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Breve storia del fotogiornalismo
Storia del fotogiornalismo: gli esordi <ul><li>La prima foto giornalistica è del 1842  F. Steltzner ed H.Biow  riprendono ...
Una chiave di lettura: i codici del fotogiornalismo <ul><li>Secondo Villafane e Minguez la lettura di un’immagine chiama i...
I primi reporter e la guerra <ul><li>Felice Beato  e  James Robertson  fotografano l’ assedio   di Lucknow  durante la riv...
La morte e la pellicola <ul><li>A sinistra, Felice Beato: assedio di Lucknow (primi morti in una foto di guerra). </li></u...
Il fotogiornalismo si affaccia sulla vita sociale <ul><li>Il 4/3/1880 viene pubblicata sul “New York Daily Graphic” la pri...
La scena Italiana tra fine ottocento e inizio novecento <ul><li>1894/1908 Luca Comerio riprende la repressione dei moti op...
Sociologo o fotoreporter? <ul><li>Lewis Hine, un fotografo autodidatta, laureato in sociologia nel 1905, inizia a document...
Lewis Hine <ul><li>Dal libro “Men at work” una foto del 1929 </li></ul><ul><li>Immigrati Italiani a New York, 1909 </li></ul>
L’Europa scopre il fotogiornalismo <ul><li>Edward Weston e Tina Modotti “rivoluzionaria ed artista” si recano in Messico. ...
La russia di Rodchenko <ul><li>Nella Russia sovietica della fine degli anni venti un grafico di talento, Aleksander Rodche...
La Farm Security Administration 1 <ul><li>Alle prese con le conseguenze della grande depressione, il presidente americano ...
La Farm Security Administration 2  <ul><li>Ne fanno parte Arthur Rothstein,  Dorothea Lange, Walker Evans, Jack Delano, e ...
La fotografia americana a cavallo degli anni trenta <ul><li>1934 Henry Luce lancia un nuovo tipo di settimanale illustrato...
Il gruppo f. 64 <ul><li>Edward Weston, Imogen Cunningham e Ansel Adams costituiscono in California il gruppo f. 64, il val...
Il miliziano di Capa <ul><li>Robert Capa, fotografo ungherese di nascita e americano d’adozione, segue come reporter la ri...
La seconda guerra mondiale <ul><li>Margaret Bourke White, sulla scia dell’opera della FSA documenta le condizioni di vita ...
La seconda guerra mondiale <ul><li>Anche il regime nazista si serve largamente dell’immagine per sostenere la propaganda b...
Joe Rosenthal: l’icona di una vittoria <ul><li>La foto di Joe Rosenthal riprende il momento in cui la bandiera americana v...
Khaldei: l’icona dell’altra vittoria <ul><li>Questa foto, scattata da Evgenii Khaldei a Berlino  il 2 maggio 1945 rapprese...
Nasce la Magnum Photos <ul><li>22 maggio 1947 Capa, Cartier Bresson, Vandivert e altri fondano in un bistrot di Parigi la ...
Henry Cartier Bresson <ul><li>Henry Cartier Bresson inaugura un  approccio innovativo al reportage giornalistico: </li></u...
Anni cinquanta: l’epoca dei duri <ul><li>Negli Stati Uniti nasce e si afferma uno stile fotogiornalistico più ruvido e sti...
Italia 1950. Paparazzi… <ul><li>Alla fine degli anni ’50 Roma diventa la capitale del cinema. I rotocalchi iniziano ad int...
… ed impegnati <ul><li>Federico Patellani, fotografo di grandi capacità professionali ed umane, tra i molti temi di cui si...
Anni sessanta: il mondo cambia <ul><li>Gli anni sessanta sono un periodo di grandi cambiamenti culturali e sociali </li></...
Impegno civile e guerra <ul><li>Nella sequenza: esecuzione sommaria a Saigon ( Associated Press ). </li></ul><ul><li>Negli...
