[Maratona Lombardia]  La montagna lombarda
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Like this? Share it with your network

Share

[Maratona Lombardia] La montagna lombarda

  • 1,560 views
Uploaded on

Intervento di Lorenzo Penatti - IReR, Istituto Regionale di Ricerca della Lombardia. (Seminario MARATONA LOMBARDIA: Milano Palazzo delle Stelline - 19 aprile 2007)

Intervento di Lorenzo Penatti - IReR, Istituto Regionale di Ricerca della Lombardia. (Seminario MARATONA LOMBARDIA: Milano Palazzo delle Stelline - 19 aprile 2007)

More in: Technology , Business
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Be the first to comment
No Downloads

Views

Total Views
1,560
On Slideshare
1,560
From Embeds
0
Number of Embeds
0

Actions

Shares
Downloads
25
Comments
0
Likes
1

Embeds 0

No embeds

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
    No notes for slide

Transcript

  • 1.
    • Maratona della conoscenza: Lombardia in sintesi
    • Risorse Comuni
    • 19 aprile 2007
    • La montagna lombarda
    • Lorenzo Penatti
    • IReR – Istituto Regionale di Ricerca della Lombardia
  • 2. Alcuni numeri sulla montagna (1)
    • La montagna italiana rappresenta il 35% del territorio, le zone collinari il 42% e la pianura il 23%;
    • i comuni appartenenti a comunità montane sono 4.005 con un numero di residenti pari al 23,3% della popolazione;
    • la regione col più alto numero di comunità montane è il Piemonte che ne conta ben 46, seguita dalla Lombardia con 30;
    • Piemonte e Lombardia rappresentano anche le regioni con il più alto numero di comuni, rispettivamente 1.260 e 1.547, di cui, in ambedue i casi, oltre 500 comuni sono montani;
    • è Lombardo il comune montano più piccolo in termini demografici: Morterone (Lecco) con 34 abitanti;
  • 3. Alcuni numeri sulla montagna (2)
    • il valore aggiunto prodotto dal territorio montano è stimato in poco meno di 165 miliardi di €, ovvero il 16,1% del valore aggiunto nazionale (Fonte: Censis, 2002);
    • in rapporto alla popolazione, la produzione di valore è simile alla media nazionale. In rapporto all’estensione territoriale si scende a meno di 1/3.
  • 4. La montagna lombarda: alcune caratteristiche demografiche ed economiche (1)
    • dei suoi 23.862 kmq, oltre il 40% è classificato come montano (9.674 kmq, di cui 9.385 in zona alpina e 289 kmq nella zona appenninica dell’Oltrepò pavese
    • Demografia
  • 5.
    • Attività economiche
    • Settore agricolo
    • Il settore primario appare come una realtà piuttosto frammentata dove l’allevamento bovino riveste il ruolo principale (perlopiù condotto in strutture di piccole dimensioni);
    • esistono aree (piuttosto ridotte) a forte specializzazione produttiva (vite e frutta, orti e floricoltura).
    • Settore industriale
    • Il settore artigiano riveste un ruolo vitale coinvolgendo circa il 50% delle unità locali e 1/3 degli addetti ;
    • le comunità montane con più elevato indice di industrializzazione si trovano nelle province di Bergamo e Brescia (circa il 50% degli addetti).
    La montagna lombarda: alcune caratteristiche demografiche ed economiche (2)
  • 6.
    • Terziario commerciale, produttivo e sociale
    • In generale, il processo di terziarizzazione ha coinvolto, in modo diversificato, anche le aree montane;
    • il terziario “commerciale” è andato affermandosi anche a prescindere dalla presenza di servizi legati al turismo. Si è avuto però un indebolimento delle attività commerciali dei comuni minori, spesso a conduzione familiare, in favore delle strutture di grande distribuzione presenti nei comuni di fondovalle più popolosi;
    • il terziario “produttivo”, funzionale allo sviluppo tecnologico e organizzativo delle imprese, svolge un ruolo ancora modesto, tendendo a localizzarsi nei capoluoghi di provincia;
    • la stessa scelta localizzativa (fondovalle e capoluoghi di provincia) riguarda il terziario “sociale” (es.: case di cura).
    La montagna lombarda: alcune caratteristiche demografiche ed economiche (3)
  • 7. La montagna lombarda è un’area marginale?
    • Nelle slide successive si propone un’analisi preliminare, un esercizio, del livello di marginalità delle aree montane lombarde. Tale analisi intende costituire insieme:
      • una prima mappatura del grado di sviluppo e di emarginazione della montagna lombarda;
