Titolo Fattoria 3.0Il media plan lancia l’agricoltura in reteFacoltà di Scienze della ComunicazioneCorso di laurea magistr...
“Tutti sanno contare le mele una volta cresciute ma                                      ... Come conoscere le radici?”   ...
2.1. Se la conosci, non la eviti        59                                                 2.2. Interconnessioni          ...
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Questa tesi è costellata, qui e là, di strani disegni.                                                  Sono mappe mentali...
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fissare il concetto e stimola la nostra capacità di        Coi    rami     fermiamointerpretazione, astrazione, sintesi e ...
groviglio inesplicabile di parole da cui è impossibile   bene. Provate a fare qualche piccolo “esercizio di     risalire a...
approcciarsi al mondo.                                recupera il significato del termine enciclopedia:                   ...
fanno i rami di una mappa, che aggiungono e               futuro.     spiegano qualcosa dell’argomento principale.        ...
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La bolla è scoppiata. Il velo è stato sollevato.La crisi è uscita alla scoperto e ha mostrato il suo     Le conseguenze so...
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Figura 1: Variazione % importexport in Italia, dal 2006 a oggi. Fonte: Banca          la necessità di adottare misure e po...
i primi ad accogliere le direttive del FMI sono stati                                                                     ...
un piano di sviluppo che, nel lungo periodo, dia isuoi ottimi risultati, non senza il coraggio dirischiare.               ...
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Agricoltura ed allevamento hanno, rispetto al                Variazione % diminuzione                                     ...
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Tabella 1: Distribuzione percentuale per regione delle aziende secondo l’uso dei          Lombardia    64,7   28,0   37,6 ...
appena visti sono un altro sintomo della crisi,                                                                           ...
aziende (-59,6%). Anche il Friuli-Venezia Giulia, laLiguria e la Lombardia perdono posizioni a seguito                    ...
crisi alimentare e una crisi energetica, a causa                                                                    dell’a...
perché ne alimenta le già gravi                        120 miliardi di euro, pari all’anno precedente.            difficol...
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si aggiunge sia una crescente competizione a               mercato agro-alimentare che con difficoltàlivello   europeo    ...
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il legislatore e il decisore politico a integrare                                                           obiettivi, int...
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Tesi Alessia Bellezza

  1. 1. Titolo Fattoria 3.0Il media plan lancia l’agricoltura in reteFacoltà di Scienze della ComunicazioneCorso di laurea magistrale in Organizzazione e marketing per la comunicazione d’impresaCattedra di Pianificazione dei media nelle strategie d’impresaLaureando: Alessia BellezzaMatricola 1053411Relatore CorrelatoreMarco Stancati Filippo ReganatiA/A 2009/2010
  2. 2. “Tutti sanno contare le mele una volta cresciute ma ... Come conoscere le radici?” Leif Edvisson,Promotore del capitale intellettuale e del bilancio intangibile nelle aziende
  3. 3. 2.1. Se la conosci, non la eviti 59 2.2. Interconnessioni 60 Introduzione 7 2.3. Breaking the law 64 Conclusioni 129 2.4. Augmented Communication 71 Bibliografia 137 2.4.1. In principio era Internet 72 Sitografia 139 2.4.2. Web 2.0 73 2.4.3. Target: informazione 78 2.5. Il SISTAN 80 2.5.1. Diamo i numeri 81 2.5.2. Il censimento 823.1. I canali dell’Innovazione 91 1.1 Genesi di uno tsunami 173.2. La tesi come sperimentazione: 1.1.1. La situazione italiana 19 Il mind mapping 94 1.2. Il settore agricolo 233.3. How advertising works 99 1.3. Una pianta dalle molteplici radici 30 3.3.1. Gli attori del mercato 1.3.1. I sostegni al settore 35 della comunicazione 104 1.3.2. Il contributo europeo 37 3.3.2. Il piano di comunicazione 107 1.4. Agribusiness 413.4. Radici nel futuro: 1.4.1. Sviluppi 43 l’agricoltura cambia, ma come? 112 1.4.2. Reazioni (a catena) 46 3.4.1. Above the line 118 1.4.3. Made in Italy 47 3.4.2. Below the line 120 1.4.4. Road to innovation 54
  4. 4. 8
  5. 5. Questa tesi è costellata, qui e là, di strani disegni. Sono mappe mentali e sono la “causa” del layout grafico. Per una breve spiegazione di cosa sono le mappe mentali vi rimando al capitolo 3. Qui posso anticiparvi che le mappe mentali sono un metodo di organizzazione e realizzazione grafica del pensiero Se avete in mano questa tesi e la state che cambia la prospettiva con la quale ciguardando, suppongo sorpresi e magari un po’ avviciniamo alle cose. Infatti, un foglio “verticale” èincuriositi, innanzitutto vi limitato rispetto al nostroringrazio. Vi invito a leggere occhio, che vede ben oltre iqueste poche pagine di margini fisici del foglio. Ciintroduzione che, spero, vi costringe a sfogliare paginechiariscano com’è nata su pagine, a fare continuiquesta tesi, il percorso e lo rimandi con frecce estudio che ci sono dietro, la asterischi perché, una voltametodologia con la quale è che abbiamo scritto unastata realizzata e, domanda frase ma proseguiamo conforse che preme ancor di la lettura, non possiamo piùpiù, perché questa tesi è inserire altri riferimentiorizzontale. creando un nostro ordinePrecisiamo subito che non è personale che ci aiuta adstato un tragico errore di assimilare i concetti.stampa del tipografo, è Dobbiamo assolutamentestata una scelta attenerci all’ordineassolutamente voluta e prestabilito da chi scrive ilfrutto degli ultimi due anni libro che stiamo riassumendo, o dal flusso delledi studio accademico che mi hanno permesso di parole del docente che parla mentre noi prendiamoentrare in contatto non solo con nozioni, com’è appunti. In entrambi i casi, ci dobbiamo attenere aovvio, ma con Persone che mi hanno fatto un ordine imposto da altri che, non sempre, ècrescere moltissimo, mi hanno insegnato molto e razionale e funzionale all’apprendimento. Quanteche rimando alle ultime pagine per ringraziarli volte, parlando, si fanno divagazioni o si cambiacome si deve. bruscamente discorso? Quante volte, specie in libri scritti da più autori, i concetti sono ripresi in più 9
  6. 6. parti o sono ridondanti? Ecco, e se volessimo uniscono alla concretezza pratica e razionale. Non modificare o integrare siamo costretti a fare ci fanno mai perdere il filo del discorso perché il rimandi in altri punti del nostro quaderno, con uno topic è ben ancorato proprio lì, al centro del nostro sforzo mentale considerevole e uno spreco di foglio. Un foglio bianco, senza righe o quadretti, tempo e risorse. perché non La prospettiva dobbiamo verticale ci viene rimanere in insegnata da qualche sempre, è modo praticamente “incastrati” l’unico metodo da logiche che noi spaziali. Il conosciamo per foglio scrivere, bianco è prendere appunti, libero di ragionare. Ma diventare cosa succede se, ciò che noi invece, giriamo il preferiamo foglio di 90°? che sia. Beh, si apre un Non senza altro mondo. Il razionalità o mondo della praticità, creatività, di ovviamente uno spazio : prendere maggiore sul appunti in quale scrivere, lo maniera spazio della radiale è creatività e semplicissi dell’immaginazione. Perché è quello che usano i mo, perché aiuta la sintesi; dal topic centrale bambini quando, con colori e fantasia, iniziano a dipartono i rami, ognuno con un sub-topic e pasticciare e disegnare. ognuno di un colore diverso dall’altro. Su ogni Le mappe mentali recuperano questa dimensione ramo c’è una parola chiave, magari accompagnata orizzontale, fatta di gioco e creatività, ma si da un piccolo disegno, o un simbolo che ci aiuta a10
