Tetti&Pareti-Tesi Ex Sanatorio Banti
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Tetti&Pareti-Tesi Ex Sanatorio Banti Tetti&Pareti-Tesi Ex Sanatorio Banti Document Transcript

  • L’ex Sanatorio si trasforma in centro benessere Una proposta Una progettazione mirata e consapevole GENESI DEL PROGETTO bioclimatica quella dei giovani architetti toscani Andrea Analizzato lo stato attuale del complesso per recuperare Pontarelli e Paolo Morelli che, attraverso la edilizio e raccolti i dati ambientali più im- l’edificio Banti loro tesi di laurea, hanno presentato una portanti, abbiamo tentato di individuare un di Pratolino proposta interessante: la riqualificazione possibile recupero funzionale della struttu- dell’Ex Sanatorio Banti di Pratolino (FI) con- ra che, per quanto ormai da anni comple- attualmente vertito in un Centro benessere all’avanguar- tamente abbandonata, resta un edificio di in stato dia secondo i criteri della Bioclimatica. Nel- grande pregio storico ed architettonico, ol- di abbandono la relazione dei due progettisti la salubrità si tre che un elemento ormai appartenente al coniuga con il risparmio energetico e il ri- paesaggio circostante, come avvalorato dal sultato è un progetto che ha meritato una vincolo paesaggistico che vige sull’area. “menzione speciale” alla quinta edizione del La funzione ospedaliera non sarebbe potu- Premio Internazionale Architettura Sosteni- ta essere certamente riproposta perché da bile Fassa Bortolo. A presentarlo in questo tempo dislocata al comune di Vaglia (FI), ed articolo sono gli stessi autori.(NdR) inoltre va ricordato che questo genere di Trasformazione dell’ex Sanatorio Banti in centro benessere come prevede la soluzione progettuale 10 tetto & pareti - giugno 2009
  • strutture, sono velocemente superate dal punto di vista funzionale, perché devono adattarsi alle nuove tecnologie ed ai sistemi di cura in continua evoluzione. A questa valutazione ne segue però un’al- tra: l’edificio si trova in una posizione straordinaria e gode di tutte quelle caratte- ristiche che lo avevano eletto luogo ideale per la costruzione di una struttura per cure elioterapiche, il sanatorio appunto. Volendo in qualche modo rispettare il prin- cipio che ha guidato la costruzione dell’o- spedale Bindo De Vecchi, abbiamo pensato di creare un centro per il benessere e la cu- ra della persona seguendo il significato che a questi concetti oggi giorno è attribuito. Ovvero che il benessere esteriore non è rag- giungibile in mancanza del benessere inte- Particolare della corte vista dal basso riore, e che quest’ultimo non è certo con- seguibile nei luoghi metropolitani che fre- Vista della Corte dall’alto tetto & pareti - giugno 2009 11
  • quentiamo tutti i giorni; da qui la necessità di creare luoghi appositamente pensati per offrire evasione fisica e mentale, e facilitare questo processo di rilassamento, cui può se- guire il raggiungimento della salute fisica. Un concetto che avremmo potuto ereditare dal passato romano, “mens sana in corpore sano”, ma che oggi si ispira al mondo orien- tale, che questa tradizione non l’ha mai per- sa. PERCORSO FITNESS Il progetto propone la creazione di una ve- prime fasi di cantiere nel maggio del 1937 ra e propria struttura ricettiva, che oltre ai classici servizi, prevede di rispondere agli intenti appena descritti con spazi apposita- mente organizzati: una palestra per l’attivi- tà fisica, che si completa con una piscina olimpionica; un’area relax per trattamenti di benessere e tecniche di rilassamento, che possano sfruttare, ma non solo, i benefici ef- fetti dell’acqua (percorso termale). Le funzioni appena descritte non costitui- scono un palliativo per gli ospiti dell’alber- go, ma nell’intento progettuale rappresenta- no il principale motivo di attrazione per i vi- sitatori, anche giornalieri. DISTRIBUZIONE DELLE FUNZIONI E GE- STIONE DEI COLLEGAMENTI Sanatorio negli anni ’40 Cosa