Parte 2 - Triduo pasquale
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Parte 2 - Triduo pasquale

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Tre sere di formazione liturgica

Tre sere di formazione liturgica
Anno pastorale 2011-2012

Parte Seconda:
Triduo pasquale

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  • Gentilissimo Antonio,
    ho provveduto ad abilitare il download per la presentazione che mi chiedi.
    Se posso chiedere: di che Parrocchia e Diocesi sei?

    Auguri carissimi di buona Quaresima.
    Andrea Perfetti.
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  • Ciao Andrea, potrei avere, se è possibile, il file della bellissima preparazione al triduo pasquale. Ti ringrazio! Antonio e auguri carissimi. la mia mail antoniocirinna@gmail.com
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Parte 2 - Triduo pasquale Parte 2 - Triduo pasquale Presentation Transcript

  • La Pasqua celebrata in tre giorni: Il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risortoIl nocciolo della fede cristianaconsiste nella risurrezione dai mortidell‟uomo Gesù di Nazarete nella sua costituzione a Signore della storia,collocato alla destra del Padre:non è un‟idea, ma l‟evento della nostra salvezza.Non è quindi riducibile a un dato da ritenere nella mente, ma“mistero” da assimilare nell‟esistenza.E ciò è possibile solo attraverso la sua celebrazione.
  • I cento giorni della Pasqua annuale Il Triduo pasquale: evento unitarioCelebrare il Triduo pasquale in pienezzacomporta il partecipare a tutti i riti previsti, senza sottrazione.È decisivo percepire l’intreccio inscindibile dei tre aspetti del misterodi Cristo: “Crocifisso-Sepolto-Risorto” (S.Agostino);ciascuno richiama e implica gli altri.Si tratta di una morte, ma “gloriosa”;di una discesa (agli inferi), ma “elevante”;di una risurrezione, ma dell’Agnello immolato,che con i segni della passione vive immortale.Deve risultare chiaro a tutti – fin dall’inizio della Quaresima - che ilTriduo pasquale (a differenza dei tridui che, ad esempio, dispongonoalla festa di un santo) non costituisce una preparazione dellesolennità di Pasqua, ma è esso stesso la celebrazione della Pasqua.
  • LaPasqua del Signoreè tutta sintetizzata e resa fruibiledalla sua celebrazione settimanale:la Domenica.Veramente al Giorno del Signore non manca nulla!Ma noi non siamo a tal punto ricettivida beneficiare in modo completo ed esaustivodella magnifica ed esuberante graziaoffertaci con ritmo settimanale.Una volta lanno la santa madre Chiesaci propone di accogliere la Pasqua della nostra salvezzacon maggiore distensione di tempo,invitandoci a partecipare alle pregnantie suggestive celebrazioni del Triduo pasquale.
  • Esso si dilata nel Tempo pasquale,nei "50 giorni dellAlleluia",definiti da santAtanasio"la grande Domenica";tempo in cui la vitalità ecclesiale raggiunge il massimo gradoespandendosi in un rinnovato slanciocaritativo-missionario,di cui è anima lo Spirito del Risorto.
  • Triduo Pasquale"Comprende il Venerdì santo, il Sabato santoe la Domenica di Risurrezione.Dato però il carattere pasquale della Cena del Signore,entra nella celebrazione del Triduoanche la Messa vespertina del Giovedì santo.La Domenica di Pasqua è insieme lultimo giorno del Triduo,e il primo del tempo di Pasqua.Il grande Triduo costituisce il cuore delle celebrazioni pasqualie di tutta la vita ecclesiale.
  • I tre giorni presentano successivamente i vari aspetti del Mistero:Il Venerdì santo celebra la Passione, che culmina, nella morte: ci fa vedereCristo che ha assunto su di sé il nostro tragico destino, fino a caricarsi sullespalle i nostri peccati.Il Sabato santo celebra il mistero della sepoltura: quel sepolcro vuoto, che preparail trionfo al di là di tutte le apparenze, sottolinea nel cristianesimo limportanza dellasperanza.La notte e il giorno di Pasqua presentano il culmine dellevento pasquale: il trionfodi Cristo sulla morte, che conferisce a tutto il messaggio evangelico il suo caratteredecisamente positivo di gioia e di vittoria. Lunità del triduo, che salda i giorni inununica celebrazione, sottolinea di riflesso lunità del Mistero : nella Pasqua diCristo, morte e risurrezione sono inseparabili, perché la novità di vita scaturiscedallimmolazione redentrice. (CEI, La preghiera del mattino e della sera, p.226).
  • La liturgia come esperienza di preghiera • alla scuola del Lezionario: la Parola di Dio di ogni giorno • alla scuola del Messale: l’eucologia • Alla scuola della Liturgia delle Ore: la santificazione del tempoIn concreto seguiremo la traccia della Lettera circolare emanatadalla Congregazione per il Culto Divino il 16 gennaio 1988 dal titolo:Preparazione e celebrazione delle feste pasquali = PCFP
  • Giovedì santo: Messa vespertina nella Cena del Signore«Con la Messa celebrata nelle ore vespertine del giovedì santo,la Chiesa dà inizio al triduo pasqualeed ha cura di far memoria di quellultima Cenain cui il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito,amando sino alla fine i suoi che erano nel mondo,offrì a Dio Padre il suo corpo e sanguesotto le specie del pane e del vinoe li diede agli apostoli in nutrimentoe comandò loro e ai loro successori nel sacerdoziodi farne lofferta». (PCFP, 44)
  • Tutta lattenzione dellanimadeve rivolgersi ai misteriche in questa Messa soprattuttovengono ricordati: cioè- listituzione dell„Eucaristia,- listituzione dellordine sacerdotale- il comando del Signore sulla carità fraterna:tutto ciò venga spiegato nella omelia. (PCFP,45)
  • La messa nella Cena del Signoresi celebra nelle ore vespertine,nel tempo più opportunoper una piena partecipazionedi tutta la comunità locale (PCFP, 46).Non si svolgano celebrazioni“in favore di persone privateo di piccoli gruppi particolario che costituiscano un ostacoloper la messa principale” (PCFP, 47).Si eviti di celebrare la Messa di prima Comunione in questacircostanza.