  7. 7. fissare il concetto e stimola la nostra capacità di Coi rami fermiamointerpretazione, astrazione, sintesi e pungola la delle idee ma lefantasia. E dal centro verso la periferia del foglio è lasciamo libere diun fluire libero di pensieri, che si associano in esprimersi edforme e modi che prima non avremmo pensato. Il evolversi, didispiegarsi dei rami crea percorsi mentali associarsi le une coninaspettati, veri e propri viaggi nella conoscenza le altre e di cambiare:dove basta seguire i rami per avere sempre la ecco perché, secondotraccia del percorso della scrittura. me, è importante fareLe mappe si leggono partendo dall’angolo in alto a le mappe a matita ladestra e procedendo in senso orario fino all’angolo prima volta, e passareopposto. Ogni ramo si legge in modo centrifugo, il colore solo nell’ultima fase quando la mappa èpartendo dal centro e proseguendo poi verso definitiva. Prima, ci deve essere la ricerca delle l’esterno del foglio. associazioni e l’aggiunta, se necessaria, di altri Ogni ramo deve esser rami. Utile appunto se si riassume un libro o si dedicato ad un sotto- prendono appunti durante un discorso: possiamo argomento specifico e il tornare su punti già trattati inserendo altri piccoli colore serve ad rametti e avendo così una composizione organica, evidenziare questa personale e memorizzabile più facilmente perché differenza, quindi a segue il nostro percorso di apprendimento. capire qual è Con le mappe usciamo fuori dalla precostituita l’articolazione gabbia dell’impaginazione, che ci costringe agli dell’argomento centrale schemi fissi ed esploriamo nuovi confini e senza però perdere la spazialità. Una mappa, disegnata in brainstorming visione d’insieme. con idee in libertà, consente di fermare le idee Inoltre, differenziare i dalle quali possiamo procedere per riorganizzazioni colori non solo stimola successive e quindi rendere lineare i nostri “schizzi” l’emisfero destro del mentali. La struttura di una mappa diventa simile a cervello ma aiuta anche quella dei nostri neuroni, con un centro e rami che a memorizzare. gli si dispiegano intorno. Impossibile, altrimenti, fermare le idee in altro modo con la stessa capacità di rappresentazione e intuitività del percorso mentale effettuato senza che questo diventi un 11
  8. 8. groviglio inesplicabile di parole da cui è impossibile bene. Provate a fare qualche piccolo “esercizio di risalire a ciò che le ha generate. Ci aiuta a capire stile”. Dopo le prime mappe tutto verrà molto che i testi non sono necessariamente susseguirsi di naturale e sarà difficile poi tornare alla prospettiva parole ferme, ma che le parole sono esseri viventi verticale e alfabetocentrica senza avvertire un e in movimento. E di conseguenza, lo sono anche i senso di “perdita dell’informazione”. nostri pensieri. Se i nostri pensieri non si Le mappe ci spingono oltre i confini della normale evolvessero, probabilmente saremmo delle pietre e conoscenza e ci fanno entrare in un sapere “a tre non certo esseri umani! dimensioni”, che strizza l’occhio all’innovazione della forma e del contenuto, alla continua ricerca e Γνῶθι ζεαυηόν al Kaizen, il miglioramento continuo. Kai, cambiamento; Zen, migliore. Lo zen è l’arte di … o Nosce te ipsum, se non mastichiamo il greco ma solo un po’ di latino. È l’iscrizione sulla porta dell’oracolo di Delfi dove la Pizia comunicava i responsi che gli dèi mandavano agli uomini. È anche il riassunto di quanto diceva il filosofo Socrate durante le sue lezioni maieutiche. La maieutica è l’operazione delle mappe. Le associazioni ci fanno entrare in profondo contatto con noi stessi, ci spingono a trovare significati profondi in noi stessi e a spiegarli esternandoli, ci pongono dei limiti ma ci incitano a superarli. Il primo è proprio quello di girare il foglio. La prima volta sembra molto molto strano ma…provate a fare una mappa con un foglio in verticale: non verrà proprio12
  9. 9. approcciarsi al mondo. recupera il significato del termine enciclopedia: ἐγκύκλος παιδεία, enkyklos paideia. La conoscenza enciclopedica descritta anche da Umberto Eco, inLe mappe diventano delle metafore digitali su grado di toccare ogni ambito del sapere e costruirecarta. percorsi grazie a quelli che nel web sono i link eA piccoli passi anche nel mondo esterno qualcosa nelle mappe sono i rami. L’esempio più grande esta cambiando. Sarà un caso che l’I Pad, uno dei meglio riuscito di enciclopedia tecnologica, chefenomeni del momento, si legge anche in collega tutti tramite rete e link, è proprioorizzontale? Wikipedia: un vero fenomeno tecnologico eSi richiede sempre il passaggio dalla cibernetico che ha contribuito a modificarelinearità, analogica, al digitale, cioè l’approccio alla conoscenza. Basta unradiale. Quello che otteniamo è la click e la collaborazione degli utenti;costruzione di una trama ricca, Wikipedia, infatti, non è solo on line“lucente”, fatta di elementi di ma è soprattutto creata in modalitàraccordo e di rimandi continui. open source, grazie a volontari cheDa questo processo ne usciamo arricchiscono le sue voci. È l’esempiodecisamente arricchiti e le nostre perfetto di enciclopedia moderna,conoscenze e idee irrobustite. Lo che ha saputo ammodernare ilstesso risultato non può ottenersi concetto di enciclopedia e coniugarlocon la scrittura lineare, dove è al presente: niente più tomi enormidifficile rendere e visualizzare le idee e pesanti, di difficile consultazione ee le correlazioni tra gli elementi, limitati nel tempo1 e nello spazio2soprattutto se in punti diversi del ma l’infinità della conoscenzatesto. accessibile col proprio mouse. Wikipedia nonInvece, è proprio per questo che i punti sulla poteva non lasciare una traccia di sé nella storia; ilmappa “brillano”, perché sono solo punti di suo simbolo è un puzzle, dove ogni tassellopartenza e non di arrivo. Perché la costruzione aggiunge qualcosa alla sfera dello scibile. Comedella conoscenza non ha un inizio e una fine, masolo piccoli approdi da cui ripartire. Ogni ramo diuna mappa può essere il central topic di un’altra 1 Alcune informazioni infatti sono deperibili: la mia enciclopedia riportamappa, con altre associazioni, idee, pensieri, ancora l’assetto della Germania divisa dal muro di Berlino….concetti. Un circolo, appunto. Lo stesso che 2 I tomi sono difficili da trasportare e, di certo, non si possono portare con sé tutti insieme. 13
