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Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 1 - Gennaio-Febbraio 2011
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Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 1 - Gennaio-Febbraio 2011

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Magazine "Protezione Civile" ...

Magazine "Protezione Civile"
Informare sull’attività istituzionale del Dipartimento e favorire la circolazione delle notizie all’interno del Servizio Nazionale sui temi di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze: è l’obiettivo del magazine bimestrale “Protezione Civile”, un canale di comunicazione rivolto alle componenti e alle strutture operative del Sistema, con particolare riguardo al mondo del volontariato e delle istituzioni.
Il magazine è distribuito ad ogni uscita in 18mila copie tra uffici di ministeri, organizzazioni di volontariato iscritte all'Elenco nazionale, biblioteche, Comuni, Province e Regioni.
_________________________
[source: protezionecivile.gov.it]

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  • 1. Periodico bimestrale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione CivilePROTEZIONE CIVILE anno 1 n. 1 2PRIMO PIANO Il Capo Dipartimento incontra i Presidenti delle Regioni 2FOCUS 2STORIE On-line il nuovo sito Firenze 1966, del Dipartimento l’alluvione e gli della Protezione Civile Angeli del fangoDAL TERRITORIO: I NUOVI APPARATI DECORATIVI DELLA CATTEDRALE DI NOTO • DAL DIPARTIMENTO: LA NUOVA ORGANIZZAZIONE INTERNA DEL DIPARTIMENTO
  • 2. L’editoriale I nauguriamo con il 2011 questo progetto di comunicazione che nasce per far circolare idee e informazioni sui temi della protezione civile innanzitutto nel mondo delle istituzioni e del volontariato. Dopo il numero zero dedicato a fine 2010 in forma monografica a Terex – l’esercitazione internazionale sul rischio sismico che si è tenuta in Toscana – questa versione multitematica del magazine, accompagnerà le sue uscite bimestrali durante il resto dell’anno. Il numero di gennaio/febbraio è focalizzato su tre temi: la riorganizzazione interna del Dipartimento e le azioni per consolidare il dialogo con il territorio, l’avvio dell’anno europeo del volontariato, l’impegno del nostro paese per contribuire anche in campo internazionale alle strategie di riduzione dei disastri legati ai rischi naturali o causati dall’uomo. Il saluto del Capo Dipartimento, Franco Gabrielli, nelle pagine di Primo piano avvia una riflessione a tutto tondo sui risultati raggiunti alla soglia dei vent’anni del Servizio Nazionale e dei trent’anni del Dipartimento della Protezione Civile, e sulle nuove sfide e impegni istituzionali per il futuro. Riflessione cui questa rivista intende contribuire, come organo ufficiale del Dipartimento, con approfondimenti che inquadrano i temi trattati in un contesto storico più ampio. E se il filo conduttore di questo numero è doverosamente rappresentato dal tema del volontariato di protezione civile, dedicare lo spazio Storie all’alluvione di Firenze del 1966, che ha segnato la presa di coscienza e l’avvio del percorso verso la moderna organizzazione del Sistema ci è sembrato importante. È anche un progetto, il nostro, per contribuire a diffondere con chiarezza innanzitutto all’interno del Sistema le informazioni istituzionali sull’assetto, l’attività, le strategie del Dipartimento. Per questo abbiamo dedicato l’apertura del giornale al punto sulla nuova organizzazione, varata a gennaio, e sul ciclo di incontri istituzionali con i governi regionali avviato dal Capo Dipartimento. Per questo promuoviamo nelle pagine Focus il nuovo sito internet del Dipartimento come strumento di informazione e di servizio e invitiamo i nostri lettori a diventare collaboratori attivi delle iniziative di comunicazione, inviandoci osservazioni, proposte e contributi. Le sezioni Dal territorio e Dal dipartimento, sempre arricchite e aggiornate su internet, e la nuova pagina facebook del magazine sono i primi nodi di una rete che invitiamo tutti a rafforzare. P R OT E Z ION E C I V I L E MAGAZINE UFFICIALE DEL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE Anno 1 n. 1 Redazione Hanno collaborato gennaio/febbraio 2011 Vincenzo Arena Michele Barghini Sara Babusci Attilio D’Annibale Pubblicazione bimestrale Valeria Bernabei Elvezio Galanti iscritta al Registro degli Francesca Dottarelli Operatori della Comunicazione Alessandra Esposito Contatti al n. 20383 del 6.12.2010 Mariacristina Giovannini Dipartimento Elena Lombardo della Protezione Civile Editore Francesca Patti Presidenza del Consiglio Marianna Schiavon Servizio Comunicazione dei Ministri - Dipartimento Cristina Spatola e relazioni con il pubblico della Protezione Civile Veronica Tretter 00193 - Roma Via Ulpiano, 11 Direttore responsabile Art Director www.protezionecivile.it Barbara Altomonte Maurilio Silvestri magazine@protezionecivile.it
  • 3. 2 In questo numero Editoriale 1 Focus On-line il nuovo sito 10 del Dipartimento Primo piano della Protezione Civile Il Capo Dipartimento 4 incontra i Presidenti di Regioni “Protezione Civile” 12 e Province su facebook 2011:Anno europeo 6 Provvedimenti 13 del volontariato in sintesi: on-line un nuovo servizio per il cittadino Programma delle Nazioni Unite 8 per la riduzione dei disastri Storie 14 Firenze 1966, l’alluvione e gli angeli del fango2
  • 4. Dal territorio Lucca, “Villaggio Solidale”: Gabrielli 28 Cattedrale di Noto: presentati 22 al primo salone del volontariato i nuovi apparati decorativi Sul Cimone i Campionati di sci 28 In montagna aumentano 24 della Protezione Civilele presenze ma anche gli incidenti Il Miur per l’educazione 25 Dal Dipartimento ambientale Dipartimento, nuova 30 organizzazione interna Guardia Costiera, “lezioni di 26 mare” fino ad aprile Incendi boschivi: periodo 32 Firenze, assistere i minori in emergenza 27 di attenzione per l’inverno- primavera 2011 c Normativa pag. 34 Servizio Civile, al via da febbraio 33 LetteraAvellino, protezione civile e scuola 27 i tre progetti del Dipartimento u pag. 40
  • 5. 2 Primo PianoIl Capo Dipartimento incontrai Presidenti di Regioni e ProvinceUn percorso di confronto e condivisione avviato il 14 gennaio scorsoS tabilire un contatto diretto con i gover- italiano della protezione civile. Importante mo- natori locali, consolidare l’impegno sul mento discussione allindomani dellemergen- territorio e ribadire il fondamentale rap- za terremoto Abruzzo, gli incontri hanno per-porto di sussidiarietà del Dipartimento della messo di completare il lavoro di analisi e valu-Protezione Civile con le istituzioni regionali, tazione di questa esperienza, raccogliendo gliprovinciali e locali. Questi gli obiettivi del ci- ultimi elementi di riscontro.clo di incontri istituzionali del Capo Diparti- Le riunioni tecniche sono state anche occa-mento con i Presidenti delle Regioni e delle sione per discutere insieme di previsione,Province autonome. prevenzione e gestione dell’emergenza, ol-Attraverso questo percorso – significativamen- tre che delle questioni di protezione civile le-te avviato a dieci anni dalla riforma del Titolo V gate al territorio.della Costituzione Italiana, che ha individuato per Nei primi due mesi del 2011, il Capo Dipartimentola prima volta la Protezione Civile come mate- ha incontrato i Presidenti delle Regioni Puglia,ria di legislazione concorrente – il Dipartimen- Calabria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia,to ha realizzato insieme agli interlocutori istitu- Sardegna, Emilia-Romagna, Campania, Vene-zionali sul territorio una fotografia del Sistema to e della Provincia autonoma di Bolzano. 24
  • 6. 5 Il saluto del Capo Dipartimento Mi piace pensare che questo magazine bimestrale, organo ufficiale del Dipartimento di cui salutiamo oggi il numero 1, oltre a essere strumento di informazione, possa diventare nel tempo un luogo di dibat- tito e scambio di esperienze, contribuendo fattivamente alla conoscenza del Sistema di protezione civile. Un sistema complesso il nostro, spesso interpretato con approssimazione. Lo immagino non come una piramide ma come un movimento circolare nel quale tutte le componenti e le strutture ope- rative sono partecipi – ovviamente con responsabilità, funzioni, ruoli diversi – dello stesso pro- getto a salvaguardia dellincolumità di tutti. Ma quello che vedo oggi è ancora un sistema a quattro velocità, dove ci sono realtà che rappresentano grandi eccellenze, altre che si stan- no fortemente attrezzando per arrivare alleccellenza, altre ancora con molta volontà ma in una fase di non completa realizzazione e infine Regioni dove questa sensibilità è anco- ra tutta da costruire. Una grande sfida, quella di far crescere tutti, che dobbiamo perseguire instancabilmente. Questo è uno dei motivi per cui dall’inizio del mio mandato ho tenuto a in- contrare personalmente tutte le Regioni e le Province autonome, a casa loro. Un “viaggio in Ita- lia” che mi vede oggi a metà percorso e che concluderò solo per avviarne altri. La complessità del no- stro territorio rende quotidianamente evidente quanto sia fondamentale il ruolo del sistema regionale, così come la stessa complessità dimostra quanto sia necessaria una sintesi nazionale, che a sua volta non può non traguardare gli aspetti internazionali. In questa dialettica, il Dipartimento della Protezione civile, come Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, svolge le sue funzioni istituzionali di coordinamento, indirizzo, controllo.GLI ATTESTATI DI PUBBLICA A quasi venti e trenta anni dalla loro fondazione, il Servi-BENEMERENZA PER IL zio Nazionale e il Dipartimento possono contare su cono-TERREMOTO IN ABRUZZO scenze, eccellenze, sistemi di monitoraggio adeguati perGli incontri istituzionali del Capo Dipartimento della molti rischi che caratterizzano il nostro paese e anche suProtezione Civile con i Presidenti delle Regioni e delle unadeguata capacità di risposta alle emergenze. È unProvince autonome sono spesso anche occasione per sistema fatto di istituzioni, enti di ricerca, organizzazio-consegnare alcune medaglie doro per limpegno ni di volontariato, che necessita di una organizzazionedimostrato in Abruzzo. sempre più efficiente per definire meglio ruoli, funzioni,Si tratta dell’attestato di pubblica benemerenza competenze anche a partire dalla riorganizzazione inter-concesso con il decreto del Presidente del Consiglio na del Dipartimento, che ha impegnato l’avvio della miadei Ministri dell11 ottobre 2010 a tutte le gestione. Non a caso, nell’anno europeo del volontariatoComponenti e alle Strutture Operative del Servizio la struttura che si interessa di volontariato, formazione eNazionale della Protezione Civile, come comunicazione è diventata nel Dipartimento il primo uf-riconoscimento per limpegno nellemergenza ficio. Intendiamo arrivare agli Stati Generali del Volonta-terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009. riato in autunno con una seria riflessione sull’oggi e sul per-Il decreto stabilisce, infatti, che le medaglie doro corso che il volontariato e tutto il Sistema di protezionevengano conferite per le operazioni di soccorso alla civile dovranno compiere per assicurare a se stessi e al Pae-popolazione abruzzese colpita dal terremoto e per il se un futuro migliore. Con in tasca una copia del nostro ma-contributo straordinario in termini di risorse umane gazine, che per tutto l’anno in quarta di copertina porte-e strumentali per il superamento dell’emergenza. rà il richiamo all’anniversario dell’Italia unita.