questa che ha necessitato di partico- lare attenzione al momento della distribu- zione della funzioni e la gestione dei colle- gamenti. Pensiamo che un’offerta di questo tipo possa costituire una scelta idonea an- che per la posizione che la struttura ha ri- spetto a Firenze ed i piccoli comuni limi- trofi. Se infatti 8Km sono una distanza accettabi- le anche per il turista interessato alla visita della città rinascimentale, sono comunque sufficienti per veder cambiare il paesaggio, e passare dalla realtà cittadina a quella bo- scosa e verde dei colli circostanti. La prossimità al collegamento storico della strada statale bolognese costituisce poi un ulteriore vantaggio, poiché attualmente es- sa è sfruttata soprattutto da chi, pur gravi- tando sulla città di Firenze, vive al di fuori del centro abitato, e può avere interesse ad avere lungo il percorso di rientro un offerta di servizi simile a quella che proponiamo. Infine la grande quantità di volumi e super- fici a disposizione ci ha consentito di com- prendere all’interno della struttura anche de- gli ambienti adibiti a conferenze, adeguata- mente dimensionati e con a disposizione tutti gli spazi di servizio necessari. Si tratta nel suo insieme di una struttura Fronte est dell’attuale struttura complessa sotto l’aspetto funzionale, che ha bisogno di grandi risorse energetiche ed idri- 12 tetto & pareti - giugno 2009
  • che, e dunque l’applicazione dei principi e delle tecnologie connesse alla bioclimatica, considerato anche il tipo di servizi che si an- dranno ad offrire, diventa una scelta dal punto di vista etico assolutamente necessa- ria. La fase progettuale è stata affrontata consi- derando i molteplici aspetti che sono emer- si durante l’approccio iniziale al tema. Le scelte sono state influenzate dall’attuale stato di degrado dello stabile dell’ex sana- torio, e dai vincoli di tutela che derivano dal regolamento urbanistico. Se da un lato in- fatti le condizioni fatiscenti di molti elementi determinanti per l’efficienza dell’edificio, come i rivestimenti, le strutture, le chiusure esterne, scoraggiavano qualsiasi tentativo di recupero, dall’altra non era possibile igno- Attuali condizioni dell’ex Sanatorio rare il valore storico dell’insieme edilizio, che è ancora del tutto apprezzabile. Abbiamo quindi immaginato un intervento di ristrutturazione edilizia, che pur obbli- gandoci a mantenere invariate le volumetrie ed i profili dell’edificio, peraltro elementi estremamente caratterizzanti le architetture degli anni ’30, ci lasciasse la libertà di in- tervenire sui tamponamenti, i rivestimenti, la distribuzione, ecc. Punto di partenza dun- que per il procedimento di elaborazione ar- chitettonica è stato lo scheletro della strut- tura portante, che insieme ai solai, sono sta- ti oggetto di recupero e non di demolizio- ne. Premesso che il progetto architettonico e quello bioclimatico non sono avvenuti in modo indipendente fra loro, ed in momen- ti diversi, ci è sembrato opportuno comin- ciare dalla descrizione degli aspetti pura- mente architettonici, in modo da facilitare Fronte ovest la comprensione delle scelte tecnologiche descritte successivamente. NUOVA DESTINAZIONE DEGLI INTERNI Per stabilire la distribuzione degli interni, in- dividuare le funzioni ed i criteri di posizio- namento, è stato necessario fare riferimen- to a tipologie miste: la grande volumetria a disposizione ha infatti consentito di preve- dere diverse funzioni, che andavano inte- grate e rese compatibili fra loro. Volendo coordinare insieme la funzione al- berghiera, una struttura sportiva, un centro benessere ed uno spazio conferenze, oc- correva prestare particolare attenzione alle zone promiscue che le diverse funzioni do- vevano necessariamente condividere e con- temporaneamente fare in modo che certi percorsi fossero ben separati. Per tale ragio- ne gli spazi propriamente pubblici si trova- Condizioni di degrado negli ambienti interni no al piano terra, o all’ultimo piano, dove però sono raggiungibili da ingressi indipen- tetto & pareti - giugno 2009 13