  • Obiettivo:Nel giorno in cui si fa memoriadell‟Istituzione dell‟Eucaristia, dar vita ad una Celebrazione eucaristica esemplare.Le disposizioni seguentisono finalizzate al raggiungimento dell‟obiettivo.
  • Prima della celebrazioneil tabernacolo deve essere vuoto.Le ostie per la Comunione dei fedelivengano consacratenella stessa celebrazione della Messa.Si consacri in questa Messapane in quantità sufficienteper oggi e per il giorno seguente (PCFP, 48).
  • Canto di ingressoDi null‟altro mai ci glorieremose non della croce di Gesù Cristo, nostro Signore:Egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione;per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati. Cfr Gal 6,14Come si vede, il tema non è eucaristico nell‟accezione comune del termine
  • Accoglienza dei santi OliIn ogni comunità parrocchiale si accolgono i santi Oli,consegnati dal Vescovo in Cattedrale al termine dellaMessa del Crisma: è un dono che esprime la comunionenell‟unica fede e nell‟unico Spirito.Le ampolle vengono portate durante la processione di ingresso(si possono incaricare ad es un anziano per l‟olio degli infermi,un coppia di sposi per l‟Olio dei catecumeni,un cresimando per il crisma)e incensate insieme all‟altare.Dopo il segno di croce e il saluto, si pronuncia un‟apposita monizione.Al termine tutti acclamano:Benedetto nei secoli il Signore!
  • Le ampolle vengono poi recatenell‟apposito “tabernacolo di custodiadei santi Oli” (da ripristinate qualorafosse caduto in disuso e da richiamaredi tanto in tanto all‟attenzione di tutti) Cattedrale di Como, Custodia dei Santi Oli
  • Durante il canto dellinno «Gloria a Dio»si suonano le campane.Terminato il canto, non si suoneranno piùfino alla veglia pasquale.Durante questo tempo lorgano e gli altri strumentimusicali possono usarsi soltanto per sostenere il canto(PCFP, 50)(Può essere opportuno che si mettano a disposizione dei partecipanti numerosicampanelli)
  • CollettaO Dioche ci hai riuniti per celebrare la santa Cenanella quale il tuo unico Figlio,prima di consegnarsi alla morte,affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio,convito nuziale del suo amore,fa‟ che nella partecipazione a così grande misteroattingiamo pienezza di carità e di vita.
  • La lavanda dei piedi,che per tradizioneviene fatta in questo giornoad alcuni uomini scelti,sta a significareil servizio e la carità di Cristo,che venne«non per essere servito,ma per servire».È bene che questa tradizionevenga conservatae spiegata nel suo significato proprio.(PCFP, 51)
  • Durante la processione delleofferte, mentre il popolocanta linno «Dovè carità eamore», possono esserepresentati i doni per ipoveri, specialmente quelliraccolti nel tempoquaresimale come frutti dipenitenza (PCFP, 52).Per meglio evidenziare la dimensionecaritativa si suggerisce che ciascun fedeleporti all‟altare la propria offerta nelsalvadanaio o nella busta ricevuta ilMercoledì delle Ceneri
  • Preghiera eucaristicaÈ vivamente raccomandato il Canone Romanocon le varianti specifiche.Acclamazione di anamnesiE‟ prescritta dal Messale in coerenza la secondalettura
  • Comunione eucaristica in chiesaSi offra a tutti i fedelila possibilità di partecipare in pienezzaal Banchetto eucaristico,ricevendo il Corpo e il Sangue del Signoresotto le due specie(meglio se direttamente all‟altare).
  • Comunione eucaristica nelle case Un comportamento che non può essere disattesoPer gli infermi che ricevono la Comunione in casa, è piùopportuno che l„Eucaristia, presa dalla mensa dellaltare almomento della Comunione sia a loro portata dai diaconi oaccoliti o ministri straordinari, perché possano così unirsi inmaniera più intensa alla Chiesa che celebra (PCFP, 53) .
  • Terminata lorazione dopo laComunione, si forma la processioneche, attraverso la chiesa, accompagna ilSantissimo Sacramento al luogo dellareposizione.Apre la processione il crocifero;si portano le candele accese e lincenso.Intanto si canta linno «Pange lingua»o un altro canto eucaristico.La processione e la reposizione del santissimosacramento non si possono fare in quelle chiese in cuiil venerdì santo non si celebra la Passione del Signore(PCFP, 54)
  • Si riservi una cappellaper la custodia del Santissimo SacramentoSi orni in modo conveniente,perché possa facilitare lorazione e la meditazione:si raccomanda il rispetto di quella sobrietàche conviene alla liturgia di questi giorni,evitando o rimuovendo ogni abuso contrario (PCFP, 49)Il tabernacolo o custodia non deve avere la forma di un sepolcro. Si eviti iltermine stesso di «sepolcro»: infatti la cappella della reposizione vieneallestita non per rappresentare «la sepoltura del Signore», ma per custodireil pane eucaristico per la Comunione,che verrà distribuita il venerdì nella Passione del Signore (PCFP,55).