  • 7. 2 Primo Piano 2011: Anno europeo del volontariato In tutta Europa iniziative e progetti per la valorizzazione e la diffusione della cittadinanza attivaP artecipazione, pluralismo e solidarie- ropeo un modello sociale che pone al pro- tà. Sono questi i principi su cui si basa prio centro le persone. Questo anno può for- il volontariato in Italia e in Europa. nire inoltre la possibilità di potenziare il vo-Il Consiglio d’Europa, con la Decisione del 27 lontariato inteso come strumento di promozionenovembre 2009, ha istituito nel 2011 “l’Anno per una maggiore partecipazione civica.europeo delle attività di volontariato che pro- Il tour “Conosciamoci”, la staffetta “Storiemuovono la cittadinanza attiva”, ribadendo straordinarie di gente comune” e le confe-che: “Il volontariato è una delle dimensioni renze “Per costruire le basi per un’eredità du-fondamentali della cittadinanza attiva e della ratura dell’Anno europeo del volontariato” so-democrazia, nella quale assumono forma con- no le principali iniziative in corso in Europa. Increta valori europei quali la solidarietà e la non ogni Stato membro è istituito un Onc-Organi-discriminazione e in tal senso contribuirà allo smo nazionale di coordinamento, che si in-sviluppo armonioso delle società europee”. terfaccia con le istituzioni europee. In ItaliaTra i principali obiettivi dell’iniziativa: dare vi- l’Onc è il Ministero del Lavoro e delle Politi-sibilità al volontariato nell’Unione Europea e che Sociali-Direzione generale per il volonta-favorire le iniziative realizzate dal Terzo settore, riato, l’associazionismo e le formazioni sociali.valorizzando la comunità e il territorio, dove Nel nostro Paese in base alle ultime rileva-si sviluppano relazioni solidali e partecipati- zioni Istat si registra un incremento – tra ilve. In questo modo si rafforza in ambito eu- 2001 e il 2003 – del 14,9 per cento delle or-6
  • 8. 7 DIVENTARE VOLONTARI DI PROTEZIONE CIVILE Per svolgere attività di protezione civile come volontari è necessario essere iscritti a una delle organizzazioni inserite negli elenchi regionali e nazionale. Chi desidera diventare volontario di protezione civile deve fare richiesta direttamente all’organizzazione prescelta, in base a: 3 ambito territoriale di evento (nazionale, regionale, comunale); 3 tipologia di eventi in cui si è chiamati ad intervenire, di tipo a), b) c); 3 eventuale specializzazione operativa dellorganizzazione; 3 livello di partecipazione con le attività istituzionali; 3 disponibilità richiesta; 3 vicinanza della sede alla propria abitazione. L’elenco nazionale e quelli regionali sono consultabili rispettivamente presso la Regione nella quale si intende svolgere, in prevalenza, lattività di protezione civile o presso il Servizio volontariato del Dipartimento della Protezione Civile. Per ulteriori informazioni: volontariato@protezionecivile.itganizzazioni di volontariato iscritte ai registri lontariato, nella seduta del 21 dicembre 2009,regionali con 21.021 realtà. e raccoglie le richieste di impegno al Parla-Le attività svolte dalle organizzazioni volon- mento europeo nel settore del volontariato.tarie rientrano principalmente nel settore as- Anche per il Servizio Nazionale della Protezio-sistenziale, seguito da sanità, cultura e attività ne Civile il 2011 è occasione di riflessione perricreative, protezione civile, istruzione e ri- migliorare gli strumenti e la qualità delle attivi-cerca, ambiente, tutela dei diritti e sport. tà del volontariato, per incoraggiare la colla-Il gruppo di lavoro “Volontariato europeo e borazione in rete, la mobilità, la cooperazioneinternazionale a confronto” dellOsservatorio e la creazione di sinergie nella società civile.nazionale per il volontariato – costituitosi nel L’anno offre inoltre l’opportunità di sensibilizzare1997 – ha contribuito alla condivisione e al- l’opinione pubblica al valore e all’importanzal’elaborazione del Piano nazionale Italia 2011 del volontariato come espressione di parteci-dell’Organismo nazionale di coordinamento. pazione civica che contribuisce alla risoluzio-Nel Piano sono indicati motivazioni e obietti- ne di questioni di interesse comune come la pre-vi dell’Anno europeo del volontariato, in coe- visione, la prevenzione e l’autotutela. 2renza con il percorso proposto dal Manifestodel volontariato per l’Europa a cui aderiscono Maggiori informazioni sull’Anno europeo del volontariato su:decine di associazioni. Il Manifesto è stato http://europa.eu/volunteering/it/deliberato dall’Osservatorio nazionale del vo- http://www.lavoro.gov.it/AnnoEuropeoVolontariato
  • 9. 2 Primo PianoProgramma delle A margine dell’incontro sono organizzati due momenti di riflessione, riservati ai Paesi dell’areaNazioni Unite per la mediterranea e dell’Europa sud-orientale perriduzione dei disastri esaminare come il piano decennale Hyogo 2005-2015 sia realizzato a livello regionale.A Roma presentazione del Le riunioni della prima giornata, in linea conRapporto di revisione di medio il piano Hyogo, sono dedicate al Programma euro-mediterraneo di cooperazione per latermine dedicato ai rischi Prevenzione, Preparazione e Risposta ai Di- sastri Naturali e Antropici (Pprd South) e al Pro-L’ 8 e il 9 marzo Roma rinnova l’impe- gramma dell’Europa sud-orientale per la mi- gno per una cultura di prevenzione e tigazione e l’adeguamento del rischio di disastri di riduzione del rischio di calamità. Il (Seedrmap).Campidoglio ospita infatti un evento interna- Il Pprd South mira a rafforzare la coopera-zionale organizzato dal Dipartimento della zione nel settore della protezione civile e adProtezione Civile e dal Segretariato delle Na- avvicinare i paesi partner al Meccanismo eu-zioni Unite della Strategia Internazionale per ropeo di protezione civile istituito nel 2001. Na-la Riduzione dei Disastri (UNISDR): lo Hyo- sce dalla dichiarazione di Barcellona del 1995go Framework for Action 2005-2015. Launch e dal programma-pilota del 1998 per la crea-of the Mid-Term Review Report and Disaster zione di un partenariato euro-mediterraneo.Risk Reduction in South Eastern Europe and Il Seedrmap è un programma gestito dal Se-in the Mediterranean. Lo Hyogo Framework gretariato delle Nazioni Unite della Strategiafor Action 2005-2015 è un piano decennale Internazionale per la Riduzione dei Disastriper ridurre i danni provocati dai rischi natu- (UNISDR) e dalla Banca Mondiale, nato perrali adottato dai 168 Paesi che hanno parte- promuovere e consolidare le attività di ridu-cipato alla Conferenza Mondiale di Kobe sul- zione della vulnerabilità dei Paesi del Sud-la Riduzione dei Disastri. Est europeo.Dopo cinque anni è stata realizzata la Mid-Term Review per valutare lo stato di realizza- U La piattaforma nazionale italianazione della Strategia, per verificare se gli obiet- Gli stati firmatari del piano decennale Hyo-tivi indicati a Hyogo siano stati raggiunti e per go Framework for Action coordinano e gesti-evidenziare gli eventuali correttivi da porre in scono le attività per la riduzione del rischioessere per la seconda metà del percorso. di disastri attraverso il modello flessibile e di-Il documento così articolato è stato ultimato namico della piattaforma nazionale: uno stru-e pubblicato nel febbraio 2011 e viene pre- mento che garantisce un contributo parteci-sentato ufficialmente per la prima volta il 9 pato a livello scientifico, culturale, sociale e po-marzo a Roma alla presenza dell’Assistente litico per la realizzazione degli obiettivi fissa-del Segretario Generale dell’ONU per il tema ti dal piano decennale.della Riduzione del Rischio da Catastrofi, Nel caso dell’Italia, a rappresentanza dellaMargareta Wahlström. posizione del nostro Paese in materia di ri-8
  • 10. 9duzione dei disastri, è stata adottata la piat- MY CITY IS GETTING READY:taforma nazionale con Decreto del Presidente UNA CAMPAGNA ISDR PERdel Consiglio dei Ministri n. 66 del 2008. CITTÀ RESILIENTILa normativa ha riconosciuto il Dipartimentodella Protezione Civile quale nucleo di coor-dinamento della piattaforma con potere de-cisionale in materia di riduzione del rischio,composto da un rappresentante della Con-ferenza Stato-Regioni, dell’Anci-Associazio-ne nazionale comuni italiani e dei seguentiMinisteri con e senza portafoglio: Affari Este-ri, Interno, Difesa, Economia e Finanze, Svi-luppo Economico, Ambiente e Tutela del Ter-ritorio e del Mare, Infrastrutture e Trasporti,Salute, Istruzione Università e Ricerca, Rap- L’attenzione rivolta alla riduzione dellaporti con le Regioni e Coesione territoriale. vulnerabilità in ambito nazionale e internazionale si accompagna ad un imprescindibile impegnoU Hyogo Framework for Action anche a livello locale, attraverso contributi mirati. 2005-2015: obiettivi È questo un tema prioritario nell’agenda delloIl quadro decennale Hyogo Framework for Hyogo Framework for Action con la campagnaAction 2005-2015 fissa l’importante obietti- Making Cities Resilient: My city is getting readyvo di ridurre, entro il 2015, le perdite dovu- della International Stategy for Disasterte al verificarsi di una calamità naturale, in Reduction.termini di vite umane, di beni sociali, di ri- La riduzione del rischio di disastri, anchesorse economiche e ambientali. attraverso il potenziamento del sistemaIl piano, che opera nell’ambito della Interna- scolastico e sanitario, riconosce un ruolo ditional Strategy for Disaster Reduction, rico- primo piano ai governi e alla società civilenosce la riduzione del rischio come fonda- attraverso l’adozione di piani d’azione dedicati.mentale presupposto per lo sviluppo sostenibile L’incontro dell’8 marzo 2011 da’ voce alledi un Paese. Stabilisce la priorità di rafforza- esperienze delle città dellEuropa sud-orientalere la capacità di risposta ai disastri, con una che già sostengono la campagna, con l’obiettivoparticolare attenzione alla prevenzione, alla mi- di trarre insegnamento dalle precedentitigazione e alla riduzione della vulnerabilità in esperienze e promuovere un confronto con leun contesto sociale. altre città.I 168 Stati partecipanti assumono un impe- Il giorno 9 marzo 2011, durante l’incontro delgno che coinvolge Istituzioni e società civile Launch of the Mid-Term Review, i Sindaci dinella diffusione di una cultura di riduzione Roma e Firenze sottoscriveranno l’adesione alladel rischio integrata con i programmi di ri- campagna, testimoniando l’attenzione al temasposta immediata e di recupero delle comu- della riduzione dei rischi a livello locale.nità colpite. 2
  • 11. 2 FocusOn-line il nuovo sito del Dipartimentodella Protezione Civile Trasparenza e adattabilità sono le parole chiave del nuovo sito del Dipartimento della Protezione Civile,on-line dal 1° febbraio I l nuovo progetto web dall’utente, che per la prima nasce all’insegna volta in un sito istituzionale dell’interattività e offre può decidere quali una serie di nuovi servizi agli visualizzare e quali no utenti. L’home-page può scegliendo la propria essere personalizzata grazie home-page dal menu di all’organizzazione per personalizzazione. Questo widget: si tratta di box che approccio intende veicolare rappresentano delle vere e una comunicazione proprie scorciatoie per scomponibile in una serie di raggiungere le diverse flussi informativi, plasmabili sezioni del sito, e riaggregabili dallutente in mostrandone un’anteprima. base ai propri interessi o a Simili alle “civette”, i specifiche esigenze. richiami in prima pagina dei L’organizzazione dei quotidiani, i box possono contenuti per temi, essere spostati e posizionati raggruppati in menu, e la10
  • 12. 11navigazione a faccette, base dei fruitori del sito. di interattività e funzionalità.rendono logica e lineare la Accessibilità e diffusione Continuate quindi a scrivercicollocazione dei contenuti e sono favorite anche dalla e a inviare i vostripiù facile la loro possibilità di scegliere la suggerimentiindividuazione. I tre menu navigazione in lingua a infosito@protezionecivile.it,principali (istituzionale, di inglese, altra novità del sito. come avete fatto fino adnavigazione, degli strumenti) Il portale propone anche un oggi. Le vostre segnalazionisono sempre presenti, in servizio newsletter e rss sono lo strumento piùqualsiasi pagina, a qualsiasi feed. Gli utenti che lo prezioso per continuare alivello, e insieme alle desiderano possono migliorarci. 2“briciole di pane” aiutano aorientarsi e navigarevelocemente allinterno delsito. Le faccette permettonodi organizzare e classificareal meglio le informazioni: icontenuti sono catalogatisemanticamente,assegnando a ciascuncontenuto un certo numerodi specificazioni riguardantilargomento trattato, ilcontesto, la data, il tipo didocumento. Linsieme diqueste specificazioni genera registrarsi alla newsletter per Nella pagina precedente, la sezione delun albero di proprietà del ricevere aggiornamenti nuovo sito dedicata al rischio vulcanico.contenuto. Il nuovo sito del settimanali sulle notizie e i Sopra, la finestra di personalizzazioneDipartimento, oltre ad essere contenuti pubblicati. Chi che consente all’utente di scegliereorientato alla massima preferisce un aggiornamento i contenuti da visualizzare in home-page.accessibilità e completezza in tempo reale può utilizzare Una volta selezionati, i singoli widget,delle informazioni, ne i feed rss. Nel primo mese di o box, possono essere posizionati in unfavorisce la diffusione vita il sito ha avuto oltre punto qualsiasi della pagina con unattraverso gli strumenti 60mila visitatori unici. È un semplice drag and drop.maggiormente usati dagli buon risultato, ma restautenti di internet. È possibile ancora molto da fare.condividere ogni pagina sui L’obiettivo della redazione èsocial network più popolari, quello di rendere agli utenticome Twitter e Facebook, un servizio sempre migliore,allargando così incrementando i servizipotenzialmente anche la offerti, soprattutto in termini
