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BIBLIOTECHE VIRTUALI E COLLEZIONI DIGITALI
L’attuale biblioteca virtuale  : <ul><li>è una  biblioteca di transizione , figlia dell’esplosione di Internet e della nuo...
Tuttavia, i modelli di riferimento sono, al momento,  almeno due:   <ul><li>Uno di stampo più tradizionale ,  imperniato s...
L’altro: <ul><li>più radicale ,  proteso al virtuale  e basato sulla visione della biblioteca online come nodo della Rete ...
Senza però dimenticare che per entrambi vige la regola: <ul><li>che  nell’era digitale  a prevalere  è comunque  l’accesso...
la “missione” della biblioteca virtuale è sempre più considerata quella d’offrire: <ul><li>sfruttando la semplice ed unive...
tipo:   <ul><ul><li>Informazioni </li></ul></ul><ul><ul><li>Servizi di reference </li></ul></ul><ul><ul><li>Cataloghi in l...
Ma l’accesso remoto comporta una trasformazione nell’organizzazione tradizionale: <ul><ul><li>L’utente remoto  è un nuovo ...
E comunque,   <ul><li>sia nel caso di una  biblioteca desiderosa d’accelerare il cambiamento o di una, al contrario, orien...
Cercare - localizzare - accedere   <ul><li>Nell’era di internet </li></ul><ul><li>da tre attività separate </li></ul><ul><...
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Il fenomeno della disintermediazione:   <ul><li>Cioè che grazie alla nuove tecnologie gli utenti  diventano in grado di fa...
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Da ciò, 2  necessità:   <ul><li>la biblioteca che apre all’accesso remoto attraverso l’OPAC deve completare nel più breve ...
L’OPAC come Portale: <ul><li>il servizio d’accesso remoto della biblioteca online può anche scegliere di andare oltre la c...
Tuttavia il “modello” OPAC è a rischio obsolescenza   <ul><ul><li>In quanto gli OPAC ha finora riprodotto, in ambiente ele...
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Tuttavia, <ul><li>Oltre alla riprogettazione degli OPAC,  </li></ul><ul><li>C’è il problema della catalogazione e fruizion...
Vale a dire,  le collezioni digitali <ul><li>“ Le collezioni digitali possono essere un insieme di immagini, di testi, di ...
Più precisamente, gli oggetti che possono costituire le collezioni digitali, sono : <ul><ul><li>Aggregazioni di immagini f...
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Esempi di collezioni digitali <ul><li>Codex   Sinaiticus : La Bibbia più antica del mondo messa on line dalle British Libr...
Esempi di collezioni digitali <ul><li>Aristhot : la Biblioteca Digitale del Mediterraneo. Progetto europeo con 14 partner ...
Esempi di collezioni digitali <ul><li>Monumenta   Germaniae   Historica :  </li></ul><ul><li>serie completa di fonti per l...
Esempi di collezioni digitali <ul><li>Eccellente digitalizzazione di documenti per la ricerca storica e sociale: Gli atti ...
Esempi di collezioni digitali <ul><li>L’evoluzione on line:  “ The Complete Work of  Charles  Darwin  Online  “il sito rac...
Google Books Search <ul><li>Il grande progetto di Google per la Biblioteca Universale Digitale on line </li></ul><ul><li>G...
Ebook <ul><li>Un  eBook  in italiano  libro elettronico  o  e-libro,  è un libro in formato elettronico (o meglio digitale...
Collezioni digitali: piattaforme di distribuzione di Ebook <ul><li>Dalla carta al digitale: </li></ul><ul><li>Amazon </li>...
Collezioni digitali: piattaforme di distribuzione di Ebook <ul><li>Nati digitali: </li></ul><ul><li>Quinta dicopertina </l...