  10. 10. fanno i rami di una mappa, che aggiungono e futuro. spiegano qualcosa dell’argomento principale. Ma non mi sono limitata a questo: nella tesi ho unito molti degli ambiti disciplinari e degli argomenti trattati durante gli anni della laurea magistrale e anche della laurea triennale, a Gli elementi grafici sono un tutt’uno con i significati sottolineare le mille ramificazioni della trasmessi perché, in fondo, fare una tesi in comunicazione e, appunto, per rappresentare la comunicazione significa fare un’opera sincretica e summa di un percorso di apprendimento di comunicazione integrata. caratterizzato dalla flessibilità e Questo è stato lo spirito guida di tutta la tesi: multidisciplinarietà. Per questo, all’interno della abbracciare gli argomenti, cercando connessioni tesi troviamo disseminate argomentazioni di anche impensate e redigere una trama, piena di stampo socio-economico, quali la globalizzazione, hub, di aggregatori di temi e significati, tradotti in la new economy, la crisi economica; di sociologia forma grafica. dell’organizzazione, come l’impresa-rete anche alla Un’opera che vuole trasmettere un’identità reale, luce di un approfondimento maturato durante nuova concreta all’Istat. Per questo, nel capitolo 3 un’esperienza di stage nell’ambito del c’è una proposta d’identità da applicare in tutte le crowdsourcing e dell’innovazione organizzativa; di occasioni, ufficiali e promozionali, in cui saranno stampo più prettamente tecnologico, come la divulgati contenuti inerenti il censimento delle delineazione dei confini e la spiegazione delle imprese agricole. Dato che le comunicazioni e caratteristiche del web, della sua evoluzione e dei informazioni si moltiplicano esponenzialmente, c’è paradigmi dell’1.0, 2.0 e 3.0; impossibile poi bisogno di riportare tutto alla sinteticità e unità. E tralasciare il fenomeno dei social media e social sappiamo che un’immagine comunica più di mille web, senza trascurare la tecnica pubblicitaria, parole; per questo, è stato creato un sistema l’analisi dei vari media e del piano di comunicazione identitario e un logo che sottende le strategie apposito: per riportare tutti aziendali. i multipli significati all’unità e univocità verso tutti i soggetti coinvolti ed interessati. Un logo che sappia assumere su di sé il peso del passato e le aspettative e aspirazioni del14
  11. 11. Abbiamo quindi anche tracciato i contorni del vedere come tutti gli argomenti qui esposti –nostro scenario di riferimento, fatto di globalizzazione, crisi economica, agricoltura nel 1°internazionalità, multimedialità, globalizzazione e, capitolo; la rete, l’impresa rete, il web 2.0 e lasullo sfondo, la crisi economica che ha cambiato i tecnologia nel 2° capitolo e infine la tecnica connotati degli attuali pubblicitaria – abbiano come fil rouge proprio la assetti economici, comunicazione, la necessità di un rapporto con finanziari, sociali, politici l’esterno nel quale si trasmettano i significati, i e tecnologici. Non si può valori, l’identità interni. Ed è quello che poi infatti pensare alla converge – la convergenza è un leit motiv – nel comunicazione sistema d’identità e nella comunicazione. pubblicitaria senza Quello che ho fatto è stato provare a immaginare inserirla nel più vasto gli sviluppi futuri delle imprese agricole e quindi del panorama sociale ed censimento e dei risultati che può fornire per economico. La pubblicità preparare un media plan che avesse come è definita “settima arte” oggetto le imprese agricole e gli imprenditori del poiché è una futuro, avvezzi a internet e alle tecnologie. Eccocompenetrazione armonica di competenze di varia perché il media plan, oltre a sfruttare i canali dinatura, che esulano dalla semplice tecnica per comunicazione più “tradizionali” descritti nel terzosfociare anche nel marketing. Si è cercato di capitolo, ha un approccio critico e strategico che,portare in questa tesi lo stesso taglio trasversale e alla luce del target, cerca di raggiungerlomultidisciplinare avuto durante gli anni di studio e attraverso quelli che oggi chiamiamo i new media.che a ragione convergono nella pubblicità. Una Per cui, ecco perché nel 2° capitolo si è scelto dipubblicità che comunque si evolve e supera i suoi trattare l’evoluzione dei media e di parlareconfini, muta e sue forme e i suoi contenuti, si diffusamente della nascita e delle tendenze del webadatta ai contesti esterni e da questi ne viene 2.0, le modificazioni che ha apportato e il suoinfluenzata. influsso sulla rete d’impresa. Una rete d’impresaL’output finale è un media plan, cioè una descritta come occasione di rilancio e di sviluppopianificazione dei mass media da utilizzare per la futuro per le imprese agricole, così fortementecampagna pubblicitaria del censimento delle parcellizzate sia sul territorio che nell’essenza. Ilimprese agricole dell’ISTAT. Il significato profondo tessuto imprenditoriale italiano è caratterizzato,di ciò che volevo mostrare era la centralità e nell’agricoltura come nell’industria, dallaindispensabilità della comunicazione, di un frammentazione delle attività imprenditoriali e dallaapproccio professionale ad essa. Ho voluto fare loro dimensione. In altre parole, la quasi totalità 15
  12. 12. delle imprese attive sul territorio nazionale è rendendoli concreti e quindi mettendoci in grado di rappresentato dalle oltre 4milioni di piccole e medie utilizzarli. imprese, e oltre 2milioni sono solo le piccole e Il panorama entro cui ci si muove è instabile e medie imprese agricole che hanno nella mutevole. Ecco perché questa tesi è anche una territorialità, nella frammentazione, nella chiusura metafora liquida, che parla degli elementi distintivi verso l’esterno i loro principali lati negativi, che della società postmoderna, sfuggente e incerta, in possono essere facilmente abbattuti qualora cui adeguarsi al cambiamento diventa l’imperativo, l’impresa agricola si lanciasse con e sulla rete: una la comunicazione il mezzo, la tecnologia lo rete d’impresa, strumento, l’innovazione lo interconnettendosi alle altre scopo. imprese agricole, e una rete web che la lanciasse nel cyberspazio, smantellandone i confini fisici che ne rallentano lo sviluppo e l’internazionalizzazione. Un ultimo cenno va fatto riguardo il nome dei capitoli. Scorrendo l’indice, infatti, si vede che i nomi sono di fatto una metafora agricola che rappresenta, poi, il trait d’union con i contenuti stessi. Seminare, irrigare, raccogliere: seminiamo le basi della situazione economica mondiale che fa da contesto all’agricoltura; irrighiamo i nostri campi arati con la linfa data dalla tecnologia, dalla flessibilità e dalla comunicazione che riescono a trasformare – così come fa un corso d’acqua, quello necessario a innaffiare i campi seminati – le cose da uno stato ad un altro e che quindi ci permette di raccogliere i frutti del lavoro precedentemente svolto,16
  13. 13. La bolla è scoppiata. Il velo è stato sollevato.La crisi è uscita alla scoperto e ha mostrato il suo Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: taglivolto da Medusa, capace di immobilizzare col suo indiscriminati e forsennati, licenziamenti, banche alsguardo prima che Perseo potesse ripararsi dallo collasso, difficoltà ad accedere ai prestiti e ai sguardo pietrificante con lo mutui, stagnazione di ogni mercato e settore specchio. produttivo, La crisi economica è aumento della disoccupazione, inflazione alle stelle, arrivata nel 2008 ed è difficoltà a (ri)collocarsi di molti professionisti, ancora in corso, predetta da giovani e laureati. Alimentando, di conseguenza, un molti sociologi ma prevista circolo vizioso che impedisce una risoluzione da pochi economisti, in un positiva. Nel 2008 abbiamo assistito ad un vero emomento (dis)atteso per leconomia globale e proprio crollo della macchina capitalistica,prima che qualcuno riuscisse a correre ai ripari. Chi accartocciata su se stessa e inerme di fronte a ciòlaveva annunciata, come Cassandra, non è stato che essa stessa aveva creato.creduto; chi la teneva nascosta, sperando di farla A due anni dallinizio della crisi i governi di tutto ilfranca, ha pagato pesanti conseguenze. Quella del mondo continuano a mettere sul tavolo dellebiennio 2008-2009 è stata la peggior recessione decisioni soluzioni anti-crisi, provvedimentidal 1929 e anzi, anche peggiore di quel “venerdì demergenza e last minute. La soluzione migliorenero per Wall Street”. Forse, solo Gordon Gekko ne era agire a monte del problema ma, a questosarebbe uscito parzialmente illeso. punto, inutile pensare a “ciò che sarebbe potuto 17
