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Fotogiornalismo e videogiornalismo 4 lezione
 

Fotogiornalismo e videogiornalismo 4 lezione

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Facoltà di Scienze della Comunicazione. Sapienza Università di Roma. "Il fotogiornalismo tra linguaggio e tecnologia". Andrea Cerase e Luca De Bernardis - Lezione 1 introduzione

Facoltà di Scienze della Comunicazione. Sapienza Università di Roma. "Il fotogiornalismo tra linguaggio e tecnologia". Andrea Cerase e Luca De Bernardis - Lezione 1 introduzione

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    Fotogiornalismo e videogiornalismo 4 lezione Fotogiornalismo e videogiornalismo 4 lezione Presentation Transcript

    • L’immagine fotografica tra linguaggio e tecnologia A cura di Andrea Cerase Luca De Bernardis
    • Il fotogiornalismo e i suoi codici
      • Secondo Villafane e Minguez la lettura di un’immagine chiama in causa 7 tipi diversi di sottocodice:
      • Spaziale : ampiezza dell’inquadratura, dettaglio dei soggetti inquadrati
      • Gestuale : rafforza la capacità comunicativa dell’immagine
      • Scenografico : l’ambientazione dell’immagine risponde alla domanda “dove”?
      • Simbolico : l’uso di simboli che sintetizzano e riassumono la situazione
      • Luminoso : la direzione e la qualità della luce decidono la resa drammatica dell’immagine
      • Grafico ; la composizione guida l’occhio verso il soggetto ed enfatizza l’espressione
      • Relazionale : racconta i rapporti tra i soggetti fotografati
    • La rappresentazione dello spazio e del soggetto
      • Il codice spaziale fa riferimento alla porzione di spazio compresa nell’inquadratura in rapporto, ad esempio, allo spazio occupato dai soggetti
      • Riprendere qualcuno da lontano (campo lungo o lunghissimo) significa renderlo difficilmente riconoscibile, sminuirne l’identità, ridurlo a presenza scenografica
      • Riprendere qualcuno da molto vicino significa enfatizzare l’espressività, esaltare la narrazione “psicologica” del soggetto e delle sue emozioni ma si rischia rendere caricaturale la sua immagine
      • Primissimo piano, primo piano, piano medio, figura intera sono solo delle indicazioni convenzionali nate per il cinema e poi adottate dalla televisione: nei fatti nel lavoro fotogiornalistico non c’è una esatta distinzione tra i tipi di inquadratura
      • In pratica: ci si può avvicinare o allontanare dai soggetti, restringere al massimo i margini vuoti, cambiare l’obiettivo o la sua lunghezza focale, usare il diaframma per separare il soggetto dallo sfondo etc…
    • La gestualità del soggetto
      • Cogliere la gestualità del soggetto rafforza la capacità comunicativa dell’immagine e la rende più spontanea e naturale
      • Facilita la comprensione del carattere del soggetto fotografato, della sua emotività e della sua psicologia
      • La gestualità è un modo attraverso cui un soggetto si muove entro un determinato spazio e lo “occupa”
      • La gestualità sottolinea la qualità e la forza delle relazioni tra le persone
      • In pratica: aspettare sempre il momento giusto per scattare, evitare il più possibile foto in posa, essere meno direttivi possibile durante lo scatto, diventare “invisibili”
    • L’aspetto scenografico
      • Le immagini fotogiornalistiche: l’ambientazione dell’immagine risponde alla domanda “dove si svolge il fatto”?
      • Fornisce una serie di informazioni sul luogo in cui si svolge la vicenda narrata e sulle persone che ci vivono, dettagli che restituiscono il clima dell’evento.
      • L’ambientazione, gli elementi scenografici raccontano il contesto in cui avviene l’azione e la stessa vita dei protagonisti.