Il fotogiornalismo contemporaneo <ul><li>Lo stile “mainstream” del fotogiornalismo contemporaneo  internazionale è diventa...
Il ponte di Fallujah Novembre 2005: corpi carbonizzati e mutilati di contractors americani appesi dagli “insorgenti” al po...
La crisi americana secondo Anthony Suau 1 Economia in Crisi: Following eviction, Detective Robert Kole must ensure residen...
La crisi americana secondo Anthony Suau 2 Un agente di polizia entra in una casa abbandonata dai proprietari che non erano...
Coloni e forze di sicurezza, Amona, Israele (Balilty/Ap)
Tenerife: turisti aiutano migranti appena sbarcati (Arturo Rodriguez/AP)
Holiday culture: Martin Parr
Università di Westminster: MA Photojournalism  Il project work di Fiona Halliday  l’ha portata nella Costa orientale della...
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Fotogiornalismo e videogiornalismo 3 lezione

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Facoltà di Scienze della Comunicazione. Sapienza Università di Roma. "Il fotogiornalismo tra linguaggio e tecnologia". Andrea Cerase e Luca De Bernardis - Lezione 2

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  1. 1. Breve storia del fotogiornalismo
  2. 2. Storia del fotogiornalismo: gli esordi <ul><li>La prima foto giornalistica è del 1842 F. Steltzner ed H.Biow riprendono Amburgo devastata da quattro giorni di incendi </li></ul><ul><li>Durante l’assedio di Roma nel 1849 da parte dei Francesi vengono scattati alcuni dagherrotipi </li></ul><ul><li>Inizia l’epoca dei fotografi viaggiatori: Maxime Du Camp viene inviato insieme a Gustave Flaubert in Siria, Palestina, Egitto, Nubia, a fotografare e documentare rovine egizie, bassorilievi, monumenti </li></ul><ul><li>Nel 1855 la visita a Parigi di Napoleone III è oggetto di un servizio fotografico </li></ul><ul><li>Nello stesso anno Roger Fenton viene inviato in Crimea a documentare la guerra anglo – russa. Le sue immagini non registrano però i morti, i massacri, le distruzioni. L’opinione pubblica non va allarmata. </li></ul>
  3. 3. Una chiave di lettura: i codici del fotogiornalismo <ul><li>Secondo Villafane e Minguez la lettura di un’immagine chiama in causa 7 tipi diversi di sottocodice: </li></ul><ul><li>Spaziale : ampiezza dell’inquadratura, dettaglio dei soggetti inquadrati </li></ul><ul><li>Gestuale : rafforza la capacità comunicativa dell’immagine </li></ul><ul><li>Scenografico : l’ambientazione dell’immagine risponde alla domanda “dove”? </li></ul><ul><li>Simbolico : l’uso di simboli che sintetizzano e riassumono la situazione </li></ul><ul><li>Luminoso : la direzione e la qualità della luce decidono la resa drammatica dell’immagine </li></ul><ul><li>Grafico ; la composizione guida l’occhio verso il soggetto ed enfatizza l’espressione </li></ul><ul><li>Relazionale : racconta i rapporti tra i soggetti fotografati </li></ul>
  4. 4. I primi reporter e la guerra <ul><li>Felice Beato e James Robertson fotografano l’ assedio di Lucknow durante la rivolta dei Cipai in Cina. Compaiono i primi cadaveri </li></ul><ul><li>Mathew B. Brady e il suo ex assistente Alexander Gardner documentano la guerra di secessione negli Stati Uniti, in particolare quelle di Garner ( Harvest of Death ) documentano l’orrore e la desolazione dopo la battaglia. E’ forse il primo fotografo ad utilizzare il nuovo medium in un’ottica pacifista. </li></ul><ul><li>Durante la guerra franco-tedesca del 1867 viene utilizzato per la prima volta il microfilm per inviare dispacci segreti. </li></ul><ul><li>1871 Le fotografie dei rivoltosi sulle barricate, durante la “comune” di Parigi vengono utilizzate dalla polizia per una durissima repressione. </li></ul>