  14. 14. essere e non è stato” e, meglio di niente, adottare i virtualmente - privi di rischi finanziari. Prodotti provvedimenti dettati dallapprensione. complicatissimi, ovviamente, che in sintesi estrema Nelle intuizioni ed ipotesi fatte dagli esperti (di prevedevano la distribuzione – in gergo tecnico si economia, finanza internazionale, ecc.) nel dice cartolarizzazione - delle risorse economiche momento in cui non è stato più possibile su più prodotti e fra più soggetti, per attenuare i nascondere lo stato demergenza in cui versava rischi derivanti dal fallimento di uno di essi. leconomia mondiale, le previsioni fatte (e Insomma, erano i “derivati” di cui Wall Street, ottimisticamente accolte) parlavano di una dopo l’iniziale titubanza, aveva iniziato a fare cessazione di tale stato incetta dato che rendevano proprio nellanno 2010. commissioni molto buone. Insomma, il 2010 doveva Si è generato così un circolo essere lanno del vizioso: era possibile risanamento e della accendere mutui a basso rinascita. Ottimisticamente, •mutui & prodotti derivati costo e (ricordandosi la PAROLE CHIAVE DELLA CRISI •subprime molti ci hanno creduto. redditività dei derivati) per •cartolarizzazione Realisticamente, è più •Lehman Brothers larghe fasce di popolazione, difficile. Chi osserva il •Federal Researve ottenere facilmente soldi in •Borsa mondo con occhi prestito, giocare in Borsa •Economia disincantati e un po cinici riducendo i rischi…situazione vede che si continua a che ben presto ha lasciato i faticare, tagliare fondi, disinvestire, risparmiare, caveau delle banche svuotati. I subprime concessi licenziare. Si continua insomma a vivere e sentire senza regole praticamente a larghissime fasce di la crisi. cittadini americani ha aggravato l’equilibro Ma andiamo con ordine: come si è generata questa finanziario delle banche, che prestavano soldi crisi economica? Originariamente, nel 1997, Robert senza vederli ritornare È stata la Federal C. Merton fu insignito del Premio Nobel per Researve a intervenire, così, per salvare gli istituti l’economia perché, insieme ai suoi colleghi Black e bancari. Prima di tutti, Lehman Brothers mentre Scholes, creò un modello di portfolii istituti semipubblici come Fannie Mae e Freddie apparentemente e – come si è mostrato, solo Mac – due grandi agenzie di mutui, che avrebbero18
  15. 15. dovuto salvare il mercato e invece sono a loro volta fermare la catastrofe sono dovuti intervenire isalvate - vengono nazionalizzate; questo è costato governi centrali, che hanno immesso liquidità, emolto al sistema finanziario americano, che ha che hanno stabilito un nuovo sistema di regole perspeso circa 1.500 miliardi di dollari in tre anni, frenare la finanza e farla tornare al serviziocome ha pronosticato il Nobel delleconomia Joseph dell’economia. Lo tsunami così si è allargato aEugene Stiglitz: uno sforzo imponente per dare macchia d’olio non solo in tutti gli Stati Uniti, doveossigeno all’economia più forte del mondo. A ha avuto origine, ma in tutto il mondo occidentale,pesare, poi, è stata una regolamentazione giuridica lambendo ovviamente anche l’Italia. Nel nostroassente, lacunosa o addirittura errata. Paese la crisi si è sommata a specifiche difficoltà interne, come una crescita ormai da vent’anni traUn vero e proprio tsunami ha travolto tutto il le più basse dei Paesi appartenenti all’Unionesistema bancario mondiale, quando il prezzo delle Europea e l’aumento del costo delle materie prime.case si abbassa e in molti si trovano un mutuo che La recessione economica in Italia ha causato unavale più dell’immobile stesso. Le case infatti perdita del prodotto interno lordo del 5% che nondovevano servire per rimborsare i mutui, mentre si sembra non essersi arrestata dato che anche iltrovavano così in forte svalutazione. Molti, poi, non quarto trimestre del 2009 – come esplicato nella restituisco Seduta n. 320 del 12 maggio 2010 della Camera no i dei Deputati - si è chiuso con un altro segno Focus Origine Crisi prestiti. negativo. economica: 1. Crisi immobiliare Incominci 2. Crisi banche ano le 3. Aumento prezzi perdite. I 4. Insolvenza mutui subprime titoli 5. Maladistribuzione redditi 6. Legislazione crollano e A differenza però di altri 7. Interventi governativi diventano Paesi, in Italia il sistema non è carta rovinosamente precipitato – straccia. eufemisticamente, ha Per parzialmente resistito – per una 19
  16. 16. serie di motivi: a livello “micro”, relativo alle trovavano strozzati e inghiottiti dalla macchina operazioni più direttamente a contatto con il bancaria e che, paradossalmente, avevano molto pubblico, per un sistema bancario legato ad un più da perdere. A mancare è stata però la fiducia modello “tradizionale” in cui prevale la componente nei mercati stessi, nel sistema interbancario e commerciale e non quella distributiva. In Italia i nelle garanzie offerte. A livello finanziario, molte subprime sono una soluzione economica non certo banche italiane hanno resistito perché sono tra le più diffuse. Non perché non ci siano istituti intervenuti colossi esteri che hanno acquisito il loro bancari che non ne le banche accolgono le novità in debito, diventando di fatto proprietari degli istituti termini di prodotti finanziari anche con cinque anni bancari stessi. Lo stesso, in fondo, che è avvenuto di ritardo rispetto alle banche americane e in Gran Bretagna: in entrambi i casi, a emergere è anglosassoni. Anche il mercato immobiliare è stata una bontà dei sistemi ovviamente falsata da diverso: mentre in USA si cambia casa con più queste acquisizioni. Inoltre, l’Italia ha resistito per facilità ed è molto elevato il numero di affittuari, in la difficoltà di molti scambi con l’estero, grazie - o Italia circa il 70% della popolazione è titolare della per colpa - a un euro forte sul dollaro, per il tipo di casa in cui vive e solitamente questa è anche la import/export che l’Italia intrattiene con gli altri prima casa. Le banche italiane, al contrario di Stati, per i rapporti commerciali con gli USA, come quelle statunitensi, hanno l’emergenza della vediamo dal seguente grafico basato sulle stime solvibilità, cioè di un accumulo di titoli e del della Banca d’Italia. conseguente deterioramento del portafoglio di crediti dovuto a questo ristagno. Per In sostanza, l’impatto della crisi in Italia è stato controbilanciare questa situazione, l’Italia ha relativamente mite perché la finanza non ha vinto conferito alle banche maggiori poteri, le ha sull’economia reale. Ciò non ha comunque impedito rafforzate e le ha messe nella condizione di elargire la recessione e il Prodotto Interno Lordo, secondo in maniera controllata e oculata credito alle piccole le stime della Banca d’Italia, è in ogni caso e medie imprese, che rappresentano il vero tessuto notevolmente sceso, come evidenziato dai seguenti produttivo del Paese. In caso di insolvenza, così, grafici: a rimetterci non erano grandi gruppi e multinazionali – costretti a migliaia di licenziamenti e tagli pesanti - ma cittadini privati e singoli che si20
