Biblio virtuali collezioni
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Biblio virtuali collezioni Presentation Transcript

  • 1. BIBLIOTECHE VIRTUALI E COLLEZIONI DIGITALI
  • 2. L’attuale biblioteca virtuale :
    • è una biblioteca di transizione , figlia dell’esplosione di Internet e della nuova comunicazione attraverso il Web, è collocabile tra la biblioteca fisica e quella digitale
    • E’ un fenomeno ibrido nel quale coesistono informazioni “fisiche” e “digitali”, ma il processo di smaterializzazione indotto dal digitale la spinge dagli atomi ai bit.
  • 3. Tuttavia, i modelli di riferimento sono, al momento, almeno due:
    • Uno di stampo più tradizionale , imperniato sulle esigenze della biblioteca fisica , per la quale risulta ancora centrale una strategia di incremento delle collezioni, di implementazione di banche dati, di digitalizzazione di documenti a stampa o di altri formati tradizionali, tutto in funzione dell’utenza locale .
    • Con il sito Web nella sola veste di fornitore d’informazioni e collegamento alla biblioteca reale.
  • 4. L’altro:
    • più radicale , proteso al virtuale e basato sulla visione della biblioteca online come nodo della Rete
    • da utilizzare come portale , cioè come centro di smistamento di risorse digitali, non solo bibliografiche e biblioteconomiche, reperibili attraverso il Web.
  • 5. Senza però dimenticare che per entrambi vige la regola:
    • che nell’era digitale a prevalere è comunque l’accesso sul possesso
    • e che, al contrario con quanto è avvenuto finora, la frequentazione della biblioteca come luogo fisico costituisce sempre di meno la forma concreta e necessaria attraverso la quale ci si può avvicinare ai materiali che essa rende disponibili.
  • 6. la “missione” della biblioteca virtuale è sempre più considerata quella d’offrire:
    • sfruttando la semplice ed universale tecnologia Web per la trasmissione, scambio e pubblicazione dati
    • Servizi d’accesso remoto
  • 7. tipo:
      • Informazioni
      • Servizi di reference
      • Cataloghi in linea
      • Virtual reference desk
      • Prestito online
      • Distribuzione contenuti digitali ecc.
  • 8. Ma l’accesso remoto comporta una trasformazione nell’organizzazione tradizionale:
      • L’utente remoto è un nuovo utente che non coincide più con l’utenza tradizionale.
      • Non tutti i servizi online sono l’esatto corrispettivo di quelli tradizionali, alcuni possono essere del tutto nuovi.
  • 9. E comunque,
    • sia nel caso di una biblioteca desiderosa d’accelerare il cambiamento o di una, al contrario, orientata ad applicarlo con una certa gradualità, a differenza di quelli tradizionali
    • i servizi online sono orientati alla domanda
    • in quanto si devono confrontare con la logica competitiva di tutti gli altri di stesso genere disponibili nel “mercato Internet” (motori di ricerca, Google, Wikipedia ecc.) e tra i quali l’utente esercita la sua libera scelta orientandosi verso quelli che meglio soddisfano le sue esigenze informative.
  • 10. Cercare - localizzare - accedere
    • Nell’era di internet
    • da tre attività separate
    • tipiche dei tempi e dei modi della biblioteca tradizionale
    • diventano un’operazione unica con il carattere dell’immediatezza.
  • 11. E determina due “Rivoluzioni” rispetto al passato:
    • La “ centralità ” dell’utente, con tutto quello che comporta sia dal punto di vista progettuale che gestionale.
    • E l’utente può anche trasformarsi da semplice fruitore a creatore di contenuti
    • Vedi: Web 2.0 collaborativo /social network
    • Tagging, Blog, Wiki ecc.
    • Vedi: LibraryThing , OpenLibrary ecc.