  • 13. 2 Focus“Protezione Civile” su facebookLa pagina ufficiale del magazine sul celebre social network,per approfondire i temi trattati nella rivista e sul sito multimediali pubblicati sul sito del Dipartimento. La pagina è rivolta alle organizzazioni di volontariato, alle strutture operative del Servizio Nazionale, alle istituzioni, ma anche ai privati che possiedono un account facebook e vogliono essere informati su temi come la previsione e la prevenzione dei rischi che interessano il territorio italiano. In bacheca sarà possibile commentare gli articoli del magazine, i contenuti multimediali postati dagli amministratori e rispondereF acebook è diventato il mondo del volontariato di ai periodici sondaggi che social network più protezione civile. Per verranno proposti. diffuso in Italia: 18 diffondere al meglio la Completano la pagina unamilioni di iscritti e 12 milioni cultura di protezione civile e galleria multimediale condi utenti effettuano creare una rete di foto e video ufficiali e unal’accesso ogni giorno. Tra informazione capillare ed sezione dedicata agli eventi.questi, associazioni di efficace nasce la pagina Diventando fan della paginavolontariato, gruppi ufficiale facebook gli utenti potranno riceverecomunali e semplici “Protezione Civile-magazine direttamente sul propriocittadini condividono del Dipartimento della desk gli aggiornamenti inquotidianamente sul proprio Protezione Civile”, uno tempo reale. Perprofilo un link al sito spazio pensato per informazioni e chiarimentiinternet del Dipartimento approfondire i temi trattati su quest’iniziativa èdella Protezione Civile o a nella rivista e rilanciare possibile scrivere a:iniziative riguardanti il news, dossier, contenuti magazine@protezionecivile.it12
  • 14. 13Provvedimenti in sintesi: on-lineun nuovo servizio per il cittadinoA garanzia di una maggiore semplicità e chiarezza informativaC on il nuovo sito pubblico, per cui si rimanda pubblicazione on-line. internet del al testo integrale. Lo stile Dall’analisi delle visite al Dipartimento della segue le regole di sito, “Provvedimenti” risultaProtezione Civile sono stati semplificazione del tra le pagine più lette eprogettati e sviluppati vari linguaggio amministrativo, consultate: il 20 per centostrumenti per migliorare spiegate nelle direttive del totale dei visitatoritrasparenza e accessibilità dell’8 maggio 2002 e del 24 naviga nella sezione edei contenuti al cittadino. ottobre 2005, e in generale sperimenta la nuova ricercaUno di questi è la sintesi le regole di scrittura dei siti per “faccette”, cioèper punti di decreti, web: la struttura sintattica è categorie che caratterizzanoordinanze e degli altri atti lineare, le frasi sono brevi e i contenuti e cheche sono pubblicati nella il linguaggio è quello consentono di selezionarlisezione “Provvedimenti”. comune. Lidea di spiegare i in base a tipo, data diIl nuovo servizio ha provvedimenti normativi in pubblicazione, ambito,l’obiettivo di spiegare in modo più semplice nasce rischio e territorio. Tra imodo semplice e chiaro il dallesperienza fatta in contenuti più letti, invece, sicontenuto dei Abruzzo, dove era segnalano i provvedimentiprovvedimenti, per necessario dare più recenti o quelli diagevolarne la lettura e per informazioni in tempo reale maggiore attualità.facilitarne la comprensione. a tutta la popolazione, e Le scelte adottate perIl riassunto viene pubblicato non a un pubblico ristretto. questa sezione, e ininsieme al testo integrale in Con il nuovo sito web generale le altre soluzioniuna pagina che consente al abbiamo deciso di del nuovo sito dellettore di spostarsi da un estendere quest’esperienza Dipartimento, sono in lineatipo di contenuto all’altro a e abbiamo progettato nella con il processo diseconda delle sue esigenze. nuova sezione dedicata alla innovazione in corso nellaLe sintesi spiegano in modo legislazione uno spazio pubblica amministrazionedettagliato i contenuti che specifico per le sintesi. In che ha individuato nellapossono risultare più questo modo si è anche comunicazione, e ininteressanti per gli utenti, consolidato un metodo di particolare nella chiarezza ementre trattano in modo lavoro che coinvolge l’ufficio trasparenza dei contenuti,meno approfondito gli del Consigliere giudico nel uno degli strumenti peraspetti più tecnici e di verificare la correttezza migliorare il rapporto con iminore interesse per il delle sintesi prima della cittadini. 2
  • 15. 2 StorieUna sezione dedicata agli Uno sguardo al passato cheeventi che hanno segnato è anche occasione di riflessionela storia italiana e che, sui temi di previsioneal contempo, hanno contribuito e prevenzione dei rischi e sullaalla nascita e all’evoluzione capacità del Sistema didi una cultura condivisa protezione civile di risponderedi protezione civile. efficacemente alle emergenze. Firenze 1966, l’alluvione e gli angeli del fango Il 4 novembre l’Arno scatena una delle più pesanti catastrofi della storia nazionale “ La mia parola non è un incitamento, non ne avete bisogno, ma il sem- plice annunzio dell’inizio di una gara di trepida sollecitudine, che vedrà tutti gli italiani – uomini e donne, grandi e piccini, in Patria e fuori dai confini della Patria circondati dal commosso affetto degli altri popoli – uniti in un patto di fraternità che, nel limite delle for- ” ze umane, vincerà la sofferenza, il dolore, il bisogno1. l 4 novembre 1966 è una data che Firenze e l’Italia non potranno mai di- I menticare. In questo giorno di festa – la ricorrenza delle Forze Armate – l’intera penisola è sotto la pioggia e il bacino dell’Arno, ingrossato da die-ci lunghi giorni di precipitazioni, scatena una delle più pesanti catastrofi della storia na-zionale. Nel corso della notte tra il 3 e il 4 novembre, infatti, il fiume esonda nel Casentino e nelValdarno Superiore, cominciando la sua opera di devastazione e proseguendo, inarresta-bile, la sua corsa a valle. Quando la piena raggiunge il capoluogo toscano lo fa con furia incontenibile: un’ondaalta tre metri percorre le vie della città alla velocità di 60 km orari; dai lungarni, trasfor-mati in un unico fiume, la melma si riversa ovunque travolgendo ogni cosa, penetrando abi-14
  • 16. 15tazioni, chiese, edifici storici. Nel quartiere di Santa Croce, in via dei Neri, una targa ricordail punto più alto raggiunto dalla piena: 4 metri e 92 centimetri. I fiorentini, sorpresi in casa o nelle strade inondate dalle acque, si trovano a lottare perdifendere la loro stessa vita. Il 6 novembre 1966, quando l’Arno si ritira, abbandona Fi-renze alla sua disperazione, sepolta sotto 600mila tonnellate di fango. Carabinieri, uomini della Polizia di Stato e dell’Esercito, pompieri: tutti convogliano aFirenze per far fronte all’alluvione. I soli Vigili del Fuoco, nella notte tra il 4 e il 5 novembre,mettono in salvo migliaia di persone, portando a termine oltre 9mila interventi. Superata la fase dei primi soccorsi le attività si concentrano sulla distribuzione di me-dicinali, viveri e mangime per il bestiame. Massicce anche le operazioni condotte per la po-tabilizzazione delle acque e il ripristino dell’acquedotto cittadino, oltre che per la disinfe-zione degli ambienti, per il ripristino della viabilità e per il controllo dei movimenti fra-nosi. Ma le Forze Armate, pur numerose, si trovano a operare prive di quel fondamentale co-ordinamento che troverà naturale espressione solo nella futura Protezione Civile. Per la prima volta in Italia si percepisce l’assoluta mancanza di un Sistema nazionalein grado non solo di intervenire efficacemente nell’emergenza, ma anche di monitorare ra-zionalmente il territorio attraverso una costante attività di previsione e prevenzione. La vera forza salvifica di questa catastrofe risiede nella risposta spontanea della gentecomune, della “cittadinanza attiva” giunta da ogni parte d’Italia – e da molti Paesi esteri– per offrire volontario aiuto a una città in ginocchio. Nonostante la grande mobilitazione il bilancio dell’alluvione resta pesante: le vittimeufficiali sono 34, distribuite tra Firenze e i comuni della provincia. Gravi anche le conseguenze per il patrimonio artistico-culturale: distrutti migliaia di vo-lumi della Biblioteca nazionale centrale, irrimediabilmente compromessi i depositi degli Uf-fizi, danneggiati monumenti, chiese e opere d’arte. L’acqua entra a Palazzo Vecchio, nel Duomo, nel Battistero. Il crocifisso di Cimabue, tra-volto dal fango nella Basilica di Santa Croce, diventa un simbolo della catastrofe e, al con-tempo, un richiamo a far presto, per strappare le opere d’arte, patrimonio dell’umanità, allarovina totale. All’appello rispondono volontari ed esperti da ogni parte del mondo, che tra-sformano Firenze in un centro internazionale del restauro. Uomini e donne, giovani e meno giovani, di ogni estrazione sociale e culturale, accor-rono a Firenze per spalare fango, distribuire acqua e cibo, recuperare le opere d’arte e i li-bri travolti dalla piena. Da Ted Kennedy a Margherita Hack, da Gerhard Schroeder a Josckha Fischer, sono mi-gliaia le giovani intelligenze che accorrono a Firenze per offrire il loro contributo. Precur-sori delle più moderne forme di volontariato associato – espressione di solidarietà, parte-cipazione e pluralismo – sono gli “angeli del fango”, definiti così per la prima volta dal gior-nalista Giovanni Grazzini: “Chi viene anche il più cinico, anche il più torpido, capisce su-bito tre cose: che le perdite sono spaventose, che per restituire a Firenze un volto lumino-
  • 17. 2 Storie so e il benessere occorreranno miliardi e forse decenni, ma anche che d’ora innanzi non sarà più permesso a nessuno fare dei sarcasmi sui giovani beats. Perché questa stessa gioven- tù che sino a ieri ha attirato le vostre ironie, oggi ha dato, a Firenze, un esempio meravi- glioso, spinta dalla gioia di mostrarsi utile, di prestare la propria forza e il proprio entu- siasmo per la salvezza di un bene comune. Onore ai beats, onore agli angeli del fango2”. U 4 NOVEMBRE 1966 - TESTIMONIANZA DI ELVEZIO GALANTI 3 Erano le 7.30 del mattino, eroDipartimento Vigili del Fuoco © Fratelli Alinari con mio padre, avevo sedici anni. Quel giorno avrei dovuto parteci- pare a una gara di judo, e per que- sto portavo con me una cinepresa Super8. Nonostante avessi un pre- zioso strumento tra le mani, però, quel giorno non mi fermai a ri- prendere i drammatici momenti dell’alluvione di Firenze. C’era pudore nel documentare quell’inatteso lago silenzioso da- vanti a noi, da dove provenivano svariati colpi di fucile, mio padre con il buonsenso popolare tutto toscano, misurato e gar- bato mi disse sottovoce: “…’un si ripiglia nulla, l’è vergogna…”. Un monito spontaneo, som- messo: era di fatto il segnale, la corda antica che vibrava collettivamente e ci diceva che era arrivato il momento di agire per la nostra città. Il Sindaco Piero Bargellini e il Prefetto di Firenze, invece, la notte tra il 3 e il 4 novembre si erano incontrati sul Ponte Vecchio, temendo il peggio per la città, mentre la popolazio- ne era completamente inconsapevole di quello che sarebbe avvenuto. La situazione di partenza era totalmente sfavorevole: assenti monitoraggio, informazioni, piani di emergenza. Gli idrometri c’erano, ma non avevano ancora alcuna funzione di al- lerta. Ciò che mancava del tutto era una cultura della prevenzione, ma anche un ordina- rio e conosciuto sistema informativo, al punto che Marcello Giannini, giornalista Rai, per far capire a Roma la gravità della situazione fu costretto a portare il suo microfono per le scale, e a far sentire in diretta lo scroscio delle acque. I primi luoghi del coordinamento dei soccorsi furono le parrocchie e le Case del popo- lo: lì le prime basi, lì le prime forme di aggregazione, che oggi in modo più scientifico chia- (1) Dal messaggio rivolto agli italiani dal Pre- (2) Giovanni Grazzini, Si calano nel buio del- (3) Direttore dell’Ufficio Relazioni Istituzionali sidente della Repubblica Giuseppe la melma, “Corriere della Sera”, 10 novem- del Dipartimento della Protezione Civile Saragat – 9 novembre 1966 bre 1966 16
  • 18. 17 Raccolte museali Fratelli Alinari-Collezione Aranguren, Firenze Piazza Santa Croce dopo l’alluvione del novembre 1966.Nella pagina precedente, ruspe dei Vigili del Fuoco in piazzale Michelangelo.meremo una forma di Resi-lienza della città. Uomini edonne – di Firenze prima, e ditutto il mondo poi – organiz-zavano gli interventi per unacomunità la cui sofferenza,catturata per la prima voltadalle riprese televisive, ferivagli occhi di tutti. I danni provocati a Fi-renze dall’alluvione del 1966furono immensi anche ri-guardo al patrimonio artisti-co e culturale custodito dal-la città. Dal 1177 ai giorni nostri, otto grandi alluvioni pari a quella del 1966 colpirono Firen-ze, ma alla città, e all’Italia tutta, mancava una memoria storica, la sola che avrebbe po-tuto mitigare se non evitare il disastro in caso di nuova inondazione. Nel 1938, nella Biblioteca nazionale, per salvaguardare i libri più preziosi dai bom-bardamenti, si pensò di spostarli sottoterra, nelle cantine; ma questa operazione espose ilpatrimonio librario a un altro, sottovalutato, rischio. La Biblioteca nazionale si trovava in-fatti – e tuttora si trova – in Santa Croce, nel punto morfologicamente più basso di Firen-ze che nel novembre del 1966 fu sommerso da oltre quattro metri di fango. Migliaia di persone comuni raggiunsero Firenze da ogni parte d’Italia e da molti Pae-si in tutto il mondo e si misero al lavoro per salvare i volumi della Biblioteca nazionale, chefurono così in gran parte recuperati, ripuliti, interfogliati. Firenze era, nell’immaginario collettivo, un bene comune, un patrimonio della civiltà.Per questo all’accorato appello di aiuto del sindaco Piero Bargellini rispose l’umanità in-tera: per la prima volta nella storia delle emergenze ci fu una mobilitazione spontanea, uni-versale, cosmopolita, consegnata alla storia anche dal documentario Per Firenze girato daFranco Zeffirelli: un filmato che testimonia ancora oggi i duri giorni di Firenze e l’incre-dibile, alacre schieramento degli “angeli del fango”, i tanti volontari che decisero di accorrerein città per offrire un loro contributo. Un episodio di quei giorni difficili, continua a vivere con forza nei miei ricordi. Un epi-