  • Si invitino i fedeli a trattenersi in chiesa, dopo la messanella Cena del Signore, per un congruo spazio di temponella notte, per la dovuta adorazione al SantissimoSacramento solennemente lì custodito in questo giorno.Durante ladorazione eucaristica protratta può essere lettaqualche parte del Vangelo secondo Giovanni (cap. 13-17).Dopo la mezzanotte si faccia ladorazione senza solennità, dal momento che hagià avuto inizio il giorno della Passione del Signore. (PCFP, 56)Terminata la messa viene spogliato laltare della celebrazione. È bene coprire lecroci della chiesa con un velo di colore rosso o violaceo, a meno che non sianostate già coperte il sabato prima della domenica V di quaresima.Non possono accendersi le luci davanti alle immagini dei santi (PCFP, 57 )
  • Preso un pane, Gesù rese grazie, lo spezzò e lo diede ai suoidiscepoli dicendo: “Questo è il mio corpo che è dato per voi; fatequesto in ricordo di me” (Lc 22,19).Silenzio meditativo.Per il tuo corpo, lasciato ai peccatori,benedetto, Signore Gesù!per il tuo corpo, spezzato come un pane,benedetto, Signore Gesù!per il tuo corpo divino, che dà corpo al tuo popolo,benedetto, Signore Gesù!per il tuo corpo divino, che fa vivo ogni uomo,benedetto, Signore Gesù!per il tuo corpo, avvilito e triste,benedetto, Signore Gesù!per il tuo corpo, chiuso nella notte,benedetto, Signore Gesù!per il tuo corpo divino, dove i morti rivivono,benedetto, Signore Gesù!per il tuo corpo divino, dove rinasce il giorno,benedetto, Signore Gesù!Benedetto sei tu per il tuo sangue / che consacra il mondo!
  • Venerdì santo: Giorno di Cristo CrocifissoIn questo giorno in cui«Cristo nostra Pasqua è stato immolato»,la Chiesacon la meditazione della Passionedel suo Signore e Sposoe con la adorazione della Crocecommemora la sua originedal fianco di Cristo,che riposa sulla Croce,e intercede per la salvezza di tutto il mondo (PCFP, 58)Il Venerdì nella Passione del Signoreè giorno di penitenza obbligatoria in tutta la Chiesa,da osservarsi con lastinenza e il digiuno (PCFP, 60).
  • Nella memoria annuale della Passione delSignore, nel clima battesimale del Triduopasquale, la croce gloriosa e vittoriosa diCristo Gesù è solennemente “riconsegnata”alla comunità cristiana e al singolo fedele.Nei primi tre secoli la croce non veniva rappresentatain modo plastico. Si preferivano la figura del Pastore,e simboli come il pesce, l’ancora, la colomba… Solo apartire dal IV secolo la croce divenne a poco a poco ilsimbolo privilegiato di Cristo e del suo mistero disalvezza.Le prime rappresentazioni pittoriche o scultoreedella croce raffigurano un Cristo glorioso, con lungatunica e corona regale: è in croce, ma come ilvincitore, il Risorto.Soltanto in seguito, con la spiritualità del Medioevo,sarà rappresentato in situazione di sofferenza.
  • Il digiuno pasqualeFin dalla sua istituzione nel III secolo il digiuno del venerdì e sabatosanto non aveva il carattere di una commemorazione della Passione.Al ricordo della Passione del Signore non era legata l‟ideadi un digiuno che marcasse l‟afflizione:la croce era causa della salvezza e la Chiesa dei martirinon la percepiva che legata alla risurrezionee già illuminata dal riflesso del suo splendore.Il digiuno pasquale era essenzialmenteun‟intensa preparazione alla gioia spirituale del Laetissimum spatium.Se la Chiesa digiuna nei giorni in cui lo Sposo è sottratto (cfr. Mt 9,5),lo fa nell‟ottica gioiosa della preparazione ad accogliere l‟Amatoche sta per venire e che sempre è alla porta e bussa (cfr. Ap 3,20)
  • Liturgia delle OreSi raccomanda che lUfficio delle letturee le Lodi mattutine di questo giornosiano celebrati nelle chiesecon la partecipazione del popolo (PCFP,62)
  • Ufficio delle Letture1 Ant. Insorgono i re della terra, i potenti congiurano insiemecontro il Signore e contro il suo Cristo. Salmo 22 Ant. Si dividono le mie vesti, la mia tunica tirano a sorte.Salmo 213 Ant. Mi aggrediscono con furore quelliche mi cercavano a morte. Salmo 371 Lettura: Eb 9,11-28 Cristo, sommo sacerdote dei benifuturi, entrò una volta per sempre nel santuario, con il propriosangue2 Lettura: Dalle catechesi di san Giovanni Crisostomo Laforza del sangue di Cristo
  • Lodi mattutine1 Ant. Dio non ha risparmiato il suo unico Figlio: lo ha datoalla morte per salvare tutti noi. Salmo 502 Ant. Gesù Cristo ci ha amato, e ci ha lavato da ogni colpanel suo sangue. Cantico Ab 33 Ant. Adoriamo la tua croce, Signore, acclamiamo la tuarisurrezione: da questo albero di vita la gioia è venuta nelmondo. Salmo 147Lettura breve: Is 52,13-15 Ecco, il mio servo avràsuccesso, sarà innalzato, onorato, esaltato grandemente.
