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Networking Lezione 21 Novembre
 

Networking Lezione 21 Novembre

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Progetto Sami - Lezione seminario dott. Andrea Cerase. NOTA: TUTTO IL MATERIALE E' PUBBLICATO O IN CORSO DI PUBBLICAZIONE.

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    Networking Lezione 21 Novembre Networking Lezione 21 Novembre Presentation Transcript

    • Progetto Sami Networking
    • Networking?
      • Una prima definizione:
      • L’attività di networking consiste nell’insieme delle strategie e delle azioni comunicative intraprese da uno o più attori, volte alla creazione e alla gestione delle relazioni in un contesto di rete e finalizzate all’ ampliamento della struttura e della qualità delle relazioni in vista di scopi condivisi a livello generale.
      • Il networking si fonda sull’ intenzionalità ed autonomia degli attori, sulla simmetria dei ruoli nei processi comunicativi, sull’adozione di vision e strategie diffuse e sulla flessibilità operativa .
      • Il principio è che in una rete è possibile realizzare insieme risultati che individualmente non sarebbero nemmeno ipotizzabili: in una rete, l’insieme è superiore alla somma delle singole parti che la compongono.
    • La lezione di Kurt Lewin
      • “ Il gruppo è qualcosa di più, o per meglio dire, di diverso dalla somma dei suoi membri: ha struttura propria, fini peculiari, e relazioni particolari con gli altri gruppi. Quel che ne costituisce l’essenza non è la somiglianza o dissomiglianza riscontrabile tra i suoi membri, bensì la loro interdipendenza. Esso può definirsi come una totalità dinamica. Ciò significa che un cambiamento di stato in una sua parte o frazione qualsiasi interessa tutte le altre”
      • Lewin K. Resolving social conflict. Selected papers on group dynamics , Harper & Row, New York, 1948, tr.it. I conflitti sociali , Franco Angeli, Milano, 1972, p.125
    • Una prima definizione di rete
      • “ La rete è una struttura che comprende l’insieme delle relazioni che avvengono tra i singoli attori, le cui posizioni nel reticolo sono definite in base alle relazioni che intrattengono con gli altri attori nel concreto della situazione considerata.”
      • Concetti chiave:
          • Attori (nodi)
          • Relazioni
          • Comunicazione
          • Situazione
          • Struttura
          • Posizione
          • Ego
          • Alter
          • “ many to many”
    • Capire le reti: i concetti principali
      • L’ attore : può essere un individuo o una organizzazione, ed è in grado di agire intenzionalmente scegliendo con chi stabilire relazioni e perché.
      • La relazione è un particolare tipo di rapporto che un attore ( ego ) stabilisce con altri ( alter ). Essa può essere reciproca (amicizia, matrimonio, scambio di doni) ma anche unidirezionale (stima, potere, dipendenza).
      • La comunicazione costruisce e supporta ogni tipo di relazione sociale. Al di fuori della comunicazione non può esistere alcuna società. Nelle reti i flussi comunicativi sono many to many .
      • Le relazioni in una rete non sono date una volta e per tutte (ad esempio nell’organigramma di un’impresa) ma mutano in base alla situazione .
      • Queste relazioni possono essere rappresentate da nodi (corrispondenti agli attori) e legami (corrispondenti alle relazioni).
      • Ciascuno si trova così al centro delle relazioni che stabilisce con gli alter: l’insieme di questi punti e di linee rappresenta un particolare tipo di struttura sociale: il network o la rete sociale . La posizione di ciascun nodo può essere definita solo in relazione agli altri nodi.
      • Questo tipo di struttura non solo può essere rappresentata graficamente, ma può essere analizzata attraverso l’uso di particolari indici matematici in grado di fornire informazioni sulle proprietà del singolo nodo e della rete in cui esso è incluso
    • Analizzare le reti sociali
      • La società può essere descritta e studiata come una enorme rete di relazioni, più o meno estese e strutturate che costituiscono la rete totale . Al suo interno è possibile distinguere reti parziali , cioè sottostrutture caratterizzate da una certa omogeneità e densità delle relazioni. (Mitchell)
      • L’unità elementare di qualsiasi network sociale è la relazione diadica, che si stabilisce tra due o più persone.