  • 19. 2 Storiesodio che, forse inconsciamente, mi ha guidato fin qui dove sono, mi ha insegnato la for-za d’animo e la capacità di reagire sempre, anche nelle avversità. Era già dicembre, quasi un mese era trascorso dalla notte della terribile alluvione, mala città recava ancora i segni di una sofferenza profonda, incolmabile. Incamminandomiverso Santa Maria Nuova da Borgo Pinti, sede della mia palestra, intravidi in Via Folco Por-tinari, una bottega, una delle tante distrutte. Era stata ripulita da poco dal fango, dalla naf-ta, e al suo interno non v’erano altro che un omino con il suo grembiule, un panchetto dilegno, con sopra un fornellino a gas, e un bricco. Sull’uscio, invece, un cartello, con su scrit-to a mano: “Caffè”. La voglia di ricostruire di quell’uomo – che fu in quel terribile 1966 la voglia di Firenzetutta – resta per me un esempio incancellabile di una silenziosa forza, che riaffiora sem-pre serenamente ogni volta che il mio lavoro mi porta a intervenire per prestare soccorsoalle popolazioni colpite da un disastro. Quella scritta a mano “Caffè” è per me la costan-te consapevolezza che le popolazioni colpite hanno bisogno certo di beni materiali ma an-che di speranza.U I LIBRI E L’ALLUVIONE: IL CENTRO DI RESTAURO DELLA BIBLIOTECA DI FIRENZE Il 4 novembre 1966 l’alluvione travolge la Biblioteca nazionale centrale di Firenze som-mergendo quasi un milione di unità bibliografiche sistemate nel seminterrato, al piano ter-reno e al piano rialzato delledificio. Gravemente danneggiati – oltre all’emeroteca – i circa 100mila volumi appartenenti alleraccolte storiche della Biblioteca e, in particolare, i grandi formati Palatini, il fondo Ma-gliabechiano e il fondo delle Miscellanee. Grazie agli aiuti internazionali e agli esperti accorsi da ogni parte del mondo per pre-stare aiuto alla popolazione fiorentina nasce un centro di restauro per il recupero dei benilibrari danneggiati. Nelle prime settimane dopo l’alluvione, tonnellate di volumi sono estratti dal fango, tra-sportati in luoghi sicuri, puliti e asciugati. Ogni volume viene corredato da una scheda che,insieme ai danni, ne descrive la struttura originale. Il Laboratorio – dapprima collocato nei locali della Centrale termica della stazione fer-roviaria e successivamente allestito allinterno della Biblioteca – lavora come una grandecatena di montaggio: dalla collazione alla scucitura, dal rattoppo alla legatura. Grazie a que-sti interventi, nel corso degli anni, buona parte del patrimonio librario è recuperata e resanuovamente disponibile per la consultazione. Il centro di restauro di Firenze – frutto di collaborazioni internazionali nate per fron-teggiare l’emergenza – diventa negli anni Settanta un modello di rilevanza mondiale perla costituzione di altri laboratori pubblici. Fondamentale per la ricostruzione della storia della Biblioteca nazionale di Firenze an-che il laboratorio fotografico dell’Istituto: oltre 1.500 scatti che documentano i giorni del-l’alluvione e le diverse fasi delle operazioni di recupero del materiale danneggiato.18
  • 20. 19U DAL CINEMA ALLA FOTOGRAFIA: L’ALLUVIONE IN SCATTI E PELLICOLE “Adesso Firenze ha bisogno dellaiuto di tutti, perché Firenze appartiene al mondo, quin-di è anche la mia città”. Con queste parole, pronunciate in un italiano imperfetto, l’atto-re Richard Burton lancia il suo appello dal film-documentario Per Firenze girato nel 1966da Franco Zeffirelli. Il documentario, uscito a un mese dalla catastrofe, descrive la situazione della città al-l’indomani dell’alluvione e raccoglie le testimonianze degli “angeli del fango” accorsi datutto il mondo. Tra di loro, anche Robert Kennedy, che chiede aiuto alla comunità inter-nazionale in favore della città di Firenze. L’alluvione entra nell’immaginario collettivo e nella storia nazionale attraverso nume-rose opere cinematografiche. Anche una delle scene del film La meglio gioventù, di MarcoTullio Giordana, è ambientata a Firenze nei giorni dell’emergenza del 1966. A quarant’anni dall’alluvione, Erasmo D’Angelis – giornalista e promotore del Radu-no internazionale degli Angeli del Fango del 4 novembre 2006 – presenta il docu-film An-geli nel Fango. L’alluvione mai vista, che ricostruisce le ore drammatiche del 4 novembre1966 al ritmo di immagini inedite. Il docu-film ricostruisce la straordinaria esperienza de-gli “angeli del fango” con la partecipazione di Paolo Hendel come voce narrante. Sempre nel quarantennale del disastro, il regista e attore teatrale Marco Paolini inter-preta 4 novembre ’66. La guerra grande dell’Arno, un testo del toscano Francesco Nicco-lini. E l’alluvione di Firenze è anche nella mostra Triumph from Tragedy-I giorni dell’al-luvione che raccoglie gli scatti di David Lees, fotografo della rivista “Life”, sugli avveni-menti del 1966 suddivisi in tre fasi: la devastazione, il recupero e il restauro.Ulteriori approfondimenti saranno disponibili su:www.protezionecivile.it/jcms/it/magazine.wpU DAGLI ANGELI DEL FANGO AL VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE: L’EVOLUZIONE NORMATIVA L’alluvione di Firenze del 1966 evidenzia l’inadeguatezza della struttura centrale deisoccorsi. A causa dell’assenza di una rete di monitoraggio l’esondazione dell’Arno non vie-ne preannunciata con anticipo e i cittadini vengono colti di sorpresa. Nei primi giorni gliaiuti e i soccorsi arrivano quasi esclusivamente dagli “angeli del fango” e dalle truppe distanza in città. Solo sei giorni dopo l’alluvione il governo è in grado di mettere in campouna rete di soccorso organizzata. La prima svolta arriva con la Legge n. 996 dell’8 dicembre 1970 – “Norme sul soccorsoe l’assistenza alle popolazioni colpite da calamità” – che delinea un quadro complessivo diinterventi di protezione civile. Per la prima volta viene riconosciuta l’attività del volontariato di protezione civile. Èil Ministero dell’Interno, attraverso i Vigili del Fuoco, ad istruire, addestrare ed equipag-giare i cittadini che volontariamente offrono il loro aiuto.
  • 21. 2 Storie Nel 1981 il regolamento d’esecuzione della Legge n. 996 del 1970 individua per la pri-ma volta gli organi di protezione civile ordinari – Ministro dell’Interno, Prefetto, Commissariodi Governo nella Regione, Sindaco – e straordinari – Commissario straordinario – e ne di-sciplina le rispettive competenze. La protezione civile è definita compito primario dello Stato. Si comincia a parlare di pre-venzione degli eventi calamitosi, attraverso l’individuazione e lo studio delle loro cause. Sonogli organi statali, Prefetto e Commissario di governo, a svolgere il ruolo più importante nel-la gestione dell’emergenza. Nel 1982, con la legge n. 938 del 1982, viene formalizzata la figura del Ministro per ilCoordinamento della Protezione Civile, una sorta di “commissario permanente” pronto adintervenire in caso di emergenza. Il Ministro per il Coordinamento della Protezione Civilesi avvale del Dipartimento della Protezione Civile, istituito sempre nel 1982, nell’ambitodella Presidenza del Consiglio con Ordine di Servizio del 29 aprile. La svolta definitiva arriva con la Legge n. 225 del 1992 e la nascita del Servizio Na-zionale della Protezione Civile, con il compito di “tutelare l’integrità della vita, i beni, gliinsediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità natura-li, da catastrofi e altri eventi calamitosi”. La struttura di protezione civile viene riorganiz-zata profondamente come un sistema coordinato di competenze al quale concorrono le am-ministrazioni dello Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri enti locali, gli enti pub-blici, la comunità scientifica, il volontariato, gli ordini e i collegi professionali e ogni altraistituzione anche privata. La Legge 225 inserisce il volontariato tra le componenti e le strutture operative del Ser-vizio Nazionale e stabilisce che deve essere assicurata la più ampia partecipazione dei cit-tadini e delle organizzazioni di volontariato di protezione civile nelle attività di previsio-ne, prevenzione e soccorso, in vista o in occasione di calamità naturali o catastrofi.U L’ORGOGLIO DI FIRENZE - INDRO MONTANELLI, “CORRIERE DELLA SERA”, 12 NOVEMBRE 1966 Col passare dei giorni, le notizie da Firenze, invece di farsi sempre più confortanti, diventanosempre più drammatiche. Non perché la situazione peggiori in se stessa, ma perché solo orasi comincia a vedere il disastro nelle sue bibliche proporzioni. Dapprincipio, diciamo la ve-rità, non le avevamo afferrate. E a trarci in inganno sono state soprattutto due cose: il nu-mero, per fortuna abbastanza esiguo, delle perdite umane, e i servizi della televisione. Quest’ultima non è stata di certo inferiore al suo compito per mancanza di mezzi e di uo-mini. Essa dispone di macchine, attrezzature e telereporters fra i migliori del mondo che, vo-lendo, avrebbero potuto fornirci, e subito, il quadro più esauriente e completo della sciagu-ra. Ma evidentemente non hanno voluto, cioè non hanno potuto, per via di quella maledet-ta timoratezza, che non è soltanto della televisione, ma che la televisione porta a un paros-sismo quasi caricaturale e che ci tiene perpetuamente immersi in una melassa di menzogne. Tutto, anche le catastrofi, dev’essere presentato in modo da non inquietare, turbare, al-larmare. E di tutto, più o meno consapevolmente, si tende a sottolineare solo i lati incorag-20
  • 22. 21gianti ed edificanti. Sul video l’autentica tragedia di Firenze è passata in secondo piano ri-spetto agli sforzi – che certamente ci sono stati – dei soccorritori e alle sollecitudini dei diri-genti. Sembrava che l’alluvione di soldati, pompe, autobotti, camionette, viveri, indumenti, me-dicinali, attrezzi, ministri e deputati, fosse più imponente di quella dell’Arno. E ora ci domandiamofino a che punto questo auto-inganno abbia influito sull’incredibile ritardo, sull’inadeguatezza,sulla mancanza di coordinazione, insomma sul pessimo funzionamento degli aiuti. Comunque, è un fatto che i fiorentini hanno avuto l’impressione di essere abbandonatia se stessi, il che spiega certe loro reazioni di malumore, in cui di sbagliato c’era solo il ber-saglio. E ringraziano iddio che la loro scettica natura, il collaudato pessimismo, l’antica sfi-ducia negli uomini e in tutto abbiano ovattato delusioni e risentimenti. Le testimonianze sonoconcordi sulla rabbiosa volontà, sulla silenziosa abnegazione, sullo stoico coraggio con cuiessi lottano per liberarsi dal sudario di fango che li opprime e allontanare lo spettro delleepidemie che potrebbero svilupparsi dalle putretudini insepolte o dissepolte. Dividono fra-ternamente pane, pene e fatiche. Chi è rimasto con la casa intatta vi ha accolto il vicino si-nistrato. Questa gente faziosa, individualista, proterva, ha trovato nel momento del disa-stro, uno spirito comunitario, uno slancio solidaristico da additare ad esempio a tutto il Pae-se. Che cosa questo Paese a sua volta debba fare, non sono questi il momento e la sede perdiscuterlo. Il consiglio dei ministri è riunito quasi in permanenza. E speriamo – ora che fi-nalmente tutti si sono svegliati alla realtà – che le decisioni siano adeguate, rapide e soprattuttoefficaci. In linea generale noi crediamo che quanto più si darà ai fiorentini stessi mano li-bera per la scelta delle provvidenze da adottare e l’impiego dei mezzi disponibili, tanto piùi risultati saranno effettivi. A parte l’intermezzo, Firenze è una città che pur nella modestia delle sue risorse, ha sem-pre saputo amministrarsi molto bene. I secoli di autogoverno (e quale autogoverno!) comunalenon sono passati invano. Ma c’è ad ogni modo una cosa che bisogna non fare: piangere suFirenze. Questo lo so è l’impegno più difficile da assolvere, perché alle lacrime l’Italia rinunziamalvolentieri, e infatti in questi giorni ce n’è stato in tutta la stampa un diluvio da fare ilpaio con quello piovutoci addosso dal cielo. Questa seconda alluvione, anche se ha danneggiatoi fiorentini meno della prima, li ha irritati e mortificati maggiormente. Più che da giorna-lista, parlo da fiorentino io stesso, che conosce la sua gente e sa quanto sia refrattaria alpatetico. Le commiserazioni, i «gridi di dolore», i messaggi, gli appelli, i comunicati, i pro-clami sono una musica che stona maledettamente fra le mura di questa città asciutta (permodo di dire), ironica e amara, ma coraggiosa e sincera fino alla crudeltà. Essa non vuole essere compianta. Forse non vuole nemmeno essere capita. Vuole soltan-to essere messa in condizione di difendersi e di aiutarsi, soffrendo in segreto del fatto di do-verne chiedere i mezzi agli altri. Questo scontroso e spesso provocante orgoglio di Firenzeva rispettato, anche perché è la più sicura garanzia della sua rinascita. Tutti gli altri ita-liani e il loro governo vogliono veramente contribuirvi? Aprano ai fiorentini un conto in ban-ca quale che sia, e li lascino fare. Ma soprattutto smettano di piangergli addosso. Ad an-naffiarli, ha già provveduto l’Arno.