  • Celebrazione liturgica della Passione e morte del SignoreSi faccia la celebrazione della Passione del Signore nelleore pomeridiane e specificamente circa le ore quindici nelpomeriggio. Per motivi pastorali si consiglia di sceglierelora più opportuna, in cui è più facile riunire i fedeli: peres. dal mezzogiorno o in ore più tarde, non oltre però leore ventuno (PCFP, 63).Si rispetti religiosamente e fedelmente la strutturadellazione liturgica della Passione del Signore(Liturgia della Parola, Adorazione della Croce e santaComunione),che proviene dallantica tradizione della Chiesa.A nessuno è lecito apportarvi cambiamenti di proprioarbitrio (PCFP, 64).
  • Il rito del silenzio di aperturaIl sacerdote e i ministrisi recano allaltare in silenzio, senza canto.Se vengono dette parole di introduzione, ciò sia fattoprima dellingresso dei ministri. Il sacerdote e iministri, fatta la riverenza allaltare, si prostrano interra: tale prostrazione, come rito proprio di questogiorno, si conservi con cura, per il significato cheassume di unumiliazione dell« uomo terreno » e dimestizia dolorosa della Chiesa.Durante lingresso dei ministri i fedeli rimangono inpiedi. Quindi anche loro si inginocchiano e preganoin silenzio ( PCFP, 65).La chiesa sia in penombra
  • Liturgia della ParolaLe letture siano proclamate integralmente.Il salmo responsoriale e il canto al Vangelovengono eseguiti nel modo consueto.La storia della Passione del Signore secondoGiovanni si canta o si legge come nella domenicaprecedente (cf. n. 33).Terminata la storia della Passione, si faccialomelia.Alla fine di essa i fedeli possono essere invitati asostare per breve tempo in meditazione (CPFP, 66).
  • La Passione secondo GiovanniNel quarto Vangelo, più che negli altri,Gesù si manifesta apertamente nella sua regalità.La crocifissione è descritta come intronizzazione,come vittoria. Del resto Gesù aveva annunciato:“Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me” (Gv12,32).Davanti a Pilato, Gesù afferma con solennità:“Io sono re” (Gv 18,37).Ed è con atteggiamento regale che dal trono dellacroce, con riferimento al banchetto di Cana,Gesù porta a compimento le nozze tra Dio e l‟umanità.
  • Duomo di Como,Ancona della Passione, 1492
  • Preghiera universaleSi faccia la preghiera universale secondo il testo e la formatramandati dallantichità, in tutta la prevista ampiezza diintenzioni, per il significato che essa hadi espressione della potenza universale della Passione diCristo, appeso sulla croce per la salvezza di tutto il mondo.In caso di grave necessità pubblica lOrdinario del luogo può permettere ostabilire che si aggiunga una speciale intenzione(PCFP, 67).
  • Adorazione della croceLa Croce da mostrare al popolo sia sufficientementegrande e di pregio artistico. Per questo rito si scelga laprima o la seconda formula indicata nel Messale.Tutto questo rito si compia con lo splendore di dignitàche conviene a tale mistero della nostra salvezza:sia linvito fatto nel mostrare la santa Croce che larisposta data dal popolo si eseguano con il canto. Non siometta il silenzio riverente dopo ciascunaprostrazione, mentre il sacerdote celebrante rimane inpiedi tenendo elevata la Croce (PCFP, 68).
  • Si presenti la Croce alladorazione di ciascun fedele,perché ladorazione personale della Croce è unelemento molto importante in questa celebrazione.Si adoperi il rito delladorazione fatta da tutticontemporaneamente solo nel caso di unassembleamolto numerosa.Per ladorazione si presenti ununica Croce,nel rispetto della verità del segno.Durante ladorazione della Croce si cantino leantifone, i «Lamenti del Signore» e lInno, chericordano in modo lirico la storia della salvezza,oppure altri canti adatti (cf. n. 42) (CPFP, 69).Ant. Adoriamo la tua croce, Signore, lodiamo e glorifichiamo la tua santarisurrezione. Dal legno della croce è venuta la gioia in tutto il mondo.
  • Riti di ComunioneIl sacerdote canta linvito alla preghiera del Signoreche tutti eseguono con il canto.Non si dà il segno della pace.La Comunione si distribuisce secondo il rito descrittonel Messale.Durante la Comunione si può cantare il salmo 21o un altro canto adatto.Finita la distribuzione della Comunione si porta lapisside nel luogo già preparato fuori della chiesa(PCFP, 70).
  • Memoria del dolore della B.V.M. presso la crocePresso la croce, nuovo albero della vita, Maria è la donna nuova checon la sua fede incrollabile e la sua pronta obbedienza ripara il dannocausato dalla presuntuosa incredulità e dalla stolta disobbedienzadell‟antica Eva.Sul Calvario, secondo la profezia di Simeone, la spada del doloretrafigge il cuore di Maria;e lì dove si consuma l‟amore di Cristo giunge l‟ “Ora” di morte e di vita,che Egli aveva predetto alle Nozze di Cana.
