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Maggiolini etica it Presentation Transcript

  • 1. ETICA e ICT Piercarlo Maggiolini Politecnico di Milano
  • 2. USO TECNOLOGIE DELL’INFORMAZIONE
    • Accedere a, diffondere, memorizzare CONOSCENZA
    • (limiti memoria umana)
    • Ridurre rischi OPPORTUNISMO (mancanza di fiducia)
  • 3. IL PRINCIPIO UNIFICANTE
    • L’informazione (con relative tecnologie) fornisce conoscenza per “governare” la complessità.
    • Il bisogno di informazione (e delle relative tecnologie) è proporzionale al livello di complessità dei processi
  • 4. IL PRINCIPIO UNIFICANTE
    • L’informazione (con relative tecnologie) serve per ridurre i rischi dell’ opportunismo degli attori coinvolti (specie nelle transazioni economiche).
    • Il bisogno di informazione (e delle relative tecnologie) è inversamente proporzionale al livello di fiducia esistente fra gli attori coinvolti (specie nelle transazioni economiche).
  • 5. TENDENZE DELLA TECNOLOGIA CHE SOLLEVANO PROBLEMI ETICI
    • La potenza di calcolo è raddoppiata ogni 18 mesi
    • Miglioramento tecniche e riduzione dei costi di memorizzazione e analisi dei dati
    • Miglioramento delle connessioni di rete e avvento di internet
  • 6. TENDENZE DELLA TECNOLOGIA CHE SOLLEVANO PROBLEMI ETICI
    • 180 exabyte (un miliardo di gigabyte) il totale dei contenuti informatici nel mondo. 12 pile di libri alte quanto la distanza fra Terra e Sole.
    • 3 miliardi di telefoni cellulari GSM
    • 1 miliardo e mezzo di utenti Internet
    • 1 miliardo di Pc
    • Solo Google: 450.000 server in 25 località
  • 7. TENDENZE DELLA TECNOLOGIA CHE SOLLEVANO PROBLEMI ETICI
    • È aumentata la nostra dipendenza dai sistemi informatici e quindi la nostra vulnerabilità
    • È economicamente e tecnicamente possibile la violazione della privacy
    • La proprietà intellettuale è facilmente violabile
    • Delocalizzazione (anche dei servizi) è più facile
  • 8. IL PRINCIPIO UNIFICANTE
    • L’informazione (con relative tecnologie) fornisce conoscenza per “governare” la complessità.
    • Il bisogno di informazione (e delle relative tecnologie) è proporzionale al livello di complessità dei processi
  • 9. IL PRINCIPIO UNIFICANTE
    • L’informazione (con relative tecnologie) serve per ridurre i rischi dell’ opportunismo degli attori coinvolti (specie nelle transazioni economiche).
    • Il bisogno di informazione (e delle relative tecnologie) è inversamente proporzionale al livello di fiducia esistente fra gli attori coinvolti (specie nelle transazioni economiche).
  • 10. PERCHÉ UN’ETICA DELLE TECNOLOGIE DELL’INFORMAZIONE
    • La “civiltà tecnologica” in cui viviamo esige una “nuova etica”, incentrata sul “ principio responsabilità ”.
    • In passato l’uomini erano meno responsabili e ora, per qualche ragione, lo devono essere di più?
    • No, è esattamente il contrario. In passato era molto più facile essere – eticamente e socialmente – responsabili.
    • I nostri antenati furono testimoni diretti di quasi tutte le conseguenze delle loro azioni perché ben di rado, o forse mai, l'entità di tali conseguenze superava il campo visivo del loro occhio nudo (o il raggio d'azione del loro braccio armato).
  • 11. PERCHÉ UN’ETICA DELLE TECNOLOGIE DELL’INFORMAZIONE
    • «Con l'avvento della nuova e crescente rete globale di dipendenze e di una tecnologia abbastanza potente da produrre effetti altrettanto globali delle azioni questa situazione moralmente appagante è venuta meno» (Bauman).
    • Le generazioni che ci hanno preceduto – volenti e persino nolenti – erano consapevoli, perché le conoscevano (o potevano facilmente conoscerle), delle conseguenze spazio-temporali delle loro azioni, che quindi erano presenti alla loro coscienza, e, almeno cognitivamente (ma anche eticamente), erano – oseremmo dire – costretti a tenerne conto.
  • 12. PERCHÉ UN’ETICA DELLE TECNOLOGIE DELL’INFORMAZIONE
    • Oggi sapere e agire divergono spesso. Nella società globalizzata e tecnologizzata odierna molte azioni hanno un impatto sulle condizioni degli altri, anche se sono lontani e sconosciuti, ma solo poche di esse sono accompagnate sin dall'inizio da consapevolezza delle conseguenze e quindi da una possibile riflessione etica.
    • Solo una parte piccola delle conseguenze delle azioni o inazioni è eticamente controllata e guidata da valori e sentimenti morali; di fatto ben pochi prendono (anzi, sono nella condizione di prendere) in considerazione i possibili effetti delle proprie azioni sugli altri, se non a proposito di persone direttamente coinvolte o partecipi dell'azione.