  • 23. 2 Dal territorio Cattedrale di Noto: presentati i nuovi apparati decorativi Un lungo lavoro di ricostruzione e restauro ha restituito alla Cattedrale di Noto gli antichi splendori barocchi. Il 13 febbraio è stato consacrato il nuovo altare della a realizzazione delle nuove ope- da realizzare la Via Crucis con le Cattedrale di San Nicolò e sono stati L re rientra in una più ampia atti- vità di restauro dell’architettura e 14 stazioni ad opera di Roberto Ferri, le sculture nelle nicchie e degli apparati decorativi della Cat- gli affreschi della navata centralepresentati al pubblico tedrale cominciata nel 1999. e del catino absidale. gli affreschi della Dopo la ricostruzione delle parti La Cattedrale è il monumento strutturali, terminata nel 2007, simbolo dell’arte barocca della cupola e dei sono stati completati il nuovo città e del Val di Noto, territorio pennacchi e le altare maggiore, l’ambone e la dichiarato dall’Unesco Patrimonio croce realizzati in bronzo dell’umanità. Nel 1996 è andata vetrate policrome del argentato e diaspro siciliano dallo in parte distrutta per un crollotamburo della cupola scultore Giuseppe Ducrot, gli che ha interessato la navata affreschi della cupola e dei centrale e quella destra, alcuni pennacchi eseguiti dal pittore piloni e gran parte della cupola. Il russo Oleg Supereco e le otto crollo è da ricondurre al terremoto nuove vetrate della cupola, opera che ha colpito la Sicilia orientale di Francesco Mori. Restano ancora nel dicembre del 1990. Nel 199922
  • 24. 23 IL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE E LA CATTEDRALE DI NOTO Il Dipartimento della Protezione Civile ha sostenuto finanziariamente il processo di ricostruzione e restauro della Cattedrale di Noto, seguendone fin dall’inizio l’iter tecnico-amministrativo. Attraverso l’emanazione di specifiche ordinanze, l’insediamento di Commissioni, la nomina di esperti e l’invio a Noto di proprio personale tecnico, il Dipartimento della Protezione Civile ha dato – e sta dando tuttora – un contributo fondamentale alla conclusione delle operazioni di restauro. Come tutte le azioni proprieviene aperto il cantiere per la della sicurezza e quelle della della Protezione Civile, anche laricostruzione. Nel 2007 la cultura e dell’arte. Per reintegrare ricostruzione della Cattedrale diCattedrale è stata restituita al l’opera nel paesaggio urbano Noto è un lavoro corale eculto dei fedeli. Da allora sono della città, la ricostruzione è collettivo, assicurato dalproseguiti i lavori per le opere di stata realizzata in pietra, dopo Dipartimento, dal Commissariodecorazione interna. anni di scavi durante i quali sono Delegato, il Prefetto diLa complessa ricostruzione è state recuperate migliaia di Siracusa, ma realizzato graziestata realizzata coniugando le pietre, alcune delle quali anche alla collaborazione dellaantiche tecniche costruttive con reimpiantate nella struttura Soprintendenza per i Benile più moderne tecnologie originaria. Le parti residuate dal Culturali di Siracusa, dellasviluppate nel campo crollo sono state integrate nella Diocesi e del Comune di Noto,dell’ingegneria sismica. Sono nuova costruzione, ad eccezione della Regione Siciliana e deistati sperimentati metodi di dei pilastri della navata sinistra membri della Commissionelavoro e tecniche che hanno che sono stati demoliti e Consultiva composta da settedimostrato come sia possibile ricostruiti con la stessa tecnica esperti italiani in materia diintervenire sui beni culturali muraria con cui sono stati rifatti beni culturali.senza contrasto tra le esigenze quelli della navata destra.
  • 25. 2 Dal territorioCorpo Forestale: nel 2010 aumentanole presenze in montagna ma anche gli incidenti o scorso 11 febbraio il Corpo Forestale ha diffuso il saggi sulle piste da sci, circa 250 mila passaggi al gior-L Rapporto “Montagna sicura. I servizi del Corpo Fore-stale dello Stato e del Sistema nazionale Meteomont per no, con punte di un milione di passaggi quotidiani du- rante i fine settimana. Nella stagione 2009/2010 si sonola sicurezza in montagna”, relativo al 2010. Il Meteomont avuti 214 incidenti causati da valanghe con 47 morti eè un servizio garantito dal Corpo Forestale dello Stato e 48 feriti. Nella stagione in corso sono 44 le persone fino-dal Comando delle Truppe Alpine, con la collaborazione ra coinvolte, sette i morti e undici i feriti. Gli interventi didel Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare. È na- soccorso sulle piste da sci del Corpo Forestale sono statito nel 1972 per incrementare le condizioni di sicurezza 1.230, di cui 40 con l’ausilio dell’elisoccorso. Cause e re-della montagna innevata attraverso la previsione del pe- sponsabilità degli incidenti: l’imprudenza degli sciatoriricolo valanghe. Il bollettino giornaliero Meteomont infor- fuoripista che provocano valanghe, i cambiamenti cli-ma sulle condizioni meteo in montagna e sul rischio va- matici e i loro effetti sull’ambiente innevato. Il Rapportolanghe, attraverso il sito internet www.meteomont.org. ribadisce come negli ultimi anni la temperatura mediaIl Rapporto 2010 “Montagna sicura” evidenzia come nel sia aumentata di circa un grado centigrado, si sia avutocorso degli ultimi anni sia cresciuto il numero degli aman- un innalzamento della quota dello zero termico di 150ti della montagna. Parallelamente è cresciuto il numero del- metri e una riduzione del 50 per cento delle nevicate ele vittime da valanga e per incidenti legati a nuove atti- dell’altezza media del manto nevoso sull’Appennino set-vità sportive come lo snowboard e l’escursionismo con le tentrionale e sulle Alpi centro-occidentali, nonché un au-racchette da neve. Quasi sei milioni gli italiani che nel mento dal 10 al 28 per cento delle nevicate e dell’altezza2010 hanno affollato località montane e sciistiche, da media del manto nevoso sull’Appennino centrale e sullegennaio a marzo. Rispetto al 2009 il Rapporto registra un Alpi orientali. Per ulteriori informazioni sul servizio Meteomont:incremento delle presenze del 40 per cento. Nel 2010 a www.meteomont.orglivello nazionale sono stati registrati 26 milioni di pas- meteomont@corpoforestale.itIL CORPO FORESTALE DELLO STATOPresidia e difende l’ambiente montano. È una delle strutture operative del Servizio Nazionale della ProtezioneCivile e negli ultimi anni si è dotato di tutti gli strumenti utili a garantire la sicurezza degli abitanti delle zonemontane, degli amanti dell’alta quota e degli sport invernali. Il Corpo Forestale monitora il territorio innevato,svolge attività di previsione dei pericoli legati al rischio valanghe e attività di soccorso sulle piste da sci.Aggiorna costantemente la banca dati meteonivometrica, la cartografia e il catasto delle valanghe.IL SERVIZIO NEVEMONTDallo scorso inverno i dati della rete di rilevamento nivometeorologico del Meteomont sono integrati conquelli dei rilevamenti itineranti effettuati a quote medio-basse: il Corpo Forestale dello Stato garantisceattraverso il sistema “Nevemont” un puntuale monitoraggio della neve a bassa quota durante gli eventiestremi che consente di produrre in tempo reale dati e informazioni utili alla circolazione stradale delle areepiù interne e montane d’Italia.24
  • 26. 25Il Miur per l’educazione ambientaleSottoscritto un protocollo d’intesa con la Forestale a legge 36/2004 che ha riforma- dellIstruzione, dellUniversità e ragazzi una conoscenza piùL to il Corpo Forestale dello Statoindica, tra i compiti istituzionali del Cor- della Ricerca hanno sottoscritto un protocollo d’intesa triennale per dar consapevole delle risorse naturali del territorio e delle funzioni chepo, l’educazione ambientale. L’edu- vita a progetti formativi di alberi e foreste assolvono. Ulteriorecazione a un corretto comportamen- educazione ambientale. Il progetto obiettivo è incentivare le attivitàto nella fruizione delle risorse natu- in programma per il 2011 è “La dei ragazzi a contatto con larali ha un’importanza ormai ampia- scuola adotta il bosco”. Liniziativa natura.mente riconosciuta. La tutela del- coinvolgerà i docenti e gli studenti Gli studenti delle scuole interessatel’ambiente passa per attività di con- della scuola primaria e secondaria. adotteranno un bosco presente sultrollo, ma anche per iniziative di par- Durante il 2011, anno proprio territorio e in collaborazionetecipazione ed educazione dei citta- internazionale delle foreste, il con i Forestali ne studieranno storiadini a un rapporto consapevole del- personale della Forestale e caratteristiche, impareranno adl’ambiente naturale. collaborerà con gli insegnanti ad averne cura e saranno finalmenteIn ragione del compito di diffusione educare i giovani ad una cultura consapevoli dell’opportunità didella cultura di tutela ambientale rispettosa della natura. segnalare alterazionidell’ambiente, il Corpo Forestale Le “lezioni” di educazione dell’ecosistema al numero didello Stato e il Ministero ambientale vogliono trasmettere ai emergenza ambientale 1515. PREMIO ARTISTICO PER SINGOLI STUDENTI E SCOLARESCHE Nell’ambito del progetto “La scuola adotta il bosco”, anche un premio riservato a singoli studenti e scolaresche. I ragazzi potranno produrre elaborati letterari o artistici che rappresentino il bosco adottato, le sue funzioni e le minacce al suo equilibrio. I lavori vanno inviati entro il 28 aprile 2011 al Corpo Forestale dello Stato-Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Roma, Sede staccata di Castel Fusano, via Canale della Lingua 74, 00124 Castel Fusano (Roma). I migliori lavori singoli saranno premiati con la partecipazione degli autori a un campo scuola nel Centro di educazione ambientale del Corpo Forestale di Castel Fusano. Le scolaresche vincitrici, invece, partiranno per una “settimana verde” in una delle 130 Riserve Naturali Statali gestite dalla Forestale.