      • Il presupposto è che ogni individuo (o attore) si relazioni con gli altri e questa interazione reciproca influenzi il comportamento di entrambi consentendo, ad esempio, l’accesso a determinate risorse.
      • Lo scopo principale della network analysis è quello di individuare e analizzare la struttura complessiva dei legami (ties) che uniscono gli individui (nodes).
      • Le relazioni vengono codificate come dati relazionali e inserite in particolari matrici di dati.
      • Su questa base, è possibile studiare le proprietà generali della rete, individuare le sue componenti più coese, individuare i nodi chiave in base alla posizione occupata all’interno della rete.
    • Cosa sono i dati relazionali?
      • Per dati relazionali si intendono quei dati che consentono di ricostruire le relazioni (legami o archi) che sussistono tra un attore (nodo) e gli altri all’interno di una rete:
        • Amicizia
        • Scambio di informazioni
        • Partnership organizzativa
        • Relazioni di parentela (etc)
      • Le fonti di dati relazionali possono essere numerose: essi possono essere rilevate attraverso interviste qualitative, osservazioni etnografiche questionari strutturati, analisi di documenti.
      • I dati vengono codificati in un particolare tipo di matrice quadrata (matrice di adiacenza) in cui sono elencati per riga e per colonna tutti gli attori considerati; nell’intersezione di riga e colonna troveremo un valore (es: 0 = assenza di relazione, 1 = presenza di relazione).
      • L’ elaborazione dei dati avviene per mezzo di software che utilizzano algoritmi basati sull’ algebra matriciale e sulla teoria dei grafi .
      • L’insieme delle relazioni consente la rappresentazione della rete come grafo e lo studio delle proprietà della rete e dei singoli nodi in relazione agli altri.
    • L’importanza del concetto di rete
      • Il concetto di rete da almeno un decennio ha conosciuto uno straordinario successo , sia nel linguaggio comune che nelle scienze sociali .
      • Tra i precursori del concetto di rete va ricordato Simmel , tra quanti hanno contribuito a sviluppare il concetto Moreno e poi gli studiosi della scuola antropologica strutturalista di Manchester .
      • Il primo utilizzo empirico del concetto di rete risale ai famosi studi sulla Western Electric condotti da Roethsiliberger e Mayo .
      • In seguito, sarà la scuola di Harvard a sistematizzare i principali concetti e orientamenti metodologici. Tra i più famosi “network scholars” troviamo Mark Granovetter , il cui saggio “ Getting a Job ” (1973) è tra le pubblicazioni sociologiche più citate in assoluto.
      • Tuttavia, spesso il concetto di rete viene utilizzato come metafora descrittiva , perdendo ogni precisione, specificità ed utilità nel contesto della ricerca.
      • E’ in corso una profonda riflessione sul rapporto tra reti e nuove forme di organizzazione sociale ( la società in rete ) e strumenti di comunicazione strategica (es: viral marketing )
      • La rete sarà per noi la trama empiricamente osservabile delle relazioni che si stabiliscono tra determinati attori sociali .
    • La logica del social network
      • Una importante caratteristica delle reti è la differenziazione dell’ identità e delle risorse dei nodi che la compongono.
      • I progetti Equal sono implementati su strutture reticolari e spesso prevedono relazioni molto complesse che coinvolgono, oltre al capofila, partner e altri tipi di organizzazione (governo, enti locali, imprese del Terzo Settore, associazioni di volontariato, media, società di servizi).
      • In ognuna di queste organizzazioni e tra di loro si stabiliscono diversi tipi di relazioni di scambio .
      • Le risorse che possono essere scambiate sono di varia natura: conoscenze, personale, denaro, tecnologie, prestigio.
      • La buona riuscita dei progetti, finalizzati a contrastare l’esclusione e la discriminazione delle diversità richiede che ciascuna di queste organizzazioni possa collaborare al suo raggiungimento gestendo la sua rete di relazioni al fine di migliorare la cooperazione tra gli attori inclusi nel network.