  • denti rispetto a quelli degli ospiti dell’al- bergo, per i quali si è ritenuto prioritario mantenere per quanto possibile privati, gli ambienti di competenza. Se la necessità di rispettare lo schema strutturale ha in certi casi fortemente vincolato la fase progettua- le, va anche detto che la struttura distribu- tiva dell’ex ospedale Banti era guidata dal- la necessità di dover separare i percorsi dei degenti da quelli del personale ospedaliero, per ragioni sanitarie e funzionali, ed è per- tanto caratterizzata anche dalla presenza di diversi vani scala, che consentivano di col- legare verticalmente tutti i piani del corpo principale, elemento questo che è risultato utile e che pertanto è stato mantenuto. Ad eccezione del piano quarto e del piano terra, che in verità anche nella versione ori- ginaria presentavano delle varianti, per il re- sto la nuova soluzione progettuale mantie- ne lo schema distributivo esistente, caratte- rizzato dai corridoi centrali dei due corpi longitudinali, sui quali ora si affacciano ca- mere e suite dell’albergo. Il piano terra è per lo più occupato dal cen- tro benessere e questo sia per ragioni fun- zionali, come accorciare il più possibile i percorsi all’interno della struttura da parte Attuale condizione delle cucine dei visitatori, sia per ragioni strutturali. La struttura portante del complesso, infatti, avrebbe necessitato di interventi molto più invasivi rispetto a quelli previsti per poter sopportare il carico delle piscine. Il corpo ad emiciclo, come nella ex struttu- ra sanatoriale, è destinato ad atrio di acco- glienza e smistamento dei visitatori, con al- cuni ambienti d’attesa, la segreteria, gli uf- fici gestionali, un guardaroba ed altri am- bienti di servizio. Dove il fianco di questo corpo si attesta sul- l’ala sinistra della struttura, si trova il prin- cipale vano di collegamento verticale, che rispetto alla versione originaria ha subito al- cuni cambiamenti: la scala infatti è stata ri- disegnata ad emiciclo e resa visibile dall’e- sterno con la sostituzione del tampona- mento pieno con uno vetrato. Infine il vano ascensore presenta la particolarità di occu- pare, in modo quasi scultoreo, il centro del- l’ambiente distributivo, con una caratteristi- ca forma a cilindro. Nonostante le modifi- che questo volume resta il fulcro composi- tivo dell’edificio, così come lo era la torre del progetto originario. Dal piccolo foyer a doppio volume che fron- teggia il vano scala si accede all’area delle piscine. Sul lato a ponente una grande pa- rete finestrata illumina la vasta area occu- pata dalla piscina a quattro corsie, mentre Ingresso della hall in stato di degrado a est sono distribuiti in ambienti separati il frigidarium, tepidarium ed il calidarium. 14 tetto & pareti - giugno 2009
  • SEZIONI DEL CENTRO BENESSERE Render Lato est della struttura tetto & pareti - giugno 2009 15
  • Dall’alto: ipotesi di Nell’ala destra di questo piano si concen- consolidamento dei pi- lastri in C.A.; ipotesi di trano invece gli ambienti propriamente de- consolidamento delle dicati ai trattamenti di benessere: docce aro- travi; schema strutturale matiche, cabine shiatsu, hammam, ecc. impiantistico; diafram- ma del sistema d’area- Infine un negozio di prodotti cosmetici ed zione “Torre del vento” un ambiente bar si affacciano sul cortile in- posto internamente; terno, tramite grandi vetrate completamen- diaframmi d’areazione te apribili; queste all’occasione possono ren- della Torre posti ester- namente dere la percezione di questi ambienti, privi di affacci sull’esterno, simile a quella di una piazzetta. Il corpo di collegamento trasver- sale è occupato da spogliatoi e servizi igie- nici. Al primo piano, la superficie del cor- po ad esedra è occupata da una grande sa- la convegni e da due