UNIVERSITÀ DELLA VALLE D’AOSTA
UNIVERSITÉ DE LA VALLÉE D’AOSTE
FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE

Corso Di Laurea In SCI...
PROGETTO NATO IN
COLLABORAZIONE TRA UNIVDA E
ARPA
Direttiva WFD
(Water Framework Directive)
Nella definizione dello stato ...
HOWARD GARDNER
TEORIA DELLE INTELLIGENZE MULTIPLE

INTELLIGENZA NATURALISTICA
L’abilità di vivere e sentire intimamente un...
EDWARD O. WILSON
Ipotesi della biofilia

“l’innata tendenza a concentrare l’attenzione sulle forme
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di vita e su tutto c...
IL PROGETTO: OBIETTIVI
•Sensibilizzazione alla presenza e all’importanza dell’acqua
nell’ambiente e riflessione sull’inter...
IL PROGETTO: LE PRE - CONOSCENZE
• Ho deciso di partire da ciò che il bambino conosce, infatti
l’intero percorso era rifer...
IL PROGETTO: METODO DI LAVORO

•Acquisizione della conoscenza attraverso la metodologia
degli esperimenti
•Metacognizione ...
IL PROGETTO: GLI ESPERIMENTI
•Manipolazione materiali
•Simulazione di una falda acquifera con precipitazioni e
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Il ciclo dell’acqua in un programma pedagogico di sviluppo dell’intelligenza naturalistica lovalvo

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Tesi di Laurea in Ecologia
Il ciclo dell’acqua in un programma pedagogico di sviluppo dell’intelligenza naturalistica
Docente Relatore:
Prof. Giuseppe Barbiero
Candidato:
Samanta Desiré Cristina Lo Valvo
UNIVERSITÀ DELLA VALLE D’AOSTA
UNIVERSITÉ DE LA VALLÉE D’AOSTE
FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE
CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE
indirizzo Primaria
ANNO ACCADEMICO 2012/2013