      • Questa logica potrebbe essere sintetizzata in “ scegliendo di rinunciare ad una parte delle proprie risorse, ciascun attore può ottenere dalla rete risorse fondamentali per il raggiungimento dei propri obiettivi e di quelli della rete di cui esso fa parte, secondo un principio di reciproca convenienza ”.
    • Dai media al networking
      • Anche i media possono diventare promotori di cambiamento sociale sfruttando le potenzialità dei network .
      • Il meccanismo dell’ influenza personale esercitata dagli opinion leader è stato studiato da Katz e Lazarsfeld ed è stato pubblicato nel 1955.
      • Il concetto di opinion leadership è stato utilizzato anche per spiegare la diffusione delle innovazioni e numerosi altri fenomeni di grande rilevanza sociale.
      • La teoria e gli strumenti metodologici per l’analisi delle reti sociali consentono di dare nuovo spessore a quei concetti.
    • Reti e capitale sociale
      • Il capitale sociale , in prima istanza, può essere definito come un’insieme di “ aspetti della vita sociale - reti, norme e fiducia - che abilitano i partecipanti ad agire assieme in maniera più efficace nel perseguimento di obiettivi comuni ” (Putnam). Esso definisce le possibilità del “ fare insieme ”
      • In molte delle più autorevoli definizioni del capitale sociale si fa esplicitamente riferimento al concetto di rete come elemento costitutivo, condizione sine qua non per la sua formazione.
      • Una delle sfide più rilevanti per gli studiosi che si occupano di capitale sociale è comprendere se e in che modo sia possibile misurarlo (Durlauf).
      • La network analysis offre un insieme coerente strumenti teorici ed empirici in grado di rendere misurabili alcune dimensioni chiave del capitale sociale ponendole in relazione con le proprietà strutturali delle reti sociali.
      • Il capitale sociale di un network può essere aumentato attraverso azioni comunicative opportunamente progettate.
    • Le organizzazioni a rete
      • La crisi dell’industria manufatturiera tra ’70 e ’80 impone modelli organizzativi alternativi a quello dell’impresa a integrazione verticale.
      • In questo contesto, inizia a farsi avanti l’idea di rete organizzativa , perché:
        • Il network è la struttura più caratterizzante dell’ era postindustriale ;
        • L’ICT consente di adottare processi produttivi “ disaggregati, distribuiti e flessibili ”;
        • Lo sviluppo delle teorie e dei metodi di analisi sulle reti sociali è giunto alla maturità (Nohria).
      • Il successo della silicon valley dipende in larga parte dalla struttura reticolare delle imprese che ne fanno parte (Castells)
      • La rete assicura robustezza della struttura, flessibilità di processo, autonomia dei singoli nodi, estrema capacità di adattamento a contesti in mutamento.
      • La comunicazione non solo “garantisce” ogni singolo legame all’interno della struttura, ma contribuisce a creare la cultura e i valori in base ai quali vengono definiti gli obiettivi strategici.
    • L’analisi di un network Le applicazioni dell’analisi dei network sono numerose ed interessanti. Nell’immagine, un reticolo di relazioni amicali ottenuto attraverso una tecnica di campionamento snowball
    • Network e comunicazione
      • L’analisi delle reti sociali consente interessanti applicazioni nello studio dei fenomeni comunicativi: nel grafo, le relazioni di scambio di informazioni in un’agenzia di stampa
    • Concetti di base: partiamo dal grafo
      • Direzione : il grafo fa riferimento a relazioni reciproche e simmetriche, e pertanto non è orientato. Se avessimo chiesto “con chi preferisci uscire” la relazione può essere orientata in un certo verso (Ad Alessia piace uscire con Luca, ma a Luca non piace uscire con Luca)
      • Intensità : tutte le relazioni hanno lo stesso valore. Se avessimo chiesto “quante volte” sei uscito con qualcuno, avremmo potuto misurare diversamente
      • Densità : il numero delle relazioni rilevate rispetto a quelle possibili non è così alto: reti poco dense non favoriscono la relazione, reti troppo dense (famiglie tradizionali) possono essere opprimenti per gli individui
      • Centralità : alcune persone hanno più relazioni con le altre. Generalmente questa misura si lega direttamente con la leadership e quindi è importantissima
      • Distanza : perché Luca raggiunga Giovanna il percorso più breve passa per Roberto o per Alessio. Le persone che conoscono direttamente gli altri sono più facilitare nell’ottenere risorse o informazioni
    • Dall’identità al network: il ruolo della comunicazione
      • Comunicazione, reti e capitale sociale : una proposta di raccordo concettuale ed empirico per l’analisi dei casi di studio sulle reti di supporto nel progetto SAMI
      • I presupposti:
      • Nessun uomo è un’ isola , nessuna organizzazione può operare nel vuoto sociale
      • La società è l’insieme delle relazioni che connettono tra loro individui ed organizzazioni
      • La costruzione delle relazioni può essere favorita o inibita dalla comunicazione
      • Il modello comunicativo che sorregge le reti è basato sulla simmetria dei ruoli e sul concetto di comunicazione come condivisione (di obiettivi, istanze morali, sensibilità comuni)
      • Le relazioni si strutturano intorno al reciproco riconoscimento : “siamo diversi ma abbiamo qualcosa in comune che ci consente di fidarci tra di noi”
      • La comunicazione catalizza le relazioni e consente la crescita dei network
    • Rete, valori, reciprocità
      • “ Le relazioni in una rete si fondano sulla validazione reciproca di sistemi valoriali (S. Maggi)”.
