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Diario del web - Romeo Gestioni e il dopo sentenza

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Dal sito The Front Page ecco un articolo sulle conseguenze dell'assoluzione di Alfredo Romeo, il sequestro di 24 milioni di euro derivanti dalle rate pagate dal Comune di Napoli, in debito con la Romeo.

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Diario del web - Romeo Gestioni e il dopo sentenza

  1. 1. MASSIMO MICUCCI  domenica 13 luglio 2014 commenta la notizia Stampa GIUSTIZIA E arriva puntuale la vendetta contro Romeo Il giorno dopo l’assoluzione, alla societa Romeo Gestioni vengono sequestrati 24 milioni e 700 mila euro, gli viene comunicata, con un «comunicato stampa» com’è uso degli uffici inquirenti partenopei che è accusato di peculato e di appropriazione indebita. SPECIALE  Tutte le notizie su Inchiesta Global Service Tutto su:   GiustiziaGiustizia   Romeo AlfredoRomeo Alfredo   Procura di NapoliProcura di Napoli   Inchiesta Global ServiceInchiesta Global Service   CampaniaCampania   De Magistris LuigiDe Magistris Luigi   Corte di CassazioneCorte di Cassazione   Comune NapoliComune Napoli Come vogliono ridurre Napoli e l’Italia certi magistrati? Alfredo Romeo, dopo cinque anni di staffilate mediatiche e di odissea giudiziaria, è stato assolto. Non c’erano reati né colpevoli. Non c’era un sistema. L’accusa, ch’era stata iper comunicativa, si scatenò a giudizio concluso persino contro il giudice di prima istanza che aveva definito «chimerico» l’impianto della difesa. La Cassazione ha assolto tutti e condannato i «cacciatori di chimere». Il giorno dopo quell’assoluzione, alla societa Romeo Gestioni vengono sequestrati 24 milioni e 700 mila euro, gli viene comunicata, con un «comunicato stampa» com’è uso degli uffici inquirenti partenopei che è accusato di peculato e di appropriazione indebita. Con Alfredo Romeo ci siamo sentiti al telefono, era basito, addolorato: «Pensavamo di avere avuto giustizia! Guarda che succede. Ma a te che sembra? Come lo giudichi?». Io sono stato sincero: «Sembra una vendetta». Sembra la trama di un ricatto. Da comunicatore e da cittadino mi chiedo se non abbiano voluto mettere una spada sul piatto della bilancia per ragioni mediatiche e di potere. Quasi non si possa dire mai «anche i giudici sbagliano»: anche se tengono in galera per 79 giorni un innocente, anche se sbattono in galera tutta la classe dirigente locale innocente, anche se ci scappa il morto. Sembra di sentirla l’Ultracasta: «Eh no, ora non parlateci di responsabilità. Chi capita nel nostro mirino qualcosa deve aver fatto» lo dicono per primi ai giornalisti. Perché sanno che il luogo della decisione e della agenda pubblica sono i media. I giudici sanno dai numeri che abbiamo riferito, che per l’indagato anche innocente la partita mediatica si chiude 978 a 8 per loro. Bisogna aumentare le distanze. Guai se un caso come questo pesasse nella decisione del governo di riformare questo sistema malato, sbagliato e spesso corrotto. «Ma come è andata?» gli chiedo, «dimmelo perché io lo possa capire e riassumere». Romeo mi ricorda che ne ho anche parlato nel blog «romeomediatico». In piena bufera dei 5 anni di fuoco, il comune di Napoli deve a Romeo una + I più visti » Top 50 DiariodelWeb.it Politica 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 M5s: «E' un'altra trappola, ci opponiamo» Napolitano all'UE: accantonare «strategia di contenimento della Russia» Pascale: La Santanché è come Crudelia De Mon SEL riparte da meno dieci Fassino: «L'Europa non ci lasci soli» Galliano: «Nel '91 Riina vide politici e ministri» Boschi: «Da Berlusconi prova di serietà» E arriva puntuale la vendetta contro Romeo La Giunta per le autorizzazioni accoglie l'arresto di Giancarlo Galan Renzi e Padoan: su Calabria, Sicilia e Napoli che fate? Il Segretario Delrio con il Ministro Padoan e il Premier Renzi Se la stampa chiude un occhio, anzi tutti e due Sulle risposte che l’Europa ha dato a Matteo Renzi nel merito dei conti pubblici italiani l’informazione di casa nostra si è concentrata sul gossip, ma ha ignorato i documenti ufficiali dai quali emerge una verità tutt’altro che rosea. Ora finalmente qualche giornale sta modificando tiro, anche perché non è Toghe Magistrati Politica HOME ESTERI ITALIA POLITICA ECONOMIA SPORT CALCIO SCITECH CULTURA DONNA MOTORI BLOG VIDEO FOTO METEO TUTTOSU INDICE HiQPdf Evaluation 07/13/2014 RASSEGNA WEB DIARIODELWEB.IT Data pubblicazione: 13/07/2014 WEB 1