  • Il Figlio di Dio che, Bambino, all‟Epifania fu manifestato tra le bracciadella Madre ai Magi, primizia dei pagani chiamati alla fede,dopo essere stato deposto dalla Croce, è ancora tra le braccia diMaria, offerto con amore, da questa Madre intrepida, ad ognicreatura, perché tutti gli uomini siano annoverati tra i figli di Dio egiungano a salvezza. Duomo di Como, T.Rodari, Deposizione, 1491
  • Giornata mondiale per le opere della Terra SantaPer rispettare l‟azione liturgica – che non prevedeaffatto la questua; e deve iniziare, ma ancheconcludersi, in assoluto silenzio – al terminedell‟Orazione dopo la comunione e primadell‟Orazione sul popolo si avvertano con brevedidascalia i partecipanti che le offerte per la TerraSanta saranno raccolte all‟uscita(con la collaborazione di incaricati presso le porte)
  • Dopo la celebrazione si procede alla spogliazione dellaltare,lasciando però la Croce con quattro candelieri. Si prepari inchiesa un luogo adatto (per es. la cappella di reposizionedellEucaristia nel Giovedì Santo), ove collocare la Croce delSignore, che i fedeli possano adorare e baciare e dove ci si possatrattenere in meditazione (PCFP, 71). Pii eserciziPer la loro importanza pastorale, non siano trascurati i pii esercizi,come la «Via Crucis», le processioni della Passione e la memoriadei dolori della beata Vergine Maria. I testi e i canti di questi piiesercizi siano in armonia con lo spirito liturgico. Lorario dei piiesercizi e quello della celebrazione liturgica siano composti inmodo tale che lazione liturgica risulti di gran lunga superiore persua natura a tutti questi esercizi (CPFP, 72).
  • Sabato santo Giorno del SepoltoIl Sabato santo la Chiesa sosta presso ilsepolcro del Signore, meditando la suaPassione e morte, la discesa agli inferi edaspettando nella preghiera e nel digiuno lasua Risurrezione.“Cristo è morto una volta per sempre per i peccati,giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio (…).E nello spirito andò a portare l‟annuncioanche alle anime prigioniereche un tempo avevano rifiutato di credere”(1Pt 3,18-20).
  • Cristo è entrato nella solitudine estrema e assoluta delluomo, dove nonarriva alcun raggio damore, dove regna labbandono totale senzaalcuna parola di conforto: gli inferi. (...) Tutti abbiamo sentito qualchevolta una sensazione spaventosa di abbandono, e ciò che della morteci fa più paura è proprio questo, come da bambini abbiamo paura distare da soli nel buio e solo la presenza di una persona che ci ama cipuò rassicurare. Ecco, proprio que-sto è accaduto nel Sabato Santo:nel regno della morte è risuonata la voce di Dio. E successolimpensabile: che cioè lAmore è penetrato negli inferi: anche nel buioestremo della solitudine umana più assoluta noi possiamo ascoltareuna voce che ci chiama e trovare una mano che ci prende e ci conducefuori. Lessere umano vive per il fatto che è amato e può amare; e seanche nello spazio della morte è penetrato lamore, allora anche là èarrivata la vita. Nellora dellestrema solitudine non saremo mai soli(Benedetto XVI, Davanti alla Sindone 2.5.2010).
  • Il Sabato santo è come un giorno che sorge senza luce,poiché su di esso sembrano gravare ancora,come una fitta coltre, le tenebre del Venerdì santo.Qualcosa di enorme è accaduto:la morte violenta del Giusto.Sbigottita la terra tace.Nella giornata di ieri, fino verso il tramonto si udiva ancora la sua voce,il suo lamento, la sua preghiera.Oggi egli tace, e sembra che con lui tutto sia piombato nel silenzio;nel silenzio e nel buio.È però un silenzio di sospensione; è un‟ oscurità di attesa vigilante.Tutta lattenzione è rivolta a Colui che deve ritornare dai morti.Il Sabato santo è dunque il giorno del riposo del Giusto,del silenzio e della grande speranza.(A.M. Canopi)
  • Maria e il sabato santoIl sabato sta tra il venerdì e la domenica, tra la memoria dellapassione e quella della risurrezione. Maria lo riempie perchéin quel giorno, il sabato santo, tutta la fede della Chiesa si èraccolta in lei. Nel suo grande cuore di Madre si raccoglievatutta la vita del Corpo mistico, di cui sotto la Croce era statachiamata a diventare la Madre spirituale. Mentre la fede sioscurava in tutti, lei, la prima anima fedele, è rimasta sola atenere viva la fiamma, immobile nelloscurità della fede. LaChiesa, ancora una volta, si identificava con lei. Ben più diFrancesco, in quel giorno portò sulle sue spalle tutto ledificiodella Chiesa.E questa la ragione che fa del sabato il giorno della Madonna, e giàlantichità lo ha intuito consacrando a lei questo giorno, lultimo dellasettimana cristiana, che precede immediatamente il primo, il diesdominicus.(M.Magrassi, Maria e la Chiesa una sola Madre, 1976 p.45-46).
  • Maria al sepolcroArgomento del nostro discorso è la presenzacontinuata della Madre eroica al sepolcro del Figlio.Mentre infatti tutti si ritirarono, solo lei, la Madre, arsada fuoco impetuoso d‟amore e con fede e coraggioincrollabile, sedette accanto alla tomba, immemoredel cibo e del sonno, protesa a deliziarsi dellabeatificante risurrezione.Solo la Madre fu dunque testimone degli eventi cheprecedettero la risurrezione e udì quel terremotosoave e confortante che svegliò i morti di un tempo egettò nel sonno le guardie che vegliavano il sepolcro.Perciò ritengo che a lei per prima fu dato l‟annunciodella divina risurrezione (Giorgio di Nicomedia, sec. IX, Disc,9)
  • Possono essere esposte nella chiesa per la venerazione dei fedelilimmagine del Cristo crocifisso o deposto nel sepolcro ounimmagine della sua discesa agli inferi, che illustra il mistero delSabato santo ovvero limmagine della beata Maria VergineAddolorata (PCFP, 74).I fedeli siano istruiti sulla natura particolare del Sabato santo Leconsuetudini e tradizioni di festa collegate con questo giorno per lacelebrazione pasquale una volta anticipata al Sabato santo, siriservino per la notte e il giorno di Pasqua (PCFP, 76).La preparazione della Veglia pasquale avvenga con discrezione, in modoche i fedeli possano trovare nelle chiese luoghi di silenzio dove sostare inpreghiera.