      • L’intensità delle relazioni non è sempre uguale: le relazioni più “forti” si basano sulla condivisione di qualche forma di idea, norma, valore, interesse.
      • Esse costituiscono intersoggettivamente un orizzonte di senso cui è possibile riferire il significato delle azioni cooperative.
      • Queste relazioni rappresentano un vero e proprio collante in grado di tenere uniti gruppi di persone, organizzazioni, reti di imprese. Persino istituzioni strutturate come burocrazie.
      • Nelle reti la leadership si lega alla capacità di interpretare le idee condivise e di facilitare i processi di negoziazione .
      • L’ efficacia delle azioni di networking si fonda sulla capacità di evidenziare la reciprocità di queste idee, norme, valori, interessi.
      • Come? Cercando ciò che unisce piuttosto che ciò che divide .
    • L’uomo della modernità industriale famiglia politica lavoro religione Ruoli ed interessi dell’uomo moderno sono pochi e concentrati in un ristretto numero di ambiti di “costruzione di senso” classe sociale culture e subculture
    • L’uomo postmoderno Bisogni estetici Appartenenza e impegno politico Lavori Ruoli ed interessi dell’uomo postmoderno sono numerosi e molteplici, l’identità è frammentata e si declina su più ambiti di costruzione di senso Bisogni affettivi e relazionali Consumi culturali Loisir Socialità Bisogni etici e religiosi
    • Le valenze dell’individuo
      • La differenziazione / frammentazione dell’uomo postmoderno dà origine ad un differente criterio della sociabilità
      • Esso è basato su “affinità elettive”, cioè condivisione di idee, valori , attitudini, interessi particolari
      • Ognuna di queste idee, valori , attitudini, interessi particolari consente all’individuo la connessione con altri individui
      • Esse hanno il significato di “ valenze relazionali ”, cioè di capacità di stabilire relazioni con altri individui
      • L’individuo è visto come una molecola che attraverso le sue valenze può legarsi ad altre molecole dando luogo a nuovi aggregati più ampi: le reti
      Attenzione per l’hi-tech Ascoltare world music Conversare in Chat Attenzione al consumo etico Lavorare nell’informatica Far parte di un’associazione Sostenere un movimento Cura del corpo e attività fisica
    • La relazione potenziale Cura dell’abitazione Volontariato Visitatore di Musei Comitato di quartiere Lavorare nell’informatica Sostenere un movimento Attivismo ambientale La condivisione di uno o più significati culturali tra due attori è una relazione potenziale , che rimane allo stato latente fintanto non viene attivata da uno stimolo (catalisi) EGO ALTER Attenzione per le novità hi-tech Conversare in Chat Attenzione al consumo etico Lavorare nell’informatica Far parte di un’associazione Sostenere un movimento Cura del corpo e attività fisica Attenzione per le novità hi-tech
    • La relazione attivata La relazione tra due attori può attivarsi attraverso la comunicazione interpersonale , mediale o organizzativa . La condivisione di un determinato significato culturale fa passare la relazione da uno stato di latenza ad uno stato di effettività Mass Media Comunicazione interpersonale Comunicazione organizzativa Attenzione per le novità hi-tech Attenzione per le novità hi-tech Numerosi esempi dimostrano che l’attivazione della relazione può essere attivata anche da un semplice simbolo. Esporre la bandiera della pace rimanda ad un comune sentire che rende possibile l’azione comune (decidere di manifestare in piazza). Indossare il quadratino rosso sul bavero della giacca significa essere un sindacalista della CGIL e condividerne gli assunti, la storia, la responsabilità EGO ALTER