      • In pratica: tentare di mettere in relazione il soggetto in primo piano e lo sfondo, fare attenzione ai dettagli del luogo in cui si svolge l’azione e cosa possano raccontare dei protagonisti; inquadrare lo spazio in modo che chi guarda la foto possa farsi un’idea chiara dell’ambiente
    • L’uso dei simboli nel messaggio fotografico
      • Nelle immagini fotogiornalistiche è frequente l’uso di simboli che sintetizzano e riassumono la situazione: bandiere, simboli religiosi, forme geometriche e persino segnali stradali
      • La mascherina del chirurgo, Il manganello del poliziotto, la berretta del giudice, la valigetta di pelle del portaborse, il sandalo del frate diventano metafore di una professione o di una condizione sociale
      • Attenzione al rischio di perpetuare luoghi comuni molto abusati (es: le toghe sul banco alla cerimonia d’apertura di ogni anno giudiziario)
      • In pratica: cercare nell’immagine se c’è un simbolo che possa riassumere il significato complessivo della situazione
    • L’importanza della luce
      • La direzione e la qualità della luce decidono la resa drammatica dell’immagine
      • Esistono molti tipi di fonti luminose: il sole diretto, il cielo nuvoloso, la luce riflessa da un muro, una finestra con una tenda, l’illuminazione di una casa
      • Ogni fonte luminosa si caratterizza per la direzione, temperatura colore, il contrasto e l’intensità
      • La luce può essere più o meno concentrata (lampadina, flash) o diffusa (cielo nuvoloso, panelli riflessi)
      • La scelta dell’esposizione può accentuare alcuni aspetti di un’immagine o nasconderne altri (low key / high key)
      • Il controluce: può essere suggestivo ma va usato con parsimonia
      • In pratica: scegliere il punto di ripresa in base alla luce presente, valorizzare la luce ambiente, imparare ad esporre bene, limitare il flash all’indispensabile
    • Comporre l’immagine
      • La composizione guida l’occhio verso il soggetto e ne enfatizza l’espressione
      • Una buona sistemazione degli elementi grafici nell’inquadratura facilita la visione e la comprensione
      • La regola dei terzi. I punti di maggiore interesse del soggetto (occhi, bocca, una persona che si muove sulla scena) vanno posizionati in corrispondenza dell’intersezione di quattro linee immaginarie che dividono l’immagine in nove quadranti
      • Non troncate teste, gambe, mani del soggetto. Non lasciare troppa “aria” intorno al soggetto fotografato
      • Evitate di includere nell’immagine elementi che “impallano” lo sguardo ma non hanno nulla a che fare con quello che si vuole raccontare (pali, cancellate, persone estranee all’azione)
      • La profondità di campo può essere usata per staccare il soggetto da uno sfondo confuso o per rendere leggibili entrambi
      • Usare gli elementi grafici e la superfici degli oggetti
    • Le relazioni tra le persone
      • Nel fotogiornalismo è importante raccontare i rapporti tra i soggetti fotografati
      • La composizione può enfatizzare una relazione di potere (il capo in alto, il sottoposto in basso etc.), o un’azione che coinvolge più soggetti (poliziotto contro manifestante, medico e paziente, politici di maggioranza ed opposizione etc.)
      • Gli uffici stampa di governi, partiti, istituzioni e grandi imprese spesso mettono in scena “photo opportunities” proprio per enfatizzare e sottolineare visivamente i rapporti di potere tra le persone fotografate (strette di mano, composizione del palco durante i comizi, foto ufficiali etc.)
      • I fotogiornalisti, se possibile, in ogni occasione scattano immagini che colgano aspetti di relazione tra politici
      • In pratica: saper cogliere l’attimo, andare oltre le foto messe in posa, guardare al linguaggio non verbale come segni di potere nella relazione (pacche sulle spalle, posizione del corpo etc).