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  • Il ciclo dell’acqua in un programma pedagogico di sviluppo dell’intelligenza naturalistica
    È il titolo di questa tesi.
    Ho voluto realizzare un progetto, in collaborazione con L’ARPA, che, attraverso l’acqua, conducesse gli alunni di una classe IV di scuola primaria ad una riflessione sull’importanza del rispetto per entrare in sintonia con l’ambiente naturale circostante.
    Ho scelto questo tema perché il problema ambientale mi sta molto a cuore, e credo che sia necessario trasmettere questa priorità ai bambini di oggi che saranno parte della cittadinanza attiva in futuro
  • Questo lavoro è nato da una collaborazione tra l’Arpa, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Valle d’Aosta, e l’Università della Valle d’Aosta al fine di progettare dei percorsi didattici rivolti ai bambini effettuando degli interventi nella scuola primaria.
    La direttiva quadro sulle acque WFD [water framework directive], ha introdotto un approccio innovativo alla valutazione dello stato di qualità dei corpi idrici superficiali, concentrando l’attenzione sulle comunità biologiche dell’ecosistema fiume quali flora acquatica, macroinvertebrati bentonici e fauna ittica.
    Per la prima volta sono presi in considerazione gli aspetti idromorfologici che, unitamente agli elementi chimico-fisici sono considerati a supporto degli elementi biologici nella definizione dello stato ecologico.
    In questo percorso ho operato delle scelte facendo in modo che gli argomenti trattati portassero i ragazzi ad una maggiore comprensione del territorio in cui vivono e ad una consapevolezza del ruolo fondamentale dell’acqua per la vita dell’uomo e di tutti gli organismi.
    Nell’intervento didattico proposto l’acqua rappresenta il filo conduttore che permette di affrontare diversi argomenti che vanno dalle scienze della vita, alle scienze della terra, dalla fisica all’educazione ambientale.
    Il progetto inerente all’interazione tra l’uomo, l’acqua e l’ambiente ha l’obiettivo di far comprendere ai bambini che ognuno di noi ha la possibilità di attivare comportamenti responsabili e corretti nei confronti del Pianeta e che, se non adottati, possono avere ripercussioni anche lontane nel tempo e nello spazio.
  • La proposta didattica si inserisce nell’ambito della ricerca pedagogica della Teoria delle Intelligenze Multiple di Howard Gardner che nel 1983 introduce il concetto di intelligenze multiple, diverse forme di abilità intellettive che sono coesistenti in modo variabile in ogni individuo. Egli inizialmente identifica 7 differenti “intelligenze umane” (linguistico-verbale, logico-matematica, spaziale, corporeo-cinestetica, musicale, interpersonale e intrapersonale). Solo nel 1999, Gardner aggiunge un’ottava intelligenza al suo elenco, la meno immediatamente rilevabile: l’intelligenza naturalistica, che è caratterizzata dall’abilità di vivere e sentire intimamente un rapporto con il mondo naturale, nelle sue espressioni viventi e non viventi.
  • Negli stessi anni (1984) e nella stessa università (Harvard) Edward O. Wilson propone l’ipotesi della biofilia, che viene definita come “l’innata tendenza a concentrare l’attenzione sulle forme di vita e su tutto ciò che la ricorda, e in alcuni casi ad associarvisi emotivamente” (Wilson, 2004).
    La biofilia quindi si candida come la base biologica che, se adeguatamente coltivata, può fiorire nell’intelligenza naturalistica.
    Con la crescita e con il relativo sviluppo cognitivo, però, questa naturale predisposizione rischia di essere compromessa, o addirittura atrofizzata a causa dell’educazione ricevuta e del contesto socio - culturale in cui ognuno di noi vive. Il mondo adulto infatti, spesso dimentica l’importanza della nostra relazione con la Natura.
    E’ in questa cornice che è nato il progetto di questa tesi: un progetto rivolto a bambini non ancora del tutto travolti da visioni “antinaturalistiche”, in grado quindi di “sentire”, percepire e conoscere la Natura e l’importanza che essa assume per la nostra vita, al fine di valorizzarla e salvaguardarla nel benessere di tutti.
  • Gli obiettivi principali sono stati:
    -Sensibilizzazione alla presenza e all’importanza dell’acqua nell’ambiente e riflessione sull’interazione dell’uomo con essa
    -Far sentire i bambini soggetti attivi nell’ambiente e per l’ambiente e promuovere comportamenti corretti e responsabili
    -Motivare all’osservazione e alla scoperta
    -Indurre all’autonomia del giudizio
    -Promuovere la disponibilità a considerare le proprie e altrui opinioni e confrontarle con i fatti oggettivi
    Il fine ultimo era quello di potenziare l’intelligenza naturalistica dei bambini attraverso un intervento di educazione ambientale che alimentasse il loro istinto biofilico re – imparando ad avere un rapporto con il mondo naturale e con le sue specie viventi
  • Ogni intervento prevedeva degli stimoli provenienti dal paese di Hône o strettamente riferiti ad esso; questo ha favorito la partecipazione di tutti gli alunni in quanto ognuno aveva molte conoscenze in merito.
    Una volta emerso e compreso il tema della lezione, ho fatto riferimento al territorio in cui vivono i bambini per costituire dei punti di partenza per gli interventi educativi e poi generalizzare il problema, estendendolo a livello globale.
    La scelta di partire da ciò che è vicino alla realtà dei bambini deriva dall’idea che l’insegnante ha il compito di mediare tra le pre – conoscenze degli alunni e le caratteristiche del mondo che li circonda.
    Gli alunni sono “messi in situazione” in modo che possano esperire personalmente il fenomeno al fine di interiorizzarlo con la modalità a loro più consona.
  • Il metodo di lavoro utilizzato è stato principalmente il metodo sperimentale. L’uso di questo metodo infatti favorisce la conquista dell’autonomia e la capacità di risolvere problemi, indispensabili per l’agire quotidiano del bambino. Inoltre questo metodo stimola la naturale curiosità e il desiderio di comprendere il mondo, tipica dei bambini. Ho utilizzato la tecnica degli esperimenti, con l’intento di contribuire ad assumere una situazione-problema per stimolare i potenziali conflitti socio-cognitivi.
    La riflessione metacognitiva che seguiva la fase di sperimentazione costituisce l’occasione per un ritorno riflessivo; ciò aiuta gli alunni a prendere coscienza delle strategie messe in campo in modo euristico e a stabilizzarle in procedure disponibili per nuove situazione-problema.
    Visto il poco tempo a disposizione ho potuto apprezzare l’utilizzo delle tecnologie informatiche, quali skype per videocollegarmi con l’esperto dell’ARPA, google Earth per evidenziare la Terra e l’abitato di Hone, ed un sito online, “generationawake” per svolgere un’attività di comportamenti corretti da tenere nei confronti dell’acqua.
  • Durante quasi tutti gli incontri abbiamo fatto degli esperimenti insieme.
  • Con l’aiuto del dott. Andrea Mammoliti Mochet, biologo dell’Arpa, ho costruito un modellino di un terreno con falda acquifera, ed ho invitato gli alunni, a turno, ad innaffiare il modello simulando la pioggia, poi gli ho fatto estrarre l’acqua con una siringa simulando un pompa estrattiva.
    Ad esperimento concluso i ragazzi hanno capito bene il funzionamento della falda e delle diverse caratteristiche dei materiali che la compongono e si sono meravigliati del fatto che l’acqua che beviamo non è quella dei laghi o dei fiumi
    Successivamente abbiamo ragionato su chi e come interferisce con l’acqua di nuovo con l’ausilio di immagini sempre scattate ad Hone.
    Dopo avere sentito le idee dei bambini, ho riproposto l’esperimento in falda con l’aggiunta di un’autobotte che sversava inquinante in falda (acqua colorata)
    Ho poi portato ad esempio alcuni incidenti in cui le ripercussioni sull’ambiente si sono verificate in un posto diverso da dove il fatto è accaduto a causa di correnti marine, correnti d’aria ecc.
    Quindi che esistono ripercussioni che possono essere lontane nel tempo e nello spazio.
    A questo punto i bambini si sono chiesti come si fa a controllare lo stato di salute dell’acqua che beviamo, così ho presentato loro l’ARPA, ente preposto al monitoraggio e al controllo dello stato di salute dell’ambiente.
    Di nuovo con l’aiuto della tecnologia ho mostrato ai bambini dei piccoli filmati intervista dove ogni dipendente dell’Arpa spiegava il tipo di analisi effettuato per poter monitorare l’acqua
  • Questo incontro, che è stato condotto da un biologo dell’Arpa, Andrea Mammoliti Mochet, rappresenta la parte più significativa del progetto, ovvero mostrare ai bambini come lo stato di salute di un tratto di un corso d’acqua si possa misurare a seconda delle specie viventi che lo popolano.
    L’incontro si svolgeva in tre parti, una prima parte in classe dove l’esperto illustrava alcune specie animali presenti nei nostri corsi d’acqua, in particolare i macroinvertebrati.
    Successivamente siamo usciti sul campo per fare un prelievo dei macroinvertebrati dell’Ayasse per determinarne lo stato di salute.
    Infine siamo tornati in aula, precedentemente allestita con vasche, pinze e microscopio per analizzare le specie prelevate.
    Al termine dell’incontro Andrea ci ha salutati con la promessa che la settimana seguente ci saremmo collegati via Skype per vedere quale era lo stato di salute di quel tratto del torrente
    Concludo dicendo che questo non intende essere un progetto isolato, ma l’inizio di un percorso che dovrà progressivamente andare a toccare altri argomenti, sempre legati al territorio e alla preservazione dell’ambiente in cui si vive.
    Vi ringrazio per l’attenzione
  • Il ciclo dell’acqua in un programma pedagogico di sviluppo dell’intelligenza naturalistica lovalvo