più piccole sale ri- unioni; nell’ala destra una gruppo di servi- zi igienici ed una stanza briefing sono di ap- poggio a questa funzione. Il resto del piano è occupato dal primo grup- po delle stanze d’albergo. Questa parte del- la struttura è trattata ugualmente ai piani se- condo e terzo. Le stanze che si aprono a ovest, nelle ali de- stra e sinistra, hanno tutte bagno in camera, come del resto tutte la stanze dell’albergo, ed un balcone privato. Benché su questo fronte anche il progetto originario avesse dei balconi, per motivi di comfort ambientale all’interno delle stanze, e per creare una gradevole vista sul pae- saggio, abbiamo deciso di ampliarli, spo- stando il filo esterno delle ex camerate del sanatorio verso l’interno, ed aumentando la profondità dei balconi di circa 1 metro ri- spetto a quelli esistenti. Le stanze che si affacciano ad est sono più piccole, e si differenziano fra loro per l’ag- giunta di balconi a servizio solo di alcune camere. Anche il corpo trasversale che uni- sce i due blocchi longitudinali è occupato da camere, in questo caso semplicemente fi- nestrate. Il quarto livello completa l’offerta dei servizi di questa struttura ricettiva. L’ala sinistra è occupata dagli spazi adibiti a palestra, che non soffrono dell’esposizio- ne a nord, ed ai quali è possibile accedere dal vano scala principale, che a questo li- vello si apre su una zona bar molto pano- ramica e affacciata ad ovest. Gli spazi pro- priamente ginnici occupano una delle ex sa- le elioterapiche del sanatorio, e godono quindi del magnifico panorama prima riser- vato ai degenti. Affacciati ad est si trovano invece gli ambienti di servizio con gli spo- gliatoi. La sala elioterapica dell’ala sud, of- friva l’eccellenza della visuale sull’intorno, e pertanto è stata frazionata per ricavare le suite dell‘albergo, con la zona notte e gior- no separate fra loro, ampi servizi igienici e cabine armadio. Infine il corpo trasversale a questo piano è 16 tetto & pareti - giugno 2009
  • adibito a ristorante a servizio dell’albergo; sono stati calcolati 185 posti a sedere in considerazione del numero di ospiti che l’al- bergo è capace di accogliere, oltre ad un nu- mero variabile di visitatori dovuti anche al- la presenza dell’aula conferenze del primo piano. La sala ristorante ha forma ad “L” ed è finestrata su tre lati; affacciati solo sul re- tro sono invece gli ambienti di servizio, co- me le cucine, la dispensa, gli spogliatoi per il personale. Da questo piano è possibile ac- cedere, tramite l’ascensore ed il corpo sca- le principale, ma anche da collegamenti ver- ticali secondari, alla grande terrazza di co- pertura dell’edificio; questa è in parte co- perta da tetto giardino, ed in parte calpe- stabile per poter essere sfruttata come ter- razza-ristorante. A completamento ed inte- Entrata del centro benessere grazione della struttura principale appena descritta ci sono poi il corpo della centrale termica, che non cambierà destinazione ri- spetto a quella originaria, e la palazzina d’ingresso, che sarà adibita ad alloggio per i dipendenti. Prevista anche la riqualifica- zione del parco. PROGETTO BIOCLIMATICO-ENERGETICO Il progetto bioclimatico, sviluppato conte- stualmente a quello architettonico, fonda le proprie scelte sulle analisi effettuate sul cli- ma di monte Morello e sulla normativa in materia attualmente in vigore. L’approccio bioclimatico alla progettazione non si è ridotto alla semplice applicazione di materiali e tecnologie specifiche, ma ha significato soprattutto considerare l’edificio come un organismo che respira ed incame- ra e produce calore; dunque, benché ci con- frontassimo con un edificio esistente e quin- Zona ovest con reparto alberghiero di i margini di libertà fossero comunque li- mitati, anche la scelta delle distribuzione delle funzioni è stata influenzata dalle in- dagini climatiche affrontate. Così la palestra si affaccia a nord perché non