volontariato e delle istituzioni.
Il magazine è distribuito ad ogni uscita in 18mila copie tra uffici di ministeri, organizzazioni di volontariato iscritte all'Elenco nazionale, biblioteche, Comuni, Province e Regioni.
_________________________
[source: protezionecivile.gov.it]


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  • 1. Periodico bimestrale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile anno 2 n. 10 2COSA CAMBIA In dieci punti le novità introdotte dalla legge n. 100 2L’INTERVISTA 2LA STORIA Legge n. 100: Dagli angeli del fango ne parliamo con il alla protezione civile Capo Dipartimento di domani Speciale Legge n. 100 del 12 luglio 2012 Nell’inserto staccabile il testo integrale della Legge n. 225LA LETTERA - RISPONDIAMO AI DUBBI DEI LETTORI SULL’INVIO DEL MAGAZINE DEL DIPARTIMENTO
  • 2. il rischio sismico tra conoscenza,memoria ed esperienza. Documenti, foto, strumenti, filmati per capire cos’è il terremoto e cosa si può fare per ridurne gli effetti.“Terremoti d’Italia” ci invita a conoscere da vicino uno dei rischi naturali che più in-teressa il nostro Paese in termini di diffusione: il rischio sismico. La mostra puntaa stimolare i cittadini a un ruolo attivo nel campo della prevenzione attraverso vi-deo didattici, documenti, fotografie, filmati storici, strumenti di misura di epoche di-verse, dispositivi antisimici. Due spettacolari tavole vibranti permettono ai visitatoridi vivere in sicurezza l’esperienza del terremoto e di osservarne da vicino gli effetti.Informati su protezionecivile.gov.ite scrivici su ufficio.vol@protezionecivile.it protezionecivile.gov.it
  • 3. L’editoriale uesta edizione speciale è interamente di staccare l’ombra da estate è tempo per la protezione civile dedicata alla legge Q L’ n.100 che, la vent’anni dalla istituzione del anche quest’anno terra. Con a campagna antincendio 2011, Servizio Nazionale, integra e modifica la legge n. 225 del 1992. tutto il Servizio Nazionale è impegnato nella difesa dei boschi: In per l’occasione facciamo un punto sullaCapo Dipartimento sugli apertura, un’intervista in esclusiva al stagione passata e della Protezione Civile Franco Gabrielli, che ci lotta agli legge n. 100 e non interventi della flotta aerea dello Stato. Alla parla di incendi boschivi solo. dedicate anche molte iniziative di sensibilizzazione sul territorio sono Dall’importanza di un linguaggio chiaro e omogeneo per il Sistema didal Dipartimento, come i 107 Campi scuola “Anch’io sono la promosse allerta nazionale, al ruolo del cittadino per una protezione civile sempre piùper ragazzi dai 9 ai 18 anni, e delle comunità, sono protezione civile” attiva e vicina alle esigenze la tradizionale molti i temi“Non scherzate con ildell’intervista, che è anche occasione campagna affrontati nel corso fuoco” in collaborazione con per tirare le somme del percorso compiuto finora e indicare il tratto Legambiente. di strada14 luglio si celebra la settimana italiana dell’Anno europeo del Dall’8 al che il Servizio Nazionale deve ancora percorrere. Voce narrante associazioni diilprotezionedell’Ufficio Relazioni con oltre volontariato: le d’eccezione, Direttore civile contribuiscono Istituzionali esercitazioni e manifestazioni in tutto ilnoi le vicende di 400 eventi, Elvezio Galanti ripercorre insieme a paese e, come il questa storia tutta italiana. a Roma nella della protezione civile per Dipartimento, sono presenti Un racconto giornata conclusiva del 13 immagini, che guidache, come quelli ricordati sopra, saranno luglio. Appuntamenti il lettore attraverso volti, luoghi ed emergenze, sullo sfondo dei grandi cambiamenti sociali, economici e politici consultabili sul sito protezionecivile.gov.it e sulle pagine facebook di vissuti dal Paese negliospitano anche gli spazi di discussione legati a questo Magazine, che ultimi cinquant’anni. Dall’alluvione di Firenze alla protezione civile e sulla psicologia due progetti in corso su emergenza e disabilità di domani, a battere il tempo è l’andamento crisi-opportunità, inci presentano storico che dell’emergenza. Per questi mesi estivi, che un percorso una Protezione evidenzia ilparticolare un Volontariatounica dell’emergenza alla Civile ed in passaggio da una filiera sempre più impegnati nella definizione di un sistema complesso.anche due temi che ci riportano, prevenzione, abbiamo voluto proporvi In controluce – sullo sfondo della la sua del Servizio Nazionale – uno per la sua attualità e l’altro per storia portata storica, a una l’evoluzione normativa, che funzionamento del Sistema in emergenza. riflessione sulla possibilità di conduce dai primi provvedimenti in materia del 1981 alla legge istitutiva del 1992, sino alla riscritturaper Dedichiamo la sezione Focus a un riepilogo delle nuove disposizioni della protezioneecivile compiutadegli stati di emergenza,2012. a la dichiarazione finanziamento dalla legge n. 100 del mentre Abbiamo semplificato questo provvedimento per voi, individuando i trent’anni dalla vicenda di Alfredino Rampi ripercorriamo in dieci punti chiave della riforma. è alla base della nascita di un Storie quell’avvenimento tragico che Nell’inserto speciale di questo numero, in versione integrale e Sistema nazionale per la protezione civile. aggiornata, troviamo anche il testo della legge n. 225 del 1992: il Particolarmente ricca, in questo terzo numero, e con aggiornamenti provvedimento che l’accoglienzanascita del Sistema. dedicata alle anche sul piano per sancisce la dei migranti, la sezione segnalazioni dal territorio e dal Dipartimento, che potrete ritrovare su P R OT E Z ION E C I V I L E MAGAZINE UFFICIALE DEL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE P R OT E Z ION E C I V I L E Anno 2 n. 10 settembre-ottobre 2012 Impaginazione Silvia Alessandrini Fotografi Antonio Arzedi Romeo Frisina Pubblicazione bimestrale Anno 1 n. 3 Redazione Redazione Federica Imbriani Impaginazione iscritta al Registro degli Operatori maggio/giugno 2011 Vincenzo Arena Vincenzo Arena Matteo Valente Silvia Alessandrini della Comunicazione Mariacristina Giovannini Sara Babusci Gino Viani al n. 20383 del 6.12.2010iscritta al Pubblicazione bimestrale Francesca Patti Valeria Bernabei Fotografi Registro degli Operatori della Marianna Schiavon Francesca Dottarelli Contatti Romeo Frisina Editore Comunicazione al n. 20383 del Veronica Tretter Mariacristina Giovannini Servizio Comunicazione Matteo Valente Presidenza del Consiglio 6.12.2010 Sara Iacoboni e relazioni con il pubblico Gino Viani dei Ministri-Dipartimento Stampa Elena Lombardo 00189 - Roma Via Vitorchiano, 2 della Protezione Civile Del Gallo Editori Francesca Patti www.protezionecivile.gov.it Editore Riccardo Rita magazine@protezionecivile.it Contatti Fotografa con il tuo cellulare Direttore responsabile Presidenza del Consiglio ContributiSchiavon Marianna Servizio Comunicazione istituzionale il QR Code qui in alto Mariacristina Giovannini dei Ministri-Dipartimento Le fotografie della sezione “La Cristina Spatola Per info suicon il pubblico e relazioni temi trattati nel e accedi direttamente della Protezione Civile Storia” sono state gentilmente Veronica Tretter magazine scrivi al Contact Center. alla pagina magazine sul sito Art Director concesse dagli archivi storici Compila Roma Via home page 2 00189 - il form in Vitorchiano, protezionecivile.gov.it Maurilio Silvestri Direttore responsabile delle strutture operative Art Director www.protezionecivile.gov.it www.protezionecivile.gov.it Barbara Altomonte Maurilio Silvestri magazine@protezionecivile.it
  • 4. 2
  • 5. Periodico bimestrale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile anno 2 n. 102COSA CAMBIAIn dieci puntile novità introdottedalla legge n. 1002L’INTERVISTA 2LA STORIALegge n. 100: Dagli angeli del fangone parliamo con il alla protezione civileCapo Dipartimento di domaniSpeciale Legge n. 100 del 12 luglio 2012Nell’inserto staccabile il testo integrale della Legge n. 225 2 In questo numero Editoriale 1 Storie 14 “Fate presto” L’intervista 4 Volti, luoghi ed emergenze che hanno fatto la storia della Protezione Civile “Stringiamci a coorte” Parafrasando l’inno nazionale, il Capo Dipartimento Franco Gabrielli richiama Inserto cittadini e Istituzioni ad un ruolo più attivo e consapevole all’interno del Sistema SPECIALE legge n. 225/1992 Istituzione del Servizio Nazionale della Protezione Civile Cosa cambia 8 Dalla legge n. 225/1992 alla legge n.100/2012 Com’era, com’è: in 10 punti, le principali Lettera novità introdotte dal provvedimento u pag. 24
  • 6. 2 L’intervista“Stringiamci a coorte”Parafrasando l’inno nazionale, il Capo Dipartimento Franco Gabriellirichiama cittadini e Istituzioni ad un ruolo più attivo e consapevoleall’interno del SistemaLa legge 100 è frutto di un grande lavoro di presenta una marcia di avvicinamento ri-mediazione. Si tratta del miglior compro- spetto a un “possibile” realizzabile.messo possibile? Si poteva fare di meglio?Propendo per la prima opzione. Sicura- La legge 100 va ad incidere in particolare sulmente, rispetto a un “mondo ideale” si po- “fattore tempo”, limitando la durata degliteva fare di meglio, e ci auguriamo che la stati di emergenza. È un modo, ci consen-legge n. 100 rappresenti un passaggio ver- ta il termine, per “dare la sveglia” alle am-so quel meglio auspicato. Rispetto alla leg- ministrazioni competenti in via ordinaria?ge n. 10/2011, sicuramente è un buon com- Credo che il “fattore tempo” sia la classicapromesso, anche in riferimento alla formu- reazione a stati emergenziali ipertrofici, inlazione del decreto legge n. 59 poi conver- cui l’emergenza andava a sovrapporsi al-tito con modifiche nella legge n. 100. Po- l’ordinarietà stessa, anche per l’incapacitàtremmo sintetizzare che quest’ultima rap- di questo Paese di affrontare in maniera si-4
  • 7. 5stematica i tanti problemi che lo assillano. questo essenziale strumento di prevenzio-Da questo punto di vista il decreto legge n. ne di protezione civile. I dati non sono con-59 prima, e la legge n. 100 poi, rappresen- fortanti. Rispetto alla scadenza dell’11 di ot-tano una reazione com- tobre 2012 – il termine dei [ ]prensibile. Ad ogni azione 90 giorni – avevamo datocorrisponde una reazione “La legge n. 100 ulteriori 30 giorni di tempouguale e contraria: ad un rappresenta una marcia alle Regioni per la raccoltaeccessivo prolungamento di avvicinamento dei dati dal territorio.degli stati emergenziali, che rispetto a un possibile Abbiamo iniziato a pubbli-ha caratterizzato gli ultimi care sul nostro sito web lo realizzabile”anni di vita della legge n. stato dell’arte della pianifi-225 del 1992, si è risposto cazione comunale. Non percon un contingentamento dei tempi. Colgo esporre al pubblico ludibrio gli inadempien-nella domanda l’auspicio che questa, forse ti, ma per rendere consapevole il Paese dieccessiva, limitazione serva per educare le quanto ancora lunga è la strada da percor-amministrazioni a riappropriarsi delle com- rere, sia sul piano della consapevolezza siapetenze che appartengono loro. su quello della pianificazione.Un altro passaggio chiave riguarda i piani Per la prima volta il Sistema di allerta na-di emergenza comunali. I 90 giorni previ- zionale per il rischio meteo-idrogeologicosti dalla legge sono scaduti. A che punto e idraulico viene inquadrato in una legge.siamo? È una conquista importante. Resta ancoraAllora, innanzitutto c’è da fare una precisa- molto da fare in termini di comunicazionezione: la legge ha introdotto solo una novi- e semplificazione del linguaggio quando sità, precisando l’organo all’interno del Co- parla di questi temi. Quali sono i prossimimune che deve provvedere all’emanazione passi da compiere?dei piani: il Consiglio comunale e non la Il problema che voi ponete è “il problema”,Giunta. In questo senso, se da un lato il Con- che anche in questi giorni ha dato luogo asiglio rappresenta l’intera comunità – e da reazioni “tipicamente italiche” tra gli stig-questo punto di vista la riforma segna una matizzatori delle allerta e quanti invece in-corretta logica di condivisione – dall’altro, vitano alla prudenza. Ben prima della leggerallenta le tempistiche. Questa norma è si- n. 100, avevamo aperto un confronto con lecuramente ridondante. Non è certo la leg- Regioni. Il sistema di allertamento naziona-ge 100 a dover ribadire la necessità per i le è il frutto della Riforma del Titolo V dellaComuni di dotarsi di un piano comunale di Costituzione, del fatto che in materia di pro-protezione civile. Analogamente a quanto tezione civile – materia concorrente – lo Sta-detto per il “fattore tempo”, la legge reagi- to detta le linee essenziali, ma la definizio-sce ad una anomalia. Purtroppo, nel nostro ne delle disposizioni di dettaglio è di com-Paese, troppi Comuni non si sono dotati di petenza delle singole Regioni. E il sistema