  • 27. 2 Dal territorioGuardia Costiera, “lezioni di mare” fino ad aprileUn programma didattico rivolto ai ragazzi tra i 10 e i 18 anni ifendere l’ambiente marino eD diffondere una cultura condi-visa della protezione del mare. LaGuardia Costiera, parte del Corpodelle Capitanerie di Porto, svolgeda sempre una costante attività disalvaguardia del mare e di chi viopera. Nel periodo estivo da annimette in campo l’operazione “Ma-re Sicuro”, piano straordinario diprevisione e repressione dei reaticontro l’ambiente marino.A una giusta attività di repressio-ne la Guardia Costiera affianca an-che costanti e organiche iniziativedi sensibilizzazione culturale. Uf- Matera, manuale di protezione civile in brailleficiali e sottoufficiali sono impe- l Gruppo Volontari per l’Ambiente di Matera, in collaborazione con l’Univoc,gnati sino ad aprile nelle “Lezioni dimare”, attività didattiche che coin- I l’Unione italiana ciechi di Basilicata e la Provincia di Matera, ha promosso il primo corso di formazione di protezione civile per non vedenti, patrocinatovolgono scuole medie inferiori e su- dal Dipartimento della Protezione Civile. Durante il corso, il primo in Basilicata,periori di tutta Italia. sono stati organizzati una serie di incontri volti ad approfondire le dinami-Le “Lezioni di mare” hanno come che di auto-aiuto in situazioni di emergenza per non vedenti. In programma, otto lezioni da due ore ogni sabato mattina, dal 29 gennaio al 19 marzo, pres-obiettivo sensibilizzare i giovani tra so la Sala Operativa di protezione civile della Provincia di Matera. Obiettivo deli 10 e i 18 anni a una corretta pra-tica del mare. Le attività didatti-corso, produrre un manuale di protezione civile in tre formati: ingrandito, in-che prevedono la proiezione di fil-formatico e braille. Il prontuario finale in braille è finanziato dall’ammini-mati su salvataggi in mare e ap- strazione provinciale di Matera e rappresenta il primo caso di manuale di pro-profondimenti sulla normativa vi- tezione civile per non vedenti in Italia. Gli appuntamenti della formazione ap- profondiscono i temi del funzionamento del Sistema di protezione civile ingente. Le lezioni prevedono anche testfinali che consentiranno di com- Italia, dei rischi – sismico, idrogeologico, antropico, incendi boschivi – dellaprendere quanto effettivamente gli loro percezione e della diversa tipologia di eventi in grado di minacciare lastudenti italiani conoscono sulla sicurezza dei cittadini e dei territori. E ancora: le norme di comportamento dasicurezza e sulla tutela dell’am- tenere in caso di terremoto e le procedure per la mitigazione dei rischi.biente marino. Fra gli incontri più attesi del programma, quello inerente le formule di partecipazione dei non vedenti alla gestione delle emergenze e quello chePer ulteriori informazioni: approfondisce l’importanza dell’informazione preventiva alla comunità alguardiacostiera@guardiacostiera.it fine di diffondere una più consapevole e diffusa cultura di protezione civile.26
  • 28. 27Firenze, assistere Avellino, protezionei minori in emergenza civile e scuola l 19 febbraio al Centro Comuna- a cultura di ProtezioneI le di Protezione Civile di Firenzesi è tenuto il convegno “Mamma… “L Civile e la Scuola Irpina” è stato il tema del convegnoche è successo? La tutela psicolo- organizzato dal Gruppo Editorialegica dei minori nelle calamità”. “Lunaset” il 5 febbraio adA introdurre i lavori di una giorna- Avellino, con il patrocinio dellata ricca di incontri Cristiana Pizzi, Alessandro Goggioli, responsabile Provincia e del Comune. L’incontrofunzionaria del Servizio Emergen- della Formazione Tecnica della s’è tenuto presso il Teatroza Sanitaria e Assistenza alla po- Vab di Bagno di Ripoli, fra i più “Carlo Gesualdo”.polazione del Dipartimento della attivi promotori delliniziativa, ha Hanno partecipato alla giornata diProtezione Civile, psicologa e psi- spiegato come l’idea sia nata studi Elvezio Galanti, direttorecoterapeuta che ha fornito un qua- dopo aver raccolto le esperienze dell’Ufficio Relazioni Istituzionalidro generale di orientamento sui dei volontari intervenuti nelle del Dipartimento della Protezionetraumi infantili. recenti emergenze italiane e le Civile, il Ministro per l’AttuazioneDurante il convegno, organizzato sollecitazioni delle cronache di del Programma di Governodall’Associazione Vab-Vigilanza tragedie internazionali. In queste Gianfranco Rotondi e l’Assessoreantincendi boschivi di Bagno di situazioni, i volontari spesso non alla Protezione Civile della RegioneRipoli, è stato presentato un hanno gli strumenti per gestire il Campania Edoardo Cosenza.nuovo servizio che l’associazione trauma psicologico di chi ha L’incontro è stato occasione perattiverà a breve: il supporto perso i propri beni o addirittura i distribuire gli atti del convegnoall’assistenza psicologica dei propri cari. Durante la giornata “Novembre 1980-novembre 2010:bambini e degli adolescenti in sono stati forniti alcuni esempi di dai lutti e dalle macerie ad unaoccasione di calamità naturali. Il tecniche comportamentali da moderna cultura della Protezioneservizio sarà attivo al termine di mettere in atto per controllare e Civile” che si è tenuto nelun percorso formativo rivolto a un gestire le reazioni emotive di chi trentennale del terremoto ingruppo di volontari selezionati. è colpito dalla tragedia ma anche Irpinia a Sant’Angelo deiElena Ricci, psicologa del lavoro di chi partecipa ai soccorsi. Sono Lombardi, il 23 novembre 2010.e delle organizzazioni, volontaria stati inoltre illustrati i Gli atti del convegno sono raccoltidella Vab ha spiegato che i fondamenti teorici e clinici della nel volume “Memoria e Futuro”,soccorritori della Vigilanza psicologia dell’emergenza. realizzato con il patrocinio dellaAntincendi non interverranno in L’iniziativa è stata sostenuta dal Presidenza del Consiglio deiveste di psicologi, ma saranno un Centro Servizi Volontariato della Ministri e del Ministro perponte tra la popolazione colpita e Toscana e ha ottenuto la l’attuazione del Programma dii medici, gli psicologi, gli partnership della Provincia di Governo. Durante l’incontro adpsicoterapeuti nel tentativo di Firenze-Servizio di Protezione Avellino è stata distribuita laaccorciare la distanza tra questi Civile e dell’associazione pubblicazione agli studenti delleprofessionisti e la popolazione. Psicologi per i Popoli Toscana. scuole medie superiori della zona.
  • 29. 2 Dal territorioLucca, “Villaggio Solidale”: Gabrielli al primo salone del volontariato i è svolto a Lucca, dal 17 al 20 febbraio, “Villaggio Solidale”, primo salone italiano del volontariato aperto agliS operatori del settore e a tutti i cittadini interessati.La manifestazione è stata organizzata dal Centro nazionale per il volontariato e dalla Fondazione volontariato epartecipazione, con il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, delle Regioni Toscana, Liguria edEmilia-Romagna, dellAnci-Associazione nazionale comuni italiani, dellUpi-Unione delle province italiane, dellaProvincia e del Comune di Lucca, della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, delle Misericordie dIta-lia e del Segretariato Sociale Rai.Servizi, innovazione, educazione e partecipazione sono stati i temi portanti dell’iniziativa – che ha aperto lannoeuropeo dedicato al volontariato – con cui si è voluto favorire il confronto fra realtà diverse attraverso momenti didiscussione e approfondimento. Al centro del dibattito la capacità di risposta del Servizio Nazionale alla vulnera-bilità del territorio italiano, esposto a rischi naturali e socioambientali, con un momento di riflessione sul ruolo cen-trale dei volontari nella diffusione di una cultura condivisa di protezione civile. “Villaggio Solidale” si è concluso do-menica 20 febbraio con un intervento del Capo Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli nell’ambito delconvegno “Protezione civile e vulnerabilità. Il volontariato nellemergenza e oltre: sentinella del territorio”.La manifestazione ha chiuso con un bilancio in attivo, segnando la presenza di novemila visitatori che hanno par-tecipato a convegni, workshop e laboratori organizzati per dare visibilità agli interventi sociali realizzati da orga-nizzazioni no-profit, enti locali e altre realtà attive nel campo del volontariato e della solidarietà sociale.Sul Cimone i Campionati di sci della Protezione Civile opo quattro anni le nevi dell’Appennino emiliano Non si è vissuto di solo agonismo nella tre giorni sulD sono tornate ad ospitare il Campionato italianodi sci del Sistema di Protezione Civile, dal 3 al 5 feb- Monte Cimone. Oltre alle gare nelle diverse discipline – slalom gigante, fondo e snowboard –braio 2011. Alla Regione Emilia-Romagna non è bastato sono state organizzate ciaspolate in notturna egiocare in casa per salire sul gradino più alto del po- attività alternative per i non sciatori. Spazio anchedio, conquistato dalla Provincia Autonoma di Trento, pro- al confronto e al dibattito sul tema dellintegrazioneprio davanti ai padroni di casa. La manifestazione, tra il coordinamento nazionale e i sistemi regionali:giunta quest’anno alla nona edizione, è stata pro- l’ultimo giorno è stata organizzata una tavolamossa dalla Regione Emilia Romagna e dalla Provin- rotonda “Il passato e il futuro della Protezione Civilecia di Modena, in collaborazione con il Dipartimento Italiana”, presieduta dal Capo Dipartimento delladella Protezione Civile e il coinvolgimento dei comuni Protezione Civile Franco Gabrielli.dell’Appennino modenese – Sestola, Fanano, Montecreto Il campionato italiano di sci del Servizio Nazionale èe Riolunato – dove si sono svolte le gare. Sono stati stato un momento di confronto sportivo maoltre duemila i partecipanti, tra funzionari e volonta- soprattutto di incontro tra tutti gli operatori diri provenienti da tutta Italia. Oltre alle Regioni, sono sce- protezione civile e un’occasione per “fare sistema”.si in pista anche il Dipartimento, il periodico indipen- L’appuntamento per il prossimo anno è in Valledente “La Protezione Civile Italiana” e una rappre- d’Aosta, per la decima edizione della manifestazionesentanza della Slovenia. nata sulle nevi del Trentino nel 2002.28
  • 30. 29In questa pagina, alcuni momentidi “Cimone 2011”, IX Campionato italianodi sci del Sistema di Protezione Civile.
  • 31. 2 Dal DipartimentoDipartimento della Protezione Civile,nuova organizzazione interna l 6 dicembre 2010, con nazionale di Protezione dell’Ufficio I. Questo nuovoI decreto del Presidente delConsiglio dei Ministri, è stata Civile che ha il compito di gestire le relazioni con Servizio si rivolge a istituzioni e cittadini e mantiene unmodificata l’organizzazione componenti e strutture raccordo strategico con ilinterna del Dipartimento operative di Protezione Ministero dell’istruzione,della Protezione Civile che Civile. Tra le sue funzioni, la dell’università e della ricercaoggi si articola in otto uffici e concessione di patrocini alle e le università italiane. Il37 servizi. Le funzioni dei manifestazioni di protezione Servizio cura inoltre inuovi uffici e servizi sono civile e il riconoscimento di rapporti con l’Ufficiostate individuate il 18 benemerenze ed elargizioni nazionale per il serviziogennaio 2011, con decreto speciali. civile.del Segretario Generale. Rimangono alle dirette Anche le strutture interne alNel nuovo organigramma, le dipendenze del Capo Dipartimento che sifunzioni di Vice Capo Dipartimento la Segreteria, il occupano di monitoraggio eDipartimento sono Consigliere giuridico e mitigazione dei Rischi sonoassegnate a un’unica l’Ufficio stampa. A questi si state riorganizzate. Sonopersona, mentre in passato i aggiunge il Servizio grandi stati ricondotti sotto unVice Capo Dipartimento eventi, prima posto sotto unico Ufficio i Servizi per laerano due: uno per l’Area l’Ufficio grandi eventi, risorse previsione, valutazione,tecnico-operativa e uno per tecnologiche e innovazione. prevenzione e mitigazionel’Area tecnico-amministrativa Nasce l’Ufficio I volontariato, dei rischi naturali ee gestione delle risorse formazione e comunicazione antropici. L’Ufficio II rischiaeree. per racchiudere tre Servizi idrogeologici e antropiciTra le novità introdotte dalla prima separati. Tra questi, il racchiude infatti il Servizioriorganizzazione, la Servizio comunicazione centro funzionale centralecostituzione di un Ufficio acquisisce anche la per i Settori idro e meteo, ilrelazioni istituzionali alle competenza esplicita delle Servizio rischiodirette dipendenze del Capo relazioni con il pubblico, idrogeologico, idraulico,Dipartimento. L’Ufficio si precedentemente affidata idrico, marittimo e costiero,compone dei Servizi rapporti all’Ufficio amministrazione e il Servizio rischiocon il sistema nazionale di bilancio. Per la diffusione ambientale, il Servizioprotezione civile e relazioni della conoscenza della rischio tecnologico e ilinternazionali, a cui si protezione pivile, prima Servizio incendi boschivi eaggiunge il nuovo Servizio accorpata al Servizio di interfaccia. In particolare,studi e ricerche. In pomunicazione, è stato al Servizio rischioparticolare, è il Servizio istituito un Servizio ad hoc ambientale sono assegnaterapporti con il Sistema sempre nell’ambito le competenze per la30
  • 32. 31salvaguardia dei beni l’Ufficio IV gestione delle sicurezza sui luoghi diculturali. All’Ufficio II, con la emergenze si allarga a lavoro, controllo interno. Ariorganizzazione, è stato comprendere anche i Servizi questi, si aggiunge il Servizioinoltre aggiunto il Servizio emergenza sanitaria e informatica e sistemi per leispettivo e monitoraggio assistenza alla popolazione e comunicazioni, prima postotecnico degli interventi mobilità e servizi essenziali. sotto l’Ufficio grandi eventi,strutturali e post-emergenza. All’Ufficio VI risorse umane e risorse tecnologiche eI Servizi legati al rischio strumentali sono affidati innovazione.sismico e al rischio compiti prima in gran parte Confermati gli Uffici Vvulcanico, prima collocati in assegnati all’Ufficio del Capo amministrazione e bilancio edue diversi Uffici, sono Dipartimento: gestione e VII attività aeronautica, conriuniti nell’Ufficio III rischio organizzazione del una riorganizzazione deisismico e vulcanico. personale, gestione degli servizi più funzionale alloCon la riorganizzazione, immobili, autoparco e svolgimento delle attività.
