Digitalizzazione di documenti

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Seminario realizzato in occasione dell' esame di Archivistica Informatica UniBo

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Digitalizzazione di documenti

  1. 1. DIGITALIZZAZIONE DI DOCUMENTI D ARCHIVIO● Trasformare un testo cartaceo in un documento digitale è una operazione sostanzialmente priva di rischi e con innumerevoli vantaggi, sia per la conservazione dei documenti che per la loro circolazione e fruizione da parte degli utenti. Oggi sono disponibili su internet numerosi fonti storiche (preziose per gli studiosi) che Umberto Parrini definisce, non a caso, “metafonti”.
  2. 2. DALLE SCHEDE FORATE AI FILE● I documenti digitali di oggi sono non sono più come le schede forate che si usavano agli albori dell era digitale. File di diverso formato possono archiviare informazioni a partire da documenti cartacei, foto o altro. Basti pensare che il sistema postale degli Stati Uniti dAmerica utilizza fin dal 1965 sistemi OCR, in grado di convertire un testo a stampa in formato digitale, modificabile con un normale editor. Oggi il testo può essere convertito in formato ASCII, Unicode ed altri formati complessi.
  3. 3. I METADATI● Ogni file è corredato dai metadati, cioè dati che contengono informazioni aggiuntive che non riguardano il contenuto del documento, bensì le sue caratteristiche tecniche. Un esempio tipico di metadato è costituito dalle note presenti nel catalogo di una biblioteca, la quale contiene informazioni circa il contenuto e la posizione di un determinato libro. Possono essere descrittivi, gestionali e strutturali come SGML, XML ed EAD (Encoded Archival Description).
  4. 4. BENEFIT● Digitalizzare un testo a stampa significa renderlo consultabile in maniera più rapida, economica e sicura. Non si compromette la sua integrità ed il più delle volte si agevola una proliferazione delle copie digitali. Il che va a tutto vantaggio degli utenti: un numero potenzialmente infinito di studiosi può visualizzare le stesse informazioni contemporaneamente. Basti pensare che procedure come il document delivery diventano immediate e molto più convenienti.
  5. 5. SVANTAGGI● Non molti sono gli aspetti negativi riscontrabili nell utilizzo di un documento elettronico. Si perde il contatto diretto con la copia cartacea ed è più difficile notare particolari legati all aspetto materiale del testo. Può aumentare il rischio di manipolazioni da parte di terzi. Non tutti i documenti possono essere digitalizzati allo stesso modo. E necessario, quindi, un criterio comune a tutti gli attori coinvolti: uno standard.
  6. 6. STANDARD COMUNTARILa Commissione Europea promuove lo sviluppodi standard utili all’organizzazione razionaledell’archiviazione elettronica, allo scopo di favorireprocessi condivisi sulla digitalizzazione deidocumenti. Ma, per la gran parte di questistandard, si tratta più che altro di linee guida. Nelnostro Paese è presente l’Ente nazionale italianodi unificazione (UNI) che disciplina in merito allagestione delle biblioteche, della documentazione epiù in generale del settore dell’informazione.
  7. 7. ISO e CENDal 1947 le attività di normazione a livellointernazionale sono affidate all all’InternationalStandard Organization (ISO). Nel 1961 anche inambito europeo viene istituito un organismo per laNormazione, il Comitato Europeo diNormazione (CEN) con lo scopo di armonizzare isistemi di normazione nazionali. Le norme CENprevalgono infatti su quelle dei singoli stati edevono essere adottate nei paesi membri. Tutte lenorme vengono scelte in maniera collegiale edaggiornate continuamente.
  8. 8. UNI/DIAMLa Commissione italiana che si occupa didiffondere le norme internazionali è l UNI/DIAM(Documentazione, Informazione Automatica eMultimediale”). E organizzata in gruppi di lavoro esottocommissioni, seguiti ciascuno da unresponsabile-coordinatore. A livello nazionale èstata rilevante la pubblicazione di norme relativealle codifiche dei documenti e ai formatistandard. Gli esperti dell ICCU (Istituto Centraleper il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane)presenti in DIAM hanno promosso la creazione diun identificatore internazionalestandardizzato,sull esempio dell Anagrafe delleBiblioteche Italiane.
  9. 9. STANDARD DI TRASLITTERAZIONE● Per garantire uniformità ai cataloghi necessario adottare degli standard di traslitterazione in caratteri latini, stabiliti dalle tabelle ISO. Ma alcune lingue, come il thai ed il persiano hanno fatto registrare diversi problemi di codifica. Per tradurre il giapponese, ad esempio, è preferibile usare il sistema Hepburn modificato, che viene usato dalle biblioteche universitarie italiane.
  10. 10. IL SISTEMA DOCUMENTARIOOggi bisogna ripensare l archivio alla luce delrapporto che esso ha con una rete di informazioniben più ampia, il sistema documentario. Essodeve essere inteso non solo come l’insieme deidocumenti prodotti o acquisiti da un singolo ente oda un privato, ma anche come il complesso diprincipi, regole e strumenti che ruotanointorno gli stessi documenti. Un sistemadocumentario ha un profilo fisico, oggettivo,materialmente rappresentato dal corpusdocumentario.