  2. 2. Inchiesta Global Service nel DiariodelWeb.it Leggi tutte » montagna di soldi; sul piano civile non ci sono dubbi: il bilancio rischia l’osso del collo. Nel nuovo clima che si instaura con De Magistris, a Romeo viene chiesto aiuto e si arriva a un accordo: la Romeo pensa si sia ora in un paese normale e rinuncia ad azioni giudiziarie e pignoramenti presso il comune, si impegna nel piano di dismissione (con annunci del sindaco) e il comune salda il debito a rate, a partire anche dal recupero di denaro fatto dal Romeo. A un certo punto, però, il Comune ci ripensa e smette di pagare le rate. Essendoci tra gli introiti e le rate un vincolo negoziale, la società di Romeo, dopo opportune ingiunzioni, mette i soldi che incassa in un conto che non tocca e chiede con un «accertamento negoziale» al giudice civile se quei soldi sono suoi o del comune. «La Romeo Gestioni spa secondo i legali – ha esposto i fatti al giudice civile competente da 18 mesi con cinque diversi atti di citazione, ora riuniti in un unico atto complessivo, pendente davanti al Tribunale delle Imprese per l’udienza del prossimo 30 settembre 2014». Mentre è attesa l’udienza del giudice civile, il giudice penale sequestra e accusa di peculato. Proprio il giorno dopo la assoluzione in Cassazione. Ciak si gira «Romeo 2 la Vendetta». Voi che dite? Si può lavorare con lo Stato? Vale la pena raccoglier soldi a decine di milioni per un comune che non sa nemmeno fare il suo mestiere? Il clamore positivo del Romeo innocente rischiava di far vedere tutta la verità. Bisognava, se non mettere a tacere i garantisti, operare almeno una rivalsa, avere un contrappeso, lasciare sempre aperto il dubbio manettaro. Il «teorema Romeo» deve continuare. Romeo ha reagito con troppa sobrietà, e di una cosa è certamente colpevole, di essere ancora in campo e di aver creduto nelle istituzioni anche quando, come a Napoli, sono una cricca di incapaci inaffidabili. Forse anche di aver pensato che la applicazione del diritto dopo anni gli potesse rendere giustizia. Non è così quando di mezzo ci sono altri interessi e la voglia di difenderli ad ogni costo. In Italia il diritto c’è, ma la giustizia va dove la porta la corrente. Anzi le correnti. Fonte: Massimo Micucci (The Front Page) SEGUICI SUI SOCIAL NETWORK Segui @DiariodelWeb Politica TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE Do you remember Romeo? Fioroni: «Del tutto chiarito il mio incontro al ministero con Romeo» Inchiesta a Napoli, Rutelli presenta un esposto al CSM Iervolino: «La Giunta di Napoli non sarà azzerata, vado avanti per la città» Appalti Napoli, Jervolino non lascia, giunta verso l'azzeramento COMMENTI PERMALINK http://politica.diariodelweb.it/politica/articolo/?nid=20140713_316074 M5s: «E' un'altra trappola, ci opponiamo» Pascale: La Santanché è come Crudelia De Mon possibile nascondere a lungo un buco da circa venti miliardi di euro. Troppi decreti, Jobs act arrivederci L'ansia del Governo di portare a casa qualche risultato ha provocato un ingorgo di provvedimenti, e così quello principale sul lavoro slitta a data da destinarsi. Salvo che a ottobre non ci siano le elezioni anticipate. ArtRadio WineRadio ISRadio CANALI Esteri Italia Politica Economia Sport Calcio SciTech Cultura Donna Motori BLOG Schermo piatto Polillo: L'ora della verità Invasione di campo STRUMENTI Video Foto Tutto su Indice Meteo SEGUICI Twitter Facebook Rss HiQPdf Evaluation 07/13/2014 RASSEGNA WEB DIARIODELWEB.IT Data pubblicazione: 13/07/2014 WEB 2
  3. 3. E arriva puntuale la vendetta contro Romeo di Massimo Micucci in In evidenza, Prima pagina | 7 commenti 13 luglio 2014 Come vogliono ridurre Napoli e l’Italia certi magistrati? Alfredo Romeo, dopo cinque anni di staffilate mediatiche e di odissea giudiziaria, è stato assolto. Non c’erano reati né colpevoli. Non c’era un sistema. L’accusa, ch’era stata iper comunicativa, si scatenò a giudizio concluso persino contro il giudice di prima istanza che aveva definito “chimerico” l’impianto della difesa. La Cassazione ha assolto tutti e condannato i “cacciatori di chimere”. Il giorno dopo quell’assoluzione, alla societa Romeo Gestioni vengono sequestrati 24 milioni