Grazie per l’attenzione <ul><li>Fabio Di Giammarco </li></ul><ul><li>www.culturadigitale.it </li></ul>
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  1. 1. BIBLIOTECHE VIRTUALI E COLLEZIONI DIGITALI
  2. 2. L’attuale biblioteca virtuale : <ul><li>è una biblioteca di transizione , figlia dell’esplosione di Internet e della nuova comunicazione attraverso il Web, è collocabile tra la biblioteca fisica e quella digitale </li></ul><ul><li>E’ un fenomeno ibrido nel quale coesistono informazioni “fisiche” e “digitali”, ma il processo di smaterializzazione indotto dal digitale la spinge dagli atomi ai bit. </li></ul>
  3. 3. Tuttavia, i modelli di riferimento sono, al momento, almeno due: <ul><li>Uno di stampo più tradizionale , imperniato sulle esigenze della biblioteca fisica , per la quale risulta ancora centrale una strategia di incremento delle collezioni, di implementazione di banche dati, di digitalizzazione di documenti a stampa o di altri formati tradizionali, tutto in funzione dell’utenza locale . </li></ul><ul><li>Con il sito Web nella sola veste di fornitore d’informazioni e collegamento alla biblioteca reale. </li></ul>
  4. 4. L’altro: <ul><li>più radicale , proteso al virtuale e basato sulla visione della biblioteca online come nodo della Rete </li></ul><ul><li>da utilizzare come portale , cioè come centro di smistamento di risorse digitali, non solo bibliografiche e biblioteconomiche, reperibili attraverso il Web. </li></ul>
  5. 5. Senza però dimenticare che per entrambi vige la regola: <ul><li>che nell’era digitale a prevalere è comunque l’accesso sul possesso </li></ul><ul><li>e che, al contrario con quanto è avvenuto finora, la frequentazione della biblioteca come luogo fisico costituisce sempre di meno la forma concreta e necessaria attraverso la quale ci si può avvicinare ai materiali che essa rende disponibili. </li></ul>
  6. 6. la “missione” della biblioteca virtuale è sempre più considerata quella d’offrire: <ul><li>sfruttando la semplice ed universale tecnologia Web per la trasmissione, scambio e pubblicazione dati </li></ul><ul><li>Servizi d’accesso remoto </li></ul>
  7. 7. tipo: <ul><ul><li>Informazioni </li></ul></ul><ul><ul><li>Servizi di reference </li></ul></ul><ul><ul><li>Cataloghi in linea </li></ul></ul><ul><ul><li>Virtual reference desk </li></ul></ul><ul><ul><li>Prestito online </li></ul></ul><ul><ul><li>Distribuzione contenuti digitali ecc. </li></ul></ul>
  8. 8. Ma l’accesso remoto comporta una trasformazione nell’organizzazione tradizionale: <ul><ul><li>L’utente remoto è un nuovo utente che non coincide più con l’utenza tradizionale. </li></ul></ul><ul><ul><li>Non tutti i servizi online sono l’esatto corrispettivo di quelli tradizionali, alcuni possono essere del tutto nuovi. </li></ul></ul>
  9. 9. E comunque, <ul><li>sia nel caso di una biblioteca desiderosa d’accelerare il cambiamento o di una, al contrario, orientata ad applicarlo con una certa gradualità, a differenza di quelli tradizionali </li></ul><ul><li>i servizi online sono orientati alla domanda </li></ul><ul><li>in quanto si devono confrontare con la logica competitiva di tutti gli altri di stesso genere disponibili nel “mercato Internet” (motori di ricerca, Google, Wikipedia ecc.) e tra i quali l’utente esercita la sua libera scelta orientandosi verso quelli che meglio soddisfano le sue esigenze informative. </li></ul>
  10. 10. Cercare - localizzare - accedere <ul><li>Nell’era di internet </li></ul><ul><li>da tre attività separate </li></ul><ul><li>tipiche dei tempi e dei modi della biblioteca tradizionale </li></ul><ul><li>diventano un’operazione unica con il carattere dell’immediatezza. </li></ul>
  11. 11. E determina due “Rivoluzioni” rispetto al passato: <ul><li>La “ centralità ” dell’utente, con tutto quello che comporta sia dal punto di vista progettuale che gestionale. </li></ul><ul><li>E l’utente può anche trasformarsi da semplice fruitore a creatore di contenuti </li></ul><ul><li>Vedi: Web 2.0 collaborativo /social network </li></ul><ul><li>Tagging, Blog, Wiki ecc. </li></ul><ul><li>Vedi: LibraryThing , OpenLibrary ecc. </li></ul>