  • 8. 2 L’intervistadi allertamento, a valle della direttiva del di, i soli strumenti in grado di garantire un2004 che stabilisce livelli di criticità unifor- adeguato monitoraggio dell’evoluzione dei fe-mi, si traduce nei singoli territori – a secon- nomeni e mettere la collettività in condizio-da delle leggi regionali adottate – in comu- ne di rispondere efficacemente per preveni-nicazioni e linguaggi disomogenei. Dobbia- re e fronteggiare le situazioni di emergenza.mo sottolineare, però, che quando parliamodi allertamento sotto il profilo del fattore me- Parliamo di chi l’ha preceduta? Zamber-teorologico, ci riferiamo sempre e comun- letti, Barberi, Bertolaso. Un punto di for-que a previsioni, probabilistiche e non de- za e di debolezza di ciascuna delle prece-terministiche. L’incertezza nella previsione denti gestioni?caratterizza dunque questo tipo di sistema, …per citare solo le personalità più note. Iocosì come molti altri. Ovviamente è neces- credo che ogni struttura debba avere me-sario che il sistema a valle, cioè quello della moria di sé: le autorità politiche e i Capi Di-comunicazione, sia il più omogeneo possi- partimento che si sono succeduti negli an-bile. Su questo stiamo lavorando, c’è un ta- ni, e che sono da ricordare, sono molti divolo aperto con le Regioni, e credo che ci sia- più. Ad ogni modo, convengo che queste treno non solo le condizioni, ma anche la vo- figure riassumono l’essenza della protezio-lontà per arrivare quanto prima a una omo- ne civile del nostro Paese. I loro meriti sonogeneizzazione. Non vorrei, però, che la pre- di gran lunga superiori agli errori che ognu-visione venga caricata degli oneri che, in- no di noi, nel fare, commette. L’onorevolevece, dovrebbero ricadere sulla pianificazio- Zamberletti, senza retorica, può essere con-ne. Tanto più è estremo l’evento, tanto me- siderato il padre della protezione civile. A luino è prevedibile. Quando si parla di eventi si devono la protezione civile come Servi-estremi, a fare la differenza nell’impatto sul zio, come strumento di coordinamento al diterritorio sono una seria pianificazione e una sopra delle singole amministrazioni, e lapuntuale attività di presidio grande intuizione del Vo- [ ]del territorio. Uno degli lontariato organizzato: i suoiaspetti importanti sottoli- “La Protezione Civile meriti sono talmente gran-neati della direttiva del non solo è figlia di che non occorre sottoli-2004 sono proprio i presi- del suo tempo, nearli. Il professor Barberi,di territoriali. Gli eventi dati ma anche del Paese al di là del ruolo politico cheda forzanti meteorologiche ha avuto, rappresenta la in cui opera”– siano esse la pioggia, la Scienza che fa il suo in-neve, il vento – sono feno- gresso nel mondo della pro-meni che per loro natura hanno uno svilup- tezione civile. È uno scienziato, un vulca-po dinamico e per i quali è fondamentale ave- nologo, e quindi la sua stagione è quella inre conoscenza del territorio e aver pianifica- cui gli aspetti scientifici diventano impre-to gli strumenti di risposta di protezione civi- scindibili nel nostro mondo: l’interlocuzio-le. I territori devono dunque dotarsi di presi- ne con la scienza è infatti uno dei momen-6
  • 9. 7ti fondamentali nella vita dell’intero Sistema La legge 100 è un buon compromesso, madi protezione civile. su alcune questioni dovrà necessariamenteI dieci anni di Bertolaso sono stati quelli del- essere rivista per migliorare il servizio chela grande operatività, ma anche della prote- dobbiamo rendere al Paese.zione civile che, uscendo al di fuori del suo L’altra cosa che mi sento di dire è che la Pro-proprio ambito, si afferma tezione Civile non solo è fi- [ ]agli occhi dell’opinione glia del suo tempo, ma an-pubblica, diventando uno “L’obiettivo è formare che del Paese in cui opera.strumento che si impone cittadini sempre più Più che alla protezione civi-all’attenzione. Ovviamente, consapevoli dei rischi le che vorremmo, dobbiamoin questo percorso ci sono ed esigenti nei confronti pensare alla protezione civi-luci e ombre: se non si è le che possiamo permetter- delle istituzioni”conosciuti, riconosciuti – ci di avere. I dati sono fred-visto che la protezione ci- di, ma inequivoci: quandovile è anche e soprattutto un fatto culturale sono arrivato nel 2010 eravamo alla fine di– è difficile affermare la propria presenza, e un’era, la campagna antincendio boschivomantenere alta l’attenzione sulle buone pra- aveva schierato 42 mezzi della flotta stata-tiche che i cittadini devono adottare nella vi- le, nel 2011 e 2012 i velivoli erano 32, ilta di tutti i giorni. prossimo anno, probabilmente, saranno 14.Di converso, questa capacità di risolvere i Questo dà il senso, in maniera plastica, in-problemi ha portato a utilizzare lo strumen- contestabile, della condizione che il Paeseto delle ordinanze di protezione civile in am- sta vivendo. Non c’è cattiva volontà, ma unabiti non propri e credo che lo stesso Berto- condizione per cui cose possibili solo qual-laso abbia riconosciuto che questo utilizzo che anno fa, ora non lo sono più. In una lo-– che è dipeso dal fatto che il Paese nella gica di consapevolezza dobbiamo fare si-sua interezza lo richiedeva – ha portato a nergia, essere Sistema, “stringerci a coor-una serie di criticità. Per fronteggiarle, sono te”, per parafrasare il nostro inno naziona-state oggi poste delle restrizioni che, in pro- le, impegnarci perché ogni comunità si ren-spettiva, vorremmo fossero ridimensionate. da conto dell’importanza del suo ruolo, nel comune obiettivo di tutela della vita umana.In che direzione va la protezione civile didomani? Anche il cittadino dovrà fare la sua parte...Possiamo dire che questi 30 anni di vita del Certamente. Il nostro è un territorio fragile, eDipartimento della Protezione Civile e 20 di tanto meno sono le risorse a disposizione perServizio Nazionale non sono passati invano. gli interventi di prevenzione strutturale, tan-Che alcune cose ormai si sono radicate, che to più si deve fare sul piano della prevenzio-alcuni risultati raggiunti rappresentano del- ne non strutturale con l’obiettivo di formarele certezze. Sicuramente possiamo guarda- cittadini sempre più consapevoli dei rischire al futuro con ottimismo. ed esigenti nei confronti delle istituzioni.
  • 10. 2 Cosa cambiaDalla leggen. 225/1992alla leggen.100/2012Com’era, com’è:in 10 punti, le principalinovità introdottedal provvedimentoA trent’anni dalla nascita del Diparti- mento della Protezione Civile e a ven- ti anni dalla costituzione del ServizioNazionale della Protezione Civile, la legge n.100 del 12 luglio 2012 modifica ed integrala legge istitutiva del Servizio, n. 225 del 1992.Il provvedimento riconduce l’operatività del-la protezione civile al nucleo originario di creto legge n. 90 del 31 maggio 2005, con-competenze attribuito dalla legge istitutiva, vertito dalla legge n. 152 del 26 luglio 2005,dirette principalmente a fronteggiare gli che aveva modificato la legge n. 225 deleventi calamitosi e a rendere più incisivi gli 1992). Il Presidente del Consiglio dei Mini-interventi nella gestione delle emergenze. In stri, o il suo delegato, si avvalgono del Di-questo contesto sono da leggere le modifi- partimento della Protezione Civile della Pre-che apportate alla legge n. 225 del 1992. sidenza del Consiglio dei Ministri.U Il Servizio Nazionale della Protezione U Gli eventi di tipo “c”. Civile. Cambia la definizione degli eventi di tipo “c”Si riafferma che la promozione e il coordi- e sono precisate le tempistiche per l’impie-namento di tutte le attività del Servizio Na- go dei mezzi e poteri straordinari necessarizionale sono in capo al Presidente del Con- a fronteggiare l’emergenza. Gli eventi di ti-siglio dei Ministri, che può a tal fine delega- po “c” sono dunque quelli che per intensi-re un Ministro con portafoglio o il Sottose- tà ed estensione devono essere fronteggia-gretario di Stato alla Presidenza del Consi- ti, con immediatezza di intervento utilizzan-glio dei Ministri Segretario del Consiglio e do mezzi e poteri straordinari da impiegarenon “un Ministro” (come previsto dal de- per periodi di tempo limitati e predefiniti.8
  • 11. 9 durre al minimo la possibilità che si verifi- chino danni conseguenti agli eventi. Queste attività, definite “non strutturali”, sono: l’al- lertamento, la pianificazione dell’emergen- za, la formazione, la diffusione della cono- scenza della protezione civile, l’informazio- ne alla popolazione, l’applicazione della nor- mativa tecnica e le esercitazioni. La finalità del soccorso è assicurare alle popolazioni colpite dagli eventi ogni forma di prima as- sistenza e ciò si realizza, nella nuova defini- zione della legge n. 100/2012, con interventi “integrati e coordinati”. U Piani e programmi territoriali. I piani e i programmi di gestione, tutela e ri- sanamento del territorio devono essere co- ordinati con i piani di emergenza di prote- zione civile, con particolare riferimento ai piani di emergenza comunali e ai piani re- gionali di protezione civile. La modifica ri-U Le attività di protezione civile. balta la precedente impostazione che pre-Accanto alle attività di previsione e preven- vedeva che fossero le attività di protezionezione dei rischi, soccorso e superamento civile a doversi armonizzare con i program-dell’emergenza sono meglio definite – come mi territoriali.ulteriori attività necessarie e indifferibili – an-che quelle di “contrasto dell’emergenza” e U Sistema di allerta nazionale per il ri-“mitigazione del rischio”. L’idea di previsio- schio meteo-idrogeologico e idraulico.ne prevista dalla n. 225 del 1992 è supera- Il Sistema di allerta nazionale per il rischiota dall’introduzione del concetto di “identi- meteo-idrogeologico e idraulico, nelle sueficazione degli scenari di rischio probabili”. componenti statale e regionale, è inquadra-Si specifica, inoltre, che sono attività di pre- to in modo organico nell’art. 3-bis, che ri-visione quelle dirette “dove possibile, al pre- chiama i provvedimenti che negli ultimi an-annuncio, al monitoraggio, alla sorveglian- ni hanno disciplinato le attività di allertamentoza e alla vigilanza in tempo reale degli even- per fini di protezione civile, definendone com-ti e dei livelli di rischio attesi”. Nella gene- piti e responsabilità. In particolare, si evi-rale definizione di prevenzione prevista dal- denzia che il Sistema è costituito dagli stru-la legge n. 225/1992, che rimane invariata, menti, i metodi e le modalità stabiliti per svi-si esplicitano le attività volte a evitare o a ri- luppare e acquisire la conoscenza, le infor-
  • 12. 2 Cosa cambiamazioni e le valutazioni, in tempo reale, che stato di emergenza. Di regola, la durata nonriguardano il preannuncio, l’insorgenza e può superare i 90 giorni e può essere pro-l’evoluzione dei rischi conseguenti agli even- rogata per un massimo di 60 giorni con ulterioreti definiti dall’art. 2 della legge n. 225 del deliberazione del Consiglio dei Ministri. In1992. Finalità del Sistema è allertare e atti- relazione all’emergenza, è individuata anchevare il Servizio Nazionale della Protezione Ci- “l’amministrazione pubblica competente invile ai diversi livelli territoriali. Il governo e la via ordinaria” che coordina gli interventi con-gestione del Sistema di allerta nazionale so- seguenti l’evento allo scadere dello stato dino assicurati dal Dipartimento della Prote- emergenza.zione Civile e dalle Regioni, attraverso la Re-te dei Centri funzionali; dal Servizio meteo- U Ordinanze.rologico nazionale distribuito, che deve essere Agli interventi si provvede anche con ordi-realizzato entro sei mesi dal 14 luglio 2012, nanze in deroga alle disposizioni di legge,data di entrata in vigore di questa legge, con ma nei limiti e secondo i criteri indicati coni compiti che verranno stabiliti da un decre- la dichiarazione dello stato di emergenza e nelto del Presidente della Repubblica; dalle Re- rispetto dell’ordinamento giuridico. Le ordi-ti strumentali di monitoraggio e di sorve- nanze sono emanate dal Capo Dipartimentoglianza; dai Presidi territoriali; dai Centri di della Protezione Civile, se non diversamen-competenza; da ogni altro soggetto chiama- te stabilito con la deliberazione dello stato dito a concorrere funzionalmente e operativa- emergenza. L’attuazione delle ordinanze èmente a queste reti. curata, in ogni caso, dal Capo Dipartimen- to. Prima le ordinanze venivano emanate dalU Dichiarazione dello stato di emergenza. Presidente del Consiglio dei Ministri o da unLo stato di emergenza può essere dichiara- Ministro da lui delegato. L’emanazione ri-to anche “nell’imminenza” e non solo “al ve- chiede l’acquisizione preventiva delle regio-rificarsi” di calamità naturali o connesse al- ni territorialmente interessate. Le ordinanzel’attività dell’uomo che per intensità ed esten- dispongono relativamente a: servizi di soc-sione devono essere fronteggiate con im- corso e assistenza alla popolazione interes-mediatezza di intervento con mezzi e poteri sata dall’evento; messa in sicurezza deglistraordinari. Lo stato di emergenza è delibe- edifici pubblici e privati e dei beni culturali gra-rato dal Consiglio dei Ministri, su proposta vemente danneggiati o che costituiscono unadel Presidente del Consiglio dei Ministri o, minaccia per l’incolumità pubblica e privata;per sua delega, di un Ministro con portafoglio ripristino delle infrastrutture e delle reti indi-o del Sottosegretario di Stato alla Presidenza spensabili per la continuità delle attività eco-del Consiglio dei Ministri Segretario del Con- nomiche e produttive e per la ripresa dellesiglio. La richiesta può giungere anche dal normali condizioni di vita; interventi volti aPresidente della Regione interessata, di cui evitare situazioni di pericolo o maggiori dan-comunque va acquisita l’intesa. Viene defi- ni a persone o cose. Le ordinanze vengono tra-nita la durata e l’estensione territoriale dello smesse per informazione al Presidente del10