  • 33. 2 Dal DipartimentoIncendi boschivi: periodo di attenzioneper l’inverno-primavera 2011 iniziato il 14 febbraio ilÈ periodo di attenzione per gliincendi boschivi e di interfacciache durerà fino al 30 aprile 2011.Le previsioni meteorologiche e imodelli di stima delle condizioni disuscettività agli incendi boschiviindicano infatti l’instaurarsi dicondizioni favorevoli all’innescodegli incendi su tutto il territorionazionale e in particolare nelleregioni settentrionali.In vista di questo periodo diattenzione e sulla base dellecompetenze delle Regioni e delleProvince Autonome nelle attività diprevisione, prevenzione e lottaattiva agli incendi boschivi, ilCapo Dipartimento della della rete viaria. aggiornamento sulla situazione aProtezione Civile ha inviato una • assicurare supporto livello regionale.serie di indicazioni operative alle all’elaborazione e all’adozione dei Per rispondere alle eventualiRegioni, ai Ministeri competenti, piani comunali o intercomunali di richieste di concorso aereo daall’Uncem-Unione Nazionale protezione civile, provvedendo ad parte delle Regioni sul territorioComuni, Comunità, Enti Montani e allertare i sindaci e ad assicurare nazionale sono schierati sei Fireall’Anci-Associazione Nazionale il costante flusso delle Boss, tre elicotteri pesanti S64 edei Comuni Italiani. Gli indirizzi comunicazioni con le strutture due Canadair. A questi siforniscono suggerimenti di locali in caso di evento; aggiungono i due elicottericarattere operativo e • garantire un costante dell’Esercito Italiano, i dueorganizzativo. In particolare, collegamento tra le Soup-Sale elicotteri AB412 dei Vigili delinvitano a: operative unificate permanenti e le Fuoco e i due AB212 della Marina• mettere in campo ogni azione di Sale operative regionali e il Militare. Per la metà di marzocarattere preventivo per la necessario raccordo con il Coau- saranno operativi anche gli altririduzione del rischio di innesco e Centro operativo aereo unificato e quattro Canadair. I mezzi dellapropagazione degli incendi la Sala situazione Italia del flotta antincendio dello Stato sonoboschivi, specie nelle fasce Dipartimento della Protezione coordinati dal Dipartimentoperimetrali delle zone antropizzate, Civile, ai fini della richiesta di attraverso il Coau-Centrodelle infrastrutture strategiche e concorso aereo e del costante operativo aereo unificato.32
  • 34. 33Servizio Civile, al via da febbraioi tre progetti del Dipartimento “dovere”, questo, sancito dall’art. 52 della Costituzione non riferito esclusivamente al territorio dello Stato e alla tutela dei suoi confini esterni, quanto alla condivisione di valori comuni e fondanti l’ordinamento democratico. “La protezione civile comunica 2” ha l’obiettivo di avvicinare i giovani selezionati dal Dipartimento al mondo della comunicazione pubblica e istituzionale. I ragazzi del progetto “Triade” sperimenteranno un nuovo modello di formazione nelle scuole elementari calabresi sui temi della tutela e valorizzazione del territorio: gli studenti approfondiranno i rischi e le norme di comportamento da adottare in caso di emergenza. “L’empowerment degli operatori di protezione civile e delle persone da soccorrere in maxi- emergenze”, infine, vedrà i volontari operare nell’ambito del ono iniziati il primo febbraio i • “L’empowerment degli Servizio rischio sanitario delS tre progetti che ilDipartimento della Protezione operatori di protezione civile e delle persone da soccorrere in Dipartimento. Il progetto ha l’obiettivo di formare psicologiCivile ha promosso per i giovani maxi-emergenze”. capaci di operare in situazionitra i 18 e i 28 anni che hanno Il servizio civile nazionale – d’emergenza e di costituire unscelto di dedicare un anno istituito con la legge 64/2001 e gruppo di lavoro peral servizio civile in Italia: su base volontaria dal 1° l’elaborazione di “Criteri di• “La protezione civile comunica 2” gennaio 2005 – è un’opportunità massima per il soccorso alle• “Triade” di difesa della patria: un persone con disabilità”.
  • 35. 2 Normativa Pubblichiamo in questa sezione un esempio di sintesi di provvedimenti,[ uno dei nuovi servizi del sito internet del Dipartimento della Protezione Civile. Le sintesi sono strutturate per punti e hanno l’obiettivo di spiegare in modo semplice e chiaro il contenuto di decreti, ordinanze e altri atti. Sono consultabili, insieme ai testi in versione integrale, nella sezione “Provvedimenti” su www.protezionecivile.itU Opcm n. 3924 del 18 febbraio 2011:interventi per gestire l’eccezionale afflussodi cittadini del nord Africa e di Paesi extra-europeiNomina del Commissario delegatoIl Prefetto di Palermo è nominato Commissa-rio delegato per gli interventi necessari a su-perare l’emergenza dovuta all’eccezionale af- c le e di polizia locale, assicurando la tutela del- la salute e dell’ambiente per provvedere a : • definire programmi di azione, anche per piani stralcio, per il superamento dell’emer- genza; • censire i cittadini sbarcati sul territorio ita- liano dai Paesi del nord Africa; • individuare strutture e aree per gestire l’emer-flusso di cittadini nordafricani, e per il con- genza e potenziare quelle esistenti. (art. 1)trasto e la gestione dell’afflusso di cittadini dipaesi extraeuropei. Somme stanziate Sono assegnati al Commissario delegato unIl Commissario delegato, se necessario, po- milione di euro per l’avvio dei primi interventitrà agire anche in deroga alle disposizioni in di questa ordinanza. Il Commissario delegatomateria ambientale, paesaggistico territoria- è autorizzato a rimborsare le spese sostenute34
  • 36. 35nella prima emergenza dagli Uffici Territoriali del so. Se il proprietario non condivide l’importoGoverno della Regione Siciliana, nonché a uti- dell’indennità, può chiedere la nomina di tec-lizzare le eventuali risorse finanziarie di com- nici per la stima del cespite e, se non ne con-petenza regionale, fondi comunitari, naziona- divide la relazione finale, può proporre oppo-li, regionali e locali, assegnati o destinati per sizione alla stima, senza pregiudicare gli effet-le finalità di questa ordinanza. (art. 6) ti del provvedimento di occupazione. (art. 2)Approvazione dei progetti Aree per depositiL’approvazione dei progetti da parte del Com- Il Commissario delegato ha il compito di in-missario delegato sostituisce visti, pareri, con- dividuare aree idonee e procedere all’ade-cessioni e autorizzazioni degli organi che agi- guamento di siti già esistenti, per realizzarescono in ordinario; costituisce, quando ne- un deposito, anche con finalità giudiziarie,cessario, variante allo strumento urbanistico per i relitti e le imbarcazioni usate dagli im-generale e comporta la dichiarazione di pub- migrati per arrivare sulle isole di Lampedusablica utilità, urgenza e indifferibilità dei lavo- e Linosa. (art. 2)ri, anche prima dell’esproprio, che si svolge-rà nella metà dei tempi indicati dalla legge. Personale Per migliorare l’efficacia delle azioni il Com-Se per l’approvazione degli interventi è prevista missario delegato è aiutato dalle forza pub-la valutazione dell’impatto ambientale o le blica e può attivare forme di collaborazioneopere ricadono su beni sottoposti a tutela co- con la Regione, la Croce Rossa, il Commis-me prevede il Dlgs 42/2004, la procedura de- sariato della Nazioni Unite per i Rifugiati eve concludersi entro 45 giorni. l’Organizzazione Internazionale per le Migra-A questo scopo sono ridotti della metà i termini zioni.previsti dal titolo III del Dlgs 152/2006 “Nor- A questo scopo, è previsto un maggior im-me in materia ambientale” e dal Dlgs 42/2004 piego del personale della Croce Rossa e dei mi-“Codice dei beni culturali e del paesaggio.” litari delle Forze Armate. (art. 3)(art. 1) La Croce Rossa è autorizzata a utilizzare un mas-Aree per Centri ricettivi simo di cento lavoratori temporanei per la du-Il Commissario può adottare provvedimenti rata dello stato di emergenza. Per l’attività didi occupazione temporanea e di requisizio- supporto nella vigilanza e sicurezza delle strut-ne e, quando necessario, procedure espro- ture e delle aree il Commissario delegato sipriative per acquisire le aree per ampliare la avvale di duecento militari delle Forze Arma-ricettività dei Centri per gli immigrati. te fino al 30 giugno 2011. (art. 3)Il decreto di esproprio contiene la determinazione Per le attività straordinarie e urgenti finaliz-dell’indennità e l’invito al proprietario espro- zate al superamento dell’emergenza il Pre-priato di comunicare l’accettazione dell’inden- fetto di Palermo, Commissario delegato è au-nità entro 20 giorni dall’immissione in posses- torizzato a avvalersi di:
  • 37. 2 Normativa• personale dell’amministrazione dell’Inter- tici per la gestione degli interventi previsti dano, per un massimo di dieci unità: questa ordinanza saranno specificati in successivi• funzionari delle Prefetture-Uffici Territoriali decreti del Capo Dipartimento della Protezio-di Governo o altri soggetti pubblici come sog- ne civile. (art.1)getti attuatori cui affidare settori d’intervento tra-mite direttive e indicazioni impartite dallo stes- Interventi finanziatiso Commissario; L’ordinanza stabilisce che la quota stanziata• tre consulenti da scegliere tra magistrati per il 2010, pari a 42.504 milioni di euro sia ri-ordinari, magistrati amministrativi e avvocati partita tra le Regioni per:dello Stato. Nell’art. 5 è riportato il dettaglio a) studi di microzonazione sismica (quattrodei compensi del Commissario delegato e del milioni di euro);personale impiegato. (art. 5) b) interventi di rafforzamento locale o miglio- ramento sismico o demolizione e ricostruzio-Per completare l’emersione del lavoro irrego- ne di edifici ed opere pubbliche di interesse stra-lare dei cittadini extracomunitari e proseguire tegico per finalità di protezione civile. Sonole attività di contrasto e gestione dell’afflusso esclusi dai contributi gli edifici scolastici, addi extracomunitari, il Ministero dell’Interno- eccezione di quelli che ospitano funzioni stra-Dipartimento per le libertà civili e l’immigra- tegiche e sono individuati nei piani di emergenzazione è autorizzato a utilizzare, tramite una o di protezione civile;più agenzie di somministrazione di lavoro, la- c) interventi strutturali di rafforzamento lo-voratori con contratto a termine per un mas- cale o miglioramento sismico o di demolizio-simo di 325 unità, per un periodo al massimo ne e ricostruzione di edifici privati;di sei mesi. (art. 8) d) altri interventi urgenti e indifferibili per la mi- tigazione del rischio simico, con particolareIl Commissario delegato è autorizzato a utiliz- riferimento a situazioni di elevata vulnerabili-zare i beni acquisiti dal Dipartimento della Pro- tà ed esposizione (quattro milioni di euro).tezione Civile in occasione di manifestazioniinternazionali. (art. 9) Le Regioni possono finanziare gli interventi di tipo b) fino al 40 per cento delle disponibilitàU Opcm n. 3907 del 13 novembre 2010: complessive.contributi per gli interventi di prevenzione delrischio sismico I finanziamenti riguardano interventi di pre-Il 1° dicembre 2010 è stata pubblicata in Gaz- venzione del rischio sismico nei Comuni in cuizetta Ufficiale l’ordinanza 3907, che discipli- l’accelerazione al suolo “ag” non sia inferiorena i contributi per gli interventi di prevenzione a 0,125g (allegato 7). (artt.2 e 16)del rischio sismico previsti dall’art.11 della leg-ge 77 del 24 giugno 2009 relativamente ai Il Dipartimento della Protezione Civile riparti-fondi disponibili per l’annualità 2010. sce i contributi tra le Regioni sulla base dell’indice medio di rischio sismico secondo i criteri ri-Procedure, modulistica e strumenti informa- portati nell’allegato 2. Le Regioni gestiscono i36
