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  1. 1. BISCA ITALIA Domenica 22 Dicembre 2013 PRIMO PIANO 20 69 70% I MILIARDI DI EURO DILAPIDATI IN SLOT E SOTTRATTI AL COMMERCIO I MILIONI DI ORE DI LAVORO PASSATE (E PERSE) DAVANTI ALLE MACCHINETTE LA PERCENTUALE DI ITALIANI CHE GIOCA ALMENO UNA VOLTA A SETTIMANA RACCOLTA DI FIRME A BERGAMO Vescovo anti slot Il vescovo di Bergamo Francesco Beschi ieri al gazebo antiludopatia allestito nel centro di Bergamo per dare il suo appoggio alla raccolta di firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sul gioco d’azzardo. (A.P.) Slot, 90 giorni regalati ai boss Ma forse oggi si vota per cancellare l’emendamento beffa da sapere Amministratori sotto tiro Puniti i virtuosi La norma approvata dal Senato nel cosiddetto decreto “Salva Roma” vorrebbe tagliare i trasferimenti di fondi statali a regioni e comuni che hanno approvato norme e regolamenti per mettere un freno al gioco. L’emendamento prevede che qualora interventi regionali o comunali che intendono limitare l’azzardo «determinino nel corso dell’esercizio finanziario minori entrate fiscali ovvero maggiori spese statali, anche a titolo di eventuale risarcimento del danno nei riguardi dei concessionari statali per la gestione della raccolta dei giochi pubblici, a decorrere dall’esercizio finanziario successivo sono attuate riduzioni degli ordinari trasferimenti statali in misura corrispondente all’entità delle predette minori entrate ovvero minori spese». Insomma se limiti i giochi ti toccano i tagli. ANTONIO MARIA MIRA osa non fa lo “Stato biscazziere” pur di continuare a incassare dalle slot. Anche correre il rischio di favorire i concessionari legati alle mafie. Continua a riservare sorprese l’emendamento al decreto “Salva Roma” che penalizza regioni e comuni che vogliono limitare l’azzardo. Emendamento che però forse oggi sarà rivisto, come ha annunciato ieri il capogruppo Sc alla Camera, Andrea Romano, secondo cui sarebbe stato trovato un accordo politico per abrogare la norma proazzardo. Vedremo se alle parole seguiranno i fatti. Quello che è certo che l’intero emendamento dovrà essere azzerato, non solo la parte che riguarda gli enti locali. Ma andiamo con ordine. La prima parte dell’emendamento che introduce nel decreto l’articolo 20 bis, prevede che «in caso di interruzione anticipata per effetto di revoca ovvero di decadenza dovute a fatto e colpa del concessionario» di slot, le concessioni continuano a valere ancora per 90 giorni e anzi le società continuano «ad operare con i poteri, anche di riscossione, di cui le stesse disponevano». Successivamente possono subentrare altri concessionari che si spartiscono la fetta di mercato che la società decaduta ha dovuto abbandonare. Insomma non cambia nulla, C tutte le slot restano al loro posto, la concessione passa di mano e lo Stato continua a incassare. L’esatto contrario di quanto auspicato nei giorni scorsi da Avvenire. Il motivo è spiegato proprio all’inizio dell’emendamento: «In ragione dei rilevanti e prevalenti interessi pubblici coinvolti, inerenti all’ordine pubblico, alla sicurezza, alla tutela della salute e del gettito erariale». A parte il discutibile riferimento alla «tutela della salute» (continuando a far giocare?), è sicuramente l’ultimo il vero motivo. Come si legge nella Relazione, «l’eventuale venir meno di una Nella prima parte del decreto “Salva Roma” spunta una norma che favorisce i concessionari in odore di mafia. E anche questa dovrà essere rivista concessionaria, può dererminare anche in tempi rapidissimi - la fine sostanziale di una parte della complessa rete di raccolta delle risorse pubbliche che derivano dalla pratica del gioco». In altre parole l’unica cosa importante è non far calare gli incassi dello Stato. Ma il sottosegratario all’Ecomonia, Alberto Giorgetti, intervenendo giovedì nell’aula del Senato, va oltre e sostiene che senza norma introdotta dall’emendamento, si potrebbero determinare «una serie di conseguenze negative quali il passaggio di tutte o parte delle attivitá svolte dal concessionario del mondo legale a quello illegale gestito dalla criminalità organizzata». La solita affermazione che la legalizzazione dell’azzardo terrebbe fuori le mafie. Ma proprio nella Relazione emerge un’altra e opposta realtà. L’unica “colpa” che può provocare la decadenza di una concessione che viene citata nel documento sono le “interdittive prefettizie”, cioè quei provvedimenti presi per escludere una societá dai rapporti con lo Stato per sospetti concreti di infiltrazione mafiosa. Ora, dunque, con l’emendamento