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Le leggi della Second Life: Umberta Telfener
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Le leggi della Second Life: Umberta Telfener

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  • 1. Ragioni di un successo <ul><li>Far parte di SL significa far parte di una comunitas , quindi appartenere, trascendere i confini individuali senza mettersi in discussione </li></ul><ul><li>Trattandosi di una comunità planetaria, orizzontale, non regolata da un controllo dall’alto verso il basso si è tendenzialmente tutti amici in una dimora sicura </li></ul><ul><li>La definizione di gioco di SL implica una “responsabilità limitata”, impegni informali, ricerca di sensazioni piacevoli, linee guida estetiche piuttosto che morali </li></ul><ul><li>L’avatar non muore e non si deteriora (fisico in perfetta forma) e incarna il sogno dell’immortalità </li></ul><ul><li>La vita virtuale costituisce il surrogato tollerabile e rassicurante di una vita relazionale incarnata, percepita come troppo pericolosa e intensa. SL corrisponde alla fuga dal sociale di cui si parla sempre </li></ul><ul><li>Permette di diventare “collezionisti di piaceri” e “recettori di sensazioni” quando nel mondo si fatica come “approvigionatori di beni” </li></ul>
  • 2. Ragioni di un successo 2 <ul><li>I rapporti su SL sono codificati “a scadenza”, “a libera ricontrattazione”, si possono dissolvere senza lasciare traccia </li></ul><ul><li>Gli avatar sono poliedrici, non fanno paura : da una parte mostrano una faccia misteriosa dall’altra ripropongono uno schema relazionale conosciuto e già sperimentato </li></ul><ul><li>Il gioco offre la possibilità di attuare una “liberalizzazione da se stessi”, l’ampliamento del proprio self (sperimentazione) </li></ul><ul><li>Il gioco è interattivo, l’interpretazione è individuale, privata e solipsistica. Lo sforzo interpretativo ci mette in contatto con noi stessi ancora di più </li></ul><ul><li>Ogni interazione e di conseguenza le storie che nascono prevedono un rispecchiamento assoluto uno nell’altro, la regola principe dell’innamoramento </li></ul><ul><li>Tutto si consuma nel “qui e ora”, il passato è nostalgia ed emozione più che narrazione e storia </li></ul><ul><li>I luoghi diventano nominali e possono assumere un significato simbolico molto pregnante a ciò che si sta vivendo </li></ul><ul><li>SL costituisce il luogo topico del potere immaginativo (la fantasia è una pratica sociale) </li></ul><ul><li>Si “gioca” coll’incertezza: c’è l’illusione di passare da un controllo sociale all’autocontrollo </li></ul>
  • 3. Altre ragioni “epistemologiche” <ul><li>Mette in atto l’importante aspetto relazionale a cui invita il costruzionismo sociale (von Foerster, Gergen,..) in quanto evidenzia: </li></ul><ul><ul><li>l’origine sociale della conoscenza </li></ul></ul><ul><ul><li>il linguaggio che crea la realtà </li></ul></ul><ul><ul><li>la politica della conoscenza (non ci sono parole senza conseguenze etiche ed estetiche) </li></ul></ul><ul><ul><li>il self come emergenza dalla coordinazione di rapporti e incontri </li></ul></ul><ul><ul><li>la comunicazione come azione coordinata: </li></ul></ul><ul><ul><li>. il sé non possiede significato da solo </li></ul></ul><ul><ul><li>. il significato deriva da azioni coordinate </li></ul></ul><ul><ul><li>. ogni definizione modifica il significato </li></ul></ul>
  • 4. Il self dialogico (Bakhtin et altri) come possibile teoria di riferimento per leggere la costruzione del soggetto in SL <ul><li>Il self è considerato emergere da un processo multivocale e dialogico in una realtà condivisa </li></ul><ul><li>Il self è immerso in un mondo di relazioni </li></ul><ul><li>Differenti posizioni “Io” producono differenti narrative su di sé </li></ul><ul><li>Le relazioni dialogiche non sono limitate ad un ego e un altro ma coinvolgono un terzo elemento (il contesto, la relazione, gli altri,…) </li></ul><ul><li>Gli altri hanno la funzione di mediatori di nuove posizioni che non sono concilianti con i due soggetti originari in dialogo </li></ul>

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