  • 13. SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE
    • Secondo D.Bell:
    • Società preindustriale o agricola
    • - Game against nature
    • Etica della natura
    • Società industriale
    • Game against fabricated nature
    • Etica del progetto, etica del lavoro
    • Società postindustriale o dell’informazione
  • 14. SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE
    • Società postindustriale o dell’informazione
    • Game between persons
    • Etica del “consumo” ?
    • • la risorsa "strategica" non sarebbero più né le materie prime (società preindustriale) né le macchine, l'energia o il capitale finanziario (società industriale) bensì la " conoscenza " (ovviamente applicata allo sviluppo economico e sociale), dunque le risorse umane e la relativa formazione sono determinanti
  • 15. SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE
    • Società postindustriale o dell’informazione
    • • le tecnologie "strategiche" non sarebbero più quelle fondate sulla forza fisica di uomini e animali o naturale (vento, acqua), né quelle meccaniche, elettriche, chimiche, bensì quelle dell' informazione e della comunicazione (e di riciclaggio, per garantire l’ecosostenibilità dello sviluppo)
  • 16. SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE
    • Società postindustriale o dell’informazione
    • • i consumi non sarebbero più prevalentemente materiali (alimentazione, casa, auto, elettrodomestici, etc.) bensì anche e soprattutto "immateriali" (informazione, cultura, sanità, divertimento, etc.)
    • e (secondo altri) “espressivi” (che possono assumere una caratteristica “posizionale” oppure “relazionale”)
  • 17. SOCIETÀ ED ECONOMIA DELL’INFORMAZIONE
    • All'interno del settore dell'informazione i vari addetti sono raggruppabili in quattro categorie :
    • a. chi crea l'informazione
    • b. chi elabora l'informazione
    • c. chi propaga l'informazione
    • d. chi è addetto alle infrastrutture dell'informazione
  • 18. ECONOMIA DELL’INFORMAZIONE
  • 19. SOCIETÀ ED ECONOMIA DELL’INFORMAZIONE
    • All'interno del settore dell'informazione i vari addetti sono raggruppabili in quattro categorie :
    • a. chi crea l'informazione
    • b. chi elabora l'informazione
    • c. chi propaga l'informazione
    • d. chi è addetto alle infrastrutture dell'informazione
  • 20. ECONOMIA DELL’INFORMAZIONE
    • Flussi fra settori informativo e produttivo
    SETTORE PRODUTTIVO SETTORE INFORMATIVO CONSUMATORI FINALI
  • 21. ETICA E INTERNET
    • L’e-reputation e l’e-delete
    • Il caso di Marc L ***
    • un personaggio reale la cui biografia è stata "raccontata" su una rivista francese (“Le Tigre”) a partire dalle sue migliaia di tracce (pubbliche!) rintracciate su Internet
    • www.le-tigre.net/Marc-L.html
    • www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/francia-vita-giornale/francia-vita-giornale/francia-vita-giornale.html?ref=hpspr1
    • Nota: almeno il 20% dei responsabili della selezione del personale cerca online informazioni sui candidati
  • 22. ETICA E INTERNET
    • Il caso di un parroco di Novara
    • ha detto in una messa prenatalizia ai bambini di una scuola elementare cattolica di “non farsi rubare Gesù Bambino da Babbo Natale” (personaggio favoloso al pari di Cenerentola e Biancaneve)
    • www.tribunanovarese.com/2008/cover08/dicembre/081222.pdf
  • 23. ETICA E INTERNET
    • Il caso di un parroco di Novara
  • 24. ETICA E INTERNET
    • Il caso di un parroco di Novara
    • La notizia di “Tribuna Novarese” è ripresa dall’agenzia italiana ANSA e poi soprattutto dal corrispondente da Roma della BBC
    • http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/7798480.stm
  • 25. ETICA E INTERNET
    • Il caso di un parroco di Novara
  • 26. ETICA E INTERNET
    • Il caso di un parroco di Novara
    • In un paio di giorni le “pagine” su Internet che citano don Dino Bottino balzano da un centinaio scarsi a più di … diecimila , nelle più svariate lingue del mondo ( una ventina , compreso l’islandese, l’estone, il lituano, l’ungherese, l’albanese, il cinese, il vietnamita, l’indonesiano, per non parlare del norvegese, svedese, polacco, russo, rumeno, sloveno, etc.), in siti sparsi su tutto il mondo: una quarantina di paesi , dalle Isole Figi, Nuova Zelanda, Australia, Timor Est, Indonesia, Vietnam, Cina, persino Azerbaigian e Kazakistan, per passare al Sud Africa e all’Angola e giungere in Brasile, Stati Uniti, Canada, fino ad un bel pezzo d’Europa: gran parte dei paesi nordici, molti paesi dell’Est e qualche paese occidentale (escluso Francia e Spagna).
  • 27. ETICA E INTERNET
    • Insegnamenti:
    • Su Internet le notizie sovente vengono rimbalzate da un sito all'altro senza alcuna verifica, del tutto decontestualizzate e spesso prive della fonte della notizia stessa, perché la verosimiglianza fa aggio sulla verità e non di rado - quando la leggenda è più interessante della realtà - si preferisce la leggenda. Determinante il ruolo dei commenti e dei blog .