  • È molto raccomandata la celebrazione dellUfficio delle letture e delle Lodi mattutine con la partecipazione del popolo (cf. n. 40). Dove ciò non è possibile, sia prevista una celebrazione della Parola di Dio o un pio esercizio rispondente al mistero di questo giorno. Ufficio delle Letture1 Ant. Tranquillo mi addormento, e riposerò nella pace.Salmo 42 Ant. Nella speranza la mia carne riposa. Salmo 153 Ant. Apritevi porte antiche ed entri il re della gloria.Salmo 231 Lettura: Eb 4,1-16 Affrettiamoci ad entrare nel riposodel Signore.2 Lettura: Da una antica omelia sul Sabato santo.La discesa agli inferi del Signore
  • Lodi mattutine1 Ant. Canteranno su di lui un lamento, come per un figliounico: l‟innocente, il Signore, è stato ucciso. Salmo 632 Ant. Dal potere delle tenebre libera, Signore, la mia anima.Cantico Is 383 Ant. Ero morto, ora vivo nei secoli: mie sono le chiavi dellamorte e dell‟inferno. Salmo 150Lettura breve: Os 5,15b-6,2 Il terzo giorno ci farà rialzare enoi vivremo alla sua presenza.
  • La Domenica di Pasqua giorno del Risorto A) La Veglia pasquale nella notte santa“Nel cuore di tutti – pastori e fedeli –la Veglia pasquale deve ritrovarela sua importanza unica nell‟Anno liturgico,al punto tale da essere davverola festa delle feste”(Giovanni Paolo II, Vicesimus quintus annus, 6)
  • Si orienti l‟intero camminocatechistico e missionario della comunitàa riscoprire la grande Veglia pasqualeche segna ogni annola tappa più espressiva della vita battesimaleed eucaristicae della crescita nella fede del popolo di Dio(Eucaristia, comunione e comunità, 91).
  • Per antichissima tradizionequesta notte è «in onore del Signore» (Es 12,42)e la Veglia che in essa si celebracommemorando la notte santain cui Cristo è risorto,è considerata come«madre di tutte le sante Veglie» (Sant‟Agostino).In questa Veglia infatti la Chiesarimane in attesa della Risurrezione del Signoree la celebra con i sacramenti dellIniziazionecristiana (PCFP, 77).In alcune regioni, col volgere del tempo, ha cominciato adaffievolirsi quel fervore di devozione con cui venne accoltaall‟inizio la rinnovata Veglia pasquale. In qualche luogo vieneignorata la stessa nozione di veglia… (PCFP,3).
  • a) Significato della caratteristica notturna della Veglia pasqualeLintera celebrazione della Veglia pasquale si svolge di notte;essa quindi deve o cominciare dopo linizio della notteo terminare prima dellalba della domenica .Tale regola è di stretta interpretazione.Gli abusi e le consuetudini contrarie, che talvolta si verificano,così da anticipare lora della celebrazione della Veglia pasqualenelle ore in cui di solito si celebrano le Messe prefestive della domenica,non possono essere ammessi.Le motivazioni addotte da alcuni per anticipare la Veglia pasquale,come ad es. linsicurezza pubblica, non sono fatte valerenel caso della notte di Natale o per altri convegni che si svolgono di notte(PCFP,78)
  • La Veglia pasquale,in cui gli ebrei attesero di notte il passaggio del Signoreche li liberasse dalla schiavitù del Faraone,fu da loro osservata come memoriale da celebrarsi ogni anno;era la figura della futura vera Pasqua di Cristo,cioè della notte della vera liberazione, in cui«Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro»(Preconio pasquale).Fin dall inizio la Chiesa ha celebrato la Pasqua annuale,solennità delle solennità, con una Veglia notturna.Infatti la Risurrezione di Cristo è fondamento della nostra fedee della nostra speranza e per mezzo del Battesimo e della Cresimasiamo stati inseriti nel mistero pasquale di Cristo:morti, sepolti e risuscitati con lui, con lui anche regneremo.Questa Veglia è anche attesa escatologica della venuta del Signore(PCFP, 79-80).
  • Attenzioni pastoraliOccorre persuadersi che non basta adottare qualche espediente per“salvare” la Pasqua dalla corrosione che la sta avvilendo in situazione dipost-cristianità. Bisogna ritrovare la convinzione che è la Pasqua (oggiaccessibile nella sua dimensione sacramentale/celebrativa) a salvarenoi e il mondo; a dichiarare in modo limpido la nostra identità; a normareogni prospettiva di fruttuoso lavoro ecclesiale per il regno di Dio.Il rinnovamento spirituale-pastorale di una comunità cristiana non puòeffettuarsi che a partire da questo centro che è la Pasquasettimanale/annuale/quotidiana.La maniera più giusta di affrontare ogni aspetto dell‟impegno pastoraleconsiste nel “convertirsi” e “lasciarsi convertire” dalla Pasqua.
  • E‟ necessario alimentare la convinzione che i problemi dellacelebrazione del Triduo pasquale possono essere risolti solose si affrontano con lucidità e coraggio a partire almeno dalmercoledì delle ceneriAttraverso le omelie, le catechesi, il notiziario parrocchiale e ilmodo di dare gli avvisi deve risultare chiaro a tutti - findallinizio della Quaresima - che il Triduo pasquale (adifferenza dei tridui che, ad esempio, dispongono alla festa diun santo) non costituisce una preparazione delle solennitàdi Pasqua, ma è esso stesso la celebrazione della Pasqua.Nell‟annunciare la Veglia pasquale si abbia cura di nonpresentarla come ultimo momento del Sabato santo. Si dicapiuttosto che viene celebrata “nella notte di Pasqua” come ununico atto di culto (PCFP,45).