    • La rete di relazioni in un contesto di viral marketing Uno stimolo comunicativo ( ad esempio la pubblicità di un nuovo computer palmare ) ha attivato una serie di relazioni tra alcuni attori che condividevano lo stesso interesse. Il capitale sociale è aumentato. La conoscenza reciproca è la base per stabilire altre relazioni di contenuto diverso ( multiplexity )
    • Le reti organizzative
      • Nelle reti organizzative i nodi possono essere costituiti da individui o gruppi (squadre, unità lavorative, reparti, imprese fornitrici, istituzioni)
      • Le relazioni tra i nodi possono essere di tipo:
        • funzionale (orientate allo svolgimento del compito)
        • potenziale (fondate su una condivisione non esplicita di significati culturali ad esempio un particolare aspetto della mission)
        • strutturale (basati sulla compresenza di relazioni funzionali e di relazioni di condivisione esplicita di significati culturali)
      • I nodi possono occupare posizioni di diversa centralità a seconda dei compiti effettivamente svolti.
      • Gli interventi di comunicazione (relazioni pubbliche) possono modificare “puntualmente” le singole relazioni e la configurazione complessiva del reticolo.
      • Attraverso la network analysis l’efficacia delle RP può essere misurata comparando la configurazione strutturale del reticolo prima e dopo l’intervento.
    • Le reti organizzative Relazioni backbone Relazioni funzionali Relazioni potenziali La network analysis consente di individuare i ruoli chiave , le eventuali cliques e i buchi strutturali , le persone bridge in grado di colmarli e di valutare la capacità di captazione dei segnali deboli dall’esterno del reticolo. Nelle reti organizzative il confine tra l’organizzazione e l’ambiente tende ad annullarsi . Gli stakeholders vengono incorporati nella rete Area dell’ indifferenza Area della visibilità Area negoziale Area operativa Area strategica
    • Una rete di progetto
      • Un piccolo caso di studio: la rete di un progetto Equal di fronte ad un dilemma su una importante definizione dei migranti.
      • La definizione è giuridicamente e logicamente fondata, ma è del tutto inadeguata e inutilizzabile nei media, che sono l’obiettivo della campagna di sensibilizzazione.
      • Si apre un conflitto . Il network rischia di frammentarsi in due subnetwork caratterizzati da posizioni diverse ed incompatibili su una questione importante ma non vitale rispetto al progetto.
      • E’ necessario uno sforzo di negoziazione da parte dei nodi più centrali della rete per risolvere il conflitto e ripristinare le condizioni di collaborazione.
      • Il lavoro di comunicazione recupera una più profonda identità condivisa , qualcosa che va oltre la definizione e attiene al lavoro già svolto insieme e ad una cultura condivisa dell’inclusione .
    • Prima della controversia Questa era la situazione del reticolo PRIMA del manifestarsi della controversia: la rete è formata da due grandi blocchi , quello dei partner e quello dei ricercatori, tenuti uniti prevalentemente da DIR e da CGEN. C’è un generale accordo tra i nodi della rete sugli obiettivi generali di progetto che consente un efficace lavoro di squadra, flessibile ed articolato intorno alla comune volontà di far bene il proprio lavoro.
    • Dopo la controversia Questa era la situazione del reticolo DOPO che la controversia si è manifestata. Le reti sono scisse in due blocchi separati , la mediazione di DIR e di CGEN non funziona. La controversia sulla definizione ha rischiato di far saltare l’accordo sugli obiettivi generali. Il conflitto è stato ricomposto facendo riferimento ai valori identitari condivisi .