è un locale che predilige l’insolazione esti- va, mentre le camere migliori dell’albergo si aprono ad ovest, per godere al massimo del- la serra solare, oppure il vano scala diven- ta una torre del vento. Gli elementi climatici che più caratterizza- no il luogo del nostro intervento, e che di conseguenza hanno influenzato le scelte progettuali, sono stati il soleggiamento, da cui è nata la scelta della serra solare, e l’e- levata ventilazione durante tutto l’arco del- l’anno, che ha prodotto invece l’idea della “Torre del vento – eolica”. L’asse longitudinale in direzione nord-sud dell’edificio del Banti è ruotato verso est di Facciata dell’edifico in vetro 13°; questa caratteristica lo rende partico- larmente adatto all’adozione della serra a tetto & pareti - giugno 2009 17
  • guadagno solare, quale sistema naturale di condizionamento degli ambienti, e questo benché ci si trovi ad una latitudine limite per questo tipo di soluzione (460m s.l.m.). Le facciate est e sud, proprio per la loro in- clinazione, sono colpite dal sole nelle ore più calde, e pertanto sono state adeguata- mente coibentate, mentre la facciata ovest è investita dai raggi quando il sole comin- cia il suo declino sull’orizzonte, garanten- do un apporto energetico adeguato alle no- stre esigenze. Per cautelarci dall’eccessivo surriscaldamento dell’aria all’interno della serra durante i mesi estivi, abbiamo creato un sistema di ventilazione naturale, inter- rompendo l’aggetto continuo dei terrazzi con un sistema di griglie-filtro, che non osta- cola il moto convettivo dell’aria, ma che in- vece consente l’espulsione di quella calda ai piani alti, semplicemente sfruttando l’ef- fetto camino. L’aria calda accumulata al- l’interno della serra diventa energia termica da distribuire, tramite un sistema di tuba- zioni nascoste nel controsoffitto, ai vani che si affacciano sul fronte opposto, in ombra da molto prima di quelli ad ovest. Oltre alle rilevazioni ambientali già presen- tate, sono stati anche i diversi sopralluoghi Scala interna nel solstizio invernale che abbiamo effettuato, alcune testimo- nianze, e la conformazione degli alberi, a 18 tetto & pareti - giugno 2009
  • confermarci che quest’area è molto battuta dal vento: energia “pulita” la cui presenza il nostro progetto non poteva trascurare. Pertanto, come già fatto per la ventilazione della serra, anche il vano scala principale, che dopo l’intervento diventa un ambiente completamente aperto a tutta altezza, dove anche i ballatoi sono in aggetto e non osta- colano il movimento dell’aria, sfruttando il principio dell’effetto camino, diventa una torre del vento, sull’esempio di quelle ira- niane, tramite l’apertura delle feritoie vetra- te che concludono la parte alta della torre. Appoggiandoci infine alla consolidata espe- rienza nord europea, abbiamo pensato di sfruttare il vento anche per la produzione di energia elettrica, posizionando in sommità della torre delle microturbine eoliche, diffi- cilmente visibili dal basso per la presenza di una griglia, che però ne consente un ade- guato spezzamento da parte del vento. APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO I criteri di base per la scelta del sistema di approvvigionamento energetico, sono stati i seguenti: utilizzo di fonti energetiche rin- novabili; ottimizzazione di quelle non rin- novabili, riduzione degli sprechi. Scala interna nel solstizio estivo Per rispondere ai fabbisogni di energia elet- trica e per la produzione di acqua calda per tetto & pareti - giugno 2009 19