e 700 mila euro, gli viene comunicata, con un “comunicato stampa” com’è uso degli uffici inquirenti partenopei che è accusato di peculato e di appropriazione indebita. Con Alfredo Romeo ci siamo sentiti al telefono, era basito, addolorato: “Pensavamo di avere avuto giustizia! Guarda che succede. Ma a te che sembra? Come lo giudichi?” Io sono stato sincero: “Sembra una vendetta”. Sembra la trama di un ricatto. Da comunicatore e da cittadino mi chiedo se non abbiano voluto mettere una spada sul piatto della bilancia per ragioni mediatiche e di potere. Quasi non si possa dire mai “anche i giudici sbagliano”: anche se tengono in galera per 79 giorni un innocente, anche se sbattono in galera tutta la classe dirigente locale innocente, anche se ci scappa il morto. Sembra di sentirla l’”Ultracasta: “Eh no, ora non parlateci di responsabilità. Chi capita nel nostro mirino qualcosa deve aver fatto” lo dicono per primi ai giornalisti. Perché sanno che il luogo della decisione e della agenda pubblica sono i media. I giudici sanno dai numeri che abbiamo riferito, che per l’indagato anche innocente la partita mediatica si chiude 978 a 8 per loro. Bisogna aumentare le distanze. Guai se un caso come questo pesasse nella decisione del governo di riformare questo sistema malato, sbagliato e spesso corrotto. “Ma come è andata?” gli chiedo, “dimmelo perché io lo possa capire e riassumer “. Romeo mi ricorda che ne ho anche parlato nel blog “romeomediatico”. In piena bufera dei 5 anni di fuoco, il comune di Napoli deve a Romeo una montagna di soldi; sul piano civile non ci sono dubbi: il bilancio rischia l’osso del collo. Nel nuovo clima che si instaura con De Magistris, a Romeo viene chiesto aiuto e si arriva a un accordo: la Romeo pensa si sia ora in un paese normale e rinuncia ad azioni giudiziarie e pignoramenti presso il comune, si impegna nel piano di dismissione (con annunci del sindaco) e il comune salda il debito a rate, a partire anche dal recupero di denaro fatto dal Romeo. A un certo punto, però, il Comune ci ripensa e smette di pagare le rate. Essendoci tra gli introiti e le rate un vincolo negoziale, la società di Romeo, dopo opportune ingiunzioni, mette i soldi che incassa in un conto che non tocca e chiede con un “accertamento negoziale” al giudice civile se quei soldi sono suoi o del comune. “La Romeo Gestioni spa secondo i legali – ha esposto i fatti al giudice civile competente da 18 mesi con cinque diversi atti di citazione, ora riuniti in un unico atto complessivo, pendente davanti al Tribunale delle Imprese per l’udienza del prossimo 30 settembre 2014″. Mentre è attesa l’udienza del giudice civile, il giudice penale sequestra e accusa di peculato. Proprio il giorno dopo la assoluzione in Cassazione. Ciak si gira “Romeo 2 la Vendetta”. Voi che dite? Si può lavorare con lo Stato? Vale la pena raccoglier soldi a decine di milioni per un comune che non sa nemmeno fare il suo mestiere? Il clamore positivo del Romeo innocente rischiava di far vedere tutta la verità. Bisognava, se non mettere a tacere i garantisti, operare almeno una rivalsa, avere un contrappeso, lasciare sempre aperto il dubbio manettaro. Il “teorema Romeo” deve continuare. Romeo ha reagito con troppa sobrietà, e di una cosa è certamente colpevole, di essere ancora in campo e di aver creduto nelle istituzioni anche quando, come a Napoli, sono una cricca di incapaci inaffidabili. Forse anche di aver pensato che la applicazione del diritto dopo anni gli potesse rendere giustizia. Non è così quando di mezzo ci sono altri interessi e la voglia di difenderli ad ogni costo. In Italia il diritto c’è, ma la giustizia va dove la porta la corrente. Anzi le correnti. Massimo Micucci I nostri cinguettii Tweets di @TheFrontPageRV I più discussi Si difende la magistratura richiamandola ai suoi doveri L’impossibilità di esser liberali in Italia Una buona giornata  per la democrazia Il ritorno di Prodi Cari compagni, per il nostro bene, fermatevi Find us on Facebook The Front Page 4,370 people like The Front Page. Facebook social plugin LikeLike Home Archivio Argomenti Chi siamo Contatti Primary Menu Skip to content Home Archivio Argomenti Chi siamo Contatti   Cerca HiQPdf Evaluation 07/13/2014 RASSEGNA WEB THEFRONTPAGE.IT Data pubblicazione: 13/07/2014 WEB 3

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