  • 12. Il fenomeno della disintermediazione:
    • Cioè che grazie alla nuove tecnologie gli utenti diventano in grado di fare da soli tutte quelle operazioni che prima venivano svolte dai bibliotecari come ricerche nei cataloghi ecc.
    • Dubbio?: l’eventuale scomparsa di filtri tra domanda e offerta di informazione potrebbe forse andare a discapito del rigore e dell’accuratezza delle descrizioni, e dunque dell’autorevolezza dei contenuti?
  • 13. l’OPAC (Online public access catalog )
    • Strumento centrale dei servizi d’accesso remoto offerti dall’attuale biblioteca virtuale
    • OPAC IEI/Istituti culturali di Roma
  • 14. OPAC
    • Come gli utenti che entrano nel mondo fisico della biblioteca tradizionale si trovano davanti ai cataloghi cosi l’utente remoto che interagisce con il mondo virtuale della biblioteca online lo fa a partire dall’OPAC.
  • 15. Da ciò, 2 necessità:
    • la biblioteca che apre all’accesso remoto attraverso l’OPAC deve completare nel più breve tempo possibile la conversione del catalogo cartaceo in elettronico per garantire all’utenza remota il massimo d’informazione
    • e riservare una particolare cura, dal punto dell’usabilità e dell’userfrendly, alla progettazione delle pagine Web dell’OPAC.
  • 16. L’OPAC come Portale:
    • il servizio d’accesso remoto della biblioteca online può anche scegliere di andare oltre la centralità dell’OPAC
    • In questo caso l’OPAC non corrisponde più alla porta d’ingresso del sito della biblioteca, ma si fa Portale
    • punto privilegiato di accesso al Web per tutti quegli utenti interessati ad un particolare dominio tematico (esempio: le biblioteche)
    • fornendogli non solo le risorse informative bibliografiche che da un OPAC tutti si aspettano, ma anche l’accesso al posseduto di altre biblioteche, l’interrogazione di banche dati e basi dati (ad esempio di periodici)
    • e soprattutto il collegamento, tramite i canali di Internet, ad una varietà di risorse digitali e di altri servizi online nonché ad una selezione di servizi per la comunicazione personale.
    • Esempio PORTALE BIBLIOTECA
  • 17. Tuttavia il “modello” OPAC è a rischio obsolescenza
      • In quanto gli OPAC ha finora riprodotto, in ambiente elettronico, il tradizionale catalogo a schede concepito nel XIX secolo
      • Ma oggi, la crescente distribuzione di contenuti multimediali attraverso le reti digitali sembra rendere necessaria una riprogettazione strutturale dei cataloghi elettronici.
  • 18. SOPAC (Social Opac)
    • Web 2.0 per biblioteche significa anche "social cataloguing", vale a dire OPAC che arricchiti da vari strumenti di socializzazione e condivisione di contenuti creati dagli utenti
    • Esempio: catalogo delle Penn Libraries (Università della Pennsylvania) accetta anche quei " popular tag " che risultano tra i più utilizzati
  • 19. Tuttavia,
    • Oltre alla riprogettazione degli OPAC,
    • C’è il problema della catalogazione e fruizione delle nuove risorse elettroniche che arrivano dalla digitalizzazione e dal Web.
  • 20. Vale a dire, le collezioni digitali
    • “ Le collezioni digitali possono essere un insieme di immagini, di testi, di file audio, di modelli di realtà virtuale, di risorse multimediali”.
  • 21. Più precisamente, gli oggetti che possono costituire le collezioni digitali, sono :
      • Aggregazioni di immagini fisse e in movimento, testi, file sonori, modelli di realtà virtuale etc., o tipi di documenti digitali misti
      • Collezioni di record di metadati (es. versioni digitali di c ataloghi o inventari)
      • Banche dati (database)
      • Risorse multimediali o interattive
      • Dataset, software, altri materiali o combinazioni di questi
      • Archivi digitali
      • Directory Internet e portali tematici
      • Indici Web ( collezioni di risorse web)
  • 22. Ma come accedere alle collezioni digitali?