    1. 1. UNIVERSITÀ DELLA VALLE D’AOSTA UNIVERSITÉ DE LA VALLÉE D’AOSTE FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE Corso Di Laurea In SCIENZE DELLA FORMAZIONE indirizzo Primaria Tesi di Laurea in Ecologia Il ciclo dell’acqua in un programma pedagogico di sviluppo dell’intelligenza naturalistica Docente Relatore: Prof. Giuseppe Barbiero Candidato: Samanta Desiré Cristina Lo Valvo Matricola 09A01273 ANNO ACCADEMICO 2012/2013
    2. 2. PROGETTO NATO IN COLLABORAZIONE TRA UNIVDA E ARPA Direttiva WFD (Water Framework Directive) Nella definizione dello stato ecologico, per la prima volta sono stati presi in considerazione gli aspetti idromorfologici che, unitamente agli elementi chimico-fisici, sono considerati a supporto degli elementi biologici ACQUA FONTE DI VITA: TEMA TRASVERSALE ALLE VARIE DISCIPLINE
    3. 3. HOWARD GARDNER TEORIA DELLE INTELLIGENZE MULTIPLE INTELLIGENZA NATURALISTICA L’abilità di vivere e sentire intimamente un rapporto con il mondo naturale, nelle sue espressioni viventi e non viventi
    4. 4. EDWARD O. WILSON Ipotesi della biofilia “l’innata tendenza a concentrare l’attenzione sulle forme l’ di vita e su tutto ciò che la ricorda, e in alcuni casi ad associarvisi emotivamente” (Wilson, 2004, p. 132) emotivamente”
    5. 5. IL PROGETTO: OBIETTIVI •Sensibilizzazione alla presenza e all’importanza dell’acqua nell’ambiente e riflessione sull’interazione dell’uomo con essa •Far sentire i bambini soggetti attivi nell’ambiente e per l’ambiente e promuovere comportamenti corretti e responsabili •Motivare all’osservazione e alla scoperta •Indurre all’autonomia del giudizio •Promuovere la disponibilità a considerare le proprie e altrui opinioni e confrontarle con i fatti oggettivi
    6. 6. IL PROGETTO: LE PRE - CONOSCENZE • Ho deciso di partire da ciò che il bambino conosce, infatti l’intero percorso era riferito strettamente al loro territorio • Fare delle generalizzazioni partendo dal locale al globale • Esperire e interiorizzare i fenomeni
    7. 7. IL PROGETTO: METODO DI LAVORO •Acquisizione della conoscenza attraverso la metodologia degli esperimenti •Metacognizione : riesame collettivo dell’esperienza •Utilizzo delle nuove tecnologie
    8. 8. IL PROGETTO: GLI ESPERIMENTI •Manipolazione materiali •Simulazione di una falda acquifera con precipitazioni e successiva estrazione acqua tramite una pompa •Simulazione sversamento inquinante in falda •Il potere di trascinamento dell’acqua •L’infiltrazione dell’acqua •Creiamo un mini ciclo dell’acqua •Gli esseri viventi non amano il sapone •Laviamo l’acqua sporca •Diamo un voto al torrente Ayasse
    9. 9. Esperimento della simulazione di una falda acquifera con estrazione acqua Esperimento Simulazione di sversamento inquinante in falda acquifera con estrazione acqua inquinata
    10. 10. ESPERIENZA SUL CAMPO

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