      • l’embrione per la costruzione di un efficace strumento di osservazione e monitoraggio delle aree montane.
    • Il risultato di questa analisi si è concretizzato nella misurazione, per ogni area montana considerata, dei valori di un set di indicatori – 5 indicatori settoriali e un indice sintetico – in grado di descriverne efficacemente le dinamiche socio-economiche e, in ultima analisi, il grado di marginalità.
  • 8. Cosa si intende per marginalità?
    • La marginalità è l’effetto di processi che spingono un territorio alla “periferia” delle reti e dei flussi economici (oltre cioè l’aspetto spaziale).
    • In realtà la marginalità dovrebbe essere esaminata come fenomeno “multidimensionale”:
      • marginalità territoriale;
      • marginalità economica;
      • marginalità infrastrutturale;
      • marginalità tecnologica;
      • marginalità culturale.
  • 9. Indicatori settoriali e indice sintetico di marginalità
    • NOTE DI METODO
    • I valori relativi a ciascuna variabile sono stati resi omogenei, riportandoli al minimo comune denominatore “popolazione”;
    • Gli “indicatori di base” sono stati resi confrontabili, riportandoli ad un comune campo di variazione (0-100);
    • L’indice sintetico di marginalità è stato costruito come media aritmetica di quelli settoriali.
    • INDICATORI
    • DEMOGRAFIA: densità, popolazione attiva, dinamiche popolazione;
    • SIST. PRODUTTIVO: unità locali e addetti totali e nei settori agricoltura, industria, servizi;
    • ORIENTAMENTO TURISTICO: unità locali e addetti alberghi e ristoranti;
    • SERVIZI: popolazione scolastica, sportelli bancari, unità locali istituzioni pubbliche e commercio;
    • QUALITA’ DELLA VITA: Reddito imponibile pro-capite, consumi energia elettrica per usi domestici, autovetture per 100 abitanti.
  • 10. La mappa socio-economica della montagna lombarda
    • Caratteristiche demografiche
    • I valori più elevati dell’indicatore si riscontrano nelle CM confinanti con le aree di pianura e corrispondono a situazioni caratterizzate da una densità abitativa discreta (>200 ab./kmq), da una buona componente di popolazione compresa nella fascia 15-64 anni e da tassi di crescita piuttosto sostenuti;
    • all’opposto i valori più bassi corrispondono alle CM meno accessibili, caratterizzate da bassa densità abitativa (<100 ab./kmq) e da tassi di variazione bassi o negativi.
    • Sistema produttivo
    • L’immagine è quella di una montagna difficilmente riconducibile a caratteristiche definite;
    • esiste un buon numero di CM con valori medio alti.
  • 11. La mappa socio-economica della montagna lombarda
    • Orientamento turistico
    • 2 CM mostrano valori molto alti (Valtellina di Bormio e Parco Alto Garda Bresciano), le altre CM sono molto distanti dalle precedenti (le stesse che hanno il valore dell’indice sintetico di marginalità più elevato);
    • l’indicatore descrive una montagna ancora poco attenta al settore turistico.
    • Dotazione di servizi – Qualità della vita
    • rispetto al precedente, per questi due indicatori emergono valori più distribuiti;
    • alcune CM (poche) mantengono costanti posizionamenti in alta classifica, mentre le altre CM tendono ad avere anche valori molto differenti.
  • 12. La mappa socio-economica della montagna lombarda
  • 13. Indicatore sintetico di marginalità (1)
  • 14. Indicatore sintetico di marginalità (2)
  • 15. Sintesi e riflessioni conclusive
    • Alcune criticità emergenti della montagna lombarda
    • indebolimento del settore agricolo e dell’allevamento;
    • relativamente al settore turistico:
      • un orientamento al turismo ancora acerbo;
      • l’esistenza di flussi turistici “mordi e fuggi” che non valorizzano debitamente il territorio.
    • scarsità dei servizi, specie nei centri piccoli e isolati.
  • 16.
    • promuovere un modello di sviluppo endogeno delle aree, che le renda capaci di valorizzare le proprie risorse e i propri vantaggi relativi;
    • garantire , a questo fine, servizi minimi , sia per fare in modo che la popolazione che non vuole andarsene (ad es. gli anziani) rimanga, sia per attirare nuovi residenti (ad es. giovani, che, in presenza di determinate condizioni, possono ritornare o decidere di risiedere in montagna);
    • identificare la complementarietà e integrazione tra aree di montagna, aree di fondovalle e aree di pianura
    Quattro fondamentali obiettivi di sviluppo