    • Esistono
    • Progetti e Portali
    • Finalizzati a questo scopo
  • 23. Come il progetto europeo Michael
    • Che censisce e dà accesso alle collezioni digitali
    • Italiane ed europee
  • 24. Oppure come il Portale “ Internet culturale ”
    • fornisce un punto comune di accesso per le risorse digitali italiane e i cataloghi di biblioteche, archivi e istituzioni culturali italiane
    • Il portale è stato inaugurato il 22 marzo 2005 e si inserisce nel quadro del progetto Biblioteca Digitale Italiana , risalente al 2001, con l'obiettivo di rendere disponibili i cataloghi e parte delle informazioni contenute nelle biblioteche pubbliche mediante Internet. I primi progetti di digitalizzazione hanno riguardato riviste e spartiti musicali.
  • 25. Esempi di collezioni digitali
    • Codex Sinaiticus : La Bibbia più antica del mondo messa on line dalle British Library nell'ambito di un progetto di pubblicazione sul Web di celebri testi dell'antichità
  • 26. Esempi di collezioni digitali
    • Aristhot : la Biblioteca Digitale del Mediterraneo. Progetto europeo con 14 partner anche provenienti dall'area africana e mediorientale.
  • 27. Esempi di collezioni digitali
    • Monumenta Germaniae Historica :
    • serie completa di fonti per lo studio dei popoli germanici e, più ampiamente, dell'Europa; comprendono un periodo di tempo che va dalla caduta dell‘ Impero romano al XVI secolo circa. Queste fonti non si riferiscono tanto alla storia della Germania (che tra il VI e il XVI secolo ancora non esisteva come nazione), quanto piuttosto ai popoli germanici e ai regni romano-barbarici sorti alla caduta dell’Impero romano d'Occidente.
  • 28. Esempi di collezioni digitali
    • Eccellente digitalizzazione di documenti per la ricerca storica e sociale: Gli atti processuali 1674-1913 dell'Old Bailey storico tribunale inglese
  • 29. Esempi di collezioni digitali
    • L’evoluzione on line: “ The Complete Work of Charles Darwin Online “il sito raccoglie 40 mila pagine ad alta definizione dei manoscritti, e circa 130 mila immagini tra foto, schizzi, disegni,  note ecc.
    • Con pochi click di mouse, i disegni delle specie di uccelli che Darwin osservò durante il suo viaggio a bordo del Beagle nelle isole Galapagos come il primo abbozzo della teoria evoluzionistica tracciato a matita su 61 pagine, potranno facilmente entrare nelle università, nelle biblioteche e nelle case di tutto il mondo.
  • 30. Google Books Search
    • Il grande progetto di Google per la Biblioteca Universale Digitale on line
    • Già digitalizzati più di 7 milioni di libri provenienti da biblioteche di tutto il mondo
    • In Italia: RICERCA LIBRI
  • 31. Ebook
    • Un eBook in italiano libro elettronico o e-libro, è un libro in formato elettronico (o meglio digitale). Si tratta quindi di un file consultabile su computer, telefonini di ultima generazione, palmari ed appositi lettori digitali
    • Nel caso ci si riferisca al dispositivo di lettura è più corretto riferirsi ad esso come lettore di e-book , in inglese eBook reader, termine con il quale si intende sia il dispositivo hardware su cui l'e-libro viene letto sia il software che permette la lettura del file.
  • 32. Collezioni digitali: piattaforme di distribuzione di Ebook
    • Dalla carta al digitale:
    • Amazon
    • Amazon Italia
    • BookRepublic
    • Rizzoli
  • 33. Collezioni digitali: piattaforme di distribuzione di Ebook
    • Nati digitali:
    • Quinta dicopertina
    • Area51
  • 34. Grazie per l’attenzione
    • Fabio Di Giammarco
    • www.culturadigitale.it