  • 13. 11Consiglio dei Ministri o al Ministro con por- zione Civile, così come previsto dal commatafoglio delegato. Le ordinanze emanate en- 2 dell’art. 5 della stessa legge.tro 30 giorni dalla dichiarazione dello statodi emergenza non richiedono il concerto del U Attribuzioni del Sindaco.Ministero dell’Economia e delle Finanze e La legge n. 100/2012 ribadisce il ruolo delsono immediatamente efficaci. Una volta Sindaco come autorità comunale di prote-emanate vengono trasmesse anche al Mini- zione civile e precisa, al comma 3, che il Sin-stero dell’Economia e delle Finanze perché daco assume la direzione dei servizi di emer-comunichi gli esiti della loro verifica al Pre- genza sul territorio del Comune e il coordi-sidente del Consiglio dei Ministri. Dopo i 30 namento dei servizi di soccorso e di assi-giorni dalla dichiarazione dello stato di emer- stenza alle popolazioni colpite.genza, le ordinanze sono emanate di con-certo con il Ministero dell’Economia e delle Fi- U I piani.nanze limitatamente ai profili finanziari. Entro 90 giorni dal 14 luglio 2012, data di entrata in vigore di questa legge, ciascun Co-U Competenze del Prefetto. mune approva, con deliberazione consilia-La principale modifica prevede che al veri- re, il piano di emergenza comunale – redat-ficarsi di un evento di tipo “b” o “c” il Prefetto to secondo i criteri e le modalità riportate nel-assuma la direzione unitaria dei servizi di le indicazioni operative del Dipartimento del-emergenza a livello provinciale coordinan- la Protezione Civile e delle Giunte regionalidosi con il Presidente della Regione, oltre – e provvede alla verifica e all’aggiornamen-che raccordando le proprie iniziative con gli to periodico di questo strumento. Copia delinterventi dei Sindaci dei Comuni interes- piano deve essere trasmessa alla Regione,sati. Rimane invece inalterata la formula- alla Prefettura-Ufficio territoriale del gover-zione del comma 3: il Prefetto, in seguito al- no e alla Provincia territorialmente compe-la dichiarazione dello stato di emergenza, tenti. Dall’attuazione di queste nuove dispo-opera come delegato del Presidente del Con- sizioni non devono derivare nuovi o maggio-siglio dei Ministri, o per sua delega, di un ri oneri per la finanza pubblica.Ministro con portafoglio o del Sottosegreta- Entro sei mesi dal 14 luglio 2012, data dirio di Stato alla Presidenza del Consiglio dei entrata in vigore della legge, le Regioni pos-Ministri Segretario del Consiglio, con i pote- sono approvare il Piano regionale di protezioneri di cui al comma 2 dell’art. 5 della legge civile, che individua criteri e modalità d’in-225/1992. Tale disposizione, tuttavia, trova tervento in caso di emergenza, sulla baseeffettiva attuazione soltanto nel caso in cui sia delle indicazioni operative del Dipartimen-espressamente richiamata dalla delibera- to, e un piano di prevenzione dei rischi. Ilzione dello stato di emergenza da parte del Piano può prevedere l’istituzione di un fon-Consiglio dei Ministri. Se ciò non avviene, do regionale per realizzare gli interventi ne-l’esercizio del potere di ordinanza resta at- cessari a fronteggiare le prime fasi del-tribuito al Capo Dipartimento della Prote- l’emergenza. 2
  • 14. Stacca e sfoglial’inserto dedicatoalla legge n. 225/199212
  • 15. SPECIALE Legge n. 225/1992
  • 16. 2 Focus3
  • 17. 4Legge 24 febbraio 1992, n. 225Istituzione del Servizio Nazionale della Protezione CivileIl testo che proponiamo è aggiornato con le modifiche e integrazioni introdotte in questi20 anni da diversi provvedimenti, per ultimo il decreto legge n. 59/2012 convertito nel-la legge n. 100/2012. I provvedimenti che hanno modificato e integrato la legge n. 225del 24 febbraio 1992 sono: il decreto legge n. 393/1996 convertito dalla legge n. 496del 25 settembre 1996, il decreto legge n. 132/1999 convertito dalla legge n. 226 del13 luglio 1999, il decreto legislativo n. 300/1999, il decreto legge n. 343/2001 con-vertito dalla legge n. 401/2001, il decreto legge n. 245/2005 convertito dalla legge n.21 del 27 gennaio 2006, il decreto legge n. 195/2009 convertito dalla legge n. 26 del26 febbraio 2010, il decreto legge n. 208/2008 convertito dalla legge n. 13 del 27 feb-braio 2009, il decreto legge n. 225/2010 convertito nella legge n. 10 del 26 febbraio 2011,il decreto legislativo n. 104/2010, il decreto legislativo n. 160/2012 e il decreto leggen. 59/2012 convertito nella legge n. 100/2012.Art. 1 Consiglio, per il conseguimento delle finalitàServizio Nazionale della Protezione Civile del Servizio Nazionale della Protezione Civile,Articolo abrogato dal decreto legislativo del promuove e coordina le attività delle ammini-30 luglio 1999, n. 300. strazioni dello Stato, centrali e periferiche, del- le Regioni, delle Province, dei Comuni, degliArt. 1-bis enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni al-Servizio Nazionale della Protezione Civile tra istituzione e organizzazione pubblica e pri-1. È istituito il Servizio Nazionale della Pro- vata presente sul territorio nazionale.tezione Civile al fine di tutelare lintegrità del- 3. Per il conseguimento delle finalità di cuila vita, i beni, gli insediamenti e lambiente al comma 2, il Presidente del Consiglio deidai danni o dal pericolo di danni derivanti Ministri, ovvero, per sua delega ai sensi delda calamità naturali, da catastrofi e da altri medesimo comma 2, un Ministro con por-eventi calamitosi. tafoglio o il Sottosegretario di Stato alla Pre-2. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, ov- sidenza del Consiglio dei Ministri segretariovero, per sua delega, un Ministro con porta- del Consiglio, si avvale del Dipartimento del-foglio o il Sottosegretario di Stato alla Presi- la Protezione Civile della Presidenza del Con-denza del Consiglio dei Ministri segretario del siglio dei Ministri.
  • 18. Art. 2 che si verifichino danni conseguenti agli even-Tipologia degli eventi ed ambiti di competenze ti di cui allarticolo 2, anche sulla base delle1. Ai fini dellattività di protezione civile gli conoscenze acquisite per effetto delle attivitàeventi si distinguono in: di previsione. La prevenzione dei diversi tipia) eventi naturali o connessi con lattività del- di rischio si esplica in attività non strutturaliluomo che possono essere fronteggiati me- concernenti lallertamento, la pianificazionediante interventi attuabili dai singoli enti e dellemergenza, la formazione, la diffusioneamministrazioni competenti in via ordinaria; della conoscenza della protezione civile non-b) eventi naturali o connessi con lattività ché linformazione alla popolazione e lappli-delluomo che per loro natura ed estensio- cazione della normativa tecnica, ove neces-ne comportano lintervento coordinato di sarie, e lattività di esercitazione.più enti o amministrazioni competenti in via 4. Il soccorso consiste nellattuazione degli in-ordinaria; terventi integrati e coordinati diretti ad assicu-c) calamità naturali o connesse con lattivi- rare alle popolazioni colpite dagli eventi di cuità delluomo che in ragione della loro inten- allarticolo 2 ogni forma di prima assistenza.sità ed estensione debbono, con immedia- 5. Il superamento dellemergenza consistetezza dintervento, essere fronteggiate con unicamente nellattuazione, coordinata conmezzi e poteri straordinari da impiegare du- gli organi istituzionali competenti, delle ini-rante limitati e predefiniti periodi di tempo. ziative necessarie e indilazionabili volte a ri- muovere gli ostacoli alla ripresa delle nor-Art. 3 mali condizioni di vita.Attività e compiti di protezione civile 6. I piani e i programmi di gestione, tutela1. Sono attività di protezione civile quelle vol- e risanamento del territorio devono esserete alla previsione e alla prevenzione dei rischi, coordinati con i piani di emergenza di pro-al soccorso delle popolazioni sinistrate e ad tezione civile, con particolare riferimento aogni altra attività necessaria e indifferibile, di- quelli previsti allarticolo 15, comma 3-bis,retta al contrasto e al superamento del- e a quelli deliberati dalle Regioni mediantelemergenza e alla mitigazione del rischio, con- il piano regionale di protezione civile.nessa agli eventi di cui allarticolo 2. 7. Alle attività di cui al presente articolo le2. La previsione consiste nelle attività, svolte amministrazioni competenti provvedono nel-anche con il concorso di soggetti scientifici e lambito delle risorse umane, strumentali etecnici competenti in materia, dirette al- finanziarie disponibili a legislazione vigente.lidentificazione degli scenari di rischio pro-babili e, ove possibile, al preannuncio, al mo- Art. 3-bisnitoraggio, alla sorveglianza e alla vigilanza in Sistema di allerta nazionale per il rischiotempo reale degli eventi e dei conseguenti li- meteo-idrogeologico e idraulicovelli di rischio attesi. 1. Nellambito delle attività di protezione ci-3. La prevenzione consiste nelle attività volte vile, il sistema di allerta statale e regionalea evitare o a ridurre al minimo la possibilità è costituito dagli strumenti, dai metodi e
  • 19. 6dalle modalità stabiliti per sviluppare e per provvede a determinare le procedure e leacquisire la conoscenza, le informazioni e modalità di allertamento del proprio siste-le valutazioni, in tempo reale, relative al pre- ma di protezione civile ai diversi livelli diannuncio, allinsorgenza e allevoluzione dei competenza territoriale ai sensi del decre-rischi conseguenti agli eventi di cui allar- to legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e delticolo 2 al fine di allertare e di attivare il Ser- decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343,vizio Nazionale della Protezione Civile ai di- convertito, con modificazioni, dalla leggeversi livelli territoriali. 9 novembre 2001, n. 401.2. Nel rispetto delle competenze attribuite 4. Entro sei mesi dalla data di entrata in vi-alle Regioni e alle Province Autonome di gore della presente disposizione si prov-Trento e di Bolzano, il governo e la gestio- vede allattuazione del Servizio meteorolo-ne del sistema di allerta nazionale sono as- gico nazionale distribuito (SMND), nel ri-sicurati dal Dipartimento della Protezione spetto della normativa vigente in materiaCivile e dalle Regioni, attraverso la rete dei per i diversi settori. I compiti del SMND so-Centri funzionali di cui alla direttiva del Pre- no stabiliti con decreto del Presidente del-sidente del Consiglio dei Ministri 27 feb- la Repubblica.braio 2004, pubblicata nel supplemento 5. Le amministrazioni competenti provve-ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 59 dono allattuazione del presente articolodell11 marzo 2004, dal Servizio meteoro- nellambito delle risorse umane, strumen-logico nazionale distribuito di cui al com- tali e finanziarie disponibili a legislazionema 4 del presente articolo, dalle reti stru- vigente e, comunque, senza nuovi o mag-mentali di monitoraggio e di sorveglianza giori oneri per la finanza pubblica.e dai presidi territoriali di cui al decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito, Art. 3-tercon modificazioni, dalla legge 3 agosto Gestione delle reti di monitoraggio e uso1998, n. 267, e al decreto-legge 12 otto- delle radio-frequenzebre 2000, n. 279, convertito, con modifi- 1. Per la gestione delle reti strumentali dicazioni, dalla legge 11 dicembre 2000, n. monitoraggio, le regioni, alle quali sono sta-365, nonché dai Centri di competenza e ti trasferiti i servizi in precedenza svolti dalda ogni altro soggetto chiamato a concor- Servizio idrografico e mareografico naziona-rere funzionalmente e operativamente a ta- le (SIMN) del Dipartimento per i servizi tec-li reti. Con decreto del Presidente del Con- nici nazionali, in attuazione dellarticolo 1siglio dei Ministri, da adottare entro ses- del decreto del Presidente del Consiglio deisanta giorni dalla data di entrata in vigore Ministri 24 luglio 2002, pubblicato nella Gaz-della presente disposizione, sono definiti i zetta Ufficiale n. 239 dell11 ottobre 2002,principi per lindividuazione e il funziona- con la rettifica pubblicata nel supplementomento dei Centri di competenza. ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 259 del3. Sulla base dei livelli di rischio, anche 5 novembre 2002, sono esentate dal paga-previsti, di cui al comma 1, ogni regione mento dei diritti amministrativi e dei contri-