  • uso sanitario e riscaldamento, considerata la CURIOSITÀ pluralità dei servizi racchiusi all’interno di L’area d’intervento oggetto della tesi dei due questo involucro edilizio, si è ritenuto op- architetti toscani fu scelta nel 1934 dall’am- portuno pensare ad un sistema integrato di ministrazione provinciale di Firenze per la co- più tecnologie che funzionassero indipen- struzione di un complesso da destinare a con- dentemente fra loro; in questo modo i di- valescenziario per lavoratori. Il terreno, in ori- versi sistemi di approvvigionamento, pur gine proprietà della famiglia Demidoff, come il vicino parco e la villa di Pratolino tuttora confluendo alla fine negli stessi circuiti fi- esistenti, fu ceduto gratuitamente dal Consor- nali, possono supplire, in caso di necessità, zio Provinciale Antitubercolare di Firenze al- alla scarsa o mancata produttività di uno fra l’Istituto Nazionale Fascista della Previdenza loro, dovuta a momentanee variazioni sulle Sociale, già proprietario del vicino Istituto condizioni ambientali che ne influenzano il Pre/Postsanatoriale Luzzi. funzionamento. La fornitura di energia elet- Il progetto e la costruzione del complesso fu- trica sarà garantita dal funzionamento com- rono seguiti dall’ufficio tecnico dell’INFPS a binato di un piccolo impianto eolico costi- Roma, dove la procedura voleva che l’elabo- tuito da microturbine ad asse verticale, da razione progettuale avvenisse con la continua una microturbina a gas e dall’erogazione collaborazione fra i tecnici ed i sanitari spe- diretta con allaccio alla rete. La produzione cializzati dipendenti dell’istituto. I progetti di acqua calda sanitaria verrà effettuata, co- erano poi sottoposti all’esame di una com- me previsto dal D. Lgs. 192/2005, al 50% missione tecnica e, se approvati, si procede- va ad indire le gare per l’assegnazione delle tramite l’utilizzo di collettori solari ad altis- varie categorie di opere e della direzione tec- simo rendimento (fino al 80%) serie top del- nica dei lavori. Nel 1939 fu inaugurato il sa- la ARISTON, e per il restante 50% dall’a- natorio di Pratolino, intitolato al medico Bin- zione combinata di caldaia a gas e dalla mi- do dei Vecchi. Dopo aver funzionato come croturbina a trigenerazione prima citata. ospedale militare americano durante la guer- Per quanto riguarda il riscaldamento degli ra, al termine del conflitto mondiale riapre col interni l’energia necessaria sarà ottenuta dal- nome di Guido Banti. Nel 1970 la gestione l’adeguato dimensionamento della micro- del sanatorio passa dall’I.N.P.S. all’E.O. "G. turbina in collaborazione con la caldaia a Banti e Salviatino", che lo converte in attrez- gas, apparecchiature che saranno installate zatura ospedaliera, la diffusione della tuber- nella esistente centrale termica, la quale con colosi si è infatti notevolmente ridotta. Man- i dovuti accorgimenti può ancora risponde- tiene questa funzione fino al 1989, anno in re alle vigenti normative sulla sicurezza. cui il complesso è trasferito al Comune di Va- glia, che ha l’obbligo di rispettarne la desti- nazione sanitaria; la struttura resta però inu- MICROTURBINE A TRIGENERAZIONE tilizzata e destinata a bene da reddito all’A- La microturbina è stata posizionata all’in- zienda USL 10 di Firenze. Il complesso è sta- terno del corpo di fabbrica già adibito a cen- to utilizzato come centro di accoglienza tem- trale termica quando l’ospedale funzionava poraneo da comunità di curdi e albanesi, ma regolarmente. Una microturbina a gas attualmente è abbandonato, ad eccezione del (MTG) è un sistema che genera potenza di centro veterinario che ospita il canile muni- piccola taglia (< 500 KW), basato su di un cipale. Diversi progetti hanno ipotizzato il ri- ciclo a gas recuperativo, che ottimizza il ci- utilizzo di questa struttura, per l’accoglienza clo di trasformazione recuperando appunto dei pellegrini del Giubileo, o sede della scuo- il calore assorbito dai liquidi di raffredda- la regionale di formazione sanitaria, ma ad mento delle turbine e dei fumi di combu- oggi l’ex sanatorio versa in un totale stato stione, per cederlo al fluido vettore. Per co- d’abbandono. “Le intenzioni attuali del co- mune di Vaglia - spiegano i due giovani pro- generazione si intende la produzione com- gettisti - sembra consistano nel vendere