  17. 17. Figura 1: Variazione % importexport in Italia, dal 2006 a oggi. Fonte: Banca la necessità di adottare misure e politiche in ambitod’Italia 25 fiscale e finanziario capaci di stabilizzare il sistema 20 bancario, rilanciare leconomia reale e coprire i 15 costi della crisi. Ma la recessione è stata avvertita 10 Export anche nei paesi in via di sviluppo, dove la crisi 5 Import finanziaria arriva subito dopo quella agricola, quella 0 alimentare e quella climatica del biennio 2007- -5 2008. Fino ad oggi, ogni provvedimento preso per -10 arginare la crisi globale appaiono inadeguato e -15 -20 insufficiente. E anche gli operatori finanziari – in una certa misura responsabili della crisi - devono farsi carico, anche solo parzialmente, dei costi Sostanzialmente le nostre banche si sono della ripresa – ed è per questo che è statasalvate per la loro arretratezza e per il diverso avanzata la proposta di una tassa sulle transazioniscenario economico in cui operano. La crisi finanziarie (Financial Transaction Act - FTT),economico-finanziaria ha messo in evidenza le soprattutto quelle a breve termine, più inclini amolte debolezze dellattuale sistema e ha rilevato manovre speculative. Questa ipotesi, se realizzata in modo adeguato, contribuirebbe a parte del PIL Italia risarcimento dei costi, considerando che rappresenterebbe unefficace misura per frenare le 2 attività speculative senza alcun intervento 1 sulleconomia reale e anzi sarebbe utile per trovare 0 risorse da destinare allo sviluppo. Questo -1 intervento richiederebbe una manovra di concerto PIL ITALIA -2 da parte di più nazioni e ovviamente un adeguato piano di implementazione sopranazionale. Tale -3 compito, durante il G20 del 2009 a Pittsburgh, è -4 stato demandato al FMI, Fondo Monetario -5 Internazionale. Per ora, nell’ambito dell’eurozonaFigura 2: Variazione % PIL in Italia dal 2006 a oggi. Fonte: Banca d’Italia 21
  18. 18. i primi ad accogliere le direttive del FMI sono stati Crisi italiana Francia, Belgio, Germania e Austria. L’Italia, •immobilismo invece, è ancora in ritardo e questo genera molta •solvibilità ansi per l’FMI. Ma quindi, come uscire dalla crisi? •sistema politico Secondo Andrea Boltho, professore anglo-italiano •arretratezza •disinvestimenti di Economia al Magdalen College di Oxford, le strade che si prospettarono allora erano tre: il recesso, la resistenza e lo sviluppo. Sembra che in Uscire dalla crisi tutto il mondo ad attuarsi sia stata la prima •ricerca •innovazione soluzione, anche perché i governi mondiali non •ottica lungo periodo avevano leve e risorse- più di quelle giù utilizzate – •investimenti per attuare altre politiche di sostenimento •tecnologia dell’economia, monetarie e fiscali di espansione. Sappiamo infatti che, nel nostro Paese Un aiuto importante per uscire dalla crisi sta specialmente, il debito pubblico è molto elevato e i proprio nell’innovazione, nella ricerca, nella continui “tagli” a tutti i settori – come ci mostrano tecnologia: chi investe in questi settori ha la chiave le ultime leggi finanziarie - sono un prolungamento per il successo nel futuro, poiché avrà un margine di questo stato di emergenza fiscale e rende di sicurezza maggiore per prevedere quello che difficile azionare le leve del bilancio. Questa potrà accadere un domani nei nostri mercati. È chi situazione, troppo spesso, è diventata anche alibi ha idee innovative e ha il coraggio di realizzarle che per giustificare l’immobilismo e i disinvestimenti, esce irrobustito e trasformato dalle crisi. Ma è tutto mentre le stesse politiche di il sistema che ne guadagna, pur diventando più bilancio, se utilizzate in modo complesso e, in un secondo momento, anche più meno dogmatico, potrebbero competitivo. Occorre ragionare in termini di lungo attenuare la crisi almeno a periodo per programmare al meglio le risorse e gli livello sociale. interventi da attuare. In questo modo, tenendo ben presenti i dati e gli errori commessi nel passato, si può modificare la rotta, pianificare e programmare22
  19. 19. un piano di sviluppo che, nel lungo periodo, dia isuoi ottimi risultati, non senza il coraggio dirischiare. Lagricoltura è definita come lattività economica che consiste nella coltivazione diInsomma, la crisi può rappresentare anche specie vegetali e delle piante, siano esse arboree oun’opportunità se si ha il coraggio di fare scelte erbacee, lallevamento degli animali e loche, al momento, possono sembrare azzardate e sfruttamento delle foreste. La finalitàfolli. Quello che si ottiene dalla crisi è la dellagricoltura è, da una parte, l’ottenimento econsapevolezza degli sbagli fatti e la possibilità di sfruttamento delle risorse vegetali a fini nonnon ripetere gli stessi errori. Si possono avviare esclusivamente alimentari e senza che siaprocessi di ristrutturazione interni che abbiano necessariamente indispensabile l’asportazione dellacome obiettivo la qualità, il servizio, una maggiore pianta, mentre lallevamento, inteso come lopresenza nei mercati, negli scenari istituzionali e sfruttamento delle risorse di origine animale, ènella vita delle persone. Dopotutto, non si può ritenuto lopposto, rispecchiando la storicarisolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero antinomia pastore-contadino.che abbiamo utilizzato per crearlo: è per questoche si deve pensare creativamente, in modo Per il Codice Civile3 è imprenditore agricolo chiinnovativo e soprattutto, passare all’azione. esercita una o più delle seguenti attività: Coltivazione del fondo; Selvicoltura; Allevamento di animali; Altre attività connesse: si definiscono tali le attività, esercitate dall’imprenditore agricolo, che hanno come fine la manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di: 3 Ai sensi dell’art. 2135 C.C., come modificato dal D. Lgs. 228/2001. 23
  20. 20. Prodotti ottenuti prevalentemente dalla invece quelli costituiti da: coltivazione del fondo, del bosco o dall’allevamento; Attività agrituristica - quando un imprenditore agricolo offre nei propri fondi vitto e alloggio a Fornitura di beni o servizi attraverso l’uso eventuali turisti, utilizzando prevalentemente prioritario di attrezzature o risorse prodotti propri e organizzando talvolta attività dell’azienda normalmente impiegate ricreative o culturali; questa è considerata 4 nell’attività agricola esercitata . agricola se è secondaria rispetto all’attività principale e di carattere stagionale; Esempi di attività connesse possono essere5 la Vendita di prodotti agricoli oltre il luogo di produzione e vendita diretta di olio, vino, miele, produzione: può svolgersi solo previa richiesta al funghi, formaggi, ecc. Due casi particolari sono Comune competente per territorio. La richiesta non implica necessariamente l’acquisizione della natura di imprenditore commerciale anziché agricolo, perché l’inquadramento nell’una o Valle dAosta nell’altra categoria si determina in base alla prevalenza del reddito commerciale o agricolo. Trentino-… Sicilia Secondo i risultati del 5° Censimento generale dell’agricoltura, svolto dall’Istat nel 2000, Puglia esistono in Italia 2.611.580 aziende agricole, 2000 Molise forestali e zootecniche, con una diminuzione di 1990 411.764 unità rispetto alla situazione accertata Lombardia con il precedente censimento del 1990. Lo Lazio vediamo meglio nei due seguenti grafici. Emilia… Calabria 4 Figura 3: Distribuzione per area geografica aziende agricole, anni 1990-2000. Fonte: Istat Sono qui comprese le attività di valorizzazione del territorio e del Abruzzo patrimonio rurale e forestale, in altre parole di ricezione ed ospitalità. Cfr. d.lgs. n. 228/2001. 0 100000 200000 300000 400000 500000 5 Cfr. manuale Istruzioni per la rilevazione24