approvato, queste concessionarie mafiose pur dichiarate decadute potranno continuare a lavorare e incassare per ancora 90 giorni. Un bel regalo davvero. Ma l’importante è solo garantire gli incassi per lo Stato. © RIPRODUZIONE RISERVATA «Bonus e sconti a chi dice no» Per i baristi di Pavia, Tares dimezzata e contributo di mille euro NELLO SCAVO a tutti nota come la capitale del gioco d’azzardo, per via di una percentuale di giocatori e di macchinette mangiasoldi tra le più elevate d’Europa. Ma Pavia ambisce ad essere anche la capitale del "no" al far west delle scommesse. Qui è nato il movimento "No Slot" e qui l’amministrazione comunale ha deciso di dare un segnale: «Tares scontata del 50% e – spiega il sindaco Alessandro Cattaneo (centrodestra) – e bonus di mille euro per gli esercenti che si disfano delle macchinette». Come funzionerà? I titolari di bar e locali che dismet- È L’intervista Il sindaco Cattaneo: «Il governo deve fare scelte chiare. I Comuni hanno poche armi e senza decisioni nette non possiamo fare di più» L’IDEA Mille piazze contro l’azzardo Mobilitazione nazionale a gennaio Lo scorso 18 dicembre il Senato ha votato un emendamento che punisce Comuni e Regioni che hanno deciso misure di contrasto al gioco d’azzardo nei propri territori per tutelare la salute dei propri cittadini, difendere le persone più deboli e vulnerabili delle proprie comunità quali i bambini, i minorenni, le donne sole non più giovani e gli anziani. Dal 19 al 26 gennaio è prevista una mobilitazione nazionale dal basso: 1.000 piazze contro l’azzardo. Sono oltre 400 i Comuni che hanno sottoscritto il Manifesto contro il gioco d’azzardo – promosso da Terre di mezzo e Legautonomie che organizzano la Scuola delle Buone Pratiche – e hanno avviato la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare per la regolamentazione del gioco d’azzardo, presentata lo scorso 9 ottobre, organizzando svariate iniziative nelle città: banchetti, convegni e giornate dedicate alla lotta contro l’azzardo. teranno le slot machine pagheranno solo per metà la Tares e potranno chiedere un ulteriore abbuono di mille euro. Certo, le penali contrattuali per chi si disfa delle videoscommesse possono essere elevate, ma almeno abbiamo dato un segnale. Qual è il significato di questa decisione? I Comuni non hanno grandi disponibilità e soprattutto non possono farsi da soli le leggi che vorrebbero. Perciò abbiamo deciso di battere un colpo. E di farlo anche per richiamare il governo nazionale alle sue responsabilità. Cosa vorreste sentirvi dire dall’e- secutivo? Nelle stesse ore in cui noi votavamo il si della giunta al bonus fiscale, a Roma passava l’emendamento farsa che agevola il gioco d’azzardo. È evidente che fino a quando ci scontreremo con queste scelte noi come sindaci non potremo fare molto di più. Qual è la sua proposta per regolamentare il settore e ridurre l’impatto sociale dell’azzardo? Serve una normativa nazionale forte, che riordini il comparto e tuteli anche gli esercenti, che oggi sono costretti a pagare penali molto salate ogni qualvolta decidono di recedere dai contratti sottoscritti per l’accensione dello slot machine nei propri 7 Alessandro Cattaneo locali. Senza una linea chiara da parte del governo e del legislatore noi sindaci ci ritroviamo con poche armi e poco efficaci. Quanto pesa il rischio di infiltrazioni criminali nelle città del Nord anche attraverso i centri scommesse? È un pericolo reale ed anche per questo bisogna tenere alta la guardia. Peraltro va detto che adesso anche alcuni gestori del gioco d’azzardo cominciano a rendersi conto che lasciare divampare il fenomeno così come si è fatto fino ad ora si sta rivelando controproducente proprio per il cosiddetto "gioco legale". © RIPRODUZIONE RISERVATA L’intervista L’economia del gioco e i troppi costi sociali a carico dei Comuni rovo molto interessante la connessione che viene proposta tra scelte dell’amministrazione locale e ricavi erariali dai giochi, perché invita a esaminare tutte le implicazioni dell’economica dell’azzardo». Non sarà che Maurizio Fiasco, docente di Sociologia all’Università di Roma Tor Vergata, provi una “simpatia” per l’emendamento che introduce tagli agli enti anti-azzardo? Ma no. L’argomento può essere affrontato in questo modo: lo Stato, mentre promuove i giochi in denaro, per contro ha l’obbligo di compensare, con suoi trasferimenti aggiuntivi, sia i minori introiti che Regioni e Comuni subiscono (in termini di addizionali Irpef, Irpeg, Iva e altre) per effetto del calo dei consumi, e sia i maggiori costi dovuti alla presenza