  • Convergenza di partecipazioneE‟ molto conveniente che le piccole comunità religiose siaclericali sia non clericali e le altre comunità laicaliprendano parte alle celebrazioni del Triduo pasqualenelle chiese maggiori.Similmente, qualora in qualche luogo risulti insufficiente ilnumero dei partecipanti, dei ministranti e dei cantori, lecelebrazioni del Triduo pasquale vengano omesse e ifedeli si radunino insieme in qualche chiesa più grande.Anche dove più parrocchie piccole sono affidate a un solopresbitero è opportuno che, per quanto possibile, i lorofedeli si riuniscano nella chiesa principale per parteciparealle celebrazioni (PCFP, 43)
  • Cantare il Triduo pasqualeIl canto del popolo, dei ministri e del sacerdote celebranteriveste una particolare importanza nella celebrazione dellaSettimana Santa e specialmente del Triduo pasquale, perchéè più consono alla solennità di questi giorni e anche perché itesti ottengono maggiore forza quando vengono eseguiti incanto. (…)I testi liturgici dei canti, destinati a favorire la partecipazionedel popolo, non vengano omessi con facilità. (…) Siprovveda opportunamente a redigere un repertorio proprioper queste celebrazioni, da adoperarsi soltanto durante il lorosvolgimento (PCFP, 42)
  • b) La struttura della Veglia pasqualee limportanza dei suoi elementi e delle sue parti Cosa sarebbe la nostra vita senza luce, senza acqua, senza cibo; senza che qualcuno ci rivolgesse la parola, senza la possibilità di andare oltre la morte?
  • La Veglia si svolge in questo modo:dopo il «lucernario» e il «preconio» pasquale(prima parte della Veglia),la santa Chiesa medita «le meraviglie» che il Signore ha compiutoper il suo popolo fin dallinizio(seconda parte o liturgia della Parola),fino al momento in cui, con i suoi membri rigenerati nel Battesimo(terza parte),viene invitata alla mensa, che il Signore ha preparato al suopopolo, memoriale della sua morte e Risurrezione, in attesa dellasua venuta (quarta parte ).Questa struttura dei riti non può da nessuno essere cambiataarbitrariamente (PCFP, 81)
  • La prima parte comprende azioni simboliche e gesti,che devono essere compiuticon una tale ampiezza e nobiltà,che i fedeli possano veramente apprenderne ilsignificato, suggerito dalle monizioni e dalle orazioni liturgiche.Per quanto possibile, si prepari fuori della chiesa in luogo adattoil rogo per la benedizione del nuovo fuoco,la cui fiamma deve essere taleda dissipare veramente le tenebre e illuminare la notte. (PCFP,82)
  • Nel rispetto della verità del segno, si prepari il ceropasqualefatto di cera, ogni anno nuovo, unico,di grandezza abbastanza notevole, mai fittizio,per poter rievocare che Cristo è la luce del mondo.Venga benedetto con i segni e le parole indicatinel Messale (PCFP,82)
  • La processione con cui il popolo fa ingresso nella chiesa,deve essere guidata dalla sola luce del cero pasquale.Come i figli di Israele erano guidati di notte dalla colonna difuoco, così i cristiani a loro volta seguono il Cristo cherisorge.Nulla vieta che a ciascuna risposta « Rendiamo grazie a Dio » siaggiunga qualche acclamazione in onore di Cristo.La luce del cero pasquale viene propagata gradualmentealle candele, opportunamente portate in mano da tutti,con le lampade elettriche ancora spente (PCFP,83).
  • Il diacono annunzia il «preconio» pasquale,che in forma di grande poema liricoproclama tutto il mistero pasqualeinserito nelleconomia della salvezza.Se necessario, in mancanza del diacono,qualora anche il sacerdote celebrantenon possa proclamarlo, venga affidato a un cantore.Le Conferenze episcopali possono apportareadattamenti a questo «preconio» per mezzo dialcune acclamazioni del popolo in esso inserite(PCFP, 84).
  • Le letture della sacra Scrittura formano la secondaparte della Veglia. Esse descrivono gli avvenimenticulminanti della storia della salvezza, che i fedelidevono poter serenamente meditare nel loro animoattraverso il canto del salmo responsoriale, ilsilenzio e la orazione del celebrante.Il rinnovato Ordo della Veglia comprende setteletture dell‟Antico Testamento prese dai libri dellaLegge e dei profeti, le quali per lo più sono stateaccettate dall‟antichissima tradizione siadell‟Oriente che dell‟Occidente; e due letture delNuovo Testamento prese dalle lettere degli Apostolie dal Vangelo.Così la Chiesa «cominciando da Mosè e da tutti iProfeti» (Lc 24,27.44-45) interpreta il mistero pasqualedi Cristo (PCFP,85).
  • Pertanto tutte le letture siano lette, dovunquesia possibile, in modo di rispettarecompletamente la natura della Vegliapasquale, che esige una durata adeguata.“Quando sarà giunto il mattino potremodeporre il libro che aveva occupato la notte”(L.BOUYER)Tuttavia dove le circostanze di natura pastoralerichiedono di diminuire ulteriormente il numero delleletture, se ne leggano almeno tre dal VecchioTestamento, cioè dai libri della Legge e dei Profeti; nonvenga mai omessa la lettura del capitolo XIV dellEsodocon il suo cantico (PCFP,85).