  • 38. 37contributi per le indagini di microzonazione le Regioni e delle Province autonome.sismica. Per supportare e monitorare a livello nazionaleLe Regioni predispongono i programmi degli in- gli studi è istituita una Commissione tecnica cheterventi, sentiti i Comuni interessati, che tra- opera a titolo gratuito presso il Dipartimento del-smettono una proposta di priorità degli edifici la Protezione Civile. La composizione della Com-entro 60 giorni dal 1° dicembre, data di pub- missione è riportata all’art. 5 di questa ordi-blicazione dell’ordinanza in Gazzetta Ufficiale. nanza. È presieduta dal direttore dell’Ufficio va-Sono considerati elementi di priorità la vicinan- lutazione, prevenzione e mitigazione del rischioza degli edifici ad una via di fuga prevista dal sismico. (art.5)piano di emergenza provinciale o comunale peril rischio sismico o vulcanico, oppure, per i pon- Per gli ambiti di propria competenza, le Regio-ti, il fatto di consentire la fruibilità della via di fu- ni predispongono le specifiche di realizzazionega (artt.3-4) degli studi, sentiti gli Enti locali, entro novanta gior- ni dal 1° dicembre 2010, data di pubblicazioneStudi di microzonazione sismica di questa ordinanza nella Gazzetta Ufficiale. NeiLa somma di quattro milioni di euro è destina- successivi sessanta giorni, le Regioni provve-ta agli studi di microzonazione sismica, almeno dono a selezionare i soggetti realizzatori dei pro-di livello 1. I contributi sono concessi, nel limi- getti di studi di microzonazione sismica nellete delle risorse disponibili, alle Regioni e agli En- aree interessate.ti locali previo cofinanziamento della spesa inmisura superiore al 50 per cento del costo de- Gli Enti locali si impegnano a favorire le indagi-gli studi di microzonazione. Le Regioni, sentiti gli ni sul territorio sia tecnicamente sia logistica-Enti locali interessati, individuano con proprio mente, fornendo tutti i dati utili agli studi. Le Re-provvedimento i territori nei quali è prioritaria la gioni informano la Commissione tecnica sul-realizzazione degli studi. l’avanzamento degli studi e certificano – entro sessanta giorni dalla ricezione degli elaborati fi-Dagli studi di microzonazione sismica, sono nali degli studi – che i soggetti realizzatori han-escluse le zone che incidono su Aree Naturali Pro- no rispettato le specifiche definite a livello re-tette, Sic-Siti di importanza comunitaria, Zps- gionale e dagli “Indirizzi e criteri per la micro-Zone di protezione speciale e Aree adibite a ver- zonazione sismica”, nonché le ulteriori clauso-de pubblico di grandi dimensioni che, come in- le contrattuali. Le Regioni comunicano poi i ri-dicato dallo strumento urbanistico generale, ri- sultati delle verifiche alla Commissione tecnicaspettano i requisiti previsti all’art.5, comma 4 di che può richiedere chiarimenti, modifiche o ap-questa ordinanza. profondimenti degli studi comunicati e certificati dalle Regioni, che ne assicurano l’esecuzione en-Il documento tecnico di riferimento per la rea- tro i trenta giorni successivi alla richiesta. Le Re-lizzazione degli studi è rappresentato dagli “In- gioni, sentita la Commissione tecnica, appro-dirizzi e criteri per la microzonazione sismica” ap- vano in maniera definitiva gli studi con un cer-provati il 13 novembre 2008 dalla Conferenza del- tificato di conformità. (art.6)
  • 39. 2 NormativaFermo restando quanto previsto dagli artico- bandonati, o realizzati in violazione delle nor-li precedenti, i contributi per lo svolgimento me, e neanche per edifici “moderni” realiz-degli studi di microzonazione sismica sono zati o adeguati dopo il 1984, a meno che la clas-definiti in base alla popolazione residente sul sificazione sismica non sia stata successiva-territorio comunale al 1° dicembre 2010, da- mente variata in senso sfavorevole. Per gli in-ta di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del- terventi di rafforzamento locale su edifici, lala presente ordinanza. (art.7) verifica dell’assenza di gravi carenze è soddi- sfatta se l’edificio rispetta le condizioni del-Interventi di rafforzamento locale, migliora- l’allegato 5 di questo provvedimento. (art.11)mento sismico, demolizione e ricostruzionePer gli interventi di rafforzamento locale o mi- Per gli interventi di rafforzamento locale o mi-glioramento sismico o, eventualmente, di de- glioramento sismico ovvero demolizione e ri-molizione e ricostruzione, il costo convenzio- costruzione, il contributo per singolo edificonale di intervento – inclusi i costi delle finitu- è stabilito nella misura massima e destinato so-re e degli impianti strettamente connessi al- lo agli interventi strutturali secondo i criteril’esecuzione delle opere infrastrutturali – è stabiliti dal comma 1 dell’art. 12. (art.12)determinato nella misura massima previstadall’art. 8 dell’ordinanza. (art.8) Ripartizione dei contributi La ripartizione dei contributi fra le Regioni è rea-Specifiche sugli interventi di rafforzamento lo- lizzata sulla base dei criteri dell’allegato 2. Lecale, miglioramento sismico e demolizione e Regioni, d’intesa con i Comuni individuanoricostruzione sono contenute negli art. 9 e 13. quelli in cui attivare i contributi. I Comuni pre-(artt.9 e 13) dispongono i bandi e registrano le richieste di contributo per poi trasmetterle alle regioni cheLa selezione degli interventi è affidata alle Re- devono redigere una graduatoria di priorità.gioni, che assicurano l’omogeneità dei criteri Le richieste sono ammesse a contributo finoe delle verifiche eseguite. Il contributo con- all’esaurimento delle risorse ripartite. I Co-cesso è pari ad una quota del costo conven- muni devono pubblicizzare l’iniziativa me-zionale di intervento dipendente dall’esito del- diante affissione del bando sull’albo pretoriola verifica tecnica, che è espresso in termini di e sul sito web del Comune dando informazio-livello di adeguatezza, definito dal rapporto ni ai cittadini sui tempi e sulla modalità di par-tra capacità (resistenza effettiva dell’opera) e tecipazione. La Regione formula e rende pub-domanda (resistenza che ha un’opera nuo- blica la graduatoria entro i successivi 60 gior-va). (art. 10) ni. Termini e modalità sono riportati all’art. 14. (art. 14)I contributi previsti per gli interventi di raffor-zamento locale o miglioramento sismico o de- I contributi concessi per gli interventi possonomolizione o ricostruzione non vengono con- essere revocati dal Dipartimento della Protezionecessi per edifici posti in aree a rischio idro- Civile se le somme destinate non sono impe-geologico in zona R4, né per ruderi o edifici ab- gnate entro 12 mesi dall’attribuzione. (art.15)38
  • 40. 39EMERGENZE E PROROGhE DI GENNAIO E FEbbRAIO 2011Un nuovo dossier del sito www.protezionecivile.it, che è aggiornato ogni 15 giorni a partire dal 1° febbraio e checontiene il riepilogo degli stati di emergena aperti suddivisi per tema o per territoro. Al 28 febbraio, sono circa70 gli stati di emergenza aperti.Sono due le dichiarazioni di stato di emergenza e diciannove le proroghe che sono state firmate dal Presidentedel Consiglio dei Ministri tra gennaio e febbraio 2011. In particolare lo stato di emergenza è stato dichiarato il12 febbraio per l’eccezionale afflusso di cittadini nordafricani fino al 31 dicembre 2011 e il 28 gennaio per latutela delle acque e dei cicli di depurazione in Puglia; entrambi si estendono fino al 31 dicembre 2011. Invece,sono stati prorogati gli stati di emergenza per: la frana di Montaguto (AV) fino al 30 aprile 2012; le attività dibonifica di discariche pubbliche a Manfredonia (FG) fino al 31 gennaio 2012; la laguna di Marano (UD)-Grado(GO) fino al 31 dicembre 2011; i torrenti a Ferreggiano e Sturla (GE) fino al 31 dicembre 2011; il comune diCerzeto (CS) fino al 30 giugno 2011; il maltempo in Calabria a gennaio 2009 fino al 31 gennaio 2012; i terremotinelle province di Parma, Reggio Emilia e Modena del 23 dicembre 2008 fino al 31 dicembre 2011; la bonifica e ilrisanamento ambientale della Regione Siciliana fino al 31 dicembre 2011; il maltempo in Sardegna e Veneto anovembre e dicembre 2008 fino al 30 luglio 2011; il maltempo in Friuli-Venezia Giulia a dicembre 2009 fino al31 dicembre 2011; il maltempo in Emilia-Romagna e Liguria tra dicembre 2009 e gennaio 2010 fino al 31dicembre 2011; l’affollamento degli istituti penitenziari fino al 31 dicembre 2011; i fenomeni vulcanici nelleisole Eolie fino al 31 dicembre 2011; la situazione socio-economico ambientale del bacino del fiume Sarno finoal 31 dicembre 2011; il maltempo in Toscana tra dicembre 2009 e gennaio 2010 fino al 30 giugno 2011; labonifica della laguna di Orbetello (GR) fino al 31 dicembre 2011; i dissesti idrogeologici a Messina e in Calabriadall’11 al 17 febbraio 2010 fino al 29 febbraio 2012; l’ammodernamento del tratto autostradale A3 tra BagnaraCalabra e Reggio Calabria fino al 31 dicembre 2011.LE NOvITà PER LA PROTEZIONE CIvILE NEL DECRETO MILLE PROROGhEIl 27 febbraio 2011 il Senato ha approvato il decreto “mille proroghe”, che introduce alcune novità anche per laprotezione civile, modificando l’art. 5 della legge n. 225 del 24 febbraio 1992 sul Servizio Nazionale di Protezione Civile.Una novità riguarda i fondi con cui far fronte alle emergenze: in caso di eventi con dichiarazione dello statodi emergenza, il Presidente della Regione colpita è autorizzato, quando non ha risorse finanziarie sufficienti,ad aumentare tributi, addizionali, aliquote, e anche l’imposta regionale sulla benzina fino a cinque centesimial litro in più rispetto alla misura massima consentita. Se le risorse regionali non sono sufficienti per farfronte all’evento, o in tutti i casi di dichiarazione dello stato di emergenza per eventi di rilevanza nazionale,può essere utilizzato il Fondo di protezione civile. Altra novità che incide sulla legge n. 225 del 1992 riguardale ordinanze di protezione civile che, per gli aspetti di carattere finanziario, devono essere emanate diconcerto con il Ministro dell’Economia e Finanze. Il mille proroghe stabilisce, inoltre, uno stanziamento dicento milioni di euro per il 2011 e il 2012 per le emergenze che hanno colpito Liguria, Veneto e Campania e icomuni della provincia di Messina e sospende i tributi all’Abruzzo fino a fine anno. Il decreto istituisce, infine,per il 6 aprile la Giornata della memoria per le vittime del terremoto del 6 aprile 2009, e degli altri eventisismici e le calamità naturali che hanno colpito l’Italia. La giornata sarà celebrata da quest’anno, ma non èconsiderata una festività lavorativa.
  • 41. 2 Lettera“Per essere protagonisti del cambiamento, non possiamo aspettare che qualcuno ce lo imponga perdecreto”. Una significativa riflessione, quella che emerge dalla lettera che pubblichiamo di seguito. Uncontributo inviato dal lettore Andrea Bisicchia di Siracusa. Il signor Bisaccia coglie a pieno l’importanzadella condivisione di buone pratiche e di scelte partecipate, non necessariamente calate dall’alto, neldeterminare il progresso, la crescita e la salvaguardia delle nostre comunità. Una riflessione condivisadal Dipartimento che ricorda come il primo operatore di protezione civile sia effettivamente il cittadinocomune capace con la propria partecipazione, attenzione e sensibilità di proteggere se stesso, i propriconcittadini, i propri territori.Per inviare contributi, segnalazioni, testimonianze o riflessioni scrivete a magazine@protezionecivile.ituRiorganizzare una cittàAndrea Bisicchia - SiracusaCertamente si può essere intelligenti sia se si è un’attenzione particolare alla coesione sociale, allaricchi, sia se invece si è poveri “in canna”, ma sicurezza dei cittadini, alla diffusione e disponibilitàrendere razionale e ben organizzata una città, curarne della conoscenza, alla creatività, alla libertà euno sviluppo sostenibile avendo a cuore la qualità mobilità effettivamente fruibile, alla qualitàdella vita dei cittadini e farlo senza il becco di un dell’ambiente naturale e culturale, alla fruizione delquattrino è una bella sfida. Anzi, secondo me una patrimonio culturale. Una città ben organizzata èsfida impossibile. “Senza soldi non si canta messa”, anche, specie in questi anni di crisi finanziariadiceva un vecchio proverbio, né si fa innovazione. La permanente, una città che usando anchecrisi economica non è una buona scusa per non l’innovazione tecnologica, riesce a spendere meno einnovare, anche perchè le restrizioni della finanza meglio senza abbassare la quantità e la qualità deipubblica sembrano ormai strutturali e non servizi forniti a cittadini e imprese. Allora perché noncongiunturali e richiedono quindi, a chiunque allargare i nostri confini di conoscenze e su questegoverna, risposte altrettanto strutturali. L’idea guida basi programmatiche confrontarsi con altre realtàè che se la crisi sta comportando per tutte le città un cittadine al fine di formare un laboratorio, conripensamento della pianifcazione urbanistica e una scambio di esperienze non episodiche madifficile riflessione strategica sullo sviluppo, è sempre sistematiche, dove verificare nuove strade, impararepiù vero che senza uno sviluppo intelligente delle dagli errori, conoscere nuove prassi. Insomma, unacittà la crisi non si supera, perchè la costruzione di specie di libreria comune di progetti da cui attingere.una nazione moderna, innovativa e inclusiva non può Così da far nascere una elaborazione collettiva, cosìche passare attraverso una dimensione urbana fatta da condividere visioni comuni che facciano contestoa misura d’uomo. A mio parere una città, ben alle azioni intraprese. Per essere protagonisti delorganizzata, è uno spazio urbano ben diretto da una cambiamento non possiamo aspettare che qualcunopolitica lungimirante, che affronta la sfida che la ce lo imponga per decreto. Una migliore politica “delglobalizzazione e la crisi economica pongono in fare” con meno annunci, meno proclami, più cassettetermini di competitività e di sviluppo sostenibile con degli attrezzi e istruzioni per l’uso.40