del commercio di azzardo. Insomma, abbiamo ribaltato le posizioni… Mettiamola così. La spesa per i giochi oltre a sottrarre domanda al mercato dei beni e dei servizi "ordinari" (e quindi ai cespiti di Comuni e Regioni), genera costi indiretti che possono e debbono essere quantificati: per erogare l’assistenza sociale a famiglie in difficoltà per un congiunto in sofferenza perché gioca- Maurizio Fiasco tore d’azzardo patologico; per il sostegno alle vittime di reati (anche comuni) incrementati nelle strade dove insistono sa- Fiasco: l’azzardo le da gioco o istalla- sottrae risorse zioni di slot-machine; per servizi aggiuntivi al mercato di polizia ammini- dei beni comuni e strativa e di ordine pubblico. Dal canto dei servizi ordinari loro, anche i privati subiscono penalizzazioni, come riduzione dei valori immobiliari degli edifici in zone ad alta concentrazione di istallazioni che aumentano l’insicurezza urbana. Ma c’è un altro emendamento, per così dire, molto "innovativo"… Cioè? È quello che fissa una sorta di "indulto preventivo" per "i concessionari ai quali vengono ritirate le concessioni per gravi colpe". Invece di interrompere immediatamente il commercio, potrebbero, per diritto, "continuare il proprio esercizio per 90 giorni". In seguito il subentro a quelle licenze verrà garantito a chi è già titolare di altre licenze. Come dire che chi è sorpreso a compiere abusi edilizi, innestandoli su una regolare concessione, può continuarli per tre mesi. Scaduti i termini, la concessione è poi assegnata a un terzo che ha già l’autorizzazione a costruire. In un’altra parte della città. La nostra creatività mediterranea è davvero senza limiti. Vito Salinaro «T Il sociologo «Ho tolto le macchinette per far spazio alle persone» FRANCESCO DAL MAS LATISANA (UDINE) uando Marco ha rilevato l’Oden Caffè, le slot machines c’erano già ma lui le ha fatte togliere. «Sono la rovina di tanti giovani e, di conseguenza, delle loro famiglie. Danno un introito irrilevante e sono fonte di gravi rischi, anche per la sicurezza», spiega Marco, il cui bar è stato al centro, ieri, di uno slot mob per dire no al gioco d’azzardo. L’iniziativa è stata promossa nell’ambito del progetto di prevenzione del distretto di Latisana dal significativo programma “Fate il vostro gioco”. L’impegno degli organizzatori era tra l’altro quello di fare una colazione da Marco per sostenere insieme un bar che si vorrebbe diventasse modello ed esempio per altri locali della bassa friulana. Numerosi i giovani che hanno partecipato all’iniziativa coordinata dall’associazione “Art Port” e in particolare da Bea- Slot Mob a Latisana nell’Odeon Cafè. Il proprietario: «In troppi si rovinano. Non ne ho voluto sapere». Sono 14 i Comuni della bassa Friulana impegnati nel contrasto alla dipendenza Q LATISANA Slot mob all’Odeon Cafè trice Gonzato e Giulia Bianchini. «Un bar senza slot ha più spazio per le persone», conferma Beatrice, ricordando che lo slot mob è una manifestazione nazionale promossa da oltre cento realtà tra cui “Next”, nuova economia per tutti. «Le slot machines hanno dimostrato di creare solo dipendenza, a vari livelli ed è per questo che nel mio bar non le ho volute», puntualiz- za Marco. Un scelta consapevole, quindi, la sua. «E per fortuna – aggiunge Marco – non sono il solo ad averla fatta, qui a Latisana». Ben 14 i comuni, nella bassa friulana, che si stanno impegnando, coordinati dall’USLL nel contrasto ad ogni forma di dipendenza, quella dal gioco d’azzardo in particolare. Sono stati realizzati laboratori ludico creativi e sono state promosse serate di informazione. «Abbiamo promosso lo slot mob – spiegano Beatrice e Giulia – per creare nuova aggregazione fra i giovani e sensibilizzare la comunità in modo piacevole ed efficace su un tema tanto problematico». Tornei di calcio balilla, giochi da tavolo fuori dal bar e nel pomeriggio un gioco dell’oca gigante realizzato da circa cento ragazzi presso la sede di “Art Port” (casa del marinaretto): la giornata di ieri si è svolta nella massima serenità. A conclusione, un momento di riflessione con lo scambio di auguri in occasione delle festività natalizie. «L’esperienza di Oden Caffè certifica che un bar, nonostante la crisi dei consumi, può vivere dignitosamente anche senza l’apporto delle slot machines», conclude Marco. «Noi vogliamo clienti sereni, non angosciati, non perditempo e soprattutto desidereremmo svolgere il nostro lavoro con serenità, senza la paura della malavita». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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