  11. 11. STANDARD ISO 15489Per quanto riguarda la gestione dei sistemidocumentari, lo standard ISO 15489 assume unruolo di riferimento come insieme di linee guidasulla creazione, acquisizione e la distruzione didocumenti. Fornisce anche delle regole sullacostruzione di un intero sistema documentario.Deriva dall’Australian Standard forRecordsManagement AS 4390, emanatoufficialmente nel 1996 in Australia.
  12. 12. I DOCUMENTI STORICI● La gestione di informazioni mediante database è stata applicata inizialmente alle discipline scientifiche, ma in seguito ha avuto sviluppi anche nelle discipline storiche che hanno una natura narrativa. Un archivio digitale deve essere curato da personale competente, ma può anche essere consultato senza la mediazione dello storico. Es. l archivio on- line “The valley of shadows” contiene documenti sulla guerra civile in USA, consultabili in maniera interattiva.
  13. 13. FONTI STORICHE “FUZZY”● A differenza dei valori numerici, interpretabili in maniera univoca, le fonti storiche hanno una natura frammentaria. Manfred Thaller le ha definite “fuzzy”, cioè nebulose, poiché non si prestano ad essere tradotte in modelli lineari assimilabili dai database. E necessario adottare opportunamente un modello di rappresentazione che possa codificare le informazioni in dati. “Clio” fu uno dei primi software ideati per lo studio storico nell 84. Internet ha reso oggi più semplice questo lavoro.
  14. 14. Il SIASNell’ambito delle attività dell’Istituto Centrale pergli Archivi è stata avviata negli scorsi anni unastrategia di coordinamento per i progetti didigitalizzazione presso gli Archivi di Stato con lobiettivo di garantire condizioni tecniche escientifiche adeguate. Lo strumento principale èil sistema che si occupa della validazione dei dati.Gli Archivi esportano i propri dati in forma ditabelle XML e li inviano allo staff dicoordinamento del Sistema che si occupa dellavalidazione dei valori e della loro pubblicazionesul Web.
  15. 15. DIRITTO D AUTORENel contesto digitale anche un’opera coerente edunitaria come un articolo o un libro può essereconsiderata come un contenitore di informazione“indipendenti” ed “individualmente accessibili”.Pertanto la legge italiana distingue fra diritto dautore e diritto d autore sui generis inriferimento alle informazioni contenute all internodelle banche dati. Questa divisione è stabilitanella direttiva comunitaria 96/9 che distingue frabanche dati “originali” e banche dati “noncreative” (su queste ultime si applica il diritto dautore sui generis).
  16. 16. PROGETTI ITALIANI Di seguito ecco alcuni progetti di digitalizzazione messi in atto in italia:● Discoteca di Stato (possiede un enorme fondo di documenti audio in diverso formato, con dispositivi di riproduzione) http://www.dds.it/mostrevirtuali.php?cat=3&sot=3 .● Verso Sud (mostra virtuale su folklore del Sud italia) http://www.dds.it/mostre/verso_sud/adsl/intro.html
  17. 17. PROGETTI ITALIANI● Radiomillevoci (Realizzato dalla RAI per gli 80anni della radio, contiene radi documenti sonori)http://www.radiomillevoci.org● Archivio Politico Gramsci (Promosso dalla fondazione Antonio Gramsci di Bologna, mette a disposizione degli utenti gran parte dei documenti politici presenti nella omonima biblioteca) http://www.fondazionegramsci.org
  18. 18. PROGETTI IN CORSO● Lettere di origine lombarda: Heinz-Jürgen Beyer dell’Universität des Saarlandes sta curando la digitalizzazione di un epistolario risalente al 1132.● Anglo-Saxon Charters: promossa dalla British Academy e dalla Royal Historical Society, riprende una pubblicazione a stampa di documenti catalogati negli anni 60.
  19. 19. PROGETTI IN CORSO● Codice Diplomatico digitale della Lombardia medievale (sec VIII-XII): progetto finanziato dalla Regione Lombardia che coinvolge tutte le università lombarde.● G7 Project “Electronic libraries”: promosso dai paesi del G7, prevede la creazione di una biblioteca universale. Significativi i risultati raggiunti dalla Bibliothèque nationale de France e dalla Library of Congress.
  20. 20. PROGETTI A CURA DI SINGOLI STUDIOSI● “Liber Matriculae”: studio sui notai di Vercelli condotto da Antonio Olivieri, conservato presso l’Archivio storico del Comune di Vercelli.● “Diplomi imperiali di Enrico IV per Spira”: edizione digitale curata da Bernhard Assmann dell’Università di Colonia.
  21. 21. PROGETTI A CURA DI SINGOLI STUDIOSI● “Inventario dei documenti di re Venceslao”: esercitazione documentaria condotta da Karsten Uhde per la Scuola di archivistica di Marburg.● “Fontes Civitatis Ratisponensis”: progetto coordinato da Ingo Kropac dell’Università di Graz nell’ambito di una ricerca, finanziata dal Fondo austriaco per la promozione della ricerca scientifica, su edizione computerizzata integrata.

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