  • 20. buti per la concessione del diritto individuale Art. 5duso delle frequenze per lesercizio dellat- Stato di emergenza e potere di ordinanzatività radioelettrica a sussidio dellespleta- 1. Al verificarsi degli eventi di cui allartico-mento dei predetti servizi, individuate da un lo 2, comma 1, lettera c), ovvero nella loroapposito decreto del Presidente del Consi- imminenza, il Consiglio dei Ministri, su pro-glio dei Ministri, da adottare, su proposta del posta del Presidente del Consiglio dei Mini-Ministro dello Sviluppo Economico, di con- stri, ovvero, per sua delega, di un Ministrocerto con il Ministro dellEconomia e delle con portafoglio o del Sottosegretario di Sta-Finanze, entro sessanta giorni dalla data di to alla Presidenza del Consiglio dei Ministrientrata in vigore della presente disposizio- segretario del Consiglio, anche su richiestane, ai sensi dellarticolo 6 del citato decreto del presidente della regione o delle regionidel Presidente del Consiglio dei Ministri 24 territorialmente interessate e comunque ac-luglio 2002. quisita lintesa delle medesime Regioni, de-Lo schema di decreto, corredato di una re- libera lo stato di emergenza, determinan-lazione tecnica volta ad attestarne la neu- done durata ed estensione territoriale intralità dal punto di vista finanziario, è tra- stretto riferimento alla qualità ed alla natu-smesso alle Camere per lespressione, en- ra degli eventi, disponendo in ordine al-tro venti giorni dalla data di trasmissione, del lesercizio del potere di ordinanza nonchéparere delle Commissioni parlamentari com- indicando lamministrazione pubblica com-petenti per materia e per i profili finanziari. petente in via ordinaria a coordinare gli in-Decorso tale termine, il decreto può essere terventi conseguenti allevento successiva-comunque adottato. mente alla scadenza del termine di durata2. Il Ministero dello Sviluppo Economico - dello stato di emergenza. Con le medesimeDipartimento per le comunicazioni è auto- modalità si procede alla eventuale revocarizzato ad apportare, sulla base del Piano dello stato di emergenza al venire meno deinazionale di ripartizione delle frequenze, relativi presupposti.eventuali modificazioni al decreto di cui al 1-bis. La durata della dichiarazione dello sta-comma 1, conseguenti ad aggiornamenti del to di emergenza non può, di regola, supe-predetto Piano e allevoluzione della nor- rare i novanta giorni. Uno stato di emergen-mativa europea e internazionale in materia. za già dichiarato, previa ulteriore delibera-3. Dallattuazione del presente articolo non zione del Consiglio dei Ministri, può esseredevono derivare nuovi o maggiori oneri per prorogato ovvero rinnovato, di regola, perla finanza pubblica. non più di sessanta giorni. 2. Per lattuazione degli interventi da effet-Art. 4 tuare durante lo stato di emergenza dichia-Direzione e coordinamento delle attività di rato a seguito degli eventi di cui allarticoloprevisione, prevenzione e soccorso 2, comma 1, lettera c), si provvede anche aArticolo abrogato dal decreto legislativo del mezzo di ordinanze in deroga ad ogni di-30 luglio 1999, n. 300. sposizione vigente, nei limiti e secondo i cri-
  • 21. teri indicati nel decreto di dichiarazione del- te previo concerto del Ministero dellEcono-lo stato di emergenza e nel rispetto dei prin- mia e delle Finanze, limitatamente ai profilicipi generali dellordinamento giuridico. Le finanziari.ordinanze sono emanate, acquisita lintesa 3. Comma abrogato dal d.l. 15 maggio 2012,delle regioni territorialmente interessate, dal n. 59, convertito con modificazioni dalla l.Capo del Dipartimento della Protezione Ci- 12 luglio 2012, n. 100.vile, salvo che sia diversamente stabilito con 4. Il Capo del Dipartimento della Protezionela deliberazione dello stato di emergenza di Civile, per lattuazione degli interventi previ-cui al comma 1. Lattuazione delle ordinan- sti nelle ordinanze di cui al comma 2, si av-ze è curata in ogni caso dal Capo del Di- vale delle componenti e delle strutture ope-partimento della Protezione Civile. Con le or- rative del Servizio Nazionale della Protezio-dinanze, nei limiti delle risorse a tali fini di- ne Civile, di cui agli articoli 6 e 11, coordi-sponibili a legislazione vigente, si dispone in nandone lattività e impartendo specificheordine allorganizzazione e alleffettuazione disposizioni operative. Le ordinanze ema-dei servizi di soccorso e di assistenza alla nate ai sensi del comma 2 individuano i sog-popolazione interessata dallevento, alla mes- getti responsabili per lattuazione degli in-sa in sicurezza degli edifici pubblici e priva- terventi previsti ai quali affidare ambiti defi-ti e dei beni culturali gravemente danneg- niti di attività, identificati nel soggetto pub-giati o che costituiscono minaccia per la blico ordinariamente competente allo svol-pubblica e privata incolumità, nonché al ri- gimento delle predette attività in via preva-pristino delle infrastrutture e delle reti indi- lente, salvo motivate eccezioni. Qualora ilspensabili per la continuità delle attività eco- Capo del Dipartimento si avvalga di com-nomiche e produttive e per la ripresa delle missari delegati, il relativo provvedimento dinormali condizioni di vita, e comunque agli delega deve specificare il contenuto dellin-interventi volti ad evitare situazioni di peri- carico, i tempi e le modalità del suo eserci-colo o maggiori danni a persone o a cose. zio. I commissari delegati sono scelti, tran-2-bis. Le ordinanze di cui al comma 2 sono ne motivate eccezioni, tra i soggetti per cuitrasmesse per informazione al Ministro con la legge non prevede alcun compenso perportafoglio delegato ai sensi del comma 1 lo svolgimento dellincarico. Le funzioni delovvero al Presidente del Consiglio dei Mini- commissario delegato cessano con la sca-stri. Le ordinanze emanate entro il trentesi- denza dello stato di emergenza. I provvedi-mo giorno dalla dichiarazione dello stato di menti adottati in attuazione delle ordinanzeemergenza sono immediatamente efficaci e sono soggetti ai controlli previsti dalla nor-sono altresì trasmesse al Ministero dellEco- mativa vigente.nomia e delle Finanze perché comunichi gli 4-bis. Per lesercizio delle funzioni loro at-esiti della loro verifica al Presidente del Con- tribuite ai sensi del comma 4, non è previ-siglio dei Ministri. Successivamente al tren- sta la corresponsione di alcun compensotesimo giorno dalla dichiarazione dello sta- per il Capo del Dipartimento della Protezio-to di emergenza le ordinanze sono emana- ne Civile e per i commissari delegati, ove no-
  • 22. minati tra i soggetti responsabili titolari di ca- per la prosecuzione della gestione operati-riche elettive pubbliche. Ove si tratti di altri va della stessa, per un periodo di tempo de-soggetti e ne ricorrano i requisiti, ai com- terminato ai fini del completamento degli in-missari delegati e ai soggetti che operano in terventi previsti dalle ordinanze adottate aiattuazione delle ordinanze di cui al comma sensi dei commi 2 e 4-ter. Per gli ulteriori in-2 si applica larticolo 23-ter del decreto-leg- terventi da realizzare secondo le ordinariege 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con procedure di spesa con le disponibilità chemodificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, residuano alla chiusura della contabilità spe-n. 214; il compenso è commisurato propor- ciale, le risorse ivi giacenti sono trasferite al-zionalmente alla durata dellincarico, nel li- la Regione o allEnte locale ordinariamentemite del parametro massimo costituito dal competente ovvero, ove si tratti di altra am-70 per cento del trattamento economico pre- ministrazione, sono versate allentrata del bi-visto per il primo presidente della Corte di lancio dello Stato per la successiva riasse-cassazione. gnazione.4-ter. Almeno dieci giorni prima della sca- 4-quinquies. Il Governo riferisce annualmentedenza del termine di cui al comma 1-bis, il al Parlamento sulle attività di protezione ci-Capo del Dipartimento della Protezione Ci- vile riguardanti le attività di previsione, di pre-vile emana, di concerto con il Ministero del- venzione, di mitigazione del rischio e di pia-lEconomia e delle Finanze, apposita ordi- nificazione dellemergenza, nonché sulluti-nanza volta a favorire e regolare il subentro lizzo del Fondo per la protezione civile.dellamministrazione pubblica competente 5. Le ordinanze emanate in deroga alle leg-in via ordinaria a coordinare gli interventi, gi vigenti devono contenere lindicazione del-conseguenti allevento, che si rendono ne- le principali norme a cui si intende deroga-cessari successivamente alla scadenza del re e devono essere motivate.termine di durata dello stato di emergenza. 5-bis. Ai fini del rispetto dei vincoli di finan-Ferma in ogni caso linderogabilità dei vin- za pubblica, i Commissari delegati titolari dicoli di finanza pubblica, con tale ordinanza contabilità speciali, ai sensi degli articoli 60possono essere altresì emanate, per la du- e 61 del regio decreto 18 novembre 1923,rata massima di sei mesi non prorogabile e n. 2440, e dellarticolo 333 del regio decre-per i soli interventi connessi allevento, di- to 23 maggio 1924, n. 827, rendicontano,sposizioni derogatorie a quelle in materia di entro il quarantesimo giorno dalla chiusuraaffidamento di lavori pubblici e di acquisi- di ciascun esercizio e dal termine della ge-zione di beni e servizi. stione o del loro incarico, tutte le entrate e4-quater. Con lordinanza di cui al comma tutte le spese riguardanti lintervento dele-4-ter può essere individuato, nellambito del- gato, indicando la provenienza dei fondi, ilamministrazione pubblica competente a soggetti beneficiari e la tipologia di spesa,coordinare gli interventi, il soggetto cui vie- secondo uno schema da stabilire con de-ne intestata la contabilità speciale apposita- creto del Ministro dellEconomia e delle Fi-mente aperta per lemergenza in questione, nanze, dintesa con la Presidenza del Con-
  • 23. 10siglio dei Ministri, da adottare entro trenta rantire la trasparenza dei flussi finanziari egiorni dalla data di entrata in vigore del pre- della rendicontazione di cui al presente com-sente comma. Il rendiconto contiene anche ma sono vietati girofondi tra le contabilitàuna sezione dimostrativa della situazione speciali. Il presente comma si applica an-analitica dei crediti, distinguendo quelli cer- che nei casi di cui al comma 4-quater.ti ed esigibili da quelli di difficile riscossio- 5-ter. In relazione ad una dichiarazione del-ne, e dei debiti derivanti da obbligazioni giu- lo stato di emergenza i soggetti interessatiridicamente perfezionate assunte a qualsia- da eventi eccezionali e imprevedibili che su-si titolo dai commissari delegati, con lindi- biscono danni riconducibili allevento, com-cazione della relativa scadenza. Per lanno presi quelli relativi alle abitazioni e agli im-2008 va riportata anche la situazione dei mobili sedi di attività produttive, possonocrediti e dei debiti accertati al 31 dicembre fruire della sospensione o del differimento2007. Nei rendiconti vengono consolidati, per un periodo fino a sei mesi dei terminicon le stesse modalità di cui al presente per gli adempimenti e i versamenti dei tri-comma, anche i dati relativi agli interventi buti e dei contributi previdenziali e assi-delegati dal commissario ad uno o più sog- stenziali e dei premi per lassicurazione ob-getti attuatori. I rendiconti corredati della do- bligatoria contro gli infortuni e le malattiecumentazione giustificativa, nonché degli professionali.eventuali rilievi sollevati dalla Corte dei con- La sospensione ovvero il differimento dei ter-ti, sono trasmessi al Ministero dellEconomia mini per gli adempimenti e per i versamen-e delle Finanze-Dipartimento della Ragio- ti tributari e contributivi sono disposti conneria generale dello Stato-Ragionerie terri- legge, che deve assicurare piena corrispon-toriali competenti, allUfficio del bilancio per denza, anche dal punto di vista temporale,il riscontro di regolarità amministrativa e con- tra lonere e la relativa copertura finanziaria,tabile presso la Presidenza del Consiglio dei e disciplinati con decreto del Ministro del-Ministri, nonché, per conoscenza, al Dipar- lEconomia e delle Finanze sentita la Presi-timento della Protezione Civile, alle compe- denza del Consiglio dei Ministri nonché, pertenti Commissioni parlamentari e al Mini- quanto attiene ai versamenti contributivi, ilstero dellInterno. I rendiconti sono altresì Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.pubblicati nel sito internet del Dipartimento Il diritto è riconosciuto, esclusivamente indella Protezione Civile. Le ragionerie territo- favore dei predetti soggetti, con decreto delriali inoltrano i rendiconti, anche con mo- Ministro dellEconomia e delle Finanze. Ladalità telematiche e senza la documenta- sospensione non si applica in ogni caso aglizione a corredo, alla Presidenza del Consi- adempimenti e ai versamenti da porre in es-glio dei Ministri, allISTAT e alla competente sere in qualità di sostituti dimposta, salvi isezione regionale della Corte dei conti. casi nei quali i danni impediscono lordina-Per lomissione o il ritardo nella rendiconta- ria effettuazione degli adempimenti. In ognizione si applica larticolo 337 del regio de- caso le ritenute effettuate sono versate. Glicreto 23 maggio 1924, n. 827. Al fine di ga- adempimenti di cui al presente comma sca-