  5. 5. La morte e la pellicola <ul><li>A sinistra, Felice Beato: assedio di Lucknow (primi morti in una foto di guerra). </li></ul><ul><li>A destra, Alexander Gardner: Lewis Payne, attentatore di Abramo Lincoln, prima di salire sul patibolo </li></ul>
  6. 6. Il fotogiornalismo si affaccia sulla vita sociale <ul><li>Il 4/3/1880 viene pubblicata sul “New York Daily Graphic” la prima fotografia da cliché retinato. Per la prima volta è possibile stampare su un giornale insieme testo composto e fotografie, fino ad allora le immagini sui giornali erano xilografie tratte da fotografie </li></ul><ul><li>Dal 1880 in poi comincia a diffondersi l’uso del lampo al magnesio, in grado di produrre luce sufficiente a impressionare lastre e pellicole anche in situazioni di luce naturale molto scarsa. </li></ul><ul><li>Jacob Riis lo usa per indagare i bassifondi di New York e gli immigrati che li popolavano. Il “Daily mirror” riproduce soltanto fotografie sulle sue pagine </li></ul>
  7. 7. La scena Italiana tra fine ottocento e inizio novecento <ul><li>1894/1908 Luca Comerio riprende la repressione dei moti operai a Milano ad opera del generale Bava Beccaris, più avanti documenta i terremoti di Messina e Reggio. </li></ul><ul><li>Insieme a Comerio, emergono in quel periodo altri due fotografi: Il conte Primoli, che opera a Roma, e Adolfo Porry Pastorel </li></ul>
  8. 8. Sociologo o fotoreporter? <ul><li>Lewis Hine, un fotografo autodidatta, laureato in sociologia nel 1905, inizia a documentare il lavoro minorile, i minatori di Pittsburgh, i lavori nel porto di New York. </li></ul><ul><li>Più avanti documentò la costruzione dell’Empire State Building e pubblica il libro “Men at work” </li></ul>
  9. 9. Lewis Hine <ul><li>Dal libro “Men at work” una foto del 1929 </li></ul><ul><li>Immigrati Italiani a New York, 1909 </li></ul>
  10. 10. L’Europa scopre il fotogiornalismo <ul><li>Edward Weston e Tina Modotti “rivoluzionaria ed artista” si recano in Messico. La fotografa friulana si soffermò a lungo sugli aspetti sociali del paese. </li></ul><ul><li>1928 Nasce in Francia la rivista fotografica “Vu” </li></ul><ul><li>August Sander in Germania si dedica nei primi due decenni alla realizzazione di un catalogo fotografico “memorialistico” della popolazione tedesca. Dal ciabattino all’avvocato all’oste. Sander raccolse nel volume “Antlitz der Zeit” del 1929 un’immagine ironica e demitizzante della nazione, che non piacque affatto al regime nazista che ne ordinò la censura e fece incendiare il suo archivio </li></ul>
  11. 11. La russia di Rodchenko <ul><li>Nella Russia sovietica della fine degli anni venti un grafico di talento, Aleksander Rodchenko, cerca di superare la “decadenza” dell’arte borghese e ispirandosi al principio del realismo spinge la fotografia a cercare punti di ripresa nuovi e inediti. </li></ul>
  12. 12. La Farm Security Administration 1 <ul><li>Alle prese con le conseguenze della grande depressione, il presidente americano T. Roosevelt crea la Farm Security Administration per tutelare la vita degli abitanti più poveri delle campagne. “Un terzo del paese è deplorevolmente alloggiato, deplorevolmente curato, deplorevolmente nutrito”. </li></ul><ul><li>Il direttore della FSA, Roy E. Striker, dà incarico ad un gruppo di fotografi con capacità di artisti, sociologi, giornalisti di documentare le misere condizioni di vita dell’america rurale, inaugurando una importante stagione del documentario sociale. </li></ul>