    • Leonard Freed, moda ad Harlem, 1961
    • Elliott Erwitt, Jacqueline al funerale di JFK, 1963
    • Giorgio Lotti, alluvione a Firenze, 1966
    • Walter Eugene Smith, Minamata, 1975
    • Abbas, Alì VS Foreman, Kinshasa, 1974
    • Attilio Cristini, Benigni e Berlinguer, 1980
    • Leonard Freed, spacciatore in astinenza, 1986
    • Angelo Palma, Amintore Fanfani, 1979
    • Il linguaggio delle immagini
      • Lo scopo del fotogiornalismo è quello di proporre un racconto degli eventi attraverso le immagini
      • Perché vi sia un racconto, è necessario conoscere e dominare un linguaggio
      • Il linguaggio fotogiornalistico include:
        • una grammatica, ovvero i criteri tecnici di realizzazione delle immagini,
        • una sintassi ovvero il modo in cui organizzare il testo visivo
        • una tecnica narrativa, che attiene al contenuto informativo della foto
      La catastrofe del dirigibile Hindenburg (anonimo)
    • La grammatica delle immagini
      • Una buona conoscenza della tecnica fotografica è paragonabile alla conoscenza della grammatica nei testi scritti: è la grammatica del testo visivo.
      • Gli elementi costitutivi più rilevanti sono:
        • La luce (direzione, intensità, tipo di sorgente luminosa, temperatura colore)
        • Il colore (saturazione, gamma cromatica, capacità di riproduzione)
        • La gamma tonale (nella fotografia in bianco e nero)
        • L’esposizione (misurazione, effetti, low key, high key)
      Il presidente G. W. Bush (Paul Richards)
    • La sintassi delle immagini
      • La tecnica fotografica è anche una sorta di sintassi del testo visivo che consente di dare ordine alle relazioni tra gli elementi significativi dell’immagine - il soggetto, lo sfondo, la prospettiva - in modo che essa risulti comprensibile al fruitore
      • Gli elementi costitutivi più rilevanti sono:
        • L’angolo di campo inquadrato (come e perché scegliere un’obiettivo o una determinata lunghezza focale se si usa uno zoom)
        • La composizione dell’immagine (mettere ordine nell’inquadratura, guidare l’occhio verso ciò che intendiamo fargli trovare)
        • La presenza di un “punctum” ovvero di un centro di interesse e di curiosità in grado di attrarre l’attenzione dello “spectator” (Barthes)
      Mario Di Biasi, Ungheria, 1956
    • L’importanza della tecnica
      • Disporre di una buona tecnica fotografica equivale a disporre di un più ampio vocabolario per scrivere un racconto per immagini di un evento giornalisticamente rilevante.
      • Saper misurare bene l’esposizione, come correggerla, il campo da inquadrare, l’obiettivo, il tempo e il diaframma da usare, il momento in cui premere il bottone di scatto sono aspetti tecnici al servizio del racconto.
      La competenza tecnica aiuta ad ottenere immagini leggibili anche in situazioni di luce difficili, quando la visione del soggetto è ostacolata, quando è necessario non farsi notare per non perdere la spontaneità della situazione fotografata. Dario Coletti, minatori a Feraxi, Sulcis
    • La tecnica narrativa del reportage
      • Il reportage fotografico è la trasposizione per immagini di un racconto giornalistico e come tale va pensato ed organizzato.
      • Anzitutto è necessario chiedersi quale sia la rilevanza giornalistica del tema e come affrontarlo in modo che risulti esauriente dal punto di vista informativo, originale nel taglio e “vendibile”
      • E’ sempre indispensabile avere un’idea chiara su ciò che si va a fotografare.