  12. 12. Il fenomeno della disintermediazione: <ul><li>Cioè che grazie alla nuove tecnologie gli utenti diventano in grado di fare da soli tutte quelle operazioni che prima venivano svolte dai bibliotecari come ricerche nei cataloghi ecc. </li></ul><ul><li>Dubbio?: l’eventuale scomparsa di filtri tra domanda e offerta di informazione potrebbe forse andare a discapito del rigore e dell’accuratezza delle descrizioni, e dunque dell’autorevolezza dei contenuti? </li></ul>
  13. 13. l’OPAC (Online public access catalog ) <ul><li>Strumento centrale dei servizi d’accesso remoto offerti dall’attuale biblioteca virtuale </li></ul><ul><li>OPAC IEI/Istituti culturali di Roma </li></ul>
  14. 14. OPAC <ul><li>Come gli utenti che entrano nel mondo fisico della biblioteca tradizionale si trovano davanti ai cataloghi cosi l’utente remoto che interagisce con il mondo virtuale della biblioteca online lo fa a partire dall’OPAC. </li></ul>
  15. 15. Da ciò, 2 necessità: <ul><li>la biblioteca che apre all’accesso remoto attraverso l’OPAC deve completare nel più breve tempo possibile la conversione del catalogo cartaceo in elettronico per garantire all’utenza remota il massimo d’informazione </li></ul><ul><li>e riservare una particolare cura, dal punto dell’usabilità e dell’userfrendly, alla progettazione delle pagine Web dell’OPAC. </li></ul>
  16. 16. L’OPAC come Portale: <ul><li>il servizio d’accesso remoto della biblioteca online può anche scegliere di andare oltre la centralità dell’OPAC </li></ul><ul><li>In questo caso l’OPAC non corrisponde più alla porta d’ingresso del sito della biblioteca, ma si fa Portale </li></ul><ul><li>punto privilegiato di accesso al Web per tutti quegli utenti interessati ad un particolare dominio tematico (esempio: le biblioteche) </li></ul><ul><li>fornendogli non solo le risorse informative bibliografiche che da un OPAC tutti si aspettano, ma anche l’accesso al posseduto di altre biblioteche, l’interrogazione di banche dati e basi dati (ad esempio di periodici) </li></ul><ul><li>e soprattutto il collegamento, tramite i canali di Internet, ad una varietà di risorse digitali e di altri servizi online nonché ad una selezione di servizi per la comunicazione personale. </li></ul><ul><li>Esempio PORTALE BIBLIOTECA </li></ul>
  17. 17. Tuttavia il “modello” OPAC è a rischio obsolescenza <ul><ul><li>In quanto gli OPAC ha finora riprodotto, in ambiente elettronico, il tradizionale catalogo a schede concepito nel XIX secolo </li></ul></ul><ul><ul><li>Ma oggi, la crescente distribuzione di contenuti multimediali attraverso le reti digitali sembra rendere necessaria una riprogettazione strutturale dei cataloghi elettronici. </li></ul></ul>
  18. 18. SOPAC (Social Opac) <ul><li>Web 2.0 per biblioteche significa anche &quot;social cataloguing&quot;, vale a dire OPAC che arricchiti da vari strumenti di socializzazione e condivisione di contenuti creati dagli utenti </li></ul><ul><li>Esempio: catalogo delle Penn Libraries (Università della Pennsylvania) accetta anche quei &quot; popular tag &quot; che risultano tra i più utilizzati </li></ul>
  19. 19. Tuttavia, <ul><li>Oltre alla riprogettazione degli OPAC, </li></ul><ul><li>C’è il problema della catalogazione e fruizione delle nuove risorse elettroniche che arrivano dalla digitalizzazione e dal Web. </li></ul>
  20. 20. Vale a dire, le collezioni digitali <ul><li>“ Le collezioni digitali possono essere un insieme di immagini, di testi, di file audio, di modelli di realtà virtuale, di risorse multimediali”. </li></ul>
  21. 21. Più precisamente, gli oggetti che possono costituire le collezioni digitali, sono : <ul><ul><li>Aggregazioni di immagini fisse e in movimento, testi, file sonori, modelli di realtà virtuale etc., o tipi di documenti digitali misti </li></ul></ul><ul><ul><li>Collezioni di record di metadati (es. versioni digitali di c ataloghi o inventari) </li></ul></ul><ul><ul><li>Banche dati (database) </li></ul></ul><ul><ul><li>Risorse multimediali o interattive </li></ul></ul><ul><ul><li>Dataset, software, altri materiali o combinazioni di questi </li></ul></ul><ul><ul><li>Archivi digitali </li></ul></ul><ul><ul><li>Directory Internet e portali tematici </li></ul></ul><ul><ul><li>Indici Web ( collezioni di risorse web) </li></ul></ul>