  13. 13. La Farm Security Administration 2 <ul><li>Ne fanno parte Arthur Rothstein, Dorothea Lange, Walker Evans, Jack Delano, e altri. Le 270.000 immagini custodite alla biblioteca del congresso scossero la coscienza degli americani. “Se queste fotografie possono essere ritenute artistiche, tanto meglio, il loro scopo tuttavia non è quello di fare dell’arte” </li></ul>
  14. 14. La fotografia americana a cavallo degli anni trenta <ul><li>1934 Henry Luce lancia un nuovo tipo di settimanale illustrato, “Life” il suo programma è chiaro: “Vedere la vita, vedere il mondo, essere testimoni dei grandi avvenimenti, scrutare i visi dei poveri, gli atteggiamenti dei pretenziosi, esaminare quelle cose strane che sono le macchine, gli eserciti, le folle; intuire le ombre della giungla e della Luna, osservare l’uomo che lavora, i suoi quadri, le sue scoperte, cogliere a distanza di migliaia di chilometri le cose nascoste, chiuse dietro ai muri, pericolose; vedere, godere di vedere, meravigliarsi di vedere, arricchirsi”. Il primo numero esce il 23 novembre 1936 </li></ul>
  15. 15. Il gruppo f. 64 <ul><li>Edward Weston, Imogen Cunningham e Ansel Adams costituiscono in California il gruppo f. 64, il valore minimo di apertura del diaframma degli obiettivi fotografici dell’epoca, inaugurando una stagione di ricerca tecnica tesa al virtuosismo tecnica nella ripresa e nella stampa. Adams in seguito svilupperà il sistema zonale di esposizione e stampa, tuttora alla base degli algoritmi di calcolo dell’esposizione delle macchine più moderne e avanzate. </li></ul><ul><li>Il gruppo è più noto per le ricerche formali che per il contributo al fotogiornalismo. </li></ul>
  16. 16. Il miliziano di Capa <ul><li>Robert Capa, fotografo ungherese di nascita e americano d’adozione, segue come reporter la rivoluzione spagnola. Rimarrà famosa, e molto discussa, la foto del miliziano spagnolo fotografato nell’istante in cui viene ucciso. Capa fu accusato, ingiustamente, di aver montato una messa in scena a scopo propagandistico. </li></ul>
  17. 17. La seconda guerra mondiale <ul><li>Margaret Bourke White, sulla scia dell’opera della FSA documenta le condizioni di vita nel sud degli Stati Uniti. Durante la guerra fu l’unico reporter occidentale a lavorare sul fronte russo e a documentare i campi di concentramento. </li></ul><ul><li>Walter Eugene Smith è uno dei reporter di guerra più famosi. Il suo stile, inimitabile, nasce da un approccio interpretativo alla notizia. </li></ul>
  18. 18. La seconda guerra mondiale <ul><li>Anche il regime nazista si serve largamente dell’immagine per sostenere la propaganda bellica. Albert Hoffmann è il fotografo personale di Hitler </li></ul><ul><li>Henry Cartier Bresson fotografa a Buchenwald la rabbia ed il rancore dei deportati contro una delle “Kapò”, passate nel volgere di pochi giorni da carnefici a vittime. </li></ul>
  19. 19. Joe Rosenthal: l’icona di una vittoria <ul><li>La foto di Joe Rosenthal riprende il momento in cui la bandiera americana viene issata sul monte Suribachi, a Iwo Jima </li></ul><ul><li>La foto ha ispirato prima un francobollo (il più venduto di tutti i tempi in USA) e poi è diventata il modello per il Marine Corps War Memorial ad Arlington, Virginia </li></ul><ul><li>Si dice che la foto sia in parte un falso: non è la prima bandiera issata, ma la seconda </li></ul>