      • Il primo passo è informarsi su:
        • situazione da fotografare,
        • chi o cosa debba essere fotografato,
        • possibilità di approfondimento (retroscena inediti),
        • mezzi tecnici necessari per la sua realizzazione (es. gare di Formula1 = disponibilità di teleobiettivi da 300 a 600mm)
    • Un buon racconto fotogiornalistico…
      • Riassume il fatto o l’evento in un numero limitato di immagini (selezione)
      • Si avvale di una o più immagini “d’apertura”, in grado, per la forza visiva e narrativa, di anticipare i contenuti del servizio che segue e/o riassumere la notizia in una sola immagine (sintesi)
      • E’ corredato da didascalie sintetiche ma puntuali che descrivono la notizia e/o il personaggio fotografato, quando è stata scattata la foto, i riferimenti dell’autore (completezza informativa)
      • Include, ove possibile, immagini in grado di restituire elementi di retroscena in grado di aiutare a comprendere meglio la situazione fotografata
      • Include, ove possibile, alcuni scatti emblematici o simbolici in grado di costituire una memoria visiva paradigmatica di una certa situazione
      • E’ flessibile rispetto alle necessità d’impaginazione del giornale (alternanza di immagini verticali/orizzontali)
    • Lavorando sul posto
      • Avere una macchina fotografica al collo non implica che le persone vogliano essere fotografate
      • Presentarsi ogni volta che è possibile farlo, entrare in contatto con le persone, farsi spiegare il loro punto di vista
      • Individuare le situazioni chiave da fotografare e organizzare mentalmente un piccolo “storyboard”
      • Individuare gli scatti da eseguire: il punto di ripresa, la luce e l’inquadratura più efficaci, gli obiettivi da usare.
    • Alcune regole pratiche per il fotogiornalista
      • Scattare un buon numero di immagini:
        • è indispensabile per fare una selezione di scatti “buoni”
        • è utile per mettere insieme un archivio consistente
      • Prendere sempre appunti con un block notes sulle situazioni fotografate
      • Pianificare in anticipo tempi e modalità di realizzazione del servizio
      • Avvicinarsi il più possibile, senza essere invadenti o aggressivi
      • Utilizzare al meglio la luce disponibile sul luogo
      • Non dare eccessiva importanza alla qualità dell’attrezzatura
      • Siate originali ed evitate i luoghi comuni
    • Esercitazione: immagini senza tempo
      • Alcune immagini fotogiornalistiche hanno dimostrato una inusuale capacità narrativa, rimanendo “fissate” in modo quasi indelebile nella memoria individuale e collettiva degli eventi
      • Questa capacità di diventare “classici” si lega alla capacità del fotogiornalista (o a volte alla fortuna) non solo di trovarsi nel posto giusto e nel momento giusto, ma soprattutto di sfruttare appieno le potenzialità del linguaggio dell’informazione visiva
      • L’esercitazione consiste nello scrivere brevemente, per ciascuna delle foto di seguito proposte:
        • A quale evento / tema fanno riferimento?
        • Per quale motivo appaiono così efficaci dal punto di vista narrativo?
        • In che modo il fotografo ha utilizzato la tecnica per finalità narrative?
        • In che modo il fotografo ha utilizzato la tecnica per finalità espressive?
        • Qual è il “punctum” della foto?
        • Qual è il valore di notizia dell’immagine?
    • Foto 1
    • Foto 2
    • Foto 3
    • Foto 4
    • Foto 5
    • Foto 6
    • Foto 7
    • Foto 8
    • Foto 9
    • Foto 10
    • Di chi erano queste fotografie?
      • Margaret Bourke White (American Way Of Life, coda di affamati durante la recessione)
      • Alfred Eisentstaed (bacio a Times Square, New York, 1945)
      • Alberto Korda (Che Guevara ad un comizio dopo la morte di alcuni rivoluzionari, 1961)
      • Hank Walker (John Fitzgerald Kennedy e suo fratello Robert discutono nella sala ovale della Casa Bianca, 1960)
      • Larry Burrows (Vietnam: il mitragliere Farley colpito dal fuoco dei vietcong
      • Bill Epridge (Robert Kennedy assassinato)
      • Josef Koudelka (La rivolta contro l’invasione di Praga da parte dell’Armata Rossa)
      • Shoba (omicidio di mafia: il corpo di Benedetto Grado vegliato dai familiari)
      • James Natchwey (Afghanistan, 1996)
      • Sebastiao Salgado (rissa tra i garimpeiros della sierra Pelada)