  22. 22. Ma come accedere alle collezioni digitali? <ul><li>Esistono </li></ul><ul><li>Progetti e Portali </li></ul><ul><li>Finalizzati a questo scopo </li></ul>
  23. 23. Come il progetto europeo Michael <ul><li>Che censisce e dà accesso alle collezioni digitali </li></ul><ul><li>Italiane ed europee </li></ul>
  24. 24. Oppure come il Portale “ Internet culturale ” <ul><li> fornisce un punto comune di accesso per le risorse digitali italiane e i cataloghi di biblioteche, archivi e istituzioni culturali italiane </li></ul><ul><li>Il portale è stato inaugurato il 22 marzo 2005 e si inserisce nel quadro del progetto Biblioteca Digitale Italiana , risalente al 2001, con l'obiettivo di rendere disponibili i cataloghi e parte delle informazioni contenute nelle biblioteche pubbliche mediante Internet. I primi progetti di digitalizzazione hanno riguardato riviste e spartiti musicali. </li></ul>
  25. 25. Esempi di collezioni digitali <ul><li>Codex Sinaiticus : La Bibbia più antica del mondo messa on line dalle British Library nell'ambito di un progetto di pubblicazione sul Web di celebri testi dell'antichità </li></ul>
  26. 26. Esempi di collezioni digitali <ul><li>Aristhot : la Biblioteca Digitale del Mediterraneo. Progetto europeo con 14 partner anche provenienti dall'area africana e mediorientale. </li></ul>
  27. 27. Esempi di collezioni digitali <ul><li>Monumenta Germaniae Historica : </li></ul><ul><li>serie completa di fonti per lo studio dei popoli germanici e, più ampiamente, dell'Europa; comprendono un periodo di tempo che va dalla caduta dell‘ Impero romano al XVI secolo circa. Queste fonti non si riferiscono tanto alla storia della Germania (che tra il VI e il XVI secolo ancora non esisteva come nazione), quanto piuttosto ai popoli germanici e ai regni romano-barbarici sorti alla caduta dell’Impero romano d'Occidente. </li></ul>
  28. 28. Esempi di collezioni digitali <ul><li>Eccellente digitalizzazione di documenti per la ricerca storica e sociale: Gli atti processuali 1674-1913 dell'Old Bailey storico tribunale inglese </li></ul>
  29. 29. Esempi di collezioni digitali <ul><li>L’evoluzione on line: “ The Complete Work of Charles Darwin Online “il sito raccoglie 40 mila pagine ad alta definizione dei manoscritti, e circa 130 mila immagini tra foto, schizzi, disegni,  note ecc. </li></ul><ul><li>Con pochi click di mouse, i disegni delle specie di uccelli che Darwin osservò durante il suo viaggio a bordo del Beagle nelle isole Galapagos come il primo abbozzo della teoria evoluzionistica tracciato a matita su 61 pagine, potranno facilmente entrare nelle università, nelle biblioteche e nelle case di tutto il mondo. </li></ul>
  30. 30. Google Books Search <ul><li>Il grande progetto di Google per la Biblioteca Universale Digitale on line </li></ul><ul><li>Già digitalizzati più di 7 milioni di libri provenienti da biblioteche di tutto il mondo </li></ul><ul><li>In Italia: RICERCA LIBRI </li></ul>
  31. 31. Ebook <ul><li>Un eBook in italiano libro elettronico o e-libro, è un libro in formato elettronico (o meglio digitale). Si tratta quindi di un file consultabile su computer, telefonini di ultima generazione, palmari ed appositi lettori digitali </li></ul><ul><li>Nel caso ci si riferisca al dispositivo di lettura è più corretto riferirsi ad esso come lettore di e-book , in inglese eBook reader, termine con il quale si intende sia il dispositivo hardware su cui l'e-libro viene letto sia il software che permette la lettura del file. </li></ul>
  32. 32. Collezioni digitali: piattaforme di distribuzione di Ebook <ul><li>Dalla carta al digitale: </li></ul><ul><li>Amazon </li></ul><ul><li>Amazon Italia </li></ul><ul><li>BookRepublic </li></ul><ul><li>Rizzoli </li></ul>
  33. 33. Collezioni digitali: piattaforme di distribuzione di Ebook <ul><li>Nati digitali: </li></ul><ul><li>Quinta dicopertina </li></ul><ul><li>Area51 </li></ul>
  34. 34. Grazie per l’attenzione <ul><li>Fabio Di Giammarco </li></ul><ul><li>www.culturadigitale.it </li></ul>
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