    • Il terzo settore come rete di reti
      • Il concetto di rete può essere efficacemente utilizzato per studiare la “ relazionalità diffusa ” che caratterizza il modus operandi di molte organizzazioni, in particolare delle associazioni del terzo settore.
      • Il presupposto che rende pertinente quest’idea è che ogni organizzazione, per realizzare i propri obiettivi, debba stabilire relazioni cooperative con altre organizzazioni allo scopo di reperire quelle risorse materiali e simboliche che non può creare o di cui non può disporre autonomamente.
      • Il terzo settore, in tal senso, può essere visto come una rete di reti in cui ciascuno “dà una mano” a qualcun altro per realizzare una comune “mission”.
      • L’ipotesi da dimostrare è che la condivisione di relazioni , e di un valore comune a cui riferirle, abiliti la possibilità di cooperare e quindi di raggiungere determinati risultati.
    • La ricerca sulle associazioni
      • All’interno della ricerca di Facoltà sul Terzo Settore, è stata predisposta una specifica fase ricerca “network based”, con lo scopo di capire meglio il nesso tra reticolarità delle relazioni e capitale sociale.
      • Cosa è stato fatto:
        • Rilevazione ex novo dei dati relazionali per ricostruire l’ego-network di due associazioni particolarmente significative rispetto alle ipotesi di ricerca.
        • Codifica dei dati relazionali a partire da questionari già somministrati e disponibili in formato cartaceo.
        • Analisi dei reticoli e elaborazione dei dati.
    • La rete del terzo settore nel Lazio La struttura complessiva della rete rilevata, senza i nodi isolati
    • Rete e componenti Layout della struttura complessiva della rete interpolata con il metodo delle fazioni, delle distanze geodesiche e della repulsione tra nodi
    • Networking e azioni di progetto Sami - Equal
      • Lo studio dei casi: la logica del networking è presente in diverse azioni di progetto
      • Gli obiettivi di queste azioni sono di:
        • Creare una struttura di relazioni tra gli attori territoriali o tra gli operatori e tra i rappresentanti delle realtà target.
        • Abilitare le relazioni come infrastrutture comunicative e come canali di influenza .
        • Utilizzarle per la diffusione di messaggi positivi , volti a contrastare la cattiva informazione sul tema della tratta o dell’occupabilità degli stranieri.
        • Favorire lo scambio di conoscenze e di buone pratiche tra i partecipanti.
        • Promuovere l’ulteriore diffusione di messaggi e pratiche positive da parte dei partecipanti alle azioni verso la società (attraverso il coinvolgimento di nuovi partner e dei media)
        • Fare degli attori inclusi nei network agenti di cambiamento sociale .
    • Seminario Open Space Technology
      • E’ un seminario di formazione per gli staff progettuali.
      • Si basa sull’ interazione diretta in una situazione di compresenza (sede residenziale).
      • Facilita il confronto e lo scambio di conoscenze tra i membri degli staff di progetto.
      • Abilita un clima di fiducia reciproca e consente di gestire la convergenza e la divergenza di opinioni.
      • Aiuta alla rielaborazione collettiva delle conoscenze possedute individualmente.
      • Costruisce relazioni di fiducia a lungo termine e ne facilita la traslazione dall’interazione comunicativa diretta a quella mediata (via computer, telefono, mail).
      • Si basa sul principio di autoorganizzazione che è tipico delle reti sociali.
      • La gerarchia di ruoli non è prescritta in anticipo (salvo quello del formatore/facilitatore) ma è la risultante delle interazioni comunicative tra i nodi.
    • La rete di supporto TrattaNo ( protocollo DDPO e AICCRE)
      • La rete di supporto nasce dall’esigenza di:
        • Favorire e sostenere l’attuazione delle azioni progettuali
        • Replicare modello e prodotti informativi
        • Contribuire al mainstreaming
      • Che cosa fa concretamente?
        • Realizza un network di relazioni potenziali tra rilevanti attori istituzionali (amministrazioni locali, dipartimenti ministeriali, università, sindacati, camere di commercio)
        • Crea a livello locale dei referenti individuabili per la realizzazione di progetti contro la tratta
    • Networking a cascata?