  21. 21. Agricoltura ed allevamento hanno, rispetto al Variazione % diminuzione settore secondario e terziario, un attive Consistenza imprese peso marginale aziende agricole nella produzione della ricchezza e risentono di Nord Ovest Nord Est Centro Sud Isole difficoltà di organizzazione. Attualmente, i settori 1% 22% 10% sono distribuiti come nel grafico a fianco. Primario 8% Secondario 47% 50% 11% Nonostante alcuni risultati positivi, per esempio Terziario nella coltivazione di olivi, uva da vino Non classificato 27% ed ortaggi, lItalia importa ancora molte derrate agricole. 24% Figura 6: Fonte: Infocamere/Movimprese. Dati relativi al 2009. Nellallevamento prevalgono ovini e caprini, specie sullarea appenninica; nelle regioni del Nord si allevano anche bovini e suini. Il suo apporto alFigura 4: Variazione negativa (-n) numero aziende agricole per distribuzione Prodotto Interno Lordo si attesta a meno delgeografica. Fonte: Istat 1990-2000 3%6, come ci spiegano i grafici. Per esempio, sono scesi – così come già detto da alcune stime7 dellEurostat – i redditi di coloro che lavorano nel settore primario: lufficio statistico dellUnione europea ha rilevato come il reddito agricolo nel 1400000 2009 in Italia sia calato del 14%. Il tracollo dei 1200000 redditi, secondo gli agricoltori, è imputabile al 1000000 crollo dei prezzi e alla scarsa attenzione al settore. Dietro l’Italia, confermano i dati Eurostat, 800000 1990 ci sono solo gli ungheresi che hanno visto scendere 600000 2000 il loro reddito del 35%. Ecco perché l’agricoltura 400000 italiana, pur avendo numerose certificazioni DOP, 200000 IGP, STG e un’immagine di freschezza e bontà, 0 Nord Nord Centro Sud Isole 6 Ovest Est Lo stesso contributo che danno gli investimenti pubblicitari. 7 Rapporto Eurostat relativo all’anno 2009.Figura 5: Numero aziende agricole nel territorio, anni 1990-2000. Fonte: Istat 25
  22. 22. abbia accusato meglio di altri settori il colpo PIL III° trimestre 2009 sferzato dalla crisi economica, sta vivendo un momento di difficoltà e molte misure adottate sono 2,52% Agricoltura insufficienti o inefficaci . 21,22% 19,69% 5,26% Soprattutto, per colpa della crisi, a calare sono stati Industria 27,68% gli investimenti nel settore (e sono continuati a 23,63% scendere negli ultimi due anni). E sempre per una Costruzioni scarsa attenzione a questo settore produttivo che, ricordiamolo, è definito primario e quindi a rigor di logica dovrebbe essere oggetto di particolari attenzioni. È nel settore primario, dopotutto, che si Figura 7: Distribuzione Prodotto Interno Lordo nel terzo trimestre 2009. Fonte: Istat creano le basi per l’alimentazione grazie alle coltivazioni e agli allevamenti e quindi dei prodotti fatica a stare galla: ancora oggi i prezzi di vendita alimentari derivati. all’ingrosso sono bassi, in ogni caso insufficienti a coprire le spese e lontani dal dare un reddito agli Tutte queste difficoltà hanno causato dei agricoltori, nonostante le produzioni continuino ad cambiamenti anche nella gestione delle aziende essere di ottima qualità e soprattutto riconosciuta. agricole. I cambiamenti sono evidenti se si La qualità infatti si paga: delocalizzare e produrre osservano le modificazioni nei tipi di coltivazione e in Spagna, Marocco, Olanda ed Egitto costa molto allevamenti che vengono prodotti dalle aziende. Lo meno che produrre qui, compresi i costi di evidenziamo con la seguente tabella, basata sui trasporto, e i prezzi di vendita sono molto più dati prodotti dall’Istat nel corso del 5° censimento competitivi dei nostri8 che subiscono un forte dell’agricoltura effettuato nel 2000: ricarico quando arrivano alla GDO. Gli agricoltori si sentono soli, senza aiuti dallo Stato e anzi con limitazioni pesanti, come le quote latte. Quello che fino ad ora è certo è che l’agricoltura, nonostante 8 Quando solitamente i prezzi in Italia sono più alti nella stagione invernale.26
  23. 23. Tabella 1: Distribuzione percentuale per regione delle aziende secondo l’uso dei Lombardia 64,7 28,0 37,6 7,1 31,6 5,5terreni, anno 2000. Fonte: Istat Marche 80,0 66,9 9,1 7,9 34,4 3,9 Molise 73,2 75,9 9,4 15,7 47,6 1,3 Coltivazi Prati Piemonte 53,5 49,0 41,5 5,8 56,9 11,0 Semin oni Alberi da REGIONI Pascoli Boschi Puglia 33,3 85,8 0,4 2,2 2,3 0,1 ativi Legno Perm.nti Sardegna 43,7 72,2 3,1 27,7 24,1 7,8 Perm.nti Sicilia 43,3 78,4 1,5 12,1 4,6 0,3 Abruzzo 61 80,2 6,2 5,0 26,4 2,5 Toscana 43,8 75,1 20,2 9,3 43,9 2,3 Basilicata 63,5 68,5 6,2 26,9 24,2 1,2 Trentino- Calabria 36,8 83,8 2,6 11,2 17,4 1,4 14,2 46,6 43,8 14,4 65,3 0,2 Alto Adige Campania 55,0 75,2 3,5 7,1 22,2 1,1 Emilia- Umbria 61,5 73,1 13,7 13,9 39,6 2,5 73,6 56,1 17,4 4,2 28,9 2,7 Romagna Valle 34,8 52,8 85,7 42,7 73,9 0,7 Friulia- d’Aosta Venezia 82,4 37,7 27,6 1,9 30,8 6,7 Veneto 69,0 46,7 27,6 2,3 21,7 2,8 Giulia ITALIA 49.4 70.6 12,7 9,3 22,9 2,2 Lazio 38,0 75,9 20,8 10,9 20,7 1,2 Liguria 38,4 72,6 22,9 6,4 50,1 0,5Dalla tabella emerge che le coltivazioni seminative circa. La tabella evidenzia anche un discretoe permanenti sono le più diffuse lungo tutta la utilizzo dei boschi ma non con lo scopo di ottenerepenisola, favorita dalla conformazione geografica legname. Un calo maggiore interessa le aziendedel territorio nazionale a prevalenza collinare, che che utilizzano terreni come seminativi: sono pocosi presta a questi tipi di coltivazione. La forma di meno della metà del totale censito ma rispetto acoltivazione permanente più diffusa è dieci anni prima sono diminuite in misura piùprevalentemente la vite, l’olivo ed alberi da frutta, rilevante (-25,9%). Anche queste sono piùparticolarmente diffusa tra le aziende meridionali, numerose nelle regioni meridionali, dovedelle isole e regioni del Centro Italia. Al Nord fa rappresentano il 35,5% del totale nazionale.eccezione la Liguria. Rispetto alla situazione Appare evidente la maggiore diffusione relativarilevata dal censimento effettuato nel 1990, nel delle aziende con boschi nel Nord-ovest (48,5%),2000 si vede un calo delle aziende che praticano mentre la diffusione è più moderata nel Meridionecoltivazioni permanenti, pari in media al 15% (15,6%) e nelle Isole (9,2%). I cambiamenti 27
  24. 24. appena visti sono un altro sintomo della crisi, 1500000 perché indicano una diffusa tendenza alla specializzazione in un minor numero di forme di 1000000 utilizzazione dei terreni. Il fenomeno sembra accomunare tutte le zone geografiche, anche se 500000 1990 con differente intensità: appare infatti più rilevante 2000 nel Nord-ovest, dove alla diminuzione complessiva 0 delle aziende pari al 39%, quelle con pascoli sono diminuite del 50%, quelle con colture permanenti del 47%, quelle con boschi del 45%, quelle con prati permanenti del 43% e quelle con seminativi del 42%. Vediamo sinteticamente i dati nei Figura 9: Aziende, per distribuzione geografica, con allevamenti. Fonte: Istat 1990- seguenti grafici: 2000 La tendenza alla diminuzione delle aziende Italia… agricole viene confermata anche per le unità che praticano l’allevamento del bestiame. Nel 1990 Isole esse erano più di 1 milione, mentre nel 2000 si Sud sono ridotte a 640 mila, con una variazione Centro negativa pari al 38,6%. Le maggiori riduzioni Nord Est hanno riguardato l’allevamento di bovini e/o Nord… bufalini e quello di suini: le aziende allevatrici sono diminuite nel primo caso di 149 mila unità (- 2000 0 1000000 2000000 3000000 46,6%) e nel secondo caso di 175 mila unità (- 1990 49,0%). Il Veneto e la Campania restano le regioni con maggior numero di allevamenti, con quote Figura 8: Aziende in complesso, per Superficie agricola Utilizzata (SAU). Fonte: Istat, 1990-2000 percentuali sul totale nazionale rispettivamente pari al 12,9% e al 10,8%. Il Piemonte ha subito una diminuzione sostanziosa del numero di28