  20. 20. Khaldei: l’icona dell’altra vittoria <ul><li>Questa foto, scattata da Evgenii Khaldei a Berlino il 2 maggio 1945 rappresenta la presa del Reichstag da parte dell’Armata Rossa </li></ul><ul><li>E’ frutto di una “ricostruzione” sia in fase di scatto che in post-produzione, secondo le disposizioni delle autorità sovietiche </li></ul><ul><li>Sono stati eliminati degli orologi da polso e scurito il fumo nero </li></ul>La foto è direttamente ispirata alla foto di Joe Rosenthal, ed è stata commissionata dal Comando dell’Armata Rossa, forse dallo stesso Stalin
  21. 21. Nasce la Magnum Photos <ul><li>22 maggio 1947 Capa, Cartier Bresson, Vandivert e altri fondano in un bistrot di Parigi la storica agenzia Magnum, una cooperativa di fotografi che rivendicavano il loro ruolo di operatori culturali, paritetico a quello del giornalista, e la loro autonomia nell’espressione di un personale punto di vista sulla realtà delle cose. Il nome dell’agenzia lo si deve alla bottiglia di birra formato “magnum” di fronte alla quale si stipulò lo storico accordo. La Magnum inaugura un nuovo stile nel fotogiornalismo. </li></ul>
  22. 22. Henry Cartier Bresson <ul><li>Henry Cartier Bresson inaugura un approccio innovativo al reportage giornalistico: </li></ul><ul><ul><li>Spontaneità dell’immagine (fotografo non invasivo) </li></ul></ul><ul><ul><li>Estrema attenzione alla (composizione dell’immagine e alla pulizia formale all’interno del fotogramma </li></ul></ul><ul><ul><li>Uso rigoroso e magistrale della sola luce ambiente </li></ul></ul><ul><ul><li>Enfasi sull’istante decisivo per lo scatto finale </li></ul></ul>Ritratto di Pablo Picasso
  23. 23. Anni cinquanta: l’epoca dei duri <ul><li>Negli Stati Uniti nasce e si afferma uno stile fotogiornalistico più ruvido e stilisticamente sporco, che racconta la vita sociale e i problemi di urbanizzazione, devianza e criminalità. </li></ul><ul><li>William Klein, a sinistra, e Weegee (Arthur Fellig) a destra, con il loro lavoro raccontano le contraddizioni delle metropoli americane </li></ul>
  24. 24. Italia 1950. Paparazzi… <ul><li>Alla fine degli anni ’50 Roma diventa la capitale del cinema. I rotocalchi iniziano ad interessarsi della loro vita privata, e nasce il fenomeno dei “paparazzi”, fotografi spesso sciatti ed improvvisati dediti alla cronaca rosa. </li></ul><ul><li>Alcuni, come Tazio Secchiaroli, fanno scuola a sé per la qualità delle immagini che producono. E’ a lui che Federico Fellini si ispira per il suo famoso personaggio “Paparazzo” nel film “La Dolce Vita”. </li></ul>
  25. 25. … ed impegnati <ul><li>Federico Patellani, fotografo di grandi capacità professionali ed umane, tra i molti temi di cui si occupa sceglie la vita degli emarginati e delle fasce di popolazione più arretrate. E’ l’inventore del “fototesto” </li></ul><ul><li>Mario Di Biasi fa parte, negli anni ’50 della nouvelle vague della fotografia Italiana. Fotografo per “Epoca” realizza uno straordinario e durissimo reportage sull’Ungheria invasa dall’esercito Sovietico. </li></ul>
  26. 26. Anni sessanta: il mondo cambia <ul><li>Gli anni sessanta sono un periodo di grandi cambiamenti culturali e sociali </li></ul><ul><li>L’era Kennedy, la guerra del Vietnam, il movimento per i diritti civili, le contestazioni giovanili sono un banco di prova per il mondo dell’informazione </li></ul><ul><li>Il fotogiornalismo sceglie di raccontare questi eventi con un taglio di impegno sociale (concerned) </li></ul><ul><li>Alcune immagini fotogiornalistiche scuoteranno profondamente le coscienze individuali e collettive </li></ul>