que- binata di energia elettrica o meccanica e di sto bene, disattendendo di fatto tutti gli ob- calore; nel caso delle turbine uno scambia- blighi imposti dallo stesso regolamento edili- tore recupera il calore dei gas caldi in usci- zio circa la destinazione pubblica, e metten- ta (>250°), al fine di utilizzarlo per la pro- do parzialmente a rischio la conservazione de- duzione di acqua calda. Lo stesso calore gli aspetti architettonici caratterizzanti il bene, può essere infine utilizzato per alimentare che potrebbe non essere interesse dei futuri gruppi frigoriferi ad assorbimento, ed è que- acquirenti mantenere. A ciò va però aggiunto sta la prerogativa delle turbine a trigenera- che convogliare l’interesse da parte di privati zione. su questo complesso edilizio di valore stori- La ricerca su questo tipo di tecnologia, fu co, dopo anni d’immobilismo pubblico, po- abbandonata circa 20 anni fa a causa dei di- trebbe offrire una occasione concreta per re- versi ambiti di ricerca che coinvolgeva e che cuperarlo, ed è questa la direzione in cui si muove la nostra proposta d’intervento”. non erano allora sufficientemente avanzati, oggi queste difficoltà sono state superate con 20 tetto & pareti - giugno 2009
  • lo sviluppo dell’elettronica, che ha consen- tito di riportare sul mercato la cogenerazio- ne. VANTAGGI ECONOMICI Le microturbine offrono vantaggi economi- ci ed ambientali. Tali vantaggi possono de- rivare da diversi fattori, primo fra tutti dalla possibilità di ricorrere alla fornitura diretta di energia elettrica solo in caso di saltuarie necessità; a ciò si aggiunge che le tecnolo- gie a cogenerazione, per loro natura, devo- no trovarsi in prossimità dell’utenza finale dell’energia prodotta, cosa che comporta l’azzeramento dei costi di trasporto. La produzione combinata è stata inoltre ri- conosciuta dal Parlamento Europeo come tecnologia utile per il raggiungimento degli obiettivi fissati dal protocollo di Kioto, que- sto tipo di macchine infatti, per effetto delle loro piccole dimensioni, che influenzano la temperatura della fiamma, emettono in at- mosfera quantità di NOX inferiori rispetto ad Particolare della struttura dei balconi, prospetto est altre che impiegano parimenti combustibili fossili; a questo va poi aggiunto che l’otti- tetto & pareti - giugno 2009 21
  • mizzazione del procedimento di produzio- ne di energia elettrica aumenta il rendimen- to della macchina, che a parità di combu- stibile produce di più, diminuiscono così i costi di produzione e la quantità di carbu- rante utilizzato, e quindi in definita anche le emissioni di gas inquinanti in atmosfera. Occorre infine aggiungere che questo siste- ma garantisce una qualità della fornitura mi- gliore rispetto a quella diretta. Per tale progetto l’applicazione di questa tecnologia appare particolarmente appro- priata. Innanzitutto, ai fini della progetta- zione architettonica, presenta il vantaggio di avere pesi ed ingombri ridotti, facilitando- ne il posizionamento e mascheramento; inoltre rispetto ad altri sistemi di produzio- ne di energia genera inferiori vibrazioni e ru- “Torre del vento” destinata all’impianto eolico morosità. L’installazione di questo tipo di impianti, sconsigliabile nel caso di utenze esclusivamente abitative, anche per la len- tezza di accensione del sistema, sono inve- ce particolarmente indicati nel caso delle strutture sportive e degli alberghi, dove la necessità durante tutto l’arco dell’anno di avere contemporaneamente a disposizione sia grandi quantità di acqua calda, sia il ri- scaldamento o il refrigeramento, garantisce il massimo sfruttamento di queste macchi- ne e l’abbattimento della dispersione di energia. Il sistema, che coadiuva la micro- turbina, sarà costituito dalla caldaia Mono- blocco GREENOx BT (bassa temperatura di ritorno) di 1000 KWth/h. TURBINE EOLICHE Visti i risultati emersi dallo studio dei venti, si è ritenuto possibile far diventare