  • 24. duti nel periodo di sospensione sono effet- fondo di cui allarticolo 28 della legge n. 196tuati entro il mese successivo alla data di del 2009 è corrispondentemente reintegra-scadenza della sospensione; i versamenti to, in tutto o in parte, con le maggiori entra-sono effettuati a decorrere dallo stesso me- te derivanti dallaumento, deliberato dal Con-se in un numero massimo di ventiquattro ra- siglio dei Ministri, dellaliquota dellaccisate di pari importo. sulla benzina e sulla benzina senza piom-5-quater. A seguito della dichiarazione del- bo, nonché dellaliquota dellaccisa sul ga-lo stato di emergenza, la Regione può ele- solio usato come carburante di cui allalle-vare la misura dellimposta regionale di cui gato I del testo unico delle disposizioni legi-allarticolo 17, comma 1, del decreto legi- slative concernenti le imposte sulla produ-slativo 21 dicembre 1990, zione e sui consumi e relative sanzioni pe-n. 398, fino a un massimo di cinque cente- nali e amministrative, di cui al decreto legi-simi per litro, ulteriori rispetto alla misura slativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successi-massima consentita. ve modificazioni. La misura dellaumento,5-quinquies. Agli oneri connessi agli inter- comunque non superiore a cinque centesi-venti conseguenti agli eventi di cui allarti- mi al litro, è stabilita, sulla base della deli-colo 2, relativamente ai quali il Consiglio dei berazione del Consiglio dei Ministri, conMinistri delibera la dichiarazione dello stato provvedimento del direttore dellAgenzia del-di emergenza, si provvede con lutilizzo del- le dogane in misura tale da determinarele risorse del Fondo nazionale di protezione maggiori entrate corrispondenti, tenuto con-civile, come determinato annualmente ai to delleventuale ricorso alla modalità di rein-sensi dellarticolo 11, comma 3, lettera d), tegro di cui al secondo periodo, allimportodella legge 31 dicembre 2009, n.196. Qua- prelevato dal fondo di riserva. Per la coper-lora sia utilizzato il fondo di cui allarticolo tura degli oneri derivanti dalle disposizioni28 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il di cui al successivo periodo, nonché dal dif-fondo è reintegrato in tutto o in parte, pre- ferimento dei termini per i versamenti tribu-via deliberazione del Consiglio dei Ministri, tari e contributivi disposti ai sensi del com-mediante riduzione delle voci di spesa ri- ma 5-ter, si provvede mediante ulteriori ri-modulabili indicate nellelenco allegato alla duzioni delle voci di spesa e aumenti del-presente legge. Con decreto del Presidente laliquota di accisa di cui al terzo, quarto edel Consiglio dei Ministri sono individuati quinto periodo. In presenza di gravi difficol-lammontare complessivo delle riduzioni del- tà per il tessuto economico e sociale deri-le dotazioni finanziarie da operare e le voci vanti dagli eventi calamitosi che hanno col-di spesa interessate e le conseguenti modi- pito i soggetti residenti nei Comuni interes-fiche degli obiettivi del patto di stabilità in- sati, ai soggetti titolari di mutui relativi agliterno, tali da garantire la neutralità in termi- immobili distrutti o inagibili, anche parzial-ni di indebitamento netto delle pubbliche mente, ovvero alla gestione di attività di na-amministrazioni. Anche in combinazione con tura commerciale ed economica svolta neila predetta riduzione delle voci di spesa, il medesimi edifici o comunque compromes-
  • 25. sa dagli eventi calamitosi può essere con- zie, nonché le misure per il contenimentocessa, su richiesta, la sospensione delle ra- dei termini per la determinazione della per-te, per un periodo di tempo circoscritto, sen- dita finale e dei tassi di interesse da appli-za oneri aggiuntivi per il mutuatario. Con or- care ai procedimenti in corso.dinanze del Capo del Dipartimento della Pro- 5-septies. Il pagamento degli oneri dei mu-tezione Civile, di concerto con il Ministro del- tui attivati sulla base di specifiche disposi-lEconomia e delle Finanze, le risorse di cui zioni normative a seguito di calamità natu-al primo periodo sono destinate, per gli in- rali è effettuato direttamente dal Ministeroterventi di rispettiva competenza, alla Pro- dellEconomia e delle Finanze. Con apposi-tezione civile ovvero direttamente alle am- to decreto del Presidente del Consiglio deiministrazioni interessate. Lo schema del de- Ministri, di concerto con il Ministro del-creto di cui al terzo periodo, corredato del- lEconomia e delle Finanze, si procede adla relazione tecnica di cui allarticolo 17, una puntuale ricognizione dei predetti mu-comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. tui ancora in essere e dei relativi piani di am-196, e successive modificazioni, è trasmes- mortamento, nonché allindividuazione del-so alle Camere per lespressione, entro ven- le relative risorse finanziarie autorizzate perti giorni, del parere delle Commissioni com- il loro pagamento ed iscritte nello stato dipetenti per i profili di carattere finanziario. previsione del Ministero dellEconomia e del-Decorso inutilmente il termine per lespres- le Finanze ovvero nel bilancio autonomo del-sione del parere, il decreto può essere co- la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Lemunque adottato. relative risorse giacenti in tesoreria, sui con-5-sexies. Il Fondo di cui allarticolo 28 del ti intestati alla Presidenza del Consiglio deidecreto-legge 18 novembre 1966, n. 976, Ministri, sono integralmente versate allen-convertito, con modificazioni, dalla legge 23 trata del bilancio dello Stato per la succes-dicembre 1966, n. 1142, può intervenire siva riassegnazione allo Stato di previsioneanche nei territori per i quali è stato delibe- del Ministero dellEconomia e delle Finan-rato lo stato di emergenza ai sensi del com- ze, al fine di provvedere al pagamento delma 1 del presente articolo. A tal fine sono debito residuo e delle relative quote interessi.conferite al predetto Fondo le disponibilità Dallattuazione del presente articolo non de-rivenienti dal Fondo di cui allarticolo 5 del- vono derivare nuovi o maggiori oneri a cari-la legge 31 luglio 1997, n. 261. Con uno o co della finanza pubblica. Il Ministro del-più decreti di natura non regolamentare del lEconomia e delle Finanze è autorizzato aMinistro dellEconomia e delle Finanze, sen- provvedere, con propri decreti, alle occor-tita la Conferenza permanente per i rappor- renti variazioni di bilancio.ti tra lo Stato, le Regioni e le Province Auto- 6. Le ordinanze emanate ai sensi del pre-nome di Trento e di Bolzano, nel rispetto del- sente articolo sono pubblicate nella Gaz-la disciplina comunitaria, sono individuate zetta Ufficiale della Repubblica italiana,le aree di intervento, stabilite le condizioni e nonché trasmesse ai sindaci interessati af-le modalità per la concessione delle garan- finché vengano pubblicate ai sensi dellar-
  • 26. ticolo 47, comma 1, della legge 8 giugno ro non attinenti allordine e alla sicurezza1990, n. 142. pubblica nonché alla prevenzione e repres-6-bis. La tutela giurisdizionale davanti al giu- sione di reati.dice amministrativo avverso le ordinanze 4. Presso il Dipartimento della Protezioneadottate in tutte le situazioni di emergenza Civile è istituito un sistema informatizzatodichiarate ai sensi del comma 1 e avverso i per la raccolta e la gestione dei dati perve-consequenziali provvedimenti commissariali nuti, compatibile con il sistema informativononché avverso gli atti, i provvedimenti e le e con la rete integrata previsti dallarticolo 9,ordinanze emanati ai sensi dei commi 2 e 4 commi 5 e 6, e successive modificazioni,è disciplinata dal codice del processo am- della legge 18 maggio 1989, n. 183, al fineministrativo. dellinterscambio delle notizie e dei dati rac- colti.Art. 6 5. Entro sei mesi dalla data di entrata in vi-Componenti del Servizio Nazionale della gore della presente legge il Governo emanaProtezione Civile le norme regolamentari ai sensi dellartico-1. Allattuazione delle attività di protezione lo 17, comma 1, lettera a), della legge 23civile provvedono, secondo i rispettivi ordi- agosto 1988, n. 400.namenti e le rispettive competenze, le am-ministrazioni dello Stato, le Regioni, le Pro- Art. 7vince, i Comuni e le Comunità Montane, e Organi centrali del Servizio Nazionale del-vi concorrono gli enti pubblici, gli istituti ed la Protezione Civilei gruppi di ricerca scientifica con finalità di Articolo abrogato dal decreto legislativo delprotezione civile, nonché ogni altra istitu- 30 luglio 1999, n. 300.zione ed organizzazione anche privata. A talfine le strutture nazionali e locali di prote- Art. 8zione civile possono stipulare convenzioni Consiglio nazionale della protezione civilecon soggetti pubblici e privati. 1. Il Consiglio nazionale della protezione ci-2. Concorrono, altresì, allattività di prote- vile, in attuazione degli indirizzi generali del-zione civile i cittadini ed i gruppi associati di la politica di protezione civile fissati dal Con-volontariato civile, nonché gli ordini ed i col- siglio dei Ministri, determina i criteri di mas-legi professionali. sima in ordine:3. Le amministrazioni, gli enti, le istituzioni a) ai programmi di previsione e prevenzio-e le organizzazioni di cui al comma 1 non- ne delle calamità;ché le imprese pubbliche e private che de- b) ai piani predisposti per fronteggiare le emer-tengono o gestiscono archivi con informa- genze e coordinare gli interventi di soccorso;zioni utili per le finalità della presente legge, c) allimpiego coordinato delle componentisono tenuti a fornire al Dipartimento della il Servizio Nazionale della Protezione Civile;Protezione Civile dati e informazioni ove non d) alla elaborazione delle norme in materiacoperti dal vincolo di segreto di Stato, ovve- di protezione civile.
  • 27. 2. Con decreto del Presidente della Repub- zioni necessarie per la definizione delle esi-blica, adottato a norma dellarticolo 17, com- genze di studio e ricerca in materia di pro-ma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, tezione civile, procede allesame dei dati for-entro sei mesi dalla data di entrata in vigo- niti dalle istituzioni ed organizzazioni pre-re della presente legge, sono emanate le nor- poste alla vigilanza degli eventi previsti dal-me per la composizione ed il funzionamen- la presente legge ed alla valutazione dei ri-to del Consiglio. schi connessi e degli interventi conseguen-3. Il Consiglio è presieduto dal Presidente ti, nonché allesame di ogni altra questionedel Consiglio dei Ministri, ovvero, per sua inerente alle attività di cui alla presente leg-delega ai sensi dellarticolo 1, comma 2, dal ge ad essa rimesse.Ministro per il coordinamento della prote- 2. La Commissione è composta dal Ministrozione civile. Il regolamento di cui al comma per il coordinamento della protezione civi-2 del presente articolo dovrà in ogni caso le, ovvero in mancanza da un delegato delprevedere che del Consiglio facciano parte: Presidente del Consiglio dei Ministri, che laa) i Ministri responsabili delle amministra- presiede, da un docente universitario esper-zioni dello Stato interessate o loro delegati; to in problemi di protezione civile, che so-b) i presidenti delle giunte regionali e delle stituisce il presidente in caso di assenza oProvince Autonome di Trento e di Bolzano di impedimento, e da esperti nei vari setto-o loro delegati; ri del rischio.c) rappresentanti dei Comuni, delle Provin- 3. Della Commissione fanno parte altresì trece e delle Comunità Montane; esperti nominati dalla Conferenza permanented) rappresentanti della Croce rossa italiana per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Pro-e delle associazioni di volontariato. vince Autonome di Trento e di Bolzano.AGGIORNAMENTO 4. La Commissione è costituita con decretoIl D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300 ha disposto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ov-(con lart. 87, comma 2) che è soppresso il vero, per sua delega ai sensi dellarticolo 1,Consiglio nazionale della protezione civile di comma 2, del Ministro per il coordinamen-cui al presente articolo. to della protezione civile, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore dellaArt. 9 presente legge; con il medesimo decreto so-Commissione nazionale per la previsione e no stabilite le modalità organizzative e di fun-la prevenzione dei grandi rischi zionamento della Commissione.1. La Commissione nazionale per la previ-sione e la prevenzione dei grandi rischi è or- Art. 10gano consultivo e propositivo del Servizio Comitato operativo della protezione civileNazionale della Protezione Civile su tutte le 1. Al fine di assicurare la direzione unitariaattività di protezione civile volte alla previ- ed il coordinamento della attività di emer-sione e prevenzione delle varie ipotesi di ri- genza è istituito il Comitato operativo dellaschio. La Commissione fornisce le indica- protezione civile.