  25. 25. aziende (-59,6%). Anche il Friuli-Venezia Giulia, laLiguria e la Lombardia perdono posizioni a seguito Variazione % diminuzionedi rilevanti riduzioni del numero di aziende con aziende con allevamentiallevamenti, in misura rispettivamente pari al Isole63,2%, al 59,3% e al 53,2%. Al contrario meno 18% Nord Ovest 29%accentuata rispetto alla media nazionale è stata la Sudriduzione di aziende nelle regioni centrali: in 17%particolare, Umbria e Marche hanno visto diminuireil numero di aziende in misura significativamenteinferiore al tasso di variazione registrato a livello Centro Nord Est 20%nazionale. Nel Mezzogiorno sono la Sardegna e la 16%Campania ad aver registrato la più contenuta Media Italia: 38,6%riduzione del numero di aziende, in misura Figura 11: Variazione percentuale della diminuzione aziende con allevamenti.rispettivamente pari al 26,9% e al 28,0%. Nelle Fonte: Istat, 1990-2000.regioni settentrionali solo nella Provincia di Bolzanola riduzione è stata nettamente inferiore a quella L’ultima componente ha carattere nazionale: simedia nazionale, pari al 12,2%. diffonde l’integrazione del settore primario con l’agroindustria10 e con un sistema distributivoIl censimento del 2000 ha così rilevato che esiste moderno. L’agricoltura entra sempre più neiuna sostanziale parità nella distribuzione delle disegni di sviluppo dei sistemi locali mentre ilaziende allevatrici lungo il territorio nazionale, quadro istituzionale di riferimento si arricchisce elocalizzate comunque soprattutto Nord-est e a si complica man mano che crescono le autonomieseguire nel Centro e nel Sud, mentre il Nord-ovest locali.ne comprende il 13% e le isole una quota pari apoco meno del 7%9. 10 L’agroindustria è un tipo di agricoltura intensiva e moderna, fatta con macchinari e tecniche di coltivazione avanzate, sfruttando le concimazioni e i sistemi di protezione contro parassiti e funghi. E tesa alla massima produzione possibile. Per questo è una sorta di "industria", perché sfrutta la meccanizzazione e le tecnologie applicata9 Cfr. dati 5° censimento generale dell’agricoltura, Istat. allagricoltura. 29
  26. 26. crisi alimentare e una crisi energetica, a causa dell’aumento dei prezzi derivante dalla speculazione; Una crisi ecologica, quest’ultima forse la peggiore delle tre, che va a inficiare direttamente l’ambiente e scatena reazioni a catena con tutti gli altri settori economici e politici; richiede risorse e azioni decise, attenzione e riguardi, e genera reazioni a catena con le altre crisi: per fare un esempio, i disastri ambientali richiedono misure d’emergenza, causano l’aumento dei prezzi dei beni di consumo e dei generi alimentari, con seguente difficoltà di accesso per alcune fasce di popolazione più indigente. Crisi che si rinforzano a vicenda: basti pensare che nelle aree più povere si è portati a sfruttare Viviamo in un mondo flagellato al contempo da tre l’ambiente in misura maggiore e con tecniche e crisi: tecnologie più arretrate (quando non esistenti). La crisi economica non si è Una crisi sociale, che vede una forte disparità tra paesi ricchi e paesi eufemisticamente limitata a inficiare la forza delle economie chiamati “in via di sviluppo”, un aumento della mondiali, delle imprese e degli istituti bancari, ma povertà e delle disuguaglianze. Non mancano poi ha colpito anche un settore considerato anticiclico le crisi sociali interne ad ogni stato, quali le come l’agricoltura, che proprio grazie a questa sua disparità salariali, le discriminazioni, la caratteristica è riuscita a contenerne parzialmente disoccupazione, l’assenza o la scarsità di gli effetti, nonostante la già grave situazione di politiche di welfare a sostegno degli individui, partenza del comparto produttivo e le difficoltà ecc.; strutturali. La crisi economica e finanziaria – pur La crisi economico-finanziara, alla quale – meno di altri comparti produttivi - ha proporzioni oltre quanto già visto – è da imputare anche una ugualmente drammatiche per l’agricoltura italiana30
  27. 27. perché ne alimenta le già gravi 120 miliardi di euro, pari all’anno precedente. difficoltà strutturali. È l’agricoltura Possiamo leggere questo dato come un altro segno delle regioni meridionali, in della difficoltà del settore e in genere di una particolare, a soffrire ancora di più a quadratura economica non certo delle migliori. In causa della debolezza finanziaria particolare, proprio nell’ultimo anno è venuta delle aziende. I recenti dati meno la spinta propulsiva delle esportazioni, pubblicati dall’Istat nel 2009 mentre negli anni precedenti queste avevano mettono in evidenza una disparità contribuito in modo determinante alla crescita del del 30% del valore aggiunto per fatturato agricolo. Osservando gli ultimi nel loro addetto nel settore rispetto alle aree insieme, ad esempio, si evidenzia la tendenza del Nord, compensato dal dato all’instabilità dei mercati agricoli e una progressivaapparentemente positivo relativo all’occupazione. perdita di competitività, nonostante la qualità e le certificazioni delle produzioni. Le imprese agricoleDati questi presupposti emerge la necessità di rivelano la loro dipendenza alle materie primeiniziare una riflessione che, partendo dalle industriali edemergenze contingenti della crisi energetiche: La crisi in agricoltura:economica, dia l’occasione per realizzare risorse instabili leun piano di rilancio della produzione Esportazioni cui oscillazioni sonoagricola per intraprendere le azioni più Prezzi amplificate dagliefficaci per contenere il dilatamento della Diminuzione numero aziende strumenti finanziaricrisi a tutti i settori, ma che nel frattempo Competitività e mettono inlanci le basi per una riforma agraria Margine di filiera discussione lanecessaria per via della debolezza Redditi agricoltori natura anticiclica Fatturatointrinseca del settore. Un altro dato del settore. Frammentazioneannesso alla crisi è il fatturato S.A.U. in diminuzione Infine, adell’industria alimentare - diretta Territorialità completare questodiscendente di quella agricola - italiana quadro a tinteche nel 2009, secondo le stime di fosche c’è daFederalimentare, è rimasto allincirca di 31
  28. 28. annotare che la Superficie Agricola Utilizzata Come abbiamo (SAU) va progressivamente riducendosi e gli rilevato già nel addetti all’agricoltura sono sempre in diminuzione, “Rapporto sullo Sfide dell’agricoltura: indici anch’essi di difficoltà strutturali e scarsa Stato Impatto ambientale incentivazione del settore a favore di altri settori dell’Agricoltura Aumento domanda produttivi. del 2009”, la Efficienza energetica I tre effetti principali della crisi in agricoltura sono salita dei Contraffazione così riscontrabili nella: prezzi agricoli Qualità si è sviluppata Prezzi Diminuzione dei prezzi agricoli e del fatturato contemporane Progetti a lungo delle imprese; amente a termie Peggioramento del margine di filiera; quella del Allargamento della forbice tra prezzi al consumo petrolio e degli e prezzi agricoli alla produzione e diminuzione dei redditi. altri prodotti energetici, nonché di tutte le materie prime. A ciò Il valore aggiunto11 del settore è diminuito del 5% per via della contrazione della produzione agricola e di una riduzione dei prezzi allorigine. I prezzi agricoli sono difatti diminuiti circa del 16% nel 2008 e circa del 6% nel 200912. La diminuzione dei prezzi e di conseguenza del fatturato e dei redditi è stata aggravata dallo sgonfiamento della «bolla» agricola del 2008, e la crisi economica ha appesantito la situazione delle imprese agricole. 11 Il valore aggiunto è la differenza tra il valore dei beni prodotti e il valore dei beni usati per produrli. Misura lincremento lordo del valore di un bene ottenuto dallattività produttiva. 12 Fonte: Istat, Eurostat, Agrinews, ZootecNews; statistiche riferite alla produzione e al fatturato agricolo nel 2008 e nel 2009.32