la torre Veduta della torre dall’alto dove sono visibili le turbine principale di collegamento verticale una “torre eolica”, sfruttando delle turbine ad as- se verticale di nuova generazione. La tecnologia che proponiamo è prodotta dalla ditta finlandese Windside, ed è stata sperimentata per applicazioni che potrem- mo definire “estreme”, come per installa- zioni al Polo Sud, nel deserto del Sahara o nell’oceano Pacifico. Ma oltre alla capacità di resistere a venti di grande intensità, que- sto tipo di turbine presentano altri vantaggi che per la nostra applicazione risultano par- ticolarmente indicati: ridotto impatto visivo e sonoro; velocità necessaria per la produ- zione di energia molto bassa. Le emissioni sonore delle pale eoliche ne- gli usi domestici costituiscono una proble- matica molto importante da affrontare, ed anche per una struttura ricettiva del nostro tipo non è certo di secondaria importanza poter garantire il mantenimento dei livelli Pannelli fotovoltaici sonori ambientali. Queste turbine ottengo- no l’abbattimento delle emissioni tramite 22 tetto & pareti - giugno 2009
  • due caratteristiche: l’assenza del moltipli- catore di giri, e l’adozione di un rapporto di Andrea Pontarelli e velocità periferica piuttosto basso (1,7), ca- Paolo Morelli, entrambi ratteristiche che necessitano di un genera- architetti, si sono lau- tore elettrico adatto a produrre elettricità reati presso l’Università con velocità di rotazione limitate. degli Studi di Firenze con una tesi in Tecno- Un aspetto comune a tutte le turbine ad as- logia dell’Architettura se verticale è quello di intercettare il vento incentrata sul “Recupe- indipendentemente dalla direzione di pro- ro dell’Ex - sanatorio venienza, oltre ad una velocità del vento al- Banti di Pratolino (FI) - la quale il generatore comincia a produrre (relatore: prof. Marco energia elettrica (cut-in) molto bassa (2-3 Sala). Fra le collaborazioni quella del Progetto e allestimento della mo- m/s). In questo tipo di turbina tali caratteri- stra “Monsieur, l’eleganza del vivere” che si è tenuta nel gennaio 2006 stiche sono migliorate dal particolare dise- al Teatro La Pergola a Firenze. gno del rotore, avente geometria elicoidale. Anche il disegno del rotore è sembrato il più appropriato alla tipologia del progetto. Le turbine scelte per l’intervento sono alte 2,70 m compresa la base d’appoggio e so- no state posizionate in cima alla torre, do- ve non sono visibili dal basso, anche per la presenza di lamelle in ferro che comunque non ostacolano il passaggio dell’aria. RECUPERO ACQUE PIOVANE A completamento degli obiettivi di riduzio- ne dei consumi ed ottimizzazione delle ri- sorse è sembrata una scelta coerente la pre- visione di un impianto di recupero e stoc- caggio delle acque piovane, per gli usi di servizio.caso l’acqua raccolta dalle coper- ture piane dell’edificio è convogliata all’in- terno di due serbatoi interrati, posti in pros- simità dell’ingresso al lotto edificato. L’acqua prima di essere depositata è filtrata, allo scopo di evitare l’immissione nel ser- Particolare delle scale interne batoio di corpi estranei; i residui filtrati so- no dilavati dall’acqua rimanente ed immes- si nel circuito fognario, dopo aver attraver- sato una valvola di non ritorno, che preser- va l’acqua depositata da qualunque possi- bilità di commistione con quella smaltita. Dai serbatoi l’acqua è poi messa in pres- sione e distribuita alle utenze. Per garantire infine la fornitura continuata d’acqua, il serbatoio è munito di una sonda di livello, che durante un periodo prolun- gato di secca reintegra le quantità prele- vando dalla rete idrica. arch. Andrea Pontarelli [ andpont2@yahoo.it ] arch. Paolo Morelli [ paolo.morelli73@yahoo.it ] Si ringraziano il relatore della tesi prof. Marco Sala e Vista della palestra dal riflesso sulla copertura il correlatore prof. Giorgio Raffellini tetto & pareti - giugno 2009 23