  • 28. 2. Il Comitato: Art. 11a) esamina i piani di emergenza predispo- Strutture operative nazionali del Serviziosti dai prefetti ai sensi dellarticolo 14; 1. Costituiscono strutture operative nazio-b) valuta le notizie, i dati e le richieste prove- nali del Servizio Nazionale della Protezionenienti dalle zone interessate allemergenza; Civile:c) coordina in un quadro unitario gli inter- a) il Corpo Nazionale dei vigili del fuoco qua-venti di tutte le amministrazioni ed enti in- le componente fondamentale della prote-teressati al soccorso; zione civile;d) promuove lapplicazione delle direttive b) le Forze armate;emanate in relazione alle esigenze priorita- c) le Forze di polizia;rie delle zone interessate dalla emergenza. d) il Corpo forestale dello Stato;3. Il Comitato è presieduto dal Presidente e) i Servizi tecnici nazionali;del Consiglio dei Ministri, ovvero, per sua f) i gruppi nazionali di ricerca scientifica didelega ai sensi dellarticolo 1, comma 2, dal cui allarticolo 17, lIstituto nazionale di geo-Ministro per il coordinamento della prote- fisica ed altre istituzioni di ricerca;zione civile, ovvero in caso di assenza o di g) la Croce rossa italiana;impedimento, da un rappresentante del Go- h) le strutture del Servizio sanitario nazionale;verno a ciò delegato. i) le Organizzazioni di volontariato;4. I componenti del Comitato rappresen- l) il Corpo nazionale soccorso alpino-CNSAtanti di Ministeri, su delega dei rispettivi (CAI).Ministri, riassumono ed esplicano con po- 2. In base ai criteri determinati dal Consi-teri decisionali, ciascuno nellambito delle glio nazionale della protezione civile, le strut-amministrazioni di appartenenza ed altre- ture operative nazionali svolgono, a richie-sì nei confronti di enti, aziende autonome sta del Dipartimento della Protezione Civi-ed amministrazioni controllati o vigilati, tut- le, le attività previste dalla presente leggete le facoltà e competenze in ordine al- nonché compiti di supporto e consulenzalazione da svolgere ai fini di protezione ci- per tutte le amministrazioni componenti ilvile e rappresentano, in seno al Comitato, Servizio Nazionale della Protezione Civile.lamministrazione di appartenenza nel suo 3. Le norme volte a disciplinare le formecomplesso. di partecipazione e collaborazione delle5. Con decreto del Presidente del Consiglio strutture operative nazionali al Servizio Na-dei Ministri, entro sei mesi dalla data di en- zionale della Protezione Civile sono ema-trata in vigore della presente legge, sono nate secondo le procedure di cui allarti-stabilite le norme per il funzionamento del colo 17, comma 1, della legge 23 agostoComitato. 1988, n. 400.6. Alle riunioni del Comitato possono essere 4. Con le stesse modalità di cui al commainvitate le autorità regionali e locali di prote- 3 sono altresì stabilite, nellambito delle leg-zione civile. Possono inoltre essere invitati gi vigenti e relativamente a compiti deter-rappresentanti di altri enti o amministrazioni. minati, le ulteriori norme regolamentari per
  • 29. 16ladeguamento dellorganizzazione e delle Art. 13funzioni delle strutture operative nazionali Competenze delle Provincealle esigenze di protezione civile. 1. Le Province, sulla base delle competen- ze ad esse attribuite dagli articoli 14 e 15Art. 12 della legge 8 giugno 1990, n. 142, parteci-Competenze delle Regioni pano allorganizzazione ed allattuazione del1. Le Regioni - fatte salve le competenze le- Servizio Nazionale della Protezione Civile,gislative ed i poteri amministrativi delle Re- assicurando lo svolgimento dei compiti re-gioni a statuto speciale e delle Province Au- lativi alla rilevazione, alla raccolta ed alla ela-tonome di Trento e Bolzano in materia di en- borazione dei dati interessanti la protezioneti locali, di servizi antincendi e di assistenza civile, alla predisposizione di programmi pro-e soccorso alle popolazioni colpite da cala- vinciali di previsione e prevenzione e alla lo-mità, previsti dai rispettivi statuti e dalle rela- ro realizzazione, in armonia con i program-tive norme di attuazione - partecipano allor- mi nazionali e regionali.ganizzazione e allattuazione delle attività di 2. Per le finalità di cui al comma 1 in ogniprotezione civile indicate nellarticolo 3, assi- capoluogo di provincia è istituito il Comitatocurando, nei limiti delle competenze proprie provinciale di protezione civile, presiedutoo delegate dallo Stato e nel rispetto dei prin- dal presidente dellamministrazione provin-cipi stabiliti dalla presente legge, lo svolgi- ciale o da un suo delegato. Del Comitato famento delle attività di protezione civile. parte un rappresentante del prefetto.2. Le Regioni, nellambito delle competen-ze ad esse attribuite dalla legge 8 giugno Art. 141990, n. 142, provvedono alla predisposi- Competenze del prefettozione ed attuazione dei programmi regiona- 1. Il prefetto, anche sulla base del program-li di previsione e prevenzione in armonia con ma provinciale di previsione e prevenzione,le indicazioni dei programmi nazionali di cui predispone il piano per fronteggiare lemer-al comma 1 dellarticolo 4. genza su tutto il territorio della provincia e3. Per le finalità di cui ai commi 1 e 2 le Re- ne cura lattuazione.gioni provvedono allordinamento degli uffici 2. Al verificarsi di uno degli eventi calamito-ed allapprontamento delle strutture e dei mez- si di cui alle lettere b) e c) del comma 1 del-zi necessari per lespletamento delle attività larticolo 2, il prefetto:di protezione civile, avvalendosi di un appo- a) informa il Dipartimento della Protezionesito Comitato regionale di protezione civile. Civile, il presidente della giunta regionale e4. Le disposizioni contenute nella precedente il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soc-legge costituiscono princìpi della legislazio- corso pubblico e della difesa civile del Mi-ne statale in materia di attività regionale di nistero dellInterno;previsione, prevenzione e soccorso di pro- b) assume, coordinandosi con il presidentetezione civile, cui dovranno conformarsi le della giunta regionale, la direzione unitarialeggi regionali in materia. dei servizi di emergenza da attivare a livello
  • 30. provinciale, coordinandoli con gli interventi zione civile. Al verificarsi dellemergenza nel-dei sindaci dei comuni interessati; sono fat- lambito del territorio comunale, il Sindacote salve le disposizioni vigenti nellordinamento assume la direzione dei servizi di emergen-giuridico della regione Friuli Venezia Giulia; za che insistono sul territorio del comune,c) adotta tutti i provvedimenti necessari ad nonché il coordinamento dei servizi di soc-assicurare i primi soccorsi; corso e di assistenza alle popolazioni colpi-d) vigila sullattuazione, da parte delle strut- te e provvede agli interventi necessari dan-ture provinciali di protezione civile, dei ser- done immediata comunicazione al prefettovizi urgenti, anche di natura tecnica. e al presidente della giunta regionale.3. Il prefetto, a seguito della dichiarazione 3-bis. Il comune approva con deliberazionedello stato di emergenza di cui al comma 1 consiliare, entro novanta giorni dalla data didellarticolo 5, opera, quale delegato del Pre- entrata in vigore della presente disposizio-sidente del Consiglio dei Ministri o, per sua ne, il piano di emergenza comunale previ-delega, di un Ministro con portafoglio o del sto dalla normativa vigente in materia di pro-Sottosegretario di Stato alla Presidenza del tezione civile, redatto secondo i criteri e leConsiglio dei Ministri segretario del Consi- modalità di cui alle indicazioni operativeglio, con i poteri di cui al comma 2 dello adottate dal Dipartimento della Protezionestesso articolo 5. Civile e dalle giunte regionali.4. Per lorganizzazione in via permanente e 3-ter. Il comune provvede alla verifica e al-lattuazione dei servizi di emergenza il pre- laggiornamento periodico del proprio pianofetto si avvale della struttura della prefettu- di emergenza comunale, trasmettendonera, nonché di enti e di altre istituzioni tenu- copia alla regione, alla prefettura-ufficio ter-ti al concorso. ritoriale del Governo e alla provincia territo- rialmente competenti.Art. 15 3-quater. Dallattuazione dei commi 3-bis eCompetenze del comune ed attribuzioni 3-ter non devono derivare nuovi o maggioridel Sindaco oneri per la finanza pubblica.1. Nellambito del quadro ordinamentale di 4. Quando la calamità naturale o levento noncui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. possono essere fronteggiati con i mezzi a di-267, e successive modificazioni, in materia sposizione del comune, il Sindaco chiede lin-di autonomie locali, ogni comune può dotarsi tervento di altre forze e strutture al prefetto,di una struttura di protezione civile. che adotta i provvedimenti di competenza,2. La regione, nel rispetto delle competenze coordinando i propri interventi con quelli del-ad essa affidate in materia di organizzazio- lautorità comunale di protezione civile.ne dellesercizio delle funzioni amministrati-ve a livello locale, favorisce, nei modi e con Art. 16le forme ritenuti opportuni, lorganizzazione Disposizioni riguardanti la Valle dAostadi strutture comunali di protezione civile. 1. Le competenze attribuite nella presente3. Il Sindaco è autorità comunale di prote- legge alla provincia e al presidente dellam-
  • 31. ministrazione provinciale fanno capo, nella tastrofi o eventi di cui alla presente legge.regione Valle dAosta, rispettivamente al- 2. Al fine di cui al comma 1, il Servizio rico-lamministrazione regionale ed al presiden- nosce e stimola le iniziative di volontariatote della giunta regionale. civile e ne assicura il coordinamento.2. Le funzioni che nella presente legge so- 3. Con decreto del Presidente della Repub-no attribuite al prefetto sono svolte, nel ter- blica, da emanarsi, secondo le procedure diritorio della Valle dAosta, dal presidente del- cui allarticolo 17 della legge 23 agosto 1988,la giunta regionale. Egli partecipa alle riu- n. 400, entro sei mesi dalla data di entratanioni del Consiglio nazionale della protezio- in vigore della presente legge, su propostane civile o designa, in caso di impedimen- del Presidente del Consiglio dei Ministri, ov-to, un suo rappresentante. vero, per sua delega ai sensi dellarticolo 1, comma 2, della presente legge, del MinistroArt. 17 per il coordinamento della protezione civile,Gruppi nazionali di ricerca scientifica si provvede a definire i modi e le forme di1. Il Servizio Nazionale della Protezione Ci- partecipazione delle organizzazioni di volon-vile, per il perseguimento delle proprie fina- tariato nelle attività di protezione civile, conlità in materia di previsione delle varie ipo- losservanza dei seguenti criteri direttivi:tesi di rischio, si avvale dellopera di gruppi a) la previsione di procedure per la conces-nazionali di ricerca scientifica. sione alle organizzazioni di contributi per il2. Con decreto del Presidente del Consiglio potenziamento delle attrezzature ed il mi-dei Ministri, ovvero, per sua delega ai sensi glioramento della preparazione tecnica;dellarticolo 1, comma 2, del Ministro per il b) la previsione delle procedure per assicu-coordinamento della protezione civile, di rare la partecipazione delle organizzazioniconcerto con il Ministro delluniversità e del- allattività di predisposizione ed attuazionela ricerca scientifica e tecnologica, sono in- di piani di protezione civile;dividuati e disciplinati i gruppi nazionali di c) i criteri già stabiliti dallordinanza 30 mar-ricerca scientifica di cui al comma 1 del pre- zo 1989, n. 1675/FPC, del Ministro per il co-sente articolo. ordinamento della protezione civile, pubbli-Con apposite convenzioni pluriennali sono cata nella Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 apri-regolate le relative attività. le 1989, dattuazione dellarticolo 11 del de- creto-legge 26 maggio 1984, n. 159, con-Art. 18 vertito, con modificazioni, dalla legge 24 lu-Volontariato glio 1984, n. 363, in materia di volontariato1. Il Servizio Nazionale della Protezione di protezione civile, in armonia con quantoCivile assicura la più ampia partecipazio- disposto dalla legge 11 agosto 1991, n. 266.ne dei cittadini, delle organizzazioni di vo- 3-bis. Entro sei mesi dalla data di conver-lontariato di protezione civile allattività di sione del presente decreto, si provvede aprevisione, prevenzione e soccorso, in vi- modificare il decreto del Presidente dellasta o in occasione di calamità naturali, ca- Repubblica 21 settembre 1994, n. 613.