  29. 29. si aggiunge sia una crescente competizione a mercato agro-alimentare che con difficoltàlivello europeo e mondiale, frutto della contiene la debolezza della domanda interna.liberalizzazione degli scambi e della diminuzione Inoltre, nell’agricoltura italiana esiste un fenomenodei costi di trasporto che hanno avuto un ruolo irrisolto e peculiare del nostro sistema: quello dellaconsiderevole nella diminuzione dei prezzi agricoli frammentazione del settore, delle piccolesia il margine di filiera, cioè della differenza tra i dimensioni delle aziende, della difficoltà aprezzi al consumo e quelli allazienda. raccogliere fasce critiche di prodotti, a organizzareLe sfide che accompagneranno l’evoluzione dei e organizzarsi per il mercato e, di conseguenza, asistemi agricoli internazionali nei prossimi anni raggiungere mercati lontani che comportano saltisono molteplici, certamente non facili ma non qualitativi inaccessibili per la quasi totalità degliimpossibili. Dalla necessità di soddisfare una imprenditori agricoli.domanda di cibo in aumento, fino a quella di Da questi segnali e dati deve provenire anchecontribuire alla sostenibilità dei processi di crescita un’altra riflessione: nessuna soluzione produttiva eincrementando il livello delle prestazioni ambientali organizzativa è sufficiente, se isolata, a soddisfarefornite dagli agricoltori in termini di lotta al le esigenze di un’agricoltura complessa, “diversa”,cambiamento climatico, risparmio idrico, fortemente geografizzata quando non 13produzione di energia rinnovabile, salvaguardia “personalizzata territorialmente” come quelladella biodiversità e degli ecosistemi in generale. In italiana. Non basta una politica agroalimentarequesto scenario, i prezzi dei prodotti agricoli “qualsiasi” per questa agricoltura, perché c’èstanno diventando sempre più fonte di bisogno di una politica di progetto e unapreoccupazione e di disparità. diversificazione più mirata per cogliere le diverseLa necessità di pesanti interventi nell’agricoltura si espressioni del territorio. Serve un ventaglio dievidenzia allorquando le imprese agricole opzioni, sperimentazione, soluzioni anche innostrane, per mantenere il mercato delle antitesi fra loro, ma convergenti su un unicoesportazioni, hanno usato la leva dei prezzi. Nonsenza un sacrificio non indifferente per gli utili. La 13 Questo non è da intendere necessariamente e unicamente come unleva dei prezzi bassi, quindi, è sembrata essere aspetto negativo dell’agricoltura italiana: la territorialità è caratteristica fondante della qualità e dell’immagine che i nostri prodotti hanno neinell’immediato lo strumento più efficace per mercati nazionali, europei e internazionali, grazie alle associazioni forti epenetrare nei mercati esteri e mantenere un favorevoli che si hanno con l’idea del Made in Italy. 33
  30. 30. obiettivo: mantenimento delle aziende sul sulla ricerca scientifica (soprattutto genetica) e territorio e del loro reddito, che ne è la condizione sull’innovazione tecnica per incrementare le necessaria e sufficiente. produzioni unitarie. Ma soprattutto necessita di Già durante il G8 dell’agricoltura, organizzato da politiche strutturali e di imprese che facciano scelte Coldiretti, sono state avanzate proposte per strategiche e coraggiose, in grado di rilanciare la ridimensionare gli effetti della crisi riversatisi sul competitività e la produttività del comparto con settore agricolo che, in quanto garante del bisogno scelte imprenditoriali basate su nuove strategie di cibo, dovrebbe essere un mercato a parte e che mettano al centro la ricerca e meritevole di particolari garanzie. Le proposte linnovazione.Con i dovuti investimenti ed una erano dirette a incrementare la sovranità del consapevole azione politica, una nuova agricoltura settore, garantendo l’approvvigionamento e è dunque possibile. un’offerta in linea con le richieste di cibo. Le soluzioni da approntare riguardano anche la creazione di standard internazionali riguardo la sicurezza alimentare, la tracciabilità, la creazione di stoccaggi per disporre sempre di scorte e un’ottimizzazione di quelle esistenti. Occorre sostanzialmente intervenire per una riorganizzazione complessiva del settore. Per far questo, innanzitutto, gli obiettivi produttivi vanno connessi alle possibilità offerte dal mercato, con una ricerca che apra i propri orizzonti oltre confini consolidati e senza appoggiare interessi lobbistici. Lagricoltura è stata a lungo ingiustamente trascurata, mentre si affermano oggi le necessità di rivalutare l’attività primaria, inscindibilmente legata alla garanzia del cibo, l’adeguamento dei redditi degli agricoltori a quelli degli altri settori (commercio, terziario, artigianale) e di fare leva34
  31. 31. il legislatore e il decisore politico a integrare obiettivi, interessi e calibrare le decisioni in È certo che il 2010, pur con alcune un’ottica di lungo periodo; solo così, con ladifferenze, non mostra di scostarsi dall’incertezza lungimiranza, si possono programmare adeguatelegata agli eventi negativi legati al biennio 2008- politiche per il risanamento che diano risultati non2009 e che potrebbero quindi riemergere nel solo nel breve termine. È infatti una prerogativaprossimo futuro. Il contesto economico mostra una peculiare del decisore italiano quella di attuaresituazione molto confusa che si riflette in tutti i “politiche dell’immediato” e “politichecontesti produttivi e quindi anche nel contesto dell’emergenza”, solo in situazioni che leagricolo. A confermarcelo è il Rapporto sullo richiedano ad hoc e che necessitino poi di continuiStato dell’Agricoltura14 del 2010 il quale analizza aggiustamenti nel tempo15 piuttosto che adottarelo status quo della politica per il settore agricolo. visioni a lungo termine e di prospettiva che snelliscano le procedure di ammodernamento.Il sostegno al settore primario nel nostro Paese si Inoltre, è opportuno favorire l’accesso al creditoarticola su diversi livelli di competenze e per le imprese in difficoltà, stabilendo ancheresponsabilità, e utilizza strumenti finanziari e incentivi per le imprese agricole che fannoregolativi molto differenti tra loro sia in termini di innovazione, che massimizzano l’efficienzadisponibilità di risorse sia per obiettivi e finalità. E produttiva, che si rendono energeticamentenon sempre gli interventi sono positivi: basti efficienti o autosufficienti e pertanto a bassopensare alle multe che le aziende agricole sono impatto ambientale. Nell’immediato, sul tavolo delcostrette a pagare per esempio con le “quote latte” decisore deve esserci però un pacchetto diqualora queste vengano superate. Non è certo un politiche di intervento pubbliche perincentivo alla produttività e all’aumento dei profitti lagricoltura e lagroalimentare che garantiscano undi settore. Le azioni del legislatore e del decisore quadro di regole condiviso da tutti gli operatori delpolitico devono essere invece proiettate allo settore e tutti gli stakeholder. Questo pacchetto disviluppo e portate avanti – e simultaneamente – interventi deve permettere a tutti gli agenti dellasu più fronti. Innanzitutto, occorre sensibilizzare 15 Con notevole dispendio di tempo, risorse monetarie, lungaggini14 Pubblicato da INEA. burocratiche che rallentano e appesantiscono i progetti di rinnovamento. 35

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