  27. 27. Impegno civile e guerra <ul><li>Nella sequenza: esecuzione sommaria a Saigon ( Associated Press ). </li></ul><ul><li>Negli anni sessanta l’impatto della fotografia e comunque dell’immagine nei media si fa più forte. La scelta di impegno civile di giornalisti e fotoreporter porterà sul banco degli imputati alcune delle storie più tristi e contradditorie del mondo occidentale, dalle esecuzioni sommarie al massacro di Mi Lai in Vietnam, agli episodi di segregazione razziale al conseguente movimento per i diritti civili negli Stati Uniti. </li></ul><ul><li>Il ruolo del fotografo e del giornalista non è più solo quello di un freddo e oggettivo testimone degli eventi, ma di un interprete che si schiera, e dice la sua attraverso la fotografia. </li></ul><ul><li>Queste immagini, secondo numerosi esperti, hanno avuto un effetto molto potente sulle opinioni pubbliche di tutto il mondo, che manifesteranno un forte dissenso nei confronti della guerra in Vietnam </li></ul><ul><li>Secondo alcuni, ciò deriverebbe in parte da una minore capacità di controllo dei giornalisti da parte della censura. </li></ul><ul><li>Durante la Guerra del Golfo del 1991 gli stati maggiori alleati si dimostreranno più attenti a non mostrare le immagini più crude del conflitto. </li></ul>
  28. 28. Il fotogiornalismo contemporaneo <ul><li>Lo stile “mainstream” del fotogiornalismo contemporaneo internazionale è diventato sempre più aggressivo, “d’azione”, focalizzandosi sugli aspetti più bizzarri, violenti e controversi delle storie raccontate, spesso con una prospettiva marcatamente “immersiva” (uso non sempre giustificato di ampi grandangolari, fill-in flash) o, all’opposto, con enfatizzazioni esasperate dei dettagli (uso di teleobiettivi molto spinti)” </li></ul><ul><li>In parte è la conseguenza del “pooling”, tanti fotografi, nello stesso posto e nello stesso momento che competono per la foto più vendibile </li></ul><ul><li>Probabilmente è anche la conseguenza della competizione con le immagini televisive, che tende a privilegiare ad ogni costo la dimensione emotiva della narrazione sull’insight che caratterizzava gli autori, e più in generale del “fotogiornalismo vecchio stile”. </li></ul><ul><li>Un esempio? Negli anni’ 40 nessun fotogiornalista si sarebbe sognato di fotografare John Delano Roosevelt in carrozzina a rotelle. Oggi sarebbe lo stesso? </li></ul>
  29. 29. Il ponte di Fallujah Novembre 2005: corpi carbonizzati e mutilati di contractors americani appesi dagli “insorgenti” al ponte di Fallujah
  30. 30. La crisi americana secondo Anthony Suau 1 Economia in Crisi: Following eviction, Detective Robert Kole must ensure residents have moved out of their home, Cleveland, Ohio, 26 March
  31. 31. La crisi americana secondo Anthony Suau 2 Un agente di polizia entra in una casa abbandonata dai proprietari che non erano più in grado di pagare il mutuo
  32. 32. Coloni e forze di sicurezza, Amona, Israele (Balilty/Ap)
  33. 33. Tenerife: turisti aiutano migranti appena sbarcati (Arturo Rodriguez/AP)
  34. 34. Holiday culture: Martin Parr
  35. 35. Università di Westminster: MA Photojournalism Il project work di Fiona Halliday l’ha portata nella Costa orientale della Scozia per fotografare la fine degli ultimi pescatori di salmoni nelle regioni costiere. Nella foto: Stuart Ogson tiene una piccola trota marina sulla spiaggia di St. Cyrus nella più avara stagione di pesca di sempre. La trota è tutto ciò che è stato catturato da ben otto reti

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