  • Il significato tipologico dei testi dellAntico Testamento si fonda nel Nuovo, esi rende manifesto con lorazione pronunciata dal sacerdote celebrante dopole singole letture; gioverà anche introdurre i fedeli, con una breve monizione,a comprenderne il significato. Tale monizione può essere fatta o dallo stessosacerdote o dal diacono (PCFP,86).O Dio, tu hai rivelato nella luce della nuova Alleanza il significatodegli antichi prodigi: il Mar Rosso è l’immagine del fonte battesimalee il popolo liberato dalla schiavitù è un simbolo del popolo cristiano.Concedi che tutti gli uomini, mediante la fede, siano fatti partecipi delprivilegio del popolo eletto, e rigenerati dal dono del tuo Spirito.(Orazione dopo Esodo14)
  • Terminate le letture dellAntico Testamento si canta lInno «Gloria a Dio»,vengono suonate le campane secondo le consuetudini locali,si pronuncia lorazione collettae si passa alle letture del Nuovo Testamento.Si legge lesortazione dellApostolo sul Battesimocome inserimento nel mistero pasquale di Cristo.Quindi tutti si alzano: il salmista o un cantore intona l« Alleluia »,che il popolo prosegue intercalando lacclamazione tra i versetti delsalmo 117, tante volte citato dagli Apostoli nella predicazione pasquale.Finalmente si annuncia con il Vangelo la Risurrezione del Signore,quale culmine di tutta la liturgia della Parola.Non si ometta di fare lomelia, per quanto breve, dopo il Vangelo(PCFP,87).
  • La terza parte della Vegliaè costituita dalla liturgia battesimale.Ora viene celebrata nel sacramentola Pasqua di Cristo e nostra.Ciò può essere espresso in maniera completa in quellechiese che hanno il fonte battesimale,e soprattutto quando avvienelIniziazione cristiana degli adultio almeno si celebra il Battesimo dei bambini.Anche nel caso che manchino i battezzandi,nelle chiese parrocchialisi faccia almeno la benedizione dellacqua battesimale(PCFP,88).Il testo della preghiera costituisce una stupenda sintesi di storia della salvezza
  • Segue quindila rinnovazione delle promesse battesimali,introdotta con una monizione dal sacerdotecelebrante (richiamo al cammino quaresimale).I fedeli in piedi, e con le candele accese in mano,rispondono alle interrogazioni.Poi vengono aspersi con lacqua:in tal modo gesti e parolericordano loro il Battesimo ricevuto.Il sacerdote celebrante asperge il popolo passandoper la navata della chiesa,mentre tutti cantano lantifona «Ecco lacqua»o un altro canto di carattere battesimale (PCFP,89).
  • La celebrazione dellEucaristia forma la quarta parte dellaVegliae il suo culmine, essendo in modo pieno il sacramento dellaPasqua, cioè memoriale del sacrificio della Croce epresenza del Cristo risorto, completamento dellIniziazionecristiana, pregustazione della Pasqua eterna (PCFP,90).Si raccomanda di non celebrare in fretta la liturgiaeucaristica; al contrario conviene che tutti i riti e tutte leparole raggiungano la massima forza di espressione: laPreghiera universale, mediante la quale i neofiti, divenutifedeli, esercitano per la prima volta il loro sacerdozio regale;la processione offertoriale, con la partecipazione dei neofiti,se questi sono presenti; la preghiera eucaristica prima,seconda o terza fatta in canto, con i rispettivi embolismi;
  • infine la Comunione eucaristica, come momento di pienapartecipazione al mistero celebrato. Alla Comunione è opportunocantare il salmo 117 con lantifona «Cristo nostra Pasqua», o ilsalmo 33 con lantifona « Alleluia, Alleluia, Alleluia », o un altrocanto di giubilo pasquale (PCFP,91).È desiderabile che sia raggiunta la pienezza del segno eucaristiconella Comunione della Veglia pasquale ricevuta sotto le speciedel pane e del vino. (PCFP, 92).
  • B) Il giorno di PasquaSi celebri la Messa del giorno di Pasquacon grande solennità (PCFP,97).Volendo richiamare gli impegni battesimali della Vegliaper quanti non fossero stati presenti,nelle Celebrazioni eucaristiche del giorno si può procedere così:dopo l‟omelia si compie la professione di fede battesimalepreceduta dalle rinunce e seguita dall‟aspersione(accompagnata dall‟Antifona “Ecco l‟acqua” o dal canto “Acqua viva”).Dopo la benedizione solenne e prima del congedo alleluiatico è opportuno ilcanto dell‟antifona Regina Caeli .Regina caeli, laetare, alleluia! Quia quem meruisti portare, alleluia!Resurrexit, sicut dixit, alleluia! Praeprimis apparuit tibi, alleluia!O Dona del paradiso per cui li angeli hanno risolo nemico è sta conquiso e ne lo inferno relegato!Io son quelo che hai concepto partorito e nutricato;l’Altro giorno vedesti morto crucifixo e vulnerato;vedemi resuscitato tuto quanto gloriosoli patri sancti ho cavato da lo limbo tenebroso (Bernardino da Bustis, Lauda 1493)
  • Si conservi, dove già è in vigore, o secondolopportunità si instauri, la tradizione di celebrare nelgiorno di Pasqua i Vespri battesimali, durante i quali alcanto dei salmi si fa la processione al fonte (PCFP,98).Il cero pasquale, da collocare presso lambone o vicinoallaltare, rimanga acceso almeno in tutte lecelebrazioni liturgiche più solenni di questo tempo, sianella Messa, sia a Lodi e Vespri, fino alla domenica diPentecoste (PCFP,99).Si illumini e si orni di fiori il fonte battesimale.