  • 32. Art. 19 zio in cui sono stati emessi, possono essereNorma finanziaria trasportati allesercizio seguente.1. Le somme relative alle autorizzazioni di spe- 4. I versamenti di fondi effettuati a qualsiasi ti-sa a favore del Fondo per la protezione civile tolo da parte di enti, privati e amministrazionisono iscritte, in relazione al tipo di intervento pubbliche a favore del Dipartimento della Pro-previsto, in appositi capitoli, anche di nuova tezione Civile confluiscono allunità previsio-istituzione, dello stato di previsione della Pre- nale di base 31.2.2 dello stato di previsionesidenza del Consiglio dei Ministri. Il Ministro dellentrata del bilancio dello Stato per esseredel tesoro è autorizzato ad apportare, con pro- riassegnati allunità previsionale di base 6.2.1.2pri decreti, su proposta del Ministro per il co- Fondo per la protezione civile (capitolo 7615)ordinamento della protezione civile, le varia- dello stato di previsione della Presidenza delzioni compensative che si rendessero neces- Consiglio dei Ministri con decreto del Ministrosarie nel corso dellesercizio in relazione agli del tesoro, del bilancio e della programmazio-interventi da effettuare. ne economica.2. Le disponibilità esistenti nella contabilità 5. Le obbligazioni giuridiche assunte anterior-speciale intestata al "Fondo per la protezione mente alla data di entrata in vigore della pre-civile" di cui allarticolo 2 del decreto-legge 10 sente legge a carico del Fondo per la prote-luglio 1982, n. 428, convertito, con modifica- zione civile danno luogo a formali impegni azioni, dalla legge 12 agosto 1982, n. 547, non- carico dei competenti capitoli da istituire aiché quelle rinvenienti dalla contrazione dei sensi del comma 1.mutui già autorizzati con legge a favore del 5-bis. Le somme che il Dipartimento della Pro-Fondo per la protezione civile, sono versate al- tezione Civile trasferisce ad altre amministra-lentrata del bilancio dello Stato per la riasse- zioni dello Stato per la realizzazione di speci-gnazione, con decreti del Ministro del tesoro, fici piani, programmi e progetti sono versateai pertinenti capitoli da istituire nellapposita allentrata del bilancio dello Stato per essererubrica dello stato di previsione della Presi- riassegnate nello stesso anno di riferimentodenza del Consiglio dei Ministri. con decreto del Ministro dellEconomia e del-3. Per gli interventi di emergenza, di cui ai le Finanze alle pertinenti unità previsionali dicommi 2 e 3 dellarticolo 5, il Ministro per il base dei relativi stati di previsione.coordinamento della protezione civile può prov-vedere anche a mezzo di soggetti titolari di Art. 20pubbliche funzioni, ancorché non dipenden- Disciplina delle ispezioni e del monitoraggioti statali, mediante ordini di accreditamento da dellattuazione delle misure contenute nelledisporre su pertinenti capitoli, per i quali non ordinanze di protezione civiletrovano applicazione le norme della legge e 1. Con decreto del Presidente del Consigliodel regolamento di contabilità generale dello dei Ministri, adottato previa intesa in sede diStato sui limiti di somma. Detti ordini di ac- Conferenza unificata di cui allarticolo 8 delcreditamento sono sottoposti a controllo suc- decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ecessivo e, se non estinti al termine delleserci- successive modificazioni, entro sei mesi dal-
  • 33. la data di entrata in vigore della presente di- ALLEGATOsposizione, si provvede, senza nuovi o mag-giori oneri per la finanza pubblica, alla disci- Voci di spesa di cui allarticolo 5, comma 5plina di un sistema di monitoraggio e di veri- quinquies della Legge 225 del 1992 riferite a:fica dellattuazione, anche sotto laspetto fi- Ministero delleconomia e delle finanzenanziario, delle misure contenute nelle ordi- Ministero dello sviluppo economiconanze di cui allarticolo 5, nonché dei prov- Ministero del lavoro e delle politiche socialivedimenti adottati in attuazione delle mede- Ministero della giustiziasime e delle ispezioni. Ministero degli affari esteri2. Il sistema di cui al comma 1 è tenuto ad as- Ministero dellistruzione, delluniversitàsicurare la continuità dellazione di monito- e della ricercaraggio e la periodicità delle ispezioni. Ministero dellinterno3. A decorrere dalla data di entrata in vigore Ministero dellambiente e della tuteladel decreto del Presidente del Consiglio dei del territorio e del mareMinistri di cui al comma 1, è abrogato il rego- Ministero delle infrastrutture e dei trasportilamento di cui al decreto del Presidente della Ministero della difesaRepubblica 30 gennaio 1993, n. 51. Ministero delle politiche agricole alimentari e forestaliArt. 21 Ministero per i beni e le attività culturaliAbrogazione delle norme incompatibili Ministero della salute1. Sono abrogate tutte le norme non compa-tibili con le disposizioni della presente legge.Note
  • 34. Dipartimento della Protezione CivileVia Ulpiano, 11 - 00193 Romawww.protezionecivile.gov.it
  • 35. “Fate presto”Volti, luoghi ed emergenze che hannofatto la storia della Protezione CivileDall’alluvione di Firenze alla protezione civile di domani. Ripercorriamo questotratto di storia italiana insieme a un testimone d’eccezione, Elvezio Galanti,Direttore dell’Ufficio relazioni istituzionali del Dipartimento della Protezione Civile.
  • 36. 2 La storia Erano le 7.30 del mattino, ero con mio padre, avevo sedici anni. Quel giorno avrei dovuto partecipare a una gara di judo, e per questo portavo con me una cinepresa Super8. Nonostante avessi un prezioso strumento tra le mani, però, quel giorno non mi fermai a riprendere i drammatici momenti dell’alluvione di Firenze. C’era pudore nel documentare quell’inatteso lago silenzioso davanti a noi, da dove provenivano svariati colpi di fucile, mio padre con il buonsenso popolare tutto toscano, misurato e garbato mi disse sottovoce: “…’un si ripiglia nulla, l’è vergogna…”. Un monito spontaneo, sommesso: era di fatto il segnale, la corda antica che vibrava collettivamente e ci diceva che era arrivato il momento di agire per la nostra città. Terremoto in Irpinia 1980: le forze dello Stato al lavoroI l 4 novembre 1966 il bacino dell’Arno, in- Inizia tutto da qui. Dalla risposta spontanea grossato da dieci giorni di intense precipi- della gente comune. Dalla “cittadinanza atti- tazioni, scatena una delle più pesanti catastrofi va” che, da ogni parte d’Italia, raggiunge Fi-della storia nazionale. I fiorentini, sorpresi in renze per offrire volontario aiuto a una cittàcasa o nelle strade inondate dalle acque, si in ginocchio. E che evidenzia l’inadeguatez-trovano a lottare per difendere la loro stessa za della struttura centrale dei soccorsi.vita. Il 6 novembre 1966, quando l’Arno si ri- Nei primi giorni, infatti, gli aiuti arrivano qua-tira, abbandona Firenze alla sua disperazio- si esclusivamente dagli “angeli del fango” ene, sepolta sotto 600mila tonnellate di fango. dalle truppe di stanza in città. Solo sei giorni16
  • 37. 17dopo l’alluvione il Governo è in grado di met- gole amministrazioni. Occorre pensare pertere in campo una rete di soccorso organiz- temi, lavorare per “funzioni”. Le specializ-zata. Per la prima volta in Italia si percepisce zazioni, le intelligenze, le singole esperien-l’assoluta mancanza di un Sistema naziona- ze professionali confluiscono così nei primile di protezione civile in grado non solo di in- tavoli di coordinamento. “L’architetto” Zam-tervenire efficacemente nell’emergenza, ma berletti getta le fondamenta del moderno Si-anche di monitorare razionalmente il territo- stema di protezione civile.rio attraverso una costante attività di previ- Dagli anni Ottanta ad oggi, è l’andamento cri-sione e prevenzione. si-opportunità a battere il tempo, a segnareA causa dell’assenza di una rete di monito- il passaggio da una filiera unica dell’emer-raggio, infatti, l’esondazione dell’Arno non vie- genza alla definizione dell’intelaiatura di unne preannunciata con anticipo e i cittadini sistema complesso.vengono colti di sorpresa. Nel percorso storico che porta alla nascita delLa prima svolta arriva con la Legge n. 996 Sistema di protezione civile, anche la trage-dell’8 dicembre 1970 – “Norme sul soccor- dia di Vermicino ha segnato una tappa im-so e l’assistenza alle popolazioni colpite da portante per la presa di coscienza dei limiticalamità” – che delinea un quadro comples- del sistema dei soccorsi e della necessità disivo di interventi di protezione civile e rico- un maggior coordinamento delle forze coin-nosce, per la prima volta, l’attività del volon- volte nella gestione di un’emergenza.tariato di protezione civile. Questa e altre emergenze, prima tra tutte ilNel 1981 – con il regolamento d’esecuzione terremoto dell’Irpinia, hanno alimentato queldella Legge n. 996 del 1970 che individua gli dibattito civile e culturale che ha avuto il me-organi di protezione civile ordinari e straordi- rito di portare al superamento del vecchio as-nari – la protezione civile è definita compito setto operativo della protezione civile, con laprimario dello Stato e si inizia a parlare di pre- istituzione, nel 1982, del Ministro senza por-venzione degli eventi calamitosi, attraverso tafoglio per il Coordinamento della Protezio-l’individuazione e lo studio delle loro cause. ne Civile e del Dipartimento della ProtezioneSono gli organi statali, Prefetto e Commissa- Civile, istituito nell’ambito della Presidenzario di Governo, a svolgere il ruolo più impor- del Consiglio con a capo Elveno Pastorelli.tante nella gestione dell’emergenza. Giuseppe Zamberletti ricopre il primo incari- co di Ministro senza portafoglio per il Coordi-U “L’architetto” della protezione civile namento della Protezione Civile ed è, di fat-Giuseppe Zamberletti ricopre il primo inca- to, il padre fondatore della moderna prote-rico di Ministro senza portafoglio per il Co- zione civile italiana. Al suo fianco operano fi-ordinamento della Protezione Civile, e una gure chiave per la nascita del Sistema, comegrande intuizione guida il suo lavoro: la pro- il Prefetto Sandro Giomi, dirigente del Corpotezione civile è una materia complessa e co- Nazionale dei Vigili del Fuoco. A Zamberlet-me tale deve essere gestita. Non si può più ti si devono l’introduzione del concetto di pre-ragionare in base alle competenze delle sin- visione e prevenzione distinto dalle attività di
  • 38. 2 La storiasoccorso, l’organizzazione del Servizio Na-zionale in tutte le sue componenti, la valoriz-zazione degli enti locali e del volontariato.Il 24 febbraio 1992, con l’approvazione del-la legge n. 225 e la costituzione del ServizioNazionale, l’architettura tratteggiata da Zam-berletti viene codificata. Nasce dunque unsistema coordinato di competenze al qualeconcorrono le amministrazioni dello Stato,le Regioni, le Province, i Comuni e gli altrienti locali, gli enti pubblici, la comunitàscientifica, il volontariato, gli ordini e i colle-gi professionali e ogni altra istituzione sul ter-ritorio nazionale.La Legge n. 225 inserisce il volontariato trale componenti e le strutture operative delServizio Nazionale e assicura ampia parte-cipazione di cittadini e organizzazioni di vo-lontariato di protezione civile alle attività diprevisione, prevenzione e soccorso. Il Di-partimento della Protezione Civile è confer-mato nel suo ruolo di coordinamento e in-dirizzo che esercita anche attraverso fonda-mentali “spazi di confronto e condivisionedelle regole”: gli organi collegiali. Consiglio alla protezione civile Franco Bar- beri. Il “professore” si pone come primoU Uno “scienziato” prestato alla politica obiettivo la valorizzazione delle attività di pre-Un professore universitario, un “tecnico”, visione e prevenzione dei rischi all’internoche si accosta al mondo della protezione ci- del Servizio Nazionale, avviando un percor-vile con l’approccio di chi ha scelto di dedi- so che porterà alla nascita dei Centri fun-care la propria vita alla ricerca. Franco Bar- zionali e di un efficace sistema di monito-beri dà spessore all’architettura delineata da raggio e allertamento sul territorio italiano.Zamberletti avviando un dialogo fondamen- Ancora una volta, sono le grandi emergen-tale – via via sempre più imprescindibile – ze nazionali a determinare gli scatti norma-tra Protezione Civile e comunità scientifica. tivi in materia di protezione civile, che affi-In seguito all’alluvione in Piemonte e alla nano progressivamente le grandi linee diconcomitante crisi del Governo Berlusconi, azione – previsione, prevenzione, gestionesi insedia il Governo tecnico Dini, che no- delle emergenze e ripristino delle normalimina Sottosegretario della Presidenza del condizioni di vita delle popolazioni colpite18
  • 39. 19 rente, di competenza statale e regionale. Sono questi gli anni decisivi in cui si impa- ra a governare il Sistema su più fronti, non solo emergenza – dunque – ma politiche di previsione e prevenzione. Al contempo, la “Protezione civile” inizia ad avere un assetto riconoscibile, e a radicarsi profondamente nella percezione collettiva. Il Servizio Nazionale lavora infatti con un me- todo sempre più efficace, ma conserva in- tatto il suo volto umano, lo stesso mostrato da Firenze e dall’Italia tutta nell’alluvione del 1966. Le energie buone di questo Paese convogliano quindi in un Sistema struttura- to, nella costante consapevolezza che le po- polazioni colpite da un’emergenza hanno bi- sogno certo di beni materiali, ma anche di speranza. Un episodio vissuto nei giorni dell’alluvione di Firenze del 1966 continua a vivere con Emergenza Sarno 1998: forza nei miei ricordi. Un episodio che, for- operazioni di soccorso e rimozione delle macerie se inconsciamente, mi ha guidato fin qui do- ve sono, mi ha insegnato la forza d’animo e la capacità di reagire sempre, anche nelleda un evento calamitoso – individuate dalla avversità. Era già dicembre, quasi un meselegge n. 225 del 1992. Con il terremoto Um- era trascorso dalla notte della terribile allu-bria-Marche del 1997 si comprende appie- vione, ma la città recava ancora i segni dino la necessità di un rafforzamento del ruo- una sofferenza profonda, incolmabile. In-lo delle Regioni e nel 1998 – anno della ca- camminandomi verso Santa Maria Nuova datastrofe di Sarno e Quindici – Barberi intro- Borgo Pinti, sede della mia palestra, intravi-duce una legge per la perimetrazione in Ita- di in Via Folco Portinari, una bottega, unalia di tutte le aree a rischio idrogeologico in delle tante distrutte. Era stata ripulita da po-Italia. Nello stesso anno, il decreto Bassani- co dal fango, dalla nafta, e al suo interno nonni conduce a un ulteriore rafforzamento del- v’erano altro che un omino con il suo grem-le autonomie locali, portato poi a compi- biule, un panchetto di legno, con sopra unmento dalla riforma del 2001: per la prima fornellino a gas, e un bricco.volta la Carta costituzionale si occupa Sull’uscio, invece, un cartello, con su scrittoespressamente della protezione civile, inse- a mano: “Caffè”. La voglia di ricostruire direndola tra le materie a legislazione concor- quell’uomo – che fu in quel terribile 1966 la