      • Nella rete di supporto territoriale prevale sostanzialmente un modello comunicativo top-down
      • Può essere riassunto nel modello di comunicazione a più fasi
      • Non sono previsti anelli di retroazione comunicativa (feedback)
      • Non è prevista una strategia esplicita per lo sviluppo delle connessioni interne tra i nodi
      • I messaggi veicolati all’interno della rete sono trasferiti più che negoziati
      • Sono codificati in modo molto formale (protocolli di intesa) e non sempre sono riferibili a matrici valoriali condivise
      • Ciascun nodo può decidere arbitrariamente di interrompere la ritrasmissione al nodo successivo
    • Il modello della rete territoriale
      • Flussi comunicativi unidirezionali
      • Scarsa connessione tra i nodi di pari livello
      • Bassa ridondanza nella connessione tra i nodi
      • Presenza di diversi “bottleneck”
    • Rete Extra
      • La rete Extra è una piattaforma di Knowledge Management basata sul web.
      • Persegue l’obiettivo di socializzare conoscenze e buone pratiche tra responsabili del progetto “ Pane e Denti ” e operatori impegnati sulle tematiche di progetto.
      • E’ costituita al momento da 5 animatori ed 81 partecipanti .
      • Si articola su 7 aree tematiche:
        • Forum di discussione sui temi introdotti dai partecipanti alla rete;
        • Informazione, comunicazione e media (Rete giornalistica oltre il razzismo);
        • Disegno di legge Amato Ferrero e recepimento delle direttive europee sull'immigrazione;
        • Peer educator contro la discriminazione e il razzismo nei luoghi di lavoro
        • Biblioteca con strumenti sui temi della rete;
        • Diversity management (responsabili del Personale, dirigenti e datori di lavoro);
        • Domande & Risposte . Dove è possibile mandare un quesito.
    • Networking orizzontale e densità della rete
      • Nella rete, almeno a livello formale, è garantita la possibilità per tutti di interagire direttamente con tutti. E’ una rete partecipativa .
      • Il modello comunicativo è simmetrico e bidirezionale .
      • La funzione degli animatori è di promuovere il dibattito intorno ai temi individuati come rilevanti rispetto al progetto.
      • I partecipanti possono comunque proporre discussioni intorno a temi autonomamente individuati come rilevanti.
      • Uno dei punti di forza è la presenza di orientamenti largamente condivisi che supportano le relazioni.
      • Le connessioni “ visibili ” sulla piattaforma corrispondono a relazioni empiricamente accertabili tra i partecipanti?
      • Il numero di connessioni “visibili” rispetto alle connessioni teoricamente possibili fornisce la misura della densità .
      • La densità della rete appare piuttosto bassa : quali sono le effettive possibilità che questa rete possa farsi carico di un passaggio dalla discussione alla progettualità operativa?
    • Il modello della rete extra
      • Flussi comunicativi bidirezionali
      • Parità dei partner comunicativi
      • Vision condivisa
      • Molte informazioni, poca partecipazione al dibattito
      • Connessioni poco dense (rarefatte)
    • Una sintetica conclusione
      • Il tema della “ società della rete ” è destinato a diventare uno degli snodi cruciali delle scienze sociali, politiche ed economiche.
      • Il concetto di rete si lega a quello della cooperazione e della fiducia reciproca come elementi che ci consentono di fare di più e meglio: il capitale sociale .
      • Lo sviluppo e la capacità di gestione delle conoscenze sul networking diventeranno elementi strategici nella gestione di progetti complessi.
      • Queste conoscenze servono agli attori per comprendere dove e come sono situati all’interno dei networks e come plasmare proattivamente le relazioni al fine di ottenere vantaggi di diverso tipo.
      • Attraverso la cooperazione ed il negoziato è possibile creare relazioni di lunga durata che consentono di migliorare la produttività ed il benessere dei lavoratori nelle imprese. (Schelling ed Aumann, Nobel per l’economia 2005).
      • C’è un fortissimo interesse intorno all’idea di rete come strumento per favorire la cooperazione .
      • E’ prevedibile che i first comers riescano a mantenere forti vantaggi competitivi sui late comers .