  • 28. ETICA E INTERNET
    • Insegnamenti:
    • Di sicuro resteranno per lunghissimo tempo le tracce telematiche sulla persona coinvolta, e questo parroco – al di fuori di chi lo conosce più o meno personalmente – agli occhi di chi ne cercherà informazioni su Internet sarà soprattutto “l’uomo che uccise Babbo Natale” (con la relativa coda anche di insulti, minacce, sberleffi …).
    • I temi (e problemi) della reputazione su Internet e del diritto all'oblio stanno diventando cruciali, soprattutto per le persone (specie in ambito lavorativo e penale) ma anche per le organizzazioni (d'impresa e non).
  • 29. L’ETICA DEI MOTORI DI RICERCA
    • Da N.Carr – Il lato oscuro della rete
    • USA: nel 1964 l’81% adulti leggeva quotidianamente il giornale
    • Nel 2000 50%
    • Nel 1970 il 73% dei giovani tra i 16 e 24 leggeva quotidianamente il giornale
    • Nel 2006 solo il 36%
    • Nel 2005 il 46% sotto i 36 anni si informava con Internet e solo il 28% coi giornali
  • 30. TRASMISSIONE DELLA CONOSCENZA
    • Il giornale cartaceo è un “pacchetto” unico.
    • Obiettivo dell’editore è fare in modo che l’intero pacchetto attiri un gruppo il più eterogeneo possibile di lettori e investitori.
    • Il quotidiano – come prodotto – vale di più della somma delle sue parti
  • 31. TRASMISSIONE DELLA CONOSCENZA
    • Sul Web normalmente l’informazione anche dei giornali online è finanziata dalla pubblicità pagata in funzione di visualizzazioni e click.
    • Soprattutto attraverso i motori di ricerca si va direttamente a cercare l’articolo che interessa. Ogni articolo è un prodotto a sé .
    • Il giornale online diventa pura somma di pezzi, ognuno dei quali dovrebbe “giustificarsi” economicamente.
  • 32. TRASMISSIONE DELLA CONOSCENZA
    • Il grande “spacchettamento”
    • In teoria, non saremo più costretti a pagare – neanche indirettamente – “detriti per procurarci le cose di valore”
    • Il rischio della “cultura dell’abbondanza”: una cultura mediocre dalla superficie sconfinata ma dallo spessore limitato
    • “ Google ci rende stupidi?”
  • 33. TRASMISSIONE DELLA CONOSCENZA
    • Le informazioni sono portatrici di conoscenza solo se “interpretate” dal soggetto (inserite in uno schema della realtà che gli appartiene e che non è detto sia socialmente condiviso)
    • È necessaria intesa preliminare sul significato comune da attribuire ad esse
  • 34. TRASMISSIONE DELLA CONOSCENZA
    • Validazione e selezione delle informazioni nella società pre Internet (chi filtra cosa: il problema dell’“autorità”)
    • Opinion leader
    • Mass media tradizionali (giornali, radio, Tv)
    • Istituzioni culturali (scuola, università…)
    • Esperti
    • Imprese e mediatori commerciali
  • 35. TRASMISSIONE DELLA CONOSCENZA
    • Nella società pre Internet questi intermediari hanno:
    • Una reputazione, di cui godono e di cui devono rendere conto
    • La funzione di certificazione e di filtro delle informazioni (della conoscenza)
  • 36. TRASMISSIONE DELLA CONOSCENZA
    • Validazione e selezione delle informazioni nella Società post Internet
    • Onere della verifica e selezione si trasferisce ai fruitori stessi delle informazioni
    • I fruitori delle informazioni hanno strumenti e capacità per svolgere queste funzioni?
  • 37. TRASMISSIONE DELLA CONOSCENZA
    • Conseguenze della disintermediazione nel trattamento sociale delle informazioni:
    • senza schema per attribuire senso e un filtro, l’informazione rischia d’essere fonte di confusione e non di chiarezza
  • 38. TRASMISSIONE DELLA CONOSCENZA: effetti sociali
    • Aspetti positivi:
    • Ricerca mirata di informazioni e esclusione automatica di quelle non gradite
    • Possibilità di entrare in relazione solo con realtà e persone che condividono i propri interessi ed ideali
  • 39. TRASMISSIONE DELLA CONOSCENZA effetti sociali
    • Aspetti negativi:
    • Rischio di impoverimento cognitivo
    • Perdita di un’esperienza comune condivisa
    • Ulteriore e più radicale frammentazione della cultura e degli universi condivisi di senso
  • 40. TRASMISSIONE DELLA CONOSCENZA effetti sociali
    • QUALE E’ IL RIMEDIO?
    • E’ quello proposto da Platone 2400 anni fa, nel finale del “Fedro”:
    • la trasmissione dialogica interpersonale
    • Alla fin fine, è ancora LA SCUOLA e il rapporto diretto, dialogico, tra maestro e allievo