  • 40. 2 La storiavoglia di Firenze tutta – resta per me un U “Il manager del Sistema”esempio incancellabile di una forza silenzio- Gli anni zero sono gli anni della protezione ci-sa, che riaffiora sempre, ogni volta che il mio vile “amica”, l’istituzione che funziona, vici-lavoro mi porta a intervenire per prestare soc- no alla gente, rassicurante e presente. La pro-corso alle popolazioni colpite da un disastro. tezione civile delle magliette blu. La protezio-Nell’alluvione del 1996, in Versilia, questa ne civile di Guido Bertolaso. Uomo di grandeimmagine mi è tornata in aiuto: una donna istinto e sensibilità, soprattutto nelle relazio-aveva perso la sua attività, era disperata, ni, Guido Bertolaso guida la protezione civilepiangeva. Ho preso una tovaglia. “Ristoran- con piglio deciso e interventista, portandolate”, ci ho scritto. Volevo dirle di andare avan- ai massimi livelli di riconoscimento, in Italia eti. Dieci anni più tardi ho incontrato di nuo- all’estero. La struttura funziona ed è efficien-vo quella donna, al lavoro, nel suo ristoran- te, gode di grande fiducia da parte della gen-te. Era ripartita da dove sembrava impossi- te, superando, nella “classifica di gradimen-bile poter ripartire, ce l’aveva fatta. Ed è co- to”, addirittura l’Arma dei Carabinieri, l’em-sì ogni volta. È così che deve andare. blema dell’istituzione vicina al cittadino.Nel 1999, il Dipartimento della Protezione Il progetto di Franco Barberi di una grandeCivile gestisce l’operazione umanitaria “Ar- Agenzia di Protezione Civile sotto il controllo delcobaleno”, voluta in Albania dal Governo per Ministero dell’Interno viene accantonato. Consostenere i Kosovari in fuga dai bombarda- la legge n. 401 del 2001 le competenze del-menti Nato nella loro terra, dopo le opera- lo Stato in materia di protezione civile vengo-zioni militari contro la Serbia. no ricondotte in capo al Presidente del Con-Per la prima volta si organizza un interven- siglio, che si avvale del Dipartimento della Pro-to di massa del volontariato all’estero. tezione Civile, “il braccio operativo”. Nell’am-È una missione importante su cui, però, si bito della protezione civile vengono istituiti iaccendono i riflettori per un’inchiesta sulla “grandi eventi”. La legge n. 152 del 2005 raf-gestione della raccolta di materiali attraver- forza il ruolo del Presidente del Consiglio, cheso il “treno della solidarietà”, che avrebbe ora può delegare qualsiasi ministro e non piùdovuto sostenere nel lungo periodo lo sfor- il solo Ministro dell’Interno, ed estende la di-zo umanitario. chiarazione dello stato di emergenza ancheL’indagine si allarga e dai fatti legati alla mis- agli interventi all’estero.sione – che poi saranno archiviati – si esten- Bertolaso esporta in Europa e nel mondo ilde alla complessiva gestione del Diparti- modello della protezione civile italiana, un si-mento. L’inchiesta assume una grandissima stema complesso ed efficiente, da studiare erilevanza mediatica e l’indagine getta ombre imitare. Le donne e i gli uomini della prote-pesanti sulla gestione delle attività di prote- zione civile sono chiamati a intervenire lad-zione civile. dove la natura si è ribellata con una violenzaDopo quasi 13 anni i reati saranno prescrit- e una forza mai viste; per numero di vittime edti – al termine di una serie di rinvii – senza estensione dei danni il Sistema di protezioneche sia stata fatta luce su quanto avvenuto. civile italiano si trova ad affrontare catastrofi im-20
  • 41. 21 Terremoto dell’Aquila 2009 il Servizio Nazionale impegnato nei soccorsimense, sconosciute al nostro Paese. L’Italia za vita di quella ragazza su cui cadevano cal-porta la propria professionalità al servizio del- cinacci, mentre si cercava tra le macerie qual-le attività di soccorso, di assistenza alla po- che segno di vita. Penso a quel gesto: sfilarepolazione, e della ricostruzione. Ma soprat- una porta dai cardini per proteggere quel cor-tutto, porta con sé un inestimabile patrimo- po. E poi penso a Puket, alle vittime dello tsu-nio di umanità. “Il non detto, frutto di sguar- nami in Sri Lanka, al lavoro del Sistema nazionaledi carichi di significato quanto o più delle pa- di protezione civile, impegnato a riportare arole. Il gesto di pietà. Il rispetto delle vittime. Per- casa, con uguale dignità, i vivi e i morti. Per-ché ogni corpo ha una dignità, così nella vita ché un corpo non è mai un numero, mai,come nella morte. In ogni disastro”. nemmeno quando non c’è più nemmeno l’ani-“Nelle emergenze c’è un comune denomi- ma. Il presidio della vita e della morte va sem-natore, come scattasse un antico dialogo. pre mantenuto”.Penso alla Val di Stava, luglio 1985. Al ma- La capacità di gestire situazioni complesse egazzino di mele di Ora, con i corpi martoriati di coordinare le diverse amministrazioni edi 264 persone travolte dal fango. A quelle istituzioni che compongono il Servizio Na-piante verdi fatte arrivare in fretta e furia per zionale ha consentito alla protezione civileaccogliere in un luogo più umano i familiari italiana di intervenire in occasioni delle gran-delle vittime, arrivati lì a riconoscere i propri ca- di emergenze internazionali, come lo tsuna-ri da un monile, un dettaglio. Penso al terre- mi del Sud Est Asiatico nel 2004 e il terremotomoto di Izmit, in Turchia. Al corpo ormai sen- di Haiti nel 2010.
  • 42. 2 La storiaNel 2009 il Sistema di protezione civile è chia- rischia di mettere in crisi l’intero Sistema.mato ad affrontare una delle prove più difficili, Nel 2010 il Capo Dipartimento viene coinvol-il terremoto in Abruzzo. Alle 3.32 del 6 aprile to in un’inchiesta sul sistema di gestione de-una violenta scossa colpisce l’Aquila e molti co- gli appalti legata ad alcuni grandi eventi. Gui-muni della Regione, causando 309 vittime. A do Bertolaso da osannato diventa reietto. L’in-poche ore dal terremoto, il Servizio Naziona- chiesta sta tuttora seguendo il suo corso.le si attiva: uomini e mezzi da tutta Italia ar-rivano sui luoghi del sisma per dare soccor- U “Il nocchiero alla guida del vascello inso e assistere la popolazione abruzzese. Il si- tempesta”stema di protezione civile italiano diventa, Il Dipartimento e la protezione civile si tro-emergenza dopo emergenza, un modello da vano in mezzo ad una tempesta mediaticaimitare. Perché è un sistema che funziona. Gra- senza precedenti. A guidare la nave fuorizie all’efficiente struttura di risposta al- dalla tempesta è Franco Gabrielli “il noc-l’emergenza costruita negli anni, ai poteri chiero che si mette alla guida di un vascellostraodinari, alla copertura politica di cui gode, cannoneggiato, ma non affondato, affidan-e alle risorse economiche di cui dispone. E dosi alla stessa ciurma, allo stesso equipag-soprattutto grazie a colui che lo guida. Nel- gio. Segno che la struttura è sana. L’unicol’immaginario comune la protezione civile è Gui- approdo possibile di questa navigazione bur-do Bertolaso, il Capo Dipartimento della Pro- rascosa è la legge 100”.tezione Civile. Il Capo. Franco Gabrielli, nominato Prefetto dell’Aquila,“Si affievoliscono” le altre identità di prote- lavora a stretto contatto con il Dipartimentozione civile - regionale, provinciale, comuna- fin dalle prime ore del sisma in Abruzzo. Vi-le. “Si mescolano” i vari livelli di responsabi- ce Commissario Vicario per l’emergenza ter-lità. Le amministrazioni territoriali finiscono remoto nel 2009 e Vice Capo Dipartimento alper essere in qualche modo deresponsabiliz- fianco di Guido Bertolaso, gli succede nelzate e il pilastro su cui è costruito l’intero Ser- 2010. Sobrietà e determinazione la cifra di-vizio Nazionale, il principio di sussidiarietà, stintiva della gestione Gabrielli: la protezionevacilla. O meglio, è come se si affermasse una civile viene “sfrondata di tutti i sovrappiù che“sussidiarietà invertita”, dall’alto verso il bas- le sono stati assegnati” e ritorna alla sua mis-so e non più dal basso verso l’alto. Ma il si- sione originaria, lontano dai riflettori. Fran-stema funziona, e proprio perché funziona co Gabrielli gode di grande rispetto sia tra leviene usato anche in situazioni ordinarie, an- istituzioni sia tra la gente comune. Grazie al-dando oltre i propri ambiti di competenza: le le sue relazioni con le autonomie locali, leemergenze sanitarie, la gestione dei rifiuti, i Regioni e il mondo del volontariato difende ilgrandi eventi. “È come se la protezione civile Dipartimento e l’intero Sistema dall’attacco chee i suoi poteri straordinari venissero usati co- rischia di cancellare trent’anni di storia del-me una semplificazione della burocrazia del- la protezione civile. Gabrielli riafferma la cen-la pubblica amministrazione e dello Stato”. tralità del Dipartimento, non antagonista al-Questa sovraesposizione, anche mediatica, le altre componenti del sistema, ma integra-22
  • 43. 23to al sistema. Rafforza gli organi collegiali co- “La sfida del futuro è la città resiliente, uname luogo della condivisione delle regole e comunità che ha il senso di appartenenza adquindi come luogo di governo del sistema un territorio, ad una lingua, l’identità. Solo co-complesso. Sotto la sua gestione trova final- sì si può coltivare la memoria. E solo la memoriamente attuazione il Comitato paritetico Sta- ti rende consapevole e ti insegna a convivereto-Regioni-Enti locali previsto dalla legge n. con i rischi e a rapportarti con le istituzioni in401 del 2001 mentre viene riorganizzata la maniera più consapevole.Commissione Grandi Rischi nella sua attivi- La sfida del futuro è colmare l’ultimo miglio: in-tà di supporto alle decisioni operative del Ca- formare i cittadini, perché siano sempre più con-po Dipartimento. Il Servizio Nazionale della Pro- sapevoli e con una percezione del rischio sem-tezione Civile viene riformato, a vent’anni dal- pre più alta. Lo Stato deve stringere un pattola sua nascita. Frutto di una grande media- con il cittadino. Un patto che si chiama ‘ri-zione a livello istituzionale e parlamentare la schio accettabile’. Amministratore e cittadi-legge n. 100 del 12 luglio 2012 è il miglior com- no, con la cultura della costituzione, inter-promesso possibile, perché mantiene e raf- vengono fianco a fianco, ciascuno per quan-forza l’impalcatura della legge. 225 del 1992, to può fare”.istitutiva del Servizio Nazionale. Il nocchiero Come durante l’alluvione di Firenze, quandoche ha portato la protezione civile fuori dal- ognuno fece la sua parte, spontaneamente. Gui-la tempesta è ancora alla guida della nave. Per- dato dal dovere di partecipazione, dalla capaci-ché resta ancora molto da fare. tà di fare e dalla volontà di reagire. Sempre. 2 Campagna nazionale “Terremoto io non rischio”: informazione ai cittadini
  • 44. 2 LetteraMagazine “Protezione Civile”:la truffa del falso abbonamentoBuongiorno,sono stato contattato telefonicamente da una persona che si è presentata come rappresentante del ma-gazine “Protezione Civile”. Questo vostro incaricato mi ha proposto un abbonamento alla rivista al prez-zo di 95 euro l’anno. Vi scrivo perché non posso permettermi questa spesa, ho già rifiutato più volte laconsegna tramite corriere e vorrei disdire l’abbonamento. Grazie.Graziella R.uGentile Graziella,l’unica rivista ufficiale del Dipartimento della Protezione Civile è il magazine bimestrale “Protezione Civile”,iscritto al Registro degli Operatori della Comunicazione al n. 20383 del 6.12.2010.Ad ogni uscita, il magazine è distribuito gratuitamente in 18mila copie a uffici di ministeri, organizzazioni divolontariato iscritte all’Elenco nazionale, biblioteche, Comuni, Province e Regioni. Al di fuori dell’ambitoistituzionale, la rivista non viene mai proposta al singolo cittadino, né è prevista alcuna formula diabbonamento a pagamento.Se singoli cittadini richiedono a questa Amministrazione copia cartacea del magazine – e se disponibile ingiacenza un numero di copie sufficienti – il Dipartimento provvede a spedire in forma gratuita la copiarichiesta, fino ad esaurimento. La rivista è comunque accessibile a tutti nella sezione “Magazine” del sitoprotezionecivile.gov.it.Con queste premesse, è evidente che la situazione lamentata non è riconducibile al Dipartimento dellaProtezione Civile che non contatta i cittadini né a casa né nel proprio ambito lavorativo per proporre lasottoscrizione di abbonamenti.Ti ringraziamo, quindi, per la tua segnalazione, e ti invitiamo a fornirci ulteriori dettagli sui soggetti che sipropongono impropriamente come rappresentanti del Dipartimento della Protezione Civile e che, a nome diquesta Amministrazione, si rivolgono in modo ingannevole al cittadino. Il magazine “Protezione Civile” è anche su facebook. Se appartieni a un’associazione di volontariato iscritta all’Elenco Nazionale o al Registro Regionale e desideri inviare contenuti multimediali o segnalare un evento scrivi a magazine@protezionecivile.it. La redazione selezionerà i contributi e li pubblicherà nelle apposite sezioni della pagina.Per inviare contributi, segnalazioni, testimonianze o riflessioni scrivete a magazine@protezionecivile.it24
  • 45. IL CONTACT CENTER DEL DIPARTIMENTOUn servizio per informarsi sui rischi del nostro Paese e conoscere i comportamentiper prevenirli e mitigarli, per sapere comè organizzata e quali sono le attività della pro-tezione civile, o per fare segnalazioni al Dipartimento della Protezione Civile. Il numeroverde risponde dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 18.00 e se necessario viene este-so fino ad h24 tutti i giorni della settimana. Per le domande online e per consultarelo stato di lavorazione delle richieste è disponibile il sito internet del Dipartimento.Telefona all’800 840 840o scrivici su protezionecivile.gov.it protezionecivile.gov.it

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